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Nuovi paradigmi ICT

e progetti cooperativi
europei degli anni 80
Flavio Ferrero gi TIM SpA - Luigi Grossi, Daniele Roffinella TIM SpA
Guglielmo Girardi Esperto di ICT - Angelo Luvison AEIT

Negli anni 80 furono lancia- dati e video in ambiente business. La rete multi-
servizio, completa del sistema di gestione, aveva
ti e realizzati programmi di un sistema trasmissivo realizzato con circuiti inte-
grati alla velocit di linea di 140 Mbit/s o 622
cooperazione europea - quali Mbit/s, un record mondiale per i tempi di allora.
ESPRIT e RACE - per la ricer- Follow-up di questa impresa furono altri due pro-
getti: MAX (Metropolitan Area Communication
ca precompetitiva nellinfor- System)1 [2], rivolto alle aree metropolitane, e IA-
matica e nelle telecomunica- CIS (Integrated Area Communication System) [3],
per fornire servizi in edifici intelligenti, entrambi
zioni. Larticolo ricorda il con- con la visione sistemistica e le caratteristiche tec-
niche di LION. Per ognuno di questi, il Centro
tributo fornito da alcune di Studi e Laboratori Telecomunicazioni (CSELT) del
queste ricerche sia allinnova- Gruppo STET/SIP (poi confluito nellattuale TIM)
formul le proposte iniziali alla Commissione e
zione nellICT, sia alleffettiva oper da primo contraente nel loro svolgimento.
evoluzione delle reti broad- Larticolo - guardando non solo al passato ma an-
che al presente e al futuro - ricorda il contributo
band e ultrabroadband dato in quegli anni da queste ricerche sia allinno-
vazione nellICT, sia alleffettiva evoluzione delle
Chi stacca la spina della storia e della memoria ha reti broadband e ultrabroadband.
una sola alternativa: lignoranza e la negazione di s I servizi e le reti di comunicazione sono stati sem-
(Ivano Dionigi) pre caratterizzati da una fortissima innovazione
Non puoi sapere davvero dove vai finch non sai tecnologica e il loro progresso legato a filo dop-
da dove vieni (Will Smith nel film Hitch - pio allo sviluppo delleconomia, delle aziende e
Lui s che capisce le donne, 2005) del benessere delle persone. Il continuo percorso
di trasformazione ed evoluzione ha visto una ac-
li anni 80 videro la nascita di progetti - pro- celerazione con lavvento dellInformation
G mossi dalla Commissione dellUnione Euro-
pea - di cooperazione fra i Paesi europei per la ri-
Technology (IT) e delle tecnologie dei semicon-
duttori che seguono la ben nota legge di Moore:
cerca precompetitiva nellinformatica (Programma banda, capacit di calcolo, memoria, hanno cre-
ESPRIT, European Strategic Programme on Re- scite esponenziali [4]. Questo ha determinato il
search in Information Technology) e nelle teleco- passaggio dalla centralit della voce alla cen-
municazioni (Programma RACE, Research and tralit dei dati [5]; nel 2009 il traffico dati mon-
development in Advanced Communications tech- diale ha superato quello vocale anche nel mobile
nologies in Europe). Uno dei principali fu il proget- [6] e nel 2016 arriva oltre la soglia dello zettabyte
to LION (Local Integrated Optical Network) [1] de- (1.000 miliardi di gigabyte) per anno [7], mentre le
dicato allo sviluppo e alla sperimentazione di una persone stanno diventando sempre connesse [8]
rete locale in fibra ottica per servizi integrati voce, e le comunicazioni voce e la messaggistica stan-

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no spostandosi su Internet, determinando ridu- realizzare una rete capace di integrare flussi di
zioni di centinaia di miliardi di dollari sui ricavi dai traffico cos eterogenei come la voce, i dati e il vi-
servizi tradizionali [9-10]. deo. Nel seguito ci si focalizzer prevalentemen-
Negli anni 80 il mondo delle telecomunicazioni te, ma non solo, su LION per gli aspetti di servizi,
era ancora decisamente voce-centrico, ma li- architettura, sistema, e, nel box, per i risultati del-
narrestabile corsa dei dati era cominciata. In- le attivit di prototipazione/sperimentazione; mo-
ternet, che nella sua infanzia serviva per scam- strando, con un gioco di rinvii, come parecchi se-
biare file fra calcolatori di alcune universit e uffi- mi allora in nuce (anni 80) siano poi germinati in
ci governativi (nel 1970 la rete ARPANET collega- idee che danno forma allICT di oggi.
va una dozzina di nodi negli USA) si stava esten-
dendo. Nel 1982 nasce la parola Internet e vie-
ne definito il suo protocollo TCP/IP (il sistema
Approccio di sistema e architettura
standard per scambiare informazioni utilizzando di rete
tecniche a pacchetto, che oggi il cuore di tutte Per un sistema complesso come una rete di tele-
le comunicazioni dati mondiali), ma solo nel 1991 comunicazioni, definire larchitettura ed effettuare
il World Wide Web (WWW) permetter a qualun- le scelte tecnologiche un processo che richiede
que computer di accedere facilmente a pagine di tenere conto di una grandissima variet di re-
web e contenuti su qualunque server del mondo quisiti e di vincoli. Nel caso di LION, i requisiti
connesso in rete. Negli anni 80, il relativamente principali erano i seguenti:
limitato traffico dati a pacchetto era del tutto se- a. ununica rete a larga banda in grado di suppor-
parato da quello voce, sia nelle reti a lunga di- tare in modo integrato tutti i servizi voce, dati,
stanza, sia in quelle locali. Sulle lunghe distanze video (rete multiservizio);
accanto alle reti a commutazione di circuito per b. capace di servire utenti distribuiti su aree geo-
la voce si diffondono le reti a commutazione di grafiche locali (sino a 10 km) o metropolitane-
pacchetto che seguono gli standard X.25, Fra- regionali (sino a 200 km);
me Relay, e poi TCP/IP. Parallelamente, in ambiti c. con una capacit adeguata alla quantit com-
geografici limitati (come un edificio, un campus), plessiva di traffico voce, dati, video generato
oltre ai centralini per i servizi voce, si sviluppano dallinsieme degli utenti serviti (alcune centi-
rapidamente soluzioni di reti locali per il traffico naia di Mbit/s2);
dati, per le quali si affermata la serie di stan- d. in grado di interconnettersi con le altre reti, lo-
dard IEEE 802.x (in particolare lo standard IEEE cali e geografiche;
802.3 nato come evoluzione della versione 1.0 e. con interfacce standard per consentire la con-
dello standard Ethernet, pubblicata nel 1980). nessione di una molteplicit di terminali (telefo-
Tuttavia, i settori pi avanzati della ricerca - fra ni, PC, apparati multimediali);
cui lo CSELT - avendo intuito leccezionale po- f. scalabile, estensibile, riconfigurabile;
tenziale della commutazione di pacchetto [11], g. affidabile, dotata di specifiche soluzioni per ga-
iniziavano a esplorare soluzioni innovative per rantire la continuit di servizio anche in caso di
trasportare anche la voce, oltre ai dati, nelle reti a guasti e incidenti (per es., con riconfigurazione
pacchetto [12]. automatica in caso di malfunzionamenti di un
In questo contesto dinamico e creativo nasce, nel nodo o rotture in una tratta di trasmissione);
settembre 1983, il progetto LION [13-18], con il h. dotata di un sistema di controllo e gestione in-
proposito di trattare in modo integrato nella stes- tegrato;
sa rete non solo il traffico voce e dati, ma anche il i. con una architettura software aperta, idonea
traffico video. La videocomunicazione e la video- cio a evoluzioni ed estensioni, e capace di far
conferenza, che stavano ottenendo un interesse interlavorare moduli software realizzati da una
crescente presso lutenza affari (si veda, per es., pluralit di team di sviluppo.
[19]), utilizzavano sino ad allora reti a circuito, con
soluzioni specializzate, ma erano gi evidenti gli Non difficile riconoscere in questa lista molti
enormi vantaggi (costi, facilit di utilizzo del servi- dei requisiti con cui, oggi, devono confrontarsi
zio, diffusione, ecc.) che si sarebbero potuti otte- sistemisti e progettisti delle nuove reti ultra-
nere se si fossero trovate soluzioni capaci di inte- broadband. In effetti ai giorni nostri in atto un
grare in modo efficiente anche il video insieme al-
la voce e ai dati a pacchetto. Oggi, tutto ci 1 Poi rinominato MAXI, Metropolitan Area Communication System
realt: su Internet la totalit del traffico voce, da- Integration.
ti, video pu venir trasportata in una unica rete IP;
2 Come riferimento, si pu ricordare che le LAN Ethernet avevano alle-
ma trentanni fa i progettisti di LION dovettero af- poca una velocit a livello trasmissivo di 10 Mbit/s, e che i flussi di co-
frontare problemi del tutto nuovi, per concepire e municazione per la videoconferenza erano di 2 Mbit/s.

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processo di profonda trasformazione delle reti, ne funzionale caratterizza oggi i processi di tra-
caratterizzato dal progressivo decommissioning sformazione di tutte le reti. Negli anni infatti le re-
delle soluzioni di rete obsolete che si sono stra- ti si erano sviluppate con progressivi affianca-
tificate nel tempo, e dalla migrazione verso una menti di strutture verticali, ciascuna finalizzata a
rete Full IP capace di supportare tutti i servizi, offrire una specifica tipologia di servizi; accanto
per utenza residenziale, business, da terminali agli apparati concepiti essenzialmente per i servi-
fissi e mobili [20]3; questo processo prevede la- zi voce a utenti fissi, si sono via via aggiunti si-
dozione di paradigmi NFV (Network Function Vir- los verticali dedicati alla fonia mobile, a servizi
tualization), SDN (Software-Defined Networking), dati, a servizi video, ecc. La complessit e i costi
network automation, e la separazione fra le ap- associati alla gestione di questa molteplicit di re-
plicazioni e le funzioni di rete incaricate del de- ti, hanno indotto gli operatori a definire program-
livery del traffico (che diventa integralmente co- mi di trasformazione delle reti, per tendere a in-
stituito da pacchetti IP). frastrutture omogenee, in cui i silos verticali ven-
La risposta alle esigenze sopra indicate fu trova- gono abbattuti e le funzioni sono differenziate in-
ta dal progetto LION con una rete concepita se- vece per livelli orizzontali, in cui ciascun livello
condo i principi seguenti. (trasmissione, commutazione, controllo, servizio,
ecc.) svolge, in generale, le proprie funzionalit
Definizione di una architettura di sistema basa- per tutto il traffico della rete.
ta sul principio della separazione funzionale fra In una architettura a strati orizzontali la specializ-
i livelli di trasporto, commutazione, applicazio- zazione per tipologia di servizio viene effettuata
ne e sulla integrazione di tutti i servizi di rete. solo nei livelli alti (o applicativi) [24]. Questo pas-
Ideazione (con deposito di brevetto internaziona- saggio da strutture a silos verticali verso archi-
le CSELT [22]) di una tecnica innovativa di com- tetture a stratificazione funzionale - bench non
mutazione ibrida distribuita per trattare in modo semplice perch comporta complessi processi di
integrato flussi di traffico voce, dati e video. decommissioning dellesistente - ormai ben av-
Ideazione (con deposito di brevetto internazio- viato; un possibile punto di arrivo sar la rete 5G
nale CSELT [23]) di una infrastruttura di trasmis- [25], in corso di standardizzazione a livello inter-
sione in fibra ottica a 140 Mbit/s e 622 Mbit/s (o nazionale. 5G si propone di diventare un unico si-
560 Mbit/s nella gerarchia PDH), basata sullo stema capace di soddisfare le esigenze di comu-
stato dellarte, capace di riconfigurarsi automa- nicazione, attuali e future, di persone, aziende,
ticamente in caso di guasti per assicurare la ma anche degli oggetti (Internet of Things - IoT),
continuit del servizio. sia fissi sia in mobilit. E finalmente si realizze-
Scelta di una struttura ad anello per la topolo- rebbe la tanto auspicata convergenza per il tra-
gia della rete4, affidabile e idonea a servire aree sporto fisso-mobile.
locali o metropolitane/regionali, utilizzando pi LION - si era negli anni 80 - non includeva servi-
anelli interconnessi. zi di connettivit per terminali mobili ed era con-
cepita per servire utenti in aree limitate (locali o
Larchitettura di LION, organizzata in tre macro-li- metropolitane/regionali), ma il requisito di suppor-
velli, riportata in figura 1. Nel macro-livello ap- tare in modo efficace ed efficiente servizi di diver-
plicativo, i dispositivi dutente sono raccolti attra- sa tipologia (voce, dati, video) aveva portato alla
verso unit STATION dotate di una molteplicit di definizione di una architettura di riferimento gi
interfacce standard verso singoli terminali o verso
sistemi pi complessi come sistemi di video con-
ferenza, centralini, ecc. Il macro-livello di comuni-
cazione comprende i nodi della rete NCU
(Network Communication Unit), che realizzano la
commutazione ibrida distribuita; essi sono con-
nessi fra loro tramite gli apparati del macro-livello
sottosistema di trasmissione in fibra ottica.
Larchitettura comprende inoltre diversi gateway
GTW per realizzare linterconnessione di LION
con altre reti (quali reti geografiche a circuito o a
pacchetto), e il sistema di gestione integrato NCC
(Network Control Centre) con funzioni specifiche
di supervisione, configurazione, monitoraggio,
diagnostica, amministrazione, tariffazione, ecc. Figura 1
Il passaggio verso architetture con stratificazio- LION: Architettura di riferimento

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strutturata secondo una stratificazione orizzonta- zialmente, soprattutto, nel caso di grandi utenti
le di funzioni, considerata dai progettisti di LION affari o aziende); senza dimenticare il ruolo dei
vincente rispetto allaffiancamento verticale di collegamenti in fibra per connettere le stazioni ra-
sottoreti specializzate ciascuna per una determi- dio per i servizi mobili a larga banda. La Agenda
nata tipologia di traffico. digitale europea al 2020 [29] definisce obiettivi
sfidanti per portare la banda larga e ultralarga in
Europa: 30 Mbit/s disponibili per tutti i cittadini, e
Il sottosistema trasmissivo almeno il 50% delle abitazioni connesse a velo-
Negli anni 80, lo sviluppo delle telecomunicazio- cit pari o superiori a 100 Mbit/s nel 2020. Fra le
ni e il crescente numero di servizi offerti alle im- soluzioni pi diffuse in Europa per raggiungere ta-
prese avevano fatto nascere lesigenza di reti con li obiettivi, ci sono molte varianti di soluzioni ibri-
una pi alta capacit trasmissiva rispetto a quel- de fibra e rame [30] o di fibra sino alledificio (al-
le gi esistenti, con una elevata flessibilit nella tre soluzioni disponibili, tipo CATV, non sono uti-
condivisione e assegnazione della banda e note- lizzate in Italia).
vole grado di affidabilit. Nel concepire il sistema trasmissivo in fibra ottica
Dal punto di vista prettamente trasmissivo, que- di LION, oltre alla capacit complessiva, venne
sta esigenza in LION fu soddisfatta con luso dei data enfasi particolare ai requisiti di affidabilit. Fu
primi sistemi di trasmissione ottica TDM (Time perci ideata una innovativa tecnica di riconfigu-
Division Multiplexing) a 140 Mbit/s. Il vantaggio razione automatica (coperta dal brevetto interna-
dellimpiego della fibra ottica come mezzo tra- zionale [23]), basata tanto su messaggi veicolati
smissivo, consiste nellavere una banda di tra- attraverso il codice di linea quanto sullo stato del
smissione pi elevata rispetto al cavo in rame, segnale ottico ricevuto, che permetteva rapide
una totale immunit ai disturbi elettromagnetici e modifiche della infrastruttura trasmissiva (come in
una bassa attenuazione di segnale tale da poter caso di guasti o per inserire nuovi nodi) senza in-
percorrere distanze dellordine di alcuni chilome- terferire con i livelli di protocollo superiori.
tri (distanza tipica delle reti metropolitane) senza Le caratteristiche trasmissive di LION, adeguate
utilizzare amplificatori e ripetitori attivi. per una rete a larga banda in ambiti locali (LAN),
Oggi lutilizzo della fibra ottica per la realizzazio- erano necessarie ma non sufficienti per una rete
ne dei sistemi di trasmissione delle reti un trend estesa su aree metropolitane/regionali (MAN); infat-
affermato a livello mondiale [26]. Cavi ottici sono ti la soluzione non consentiva il completo monito-
stati posati da tempo nelle reti a lunga distanza raggio della qualit trasmissiva e la gestione della
intercontinentali e nelle reti dorsali (backbone) in- rete, principalmente a causa della struttura di trama
ternazionali5 e nazionali6. La fibra stata poi in- dei sistemi plesiocroni PDH (Plesiochronous Digital
trodotta in altre parti delle reti (per es., nei seg- Hierarchy) per il trasporto di flussi a 64 kbit/s sui
menti regionali e nelle reti metropolitane), allorch collegamenti punto-punto tra gli autocommutatori
la quantit di traffico salita a livelli tali da richie- della fonia.
dere la capacit di banda dei sistemi ottici. Infine, Nel successivo progetto MAX/MAXI [31] si adott
la fibra stata impiegata nelle reti di distribuzione quindi quello che allora veniva considerato come
e di accesso quando le richieste di banda dei sin- lo standard emergente, cio la gerarchia sincrona
goli utilizzatori finali sono arrivate a valori di mol- SDH (Synchronous Digital Hierarchy), definita in
te decine o centinaia di megabit al secondo (ini- ambito CCITT (poi ITU-T) e derivata dallo stan-

3 Anche a livello di standardizzazione internazionale, i lavori oggi in cor- geograficamente, poich dispiegamenti in ambito locale possono evol-
so per la definizione della futura rete 5G - di quinta generazione - han- vere verso una rete in area metropolitana/regionale realizzando lanel-
no lobiettivo di soddisfare, su una scala pi estesa, un insieme ampio lo backbone. Inoltre, con la configurazione a due livelli il traffico che
di requisiti [21] fra i quali alcuni analoghi a quelli che erano stati identi- si richiude a livello locale non carica inutilmente il livello backbone.
ficati per LION.
5 Il Gruppo Telecom Italia , con la sua societ Sparkle, fra i leader mon-
4 In una rete ad anello, ciascun nodo collegato con altri due, in
diali dei backbone internazionali; la rete in fibra di Sparkle di oltre 550 mi-
modo da realizzare un anello chiuso; questa topologia presenta van-
la chilometri e si si dirama in tre aree distinte: le Americhe, l'Europa e il ba-
taggi in termini di affidabilit, perch guasti che compromettano il fun-
cino Mediterraneo attraverso una rete di cavi terrestri e sottomarini di pro-
zionamento di una qualunque tratta trasmissiva non hanno conse-
priet. Inoltre, Sparkle collabora con i consorzi che gestiscono i maggiori ca-
guenze sul funzionamento complessivo e su nessuno dei servizi of-
ferti. Vale la pena di ricordare che la topologia ad anello oggi abi- vi sottomarini internazionali come quelli che collegano lAsia allEuropa at-
tualmente utilizzata nelle reti geografiche, mentre negli anni 80-90 le traverso il Medio Oriente e lAfrica [27].
reti locali normalmente utilizzavano topologie a bus aperto oppure
a stella. LION adott lanello, e defin una struttura a due livelli, i cui 6 La rete dorsale nazionale in fibra di TIM stata sviluppata negli an-
una pluralit di anelli periferici collegata tramite un singolo anello ni 90, e continuamente aggiornata per quanto riguarda la tecnologia
backbone. Questa soluzione permette di realizzare sistemi scalabili e la capacit [28].

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dard SONET (Synchronous Optical NETworking), Il sottosistema di comunicazione
sviluppato dallANSI nel Nord America con lintro-
duzione dei primi sistemi trasmissivi ottici.
e il protocollo ibrido
LSDH, oltre a definire velocit di linea fino a 10 Come gi ricordato, negli anni 80 esisteva una
Gbit/s su sistemi in fibra ottica, offriva allope- netta separazione fra le reti per il trasporto del
ratore la possibilit di valutare in modalit in traffico a circuito (tipico dei servizi voce e video)
service le prestazioni sia end-to-end sia dei e le reti per il traffico dati a pacchetto (utilizzate
singoli segmenti della rete, di gestire le segna- in particolare per le comunicazioni fra calcolatori).
lazioni di allarmi, di attuare meccanismi auto- Solo oggi si cerca di superare sostanzialmente
matici di reinstradamento in caso di guasti con questa discrepanza, che tuttavia permane in mol-
tempi inferiori ai 50 ms e di utilizzare canali de- te parti delle reti fisse e mobili; le reti presentano
dicati alla completa gestione degli apparati e ancora, spesso, la citata struttura a silos, in cui
della rete. Inoltre, le caratteristiche dei moduli gli apparati e le funzioni per il trattamento di di-
ottici consentivano ladozione di passi di ripeti- versi tipi di traffici e di servizi sono di fatto affian-
zione sufficientemente grandi tali da evitare la cate e distinte. Oggi, normalmente, una chiamata
necessit di rigeneratori per le applicazioni dal telefono domestico, una chiamata da un cel-
usuali delle rete metropolitana italiana. lulare, una sessione di navigazione Web dal PC di
I sistemi sincroni SDH a 622 Mbit/s (STM-4) co- casa, una chat dallo smartphone, sono servizi
stituirono linfrastruttura con cui trasportare il che vengono trattati da apparati di rete differenti,
flussi dati fra i nodi della rete; le modalit di adat- e il traffico scambiato fra i terminali quando que-
tamento PLCP (Physical Layer Convergence sti servizi sono utilizzati segue percorsi diversi.
Procedure) dei pacchetti (provenienti dai moduli ormai chiaro che questa situazione deve essere
che implementavano il protocollo di accesso di- superata, dal momento che il traffico nelle reti sta
stribuito) al sottostante sistema trasmissivo SDH diventando tutto traffico IP, ma il processo di di-
furono oggetto di approfonditi studi e contributi in smissione delle diverse reti in campo (fisse, mo-
ambito sia ETSI sia ITU-T e confermarono la dut- bili, a circuito, a pacchetto) per convergere verso
tilit della gerarchia sincrona nel trasportare sia i ununica rete a livello geografico capace di tratta-
flussi a pacchetto (cio ATM - Asynchronous re in modo efficiente la totalit del traffico, ne-
Transfer Mode, Ethernet e IP) sia quelli della fonia cessariamente complesso e lungo.
tradizionale (64 kbit/s-2 Mbit/s). Quando il progetto LION fu proposto a ESPRIT, le
LSDH fu successivamente adottata come infra- aziende pi avanzate, per soddisfare i propri bi-
struttura di trasporto per la tecnologia ATM, che sogni di comunicazione sia interna sia con le-
nel frattempo era stata individuata come soluzio- sterno, disponevano tipicamente di un centralino
ne unificante per la commutazione e la multipla- per la voce e di una LAN per le comunicazioni fra
zione flessibile sia di servizi a elevata velocit sia terminali dati, workstation, server. Le aziende che
di aggregati di servizi con una banda elevata e per necessitavano anche di comunicazioni video nor-
il supporto ad applicazioni connection-oriented. malmente dovevano dotarsi di una ulteriore rete
La gerarchia sincrona stata anche impiegata specializzata. Quando il centralino e la LAN inter-
con successo nellinterconnessione di router IP na dovevano comunicare con lesterno, utilizza-
equipaggiati con interfacce POS (Packet Over vano i servizi delle diverse (separate) reti geogra-
Sonet) a 2.5 Gbit/s (STM-16) e a 10 Gbit/s fiche pubbliche. In questo scenario, LION si die-
(STM-64), in particolare nelle reti di backbone, de un obiettivo davvero ambizioso: realizzare un
proprio grazie alla disponibilit di funzionalit di unico sistema capace di trattare in modo efficien-
OAM non presenti allora sulle interfacce Ethernet. te, efficace e unificato la totalit del traffico gene-
Per quanto riguarda la componente fotonica una rato dai terminali voce, dati, video di una azienda,
forte innovazione tecnologica ha portato alla mi- garantendo i livelli di qualit richiesti dai diversi
niaturizzazione della componentistica - cio il li- servizi, ma consentendo in prospettiva forti ri-
vello fisico integrato completamente in un mo- sparmi nellinfrastruttura, dal momento che una
dulo SFP (Small Form-factor Pluggable) - e allo sola rete sarebbe stata sufficiente per supportare
sviluppo della multiplazione di lunghezza donda tutte le applicazioni voce e dati, e anche quelle
(Wavelength Division Multiplexing - WDM). Tale pi avanzate come il video. Inoltre, LION intende-
tecnica, nelle due tipologie Dense WDM e Coarse va essere utilizzabile non solo per connettere ter-
WDM, permette il trasporto simultaneo di flussi minali allinterno di un singolo edificio, ma anche
numerici su differenti lunghezze donda sulla stes- distribuiti su aree estese (metropolitane e regio-
sa fibra, di fatto moltiplicando la capacit di tra- nali, con il progetto MAX/MAXI, o specializzate
sporto del mezzo fisico, riducendo enormemente come i teleporti, con il progetto IACIS).
gli investimenti dellinfrastruttura trasmissiva. La scelta di un sistema di trasmissione in fibra otti-

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ca permise di affrontare con successo sia i proble- mento del 50% (anche in conseguenza dei modi
mi legati alla estensione geografica, sia quelli deri- con cui si sceglie di garantire laffidabilit): quan-
vanti dalla grandissima capacit complessiva ri- do il traffico in un link supera il 50% della capacit,
chiesta alla rete. Per quanto riguarda la realizzazio- si procede di solito a installare nuove risorse.
ne di una effettiva integrazione fra voce, dati e vi- Il protocollo LION fu concepito per utilizzare al
deo, linnovazione chiave fu il protocollo di acces- massimo le pregiate risorse di trasmissione: la
so distribuito, cio la tecnica utilizzata dai diversi sua efficienza, superiore al 90%, era pi alta di
nodi della rete per condividere la capacit resa di- quella ottenibile con le pi innovative reti locali
sponibile dal sottosistema di trasmissione in fibra del tempo [15]; per esempio, Fasnet, uno dei
ottica. Il protocollo LION, studiato e brevettato [22], campioni dellepoca, superava di poco il 75%.
realizza una commutazione ibrida distribuita: i di- La figura 2 confronta LION con altre LAN degli an-
versi flussi dati, voce e video sono organizzati in ni 80 in termini di velocit e distanza servita.
una unica struttura di trama omogenea, in cui tutti i Inoltre LION, gestendo tutti i traffici nella stessa
flussi vengono messi in fila e trasportati nella re- unica trama, permetteva la massima flessibilit e
te; ogni nodo inserisce nella trama i flussi generati garantiva i livelli di prestazione richiesti con qua-
dai terminali che sono da esso serviti e ogni nodo lunque mix di traffico voce, dati e video.
estrae dalla trama i flussi allo stesso indirizzati. La Nelle successive evoluzioni di LION - MAX/MAXI
commutazione (cio la consegna di ciascun flusso e IACIS - si decise di adottare un protocollo di ac-
al corretto destinatario) in LION quindi: cesso distribuito a trama dotato di alcune carat-
distribuita, nel senso che tutti i nodi cooperano teristiche comuni con quello brevettato [22]: il
alla costruzione della trama comune che circo- DQDB (Distribuited Queue Dual Bus). Il DQDB
la in tutta la rete; era, per alcuni aspetti, inferiore (per es., aveva
ibrida, nel senso che i flussi voce dati e video una minor flessibilit nella struttura di trama), ma
sono inseriti in una sola trama; le differenti por- presentava un grande vantaggio nella prospettiva
zioni della trama comune vengono gestite in di sviluppo industriale: era uno standard tecnico
modo da garantire i requisiti prestazionali dei della famiglia IEEE (IEEE 802.6), e, su questa ba-
diversi tipi di flusso: per esempio, i flussi dati se, fu possibile arrivare a definire lo standard eu-
possono tollerare ritardi nella consegna al de- ropeo ETSI MAN per le reti metropolitane, grazie
stinatario pi alti rispetto ai flussi voce. al determinante impegno nei gruppi di normativa
Il protocollo distribuito LION era inoltre estrema- del team CSELT, che stava conducendo i tre pro-
mente efficiente; allepoca, le risorse hardware getti, e al supporto dei partner che lavoravano
(come la banda trasmissiva, il processing, le me- con CSELT in tali iniziative.
morie) erano assai pi preziose di oggi, ed era fon- Negli ultimi anni, per le LAN gli standard della fa-
damentale massimizzare il rapporto fra il traffico miglia Ethernet si sono imposti a livello mondiale,
effettivamente smaltito e la capacit potenziale lasciando poco spazio a soluzioni alternative; an-
delle risorse di rete. Oggi le reti dati sono, normal- che in ambito geografico metropolitano (per es.,
mente, realizzate con il criterio di dimensiona- nelle applicazioni di mobile backhauling e mo-
bile fronthauling) ladozione della tecnologia
Ethernet ha soppiantato gradualmente sia lSDH
sia lATM, grazie ai bassi costi degli apparati, ma
risultata carente in termini di OAM (Operation,
Administration and Maintenance) e nel supporto a
servizi connection-oriented.
Con lintroduzione della tecnica IP/MPLS (Multi
Protocol Label Switching) si sta assistendo al rag-
giungimento, su scala mondiale, di uno degli obiet-
tivi che questi progetti ESPRIT avevano traguarda-
to in ambito locale e metropolitano: lintegrazione
su ununica piattaforma di rete pienamente gestita
e con un elevato grado di affidabilit, servizi iso-
croni, connection-oriented e connectionless, per
fornire applicazioni voce, video e dati.
LIP/MPLS stato originariamente sviluppato dal-
la Internet Engineering Task Force (IETF) per for-
nire un modo economicamente efficiente il rou-
Figura 2 ting del traffico in una rete ad alte prestazioni. Le
Confronto di prestazioni fra LION e le principali LAN degli anni 80 entit tipiche delle reti IP/MPLS sono i Label

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Switched Paths (LSPs) utilizzati per definire i per- Quando i progettisti di LION dovettero capire co-
corsi dei pacchetti introducendo, di fatto, una me vestire il sistema di trasmissione in fibra e il
modalit orientata alla connessione in una rete di protocollo di commutazione ibrida distribuita per
tipo connectionless. Lo switching su base eti- realizzare una rete completa (in grado di tradurre
chetta MPLS consente al router di evitare il so- le innovative soluzioni di trasmissione e commu-
vraccarico di elaborazione nellispezionare in tazione in effettivi servizi di comunicazione utiliz-
profondit ogni pacchetto e nellanalisi della rou- zabili da terminali dati, voce e video) fu chiaro
ting table per lindirizzamento. che era necessario concepire anche una architet-
Inoltre, con ladozione del meccanismo PseudoWire tura software del tutto originale. Quella di LION
(PW) si ha lemulazione di servizi point-to-point di da un lato doveva presiedere in tempo reale al
tipo connection-oriented per il trasporto di celle funzionamento di tutte le complesse funzioni di
ATM, Frame Relay, frame Ethernet e lemulazione ogni singolo nodo, dallaltro consentire funzioni
di circuiti PDH a 2 Mbit/s (Circuit Emulated di gestione di rete a livello globale (anche nel ca-
Service - CES). so di configurazioni in aree metropolitane, in cui
Infine, la definizione in IETF e ITU-T del profilo diverse sotto-reti interlavorano fra loro e con le
orientato al trasporto (MPLS-TP, Transport Profile) reti geografiche esterne). Questo senza rinuncia-
ha permesso di completare la funzionalit con- re agli stringenti requisiti prestazionali derivanti
nection-oriented dellIP/MPLS con una serie di dalluso della fibra e dal supporto di servizi multi-
strumenti avanzati di OAM e ha introdotto un pia- mediali, bens garantendo i livelli di affidabilit
no di controllo statico, permettendo quindi di of- necessari per reti pubbliche.
frire le stesse prestazioni di una rete SDH in ter- Per il sistema software di controllo e gestione di
mini di performance monitoring, di protezione LION fu scelta una architettura di tipo gerarchico
con tempi di riconfigurazione inferiori a 50 ms, di con alcune funzionalit svolte dal gestore locale
tecniche di traffic engineering, mantenendo il non MM (Management Module) di ciascun nodo NCU
trascurabile vantaggio della multiplazione statisti- e altre in carico al centro di controllo di rete,
ca tipica di una rete a pacchetto. lNCC. I differenti moduli erano in grado di opera-
Lattuale infrastruttura trasmissiva delle reti dati re, per le operazioni correnti, in totale autonomia
(IP/MPLS e MPLS-TP) basata su tecnologia (questo per garantire il funzionamento della rete
Ethernet (in particolare vengono diffusamente im- anche in caso di gravi guasti come la rottura di un
piegate interfacce ottiche GbE7 e 10GbE, e si sta link trasmissivo fra due nodi), e di scambiarsi con-
ormai evolvendo verso bit rate superiori a 40 tinuamente informazioni di controllo per mantene-
Gbit/s e 100 Gbit/s [32]) in configurazione punto- re allineate le diverse entit software indipendenti
punto su sistemi trasmissivi WDM. (utilizzando un protocollo appositamente definito:
LAEP - LION Administrative Exchange Protocol). A
livello di singolo nodo, fu definita una interfaccia di
Il ruolo del software programmazione aperta e flessibile (Local Mana-
Marc Andreessen, uno degli inventori di Mosaic - gement Interface - LMI) per permettere il dialogo
il primo web browser di ampia diffusione di cui efficiente fra il software dellMM e tutti gli altri mo-
Microsoft acquist i diritti come base per lo svi- duli del nodo, che erano sviluppati da differenti
luppo di Internet Explorer - in un famoso articolo aziende europee del consorzio LION. Dal punto di
del 2011 [33] sosteneva che il software si sareb- vista di architettura funzionale del software, i vari
be divorato il mondo. Nelle reti, infatti, il softwa- MM distribuiti e lNCC cooperavano per realizzare:
re si progressivamente espanso sotto la spinta il configuration management, per linizializzazio-
del successo mondiale di aziende come Google, ne della rete e dei diversi sottosistemi, le modi-
Facebook, Amazon, che hanno saputo sfruttare fiche alla configurazione, per esempio, in caso
gli enormi progressi dellinformatica per costruire di estensioni della rete, inserimento di nuovi si-
business basati sul Web, su applicazioni softwa- stemi per laccesso di apparati dutente, ga-
re, su potenti data center distribuiti. Gli operatori teway verso altre reti, ecc.;
di telecomunicazione oggi stanno softwarizzan- la maintenance, per la gestione delle funzioni
do le reti, utilizzando tecnologie, soluzioni, pro- ordinarie della rete, la raccolta delle statistiche
cessi di derivazione IT, come SDN, cloud e fog su tutti i parametri di funzionamento dei nodi,
networking/computing, NFV, ecc. [34]. sui parametri di qualit, il rilevamento di ano-
malie e malfunzioni, ecc.;
la user administration, in supporto di tutti i servi-
7 Il codice di linea dellinterfaccia GbE derivato da quello che fu im-
piegato in LION e utilizza, con modalit simili, le parole di codice riserva- zi offerti agli utenti e comprendente anche fun-
te per scambiare le informazioni relative allo stato del collegamento e per zioni come directory, accounting, charging, non-
la configurazione dellinterfaccia. ch la security.

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AEIT numero 10
ICT

PROTOTIPAZIONE E DIMOSTRAZIONI SPERIMENTALI:


IL RUOLO DI FLAVIO FERRERO

If a picture is worth a thousand words, a prototype is Ogni nodo aveva interfacce dutente con differenti carat-
worth a million words (David Kelley, fondatore di IDEO) teristiche in relazione al mix di traffico considerato: throu-
ghput diversi erano richiesti per collegare lNCC, i gateway,
L ing. Flavio Ferrero (1958-2015) ha svolto un ruolo
fondamentale nelle fasi di progettazione e realizza-
zione sperimentale dei progetti qui descritti. Allidea, al-
gli host computer, i terminali dati e telefonici. Un ulterio-
re obiettivo dellesperimento finale fu di evidenziare la
versatilit e la flessibilit della rete ad adattarsi a tutta la
limpostazione e alle fasi iniziali di stesura dellarticolo,
gamma dei servizi trattati, inclusi metodi di file transfer, si-
Flavio ha contribuito con impegno ed entusiasmo indi-
stemi di messaggistica, progettazione assistita da calcola-
menticabili, per cui abbiamo ritenuto tecnicamente giu-
tore, e videocomunicazione. I gateway per le reti esterne,
sto e moralmente doveroso annoverarlo fra gli autori.
quali la rete pubblica digitale, i satelliti per telecomunica-
Flavio, giovane neolaureato, arriv allo CSELT nel 1983
zioni, Ethernet, consentirono di dimostrare lampiezza del-
con il compito di allestire ex novo il laboratorio Reti locali
lintero ecosistema in cui LION poteva operare.
ad alta velocit. Da subito, si fece apprezzare per le qua-
La figura 3 rappresenta i moduli delle interfacce dutente
lit di ingegnere progettista capace di usare sistemi di svi-
di LION, mentre la fotografia della figura 4 mostra la con-
luppo davanguardia. Il nostro gruppo - costituito da visio-
figurazione di due nodi del prototipo di laboratorio du-
nari realistici - aveva lobiettivo di studiare, progettare e
rante la fase di testing (dicembre 1988), utilizzati nella di-
realizzare reti di comunicazione operanti a centinaia di
mostrazione finale a tre nodi del giugno successivo (foto-
Mbit/s, velocit ragguardevole ancora oggi, dopo circa
grafia di figura 5).
trentanni, mentre le LAN commerciali raggiungevano po-
In parallelo, fu sviluppato e dimostrato un prototipo del sot-
chi Mbit/s. La sfida stimolante e, apparentemente utopi-
tosistema di trasmissione e accesso (livello fisico) con una
stica, cement il rapporto, il feeling nel nostro team, origi-
coppia di ricetrasmettitori a 560 Mbit/s (della gerarchia ple-
nando idee e soluzioni sfociate nei progetti illustrati.
siocrona PDH, precedente lSDH), realizzandone i circuiti
La fattibilit della concezione sistemistica di LION fu pro-
integrati ASIC (Application-Specific Integrated Circuit) per
vata da una serie di dimostrazioni, coordinate da Ferrero,
le funzioni sia trasmissive, sia di accesso al mezzo.
di cui la finale - nel giugno 1989, alla presenza dei re-
Altre dimostrazioni di prototipi LION intermedi per prova-
sponsabili di ESPRIT - consisteva in una rete prototipale
re lo stato di avanzamento dei lavori erano state allestite
completa delle funzioni descritte. Tre nodi operavano sot-
in occasione della Conferenza ESPRIT a Bruxelles nel set-
to il controllo dellNCC su un cavo ottico a 140 Mbit/s.
tembre 1987 e della Fiera CeBIT di Hannover nel marzo
1988 con un testbed ospitato nello stand della Commis-
sione dellUnione Europea.
Successivamente, tenendo conto delle nuove distanze e
applicazioni in gioco, per MAX/MAXI e IACIS furono effet-
tuate prove di fattibilit analoghe, sviluppando maquette
prototipali e sperimentazioni di laboratorio, in particolare
per il sistema di comunicazione con supporto trasmissivo
a 622 Mbit/s (velocit di linea) e per il sistema di con-
trollo della rete NCC.
I progetti sistemistico-realizzativi, i prototipi, gli esperimen-
ti descritti danno una concreta testimonianza delle qualit
di Flavio: ingegnere di raro valore, oltre che persona e ami-
co insostituibile, di cui ci mancano le icastiche battute iro-
Figura 3 niche accompagnate da sguardi di complicit, riguardanti
Visualizzazione dellecosistema multiservizio LION con le in- non solo il lavoro ma anche lo sport, la societ e la politi-
terfacce applicative ca, nonch gli scacchi, gioco in cui eccelleva.

Figura 4 Figura 5
Due nodi del prototipo LION (dicembre 1988) - Fonte: Archivio Vista parziale del dimostratore finale di LION nel giugno 1989:
Storico TIM nodi di rete, gestione e servizi applicativi - Fonte: Archivio Storico TIM

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ottobre 2016
Mentre le funzioni del protocollo di accesso di- Conclusioni
stribuito (Medium Access Control - MAC), per Larticolo ha ricordato il contributo allinnovazione
riuscire a operare con tempi dellordine dei nano- nellICT dato nei primi anni 80 da iniziative di coo-
secondi, necessariamente furono implementate perazione europea LION, MAX/MAXI, IACIS in cui
con componenti hardware, i livelli superiori ven- lo CSELT oper da prime contractor. Per apprez-
nero realizzati in software, con sistemi applicativi zare adeguatamente le novit introdotte dai pro-
progettati su una innovativa architettura multi- getti ESPRIT - non solo LION e succedanei - op-
processore che realizzava anche i protocolli di portuno ricordare comera lo scenario delle teleco-
instradamento (routing e forwarding) del traffico. municazioni in quel decennio: linfrastruttura di ba-
Infatti, i requisiti di flessibilit di LION (per es., al se consisteva quasi tutta in cavi e doppini di rame
fine di consentire laccesso alla rete da parte del- con pochissima fibra ottica; i collegamenti dati a
le diverse tipologie di apparati di servizio, termi- pi alta velocit erano a 9.600 bit/s mentre quelli
nali e gateway) avevano suggerito di realizzare commerciali a 300 bit/s; le reti a pacchetto X.25 si
mediante componenti software, in ciascun nodo stavano appena affacciando; si impiegava tanto
di rete NCU, anche funzioni relative al cosiddetto hardware e molto poco software; la gestione delle
data plane, cio al trattamento del traffico gene- reti avveniva attraverso quadri di controllo; ecc.
rato dagli utilizzatori finali. Alcune intuizioni di LION sullimportanza di solu-
Dagli anni 80 a oggi la velocit dei processori e zioni per il delivery unificato, efficace e affidabi-
la capacit di storage ha continuato a crescere le di dati, voce e video, sono state confermate ex
seguendo la legge di Moore [4], rendendo post: infatti, nel mondo All-IP tutte le comunica-
possibile da un lato la realizzazione in software zioni sono trattate in modo unificato. Questi pro-
di un numero crescente di funzioni che prima getti rappresentano un esempio di come anche
dovevano essere realizzate in hardware, dallal- loperatore italiano di telecomunicazioni se la
tro la creazione di sistemi sempre pi comples- giocasse a livello mondiale in termini di proposi-
si e articolati, in cui le diverse funzioni possono tivit e competenza, seguendo tutte le regole del
essere virtualizzate. La distribuzione delle fun- gioco: analisi dello stato dellarte, ideazione, mo-
zioni fra i nodi, concepita per LION su una sca- dellistica, IPR (Intellectual Property Rights) e stan-
la locale/metropolitana, diventata possibile a dard, prototipazione e sperimentazione, dissemi-
livello di reti geografiche; il coordinamento di- nazione dei risultati ecc., sino allo sviluppo di un
stribuito che in LION era svolto tramite il LAEP modello industriale.
dalla cooperazione fra NCC e gli MM, nelle reti Il lavoro ha analizzato anche lestendersi dellin-
geografiche in corso di sviluppo pu essere fluenza - o almeno le correlazioni - di questi pro-
svolto, in modo estremamente pi ricco e sofi- getti nelle soluzioni tecniche e sistemistiche im-
sticato, grazie a entit note come orchestrato- piegate dalle reti doggi, quali la softwarizzazione
ri [35]. La scelta dei progettisti di LION di rea- della rete (SDN), la virtualizzazione delle funzioni
lizzare in software anche funzioni di trattamento di rete (NFV), il cloud/fog networking e compu-
del traffico su una architettura multiprocessore ting. In particolare, il paradigma di network auto-
stata ampiamente confermata; per esempio, mation per la configurazione/riconfigurazione au-
Intel propone oggi piattaforme di elaborazione tomatica della rete e la totale flessibilit nella di-
multi-core multiprocessor che, mediante funzio- stribuzione di funzionalit fra i nodi furono adotta-
nalit realizzate a livello di processore (e con ti e realizzati dai progettisti di LION. Altri esempi
strumenti Data Plane Development Kit - DPDK sono la piattaforma a interfaccia aperta e la vir-
[36]), consentono di gestire traffici dellordine di tualizzazione delle reti. Stante la loro rilevanza,
10 Gibit/s interamente in software. Queste solu- questi temi sono nel programma dei principali or-
zioni sono disponibili gi su alcune piattaforme ganismi di standardizzazione, in particolare
di virtualizzazione di rete nelle pi innovative so- dellIEEE. Considerando queste e altre evoluzioni
luzioni di rete mobile, come la C-RAN (Cloud- significative dellICT, non risulta trascurabile, al-
Random Access Network) [37]. meno concettualmente, il nesso positivo tra le so-
Bench il completamento del complesso proces- luzioni di allora e le esigenze di reti e servizi dog-
so di softwarizzazione delle reti richieda ancora gi. Il mondo attuale considerato pi piccolo,
tempo, la direzione definita: TIM allavanguar- perch tutti, essendo connessi, possono comuni-
dia anche su questo fronte, sia partecipando in care con chiunque, in ogni tempo, da qualsiasi
modo attivo alla definizione delle architetture e posto, per studio, lavoro e diletto. Se cos, an-
delle soluzioni negli standard e nei forum interna- che grazie alleredit di idee e risultati, generata
zionali, sia attuando programmi di trasformazione da ricerche e studi pionieristici come quelli de-
della rete per renderla sempre pi automatizzata, scritti, sia pure insieme con molti altri ricercatori
efficiente e flessibile [38]. ed esperti internazionali.

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AEIT numero 10
ICT

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