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VERIFICA DI LATINO - ANALISI E COMPRENSIONE DI UN TESTO LATINO

Manlio chiede a Catullo di essere consolato delle sue pene damore.

Quod mihi fortuna casuque oppressus acerbo


conscriptum hoc lacrimis mittis epistolium,
naufragum ut eiectum spumantibus aequoris undis
sublevem et a mortis limine restituam,
quem neque sancta Venus molli requiescere somno
desertum in lecto caelibe perpetitur,
nec veterum dulci scriptorum carmine Musae
oblectant, cum mens anxia pervigilat:
id gratum est mihi, me quoniam tibi dicis amicum,
muneraque et Musarum hinc petis et Veneris.
sed tibi ne mea sint ignota incommoda, Manli,
neu me odisse putes hospitis officium,
accipe, quis merser fortunae fluctibus ipse,
ne amplius a misero dona beata petas.
Tempore quo primum vestis mihi tradita pura est,
iucundum cum aetas florida ver ageret,
multa satis lusi: non est dea nescia nostri,
quae dulcem curis miscet amaritiem.
sed totum hoc studium luctu fraterna mihi mors
abstulit. o misero frater adempte mihi,
tu mea tu moriens fregisti commoda, frater,
tecum una tota est nostra sepulta domus,
omnia tecum una perierunt gaudia nostra,
quae tuus in vita dulcis alebat amor.
cuius ego interitu tota de mente fugavi
haec studia atque omnes delicias animi.

Note: Quod...id gratum mihi est: da intendersi il fatto che...mi gradito. accipe: da
intendersi nel senso di sappi seguito da quis che forma poetica per quibus (pronome
interrogativo) da concordare con fluctibus. non... nescia nostri: le due negazioni affermano,
vuol dire che la dea non ha ignorato Catullo, cio lo ha tenuto in considerazione.

1) Con quale immagine metaforica Manlio presenta se stesso e la sua situazione a Catullo nella
lettera (epistolium) a lui indirizzata?
2) Fortuna casuque con laiuto del dizionario spiega il significato dei due termini
individuando le eventuali differenze con litaliano.
3) Trasforma la finale esplicita ut naufragum sublevem in una finale implicita (col
gerundivo).
4) Venere e le Muse sono descritte come ostili a Manlio per quale ragione?
5) La richiesta specifica di Manlio a Catullo espressa con i termini munera Musarum et
Veneris, a cosa si riferiscono? cOsa chiede quindi nello specifico Manlio al poeta?
6) Il poeta oppone purtroppo un rifiuto alla richiesta di Manlio, per quale motivo?
7) Traduci la frase finale: ne me odisse putes hospitis officium. Ricorda che lospitalit era
regolata da un codice ben definito di obblighi e diritti. Se Catullo era stato ospitato
dallamico, doveva ricambiare in qualche modo il beneficio di ospitalit ricevuto.
8) Elenca in una tabella tutti i termini riferiti ai due ambiti lessicali prevalenti nel
carme: la sofferenza e la gioia.
9) Tempore quo primum vestis mihi tradita pura est: questo verso indica una et ben
precisa e fa riferimento ad una istituzione specifica della societ romana per i fanciulli,
individuale e illustrale.
10) iucundum cum aetas florida ver ageret: individua le due figure retoriche presenti nel
testo latino e traduci il cum con il congiuntivo ricordando che il verbo agere in riferimento
al tempo della vita ha un significato specifico.
11) Da cosa stata caratterizzata la giovinezza del poeta?
12) Chi a tuo parere la dea quae miscet dulcem amaritiem curis e per quale ragione?
13) Che figura retorica dulcem amaritiem?
14) Cosa ha privato il poeta della sua gioia giovanile?
15) La seconda parte del carme caratterizzata dalle anafore e dalle ripetizioni
individuale (sottolineandole o cerchiandole).
16) Analizza grammaticalmente la parola adempte.
17) Cosa intende il poeta con lespressione tecum una tota est nostra sepulta domus, forse
che sono morti tutti i suoi familiari?
18) Cosa teneva in vita le gioie del poeta?
19) Nel testo ricorre pi volte la parola studium in quale accezione tra le tante che
conosci?
20) Nel testo sono presenti dei dativi di interesse (dativus commodi aut incommodi)
individuali.

VERIFICA DI LATINO - ANALISI E COMPRENSIONE DI UN TESTO LATINO

Catullo prega gli dei di liberarlo dalle pene damore.

Si qua recordanti benefacta priora voluptas


est homini, cum se cogitat esse pium,
nec sanctam violasse fidem, nec foedere nullo
divum ad fallendos numine abusum homines,
multa parata manent in longa aetate, Catulle,
ex hoc ingrato gaudia amore tibi.
nam quaecumque homines bene cuiquam aut dicere possunt
aut facere, haec a te dictaque factaque sunt.
omnia quae ingratae perierunt credita menti.
quare iam te cur amplius excrucies?
quin tu animo offirmas atque istinc teque reducis,
et dis invitis desinis esse miser?
difficile est longum subito deponere amorem,
difficile est, verum hoc qua lubet efficias:
una salus haec est. hoc est tibi pervincendum,
hoc facias, sive id non pote sive pote.
o di, si vestrum est misereri, aut si quibus umquam
extremam iam ipsa in morte tulistis opem,
me miserum aspicite et, si vitam puriter egi,
eripite hanc pestem perniciemque mihi,
quae mihi subrepens imos ut torpor in artus
expulit ex omni pectore laetitias.
non iam illud quaero, contra me ut diligat illa,
aut, quod non potis est, esse pudica velit:
ipse valere opto et taetrum hunc deponere morbum.
o di, reddite mi hoc pro pietate mea.

Note: abusum (sottintendi esse): si tratta di un infinito che come violasse e ancora prima
pium esse dipende da cogitat. quin: equivale ad una interrogativa negativa perch non...?.
pote: sottintendi est. vestrum est (genitivo di pertinenza): vostro dovere.

1) Secondo il poeta si prova piacere (voluptas) nel ricordare le buone azioni fatte nel passato,
quando ci accade?
2) Le parole fides e foedus hanno un preciso significato giuridico e sociale con laiuto del
dizionario individualo. A quale vicenda della sua vita fa riferimento il poeta utilizzandole?
3) Trasforma la finale implicita ad fallendos homines in una finale esplicita (con ut).
4) Cosa ricaver il poeta in futuro ex hoc ingrato amore?
5) Traduci la frase quaecumque homines bene cuiquam aut dicere possunt aut facere facendo
attenzione ai pronomi indefiniti presenti.
6) Qual il significato specifico di credita e a quali parole va concordato?
7) Nel testo sono presenti alcune forme del sostantivo irregolare deus individuale (sottolineale
o cerchiale)
8) Come dovr reagire alle sofferenze amorose il poeta?
9) Come potrebbe tradurre lablativo assoluto dis invitis? A cosa si riferisce il poeta?
10) Quale difficolt incontra il poeta nel suo sforzo di reagire alle sofferenze amorose e
qual la sua unica salvezza?
11) hoc est tibi pervincendum: traduci allattivo in italiano la perifrastica passiva latina.
A quale elemento della vita del poeta fa riferimento il pronome hoc?
12) Nella parte finale del testo il poeta si rivolge a s utilizzando il congiuntivo
esortativo e agli dei utilizzando limperativo. Riporta in una tabella le forme verbali in
questione e rifletti sul problema posto dal loro utilizzo.
13) Come giudichi laffermazione si vitam puriter egi, il poeta sta dicendo la verit? Se
s, per quale ragione pu affermare quello che dice?
14) Con quali metafore (tre in tutto) il poeta si riferisce alla sua condizione di
innamorato appassionato e tradito nella preghiera agli dei alla fine del componimento?
15) Illud quaero, contra me ut diligat illa nella frase presente un iperbato costruiscila
correttamente e spiega che valore ha ut.
16) Quale richiesta agli dei il poeta ritiene di impossibile realizzazione?
17) Per quale motivo gli dei dovrebbero esaudire la preghiera del poeta?
18) Quale immagine di Lesbia emerge da questo componimento?
19) Allinizio e nella sezione finale del testo sono presenti due participi presenti
recordanti e subrepens essi vanno tradotti in due modi diffententi, quali?
20) Nel testo sono presenti dei dativi di interesse (dativus commodi aut incommodi)
individuali.