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Scuola di Ingegneria Industriale e dellInformazione

Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica


Laboratorio Progettuale di Calcolo Strutturale

COLLEGAMENTI A VITE 1

Michele Carboni
Collegamenti meccanici

GIUNZIONE MECCANICA (o COLLEGAMENTO MECCANICO): un


elemento di macchina (in senso lato) che si occupa di connettere tra loro i
componenti meccanici che la costituiscono

rivetti, incollaggi

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Collegamenti a vite

Madrevite
Vite (maschio) (femmina)

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Collegamenti a vite

Le caratteristiche peculiari dei collegamenti a vite sono:


1. componenti, anche di materiali differenti, possono essere uniti tra loro
in modo fisso pur restando completamente separabili
2. per il montaggio o lo smontaggio non sono necessari utensili particolari
3. viti, dadi, accessori e filettature sono largamente standardizzati
4. i collegamenti a vite sono pi costosi e pesanti rispetto a saldature,
chiodature e rivettature (che per sono tutti collegamenti permanenti)
Le tipologie di carico a cui sono soggetti i collegamenti a vite sono:

Assiale Taglio
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Tipologie ed esempi

Vite di fissaggio non serrata (lasca), azione assiale nella


vite, azione assiale trasmessa
Esempio: gancio per sollevamento
La filettatura trasferisce solo le forze assiali esterne di
esercizio, statiche o variabili nel tempo

Vite di fissaggio serrata, azione assiale nella vite,


azione assiale trasmessa
Esempio: tirante a vite
Il serraggio introduce un precarico al quale,
successivamente, si sovrappongono le eventuali
forze esterne di esercizio, statiche o variabili nel
tempo
A cosa serve controllare il serraggio? Molte applicazioni meccaniche lo richiedono obbligatoriamente per
garantire il buon funzionamento del giunto:
1. se troppo basso: si rischia allentamento e svitamento
2. se troppo alto: si rischia il cedimento della vite o delle filettature e quindi del giunto in servizio
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Tipologie ed esempi

Giunto ad accoppiamento per attrito, azione


assiale nella vite, azione di taglio trasmessa
Esempio: giunzione di alberi rotanti
Le flange sono pressate luna contro laltra
dalle viti passanti di modo che il momento
torcente sia trasferito solo dallattrito. Non c
contatto tra il gambo della vite e la parete del
foro

Giunto ad accoppiamento di forma per


azione di taglio nella vite, azione di taglio
trasmessa
Esempio: giunzione strutturale tra travi
Il carico trasferito dalla sollecitazione di
taglio e dal contatto sulla parete del foro delle
viti accoppiate con precisione nei fori della
flangia
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Viti normalizzate

Grano

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Dadi normalizzati

VITE + DADO + ROSETTA = BULLONE

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Filettature

Simbolo
M

Simbolo
RoW

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Filettature

Simbolo
Rd

Simbolo
Tr

Simbolo
S

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Classi di resistenza

Classe vite A.B Esempio: Classe 6.8 ATTENZIONE


Rm = A x 100 [MPa] Rm = 6 x 100 = 600 MPa Mai utilizzare
Rsn = A x B x 10 [MPa] Rsn = 6 x 8 x 10 = 480 MPa un dado di
Classe dado C: Esempio: Resistenza del dado 6 classe inferiore
alla vite !!!
Rm = C x 100 [MPa] Rm = 6 x 100 = 600 MPa
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Filettatura metrica ISO - Geometria

Filettature metriche
ISO 68-1
ISO 261
ISO 262
UNI 5737

Osservazioni
La sezione resistente
definita come:
2
2 + 3
=
4 2
anche se, a favore di
sicurezza, si pu
assumere la sezione di
nocciolo A3

Passo grosso
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Filettatura metrica ISO - Passo

Le filettature metriche ISO possono essere a passo grosso o a passo fine

A parit di diametro nominale (espresso in [mm]), possono essere infatti


indicati diversi valori unificati del passo. Il valore maggiore fra quelli indicati
definito passo grosso, mentre tutti gli altri sono definiti passo fine

Passo grosso: Passo fine:


a. avvitamento/svitamento pi a. a parit di diametro nominale,
rapido aumenta il diametro di nocciolo
b. minori probabilit di b. a parit di lunghezza assiale,
danneggiamento della aumenta il numero dei filetti
filettatura c. minore tendenza allo
c. maggiore resistenza della svitamento
filettatura d. regolazioni pi fini
NB: queste filettature non sono metriche,
ma mostrano due passi differenti per lo
stesso diametro nominale

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Filettatura metrica ISO - Nomenclatura

La nomenclatura completa per designare una filettatura metrica ISO


costituita da:
la norma di riferimento
il diametro nominale
il passo (riportato soltanto nel caso di passo fine)
la lunghezza in [mm] della parte filettata
la classe del materiale

UNI 5737 M6 0.75 40 8.8

Spesso, ed informalmente, si nominano le viti solo con il diametro


nominale e, se il passo fine, con lindicazione dello stesso

M6 oppure M6 0.75

Infine, le filettature non normalizzate si indicano ponendo la M alla fine

24 0.75 M
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Resistenza delle viti

Per il calcolo dei collegamenti filettati, si utilizzano gli sforzi nominali,


ovvero non si considera la sovrasollecitazione dovuta alla filettatura (che
quantificabile tra 4 e 10). Questo perch delleffetto degli intagli si tiene
conto nella formulazione della resistenza del componente, che derivata
mediante prove con avvitamento di filettature. Ci vale sia per il caso
statico, sia di fatica

Nel calcolo della resistenza dei collegamenti a vite, si deve tenere conto di:

tipo di azione agente su vite (gambo) con filetto, testa e dado


andamento temporale della sollecitazione: statica, a fatica
sollecitazione derivante da forza assiale, forza di taglio, momento
torcente
forza di bloccaggio necessaria
condizioni di esercizio: presenza o assenza di precarico e/o serraggio,
carichi di esercizio

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Calcolo di viti lasche e sollecitate
assialmente

Come precedentemente descritto, questo tipo di vite trasferisce solo le


forze assiali esterne dovute allesercizio, statiche o variabili nel tempo.
Esse sono fissate contro lallentamento mediante un accoppiamento di
forma

Lo stato di sforzo completo risulta, quindi, monoassiale, diretto come lasse


della vite:

, FA,max: forza di trazione massima esterna


Caso statico =
3 A3: sezione di nocciolo (per essere cautelativi)

, , FA,min: forza minima del ciclo di fatica


= =
2 23 sa: sforzo alternato del ciclo di fatica
Caso di fatica , + , smed: sforzo medio del ciclo di fatica
=
23 A3: sezione di nocciolo (scelta obbligatoria)

Definito lo stato di sforzo, necessario procedere con le usuali verifiche,


statica e/o a fatica
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Calcolo di viti lasche e sollecitate
assialmente

Nel caso statico necessario che la vite non snervi quando soggetta al
carico massimo FA,max, quindi deve essere:
dove il coefficiente di sicurezza h assume
= valore tra 1.1 e 1.5 in fase di dimensionamento

Nel caso di fatica necessario che la vite non superi il limite di fatica
quando soggetta al ciclo di carico massimo FA,max-FA,min, quindi deve
essere:
dove il coefficiente di sicurezza h assume
=
valore tra 1.1 e 1.5 in fase di dimensionamento
valori relativi a 2106 cicli
Viti bonificate Viti rullate
la resistenza a fatica NON elevata
questi valori del limite di fatica includono
gi gli effetti b2, b3 e Kf
questi valori del limite di fatica NON
includono leffetto dello sforzo medio
smed del ciclo. Per trovare slim,
necessario correggerli opportunamente
entrando nel diagramma di Haigh
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Calcolo di viti serrate e sollecitate
assialmente

Come detto, il serraggio introduce un precarico al quale, successivamente,


si sovrappongono le eventuali forze esterne di esercizio, statiche o variabili
nel tempo. Il serraggio consiste nel far scivolare i filetti della vite su quelli
della madrevite in modo da realizzare il precarico voluto. Ci si ottiene
applicando un opportuno momento torcente di serraggio che dipende, nel
caso pi generale, da due contributi:
1. momento torcente TGA dovuto allattrito tra i filetti di vite e madrevite
2. momento torcente TK dovuto allattrito tra dado e superficie di appoggio

Il momento torcente di serraggio totale vale quindi:


TGA

TA=TGA+TK TK

NB: molte applicazioni ingegneristiche richiedono che


il tiro della vite serrata valga un dato valore di progetto
La soluzione, quindi, non tirare sempre a bomba
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Calcolo di viti serrate e sollecitate
assialmente

Per il calcolo del momento torcente TK, necessario a vincere lattrito tra
dado e superficie di appoggio, si ipotizza che il tiro FS da imprimere alla
vite sia concentrato sulla circonferenza media del dado
Il momento TK risulta quindi essere:

=
2
mK: coefficiente di attrito tra dado e superficie di appoggio
dm: diametro medio del dado, pari a 1.5 il diametro esterno d (o D) della vite

Tiro FS Forze di attrito Momento torcente


concentrato allinterfaccia resistente
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Calcolo di viti serrate e sollecitate
assialmente

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Calcolo di viti serrate e sollecitate
assialmente

Per il calcolo del momento torcente TGA, necessario a vincere lattrito tra
vite e madrevite, si comincia dal caso semplice di filettatura quadra e in
assenza di attrito (caso a). Tutte le forze in gioco si assumono applicate al
diametro medio della filettatura d2 (o D2)
FS: tiro assiale della vite (verticale)
FU: forza tangenziale alla vite
(orizzontale)
FN: forza normale alla filettatura
Fres: forza risultante sulla filettatura
j: angolo dellelica = tan-1[passo/(pd2)]
2
Ris. orizzontale = 0 Ris. momento = =
2
= tan
2 2
Ris. verticale = = tan = tan
2 2
E interessante notare come, in un mondo senza attrito, i giunti bullonati
potrebbero essere serrati lo stesso per la sola inclinazione geometrica del
filetto
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Calcolo di viti serrate e sollecitate
assialmente

Si tiene conto dellattrito tra vite e madrevite (caso b), tramite il coefficiente
di attrito m=tan(r), dove r langolo di attrito
2 2 2
= tan + = = tan + = tan +
2 2 2

Influenza del filetto triangolare A questo punto, il momento di


serraggio totale vale:
Forza di attrito = + =
2
= = = [ + tan + ]
cos 2 2 2
= Abbiamo, quindi, definito una
relazione diretta tra il momento di
serraggio e il tiro della vite serrata
= tan1 Espressione pratica 1
approssimata per filettature 2
r: angolo di attrito apparente. metriche e attriti tipici 6
Sostituisce r nellespressione di TGA 3 5
con = =
8 8
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Calcolo di viti serrate e sollecitate
assialmente

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Calcolo di viti serrate e sollecitate
assialmente
Le verifiche della vite si eseguono, nuovamente, su una generica sezione
del gambo, trascurando la presenza delleffetto di intaglio
Lo stato di sforzo completo risulta, questa volta, composto:
+ DF: variazione del
= tiro in esercizio
FS 3
Caso statico 16 Si considera solo
TGA = il contributo vite-
33 madrevite

= =
2 23

+ 2
Caso di fatica =
3
16 Si considera
= solo il contributo
33 vite-madrevite
Per il caso di fatica, bene notare che solo la componente assiale
veramente di fatica, la componente di taglio da considerarsi statica, a
meno di allentamenti o situazioni impreviste
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Calcolo di viti lasche e sollecitate
assialmente
Nel caso statico sempre necessario che la vite non snervi, quindi deve
essere adottato (secondo normativa) il criterio di von Mises:

2 2
dove il coefficiente di sicurezza h assume
= + 3 = valore tra 1.1 e 1.5 in fase di dimensionamento

Nel caso di fatica sempre necessario che la vite non superi il limite di
fatica. Le normative di riferimento, inoltre, suggeriscono di verificare
linfluenza del momento di serraggio sempre e solo staticamente, quindi la
verifica a fatica interessa solo la componente ciclica dello stato di sforzo e
consiste, nuovamente, in:

dove il coefficiente di sicurezza h assume


=
valore tra 1.1 e 1.5 in fase di dimensionamento

Valgono quindi i valori del limite di fatica e le osservazioni gi riportate per


il caso di vite lasca (soprattutto per quanto riguarda la necessit di utilizzo
del diagramma di Haigh)
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Esempi di applicazione

M. Carboni Collegamenti a vite 1 26


Esempi di applicazione

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Esempi di applicazione

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Esempi di applicazione

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Esempi di applicazione

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Esempi di applicazione

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