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Universita della Basilicata

Corso di Laurea in Informatica


Analisi Matematica 2 (A.A. 2008/2009)
Appunti integrativi sull integrazione
dott.ssa Vita Leonessa

1 Un criterio di integrabilita
Sia I = [a, b] con a, b R, a < b.
Definizione 1.1. Si definisce partizione o suddivisione di I un insieme or-
dinato P = {x0 , x1 , . . . , xn } di n + 1 punti (n 1) tale che
a = x0 < x1 < . . . < xn1 < xn = b.
Questi n + 1 punti individuano n intervallini del tipo [xk1 , xk ] al variare
di k = 1, . . . , n, ognuno di ampiezza xk xk1 .
Date due partizioni P1 e P2 di I si dice che P1 e piu fine di P2 se P2 P1 ,
ovvero se P1 contiene almeno un punto in piu di P2 .
Linsieme di tutte le partizioni possibili di I verra indicato con il simbolo
P(I).
Sia ora f : I R una funzione limitata e P P(I). Per ogni k =
1, . . . , n si definiscono le seguenti quantita
mk := inf{f (x) : x [xk1 , xk ]} e Mk := sup{f (x) : x [xk1 , xk ]}.
Dalla limitatezza di f segue che mk e Mk esistono e sono numeri reali. Si
definiscono inoltre le seguenti somme integrali, risp., inferiore e superiore
n
X
s(f, P ) := mk (xk xk1 )
k=1
e n
X
S(f, P ) := Mk (xk xk1 ).
k=1
Sicuramente s(f, P ) S(f, P ). Inoltre, se m f (x) M per ogni x I,
allora qualunque sia la suddivisione P si ha
m(b a) s(f, P ) S(f, P ) M (b a). (1.1)

1
Lemma 1.2. Siano P1 , P2 P(I) e sia f come sopra. Valgono le seguenti
proprieta:

1. Se P1 e piu fine di P2 allora

s(f, P2 ) s(f, P1 ) S(f, P1 ) Sf (P2 ).

2. In generale si ha s(f, P1 ) S(f, P2 ).

Grazie alla (1.1) linsieme {s(f, P ) : P P(I)} e limitato superiormente


mentre linsieme {S(f, P ) : P P(I)} e limitato inferiormente. Pertanto
hanno senso le seguenti definizioni

s(f ) := sup{s(f, P ) : P P(I)} e S(f ) := inf{S(f, P ) : P P(I)}

e in generale si ha
s(f ) S(f ).

Definizione 1.3. Una funzione limitata f : I R si dice integrabile


(secondo Riemann) in I se risulta

s(f ) = S(f ).

Tale valore prende il nome di integrale di f in I e si indica con il simbolo


Z Z b
f (x) dx oppure f (x) dx.
I a

Per stabilire se una funzione e integrabile si puo utilizzare il seguente


criterio di integrabilita.

Teorema 1.4. Sia f : I R una funzione limitata. Allora f e integrabile


in I se e solo se per ogni > 0 esiste P P(I) tale che

S(f, P ) s(f, P ) < .

Dim. Sia f integrabile in I. Per definizione si ha

sup s(f, P ) = s(f ) = inf S(f, P ) = S(f ).


P P P P

Per le proprieta dellestremo inferiore e dellestremo superiore si ha

(i) P P si ha che s(f, P ) S(f ) e S(f, P ) s(f );

2
(ii) > 0, P0 , P00 P(I) tali che

s(f, P0 ) > S(f ) e S(f, P00 ) < s(f ) + .
2 2

Sia ora P = P0 P00 P(I); ovviamente P e piu fine sia di P0 che di P00 .
Allora, sfruttando anche il lemma precedente, si ha

S(f ) < s(f, P0 ) s(f, P ) S(f, P ) S(f, P00 ) < s(f ) + = S(f ) +
2 2 2
e quindi

S(f ) < s(f, P ) S(f, P ) < S(f ) + ,
2 2
da cui

+ S(f ) = .
0 S(f, P ) s(f, P ) < S(f ) +
2 2
Viceversa, si supponga valere la condizione del teorema. Allora

inf S(f, P ) inf S(f, P ) S(f, P )


P P >0

sup s(f, P ) inf s(f, P ) s(f, P )


P P >0

da cui
inf S(f, P ) sup s(f, P ) S(f, P ) s(f, P ) < .
P P P P

Dallarbitrarieta di segue la tesi, ossia che f e integrabile.

2 Proprieta delle funzioni integrabili


Proposizione 2.1 (linearita).
Siano f, g : I R integrabili su I e sia R. Allora f + g e f sono
ancora integrabili e si ha
Z Z Z
(f (x) + g(x)) dx = f (x) dx + g(x) dx
I I I

e Z Z
f (x) dx = f (x) dx.
I I

3
Dim. Sia P P(I) una suddivisione qualsiasi. Dalle proprieta dellestremo
superiore e inferiore si ha

s(f, P ) + s(g, P ) s(f + g, P ) e S(f, P ) + S(g, P ) S(f + g, P ).

Siano P1 , P2 P(I) due partizioni. Anche lunione P1 P2 e ancora una


partizione di I piu fine di entrambe P1 e P2 . Per il lemma 1.2 si ha

s(f, P1 )+s(g, P2 ) s(f, P1 P2 )+s(g, P1 P2 ) s(f +g, P1 P2 ) sup s(f +g, P )


P P(I)

da cui, passando allestremo superiore rispetto a P1 e P2 e ricordando che f


e g sono integrabili, si ottiene
Z Z
f (x) dx + g(x) dx sup s(f + g, P ).
I I P P(I)

Analogamente si ragiona per ricavare

S(f, P1 )+S(g, P2 ) S(f, P1 P2 )+S(g, P1 P2 ) S(f +g, P1 P2 ) inf S(f +g, P )


P P(I)

da cui Z Z
f (x) dx + g(x) dx inf s(f + g, P ).
I I P P(I)

Mettendo insieme tutto si ha


Z Z
inf s(f +g, P ) f (x( dx+ g(x) dx sup s(f +g, P ) inf s(f +g, P ),
P P(I) I I P P(I) P P(I)

ovvero una catena di uguaglianze. Quindi f +g e integrabile e vale la relazione


linearita rispetto alla somma.
Si omette la dimostrazione dellaltra relazione.
Proposizione 2.2 (monotonia).
Siano f, g : I R integrabili su I tali che f (x) g(x) per ogni x I.
Allora Z Z
f (x) dx g(x) dx.
I I

Dim. Per ogni suddivisione P P(I) si ha

s(f, P ) s(g, P ) e S(f, P ) S(g, P )

percio passando allestremo inferiore e superiore su P P(I) si ottiene la


disuguaglianza.

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Proposizione 2.3 (disuguaglianza fondamentale).
Sia f : I R integrabile su I. Allora
Z Z

f (x) dx |f (x)| dx.

I I

Dim. Data f : I R si definiscono parte positiva e parte negativa di f



+ f se f 0 0 se f 0
f := e f :=
0 se f < 0 f se f < 0
Si ha |f | = f + + f , f = f + f e |f | f |f |. Detto questo, fissato >
0, dallintegrabilita di f segue che esiste una partizione P = {x0 , x1 , . . . , xn }
di I tale che S(f, P ) s(f, P ) < . Visto che sup f + = (sup f )+ e inf f + =
(inf f )+ si ha
n n
!+
X X
S(f + , P ) = sup f + (xk xk1 ) = sup f (xk xk1 )
k=1 [xk1 ,xk ] k=1 [xk1 ,xk ]

e
n
X n
X +
+ +
s(f , P ) = inf f (xk xk1 ) = inf f (xk xk1 )
[xk1 ,xk ] [xk1 ,xk ]
k=1 k=1

da cui
n
" !+ + #
X
S(f + , P ) s(f + , P ) = sup f inf f (xk xk1 )
[xk1 ,xk ] [xk1 ,xk ]
k=1
n
" #
X
sup f inf f (xk xk1 ) S(f, P ) s(f, P ) <
[xk1 ,xk ] [xk1 ,xk ]
k=1

e quindi f + e integrabile. Analogamente si dimostra che f e integrabile e


quindi anche |f |. A questo punto applicando la proprieta di monotonia si ha
Z Z Z
|f (x)| dx f (x) dx |f (x) dx,
I I I

che equivale alla tesi.

3 Una funzione integrabile ma non assoluta-


mente integrabile
Sia f : I R localmente integrabile su un intervallo reale I qualsiasi.

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Si dice che f e assolutamente integrabile in senso improprio su I se |f | e
integrabile in senso improprio su I e si ha il seguente criterio di integrabilita
assoluta.
Proposizione 3.1. Se f e integrabile in senso improprio su I allora anche
f lo e.
Non vale il viceversa, ovvero ci sono funzioni integrabili che non sono
assolutamente integrabili.
Esempio 3.2. La funzione
sin x
(x 0)
x
e integrabile in senso improprio, ma non assolutamente integrabile, su [0, +).
Infatti, si consideri lintegrale tra /2 e t < +. Integrando per parti si ha:
Z t h cos x it Z t Z t
sin x cos x cos t cos x
dx = 2
dx = 2
dx
/2 x x /2 /2 x t /2 x

| cos x| 1
e lultimo integrale esiste, in quanto 2
2 . Allora anche lintegrale
x x
di partenza converge e sara
Z + Z +
sin x cos x
dx = dx.
/2 x /2 x2
Si vede ora che lintegrale Z +
sin x
dx
0 x
non e assolutamente convergente facendo il seguente ragionamento. Per ogni
n N si ha
Z n Xn Z k Xn Z k n
| sin x| | sin x| | sin x| 2X1
dx = dx dx = ,
0 x k=1 (k1) x k=1 (k1) k k=1
k

1 1 R k
essento x k, e quindi , e (k1) | sin x| dx = 2 per ogni k =
x k
+
X 1
1, . . . , n. Ma = + e quindi anche
k=1
k
Z +
| sin x|
dx = +.
0 x