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IL DECOSTRUTTIVISMO (MAXXI E BILBAO) Ambienti polifunzionali convivono in una sequenza La progettazione e la realizzazione di una struttura

di gallerie illuminate dalla luce naturale, filtrata cos complessa stata resa possibile grazie
Il Decostruttivismo nasce a met degli anni ottanta dall'alto da un complesso sistema di schermature all'utilizzo dei pi moderni software di progettazione
del ventesimo secolo, ispirato inizialmente alle che regolano e consentono l'ingresso della e di calcolo.
formulazioni teoriche del filosofo francese Jacques radiazione solare, con diversi gradi di permeabilit, La sua collocazione fu scelta a nord del centro
Derrida. flessibilit e trasparenza. urbano, a lato de la ra de Bilbao, perch da qui
La filosofia di Derrida influenzer una corrente L'idea progettuale si fonda sul concetto del sarebbe stato visibile da tre punti strategici della
architettonica che, applicando tali principi alla movimento nello spazio: le linee assumono un citt, sul luogo di un vecchio terreno industriale, in
progettazione, attua un procedimento teso a andamento fluido che attraversano lo spazio quanto parte di un piano di rivalutazione
sfasare la relazione tradizionale fra forma e interno ed esterno senza discontinuit, urbanistica iniziato nel 1989, che include un
significato della lingua naturale dell'architettura. concretizzando la nozione di flusso e dissolvendo palazzo dei congressi, un aeroporto internazionale,
Comune alla ricerca l'interesse per l'opera la nozione classica di spazio museale. una nuova metropolitana e un piano di
dei costruttivisti sovietici degli anni Venti che per Le pareti si trasformano in soffitti o aperture e l'idea sistemazione delle rive del Nervion.
primi hanno infranto l'unit, l'equilibrio e la quella di plasmare uno spazio continuo, che non
gerarchia della composizione classica, per creare si esaurisca in un unico tragitto lineare, ma offra
una geometria instabile con forme pure una rete complessa di connessioni e di percorsi. La
disarticolate e decomposte. Ribaltando i canoni fluidit dello spazio interno enfatizzata dal
classici di simmetria ed armonia, l'architettura sistema di rampe e passerelle che conducono alle
decostruttivista simula nell'osservatore il malessere aree espositive poste a quote differenti, la cui
della congestione caotica della societ moderna, articolazione progettata in modo tale che il
dove non ci sono pi punti fissi di riferimento, visitatore non torni mai sui propri passi, godendo di
creando quel senso di smarrimento ed attonito suggestivi scorci panoramici sull'architettura, le
malessere che l'uomo contemporaneo vive, senza opere e la citt.
essere pi in grado di poter contare su certezze, Il risultato uno spazio espositivo complesso, in
ma solo su frammentazione e discontinuit. cui arte, architettura e spazi per eventi dal vivo
Principale centro di irraggiamento e luogo di convivono in una vera e propria sequenza
consacrazione del decostruttivismo New York, scenografica.
citt che ospita alla fine degli anni 80 del '900 Altro interprete del decostruttivismo l'architetto F.
l'Institute for Urban Studies (IAUS) diretto dal 1970 O. Gehry, il cui Museo Guggenheim di Bilbao
da P. Eisenman. Questa collaborazione a un considerato uno degli edifici pi rappresentativi
concreto progetto di architettura sancisce della poetica decostruttivista.
definitivamente l'ingresso della decostruzione Composto da una serie di volumi complessi,
nella teoria architettonica. Le colonne ed i timpani interconnessi in modo spettacolare, l'edificio
postmoderni cominciano a lasciare il posto a forme affaccia sul fiume Nervion; l'impatto con l'ambiente
oblique, serpeggianti e frammentarie, in parte circostante risulta certamente forte, ma al tempo
derivabili o ispirate al costruttivismo di Chernikov e stesso non tale da fornire disturbo, anzi l'imponente
Melnikov. Ma rimane P. Eisenman il pi struttura si sposa con il contesto grazie alla sua
significativo e fecondo traduttore della sobria eleganza dovuta anche ai materiali di cui
decostruzione derridiana, con la sua ricerca tesa a rivestita.
rendere autonomi e fini a se stessi il linguaggio e la Ideato a partire dall'immagine esterna, e quindi in
scrittura architettonica. Critico verso il contesto base all'impatto spettacolare rispetto al tessuto
attuale e la concezione della casa, egli afferma urbano circostante, la struttura principale
che essa pu essere migliorata grazie radicalmente scolpita seguendo contorni quasi
all'estraniazione dell'individuo dal modo consueto organici e non possiede una sola superficie piana
di percepire e interpretare il suo ambiente. Ne un in tutta la struttura.
esempio la Casa VI del 1972, edificio nel quale Visto dal fiume, sembra avere la forma di una
vengono contraddette organizzazione classica e nave, rendendo cos omaggio alla citt portuale
funzionalit inserendo addirittura in aggiunta a una nella quale si trova. I pannelli in titanio che
scala realmente funzionante, colorata in verde, una rivestono la superficie esterna assomigliano alle
scala in falso (che, terminando contro il soffitto, squame di un pesce, e ricordano le influenze delle
non porta in nessun luogo), colorata in rosso, forme organiche presenti in molte opere di Gehry.
simmetrica a quella vera. L'entrata principale si trova a conclusione di una
Il fenomeno irrompe a livello internazionale nel delle strade principali della citt a testimoniare la
1988, con una mostra organizzata a New York volont dell'architetto di integrare l'edificio col
nella quale, per la prima volta, compare il nome di contesto urbano.
questa nuova tendenza architettonica, definita Lo schema planimetrico caotico, i volumi delle
"Deconstructivist Architecture". sale espositive si incastrano con quelli irregolari
Alla mostra furono esposti progetti di F. O. Gehry, dellatrio. Lincontro fra i diversi volumi che
P. Eisenman, Z. Hadid ed altri architetti, che costituiscono le sale espositive risolto tramite
mostravano architetture senza geometrie euclidee, pareti di vetro e risulta privo di un legame specifico
piani ed assi; una non architettura quindi, che si e coerente all'articolazione delle superfici esterne.
distingueva per la plasticit dei volumi e Il fulcro compositivo dell'intero edificio composto
sintetizzava il caos e la frammentariet della da un atrio di 650 m e di 50 metri di altezza, dal
societ contemporanea, le cui metropoli sono quale si diramano 19 gallerie raccordate ad esso
soggette ad un continuo divenire e trasformazioni tramite un sistema di passerelle curvilinee
repentine, a flussi urbani in continua mutazione e sospese, di ascensori a vetro e scale, destinate ad
alla crescente necessit si spazi pubblici che ospitare a rotazione le collezioni della fondazione
sappiano adattarsi facilmente a nuove esigenze. Guggenheim, le opere della collezione
Le opere decostruttiviste, interpretando la permanente, ma anche alcuni percorsi espositivi
precariet ed il dinamismo delle citt del III dedicati ad artisti baschi e spagnoli contemporanei.
millennio, sono quindi costituite da frammenti e Alcune gallerie presentano una volumetria
volumi deformati, tagli ed asimmetrie, oltre tradizionale e la loro forma espressa all'esterno
all'assenza di qualsiasi canone estetico dai volumi in pietra, altre invece presentano una
tradizionale. spiccata irregolarit e sono identificabili all'esterno
Una delle maggiori interpreti di tale concezione dal rivestimento in titanio.
l'architetto anglo-irachena Zaha Hadid, il cui stile Molte gallerie sono illuminate da lucernari che
caratterizzato da forme architettoniche aperte, regolano l'intensit della luce naturale grazie ad un
allungate e taglienti, che esprimono la sistema di tende motorizzate. Le sale interne
compresenza di diversi tipi di esperienza spaziale e destinate ad accogliere le opere, sono state
scardinano la prospettiva da un unico punto di concepite partendo proprio dalle caratteristiche
vista. delle opere che erano destinate ad accogliere,
Tra le opere di maggior rilievo c' il MAXXI, primo alcune delle quali di grandissime dimensioni.
Museo Nazionale di Architettura in Italia, collocato Protagonista del progetto certamente
nel quartiere Flaminio di Roma, la cui caratteristica l'articolazione complessiva delle superfici, il cui
il superamento dell'usuale conformazione andamento curvilineo reso ancora pi
tipologica dell'edificio museale: la complessit dei spettacolare dalle migliaia di lastre in titanio, la cui
volumi, le pareti curvilinee, il variare e l'intrecciarsi superficie decappata rende ancora pi dinamica la
delle quote, determinano una trama spaziale e pelle esterna dell'edificio, riflettendo la luce e
funzionale articolata, fruibile tramite percorsi creando una molteplicit di giochi di colore.
sempre diversi ed inaspettati.