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Lanciano

PROPOSTE PER LE LINEE DI INDIRIZZO LEGGE 94/2000
Facendo seguito agli incontri tenuti presso l’Assessorato alla Sanità e presso la V° Commissione del
Consiglio Regionale, nei quali i Direttori dei DSM e i rappresentanti delle Associazioni hanno
confermato che le Borse Lavoro istituite con la L.R. 94/2000 rappresentano un servizio di alta
valenza e di dimostrata efficacia per l’utenza psichiatrica,

LE ASSOCIAZIONI
“PERCORSI”, ALTRI ORIZZONTI, COSMA, 180AMICI, DIVERSUGUALI,
VITTORIA CITTÀ DEI RAGAZZI, CARROZZINE DETERMINATE, CODICI

hanno elaborato il seguente DOCUMENTO UNITARIO.

FINANZIAMENTO ED ENTITA’ DEL FONDO ANNUALE

1 - Le Borse Lavoro siano istituzionalizzate all’interno del bilancio regionale e inserite nella
spesa corrente del bilancio della ASL e nel Budget del DSM, garantendo un capitolo finanziario
specifico con dicitura specifica “Fondo-Borse Lavoro” e un rifinanziamento continuo, costante e
puntuale che tenga conto anche della rivalutazione economica.
2 - L’entità del Fondo annuale destinato alle Borse Lavoro tenga conto del numero reale
dell’utenza psichiatrica e della necessità di aumentare le Borse Lavoro.
In attuazione del Progetto Obiettivo “Tutela Salute Mentale” che prevede di destinare il 5%
del Fondo Sanitario Nazionale per le attività dei Dipartimenti di Salute Mentale, dando
priorità agli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione dei disturbi mentali gravi, con alto
rischio di cronicizzazione e di emarginazione sociale,
chiediamo che la Regione
vincoli in modo strutturato, attraverso delibere e regolamenti consiliari, una parte
considerevole del Fondo alle Borse Lavoro, accreditando le stesse tra le migliori pratiche
innovative della Regione Abruzzo.

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Chiediamo inoltre che nel Fondo da destinare alle Borse Lavoro si preveda un incremento
almeno del 30% per l’inserimento dei nuovi utenti.
Per il finanziamento delle stesse chiediamo che si tenga conto anche delle economie derivanti dalla
riduzione dei Posti Letto di riabilitazione psichiatrica nelle residenzialità (Decreto 10 del 1/3/2016
ed altri collegati).

BORSA LAVORO CHIARIMENTO SEMANTICO
E DIVERSIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI

La Borsa Lavoro “quale strumento di recupero e reinserimento sociale degli utenti”(L. 94/2000
Art.1, comma 1) è parte integrante del percorso terapeutico-riabilitativo e del progetto di
presa in carico del paziente; è anche strumento necessario al mantenimento dello stato di salute
psichica e alla prevenzione del rischio di cronicità insito nella patologia psichiatrica, al pari dei
farmaci.
In questa ottica la borsa lavoro presuppone interventi diversificati a seconda degli obiettivi
individuali, dei livelli di funzionamento e di disabilità, delle risorse personali e di recovery.
Data la mancanza di Linee Guida Regionali successive alla L. 94/2000 e vista la disomogeneità sul
territorio regionale nella gestione delle Borse Lavoro chiediamo che nelle Linee di Indirizzo si
definiscano finalità, obiettivi, responsabilità e fasi del progetto terapeutico-riabilitativo
individuale, la valutazione degli esiti, ma soprattutto la continuità e l’evoluzione del percorso
intrapreso a garanzia di un autentico Progetto di Vita.
Gli utenti in Borsa Lavoro siano seguiti attentamente, accompagnati e rassicurati nella loro
prima esperienza di inserimento o reinserimento lavorativo.
Poiché si è riscontrata da parte dei Centri di Salute Mentale una certa difficoltà nell’assolvere al
meglio tali incombenze, sia nella fase iniziale che in itinere, si propone l’elaborazione di un
Protocollo operativo unico a livello regionale nel quale individuare i profili professionali
coinvolti e delineare i compiti di ciascuno di essi nel percorso riabilitativo, compresa la frequenza e
le modalità delle attività concrete di accompagnamento, sostegno e controllo presso i soggetti
convenzionati.
Man mano che l’utente migliora il suo percorso socio-lavorativo, ed è ben integrato nel proprio
contesto protetto, sarà sempre più portato all’autonomia e responsabilità.
Una volta che avrà appreso livelli di competenze lavorative, relazionali e di autonomia
adeguati, potrà essere inserito in un ambiente lavorativo dove potrà essere avviato ad una
vera e propria assunzione, anche utilizzando la Legge 68/99 in particolare l’art. 2 (collocamento
mirato) assegnando all’utente un tutor e trovando con il Comune di residenza degli utenti delle
forme di incentivazione per le aziende che assumono gli utenti psichiatrici.
In ultima analisi, vista l’attuale impossibilità degli utenti psichiatrici di beneficiare dei
meccanismi di collocamento mirato di cui alla Legge 68/99,

chiediamo che dalla Regione Abruzzo

siano formulati provvedimenti legislativi regionali che favoriscano l’assunzione di chi ha
espletato il percorso delle Borse Lavoro, prevedendo per gli Enti pubblici e privati ulteriori sgravi
fiscali e incentivi, nonché vincoli ad assumere nell’ambito della quota prevista una percentuale di
utenti psichiatrici nel rispetto dell’art. 13 e 14 della citata Legge.

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Si tenga conto anche della valutazione delle capacità lavorative residue, espressa nella “scheda
funzionale” redatta, ai fini del collocamento mirato e dell’iscrizione alla categorie protette presso il
Centro Per l’Impiego, dalla Commissione Sanitaria dell’ASL territorialmente competente.
Sempre per favorire l’inserimento in ambito lavorativo, chiediamo alla Regione Abruzzo un
impegno volto a facilitare la nascita e il sostegno di Cooperative Sociali, strumenti utili ai fini di
una formazione professionale sul campo, di una piena integrazione sociale e dell’avviamento anche
all’inserimento del lavoro esterno alla Cooperativa.

In ogni caso nessun utente deve uscire dalla Borsa Lavoro se prima non è stata predisposta
una valida alternativa che non comporti un regresso del livello raggiunto.

PERCORSI PERSONALIZZATI, RETE INTEGRATA SERVIZI
E ATTIVAZIONE GRUPPO LAVORO

L’inclusione lavorativa e sociale è possibile soltanto realizzando dei percorsi personalizzati ed
inseriti in una rete sociale, per cui occorre programmare una valutazione delle abilità, degli
interessi e delle esperienze di ogni singolo utente e accompagnarlo verso una crescita personale e
professionale, stabilendo delle tappe di verifica del percorso individuale con l’ausilio e il supporto
dei servizi territoriali di Salute Mentale.
L’attuazione di interventi personalizzati richiede l’attivazione di una rete integrata e articolata di
servizi che renda realmente possibili le iniziative di pre-formazione e di pre-inserimento lavorativo
con l’eventuale sbocco nell’ inserimento lavorativo vero e proprio, perlopiù part-time o comunque
modulato in base alle possibilità dell’utente.
In attuazione del Piano Sociale Regionale 2016/18 e nell’ottica della costruzione di un unico
Piano Regionale sociale e sanitario, auspichiamo un cambiamento significativo nell’integrazione
fra politiche sociali, sanitarie, del lavoro e dell’inclusione.
L’obiettivo è quello di realizzare una rete di opportunità e di garanzie per l’integrazione
lavorativa orientate al Progetto di Vita delle persone, promuovendo rapporti e azioni condivise
tra i diversi soggetti istituzionali (Regione, Enti locali, Asl) e tra i soggetti sociali (mondo del lavoro
e terzo settore).
A tal fine chiediamo la costituzione di nuclei operativi (gruppi di lavoro) presso i CC.SS.MM.,
coordinati dalla Direzione dei DSM, prevedendo in organico la disponibilità di professionisti in
quantità ed efficienza adeguate.

Il nucleo operativo (gruppo di lavoro)

- sarà costituito da diverse figure professionali (medici, psicologi, tecnici della
riabilitazione, assistenti sociali e case manager) con ruoli specifici e da referenti delle
Associazioni di familiari;
- dovrà realizzare la progettazione, il monitoraggio e la valutazione degli interventi
riabilitativi: Progetti formativi, Attività riabilitative socio/occupazionali e orientate al
recupero delle capacità lavorative, Gestione Borse lavoro, Mediazione al collocamento e
Inserimento lavorativo;

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- assumendo l'assetto di Servizio Formazione e Inclusione Socio-lavorativa per persone
con disagio psichiatrico, dovrà promuovere e coordinare interventi con Comuni e Servizi di
integrazione socio-sanitaria e di Inclusione sociale previsti dai Piani Sociali distrettuali,
Enti formativi, Enti pubblici e privati, Uffici per l'impiego, Organizzazioni di categoria (del
lavoro, del volontariato, del sindacato), Cooperative sociali e di solidarietà sociale,
Associazionismo.

STATO ATTUALE E TUTELA DEGLI UTENTI

Attualmente vi sono diversi utenti psichiatrici inseriti, con rinnovi periodici, presso Associazioni e
strutture pubbliche e private, che sono pienamente integrati e stabilizzati; altri sono in fase di
formazione ed inserimento; altri ancora vivono una situazione di difficoltà relativa alla mansione
assegnata e alle capacità richieste.
Presso i CSM e le Associazioni esiste una lista di attesa di utenti che chiedono di essere inseriti in
questo percorso virtuoso di reinserimento sociale e occupazionale.
Periodicamente utenti e famiglie, in occasione del mancato rinnovo delle Borse Lavoro, vivono il
timore e l’ansia del possibile turnover tra utenti e dell’interruzione di un’attività fondamentale per
il benessere dei pazienti e indispensabile per la tranquillità dei famigliari.

Ribadiamo che l’eventuale uscita dalla Borsa Lavoro sia possibile solo prevedendo e pianificando
l’accesso ad un inserimento lavorativo per chi ha appreso le competenze necessarie.
Vogliamo che sia assicurata la permanenza e la tutela dell’utente nei casi in cui la Borsa Lavoro
si connoti quale inserimento lavorativo protetto.
Dato il numero considerevole di pazienti che non hanno avuto l’opportunità di usufruire della Borsa
Lavoro e visto il continuo aumento dei casi di disturbi mentali, chiediamo che sia garantito
l’accesso a nuovi utenti aventi i requisiti richiesti, prevedendo un incremento considerevole e
progressivo delle Borse Lavoro nel corso degli anni.
Si tenga presente inoltre la necessità di tutelare e garantire le giovani generazioni anche nell’ottica
di una adeguata prevenzione. Ci risulta che per molti utenti psichiatrici, i quali si rivolgono alle
Associazioni per essere tutelati nei loro diritti, non è possibile neppure accedere ad una lista di
attesa presso i CSM per essere eventualmente valutati ed inseriti nelle Borse Lavoro.
Fermo restando l’individuazione degli aventi diritto da parte dei medici, nell’ottica di un piano
terapeutico individualizzato, chiediamo che si attui presso i CSM una ricognizione dei possibili
beneficiari per avere dati in base ai quali programmare gli interventi e gli investimenti,
garantendo ogni anno nuovi percorsi terapeutici-riabilitativi.
Si attui anche una analisi dei bisogni presentati dagli utenti per predisporre progetti di intervento
differenziati e articolati investendo in programmi innovativi e/o interventi di prevenzione.

Per quanto riguarda l’accesso alla fruizione delle Borse Lavoro si ravvisa la necessità di ribadire i
criteri generali previsti dalla L.R. 94/2000 (Art. 2 comma 1) e di individuare altri criteri chiari e
condivisi tra i DSM delle quattro provincie a tutela dell’equità e del rispetto del principio di
parità nei procedimenti di valutazione.

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Tali criteri potrebbero essere:
- la presa in carico presso il Centro di Salute Mentale competente da almeno 3 mesi;
- l’idoneità del profilo dell’utente ad essere inserito in percorsi di tal fatta;
- il non inserimento in strutture caratterizzate da un certo grado di intensità assistenziale
(a media o alta intensità).
Potrebbero includersi i soli utenti inseriti in SRP 3.1, SRP 3.2 e SRP 3.3.

E’ da escludere il limite di età alla fruizione della Borsa Lavoro in entrata e in uscita.
Tale ideazione rappresenta uno stigma che si aggiunge ai pregiudizi già esistenti, una preclusione
delle possibilità realizzative della persona e una negazione dell’adeguamento dell’età alle
aspettative di vita.
Gli utenti psichiatrici hanno diritto di cittadinanza al pari di tutta la popolazione e vanno tutelati e
garantiti nei diritti sanciti dalla Costituzione Italiana e dalla Convenzione ONU.
Va inoltre fatto notare che spesso gli utenti psichiatrici arrivano in età avanzata alla fruizione della
Borsa Lavoro, dopo lunghi periodi di abbandono e travagliati percorsi personali e familiari
diagnostici, clinici, terapeutici e riabilitativi.
Gli utenti che attualmente usufruiscono delle Borse Lavoro da diversi anni, in quanto non è
stato predisposto finora nessuno sbocco ad altra tipologia di inserimento lavorativo, vivono nella
convinzione di essersi riappropriati di uno status sociale e di una condizione di benessere in
normali contesti di vita. La continuità e/o l’evoluzione dei percorsi appare di conseguenza
fondamentale al mantenimento dello stato di salute e alla prevenzione della cronicità e del rischio di
ricadute. Pertanto è ipotizzabile un periodo di transizione di almeno 3 anni durante i quali
predisporre un’altra tipologia di inserimento o valutare il rinnovo e la permanenza a seconda dei
casi.

ASSENZE DELL’UTENTE ED EROGAZIONE DELLE SOMME SPETTANTI

Per quanto riguarda le ricadute economiche derivanti da eventuali assenze dell'utente va
garantito il riconoscimento delle assenze dovute a malattia che potrebbero consistere in 30 o 40
giorni annuali, con presentazione della certificazione medica.
Le assenze superiori possono giustificare una eventuale decurtazione economica non dimenticando
la fragilità degli utenti. Il recupero delle somme spettanti deve essere riutilizzato all’interno di
ciascun Dipartimento a favore degli utenti stessi.
Si propone la possibilità di erogare in via diretta la somma in favore dell’utente, tramite accredito
c/o istituto tesoriere dell’ente, senza il passaggio intermedio dell’erogazione al soggetto
pubblico/privato convenzionato.

UNA LETTURA DEL SIGNIFICATO PER L’UTENZA COINVOLTA

Il CSM territoriale di riferimento, prende in carico l’utenza psichiatrica con le Borse Lavoro e
realizza progetti di inserimento socio-lavorativo personalizzati, mediante la stretta collaborazione
tra lo specialista curante e gli enti pubblici o privati convenzionati.
L’utenza psichiatrica inserita con successo evidenzia una migliore Qualità della Vita individuale;
l’esame della realtà diventa adeguato alle maggiori possibilità che vengono offerte dai contesti di

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inserimento; si sviluppano positive esperienze di Sé nelle relazioni interpersonali, sostenendo così
un reale inserimento socio-lavorativo del soggetto psichiatrico.
Con le attività in essere delle Borse Lavoro vengono creati ambienti stimolanti in cui i soggetti
possono convogliare le energie, accrescere le abilità comunicative assertive, stabilire incontri in cui
fare esperienze positive e apprendere competenze professionali specifiche.

INTERRUZIONE DEI PERCORSI SOCIO-RIABILITATIVI

Con la scadenza periodica delle convenzioni, riferite ai progetti di inserimento socio-lavorativo,
spesso vengono messi in luce i problemi tecnici gestionali imputabili alla carenza di fondi
stabilmente indirizzati a questi interventi sostanziali per il benessere collettivo.
Non essendoci oggi la possibilità di, eventualmente, trovare un possibile sbocco occupazionale della
persona seguita dai CSM territorialmente competenti, sono rilevanti gli elementi psicopatologici
che, durante i gravi episodi di interruzione dei progetti socio-lavorativi, si sono innescati nella
mente dei soggetti fragili che hanno subito la sospensione del progetto.
Risulta importante sottolineare gli stati di angoscia e ansia generati che, nei soggetti psichiatrici,
hanno provocato un escalation di sensi di colpa, idee negative e pensieri di tipo paranoide
caratterizzate da ideazioni di colpevolizzazione (“Ho fatto io qualcosa per questo mi sospendono la
Borsa Lavoro”) con un rischio reale di suicidio, per taluni soggetti che mostrano fragilità nelle
capacità di elaborazione e fronteggiamento degli eventi imprevisti.
Spesso solo l’acquisita relazione di fiducia, instaurata con gli operatori del progetto, ha fatto da
‘cuscinetto’ a questi eventi ritenuti stressanti dai soggetti psichiatrici coinvolti.
La continuità progettuale, all’interno degli ambienti di inserimento, con anche delle volte lo
scambio dei contesti di inserimento, sono lo strumento principale per la creazione di fattori di
protezione, come le relazioni interpersonali varie e forti, che sembrano consentire la migliore
Qualità di Vita, intesa come un aumento del benessere generale del soggetto.
Lo sviluppo emotivo-relazionale dei soggetti psichiatrici concede sicuramente la libertà di poter
negoziare i propri bisogni e necessità, all’interno di una società che accoglie e non spaventa.

Appare urgente sostenere, a livello di programmazione socio-sanitaria regionale, il
cambiamento verso la promozione dei processi di guarigione, permettendo la continuità dei
percorsi riabilitativi psicosociali intrapresi con successo sul territorio.

Il nuovo “Piano di riqualificazione del Servizio Sanitario abruzzese 2016-2018” impone di
razionalizzare le spese ed evitare inutili sprechi per spendere meglio e liberare nuove risorse
per gli investimenti.
In quest’ottica ribadiamo che le Borse Lavoro apportano benefici immensi all’utenza
coinvolta e costano molto meno rispetto a: ricoveri ospedalieri, trattamenti sanitari
obbligatori, servizi socio-assistenziali, ingressi e permanenze in strutture sanitarie anche fuori
regione.
Il Nuovo Modello di Servizio Sanitario Regionale, per risultare tale e competere con quelli
delle Regioni più avanzate, tenga conto delle istanze contenute nel presente documento
unitario.
Si ringrazia per la cortese attenzione

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Eventuali comunicazioni vanno indirizzate a:
“PERCORSI” Associazione Regionale Familiari per la Tutela della Salute Mentale
Strada delle Fornaci n. 2 - 65125 Pescara Telefono – Fax 085/75055
E-mail: percorsiabruzzo@libero.it

Presidente “PERCORSI”
Associazione Regionale Familiari
per la Tutela della Salute Mentale

Presidente Associazione “DiversUguali”
Gianna Camplone

Presidente Altri Orizzonti
Associazione Regionale Familiari per la tutela della salute mentale – Lanciano

Giovina Nasuti

Presidente Associazione 180amici L’Aquila

Alessandro Sirolli

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Presidente COSMA (Coordinamento Salute Mentale Abruzzo)

Tiziana Arista

Presidente Associazione Carrozzine Determinate Abruzzo

Claudio Ferrante

Presidente Associazione Codici Centro per i Diritti del Cittadino

Gianni D’Andrea

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