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LA CONDUZIONE TERMICA IN PARETE (SERIE E PARALLELO)

Capitolo quinto
La conduzione
5.1 Introduzione
Il meccanismo conduttivo fa riferimento al trasferimento di energia termica in un mezzo o tra pi
mezzi in contatto fisico, unicamente a causa di una non uniforme distribuzione della temperatura
nel mezzo o tra i mezzi posti a contatto. L'interpretazione del fenomeno a livello microscopico
vede la conduzione come uno scambio di energia cinetica tra molecole poste in regioni a differente
temperatura: tale scambio pu attribuirsi principalmente agli urti elastici di molecole nei gas e nei
liquidi, al moto degli elettroni liberi nei solidi metallici ed alle vibrazioni degli aggregati
molecolari nei solidi non conduttori.
La parete in muratura mostrata in Fig. 5.1. rappresenta una geometria che verr presa in
considerazione nel seguito per lo studio dello scambio termico tra edificio ed ambiente esterno. Se
si definisce superficie isoterma il luogo di punti aventi lo stesso valore di temperatura, le superfici
1 e 2 possono considerarsi con buona approssimazione isoterme. Se poi si fa l'ipotesi che la
superficie 1 sia a temperatura pi elevata della superficie 2, in accordo con l'evidenza sperimentale
si pu affermare che il calore fluir spontaneamente dalla superficie 1 verso la 2 nella direzione
dell'asse x, perpendicolare alle superfici isoterme.

x
Sezione della parete con piano
x perpendicolare allasse y

Fig. 5.1

x
Si definisce flusso termico q x l'energia termica trasmessa nell'unit di tempo attraverso una
superficie isoterma di area unitaria [W/m2] in direzione ad essa perpendicolare. Il flusso termico
un vettore avente direzione ortogonale alle superfici isoterme e verso che va dalla temperatura pi
elevata a quella pi bassa.
La legge fondamentale della conduzione, legge di Fourier, afferma che il flusso termico
proporzionale alla derivata della temperatura valutata nella direzione perpendicolare alla superficie
x wT
isoterma, ovvero che q x proporzionale al gradiente della temperatura lungo la direzione
wx
ortogonale alle superfici isoterme:

x
x Qx wT
qx O (5.1)
A wx

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La presenza della derivata parziale indica che la temperatura, nel sistema che si sta esaminando,
pu variare nel tempo e nello spazio.
x
Nella relazione (5.1) q x diretto nel verso delle temperature decrescenti; se ad esempio
diretto in modo concorde allasse x, ossia nel verso delle x crescenti, lungo tale asse le T
wT
risulteranno decrescenti e pertanto wT < 0 e w x > 0. Quindi il rapporto assume un
wx
valore negativo. E pertanto necessario un segno negativo al secondo membro della (5.1) per
x
ottenere un flusso q x positivo, ossia concorde con il verso dellasse x.
La costante di proporzionalit O tra il flusso termico ed il gradiente di temperatura, detta
conduttivit termica, ed una propriet fisica del materiale. Essa rappresenta il flusso termico
relativo ad un gradiente unitario. Dalla (5.1) possibile ricavare le unit di misura della
conduttivit termica. Infatti esplicitando O si ha:

x wx
O qx
wT
- nel Sistema Internazionale (SI)
x W
esprimendo q x in
m2
wx in m

wT in kelvin

l'unit di misura di risulter:


W m W

m2 K mK

nel Sistema Tecnico (ST):


x kcal
esprimendo q x in
hm 2
wx in m

wT in Kelvin

l'unit di misura di risulter:


kcal m kcal

hm 2 K hmK

Si osservi che l'unit di misura della differenza di temperatura, che al denominatore compare
espressa in kelvin (K), per quanto detto in precedenza sulla conversione dei gradi Celsius (C) in
kelvin (K), pu essere espressa utilizzando una qualsiasi delle due unit senza che il valore di O
cambi.
In Tab. 5.1 sono riportati gli ordini di grandezza della conduttivit termica per differenti stati di
aggregazione della materia.
In Tab.5.2 vengono riportati i valori della conduttivit termica di alcuni materiali molti diffusi.

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Tab.5. 1 - Ordini di grandezza della conduttivit per diversi stati di aggregazione
Stato di aggregazione Conduttivit
(W/mK)
Aeriforme 10-2-10-1
Liquido 10-1-10
Solidi non metallici 1-10
Solidi metallici 10-102

Tab. 5.2 - Valori della conduttivit termica di alcuni materiali a 273 K.


Materiale Conduttivit
W/mK
Solidi metallici
argento 418
rame 387
alluminio 203
zinco 113
ferro 73

Solidi non metallici


Quarzo 19
monossido di magnesio 42
marmo 3
vetro pyrex 1

Liquidi
Mercurio 8
Acqua 5
Freon, Ca2F2 0,07

Gas
Idrogeno 0,18
Elio 0,14
Aria 0,024

Sperimentalmente si riscontrano le seguenti propriet:

a) i materiali a struttura cristallina, metallici o non, conducono il calore meglio di quelli


amorfi;
b) nei materiali cristallini e in tutti gli altri a struttura orientata (ovvero i materiali fibrosi come
il legno) la conduttivit termica assume valori differenti a seconda della direzione strutturale
del materiale, caratteristica tipica dei materiali anisotropi;
c) le impurit chimiche nel reticolo cristallino riducono il valore della conducibilit termica
rispetto allo stesso materiale allo stato puro: i metalli puri hanno, pertanto, una conduttivit
maggiore di quella delle leghe metalliche;
d) i materiali in fase solida hanno una conduttivit maggiore dei loro corrispettivi in fase
liquida (il ghiaccio conduce meglio che l'acqua liquida);
e) le sostanze in fase aeriforme sono meno conduttive delle corrispettive in fase liquida.

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E' da osservare che la conduttivit termica funzione della temperatura. Tuttavia, nelle
applicazioni in cui le escursioni termiche non sono elevate, tale dipendenza pu trascurarsi,
adottando, per un determinato materiale, un opportuno valore medio. Va inoltre evidenziato che la
conduttivit termica anche funzione della massa volumica (densit) del materiale: per tale motivo
in Appendice B Propriet termofisiche dei materiali i valori di O vengono riportati tenendo conto
di questa dipendenza. Anche se nel seguito della trattazione si far riferimento a solidi omogenei
ed isotropi (e cio con propriet termofisiche uguali in tutto lo spazio ed indipendenti dalle
direzioni) si deve tener conto che i valori riportati nelle tabelle sono comunque valori medi. Non
infatti possibile pensare che una muratura perimetrale di un edificio sia realizzata con materiale
omogeneo ed isotropo: si pensi soltanto alla presenza del legante, costituito diversamente a
seconda del tipo di mattone usato, che ha certamente caratteristiche fisiche diverse dal materiale
che costituisce gli stessi mattoni. Pertanto il valore di O sar sempre un valore medio che tiene
conto della disomogeneit del materiale scelto.
Prima di proseguire nelle valutazioni quantitative sul meccanismo di scambio termico
conduttivo va introdotta qualche informazione ulteriore sul modello semplificato cui si far
riferimento.
Nell'edilizia, in particolare con riferimento alle strutture verticali ed orizzontali quali le
pareti perimetrali i solai di copertura e di calpestio, ci si trova a studiare sistemi che hanno una
dimensione molto pi piccola delle altre due. Nei moderni edifici le pareti perimetrali di un
ambiente hanno in genere uno spessore che pu variare tra alcuni centimetri a qualche decina di
centimetri mentre l'altezza e la larghezza sono dell'ordine dei metri. Nella Fig. 5.1 rappresentata
una situazione vicina a quella cui ora si fa riferimento: la dimensione relativa all'asse x molto
inferiore rispetto alle altre due lungo gli assi y e z. In tali condizioni si pu assumere con buona
approssimazione, come gi detto con riferimento alla stessa Fig.5.1, che le superfici limite della
parete siano isoterme e che il flusso sia diretto nella direzione perpendicolare ad esse e nel verso
che va dalla temperatura pi elevata verso quella pi bassa.
Se inoltre le temperature che caratterizzano ciascuna superficie isoterma restano costanti
nel tempo si dice che il sistema a regime stazionario. Tale ulteriore semplificazione equivale a
dire che in ciascun punto della parete non si avr, nel tempo, una variazione del valore di
temperatura, ossia che la distribuzione delle temperature rimane invariata nel tempo.
Una ulteriore ipotesi semplificativa consente di considerare la conduttivit O indipendente
dalla temperatura, il che, a rigore, non si verifica. Tuttavia facendo riferimento alle applicazioni
che interessano l'edilizia ed alla maggior parte dei materiali impiegati in questo settore ai fini degli
errori di calcolo indotti, l'ipotesi risulta accettabile.
Infine, si supporr che non siano presenti all'interno del sistema generazioni di energia.
Riepilogando, lo studio della conduzione si effettua assumendo le seguenti ipotesi:

1. sistemi caratterizzati da geometrie piane in cui una delle dimensioni risulti molto
inferiore alle altre due;
2. materiali omogenei ed isotropi;
3. conduttivit termica O indipendente dalla temperatura;
4. regime stazionario;
5. assenza di generazioni di energia all'interno del sistema;
6. flusso termico monodimensionale.

Ci consente di riscrivere la (5.1) nella seguente forma:


x
x Qx dT
qx O (5.2)
A dx

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in cui la presenza dalla derivata totale conferma la dipendenza della temperatura dalla solo ascissa
x, in base alle ipotesi di regime stazionario e di flusso termico monodimensionale.

5.2. Lastra piana indefinita: andamento delle temperatura, flusso e potenza termica,
conduttanza e resistenza termica.

Nelle ipotesi gi introdotte nel paragrafo precedente di materiale omogeneo ed isotropo con
conduttivit termica indipendente dalla temperatura, si consideri la geometria che rispetti inoltre la
condizione 1. del precedente paragrafo. Si parla in tal caso di lastra piana indefinita, schematizzata
in Fig.5.2. Il flusso termico definito dalla (5.2).

z
z

x x
Sezione della parete con un piano
perpendicolare allasse delle y

Fig. 5.2 - Lastra piana indefinita.

Come gi osservato in precedenza le superfici limite della parete piana sono isoterme ed il
flusso termico orientato nella direzione x ad esse ortogonale e nel verso delle temperature
decrescenti. Inoltre, essendo il campo di temperatura monodimensionale, ogni piano parallelo alle
superfici estreme risulta anch'esso isotermo. In tali condizioni il flusso termico definito dalla (5.2)
costante nel tempo ed in ogni punto della sezione della parete mostrata in Fig.5.2. La potenza
x
termica Q x che attraversa la parete piana indefinita , in tali condizioni, costante nel tempo. Essa
risulta, dalla (5.2), pari a:
x dT
Qx O A (5.3)
dx

x
Q x espressa in watt nel Sistema Internazionale o in kcal/h nel Sistema Tecnico. Con A viene
indicata l'area delle superfici isoterme, tutte di uguale estensione pari a quella delle superfici limite
della parete. E' evidente come l'aggettivo indefinita riferito alla parete deve essere interpretato nel
senso che le dimensioni y e z sono molto maggiori della dimensione x, altrimenti l'area A sarebbe
anch'essa indefinita e quindi non calcolabile.

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Nell'ipotesi che siano note le temperature Tl e T2 delle due superfici limite della parete,
possibile ricavare l'andamento delle temperature all'interno di essa, al variare di dell'ascissa x. Nella
Fig.5.3 che mostra la sezione retta della parete gi riportata in Fig.5.2, l'asse z coincide con l'asse
delle temperature T:

z, T

T1

T2

x
Fig. 5.3

Separando le variabili dell'equazione differenziale (5.3), si ha:

x
Qx
dx dT (5.4)
AO

ed integrando tra i valori, Tl in corrispondenza di x = 0, e Tx, temperatura generica corrispondente


all'ascissa corrente x, si ottiene:

z, T
x
Qx x T
T1 dx  dT
AO 0 T1

T2 x
Qx
( x  0) (T1  Tx )
AO

s x x
Qx
Fig.5.4 x T1  Tx
AO

x
Q
Tx T1  x x (5.5)
AO

Come si deduce dalla (5.5), l'andamento della temperatura in una parete piana indefinita
nelle ipotesi poste, lineare: nel piano (x, T), la (5.5) rappresenta infatti l'equazione di una retta. In
Fig.5.4 la temperatura va decrescendo linearmente dal valore maggiore Tl, in corrispondenza di x =

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0, fino al valore T2, in corrispondenza di x = s, con una pendenza o inclinazione (coefficiente
x
Q
angolare) pari a:  x
OA
Se ora si integra la (5.4) tra le temperature delle superfici limite della parete si ottiene
l'espressione della potenza termica:

x
Qx s T2
dx  dT
AO 0 T1

x
Qx
(s  0) (T1  T2 )
AO

x AO (5.6)
Qx (T1  T2 )
s

La relazione (5.6) mostra che la potenza termica trasmessa per conduzione direttamente
proporzionale:
- alla conduttivit termica O del materiale di cui costituita la parete;
- all'area della parete, A;
- alla differenza tra le temperature delle superfici esterne, Tl-T2;
ed inversamente proporzionale:
- allo spessore della parete, s.

Nella (5.6) la grandezza OA/s rappresenta la conduttanza termica (conduttiva) che, nel
Sistema Internazionale si esprime in W/K e nel Sistema Tecnico in kcal/hC essa nel seguito verr
indicata con C. Il suo inverso

1 s
R (5.7)
C OA

viene detta resistenza termica (conduttiva) e, nel SI, viene espressa in K/W, mentre nel ST
espressa in hC/kcal. Dividendo tali grandezze per l'area A della parete si ottengono rispettivamente
la conduttanza e la resistenza termiche unitarie, rispettivamente espresse da:

O (5.8)
c
s

s
r (5.9)
O

Dalla (5.6), per la (5.7), si ha dunque:

 'T
Q C 'T (5.10)
R
Dividendo entrambi i membri della (5.10) per larea della parete, si ottiene:

10
Q 'T
q
c 'T (5.11)
A r
Se la conduttivit non costante con la temperatura, ipotesi alla base della presente trattazione,
l'andamento della temperatura all'interno della parete non pi lineare. In particolare per valori di
O crescenti con la temperatura, il diagramma delle temperatura sar rappresentato da una curva con
la concavit rivolta verso il basso; per valori di O decrescenti con la temperatura la curva avr la
concavit verso l'altro. Un esempio qualitativo mostrato in Fig.5.5 a) e b).

z, T z,T

x x
a) b)
Fig. 5.5 - Andamento della temperatura in lastra piana con O crescente [a)] e decrescente[b)] con la temperatura.

5.3. Pareti composte da pi strati disposti in serie


E' molto frequente il caso di trasmissione di calore per conduzione in una parete piana
composta da pi strati di materiale diverso, ciascuno omogeneo ed isotropo, caratterizzati, in
generale, da spessori e conduttivit diversi. Esempio classico in edilizia la parete costituita da uno
strato esterno di intonaco, da una muratura ed uno strato d'intonaco interno, come mostrato in Fig.
5.6. Nelle ipotesi definite al termine del paragrafo 5.1, il flusso termico attraversa
perpendicolarmente in successione, uno dopo l'altro i tre strati, ed orientato dall'esterno all'interno
o viceversa a seconda dell'andamento delle temperature. In generale in estate il flusso diretto
dall'esterno della parete verso l'interno degli ambienti, mentre il contrario accade durante l'inverno.
La disposizione dei tre strati mostrata in figura detta in serie.

intonaco interno

intonaco esterno

muratura

Fig.5.6 - Parete costituita da tre strati disposti in serie

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Con riferimento alla Fig.5.6 essendo, nell'ipotesi di regime stazionario, l'andamento delle
temperature in parete costante nel tempo ed in assenza di generazione interna, la potenza termica
x
Q x , che attraversa ogni superficie isoterma, parallela alle superfici limite della parete, costante. Il
verso, nel caso indicato in figura va dalla superficie a temperatura Tl a quella a temperatura T2
Indicando con OOO le conduttivit termiche dei materiali e con s, s ed s gli spessori dei
singoli strati della parete composta schematizzata di Fig.5.7, applicando a ciascuno degli strati la
(5.6) si pu scrivere:

Superficie 1 Superficie a Superficie b Superficie 2

z,T

T1
1 2 3
Ta

Tb

T4

Fig. 5.7 - Parete piana composta da pi strati disposti in serie.

- per lo strato 1

x O'A
Qx (T1  Ta )
s'

- per lo strato 2

x O' 'A
Qx (Ta  Tb )
s' '

- per lo strato 3

x O' ' 'A


Qx (Tb  T2 )
s' ' '
x
La Q x , per le ipotesi poste, costante in ogni punto della parete e quindi in ciascuno dei tre strati.
Ricavando ora da ognuna delle precedenti relazioni le differenze di temperatura si ottiene:

12
x
Qx
(T1  Ta )
O'A
s'
x
Qx
(Ta  Tb )
O' 'A
s' '

x
Qx
(Tb  T2 )
O' ' 'A
s' ' '

Sommando membro a membro le relazioni precedenti si ottiene:


x 1 1 1
T1  Ta  Ta  Tb  Tb  T2 Qx  
O' A O' ' A O' ' ' A

s' s' ' s' ' '


x 1 1 1
T1  T2 Qx  
O' A O' ' A O' ' ' A

s' s' ' s' ' '

x

Qx 1 1 1
T1  T2  
A O' O' ' O' ' '

s' s ' ' s ' ' '

La potenza termica che attraversa la parete risulta quindi:

x T1  T2
Qx A

1 1 1
 
O' O' ' O' ' '

s' s' ' s ' ' '

Tenendo conto delle (5.6), (5.7) e (5.8) la precedente relazione si pu scrivere:

x T1  T2
Qx A
1 1 1 (5.12)
 
c ' c '' c '''

oppure, utilizzando le resistenze termiche:

13
x T1  T2 T1  T2
Qx A A (5.13)
r ' r '' r ''' rtot

x
La potenza termica Q x che attraversa una parete costituita da pi strati disposti in serie pu essere
calcolata con le relazioni (5.12) o (5.13). Per la parete con pi strati disposti in serie pi
immediato l'uso della resistenza termica. Nella (5.13) si posto:

rtot = r+r+r (5.14)


La resistenza termica unitaria della parete costituita da pi strati in serie pari alla somma delle
resistenze termiche unitarie dei singoli strati.

x
x Qx T1  T2 T1  T2 (5.15)
qx
A r ' r '' r ''' rtot

Nel caso in cui la parete sia costituita da n strati disposti in serie, le precedenti relazioni
possono essere generalizzate come segue:

n
rtot ri
i 1

in cui il termine al secondo membro rappresenta la somma delle resistenze degli n strati che
costituiscono la parete. Per il flusso termico si ha:

x
x Qx T1  T2
qx
A rn (5.16)
n

Esempio
Si calcolino la resistenza e la conduttanza termica unitaria e totale della parete la cui sezione
mostrata in figura, che ha un'area A=10 m2 ed costituita dai seguenti strati:

1- Calcestruzzo cellulare
s' = 20cm = 0,20m
U' = 800 kg/m3
1 2 3
O' = 0,25 W/mK

2 - Lastra di acciaio inox


s = 3,0 mm = 0,0030 m
U = 8000 kg/m3
O = 17 W/mK

3 - Muratura in mattoni pieni


s= 12cm = 0,12m
U= 1200 kg/m3
O= 0,43 W/mK
s s s

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Per quanto riguarda la disposizione dello strato isolante, non vi alcuna collocazione che, al
fine di un aumento della resistenza termica o riduzione della conduttanza, risulti pi conveniente
poich la disposizione degli strati in serie.

4.4 Pareti composte da pi strati in parallelo


Una parete a strato singolo pu essere costituita da materiali che, pur essendo omogenei ed
isotropi, presentano differenti valori della conduttivit termica. Nella Fig.4.8 mostrata una parete
di questo tipo e la sua sezione. La disposizione delle diverse zone, rispetto alle due superfici limiti,
viene detta in parallelo. In tal caso, se le due superfici esterne sono a temperature diverse, ciascuna
delle zone in parallelo risulta sottoposta allo stessa differenza di temperatura.

z,T x x
Q 'x Q 'x
A

x x x
x
A Qx Q ''
x Q '' Qx
x

y
A x x
T1 '''
Q 'x''
Q x

T2

x
x x x x
Qx Q' x  Q' ' x  Q' ' ' x

Fig.4.8 - Parete con pi strati in parallelo. La potenza termica che attraversa la parete somma delle potenze che
attraversano in parallelo le singole zone.

x
Come mostrato in Fig. 4.8 la potenza termica Q x che attraversa la parete pari alla somma delle
x x x
potenze Q' x , Q' ' x e Q' ' ' x che attraversano le singole zone costituite da materiali diversi. Ciascuna
di queste pu essere calcolata utilizzando la (4.6):

40
x O'A'
Q' x (T1  T2 )
s'

x O ' 'A' '


Q' ' x (T1  T2 )
s ''

x O ' ' 'A' ' '


Q' ' ' x (T1  T2 )
s' ' '

x
La potenza termica Q x che complessivamente attraversa la parete :

x x x x O 'A' O ' 'A' ' O' ' ' 'A' ' '
Qx Q' x  Q' ' x  Q' ' ' x (T1  T2 )  (T1  T2 )  (T1  T2 )
s' ' s' ' s' ' '

Si noti che, nelle ipotesi adottate nello studio della lastra piana, le superfici limiti della parete sono
isoterme e superficie piana parallela ad esse, all'interno della parete, sono isoterme. Pertanto
ciascuna delle tre zone sottoposta alla stessa differenza di temperatura Tl - T2. Identici nel caso
considerato sono anche gli spessori s di ciascuna zona. Sono invece diverse a seconda della zona di
parete considerata, le superfici A, Aed A, le conduttivit termiche O, O e O e quindi le
potenze termiche.

x
O'A' O' 'A' ' O' ' ' 'A' ' '
Qx   (T1  T2 )
s' ' s' ' s' ' '

Ricordando che il rapporto OA/s rappresenta la conduttanza termica Ct, la precedente relazione e la
(4.6) si possono scrivere:

x (4.14)
Qx (C't C' 't C' ' 't ) (T1  T2 )

x OA
Qx (T1  T2 ) C t (T1  T2 )
s

Dal confronto tra le due precedenti relazioni si ottiene:


(4.15)

Ct C' t  C' ' t  C ' ' ' t

Dalla (4.15) risulta che la conduttanza termica totale, per la parete costituita da pi zone in
parallelo, pari alla somma delle conduttanze termiche totali dei singoli strati.
E' possibile ora ricavare la conduttanza termica unitaria della parete costituita da pi zone in
parallelo. Riscrivendo la relazione che definisce la conduttanza termica totale:

OA (4.16)
Ct
s

41
quella unitaria risulta:

Ct O
C
A s

e quindi

Ct C ' t  C' ' t  C' ' ' t C' A' C' ' A' ' C' ' ' A ' ' ' (4.17)
C
A A A' A ' ' A' ' '

La (4.17) rappresenta la conduttanza termica unitaria della parete e corrisponde alla media
pesata delle conduttanze unitarie delle differenti zone che la costituiscono. La (4.14) pu anche
scriversi:
x 1 1 1
Q x   (T1  T2 )
R't R' 't R' ' 't (4.18)

Poich per definizione di resistenza termica totale

1 s
Rt (4.19)
Ct OA

x OA (T1  T2 ) (T1  T2 )
Qx (T1  T2 ) (4.20)
s s Rt
OA

Confrontando le (4.18) e (4.20) si ottiene

1 1 1 1
 
Rt R't R' 't R' ' 't
1
Rt
1 1 1
 
R't R' 't R' ' 't

La resistenza termica della parete, nel caso della configurazione in parallelo, pari
all'inverso della somma degli inversi delle resistenze termiche delle singole zone. La resistenza
termica unitaria per una qualsiasi parete si esprime, tenendo conto della (4.19):

s
R Rt A
O

E quindi la parete in parallelo:


A
R Rt A
1 1 1
 
R't R' 't R' ' 't

42
A
R Rt A
1 1 1
 
R't R' 't R' ' 't
Tutta la trattazione fin qui svolta fondata sull'ipotesi che i materiali siano omogenei ed
isotropi; se cade tale ipotesi, il calcolo delle conduttanze e delle resistenze termiche si complica ed
esula comunque dalle finalit di questo corso.

Esempio numerico
Si calcolino la conduttanza termica totale di una parete costituita da una lastra metallica di
acciaio inossidabile e da due pannelli in cemento disposti come in figura

Lastra in acciaio inossidabile di massa volumica


pari a 8000 kg/m3, avente dimensioni di 0,0030 x 1,20 x 3,00
m; O=17 W/mK

2,00m

Pannelli di calcestruzzo in blocchi con cavit isolate di dimensioni


0,12x2,0x3,0 m e conduttivit interna O = 0,800 W/mK

1,20 m

2,00m

0,12m

Le tre zone della parete risultano in parallelo; la conduttanza termica totale fornita dalla relazione:

Ct = C t' +Ct +C t

O 'A' O' 'A' ' O ' ' ' 'A' ' ' 0,800 6,00 17 3,60 0,800 6,0
Ct     =
s' ' s' ' s' ' ' 0,12 0,0030 0,12

= 40 + 20.103 + 40 = 20.103 W/K

Si osservi ora che per la disposizione in parallelo la conduttanza termica totale risulta pari alla
somma di quelle relative alle singole zone. E' evidente che un intervento che tenda a migliorare
l'isolamento termico dovr essere effettuato sulla parte termicamente pi debole della parete, e cio
sulla lastra in acciaio. 43
sis =RisOis = 0,55 0,032 = 0,018 m

Per quanto riguarda la disposizione dello strato isolante, non vi alcuna collocazione che, al fine di
un aumento della resistenza termica o riduzione della conduttanza, risulti pi conveniente.

ESERCIZI DI TRASMISSIONE DEL CALORE IN REGIME STAZIONARIO


CONDUZIONE

Esercizio 1
Calcolare la conduttanza, la resistenza termica e la potenza termica attraverso una parete (6 m x 3
m) di mattoni pieni, spessa 12 cm ed avente una massa volumica di 1000 kg/m3 le cui superfici
estreme sono rispettivamente alla temperatura di 15C e 6C.

SOLUZIONE
La conduttanza pari a:
OA
C
s
Essendo larea della parete pari a 6 x 3 = 18 m2, lo spessore 12 cm = 0,12 m e la conduttivit
termica O = 0,36 W/mK, avendo ricavato tale dato dalla tabella riportata in Appendice B
relativamente ai laterizi con massa volumica pari a 1000 kg/m3, pareti interne protette, si ha:

0,36 18 W
C 0,54
0,12 K
La resistenza termica, essendo linverso della conduttanza, :

1 1 K
R 1,85
C 0,54 W

La potenza termica attraverso la parete si valuta mediante la (5.10), essendo 'T pari a 15-6 = 9C =
9K:
 C 'T 'T
Q
R

Q 0,54 9 4,86 W
.

Esercizio 2
Determinare la temperatura della superficie fredda di una parete in calcestruzzo (di sabbia e ghiaia)
avente una massa volumica di 2000 kg/m3 ed uno spessore di 25 cm, attraversata da una potenza
termica per unit di superficie di 93 W/m2, ed avente la superficie calda a 35C.

SOLUZIONE
q
Dalla (5.11) si ricava che 'T q r .
c

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La conduttivit del calcestruzzo in sabbia e ghiaia si ricava dallAppendice B (calcestruzzo
confezionato con aggregati naturali) per pareti interne o protette: O= 1,16 W/mK. Pertanto per la
(5.9) si ha:
s 0,25 m2K
r 0,216 ,
O 1,16 W
e quindi:

'T 93 0,216 20,1K 20,1qC

La temperatura sulla superficie fredda della parete vale:

Tf Tc  'T 35  20,1 14,9qC

Esercizio 3
Determinare la potenza termica dispersa per unit di superficie attraverso una parete costituita
(esterno - interno) dai seguenti strati disposti in serie:
- intonaco di malta di cemento: spessore = 20mm
- muratura di mattoni forati (U = 800 kg/m3 ): spessore 120 mm
- intonaco di gesso: spessore 20 mm;
le temperature sulle superfici estreme sono di 18C e 4C.

SOLUZIONE
Il flusso termico, ossia la potenza termica per unit di superficie, nel caso di parete composta da pi
strati disposti in serie si calcola mediante la (5.15):
x
x Qx T1  T2 T1  T2
qx ,
A r ' r '' r ''' rtot
in cui le resistenze conduttive relative a ciascuno strato si valutano mediante la (5.9):
s ' s '' s ''' 0, 02 0,12 0, 02
rtot r ' r '' r '''    
O ' O '' O ''' 1, 4 0,30 0,35
m2K
0, 014  0, 400  0, 057 0, 471
W
Avendo ricavato i valori delle conduttivit termiche dei materiali, espressi in W/mK, dalla tabella
riportata in Appendice B. Si ha pertanto:
T1  T2 18  4 W
q x 29, 7 2
rtot 0, 471 m

Esercizio 4
Una parete multistrato costituita (esterno - interno) da:

- intonaco di malta di cemento: spessore = 40 mm


- muratura di mattoni pieni (U = 1600 kg/m3): spessore 120 mm
- intonaco di gesso: spessore 20 mm;

le temperature sulle superfici estreme sono rispettivamente di 15,0C e 5,0C.


Si calcolino:
a) la potenza termica dispersa per unit di superficie, attraverso la parete.

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b) lo spessore di materiale isolante costituito da un pannello rigido di cloruro di polivinile
espanso (U = 30 kg/m3, O = 0,039 W/mK), da aggiungere alla struttura perch la potenza
termica dispersa sia un decimo del valore precedentemente calcolato, a parit di temperatura
sulle superfici estreme.

SOLUZIONE
a) Il flusso termico si calcola mediante la (5.15):
x
x Qx T1  T2 T1  T2
qx ,
A r ' r '' r ''' rtot
in cui la resistenza totale unitaria la somma delle resistenze unitarie relative a ciascuno strato:
s ' s '' s ''' 0, 04 0,12 0, 02
rtot r ' r '' r '''    
O ' O '' O ''' 1, 4 0,59 0,35
m2K
0, 028  0, 203  0, 057 0, 288
W
Avendo ricavato i valori delle conduttivit termiche dei materiali, espressi in W/mK, dalla tabella
riportata in Appendice B. Si ottiene:
T1  T2 15  5 W
q x 34, 7 2
rtot 0, 288 m
sis
aggiungendo lo strato di isolante di resistenza unitaria pari a ris , il flusso termico della parete
O is
composta da 4 strati, q x si riduce ad un decimo di quello precedentemente calcolato:

q x T1  T2 T1  T2
q *x ,
10 10 rtot rtot  ris
da cui:
sis
10 rtot rtot  ris 9 rtot ris 9 rtot
O is
Lo spessore dello strato di isolante vale quindi:

sis 9 rtot O is 9 0, 288 0, 039 0,10 m 10 cm

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