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Walter Branchi

Alcune domande che ricorrono ascoltando la mia musica o leggendo i miei scritti

Premessa

Ho raccolto una serie di domande fatte da varie persone, in tempi diversi, e altrettante mie risposte. L’ho fatto in una forma
aperta così che altre domande e risposte possano entrare a far parte di questo scritto.
Non tutte la domande sono state poste da musicisti, ma anche da persone che con la musica hanno solo un rapporto da
ascoltatori.
L’unico limite che ho messo è stato quello di fare domande brevi.

1. D – Da come tu ne parli, sembra che i suoni della natura possano essere arte. Esiste un’arte della natura?

R – Con il termine “arte” si intende sempre un artefatto, quindi un prodotto del pensiero umano.
L’arte può essere concreta o concettuale, ma è comunque l’uomo che organizza un dato materiale e lo trasforma in
opera d’arte.
Non esiste un’arte della natura, semmai esiste una bellezza della natura.

2. D – Quando parli di musica, nei tuoi scritti, molte volte non specifichi a quale tipo di musica ti riferisci: musica
orchestrale, musica vocale, musica elettronica?

www.walter-branchi.com | info@walter-branchi.com 14 giugno 2011 | 1

com | info@walter-branchi. La musica per emozionare non ha bisogno di essere romantica o contemporanea. per rispondere alla domanda. definibili e riconoscibili . 6. indipendentemente dal generatore che lo produce. 3. 5. 4. Comunque. africana o indiana. è musica? R – Sono fondamentalmente d’accordo con questa affermazione.com 14 giugno 2011 | 2 . È sufficiente che la relazione tra minimo due suoni provochi un’emozione per essere musica. se suscita emozioni.indefinibilità dei suoni elettronici sinusoidali in relazione ai suoni naturali. credo sia proprio la loro estrema lontananza . D – Spesso parli di suoni puri. D – È vero che qualsiasi suono. Non la chiamo “musica elettronica” perché questa appartiene ad un periodo storico ormai concluso. www. cosa sono i suoni puri? R – Il termine suono puro lo uso sempre in senso fisico e non metafisico. R – Qualora la musica sia musica non ha molta importanza dire con quali mezzi è stata realizzata.walter-branchi. Ciò permette di considerarla aperta o chiusa a seconda del contesto in cui la si ascolta.che rende l’amalgama interessante. è l’oscillazione base di ogni corpo vibrante. D – Cosa intendi per mondo sonoro integrato? R – Mi riferisco ad un mondo sonoro caratterizzato dalla compresenza e reciproco scambio tra suoni artificiali (elettronici) e suoni naturali (ambientali): i primi sono quanto di più lontano possa esserci dai secondi. che può essere attivo o passivo. Tuttavia. Un suono puro è un suono sinusoidale privo di componenti parziali superiori. D – La musica che componi si può ascoltare anche autonomamente e allora perché ascoltarla insieme ad altri suoni o rumori? R – Caratteristica della musica che compongo è quella di essere sistemica e quindi caratterizzata sia dalle relazioni che formano il suo interno sia da quelle con il suo esterno. dico che la mia musica è maggiormente realizzata con suoni di sintesi e in alcuni casi prevede la presenza di strumenti tradizionali e di esecutori dal vivo.

quando non c’è più chi l’ascolta? www. 8. quindi non sceglierei mai luoghi particolarmente rumorosi. 9. Immagina queste situazioni. Ogni nuova composizione è (nel migliore dei casi) un contributo a quel tipo di linguaggio. che non ricordi né questo né quello: mai sentito prima. tutte ad alto volume sonoro. con la gente. perché ci possa essere un buon accordo tra l’interno e l’esterno della musica.walter-branchi. È proprio questo accordo che crea uno spazio in cui l’ascoltatore si trova attivamente immerso. ma il problema della musica di oggi non è più di linguaggio. lo arricchisce e lo approfondisce. D – Pensi realmente che la maggior parte della musica di oggi sia uno strascico del periodo classico-romantico? R – Credo proprio di sì.) 7. i riferimenti culturali formali e tecnici restano gli stessi. un mercato del pesce. il traffico automobilistico durante le ore di punta. ma come può un suono essere libero o non libero? R – Quando dico suono libero intendo un suono privo di qualsiasi connotazione culturale e storica.com | info@walter-branchi. Il grande compito della musica di oggi è quello di ristabilire un rapporto con il mondo. Sebbene si scrivano nuove musiche. Un suono libero non esiste già. Come si pone la tua musica nei confronti di ambienti del genere? Com’è possibile ascoltarla in situazioni così caotiche? R – Il mestiere del compositore è quello di scegliere materiali sonori e di comporli per farne una musica. Un ambiente o un paesaggio sonoro viene accuratamente selezionato perchè possa musicalmente collaborare. D – Una spiaggia affollata. un brano musicale) come parte di un tutto unico dove l’importante è la relazione tra gli elementi piuttosto che gli elementi presi separatamente. ma viene inventato dal compositore volta per volta in base alle sue esigenze espressive. (Sistemico vuol dire considerare gli elementi che formano un sistema e il sistema stesso (un fiore. Chiaramente ciò è possibile solo con mezzi elettronici. Che interesse può avere il fatto che in una composizione si sia impiegata una tecnica o un’altra.com 14 giugno 2011 | 3 . La stessa scelta deve essere fatta per i suoni o rumori esterni alla composizione. D – Ho visto in tuo scritto recente l’espressione “suono libero”.

significa disporsi a condividere tensioni. Nella maggior parte dei casi un tema svolge questa funzione. Un tema è un nucleo formato da una sequenza di altezze temporalmente orientate. Questi potranno seguire diversi andamenti. emozioni e sentimenti con la musica e con il mondo. Mettersi all'ascolto attivo. Credi che questo aspetto fondamentale del processo musicale sia quello meno curato? R – Ascoltare sembra la cosa più naturale che ci sia. Esso contiene già in sé i possibili sviluppi della forma che la composizione assumerà. Il vero ascolto non è mediato da filtri culturali o idee preconcette. D – Il “senza inizio e senza fine” della tua musica. si pensi per quanti secoli la musica si è servita dei lunghi tempi di risonanza delle cattedrali. il compositore ha la responsabilità del come e del dove far ascoltare la propria musica? www. non ha né inizio né fine. in cui anche l’ascoltatore è immerso. Non esistono luoghi totalmente neutri. il vero ascolto è sempre nuovo perché non condizionato dal già acquisito. e quindi non ha una direzione temporale. D – Il luogo dove si ascolta la musica è veramente così importante? R – Dobbiamo pensare che l’ascolto diretto della musica è una cosa totalmente artificiale. Quindi ascoltare è fluire direttamente nello stesso fluire delle cose. D – Insisti molto sull’ascolto. 12. Persino le sale da concerto più famose o i grandi teatri lirici aggiungono o tolgono qualcosa alla musica. 13. 11.) Inoltre.com 14 giugno 2011 | 4 . Ciò deve essere fatto con attenzione e concentrazione. A proposito. quando non è narrante. 10. (Chiaramente non mi riferisco all’inizio o alla fine di tipo fisico. e questo vale non soltanto per la musica. quando una composizione non afferma nulla. e questo ritengo sia importante. l’attenzione si sposta verso la relazione che essa ha con l’ambiente che la circonda. ma rimangono comunque traiettorie che da un punto di partenza giungono ad un punto d’arrivo. una musica che afferma è narrante e per questo richiede attenzione verso se stessa: sta narrando. potresti spiegarlo meglio? R – La musica ha un inizio quando afferma qualcosa. ma non è così.walter-branchi. Normalmente la si ascolta in un luogo. Per converso. al chiuso o all’aperto e allora le sue caratteristiche fisico-ambientali contribuiscono sensibilmente al risultato finale. D – Nella situazione attuale. Anzi. Diversamente. questo avviene soltanto in cuffia. senza storie da raccontare. dove non esistono luoghi deputati all’ascolto della musica elettroacustica. credo siano veramente poche le persone che lo sanno fare.com | info@walter-branchi.

oltre quello che pratichiamo con la musica tradizionale. importanti case discografiche ecc. Questo avviene normalmente nelle arti visive attuali. pur non impiegando tecniche rigorosamente imitative. Imparare che esistono altri modi per ascoltare. Ne risulta quindi un reale contrappunto a più voci dove però il timbro di ognuna non è costante. editori. Beethoven o Verdi. ormai il collegamento musica-compositori classico romantici è così automatico che raramente viene www.com 14 giugno 2011 | 5 . In che senso usi il termine contrappunto? R – Lo uso in senso stretto di punctum contra punctum. D – Cosa ti spinge a rendere coscienti le persone che esistono anche altri modi d’ascolto? R – l’ascolto è un modo formidabile per conoscere e per metterci in relazione con il mondo. D – Parli molto più spesso di suono che di musica. Al loro posto impiego una tecnica originale (comporre nel suono) che lo stesso disciplina l’andamento delle singole voci sia nel loro sviluppo orizzontale sia in quello verticale. I miei lavori. hanno la possibilità di accogliere la vita che esiste al loro esterno (e non soltanto quella sonora). 15. sale da concerto. oppure prendersi anche la responsabilità del dove e del come far ascoltare le proprie musiche.walter-branchi. di terra” è il titolo di una tua composizione che descrivi come il “…frutto di un elaborato intreccio contrappuntistico che esalta la trasformazione delle singole voci ed in particolare la loro plasticità”. R – La musica elettroacustica (soprattutto nel caso dei lavori più avanzati) non ha alle spalle organizzazioni come un’orchestra. ma continuamente variabile e dove le relazioni frequenziali che le regolano fanno riferimento ad un sistema musicale formato da cinquantatre intervalli per ottava. D – “Ora. In molti casi mi sento più a mio agio parlando di suono perché quando si parla di musica si pensa solamente a Mozart. 14. per come sono concepiti. nate per altri tipi di musica. amplia il nostro rapporto con ciò che ci circonda. sotto forma di scambio continuo: la musica entra a far parte dell’ambiente e viceversa e per cogliere questo occorre saper ascoltare in modo integrale 16. della tessitura. Ma c’è anche un’altra ragione più musicale.com | info@walter-branchi. com’è mai? R – Il suono è il fondamento di qualsiasi tipo di musica. Questo fa sì che i compositori si trovino di fronte ad una precisa alternativa: o presentare i loro lavori presso organizzazioni esistenti.

venivano fatte per sovrapposizioni successive di suoni. nella musica elettronica degli anni sessanta-settanta. www. Peculiare. una volta trovato un cammino si continua a percorrerlo anche senza sapere dove questo porterà. come una volta si chiamavano. una delle infinite facce del sistema. invece. Queste ultime procedure sono lontanissime dal comporre nel suono. mi sembra che la tua musica sia fatta soprattutto da fasce. Caminante.com | info@walter-branchi. D – Suoni lunghi o. proporzioni). D – Come nasce una tua composizione? Ti ispiri a qualcosa? A che pensi nel momento in cui ti accingi a realizzare un nuovo lavoro? R – Con una sola risposta penso di poter soddisfare tutte e tre le domande.com 14 giugno 2011 | 6 . Un verso del poeta spagnolo Antonio Machado esprime magnificamente questo concetto: Caminante. 19. 17. Ecco. al mio modo di lavorare non è sovrapporre suoni. D – Esistono delle procedure musicali tradizionali che si possono ritrovare nel tuo modo di comporre? R – Direi di si. “Fasce”. no hay camino. o un tema.walter-branchi. 18. Ma c’è evidentemente un’altra ragione. Io compongo nel suono e non con i suoni e quindi sono molto più vicino al suono che alla “musica”. dove il materiale musicale passa da uno stato ad un altro costantemente. Come accade a molti artisti. lontano da quello strumentale. una serie di varianti. e anche da una certa difficoltà ad articolare i suoni con mezzi elettronici ancora molto rudimentali. no hay camino. con ogni composizione. Perché non usi anche suoni brevi e più silenzi? R – Le “fasce”. Dufay. rispetto al quale sviluppare. L’uso di questa tecnica era dettato dal desiderio di trovare un modo proprio della musica elettronica. per esempio. di melodia con accompagnamento o solista e orchestra. Nei miei lavori il suono è già la composizione e non la sua minima parte da mettere insieme ad altre per comporre il brano musicale. in mente la musica trecentesca o quattrocentesca di Machaut. sino estelas nel mar. L’importante è seguitare a costruire la strada per andare. in ritorni successivi. ma far emergere la composizione dal sistema che la sottende (come fossi uno scultore) attraverso lente esplorazioni successive della “materia” (intervalli. costruendo così. se hace camino en el andar. Quella della variazione non mi interessa perché non mi interessa avere un punto di partenza. Come non mi interessa l’idea di “figura- sfondo”. quella della trasformazione continua. Ockeghem.

Da una parte ciò che ha musicalmente funzionato e dall’altra quello che invece non ha funzionato. questa volta dalla storia. sembra non ci siano più sogni: il che vuol dire che va bene così.walter-branchi.com 14 giugno 2011 | 7 . poi. un programma e tutto è già pronto.com | info@walter-branchi. Non se ne sente la necessità perché la tecnologia elettronica ha già pensato a tutto: metterci a disposizione il già pensato. Andando avanti di questo passo. eppure l’idea di cercare quello che ancora non c’è e che forse ci sarà è sempre stato uno stimolo fondamentale per il progresso umano. Ma la cosa sconvolgente è che nell’aria non c’è il minimo senso di ribellione. alla fine di ogni nuova composizione si presenta un duplice risultato. Basta comprare un computer. è facilmente prevedibile che la musica del futuro (ma già ora è così) sarà totalmente indifferenziata. Si dovrà soltanto sovrapporre qualche suono ad un altro e la composizione è fatta. ma semplicemente quella di non affrontare il problema: anche allora si scelse di non pensare. È molto semplice. (Gennaio 2009) www. D – Da tempo il futuro della musica non è più in discussione tra i compositori. Quando John Cage (nel 1952) ci ha messi di fronte a 4’33”: una composizione che ha avuto la forza di portare al silenzio e quindi a concludere un periodo della storia della musica. forniti da alcune grandi compagnie che pensano per noi. regressione o imbarbarimento. Credi che un periodo così potrà durare a lungo? R – Direi (polemicamente) che da anni non è più necessario immaginare un futuro della musica. ma di intraprendere il già pensato. è lo stesso fenomeno che sta accadendo per l’arredamento delle case: avremo tutti esattamente gli stessi mobili. Una volta intrapreso un cammino. Questa situazione sta portando verso una grande stasi culturale che è. mentre quello che non ha funzionato è lo stimolo per continuare a provare ancora. 20. la reazione della maggior parte dei compositori non è stata quella di pensare se un futuro sarebbe stato ancora possibile. Ciò che ha funzionato diviene parte della tecnica del compositore.