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Le risorse delle Alpi

Atti del convegno

Utilizzo, valorizzazione e gestione


dal livello locale a quello macroregionale

Darfo Boario Terme, 17-19 settembre 2014


A cura di Anna Giorgi, Axel Borsdorf,
Gnter Kck, Thomas Scheurer
Organizzano:

Citt di Darfo
Boario Terme

Con il patrocinio di:

Impressum

Organizzazione:
Anna Giorgi & Elena Gatti, UNIMONT
Thomas Scheurer & Marion Regli, ISCAR

Editing e layout:
Erin Gleeson, SciencEdit.CH

Traduzione:
Sabina Bernardi & Marco DIppolito

Stampa:
Biblion edizioni srl, Milano

ISBN-Online: 978-88-98490-29-5
ISBN print: 978-88-98490-28-8 Immagine di copertina: Diego Occhi

2
Contenuti
ForumAlpinum 2014: Introduzione e conclusione 5
Anna Giorgi Introduzione 6
Anna Giorgi &
Le risorse delle Alpi, un patrimonio su cui puntare per il futuro 8
Thomas Scheurer

Sessione 1 Brand Alpino: la valorizzazione delle risorse alpine 10

Christian R. Vogl & Conoscenza locale delle colture tradizionali e delle variet locali nelle Alpi: esempi provenienti dal
11
Brigitte Vogl-Lukasser Tirolo orientale (distretto di Lienz), Austria
Bernard Pecqueur Risorse territoriali e sostenibilit: cosa ha da offrire il post-fordismo? 13
Davide Pettenella Il branding per i prodotti naturali e i territori della montagna 16
Workshop 1.1 Valorizzazione del patrimonio naturale e culturale per lo sviluppo locale 19
1.2 Come migliorare lutilizzo e la tutela del geopatrimonio alpino? 24
Marchio alpino e marchio montano: ricerca preliminare e buone pratiche nei prodotti alimentari e non alimentari
1.3 28
di montagna
1.4 La cultura e il paesaggio della montagna come fattori di sviluppo economico e di qualit della vita 31
1.5 Alimentare le Alpi: il patrimonio immateriale, un bene culturale da salvaguardare 34
1.6 Camminare e sognare nelle valli Alpine di minoranza. Proposte di turismo emozionale verso Expo 2015 e oltre 39
1.7 Il sommario del workshop non disponibile --
1.8 La gestione del patrimonio architettonico: coevoluzione del paesaggio e della societ nelle Alpi contemporanee 43

Sessione 2 Uso delle risorse alpine: dal passato al presente 46

Aleksander Panjek Sfruttamento delle risorse naturali nelle Alpi: una prospettiva storica 47
Valentina Porcellana Cambia lutilizzo delle risorse, cambiano le comunit alpine 49

Andreas Rigling I futuri percorsi delle regioni alpine: lezioni tratte dal progetto Mountland 52

Workshop 2.1 Stazioni sciistiche di piccole dimensioni: mantenere la competitivit in un mercato maturo 55
2.2 Le risorse naturali nelle Alpi: Sostenibilit sociale e ambientale nelle comunit del passato 58
2.3 Diversit sociale e resilienza nelle regioni alpine 61
2.4 Lo stato e il destino dei ghiacciai alpini tracciati negli archivi dei club alpini 64
2.5 Acque di Valle Camonica: il fiume Oglio nel Medioevo e nella prima et moderna 67
2.6 Il sommario del workshop non disponibile --
2.7 Tradizione irripetibile, modernit possibile 70

Sessione 3 La governance delle risorse alpine 74


Stphane Nahrath Regimi istituzionali delle risorse: un nuovo approccio per una gestione pi sostenibile delle risorse alpine 75

Mojca Golobic Partecipazione: ancora necessario parlarne, e perch? 78


Governance regionale delle risorse ambientali alpine - prospettive e un approccio di capitalizzazione per progetti
Stefan Marzelli 81
di sviluppo territoriale sostenibile
Workshop 3.1 Come elaborare strategie comuni per le Alpi attingendo alle esperienze delle politiche per la montagna 84
Apprendere con semplicit comunicare i risultati dei progetti nello Spazio Alpino e migliorare laccesso ai dati:
3.2 88
le esperienze del progetto WIKIAlps
3.3 Il valore aggiunto delle Alpi nella governance di questioni attinenti allambiente e alla gestione delle risorse 91
3.4 La buona governance e il ruolo della partecipazione pubblica nella regione alpina 93

3
3.5 Efficienza Energetica nelle comunit alpine 97

3.6 Nuovi approcci e prospettive per la gestione del rischio idrogeologico e l erosione del suolo nelle aree montane 101

Sessione 4 Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro 104

Stefan Lauber AlpFUTUR Prospettive per i pascoli destivazione 105


Paesaggi alpini come risorse per la salute e il benessere umano risultati della ricerca e potenziali di sviluppo
Arne Arnberger 108
sostenibile
Anthony Patt Produzione energetica sostenibile 110
Giuseppe Carlo Lozzia
Le risorse della montagna e i giovani: la sfida per un futuro sostenibile 112
& Anna Giorgi

Workshop 4.1 Le 30 domande pi importanti riguardanti il futuro delle risorse alpine 114

4.2 Biodiversit e gestione sostenibile degli agroecosistemi alpini 117

4.3 La bioraffineria alimentata da legno: una nuova opportunit di valore aggiunto per le aree montane 119
4.4 I paesaggi delle riserve della biosfera come risorse per la salute e il benessere umani 121
4.5 Economia innovativa e sostenibile nellarea Alpina 125
Impatti del Cambiamento Climatico su una risorsa alpina fondamentale: lacqua. Un contributo dalle pi recenti
4.6 128
ricerche e dalla rete SHARE-Alps
Paesaggi alpini ed energia idroelettrica: dibattito sui risultati del programma internazionale di ricerca
4.7 132
Ressources paysagres et ressources nergtiques
4.8 Il sommario del workshop non disponibile --
4.9 Digital Divide nelle aree alpine: idee e soluzioni 135
4.10 Il PTRA Valli Alpine: opportunit per uno sviluppo economico e sostenibile 137
4.11 Miglioramento della sostenibilit ambientale della zootecnia nelle Alpi: problemi, strategie e opportunit 141

4.12 Progetto Saussurea costus, Saussurea alpina 144

4.13 Il paesaggio come risorsa per le Alpi 146

Sessione 5 Utilizzo delle risorse nellarco alpino: azione e cooperazione future 149

Christian Salletmaier Il Programma Spazio Alpino 2014 - 2020 e il suo contributo alluso sostenibile delle risorse alpine 150
Peter Eggensberger La strategia europea per la regione alpina (EUSALP) in dialogo: obiettivi della consultazione pubblica
152
& Florian Ballnus
Paolo Angelini Stato delle attivit prima della XIII Conferenza delle Alpi 2014 di Torino 155
Workshop 5.1 Spazio alpino vivibile 2014-2020 Escogitare nuove idee di azioni 157
5.2 Strategia europea per la macroregione alpina (EUSALP): reazioni alla fase di consultazione 161
5.3 Tematiche per una nuova rete alpina di ricerca e istruzione incentrata sulla prospettiva dei giovani 163

Sessione Politica Verso una politica macro-regionale delle risorse 166


Hans Hurni Sfide globali per un utilizzo sostenibile delle risorse montane 167
Stefano Bruno Galli Le alpi: un modello di civilt 170
Maurizio Busatta Tavola rotonda: Le sfide per la politica 172

Poster Awards Young Scientist Awards

ForumAlpinum Young Scientist Award 174


Alpine Convention Young Scientist Award 190

Partecipante 196

4
Benvenuto!

ForumAlpinum 2014

Giunto alla undicesima edizione, il ForumAlpinum 2014, convegno scientifico


internazionale a cadenza biennale, concentrer i lavori sui temi dellutilizzo,
valorizzazione e gestione a livello locale e macro-regionale delle risorse alpine.

A fare da sfondo al dibattito, lelaborazione di una strategia macroregionale che


possa rispondere alle sfide di gestione delle risorse nel futuro.

Il ForumAlpinum 2014 fornir una piattaforma di dialogo tra politica e scienza,


grazie alla partecipazione di esponenti del mondo politico provenienti dagli stati
e dalle regioni alpine che si confronteranno sulle prospettive di integrazione
delle politiche in materia di risorse delle Alpi.

5
Le risorse delle Alpi:

Introduzione

Anna Giorgi, presidente ISCAR

Lundicesima edizione del ForumAlpinum, sono differenti e, alle volte, anche le priorit non
organizzato da ISCAR in collaborazione con i partner coincidono, con esiti negativi per i territori.
dello Stato alpino ospitante, si svolta in Italia,
a Darfo Boario Terme, grazie al patrocinio e al Questo dialogo e confronto indispensabile affinch
supporto della Presidenza del Consiglio dei Ministri la ricerca e linnovazione diano impulso allo sviluppo
Dipartimento per gli Affari regionali le Autonomie e di territori che necessitano di modelli specifici,
lo Sport - della Regione Lombardia, del Comune di basati sulle peculiarit alpine e su un utilizzo delle
Darfo Boario Terme e dellUniversit della Montagna risorse che miri ad impedirne il depauperamento e
di Edolo, sede decentrata dellUniversit di Milano. lesaurimento. Il ForumAlpinum 2014 ha messo in
La collaborazione tra queste istituzioni ha reso evidenza che le aree alpine non sono la marginalit
possibile un importante momento di confronto sul e lo svantaggio con cui vengono classificate a livello
tema: Le risorse delle Alpi: utilizzo, valorizzazione e normativo, ma sono piuttosto sistemi complessi
gestione dal livello locale a quello macroregionale ricchi di risorse specifiche, che vanno riconosciute,
in cui si parlato di Alpi come ambito territoriale utilizzate e governate in modo altrettanto specifico
unico, a prescindere dai confini tra gli Stati in cui e appropriato per farne emergere il potenziale. Il
si trovano, riconoscendone implicitamente la paradigma : conoscere per riconoscere, utilizzare
specificit, unica chiave per promuoverne davvero e governare.
lo sviluppo.
Per tre giorni di intensi lavori le Alpi sono state lette
Il ForumAlpinum un convegno internazionale dal ed interpretate come risorsa, una ricchezza che pu
format peculiare poich un convegno scientifico e deve concorrere ad incrementare la competitivit
che favorisce il confronto la cooperazione e la di un sistema europeo in crisi, che ha bisogno di
ricerca su tematiche rilevanti per le Alpi, ma che si ripensare alle dinamiche socio-economiche per
pone anche come piattaforma di dialogo e confronto favorire lo sviluppo e il benessere delle comunit
tra la comunit scientifica e lintera societ civile, i e dei cittadini. Quali le opportunit? Quali le sfide?
portatori di interessi delle aree alpine e montane e quali le esperienze? nel momento in cui si sta
in generale. Tuttaltro che banale lintento di elaborando la strategia macroregionale alpina che
promuovere quella contaminazione tra chi le identifica unarea territoriale al centro dellEuropa
montagne le analizza e le studia e chi ne governa il cui elemento caratterizzante e unificante sono le
i territori, le amministra, le vive, perch i linguaggi Alpi, cosa hanno da dire e da dare le Alpi?

6
Utilizzo, valorizzazione e gestione dal livello locale a quello macroregionale

Questi i temi che sono stati trattati nellXI edizione garantito un eccellente risultato, un contributo
del ForumAlpinum a cui le Alpi hanno risposto in positivo allaccreditamento delle aree montane
modo consistente, articolato e qualificato, con quale contesto ricco e propositivo, che piace ai
numerosi contributi da tutti gli Stati alpini ad giovani, aperto alla modernit e alla innovazione, di
alimentare cinque sessioni plenarie con 19 relazioni cui tutti devono poter beneficiare.
internazionali tradotte in tutte le lingue alpine, e
ben 37 workshop proposti da universit, accademie, Un grande ringraziamento a tutte le istituzioni che
istituti di ricerca e associazioni di tutti gli Stati alpini. hanno reso possibile il ForumAlpinum 2014, e a
Tra questi si trovano le principali Universit dellarco tutti coloro i quali hanno contribuito al risultato
alpino: Universit di Losanna, Milano, Trento, ottenuto, in particolare ad Alida Bruni che con
Ginevra, Vienna, Torino, Bergamo, Venezia, BOKU la sua attenzione e sensibilit per i giovani e il
Vienna; Enti di ricerca e accademie come lENEA, futuro ha dato una impronta ben visibile, da chi
Austrian Academy of Science, EURAC di Bolzano, lha conosciuta, allintera iniziativa, e a Thomas
Fondazione Edmund Mach di S. Michele allAdige, Scheurer, per lesemplare passione, determinazione
Federal Institute for less favoured and mountainous e perseveranza nellanimare momenti di attenzione
areas, Evk2cnr, International association for da parte della comunit scientifica e istituzionale
alpine history, ma anche le principali istituzioni alle montagne che come disse Tiziano Terzani,
internazionali impegnate nellarea alpina, come la ricordano una misura di grandezza dalla quale
Convenzione delle Alpi, EUSALP e Spazio Alpino, luomo si sente ispirato, sollevato. Quella stessa
nonch enti territoriali come le direzioni generali grandezza anche in ognuno di noi, ma l ci
di Regione Lombardia, la camera di commercio di difficile riconoscerla. Per questo siamo attratti dalle
Milano, la cooperativa Alpes di Trento, la cooperativa montagne. Per questo, attraverso i secoli, tantissimi
il Leggio, il MUSIL, il Cervim, ASL ecc. uomini e donne sono venuti quass ... sperando di
trovare in queste altezze le risposte che sfuggivano
La numerosit e la variet degli interventi, delle loro restando nelle pianure. Continuano a venire.
esperienze, delle buone pratiche e dei laboratori che
si sono succeduti nel corso del Forum Alpinum 2014
hanno restituito unimmagine di vitalit e vivacit
delle aree alpine che certo non si addice ad un
contesto definito marginale, ma anzi ne attestano
il ruolo di reale risorsa attuale e potenziale. Una
novit per il ForumAlpinum stata lorganizzazione
della tavola rotonda politica e lutilizzo dei social
network, dello streaming e di twitter per favorire la
pi ampia partecipazione possibile alla discussione.
Limportanza della tecnologia per le Alpi, per
rendere possibile il superamento di fattori limitanti
lespressione del potenziale intrinseco dei territori,
stato uno tra gli importanti messaggi che il
ForumAlpinum 2014 ha lanciato.

Infine i giovani, che numerosissimi hanno partecipato


al ForumAlpinum 2014, con molteplici e qualificati
contributi scientifici, i migliori dei quali sono stati
premiati dalle borse di studio messe a disposizione
dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il
ForumAlpinum Poster Award 2014 e dal Premio
Giovani Ricercatori della Convenzione delle Alpi, ma
anche con la partecipazione vivace e attenta ai lavori
di moltissimi studenti, tra i quali quelli dei Centri di
Formazione Professionale Regionale Zandarelli
e dellUniversit della Montagna che hanno anche
attivamente collaborato alla buona riuscita del
convegno scientifico. Un lavoro di squadra che ha

7
Le risorse delle Alpi:

Le risorse delle Alpi, un patrimonio su cui puntare


per il futuro

Anna Giorgi, presidente ISCAR


Thomas Scheuer, ISCAR

Il ForumAlpinum 2014 ha offerto una vasta panoramica Con riferimento alla prima affermazione: Le risorse
su ricerche, modelli e iniziative, pianificati o in corso, alpine costituiscono il patrimonio necessario per lo
incentrati sullutilizzo, la valorizzazione e la gestione sviluppo (sostenibile) della regione, bisogna riconoscere
delle risorse alpine. Attraverso 16 presentazioni, 37 che limportanza relativa di risorse alpine storiche
workshop, 20 poster e numerosi dibattiti stata passata come i minerali (industria estrattiva), le foreste e le acque
in rassegna lintera gamma delle risorse naturali/ (per la produzione di energia e lindustrializzazione), il
materiali o culturali/immateriali presenti nelle Alpi, paesaggio e un ambiente salubre (turismo) o ancora i
nonch la moltitudine di attivit realizzate, a partire da terreni agricoli andata trasformandosi nel corso degli
quelle promosse dal basso fino ai modelli di governance ultimi secoli. Negli ultimi decenni progressivamente
di portata transnazionale. Le risorse alpine svolgeranno cambiata la loro valenza socio-economica. In numerosi
un ruolo cruciale nello sviluppo di questa regione, poich interventi al ForumAlpinum stato sottolineato lenorme
sono alla base dellinnovazione tecnologica, sociale e potenziale di crescita socio-economica insito nelle
culturale, oltre che della ricchezza economica e di un risorse culturali e immateriali. Limportanza crescente
processo di acquisizione di consapevolezza autentico. dei beni immateriali nello sviluppo delle attivit
Le risorse alpine si declinano in aspetti naturali, sociali, economiche dimostrata dai numerosi siti naturali,
culturali ed economici cruciali per lo sviluppo sostenibile culturali e misti delle Alpi che sono stati annoverati nel
di questa regione. Partendo da queste considerazioni, i Patrimonio dellumanit UNESCO. Altri esempi relativi ai
risultati principali del Forum Alpinum 2014 possono beni immateriali sono la valorizzazione del patrimonio
essere sintetizzati in tre affermazioni: geologico, il ricorso allarchitettura locale (tradizionale
e moderna) nellofferta turistica e i pacchetti turistici
1. Le risorse alpine costituiscono il patrimonio
che abbinano il paesaggio e la salute ai rimedi naturali
necessario per lo sviluppo (sostenibile) della
(locali), o ancora le nuove forme di turismo orientate
regione.
alla creativit e alle emozioni. Sempre pi specie
2. Lutilizzo sostenibile delle risorse alpine si trova in vegetali e animali tradizionali o prodotti regionali sono
una fase critica. diventati parte della gastronomia locale tipica. Nel suo
complesso, il settore turistico trae grande vantaggio dalla
3. Le risorse vanno gestite tramite politiche specifiche
valorizzazione delle risorse culturali. Inoltre, i progetti
per le Alpi.
culturali sono realizzati principalmente da soggetti locali
sfruttando le risorse a disposizione e rafforzano lidentit
locale e lautenticit.

8
Utilizzo, valorizzazione e gestione dal livello locale a quello macroregionale

Tra le risorse alpine classiche ricordiamo lenergia il pi promettente e riguarda la creazione di innovazione
rinnovabile, ovvero la produzione di calore ed energia e spirito imprenditoriale nelle Alpi o in connessione con
ottenuti dall acqua, dalla biomassa, dal sole, dal vento esse, al fine di promuovere il ricambio generazionale e
e la geotermia che diventer sempre pi importante, un cambiamento volto a garantire un futuro prospero,
di pari passo con il progresso tecnologico e levolversi sostenibile e durevole per larea alpina.
della conoscenza. Alcuni progetti in corso e studi socio-
economici hanno sottolineato come lagricoltura alpina, Durante il ForumAlpinum stata analizzata sotto diversi
con pratiche tipiche come lalpeggio estivo del bestiame, punti di vista il terzo aspetto relativo alla necessit
sia un aspetto importante, addirittura cruciale per la di gestire le risorse tramite politiche specifiche per le
societ locale, cui apporta benefici economici, sociali e Alpi. Le politiche specifiche per le risorse montane sono
culturali. mirate essenzialmente ad ottenere ricadute positive per
leconomia regionale tramite lutilizzo delle risorse alpine.
Una caratteristica dellarea alpina la tipologia del lavoro Allo scopo sono stati adattati alle caratteristiche delle
svolto da molti dei suoi abitanti, i quali conciliano in regioni montane i modelli di governance multilivello.
genere impieghi stagionali o a tempo parziale in settori Occorrono quindi obiettivi chiari per una distribuzione
produttivi diversi. Le combinazioni pi frequenti vedono migliore delle risorse esistenti tra i diversi soggetti
lalternanza di impiego in agricoltura, nel turismo e coinvolti, a favore della crescita e sviluppo delle imprese
nellindustria. Questo modello di lavoro combinato locali nel mercato globale e altri aspetti di portata
rappresenta anchesso un utilizzo multiplo delle risorse generale per le regioni montane. Le politiche incentrate
con interazioni strette tra gli utilizzi delle varie risorse in sulle risorse montane devono collocarsi entro un quadro
ununica regione. Un campione rappresentativo delle sovraordinato di regolamentazione e cooperazione. A
iniziative in corso stato presentato al ForumAlpinum, livello di cooperazione, la regione alpina pu contare
in cui sono stati illustrati alcuni progetti che uniscono su diversi organismi come la Convenzione delle Alpi, la
agricoltura, alimentazione, colture tradizionali, Strategia macroregionale europea per la Regione Alpina
biodiversit e patrimonio culturale, o altri progetti che (EUSALP) e comunit di regioni come Arge Alp. Il piano
integrano il paesaggio con la salute e il turismo. Sono dazione di EUSALP o il programma di lavoro pluriennale
stati esaminati i diversi modelli e approcci per lutilizzo della Convenzione delle Alpi potrebbero essere
combinato di pi risorse, per esempio tramite la creazione utilizzati per rafforzare la cooperazione transalpina o
di catene di valore (regionali), un uso multifunzionale del macroregionale in materia di uso delle risorse alpine. Nel
suolo (agricoltura, silvicoltura) o considerando i servizi corso del ForumAlpinum sono state esaminate anche
ecosistemici resi alla collettivit nellutilizzo e nella alcune iniziative bottom-up che hanno dimostrato come
determinazione del prezzo di una risorsa. Siffatti approcci in questo ambito possa giungere un contributo anche
integrati servono a costruire una politica economica dalla definizione di una strategia, da processi partecipativi
regionale coerente in grado di salvaguardare, oltre che nella pianificazione, dallo scambio di esperienze o dal
utilizzare, le risorse naturali alpine. dialogo politico. Simili iniziative dalla base dovrebbero
essere anchesse incoraggiate.
Per quanto concerne la seconda affermazione: Lutilizzo
sostenibile delle risorse alpine si trova in una fase In conclusione, il ForumAlpinum ha dimostrato che
critica, gli intervenuti al ForumAlpinum hanno preso lutilizzo delle risorse alpine il risultato dellinterazione
in considerazione gli sforzi necessari a garantire un complessa tra determinazione del valore, modalit di
utilizzo sostenibile o continuativo delle risorse in futuro. gestione (comprese quelle tradizionali), propriet e
Una prima sfida riguarda la transizione dalla tradizione governance. Le Alpi racchiudono abbondanti risorse
alla modernit nelle consuetudini e nel sapere locali naturali e culturali utili a tutta la collettivit. Tali risorse
e tradizionali. In secondo luogo occorre un maggiore devono essere riconosciute, valutate e utilizzate in modo
investimento legislativo ed economico in grado di sostenibile a vantaggio dello sviluppo economico locale e
migliorare e rendere vantaggioso lutilizzo delle risorse da regionale, in primo luogo, nonch della societ in senso
parte degli abitanti e delleconomia locale. In ogni caso, lato al fine di garantire unelevata qualit della vita, servizi
i vantaggi ottenuti dovrebbero ridurre le disparit tra nelle aree montane e tutela del patrimonio naturale e
comunit o regioni. Un altro aspetto il branding delle ambientale. La principale scommessa consister nel
risorse alpine (e dei relativi prodotti), che deve essere riuscire a utilizzare le risorse alpine come un volano
promosso congiuntamente da produttori e fornitori. dinnovazione per uno sviluppo regionale sostenibile e
La ricerca e listruzione, daltro canto, devono offrire duraturo.
nuove prospettive ai giovani per un utilizzo diversificato
e profittevole delle risorse alpine. Lultimo punto forse

9
Sessione 1

Sessione 1

Brand Alpino la valorizzazione delle


risorse alpine

Moderatore: Axel Borsdorf, Istituto Interdisciplinare di ricerca sulla montagna


dellAccademia Austriaca delle Scienze, Innsbruck, Austria

Le Alpi sono ricche di risorse naturali, culturali e sociali. Della maggior parte di
esse, come dei paesaggi o dellenergia idroelettrica, beneficiano ampie fasce
della societ. Questa sessione affronta quesiti come: quali sono i valori specifici
delle risorse alpine? Quali opportunit vi sono per valorizzare e capitalizzare
meglio le risorse alpine in futuro?

Nella sessione plenaria, Christian Vogl e Brigitte Vogl-Lukasser si concentreranno


su una delle principali risorse alpine: il sapere locale delle persone che abitano le
Alpi da generazioni e che hanno sviluppato un patrimonio immateriale culturale
in ambito agricolo, insediativo, industriale, turistico e infrastrutturale in un
ambiente in pericolo. Bernard Pecqueur parler dellautenticit dei prodotti
alpini e della creazione di prodotti unici. Infine, Davide Pettenella illustrer gli
aspetti economici legati ai prezzi e alle compensazioni per le risorse. I keynote
intendono fornire degli spunti per i workshop che seguiranno.

10
Brand Alpino la valorizzazione delle risorse alpine

Keynote

Conoscenza locale delle colture tradizionali e delle


variet locali nelle Alpi: esempi provenienti dal
Tirolo orientale (distretto di Lienz), Austria

Christian R. Vogl e Brigitte Vogl-Lukasser


Universit delle risorse naturali e delle scienze biologiche (BOKU)
Vienna, Austria
Le Alpi sono un mosaico gestito modellato dal Il Tirolo orientale in Austria (distretto di Lienz) una
mutamento dinamico, ivi incluso il mutamento regione molto montuosa. La gestione adattativa delle
nellutilizzazione del suolo da parte delle comunit risorse naturali da parte dei piccoli coltivatori alpini
umane. La diversit orizzontale e verticale degli ha creato un paesaggio multifunzionale, variegato e
ecosistemi alpini, con la loro variet di specie vegetali tipico. La forma storica di agricoltura in questa regione
e animali, offre diversi modi di soddisfare le esigenze pu essere descritta come alpeggio cerealicolo.
delle persone che vivono allinterno o allesterno della Lagricoltura (coltivazione di cereali, ortaggi in pieno
regione alpina. Secoli fa, gli agricoltori convertirono campo, colture di piante fibrose) e lallevamento
una foresta perlopi incontaminata in agroecosistemi di animali (con unelevata diversit di specie) erano
e foreste gestite per produrre cibo, fibre, mangime i principali componenti del sistema di sussistenza
e legname, oltre a utensili e manufatti. La diversit alpina fino agli anni 70. Mentre la maggior parte
delle specie vegetali e animali alpine ha anche della terra coltivata vicina al podere era sfruttata per
consentito lo sviluppo di piccole e medie imprese e la produzione alimentare, per dar da mangiare agli
settori che offrono beni e servizi fondati su risorse animali nel corso dellanno era necessaria una variet
inestricabilmente legate alla (agro)biodiversit alpina. di appezzamenti a diverse altitudini.

Negli ultimi quarantanni, la coltivazione di cereali,


piante fibrose e ortaggi di campo diminuita o
scomparsa quasi del tutto a causa del mutamento
delle condizioni economiche, sociali e politiche. Le
colture che erano state adattate alle condizioni locali
a fini di sussistenza nei tempi passati sono state
perlopi abbandonate, lo stesso accaduto alle
conoscenze legate specificamente alla gestione locale
di tali colture. Nel Tirolo Orientale colture un tempo
tradizionali come le rape e le fave oggi non esistono
quasi pi. Al giorno doggi, il paesaggio dominato
da prati a basse quote, dove si produce fieno come
foraggio invernale, e da pascoli a quote superiori,
Foto 1: Coltivazione e raccolto di canapa, lino, cavolo e altre colture
tradizionali delle Alpi del Tirolo orientale
dove il bestiame bovino resta per tutta lestate.

11
Sessione 1

Gli orti familiari rivestivano un ruolo di scarso rilievo


nel Tirolo Orientale fino agli anni 70. In questi orti
si coltivavano solo poche specie, soprattutto spezie.
Tuttavia, il ruolo degli orti familiari radicalmente
mutato. Dagli anni 70 in avanti, gli orti familiari
sono cresciuti per dimensioni e per diversit delle
specie e possono comprendere specie utilizzate
come cibo, bevande, medicinali, ornamenti o per
usanze tradizionali. Colture tradizionali e variet
locali sono state introdotte in questi orti familiari
da appezzamenti coltivabili abbandonati attorno
ai poderi. La composizione delle specie nei giardini
comprende malerbe (infestanti) provenienti da ex
appezzamenti coltivabili che hanno effettivamente
valore duso (ad es. come piante ornamentali) e
che non possono pi essere raccolte in tali terreni
abbandonati. Gli agricoltori hanno anche introdotto
nei propri orti familiari specie come il lampone e
lerba di San Giovanni degli ecosistemi circostanti in
base ai nuovi schemi di mobilit stagionale.

Nel Tirolo Orientale, la gestione del mosaico alpino Foto 2: Orto familiare in Tirolo Orientale (1999).
di agroecosistemi e foreste dipende tradizionalmente
dalla costante presenza di agricoltori. In queste zone, Riferimenti
essi hanno sviluppato una profonda conoscenza degli
ecosistemi locali e dei vari habitat, delle loro caratte- Vogl-Lukasser, B. (1999): Studien zur funktionalen Bedeutung buerlicher Haus-
ristiche e della presenza e degli utilizzi di determinate grten in Osttirol basierend auf Artenzusammensetzung und ethnobotanischen
piante. Meno visite e permanenze pi brevi in zone Analysen. Endbericht zum gleichlautenden Forschungsprojekt L 1044/96 im Auftrag
remote creano meno opportunit di osservazione e des BMLF, BMWF und des Landes Tirol.
raccolta; di conseguenza, la conoscenza di specie di Vogl-Lukasser, B., C.R. Vogl, M. Bizaj, S. Grasser & C. Bertsch (2006b): Lokales
piante utili (e dannose!) va smarrita. Erfahrungswissen ber Pflanzenarten aus Wildsammlung mit Verwendung in der
Ftterung und als Hausmittel in der Volksheilkunde bei landwirtschaftlichen Nutz-
Labbandono di pratiche di coltivazione tradizionali, tieren in Osttirol. Endbericht zum ProjektNr. 1272, GZ 21.210/41-II1/03, gefrdert
colture e variet locali nelle Alpi non un fenomeno vom Land Tirol und dem BM:LFUW.
che si osserva soltanto nel Tirolo Orientale, Vogl-Lukasser, B., G. Falschlunger, P. Blauensteiner, & C. R. Vogl (2007): Erfahrung-
avviene anche in altre regioni alpine. Tuttavia si swissen ber Lokalsorten traditioneller Kulturarten in Ost- und Nordtirol (Gemse,
nota un crescente movimento teso a invertire Getreide). Endbericht zum Teilprojekt Sicherung und Beschreibung des Erfahrung-
questa tendenza. A parte i tentativi di conservare il swissens ber Saat- und Pflanzgut lokaler Sorten traditioneller Kulturarten im
patrimonio alpino ex situ in musei, libri o mostre, il Bereich Gemse und Getreide in Tirol i.A. des Amtes der Tiroler LR. Teilprojekt im
numero di iniziative operanti per la rinascita in situ e Projekt Gene-Save gefrdert im Rahmen von INTERREGG IIIA.
per uno sviluppo innovativo della cultura alimentare Vogl-Lukasser, B., C. R. Vogl & H. Reiner (2007): The Turnip (Brassica rapa L.subsp.
alpina in crescita. Queste iniziative spesso sono rapa) in Eastern Tyrol (Lienz district; Austria). Ethnobotany Research and Applica-
legate a movimenti come il seed saving, lagricoltura tions, Vol.5: 305-317
organica o lo slow food. Mangiare e utilizzare elementi Vogl-Lukasser, B., C. R. Vogl, M. Gtler & S. Heckler (2010): Plant species with
di agrobiodiversit minacciati, ivi compresa la loro spontaneous reproduction in homegardens in Eastern Tyrol (Austria). Perception
interpretazione contemporanea, una strategia di and Management by women farmers. Ethnobotany Research and Applications. Vol.
crescente successo per la conservazione dinamica in 8:1-15
situ delle tradizionali colture alpine, le loro variet, le Van Der Stege, C.; B. Vogl-Lukasser & C. R. Vogl (2012): The role of homegardens in
tradizioni alimentari e le relative conoscenze locali. strengthening social-ecological resilience: Case studies from Cuba and Austria. In:
Plieninger, T. & Bieling, C. (eds.) Resilience and the cultural landscape: Understand-
ing and managing change in human-shaped environments. Cambridge University
Press. chapter 15.
Vogl-Lukasser, B. & Vogl, C.R. (2012): Buerinnengrten und ihr biokulturelles Erbe.
In: Zoll+, sterreichische Schriftenreihe fr Landschaft und Freiraum 21: 66-69.

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Brand Alpino la valorizzazione delle risorse alpine

Keynote

Risorse territoriali e sostenibilit:


cosa ha da offrire il post-fordismo?

Bernard Pecqueur
Universit di Grenoble, Francia

Introduzione territoriale e da gruppi o comunit con dimensioni


e problemi pi locali.
La crisi del sistema prevalente di produzione
economica, noto come modello fordista, Lo scopo di questa relazione mostrare che un
caratterizzata dalla fine del predominio del confronto tra questi due paradossi offre una
paradigma industriale quale modalit determinante comprensione pi profonda delle sfide della fase
di rappresentanza del processo di creazione di valore. post-fordista. Da un lato, offrir unintroduzione a
In particolare, la fine di un modello produttivo livello mondiale e sistemico alla gestione delle risorse
fondato sulla personalizzazione della produzione (sviluppo sostenibile), dallaltro, unintroduzione
di massa e della produzione generica di prodotti al processo di creazione e di sostegno delle risorse
standard replicabili. Lattuale fase, che per comodit (sviluppo territoriale). Tenter di individuare le
viene chiamata post-fordismo, non offre soluzione caratteristiche salienti di questo tipo di post-fordismo,
al problema della diminuzione delle risorse in un il quale ha una forte connotazione territoriale e
mondo di domanda crescente. Questo squilibrio suggerisce lesigenza di una nuova geografia del
tra la disponibilit e la domanda di risorse esiste fin capitalismo.
dalla Rivoluzione Industriale e oggi la radice di crisi
contemporanee negli ambiti della globalizzazione, Beni e servizi materiali e immateriali
della produzione e della finanza.
Nellimmaginazione popolare, un bene materiale
La globalizzazione allordine del giorno, il che offre una maggiore rassicurazione ai rappresen-
determina un paradosso iniziale: sembrerebbe tanti eletti preoccupati per lo sviluppo economico
che i fattori che favoriscono lo sviluppo territoriale rispetto a un servizio immateriale (ad es. offerte
stiano tentando di adattarsi a un mercato mondiale, turistiche). Loggetto materiale il cuore del
una situazione alla Davide e Golia. Un secondo for-dismo nel senso che crea specifici sistemi
paradosso che notiamo che lo sviluppo territoriale tecnici che hanno un impatto cumulativo sui
inestricabilmente legato alla sostenibilit consumi. La produzione materiale rende anche
(soprattutto tramite risorse territoriali). Infatti pi semplice calcolare la produttivit individuale,
lo sviluppo sostenibile spesso considerato una che costituisce la base da cui partire per calcolare
risposta mondiale a problemi mondiali, mentre lo il rendimento economico. Analogamente, alcuni
sviluppo territoriale limitato dalla sua portata sub- tipi di produzione, soprattutto quelli legati alla

13
Sessione 1

produzione di beni materiali, sono presi pi sul Di conseguenza, la nostra ipotesi che un vantaggio
serio di altri. Questo d lidea dei legami esistenti comparativo, nel quadro della globalizzazione,
tra il fordismo e la produzione materiale. diventato un vantaggio differenziato. I territori non
devono pi specializzarsi in un quadro comparato,
La divaricazione tra i luoghi del consumo e i siti bens cercare di aggirare la concorrenza e puntare
produttivi a un tipo di produzione in cui (nel migliore dei casi)
siano monopolisti. Questo tipo di comportamento
Il fordismo lega gli operai ai loro siti di produzione: mette in discussione lattuale divisione dei sistemi
loperaio non deve coprire grandi distanze, n di produzione per nazione (aree definite) perch
metterci molto tempo per recarsi al lavoro. Il sistema queste iniziative non sono generate da una
funziona perch un dipendente pu diventare un politica centralizzata a livello di Stato-nazione.
consumatore nello stesso luogo in cui vive e lavora. Piuttosto, sono generate da un gruppo di soggetti
Da questo punto di vista, un territorio economico economici coinvolti nella soluzione di un problema
pu essere rappresentato pi o meno come una di produzione. Questi gruppi esistono a un livello
micronazione e gode della stessa uguaglianza intermedio tra lindividuo e linsieme e lavorano
contabile del modello nazionale. In questo caso in essenzialmente a livello meso-economico. Se
particolare, tutta la produzione che avviene in un questa tendenza continuer, sui soggetti economici
luogo produce un reddito che viene completamente si ripercuoteranno ordinamenti multiscalari e
speso nello stesso luogo (in consumi o risparmi). complesse combinazioni territoriali. Questo influir
decisamente sul rapporto tra il livello mondiale e il
I territori, quindi, sono piccoli sistemi di produzione livello locale.
dove praticamente non vi spazio per altri
soggetti economici (consumatori, in particolare). Consapevolezza della finitezza delle risorse
In altre parole, oggi ci che bene per lazienda, produttive
a quanto pare, non automaticamente bene per
le popolazioni che ospitano lazienda in questione. Uno dei fondamenti del modello fordista lidea
In queste circostanze, si potrebbe sostenere che che le risorse siano infinite, il che presuppone che
i territori godano di una relativa autonomia, e si esse siano inesauribili o sostituibili (come ad es.
assisterebbe a una proliferazione di iniziative e lenergia nucleare). Pertanto, per quasi due secoli,
manovre volte ad affrontare la crisi economica. abbiamo praticamente attinto allinfinito alle risorse,
Questa tendenza, consolidandosi, modificher ritenendo di poter superare le limitazioni e spostare i
radicalmente le strategie dei soggetti economici confini della penuria. Tuttavia, ci stiamo accorgendo
e metter in discussione in vari modi i tradizionali sempre pi chiaramente che labbondanza di risorse
livelli della politica pubblica (europea, nazionale, offerta dalla natura, se non controllata e non gestita,
regionale). giunger al capolinea. Se il mondo continuer ad
agire come se niente fosse, proseguendo con questa
La fine della macroeconomia? tendenza al consumo delle risorse, emergeranno
sempre pi spesso problematiche relative alla loro
La singola delocalizzazione, una delle tendenze pi gestione, in quanto esse, ovviamente, non sono
evidenti della globalizzazione, sarebbe generata da illimitate.
un meccanismo tipicamente fordista di taglio dei
costi di produzione e da una rinnovata separazione Fortunatamente, stiamo assistendo alla nascita di un
dei produttori dai consumatori. Questa proiezione, modello post-fordista di adattamento al capitalismo,
in un mondo in cui le strutture commerciali che comporta nuovi rapporti tra il locale e il
assomigliano sempre pi non tanto alle Nazioni mondiale, nuovi processi cognitivi che riguardano
Unite, quanto a regioni o territori mette in i territori e una nuova geografia della produzione.
dubbio la teoria ricardiana del fondamento del Dinnanzi a noi abbiamo lopportunit di dare forma
commercio internazionale sui vantaggi comparati. a questo futuro modello.
In questa ottica, la rappresentazione del mondo
come diversi insiemi interconnessi non tiene pi. Conclusione: territorio e sostenibilit, una
Infatti, pi facile accedere al mercato mondiale strategia a doppio binario
per i soggetti economici, pi importante diventa
la creazione di organi di intermediazione, ovvero i Nellemergente modello post-fordista, il tema
territori. della sostenibilit ritenuto fondamentale per

14
Brand Alpino la valorizzazione delle risorse alpine

il rinnovamento delle risorse. Questa nozione di


risorse rappresenta il legame tra la sostenibilit e il
territorio.

Le risorse territoriali si distinguono per la loro


specificit. Questa una qualit di una risorsa o di
un processo produttivo che affonda le proprie radici
in una determinata localit, storia e cultura. Lidea
che un prodotto fabbricato in un determinato
luogo non pu essere fabbricato altrove e
mantenere comunque le stesse caratteristiche. La
torre Eiffel potrebbe essere un tipico esempio di
un processo produttivo nettamente specifico. Essa
completamente legata alla (e dipendente dalla)
citt di Parigi e non pu esistere al di fuori di Parigi.
Possiamo trovarne un altro chiaro esempio nella
certificazione accordata ad alcuni alimenti e bevande
europei (DOP e IGP). In questo caso, la specificit
parte integrante di un prodotto culturale, legato al
territorio e alla storia. Questo concetto rispecchia il
valore generato dal radicamento in un determinato
territorio. Tuttavia, esso tralascia unaltra dimensione
della specificit, ossia la dipendenza territoriale.
In altre parole, la specificit una caratteristica
territoriale che pu avere connotazioni positive nel
senso che aggiunge unaura alla produzione locale,
le offre un certo grado di particolarit e giustifica
la disponibi-lit del consumatore a pagarla di pi.
Tuttavia, pu anche essere vista negativamente,
come una specie di dipendenza che lega unattivit
economica esclusivamente a un determinato luogo
e le impedisce di beneficiare del tipo di mobilit
di cui potrebbe aver bisogno per tagliare i costi di
produzione.

15
Sessione 1

Keynote

Il branding dei prodotti naturali e


delle regioni montane

Davide Pettenella e Giulia Corradini


Universit di Padova, Italia

Il branding pu essere definito da due punti di vista: consumatore collega immediatamente il prodotto
dal lato dellofferta e dal lato della domanda. Dal o servizio ai valori positivi che associa allambiente
lato dellofferta, un brand o marchio un nome, un alpino (ad es. ambiente incontaminato, cime
termine, un design, un logo o unetichetta, o altra montuose remote, foreste ricche di vegetazione,
caratteristica che distingue prodotti e servizi dalle acqua limpida e prati pieni di colori, tecniche
offerte della concorrenza (American Marketing agricole tradizionali, prodotti artigianali fabbricati su
Association). Dal lato della domanda, un marchio scala ridotta, un turismo legato alla natura, assenza
rappresenta lesperienza maturata dal consumatore di inquinamento, traffico, congestione, rumore ecc.).
con unorganizzazione, un prodotto o un servizio Questi attributi sono di fondamentale importanza per
(The Chartered Institute of Marketing). Il branding un emergente segmento di consumatori: il cosiddetto
non uninvenzione moderna: come testimoniano i LOHAS (Lifestyle Of Health And Sustainability, stile
loghi dei falegnami alpini dei secoli passati in figura di vita improntato alla salute e alla sostenibilit). I
1, il branding utilizzato da secoli. Oggi, i marchi e le consumatori LOHAS associano i brand alpini al tipo
tecniche di branding sono molto diversificate (tabella
1) e i marchi sono qualcosa di pi di nomi e loghi
riconoscibili da una quantit limitata di utenti locali.
In un mercato globalizzato caratterizzato da una
pletora di prodotti e servizi, i marchi sono strumenti
importanti per comunicare e commercializzare
lidentit di un prodotto. Un marchio commerciale
forte ispira fedelt e quindi fondamentale per il
successo di un prodotto sul mercato.

I riferimenti alle Alpi, una regione ricca di natura e


tradizioni, possono costituire una parte di grande
potenza della strategia di comunicazione e di
marketing di unorganizzazione. Un marchio (ossia
un nome, un logo o unetichetta) percepito come
legato allambiente alpino pu essere uno strumento
efficace per differenziare prodotti o servizi perch il Figura 1. Loghi impiegati dai falegnami nel passato per contrassegnare i tetti
di legno in una regione alpina italiana. Fonte: Laner, 2006

16
Brand Alpino la valorizzazione delle risorse alpine

di stile di vita di alta qualit di cui sono alla ricerca ed


molto pi probabile che investano in marchi che
rafforzino i loro valori.

Nelle Alpi, e in altre regioni montane, le piccole


aziende agricole e industriali svolgono un ruolo
essenziale nellerogazione di servizi ambientali e
sociali legati alluso sostenibile delle risorse naturali.
Tra gli strumenti utilizzati per sostenere queste attivit
su piccola scala, i marchi collettivi o ad ombrello
(cfr. la tabella 1) rivestono un ruolo fondamentale.
Purtroppo parole come alpino, montagna e
naturale, nonch i nomi delle regioni di montagna
e i tradizionali prodotti delle zone di montagna
sono stati eccessivamente sfruttati. Tali parole ora
vengono comunemente utilizzate per etichettare
prodotti con legami debolissimi o inesistenti con i
reali valori e concetti associati alle montagne. Una
semplice ricerca sul web mostra che letichetta
alpino stata utilizzata da aziende industriali per
dare un nome a prodotti che vanno da automobili e
robot a tagliaerba e dispositivi elettronici: prodotti
senza relazione alcuna con le Alpi o le montagne.
La figura 2 mostra alcuni degli esempi pi famosi di
branding fondato su attributi associati alla natura,
alla montagna e allambiente alpino.

Si registra, tuttavia, una tendenza positiva alla


riduzione dellutilizzo arbitrario di alcuni termini
e attributi nel branding al fine di aumentare la
trasparenza del mercato e creare pari opportunit
di marketing per i produttori. questo il caso dei Figura 2.Esempi di marchi suddivisi per attributi legati alla natura e alle
montagne e per proprietario (pubblico o privato). Nomi di marchi e loghi di
prodotti agricoli organici, dei prodotti alimentari marchi
e delle bevande tradizionalmente legati ad alcune
regioni e tecniche di lavorazione (cfr. la legislazione
UE sulla Denominazione di Origine Protetta Il branding collettivo pu essere sviluppato e
(DOP), sullIndicazione Geografica Protetta (IGP) approvato da istituzioni pubbliche, come nel
e sulla Specialit Tradizionale Garantita (STG)), caso delle denominazioni DOP e IGP, oltre che
e dei prodotti privi di OGM. Di recente, lUE ha da organizzazioni private. Il Forest Stewardship
compiuto un importante passo avanti in questa Council (FSC, consiglio per la gestione forestale) e il
direzione con il Regolamento 1152/2012, che Program for the Endorsement of Forest Certification
tuteler la denominazione agricola prodotto di (PEFC, programma per il riconoscimento della
montagna. Purtroppo, etichette quali sostenibile certificazione forestale), che individuano le foreste
(con le sue sottocategorie ecosostenibile e gestite responsabilmente e la catena di custodia dei
socialmente sostenibile), naturale, biologico, prodotti forestali, rappresentano buoni esempi di
carbonioneutro e senza emissioni di carbonio marchi aziendali sviluppati da organizzazioni private.
sono ancora ampiamente utilizzate senza che
lattributo abbia un significato ben definito. LISO, Il branding collettivo pu fondarsi su attributi legati
lorganizzazione internazionale per la normazione, a specifici territori, unopzione spesso utilizzata
ha ufficialmente raccomandato di evitare lutilizzo nella regione alpina. I marchi collettivi possono
di sostenibile e di termini simili nella definizione identificare specifiche province, valli o localit, come
degli standard al fine di ridurre eventuali il fortunato logo Sdtirol, oppure aree protette,
fraintendimenti. come i parchi nazionali. I luoghi dorigine alpini sono
impiegati nel branding per sottolineare lidentit dei

17
Sessione 1

Type Definition
A brand for a product typically more expensive than other products in
Premium brand
the category
Family brand One brand name is used for several related products
Collective or umbrella One brand name is used by many operators, normally under a licence
brand contract
Economy brand A brand targeted to a high price elasticity market segment
Corporate brand A companys name is used as a product brand name
Individual branding All of all a companys products are given different brand names
Fighting brand A brand created specifically to counter a competitive threat
The practice of using the brand equity associated with an existing
Brand leveraging brand name to introduce a new product or product line within the
same company
Are created when large retailers buy products in bulk from manufac-
Private (store) brands
turers and put their own brand name on them
Tabella 1 Diversi tipi di marchi e di tecniche di branding

prodotti agricoli, delle attrazioni turistiche, delle promossi da istituzioni pubbliche nella regione alpina
strutture ricreative e sportive e degli eventi speciali, risentono di un basso grado di riconoscibilit. Vi sono
per citare solo alcuni esempi. ampi margini di miglioramento per quanto riguarda
il coordinamento dei marchi alpini, soprattutto
Per consolidare il valore e la forza comunicativa dei quelli delle iniziative del settore pubblico. Esistono
marchi collettivi territoriali, si utilizzano gli standard numerosissimi esempi in cui lo stesso prodotto o
di qualit. Una seconda parte che garantisce che servizio coperto da marchi collettivi promossi da
un prodotto soddisfi determinati standard, come una regione, provincia, gruppo locale, comune ecc.
nel caso di alcuni parchi nazionali o associazioni di Talvolta sembra che i promotori di nuovi marchi
agriturismi, possono controllare standard associati non dispongano delle nozioni di base del marketing,
ai marchi. Nei casi pi avanzati, i controlli si fondano soprattutto quelle relative alla massa critica di
sulla verifica di terzi. La certificazione di terzi consumatori, alla massa critica di prodotti e agli
fornisce il livello di garanzia pi elevato perch investimenti in pubblicit.
unorganizzazione indipendente, autorizzata da
un organismo di accreditamento, certifica che un Il nuovo regolamento UE 1152/2012 sulla
prodotto soddisfa una serie di norme pubblicamente denominazione speciale dei prodotti alimentari di
disponibili. Gli standard qualitativi (e i loro loghi o montagna probabilmente agevoler un processo di
etichette) legati a determinati territori alpini sono semplificazione dei marchi collettivi di cui si sente
molto comuni per i prodotti alimentari, gli agritu- molto bisogno. Come avvenuto in molti altri
rismi, gli hotel e i B&B. settori economici, i marchi alpini si sono moltiplicati
a tal punto che il consumatore semplicemente
Da questa breve carrellata delle tecniche di bran- sopraffatto. Per garantire prodotti alpini sostenibili
ding utilizzate nella regione alpina risulta chiaro e di alta qualit, necessario estirpare i marchi
che lutilizzo dei marchi pervasivo, che gli attributi superflui, lasciando soltanto quelli riconosciuti ed
associati ai marchi spesso si sovrappongono, che la efficaci. Gli operatori pubblici dovrebbero aiutare
trasparenza e la qualit degli attributi pu variare questo processo fornendo informazioni corrette sui
notevolmente (da messaggi contraddittori a standard contenuti dei marchi e non inondare il mercato con
di alta qualit), e che i sistemi (eventualmente) marchi con un minore potenziale di riconoscibilit.
adottati per garantire la qualit dei prodotti
possono essere notevolmente diversi. Pertanto non
stupisce il fatto che il riconoscimento dei marchi di
prodotti legati alle Alpi sia estremamente variabile.
Sfortunatamente, a causa del gran numero di
iniziative di branding, anche i marchi collettivi

18
Brand Alpino la valorizzazione delle risorse alpine

Workshop 1-1

Valorizzazione del patrimonio naturale e culturale


per lo sviluppo locale

Engelbert Ruoss
Global Regions Initiative
Morcote, Svizzera

Contributi: come stimolo allo sviluppo regionale e locale. Altri


siti sono interessati da forme particolari di turismo
Risorse locali del patrimonio quali asset per lo mordi e fuggi che hanno un impatto notevole
sviluppo futuro sul patrimonio naturale e culturale. Il cosiddetto
Engelbert Ruoss, Global Regions turismo mordi e fuggi un tipo di turismo di
massa concentrato in periodi circoscritti dellanno
Il patrimonio della miniera di mercurio - ruolo che ha ripercussioni socioeconomiche e ambientali
chiave per il futuro dellarea montana in negative. Espressioni come dentro e fuori, una
Slovenia puntatina, un salto e toccata e fuga riflettono
Bojan Sever, Sindaco di Idrija chiaramente la natura del fenomeno.

Le incisioni rupestri della Valcamonica come Nel corso del workshop, la discussione stata
risorsa per lidentit regionale e la crescita incentrata sulle opportunit e i limiti della
economica valorizzazione delle risorse naturali e culturali.
Thomas W. Wyrwoll, Rock Art Research possibile avvalersi di strumenti come i fattori chiave
Center, Francoforte per il successo, le analisi della capacit portante e
le matrici del profilo di sostenibilit per migliorare
Matrice del profilo di sostenibilit: disamina la gestione del patrimonio e pianificare, valutare,
dei processi di sviluppo locale monitorare e dirigere un processo di crescita
Clemens Mader, Cattedra UNESCO di sostenibile.
istruzione superiore in Sviluppo Sostenibile,
Universit Leuphana, Lneburg Se lobiettivo promuovere uno sviluppo
sostenibile e realizzare con successo un progetto,
Dalla certificazione alla valorizzazione e allo fondamentale utilizzare strategie partecipative che
sviluppo vedano il coinvolgimento di istituzioni pubbliche,
cittadinanza e stakeholder. Prima di avviare un
Il patrimonio naturale e culturale considerato una processo di sviluppo, occorrono alcuni passaggi
delle principali risorse per il mercato in crescita del preliminari per la definizione di un approccio olistico
turismo sostenibile. Uno studio recente su alcuni e bilanciato, in grado di tutelare il patrimonio e
siti ha rivelato il grande potenziale di questa risorsa promuovere lo sviluppo socio-economico.

19
Sessione 1

Per individuare con chiarezza questi passaggi Lamministrazione locale di Hallstatt stima che il
necessari, occorre rispondere ad alcune domande paese, composto da una popolazione residente
cruciali: di 800 abitanti, accoglie oltre 800.000 visitatori
allanno. La nomina di Hallstatt a sito del Patrimonio
Quale contributo pu dare il patrimonio, come Mondiale UNESCO considerata pi un peso che
risorsa o capitale, allo sviluppo di un territorio? una benedizione per la cittadina. Preservare il valore
Quali sono le condizioni preliminari allimpiego di un luogo frequentato da una massa di turisti cos
delle risorse del patrimonio culturale e naturale ampia e passeggera pone alcune sfide importanti. Le
per finalit di sviluppo? restrizioni imposte dal suo riconoscimento come sito
Patrimonio dellUmanit causano ulteriori difficolt
Quali sono i fattori principali che determinano per i residenti, perch non sono accompagnate da un
il successo di una localit come destinazione adeguato sostegno finanziario. Hallstatt ha elaborato
culturale ed ecoturistica? di recente un piano di gestione (2014) che comprende
Come valutare e sfruttare lo sviluppo per una strategia condivisa e lindividuazione di fonti di
promuovere le conoscenze e sostenere la finanziamento per la conservazione del sito.
pianificazione, la gestione e la realizzazione di
processi trasformativi sostenibili? Allopposto, Aquileia un esempio di meta del
turismo mordi e fuggi che riuscita a gestire le
Le mete del turismo mordi e fuggi proprie risorse affinch non fosse superata la propria
capacit di carico turistico. I flussi di visitatori del
In genere, il turismo giornaliero genera poco valore parco archeologico sono controllati tramite il sistema
aggiunto a causa della brevit delle visite e contribuisce di biglietti dentrata a pagamento che contribuisce a
quindi limitatamente alla gestione e manutenzione proteggere il patrimonio culturale, creare nuovi posti
dei siti visitati. Le statistiche indicano che i turisti di lavoro e aumentare le entrate locali.
giornalieri spendono tra il 20% e il 30% del budget
speso dai turisti che pernottano in loco. Riducendo il Esempi di siti che sono riusciti a trasformarsi
turismo mordi e fuggi a favore del turismo stanziale si
andrebbero a creare maggiori opportunit dimpiego Bilbao (Spagna): la trasformazione radicale che ha
e di sviluppo economico della regione. Ci offrirebbe a interessato questa localit negli ultimi 25 anni dimostra
sua volta delle nuove possibilit di sostegno finanziario che possibile convertire una tipica citt industriale
per la manutenzione e il restauro del patrimonio in declino in un centro dattrazione culturale basato
culturale, per esempio tramite le tasse di soggiorno su uneconomia della conoscenza (Alfar e Ruoss
o un diffuso incremento delle entrate (Ruoss e Alfar 2014). La rivoluzione urbana di Bilbao il risultato di
2013). Sono stati individuati ed analizzati i seguenti un vasto numero di iniziative messe in atto con una
quattro esempi di localit con turismo mordi e fuggi: lucida visione a lungo termine. La costruzione del
Museo Guggenheim stato un progetto faro per la
Citt di cultura: Venezia
Citt-museo storica: Dubrovnik/Ragusa
(Croazia)
Paese storico: Hallstatt (Austria)
Sistema di parchi archeologici: Aquileia

Venezia, il centro storico di Dubrovnik (Croazia)


e Hallstatt (Austria) sono esempi di localit in cui il
patrimonio non stato adeguatamente valorizzato.
In queste localit la domanda turistica superiore
alla capacit portante (v. Fig. 1) e ha ricadute negative
sul valore del luogo. Venezia e Dubrovnik, due
mete di grande richiamo del Mediterraneo, devono
focalizzare meglio i loro obiettivi e limiti nel settore
turistico, creando un piano per lindividuazione di Figura 1. Capacit portante e attivit antropica. Fonte: CHERPLAN
soluzioni sostenibili di conservazione del patrimonio Regulatory Framework CTI (www.cherplan.eu). Quando lattivit
e di sviluppo. antropica eccede la capacit portante, il patrimonio e lequilibrio
socio-economico locale ne risentono.

20
Brand Alpino la valorizzazione delle risorse alpine

citt e ha avuto un ruolo fondamentale nel processo Valcamonica un sito con opportunit di sviluppo
di trasformazione. Tuttavia altri fattori come una sottoutilizzate
visione ampia e orientata al futuro, la pianificazione
dettagliata e una gestione trasparente dei processi Nellambito del progetto UE CHERPLAN e delliniziativa
di cambiamento sono stati essenziali nel garantire Global Regions sono stati analizzati diversi siti che
il successo del museo come catalizzatore della presentano opportunit di sviluppo non sfruttate
trasformazione. I partenariati pubblico-privato, i in prospettiva di una loro valorizzazione basata sul
processi partecipativi e un go-verno forte sono stati patrimonio culturale disponibile (Mader 2013). Tra
anchessi elementi importanti per il successo. questi figurano Berat (Albania), Cetinje (Montenegro),
Nafpaktos (Grecia), Bitola (Macedonia) e Idrija
Idrija (Slovenia) si gi trasformata notevolmente (Slovenia). La Valcamonica (Lombardia) possiede
rispetto al suo passato di citt mineraria ed anchessa le caratteristiche di un sito patrimonio
diventata un piccolo centro tecnologico che intende culturale con opportunit di sviluppo inutilizzate.
sviluppare la propria offerta culturale e di eco-turismo
(Nared, Boyle e Razpotnik Viskovic 2014). La scoperta Le incisioni rupestri del sito Patrimonio dellUmanit
del mercurio nel 1490 e lattivit di estrazione sono Valcamonica possono contribuire sostanzialmente
stati decisivi per lindustrializzazione di Idrija. Dopo allo sviluppo locale. In questo sito straordinario allaria
la Seconda Guerra Mondiale, lattivit mineraria aperta si possono ammirare allincirca 350.000 graffiti.
and mano a mano riducendosi e la miniera fu Successivamente al ritiro dei ghiacci dopo lultima
definitivamente chiusa nel 1990. Da allora, Idrija si glaciazione, la popolazione locale sfrutt in maniera
trasformata senza soluzione di continuit in uno originale le pareti perfettamente lisce della valle per
dei maggiori centri sloveni dellindustria elettronica effettuare delle incisioni nel corso delle successive
ed rinomata per le sue imprese high-tech globali. epoche preistoriche e storiche. Raffigurazioni di danze,
Nei prossimi decenni, Idrija dovr affrontare tre battute di caccia e combattimenti, figure di animali,
criticit con un elevato grado di rischio: uneconomia edifici e le prime mappe dellumanit visibili qui
monosettoriale, la mancanza di spazio e i problemi di illustrano con forza lo sviluppo culturale delluomo nel
accessibilit. corso di migliaia di anni e fanno assurgere questo sito
a uno dei principali siti di incisioni rupestri al mondo.
Nellintento di promuovere il patrimonio e i beni Il vasto patrimonio culturale della Valcamonica
industriali dellepoca mineraria, Idrija fu iscritta ulteriormente arricchito da alcuni monumenti storici
nellelenco del Patrimonio Mondiale UNESCO nel dellepoca romana, castelli medioevali e chiese,
2012. Lafflusso dei turisti attratti dal riconoscimento antiche miniere e cave, villaggi pittoreschi e ancora
di Idrija come sito Patrimonio dellUmanit consentir dalla bellezza dellambiente naturale circostante.
alle aree rurali circostanti di partecipare allo sviluppo
sociale ed economico. Linclusione nella lista UNESCO Nonostante la loro importanza archeologica, le
offre quindi alla citt unopportunit importante per incisioni rupestri della Valcamonica registrano un
diversificare la propria economia monosettoriale. calo nel numero di visitatori. Il Parco Nazionale delle
Nel 2013, Idrija ha aderito anche alle Reti europea e Incisioni Rupestri, il principale sito per le incisioni, ha
mondiale dei geoparchi; anche questo contribuir ad accolto allincirca 42.000 visitatori nel 2013, di cui
attirare pi turisti e a diversificare leconomia locale. solo un quarto entrato a pagamento. Con un tasso di
afflusso cos modesto, il turismo culturale non riesce
Idrija la conferma che la cultura una fonte di a fornire un apporto sostanziale alleconomia locale.
capi-tale territoriale spendibile per la promozione Sebbene lamministrazione regionale lombarda, gli
del turismo. I valori culturali costituiscono una enti regionali e alcune persone motivate abbiano
componente importante dello sviluppo regionale e compiuto degli sforzi per migliorare la situa-zione, nel
la loro tutela e promozione deve avvenire in stretto complesso evidente lassenza di un coordinamento
collegamento con la pianificazione e la crescita e di idee innovative.
dellintera area. Gli strumenti di governance e
gestione, i partenariati pubblico/privato e una Uno dei principali ostacoli alla promozione della
leadership decisa sono da considerarsi fattori chiave Valcamonica rappresentato dalla divisione della
per il successo. valle tra le due province di Bergamo e Brescia. In
Italia attualmente in corso una riforma delle unit
amministrative e un giorno i comuni della valle
potranno essere raggruppati in una singola provincia

21
Sessione 1

denominata Valcamonica o, in dialetto, Camunia. Promozione dei finanziamenti privati


Questa sar unottima occasione per coordinare (donazioni, sponsor, investimenti)
le attivit di promozione della valle e combinare la
governance con lidentit regionale. Il patrimonio di Le riforme dellassetto territoriale attualmente in
incisioni rupestri della valle dovrebbe svolgere un ruolo corso e le iniziative pi recenti di promozione dei
centrale nello sviluppo di una nuova identit regionale parchi archeologici camuni possono contribuire a
e pu servire anche come fonte dispirazione per i rendere queste magnifiche e speciali incisioni rupe-
simboli che rappresenteranno le nuove entit poli- stri un elemento formante dellidentit culturale
tiche e amministrative. Inoltre andrebbe costituito un e politica della valle, nonch una risorsa per il suo
Istituto camuno in grado di fornire un valido rife- futuro progresso economico.
rimento scientifico e amministrativo per lo studio,
la conservazione, la diffusione e la valorizzazione di Analisi dei processi di sviluppo locali: Fattori chiave
questo speciale patrimonio culturale della regione. di successo per le destinazioni culturali

Grazie alla sua ubicazione geografica e alla ricchezza Nella relazione sul turismo sostenibile basato sul
di storia, la Valcamonica un punto di richiamo pa-trimonio naturale e culturale, finanziata dalla
spontaneo per tutte le popolazioni dellarea alpina. In Commissione europea, sono elencati 10 fattori
realt lidentit naturale e culturale della Valcamonica strategici per il turismo sostenibile (CE 2002: capitolo
potrebbe essere commercializzata anche in mercati 3, p. 11):
pi lontani; si potrebbe puntare per esempio al 1. Significativit
turismo in crescita nei mercati dei paesi arabi e in
Asia orientale. 2. Distintivit
3. Aggregazione in cluster
Questo sito Patrimonio dellUmanit potr fornire un
contributo senzaltro superiore allo sviluppo locale se 4. Creazione di un brand e networking
saranno realizzati i seguenti obiettivi: 5. Accesso
Sviluppo di una strategia integrata per lintera 6. Stagionalit
valle che riguardi tutti i settori delleconomia
7. Partenariati
Creazione di partenariati pubblico-privato a
tutti i livelli 8. Pianificazione strategica
Introduzione e promozione di un marchio 9. Accessibilit
comune e di una politica di identificazione 10. Sostenibilit
(corporate identity)

Figura. 2: Matrice del profilo di sostenibilit visualizzazione dellSPM come diagramma a ragnatela. Le categorie visualizzate sin-
tetizzano i tre indicatori. Gli indicatori sono definiti dagli stakeholder regionali nel corso di un processo di consultazione condiviso.

22
Brand Alpino la valorizzazione delle risorse alpine

In aggiunta a questi fattori, deve avere luogo Conclusioni


in parallelo lo sviluppo degli operatori turistici,
dellinfrastruttura, di prodotti e servizi. I turisti di oggi Gli esempi illustrati sopra dimostrano che alcuni
cercano una commistione di cultura, divertimento fattori essenziali di pianificazione di un sito agevolano
e svago; lo sviluppo dellinfrastruttura turistica e uno sviluppo sostenibile basato sul patrimonio
delle offerte sono quindi strettamente collegati. naturale e culturale:
Lo sviluppo di nuove infrastrutture e servizi deve Chiarezza nellorientamento e nella leadership
andare di pari passo con la valorizzazione dei siti
del patrimonio. La strategia di promozione deve Potere dattrazione
stabilire anche dei requisiti per i seguenti ambiti: Pianificazione realistica
ricettivit, disponibilit di energia, qualit dellacqua
e dellaria, sicurezza, presenza di una rete fognaria e Sviluppo misurabile
di un sistema di gestione dei rifiuti, sistemi moderni Strategia approvata con visione condivisa
di telecomunicazione, strumenti di prenotazione
semplici e trasporti pubblici. Equa distribuzione dei benefici
Facilitazione dellapprendimento e della riflessione
La matrice del profilo di sostenibilit (Sustainability
Profile Matrix - SPM) Promozione efficace
Pensare globalmente, agire localmente
Noi tutti viviamo e lavoriamo in ambienti
contraddistinti da un capitale locale distintivo di tipo
culturale, naturale ed economico che sono influenzati Giungere a una soluzione che soddisfi tutti con cui
anche da tendenze e opportunit globali (Mader si riesce a conservare il patrimonio, avere ricadute
2013). La matrice del profilo di sostenibilit (SPM) positive sulla comunit locale e fornire unesperienza
messa a punto dallUniversit Leuphana di Lneburg turistica di qualit il risultato auspicato delle
(Germania) un nuovo strumento di valutazione delle strategie locali di sviluppo basate sulle risorse naturali
iniziative regionali o istituzionali in base ai loro contesti e culturali.
specifici (Mader e Leitenberger 2014). Sebbene la
sostenibilit sia un concetto normativo, resta difficile
valutarla in ragione della specificit dei contesti e della
complessit di interazioni. Per esempio, gli abitanti Riferimenti
di regioni minerarie o distretti dellindustria pesante
(p.es. Eisenerz, Austria) possono avere una conce- ALFAR, L., RUOSS, E. 2014: Kulturni objekti kot gonilo oivitve mesta: primer mesta
zione del capitale naturale nettamente diversa da Bilbao / Cultural Structures as Driver of Urban Renewal: the Town of Bilbao. In: Nared,
quella di chi abita in zone che offrono principalmente J., Razpotnik Viskovi, N.: Izbrani primeri upravljanja obmoij s kulturno dediino
siti ricreativi, termali e servizi. LSPM pu essere (CAPACities 3: 139 - 146). ZRC Publishing, Ljubljana.
utilizzata in processi di auto-analisi per ottenere una CE 2002: Sustainable Tourism based on natural and cultural heritage. Relazione della
visione dinsieme delle problematiche relative alla Commissione europea, capitolo 3.
sostenibilit, oppure nellambito di consultazioni NARED, J., BOYLE, D & RAZPOTNIK VISKOVIC, N. 2014: Tradition and development:
con gli stakeholder per ottenere una valutazione the case of Idrija, Slovenia. Regions Magazin 2014/1: Cultural Heritage as Driver of
informata dello stato attuale e futuro (Fig. 2). Regional Development. Pagg. 17 20.
RUOSS E., ALFAR L. 2013: Challenging Hit and Run Tourism in Cultural Heritage Sites.
Analizzando gli indicatori e cercando di capire cosa Atti della Conferenza internazionale sulla gestione sostenibile del patrimonio culturale
significano per una regione specifica, gli stakeholder Societies, Institutions and Networks organizzata dallUniversit Roma Tre, diparti-
si scambiano le opinioni sulla situazione attuale e mento di Studi Aziendali, ottobre 2013.
condividono le loro aspettative per il futuro. Nel RUOSS E., ALFAR L. et al. 2013: Sustainable Tourism as Driving Force for Cultural
processo, alcuni aspetti che non erano stati considerati Heritage Sites Development. Planning, Managing and Monitoring Cultural Heritage
in dettaglio acquisiscono maggiore rilievo e il sistema Sites in South East Europe. Relazione CHERPLAN, 169 p.
considerato nella sua interezza. Gli stakeholder MADER C., LEITENBERGER A-T., (2014) Die Nachhaltigkeitsprofilmatrix Die Werte
imparano a sfruttare il potenziale della regione in des Eigenen Unternehmens steuern und kommunizieren. Lebensart Verlags GmbH,
modo da promuovere le strategie di so-stenibilit e di BusinessArt, 4: 22 - 23.
agevolare uno sviluppo sostenibile. MADER, C. (2013) Sustainability process assessment on transformative potentials:
The Graz Model for Integrative Development. In: Journal of Cleaner Production,
Elsevier, 49: 54 - 63.

23
Sessione 1

Workshop 1-2

Come migliorare lutilizzo e la tutela del


geopatrimonio alpino?

Graldine Regolini, Bureau Relief, Aigle, Svizzera


Emmanuel Reynard, University of Lausanne, Svizzera
Paola Coratza, Universit di Modena, Italia

Introduzione legami tra geodiversit e biodiversit. Tuttavia questi


sforzi sono stati coordinati solo sporadicamente con
A partire dallultimo scorcio del secolo scorso si gli esperti del settore turistico, della formazione o
assistito a un rinnovato interesse per il geopatrimonio, della tutela della natura.
ovvero per le strutture geologiche e le formazioni
geomorfologiche. Come nel resto dEuropa, anche Obiettivi del workshop
nellarco alpino si sono moltiplicate le iniziative di
valutazione e conservazione dei geositi (siti di inte- Il workshop stato ideato con lintento di riunire tutti
resse geologico); tra queste figurano la compilazione gli stakeholder e le istituzioni che sono inte-ressati
di inventari nazionali e liscrizione di siti geologici o che si occupano di geopatrimonio (geoscienziati,
nella lista del Patrimonio Mondiale dellUNESCO (ad decisori politici, pianificatori territoriali, promotori)
es. lAletsch/Jungfrau, larena tettonica di Sardona al fine di discutere e sondare potenziali sinergie
e Monte San Giorgio in Svizzera; le Dolomiti, la Val in grado di garantire un utilizzo ottimale di questa
dAosta e il Piemonte in Italia). Il geopatrimonio risorsa.
alpino valorizzato tramite numerosi progetti
come la Via GeoAlpina (www.viageoalpina.eu) e I temi di discussione proposti sono stati i seguenti:
altre proposte di geoturismo. I Geoparchi (www. come tenere conto del geopatrimonio nelle
europeangeoparks.org; ad es. Haute-Provence, aree protette e collegarlo alle risorse del
Lubron, Bauges e Chablais in Francia, Glarnerland biopatrimonio;
in Svizzera, Beigua, Alpi Apuane e Adamello-
Brenta in Italia, il Giura Svevo in Germania, il parco le possibilit per incentivare o avviare
stiriano Eisenwurzen e le Alpi carinziane in Austria, ricerche interdisciplinari volte a migliorare
le Caravanche e Idria in Slovenia) illustrano bene qualitativamente la promozione del
come questa risorsa possa essere utilizzata al fine di geopatrimionio (educazione ambientale e
promuovere lo sviluppo sostenibile di un territorio. geoturismo).
Gli scienziati della Terra hanno condotto numerosi
studi volti a migliorare i metodi di valutazione e Formato e programma del workshop
rilevazione del geopatrimonio, sviluppare progetti
per la promozio-ne del turismo e leducazione Il workshop stato articolato in tre parti: due
ambientale, nonch migliorare la conoscenza dei presentazioni introduttive (2 x 20), una discussione

24
Brand Alpino la valorizzazione delle risorse alpine

di gruppo (30) e le osservazioni conclusive (20). Gli prioritarie di tutela. Il secondo di tipo partecipativo
organizzatori hanno invitato due relatori a introdurre e basato sulle conoscenze degli esperti dellarea.
largomento del workshop. Nessuna delle metodologie presentate tiene conto
delle caratteristiche geologiche e geomorfologiche.
La prima presentazione introduttiva stata ad Guido Trivellini ha illustrato anche alcuni esempi
opera della dott.ssa Paola Coratza, Presidente del di come il geopatrimonio possa influire sulla
Gruppo di lavoro sui geomorfositi della International biodiversit e questo aspetto stato approfondito
Association of Geomorphologists e ricercatrice di successivamente in uno dei gruppi di discussione.
geomorfologia allUniversit di Modena e Reggio
Emilia. Nella sua esposizione, la dott.ssa Coratza ha Per la discussione, i partecipanti sono stati suddivisi
analizzato i principali successi e i punti deboli della in tre gruppi ed stato consegnato loro un foglio
ricerca sul geopatrimonio, definendo il concetto contenente qualche spunto di discussione (v.
di geo-patrimonio e illustrando le principali sotto). I partecipanti sono stati incoraggiati a
caratteristiche dei geomorfositi prima di affrontare prendere posizione su quanto scritto, scambiare le
le questioni metodologiche della valutazione e proprie esperienze e individuare nuove modalit di
i diversi ambiti di applicazione (conservazione, collaborazione interdisciplinare e transnazionale.
promozione). La relatrice ha anche spiegato come
il geopatrimonio possa costituire una base per le I partecipanti hanno presentato i risultati delle
attivit turistiche (di geoturismo, per esempio) o per discussioni in occasione delle osservazioni
lo sviluppo regionale (tramite i geoparchi). Grazie a conclusive.
questa presentazione introduttiva, i partecipanti
poco addentro nella tematica hanno avuto la Risultati principali delle discussioni di gruppo
possibilit di comprendere gli aspetti centrali degli
studi sul geopatrimonio e le potenzialit di utilizzo Spunto di discussione 1: La geodiversit altrettanto
di questa risorsa. importante della biodiversit? La geodiversit un
mero supporto alla biodiversit o un presupposto
Guido Trivellini, coinvolto nel Programma Alpi necessario?
europeo (European Alpine Programme EALP)
e nel World Wide Fund for Nature (WWF), ha I partecipanti hanno convenuto che un legame stretto
fatto la se-conda presentazione introduttiva. Egli unisce la biodiversit alla geodiversit: I geositi sono
ha presentato i due metodi di valutazione della anche biositi, I geositi dinamici sono importanti
biodiversit messi a punto dallEALP. Il primo per la biodiversit. Hanno inoltre individuato alcuni
basato su un modello algoritmico e consiste nella temi comuni in materia di protezione: Il legame
sovrapposizione stratificata di diverse informazioni stretto che unisce la biodiversit alla geodiversit
(ad es. copertura vegetale, altitudine, distribuzione dovrebbe essere utilizzato ai fini di una gestione
di alcune specie) allo scopo di individuare le aree migliore della risorsa. Nel contempo i partecipanti
hanno sottolineato per che la biodiversit e la
geodiversit si sviluppano secondo scale temporali
completamente diverse. Mentre i biositi sono
considerati in genere dinamici e vulnerabili secondo
una scala temporale umana, i geositi sono considerati
di norma pi stabili e resilienti. Di conseguenza,
anche le strategie di protezione dovrebbero essere
diverse. I partecipanti hanno inoltre sottolineato
che la valorizzazione dei geositi potrebbe avere
ripercussioni negative sulla biodiversit e che
sarebbe necessaria una pianificazione attenta delle
attivit di promozione. La nozione di paesaggio
stata affrontata come elemento chiave nella gestione
della biodiversit e della geodiversit: Tramite la
tutela del paesaggio, salvaguardiamo la componente
biologica e geologica. Alcuni geositi, soprattutto
quelli pi attivi, sono anche particolarmente
Figura 1. Paola Coratza e Guido Trivellini, i due relatori che hanno introdotto sensibili ai cambiamenti climatici e potrebbero
il workshop.

25
Sessione 1

essere utilizzati come luoghi rappresentativi per


evidenziare i cambiamenti dellambiente alpino.

Spunto di discussione 2: Il patrimonio nasce da


una crisi (socialmente riconosciuta): il timore della
perdita. Alcune caratteristiche geologiche sono a
rischio? Il geopatrimonio riconosciuto dalla societ
o rimane di pertinenza dei circoli specialistici?

I partecipanti hanno contestato laffermazione


secondo cui un patrimonio viene istituito solo in
seguito a uno stato di crisi e hanno fornito esempi di
costituzione di un patrimonio (patrimonializzazione)
per motivi di ordine economico o politico. In ogni
caso i partecipanti hanno convenuto che alcune
caratteristiche geologiche possono essere esposte a Figura 2. Partecipanti nei gruppi di discussione.
minacce antropogeniche o naturali, come la pioggia
acida o la costruzione di infrastrutture (esempi forniti che offrono nuovi posti di lavoro e opportunit
dai partecipanti). Non sono stati espressi pareri in grazie, ad esempio, al turismo o alla vendita di
merito alla necessit di una maggiore salvaguardia prodotti locali. Di conseguenza si pu concludere
del geopatrimionio. che lo sfruttamento della risorsa geopatrimonio
nelle aree protette possa andare a vantaggio della
Per quanto concerne la consapevolezza popolazione locale. Laspetto attinente ai potenziali
dellesistenza di un geopatrimonio, i partecipanti impatti negativi sullecosistema non stato oggetto
sono stati praticamente tutti concordi nellaffermare di disanima.
che il geopatrimonio noto quasi esclusivamente
agli specialisti. I partecipanti pi giovani hanno Discussione dei risultati e partecipazione
affermato che le persone pi anziane comprendono
meglio limportanza di alcuni siti e potrebbero I moderatori hanno osservato con piacere che la
considerarli siti del patrimonio. partecipazione al workshop stata molto varia
quanto a fasce det rappresentate, qualifiche
Uno scienziato politico ha proposto di considerare professionali e paesi di origine. Purtroppo si
il geopatrimonio come una risorsa naturale sentita la mancanza di una maggiore partecipazione
comune e di studiare gli aspetti attinenti alla sua di specialisti provenienti dallambito alpino (quali
regolamentazione, ovvero chi sono i proprietari, avrebbero potuto essere ONG, esperti di tutela
i produttori, i distributori e gli utilizzatori del ambientale, esperti del turismo alpino).
geopatrimonio e come questo gestito.
Le opinioni espresse dagli studenti dellistituto
Spunto di discussione 3: La promozione del scolastico locale sono state accolte con interesse,
geopatrimonio ha un impatto negativo sugli perch rispecchiano in parte il punto di vista della
ecosistemi pi sensibili e dovrebbe essere prossima generazione. Tuttavia non chiaro se
quindi esclusa nelle aree protette. oppure: la loro presenza sia stata fortuita o se denoti un
Una promozione del geopatrimonio pianificata crescente interesse verso il geopatrimonio. Dalla
adeguatamente e in una prospettiva sostenibile discussione emerso che per questo gruppo il
contribuisce alla conservazione delle aree naturali. geopatrimonio rimane ancora un concetto alquanto
astratto e di pertinenza esclusiva degli specialisti
Il terzo gruppo, composto da studenti di un istituto o degli adulti, nondimeno stato indirettamente
tecnico locale con una conoscenza solo scolastica riconosciuto come elemento di valore per lo
dellinglese ha avuto difficolt a comprendere il sviluppo regionale. La ricerca e la promozione del
significato dello spunto di discussione, sicch la geopatrimonio non dovrebbero quindi trascurare
discussione si concentrata su cosa permesso questo gruppo-target specifico. Per quanto ci
e cosa proibito nelle aree protette. Oltre alle dato di intendere, unistruzione formale sul
restrizioni che impongono (p.es. divieto di caccia geopatrimonio viene impartita principalmente a
o di costruzione), i parchi sono considerati territori livello universitario. Potrebbe essere utile proporre

26
Brand Alpino la valorizzazione delle risorse alpine

delle unit didattiche per i livelli scolastici inferiori parziali a entrambi i quesiti. Avremmo auspicato una
(scuola secondaria, media o addirittura elementare) partecipazione pi allargata che ci avrebbe consentito
per promuovere la conoscenza di questo tipo di di valutare meglio linteresse verso le risorse del
patrimonio. Nellambito della promozione del geopatrimonio alpino, soprattutto da parte degli
geopatrimonio, occorre tenere in considerazione operatori turistici. Questa assenza potrebbe essere
anche questo gruppo-target e offrire prodotti adatti indice di un disinteresse verso il geopatrimonio al
ai bisogni e agli interessi dei giovani utenti. La di fuori della sfera scientifica, ma potrebbe essere
conservazione del geopatrimonio, come di qualsiasi ascrivibile anche al grande numero di workshop che
altro tipo di patrimonio, dipender probabilmente si sono svolti in concomitanza. Nondimeno lidea di
dal suo riconoscimento da parte della societ. un modello di conservazione basato sul paesaggio,
cos come emerso dalla discussione, merita
La presenza di persone provenienti da diversi senzaltro di essere approfondita ulteriormente. Il
ambiti professionali ha conferito un aspetto di workshop stata anche unoccasione di networking
interdisciplinariet alla discussione sul legame tra tra esperti interdisciplinari e transdisciplinari.
geodiversit e biodiversit e i diversi metodi di ricerca Sebbene sia mancato il tempo per proporre piani
(v. sopra). La nostra impressione che il geopatrimonio concreti di collaborazione, il workshop ha consentito
sia raramente preso in considerazione al di fuori dei di individuare alcune persone che potrebbero
circoli delle geoscienze stata confermata durante essere interessate a una collaborazione nellattivit
il workshop e nella fase preparatoria. Da una parte, di ricerca.
stato difficile anche solo trovare dei relatori
per le presentazioni iniziali che fossero disposti a Siamo giunti alla conclusione che i diversi
esaminare le condizioni quadro specifiche entro cui stakeholder non conoscono ancora a sufficienza le
il geopatrimonio alpino potrebbe essere utilizzato risorse del geopatrimonio alpino e che per questo
come risorsa economica (per lo sviluppo regionale) il loro potenziale non stato ancora quasi mai
o come tale patrimonio possa essere integrato nelle sfruttato. Divulgare il concetto del geopatrimonio
strategie di conservazione ambientale. Le persone e promuovere lutilizzo e la protezione di questa
del settore del turismo e della tutela che erano state risorsa alpina rimane ancora una sfida. Il Gruppo di
invitate a intervenire al workshop avevano dichiarato lavoro sui geomorfositi continuer ad ampliare la
di non sentirsi sufficientemente qualificate per un propria rete di contatti verso un numero crescente
tale intervento e ci avevano suggerito di contattare di stakeholder al fine di creare le premesse per
qualche esperto delle discipline scientifiche. future collaborazioni.
Dallaltra parte, durante le discussione sono stati
menzionati solo pochi progetti concreti o metodi
attinenti al geopatrimonio. Questa stata dunque
una buona occasione per discutere le possibilit di
integrare il geopatrimonio nelle aree protette che
era uno degli obiettivi del workshop. Un modello
orientato al paesaggio sembra una soluzione
promettente, in grado di suscitare linteresse e
ottenere la collaborazione di diversi stakeholder. Il
paesaggio abbraccia infatti diversi livelli, dai fattori
biotici a quelli abiotici e antropici, e permette di
adottare un approccio olistico alla conservazione.

Conclusione e prospettive

Il Forum Alpinum ha offerto uneccellente


opportunit al gruppo di lavoro sui geomorfositi per
discutere lutilizzo delle risorse del geopatrimonio
alpino con vari stakeholder. Ci ci ha permesso di
comprendere meglio come questo tema sia percepito
al di fuori delle geoscienze e come il geopatrimonio
possa essere integrato nella gestione delle aree
protette. Il workshop ci ha fornito alcune risposte

27
Sessione 1

Workshop 1-3

Marchio alpino e marchio montano:


ricerca preliminare e buone pratiche nei prodotti
alimentari e non alimentari di montagna

Elena Di Bella
Euromontana
Torino, Italia

Contributi: per garantire qualit e tracciabilit alla filiera


agro-alimentare montana. Una possibile strada
The European mountain branding scheme: A percorribile rappresentata dai marchi territoriali,
short framework and the Euromontana survey ovvero riferiti ad aree specifiche o con riconosciute
Elena Di Bella, Euromontana, Turin peculiarit (aree protette, catene montuose). Tra gli
interventi, in particolare, stato illustrato lesempio
The Alpine pasture: A Slovenian good practice del marchio territoriale Trentino, creato nel 1989
in Alpine branding come elemento distintivo per la comunicazione
Andreja Borec, University of Slovenia in ambito turistico e poi ampliato fino ad essere
associato ad una gamma produttiva molto vasta.
Economic and cultural revival of Italys Rispettando alcuni prerequisiti un prodotto agro-
marginal areas: Empirical assessment of alimentare trentino pu dotarsi del marchio e
strategies for sustainable local development veicolare, cos, alcuni valori, oltre che garantire una
Marco Brusati, Universit Carlo Cattaneo- certa tracciabilit. Anche il marchio Planika stato
LIUC, Castellanza descritto analizzandone levoluzione e i successi
ottenuti: si tratta di un brand applicato ai prodotti
Branding quality: Italian mountain labels and caseari del nord-ovest della Slovenia (Alpi). Circa una
brands and their replication potential ventina di prodotti diversi sono fabbricati partendo
Andrea Petrella, Universit degli Studi di Trento dal latte conferito dagli allevatori locali e, nonostante
il prezzo leggermente pi elevato rispetto ai prodotti
Durante il workshop sono emerse alcune tematiche convenzionali, Planika ha incrementato le vendite,
e alcuni nodi problematici utili per una trattazione a dimostrazione del fatto che i consumatori premiano
pi completa ed approfondita dellargomento. le filiere agro-alimentari corte e in grado di garantire
Le pratiche di branding riscontrabili in tutto una certa aderenza a disciplinari di qualit sia per
larco alpino sono accomunate da determinate quanto riguarda le materie prime sia per quanto
caratteristiche che gli interventi del workshop hanno riguarda le modalit di produzione.
cercato di tratteggiare.
Un altro efficace strumento per associare un
In primo luogo occorre riflettere su quali siano, prodotto alpino al suo territorio la costruzione,
in termini di marchi, gli strumenti pi efficaci partecipata e sinergica, di un place-brand in

28
Brand Alpino la valorizzazione delle risorse alpine

grado di evocare nel consumatore (ma anche nel prodotti montani. Con il regolamento 1151/2012
residente, o nel potenziale turista o investitore) del Parlamento europeo e del Consiglio stato
i valori che contraddistinguono il luogo di istituito il marchio opzionale di qualit mountain
produzione, di lavorazione o di villeggiatura. Si tratta product che garantisce la provenienza montana
di un processo che deve essere condiviso in ogni di prodotti della filiera agro-alimentare, secondo
sua fase dalla popolazione locale, dalle istituzioni certi requisiti. Grazie allazione di Euromontana e
e dai soggetti economici attivi sul territorio. Un di alcune organizzazioni agricole questo brand
contesto montano pu perci essere oggetto di entrato in vigore nel 2013, pur con alcune criticit e
una efficace valorizzazione differenziandosi rispetto nodi irrisolti, come ad esempio la possibilit, per cibi
ad altri luoghi sulla base della propria salubrit ma lavorati fino a 30 km di distanza da unarea montana,
non solo: la riduzione della vulnerabilit umana di avere il marchio mountain product.
associata ai valori che gli attori locali attribuiscono al
proprio contesto sono aspetti che, congiuntamente, Tra le lacune di questo e di altri sistemi di
contribuiscono a marchiare positivamente un labelling il workshop ha ricordato lassenza (o il
luogo, che sia una vallata, una regione o un singolo grande ritardo) di tipologie di marchio in grado di
paese. Il brand, quindi, assume unimportanza tanto identificare prodotti montani di qualit ma non
esterna quanto interna, essendo un marchio di legati allambito eno-gastronomico o agricolo. La
qualit dietro a cui si trovano elementi distintivi di nuova sfida dei marchi territoriali potrebbe perci
un determinato contesto. Gli attori locali, in questo essere quella di premiare, dopo unattenta verifica,
caso, hanno fornito un consistente apporto alla processi di produzione aderenti alla tradizione
costruzione di unimmagine positiva e attraente o in grado di garantire alcuni modus operandi
del luogo stesso. Durante il workshop stato a specifici e territorialmente delimitati. Un marchio
tal riguardo citato il caso di Marzio, piccolo paese cos caratterizzato sarebbe quindi uno strumento
montano in provincia di Varese, che ha puntato su capace di veicolare e testimoniare non solo la
questi elementi per individuare un proprio percorso tracciabilit di un prodotto o di un servizio e la sua
di sviluppo e rinascita. origine locale, ma anche il valore aggiunto derivante
dallessere selezionato, disegnato, creato ed erogato
In termini istituzionali, invece, lUnione europea da un attore del territorio. Molti contesti montani
ad aver introdotto un marchio di qualit per i e alpini in particolare, infatti, hanno sviluppato nel

29
Sessione 1

limmagine del territorio che il marchio evoca? Si


tratta di unimmagine che pu essere preesistente
al marchio o che il marchio promuove e consolida.
Sarebbe perci una buona pratica tesare i brand per
cercare di comprendere quali valori il consumatore
associa al marchio (secondo il modello look & feel).

In conclusione, possiamo sostenere che la buona


riuscita di un marchio territoriale dipende da
fattori concomitanti che importante si verifichino
in maniera congiunta. Il livello istituzionale,
innanzitutto, deve prevedere, come nel caso del
marchio Trentino, un preciso coordinamento
normativo e gestionale delliniziativa, delegando per
a enti terzi ed indipendenti le procedure di controllo
e di verifica dei requisiti di qualit e di adesione al
protocollo. Anche a livello sociale fondamentale
corso dei secoli un determinato modus operandi che ci sia una certa consapevolezza del valore del
nel settore manifatturiero-industriale ed in quello marchio: un brand non condiviso e non sentito
agro-alimentare. Ci il frutto di sedimentazioni come espressione del territorio incontrerebbe
di competenze trasmesse di generazione in ostacoli, non sarebbe promosso con convinzione e,
generazione, migliorate e affinate e giunte fino alla lunga, sarebbe controproducente. Il ruolo della
ad oggi. Differenziare sul mercato un prodotto di comunit locale, inoltre, quello di contribuire al
questo tipo avrebbe un sicuro vantaggio in termini recupero delle pratiche tradizionali grazie a saperi
economici e di scelta del consumatore, tuttavia e competenze sedimentatesi negli anni. Infine, il
occorrerebbe definire preventivamente cosa livello economico-produttivo, ovvero le aziende
tradizionale e cosa no e a quale tradizione fare agricole, il settore agro-alimentare, la ristorazione,
riferimento. Il passaggio che andrebbe elaborato lartigianato, il turismo e anche lindustria devono
di legare il prodotto o il servizio finito al territorio interpretare il marchio come unopportunit per
non esclusivamente in termini di chilometro zero crescere sia individualmente sia come luogo-sistema
o di provenienza strettamente locale (aspetti che, in grado di cooperare e promuovere unitamente il
per determinati prodotti, non sarebbe possibile territorio nel quale si opera e dal quale si traggono
garantire) bens in termini di selezione, disegno, risorse.
lavorazione, manodopera e competenze.

Un altro argomento che stato affrontato durante


il workshop limportanza dei valori associati al
prodotto e alle emozioni e sensazioni che esso
suscita. Associare il proprio contesto geografico,
magari poco conosciuto al grande pubblico e con
ridotte capacit attrattive, ad un marchio locale
unopzione vincente e in qualche caso obbligata
data la necessit di promuovere il proprio territorio
legandolo ad un brand di sicuro richiamo. Negli
ultimi anni, inoltre, anche il settore artigianale ed
industriale ha intuito le potenzialit del marchio
territoriale come strumento per accrescere la
propria competitivit sui mercati extra locali.

Generalmente, grazie allutilizzo del marchio i


soggetti possono veicolare limmagine del loro
territorio di provenienza e beneficiarne in termini
di vendite e di posizionamento sui mercati extra-
locali (nazionali e internazionali). Ma quale

30
Brand Alpino la valorizzazione delle risorse alpine

Workshop 1-4

La cultura e il paesaggio della montagna come


fattori di sviluppo economico e di qualit della vita

Claudio Gasparotti
Centro Camuno di Studi Preistorici
Capo di Ponte, Italia

Emergenza paesaggio fra rinselvaticamento e Il paesaggio della montagna: come conservarne il


consumo del territorio valore strategico per lo sviluppo
Annibale Salsa Luigi Zanzi

Il paesaggio una costruzione sociale e culturale. Una delle risorse di grande rilievo della montagna
Quindi ogni paesaggio rappresenta la cultura e la certamente il paesaggio: tuttavia, a mio parere,
societ che lo ha modellato e vissuto. Il paesaggio ricorre comunemente un fraintendimento grave su
delle Alpi, pur con alcune differenze territoriali ha che cosa debba intendersi col termine paesaggio.
molti elementi di somiglianza dovute a popoli che Per lo pi si ritiene che il paesaggio abbia una valenza
hanno vissuto fasi economiche e sociali molto esclusivamente culturale (pi in particolare estetica).
simili tra di loro. Sbagliato sarebbe paragonare Io, per parte mia, ritengo invece che il concetto di
il paesaggio alpino con altri paesaggi. Quando paesaggio abbia una radice culturale che prescinde
parliamo di wildness ci riferiamo ad un paesaggio dalla capacit di sguardo o di configurazione propria
ben definito che quello americano che un delluomo. Ritengo fondamentale una concezione
paesaggio esclusivamente naturale senza cultura oggettiva e non soggettiva del paesaggio. Intendo,
a differenza di quello alpino che ha una storia con ci, considerare in un luogo lemergenza in esso
importante. Mantenere lidentit di un popolo di una forma che metta in tensione e in legame tra
una forma di tutela attiva anche per il paesaggio. loro molteplici fattori vitali che intervengono e si
La vera sfida per combattere sia linselvatichimento, intrecciano nella vita di tale luogo.
che negli ultimi 10 anni aumentato del 20%,
che leccesso di consumo del territorio saper Nella storia del luogo (ogni luogo di natura va inteso
governare il territorio. La presenza nelle vallate e come un esito di sviluppo fattuale di varie vicende
nei territori alpini in genere di citt di montagna morfologiche, e non gi come un assetto immutabile
ovvero di nuclei abitati forti ed aggregatori, ovvero di terreno) viene man mano ad emergere, con
ancora, di capoluoghi di valle , in base ad evidenti variet da luogo a luogo, un nesso di eco-storia che
osservazioni, un fattore positivo per la vita della concorre a definire la morfologia del luogo stesso.
vallata stessa e in genere del territorio di riferimento. Com venuto emergendo sempre di pi nella teoria
della cd. landscape ecology, vi sono tratti costitutivi
di legame formale di un luogo che ne definiscono
in chiave ecologica non solo lampiezza, ma anche

31
Sessione 1

le modalit di sviluppo con riguardo primariamente I paesaggi della guerra in Lombardia: le strade
alle differenti forme di vita (principalmente, ma non storiche della Grande Guerra, la loro storia e la
solo, animale e vegetale) che simpongono come necessit di tutela
dominanti nel luogo stesso. Di tali eco-paesaggi John Ceruti
la montagna ricchissima: di qui proviene la risorsa
di bio-diversit propria della montagna. Per ragioni Il relatore illustra alcuni esempi di recupero e
connesse con la sua costituzione geo-morfologica, valorizzazione dei molti reperti presenti lungo
la montagna costituisce cos uno scrigno di differenti larco alpino della guerra del 15-18. Tra questi
paesaggi che, nel loro isolamento progressivo dal vengono citati le trincee del Montozzo e i cannoni
mondo della pianura (man mano che ci sinnalza di Skoda. La presenza sullarco alpino di questi segni
altitudine) riescono a mantenersi intatti. Tale risorsa imponente: duecento chilometri di trincee. E poi
paesaggistica fondamentale per lo sviluppo della forti e postazioni di artiglieria disseminati sullarco
montagna intesa come sede di valori ambientali alpino lombardo, da Colico allAdamello. Sono i teatri
di grande rilievo. Il paesaggio cos inteso in chiave di battaglia dove si scritta la storia. Quella della
eco-storica, ovviamente non sempre coincide Grande Guerra, un patrimonio diffuso: mulattiere,
con il paesaggio inteso come valore culturale camminamenti, passerelle, ponti e siti bellici, spesso
(principalmente estetico) proprio delluomo. In recuperati e visitabili grazie allimpegno di volontari.
questa sua valenza soggettiva, relativa allintervento Viabilit e architettura militare che si snodano lungo
delluomo nella variet delle sue modalit, il i 170 chilometri di quello che fu il fronte in alta
paesaggio della montagna pu costituire senzaltro quota (oltre i 2 mila metri daltezza), dal Passo dello
una risorsa ma comporta anche gravi ambiguit Stelvio al lago di Garda, una linea di fuoco lungo la
nella misura in cui tale valenza viene strutturata a quale si scontrarono soldati italiani e austriaci dal
fini di godimento. Il rischio che la struttura della 1915 al 1918. Ceruti chiede che vadano recuperati
fruizione del paesaggio cos inteso venga a prevalere solo luoghi bellici che siano raggiungibili e visitabili.
sullintegrit del paesaggio stesso. certamente, Concentrarsi sulla salvaguardia delle eccellenze: non
questa, una delle radici dei pi gravi guai che il ha senso ricostruire una piccola trincea se poi non si
valore paesaggistico ha provocato in alcuni luoghi di riesce a farne la manutenzione. Questa una grande
montagna. Lo sfruttamento della montagna da parte risorsa per il futuro di queste vallate alpine gi ora
del mondo urbanocentrico ha comportato anche battute da numerosi visitatori che potenzialmente
questa grave sciagura del guasto del paesaggio potranno diventare molti di pi con un intelligente
montano proprio attraverso interventi che miravano recupero e valorizzazione.
a fruire del valore soggettivo del paesaggio, senza
porre alcuna attenzione alla tutela dei suoi valori Modernit montana. Larchitettura delle centrali
oggettivi. idroelettriche
Giorgio Azzoni
Tralascio di considerare tali aspetti problematici e
mi limito a concludere col richiamo di un paradigma La trasformazione energetica del paesaggio che
eco-storico che io ritengo di grande rilievo invest le Alpi con laprirsi del Novecento una
per unappropriata interazione di sviluppo con il vicenda emblematica della mobilitazione tecnico-
paesaggio montano inteso in tutte le sue valenze produttiva che interess le alte quote, determinando
oggettive (cio come eco-paesaggio). Torna di trasformazioni epocali. La montagna, divenuta
grande rilievo nella storia della montagna lavvento decisiva allinterno della nuova geografia delle
della civilt rurale: in passato gli uomini sono stati risorse, si trov interessata da nuove concezioni
capaci di inventare una ruralit attenta ad interagire estetiche oscillanti tra latteggiamento funzionalista
con leco-paesaggio in maniera tale da far s che espresso dagli impianti idroelettrici e lesigenza
lagricoltura stessa divenisse una cura attenta di tali di trasfigurare, attraverso il decoro delle centrali,
valenze eco-paesaggistiche. Credo che, ancora lo sfruttamento dei sistemi idrici naturali. Oggi,
oggi, il rilancio di appropriate iniziative di una nuova attraverso la lettura critica degli interventi edilizi,
ruralit montana torni di grandissima importanza possibile ricostruire il senso di un patrimonio
sia per difendere il paesaggio dai gravissimi culturale leggibile come modernit montana,
rischi dellinselvaticamento, sia per difenderlo emblema del progresso tecnologico e del valore
radicalmente dallo sfruttamento dissennato del simbolico attribuito allarchitettura.
mondo urbano.

32
Brand Alpino la valorizzazione delle risorse alpine

La moda nelle valli alpine negli affreschi del 1500


larte di ricreare vestiario
Miretta Tovini

La professoressa Tovini presenta al Forum alcuni abiti


nati dalla sua ricerca allAccademia di Brera e frutto
di tesi di laurea di sue allieve. Gli abiti sono presi
dopo accurate ricerche sia nelle tecniche sartoriali
che nel tipo di tessuti, da dipinti del XV secolo
presenti in alcune chiese della valle Camonica. Molti
hanno potuto, durante i giorni del Forum, ammirare
i vestiti maschili e femminili oltre che toccare tipi di
campioni tessili, manufatti e modalit di lavorazione
accompagnati dalle importanti spiegazioni della
professoressa. Il progetto oltre che al recupero delle
tecnologie relative ai lavori femminili nelle vallate
alpine e delle risorse dei materiali (lana, canapa, seta
e piante tintorie) in un felice incontro tra artigianato
e arte, si pone anche come ricerca per interessanti
sviluppi nella occupazione giovanile ove si parte
dalla conoscenza di antichi saperi per proiettare il
tutto verso la valorizzazione delle potenzialit e
delle opportunit delleconomia di montagna.

33
Sessione 1

Workshop 1-5

Alimentare le Alpi: il patrimonio immateriale, un


bene culturale da salvaguardare

Renata Meazza
Regione Lombardia
Milano, Italia

Abstract Struttura del workshop

Larco alpino presenta un territorio e un paesaggio Il workshop moderato dalla dott.ssa Renata
caratterizzati da un vasto patrimonio culturale, Meazza che introduce il tema a partire dal quadro
materiale e immateriale costituito da prodotti e legislativo internazionale, dalle politiche regionali
saperi distintivi, di qualit e tradizione, ma sempre lombarde e dallesperienza dellInventario Intangible
pi deboli nellofferta. Le valli alpine soffrono sempre Search. Fanno seguito tre interviste ad altrettanti
di pi dellabbandono delle proprie vocazioni e del professionisti, sollecitatati ad intervenire sulle
rischio di perdere definitivamente la loro identit tematiche del riuso creativo della cultura alpina,
sociale, culturale, paesaggistica ed il potenziale precipitando in questioni metodologiche, casi
creativo che ne deriva. esemplificativi, visioni personali.

La nuova programmazione comunitaria 2014-2020, Relatori


le nuove politiche introdotte dalle Convenzioni
dellUnesco e dal Consiglio dEuropa, possono Intangible Search, la trasmissione dei saperi locali
stimolare nuove visioni che pongano al centro il nello spirito dellUnesco
patrimonio culturale immateriale, espressione di Renata Meazza, Archivio di Etnografia e Storia
eredit culturali radicate nelle comunit alpine. Sociale della Regione Lombardia, AESS
Processi di valorizzazione e ri-attivazione di saperi
tipici possono essere sperimentati attraverso LUNESCO, nel 2003, approva la Convenzione
la creazione di nuove connessioni tematiche e Internazionale per la salvaguardia del Patrimonio
territoriali e libridazione dei linguaggi creativi anche Culturale Immateriale. Il Patrimonio Culturale
autoriali. Alimentare le Alpi vuole dunque riflettere Immateriale include le espressioni viventi trasmesse
su nuove visioni di accesso alla conoscenza e ri-uso di generazione in generazione e costantemente
della tradizione. Molte esperienze sono state gi ricreate dalle comunit. espressione della diversit
avviate con successo (progetto E.CH.I., E.A.T., ecc.) e culturale tra i popoli e testimonianza della creativit
vanno fatte conoscere. umana.

La Convenzione, ratificata dallItalia (L. 167/2007),


vincola i Paesi contraenti ad adottare le misure

34
Brand Alpino la valorizzazione delle risorse alpine

necessarie per la salvaguardia del proprio dei linguaggi creativi anche autoriali. Si apre una
patrimonio culturale immateriale e a promuovere prospettiva, dunque, di dibattitto metodologico
la cooperazione a livello regionale e internazionale. e operativo sintetizzato nella metafora del titolo:
Regione Lombardia ha attivato (l.r. n. 27/2008) Alimentare le Alpi. Un atteggiamento propositivo
un processo di individuazione, salvaguardia e che attraverso un approccio multi-disciplinare vuole
valorizzazione del patrimonio culturale immateriale riflettere su nuove visioni di accesso alla conoscenza
attraverso specifici progetti che ne favoriscono il e ri-uso della tradizione alpina. Con la testimonianza
riconoscimento, la divulgazione e la trasmissione. di tre professionisti di discipline creative che hanno
Ad operare attivamente su questa linea lArchivio collaborato al progetto E.CH.I., si vuole sollecitare
di Etnografia e Storia Sociale AESS della Regione a riflettere su nuovi interrogativi emergenti: quali
Lombardia. AESS un servizio culturale permanente percorsi di valorizzazione per una reale fruizione dei
a disposizione del mondo scolastico, del pubblico, territori? Quali narrazioni possono efficacemente
degli studiosi. Dal 1972 conserva, cataloga, ridefinire limmagine del patrimonio culturale
digitalizza un corpus in costante aggiornamento alpino?
delle manifestazioni di cultura tradizionale presenti
sul territorio regionale. Un insieme di importanti Il design per il riuso creativo della cultura alpina di
testimonianze delle pi significative espressioni del frontiera
living heritage. Ilaria Guglielmetti, Universit Politecnico di Milano

Fra le progettualit attivate emersa una Svolge attivit di didattica, ricerca e progetto
propriet dintervento proprio dedicata allo spazio nellambito del cultural design. Dal 2010 collabora
transfrontaliero alpino che si concretizzata nel con lArchivio di Etnografia e Storia Sociale AESS
progetto E.CH.I. Etnografie italo-svizzere per la della Regione Lombardia e allinterno di progetti
valorizzazione del patrimonio immaterialeP.O. di di ricerca internazionali MIUR e FIR. Si occupa
Cooperazione Transfrontaliera Italia Svizzera 2007- prevalentemente di culture del design di processo, di
2013 (www.echi-interreg.eu). La partnership fra strategie design&humanities e community centred
regioni e cantoni ha indicato come obiettivo quello per la valorizzazione e attivazione innovativa di beni
di sperimentare una strategia condivisa che dia e sistemi culturali, territoriali e immateriali, saperi
supporto alle comunit per rispondere alla pressione locali e artigianali. intervenuta con saggi e articoli
omologante che la globalizzazione va esercitando in pubblicazioni di settore e Convegni tematici.
sulle specificit, sulle pluralit culturali e linguistiche
e sul permanere di alcune attivit tradizionali, in Il design e i territori: cosa vuol dire per un designer
particolare nelle aree di confine. progettare lidentit alpina?

In coerenza con le misure destinate a garantire La complessit e le nuove esigenze territoriali


la vitalit del patrimonio culturale immateriale suggeriscono la necessit di includere nei processi di
indicate dalla Convenzione, uno degli esiti del valorizzazione professionisti con competenze di tipo
progetto E.CH.I. stato lInventario Intangible progettuale, capaci di contribuire nella definizione
Search (www.intangible-search.eu). Linventario del ritratto di un luogo e delle sue potenzialit
online rende accessibile e diffonde la conoscenza attrattive. Se si agisce nello specifico ambito del
dei beni viventi, che si manifestano attraverso le patrimonio immateriale, va isolata una qualit di
tradizioni orali, le lingue, le arti performative, i saperi tale patrimonio che condiziona sostanzialmente
tecnici, le pratiche sociali, gli eventi rituali e festivi. lapproccio di un progettista: la presenza di una
costantemente aggiornato e implementato dalle comunit radicata su un territorio che seleziona e
comunit e dai soggetti detentori e protagonisti negozia le dinamiche di persistenza nel contesto
del patrimonio culturale immateriale. Oltre a una contemporaneo delle proprie tradizioni. Ne
chiara funzione di documentazione del patrimonio consegue che ogni azione progettuale richiede
transfrontaliero, lInventario offre anche la possibilit processi progettuali partecipati, condivisi e assunti
di accedere a un bacino di conoscenze (oggetti, con lapprovazione della comunit (o del singolo
strumenti, processi) che si presta ad essere indagato detentore) affinch si senta autorappresentata
e interpretato per fini progettuali. Processi di in nuovi scenari. Per applicare questo processo la
valorizzazione e ri-attivazione di saperi tipici possono vocazione tipica del Design alla multiversatilit
essere sperimentati attraverso la creazione di nuove verificata soprattutto con le discipline di area
connessioni tematiche e territoriali e libridazione umanistica (www.humanitiesdesign.org), diventa

35
Sessione 1

essenziale. Attraverso la reinterpretazione Si sono individuate 5 matrici di lavoro (in parte


di strumenti metodologici mutuati dalletno- sperimentate nel progetto E.CH.I.):
antropologia e trasferiti nel processo progettuale 1. Documentazione;
(sia nella fase analitica che applicativa) mixati con
luso di processi di co-design ripresi dalle discipline 2. Accesso alla conoscenza;
socio-economiche possibile individuare una giusta 3. Sistemi di narrazione territoriale;
metodologia per un ri-uso culturale realmente
efficace e condiviso. Con la definizione di cultural 4. Azioni di progettazione partecipata;
design si afferma proprio una prassi progettuale 5. Percorsi di narrazione autoriale.
guidata dalla cultura in cui lobiettivo del designer
mettere in gioco le proprie capacit comunicative
e la sua vocazione prospettica utilizzando strumenti Osservando il territorio alpino si sono rilevati
di visualizing, visioning, communication-exhibit alcuni segnali positivi di valorizzazione delle risorse
design. culturali, bench sia ancora difficoltosa lemergere
di una vera e propria consapevolezza del ruolo del
possibile definire una metodologia per il ri-uso progetto e delle ricadute interessanti che il ri-uso
della cultura alpina? delle tradizioni territoriali pu avere sulleconomia
locale. Si sono identificati 5 cluster che identificano
Il processo di produzione culturale , per sua natura, 5 generi di output in cui sono stati raccolti alcuni
espressione di un contesto storico e geografico significativi progetti (esposti in case study):
specifico che non si pu ignorare, anzi necessario
comprendere e padroneggiare. Una metodologia Comunication design/branding: Loghi e
finalizzata al ri-uso di elementi culturali prevede manifesti dai territori alpini, Mappe Tradizioni
dunque in prima istanza la ricerca sul campo. Viventi in Svizzera
Nellinsieme potremmo identificare 5 fasi:
Piattaforme web di service design: La strada dei
Documentazione vini in Valtellina, Valtellina Che Gusto!, Val di
Susa, un viaggio attraverso le Alpi
Restituzione
Fruizione museale e territoriale:
Interpretazione Dal campo alla tavola: la tradizione culinaria
della Valposchiavo; il MAV
Narrazione
Neo-artigianato/ merchandising culturale: La
Ibridazione con Linguaggi/estetiche del pietra ollare oggi; Sabotier dAyas e chaussettes
contemporaneo. en laine in Valle dAosta; Segno artigiano:
lincontro fra territorio, cultura e impresa
Con il coinvolgimento di un network di attori che
ha al centro la comunit, le prospettive del ri-uso E.CH.I. percorsi di progetto fra
sono classificabili in dinamiche di: 1. attivazione design, fotografia e illustrazione;
2. traduzione, 3. ri-contestualizzazione attraverso Design al tombolo: progetto di un intreccio;
strumenti di cross creativity e creating fusion E.CH.I. Map: conoscere il territorio
transfrontaliero
Quali modelli di fruizione per favorire lesperienza
culturale? Racconto alpino di due artisti: il fotografo Stefano
Torrione
Agendo sullarea transfrontaliera alpina la priorit
stata quella di individuare un processo comunicativo Stefano Torrione nasce ad Aosta nel 1962. Svolge
(media planning) che rafforzasse il senso di la sua prima importante attivit di fotogiornalista
appartenenza alla comunit di frontiera a partire dal 1992 al 1977 per la rivista Epoca e nel 1994
da famiglie di somiglianza. La finalit stata quella vince il Panorama European Kodak Award ad
di costruire una rintracciabilit culturale per Arles per il reportage sui bambini di strada di
favorire lesperienza della cultura alpina attraverso Bucarest. Interessato agli aspetti geografici ed
connessioni culturali fra i territori e le comunit. etnografici viaggia e lavora in molti paesi per

36
Brand Alpino la valorizzazione delle risorse alpine

riviste italiane e straniere (Geo (Italy, Spain, La fotografia pu contribuire a costruire una nuova
Russia), National Geographic Italia, Weekend fruizione dei territori?
Viaggi, Panorama Travel, In Viaggio, BellItalia,
BellEuropa, D Repubblica, Panorama, Rutas Lo spazio concesso dalla comunicazione dominante
del Mundo, Gente Viaggi, Tuttoturismo, a questo genere di ricerca ancora poco. Limmagine
Ryanair Mag, Viaggi & Sapori, Traveler, Zoom). della cultura alpina soffre di un retaggio romantico
Ha pubblicato numerosi libri sulla Valle dAosta e e nostalgico privo di unindagine reale e di una
organizzato esposizioni in tutta Italia: Tien Shan ricerca estetica pi coerente con i nostri tempi. Il
(Voice Edizioni, 2001), No-S-Atre (Musumeci potere della fotografia nellorientare nuovi modelli
Editore, 1997), Le Maschere di Napoleone (Arsenale, di fruizione si gioca proprio nellaffermazione di
2002), Infabbrica (Musumeci, 2002), Combat Final processi diversi che passano dalla comprensione e dal
(Mondadori, 2007), Sarntal (Athesia, 2010). rispetto di una comunit fino a una interpretazione
creativa, autoriale che di quella stessa comunit ne
Qual la tua idea di narrazione visiva alpina? Il d testimonianza.
rapporto con la comunit influisce nellesito di un
lavoro fotografico? Racconto alpino di due artisti: il fumettista
Paolo Cossi
Limmagine fotografica delle Alpi frequentata da
stereotipi profondamente radicati che incontrano Paolo Cossi nasce a Pordenone nel maggio
laspettativa del pubblico con immagini ad effetto del 1980. Segue corsi di fumetto e dal 1997
cartolina ancora molto richieste dal mercato di tiene corsi di tecnica del fumetto nelle scuole,
settore. Tale produzione ha certamente impedito nonch di sensibilizzazione a questo medium.
lapertura a un linguaggio altro, insistendo su Nel 2002 vince il 1 premio al concorso Jacovitti, che
un trend facilmente riproducibile (es. panorama gli permette di frequentare gratuitamente la Scuola
con mucca e cielo blu) senza mai realmente del Fumetto di Milano. Nello stesso anno pubblica il
penetrare nelle estetiche locali, nelle forme con suo primo libro: Corona. Luomo del bosco di Erto.
cui le comunit scelgono di autorappresentarsi. La Inizia cos la sua carriera di scrittore fumettista.
mia esperienza, al contrario, indaga da vicino, entra Oggi Paolo Cossi collabora con la rivista ALP, dove
nelle dinamiche locali per fotografare con estrema disegna fumetti brevi su testi di Andrea Gobetti.
precisione fasi, scorci, volti, manualit, dettagli e Vive e disegna in una piccola baita in Valcellina in
ampi spazi dei territori alpini. Sono particolarmente provincia di Pordenone, a pochi chilometri dal
interessato alle espressioni rituali e, bench non bosco di Erto, e nelle sue opere si sente molto
mi definisca un fotografo documentarista, uso lo questo attaccamento alla natura dei boschi e delle
strumento fotografico per fare ricerca etnografica montagne, in particolare le Alpi.
senza rinunciare a una poetica personale che mi
guida a costruire immagini di forte impatto. Scelgo Qual la relazione che si pu stabilire fra i contenuti
accuratamente percorsi, incontri, seguendo spesso di uno studio etnografico e la sceneggiatura di un
un calendario rituale che mi porta ad attraversare i fumetto?
territori transfrontalieri. Da qui nasce una narrazione
complessa in cui sono evidenti i legami che tengono I miei fumetti nascono da una vera e propria
insieme tutti i territori. immersione nei luoghi, nelle abitudini, nelle storie
di vita di uomini e donne realmente incontrate.
Il rapporto con la comunit influisce nellesito di un Lindagine sui territori, lesperienza emotiva e una
lavoro fotografico? personale inclinazione allascolto, costituiscono le
fasi preliminari per la costruzione di un personaggio,
La fotografia centrata sulla presenza umana ed la sceneggiatura della storia o la definizione dei
il risultato anche della mia personale necessit tratti estetici di un volto, spesso caricature di
di stabilire legami umani che mi consentano di fisiognomiche reali. Questa particolare pratica
accedere, di raggiungere, di assistere ed infine esprime chiaramente come il concetto di ri-uso
di fotografare da vicino i testimoni viventi di una possa trovare declinazioni anche nellespressione
cultura radicata talvolta gelosamente custodita. autoriale che diventa contemporaneamente
documento e atto creativo. La sovrapposizione
di questi due registri ha un potere sul lettore, sul
pubblico in particolare pi giovane, la cui esperienza

37
Sessione 1

culturale passa spesso attraverso unimmersione


emotiva a distanza che richiede stimoli forti,
credibili bench trasferiti dentro a una storia.

Che potere ha il linguaggio del fumetto nella


diffusione della cultura alpina?

Nello specifico del fumetto Il Burattinaio delle Alpi,


la giovane protagonista parte dalla citt avvertendo
un richiamo profondo, unattrazione verso territori
meno urbanizzati che la stimola ad esplorare anche
la propria vocazione. Grazie al magico incontro
con il burattinaio delle Alpi, si articola un viaggio
che non solo sui territori e dentro le ritualit ma
soprattutto lincontro delle nuove generazioni con
i patrimoni immateriali. Attraverso il linguaggio della
graphic novel si propone infatti uninterpretazione
delle risorse alpine che incontra i gusti e le pratiche
di lettura dei pi giovani ma contiene anche una
sorta di proposta di vita, esorta al viaggio come
dimensione della scoperta e dellincontro. Come
metaforicamente indica la storia, questo potrebbe
stimolare forme di migrazione verso aree che si
pensano non pi vivibili e che possono invece
rappresentare unalternativa appassionante e
possibile, come accaduto alla protagonista.
lesempio di un ri-uso della cultura alpina che, al
di l del piacere della lettura, fa riflettere su nuove
prospettive di vita che proprio i territori alpini
potrebbero offrire.

38
Brand Alpino la valorizzazione delle risorse alpine

Workshop 1-6

Camminare e sognare nelle valli Alpine di


minoranza: Proposte di turismo emozionale verso
Expo 2015 e oltre
Andrea Cottini
Assoziazione ARS.UNI.VCO
Domodossola, Italia

Il Workshop stato organizzato dallAssociazione e Basso Ceresio), Gianluca Papa (Direttore VAOL.
ARS.UNI.VCO di Domodossola, Associazione che IT Valtellina) e Daniela Fornaciarini (giornalista).
si occupa, tra le altre cose, anche di formazione Per sopraggiunte ed inderogabili impossibilit di
e di sviluppo dei territori montani e che gestisce carattere lavorativo, allincontro non hanno potuto
lo Sportello di Domodossola della Convenzione fisicamente presenziare Marco Onida e Gianluca
delle Alpi. ARS.UNI.VCO un Associazione del Papa.
territorio, il Verbano Cusio Ossola, che si considera
parte integrante di uno spazio, quello alpino, di cui La logica dello sviluppo sostenibile di un territorio,
condivide usi, abitudini, risorse e problematiche, infatti, seppur con tutte le possibili eco-attenzioni
pur in chiave culturale, formativa e di ricerca. deve comunque avere in s il senso e la logica
della potenzialit dello sviluppo, altrimenti i rischi
Il concept del workshop stato quello di verificare sono quelli di una progressiva riduzione di servizi
la possibilit di individuare alcuni percorsi di (ad. es. quelli connessi ai diritti di cittadinanza)
sviluppo possibile e sostenibile per alcune Valli e di spopolamento (di fatto gi in essere), la cui
Alpine dellarco occidentale mediante lo studio e reversibilit certamente possibile ma a patto di
larticolazione di una serie di proposte tematiche individuare ed attivare concrete politiche di sviluppo
di turismo emozionale, di progetti da attivare, di economico e sociale.
possibili network da costruire, i quali facessero
leva, valorizzandole e mettendole a fattore, sulle Gli spunti di riflessione dei relatori, interpellati
specifiche caratteristiche identitarie e paesistiche di su queste tematiche, sono tutti partiti da una
tali terre di minoranza. considerazione condivisa, ovvero lidea delle valli di
minoranza non come riserve che vogliono ricevere
Per fare questo abbiamo chiesto ad alcuni esperti la riconoscimenti e trattamenti assistenziali, ma come
disponibilit ed il tempo per approfondire la tematica territori che hanno la consapevolezza di soffrire di
ed individuare e sviluppare alcuni concetti: Giuseppe un minor sviluppo economico, sociale, ecc e che si
Dematteis (Politecnico di Torino Dislivelli), Marco vogliono o si vorrebbero organizzare per fare rete
Onida (Funzionario UE, gi segretario Convenzione e mettere a sistema le proprie risorse naturali ed i
delle Alpi), Stefania Cerutti (Universit degli Studi propri fattori produttivi e sociali per ipotizzare una
del Piemonte Orientale e ARS.UNI.VCO), Nadia crescita condivisa e che si sviluppi allinterno di un
Fontana-Lupi (Direttore Ente Turismo Mendrisiotto percorso bottom-up. Le riflessioni e le proposte

39
Sessione 1

fuoriuscite dai singoli interventi costituiscono


unimportante traccia su cui proseguire ricerche ed
incontri per coinvolgere le aree meno battute dal
turismo montano al fine di condividere uno sviluppo
territoriale collegato allesperienza del turismo
emozionale, che si constatato potrebbe avere
interessanti margini di sviluppo e che gli intervenuti
stessi proverranno a sviluppare con il sostegno di chi
questo percorso intende supportare concretamente.

Di seguito titoli e sintesi degli interventi dei relatori


che si sono succeduti durante lincontro a partire
dallinteressante introduzione di Daniela Fornaciarini
Lapertura del workshop da sx. Andrea Cottini Daniela Fornaciarini
che per loccasione ha predisposto un video di sole
immagini della durata di dieci minuti circa.
-Andrea Cottini, Associazione ARS.UNI.VCO Su nove intervistati, otto hanno terminato la
conversazione ponendo un interrogativo: come
Parole chiave per le valli di *minoranza* salvare le valli di minoranza dalle valli di maggioranza
Daniela Fornaciarini, giornalista considerato che queste si avvicinano sempre di pi
alle specificit delle zone pre-urbane o urbane?
Volendo definire il concetto di Valli di minoranza,
evidenziando minoranza, ci si imbatte sempre E con queste parole e con anche nostre fotografie
nella questione culturale. Il dizionario di diritto stato realizzato un video che nel contempo creasse
pubblico, IV, 2006, 3651 a cura di S. Cassese riporta: emozione ma permettesse anche di riflettere sulle
gruppi che si identificano per peculiari legami potenzialit delle valli di minoranza .
etnici, linguistici o religiosi, con ci differenziandosi
dal resto della collettivit del Paese preso in Emozion-Alpi itinerari e percorsi di turismo
considerazione. emozionale lungo alcune vallate alpine di minoranza
Stefania Cerutti, Universit degli Studi del Piemonte
Emergono beni e valori fondanti ma immateriali, in Orientale e Ars.Uni.Vco
quanto viene a mancare il presupposto del territorio
geo-fisico. Risulta infatti complesso individuare un Lo sviluppo del post-turismo e lenfasi posta sul locale
modello a forma di triangolo che al suo interno hanno contribuito ad alimentare una nuova forma
raccolga le valli di minoranza, le unisca fra loro e le ibrida di turismo, complessa ed interessante, che
conduca in un rapporto paritario di scambio con un in letteratura viene designata come emozionale.
centro. In questo caso lExpo. Il turismo emozionale racchiude quelle esperienze
di viaggio che non sono pi strettamente legate
Sentiti con brevi interviste telefoniche nove fra a fattori ed elementi tangibili, ma che offrono la
accademici, giornalisti , scrittori e competenti del possibilit di vivere differenti emozioni legate alla
campo sul significato che ha per loro -di primo vicinanza ad altre persone e ad altri territori.
acchito- Valli Alpine di *minoranza* dopo le prime
incertezze, ciascun interlocutore ha identificato Nellarco alpino si possono trovare varie iniziative
con esempi precisi le Valli di minoranza (si allegano e proposte che, da alcuni anni, si muovono nella
dettagli e definizioni raccolte dalle interviste n.d.r.). direzione delle esperienze emozionali in ambito
soprattutto sportivo. Ma Il turismo emozionale pu
Di ogni conversazione, sono state considerate le rappresentare molto altro, sia in termini di proposte
parole che pi volte gli interlocutori ripetevano che di ricadute. Alla luce delle indagini effettuate,
nellintervista, come elemento importante per il contributo ha messo in luce come qualificare/
identificarle o qualificarle meglio. Queste le parole rinnovare lofferta turistica dei contesti alpini
chiave: panorami/acqua/villaggi/case/chiese/genti/ significhi incentrare le proposte su motivazioni,
tradizioni-innovazioni/artigianato/animali/lavoro-/ emozioni, esperienze, racconti che consentano di
tecnologia/trasporti/formazione e comunicazione/ mettere in contatto luoghi e patrimoni locali con i
sport/polenta. turisti, ingenerando su scala locale unoperazione
che anzitutto di tipo culturale.

40
Brand Alpino la valorizzazione delle risorse alpine

Lungo le vallate alpine di minoranza, vi sono gi speciali che saranno organizzati giornalmente da
numerosi itinerari e percorsi strutturati che si Chiasso. Il progetto stato sottoposto a votazione
muovono secondo una logica di qualit emozionale popolare e non ha potuto essere realizzato. Resta
del turismo. Tra loro non sono adeguatamente posti la regione della Svizzera pi vicina allEXPO e come
in relazione. Potrebbe essere opportuno individuare tale si presenta.
un filo tematico comune (es. cibo e dintorni), per
proporli ad un pubblico mirato, pi vasto in termini Una rete di turismo diverso nelle Alpi Occidentali
di potenzialit (non tanto di flussi), ponendo al Giuseppe Dematteis, Politecnico di Torino e
centro la questione della qualit emozionale. Associazione Dislivelli
Expo2015 dovrebbe essere una vetrina importante.
Ma anche altri filoni potrebbero essere esplorati nel Viene presentato il progetto Sweet Mountains a
breve periodo. cura dellassociazione Dislivelli per la creazione di
una rete di strutture alberghiere e para-alberghiere
Un esempio concreto e realizzabile di percorso (rifugi, agriturismi, alberghi diffusi ecc) capaci di
di turismo emozionale sulle Alpi (Emozion-Alpi) rispondere alla nuova domanda di turismo dolce,
quello che tocca storia e territori Walser delle vallate cio lento, consapevole, sostenibile.
ossolane in Piemonte (Un giro di Walser).
I titolari di questi luoghi di accoglienza si impegnano
Trenhotel, il progetto per proporre emozioni legate reciprocamente, sotto il controllo valutativo
ad una vocazione del territorio ed al tema di Expo di Dislivelli, a trattare i visitatori come ospiti, a
Nadia Fontana Lupi, Direttore Ente Turismo condividere le identit locali, i loro valori e i loro
Mendrisiotto e Basso Ceresio problemi attraverso servizi e iniziative che siano una
chiave di accesso alle peculiarit del territorio.
La regione turistica pi a sud della Svizzera ed anche Ognuno di questi luoghi di accoglienza funziona
del Cantone Ticino, la regione del Mendrisiotto come centro di una filiera del turismo sweet,
e Basso Ceresio. Tra le eccellenze della regione cio di una rete locale di satelliti, (guide alpine
lOutlet pi famoso dEuropa, il Monte Generoso e naturalistiche, agricoltori e allevatori, ristoranti
ed il Monte San Giorgio, un Patrimonio Mondiale tipici, artigiani, parchi, ecomusei ecc.) che aprono
dellUmanit transnazionale, condiviso con lItalia. il territorio ai visitatori.
Una nazione con la quale questa regione condivide
quotidianamente scambi intensi, data la prossimit. La rete, che comprende per ora una trentina di
Una regione ricca di eccellenze, ma troppo spesso luoghi di accoglienza, mira ad estendersi fin a coprire
attraversata velocemente, data la sua posizione lintera montagna del Nord-ovest, rendendola
geografica. Una regione che, con il Gottardo, ha accessibile e accogliente per i sempre pi numerosi
contribuito alla storia del trasporto delle merci visitatori italiani e stranieri, in modo da generare
attraverso le Alpi. Sensibile alla tematica dellEXPO, valore aggiunto territoriale a partire da un
una manifestazione che si svolger a soli 40km patrimonio finora piuttosto trascurato e da una
dalla regione, dal 2009 al 2014 lente turistico concezione della domanda e dellofferta turistica che
regionale ha lavorato allo sviluppo di un progetto corrisponde a quanto raccomanda lOrganizzazione
ambizioso e particolare che ambiva a creare
unattenzione del tutto particolare nei confronti
della citt di Chiasso e della regione, come anche
del trasporto degli alimenti attraverso le alpi. Il
progetto del TrenHotel, sostenuto dalle Ferrovia
Federali Svizzere, voleva attirare lattenzione sul
ruolo di Chiasso e del Gottardo, parlare di storia e
del futuro e prevedeva lallestimento di unenorme
tensostruttura sotto la quale avrebbero trovato
posto 4 carrozze da utilizzare come ricezione, spazio
espositivo e lounge-bar e 6 carrozze-cuccetta, con
324 posti letto. TrenHotel avrebbe voluto essere
il punto di partenza per escursioni nella regione
e punto di riferimento per coloro che avrebbero
Da sx:
voluto raggiungere EXPO direttamente con i treni Stefania Cerutti, Andrea Cottini, Nadia Fontana-Lupi, Giuseppe Dematteis

41
Sessione 1

Mondiale del Turismo: Il turismo () se praticato


con lo spirito di apertura necessario, rappresenta un
fattore insostituibile di autoeducazione personale,
di tolleranza reciproca e di apprendimento delle
differenze legittime tra i popoli e le culture, cos
come delle loro diversit (art. 2 del Codice di etica
del turismo).

Il progetto diventer operativo nel mese di ottobre


2014, dopo la presentazione ufficiale al salone
Slow Food Terra Madre di Torino. Esso avr
come principale sostegno tecnico una struttura
di comunicazione (finanziata dai partecipanti)
che curer il marketing delliniziativa e metter in
contatto la crescente domanda di turismo dolce
con i punti di accoglienza (e relativi satelliti) che
garantiscono unofferta adeguata, anche con lo
scopo di estendere a pi stagioni lattuale mono/
bistagionalit del turismo alpino.

42
Brand Alpino la valorizzazione delle risorse alpine

Workshop 1-8

La gestione del patrimonio architettonico:


coevoluzione del paesaggio e della societ nelle
Alpi contemporanee

Luana Silveri
Scuola per il governo del territorio, Trento, Italia

Contributi: rappresentano una sfida complessa e costosa per le


autorit locali.
Dott. Davide Del Curto - DAStU
Dipartimento di Architettura e Studi Urbani, Durante il workshop sono stati affrontati i temi
Politecnico di Milano relativi alla conservazione e alla gestione del
patrimonio architettonico alpino, tra cui anche:
Dott.ssa Maria Beatrice Stasi AOVV
Azienda Ospedaliera Valtellina e Valchiavenna i metodi di valutazione e di supporto ai processi
decisionali delle amministrazioni locali (dott.
Arch. Roberto Dini - IAM | Istituto di ssa Alessandra Oppio, Politecnico di Milano);
Architettura Montana - DAD | Dipartimento di
Architettura e Design - Politecnico di Torino la ricostruzione, la riorganizzazione e la
Associazione Cantieri dAlta Quota rivitalizzazione dei rifugi alpini e degli antichi
sanatori (dott. David Del Curto, Politecnico
Dott.ssa Alessandra Oppio - DAStU di Milano, arch. Roberto Dini, Politecnico di
Dipartimento di Architettura e Studi Urbani, Torino);
Politecnico di Milano

Dott.ssa Luana Silveri Scuola per il governo


del Territorio- Trento

Le Alpi formano un ambiente di estrema complessit


e variet: castelli, villaggi, rifugi e sanatori sono la
testimonianza tangibile della storia delle Alpi e delle
sue comunit. Spesso questi luoghi non riescono
a rispondere oggi alle esigenze di una societ in
mutazione e sono al centro di un dibattito vivace in cui
si valuta lopportunit di restaurare tale patrimonio
e la sua eventuale gestione. La rivitalizzazione e
lamministrazione di questo patrimonio culturale

43
Sessione 1

lintegrazione di tutte queste misure in una


visione innovativa dello sviluppo montano
sostenibile (dott.ssa Luana Silveri, Scuola per il
governo del Territorio- Trento).

I rifugi di alta quota sono esempi tipici di un patrimonio


architettonico con valore storico, culturale ed
economico. I rifugi esistenti vanno rimodernati al
fine di migliorarne lefficienza energetica, ridurre i
consumi di combustibile e realizzare una gestione
sostenibile dei rifiuti in questi ambienti naturali
spesso fragili. Occorre elaborare delle buone
prassi per linterpretazione, la conservazione, la
rifunzionalizzazione e la gestione di questi beni. A
titolo esemplificativo, proponiamo la creazione di
itinerari specifici per escursionisti ed alpinisti che
si appoggiano alla rete esistente di rifugi alpini. In
questo modo si va a incentivare la ristrutturazione,
lutilizzo, lapprezzamento e la conservazione di
questo speciale patrimonio architettonico.
Proseguendo lungo questo filone, il dott. David Del
Durante la discussione, larchitetto Roberto Dini Curto ha presentato un progetto di rivitalizzazione
ha illustrato diversi esempi di rifugi alpini che sono del sanatorio per tisici E. Morelli, ormai in disuso,
stati ristrutturati e recuperati per nuove o maggiori presso la localit di Sondalo. Del Curto ha illustrato
funzionalit. In molti casi i rifugi alpini sono stati il processo partecipativo tramite cui stato
ristrutturati e ammodernati per garantirne la possibile individuare nuovi strumenti di protezione
ricettivit; in altri casi sono stati convertiti in spazi e valorizzazione del vecchio sanatorio sotto il
espositivi e laboratori per il collaudo delle nuove profilo storico, architettonico e paesaggistico. Il
tecnologie di efficientamento energetico. Come progetto stato il frutto di una collaborazione tra
emerso dalla discussione, esistono numerosi lAzienda Ospedaliera Valtellina e Chiavenna, il
esempi positivi di recupero dei rifugi, ma tanti rifugi Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del
necessitano ancora di interventi. importante Politecnico di Milano, le autorit e i partner locali.
studiare come i rifugi esistenti possano essere Allinterno del workshop, tale progetto ha offerto
ristrutturati e rifunzionalizzati per una serie di utilizzi una preziosa opportunit per discutere come un
pi ampia che attinga anche al loro valore culturale progetto culturale possa essere la somma di studi,
e architettonico. pubblicazioni e del coinvolgimento da parte della
comunit locale. Esso costituisce anche un esempio
interessante di rifunzionalizzazione di vecchi edifici
e ha stimolato una discussione sul destino incerto
dei beni relativi ai sanatori (edifici, esperienze,
storia locale) presenti in tutta Europa e soprattutto
nelle Alpi.

Nellarco alpino si sono moltiplicati i segnali di un


rinnovamento. Svariati progetti in corso incoraggiano
le comunit a rappropriarsi degli spazi storici nel
rispetto dei principi di sostenibilit ambientale e
sociale. Il lavoro condotto dalla dott.ssa Luana Silveri
propone nuove alternative per la rilettura dello
sviluppo locale secondo principi armonici, in cui la
comunit svolge un ruolo forte e vitale. Un esempio
significativo quello di Dolomiti Contemporanee,
un progetto artistico di rivitalizzazione di impianti
industriali delle Dolomiti che sono stati dismessi

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Brand Alpino la valorizzazione delle risorse alpine

o addirittura abbandonati. Larte diventa il mezzo


attraverso cui la comunit pu riscoprire il proprio
capitale territoriale e riprogettare il proprio modello
di crescita nel senso di una maggiore sostenibilit
ambientale.

Nel complesso mondo alpino fondamentale


elaborare una visione di ampio respiro, in grado di
conciliare la protezione del patrimonio culturale
della regione con la modernizzazione necessaria ad
assicurare il suo futuro. Durante la sua presentazione
sui castelli della Valle dAosta, la dott.ssa Alessandra
Oppio ha dimostrato come lanalisi multicriteria
spaziale possa costituire uno strumento utile per
lelaborazione di strategie di sviluppo partecipative.
In effetti lintegrazione dellanalisi territoriale con
lanalisi multicriteria consente di giungere a una
lettura sistematica delle variabili coinvolte. Tutte le
informazioni disponibili possono essere combinate
nella creazione di carte tematiche che forniscono:
1. un quadro analitico molto efficace per i decisori
politici;
2. uno strumento che consente di raffrontare
le variabili direttamente e indirettamente
coinvolte nella valorizzazione del patrimonio
culturale;
3. una piattaforma per lintegrazione di approcci e
metodi multidisciplinari.

Il workshop riuscito nel suo intento di proporre


nuovi metodi di analisi e valorizzazione del
patrimonio culturale alpino in cui confluiscono
anche considerazioni di tipo ambientale, economico
e sociale. Antichi villaggi, edifici industriali, sanatori,
castelli, rifugi e tutte le strutture con un valore
architettonico e culturale possono rappresentare
una risorsa per lo sviluppo economico e sociale.
Nel contempo possono fungere anche da presidi
strategici per il monitoraggio e la protezione di
paesaggi e comunit locali.

45
Sessione 2

Sessione 2

Uso delle risorse alpine: dal passato al


presente

Moderatore: Patrick Kupper, ETH Zurich, Svizzera & University of Innbruck,


Austria

La sessione 2 esamina come lutilizzo che stato fatto in passato delle risorse
influenzi la nostra attuale comprensione delle risorse alpine e, quindi, possa
anche contribuire alla nostra concezione delle sfide future. Vi saranno tre
presentazioni che prenderanno in esame diversi aspetti della questione. Un
excursus storico sar corredato da informazioni etnografiche e da un approccio
di modellazione del paesaggio. Ogni intervento mira a individuare tematiche
generali e a illustrarle con alcuni casi concreti.

Nel primo keynote, lo storico delleconomia Aleksander Panjek spiegher come i


modelli di utilizzo delle risorse nelle Alpi si siano modificati nel corso del tempo
e quali siano le ragioni di tali cambiamenti. Il secondo keynote, delletnografa
Valentina Porcellana, esaminer come lutilizzo delle risorse influenzi il tessuto
sociale delle comunit alpine e viceversa. Nel terzo keynote, lo scienziato forestale
Andreas Rigling ci porter nel futuro, raccontandoci la costruzione dei passati
futuri nel cosiddetto progetto Mountland e il loro contributo alla creazione di
visioni di un paesaggio alpino multifunzionale.

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Uso delle risorse alpine: dal passato al presente

Keynote

Sfruttamento delle risorse naturali nelle Alpi:


una prospettiva storica

Aleksander Panjek
Universit di Primorska, Slovenia

Il tema dellaccesso alle risorse naturali diventato hanno anche avuto il compito (o hanno cercato) di
di crescente attualit nel mondo contemporaneo. conservare il monopolio di determinate risorse. Tra
La discussione riguarda laspetto delle risorse le risorse naturali di particolare importanza nellarea
naturali come fonti di energia, nonch come fonti di alpina si ricordano le foreste, i pascoli, lacqua e i
sostentamento e produttive. Questo un argomento minerali metalliferi.
che riguarda, da un lato, la crescente attenzione rivolta
alle forme di sfruttamento ecologicamente sostenibili. La foresta una delle risorse naturali pi importanti
Dallaltro, riguarda anche le dimensioni socio-etico- dellarea alpina. Le foreste sono fonti di energia e di
politiche della gestione e della governance. Questi materie prime, di terra potenzialmente coltivabile,
temi sono dibattuti anche dagli storici, i quali cercano se disboscata, e un luogo adatto per cacciare e
di rispondere alle domande odierne esaminando il raccogliere risorse supplementari. Lo stato giuridico
rapporto tra uomo e ambiente nel passato. delle foreste nellarea alpina passato dalla propriet
collettiva alla propriet statale; di norma le foreste
Per vari motivi, le Alpi sono un osservatorio e, per sono soggette ai diritti duso di svariati enti. Soprattutto
cos dire, un laboratorio ideale per affrontare queste nellera preindustriale, le foreste attiravano numerosi
tematiche. Le risorse naturali sono state sempre il interessi diversi che spesso sfociavano in conflitti tra
cuore della vita e delleconomia alpina, forse pi qui le comunit rurali e le autorit statali, i signori feudali,
che in altri ambienti dalle risorse meno limitate. In le citt vicine, i mercanti e/o imprenditori. Bench
tutta la sua storia, lambiente alpino ha posto luomo le foreste fossero, infatti, di frequente soggette
e le sue attivit dinnanzi a specifici problemi e sfide, a misure adottate dalle autorit pubbliche per la
plasmando un rapporto particolare tra loro. Particolari loro conservazione (normative forestali ecc.) erano
forme di governance delle risorse, soprattutto le costantemente sfruttate da una variet di attori.
forme collettive di gestione e sfruttamento delle
risorse naturali, caratterizzano da sempre gli ambienti I pascoli erano collegati a unaltra attivit
alpini. Sempre a differenza di altri ambienti, gran fondamentale per leconomia alpina nellera
parte dei terreni alpini sono utilizzati collettivamente. preindustriale, lallevamento del bestiame bovino.
Queste forme duso solitamente sono, e sono state, Esso spesso comportava un complesso sistema di
abbinate alla presenza, relativamente importante, di sfruttamento delle praterie, dei prati e degli alpeggi
enti pubblici che hanno il compito di proteggere e che continua a plasmare il paesaggio alpino fino
tutelare le risorse naturali. In alcuni casi, questi enti ad oggi. Il pascolo rappresenta una delle principali

47
Sessione 2

risorse alpine, in parte come fenomeno naturale


e in parte come prodotto dellattivit umana, la cui
importanza risale al passato remoto. Il pascolamento
avveniva anche nelle foreste. I pascoli in generale
costituivano buona parte dei terreni comunitari ed
erano amministrati dalle comunit rurali. Cos come
le foreste, i pascoli erano soggetti a controversie che
duravano anche decenni, soprattutto tra comunit
rurali limitrofe.

Lacqua nelleconomia alpina preindustriale era una


fonte di energia oltre che un fondamentale mezzo di
produzione e di trasporto. Ci era particolarmente
vero per le industrie, in cui rappresentava un fattore
di localizzazione. Inoltre, i laghi e i fiumi ospitano
numerose specie vegetali e animali adatte al delle pi interessanti e specifiche questioni che
consumo umano. Lutilizzo di questi corpi idrici non gli storici possono aiutare a risolvere quella della
riguarda soltanto gli utenti a monte, ma anche gli sostenibilit storica e ambientale (nonch sociale)
utenti delle pianure a valle e delle pianure in generale dello sfruttamento delle risorse naturali nelle Alpi.
(inondazioni). Laccesso alle risorse idriche stato particolarmente interessante studiare la sostenibilit
disciplinato da diverse normative, a seconda della dal punto di vista delle comunit e degli abitanti
tipologia di sfruttamento. locali in passato perch tali analisi approfondite sono
direttamente correlate alle attuali problematiche
Le risorse minerarie sono un esempio in qualche riguardanti laccessibilit delle risorse naturali e le
modo particolare di risorse naturali del mondo alpino. forme di sfruttamento sostenibile. In realt essa
Ancor pi di altre risorse, i minerali sono distribuiti affronta anche la questione della sostenibilit
eterogeneamente su tutto il territorio alpino e la loro delle forme passate (tradizionali) di gestione.
gestione e il loro sfruttamento rispondono pi spesso Se la risposta negativa, perch? Le pratiche e
a interessi privati che a quelli delle comunit locali. le conoscenze tradizionali aiutano a conservare
Tuttavia, lo sfruttamento delle risorse minerarie una risorsa, oppure non riescono ad impedirne
influisce anche su altre risorse naturali (foreste, limpoverimento?
acqua).
Ritengo che le risposte a queste domande debbano
Lindustrializzazione, la modernizzazione agricola e essere ricercate iniziando col comprendere che
la rivoluzione demografica hanno avuto un forte le comunit rurali alpine non sono mai state oasi
impatto sul sistema economico alpino e sullequilibrio isolate che vivevano in modo autosufficiente, in un
tra gli altipiani e le pianure. Molte aree alpine rapporto idilliaco con il loro ambiente. In tutta la loro
hanno subito un forte spopolamento a partire dal storia, hanno intessuto solide relazioni funzionali con
XIX secolo, quando la gente emigrava verso i centri le comunit della pianura, inoltre le loro economie
industriali alla ricerca di nuove opportunit di lavoro. erano ben lontane dallessere fondate esclusivamente
Mentre i tradizionali mestieri alpini diventavano sullagricoltura e sullallevamento. Il sistema
meno perseguibili, le risorse naturali acquisirono economico alpino stato definito uneconomia
nuovi significati e metodi di sfruttamento, come integrata perch le comunit montane e i montanari
la produzione dellenergia elettrica dallacqua, e integravano varie fonti di reddito (dai settori primario,
lo sviluppo del turismo montano. Tuttavia, questi secondario e terziario) per guadagnarsi da vivere.
mutamenti non hanno avuto gli stessi esiti in tutta la Inoltre ritengo che maggiore fosse la diversificazione
regione alpina: mentre alcune aree hanno prosperato delle fonti di reddito, meno insostenibili fossero le
come mete turistiche o perfino centri industriali, ad pressioni sulle risorse naturali. Bench leconomia
esempio, altre non sono state in grado di adattarsi alla contadina integrata si sia trovata ad affrontare
nuova realt economica e continuano a spopolarsi ed formidabili sfide nel corso dellindustrializzazione
ad essere abbandonate. e della modernizzazione, essa pu ancora essere
fondamentale per capire (e conseguire) uno sviluppo
Gli storici affrontano tutti gli aspetti, i processi positivo nella regione alpina contemporanea.
e le questioni sopra ricordate e anche altri. Una

48
Uso delle risorse alpine: dal passato al presente

Keynote

Cambia lutilizzo delle risorse, cambiano le comunit


alpine

Valentina Porcellana, Giulia Fassio,


Roberta Clara Zanini, Pier Paolo Viazzo
Universit di Torino, Italia

Gli abitanti delle montagne e delle Alpi in particolare di vecchi prodotti tradizionali, nuove forme di turismo
stanno affrontando un processo di rinnovamento: dal e altre innovative attivit legate allambiente alpino. I
1871 al 1951 le comunit alpine hanno conosciuto cambiamenti culturali possono comprendere nuove
una grande variet di evoluzioni demografiche in associazioni, gruppi per il consumo sostenibile e
ambito regionale. Tali mutamenti sono da ricollegare lutilizzo di Internet per le comunicazioni e il lavoro.
a una serie di fattori (politico-istituzionali ma anche
socio-culturali) che in generale hanno favorito un I processi demografici ed economici che incidono
maggior radicamento nelle Alpi orientali, soprattutto sulle varie comunit alpine sono strettamente
nella regione di lingua tedesca. Verso il 1980 le Alpi correlate con le caratteristiche sociali e culturali di
francesi hanno iniziato a mostrare segnali di ripresa un luogo (Viazzo, 2012). Pertanto assolutamente
economica; al contrario le Alpi italiane stavano necessario guardare al di l dei meri dati numerici
registrando una forte tendenza allo spopolamento. In ed esplorare le dinamiche sociali e culturali tramite
realt nel corso degli ultimi due decenni del XX secolo, indagini qualitative in grado di gettare luce sulla
gran parte dellArco Alpino (soprattutto nelle Alpi specificit di ciascun contesto. In particolare,
Bavaresi) ha mostrato uninattesa tenacia economica un intenso approccio etnografico consente al
che ha prodotto uneffettiva crescita in molti comuni ricercatore di indagare a fondo il contesto locale
delle Alpi francesi e svizzere. Oggi giorno chiara per comprendere la complessit delle dinamiche
uninversione della tendenza demografica persino socioculturali della comunit e offrirne una
nelle Alpi italiane, dovuta soprattutto ai movimenti descrizione densa. Questo tipo di analisi consente
migratori in direzione degli altipiani. ai ricercatori di individuare fattori cruciali, quali le
modalit di ingresso dei nuovi abitanti nella comunit
Sono osservabili vari fenomeni sociali, economici e le ripercussioni di tale fenomeno sulla loro capacit
e culturali legati a tali mutamenti. I fenomeni di influire sulla vita politica e sui processi decisionali
sociali, ad esempio, comprendono i cambiamenti della comunit. Inoltre, possibile individuare gli
nella composizione della popolazione residente: elementi che favoriscono (o disincentivano) la tenuta
immigrati residenti nellUE oppure al di fuori di essa, della comunit.
la percentuale di pensionati rispetto alle famiglie
e le persone che lavorano nelle grandi citt ma In una situazione talmente complessa e fluida appare
preferiscono uno stile di vita rurale. I fattori economici legittimo domandarsi chi abbia titolo ad apprendere
comprendono il revival di vecchie attivit artigianali e e trasmettere, quindi a promuovere e valorizzare

49
Sessione 2

le risorse materiali e immateriali delle comunit mette in evidenza un fenomeno di discontinuit nella
alpine (Porcellana, Dimoz, 2014). Recenti indagini gestione delle risorse della comunit (Zanini, 2013).
mostrano che, in passato, la trasmissione del sapere In diversi momenti della sua storia, Macugnaga
e degli elementi culturali procedeva verticalmente, stato interessato da movimenti migratori che
dagli anziani ai giovani. Oggi, tale trasmissione hanno mutato radicalmente la struttura della sua
spesso extrafamigliare e avviene orizzontalmente o popolazione, iniziando dai primissimi insediamenti
persino obliquamente, dagli anziani detentori dei di popolazioni di lingua tedesca provenienti dalla
saperi locali ai nuovi giovani residenti che aspirano a Valle di Saas in Svizzera (Walser) nel corso del
portare avanti tali tradizioni. Le stesse considerazioni Medio Evo. Inoltre, Macugnaga ha unintensa storia
valgono per le risorse materiali (propriet fondiarie, mineraria che risale al diciottesimo secolo e che
immobili o intere borgate) e per la loro trasmissione proseguita fino alla chiusura della miniera nel
e gestione. 1961. La nascita del turismo di massa ha offerto
una via duscita dalla conseguente crisi economica
Unattenta osservazione delle dinamiche locali nelle e dagli anni 60 in poi la comunit di Macugnaga si
varie aree alpine ci ha consentito di individuare dedicata quasi esclusivamente al turismo. Tuttavia,
diversi schemi di utilizzo e trasmissione delle risorse. possibile riscontrare elementi di discontinuit
I processi demografici concorrono a determinare perfino nel corso di questa fase turistica. Allinizio la
questa matrice di schemi diversi che oscillano tra promozione turistica puntava prevalentemente sugli
continuit e discontinuit. Come suggerisce Mauro sport invernali. Negli anni 80 la caratterizzazione
Varotto, decremento demografico e spopolamento Walser della comunit divenne uno strumento di
non sono la stessa cosa e non si verificano valorizzazione turistica, specialmente con lausilio
necessariamente contemporaneamente. Si possono della Legge 482/99 Norme in materia di tutela delle
registrare episodi di decremento demografico anche minoranze linguistiche storiche. In Italia, questa
senza spopolamento o abbandono e, viceversa, legge ha aiutato i parlanti di lingue minoritarie a
labbandono pu verificarsi senza calo demografico riprendersi la propria lingua e il proprio senso
o percettibili movimenti della popolazione (Varotto, di appartenenza, contribuendo in tal modo
2003, pag. 105). allattrattiva di alcune localit di montagna.

La discontinuit non sempre, o soltanto, dovuta Negli ultimi anni, a causa della crisi che sta
a un mutamento delle risorse. Piuttosto, essa attraversando il settore del turismo, la comunit
attribuibile a diversi modelli di selezione delle di Macugnaga sta iniziando a mostrare segnali di
risorse di cui la comunit si avvalsa in momenti un necessario ripensamento della propria offerta
diversi. Questa selezione, unita allo spopolamento turistica. La comunit deve riflettere su come
che svuota le comunit montane da decenni, lascia riconfezionare le risorse disponibili per restare
dietro di s quelli che Cognard (2006) ha definito competitiva sul mercato turistico. Gli spazi vuoti
spazi vuoti, o spazi di intervento che possono lasciati dalla contrazione del turismo di massa sono
essere riempiti da nuovi abitanti o da nuove divenuti unoccasione per le giovani generazioni di
generazioni. La continuit, al contrario, pu essere immaginare nuovi modi di valorizzare e trasmettere
vista come uno sfruttamento delle stesse risorse i saperi e le tradizioni.
tramite una serie di cambiamenti e di innovazioni
che consentono alla comunit di colmare eventuali Al contrario, lalta Valle Pellice nelle Alpi piemontesi
spazi vuoti facendo prevalentemente affidamento occidentali, e in particolare le comunit di Bobbio
sulle proprie risorse economiche, sociali e culturali. e Villar Pellice, rappresentano un caso di continuit
delle risorse locali. Oggi, come in passato, la pastorizia
Due casi studiati adottando un approccio montana uno dei tratti distintivi delleconomia e
etnografico contribuiscono a mettere a fuoco due della cultura locali (Fassio, 2014). Tra gli anni 60 e 80,
diversi schemi di utilizzo delle risorse materiali e nel corso di un periodo di massiccio spopolamento
immateriali collocati in punti diversi del continuum delle montagne, questo settore ha conosciuto grandi
tra discontinuit e continuit. difficolt e trasformazioni. Tuttavia, la resistenza di
alcuni allevatori e lintervento dei comuni che hanno
Il caso di Macugnaga, un comune piemontese di investito nei loro alpeggi hanno rivestito un ruolo
circa 600 abitanti situato sul versante orientale determinante nel consentire la prosecuzione o la
del Monte Rosa, quindi lungo il confine tra Italia e ripresa delle attivit pastorali. Oggi, la maggior parte
Svizzera, particolarmente interessante, in quanto degli alpeggi della valle appartiene alle comunit

50
Uso delle risorse alpine: dal passato al presente

di Bobbio e di Villar Pellice, i cui residenti hanno Riferimenti


una sorta di diritto di prelazione su di esse. Questo
sistema ha favorito le famiglie pastorali che, bench Btzing W. (2003), Die Alpen. Geschichte und Zukunft einer europischen Kultur-
colpite da importanti mutamenti socio-demografici, landschaft, Mnchen, Beck.
conservano ancora oggi un ruolo fondamentale Bender O., Kanitscheider S. (2012), New immigration into the European Alps:
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Borsdorf, 2009; Dematteis, 2011; Steinicke et al., Fassio G. (2014), Une plurilocalit verticale. Le cas des mnages agro-pastoraux
2011; Bender and Kanitscheider, 2012; Viazzo, 2012; dans la valle du Pellice, in Cahier de Dmographie locale. Multilocalit et dmog-
Corrado, Dematteis, Di Gioia, 2014). raphie locale, forthcoming.
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alpine [En ligne], 101-3 | 2013. URL: http://rga.revues.org/2243.

51
Sessione 2

Keynote

I futuri percorsi delle regioni alpine: lezioni tratte dal


progetto Mountland

Andreas Rigling, Robert Huber


WSL Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e
il paesaggio, Birmensdorf, Svizzera

Le regioni montane forniscono beni e servizi dei dati ed esperimenti ecologici sul campo in tutte
ecosistemici (BSE) fondamentali sia agli abitanti e tre le regioni studiate. Tali dati e risultati sono
delle montagne, sia a chi vive al di fuori delle aree stati usati come input per modelli meccanicistici di
montuose. La capacit degli ecosistemi montani di dinamiche paesaggistiche che simulavano leffetto
fornire servizi fondamentali, tuttavia, a rischio. del cambiamento climatico sullo sviluppo degli
Il surriscaldamento del pianeta comporter alberi e sulla composizione delle foreste su scala
probabilmente effetti rapidi e di importanza cruciale paesaggistica. Il risultato di queste simulazioni
per gli ecosistemi nei prossimi decenni. Inoltre, stato utilizzato come input per un modello socio-
i cambiamenti nei processi di adozione delle economico di sviluppo territoriale geograficamente
decisioni politiche a vari livelli e nelle condizioni esplicito. Tale modello coniugava i risultati delle
socioeconomiche di contorno stanno provocando scienze naturali con scenari di mercato e politici
rapidi mutamenti nella destinazione dei suoli. per simulare leffetto dei mutamenti climatici
e nellutilizzo dei suoli sulla fornitura di BSE. Le
Il progetto MOUNTLAND ha esaminato tre casi di analisi delle reti di politiche per i settori agricolo
regioni svizzere: un paesaggio di pascolo boschivo e forestale sono state impiegate per valutare
nel Giura, una regione interna alle Alpi nel Vallese, soluzioni di politiche alternative. In tutte le regioni
sensibile alla siccit, e lalta regione alpina di Davos, oggetto di studio, si verificato un coinvolgimento
sensibile alla temperatura. Lo scopo del progetto istituzionalizzato e regolare delle parti interessate.
era 1) analizzare limpatto dei mutamenti climatici
e dei cambiamenti nella destinazione dei suoli In generale, gli studi sperimentali e i modelli di
sulle dinamiche forestali, sulla gestione forestale e simulazione indicano che i BSE forestali saranno
sullagricoltura e 2) migliorare le pratiche di utilizzo duramente colpiti dallimpatto diretto del mutamento
del suolo e 3) sviluppare innovative soluzioni climatico. Per contro, i cambiamenti nei BSE agricoli
strategiche che tutelino la fornitura di BSE in un sarebbero dovuti principalmente al mutare delle
futuro mutevole. condizioni economiche che alterano lutilizzo del
suolo e la gestione territoriale. Per quanto riguarda
stato applicato un approccio integrativo che le tre regioni studiate, abbiamo ritenuto che i
coniugava metodologie delle scienze naturali, seguenti risultati rivestano unimportanza specifica:
economiche e politiche. MOUNTLAND ha sfruttato i
dati di un preesistente monitoraggio a lungo termine

52
Uso delle risorse alpine: dal passato al presente

I pascoli boschivi dei monti del Giura subiranno


radicali cambiamenti nella struttura e nella
copertura forestale dovuti ai mutamenti
climatici. Le simulazioni indicano che la
popolazione di abete rosso, attualmente
predominante, croller a causa di una
maggiore siccit e che labete sar lentamente
soppiantato dal faggio. Questa transizione nelle
predominanza delle specie arboree produrr
paesaggi di minore ricchezza strutturale rispetto
a quelli odierni, con ripercussioni negative
sulla produzione foraggera, sulla diversit
paesaggistica e quindi sulla biodiversit. In un
futuro caratterizzato da una maggiore siccit,
Foto 2: area di studio Vallese: larea alpina interna sensibile alla sic-
questi BSE potranno essere forniti soltanto in
cit del Visp (foto di A. Rigling, WSL)
presenza di una sufficiente copertura arborea
isolante allinterno dei pascoli. Per conservare
una struttura a mosaico dei futuri pascoli legname) suggeriscono un generale aumento
boschivi, sar necessaria unagricoltura con del valore della maggior parte dei servizi
un patrimonio bovino invariato o addirittura ecosistemici. Per quanto riguarda il settore
superiore in tali alpeggi. Pertanto, i pascoli agricolo, un periodo vegetativo pi lungo
boschivi sono un caso particolare in cui la rappresenta un potenziale aumento della
conservazione della biodiversit e le misure produzione foraggera, che potrebbe tradursi
politiche del caso richiedono un aumento di in un aumento del numero di capi. Tuttavia
intensit dello sfruttamento del suolo, piuttosto unespansione della produzione animale non
che una sua diminuzione. redditizia n oggi, n in scenari futuri.

Nellalta regione alpina di Davos, la densit delle I nostri risultati suggeriscono che in siti asciutti
strutture forestali destinata ad aumentare, a basse quote (sotto i 1200 m s.l.m.) nellarea
con ogni probabilit, con potenziali effetti alpina interna del Vallese, si oltrepasser la
positivi sulla protezione dalle valanghe. Tuttavia, tolleranza alla siccit delle odierne specie
una protezione efficace potrebbe ridursi per arboree. Pertanto, occorre tener conto di una
effetto di un aumento di disturbi naturali, transizione verso specie pi resistenti alla siccit
come gli incendi o linvasione di scolitidi. La sul lungo periodo. A quote medie (1200-1800
quantificazione e la sovrapposizione di cinque m s.l.m.) si prevede che la siccit e gli scolitidi
BSE selezionati (protezione dalle valanghe, rappresenteranno importanti fattori delle
aspetti ricreativi, sequestro e stoccaggio della dinamiche forestali, mentre le foreste a quote
CO2, habitat per i galli cedroni e produzione di elevate (sopra i 1800 m s.l.m.) dovrebbero
crescere ed espandersi. Si prevede che tutti i
BSE subiranno le ripercussioni del mutamento
delle condizioni forestali, con specifici effetti
in funzione dellaltitudine. A medio termine, la
gestione delle foreste che mira ad aumentare
la resilienza delle foreste alla siccit potr
contribuire a conservare i BSE, per il momento.

Il settore agricolo della regione vallese dominato


dallagricoltura esercitata come professione
secondaria. La nostra analisi indica che questa
struttura garantisce una certa stabilit nellofferta
di BSE agricoli. Tuttavia, il modello mostra come
mercati agricoli pi aperti e cambiamenti nei sistemi
svizzeri di pagamento diretto intensificheranno
Foto 1: area di studio Giura: un paesaggio di pascoli boschivi (foto probabilmente in modo sensibile labbandono delle
di A. Rigling, WSL)

53
Sessione 2

Riferimenti

Numero speciale di Ecology&Society che fornisce una sintesi dei risultati del pro-
getto. www.ecologyandsociety.org/issues/view.php?sf=75
Il numero speciale del Giornale Svizzero delle Foreste (12/2012; in tedesco) riepiloga
i nostri risultati per quanto riguarda la selvicoltura. www.szf-jfs.org/toc/swif/163/12
Il numero speciale della pubblicazione Agrarforschung (7-8/2012; in tedesco e
francese) riepiloga i principali risultati relativi allagricoltura. www.agrarforschung-
schweiz.ch/archiv_11de.php?jahr=2012&band=3&heft=07%2B08
Per ulteriori informazioni su Mountland: www.cces.ethz.ch/projects/sulu/MOUNT-
LAND/%235

Foto 3: area di studio Davos: lalta regione alpina sensibile alla tem-
peratura (foto di A. Rigling, WSL)

terre agricole, con unequivalente perdita di BSE.


In questo contesto lanalisi della rete di politiche
agricole ha mostrato che una politica agricola tesa alla
produzione gode ancora di un forte sostegno politico
e, di conseguenza, molto probabile il configurarsi di
uno scenario di tutela dello status quo.

I risultati dei sondaggi, degli esperimenti e dei


modelli del progetto MOUNTLAND hanno rivelato
che i mutamenti climatici e socioeconomici
aumenteranno con tutta probabilit la vulnerabilit
degli BSE agricoli e forestali analizzati. Oltre a questi
risultati specifici di queste regioni, la nostra analisi
degli effetti dei mutamenti climatici ha rivelato
dinamiche e soglie non lineari, scarti temporali
ed effetti strascico in tutte le zone. In generale,
il mutamento climatico aumenta la vulnerabilit
dei BSE analizzati. Leterogeneit degli effetti
stata ancora pi marcata quando si sono presi in
considerazione i cambiamenti socioeconomici e i
feedback tra i sistemi uomo-ambiente.

La nostra analisi mostra che il quadro istituzionale


andrebbe rafforzato in modo tale da affrontare
meglio queste caratteristiche, consentendo 1)
approcci pi integrativi tra i settori, ossia agricoltura,
foreste e pianificazione del paesaggio e 2) una
gestione e una guida dei processi politici in unottica
maggiormente integrata che coinvolga i soggetti
economici locali. Perci per preservare e sostenere
la futura erogazione di BSE nelle regione montane,
gli indirizzi devono incentrarsi su politiche orientate
ai progetti e trans-settoriali e sulla pianificazione
geografica quale strumento di coordinamento per il
futuro sfruttamento del suolo.

54
Uso delle risorse alpine: dal passato al presente

Workshop 2-1

Stazioni sciistiche di piccole dimensioni:


mantenere la competitivit in un mercato maturo

Andrea Macchiavelli
Universit di Bergamo & Gruppo Clas, Italia

Contributi: dello sci (cambiamento climatico, invecchiamento


della popolazione, forte concorrenza da parte di
A ski resort for a proximity market altre forme di turismo), si sono aggiunti negli anni
Massimo Fossati, ITB Valsassina e ANEF pi recenti altri fenomeni che hanno sensibilmente
Lombardia modificato latteggiamento degli operatori delle
stazioni sciistiche, a cominciare dai gestori di
Youth as a potential market for mountain impianti di risalita.
resorts
Marco Rocca, Mottolino SpA Livigno In primo luogo la saturazione del mercato sciistico:
nei paesi occidentali si chiaramente avvertita
The policy of Ticino for the small ski resort una flessione delle presenze in montagna nei mesi
Charles Barras, Ticino Tourism invernali, anche negli anni con abbondanza di neve,
e soltanto le localit maggiormente attrezzate con
Strategies and perspectives for small ski una variet di servizi sono riuscite a mantenere una
resorts in France sostanziale stabilit; una parte della domanda dei
Jean-Marc Silva, France Montagnes mercati occidentali stata sostituita con una domanda
nuova proveniente dai paesi dell Est europeo (in
Da qualche anno a questa parte si ha la percezione particolare Russia, Polonia e Repubblica Ceca), ma
che qualcosa nel mercato del turismo della neve non possiamo dimenticare che anche in questi paesi
stia cambiando. Fino a circa 10 anni fa tutte le si stanno sviluppando nuovi resort per gli sport sulla
destinazioni sciistiche si ponevano sul mercato con la neve. Nella maggior parte dei paesi europei si sta
preoccupazione di vendere principalmente lo stesso facendo sentire la sensibile diminuzione dei fondi
prodotto, lo sci alpino, eventualmente affiancato da pubblici che, soprattutto nelle regioni a statuto
qualche altra attivit pi recente; poche erano le speciale, hanno in passato largamente contribuito
differenze nelle politiche di marketing tra le grandi a finanziare lofferta turistica alpina; questo sta
destinazioni e quelle pi piccole. In fondo il buon ponendo con maggiore urgenza la necessit di
andamento del mercato garantiva a tutte un proprio scelte prioritarie nel sostegno alle localit sciistiche.
spazio. Ma nellultimo ventennio i cambiamenti con Infine ed forse uno degli aspetti che comporta
forti implicazioni nel settore del turismo della neve le maggiori conseguenze la domanda di turismo
sono stati molti; a quelli ormai ben noti agli operatori sulla neve si va fortemente diversificando; accanto

55
Sessione 2

allo sci da discesa, in inverno, e allescursionismo, questo posizionamento su una categoria di clientela
in estate, si sono andate moltiplicando le attivit di alta gamma la stazione ha fatto il suo punto di
richieste dalla clientela, che diventano altrettante forza, anche nella campagna comunicazionale,
motivazioni per frequentare la montagna. La instaurando una buona collaborazione con le localit
montagna diventa quindi un contesto nel quale vicine e quindi favorendo una integrazione di servizi
provare esperienze diverse, con poca continuit e a livello di area.
sistematicit; parte di esse richiedono unattivit
fisica (racchette da neve, sci alpinismo, snowboard, Il secondo caso riguarda la localit di Autrans,
ad esempio in inverno, mountain bike, vie ferrate o localit a bassa quota (1000-1600 mt.) nei pressi di
altro in estate), altre invece appartengono alla sfera Grenoble con circa 6000 posti letto e 10 impianti di
dei divertimenti e dei piaceri, come la gastronomia, risalita, che ha trovato la sua specializzazione nelle
la ricerca di prodotti tipici e soprattutto la ricerca di attivit di sci nordico (non solo sci da fondo) alle
benessere. Questa domanda di zapping tra molte quali sono dedicati ben 130 km di piste. Se dunque
possibili attivit comporta da parte delle localit con riferimento allo sci alpino Autrans pu essere
sciistiche la necessit di soddisfare il turista offrendo considerata una piccola stazione, per le attivit
unampia variet di servizi, che non tutte le localit nordiche invece tra le prime 5 destinazioni di
di montagna sono in grado di offrire per ragioni di Francia. Anche in questo caso diventa comunque
budget, di risorse, o semplicemente di competenze. strategica la collaborazione con altre localit (Vercors
e Maudre) grazie alle quali si propone come
A partire da questi recenti fenomeni comincia a farsi componente di specializzazione di un network.
largo tra le piccole localit la tendenza a trovare
un proprio posizionamento sul mercato attraverso Anche Saint Pierre de Chartreuse si trova nei pressi
una caratterizzazione o una specializzazione delle di Grenoble ed una localit di bassa quota (900-
localit. Queste considerazioni, supportate dalla 1800 mt) con solo 35 Km di piste per lo sci alpino;
osservazione della realt, hanno definito il concept qui, facendo appello su antiche tradizioni si puntato
del workshop 4.1, che ha avuto appunto come a valorizzare lattivit di trail, legata in particolare al
obiettivo quello di presentare le strategie in atto benessere fisico, tanto da proporsi come la 1^ localit
da parte di alcuni qualificati operatori del settore di trail in Europa. Lattivit di trail (estivo e invernale)
accanto ad alcuni casi imprenditoriali innovativi. va quindi ad integrare il tradizionale sci alpino,
ma specializza la localit facendo ruotare attorno
Jean Marc Silva direttore di France Montagne, a questo tema anche le attivit commerciali e di
agenzia nazionale francese che rappresenta gli servizi (abbigliamento, formazione, servizi sanitari).
operatori del turismo montano, che operano in In conclusione Silva ha evidenziato che la strategia
circa 300 stazioni sciistiche, delle quali la met delle piccole stazioni oggi legata allidentificazione
vengono considerate piccole. Il problema quindi di elementi di peculiarit che oggi possono emergere
particolarmente avvertito anche perch le maggiori con maggiore trasparenza, grazie alla visibilit
stazioni francesi sono davvero di dimensioni democratica garantita dalle reti telematiche.
importanti e poche localit garantiscono la grande
maggioranza del fatturato. Silva nel corso del suo
intervento ha presentato tre casi di piccole stazioni,
che attraverso un proprio posizionamento specifico
sul mercato sono riuscite a farsi riconoscere ed
apprezzare dalla clientela.

La prima quella di Sainte Foy Tarantaise in Val


dIsre, una stazione con circa 40 km di piste,
circondata da localit pi grandi e ben conosciute
(Les Arcs, La Plagne, Tignes), che sembra aver
trovato un suo spazio grazie ad un posizionamento
su una fascia di mercato tendenzialmente alta,
raggiunta soprattutto attraverso unalta qualit degli
alberghi e degli alloggi (3500 posti letto complessivi),
che accolgono una clientela per l80% straniera, in
larga maggioranza proveniente dal Regno Unito. Di
Le stazioni sciistiche del Ticino

56
Uso delle risorse alpine: dal passato al presente

Charles Barras vice-direttore di Ticino Turismo, al mercato di prossimit, dal momento che nel
cantone della Svizzera Italiana. La sua partecipazione raggio di 60-80 minuti di auto pu essere raggiunta
al workshop stata particolarmente significativa da un bacino di circa 6 milioni di persone e che in
perch il Ticino dispone di 13 micro-stazioni valle vi un modestissimo numero di posti letto
sciistiche, con complessive 19 seggiovie/cabinovie alberghieri, mentre vi sono molte case di vacanza;
e 21 skilift, unofferta dunque obsoleta, non pi quindi la gestione della stazione, i servizi offerti e
presente in altri paesi; tra queste stazioni inoltre la comunicazione della localit stata decisamente
non vi alcuna collaborazione. orientata alla domanda dellarea metropolitana
milanese. Grazie anche al buon innevamento
Dal momento che tutte le stazioni sono in grave degli ultimi inverni, oggi lofferta sciistica dei Piani
perdita economica e che fino ad oggi sono state di Bobbio-Valtorta tra le pi frequentate della
sostenute dal Governo Federale, il problema quello Lombardia, quasi esclusivamente nei week end.
di definire una strategia che consenta di valorizzare le
localit che hanno qualche prospettiva di successo, Decisamente diverso il caso di Livigno, presentato da
concentrando su queste le risorse disponibili. Barras Marco Rocca amministratore delegato di Mottolino
ha dunque evidenziato un problema politico: dopo spa, una delle due societ di impianti di risalita di
un ampia analisi della situazione, il Consiglio di Livigno. Livigno ha circa 100 km di piste e a Mottolino
Stato ha proposto una strategia volta a concentrare fanno riferimento circa 40, non collegati con gli altri
le risorse sulla stazione di Airolo, che offre maggiori 60. La stazione quindi non piccola, ma un caso
opportunit, ma il Parlamento del Cantone ha interessante di strategia aziendale, dal momento
chiesto di finanziare anche le altre 4 stazioni pi che lofferta invernale ed anche quella estiva (MTB)
importanti, ritenendo indispensabile utilizzare le sono state orientate al segmento giovanile.
risorse a favore di tutte le aree. Il vero nodo emerso
dalla relazione di Barras tuttavia che non vi un Senza trascurare gli altri segmenti di mercato, che
strategia di marketing per le piccole localit del comunque garantiscono le numerose presenze
Ticino, n in termini di specializzazione delle singole nella localit, la societ Mottolino ha raggiunto una
localit, n in termini di integrazione e quindi di forte riconoscibilit grazie ad un politica di prodotto
politica unitaria per tutte le stazioni. che ha predisposto spazi appositamente creati per
il divertimento giovanile (piste per snowboard e
I due imprenditori presenti al workshop hanno per discesa su neve fresca, snowpark, spazi per
mostrato due casi di specializzazione nelle freestile, ecc.) grazie ad una politica di eventi di
destinazioni montane lombarde. Massimo Fossati sport e di spettacolo di grande livello, fortemente
Amministratore Delegato di ITB Servizi (Imprese orientata al target giovanile e grazie ad una politica
Turistiche Barziesi) che ha acquisito la propriet di comunicazione fortemente mirata. Oggi Livigno
degli impianti di 4 localit della Valsassina (Piani ha un tasso di internazionalizzazione delle presenze
dErna, Piani di Bobbio-Valtorta, Piani dArtavaggio molto elevato, grazie alla vicinanza con la Svizzera
e Pian delle Betulle) in prossimit di Lecco a e con la Germania, ma anche ad una politica di
circa 50-70 Km da Milano. Un tempo queste prodotto che attira sulla stazione unampia quota di
localit offrivano qualche opportunit sciistica, domanda giovanile di provenienza internazionale.
ma non essendo localit dalta quota si sono
progressivamente indebolite e 10 anni orsono non In conclusione, il workshop ha messo bene in
sembravano presentare le condizioni per una loro evidenza quanto veniva affermato nellintroduzione,
sopravvivenza. Unaccorta politica di gestione del e cio che si comincia ad intravedere qualcosa di
prodotto e di marketing sembra invece aver aperto nuovo nel mondo del turismo della neve. Le piccole
nuove possibilit. stazioni cominciano, pur timidamente, a cercare
una propria specificit da offrire al mercato; questa
In primo luogo lo sci stato concentrato in una tuttavia esige ancor di pi di individuare forme di
sola delle quattro localit acquisite da ITB (Piani di collaborazione e integrazione con altre localit in
Bobbio), quella che offriva maggiori potenzialit una prospettiva di offerta territoriale pi ampia della
per lampiezza dellofferta e per le condizioni di sola destinazione turistica.
altitudine, mentre per le altre stata riservata
una funzione ricreativa per famiglie, invernale ed
estiva. La stazione sciistica di Bobbio-Valtorta, con
circa 35 Km di piste, stata fin dallinizio orientata

57
Sessione 2

Workshop 2-2

Le risorse naturali nelle Alpi: Sostenibilit sociale e


ambientale nelle comunit del passato

Luigi Lorenzetti
Universit della Svizzera italiana, Svizzera

Da sempre, lambiente alpino rappresenta il luogo Il workshop il frutto di una serie di studi storici
di un confronto complesso e delicato tra luomo condotti in diverse zone dellarco alpino e confluite
e la natura con le sue costrizioni climatiche, in un numero monografico di Histoire des Alpes
morfologiche e altimetriche. Esso per ha anche Storia delle Alpi Geschichte der Alpen, la
fornito alluomo numerose opportunit connesse rivista dellAssociazione Internazionale per la
alla presenza di unampia gamma di risorse Storia delle Alpi. Concepito come unoccasione
naturali (acqua, boschi, pascoli, minerali, ) la cui di approfondimento e di sintesi, il workshop ha
valorizzazione gli ha permesso di sottrarsi dalla permesso di portare alla luce e di sottolineare una
cosiddetta egemonia del grano e dalla trappola serie di questioni e di temi che definiscono alcune
malthusiana a cui erano esposte molte economie coordinate centrali per un programma di indagine di
a vocazione monoculturale. Daltronde, le risorse pi ampio respiro riguardante la lettura storica della
naturali sono sempre state e forse pi che in sostenibilit delluso delle risorse nelle comunit e le
altri contesti geografici al centro delle economie societ alpine, del passato (ma anche del presente).
alpine. Per questo motivo, le Alpi rappresentano
un osservatorio ideale per affrontare il tema del Tre questioni di particolare rilievo sono emerse dai
rapporto tra le risorse e la sostenibilit nelle sue vari interventi proposti durante il workshop.
varie accezioni (ambientale, economica, sociale,
politica, ). Risorse, sostenibilit e rapporto con il mercato

Chinandosi su questo tema, il workshop Risorse Le risorse naturali e le loro forme duso, sono
naturali nelle Alpi. Sostenibilit sociale e ambientale storicamente definite in funzione della domanda
delle comunit del passato ha sottolineato come tale che la societ esprime verso determinati beni. In
rapporto vada colto allinterno delle realt storiche altre parole senza la domanda, le risorse sono un
entro cui si esplica. In altre parole, la profondit patrimonio sterile. Dunque non soltanto gli spazi
storica di tale rapporto risulta essere unimportante e le colture che contengono, ma anche i tempi
chiave di lettura per dare corpo al composito (e vanno considerati per stabilire quando una risorsa
spesse volte astratto) significato della sostenibilit diventa tale. Lestensione degli alpeggi (che in
e delle sue diverse sfaccettature che rinviano alla molte aree, a partire dallepoca moderna, hanno
dimensione ambientale, economica, sociale, e progressivamente sostituito le superfici coltivate)
politico-istituzionale. infatti il risultato della crescente domanda di

58
Uso delle risorse alpine: dal passato al presente

prodotti lattieri (formaggio, burro), di carne e di lana


espressa dalle economie urbane. Analogamente, lo
sfruttamento delle superfici boschive dellarco alpino
andato di pari passo con la crescente integrazione
delle regioni montane e di valle nelleconomia di
mercato. E anche la corsa alle risorse idriche dei fiumi
e dei laghi alpini ha subito unaccelerazione con la
crescita della domanda energetica delle economie
industriali e lo sviluppo dei moderni sistemi tecnici
di produzione idroelettrica. Queste tendenze non
sono per state prive di problemi. Nelle aree in cui
lo sfruttamento boschivo stato particolarmente
forte e dove lestensione delle superfici a pascolo
avvenuto a scapito del bosco, a pi riprese si sono
manifestati dei problemi idrologici allorigine di (materiali e immateriali). Proprio il carattere
fenomeni calamitosi di varia intensit (inondazioni, composito delle economie alpine e lo sviluppo
alluvioni, frane, valanghe, ). Ma problemi analoghi di sistemi economici integrati suggerisce di
si sono manifestati anche quando la pastorizia affrontare attraverso nuove prospettive il problema
alpina e prealpina ha iniziato il suo declino. della sostenibilit delle forme duso delle risorse.
Labbandono di molti alpeggi stato allorigine di Una di queste riguarda le interazioni che legano luso
problemi derivanti dalla mancata manutenzione del di varie risorse naturali. Basti pensare allo stretto
territorio. Analogamente, il progressivo abbandono rapporto tra sfruttamento delle risorse minerarie e
delle attivit di gestione dei boschi (anche a causa luso dei boschi che fornivano il legname necessario
della scarsa concorrenzialit dellindustria forestale per la costruzione dei cunicoli e per alimentare
alpina) ha favorito linsorgere di nuovi problemi i forni e le fucine destinate alla lavorazione dei
idrologici, connessi ai cambiamenti climatici. E metalli estratti. Altrettanto vale per il rapporto tra
anche la diminuzione dei lavori di manutenzione i pascoli e lacqua in quanto senza poter attingere
del corso dei torrenti ha generato considerevoli allacqua o approvvigionarvisi attraverso condutture
problemi al territorio. In tal senso, i problemi della o acquedotti era pressoch impossibile sfruttare i
sostenibilit ambientale possono scaturire sia da pascoli. Nellinsieme, appare vieppi chiaramente
modelli di uso delle risorse ad alta intensit, sia da come nelle societ alpine del passato luso
modelli di uso a bassa intensit, intrecciandosi con sostenibile di una determinata risorsa era legato
i problemi della sostenibilit economica e sociale al rapporto della stessa con altre risorse allinterno
delle comunit locali. del sistema economico locale o regionale. Per tale
motivo, appare necessario superare gli approcci
Infine, va rilevato che nei contesti alpini del passato il che prendono in esame in modo selettivo le singole
grado di pressione su una risorsa era data dallaccesso risorse. Si tratta piuttosto di promuovere delle analisi
ad altre risorse (esterne) attraverso leconomia che sappiano cogliere il carattere integrato delluso
di mercato. Se in molte occasioni leconomia di delle risorse. Nello specifico, si tratta soprattutto di
mercato quindi stata allorigine di uneccessiva capire in quale misura queste relazioni di dipendenza
pressione sulle risorse naturali, in altri casi essa ha abbiano condizionato le forme duso e i livelli di
permesso di attenuare tale pressione, attraverso sostenibilit (ambientale, ma anche economica e
la diversificazione delle strategie di sussistenza politica) che ne derivavano.
e laccesso a risorse esterne o di tipo immateriale
quali, ad esempio le competenze professionali In unottica inversa, va ricordato che nellarco alpino
messe a frutto attraverso lemigrazione. le varie risorse erano sovente oggetto di diversi usi.
Si pensi ai boschi utilizzati, per il pascolo, per la
Risorse, sostenibilit e usi integrati produzione di legname (da costruzione o per il
riscaldamento) e per i suoi prodotti (selvaggina,
Le analisi storiche degli ultimi anni hanno pi volte frutti, prodotti naturali, ) oppure ai corsi dacqua
sottolineato il carattere composito dei sistemi utilizzati per lirrigazione, per la produzione di
economici alpini e delle strategie di sopravvivenza energia idraulica, per la pesca, ecc. . Alla luce di
dei gruppi domestici, sovente basate su forme di tutto ci, la sostenibilit pu essere vista anche
pluriattivit che facevano capo a molteplici risorse come il prodotto dellelaborazione di strategie di

59
Sessione 2

convivenza tra usi diversi di una stessa risorsa; risorse e al loro uso. Il tema stato ampiamente
strategie che generalmente si rifacevano a logiche affrontato dalla comunit scientifica internazionale,
politiche e a rapporti di potere che le ricerche grazie soprattutto al premio Nobel per leconomia
storiche hanno iniziato solo da pochi anni a sondare. conferito a E. Ostrom nel 2009. In antitesi alle tesi
di G. Hardin, si pi volte dimostrato che i processi
Infine, la prospettiva diacronica ci ricorda che in di privatizzazione delle risorse collettive non hanno
epoca industriale la tecnologia ha determinato livelli sempre coinciso con un loro sovra-sfruttamento.
di sfruttamento delle risorse scarsamente compatibili Le analisi storiche sottolineano tuttavia la necessit
con i principi della sostenibilit ambientale. Basti di evitare la trappola del mito comunitario che
pensare allo sfruttamento idroelettrico che ha spesse volte individua nelle propriet collettive le
prosciugato innumerevoli corsi dacqua e alterato forme di appropriazione maggiormente compatibili
gli equilibri idrologici di numerose valli alpine. Nel con le logiche della sostenibilit. Il workshop ha
contempo, tuttavia, tale tecnologia ha consentito un mostrato che non sempre la gestione da parte delle
drastico calo della pressione sui boschi, in precedenza collettivit locali era garanzia di un uso sostenibile,
fonte energetica primaria per molte realt urbane vuoi per uneccessiva pressione sulle risorse stesse,
e di pianura. I sistemi tecnici costituiscono quindi vuoi per uninadeguata manutenzione dei sistemi
una componente importante nellevoluzione del che ne regolavano luso, innescando, ad esempio,
rapporto tra risorse e sostenibilit. problemi di ordine ecologico. Di converso, gli usi
promossi dallesterno non sempre sfociavano in
Risorse, sostenibilit e forme di appropriazione/uso forme di sfruttamento a bassa sostenibilit. In altre
parole, una corretta valutazione delle connessioni
Negli ultimi anni la ricerca storica ha posto uno tra forme di propriet e di uso delle risorse da
sguardo vieppi attento alle forme di appropriazione una parte, e sostenibilit dallaltra, deve portare
delle risorse e allarticolazione tra diritti di propriet a interrogarsi su chi traeva dalle risorse i maggiori
e diritti duso. Pi che in altre aree europee, lo vantaggi e sui rapporti tra interessi endogeni (locali)
spazio alpino ha a lungo conservato (e mantiene e logiche esogene.
tuttora) una significativa presenza di forme di
propriet collettive o comuni che richiamano
la questione su chi ha realmente accesso alle

60
Uso delle risorse alpine: dal passato al presente

Workshop 2-3

Diversit sociale e resilienza nelle regioni alpine

Ingrid Machold
Istituto Federale per le Aree di Montagna
e Svantaggiate (BABF), Austria

Karin Zbinden Gysin, Scuola di Scienze


Questo workshop stato organizzato nellambito Agrarie, Forestali e Alimentari HAFL, Svizzera
dellargomento a cui dedicata la Sessione 2
Lutilizzo delle risorse alpine: dal passato al presente. Per dare unidea della crescente diversit sociale
Il workshop si fondato sul presupposto che presente nellarco alpino, la moderatrice ha
limportanza della diversit sociale quale risorsa sia presentato un grafico tratto dal progetto di ricerca
spesso sottovalutata nel dibattito sulla valorizzazione Migrazione internazionale nelle aree rurali
delle risorse alpine. Il principale obiettivo del austriache promosso dallIstituto Federale per le Aree
workshop era quello di discutere delle implicazioni di Montagna e Svantaggiate (Machold et al. 2013).
della diversit sociale, soprattutto con riferimento La differenziazione tra la migrazione interna e quella
al sesso e alletnia, come strumento per sviluppare internazionale a livello regionale mostra un duplice
resilienza in un mondo pieno di sfide economiche e quadro dello sviluppo demografico delle regioni
ambientali. alpine (figura 1). A causa delle migrazioni interne
dalle zone rurali a quelle urbane e dellampliamento
Il workshop stato organizzato attorno ai seguenti tre delle aree agglomerate, la maggior parte delle aree
apporti tratti dallambito della ricerca e della prassi: rurali subiscono un calo della popolazione. Per la
maggior parte delle zone rurali periferiche, questo
Migliorare la resilienza regionale attraverso la rappresenta unevoluzion e pesantemente negativa.
diversit nelle regioni alpine
Theresia Oedl-Wieser, Istituto Federale per le Tuttavia, il grafico in figura 1 mostra laltra faccia
Aree di Montagna e Svantaggiate, Austria dellevoluzione demografica nelle regioni alpine.
Bench si parli molto di esodo rurale allinterno
Garantire e rafforzare i processi di di una determinata nazione, la migrazione di titolari
partecipazione il caso della riserva della di passaporti esteri verso le aree rurali dipinge un
biosfera Groes Walsertal quadro alquanto diverso. Rispetto al bilancio negativo
Ruth Moser, Riserva della Biosfera Groes della migrazione interna per la maggior parte delle
Walsertal, Austria zone rurali, quello della migrazione internazionale
positivo per tutte regioni, comprese quelle rurali.
La vita rurale alpina in una societ I cittadini stranieri contribuiscono notevolmente
diversificata: emigranti tirolesi nella giungla al positivo sviluppo demografico delle regioni
peruviana alpine austriache, mostrando che limmigrazione

61
Sessione 2

internazionale compensa, o almeno mitiga, le perdite possono adattarsi e sviluppare percorsi di sviluppo
di popolazione interna alle aree rurali. alternativi (Scott 2013). Per questo approccio,
importante sostenere la diversit per mantenere
Questi mutamenti demografici indicano un aumento a disposizione opzioni per affrontare, adattarsi a o
della diversit sociale nelle comunit rurali che pone dar forma al mutamento nel corso del tempo. Esiste
una serie di domande relative allaccettazione e unevidente correlazione tra i sistemi ecologici e quelli
allapprezzamento della diversit sociale allinterno sociali nelle regioni rurali: soltanto quando la diversit
delle comunit alpine. Inoltre pone la questione di ecologica garantita, possibile salvaguardare
come e se sia effettivamente possibile sfruttare la la qualit della vita della popolazione rurale. Se il
diversit sociale nelle strategie di sviluppo e nelle sistema sociale indebolito dallemigrazione dei
strutture di gestione regionali. giovani o dallo sfascio delle reti comunitarie, per
esempio, complessi sistemi ecologici potrebbero
Il primo contributo, di Theresia Oedl-Wieser (Istituto subire fenomeni di abbandono o di degrado. Inoltre
Federale per le Aree di Montagna e Svantaggiate), ha la diversit sociale (ossia et, sesso, istruzione,
fornito qualche dato sul concetto di resilienza e sulle esperienza, etnia, religione, orientamento sessuale)
sue implicazioni per lo sviluppo regionale. partita un importante indice dellapertura e della vitalit
da un elenco dei molteplici rischi di emarginazione delle zone rurali. I futuri sistemi di governance
a cui sono soggette le regioni alpine, ivi compresi i devono essere in grado di essere pi attenti verso
cambiamenti climatici e i mutamenti demografici le dinamiche della diversit sociale per conseguire
attraverso i processi migratori, nonch lindebolimento forme adattative di governance. La diversit sociale
complessivo delle strutture economiche regionali. deve essere considerata unimportante dimensione
Questi rischi di emarginazione hanno suscitato un di strutture gestionali regionali adattative che
dibattito concernente i presupposti dei percorsi di guardano al futuro prima di poter essere sfruttata
resilienza a livelli regionali diversi. Sono stati individuati appieno.
due diversi approcci alla resilienza. La resilienza
di equilibrio riguarda soprattutto la capacit Il successivo contributo, di Ruth Moser (Riserva
di assorbire gli shock e conservare comunque la della biosfera Groes Walsertal), ha delineato
funzionalit (Folke 2006, 253 e segg.). Al contrario, alcuni dei riferimenti e delle principali caratteristiche
la resilienza evolutiva mette in evidenza processi di della Riserva della Biosfera (RB) UNESCO Groes
cambiamento in atto e sottolinea il comportamento Walsertal. Il fulcro di questa presentazione era
adattativo e ladattabilit. rappresentato dai processi di partecipazione degli
ultimi anni. Bench i processi di partecipazione
La resilienza evolutiva d importanza alla nella Groes Walsertal abbiano avuto un grande
trasformazione, attraverso la quale i sistemi socio- successo inizialmente, sono emerse nuove sfide
ecologici (attraverso lazione individuale o collettiva) dovute alle elevate aspettative e a progetti che

Figura 1: Saldi migratori in 1000 abitanti, 2002-2012 (allanno). Fonte: Machold et al. (2013), pag. 148; aggiornato

62
Uso delle risorse alpine: dal passato al presente

richiedono una collaborazione e processi decisionali molti valori e consuetudini alpine furono conservati,
complessi. La domanda pi importante risultata: mentre la produzione agricola e i pasti furono adattati
come motivare persone con esperienze pregresse allambiente del luogo. Gli emigranti di Pozuzo
diverse a partecipare a campagne di cooperazione conservano ancora contatti con le loro origini tirolesi,
regionale? La partecipazione multilaterale rafforza la il che garantisce un continuo scambio culturale. Nel
cooperazione e contribuisce a garantire un processo 2007 circa 30 abitanti di Pozuzo visitarono il Tirolo
decisionale stabile e sostenibile nella regione della RB. per tre settimane, e ogni inverno dai tre ai dieci
abitanti del villaggio peruviano lavorano nel settore
stato presentato un elenco di varie attivit incentrate ospedaliero tirolese. Queste esperienze indicano
sullapproccio multilaterale e sul coinvolgimento che la diversit culturale pu produrre due risultati
di persone del luogo. Laccento stato posto in diversi quando si verifica la glocalizzazione:
particolare sui festival della Riserva della Biosfera. A competizione o interazione. Esiste sempre
partire dal 2011, ogni Festival annuale delle Riserve lopportunit di un apprendimento transculturale, e
della Biosfera dedicato a un tema diverso. Quello mentre i valori alpini mutano, possibile adattare
del Festival RB 2011 era il futuro; con lo slogan Noi e adottare (bricolage) nuove identit alpine affinch
siamo il futuro il Festival ha contribuito ad avviare un si conformino al contesto locale.
ampio processo di partecipazione. Il Festival RB 2012,
invece, stato incentrato sul presente e ha chiesto Le tre discussioni presentate si sono concentrate
Cosa c di valore nella valle della Groes Walsertal? sulla dimensione sociale delle risorse alpine e sul loro
Il Festival RB 2013 infine ha sfidato i partecipanti a sviluppo da vari punti di vista. Esse comprendevano la
riflettere sulla domanda cosa dobbiamo cambiare consapevolezza e laccettazione dellimmigrazione, la
per salvaguardare la [Groes Walsertal]? Tramite diversit sociale in contesti diversi e le interdipendenze
forme innovative di invito e di partecipazione, molti socio-ecologiche nelle attivit di sviluppo regionali. La
che altrimenti non sarebbero stati coinvolti sono stati discussione che ne derivata ha dimostrato quanto
invogliati a partecipare a questo processo dazione difficile coinvolgere persone di estrazioni diverse,
volto ad affinare e aggiornare la strategia regionale sia gli autoctoni che i nuovi arrivati, nei processi di
esistente per la Riserva della Biosfera Groes partecipazione regionali. necessaria ancora molta
Walsertal. Altre attivit affrontavano problematiche ricerca, soprattutto nellambito dei rapporti di potere
relative ai giovani (consiglio della giovent) e alle locali e regionali e delle reti di soggetti istituzionali
donne (forum delle donne). Le principali conclusioni e non. Quali sono i vantaggi della diversit sociale
di questi processi continui possono essere sintetizzati esistente nelle regioni alpine? Come dovrebbero
con le seguenti parole: 1) la gente vuole partecipare essere organizzate le strutture di governance per
e si interessa del futuro della propria valle, 2) consentire la partecipazione di gruppi spesso
lapertura dellorganizzazione delle RB grazie a emarginati come le donne e i giovani, oltre ai
processi partecipativi pi ampi agevola la condivisione nuovi arrivati, nei processi di sviluppo regionale?
di importanti intuizioni relative allo sviluppo futuro, La diversit sociale non deve essere inserita in un
3) il rafforzamento dei processi partecipativi produce atteggiamento difensivo ma, mentre prosegue il
una cultura della cooperazione, 4) i forum delle RB mutamento demografico, deve essere vista come
devono svolgere un ruolo strategico pi importante. una potenzialit di sviluppo sostenibile e resiliente
per le aree alpine.
Lultimo contributo, quello di Karin Zbinden Gysin
(Scuola di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari
HAFL), ha esaminato la diversit sociale da un altro
punto di vista. Nella sua presentazione Zbinden Gysin Riferimenti
mette le opinioni dei migranti al centro della sua
analisi, esaminando le dinamiche e la gestione della Folke, C. (2006), Resilienza: The emergence of a perspective for social-ecological sys-
diversit di un gruppo di emigranti alpini che vivono tems analyses. (Lemergere di una prospettiva di analisi dei sistemi socio-ecologici.)
nella giungla peruviana. Alla fine del XIX secolo, circa In: Global Environmental Change 16: 253-267.
300 tirolesi emigrarono nel villaggio di Pozuzo, nella Machold, I., Dax, T. e Strahl, W. (2013): Potenziale entfalten. Migration und Integra-
giungla peruviana, per sfuggire alle dure condizioni tion in lndlichen Regionen sterreichs. Forschungsbericht 68. Bundesanstalt fr
di vita del Tirolo. Gli emigranti portarono con s un Bergbauernfragen: Wien. http://www.berggebiete.at/cm3/de/download/finish/16-
sistema rurale alpino per quanto riguarda le case, forschungsberichte/510-fb68.html
lagricoltura, i valori e le consuetudini sociali. Anche Scott, M. (2013), Resilienza: A Conceptual Lens for Rural Studies? (Una lente concet-
se si registrarono matrimoni misti fin dallinizio, tuale per gli studi rurali?) In: Geography Compass 7/9 (2013): 597-610.

63
Sessione 2

Workshop 2-4

Lo stato e il destino dei ghiacciai alpini tracciati


negli archivi dei club alpini

Andrea Fischer
Istituto di Ricerca Interdisciplinare di Montagna dellAccademia
Austriaca delle Scienze, Innsbruck, Austria

Contributi: zone di alta montagna (Zemp et al., 2010). Fonti di


disastri naturali e di acqua per lirrigazione nelle
Documentation of glacier states in the aride vallate alpine interne, i ghiacciai influenzano
archives of the Alpine Clubs da moltissimo tempo le societ prevalentemente
Gebhard Bendler, OeAW, IGF, Austria agricole.

Glacier length changes in the European Alps: Il crescente interesse della popolazione urbana
Available data and future challenges europea per lintatta e selvaggia regione alpina e
Isabelle Grtner-Roer, Samuel U. per la sua cultura ha dato vita a tentativi di studiare
Nussbaumer, Michael Zemp, WGMS, Svizzera le Alpi a partire da met dellOttocento. Con la
costruzione delle ferrovie, un numero crescente
I ghiacciai alpini non sono soltanto preziosi e sensibili di persone hanno avuto la possibilit di visitare
indicatori dei cambiamenti climatici, influiscono le Alpi e si sviluppata uninfrastruttura turistica.
anche sul rapporto tra gli uomini e lambiente nelle Verso e poco dopo il picco glaciale della Piccola

Figura 1: Fotografie del ghiacciaio Ochsentaler (Silvretta Group, Austria) contenute negli archivi del Club alpino austriaco che mostrano la
ritirata del ghiacciaio e laumento dello strato di detriti tra il 1927 e il 2013 (fotografi: H. Kinzl e G. Gross).

64
Uso delle risorse alpine: dal passato al presente

Figura 2: Esempio di dati relativi alle variazioni di lunghezza dei ghiacciai Pasterzenkees e Schlatenkees negli archivi del Club
alpino austriaco disponibili presso il WGMS. Le immagini sono dello Schlatenkees nel 1880 e nel 2013 (Fischer et al, 2013).

Et Glaciale, furono fondati i club alpini di Austria, tempo prima rispetto a pressoch qualunque altro
Germania e Italia, i quali non solo costruirono documento paragonabile al mondo.
baite, ma condussero anche ricerche scientifiche
sulle Alpi. Oltre alle mappe cartografiche, furono Nel workshop, Gebhard Bendler del Club alpino
avviati, finanziati e pubblicati progetti di ricerca e austriaco e dellIstituto di Ricerca Interdisciplinare
spedizioni. Nelle Alpi austriache, per esempio, le di Montagna dellAccademia Austriaca delle Scienze
prime perforazioni di un ghiacciaio e una serie di hanno presentato una panoramica ed alcuni esempi
ulteriori indagini glaciologiche facevano parte del di documenti conservati negli archivi dei club alpini
programma scientifico del Club alpino austriaco. Il tedesco e austriaco dal punto di vista delle scienze
servizio di misurazione dei ghiacciai del Club alpino storiche. Attualmente si stanno compiendo sforzi
austriaco fu fondato nel 1891, poco dopo il servizio per inventariare e valutare gli archivi in specifici
di misurazione dei ghiacciai svizzeri. Fino ad oggi, contesti scientifici, come, ad es., la storia dei club
entrambi misurano e raccolgono dati relativi alle alpini, la geografia o la glaciologia regionali. Isabelle
variazioni di lunghezza dei ghiacciai alpini. Grtner-Roer del World Glacier Monitoring Service
(Servizio mondiale di monitoraggio dei ghiacciai)
Lo stato e il destino dei ghiacciai non sono (WGMS) di Zurigo ha presentato il lavoro di raccolta
documentati soltanto negli archivi scientifici dei di dati glaciologici di lungo periodo svolto dal
club alpini, ma anche in numerosi dipinti, schizzi e Servizio. Il WGMS uno dei principali fornitori di
fotografie, nonch nelle relazioni dei primi visitatori dati glaciologici al mondo e offre nuove opzioni per
e alpinisti. I parametri glaciologici, come lampiezza includere dati indiretti e ricostruzioni di ghiacciai
delle zone con neve granulare o crepacci, sono derivanti dagli archivi storici (Zemp et al, 2011).
registrati soltanto in questi documenti storici. Oggi Inoltre ha fornito esempi di raccolta di dati relativi a
questi dati rappresentano unindispensabile fonte di specifici ghiacciai e opzioni di accesso ai dati.
informazioni nellambito dei cambiamenti climatici
perch aiutano i ricercatori a comprendere i Alcuni dei partecipanti al workshop forniscono
cambiamenti passati e a prevedere gli scenari futuri. dati agli archivi; altri utilizzano i dati, molti fanno
La banca dati relativa ai ghiacciai alpini risale a molto entrambe le cose. Gli scienziati che generano

65
Sessione 2

soprattutto dati hanno espresso un vivo interesse Riferimenti


per la discussione delle strategie di acquisizione e
distribuzione dei dati. In particolare, le misurazioni Fischer, A., Patzelt, G., Kinzl, H. (2013): Length changes of Austrian glaciers 1969-
delle variazioni di lunghezza come strumenti 2013 (Variazioni di lunghezza dei ghiacciai austriaci 1969-2013). Institut fr Inter-
per documentare i cambiamenti dei ghiacciai disziplinre Gebirgsforschung der sterreichischen Akademie der Wissenschaften,
rappresentano una serie di particolari sfide. Un Innsbruck, doi:10.1594/PANGAEA.821823
esito molto importante stato laccento posto Zemp, M., Andreassen, L.M., Braun, L., Chueca, J., Fischer, A., Hagen, J.O., Hoelzle,
sullimportanza della documentazione fotografica M., Jansson, P., Kohler, J., Meneghel, M., Stastny, P. and Vincent, C. (2010): Glacier
annuale. and Ice Caps (Ghiacciaio e calotte glaciali). In: Voigt, T., Fssel, H.M., Grter-Roer, I.,
Huggel, C., Marty, C. and Zemp, M. (eds.): Impacts of climate change on snow, ice,
Alcuni degli utilizzatori dei dati glaciologici and permafrost in Europe: Observed trends, future projections, and socioeco-
provenivano dalle universit, altri dai servizi nomic relevance (Effetti del cambiamento climatico sulla neve, sul ghiaccio e sul
regionali o locali o dalle aziende. I partecipanti sono permafrost in Europa: tendenze osservate, proiezioni future e rilevanza socioeco-
stati informati dei dati disponibili e dellaccesso ai nomica). Centro tematico europeo Aria e cambiamenti climatici, Documento tecnico
dati tramite i servizi online del WGMS. Hanno avuto 2010/13: pagg. 46-65
anche la possibilit di articolare eventuali richieste Zemp, M., Zumbhl, H.J., Nussbaumer, S.U., Masiokas, M.H., Espizua, L.E. e Pitte, P.
di nuovi dati o formati, come ad es. i file relativi alla (2011): Extending glacier monitoring into the Little Ice Age and beyond (Estendere
copertura di neve granulare o alla forma delle zone il monitoraggio dei ghiacciai alla Piccola Et Glaciale e oltre). PAGES news, 19 (2):
dei ghiacciai. In particolare, i partecipanti provenienti pagg. 67-69.
dai servizi regionali hanno espresso un forte interesse
per laccesso ai dati dei ghiacciai delle loro regioni al Link utili
fine di utilizzarli in brochure, nei musei, nelle scuole
e per il turismo. Hanno indicato anche la valenza dei Homepage del WGMS con dati scaricabili: www.wgms.ch/
dati e dei documenti sui ghiacciai nel contesto della Homepage dei glaciologhi austriaci con link ai dati relativi ai ghiacciai pubblicati nel
sensibilizzazione ai cambiamenti climatici e allo database Pangaea del Centro per la Ricerca Polare e Marina Alfred Wegener: www.
sviluppo sostenibile. Attualmente, i servizi dati del glaziologie.at
WGMS non comprendono una raccolta pronta per Homepage del servizio di misurazione dei ghiacciai del Club alpino austriaco con
luso dedicata a questi utenti. Perci necessario accesso ad alcuni dei documenti e delle pubblicazioni storici: www.alpenverein.at/
proseguire gli sforzi per i) sviluppare un servizio portal/museum-kultur/gletschermessdienst/index.php
per questa tipologia di utenti e ii) per individuare Archivio storico (strumento di ricerca online) dei club alpini di Germania, Austria e
meglio i gruppi di utenti potenziali ed esistenti e le Sud Tirolo: /www.alpenarchiv.at/
loro esigenze. Finora, la principale comunit target Achrainer, Martin: Das historische Archiv der Alpenvereine (Larchivio storico dei
dei servizi dati esistenti era la comunit scientifica club alpini) www.alpenverein.at/portal_wAssets/docs/museum-kultur/Archiv-Do-
internazionale, i glaciologhi in particolare. Occorre kumente/Archiv-Dokumente-Texte/Achrainer-Historisches-Alpenarchiv-Arbido_ge-
adottare i provvedimenti necessari per rendere i schwaerzt.pdf
dati del WGMS disponibili e adatti a un pubblico pi Achrainer, Martin: Die Liebe zu den Alpen: Zur Grndung des Alpenvereins vor 150
ampio. Jahren (Teil 1) www.alpenverein.at/portal_wAssets/docs/museum-kultur/Archiv-
Dokumente/Archiv-Dokumente-Texte/Achrainer-Geschichte-Bergauf-2-2012.pdf
Il workshop ha dimostrato che vi una notevole Achrainer, Martin: Die Liebe zu den Alpen: Zur Grndung des Alpenvereins vor 150
domanda di dati glaciologici. Continueremo a Jahren (Teil 2) www.alpenverein.at/portal_wAssets/docs/museum-kultur/Archiv-
formulare una strategia per creare un servizio Dokumente/Archiv-Dokumente-Texte/Achrainer-Geschichte-Bergauf-3-2012.pdf
che risponda a questa domanda. In particolare,
la creazione di un database digitale aumenter
lutilizzo e limpatto dei dati che in precedenza
non erano ampiamente accessibili, migliorando in
tal modo la nostra comprensione dei mutamenti
storici nel rapporto tra gli uomini e lambiente nelle
delicate aree di alta montagna.

66
Uso delle risorse alpine: dal passato al presente

Workshop 2-5

Acque di Valle Camonica: il fiume Oglio nel


Medioevo e nella prima et moderna

Simone Signaroli
Servizio Archivistico Comprensoriale di Valle Camonica,
Capo die Ponte (Brescia), Italia

Contributi: La Comunit di Camonica rimase una regione di


frontiera della Repubblica di Venezia fino al 1797,
Tra medioevo ed et moderna: i diritti sul quando la Rivoluzione francese e le sue ripercussioni
fiume e sui ponti sullordine europeo ne sanc la fine. Per il successivo
Michele Pellegrini, Societ Storica Lombarda secolo e mezzo circa, la Valcamonica non ebbe un
governo unitario, per il quale si dovette aspettare la
Scrivere sullacqua: un repertorio di fonti seconda met del XX secolo, quando la Repubblica
archivistiche italiana stabil la nascita della Comunit montana di
Ivan Faiferri, Servizio Archivistico Valle Camonica.
Comprensoriale di Valle Camonica
In Breno, lantica capitale della Valle Camonica,
Il contesto storico e alcuni documenti la Raccolta Putelli conserva un esteso fondo di
documenti storici e volumi antichi. La raccolta che
A partire dal tardo Medioevo, la comunit di porta il nome dello storico locale e collezionista
Valle Camonica si riconosciuta come comunit antiquario Romolo Putelli (1880-1939) custodisce,
territoriale e ha affermato in pi occasioni la propria tra gli altri numerosi documenti, quanto resta
autonomia dalle citt ed entit politiche confinanti dellarchivio della comunit che governava la
come Brescia e Bergamo. Descritta talvolta come Valle Camonica nel tardo Medioevo e allinizio
una federazione di comuni rurali e montani, la dellepoca moderna. Qui lo studioso pu trovare
Comunit stata retta da un governo repubblicano una moltitudine di fonti storiche documentali, tra
nel corso di pi secoli e si governata tramite una cui fascicoli di documenti, relazioni fiscali, carte
serie di magistrati e consigli di rappresentanti eletti. dei privilegi, singoli atti notarili, lettere, bozze di
Non deve quindi soprendere che sia diventata discorsi politici, ecc. Presi congiuntamente, questi
parte della Repubblica di Venezia nel 1428, quando documenti consentono di descrivere secoli di vita
una lettera del doge Francesco Foscari ratific le della Comunit alpina.
trattative diplomatiche intercorse tra il Senato
e i rappresentanti della Valle Camonica. Tramite La Comunit di Valle Camonica e il fiume Oglio
lannessione alla Serenissima, la Comunit riusc
a mantenere il proprio assetto politico accedendo Se osserviamo il corso del fiume Oglio dalla sorgente a
nel contempo alla fitta rete commerciale di Venezia. sud del Monte Gavia fino al punto dimmissione nel Po,

67
Sessione 2

Tav. 1: Valle Camonica, la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano nel XVII secolo, Italia settentrionale; il fi-
ume Oglio evidenziato in azzurro (mappa disegnata su immagine della NASA: <http://visibleearth.nasa.gov>).

possiamo riconoscere due tratti principali che cosa conferiva alla Comunit questi diritti? In quale
sono geograficamente e storicamente distinti. La misura i magistrati della Comunit erano coinvolti
parte meridionale del bacino dellOglio segnava nella discussione delle problematiche idriche e nella
un confine, inizialmente tra i territori di Brescia gestione delle acque pubbliche? Come mut la loro
e Bergamo, successivamente tra la Repubblica di funzione nel corso di oltre quattro secoli?
Venezia e il Ducato di Milano (tav. 1). Questa regione
stata oggetto di ricerche approfondite in ragione Acque di Valle Camonica: un progetto di ricerca
della sua importanza nevralgica nella storia europea con finanziamento pubblico
come snodo commerciale e frontiera politica. Non
altrettanto palese limportanza storica del corso Allinizio del 2014 la Fondazione della Comunit
settentrionale del fiume, che comprende il territorio Bresciana ha stanziato un finanziamento per un
della Valle Camonica, ma esistono comunque progetto di ricerca condotto da il leggio s.c.s., una
numerose fonti documentali che forniscono cooperativa culturale e sociale di Valle Camonica.
informazioni sulla storia camuna. Il progetto ospitato dal Servizio archivistico del
comprensorio di Valle Camonica ha ricevuto anche
Se restringiamo lo sguardo alla Comunit di Valle una sovvenzione da parte della Comunit Montana
Camonica, veniamo a sapere da alcuni documenti di Valle Camonica, del Parco regionale dellAdamello
importanti che il fiume era stato generalmente e dalla societ privata Forge Monchieri.
gestito come un bene comune per diversi secoli.
In effetti alcuni capitoli dello Statuto (approvato Il team di progetto ha studiato la storia della
nel 1433, stampato per la prima volta nel 1498 e Comunit di Valle Camonica, la sua gestione delle
profondamente rimaneggiato allinizio del Seicento) risorse idriche e i rapporti intrattenuti con le
regolano espressamente il governo di acque comunit esterne (Brescia, Bergamo, Venezia), oltre
pubbliche, strade e ponti. Per esempio, la Comunit che con i comuni rurali e i proprietari terrieri che
era responsabile di tre ponti sullOglio (da nord a rientravano nel comprensorio della comunit. In
sud: Cedegolo, Cemmo e Breno) e gli amministratori particolare, Michele Pellegrini (ricercatore: il leggio
locali avevano lobbligo di prevenire linquinamento s.c.s. Societ Storica Lombarda) si occupato
della acque. Le loro responsabilit si estendevano delliniziale sovrapposizione giurisdizionale sul fiume
anche alla regolamentazione delle attivit di pesca Oglio tra Brescia (sia vescovato che comune) e la
e fluitazione del legname. Comunit di Valle Camonica. Egli ha studiato anche
la consuetudine successiva di demandare la gestione
Lo storico deve quindi interrogare i documenti delle risorse idriche agli amministratori locali della
esistenti per rispondere ad alcuni quesiti. Chi o comunit. Larchivista Ivan Faiferri (il leggio s.c.s.) ha

68
Uso delle risorse alpine: dal passato al presente

invece stilato un inventario delle fonti documentali Riferimenti


dal XV al XVIII secolo, concentrandosi sul materiale
di archivio della comunit (una serie di sedici registri Sul fiume Oglio
che coprono un periodo di tre secoli, dal 1492 al O. Franzoni, G.C. Sgabussi, Segni di confine, Breno 1996.
1796: tav. 2). Rive e rivali. Il fiume Oglio e il suo territorio, a cura di C. Boroni, S. Onger, M. Pegrari,
Roccaffranca 1999.
I risultati dellindagine sono stati pubblicati in un Civilt dacqua in Valle Camonica, Breno 2001.
volume (pubblicato anche come ebook in modalit
open access): Acque di Valle Camonica: Il fiume Oglio Sulla Comunit di Valle Camonica
tra Medio Evo ed et moderna, curato da Simone R. Putelli, Intorno al castello di Breno. Storia di Valle Camonica, Lago dIseo e vici-
Signaroli, Breno 2014 (Pubblicazioni del Servizio nanze da Federico Barbarossa a s. Carlo Borromeo, Breno 1915.
Archivistico Comprensoriale di Valle Camonica, Le comunit di valle in epoca signorile. Levoluzione della Comunit di Valcamonica
7). Una successiva sovvenzione dalla Regione durante la dominazione viscontea, secc. XIV-XV, Milano 1976.
Lombardia ci ha consentito di ampliare il progetto Repertorio di fonti medioevali per la storia della Val Camonica, a cura di R. Celli, I.
con la produzione di unesposizione documentale e Bonini Valetti, A. Masetti Zannini, M. Pegrari, Milano 1984.
un breve filmato documentario. M. Della Misericordia, I nodi della rete. Paesaggio, societ e istituzioni a Dalegno
e in Valcamonica nel tardo Medioevo, in La Magnifica Comunit di Malegno. Dalle
Il gruppo di ricerca stato coadiuvato da un comitato origini al XVIII secolo, a cura di E. Bressan, Ponte di Legno-Tem 2009, pp. 113-348
scientifico di tre studiosi di storia moderna: Prof.
Simona Negruzzo (Universit Cattolica del Sacro Sullarchivio della Comunit
Cuore), Prof. Sergio Onger (Universit degli Studi di M. Della Misericordia, Mappe di carte. Le scritture e gli archivi delle comunit rurali
Brescia) e Prof. Alessandro Pastore (Universit degli della montagna lombarda nel basso medioevo, in Archivi e comunit tra medioevo
Studi di Verona). ed et moderna, a cura di A. Bartoli Langeli, A. Giorgi, S. Moscadelli, Trento 2009,
pp. 155-278.
Per consultare i risultati del progetto, si rimanda al L. Giarelli, I sigilli della Comunit di Valle Camonica contenuti nella Raccolta Putelli
sito: www.cmvallecamonica.bs.it/pagine/archivi/ di Breno, Archivi, VII/2 (2012), pp. 57-68.
acquedivallecamonica. S. Signaroli, Per una storia archivistica della cancelleria della Comunit di Valle
Camonica in epoca veneta, Archivi, VII/2 (2012), pp. 69-80.

Edizioni principali dello Statuto della Comunit


Communitatis Valliscamonicae Statuta, Brescia 1498.
Statuta Vallis Camonicae, nuper ex deliberatione Consilii Generalis ipsius Vallis
multis de novo additis reformata et a Serenissimo Principe Venetiarum confirmata,
Brescia 1624.

Tav. 2: Breno, Museo Camuno, Raccolta Putelli, reg. 4, l. 59 (registro consiliare del 27 agosto 1574).

69
Sessione 2

Workshop 2-7

Tradizione irripetibile, modernit possibile

Luciano Bolzoni & Cristina Busin


ALPES societ cooperativa
Trento, Italia

Tradizione continuo e vivente fluire di nuove Percorrendo un qualsiasi sentiero di montagna


forme in dipendenza del divenire irripetibile di un ed imbattendosi in una dimora abbandonata, in
rapporto tra causa ed effetto, fiume armonioso una solitaria centralina elettrica apparentemente
e differente in ogni ansa e non acqua stagnante o non funzionante, in una vasca di pietra che fu un
ritorno. (Carlo Mollino) tempo una fontana o fermandosi a guardare il
paesaggio seduti su un tronco intagliato apposta
Larchitettura moderna non aspetta il tempo, lo per far posto allescursionista, si tende a fondere e a
sfida, chi vincer? (Gio Ponti) confondere in una sola sintesi le due entit presenti
in quel momento, luomo, inteso come soggetto
Lintento del lavoro presentato al Forum Alpinum di di passaggio e la natura che lo circonda o, miglior
Boario, ed anche pi in generale limpegno di Alpes, definizione, il paesaggio in cui immerso.
riguarda sostanzialmente una precisa filosofia
riguardante le Alpi per come sono e non gi per In realt il paesaggio alpino e non solo questo il
come vorremmo che fossero. luogo in cui viviamo la nostra vita di abitanti, viverlo
e vederlo gi modificarlo: averne cura ha a che
La premessa necessaria e indica molto chiaramente vedere con aver attenzione verso il nostro spazio
la strada che abbiamo intrapreso quando abbiamo di vita. E proprio per questo il paesaggio non
fondato la cooperativa Alpes nel 2012, indicando da un bel panorama n un semplice diorama che
subito il pay-off coincidente con un preciso concept funge da fondale alle nostre giornate in montagna
di fondo: identit, promozione e sviluppo, tre ma, piuttosto, la somma delle nostre esperienze
termini che indicano la nostra volont di rielaborare di abitanti e di fruitori dellesperienza. A uomini
i temi ed i valori delle comunit alpine con cui diversi corrispondono paesaggi differenti, gli
collaboriamo, partendo proprio dallaccettazione abitanti residenti delle vallate montane lo vivono
delle caratteristiche dei luoghi in cui vivono, in altro modo rispetto a come lo pu osservare,
sottolineando i caratteri principali a fronte di un studiare e comprendere un abitante della pianura.
consolidamento delle matrici identitarie. Un contadino o un maestro di sci lo percepiscono
con modalit dissimili da quelle di un architetto che
Rivalutazione e non riscoperta, questa la linea da opera nelle vallate: ma tutti lo riconoscono come
seguire per sottolineare il valore culturale delle una replica del loro vissuto. Tale osservazione mira
popolazioni alpine e del loro paesaggio. a precisare limportanza del paesaggio con tutti i

70
Uso delle risorse alpine: dal passato al presente

caratteri che contiene: identitari, sociali, storici e


soprattutto naturali. Il vissuto degli abitanti di un
luogo e quindi di un paesaggio costituisce lessenza
della tradizione che materia in divenire, un rio che
scorre e non uno specchio di acqua stagnante, come
ricordato dallarchitetto Mollino. Lo stesso modo di
vivere e di percepire la montagna di un abitante della
pianura opposto a quella del residente che la vive
ogni giorno. La percezione delle Alpi da parte di chi
non ci vive pesa sullimmagine che viene prodotta
correntemente, ancora legata alla semplicistica
bellezza dei monti e delle valli contrapposta allo
squallore delle periferie urbane ed alle ciminiere
delle fabbriche (oggi scomparse!).
nulla campeggiano miniature di dimore in legno
Tutto ci rivela eloquentemente quanto la uguali a quelle che si trovano nelle palle di neve, la
tradizione, intesa come sfogo culturale e non come sostanza della montagna ha incontrato il futuro e la
visione proiettabile nel quotidiano, pesi sulla nostra rete arrivata sulle Alpi prima che in altri luoghi.
comprensione della montagna. Ma, attenzione, la Impossibile non tenerne conto.
tradizione non un linguaggio. Solitamente si crede
che sia difficile se non impossibile trovare unaffinit Per questo per costruire il futuro si deve lavorare sul
tra la montagna e il futuro; per molti la montagna passato e quindi sul consolidamento della tradizione,
rappresenta ancora il passato, la memoria, il rifugio di tutte le tradizioni che per devono essere superate
inteso come angolo di paradiso dove il tempo con nuovi spunti di miglioramento. Tradizione
si fermato e lo spazio rimasto immutato. La irripetibile, modernit possibile perch, come
montagna viene vissuta pi come unimmagine che richiama la presentazione del nostro intervento,
come luogo. Un fotogramma mentale che ancora attraverso la rilettura del passato e la proposizione di
viene replicato come unica entit memorizzabile, azioni ed iniziative collettive sul territorio, possibile
immutata, immutabile e non modificabile. realizzare concretamente un diverso approccio alle
risorse territoriali, aprire nuove proposte culturali e
La montagna che conosciamo, ricordiamo e riscoprire ricchezze dimenticate a beneficio sia dei
frequentiamo non pi quella di un tempo e quindi frequentatori che degli abitanti. In modo particolare
non pi descrivibile con una banale boule de ci premeva dimostrare concretamente che possibile
neige che presenta/rappresenta una riproduzione realizzare eventi che portino ad un circolo virtuoso
mentale delle Alpi non pi attuale. Nonostante i e non vizioso sul modo di vedere ed intrepretare
numerosi tentativi immobiliari di chalettizzare le le risorse territoriali alpine e quindi rivalutarle. Un
vallate alpine, reiterando case e casette-giocattolo circolo virtuoso che vede la tradizione e lidentit
immerse in panorami (non in paesaggi) sempre alpina uscire dallenclave che in modo pi o meno
pi finti, innevati ed eterei dove nel bel mezzo del volontario si creata nel corso del tempo, traendo
ossigeno e nuova vita dallo scambio creativo con
la pianura e la citt, le cui storie e vicende sono in
ogni caso inevitabilmente legate dalla nascita della
villeggiatura alpina in poi.

Il fruitore della cultura alpina, anzi labitante delle Alpi,


sar tale quindi non per nascita ma per vocazione,
per consapevolezza, conoscenza e confronto con
altre culture, che potr reinterpretare sul proprio
territorio (che vive o che visita), per arrivare ad una
sempre maggior padronanza di s e dei suoi luoghi.
Dal passato al presente, dalla pianura alle Alpi,
senza aver timore di valorizzare tutte le differenze,
anche le bellezze meno evidenti e pi difficili,
perch vengono considerate comunque parte

71
Sessione 2

abitato, paesaggio, spazio inteso come luogo di vita,


area naturale o costruita, tutti termini che riportano
allimportanza dellhabitat che costruisce ogni
giorno la sua storia in un alternarsi di accadimenti
quotidiani, di comportamenti e di azioni sociali che
vanno a formare un paesaggio culturale in tutti i
sensi.

Questo il luogo del nostro lavoro. Partendo da


questi fondamentali delle comunit locali, Alpes
ha elaborato alcune iniziative culturali in diversi
luoghi delle Alpi, portando al Forum le esperienze
pi significative, le proprie bellezze difficili, per
comprovare come, al di l di ogni linea di pensiero e
di ideologia, sia concretamente possibile far partire
e mantenere quel circolo virtuoso sul territorio e
con quali ricadute, introducendo la definizione di
redditivit della memoria ovvero la capacit di
far tesoro delle proprie testimonianze del passato,
intendendo la cultura come capacit di creare valori
anche economici. Alpes quindi progetta le iniziative
integrante di quel luogo e della sua storia, testimoni estrapolando e sottolineando le realt culturali di un
di uno scorrere del tempo e di vicende che hanno luogo.
generato il paesaggio e il momento contemporaneo
ed attuale. Come nella citazione di Carlo Mollino Tra i progetti presentati quelli che hanno suscitato
pi volte richiamata: un rapporto di causa ed maggiore interesse sono, senza dubbio, quanto
effetto, un fiume che fluisce armonioso e non acqua realizzato a Cervinia e in Val Martello. Nello scorso
stagnante. agosto abbiamo realizzato a Cervinia la seconda
edizione del format Paesaggi straordinari in
Questa la filosofia generale che attraversa il nostro occasione del sessantesimo anno di costruzione
lavoro sul territorio e tutte le iniziative correlate. della sua architettura moderna pi nota, la Casa
Arriviamo ai nostri progetti ed iniziative cultuali, del Sole dellarchitetto torinese Carlo Mollino;
pianificate e realizzate insieme alle comunit con liniziativa era inquadrata nel recupero dellidentit
cui operiamo, alcune delle quali oggetto del nostro dellarchitettura moderna realizzata nellarco alpino
workshop. La stessa forma giuridica scelta per Alpes, e a Cervinia in particolare, da qui il nome dato
la forma cooperativa, la dimostrazione di quanto allintera iniziativa, Mollino, Architettura & more
tutti noi crediamo nella multidisciplinariet delle scelto insieme allamministrazione comunale e al
proposte. consorzio turistico locale.

Abbiamo creato una rete di soci, collaboratori e


professionisti che ci forniscono diversificate riletture
dello stesso paesaggio e questo permette di
muoverci in diverse direzioni, sperimentando quello
scambio creativo sopra richiamato. Naturalmente le
riletture si riferiscono alla pi ampia condivisione,
realizzando proposte di elevata qualit culturale
ma al di fuori dei consueti schemi, privilegiando
un linguaggio semplice ed immediato e pertanto
estremamente accessibile e riconoscibile. Alla base
di tutto ci, sussiste sempre e comunque un grande
lavoro, quasi una passione irrefrenabile, nella ricerca
dei luoghi, delle persone, della storia e delle risorse.
E qui torniamo allimportanza del luogo ed alle sue
tante accezioni naturali e sociali: territorio, suolo

72
Uso delle risorse alpine: dal passato al presente

Limportanza dellarchitettura nella societ, spesso


sottovaluta, seppur arte di vivere nei luoghi ci ha
portato allestremo opposto dellarco alpino, la Val
Martello, teatro dove giace solitario ed abbandonato
lalbergo Sporthotel progettato dal grande architetto
Gio Ponti, che stato oggetto di una iniziativa legata
al potenziale recupero a fini culturali di questa
importante struttura turistica, svoltasi nel luglio
2013. In entrambi i casi ci siamo trovati immersi
in un territorio in cui lindiscussa bellezza del
paesaggio naturale, con il Cervino nel primo luogo e
il Cevedale nel secondo, conviveva apparentemente
senza dialogo, con le apparentemente discusse
(o discutibili) architetture moderne del Breuil e
la rovina dello Sporthotel realizzato dal grande
architetto milanese.

A conclusione del nostro intervento, ci premeva


dare prova di come sia possibile, percorrere
concretamente una nuova azione nellapproccio
e nella divulgazione della cultura ed identit alpine,
che unisca, con moderazione e cognizione di causa
ed a beneficio sia degli abitanti che dei frequentatori,
entrambe le spinte sia quella modernista che per
spesso vede le Alpi solo come un immenso parco
giochi, sia quella tradizionalista, anchessa spesso
volta ad un esclusivo beneficio turistico, diretta
a vedere lambiente alpino solo come la ripetuta
proposta di riti e costumi del passato non priva di
evidenti forzature per favorire pro loco e aziende di
soggiorno. Il futuro, ne siamo convinti, sar invece
fatto di apertura e scambio tra diverse forme di
cultura e di visioni, un fiume armonioso e differente.

73
Sessione 3

Sessione 3

La governance delle risorse alpine

Moderatore: Mimi Urbanc, Slovenian Academy of Sciences and Arts, Ljubljana,


Slovenia

La sessione 3 verte sulla governance delle risorse alpine nel tentativo di trovare
soluzioni a una sfida che, sebbene fondamentale, rimane ancora irrisolta: trovare
i migliori modelli di governance al fine di garantire un utilizzo sostenibile delle
risorse alpine. Vi saranno tre presentazioni che prenderanno in esame diversi
aspetti della questione. La prima presentazione verter su due approcci per una
gestione pi sostenibile delle risorse alpine (regimi istituzionali delle risorse e
spazi regolatori funzionali) e sar seguita da un contributo sulla partecipazione
che necessaria per prendere decisioni nel lungo periodo, ampiamente accettate
e sostenibili. La terza verter sulle diverse prospettive di governance regionale e
fornir degli spunti su come la capitalizzazione dei progetti di sviluppo territoriale
sostenibile possa contribuire alla governance delle risorse alpine.

74
La governance delle risorse alpine

Keynote

Regimi istituzionali delle risorse: un nuovo approccio


per una gestione pi sostenibile delle risorse alpine

Stphane Nahrath
Istituto universitario Kurt Bsch &
Universit di Losanna, Svizzera

Lo sviluppo sostenibile un tema la cui importanza questione (stock) dovrebbero regolamentare tutte
stata riconosciuta a livello politico da ormai 20 le unit (raccolto) estraibili in un dato momento e
anni (WCED, 1987). Ciononostante, il degrado luogo (fig.1). Lattuazione di una simile strategia si
ambientale derivante dallo sfruttamento eccessivo articola in tre fasi successive che richiedono alcune
delle risorse quali il suolo, lacqua, il paesaggio, decisioni politiche importanti:
laria, ecc. rimane un problema importante per la 1. A livello normativo va definito un contingente
maggior parte dei paesi (McNeill, 2001). Nelle aree massimo globale di estrazione/ritiro delle
geograficamente pi sensibili come le montagne, il unit di risorsa. Tale contingente deve essere
degrado e lo sfruttamento eccessivo delle risorse determinato sulla scorta di criteri quantitativi
desta particolare preoccupazione. Le numerose e qualitativi compatibili con i requisiti ecologici
politiche che si occupano delle risorse (ambientale, volti a garantire la rigenerazione della risorsa
pianificazione territoriale, tutela del paesaggio, (livello 2). Supponiamo che la determinazione
ecc.) spesso non riescono a ottenere effetti duraturi del contingente sia una questione politica
e sostenibili. In questa presentazione affronter il cruciale che dipende dal minore o maggiore
tema a partire dai seguenti quattro obiettivi. rigore con cui una societ fa propria la nozione
di sostenibilit.
Innanzi tutto esaminer i principali limiti delle
politiche ambientali attuali dal punto di vista dello 2. Il contingente globale deve essere ripartito tra
sviluppo sostenibile. In particolare intendo illustrare i diversi utilizzatori (beni e servizi), idealmente
come le attuali politiche ambientali basate sulla in sintonia con i principi di sostenibilit sociale
nozione di limitazione delle emissioni non siano ed economica.
in grado di realizzare gli obiettivi di uno sviluppo 3. La percentuale di unit di risorsa assegnata
sostenibile (Knoepfel, Nahrath, Varone 2007). a un bene o servizio specifici sar distribuita
a sua volta tra i diversi gruppi di utilizzatori
Successivamente argomenter a favore di un sotto forma di contingenti individuali (livello
mutamento di paradigma al fine di adottare un 1). Nel complesso, un simile sistema di
approccio alla sostenibilit incentrato sulle risorse. regolamentazione rappresenta ci che
In effetti le strategie per lo sviluppo sostenibile definiamo un regime istituzionale per le risorse
che potrebbero con ogni probabilit mantenere o naturali (Institutional Resource Regime, IRR).
ripristinare la capacit riproduttiva della risorsa in

75
Sessione 3

propriet o utilizzo dei proprietari e/o utilizzatori


delle risorse (p.es. campagne dinformazione,
sussidi o agevolazioni fiscali per promuovere il
comportamento auspicato).

Regolamentazione tramite politiche che


Harvest influiscono sul valore e la sostanza dei diritti
di propriet. Gli strumenti politici utilizzati
in questo caso vanno a incidere sui diritti
di disposizione e/o utilizzo dei soggetti che
Stock
sfruttano la risorsa. Tra questi figurano per
esempio le restrizioni allo sviluppo, il controllo
sulle emissioni atmosferiche o di inquinanti
nellacqua, le restrizioni alla raccolta (foreste,
piante rare e animali selvatici) e ai diritti di
accesso (a rive dei laghi, foreste e biotopi
fragili).

Actor users Regolamentazione tramite la ridefinizione


Good / service used della costituzione di diritti di propriet (in
Rule ensuring exploitation ( right of use ) (layer 1)
Rule(s) ensuring the restrictive coordination of use rights between users (layer 2)
genere intervenendo sul codice civile). Sono
necessarie in questo caso diverse modifiche
Figura 1: I due livelli regolamentari di un regime sostenibile per le risorse:
contingenti globali e individuali.
sostanziali ai diritti di propriet. Tali modifiche
avranno ripercussioni sulla portata e la natura
dei diritti di disposizione e utilizzo dei soggetti
A partire dallidea di un regime istituzionale per le che sfruttano la risorsa. In Svizzera lesempio pi
risorse (IRR), presenter un quadro analitico tramite significativo di questo tipo di regolamentazione
cui illustrer meglio le condizioni necessarie a una stato lapprovazione del Codice Civile svizzero
regolamentazione pi sostenibile delle risorse. Il che ha fornito una definizione uniforme a
modello concettuale del IRR riguarda aspetti come la livello federale dei diritti di propriet, abolendo
propriet, i diritti sulle risorse e le politiche di utilizzo con un colpo di spugna i precedenti diritti
e di protezione delle risorse e consente di integrare di utilizzo e disposizione (p.es. regimi della
lanalisi delle politiche con leconomia istituzionale. propriet comune). Un esempio pi recente
Alla base del IRR si pone lipotesi che queste due ha riguardato linserimento della norma sulla
dimensioni di governo (diritti di propriet e politiche compropriet nel Codice Civile (1965).
pubbliche) siano complementari e debbano essere
considerate entrambe al fine di comprendere meglio Regolamentazione tramite la ridefinizione della
gli utilizzi effettivi dei beni e dei servizi forniti dalla struttura distributiva dei diritti di propriet.
risorsa. Lesame del IRR serve quindi innanzi tutto a Lintervento pu essere radicale, nel caso di una
fornire un quadro analitico delle prassi concrete di privatizzazione o nazionalizzazione (di suolo,
gestione delle risorse e il loro impatto in termini di acqua, foreste, ecc.), oppure pi circoscritto e
utilizzo sostenibile (o meno) delle risorse. limitato a un esproprio, per esempio ai fini della
realizzazione di opere infrastrutturali.
La fig. 2 offre una rappresentazione grafica dei
diversi elementi costitutivi di un IRR che pone in Infine descriver una possibile applicazione
evidenza i reciproci rapporti, illustrando i diversi normativa di questo quadro analitico. Nel corso
modi in cui possibile regolamentare gli utilizzi. dellesposizione saranno quindi descritti brevemente
Sono stati individuati quattro modi principali di i quattro passaggi di un processo decisionale ideale
regolamentazione delluso di una risorsa: per la costituzione di un IRR integrato.

Regolamentazione tramite politiche che non


influiscono nella sostanza sui diritti di propriet.
In questo caso si utilizzano strumenti basati su
incentivi che non interferiscono con i diritti di

76
La governance delle risorse alpine

Riferimenti

Bromley, D. (1991). Environment and Economy. Property Rights and Public Policy.
Oxford: Blackwell.
Gerber, J.-D., Knoepfel, P., Nahrath, S., Varone F. (2009). Institutional Resource
Regimes: Towards sustainability through the combination of property-rights theory
and policy analysis. Ecological Economics, 68(3), 798-809.
Knoepfel, P., Nahrath, S., Varone, F. (2007). Institutional Regimes for Natural Re-
sources: An Innovative Theoretical Framework for Sustainability. In P. Knoepfel (Ed.),
Environmental Policy Analyses. Learning from the Past for the Future - 25 Years of
Research (pp. 455-506). Berlin, Heidelberg: Springer Verlag.
McNeill, J. R. (2001). Something New Under the Sun: An Environmental History of
the Twentieth-Century World. New York: Norton.
WCED. (1987). Our Common Future. Washington D.C.: World Bank.
Young, M. D. (1992). Sustainable Investment and Resource Use: Equity, Environmen-
tal Integrity and Economic Efficiency. Paris: Parthenon Press.

Figura 2: il regime istituzionale per le risorse.

77
Sessione 3

Keynote

Partecipazione: ancora necessario parlarne,


e perch?

Mojca Golobic
Universit di Lubiana, Slovenia

45 anni fa Sherry Arnstein present la sua scala della maturato unampia esperienza pratica e amiamo
partecipazione dei cittadini (Arnstein, 1969). Oggi, dichiarare la nostra dedizione verso approcci
la partecipazione una parte quasi imprescindibile partecipativi, sono ancora difficili da trovare esempi
della letteratura scientifica, di conferenze e riunioni, di vera partecipazione. I motivi di questo stato di
documenti e progetti strategici. Uno dei principali cose sono state individuati e discussi in passato (ad es.
obiettivi del ForumAlpinum promuovere il Chess e Purcell 1999, Buchecker et al., 2003, erni-
dialogo tra scienza e societ (politica e prassi); Mali e Golobi 2005, Golobi et al., 2007). Abbiamo
in quanto tale, il tema della partecipazione stato raggiunto i limiti della capacit partecipativa delle
affrontato ripetutamente e sempre pi di frequente nostre societ? Oppure necessaria una maggiore
nella ventennale storia del ForumAlpinum. Al primo partecipazione per ampliare questi limiti? Senza
evento del ForumAlpinum a Disentis, Svizzera, tentare di rispondere a questa domanda, qui
nel 1994, una presentazione ha osservato un focalizzer lattenzione su alcune problematiche
cambiamento nelle reazioni dei cittadini. Dieci che ritengo siano molto rilevanti per una riflessione
anni pi tardi, nel 2004 a Kranjska Gora, stato critica sulla partecipazione.
dedicato un workshop alla cooperazione quale
elemento chiave di uno sviluppo sostenibile. Nel La prima sfida a un processo partecipatorio
2007 una sessione plenaria e i successivi workshop produttivo costituita dallatteggiamento dei
hanno discusso della cooperazione e del processo responsabili (politici, scienziati, pianificatori ecc.).
decisionale nella gestione del paesaggio. Da quel Bench si riscontri un sostegno generalmente
punto in poi stato difficile persino separare le diffuso a un processo partecipativo a livello di
tematiche della partecipazione da altre discussioni, dichiarazioni, i responsabili spesso nutrono riserve
dato che la partecipazione ora solidamente relative alleffettivo valore del coinvolgimento
integrata in quasi tutte le sedute. Questa evoluzione dei soggetti interessati. Tali riserve derivano da
segue lo sviluppo del paradigma partecipatorio. un atteggiamento del tipo io sono un esperto,
loro no che mette in discussione la validit delle
Le discussioni teoriche sulla partecipazione a conoscenze possedute dai partecipanti meno
riunioni come quelle del ForumAlpinum sono quindi informati. Tali atteggiamenti si possono suddividere
superflue? La risposta potrebbe essere affermativa: pi o meno in 4 gruppi distinti (figura 1). Lipotesi
sappiamo gi tutto al riguardo, dobbiamo solo di fondo dei primi due gruppi che i non addetti
metterlo in pratica. Tuttavia, bench abbiamo ai lavori non possiedano le conoscenze specifiche

78
La governance delle risorse alpine

Attitude of those in charge

I know, people do not People do know

Artist Educator Clients service Common project

Figura 1: Diversi atteggiamenti dei responsabili verso la validit del sapere dei non addetti ai lavori.

necessarie per dare un valido contributo. Questo Rispetto alla rappresentazione politica, tuttavia,
produce due atteggiamenti diversi: uno artistico e il funzionamento del settore non governativo
uno istruttivo. Gli artisti non hanno bisogno di notevolmente meno regolamentato. Pertanto la
spiegare le proprie decisioni e la loro validit deriva trasparenza non garantita ed eventuali programmi
dalla loro autorevolezza personale (o istituzionale). occulti (politici, finanziari o di altro genere) sono
Gli educatori, daltro canto, ricercano il consenso difficili da scoprire (Voogd in Woltjer, 1999).
del pubblico ma si aspettano di ottenerlo dopo che
il pubblico stato ben istruito sulla cosa giusta Un altro fenomeno sempre pi comune il
da fare. Gli educatori credono nella cosiddetta sovraccarico di partecipazione, o affaticamento.
riparazione cognitiva. Diverse tipologie di workshop sono diventate un
approccio popolare tra i leader dello sviluppo
Le altre due personalit decisionali accettano delle politiche, nei processi di programmazione e
il fatto che la conoscenza dei non addetti ai lavori di attuazione dei progetti, in quanto aumentano la
rilevante, ma reagiscono in modo diverso. Il legittimit del risultato. Nei loro ruoli professionali o
comportamento al servizio del cliente presuppone personali, le persone sono coinvolte di frequente in
che vi sia un solo Cliente i cui desideri devono questo tipo di eventi. Tuttavia, tendono a investire il
essere esauditi a spese degli altri. Soltanto il quarto loro tempo e le loro energie con grande cautela; se
tipo di atteggiamento, che guarda al processo non sono direttamente interessati da una tematica,
decisionale/pianificatore in unottica di progetto oppure se ritengono che la loro partecipazione non
comune, consente lapproccio partecipativo. Questa produca risultati, si disinteresseranno presto del
in pratica una posizione rara perch i decisori processo di partecipazione. Un adeguato feedback
spesso la considerano una posizione pericolosa e e prassi di attuazione trasparenti sono fondamentali
una minaccia per la propria identit professionale. per garantire una partecipazione impegnata a lungo
Molti processi partecipativi non riescono ad termine.
esprimere tutte le loro potenzialit perch uno o
pi partecipanti chiave adottano uno dei primi tre Infine, potremmo domandarci se esistono situazioni
atteggiamenti. nelle quali la partecipazione controproducente.
Esistono argomenti circa i quali non bisognerebbe
Per quanto riguarda il pubblico, una delle maggiori chiedere un parere alla gente? Esistono situazioni
preoccupazioni costituita dalla legittimit di che richiedono decisioni in cui un approccio
coloro che pretendono di rappresentarlo. Di partecipativo produce risultati troppo tardivi
solito si presuppone (talvolta erroneamente) che i o persino sbagliati? Per le decisioni che
gruppi della societ civile e le ONG rappresentino riguardano la sicurezza (guerre, disastri naturali) o
adeguatamente linteresse generale o gli abitanti i diritti delle minoranze (sottorappresentazione),
del luogo; in quanto tali, questi gruppi godono un approccio partecipativo pu effettivamente
di un alto livello di legittimit (Valaskakis, 2001). essere controproducente o persino nocivo. Vi sono

79
Sessione 3

momenti in cui necessario pensare in modo


strategico o visionario. In questo tipo di situazioni,
i lenti compromessi della soluzione collettiva dei
problemi possono ostacolare la nostra capacit di
conseguire una soluzione creativa e coraggiosa.
Quando il motivo del dissenso rappresentato
da interessi o da valori divergenti (come avviene
il pi delle volte), allora s che necessaria la
partecipazione. Ma abbiamo anche bisogno che i
decisori si assumano la loro fetta di responsabilit
per le decisioni nellinteresse di tutti.

Riferimenti

Arnstein S. R. 1969. A ladder of citizen participation, Journal of the American Insti-


tute of Planners 35/4 pp. 216-224
Buchecker M., Hunziker M., Kienast F., 2003. Participatory landscape development:
overcoming social barriers to public involvement. Landscape and Urban Planning 64
pp. 2946
Chess C., Purcell K., 1999. Public Participation and the Environment: Do We Know
What Works? Environmental Science & Technology 33/16, pp. 2685 2692
Golobi, M., Pfefferkorn, W., Praper, S. 2007. New forms of decision making for
sustainability. Urbani izziv 18, 1/2, pp. 131-136
Golobi, M., erni Mali, B. 2005. The Alps in 2020 : The view of the locals. V:
Pfefferkorn, W., Egli, H.R., Massarutto, A. (eds.). Regional development and cultural
landscape change in the Alps: From analysis and scenarios to policy recommen-
dations, (Geographica Bernesia, Series G, Basic research, 74). Bern: University of
Berne, Institute of Geography, pp. 95-112.
Valaskakis T. 2001. Long-term trends in Global Governance: from Westphalia to
Seattle, In: Governance in the 21st century, OECD, Paris.
Voogd H., Woltjer J., 1999, The communicative ideology in spatial planning: some
critical reflections based on the Dutch experience, Environment and planning B, 26,
pp. 835-854

80
La governance delle risorse alpine

Keynote

Governance regionale delle risorse ambientali


alpine: prospettive e un approccio alla valorizzazione
per progetti di sviluppo territoriale sostenibile

Stefan Marzelli
Istituto per la pianificazione ambientale e lo sviluppo territoriale,
Monaco, Germania

la loro situazione topografica e climatica e per la


Introduzione loro capacit di immagazzinare le precipitazioni
in laghi, falde acquifere e ghiacciai. La fornitura
La questione del modo migliore in cui la governance idrica delle Alpi alimenta i principali sistemi
regionale pu sostenere la conservazione delle fluviali del Reno, del Danubio, del Rodano e
risorse ambientali il fulcro delle tematiche di del Po in misura sproporzionatamente elevata
governance ambientale. Questo documento rispetto alla loro superficie. Circa 160 milioni di
dedicato alle risorse ambientali alpine, discute cittadini in questi bacini idrografici usufruiscono
del possibile significato della governance a livello di questa risorsa (EEA 2009).
regionale per larea alpina e cerca di capire qual
il modo pi efficace di collegare la governance e la Svago: le Alpi sono tra le aree pi visitate
sostenibilit ambientale. dEuropa per la bellezza del loro paesaggio,
della loro natura e delle offerte ricreative, come
Risorse ambientali alpine escursionismo e sci. Ogni anno le Alpi ospitano
milioni di visitatori, generando una domanda
Quali sono le risorse ambientali delle Alpi? In di circa 1 milione e mezzo di posti letto presso
generale, le risorse ambientali comprendono hotel nelle Alpi e di circa 5 milioni di posti letto
tutti gli elementi dellambiente utilizzati come in altre strutture ricettive (Btzing 2002).
risorse o servizi dalluomo. Le risorse ambientali o
naturali possono anche essere considerate servizi Biodiversit: caratterizzate da una variet di
ecosistemici in un senso pi ampio del termine (cfr. altitudini e di zone climatiche, le Alpi sono
MEA 2005). una delle zone calde della biodiversit
europea. Nelle Alpi si sviluppata una ricca
Considerata la loro situazione topografica e e ancora sottostimata diversit di piante e
orografica, le Alpi offrono risorse ambientali ben animali, diffondendosi lungo le valli fluviali
al di fuori del territorio alpino. Come evidenziano i fino alle pianure. Le Alpi rappresentano anche
seguenti esempi, le risorse alpine sono importanti ampi habitat non frammentati e fungono da
persino per le pianure pi distanti: importante corridoio migratorio europeo.

Scorte di acqua dolce: le Alpi svolgono un ruolo Il valore di queste risorse viene sovente sottovalutato
fondamentale nella fornitura di acqua dolce per o non riconosciuto al di fuori delle Alpi stesse,

81
Sessione 3

Fig. 1 Schema di interconnessione della governance ambientale regionale alpina

lasciando le aree alpine trascurate dalle operazioni di Lapproccio ai servizi ecosistemici


gestione delle risorse. Questo produce uno squilibrio
tra le zone che forniscono e gestiscono le risorse In che modo diverse necessit ecologiche possono
alpine e le zone che beneficiano di tali risorse. essere integrate in un quadro di governance
regionale? Occupandosi della reciproca
Governance delle risorse ambientali. dipendenza del benessere umano e dellintegrit
ecologica, lapproccio ai servizi ecosistemici pu
Il modo in cui viene gestita la governance ambientale rappresentare unutile guida allo sviluppo di un
nella regione alpina merita grande attenzione. La quadro di governance ambientale. Va segnalato
dipendenza delle risorse ambientali da fattori fisici come lapproccio ai servizi ecosistemici sia in grado
come i bacini idrografici, i corridoi di biodiversit o di rispondere contemporaneamente alle diverse
gli effetti sullambiente degli utilizzi del suolo devono esigenze degli interessati e di gestire le risorse
essere oggetto di riflessione tra gli amministratori ambientali nel tempo e nello spazio.
in unottica di collaborazione. Tale governance
ambientale regionale dovrebbe essere adeguata Lindividuazione e la valutazione dei servizi
a una scala appropriata alle risorse in questione. ecosistemici nella regione alpina richieder in
Tuttavia la governance ambientale regionale primo luogo una comprensione comune di ci che
dipende dalla concezione di s di una regione. Le costituisce un servizio ecosistemico. Una valutazione
identit regionali sono spesso condizionate dai ruoli quantitativa fisica di un servizio ecosistemico pu
dei portatori di interessi, che differiscono lungo quindi essere svolta in base a indicatori che sono
tutto larco alpino. Talvolta questo pu impedire gi stati individuati concettualmente in sede UE (cfr.
levoluzione della governance ambientale. Maes et al. 2013), e in alcuni casi a livello nazionale.
Una volta individuata e quantificata la fornitura di
servizi ecosistemici, possibile negoziare programmi
di indennizzo per lo sfruttamento della risorsa.

82
La governance delle risorse alpine

Ruolo dello sviluppo territoriale sostenibile nella Riferimenti


governance regionale
Btzing, W. (2002): Der Stellenwert des Tourismus in den Alpen und seine Bedeu-
Lapproccio ecosistemico offre una base concettuale, tung fr eine nachhaltige Entwicklung des Alpenraums, in: Luger, K./Rest, F. (Hrsg.)
ma non fornisce un approccio allattuazione delle (2002): Der Alpentourismus, Innsbruck.
analisi in unidea di territorio e di sviluppo. Lo EEA (2009): Regional climate change and adaptation. The Alps facing the chal-
sviluppo territoriale necessario per coordinare lenge of changing water resources. EEA Report 8/2009. EEA. Copenhagen. DOI
diversi utilizzi del suolo e attivit di sviluppo in un 10.2800/12552.
determinato territorio. Uno sviluppo territoriale ETC (2006): Operational programme Alpine Space. European Territorial Cooperation
sostenibile (SSS) tiene conto di aspetti ecologici, 2007 - 2013.
economici e sociali in modo equilibrato. Inoltre un Maes J., Teller A., Erhard M. et al. (2013): Mapping and Assessment of Ecosystems
SSS pu contribuire alladeguamento dellutilizzo and their Services. An analytical framework for ecosystem assessments under
delle risorse a mega-tendenze mondiali come il action 5 of the EU biodiversity strategy to 2020. Publications office of the European
mutamento demografico e climatico. Union, Luxembourg.
MEA - Millennium Ecosystem Assessment (2005): Ecosystems and human well-
Approccio di WIKIAlps being. Synthesis. Washington DC: Island Press.

Il programma Alpine Space sostiene, tra laltro,


un SSS. Il progetto di valorizzazione Interreg IV-B
WikiAlps ha notato che molti progetti condotti
nellambito del programma Alpine Space non sono
ben conosciuti, i loro risultati non sono facilmente
accessibili e di solito vengono realizzati raramente al
di fuori dellarea del progetto. Per risolvere queste
lacune, WIKIAlps raccoglie i risultati dei progetti
nei campi tematici della crescita inclusiva e
dellefficienza delle risorse e della gestione degli
ecosistemi per renderli maggiormente accessibili
al pubblico interessato. Inoltre le analisi di progetto
hanno selezionato alcuni progetti per comprendere
come sfruttare meglio le sinergie e come capitalizzare
i risultati. WIKIAlps contribuisce a migliorare lo
sviluppo territoriale sostenibile individuando le
restanti lacune e le contraddizioni che emergono tra
le raccomandazioni dei diversi progetti. Riteniamo
che coniugare lapproccio ecosistemico con la sua
realizzazione territoriale mediante lSSS, utilizzando
strumenti come WIKIAlps, rappresenti un approccio
promettente.

83
Sessione 3

Workshop 3-1

Come elaborare strategie comuni per le


Alpi attingendo alle esperienze delle politiche
per la montagna

Thomas Dax
Federal Institute for Less-Favoured and Mountainous
Areas (BABF), Austria

Contributi: innovative. Sebbene soltanto pochi Paesi dellarco


alpino dispongano di una vera e propria politica
Local and regional mountain authorities nazionale per le montagne, sono stati considerati i
building an adapted strategy in the context of modelli nazionali utilizzati per gestire gli strumenti
multilevel governance politici disponibili.
Nicolas Evrard, Promonte AEM, France
Le Alpi sono anche le montagne per cui stato
A dedicated mountain policy more sviluppato il maggiore numero di attivit, programmi
important than ever! e accordi sovranazionali. Questi possono essere
Thomas Egger, SAB, Svizzera suddivisi in due gruppi: gli accordi regionali di
cooperazione tra determinate aree alpine in diversi
Politiche alpine segmenti delle Alpi (tra cui ARGEALP, lAlleanza
Alpe-Adria e leuroregione Alpi-Mediterraneo) e le
Non esiste catena montuosa pi adatta delle Alpi reti, i programmi e gli accordi pi vasti che coprono
per intraprendere il compito arduo ma stimolante di lintero arco alpino. La Commissione Internazionale
una valutazione comparativa tra una vasta gamma per la Protezione delle Alpi (CIPRA) una rete attiva
di politiche e iniziative locali e regionali (Price et nelle Alpi che rientra nella seconda categoria. Sino
al. 2011). Le iniziative per lo sviluppo regionale dalla sua costituzione nel 1952, CIPRA ha operato
sono andate moltiplicandosi negli ultimi decenni come importante organizzazione di riferimento,
nellarco alpino e i Paesi alpini hanno cominciato attenta a individuare le sfide allo sviluppo alpino e
a elaborare politiche specifiche per le comunit a sottolineare limportanza di politiche coordinate
montane. Questo maggiore impegno politico ha per le Alpi. Il suo massimo risultato politico
incentivato un notevole coinvolgimento degli stata la Convenzione delle Alpi siglata nel 1991 da
stakeholder e lelaborazione di programmi che tutti i Paesi dellarco alpino e dallUnione europea
affrontano un ampio ventaglio di criticit (figura 1). che rappresenta il primo e pi influente accordo
La variet di programmi a livello locale e regionale internazionale su una catena montuosa che sia mai
stata descritta in alcuni studi di recensione delle esistito (Balsiger 2008).
attivit alpine (Bausch et al. 2005, Price et al. 2011,
Gloersen et al. 2012) e dimostra chiaramente la Nel tentativo di promuovere unazione
presenza di una ricca gamma di strumenti e iniziative transfrontaliera a favore dello sviluppo sostenibile

84
La governance delle risorse alpine

delle Alpi, nel 2000 lUE ha messo a disposizione se larea alpina comprende alcune delle zone pi
un apposito programma finanziato dai fondi intensamente studiate al mondo (Krner 2009),
strutturali, denominato Programma Spazio Alpino. si sente ancora unesigenza forte di operare delle
A partire dalla convinzione che i rapporti regionali distinzioni territoriali allinterno dellarco alpino a
sono fondamentali per la crescita di qualsiasi causa delle differenze su piccola scala nelle condizioni
territorio, stato attributo al programma un ambito socio-economiche, culturali ed ecologiche. Come
di applicazione geografico significativamente ha sottolineato il moderatore del workshop, lo
pi esteso di quello previsto dalla Convenzione sviluppo locale deve essere considerato lobiettivo
delle Alpi e da altre politiche incentrate sullarea finale quando si valutano limpostazione, le priorit,
alpina stricto sensu. Il Programma Spazio Alpino i deficit conoscitivi e i punti di forza concettuali
comprende anche le zone di pianura adiacenti e delle politiche per le Alpi.
collegate che costituiscono unarea di riferimento
distinta dallarea montuosa propriamente detta. La discussione sulle politiche pertinenti
Questa concezione territoriale molto pi vasta particolarmente intensa in questa fase preparatoria
tiene conto dei rapporti tra montagna e pianura della strategia macroregionale per le regioni alpine
che costituiscono un elemento importante nella (Comitato congiunto di redazione 2013). Al fine di
discussione sullo sviluppo della montagna. Durante fornire un quadro politico adeguato, occorre tenere
i preparativi condotti di recente per la Strategia conto di alcuni aspetti determinanti. Tre di questi
macroregionale per la Regione Alpina (EUSALP) ci meritano particolare attenzione:
si anche confrontati con il problema delle diverse La necessit di affrontare le diverse dimensioni
delimitazioni scelte per definire larea alpina. Nella delle politiche per le aree montane e di giungere
comunicazione relativa alla fase di consultazione (UE a una valutazione equilibrata delle attivit nei
2014), lUE afferma in relazione allEUSALP proposta vari ambiti politici;
che la regione alpina rappresenta il maggiore polo
economico e produttivo europeo e possiede un La necessit di incorporare prospettive
elevato potenziale di sviluppo (UE 2014, 3). Da territoriali diversificate che rispecchino le
questa breve rassegna si evince che esistono punti potenzialit delle regioni montane;
di vista divergenti per quanto concerne il campo di La necessit di concentrarsi su rapporti
applicazione pi idoneo e la definizione della attivit territoriali allargati rispetto allarea alpina
da promuovere nellambito delle politiche alpine. centrale, tenendo conto per esempio del
legame tra le comunit montane e quelle di
Il workshop pianura, degli spartiacque e delle attivit che
promuovono lattrattivit della montagna per i
Lo scopo del workshop organizzato allinterno fruitori delle regioni non montane, ecc.
della sessione Governance delle risorse alpine
era lapprofondimento della discussione sulle
esperienze di politica per la montagna realizzate Le due presentazioni introduttive hanno messo
nelle Alpi. Durante il workshop si voluto in evidenza la necessit di politiche articolate su
valutare pi esattamente il campo di applicazione livelli diversi. Nella prima presentazione, Nicolas
e la definizione delle attivit che opportuno Evrard (Promonte-AEM, Francia) ha sottolineato
promuovere tramite le politiche alpine sulla il ruolo fondamentale delle amministrazioni
scorta degli studi gi condotti (cfr. introduzione). Il locali e regionali. Le specificit locali possono
workshop si proponeva in particolare di introdurre variare sostanzialmente anche allinterno di spazi
alcune considerazioni in merito alla coerenza relativamente ristretti in ragione della complessit
delle politiche, alla collaborazione trasversale, alla orografica di questi ambienti. Le Alpi sono quindi
cooperazione e alle valutazioni dimpatto nelle una regione in cui occorre attuare una governance
regioni alpine. realmente stratificata che sia in grado di gestire la
complessit di sfide e opportunit interconnesse.
Nellanalisi relativa allimplementazione del In pratica, Nicolas Evrard ha formulato quattro
programma e alle ricadute delle politiche raccomandazioni per la valutazione delle politiche:
confluiscono diversi aspetti. Tale processo valutativo Un cambiamento radicale nellimpianto della
richiede innanzi tutto una collaborazione stretta politica alpina, abbandonando unimpostazione
tra ricercatori, legislatori e soggetti operanti allo basata essenzialmente sulle sovvenzioni per
scopo di ottenere risultati concreti. Inoltre anche passare a misure di promozione delliniziativa

85
Sessione 3

locale incentrate sulla valorizzazione del sottolineato in particolare la necessit di giungere


patrimonio specifico della montagna. a una visione politica pi integrata, in grado di
Scegliere il livello opportuno per le politiche conciliare la conservazione dellambiente di vita con
generali, laddove le catene montuose la realizzazione di percorsi di sviluppo sostenibili nelle
(massifs in Francia) possono costituire un aree montane. importante soprattutto cambiare la
livello concettuale idoneo a promuovere le tendenza generale a implementare politiche cieche
dinamiche territoriali. nei confronti del territorio. Le politiche potranno
contribuire pi efficacemente a uno sviluppo
Utilizzare unimpostazione localista, sostenibile delle montagne quando saranno in grado
particolarmente efficace su piccola scala (come di misurarsi con le specificit territoriali, le criticit e
esemplificato dalle Comunit montane le risorse delle regioni montane.
italiane).
La caratterizzazione della generale situazione Passando in rassegna levoluzione della politica per
di confine delle montagne. Per i grandi la montagna in Svizzera, Thomas Egger ha osservato
massicci montuosi, i confini rappresentano che lapproccio integrato adottato in passato per
unulteriore ostacolo allo sviluppo socio- la montagna andato perso, almeno in parte. Per
economico e favoriscono la marginalizzazione. contro egli ha ribadito lestrema importanza di un
La cooperazione territoriale e i programmi approccio integrato nel mondo odierno, sempre pi
transfrontalieri sono particolarmente complesso e globalizzato. In particolare il relatore
importanti per le regioni montane. Essendo un ha percepito lurgenza di interventi specifici per la
punto critico fondamentale per le Alpi, questi montagna in ragione delle difficolt economiche e
richiedono un impegno costante da parte dei dei cambiamenti sociali che stanno avvenendo in
soggetti coinvolti a pi livelli. questarea. Valutando nel complesso le politiche
alpine, egli ha individuato tre aspetti che considera
importanti in una prospettiva nazionale:
Nella seconda presentazione, Thomas Egger Esistono differenze istituzionali sostanziali
(SAB, Svizzera) ha avvalorato il cambiamento di tra i paesi alpini. Alcuni di questi hanno
prospettiva suggerito dal primo relatore. Egli ha

Figura 1: Principali iniziative politiche nelle regioni alpine. Fonte: Dax 2014

86
La governance delle risorse alpine

varato una legislazione per la montagna con discussione emersa con forza la criticit dellaspetto
unimpostazione apparentemente strategica. finanziario in particolare per lItalia). Giungere a una
Altri, pur non avendo enunciato formalmente valutazione equilibrata che tenga adeguatamente
delle priorit nazionali, hanno messo a punto conto delle esigenze locali delle aree montane
delle politiche estremamente sofisticate per la sembra costituire una vera sfida per i programmi
montagna, avvalendosi anche degli strumenti di sviluppo regionale o di altri settori. Nondimeno il
messi a disposizione da diverse politiche nostro esame degli effetti delle politiche si fonda in
settoriali. Sebbene queste diverse impostazioni larga misura su esperienze specifiche a livello locale,
nazionali possano avere implicazioni importanti regionale e nazionale che trasmettono unimmagine
per la realizzazione delle politiche destinate alquanto diversificata dellintero territorio alpino.
alla montagna, non detto che luna o laltra
siano pi efficaci nel conseguire uno sviluppo Assumendo questa ultima osservazione del
sostenibile. workshop come mandato per lanalisi politica,
In aggiunta allattivit intensa di ricerca (che prendiamo atto che lattuale dibattito manca di un
si esprime per esempio nelle conferenze del approccio completo e integrato, come anche di un
Forum Alpinum), occorre un maggiore dialogo maggiore confronto tra ricercatori, cittadinanza
tra studiosi ed esponenti del mondo politico. e stakeholder, e politici. La ricerca futura sulle
Questa consapevolezza nasce dallesigenza di politiche per le Alpi dovrebbe quindi promuovere
una conoscenza pi trasformativa. Uno scambio il trasferimento delle conoscenze in tutte le sue
pi intenso nellambito di una sorta di dialogo accezioni.
tra ricerca e politica unattivit importante
proposta nellambito di EUSALP.
Nel contempo dobbiamo essere in grado Riferimenti
di distinguere e valutare le ripercussioni
territoriali di tutte le politiche. Ci potrebbe Balsiger, J. (2008), Regional Sustainable Development in the European Alps, Euro-
essere fatto nellambito di una valutazione pean University Institute, Working Papers, MWP 2008/23, San Domenico di Fiesole,
ex-ante nei programmi UE (e nazionali) e come Italia, 24 pp.
eventuale attivit di EUSALP per la promozione Bausch, T., Dax, T., Janin Rivolin, U., Parvex, F., Praper, S., Vanier, M. (2005), Sustain-
della cooperazione tra aree urbane e rurali. able Territorial Development in the Alpine Space: Towards Long term Transnational
Cooperation, Alpine Space Prospective Study, relazione integrale, Programma Spazio
Le relazioni introduttive hanno consentito di mettere Alpino - Interreg IIIB, Salisburgo
a fuoco una serie di temi e di stimolare la discussione UE Commissione europea, DG Regio (2014), An EU Strategy for the Alpine Region
tra i partecipanti. Questi ultimi hanno notato in (EUSALP) Core Document, 3-7-2014, Bruxelles. http://ec.europa.eu/eusurvey/
particolare la discrepanza tra la retorica della politica files/72652d1d-3745-4e47-9a63-2f621059e138 (consultato l11/10/2014)
e la sua capacit effettiva di sostenere lo sviluppo Gloersen, E., Bausch, T., Hurel, H., Pfefferkorn, W., del Fiore, F., Ratti, C., Zavodnik-
locale e presentare proposte innovative. Il rapporto Lamovek, A. (2012), Strategy-development for the Alpine Space, secondo progetto
tra ricerca e politica stato visto come un sistema di relazione, Programma Spazio Alpino, Salisburgo.
estremamente complesso e disseminato di ostacoli Comitato di redazione congiunto (2013), Intervention Document for the Imple-
(barriere al trasferimento della conoscenza, ritmi mentation of a European Union Strategy for the Alpine Region. [documento di
diversi, gerghi tecnici diversi, dinamiche differenti, Grenoble] http://www.mzz.gov.si/fileadmin/pageuploads/foto/1311/Alpska-Inter-
ecc.). Inoltre leterogeneit dei territori rende vention_document_ENG.pdf (consultato il 15/09/2014)
difficile formulare una valutazione unitaria valida Krner, C. (2009), Global Statistics of Mountain and Alpine Research, in: Moun-
per tutto larco alpino. La situazione ulteriormente tain Research and Development, 29(1): 97-102.
esacerbata dallelevato numero di stakeholder Price, M.F., Borowski, D., Macleod, C., Rudaz, G., Debarbieux, B. (2011), The Alps,
con punti di vista contrapposti a livello pi locale. From Rio 1992 to 2012 and beyond: 20 years of Sustainable Mountain develop-
Un aspetto particolarmente delicato lanalisi dei ment. What have we learnt and where should we go? Perth, UK and Geneva,
rapporti pianura/montagna, dove gli aspetti relativi Switzerland: Centre for Mountain Studies, University of the Highlands and Islands,
alla differenziazione geografica e di sviluppo socio- Perth College, University of Geneva.
economico devono essere inclusi negli studi e nei
modelli valutativi. Come se non bastasse, in alcune
regioni mancano le risorse finanziarie per realizzare
misure di sviluppo innovative e/o lo sviluppo
innovativo non considerato prioritario. (Durante la

87
Sessione 3

Workshop 3-2

Apprendere con semplicit comunicare i


risultati dei progetti nello Spazio Alpino e migliorare
laccesso ai dati: le esperienze del progetto WIKIAlps

Caroline Pecher, Stefan Marzelli, Axel Borsdorf


Istituto Interdisciplinare di ricerca sulla montagna
dellAccademia Austriaca delle Scienze, Innsbruck, Austria

Contributi: stessa, Caroline Pecher ha descritto il progetto


WIKIAlps ai partecipanti. WIKIAlps Una wiki
Towards re-organised and more accessible per la capitalizzazione di progetti di sviluppo
Alpine Space project results territoriale un progetto cofinanziato dal Fondo
Stefan Marzelli, ifuplan Europeo di Sviluppo Regionale nellambito del
Programma Spazio Alpino. iniziato nel mese di
WIKIAlps: A new platform for sustainable ottobre 2013 e si concluder nel mese di dicembre
spatial development in the Alps 2014. WIKIAlps contribuisce a uno sviluppo
Axel Borsdorf, Institut fr Interdisziplinre territoriale sostenibile, equilibrato e condiviso nello
Gebirgsforschung (IGF), sterreichische Spazio Alpino, offrendo informazioni operative e
Akademie der Wissenschaften pratiche per i progetti di politica territoriale. La
wiki, disponibile su www.wikialps.eu, garantisce
I partner del progetto WIKIAlps hanno organizzato il un accesso diretto alle informazioni raccolte e
workshop 3.2 intitolato Apprendere con semplicit analizzate nellambito del progetto. Affrontando lo
comunicare i risultati dei progetti nello Spazio sviluppo territoriale sostenibile da tre prospettive
Alpino e migliorare laccesso ai dati: le esperienze del diverse progetto, politica e stakeholder (si veda
progetto WIKIAlps. Il seminario stato presieduto la Fig. 1) www.wikialps.eu mette informazioni
da Caroline Pecher, lead partner WIKIAlps del centro importanti a disposizione di politici, funzionari
di ricerca EURAC di Bolzano (IT). Stefan Marzelli di pubblici, ricercatori e imprenditori, oltre che di tutto
ifuplan, Monaco di Baviera (DE) e Axel Borsdorf il pubblico interessato. Le informazioni provengono
dellIstituto per la Ricerca Interdisciplinare sulla dai risultati di alcuni progetti del Programma Spazio
Montagna (IGF) dellAccademia Austriaca delle Alpino 2007-2013, dallanalisi dei documenti
Scienze (AW) di Innsbruck (AT) hanno posto le basi raccolti e delle istituzioni attive nel campo. La wiki
per una utile discussione con le loro relazioni. Al accompagnata da quattro mini guide sul modo di
workshop hanno partecipato in totale 15 tirocinanti, utilizzare i risultati del progetto WIKIAlps e da due
ricercatori, dipendenti pubblici e altre persone raccomandazioni pratiche che completano linsieme
interessate, tra cui cinque partner del progetto degli strumenti disponibili su WIKIAlps.
WIKIAlps.
Dopo lintroduzione, Stefan Marzelli ha presentato
Dopo aver brevemente presentato i relatori e se la sua relazione intitolata WIKIAlps Verso una

88
La governance delle risorse alpine

riorganizzazione e una maggiore accessibilit dei per fornire una panoramica degli attori attivi nella
risultati dei progetti dello Spazio Alpino in cui promozione di uno sviluppo territoriale sostenibile
ha fornito ulteriori informazioni sullapproccio nella regione alpina.
di WIKIAlps allanalisi dei progetti (si veda la Fig.
2). I problemi principali che i progetti effettuati Subito dopo questa prima relazione ha parlato
nellambito del Programma Spazio Alpino devono Axel Borsdorf di AW/IGF su WIKIAlps una
affrontare sono la poca conoscenza, la non nuova piattaforma per uno sviluppo territoriale
accessibilit dei risultati, la perdita di informazioni e sostenibile nelle Alpi. La wiki (www.wikialps.eu)
la loro mancanza e la non identificazione di sinergie uno dei principali strumenti prodotti nellambito
e carenze. Per contrastare questa situazione, del progetto WIKIAlps. Si tratta di una piattaforma
ifuplan ha elaborato un approccio metodologico che offre accesso diretto alle informazioni raccolte
per lanalisi e la riorganizzazione dei risultati dei e analizzate nel progetto. Affronta lo sviluppo
progetti. Questo approccio consiste, nella prima territoriale sostenibile da tre punti di vista:
fase, nellesame dei 29 progetti, nelle aree tematiche 1. la prospettiva del progetto, che assicura accesso
della Crescita inclusiva e della Efficienza delle ad alcuni progetti dello Spazio Alpino, ai loro
Risorse e Gestione degli Ecosistemi. In questa risultati e ad altre informazioni importanti;
fase si raccolgono importanti informazioni di base
sui progetti, come laccessibilit ai risultati del 2. la prospettiva politica, che offre informazioni
progetto o informazioni sui partner del progetto. Si sui bisogni transnazionali rispetto allo sviluppo
identificano parole chiave per descrivere il progetto territoriale, identificati in base ad alcuni
e ciascuno viene associato a ipotesi e argomenti documenti ufficiali;
relativi a uno sviluppo territoriale sostenibile. 3. la prospettiva dei portatori di interesse, che
Nella seconda fase, si effettua una approfondita offre una matrice delle competenze dei vari
analisi dei progetti selezionati, che comprende attori coinvolti nello sviluppo territoriale nello
analisi descrittive e interpretative dei progetti e dei Spazio Alpino.
loro risultati. Lobiettivo dellanalisi interpretativa
lidentificazione di sinergie tra i progetti e
al loro interno, risultati che possono essere WIKIAlps una vera wiki che offre una facile
ulteriormente ampliati ed eventuali mancanze navigazione e la possibilit per gli utenti registrati di
residue e contraddizioni emergenti. Oltre allanalisi modificare, integrare o creare contenuti. Gli utenti
del progetto, vengono analizzati i documenti delle possono muoversi nella wiki utilizzando il menu
politiche di informazione relative alle comuni di navigazione, il WIKIAlps word cloud o la mappa
difficolt transfrontaliere e le necessit dello del sito. La wiki non si limita a offrire informazioni
sviluppo territoriale in ambito alpino. Inoltre, viene statiche agli utenti: uno strumento in continua
effettuata lanalisi delle istituzioni attive nel settore evoluzione basato sui contributi di diversi autori.

Fig. 1. Le tre prospettive sullo sviluppo spaziale sostenibile: progetto, politica e stakeholder.

89
Sessione 3

Perci chiunque sia interessato a uno sviluppo I partecipanti hanno trovato interessante la
territoriale sostenibile nello spazio alpino invitato rilevazione di contraddizioni durante lanalisi di
a contribuire alla wiki. facile creare un account e progetti e documenti ufficiali e hanno voluto saperne
gli articoli di aiuto presentano istruzioni semplici di pi. Secondo Stefan Marzelli, le contraddizioni
per creare o modificare i contenuti nella wiki. compaiono prevalentemente tra progetti o risultati
Ovviamente gli autori devono rispettare varie regole di progetti e i bisogni identificati sulla base dei
quando contribuiscono alla wiki, come per esempio documenti ufficiali analizzati o lattuazione richiesta
modificare articoli esclusivamente se possibile di soluzioni. Per esempio, si notato come politiche
migliorarli e ricordando che tutte le informazioni locali inflessibili possano ostacolare lattuazione di
inserite nella wiki sono tracciabili e che gli autori approcci innovativi che avrebbero potuto essere
sono responsabili per i contenuti da essi inseriti. sviluppati nei progetti dello Spazio Alpino. Un altro
Tutte queste informazioni si trovano direttamente argomento sollevato durante la discussione stato
nella wiki. la funzionalit e il layout della wiki: secondo un
partecipante, una funzione di text mining potrebbe
Dopo lintroduzione del progetto e le due relazioni, migliorare la funzionalit della wiki, e il layout
iniziato il dibattito. I partecipanti sono stati invitati a potrebbe essere migliorato per aumentare lattrattiva
esprimere opinioni o a porre domande su WIKIAlps, della wiki. Le statistiche degli utenti, informazioni
sulla metodologia adottata o sulla wiki. Caroline utili e identificate, verranno presto integrate nella
Pecher, Stefan Marzelli e Axel Borsdorf hanno risposto wiki. La wiki ancora in fase di costruzione, pertanto
alle domande dei presenti e hanno condotto una la AW/IGF e i partner di WIKIAlps continueranno
discussione molto utile che ha affrontato numerosi a migliorarla e ad attuare i diversi suggerimenti
argomenti. Sebbene i partecipanti al workshop proposti durante il workshop.
avessero avuto un tempo limitato per esplorare la
wiki, sono risultati concordi nel definirla un buon Al termine della discussione, Caroline Pecher ha
strumento. Hanno anche sottoscritto la proposta annunciato che la conferenza finale di WIKIAlps
di Stefan Marzelli di obbligare i futuri progetti dello si svolger gioved 4 dicembre 2014 a Bolzano in
Spazio Alpino a contribuire alla wiki. Al momento Italia. Durante la conferenza saranno presentati
la wiki disponibile solamente in inglese, per cui i il progetto, i suoi risultati e una tavola rotonda su
partecipanti hanno ritenuto che alcuni stakeholder Come superare i confini nazionali per uno sviluppo
potrebbero essere scoraggiati dallusarla. Per territoriale sostenibile nelle Alpi.
via della breve durata del progetto WIKIAlps,
non attualmente possibile offrire traduzioni e
aggiornarle.

Fig. 2. Il seminario WIKIAlps al Forum Alpinum la relazione di Stefan Marzelli.

90
La governance delle risorse alpine

Workshop 3-3

Il valore aggiunto delle Alpi nella governance di


questioni attinenti allambiente e alla gestione delle
risorse

Erik Gloersen, Universit di Ginevra, , Svizzera &


Antonella Pietta, Universit di Brescia, Italia

4. un raggruppamento transnazionale di
Introduzione stakeholder desiderosi di tutelare i propri
interessi condivisi dinanzi alle autorit nazionali
Una parte della discussione sulla creazione di una ed europee.
strategia macro-regionale per le Alpi stata dedicata
in particolare a individuare quegli aspetti relativi
allo sviluppo sostenibile, al benessere economico e A fronte di queste concezioni alquanto variegate del
alla coesione sociale che possono essere affrontati territorio alpino, il workshop si proposto di:
con efficacia in una dimensione transnazionale. individuare i tempi panalpini principali in
Alcuni portatori dinteresse citano la gestione delle relazione allambiente e alla gestione delle
risorse alpine (tra cui lacqua e la biodiversit) come risorse;
esempio classico dei temi che possono trovare una
risposta pi efficace a livello alpino. Restano tuttavia discutere il valore aggiunto di una gestione di
da definire i meccanismi che permetteranno il questi temi a livello alpino, ovvero sulla base
coordinamento delle strategie e degli interventi di una o pi concezioni delle Alpi tra quelle
alpini con le politiche ad altri livelli di governance. elencate sopra;
esaminare gli ostacoli istituzionali e culturali che
Il ruolo che pu assumere il livello alpino in un impediscono il rafforzamento della governance
assetto di governance multilivello dipende da come a livello alpino negli ambiti pi urgenti.
gli stakeholder coinvolti interpretano larea alpina.
Le Alpi possono essere viste come:
Il valore aggiunto delle Alpi per le regioni vicine
1. un territorio funzionale allo sfruttamento,
alla produzione o alla gestione di una risorsa Nel corso del workshop stato discusso come il
specifica; valore aggiunto delle Alpi possa confluire nella
2. un territorio con fragilit ambientali specifiche governance. In relazione al valore aggiunto delle
che influiscono sulle esternalit osservate o Alpi per le regioni vicine (secondo quanto emerso),
potenziali delle attivit economiche; vanno tenute in considerazione alcune premesse
fondamentali:
3. unidentit condivisa su cui si pu fare leva per
mobilitare soggetti diversi, scavalcando confini il valore aggiunto delle Alpi dato
regionali o nazionali; oppure ancora precipuamente dalle aree rurali (ma non solo)

91
Sessione 3

a uso e consumo delle aree urbane. A causa


dellespansione del tessuto urbano nellarea Attuazione
alpina, alcuni consumatori abitano entro il
perimetro della Convenzione delle Alpi. La Strategia macro-regionale dellUnione europea
La solidariet tra aree rurali e urbane per la Regione Alpina (EUSALP) offre lopportunit di
necessaria per garantire trattative eque tra affrontare questioni legate al valore aggiunto delle
fornitori e fruitori. Alpi e alla gestione ambientale e delle risorse a un
livello politico (EUSALP intende infatti contribuire
Una parte del valore aggiunto creato dallo alla politiche future dellUE). Occorrono tuttavia una
sviluppo sostenibile e legato ad esso. visione chiara e degli obiettivi ben definiti. Durante il
Mancano dati e conoscenze sulle interrelazioni workshop sono stati discussi i seguenti temi:
(in termini di spazi funzionali) tra le Alpi e le sviluppo di uneconomia verde (pilastri 1 e 2 di
pianure circostanti. EUSALP);
Le regioni sono cruciali per la governance delle definizione di regole condivise tra i produttori
risorse. (alpini) e i fruitori (urbani) per beni comuni
come il paesaggio e la biodiversit;
Sono stati menzionati i seguenti tipi di valore
aggiunto in relazione a specifici temi: investimento nella diversit (riconoscendo il
potenziale di una economia, societ e natura
diversificate).
Valore aggiunto Ambito collegato
Produzione di energia, energia efficienza energetica
rinnovabile
Ai fini dellattuazione di EUSALP rivestono
particolare importanza una partecipazione allargata
Biodiversit frammentazione, sicurezza alimen-
(basata su una buona informazione del pubblico),
tare
il monitoraggio costante degli obiettivi (p.es. nelle
Servizi ecosistemici attenzione alla sostenibilit questioni attinenti alla diversit) e lo sviluppo di
Acqua gestione idrica, gestione del rischio, strumenti per la cooperazione e la negoziazione
adattamento al cambiamento transnazionali e transettoriali. Sulla scorta delle
climatico esperienze maturate in altre strategie macro-
Risorse culturali diversit culturale, turismo sos- regionali si potrebbe scegliere un argomento
tenibile comune come elemento unificante (come p.es. la
qualit dellacqua nella macro-regione del Baltico).
Ad oggi, non stato proposto alcun elemento
Altri aspetti rilevanti per il valore aggiunto nelle Alpi unificante di questo tipo.
sono la promozione dellistruzione (p.es. scambi
tra scuole) e la promozione di uno sviluppo locale
basato sulla collettivit (p.es. produzione comune).

92
La governance delle risorse alpine

Workshop 3-4
La buona governance e il ruolo della partecipazione
pubblica nella regione alpina

Wolfgang Pfefferkorn, Rosinak&Partner, Vienna, Austria


Federica Maino, EURAC - European Academy of Bolzano, Italia

Premessa e obiettivi del workshop possibile il coinvolgimento dei gruppi interessati?

La partecipazione delle comunit locali alla Durante il workshop sono stati esaminati due
gestione delle risorse sta rapidamente divenendo casi concreti. Il primo era incentrato sula valle di
una componente centrale della sostenibilit Seren del Grappa, una regione subalpina in rapido
sociale e ambientale. Esistono politiche nazionali spopolamento nel nord-est italiano. Il programma
e internazionali che sostengono il coinvolgimento della seconda parte del workshop prevedeva di
dei gruppi interessati e delle comunit locali che concentrarsi sulla tematica pi strategica, di meta-
lo richiedono. In pratica, tuttavia, gli strumenti livello della strategia EUSALP (con il contributo
e lesperienza necessaria a garantire processi di Anita Konrad, CIPRA International), ma stato
partecipativi efficaci spesso sono assenti cambiato a causa della grande quantit di giovani
(mancanza di tempo, denaro, trasparenza, gestione partecipanti delle scuole superiori locali. Invece
professionale del conflitto ecc.). i partecipanti hanno esaminato la procedura di
partecipazione della piazza Kornmarkt a Bregenz, in
Attualmente, in gioco lelaborazione di una strategia Austria.
macroregionale per la regione alpina (EUSALP). Per
far s che soggetti interessati e la popolazione alpina Caso della valle di Seren del Grappa
si sentano veramente coinvolti in prima persona, Federica Maino, Andrea Omizzolo, Miriam L. Wei,
fondamentale far partecipare questi gruppi al EURAC - Accademia Europea di Bolzano, Istituto per
processo di elaborazione della strategia oggi e alla lo Sviluppo Regionale e il Management del Territorio
sua realizzazione in un secondo tempo.
La valle di Seren del Grappa, unarea subalpina
Il workshop ha offerto loccasione per riflettere sui di confine e marginale in provincia di Belluno,
requisiti della buona governance nella regione nellItalia nordorientale, attualmente interessata
alpina e il ruolo della partecipazione pubblica. Qual da un avanzato processo di spopolamento e da un
allora il significato di buona governance? Quale impoverimento delle risorse economiche di base.
pu essere il contributo della partecipazione pubblica In quanto tale, un interessante caso concreto per
alla gestione sostenibile delle risorse e allo sviluppo la nostra ricerca sulle regioni montane, sul rischio
e allattuazione di una strategia europea accettata di spopolamento, sullanalisi delle controtendenze,
per le Alpi? Come organizzare nel modo pi proficuo sullo sviluppo regionale e sulla cooperazione

93
Sessione 3

interregionale. La finalit del progetto era di guidare responsabilit alla comunit tramite
la comunit locale, gli operatori economici e gli uninnovativa tecnica di interazione nota
amministratori locali in un processo partecipativo come OST (Open Space Technology). Nel
volto a definire scelte strategiche, condivise e corso di questo evento, abbiamo chiesto ai
sostenibili per il futuro sul medio e lungo periodo partecipanti di assumere la guida dei progetti
della valle. Le principali domande poste dalla ricerca che preferivano realizzare e li abbiamo assistiti
sono state: in tutta la transizione. Questo nuovo passaggio
stato reso possibile dal suddetto processo
Come evitare lo spopolamento della valle? di apprendimento e di crescita che avevamo
condiviso.
Come possiamo contribuire a uno sviluppo
innovativo e sostenibile? Supervisione dei progetti iniziali: abbiamo
sovrainteso ai primi progetti concreti, ad es. il
Quali sono i potenziali endogeni? restauro della casa di Col de Bof, la realizzazione di
una vigna sperimentale di ibridi resistenti, un corso
Quali sono gli approcci pi innovativi di web marketing e lorganizzazione di un festival sul
al miglioramento delle opportunit tema Le montagne del futuro.
socioeconomiche della valle?
Durante lintero processo, abbiamo rafforzato la rete
costituita da gruppi interessati e da esperti locali
ed esterni, nonch i nostri rapporti con universit
e centri di ricerca a livello europeo. Abbiamo
supervisionato e monitorato lo sviluppo di azioni
e progetti, abbiamo rafforzato la cooperazione
interregionale e gestito i potenziali conflitti. Bench
lavorassimo principalmente come partner scientifico
e obiettivo, il nostro ruolo nella supervisione,
nel coordinamento e nellagevolazione di una
comunicazione efficace stato fondamentale.

Alcuni dei principali punti di forza del territorio che


hanno contribuito alla riuscita del progetto sono
stati il forte radicamento degli abitanti sul loro
territorio, la coerente e forte comunit sociale e le
Il processo partecipativo stato strutturato in risorse ambientali conservate nel corso del tempo.
quattro fasi: Ulteriori fattori che hanno favorito il processo sono
stati il sostegno di un istituto di ricerca, le risorse
1. Fase preliminare: raccogliere informazioni ed finanziarie a disposizione del processo partecipativo,
eseguire unanalisi SWOT.
2. Fase di apprendimento: discutere le principali
tematiche e sviluppare priorit. Abbiamo
illustrato e discusso delle buone pratiche,
coinvolto esperti e organizzato corsi di
formazione. Questa fase stata particolarmente
importante perch ha accompagnato quasi
tutto il processo e ha favorito un processo
permanente di apprendimento reciproco.
3. Fase di pianificazione: definire una visione
comune per il futuro della valle fino al 2030.
Questa visione stata definita in dieci linee
strategiche che offrono un quadro per lo
sviluppo di azioni e progetti.
4. Fase di autosostenibilit: trasferire la

94
La governance delle risorse alpine

le strategie innovative e le tecniche di interazione


impiegate, nonch il processo di apprendimento
condiviso permanente. I principali punti deboli erano
le limitate dimensioni dellarea, lo scarso numero di
abitanti e liniziale mentalit culturale, che hanno
generato qualche resistenza alla collaborazione e ai
contributi esterni allinizio del processo.

In conclusione, sottolineiamo limportanza della


responsabilizzazione delle comunit locali e di un
processo di sostegno che soddisfi le domande di
cambiamento. Inoltre evidenziamo lesigenza di
rafforzare lattuazione di strategie di lungo periodo e
di progetti concreti e di promuovere la cooperazione
tra i gruppi interessati. In particolare, il diretto
coinvolgimento della comunit importante per: idee e aspettative riguardo alla qualit, allutilizzo e
allinfrastruttura a venire degli spazi pubblici che si
migliorare le potenzialit endogene, soprattutto affacciano sul Kornmarkt. Queste aspettative sono
i saperi locali e tradizionali, state tradotte in proposte di progettazione da
promuovere lo cambio di risorse (informazioni, un team di architetti e paesaggisti e sono state poi
esperienze, conoscenze) e favorire una migliore commentate dai cittadini. Seguendo questo ciclo di
comprensione dei problemi da risolvere, commenti e suggerimenti, stato portato a termine
un piano regolatore generale che stato approvato
promuovere decisioni incentrate sulle soluzioni dal Consiglio Comunale.
e sulle esigenze,
consolidare un clima di fiducia e incoraggiare le Nella seconda fase, un gruppo di lavoro di 30
interazioni dirette tra cittadini, amministratori partecipanti circa in rappresentanza di tutti i
ed esperti, nonch gruppi interessati (uffici programmazione, imprese
private, istituzioni culturali, cittadini, gruppi di
incoraggiare la propriet dei progetti e dei piani pianificazione e politici) hanno organizzato 3
nellambito della comunit locale. workshop di pianificazione in cui stato sviluppato
il nuovo progetto della piazza Kornmarkt e delle
Caso del Kornmarkt di Bregenz aree pubbliche circostanti. La progettazione
Wolfgang Pfefferkorn, Rosinak&Partner, Austria stata presentata al pubblico nel corso di un evento
informativo conclusivo ed ha ricevuto il consenso
La piazza Kornmarkt si trova a Bregenz, la capitale unanime. Il Consiglio comunale ha adottato il
della provincia austriaca del Vorarlberg. La piazza piano nel luglio del 2011. Nei 12 mesi successivi si
il centro culturale di Bregenz, in quanto ospita svolto un meticoloso processo di pianificazione
il teatro provinciale, la Kunsthaus Bregenz e nellinverno 2012/2013 stata edificata la nuova
(costruita dallarchitetto svizzero Zumthor) e il piazza pubblica. Nel maggio 2013 stata inaugurata
Museo Provinciale. Il museo stato ricostruito tra la nuova Kornmarkt, che oggi diventata il nuovo
il 2010 e il 2013. La piazza pubblica di Kornmarkt cuore di Bregenz. anche un successo commerciale
e gli spazi pubblici e le strade circostanti sono stati per i proprietari dei ristoranti, dei caff e dei negozi
riprogettati e ricostruiti in diretta correlazione con della zona.
la costruzione del nuovo museo. Questo processo
di riprogettazione stato eseguito nel quadro di I principali fattori del successo sono stati:
un processo di partecipazione pubblica, moderato lapproccio aperto dellufficio urbanistico di
esternamente, a cui sono stati invitati tutti gli Bregenz e la sua decisione di coinvolgere i
abitanti di Bregenz. cittadini.
Il processo di partecipazione stato suddiviso in I limiti di tempo: il sostegno finanziario della
due fasi. Nella prima fase, circa 200 persone hanno Provincia dipendeva dal completamento dei
partecipato a ciascuno dei tre grandi workshop nuovi spazi pubblici prima dellapertura del
pubblici. I cittadini hanno presentato le proprie nuovo museo provinciale.

95
Sessione 3

Il grande sostegno organizzativo del personale Coerenza: leadership politica e forte


dellufficio urbanistico. responsabilit per garantire un approccio
Lapproccio degli architetti e dei paesaggisti: coerente.
essi hanno lavorato per tradurre le idee
e le proposte dei cittadini in proposte di Oggi, la governance un argomento chiave per
pianificazione intelligenti. pianificare le procedure a tutti i livelli. La crescente
complessit delle sfide e delle attivit ambientali,
Laccurata pianificazione e supervisione sociali ed economiche richiede cooperazione, oggi
dellintero processo e di ogni singolo evento, pi che mai. Una cooperazione riuscita si basa sui
nonch la moderazione professionale dei seguenti criteri:
grandi workshop pubblici.
Cooperazione come nuovo sistema sociale
Conclusioni relative ai requisiti della buona Competenza tecnica dei partner
governance
Creazione di un duplice vantaggio: per ciascun
Negli anni 90, la Banca Mondiale introdusse il partner e per il nuovo sistema
concetto di governance nelle procedure politiche Partner in grado di collaborare
e amministrative. La governance si fonda sullidea
che il benessere di una nazione richieda un minimo Una regia congiunta
di strutture legislative e democratiche. Nel 2001 Ununit di servizio ben funzionante
lUE ha pubblicato il Libro bianco sulla governance
europea e ha presentato i seguenti cinque criteri Lavoro di squadra
necessari per una buona governance: Gli individui e i loro rapporti
Trasparenza: accesso alle informazioni, Fiducia tra gli attori coinvolti
decisioni e regole chiare ecc. Coinvolgimento dei politici
Partecipazione: approccio inclusivo che Moderazione esterna
coinvolge tutte le parti coinvolte.
I criteri per il successo si applicano alle piccole
Affidabilit: ruoli e responsabilit chiari sia nella procedure partecipative quali quelle descritte sopra,
pianificazione che nellattuazione nonch ai grandi processi di pianificazione come la
Strategia europea per le Alpi (EUSALP). La valutazione
Efficacia: obiettivi chiari, efficaci e puntuali delle strategie macroregionali esistenti in Europa
attuati in modo proporzionato e al livello pi ha dimostrato che c spazio di miglioramento,
appropriato. soprattutto per quanto riguarda una descrizione
pi chiara e una migliore distribuzione delle attivit.
Esiste anche un notevole potenziale di incremento
del coinvolgimento dei gruppi interessati e delle
organizzazioni della societ civile.

La strategia EUSALP ha una splendida opportunit


da cogliere per apprendere da altre strategie
macroregionali europee e per evitare di incappare
in alcuni punti deboli ed errori fondamentali, oltre
che per diventare un modello di buona governance
in Europa.

96
La governance delle risorse alpine

Workshop 3-5

Efficienza Energetica nelle comunit alpine

Francesco Vaninetti
koinstitut, Bolzano, Italia

Contributi: locale, cercando di individuare quegli aspetti che


rendono le azioni di contrasto importanti anche per
Bolzano fonte denergia: strategia energetica comunit di dimensioni medio-piccole come quelle
del Comune di Bolzano alpine. I principali settori dintervento dei comuni
Emanuele Sascor, Energia e Geologia del sono stati individuati nei seguenti:
Comune di Bolzano Piano dAzione per le Energie Rinnovabili (PAES);
Comune di Malles: la via verso lautarchia Pianificazione urbanistica;
energetica Disciplina del traffico;
Ulrich Veith, Sindaco di Malles
Gestione delle acque e degli acquedotti;
Contenuto Patrimonio immobiliare pubblico;
I comuni rivestono un ruolo essenziale nella gestione Illuminazione pubblica;
delle risorse, naturali ed umane, a livello locale: Raccolta e smaltimento dei rifiuti.
buona parte delle emissioni di CO2 infatti ascrivibile
alla vita quotidiana delle comunit. Ci significa che,
al fine di migliorare il rapporto delle popolazioni Sulla base di questa breve introduzione, i partecipanti
alpine con le risorse a propria disposizione, bisogna sono stati invitati a confrontarsi tra di loro sulle
agire a livello locale e in stretta collaborazione con i possibilit dazione delle comunit alpine nel campo
comuni. koinstitut segue diverse realt comunali della mobilit, della produzione di energie rinnovabili
nel percorso verso lincremento dellefficienza e della e dellefficienza energetica. Ci avvenuto mediante
sostenibilit energetica, con risultati deccellenza un processo interattivo: i partecipanti, circa 35, sono
riconosciuti a livello internazionale. stati divisi in tre gruppi, a ciascuno dei quali stato
assegnato uno dei tre temi citati. Compito di ciascun
Largomento stato introdotto ai partecipanti dal gruppo stato quello di individuare i problemi
moderatore, sulla base delle proprie esperienze presenti nel settore assegnato, porre degli obiettivi
con i comuni altoatesini. Le sfide globali, come realisticamente perseguibili da una comunit alpina
cambiamento climatico e sicurezza nella fornitura per incrementare lefficienza energetica e ridurre
di combustibili fossili, sono state declinate a livello la dipendenza dai combustibili fossili, individuare

97
Sessione 3

le soluzioni per raggiungere gli obiettivi definiti comportamenti errati che si sono radicati negli anni,
ed eventuali ostacoli che potrebbero renderne i quali portano ad un uso scarsamente efficiente
complessa la realizzazione. Ciascun gruppo ha dellenergia a disposizione e quindi a consumi
riportato su un cartellone i risultati della propria elevati, difficili da coprire mediante fonti energetiche
discussione ed ha scelto un rappresentante, che ha locali e rinnovabili. Per quanto riguarda il secondo
brevemente esposto agli altri gruppi quanto emerso punto, la soluzione individuata come maggiormente
dal confronto. Di seguito sono riportate le immagini efficace sta nel cambiamento del modello educativo,
dei cartelloni prodotti dai tre gruppi, con un breve che chiamato a far affermare, fin dalla pi tenera
riassunto dei principali punti emersi. et, una cultura del risparmio e dellefficienza
energetica. Dal punto di vista pi tecnico, invece,
Mobilit soluzioni ritenute efficaci per rendere pi efficienti
gli usi finali di energia concernono la progettazione
Nel settore della mobilit, emerso con chiarezza di edifici, che deve essere attenta ad orientamento
come le modalit di spostamento in ambito ed esposizione degli elementi costruttivi, sfruttando
montano presentino delle peculiarit dovute le tecnologie costruttive tradizionali, attualizzate
sostanzialmente allorografia, che presenta forti grazie alle conoscenze acquisite negli anni in
pendenze, e allorganizzazione delle comunit ambito architettonico ed energetico. Anche la
in nuclei di dimensione medio-piccola che nella regolamentazione gioca un ruolo in questo senso,
maggior parte dei casi non hanno la massa critica dovendo necessariamente essere adattata ai luoghi
necessaria a rendere dei sistemi di trasporto con le loro peculiarit territoriali e climatiche, nonch
pubblico economicamente convenienti. Anche la ai bisogni delle popolazioni locali. Relativamente
mobilit ciclabile fatica ad affermarsi, questo a causa invece alla produzione di energia in senso stretto,
delle forti pendenze che caratterizzano la maggior si fatto riferimento alle forme pi comuni quali
parte del territorio. Dallaltra parte, lultimo mezzo geotermico, fotovoltaico, eolico, idroelettrico, solare
secolo ha visto il radicarsi di una cultura del mezzo termico e biomassa, con preferenza per le risorse
privato, molto difficile da intaccare. Il gruppo ha poi disponibili localmente al fine di ridurre la quantit
discusso delle possibili soluzioni a tali problematiche. di energia grigia necessaria per il processo. Gli
Punto cardine stato quello della mobilit lenta: da ostacoli nellattuazione delle misure individuate
una parte, incentivando e rendendo maggiormente nella fase precedente sono riconducibili allimpianto
sicuri gli spostamenti a piedi, recuperando quindi ambientale e paesaggistico della maggior parte
la tradizione di camminatori caratteristica delle delle fonti rinnovabili, spesso non accettato dalle
popolazioni alpine. Dallaltra, puntando su forme di popolazioni locali, ad una mentalit poco propensa
turismo lento, riducendo il turismo di giornata, il a cambiamenti delle proprie abitudini e ad una
cosiddetto mordi e fuggi. Non solo sulle forme di legislazione eccessivamente farraginosa, che spesso
mobilit per necessario intervenire, ma anche scoraggia la realizzazione di impianti di produzione
su una riorganizzazione complessiva dei rapporti di energia sostenibile. Da ultimo, un aspetto
economici e sociali, in maniera tale da consentire assolutamente da non trascurare la sovente assenza
agli abitanti delle Alpi di lavorare vicino alla propria di una regia locale, che porta alla realizzazione di
abitazione oppure, qualora il luogo di lavoro sia singoli progetti senza una visione dinsieme il che,
molto distante, optare per forme di telelavoro. spesso, vanifica la validit delle iniziative portate
avanti. Da qui limportanza dei comuni, i quali, se
Fornitura di energia adeguatamente motivati, possono agire coordinando
le diverse azioni portate avanti sul proprio territorio,
Il gruppo che si occupato delle questioni concernenti perseguendo una visione dinsieme di medio-lungo
la fornitura di energia, avendo tra i suoi componenti periodo.
alcuni architetti, ha introdotto nella discussione
anche alcuni aspetti relativi allefficienza energetica Efficienza energetica
degli edifici, a testimonianza di quanto i due temi
siano strettamente collegati. Il principale problema Il gruppo che si occupato del tema dellefficienza
individuato nellambito della fornitura di energia energetica era composto di ragazzi di un istituto
relativo alla capacit di copertura del fabbisogno tecnico, che hanno dimostrato di possedere
delle comunit mediante fonti energetiche di conoscenze e competenze tecniche molto
origine locale e rinnovabili. Problematiche invece approfondite. I problemi individuati sono stati la
tipiche degli usi finali dellenergia sono abitudini e necessit di riscaldamento, molto elevata in ambito

98
La governance delle risorse alpine

alpino a causa del clima rigido, che causa consumi Al termine, il Sindaco del Comune di Malles (BZ) ha
elevati e costi proporzionali, linquinamento esposto le politiche portate avanti dal comune da
atmosferico causato dai processi di combustione lui amministrato in materia di mobilit, efficienza
e la scarsa incentivazione finanziaria di misure di energetica e produzione di energia, allavanguardia
efficientamento. Le soluzioni sono state suddivise a livello nazionale ed europeo. Un dato su tutti:
per ambito: per lefficienza dellilluminazione nel 2014 il Comune di Malles produrr, mediante
stata proposta ladozione di lampade LED di nuova impianti di produzione a fonte rinnovabile, pi
tecnologia, dotate di sensori di luminosit e fornite elettricit di quella consumata sul territorio
di un pannello fotovoltaico che consenta, mediante comunale.
una batteria, di rendere il sistema dilluminazione
indipendente dalla rete elettrica. Nel settore edilizio
possibili misure di efficientamento risiedono nella
domotica, in un maggior isolamento termico,
nelladozione di pompe di calore geotermiche
piuttosto che nellallacciamento ad una rete di
teleriscaldamento, le quali rendono la fornitura
di energia pi efficiente e meno inquinante. Per
una riduzione dellinquinamento, le possibilit di
azione sono il ricorso a prodotti locali km 0, che
riducano le distanze da percorrere per il trasporto, e
lintroduzione su larga scala di veicoli alternativi (ad
es. elettrici), nonch lincentivazione del trasporto
ciclabile mediante la costruzione di piste ciclabili e
la sensibilizzazione. Gli ostacoli che si frappongono
allimplementazione di politiche di questo tipo
risiedono, da una parte, nelle caratteristiche
intrinseche del territorio, come ad esempio nei
notevoli dislivelli, che comportano complicazioni
negli spostamenti e nei trasporti, dallaltra, invece,
nella difficolt di operare uninversione di tendenza
in abitudini che sono ormai radicate nella mentalit
delle persone e delle popolazioni.

Dalle tre discussioni sono emersi delle questioni


comuni, che potrebbero dirsi intersettoriali.
Innanzitutto la funzione esemplare del Comune:
qualora questultimo realizzi dei progetti ad elevata
efficienza che siano comunicabili ai cittadini,
questi ultimi sono portati a riflettere sulle proprie
abitudini e, in molti casi, ad agire concretamente.
Il secondo punto emerso riguarda le risorse locali,
intese come risorse sia di tipo materiale (biomassa,
acqua) sia immateriale (tradizioni, saperi locali), il
cui uso dovrebbe essere incentivato. Terzo aspetto
da considerare la partecipazione dei cittadini: il
comune pu agire sui propri edifici ed impianti, ma
questi costituiscono per solo una piccolissima parte
rispetto alla totalit di quelli presenti sul territorio
della municipalit. Solo mediante un coinvolgimento
diretto dei cittadini possibile ottenere dei risultati
importanti ed un cambiamento delle abitudini,
questultimo il quarto ed ultimo aspetto comune
emerso dalle tre discussioni.

99
La governance delle risorse alpine Alpine Resources:

Workshop 3-6
Workshop 1-1
Nuovi approcci e prospettive per la gestione del
rischio idrogeologico TITLE
e lerosione del suolo nelle
aree montane

AUTHORS
Gian Battista Bischetti, Universit degli Studi di Milano &
Michele Freppaz, Universit di Torino, Italia

Inondazioni, frane, erosione del suolo, valanghe e tempo differito, in cui procede alla redazione di studi
colate detritiche sono processi naturali che spesso si propedeutici alla definizione della pericolosit e del
trasformano in pericoli e in fattori di degrado quando rischio. Nel tempo differito, infatti, sono prodotti
coinvolgono insediamenti e attivit umane. Dato che carte, studi e modellazioni che hanno una duplice
circa 14 milioni di persone vivono nelle montagne valenza: sono utilizzate sia a fini di pianificazione
delle Alpi europee, le attivit umane si sono spesso territoriale sia come strumenti per la definizione
insediate in aree soggette a tali rischi naturali, degli scenari attesi a seguito di eventi meteo/
provocando cambiamenti nelluso originale del suolo idrologici intensi.
e aumentandone la vulnerabilit. Per affrontare
questi problemi, anche in termini di adattamento ai Nella modellazione idrologica per la stima
cambiamenti climatici e di sostenibilit economica delle portate di piena il suolo riveste un ruolo
e ambientale, sono necessarie nuove strategie di fondamentale perch governa il deflusso
conoscenza e gestione. superficiale, quello subsuperficiale e quello
profondo. Una migliore rappresentazione delle sue
Su questa base stato organizzato il workshop caratteristiche, in particolare quelle di conducibilit
che si sviluppato su due filoni: nuovi approcci e idraulica e di porosit efficace, potrebbe permettere
prospettive in materia di erosione del suolo e buone una modellazione pi fine e, quindi, un importante
prassi ed esperienze in materia di riduzione del incremento della performance dei modelli.
rischio idrogeomorfologico.
Nelle carte di pericolosit idrogeologica sono
Per quanto riguarda il tema dellerosione, la dott. identificate, in funzione della magnitudo del
ssa Ratto ha rilevato come il miglioramento della fenomeno franoso e della sua probabilit di
conoscenza delle caratteristiche dei suoli abbia accadimento, sulla base degli eventi pregressi,
ricadute dirette su molti aspetti correlati alla zone omogenee a diverso grado di pericolosit.
gestione del rischio idrogeologico e di quello La conoscenza spazializzata delle caratteristiche
idraulico. Lattivit del Centro Funzionale si esplica, geotecniche dei suoli potrebbe permettere di
sostanzialmente, secondo due direttrici parallele e introdurre il concetto di propensione al dissesto
distinte, ma profondamente intercorrelate tra loro, anche per quelle situazioni in cui, per diversi motivi,
ossia il tempo reale, in cui il Centro Funzionale deve non sono stati registrati eventi.
prevedere, monitorare ed emettere bollettini e il

100
Use, valorisation and management
Sessionefrom
3 local to macro-regional scale

Queste ed altre considerazioni hanno condotto il particolare si sta cercando di utilizzare tali dati per
Centro Funzionale ad attivare tre filoni di ricerca. migliorare la modellazione idrologica, per definire
indicatori di saturazione del suolo da utilizzare
1. Il primo ha portato alla produzione di una carta per la previsione del dissesto idrogeologico. Come
dei suoli alla scala 1:10.000 di alcuni bacini sviluppo futuro le carte di propensione al dissesto,
della Regione (e.g. Valpelline) e una carta della unite ai dati di saturazione e alle caratteristiche dei
vulnerabilit dei suoli alla scala 1:100.000, per suoli, potrebbero permettere di definire scenari
lintero territorio regionale. dinamici da associare ai diversi livelli di allerta.
2. Il secondo filone ha prodotto due cartografie
tematiche sui fattori di instabilit gravitativa, Per quanto riguarda la riduzione del rischio
ossia la carta litotecnica e quella delle litofacies. idrogeomorfologico, il dott. Coali ha portato le
esperienze del Servizio Bacini Montani della Provincia
3. Il terzo filone ha portato alla dotazione di Autonoma di Trento, che rappresenta uneccellenza
5 stazioni meteorologiche automatiche di nel settore delle sistemazioni montane, sia a livello
sensori per la misura dellumidit del suolo, nazionale che internazionale.
con lobiettivo di meglio determinare questa
variabile fondamentale per molti aspetti Le antiche origini e soprattutto levoluzione
applicativi. In corrispondenza di questi sensori storica del Servizio, innanzitutto, hanno garantito
stata effettuata una caratterizzazione del con continuit la cura del territorio trentino nei
suolo per determinare le caratteristiche locali, confronti dei fenomeni di dissesto e rappresentano
sono state condotte prove di infiltrazione per uno dei punti fondamentali del successo odierno. Il
calibrare le uscite in termini di conducibilit con modello organizzativo austro-ungarico, comune a
valori misurati e non con valori da letteratura tutto larco alpino a partire dalla fine del 1800, su
e prove di infiltrazione per determinare le cui si formato il Servizio nel 1882, infatti, stato in
funzioni idrauliche. grado di mantenere i principi fondatori, evolvendosi
ed adattandosi alle sempre nuove esigenze del
In questo momento il Centro Funzionale impegnato contesto socio-economico e politico.
a cercare di ottimizzare lenorme mole di dati che
sono stati raccolti nellambito delle attivit sopra Tale modello prevede la distinzione del territorio
descritte, con lobiettivo di identificare strumenti in bacini idrografici, sui quali il Servizio
operativi da utilizzare nella gestione delle allerte. In competente per la pianificazione, programmazione,

Figura 1. Esempio di indagine per la ricerca di una correlazione tra tipologie di suoli e dissesti superficiali.

101
La governance delle risorse alpine

progettazione e direzione dei lavori di sistemazione La pi recente funzione di predisposizione


idraulica e forestale. Inoltre, esso il responsabile della valutazione del rischio (da utilizzare nella
dellamministrazione e della gestione del demanio pianificazione urbanistica) e di elaborazione dei
idrico, del catasto opere e del catasto eventi, piani di protezione civile, si salda con la funzione
responsabile della redazione delle carte della di realizzazione e manutenzione delle opere,
pericolosit idrogeologica e delle attivit di consentendo di ottimizzare le risorse nellottica
prevenzione e di pronto intervento per calamit della riduzione del rischio residuo che non pu
pubbliche, nonch delle attivit di informazione essere completamente eliminato e che deve
sul pericolo idrogeologico e sulle strategie per la essere contemplato ai sensi della Direttiva alluvioni
gestione dei rischi alluvionali e torrentizi. In sostanza 2007/60/CE. Alla creazione di una consapevolezza
il soggetto unico responsabile per i diversi aspetti in tal senso da parte della popolazione, il Servizio
che attengono la difesa idrogeologica, a vari livelli, dedica una parte delle proprie energie quale
del territorio montano. elemento per la reale sicurezza dei cittadini.

Un secondo aspetto peculiare quello In sintesi il paradigma di difesa montana su cui oggi
dellamministrazione diretta come forma prevalente poggia lazione del Servizio Bacini Montani pu
di esecuzione dei lavori, che permette notevole essere riassunta in tre punti:
flessibilit e una programmazione pluriennale, assicurare stabilit ed efficienza funzionale ai
non solo delle opere, ma anche e soprattutto della bacini idrografici e ai sistemi forestali in termini
manutenzione che, caso assai raro in Italia, assorbe di sistema alveo-versante, garantendo
circa la met delle risorse affidate al Servizio. La continuit degli interventi di manutenzione
realizzazione diretta degli interventi consente anche del territorio, dei boschi, delle opere di
una forte specializzazione sia dei progettisti, sia sistemazione idraulico-forestale e di gestione
delle maestranze che rappresentano uno dei punti dei corsi dacqua;
critici per il successo di questo tipo di interventi; da
non trascurare anche la ricaduta occupazionale sul garantire sicurezza alluomo e alle sue attivit,
territorio (ad oggi 212 operai che alla fine degli anni attraverso la corretta individuazione dei
80 arrivavano a circa 400 unit). pericoli idrogeologici e la compatibilit delle
nuove previsioni urbanistiche (pianificazione)
Ulteriore punto di forza quello della disponibilit di ed il miglioramento dei livelli di protezione
un catasto delle opere dettagliato ed aggiornato con (interventi);
continuit (a partire dalla fondazione del Servizio nel perseguire il dialogo sociale sul pericolo,
1882) che consente di programmare con accuratezza diffondendo la consapevolezza sui limiti del
la manutenzione e le nuove esigenze.

Figura 2. Risultato di un intervento di sistemazione montana (foto del Servizio Bacini Montani della PAT)

102
Sessione 3

concetto di stabilit dei sistemi naturali e


di funzionalit delle opere di sistemazione
(rischio residuo).

Tutto ci conciliando la funzionalit tecnica con


la qualit ambientale, cosa possibile solamente
con un continuo aggiornamento professionale sia
del personale tecnico che delle maestranze, a sua
volta conseguenza della scelta dellamministrazione
diretta come forma prevalente di operativit.

Conclusioni

Il workshop, che ha visto la partecipazione di un


notevole numero di persone oltre i limiti della sala
concessa, ha permesso di divulgare buone prassi di
gestione dei pericoli naturali in ambito alpino con
particolare riferimento allerosione dei suoli ed al
rischio idrogeologico.

Grazie alla capacit e competenza dei relatori il


pubblico, tra cui moltissimi giovani, ha avuto modo
di venire a contatto con due realt di eccellenza e
di poter discutere in maniera approfondita sebbene
non eccessivamente tecnica di aspetti che sono
invece spesso trattati dalle cronache in maniera
superficiale e fuorviante.

103
Sessione 4

Sessione 4

Uso delle risorse alpine:


dal presente al futuro

Moderatore: Philippe Bourdeau, Universit di Grenoble, Francia

La sessione 4 affronta i requisiti e le opportunit futuri nellutilizzo delle risorse


alpine. Da un lato alcune risorse alpine sono legate alluso umano e alleconomia,
come i paesaggi tradizionali, la biodiversit o il capitale umano. Lutilizzo futuro
del territorio avr un ruolo cruciale nel mantenere il potenziale esistente.
Dallaltro, alcune risorse potrebbero essere impiegate in modo pi efficiente e
sostenibile, comportando maggiori vantaggi per la popolazione locale, come
la produzione energetica o il turismo. La gestione delle risorse, p.es. limpiego
dellenergia idroelettrica, deve essere commisurata alle future necessit. Tre
presentazioni affronteranno una serie di risorse chiave. Molte risorse sono legate
allagricoltura alpina: quali sarebbero le conseguenze di un calo nellagricoltura
alpina (presentazione di Stefan Lauber)? La neve il fulcro dellindustria turistica
nelle Alpi: le Alpi sono unarea privilegiata per lo sviluppo del turismo sanitario
(presentazione di Arne Amberger)? E per quanto concerne la svolta energetica,
il sistema europeo di produzione di energia deve essere rinnovato: quali sono
i modelli per sviluppare una produzione energetica sostenibile nelle Alpi
(presentazione di Anthony Patt)?

Il dibattito porr laccento sul coordinamento degli attori attraverso network,


intelligenza collettiva e capacit di cooperazione sia su scala locale che alpina.

104
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

Keynote

AlpFUTUR Prospettive per i pascoli destivazione

Stefan Lauber, Irmi Seidl & Rosa Bni, Istituto federale di ricerca
per la foresta, la neve e il paesaggio WSL
Felix Herzog, Agroscope, Svizzera

Abstract sintetico quasi 800.000 vacche, pecore, capre e altri animali


dallevamento. Cos facendo, essi contribuiscono alla
Gli alpeggi sono unimportante fonte di foraggio variet del paesaggio culturale e alla conservazione
naturale per il bestiame e un tratto distintivo del dei prati ad elevata biodiversit, oltre a proteggere
paesaggio montano in Svizzera e in diversi altri paesi gli insediamenti dai pericoli naturali. Gli alpeggi sono
europei. In Svizzera, allincirca 2400 ha di alpeggi una fonte preziosa di foraggio naturale per le regioni
sono riconquistati dal bosco ogni anno o invasi montane; essi occupano un ottavo del territorio
dagli arbusti a causa di processi di estensivizzazione svizzero (circa 500.000 ettari) e rappresentano
e abbandono. Il programma di ricerca AlpFUTUR un elemento importante dellidentit nazionale.
(www.alpfutur.ch) ha dimostrato che il futuro della Purtroppo per lalpeggio non pu pi essere
pratica di alpeggio dipende in larga misura dalla considerata una pratica dal futuro certo a causa
possibilit degli allevatori di ridurre la dipendenza dei mutamenti climatici e di alcuni cambiamenti
dai pascoli destivazione aumentando la superficie strutturali in agricoltura. Fino al 2007 erano
foraggera nei pressi delle loro fattorie. Un altro disponibili poche ricerche scientifiche sulle pratiche
fattore determinante la disponibilit di personale di alpeggio in Svizzera e sul loro possibile destino
affidabile e disposto a lavorare in alpeggi spesso (Baur et al. 2007), ad eccezione di alcune iniziative
isolati. In sostanza, il futuro dellalpeggio dipender come il progetto TRANSHOUMANT (Bunce et
dalle sovvenzioni pubbliche, dalla tradizione e dal al. 2004) e il programma nazionale svizzero di
riconoscimento sociale. I malgari possono trovare ricerca Paesaggi e habitat delle Alpi (PNR 48).
una soluzione sostenibile per il loro futuro nellofferta Ma giunto il momento che politici e gestori
di beni e servizi alpestri per i quali i consumatori sono prestino attenzione a questo tema. Nellintento di
disposti a pagare un prezzo maggiore, compresi per colmare questa lacuna, nel 2007 fu avviato anche
esempio i prodotti naturali, locali e artigianali come il programma svizzero di ricerca AlpFUTUR Il
il formaggio di malga. futuro dei pascoli destivazione in Svizzera (www.
alpfutur.ch). AlpFUTUR ha riunito 80 ricercatori,
Abstract esteso consulenti ed esperti di 15 diverse istituzioni
affinch conducessero unanalisi approfondita dei
Ogni anno allincirca 17.000 pastori e casari pascoli destivazione finalizzata alla formulazione di
trascorrono i mesi da giugno a settembre presso raccomandazioni e alla diffusione delle conoscenze
7100 malghe delle Alpi svizzere, accompagnati da (Lauber et al. 2013).

105
Sessione 4

estiva per effetto dei


cambiamenti climatici.
La quantit di foraggio
consumata, calcolata
come prodotto del
numero di animali
al pascolo per la
durata del pascolo,
rimasta relativamente
costante. Anche se non
si verificato un calo
sistematico della quantit
di foraggio consumata,
ogni anno vengono persi
allincirca 2400 ettari di
pascoli destivazione a
causa dellavanzamento
dei boschi e dei cespugli.
Secondo lInventario
forestale nazionale
svizzero, questo trend
Foto 1: Aumenta la percentuale di vacche nutrici negli alpeggi svizzeri (foto: Gabriela Brndle, Agroscope). rimarr costante negli
anni a venire (Brndli
I cambiamenti agricoli strutturali presso le aziende 2012). Considerato che una parte dei pascoli alpestri
di origine sono destinati a ripecuotersi presto o stata estensivizzata o addirittura abbandonata,
tardi sulle malghe e sugli alpeggi. Aumenta infatti il linvariabilit dei consumi di foraggio pu essere
numero di agricoltori che accetta un impiego a tempo attribuita soltanto a un uso pi intensivo dei pascoli
parziale al di fuori della fattoria e sceglie di sostituire rimasti. N lintensificazione, n lestensivizzazione
le vacche da latte con vacche nutrici (Foto 1). Queste o labbandono sono fenomeni positivi, perch
ultime necessitano di meno foraggio e possono in entrambi i casi viene ridotta la biodiversit.
essere alimentate con foraggi di qualit inferiore Lunico caso in cui si osservato un aumento della
rispetto alle vacche da latte; cambia di conseguenza biodiversit quello di avanzamento dei cespugli
la struttura del bestiame e il fabbisogno di foraggio nani che creano degli habitat misti con il giusto
dai pascoli alpestri. Peraltro oggi solo poche vacche equilibrio tra prato e cespugli che favorisce una
da latte sono adatte al pascolo dalpeggio, perch flora esclusiva capace di sopravvivere solo nelle
levoluzione nella selezione ha prodotto vacche da condizioni di passaggio tra questi due habitat (Koch
latte con un fabbisogno di foraggio elevato. Quindi la et al. 2013). In ogni caso non ancora noto quali
superficie foraggera disponibile nellazienda dorigine proporzioni tra cespugli e prato garantiscano effetti
influisce in maniera determinante sulla domanda positivi duraturi per la biodiversit.
di pascoli destivazione. Lincremento stagionale
della superficie foraggera era in passato e ancora I pascoli destivazione dipendono da buone pratiche
la principale ragione dessere degli alpeggi. Un di gestione. Con alcuni accorgimenti, perfino
sondaggio rappresentativo ha tuttavia rivelato che possibile migliorare la qualit degli alpeggi. Le
met degli allevatori preferirebbero aumentare la pratiche di allevamento e di pascolo in un ambiente
superficie foraggera nei pressi dellazienda principale naturale difficile, la trasformazione del latte ecc.
(Fischer et al. 2012). Anche se non tutti riusciranno richiedono lintervento di personale qualificato e
nel loro intento, chi lo far potrebbe rinunciare ai auspicabilmente esperto (Foto 2). Lavvenire degli
pascoli destivazione. Il numero elevato di allevatori alpeggi dipende in larga misura dalla disponibilit
che desiderano rinunciare agli alpeggi un elemento di personale affidabile ed esperto. Sar importante
da valutare attentamente nella politica agricola. offrire delle condizioni di lavoro e di vita favorevoli
in modo da motivare i malgari e i casari a rimanere a
Nellultimo decennio, il calo nel numero di capi lavorare in alta montagna anche negli anni a venire
presso gli alpeggi stato tuttavia compensato a e incoraggiare le nuove generazioni a intraprendere
livello nazionale dal prolungamento della stagione questa attivit.

106
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

Secondo alcuni studi (p.es. Bni e Seidl 2012), Riferimenti


i consumatori sono disposti a pagare di pi per
prodotti naturali, locali e artigianali come per Baur P., Mller Wahl P., Herzog F. (2007): Alpweiden im Wandel. Agrarforschung 14
esempio il formaggio di malga. La redditivit delle (06): 254259. Larticolo contiene un riassunto in inglese.
malghe pu essere migliorata facendo in modo Bni R., Seidl I. (2012): Alpprodukte und Alpdienstleistungen Ergebnisse einer
che il numero di animali al pascolo corrisponda al Nachfrageerhebung bei Konsumenten und einer Befragung von Ksehndlern.
potenziale foraggero degli alpeggi, producendo il Istituto federale di ricerca per la foresta WSL, Birmensdorf. 72 pp.
latte e trasformandolo in formaggio direttamente Brndli U. B. (2012): National Forest Inventory, special analysis of LFI2, LFI3 and
alla malga e smerciando i prodotti tramite la vendita LFI4a. Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL. Comuni-
diretta. importante osservare che un calo nella cazione personale del 8.6.2012.
produzione di latte, formaggio, burro o carne ha Bunce R.G.H., Prez-Soba M., Jongman R.H.G., Gmez Sal A., Herzog F., Austad I.
ripercussioni maggiori sulla redditivit rispetto a (eds.) 2004: Transhumance and Biodiversity in European Mountains. IALE Publica-
un calo nellorario di lavoro e nello stipendio; tion Series 1. IALE, Wageningen.
quindi nellinteresse degli allevatori garantire la Calabrese C., Mann S., Dumondel M. (2013): Alpine Farming in Switzerland: Discern-
produzione. ing a Lifestyle-Driven Labor Supply. Review of Social Economy 2013: 120
Fischer M., von Felten S., Lauber S. (2012): Heimfutterflche Schlsselparameter
Il futuro delleconomia di malga anche una der Smmerungsnachfrage. Agrarforschung Schweiz 3 (4): 194201. Larticolo
questione di sovvenzioni pubbliche oltre che di contiene un riassunto in inglese.
consuetudine. Una parte importante degli allevatori Koch B., Hofer G., Walter T., Edwards P. J., Blanckenhorn W. U. (2013): Artenvielfalt
continua a ricorrere ai pascoli destivazione pi auf verbuschten Alpweiden. ART-Bericht 769. Agroscope Reckenholz-Tnikon ART,
per tradizione che per motivi economici. Quando Ettenhausen: 16 pp.
la produzione di malga abbinata allattivit Lauber S., Herzog F., Seidl I., Bni R., Brgi M., Gmr P., Hofer G., Mann S., Raaf-
nellazienda principale, possibile compensare un laub M., Schick M., Schneider M. K., Wunderli R. (2013): Zukunft der Schweizer
eventuale disavanzo dellalpeggio. Nel 2014 sono Alpwirtschaft. WSL, Birmensdorf e Agroscope, Zurigo: 200 pp. [Disponibile anche
aumentate le sovvenzioni pubbliche per le malghe in francese: Avenir de lconomie alpestre suisse (2014) e in italiano: Futuro
alpine. Unitamente ai nuovi strumenti di indennizzo delleconomia alpestre svizzera (2014)]
compensativo volti a incoraggiare la tutela dei
pascoli e dei paesaggi con un elevato valore naturale,
laumento delle sovvenzioni incentiver gli allevatori
guidati da motivazioni economiche a mantenere la
pratica dellalpeggio estivo.

Foto 2: Nella serie di filmati di AlpFUTUR Da alpigiani per alpigiani esperienze riuscite di
gestione e mantenimento dei pascoli nelle Alpi svizzere, malgari affermati condividono le loro
esperienze con i neofiti (video: Renata Grnenfelder; serie di filmati reperibile su
www.alpfutur.ch/transfer).

107
Sessione 4

Keynote

Paesaggi alpini come risorse per la salute e il


benessere risultati della ricerca e potenziali di
sviluppo sostenibile

Arne Arnberger
Universit delle risorse naturali e delle scienze della vita di Vienna,
Austria
In molte societ urbane aumentano i problemi di questa risposta negli esseri umani (Van den Berg
salute causati dallo stress mentale e da stili di vita et al., 2003; Velarde et al., 2007). Esistono quindi
sedentari. I paesaggi naturali e culturali sono spesso pochi dati sulle caratteristiche del paesaggio che
posti in contrapposizione alla frenesia della vita pi contribuiscono agli effetti sulla salute valutati
urbana e considerati ambienti ricostituenti e adatti obiettamente o soggettivamente (Hartig e Staats,
per lesercizio fisico che compensano gli effetti 2006; Velarde et al., 2007). Parimenti ignota
psico-fisiologici negativi della vita in ambienti urbani la relazione che intercorre tra i servizi culturali
(Cervinka et al., 2014; Hartig e Staats, 2006; Velarde dellecosistema, come la salute e il benessere
et al., 2007). dimostrato che il contatto con la natura personale, lestetica o il senso di appartenenza a
rallenta il ritmo cardiaco, migliora lumore e riduce un luogo (Daniel et al., 2012), e la biodiversit o le
lo stress (Kaplan e Kaplan, 1989; Ulrich et al., 1991). modalit di regolamentazione, sostegno e fornitura
Alcuni studi empirici sembrano suggerire che gli di tali servizi (Fuller et al., 2007).
ambienti naturali riescono a ridurre maggiormente
lo stress rispetto agli ambienti edificati (Hartig et al., Nonostante levidente fascino estetico esercitato
2003; Van den Berg et al., 2003); inoltre lambiente dalle montagne, gli studi hanno in genere trascurato
naturale potrebbe essere particolarmente efficace la funzione dei paesaggi montani o alpini per la
nel ripristino della capacit di attenzione (Hartig et salute umana. Apparentemente, gli esseri umani
al., 1997; Kaplan e Kaplan, 1989). Se la natura offre sviluppano un legame emotivo con un luogo in virt
cos tanti vantaggi per la salute, questi potrebbero della forza dattrazione estetica che questo esercita.
diventare un elemento chiave delle strategie future Questo collegamento rafforza il loro legame con il
per uno sviluppo rurale sostenibile. paesaggio e sfocia in una sensazione di maggiore
benessere (Parsons e Daniel, 2002). I benefici del
Purtroppo le ricerche precedenti di valutazione paesaggio sulla salute e in particolare di quelli
degli effetti psico-fisiologici degli ambienti verdi montani meriterebbero di essere oggetto di ulteriori
sulla salute umana contrapponevano di solito gli studi.
ambienti urbani edificati a quelli naturali (Hartig e
Staats, 2006). Sebbene le propriet ricostituenti I paesaggi alpini si pongono quindi come una
degli ambienti naturali siano state adeguatamente risorsa preziosa per la salute e il benessere, poich
comprovate, non stato studiato quali siano gli racchiudono in s molte qualit che li rendono degli
elementi specifici del paesaggio che stimolano ambienti dagli effetti potenzialmente ricostituenti

108
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

(Wran e Arnberger, 2012). I possibili effetti salutari Riferimenti


dei paesaggi alpini sono purtroppo scarsamente
documentati e le loro potenzialit sono quindi Cervinka, R., Hltge, J., Pirgie, L., Schwab, M., Sudkamp, J., Haluza, D., Arnberger, A.,
sottoutilizzate. Eder, R., Ebenberger, M. (2014). Zur Gesundheitswirkung von Waldlandschaften.
BFW-Berichte 147/2014. ISBN 978-3-7001-6098-4.
Laddove i paesaggi alpini si dimostrassero Daniel, T. C., Muhar, A., Arnberger, A., Aznar, O., Boyd, J. W., Chan, K. M. A., Cos-
particolarmente utili per la salute, tale potenzialit tanza, R., Elmqvist, T., Flint, C. G., Gobster, P. H., Gret-Regamey, A., Lave, R., Muhar,
potrebbe essere utilizzata ai fini di uno sviluppo S., Penker, M. Ribe, R. G., Schauppenlehner, T., Sikor, T.; Soloviy, I., Spierenburg, M.,
regionale sostenibile. I nuovi servizi incentrati sulla Taczanowska, K., Tam, J. e von der Dunk, A. (2012). Contributions of cultural services
salute e lofferta turistica possono migliorare la to the ecosystem services agenda. Proceedings of the National Academy of Sciences
situazione economica delle aree alpine pi remote. USA, 109(23), 8812-8819.
Siccome il vigore di un simile mercato dipenderebbe Hartig, T. e Staats, H. (2006). The need for psychological restoration as a deter-
dalla salute dellambiente, tale strategia di minant of environmental preferences. Journal of Environmental Psychology, 26,
sviluppo sarebbe per sua natura intrinsecamente 215-226
sostenibile e un ottimo strumento per incoraggiare Hartig, T., Korpela, K., Evans, G., Ghrling, T. (1997). A measure of restorative quality
la conservazione di paesaggi tanto preziosi. in environments. Scandinavian Housing & Planning Research, 14, 175-194.
Proteggendo questi ambienti, proteggiamo anche Hartig, T., Evans, G. W., Lamner, L. D., Davis, D. S., Grling, T. (2003). Tracking resto-
noi stessi. La capacit di recupero offerta dai paesaggi ration in natural and urban field settings. Journal of Environmental Psychology, 23,
alpini dovrebbe essere un elemento centrale delle 109-123
future strategie per lo sviluppo sostenibile. Fuller, R. A., Irvine, K. N., Devine-Wright, P., Warren, P. H., Gaston, K. J. (2007).
Psychological benefits of greenspace increase with biodiversity. Biological Letters,
La presente relazione intende passare in rassegna gli 3, 390-394.
effetti dei paesaggi sulla salute umana, i rapporti tra Kaplan, R. e Kaplan, S. (1989). The experience of nature. A psychological perspec-
la biodiversit e la salute umana e le lacune presenti tive. New York: Cambridge University Press.
nella ricerca. Si esplorano inoltre le possibilit duso Parsons, R. e Daniel T. C. (2002). Good looking: In defense of scenic landscape
di questi effetti ricostituenti dei paesaggi alpini a aesthetics. Landscape and Urban Planning, 60, 4356.
favore dello sviluppo sostenibile. Ulrich, R. S., Simons, R. F., Losito, B. D., Fiorito, E., Miles, M. A., Zelson, M. (1991).
Stress recovery during exposure to natural and urban environments. Journal of
Environmental Psychology, 1, 201-230
Van den Berg, A. E., Koole, S. L., Van der Wulp, N. Y. (2003). Environmental prefer-
ence and restoration: (How) are they related? Journal of Environmental Psychology,
23, 135-146
Velarde, M. D., Fry, G., Tveit, M. (2007). Health effects of viewing landscapes -
Landscape types in environmental psychology. Urban Forestry & Urban Greening,
6, 199-212.
Wran, B. e Arnberger, A. (2012). Exploring relationships between recreation spe-
cialization, restorative environments and mountain hikers flow experience. Leisure
Sciences, 34(2), 95-114.

109
Sessione 4

Keynote

Produzione energetica sostenibile

Anthony Patt
ETH Zurigo, Svizzera

Le regioni montane sono sempre state un luogo pi idonee sono gi state sfruttate nella maggior
preferenziale per la produzione di energia parte dei paesi industrializzati. In realt i modelli
idroelettrica. Da diversi anni si discute in merito alla per i sistemi energetici sottolineano la necessit
sostenibilit delle centrali idroelettriche. I fautori della componente idroelettrica come contrappeso
di questo metodo di produzione affermano che flessibile in un sistema di produzione incentrato forse
lenergia idroelettrica una fonte pulita e sicura di soprattutto su due altre fonti rinnovabili eolica
elettricit che prescinde dal ricorso ai combustibili e solare che evidenziano un elevato potenziale
fossili dimportazione. I detrattori affermano invece economico. La Figura 1 illustra uno scenario possibile
che lidroelettrico provoca ingenti danni ambientali di transizione del sistema energetico da quello
in loco, sia per le valli sommerse a monte, sia per attuale dove le centrali coprono il fabbisogno
gli habitat a valle che risentono delle fluttuazioni di base (costante) o i picchi di carico (variabili in
nella portata dacqua. Anche gli impianti di accumulo funzione della domanda) e solo una minima parte
mediante pompaggio, pur non avendo conseguenze della produzione di tipo intermittente, ovvero
a valle, sono oggetto di valutazioni contraddittorie. variabile in funzione delle condizioni ambientali.
Uno scenario futuro in cui si far affidamento sulle
Allinterno del sistema di produzione energetica, il fonti rinnovabili e in particolare sullenergia eolica e
ruolo dellenergia idroelettrica sta gi cambiando. I solare potrebbe essere caratterizzato da un tipo di
paesi europei stanno passando da un sistema basato produzione intermittente. In questo senso, garantire
sui combustibili fossili a uno incentrato sulle risorse un approvvigionamento sicuro ai consumatori uno
rinnovabili. Questa trasformazione pressoch dei problemi pi difficili da risolvere.
indispensabile per arrestare il cambiamento
climatico. Affrontare il problema del clima significa Le grandi dighe e gli impianti di accumulo mediante
decarbonizzare del tutto la produzione di elettricit, pompaggio possono ovviare alla fornitura
poich lelettricit rappresenta una larga fetta del intermittente di energia eolica e solare, garantendo
sistema energetico complessivo. lapprovvigionamento quando entrambe queste
fonti non funzionano a causa della scarsit
Secondo i pianificatori della politica energetica di luce o dellassenza di vento. I responsabili
e i modelli in uso, lidroelettrico non riuscir a dellapprovvigionamento energetico suppongono
incrementare significativamente la propria capacit che le dighe rappresentino un sistema pi flessibile
produttiva attuale, perch le risorse idroelettriche ma ritengono opportuno costruire anche nuovi

110
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

Figura 1: Uno scenario plausibile di trasformazione del sistema di produzione elettrica. Lo scenario
per il 2050 comporta la necessit di migliori sistemi di accumulo per ovviare allintermittenza
dellapprovvigionamento.

impianti di pompaggio. Infatti soltanto disponendo CSP potrebbe rappresentare in pratica una fonte
di entrambe queste risorse sarebbe possibile illimitata di energia garantita.
mantenere un sistema di approvvigionamento
energetico affidabile che si affida alla produzione La seconda alternativa rappresentata dalle nuove
decentrata di energia eolica e solare per la maggior tecnologie per le batterie che sembrano in grado
parte del proprio fabbisogno. Ne consegue che la di immagazzinare a lungo lenergia di unintera rete
maggiore attenzione a un problema ambientale a un prezzo ragionevole. Lesame delle tecnologie
(cambiamento climatico) rischia nellimmediato di esistenti abbinato a una modellazione per elaborare
esacerbarne un altro (limpatto locale delle dighe). landamento dei costi negli anni a venire sembrano
In occasione di workshop tenuti negli ultimi 18 mesi suggerire che entro il prossimo decennio tali batterie
stata valutata leventualit di simili conflitti. A potrebbero essere effettivamente disponibili.
questo punto opportuno chiedersi se il ricorso a Tuttavia lutilizzo di batterie richiederebbe un sistema
un idroelettrico flessibile e agli impianti di accumulo di immagazzinamento pi distribuito e decentrato di
mediante pompaggio sia imprescindibile oppure se quello attualmente in uso.
esistano alternative che consentano comunque di
realizzare gli obiettivi climatici. Entrambe queste alternative presuppongono
decisioni chiare sulla struttura futura del sistema di
Esistono due diverse possibilit e posso presentare produzione elettrica. Altrimenti detto, la sostenibilit
studi recenti su entrambe. La prima alternativa delle aree montane e la dialettica tra sostenibilit
consiste nella costruzione di una rete di impianti solari e produzione idroelettrica dipenderanno da
o eolici in grado di sfruttare leterogeneit geografica. decisioni in cui il destino delle montagne sembra
Se tale rete si estendesse su unarea vasta che rivestire unimportanza marginale. La soluzione
evidenzia una correlazione negativa delle condizioni basata su una preponderanza di CSP, per esempio,
metereologiche, dovrebbe essere possibile garantire obbligherebbe i paesi europei a importare la
la produzione elettrica senza la necessit di altre maggior parte dellelettricit di cui necessitano e
fonti di energia. Modelli recenti ad alta risoluzione presuppone quindi un sistema elettrico molto pi
per lenergia eolica e solare hanno dimostrato che integrato su scala regionale. Parimenti, la soluzione
questa via percorribile e i risultati pi promettenti che prevede luso di batterie di accumulo a livello di
sono stati ottenuti con lenergia solare concentrata rete richiederebbe una diversa architettura della rete
(CSP) che utilizza limmagazzinamento termico a elettrica e probabilmente nuove linee di trasmissione
breve termine. Unanalisi recente su quattro regioni e distribuzione. importante comprendere gli effetti
del mondo adatte alla CSP ha rivelato che in tutte e di queste decisioni sul destino delle aree montane,
quattro le aree la CSP potrebbe soddisfare unampia prendendo atto della scomoda verit che sar
fetta del fabbisogno energetico in maniera affidabile. comunque necessario trovare dei compromessi.
Per due regioni, il Mediterraneo e il Sud Africa, la

111
Sessione 4

Keynote

Le risorse montane e i giovani: la sfida per un futuro


sostenibile

Anna Giorgi & Giuseppe Carlo Lozzia


Universit degli Studi di Milano, Italia

Le montagne ricoprono allincirca un quarto della climatiche, da habitat eterogenei e da forme di vita
superficie terrestre, sono presenti su tutti i continenti uniche. Questo patrimonio rende le montagne dei
e forniscono, direttamente o indirettamente, beni e preziosi laboratori naturali e studiandoli lumanit
servizi a oltre met della popolazione mondiale. Lo potr acquisire conoscenze utili per il suo progresso.
spopolamento che ha interessato le aree montane
negli ultimi decenni dovuto a una serie di fattori Riconoscere le caratteristiche distintive delle aree
socio-economici e culturali tra cui rientrano il clima montane fondamentale per lapprovazione di
inospitale, lisolamento geografico, la difficolt misure e interventi volti a incoraggiare la permanenza
ad accedere ai mercati e i mutamenti strutturali degli abitanti in queste zone. La tutela di risorse
delleconomia. Questo abbandono che comporta naturali e culturali, la salvaguardia della diversit
anche lassenza di una gestione del territorio ha biologica e socio-culturale, la produzione di prodotti
inevitabilmente delle ripercussioni su tutta la societ tradizionali di qualit e la conservazione di paesaggi
che vanno da uno stato di instabilit e degrado esteticamente attraenti sono fondamentali per una
dellambiente alla graduale scomparsa di un prezioso gestione sostenibile delle montagne. Per essere
patrimonio socio-culturale. competitivi, i territori montani devono fornire un
elevato valore aggiunto in ogni settore. Siccome
Le condizioni che oggi penalizzano le montagne in si pu arrivare a una situazione di questo tipo solo
termini economici e sociali sono le stesse che nel grazie a un intervento umano, molto importante
tempo hanno creato le premesse per consentire alle
montagne di diventare e in alcuni casi rimanere zone
ricche di biodiversit e forme di vita endemiche; questa
variet si riflette anche in molte peculiarit tradizionali
e aspetti socio-culturali. Le montagne offrono
quindi una variet di paesaggi e risorse strategiche
come acqua, suolo, boschi, prodotti tradizionali e
opportunit ricreative che, se adeguatamente gestite
e pubblicizzate, possono offrire interessanti occasioni
di sviluppo. Inoltre le regioni montane ospitano
alcuni degli ecosistemi pi fragili e preziosi al mondo,
contraddistinti dallelevata variabilit delle condizioni

112
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

investire in formazione e tecnologie. Il bisogno di


esperti qualificati si scontra spesso con una realt
caratterizzata dalla progressiva estinzione di servizi e
opportunit che scoraggia le persone, e soprattutto
i giovani, dal rimanere in montagna e li spinge a
cercare condizioni pi favorevoli altrove.

incoraggiante osservare che negli ultimi anni


c stato un aumento di interesse verso le aree
montane. Sempre pi giovani intraprendono percorsi
formativi e professionali che sono indice di una forte
propensione a restare in montagna o addirittura a
trasferirsi nelle comunit montane. Tra le iniziative ovvero le opportunit di carriera e dimpiego dei
che incoraggiano questa tendenza si annovera nostri diplomati. La ricerca su questo tema ha
senzaltro il progetto del Centro Universitario di consentito di migliorare lorganizzazione dei corsi al
Edolo. Inaugurato nellanno accademico 1996-97 in fine di adattarli meglio alle esigenze delle comunit
collaborazione con lUniversit di Milano, il Centro montane. Sul totale di 247 diplomati, il 76% ha
Universitario di Edolo un campus universitario attualmente un impiego (di questi, il 64% lavora in
dedicato alle montagne. Il Centro propone un corso di montagna), il 13% sta frequentando un master e il
laurea in Valorizzazione e tutela dellambiente e del restante 11% comprende i diplomati che sono senza
territorio montano e costituisce un esempio positivo un impiego (4%) e quelli che non hanno risposto. I
di formazione universitaria decentrata che unico nel settori di lavoro riflettono il profilo dimpiego nelle
suo genere in Italia. La Universit della Montagna aree montane, con numerose opportunit nel settore
diventata unistituzione conosciuta e frequentata primario. C spazio in particolare per le attivit
(attualmente conta 215 studenti iscritti) che affianca agricole imprenditoriali finalizzate a una produzione
alla formazione teorica lesperienza lavorativa multifunzionale di qualit. Altre professioni combinano
pratica, giornate di studio e seminari che trattano tradizione e innovazione e riguardano la gestione di
espressamente il tema dello sviluppo e della gestione rifugi, consulenze, leducazione ambientale e il lavoro
dei territori montani. Nel 2006, il Centro Universitario tecnico relativo alla gestione del territorio.
di Edolo si ingrandito grazie alla costituzione del
Centro di Studi Applicati per la Gestione sostenibile Purtroppo il desiderio dei giovani di lavorare in
e la Difesa della Montagna GeSDiMont che si montagna spesso frustrato da ostacoli strutturali,
prefigge di promuovere, coordinare e sviluppare la burocratici e fiscali che inibiscono la formazione
ricerca scientifica e applicata in ambito agro-forestale di nuove imprese. pertanto fondamentale che le
e ambientale. istituzioni realizzino politiche agricole e di sviluppo
rurale serie per affrontare i vari aspetti connessi
Il quadro che emerge dallanalisi dei dati relativi al con la creazione di nuove imprese: aiuti ai giovani
luogo di origine degli studenti conferma lopportunit agricoltori, misure di formazione e assistenza tecnica,
di questa esperienza che attira ormai giovani da un agevolazioni per gli investimenti, promozione e
ampio bacino. Nellanno accademico 2007/2008, il commercializzazione dei prodotti, agevolazioni
59% degli studenti proveniva dalla provincia di Brescia per lacquisizione di terreni, azioni volte a facilitare
in cui sito anche il comune di Edolo. In questo anno lincontro tra domanda e offerta di terreni e beni
accademico, gli studenti di Brescia sono solo un fondiari. Lattivazione di simili misure potrebbe
terzo; il 53% degli iscritti proviene da altre province colmare un vuoto nella politica agricola e favorire
della Lombardia e il restante 13% da fuori regione. la costituzione di nuove imprese, favorendo cos
Questi dati dimostrano che un numero significativo il ricambio generazionale e facendo in modo
di giovani considera la montagna un ambiente in cui che un numero crescente di giovani qualificati
possibile costruirsi una carriera professionale. Questa possa considerare il contesto agro-ambientale
tendenza dovrebbe essere riconosciuta e valorizzata montano come un luogo in cui possono esprimersi
nella discussione sullo sviluppo sostenibile della professionalmente. Soltanto disponendo di capitali
montagna. fondiari accessibili nel medio e lungo periodo sar
possibile pianificare gli investimenti e le attivit di
Durante il monitoraggio della situazione di Edolo rischio caratteristiche dellagricoltura montana.
stato preso in esame un aspetto fondamentale,

113
Sessione 4

Workshop 4-1

Le 30 domande pi importanti riguardanti il futuro


delle risorse alpine

Alessandro Gretter, Leopold-Franzes Universitt Innsbruck,


Austria & Fondazione Edmund Mach, Italia
Beatrice Marelli, Universit di Torino, Italia
Rocco Scolozzi, Universit di Trento, Italia

Il tema del futuro (o dei futuri) viene trattato nelle Introduzione


discussioni sulla ricerca e sullamministrazione
delle risorse alpine, ma di rado tali discussioni sono Durante il suo intervento, Alessandro Gretter ha
incentrate su finestre temporali o scenari espliciti, e richiamato lattenzione sulle due dimensioni rilevanti
ancor pi di rado sulla preparazione a futuri auspicabili per le Alpi e le loro risorse: lo spazio e il tempo. Le Alpi
(o indesiderati ma possibili). Abbiamo proposto di si trovano di fronte a sfide di dimensioni comprese
individuare in collaborazione priorit e problematiche tra quelle delle comunit locali e quelle del mercato
emergenti riguardanti il futuro delle risorse alpine mondiale. Analogamente, le sfide trascendono i
tramite un workshop (Esercizio di Previsione) che confini temporali, dalle eredit del passato, alle
coinvolga i partecipanti in una discussione aperta esigenze del presente, alle visioni del futuro.
strutturata, ispirata alla metodologia World Caf. Il Lamministrazione delle risorse e dei processi naturali
risultato atteso stata una definizione condivisa di fortemente influenzata dalle azioni passate, oltre
30 domande che, se avessero risposta, avrebbero un che dalle aspettative future. Queste problematiche
grandissimo impatto sulla futura resilienza dei sistemi devono essere individuate e studiate perch sono
socio-ecologici alpini. Le domande sono state definite importanti per stimolare eventuali (re)azioni.
immaginando le possibili conseguenze di due scenari
demografici e climatici plausibili, ma contrapposti. Beatrice Marelli ha presentato succintamente
Ai partecipanti stato presentato un quadro teorico levoluzione della teoria sociale nel corso degli
generale di previsione considerato utile per tali ultimi decenni perch riguarda lemancipazione
esercizi. Lo scopo di tali scenari non era tanto quello delle comunit locali alpine. Dalla Tragedia dei
di verificarne la probabilit, quanto di aiutare i beni comuni di Hardin (1968) e dallinvito allazione
partecipanti a immaginare molteplici futuri possibili, collettiva di Olson (1971) al concetto dei beni
non solo gli scenari pi convenzionali o consueti. comuni di Ostrom (1990), alla riscoperta del design
istituzionale di North (1990), i ricercatori dellultimo
Due brevi interventi riguardo a due diverse iniziative cinquantennio hanno formulato un nuovo quadro
dellUNESCO hanno fornito ulteriori spunti di interpretativo della complessit che circonda le
riflessione e discussione. Il workshop ha lavorato comunit locali. Infatti, le definizioni di capitale
sotto il patrocinio della Cattedra UNESCO sui Sistemi sociale di Ostrom (2014) e il concetto di sistemi
Anticipanti e di Dolomiti Patrimonio Mondiale socio-ecologici di Folke (Folke et al, 2005) sono
UNESCO. particolarmente pertinenti.

114
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

Cesare Micheletti (Fondazione Dolomiti UNESCO) Presentazione di due scenari divergenti


ha presentato un innovativo approccio alla gestione (popolazione alpina in crescita / decrescita,
delle Dolomiti, come patrimonio mondiale UNESCO. clima pi caldo / pi freddo);
La conservazione delle speciali caratteristiche del
sito deve essere legata alla presenza di soggetti locali Previsione delle conseguenze per le risorse
attivi quali agricoltori, cittadini e amministratori. alpine nell'ambito di due scenari proposti in
Vari soggetti stanno gi concentrando lattenzione gruppi di lavoro pi ridotti;
su possibili scenari futuri e su opportunit di
sfruttamento ottimale delle risorse delle Dolomiti. Raccolta di intuizioni emerse dall'esercizio di
immaginazione e definizione delle domande pi
Rocco Scolozzi ha discusso alcune tematiche relative rilevanti.
alla teoria della previsione. Gli studiosi di varie
discipline affermano di poter invertire lapproccio I cinque gruppi di lavoro comprendevano partecipanti
tradizionale: invece di utilizzare il passato per (7-9 ciascuno) provenienti da tutto larco alpino, dagli
comprendere il presente (historia magistra vitae), studenti delle superiori agli scienziati pi esperti.
intendono utilizzare il futuro per comprendere il Ogni gruppo ha avuto la possibilit di concentrarsi
presente. La capacit di previsione fondamentale sulle risorse naturali (servizi ecosistemici) o sulle
affinch gli individui, le organizzazioni e le comunit risorse culturali (istituzioni, paesaggi).
possano prendere decisioni migliori nel presente.
Se siamo ciechi verso il futuro, non riusciamo Due tornate di discussioni hanno implicato uno
a comprendere il presente e non riusciamo ad scenario diverso ciascuna. Nella prima tornata, stata
accorgerci che il presente gi circoscritto dal presa in considerazione la crescita della popolazione
futuro. In realt, non possibile compiere nessuna in scenari climatici opposti (pi caldo / pi freddo).
azione senza una componente futura, nemmeno le Nella seconda tornata, stata considerata la
scelte pi semplici. Tuttavia la nostra comprensione decrescita della popolazione. La terza e ultima
e la nostra capacit di immaginare futuri possibili tornata ha consentito ai partecipanti di confrontare
di solito molto limitata e falsata dalle esperienze e individuare le differenze tra i risultati delle prime
passate o da informazioni incomplete. due tornate e di compilare un elenco delle domande
fondamentali.
Per questi motivi dovremmo cercare di visualizzare
una variet di futuri possibili. Dal momento che il
futuro il luogo in cui trascorreremo il resto della
nostra vita, la qualit del futuro (ad es. se ci piace
o non ci piace) diventa fondamentale. Il risultante
esercizio di previsione pertanto puntava a
espandere la prospettiva dei partecipanti su possibili
futuri per le risorse alpine. Esso ha anche mostrato
un approccio alla gestione dei futuri. Nello specifico,
lesercizio stato progettato per contribuire
allindividuazione delle direzioni per la ricerca e gli
indirizzi politici in base ai futuri auspicati per i sistemi
socio-ecologici alpini.

Workshop: Esercizio di previsione

Lobiettivo di questo esercizio era quello di ampliare Risultati


la percezione del futuro dei partecipanti e di
incoraggiarli a considerare molteplici scenari futuri, ivi Nei gruppi di lavoro i partecipanti hanno prima
comprese le possibilit meno consuete. Lesercizio individuato le tematiche e le variabili pi direttamente
incoraggiava i partecipanti a considerare le probabili influenzate dallo scenario considerato. Le tematiche
conseguenze di questi scenari per le risorse alpine. Il rilevanti influenzate dagli scenari comprendevano:
risultato previsto era una definizione condivisa delle Tenuta dei ghiacciai
questioni pi rilevanti relative alla gestione delle
risorse alpine. Il workshop comprendeva tre fasi: Accessibilit e domanda di trasporto

115
Sessione 4

Scarsit e distribuzione dellacqua (potenziali idrici ed energetici e nuovi impianti fognari con
conflitti) emissioni minime?
Concentrazione della popolazione nei fondovalle Qual il miglior modo di tutelare i paesaggi
alpini (foreste, pascoli, terreni agricoli)
Identit locale e amministrazione tradizionale dallurbanizzazione?
delle risorse naturali
Le citt sotterranee, ispirate agli uomini delle
Integrazione degli immigrati e degli stranieri caverne, sono una soluzione per un futuro
Variazioni nella produzione idroelettrica incerto sulle Alpi?
Variazioni nelle colture (o nella produttivit) Cosa serve per arrivare a una societ a zero
emissioni e per motivare la gente a darle forma?
Dopo aver considerato gli scenari e le relative
problematiche e conseguenze, sono emerse Durante la sessione plenaria conclusiva sono stati
numerose domande significative: condivisi le domande e i commenti relativi alla
metodologia e agli utilizzi della previsione.
possibile preservare le tradizioni? Conclusione
In che modo possibile sviluppare un sistema
scolastico che soddisfi la domanda? I partecipanti hanno confermato di non essere
abituati a pensare a pi futuri possibili. Di solito
Come cambieranno le attivit agricole a causa questi esercizi si limitano a processi decisionali in cui
dei mutamenti climatici? i partecipanti sono coinvolti di rado, e anche in tal
Come dovrebbe essere gestita la caso molteplici futuri possibili sono presi raramente
sovrappopolazione nei paesini? in considerazione.
Come salvaguardare i ghiacciai? Abbiamo scoperto di aver semplificato
Come conservare e valorizzare i beni culturali? eccessivamente gli scenari proposti; in futuro essi
dovranno essere arricchiti e maggiormente radicati
Come attrarre nuovi abitanti verso le Alpi? nei dati e nelle opinioni degli esperti. Inoltre non
Come attrarre e integrare gli immigrati stranieri abbiamo avuto tempo per esplorare i due diversi
nelle Alpi? obiettivi (risorse culturali e risorse naturali) con
sufficiente dovizia di particolari. Dati questi limiti di
Come salvaguardare le tradizioni e lidentit tempo, potrebbe essere pi efficace fornire meno
locali? input durante gli esercizi futuri. Ciononostante,
Come sviluppare azioni innovative negli ambiti lesercizio ha chiaramente ispirato un cambiamento
culturale, sociale ed economico? di prospettiva ed stato utile per definire domande
pi approfondite in merito al futuro delle risorse
possibile tornare alla vecchia gestione alpine.
tradizionale delleconomia alpina?
Come bilanciare innovazione e tradizione? Le domande emerse da questo workshop evidenziano
tematiche correlate come la gestione idrica, la
Come possibile che un numero cos grande popolazione, linnovazione e la tradizione, la maggior
di persone viva assieme senza danneggiare parte delle quali comportano compromessi sensibili
lambiente e i centri storici? allidentit e alliniziativa delle comunit. Le intuizioni
Come possono le istituzioni preservare la fiducia sovrapposte dei partecipanti hanno agevolato la
dei loro elettori? creazione di visioni comuni di futuri auspicabili. Tali
visioni potranno guidare le successive azioni nel
Come modificare le istituzioni per acquisire il campo della ricerca e della gestione politica per
know-how necessario per adattarsi alla crisi? giungere a un sistema socio-ecologico pi resiliente
Dove e come sar possibile alloggiare, nelle Alpi.
trasportare, intrattenere, nutrire ecc. una
popolazione pi numerosa (del 50%)?
Come possibile garantire approvvigionamenti

116
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

Workshop 4-2

Biodiversit e gestione sostenibile degli


agroecosistemi alpini

Stefano Bocchi
Universit degli Studi di Milano, Italia

Contributi: In questi agroecosistemi, la biodiversit pu


essere indagata con metodi di tipo naturalistico o
Innovative monitoring and analysis techniques agronomico. I primi pongono maggiore enfasi sugli
for the sustainable management of Alpine aspetti ecologici e si basano su rilievi fitosociologici,
agroecosystems che consentono una valutazione accurata della
Fausto Gusmeroli, Fondazione Fojanini biodiversit in termini di ricchezza (numero di
componenti), ma approssimativa della struttura
Remote sensing applications for Alpine (distribuzione quantitativa delle componenti). Il
semi-natural system management and metodo agronomico riserva invece maggiore enfasi
conservation agli aspetti produttivi, basandosi su rilievi fito-
Francesco Fava, Universit di Milano-Bicocca pastorali, pi precisi nella valutazione della struttura
della biodiversit, meno della ricchezza. Esistono
Educational path through Alpine biodiversity poi dei metodi speditivi, proposti nellambito
Mario Pierik, Universit di Milano dellapplicazione delle misure di sostegno agro-
ambientali e del pagamento dei servizi ecosistemici.
Nel corso del workshop tenutosi venerd 19 Tali procedure fanno riferimento alla presenza di
settembre 2014 per il Forum Alpinum 14 sono specie indicatrici, ci che conduce ad una stima
stati affrontati alcuni aspetti che riguardano la parziale della biodiversit, ma molto rapida e alla
conoscenza, la salvaguardia, la valorizzazione della portata di osservatori non esperti.
biodiversit in ambiente alpino.
La difesa della biodiversit va attuata a tutti i livelli
Gli agroecosistemi alpini comprendono e coinvolgendo tutti gli attori che in qualche modo
principalmente praterie permanenti (prati e intervengono sul territorio: dagli agricoltori, che
pascoli). Si tratta di entit semi-naturali o sub- gestiscono gli agroecosistemi, ai decisori, che
naturali che conservano alcuni tratti e funzioni stabiliscono le politiche di governo dei territori.
proprie degli ecosistemi naturali. La biodiversit, Importante anche cercare di accrescere la
pur non potendosi pi considerare il loro attrattore, consapevolezza delle popolazioni, educando al
riamane per essi fondamentale, a tutti i livelli nei riconoscimento e al rispetto della biodiversit. Tra
quali si struttura: genetica, organismica, ecologica e gli strumenti utilizzabili molto efficaci sono i percorsi
paesaggistica. didattici, soprattutto in montagna, dove in poco

117
Sessione 4

spazio si susseguono molti ecosistemi e habitat


diversi.

Nel corso dellincontro, sono state descritte anche


le principali tecniche di monitoraggio a scala
territoriale che utilizzano i principi e gli strumenti
del remote sensing. Queste tecniche non distruttive
risultano molto efficaci qualora si voglia analizzare,
attraverso indici vegetazionali classici e di nuova
generazione, il comportamento dei sistemi forestali,
pascolivi e prativi.

118
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

Workshop 4-3

La bioraffineria alimentata da legno: una nuova


opportunit di valore aggiunto per le aree montane

Daniele Colombo
Lombardy Green Chemistry Cluster
Milano, Italia

Introduzione 2012 col sostegno del Ministero della scienza e degli


affari economici del Land della Sassonia-Anhalt. Nel
Lobiettivo del workshop era di stimolare il dibattito 2013, ThyssenKrupp ha aperto una centrale basata
sulle strategie pi innovative in grado di estendere sulla fermentazione multipla e Global Bioenergies
la catena del valore del legno oltre gli utilizzi ha inaugurato un impianto pilota ad isobutene. Il
tradizionali e la produzione di energia. Lidea di cluster attualmente dispone di un budget per ricerca
giungere a un modello di utilizzo a cascata, dove e sviluppo di 80 milioni di euro con 25 progetti R&S
i componenti a valore aggiunto sono estratti via collegati e 63 associati (41 imprese e 22 enti di
via fino alla produzione di energia. Rainer Bush e ricerca o formazione).
Thomas Timmel hanno presentato due progetti
alquanto innovativi per la biomassa basata sul legno, Flippr- Future Lignin and Pulp Processing Research
rispettivamente in Germania e Austria. Giovanna Thomas Timmel, Flippr Project, Gratwein, Austria
Speranza ha invece presentato il progetto Velica in
Lombardia. Questultimo, pur non concentrandosi Flippr- Future Lignin and Pulp Processing Research
sul legno, rappresenta un perfetto esempio di un progetto di ricerca austriaco che studia nuovi
approccio moderno alluso della biomassa. impieghi della lignina (rivestimenti, decolorazione,
colle, ammendanti del terreno) e della fibra in
BioEconomy Cluster polvere (frazionamento, applicazioni non-cartacee,
Rainer Bush, BioEconomy, Halle, Germania alterazioni chimiche e fisiche). Il progetto durer
quattro anni con un finanziamento complessivo di 6
Nella sua presentazione, Rainer Bush si concentrato milioni di euro ed patrocinato da quattro aziende
su un approccio integrato alluso materiale ed del settore della carta e della polpa di legno, oltre
energetico della biomassa non-alimentare (il che da governi ed istituti di ricerca. Flippr studia
progetto Leuna) e in particolare del legno di faggio, il potenziale economico di nuove tecnologie per
che molto abbondante nella regione. Il progetto lavorare la lignina e la polpa basandosi su analisi
fa leva sulla consolidata industria chimica locale e scientifiche, applicazioni tecnologiche e prove di
sui numerosi istituti di ricerca presenti nella regione: fattibilit economica.
queste realt possono collaborare per implementare
catene di valore allavanguardia basate sul legno di
faggio. Il cluster BioEconomy stato fondato nel

119
Sessione 4

Il progetto Velica
Giovanna Speranza,Universit di Milano, Italia

Il progetto VeLiCa parte dalla storia della coltivazione


di lino e canapa nella Regione Lombardia ed esplora
la possibilit di creazione di nuovi prodotti a partire
da queste antiche colture. Questo progetto da
5 milioni di euro stato finanziato al 50% dalla
Regione Lombardia e pone particolare enfasi sulla
formazione dei giovani. Pur non concentrandosi
sui materiali derivati dal legno, VeLiCa un buon
esempio di approccio moderno ad uno sfruttamento
efficiente della biomassa per nuovi scopi.

Prodotti ad alto valore aggiunto da materiali


lignocellulosici grezzi
Graziano Elegir, Innovhub, Milano, Italia

Lindustria della carta e del cartone in diretta


concorrenza con il settore dellenergia per
lacquisizione del legno come risorsa grezza. Da
qui lavvio di numerosi progetti che esplorano il
potenziale dei residui lignocellulosici derivati dai
rifiuti locali a integrazione delle fibre di origine
lignea. I residui dei gusci dei chicchi di caff, le
foglie di te, le bucce di pomodoro o la lolla di riso
potrebbero costituire un valido complemento
per le industrie negli anelli pi bassi della catena
(per esempio lindustria alimentare, dei mangimi,
chimica, farmaceutica, dei prodotti cosmetici e dei
materiali). Per esempio, la lolla di riso rappresenta
circa il 20% del peso del chicco ed uno principali
sottoprodotti del processo di sbramatura del riso. In
ragione dellelevato contenuto di ceneri e lignina,
questi residui non sono adatti a essere impiegati
come mangime per gli animali e in passato venivano
bruciati o smaltiti come rifiuti. Attualmente la lolla di
riso ha un valore commerciale minimo in Italia cosa
30 la tonnellata ma grazie ai recenti progressi
ora la si pu usare per produrre biogas, pellicole di
bio-plastica, composti rinnovabili a base naturale,
bioetanolo, prodotti cartacei e nano-cellulosa.

120
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

Workshop 4-4

I paesaggi delle riserve della biosfera come risorse


per la salute e il benessere umani

Renate Eder & Arne Arnberger, Universit delle Risorse Naturali e


delle Scienze della Vita di Vienna, Austria
Gnter Kck, Accademia Austriaca delle Scienze

Quali paesaggi montani (di riserve della biosfera)


Argomento del workshop possono avere un effetto particolarmente
ristoratore per luomo?
Paesaggi storici e naturali come gli alpeggi e le
foreste naturali alpine non solo ospitano una grande Conoscete eventuali offerte per la salute umana
biodiversit, ma possono anche attrarre turisti attualmente esistenti incentrate sui paesaggi di
e influire positivamente sulla salute delluomo. montagna?
Oggi la societ occidentale deve fare i conti con Cosa pensate delle potenzialit dei paesaggi
un aumento dei problemi di salute provocati dallo montani per le offerte legate alla salute
stress mentale e da uno stile di vita sedentario. delluomo?
I paesaggi culturali e naturali vengono sempre
pi spesso visti come ambienti ristoratori per gli Il pubblico del workshop era abbastanza eterogeneo.
uomini, in quanto compensano le ripercussioni Al workshop si unita una classe di studenti
psicofisiologiche negative di ambientazioni pi italiani, perci abbiamo modificato il programma
urbane. Lentit di questi effetti positivi, comunque, per invogliare gli adolescenti a partecipare alla
possono dipendere dalla qualit del paesaggio. In discussione e per garantire che le loro opinioni
questo workshop si discusso dei potenziali vantaggi fossero prese in considerazione. Piuttosto che
dei paesaggi montani (riserve della biosfera) per la concentrarci nello specifico sui paesaggi delle riserve
salute e il benessere umani. della biosfera, abbiamo allargato la discussione per
includere tutti i tipi di paesaggio tipici dellItalia e
Programma del workshop delle Alpi.

Il workshop partito da due presentazioni: Le Le riserve della biosfera come regioni modello per lo
riserve della biosfera come regioni modello per sviluppo sostenibile
lo sviluppo sostenibile e I paesaggi delle riserve
della biosfera sono risorse per la salute e il Seguendo le finalit del programma Man and
benessere umani? Alle presentazioni seguita una the Biosphere (MAB, LUomo e la Biosfera)
discussione di gruppo moderata sulle potenzialit dellUNESCO, le riserve della biosfera dovrebbero
dei paesaggi delle riserve della biosfera per la salute promuovere e dimostrare un rapporto equilibrato tra
e il benessere umani volta a rispondere ai seguenti gli uomini e la biosfera, in quanto regioni modello per
interrogativi: lo sviluppo sostenibile. Le riserve della biosfera sono

121
Sessione 4

luoghi di apprendimento dello sviluppo sostenibile Di queste, 48 riserve si trovano in paesi alpini (ad
per professionisti politici, responsabili decisionali, es. Groes Walsertal in Austria, Entlebuch in
comunit di ricerca e scientifiche, professionisti Svizzera e Area della Biosfera del Monviso in Italia).
della gestione e comunit interessate. Le riserve
della biosfera pertanto sono considerate in tutto il I paesaggi delle riserve della biosfera sono risorse
mondo siti di eccellenza, dove si sperimentano e per la salute e il benessere umani?
si mettono alla prova nuove pratiche ottimali per
la gestione della natura e delle attivit umane. Ai La presentazione si concentrata su tre casi concreti
sensi della Strategia di Siviglia dellUNESCO 1995, che indagano le potenzialit di diverse tipologie di
le riserve della biosfera dovrebbero svolgere tre paesaggio per la salute e il benessere umani. Gli
principali funzioni interconnesse: esiti degli studi consentono di comprendere meglio
il rapporto tra i paesaggi e la salute e il benessere
Conservazione: La protezione delle aree umani. Gli studi sono stati condotti nella Riserva della
naturali e dei paesaggi culturali e storici, della Biosfera di Wienerwald (WWBR), a Vienna e nella
diversit culturale e biologica, dei servizi per Bassa Austria. Nella regione vivono circa 750 000
lecosistema e delle risorse genetiche. abitanti. La riserva comprende una regione collinare
caratterizzata da diverse tipologie di boschi (faggio,
Sviluppo: Dimostrare pratiche e politiche di quercia, pino) e di prati, vigne e paesaggi fluviali.
sviluppo sostenibile ragionevoli e innovative La riserva ospita oltre 2000 specie di piante. Le
e promuovere lutilizzo dei saperi tradizionali principali sfide della WWBR sono lurbanizzazione, la
nella gestione degli ecosistemi. Lo sviluppo manutenzione dei vasti prati secchi e il gran numero
sostenibile promosso dagli abitanti e dalle di visitatori.
imprese locali con sistemi di governance spesso
notevolmente innovativi e partecipativi. La Tabella 1 fornisce una panoramica dei diversi
approcci e gruppi target degli studi presentati.
Supporto logistico/generazione delle I risultati iniziali indicano che un soggiorno in
conoscenze: Sostegno a progetti dimostrativi specifici paesaggi (prati, foreste, vigne) influisce
tramite politica, ricerca e monitoraggio; positivamente sul benessere umano. I risultati
sostegno allistruzione e alla formazione hanno altres dimostrato che le diverse fasce det
(ambientali); sostegno alla conoscenza tramite e i diversi gruppi professionali preferiscono ambienti
la rete mondiale di riserve della biosfera. paesaggistici diverse.

Nel 2014, la Rete Mondiale delle Riserve della


Biosfera comprendeva 631 riserve in 119 paesi.

Studi Gente della biosfera Una pausa, prego! HealthSpaces


Lo opinioni dei residenti locali Gli adolescenti documentano e inda- Paesaggi delle Riserve della Biosfera e
sulla Riserva della Biosfera Wie- gano i luoghi per la loro rigenerazione vantaggi per la salute umana
nerwald cognitiva
Campione Residenti locali della WWBR Studenti di Vienna Volontari di et e professioni diverse a
Vienna e nella WWBR
Paesaggi indagati Intera WWBR Diversi spazi verdi a Vienna e nella Diverse tipologie di paesaggio della WWBR
WWBR

Esposizione Censimento della popolazione Esperimento sul campo Esperimento sul campo
Metodologie e Questionario scritto su accettazio- Benessere umano (scala dumore); Benessere umano (scala dumore);
misurazioni ne della WWBR, percezione del salute cognitiva e fisica (es. polso, salute cognitiva e fisica (es. polso, pressione
paesaggio e salute flusso di picco) sanguigna)

Finanziamento Programma Man and the Bio- Programma Sparkling Science (Scienza Programma Man and the Biosphere
sphere (LUomo e la Biosfera) Frizzante) (LUomo e la Biosfera)

Tabella 1. Panoramica degli studi presentati


Ulteriori informazioni sono disponibili agli indirizzi: www.boku.ac.at e https://forschung.boku.ac.at/fis/suchen.person_projekte?sprache_in=en&ansicht_
in=&menue_id_in=103&id_in=4547&laufzeit_in=laufend

122
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

Risultati della discussione di gruppo moderata Posizione


Tipologie di paesaggio indicate Voti
in classifica
Domanda 1: Quali paesaggi montani potrebbero montagna 9 1
avere un effetto particolarmente ristoratore per
luomo? mare 7 2
foresta mista 6 3
Il gruppo ha esaminato un elenco di zone che laghi 5 4
potrebbero essere importanti per la salute e il prati di montagna 4 5
benessere umani. In una seconda fase, stato
sviluppato un sistema di classificazione per stabilire paesaggi storici 4 5
quale tra le tipologie di paesaggio indicate potrebbe citt storiche 4 5
essere quella pi efficace per ristabilire la salute misto di paesaggi naturali e culturali 3 6
umana (cfr. la tabella 2). I paesaggi di montagna e
marini sono stati percepiti come i pi benefici; vigne, vigne 2 7
paesaggi fluviali e ghiacciai sono stati considerati ghiacciai 2 7
meno efficaci. Gli studenti hanno preferito il mare rocce 2 7
come ambiente ristoratore, mentre i partecipanti
pi anziani hanno elencato una variet pi ampia di paesaggi fluviali 2 7
paesaggi naturali e culturali. gole 1 8
Tabella 2. Elenco delle tipologie di paesaggio salutari
Domanda 2: Conoscete eventuali offerte per la
salute umana esistenti incentrate sui paesaggi di
montagna? mountain biker e gli escursionisti). Potrebbe essere
utile tenere separati i gruppi di utenti conflittuali sui
I partecipanti hanno elencato offerte tradizionali sentieri ricreativi. La buona gestione dei visitatori
collegate alla salute come le terme, lutilizzo di olii essenziale per le regioni che puntano sugli effetti
eterici per le terapie e lidroterapia (di Kneipp). per la salute dei loro paesaggi.
Hanno anche indicato attivit come lescursionismo,
il ciclismo e le arrampicate. Tuttavia, pochi erano I partecipanti adulti hanno inoltre enfatizzato
a conoscenza di offerte indirizzate nello specifico limportanza della divulgazione degli effetti positivi
al rapporto tra la salute e il benessere umani e il dei paesaggi naturali sul benessere dei bambini. Un
paesaggio alpino. importante canale comunicativo potrebbero essere
le scuole. Ad esempio, i ricercatori potrebbero
Domanda 3: Cosa pensate delle potenzialit dei visitare le scuole per mostrare i risultati scientifici
paesaggi montani per quanto riguarda le offerte relativi allimportanza delle escursioni nella natura
legate alla salute delluomo? oppure potrebbero collaborare con gli studenti a
piccoli progetti scientifici su questo argomento.
I partecipanti concordavano sul fatto che i paesaggi Offerte come le giornate scolastiche nei boschi o le
alpini hanno grandi potenzialit per le offerte escursioni verso i paesaggi delle riserve della biosfera
riguardanti la salute. La discussione si concentrata potrebbero rappresentare unaltra possibilit.
sulle singole esigenze ristoratrici e sulle preferenze
relative al paesaggio. Gli uomini ricercano Conclusioni
istintivamente luoghi in cui possono rilassarsi, come
il mare, il bosco o la montagna. Tuttavia, gli effetti Il workshop ha dimostrato che i possibili effetti positivi
sulla salute raccontati sono di tipo psicologico, dei paesaggi sulla salute e sul benessere umani
pertanto difficili da quantificare. Misurare gli effetti attualmente sono scarsamente sfruttati. Le offerte
fisici degli ambienti ristoratori sulla salute delluomo indirizzate al rapporto tra la salute e il benessere
(ad es. pressione sanguigna, variabilit del battito umani e il paesaggio alpino sono praticamente
cardiaco, livelli di cortisolo ecc.) utile per sconosciute. Ci nonostante i partecipanti erano
documentare lefficacia di un determinato contesto. convinti che questi paesaggi costituiscano risorse
preziose e che dovrebbero essere utilizzate per
Abbiamo anche discusso del tema dei conflitti tra contribuire allo sviluppo economico delle regioni
i gruppi di utenti, i quali possono ridurre gli effetti alpine. Pertanto fondamentale comunicare i valori
sulla salute dei contesti naturali (ad es. conflitti tra i di queste zone ai politici, ai proprietari terrieri e ai

123
Sessione 4

gestori delle zone regionali protette. necessario


approfondire la ricerca per aiutare i soggetti
interessati a stabilire quale sia il modo migliore per
sfruttare gli effetti sulla salute dei paesaggi montani
e per offrire prove empiriche a sostegno di tali
positivi effetti.

Riferimenti

Cervinka, R., Hltge, J., Pirgie, L., Schwab, M., Sudkamp, J., Haluza, D., Arnberger, A.,
Eder, R., & Ebenberger, M. (2014). Zur Gesundheitswirkung von Waldlandschaften.
BFW-Berichte 147/2014. ISBN 978-3-7001-6098-4.
Eder Renate, Allex Brigitte, Ebenberger Martin, Griesbach Andrea, Stummer Ro-
mana, Arnberger Arne (2014). Should it be grey, green or blue? Adolescents prefer-
ences for restorative settings. (Dovrebbe essere grigio, verde o blu? Le preferenze
degli adolescenti per ambientazioni ristoratrici.) In: Federal Office for the Environ-
ment, Crossing Boundaries, Urban Forests - Green Cities, EFUF 2014., p. 49.
Eder, R., Allex, B., Arnberger, A., Hutter, H.-P., Kundi, M., Damm, L., Piegler, B.,
Wallner, P., Tappler, P. (2013): Where to reload my batteries? Viennese adolescents
document and investigate places for their cognitive restoration (Dove ricaricarmi le
batterie? Adolescenti viennesi documentano e indagano luoghi per la loro rigener-
azione cognitiva). In: ERSAF, The Walking Forest - A Dynamic Infrastructure For Our
Cities EFUF 2013, p. 104.
Hartig, T., Evans, G. W., Lamner, L. D., Davis, D. S. & Grling, T. (2003). Tracking
restoration in natural and urban field settings (Tenere traccia della rigenerazione in
ambiti naturali e urbani). Journal of Environmental Psychology, 23, 109-123.
Kaplan, R. & Kaplan, S. (1989). The experience of nature. A psychological perspec-
tive. (Lesperienza della natura. Un punto di vista psicologico) New York: Cambridge
University Press.
Wran, B. & Arnberger, A. (2012). Exploring relationships between recreation
specialization, restorative environments and mountain hikers flow experience (Es-
plorare i rapporti tra specializzazione ricreativa, ambienti ristoratori ed esperienze
degli escursionisti). Leisure Sciences, 34(2), 95-114.

124
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

Workshop 4-5

Economia innovativa e sostenibile nellarea alpina

Giovanni Ferrazzi, Stefano Corsi, Guido Agnelli


Universit degli Studi di Milano, Italia

Lo sviluppo delle aree alpine dipende sempre di della forza lavoro. Lagricoltura svolge inoltre un ruolo
pi dallaumento di attivit economiche innovative importante per lidentit economica, ambientale e
e sostenibili. Lagricoltura multifunzionale e culturale di queste aree montane meno privilegiate.
il turismo sostenibile rappresentano i fattori Conservazione e ripristino dellagricoltura di
chiave per preservare le risorse naturali e, montagna sono pertanto obiettivi importanti per i
contemporaneamente, aumentare la qualit della governi locali e per lUnione Europea.
vita e delloccupazione nellarea alpina.
Dallanalisi dei dati statistici relativi alle regioni alpine
Lagricoltura costituisce ancora una delle principali dellEuropa emerge un decremento del numero di
attivit economiche nelle regioni di montagna, aziende agricole alpine superiore rispetto a quello
ma si trova a dover affrontare numerose difficolt della superficie agricola utilizzata. Nel periodo
per la marginalit intrinseca delle aree montane compreso tra il 2000 e il 2010, questa tendenza
nei paesi europei. La carenza di infrastrutture si registra in Francia (-30,9% di aziende agricole e
e servizi e la bassa stratificazione demografica -7,1% di UAA), Italia (-34,1% di aziende agricole,
susseguente allemigrazione hanno influenzato la -8,4% di UAA), Slovenia (-9,5% di aziende agricole,
capacit di questa regione di innovare e investire -5,1% di UAA) e Svizzera (-16,7% di aziende agricole,
nellagricoltura. Condizioni climatiche difficili e -1,4% di UAA). In Austria il trend diverso: il calo
suoli poveri portano a una minore produttivit, se dei terreni agricoli che sembra portare alla riduzione
confrontata con quella delle aziende agricole che del numero di aziende agricole (-15,6% fattorie,
si trovano in pianura, dove la terra pi fertile. -29,3% UAA). A eccezione dellAustria, in base ai dati
Questi fattori producono un ciclo in cui lassenza sembra aumentare il numero delle aziende agricole
di infrastrutture e iniziative economiche porta al di medie dimensioni. Ci potrebbe condurre a un
declino demografico il quale conduce a unulteriore sistema agricolo maggiormente competitivo ed
calo degli investimenti in innovazione e infrastrutture efficiente, ma significa altres minori possibilit di
che a sua volta spinge un numero sempre maggiore occupazione nel settore agricolo.
di giovani ad abbandonare la regione. Nonostante
ci lagricoltura di montagna resta un importante Abbiamo preso in considerazione anche due
fattore economico in Europa, dove rappresenta il particolari tipologie di agricoltura, sempre in
15% della superficie agricola utilizzata (UAA) e il 18% riferimento al periodo 2000-2010: prati e pascoli
delle aziende, che garantiscono occupazione al 18% permanenti, in rappresentanza di un modello

125
Sessione 4

agricolo particolarmente diffuso in montagna, e alcune attivit collegate alla multifunzionalit, come
la viticoltura, una forma di agricoltura intensiva turismo e istruzione, possono costituire una fonte
e redditizia. Italia e Francia mostrano tendenze aggiuntiva di reddito per lagricoltore. Di tutte le
analoghe per quanto riguarda i pascoli e la aziende agricole multifunzionali della Lombardia, il
viticoltura, con un calo pi marcato del numero di 34% si trova in comuni montani; la Politica Agricola
aziende agricole rispetto ai terreni agricoli. Invece, Comune (PAC) e il Programma di Sviluppo Rurale
Slovenia e Svizzera registrano un calo nel numero (PSR) della Lombardia favoriscono decisamente
di aziende agricole (rispettivamente -12% e -18%) questa evoluzione. Quali sono gli elementi che
e un aumento della superficie agricola utilizzata influenzano o determinano in che misura un
(+0,7 Slovenia e +8,4 Svizzera). Con leccezione della sistema agricolo sia multifunzionale pertanto
Francia, la viticoltura in tutti i paesi associata a un una questione di interesse rilevante che potrebbe
aumento della superficie agricola utilizzata e a un influenzare la riflessione politica.
calo del numero di aziende agricole. In Italia, dove
la coltivazione della vite vanta una forte tradizione Per rispondere, abbiamo utilizzato un approccio
ed molto diffusa, la superficie agricola utilizzata regressivo per identificare i fattori fondamentali della
aumentata dell8,4%, mentre nello stesso periodo il multifunzionalit agricola nelle aree montane della
numero di aziende agricole diminuito del -34%. In Lombardia. Abbiamo utilizzato i dati del censimento
Slovenia, le aziende agricole sono diminuite del 17% demografico e agricolo a scala comunale del 2000
e la superficie agricola utilizzata aumentata del e del 2010. Come variabile dipendente, abbiamo
18%. LAustria ha visto un forte aumento di aziende preso tutte le aziende agricole di un comune che
agricole e superficie agricola utilizzata (oltre il 200% dispongono di almeno unattivit multifunzionale.
in entrambi i casi). Come variabili indipendenti abbiamo utilizzato
la superficie agricola utilizzata, lUDE (Unit di
Multifunzionalit nelle fattorie di montagna in dimensione europea), let media degli agricoltori,
Lombardia i versamenti del Programma regionale di Sviluppo
Rurale, la densit della popolazione comunale,
Un chiaro processo di spopolamento ha colpito le let media del comune, la percentuale di territori
montagne della Lombardia negli ultimi 50 anni. comunali in zone protette, il livello di urbanizzazione
Come dimostra il censimento agricolo che riguarda e la differenza nel numero di aziende agricole tra il
il periodo 1982 - 2010, il numero di aziende agricole 2000 e il 2010.
sceso del 74% e la superficie agricola utilizzata del
40%. Riscontriamo quindi un aumento delle aziende Variabili come superficie agricola utilizzata, UDE,
agricole di medie dimensioni, e un abbandono versamenti pubblici e calo del numero di aziende
generalizzato delle attivit agricole. Questo agricole hanno un rapporto significativo con la
particolarmente vero per quanto riguarda prati e multifunzionalit. La superficie agricola utilizzata ha
pascoli permanenti, scesi del 38% tra il 1982 e il un effetto negativo sulla multifunzionalit, e potrebbe
2010. Le piccole aziende agricole (<5 ettari) sono significare che nei comuni a vocazione agricola
quelle pi colpite da questa tendenza. Tra il 2000 e dove prevale un modello produttivo intensivo, le
il 2010, si registrato un calo del 41% nel numero attivit multifunzionali non sono sviluppate perch
di piccole aziende agricole in Lombardia, ovvero una lattivit agricola pura costituisce ancora la fonte
perdita di 6700 unit produttive. Sebbene la bassa principale di reddito per gli agricoltori. Daltra parte,
redditivit endogena delle attivit agricole nelle nei comuni dove la superficie agricola utilizzata
regioni montane sia stata una causa fondamentale, bassa, multifunzionalit e differenziazione sono
anche i processi sociologici hanno indubbiamente sempre pi importanti. LUDE ha un effetto positivo
svolto un ruolo importante. Le possibilit di impiego sulla multifunzionalit, il che potrebbe essere
e la disponibilit di servizi nelle pianure urbanizzate ricondotto alleffetto positivo della multifunzionalit
continuano infatti ad attirare persone dalle sui redditi delle aziende agricole o alla maggior
montagne. capacit delle grandi aziende agricole di investire
e innovare. A livello comunale, la riduzione del
La multifunzionalit una caratteristica intrinseca numero di aziende agricole influenza positivamente
dellattivit agricola. Lagricoltura non produce le attivit multifunzionali, e questa pu essere una
solo beni primari come cibo e fibre, ma configura buona strategia per aumentare la competitivit.
paesaggi, costruisce comunit e influenza Infine i versamenti pubblici hanno un effetto
positivamente o negativamente lambiente. Inoltre positivo sulla multifunzionalit, probabilmente

126
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

perch molti finanziamenti pubblici sono stati creati Il controllo dei test in campo aperto ha dimostrato
specificamente per sostenere e incoraggiare le che le caratteristiche climatiche della Valle Camonica
attivit multifunzionali. sono adatte alla coltivazione della preziosa spezia e
che i fattori agronomici e qualitativi sono ottimali.
Lo zafferano nelle Alpi: possibilit di nuovo Tutti i campioni analizzati sono stati classificati al
reddito massimo livello di qualit, ai sensi della norma ISO
3632/2003. Secondo la valutazione economica della
La Valle Camonica naturalmente adatta alla coltivazione di zafferano in Valle Camonica, il primo
coltivazione grazie al clima temperato e alla anno di coltivazione richiede forti investimenti per
ricchezza del suolo. La presenza di pendii soleggiati la necessit di acquistare le piante e di preparare il
e terrazzati e di terreno sciolto, ricco e ben drenato suolo allimpianto. I costi calano negli anni successivi;
determina condizioni ideali per la coltivazione il costo ricorrente principale quello dovuto al lavoro
dello zafferano (Crocus sativus L.). Lo zafferano manuale necessario per la raccolta dello zafferano.
una spezia preziosa ricavata dagli stimmi seccati di Se la famiglia dellagricoltore pu raccogliere
una bulbosa ermafrodita perenne che appartiene lo zafferano, i costi di produzione si riducono al
alla famiglia delle Iridaceae. La coltivazione dello minimo. Con il tempo, il potenziale produttivo di un
zafferano unattivit multifunzionale in grado di campo di zafferano aumenta, incrementando cos il
generare buoni ricavi anche se i terreni coltivati a guadagno economico dellagricoltore. In base allo
zafferano sono di piccole dimensioni o marginali. studio, la produzione di zafferano di qualit in Valle
Inoltre, C. sativus pu essere fatto crescere in Camonica ha un notevole potenziale economico
modo sostenibile e redditizio accanto ad altre e pertanto questa spezia ha ottime probabilit di
colture locali. Alla luce di queste considerazioni, diventare una nuova fonte di reddito per le aziende
questa parte del seminario stata dedicata alla agricole multifunzionali di montagna.
presentazione e alla discussione dei risultati di
alcuni esperimenti pluriennali sul campo che hanno
verificato la fattibilit economica della produzione
di zafferano in Valle Camonica.

127
Sessione 4

Workshop 4-6

Impatti del Cambiamento Climatico su una risorsa


alpina fondamentale: lacqua. Un contributo dalle
pi recenti ricerche e dalla rete SHARE-Alps

Guglielmina Diolaiuti, Universit degli Studi di Milano, Italia


Elisa Vuillermoz, EvK2CNR, Bergamo, Italia

La risorsa idrica alpina di fondamentale da parte di referenti di progetti pilota e/o stazioni
importanza non solo per le aree montane ma anche osservative che hanno illustrato alcune strategie per
per i sistemi di collina e di pianura che in misura una migliore conoscenza presente e futura delloro
diversa ne dipendono. Il Cambiamento Climatico blu delle Alpi e i risultati gi conseguiti. Ha concluso
sta impattando in diverso modo su questa risorsa i lavori la relazione che ha illustrato la rete SHARE e
con effetti anche sui sistemi antropici ed economici. SHARE-Alps, che ha sottolineato limportanza della
Per questo motivo fondamentale disporre di dati conoscenza per una migliore gestione: le banche
meteorologici, atmosferici ed idrologici acquisiti in dati e la loro accessibilit, per rendere il cittadino
siti chiave delle nostre montagne che consentano (non solo il residente in montagna) consapevole e
di descrivere i processi attivi e di modellarne attento nella gestione di una risorsa preziosa.
levoluzione e gli effetti sullacqua.
Ha iniziato il PhD Carlo DAgata dellUniversit degli
Durante il workshop sono stati presentati ad Studi di Milano che ha illustrato le variazioni recenti
amministratori, tecnici ed interessati i risultati (1981-2007) dei ghiacciai di Lombardia. DAgata
delle pi recenti ricerche in campo climatico, ha affermato che il volume dacqua racchiuso nei
idrologico, glaciologico e geologico applicato ed ghiacciai di Lombardia limitato se confrontato con
stata presentata la rete SHARE Alps e i risultati le altre riserve, si stimano infatti circa 4 miliardi di
sinora conseguiti nonch la banca dati prodotta. m3 di acqua distribuiti su una superficie glacializzata
seguito un dibattito con i referenti della rete con la attuale di circa 85 km2. Questa modesta quantit si
possibilit di visionare i dati raccolti (storici e real rende per in parte disponibile proprio nel periodo
time) disponibili su richiesta. estivo, quando le alte temperature ed i periodi
siccitosi possono mettere in crisi fiumi, torrenti
Nel Workshop sono state presentate 5 relazioni ad e canali e a catena i vari utilizzatori. Ma quanta
invito che hanno permesso di affrontare il tema da acqua rilasciano i ghiacciai ogni estate? Come si pu
diversi punti di vista. Pi precisamente le prime due quantificare loro blu che fluisce dal cuore freddo
relazioni hanno permesso di inquadrare lAnalisi delle Alpi Lombarde?
del bisogno, ovvero di conoscere lacqua e la sua
variabilit sulle nostre montagne e gli effetti attesi I metodi sono diversi e vedono sia analisi di dati
delle sue variazioni in funzione di diversi scenari di spaziali come le foto aeree e i Modelli Digitali di
cambio climatico. Sono seguite altre due relazioni Elevazione (DEM, ovvero rappresentazioni 3D

128
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

del territorio che consentono analisi di variazioni Lombardia hanno visto una variazione volumetrica
plano altimetriche estese a grandi superfici), sia nel periodo 1981-2007 pari a 1663 milioni di m3
rilievi di terreno, in siti scelti e selezionati per di ghiaccio perso (circa 1,5 km3 di acqua rilasciata
rappresentativit ed accessibilit, per verificare ovvero 1496 miliardi di litri di acqua in 26 anni!).
puntualmente la veridicit dei dati ottenuti dalle Il volume complessivamente perso rapportato alla
analisi da remoto. In Lombardia queste analisi superficie coperta dai ghiacciai nel 1981 porta a
vengono svolte da tempo grazie alla proficua stimare la perdita media di spessore dei ghiacciai
collaborazione tra i ricercatori della Statale di Milano lombardi pari a 18 m di ghiaccio equivalente ad un
(Dipartimento di Scienze della Terra A. Desio) e il assottigliamento annuo di 0,70 m di ghiaccio. Questo
Servizio ITT di Regione Lombardia. I risultati ottenuti valore medio di assottigliamento in accordo ai dati
sono di grande interesse e hanno rivelato quanta di perdita di spessore glaciale rilevati ogni anno
acqua stata rilasciata dai ghiacciai di Lombardia con misure di terreno su alcuni selezionati ghiacciai
negli ultimi decenni. In particolare lITT di Regione di Lombardia tra i quali il Ghiacciaio Sforzellina, al
Lombardia ha messo a disposizione i Modelli Digitali Passo Gavia, monitorato per le variazioni di spessore
di Elevazione ad alta risoluzione relativi al 1981 e al e massa sin dal 1986 e il Dosd Orientale, in Val Viola,
2007 il cui confronto ha permesso di quantificare la al confine con la Svizzera, monitorato dal 1995. Se si
contrazione volumetrica dei ghiacciai di Lombardia estende la perdita media annua valutata su tutti i
avvenuta in questo periodo di tempo. ghiacciai di Lombardia (-0,70 m di ghiaccio) allintera
superficie glaciale lombarda attuale (85 km2) si pu
Lanalisi svolta su tutti i gruppi montuosi regionali, stimare il rilascio idrico glaciale estivo medio pari a
con la sola eccezione delle Orobie dove sono oltre 54 milioni di m3 di acqua. Questa quantit ogni
localizzati pochi ghiacciai di ridottissime dimensioni estate lascia il cuore freddo delle Alpi e confluisce in
e quindi in una prima analisi trascurabili per entit torrenti, fiumi e laghi proprio nel periodo in cui ce
di acqua racchiusa e rilasciata (ma non per interesse n pi bisogno.
paesaggistico e naturalistico che rimane anche
qui assai elevato) ha evidenziato che i ghiacciai di

La stazione meteorologia automatica installata sul Ghiacciaio dei Forni. A destra la struttura installata a settem-
bre 2005 (AWS1 Forni) su cui sono presenti tutti i principali sensori meteo tra cui quelli ultrasonici per la misura
dellaccumulo nevoso (cerchio giallo). A sinistra la struttura installata per il progetto SPICE-WMO (AWS Forni SPICE) a
cui collegato lo snow pillow (cerchio blu). Quattro aste graduate riprese periodicamente da una webcam localizzata
sul palo della stazione completano la strumentazione.

129
Sessione 4

Information Services for Europe) dove CNR ISAC


e UNIMI hanno stimato la produttivit passata,
presente e futura di un bacino campione sulla base
di precipitazioni e temperature ricostruite per ogni
punto di una griglia ad alta risoluzione che descrive il
territorio analizzato. I risultati del progetto indicano
che le serie virtuali (ovvero ricostruite sulla base
di climatologie poi spazializzate) di temperature e
precipitazioni rappresentano strumenti molto utili
per valutare la potenziale produttivit di un bacino
ove sia localizzato un impianto idroelettrico. In
particolare emerso come un ruolo chiave in futuro
possa venir giocato dalle temperature attese in
base alle proiezioni che possono impattare in modo
sensibile sullo SWE (snow water equivalent) e quindi
sullacqua poi disponibile per gli impianti produttivi.

La seconda parte del workshop ovvero la


Variazioni di Spessore di Ghiacciai del Gruppo Ortles
Cevedale Lombardo quantificate per il peirodo 1981-
presentazioni di strategie e reti osservative e di
2007 tramite confronto di DEMs forniti dallITT di monitoraggio iniziata con la relazione del PhD
Regione Lombardia. Le analisi sono state condotte Ing Daniele Bocchiola, idrologo del Politecnico di
nellambito del progetto SHARE Stelvio, afferente a Milano, che ha presentato la rete di monitoraggio
SHARE, e finanziato da Regione Lombardia. i dati idrologico IDROSTELVIO che POLIMI ha sviluppato
sono consultabili nel portale Share GEONetwork. I
risultati ottenuti indicano che nei 26 anni di analisi
di concerto con UNIMI per il Parco Nazionale dello
i ghiacciai del gruppo Ortles Cevedale settore Lom- Stelvio (settore lombardo) nel 2010. La rete, di
bardo hanno visto una riduzione di 766 milioni di m3 propriet del Parco ma affidata alla gestione dei
di ghiaccio (pari ad un rilascio idrico di circa 702 x ricercatori e dei tecnici di POLIMI e UNIMI che
milioni di m3 di acqua). Il tasso di assottigliamento lhanno progettata, vede 11 stazioni idrometriche
medio annuo stato di 0.7 m, in accordo alle misure
di terreno svolte su alcuni ghiacciai campione.
attive localizzate in punti chiave del Parco, ovvero
torrenti e corsi dacqua di alta quota alimentati
prevalentemente dalle acque di fusione nivo-
Nella sua relazione il dott DAgata ha anche riportato glaciale e dallo scioglimento del permafrost. I dati
la grave fase di degradazione della risorsa glaciale sinora raccolti sono confluiti in un data base di
lombarda evidenziata dallintensa frammentazione grande utilit per gli amministratori del Parco che
subita dagli apparati (che sono infatti numericamente hanno per la prima volta potuto correttamente
aumentati nellultimo trentennio passando da 140 quantificare il patrimonio idrico di questa vasta
nel 1981 a 308 nel 2007) e dal notevole regresso area protetta. I dati raccolti inoltre permettono di
areale (in media -30% di area rispetto al valore 1981). calibrare e validare i modelli di deflusso sviluppati
La riduzione dei ghiacciai alpini in atto conseguente dai ricercatori di POLIMI e che verranno applicati a
ai cambiamenti climatici porter nel tempo anche diversi scenari di cambio climatico per proiettare la
ad una riduzione del volume di acqua rilasciato dai disponibilit idrica attesa in futuro nellarea protetta
ghiacci di Lombardia. Basti pensare che allinizio degli pi vasta di Lombardia.
anni 90 del secolo scorso il rilascio idrico stagionale
conseguente alla fusione glaciale stimato del 10% Antonella Senese dellUniversit degli Studi di
maggiore rispetto allattuale in funzione dellallora Milano ha invece illustrato la rete di monitoraggio
maggiore estensione superficiale dei ghiacciai. meteoglaciale di UNIMI gestita in collaborazione
con lAssociazione Riconosciuta EvK2CNR. La
Sul tema degli impatti del cambiamento climatico rete, composta da tre stazioni supraglaciali
sullacqua disponibile sulle Alpi e in particolare su permanenti localizzate in aree chiave delle Alpi
quella utilizzabile in futuro per la produzione di Italiane, permette lacquisizione direttamente alla
energia idroelettrica si concentrata la relazione del superficie dei ghiacciai dei principali parametri
prof Maurizio Maugeri, climatologo dellUniversit meteorologici e dei flussi energetici responsabili
degli Studi di Milano. Maugeri ha riportato i risultati della fusione. I dati acquisiti vengono sia registrati
di un recente progetto (ECLISE: Enabling CLimate dalle stazioni che inviati via radio-modem e GSM

130
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

Schermata Iniziale di Share GEONetwork da dove gli utenti possono accedere a mappe interattive (via Web GIS),
metadati e dati relativi al progetto SHARE e alle stazioni osservative afferenti alla rete di EvK2CNR.

ai laboratori di UNIMI ed EvK2CNR dove vengono parametri a partire da dati misurati in aree vallive,
processati, validati ed archiviati in data base al di fuori dei ghiacciai. Una volta validati i modelli
accessibili alla comunit scientifica ma anche ai vengono applicati per distribuire i dati meteo ed
cittadini. Le stazioni, inizialmente inserite nella rete energetici per quantificare la fusione e i conseguenti
di monitoraggio di alta quota SHARE (Stations at deflussi idrici.
High Altitude for Research on the Environment)
promossa e gestita da EvK2CNR afferiscono anche La conclusione del Workshop stata a cura della PhD
ad altre prestigiose reti come GEWEX e da poco Elisa Vuillermoz di EvK2CNR che ha relazionato non
anche SPICE-WMO. Questultimo un esperimento solo sulla rete SHARE promossa e gestita da EvK2CNR
dellOrganizzazione Meteorologica Mondiale per la ma anche sulle piattaforme che permettono la
raccolta e comparazione di dati nivologici in aree visura e laccesso ai dati rilevati. In particolare
chiave del Pianeta utilizzando strumenti e sensori Vuillermoz ha illustrato Share GEONetwork il sito
diversi al fine di delineare i protocolli di misura e appena lanciato da EvK2CNR per la condivisione e
monitoraggio pi corretti ed efficaci nelle diverse diffusione dei dati ambientali rilevati nelle principali
aree climatiche. aree di alta quota del Pianeta. Il sito permette sia
la corretta geolocalizzazione dei dati attraverso un
In Italia solo un sito stato ammesso allesperimento, web GIS semplice e user friendly che consente agli
si tratta del Ghiacciaio dei Forni e in particolare della utenti di visualizzare larea geografica monitorata
stazione sopraglaciale UNIMI-SHARE qui attiva dal e gli attributi spaziali delle stazioni o dei parametri
settembre 2005. Per SPICE il sito dei Forni stato analizzati sia laccesso ai metadati e alla banca dati
strumentato con due sensori ultrasonici per la vera e propria. Questo strumento informativo e di
misura dellaccumulo nevoso, con uno snow pillow condivisione delle informazioni particolarmente
per la valutazione in tempo reale dello SWE e con importante per conoscere e gestire correttamente
una fotocamera che inquadra 4 aste graduate e ne la risorsa idrica alpina e quindi la sua valenza
rileva unimmagine ogni ora per valutare lo spessore destinata ad ampliarsi e ad aumentare nel prossimo
del manto nevoso al suolo. Ogni 15 giorni vengono futuro parallelamente allaumento della mole di dati
inoltre svolti rilievi di SWE con tubo pesaneve Enel raccolti e resi accessibili non solo ai ricercatori e agli
Valtecne e viene scavata una trincea nivologica in amministratori ma anche a tutti i cittadini delle dei
accordo agli standard AINEVA. Nella sua relazione paesi Alpini.
Senese ha anche evidenziato gli importanti risultati
conseguiti sinora grazie alla presenza di stazioni
sopraglaciali che hanno permesso non solo di
descrivere correttamente la micro-meteorologia
glaciale ma anche di quantificare lenergia assorbita
responsabile dei processi di fusione e di validare
le modellazioni meteo climatiche dei principali

131
Sessione 4

Workshop 4-7

Paesaggi alpini ed energia idroelettrica: dibattito


sui risultati del programma internazionale di ricerca
Ressources paysagres et ressources nergtiques

Viviana Ferrario
Universit di Venezia, Italia

Contributi: Lo scopo del workshop presentare e confrontare i


risultati di due recenti studi sullenergia e il paesaggio
possibile sviluppare le energie rinnovabili nelle Alpi Orientali. Il bacino del fiume Piave una
nelle Alpi e conservare il paesaggio, la delle principali aree di studio in entrambe le ricerche.
biodiversit e i servizi ecosistemici?
Erica Zangrando, Francesca Miotello, Regione Il bacino del fiume Piave
Veneto e Recharge.green
Il bacino del fiume Piave si estende dalle Dolomiti al
Nascondere o integrare: Elementi per una Mar Adriatico, attraversando zone montane alpine e
lettura critica dello sviluppo dellenergia prealpine dove il potenziale idroelettrico del fiume
idroelettrica attraverso il paesaggio e dei suoi principali affluenti viene sfruttato dalla
Benedetta Castiglioni, Universit di Padova fine del XIX secolo. Oggi il Piave uno dei fiumi
pi sfruttati in Europa: oltre l80% delle sue acque
Lo scopo di questo workshop era esplorare il scorre al di fuori dellalveo naturale. Il bacino fluviale
rapporto tra sviluppo dellenergia idroelettrica e accoglie uno dei maggiori sistemi idroelettrici italiani,
trasformazione del paesaggio nelle Alpi. Negli ultimi con 12 grandi laghi artificiali con una capacit idrica
dieci anni, lo sviluppo delle energie rinnovabili totale di 156 milioni di metri cubi. In totale, 25
diventato uno dei motori del cambiamento del centrali idroelettriche producono in media 2200
paesaggio in Europa. Nonostante il loro riconosciuto GWh di energia allanno. Lelettricit viene raccolta
contributo allo sviluppo sostenibile, le energie e trasportata da una linea ad alta tensione (220 KV)
rinnovabili non sono ipso facto sostenibili; anzi, che collega la pianura veneta allAustria.
possono avere effetti negativi e generare conflitti
ambientali e sociali. Il paesaggio si trova spesso al A partire dallanno 2000, le nuove politiche europee sulle
centro di questi conflitti, in quanto bene da proteggere energie rinnovabili (in particolare la Direttiva 2001/77/
e risorsa da utilizzare. Questo paradosso avvertito CE) hanno favorito un rapido e intenso sviluppo delle
con particolare intensit nelle Alpi, dove coesistono piccole centrali idroelettriche su corsi dacqua minori.
risorse energetiche e panorami mozzafiato a elevato I comuni cercano di diventare autosufficienti dal
valore turistico. punto di vista energetico e finanziario, e la creazione
di nuove centrali stata favorita da aziende private e
amministrazioni pubbliche.

132
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

Purtroppo, le piccole dimensioni delle centrali


e la loro distribuzione non corrispondono a un
impatto ambientale trascurabile. Le piccole centrali
idroelettriche possono avere un forte impatto
sullhabitat naturale e sul paesaggio in quanto
prelevano acqua da lunghi tratti di fiumi e torrenti.
Consapevoli di questo problema, le associazioni
ambientali del territorio combattono le piccole
centrali idroelettriche, mettendone in dubbio la
sostenibilit sociale, culturale, ecologica e perfino
economica.

Come in molte altre parti delle Alpi, lenergia


rinnovabile non offre ancora una soluzione per
lo sviluppo di paesaggi sostenibili nel bacino del
Fiume Piave. possibile sviluppare piccole centrali
idroelettriche sostenibili? Come si pu utilizzare il
paesaggio per gestire questo compromesso?

Il progetto Recharge.green: coniugare la produzione


di energia rinnovabile e la natura nelle Alpi

Il progetto europeo Recharge.green: coniugare la


produzione di energie rinnovabili e la natura nelle
Alpi, sviluppato nellambito del programma Spazio
Alpino, ha preso il via nellottobre 2012 e continuer Figura 1. Impatti socio-economici positivi e negativi di due piccoli pro-
fino alla met del 2015. Lobiettivo del progetto getti idroelettrici pilota nel bacino del Piave, secondo lopinione degli
analizzare gli impatti della produzione di energie esperti (dal progetto Recharge.green, 2014)
rinnovabili sulla biodiversit nella regione alpina e
trovare soluzioni per minimizzarli. e negativi. Il progetto svilupper uno scenario
condiviso che sar presentato ai politici e alle
La crescente richiesta di energie rinnovabili (ER) comunit locali. Lelaborazione di linee guida locali
aumenta la pressione sullambiente alpino. Produce costituir la cornice di una pianificazione energetica
un forte impatto sui modelli di uso del territorio, sulla a livello di valle.
connettivit ecologica e sulla biodiversit. Obiettivo
principale del progetto lo sviluppo di strumenti Ressources paysagres et ressources nergtiques:
e di una strategia integrata per la produzione di Utilizzare la natura per rendere visibile linvisibile
energia rinnovabile, di sistemi sostenibili di utilizzo
del territorio e la conservazione di biodiversit e Il progetto di ricerca internazionale Ressources
territorio nelle zone alpine. Verranno valorizzati paysageres et ressources energetiques dans les
la biodiversit alpina, i modelli di sfruttamento del montagnes sud-europeennes: Histoire, comparaison,
territorio e i relativi servizi ecosistemici, e la capacit experimentation stato finanziato nel 2012
degli ecosistemi alpini sar modellata rispetto a tutti dal Ministero Francese della Cultura. Il progetto
gli aspetti della produzione e del consumo di energie coinvolge scienziati di diverse discipline e paesi e si
rinnovabili. Le informazioni andranno ad alimentare occupa delle centrali idroelettriche nelle montagne
lattuazione delle relative direttive UE. dellEuropa meridionale in Francia, Italia, Spagna
e Svizzera. Ora al centro del dibattito sullenergia
In questo contesto, la Regione Veneto sta sviluppando rinnovabile, lenergia idroelettrica ha svolto un ruolo
un dialogo con i vari attori in due zone pilota del fondamentale nella formazione delle economie di
bacino del Piave per raccogliere informazioni sulle questi paesi nel XX secolo.
valutazioni prodotte da altri partner. Colloqui
con esperti locali hanno gi rivelato lambiguit Lobiettivo del progetto proporre un approccio
dello sviluppo dellenergia idroelettrica a livello integrato allo sviluppo dellidroelettrico che consideri
comunitario, con impatti socio-economici positivi diverse prospettive e necessit, dallo sviluppo

133
Sessione 4

Figura 2. Incoerenze e conflitti nello sviluppo del grande/piccolo idroelettrico durante il XX secolo (dal progetto Ressources energetiques, ressources
paysageres, 2014)

economico al turismo e alla protezione ambientale. Discussione comune: il ruolo della popolazione e i
Idealmente, questo approccio integrato dovrebbe paesaggi come strumento
aiutarci a considerare il mondo dellenergia in modo
pi costruttivo e a sviluppare progetti energetici Dalla discussione sono emersi i seguenti punti:
meno settoriali. possibile comprendere meglio il
rapporto tra territorio e produzione e consumo di necessario ridefinire indicatori utili a
energia? comprendere meglio limpatto dellidroelettrico.
Si dovrebbe tener conto dellaccettazione
La lettura, su scala diversa, degli schemi sociale del progetto, e di indicatori ambientali
spaziotemporali dellidroelettrico attraverso il ed economici. La popolazione svolge un ruolo
paesaggio evidenzia i rapporti e i conflitti tra i diversi importante nel definire laccettabilit delle
utilizzi delle risorse alpine, nelle Alpi e tra le regioni diverse energie rinnovabili.
metropolitane alpine e perialpine. Lutilizzatore pu
cos affrontare i tre elementi dello sviluppo sostenibile I progetti sulle energie rinnovabili devono essere
dellidroelettrico (sviluppo economico, sociale e integrati nel territorio. Lo sviluppo energetico
ambientale) e identificare incoerenze e conflitti. deve far parte di un progetto territoriale, non
di un piano settoriale. La produzione di energia
Incoerenze e conflitti sono spesso nascosti da/ dovrebbe essere elaborata insieme allo sviluppo
in/attraverso il paesaggio. Il mascheramento del turismo, alle attivit agro-pastorali, alla
la strategia utilizzata per evitare il conflitto progettazione degli insediamenti, ecc.
perch impedisce al pubblico di assumere la
consapevolezza diretta delle conseguenze dello Il paesaggio non qualcosa da proteggere
sfruttamento. I conflitti possono tuttavia essere mascherando impatti e conflitti, ma uno
superati utilizzando la logica dellintegrazione. strumento che rivela le incoerenze intrinseche
Integrare il contrario di mascherare: richiede il allo sviluppo dellidroelettrico. La natura pu
chiarimento di tutte le questioni e lanalisi di tutti i aiutare a visualizzare i rapporti tra energia e
valori, rischi e opportunit che riguardano i diversi territorio, e obbligare i vari attori a identificare
attori e il pubblico. Lintegrazione una strategia che esplicitamente valori e significati attribuiti al
serve a evitare nuovi conflitti territoriali e a sperare territorio.
di risolvere almeno parzialmente quelli antichi.
Per farlo, prima di tutto necessario togliere la Il paesaggio offre informazioni utili per uno sviluppo
maschera: possibile se usiamo il paesaggio come pi consapevole, pi vasto e sensibile delle energie
uno strumento che rende visibile linvisibile. In altre rinnovabili sostenibili.
parole, importante riconoscere esplicitamente i
diversi valori in gioco e i diversi significati espressi dai
vari attori.

134
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

Workshop 4-9

Digital Divide nelle aree alpine: idee e soluzioni

Marcello Petitta
National Agency for New Technologies, Energy and Sustainable
Economic Development (ENEA)
Roma, Italia

Contributi: ERSAF (Ente Regionale per i Servizi allAgricoltura


e alle Foreste) e dalla Direzione Generale Sport e
Broadband at high altitudes Politiche per i Giovani di Regione Lombardia, in
Luca Grimaldi and Massimo Bardea, ERSAF, collaborazione con CAI Lombardia, con lobiettivo
Milano, Italia di migliorare, promuovere e stimolare il sistema
dellofferta turistica alle medie e alle alte quote.
Alpine Digital Agenda: Whats new?
Carlo Maria Medaglia, Universit di Roma Parlare di banda larga in montagna significa
Sapienza, Italia scontrarsi con i problemi del divario digitale e delle
zone a fallimento di mercato. Se escludiamo le aree
Per motivi di carattere lavorativo il Prof. Medaglia con domini sciabili, una volta usciti dal perimetro
non ha partecipato al Workshop e la sua relazione urbanizzato dei comuni montani, la possibilit di
stata esposta dal Moderatore dellevento, Marcello fruire di banda larga mobile o fissa decisamente
Petitta. bassa. Va rilevato che per il progetto VETTA collegare
con banda larga non significato soltanto dotare i
Lincontro ha visto la partecipazione di un numero rifugi di connessione ad internet. Quindi si operato
significativo di ragazzi interessati allo sviluppo e alla con una logica di internet come strumento e non
diffusione delle nuove tecnologie nellarea Alpina. come fine.
Il primo intervento ha visto i due relatori di ERSAF
esporre i risultati del progetto INTERREG Italia- Per chi gestisce unattivit turistica o produttiva
Svizzera VETTA. A seguire, un breve riassunto degli come un rifugio o un alpeggio, avere connettivit
obiettivi del progetto. si rivela sempre pi una necessit e non pi solo
una opportunit. Pensiamo alla gestione delle
Tra il 2010 e il 2013 il progetto europeo Italia- prenotazioni, alluso del home-banking e delle
Svizzera (Interreg IV A) V.E.T.T.A. (Valorizzazione delle pratiche on-line, alla promozione turistica, alla
Esperienze dei prodotti Turistici Transfrontalieri possibilit di collegare webcam o sistemi di controllo
delle medie ed Alte quote) ha consentito di portare remoto per gli impianti elettrici e di riscaldamento.
connettivit a banda larga in 56 rifugi alpini lombardi,
collocati nei territori transfrontalieri delle provincie Dal punto del turista alpino levoluzione di questi
di Como, Lecco e Sondrio. Unattivit realizzata da ultimi anni ha mostrato in termini percentuali, una

135
Sessione 4

crescita di presenze straniere a discapito di quelle Incoraggiare azioni volte alleducazione


italiane. Pertanto poter offrire servizi di accesso alla superiore e lalfabetizzazione della popolazione
posta elettronica, di pagamenti con carta di credito, adulta/anziana.
di consultazione di mappe on line, di informazione in Sostenere politiche volte allo sviluppo
tempo reale su meteorologia, valanghe e condizioni della telesanit per venire incontro
della montagna, appaiono delle opportunit allinvecchiamento della popolazione e al
decisamente apprezzate. monitoraggio delle malattie croniche
I relatori hanno poi introdotto un nuovo progetto Uniformare i servizi digitali dellamministrazione
regionale che partir nei prossimi mesi e che pubblica al fine di fornire prestazioni innovative
permetter ai rifugi delle provincie di Bergamo e ed utili alle popolazioni che vivono in aree
Brescia di usufruire di un servizio simile a quello isolate.
fornito dal progetto VETTA.
Il workshop terminato con una tavola rotonda
La seconda relazione aveva come punto centrale la durante la quale sono state esposte le esperienze
presentazione dellagenda digitale alpina sviluppata delle persone che hanno partecipato allevento
dalla Presidenza Italiana della Convenzione delle favorendo una discussione attiva e vivace.
Alpi. Nella presentazione sono state mostrate le
principali conclusioni. Il relatore ha esposto come
le difficolt legate alla struttura del territorio alpino
e le sue peculiarit rendono necessario sviluppare
delle tematiche digitali che si differenziano da quelle
comunemente presenti nelle politiche interne dei
paesi. Si visto come sia opportuno evidenziare
che alcune di queste necessitano di un intervento
pronto e efficace a livello politico ed economico.

Con la proposta di un Agenda Digitale Alpina si


intende perseguire gli obiettivi prefissati dallAgenda
Digitale Europea, con un approccio che favorisca
uno sviluppo armonico della macro regione alpina
incrementando la competitivit e linclusione
sociale, valorizzando le peculiarit e le eccellenze
del suo territorio.

Le azioni che il tavolo di lavoro della presidenza


italiana vuole portare allattenzione degli altri paesi
membri sono:
Abbattere il digital divide nelle zone alpine
intraprendendo azioni per stimolare la
competitivit digitale e favorire linclusione
sociale
Implementare la banda larga nelle aree remote
per favorire la nascita di attivit commerciali ed
innovative
Strutturare delle reti capaci di favorire lo
sviluppo di start up innovative rallentando la
migrazione della popolazione giovane verso i
centri urbani
Favorire attivit formative a distanza per
le scuole dellobbligo e per leducazione
secondaria.

136
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

Workshop 4-10

Il PTRA Valli Alpine: opportunit per uno sviluppo


economico e sostenibile

Maurizio Federici, Regione Lombardia, Italia


Fulvio Adobati, Universit degli Studi di Bergamo, Italia

Sistema di obiettivi come sintesi delle esigenze


Contributi: e delle aspirazioni del territorio
Maurizio Forchini, Consorzio turistico Orientamenti per le trasformazioni territoriali
nazionale Italia Holiday Confcooperative, per promuovere uno sviluppo sostenibile e
Filippo Carlo Pavesi, CST Lelio Pagani, valorizzare le opportunit
Universit degli Studi di Bergamo, Carola Rizzi Disciplina paesaggistica per tutelare e
& Andrea Macchiavelli, Universit degli Studi valorizzare le risorse territoriali
di Bergamo
Strumenti Operativi per attuare le linee dazione
Il quadro dispositivo della legge urbanistica Piani Territoriali Regionali dArea (PTRA) per
regionale LR 12/2005 individua, allart. 20 comma governare le trasformazioni
6, il riferimento allo spazio di azione dei piani
territoriali regionali darea, che hanno il compito
di approfondire, a scala di maggior dettaglio, Il PTRA approfondisce, a scala di maggior dettaglio,
gli obiettivi gi indicati dal Piano Territoriale gli obiettivi socio-economici ed infrastrutturali
Regionale (PTR): qualora aree di significativa da perseguirsi, pu dettare criteri necessari al
ampiezza siano interessate da opere, interventi o reperimento e alla ripartizione delle risorse e
destinazioni funzionali aventi rilevanza regionale disporre indicazioni puntuali e coordinate riguardanti
o sovraregionale, il Piano Territoriale Regionale, in il governo del territorio, anche con riferimento alle
seguito PTR pu, anche su richiesta delle province previsioni insediative, alle forme di compensazione
interessate, prevedere lapprovazione di un piano e ripristino ambientale, ed alla disciplina degli
territoriale regionale d area, che disciplini il governo interventi sul territorio stesso. Il PTRA quindi, lo
di tali aree. Il Piano Territoriale Regionale vigente strumento di governance territoriale che permette
individua nei Piani Territoriali Regionali dArea, in di attuare unefficace sinergia tra le strategie di
seguito PTRA, gli strumenti di programmazione sviluppo economico, sociale e di salvaguardia
per lo sviluppo di alcuni ambiti territoriali, quale della sostenibilit ambientale per una porzione
occasione di promozione della competitivit di territorio, assumendo un approccio pro-attivo
regionale e di riequilibrio del territorio. Il Piano nella tutela e nella valorizzazione delle componenti
Territoriale Regionale della Lombardia si struttura ambientali e dei quadri paesaggistici.
su:

137
Sessione 4

tratti identitari e di riconoscibilit dei prodotti


tipici locali (a partire dalla ricca produzione di
formaggi di eccellenza), costituiscono elementi
di grande interesse che connotano queste aree e
sui quali delineare politiche (non solo spaziali) di
posizionamento e promozione territoriale in grado
di intercettare i potenziali flussi di produzione del
valore.

Il processo di costruzione e i contenuti di piano

Il processo di formazione del piano si sviluppato a


partire da tre presupposti principali:
la necessit di individuare alcuni oggetti
e temi forti e caratterizzanti il PTRA, in
modo da costruire adeguato co-interesse e
coinvolgimento da parte delle comunit locali
Lambito territoriale del PTRA Valli Alpine
lopportunit di un percorso di costruzione
Lambito di studio costituito da 45 comuni della partecipata del piano, allinterno del quale
fascia alpina e prealpina bergamasca (41 comuni) e favorire lassunzione di responsabilit locale
lecchese (4 comuni), per una superficie territoriale rispetto allo scenario di intervento
complessiva di 908 km2 e una popolazione di 47.463 una forma di narrazione del piano che, al netto
abitanti (al 1.01.2011); prevalgono i Comuni con una delle retoriche argomentative, restituisca anche
popolazione inferiore a 1.000 abitanti (30 Comuni su in modo didascalico e fortemente comunicativo
45, di cui 8 risultano con una popolazione inferiore a la progettualit espressa
200 abitanti). Lambito interessa un Parco Regionale
(Parco Regionale delle Orobie Bergamasche)
parzialmente 3 Comunit Montane (Valle Brembana, Un approccio rinnovato nelle pratiche di
Valle Seriana, Valsassina-Valvarrone-Val DEsino e co-pianificazione ha visto maturare un rapporto
Riviera). costruttivo tra Regione ed enti locali nella fase di
gestione del PTRA: la componente pi interessante
La perimetrazione muove dalla intersezione di due e impegnativa del percorso muove dalla necessit di
temi prevalenti che accomunano le municipalit trovare un adeguato equilibrio, nelle responsabilit
coinvolte: appartenere ad ambiti classificati come di pianificazione in capo al livello regionale, tra
zone svantaggiate e possedere uno stock rilevante forme command and control e forme esortative
(in termini sia relativi sia assoluti) di abitazioni e di indirizzo (accompagnamento, facilitazione,
turistiche scarsamente occupate, con realt molto premialit).
evidenti (Castione della Presolana e Selvino in
primis). Tra le funzioni potenziali del PTRA vi possono essere
infatti quelle di
Altro elemento caratterizzante il contesto del PTRA costruire un palinsesto territoriale, ovvero
la presenza di vasti ambiti allinterno dei quali i individuare nelle differenze dei territori locali,
valori paesistico-ambientali rappresentano delle un impalcato di situazioni spaziali e relazionali
eccellenze (santuari della naturalit) di rilievo specifiche, internamente articolate per
continentale, sancito anche con il riconoscimento di diversit e ricorrenze, per sedimentazioni e per
ampie porzioni di territorio entro la Rete comunitaria mutazioni e provare a farne emergere alcune
Natura 2000. regole
La relativa prossimit di questo ambito territoriale individuare una possibile trama progettuale
al sistema metropolitano regionale, densamente che costituisca una, tra le altre possibili,
infrastrutturato e accessibile dalle reti lunghe (si scansioni di un racconto descrittivo e
pensi allo scalo di Orio al Serio e pi in generale al progettuale allinterno del quale incardinare
sistema aeroportuale lombardo), cos come alcuni una visione coesa di territorio e di societ

138
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

insediata, dei suoi elementi di sofferenza e importante, stenta a coinvolgere spazi pi


fragilit e dei suoi patrimoni e potenzialit. vasti dei pochi centri di punta e maggiormente
rinomati, rispondendo ad una selezione
Lazione regionale, negli ultimi anni, si sviluppata della domanda rivolta agli sport invernali o al
per valorizzare la montagna lombarda come risorsa, fenomeno delle seconde case.
individuando negli anni politiche mirate a contrastare
lo spopolamento, a salvaguardare le caratteristiche In particolare gli elementi da considerare per
ambientali, a valorizzare lagricoltura di montagna assicurare un complessivo governo del territorio e
e la tipicit delle produzioni locali, a ridurre il gap che assumono rilevanza regionale sono:
infrastrutturale con i fondovalle, a valorizzare gli
aspetti turistici e culturali. lidentit dei territori da valorizzare attraverso
la conservazione di un tessuto economico
Lo scenario territoriale, tuttavia, negli ultimi decenni tipico sia artigianale che agricolo;
mutato profondamente in conseguenza: lo sviluppo turistico da programmare e
del grande processo di rilocalizzazione delle consolidare.
attivit economiche e della residenza che ha
concentrato la popolazione nei fondovalle e in La montagna lombarda assume un ruolo strategico
alcuni comprensori turistici di montagna e ha nella configurazione territoriale regionale; il PTRA
prodotto una pericolosa fragilit dei versanti dovr focalizzare e tradurre per le singole specifiche
abbandonati dalla popolazione; realt locali alcuni obiettivi fondamentali:
dellevoluzione che ha caratterizzato, negli promuovere un modello di sviluppo endogeno
ultimi decenni, il mercato immobiliare delle aree, che le renda capaci di valorizzare le
(fenomeni delle seconde case) e che ha proprie risorse ai propri vantaggi relativi;
prodotto, in alcuni specifici casi, conseguenze fare in modo che, anche nelle aree montane,
di ordine urbanizzativo meritevoli di attento si persegua una crescita stabile e continuativa;
controllo perch manifestatesi in un territorio
estremamente delicato e connotato da alte garantire, a questo fine, un livello adeguato di
valenze ambientali; servizi, sia per fare in modo che la popolazione
che non vuole andarsene (ad esempio gli
del settore turistico che, pi degli altri, anziani) rimanga, sia per attirare nuovi residenti
rappresenta le contraddizioni e gli squilibri (ad esempio i giovani), che, in presenza di
del territorio montano. Anche se costituisce determinate condizioni, possono ritornare a
indubbiamente una risorsa economica decidere di risiedere in montagna;

139
Sessione 4

identificare la complementariet e integrazione piattaforma per una progettualit attiva, non


tra aree di montagna, aree di fondovalle e aree imposta ma proposta
di pianura (dove la complementariet vale lattuazione delle linee del piano presenta
anche per la funzione di cerniera, interregionale caratteri di legittimazione delle scelte e di
o internazionale, che la montagna svolge). potenziale efficacia derivanti dal fatto di
essere esito di un percorso di co-pianificazione
Linterpretazione dei tratti distintivi dellarticolazione (faticoso e non senza momenti difficili, come in
territoriale, funzionale alla definizione di una un tutti i confronti veri)
progettualit pertinente per scala di lavoro e
specificit, ha portato alla identificazione (validata gli obiettivi e le azioni sono piuttosto semplici
nei tavoli di incontro con gli attori territoriali) di 10 e chiari, e lattuazione non poggia su una logica
quadri insediativi. conformativa ma performativa
la costruzione di progettualit e il monitoraggio
Tali articolazione riconosce specificit territoriali attivo del piano sono un presupposto necessario
in un contesto che, accomunato da analoghe per lattuazione efficace delle scelte; in questo
necessit di riposizionarsi e ridefinire un modello quadro di significativa complessit tematica
di sviluppo socio-economico, vede al suo interno e inter-attoriale, importante segnalare come
differenze anche significative (ad esempio tra realt decisivo il riconoscimento di una leadership
turisticamente forti e realt deboli). politica e tecnica alla quale fare riferimento.
Gli indirizzi strategici del piano muovono il riconoscimento avuto da parte della DGRegio
dallobiettivo generale di una traiettoria di sviluppo dellUnione Europea del PTRA Valli Alpine
sostenibile (nelle componenti sociale, ambientale tra le buone pratiche in materia di multilevel
ed economica) per i territori montani, articolata in governance rappresenta un contesto di fertile
obiettivi specifici e azioni nello schema sottostante. per un confronto attivo con altri contesti
europei, anche in modo complementare con le
In sintesi conclusiva gli elementi cardine del PTRA progettualit pi specifiche attivabili, partendo
Valli Alpine, che, prossimo allapprovazione, dal programma Spazio Alpino.
vedr nei prossimi anni verificata la sua efficacia
progettuale e di governance, sono:
la definizione di un progetto territoriale che
definisce uno schema di riferimento quale

140
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

Workshop 4-11

Miglioramento della sostenibilit ambientale


della zootecnia nelle Alpi:
problemi, strategie e opportunit

Marco Marchetti, Aldo Castellazzi & Oreste Zecca


ASL Sondrio, Italia

Nellarco alpino esiste una realt produttiva casearia Si voluto dimostrare che possibile e doveroso
estremamente peculiare, quella della Provincia seguitare a produrre in alpeggio latticini di
di Sondrio, legata allesclusiva produzione di un elevata qualit organolettica secondo le tecniche
formaggio che pu essere stagionato finanche tramandate nel corso dei secoli da generazione a
dieci anni e dove, di sovente, il latte viene lavorato generazione assicurando, nello stesso tempo, la
caldo appena munto direttamente sul posto. salute e la Sicurezza Alimentare al consumatore.
Inoltre, questa provincia, ha il maggiore numero di
laboratori di trasformazione attivi e produttivi del Non da ultimo si ritenuto anche che, se si vogliano
latte crudo (bovino e caprino), siti in alpeggio, della davvero presidiare e proteggere le montagne della
Regione Lombardia, pari a oltre 150 impianti. Valtellina e della Valchiavenna salvaguardandone il
territorio, i pascoli, le attivit proprie delluomo e le
Solo ventanni fa erano per sei volte pi numerosi; tradizioni centenarie delle popolazioni valtellinesi
nel corso del Workshop gli autori hanno affrontato bisogna garantire agli stessi che operano in
gli aspetti scientifici, culturali, economici, sociali, montagna condizioni di vita e di sussistenza idonee
imprenditoriali e turistici di maggiore rilevanza, e confacenti agli anni correnti. Si pu e si deve vivere
che vengono ritenuti, dagli autori stessi, capaci di e produrre in alpeggio nel conforto che le moderne
sensibilizzare ed interessare la politica ed i portatori conoscenze culturali, tecnologiche e sociali dellera
di interesse tutti al fine di fermare questo declino moderna consentono e garantiscono a tutta la
che appare inesorabile. popolazione del paese.

Sono anche stati presentati i risultati dellattivit


di Controllo Ufficiale e della vigilanza veterinaria
negli anni 2012-2014 per promuovere una forte
interazione ed il dialogo tra tutti gli operatori del
settore. Forte enfasi stata posta sulla necessit
assoluta di preservare le modalit produttive secolari
e tradizionali dei formaggi alpini tipici nel rigoroso
rispetto della normativa comunitaria e nazionale
vigente in materia di Sicurezza Alimentare.
Figura 2 marchi legati al recupero delle razze ovine piemontesi

141
Sessione 4

propria situazione sia aumentando i carichi animali,


sia copiando i sistemi produttivi tipici della pianura.
Ci porta tendenzialmente ad elevare limpatto
ambientale degli allevamenti di montagna e a non
considerare un ottimale benessere degli animali.
Generalmente i mezzi che le aziende zootecniche
di montagna adottano sono labbandono delle
razze tradizionali verso razze specializzate o ad alta
produzione, la sostituzione del prato stabile con
altre foraggere pi produttive (tra cui, laddove sia
possibile, nei fondovalle alpini, il mais da trinciato), il
forte aumento degli alimenti acquistati dallesterno
delle aree montane e una tendenza forte
allabbandono della pratica dellalpeggio, almeno
per gli animali ad alta produzione.

Dal punto di vista dellimpatto ambientale, oltre ai


Infine, a fronte delle sempre pi ridotte risorse noti problemi legati ai nitrati, ovvero della presenza
economiche disponibili, si vuole porre laccento di surplus di azoto eccessivi in certe zone rispetto
sullinderogabile necessit che tali mezzi finanziari ad altre (con il paradosso che negli alpeggi il
siano utilizzati correttamente ed in modo mirato su sottocaricamento animale non chiude i cicli dei
ambiti veramente efficaci. nutrienti e non contiene la crescita degli arbusti, con
la conseguente modificazione florisitica dei cotici),
Una sostenibilit ambientale credibile per la altre criticit emergenti sono legate al consumo
zootecnia alpina di risorse non rinnovabili (derivate dal petrolio), al
Alberto Tamburini, Universit di Milano consumo di materie prime provenienti da sistemi
di coltivazioni impattanti e da luoghi molto lontani
Nella attuale situazione economica della zootecnia in che peggiorano la produzione di gas serra totali,
generale e di quella di montagna in particolare, i punti e alla minore efficienza di trasformazione degli
di forza che questa attivit produttiva hanno ancora animali allevati in modo estensivo che producono
pi valore e interesse. La tipicit, la caratterizzazione quantitativi di sostanze inquinanti (soprattutto gas
e la qualit delle produzioni animali in montagna serra ed acidificanti) maggiori rispetto ad animali
sono aspetti storicamente salienti, ma non pi produttivi ed efficienti.
dobbiamo dimenticare la capacit di conservazione
del territorio e della biodiversit vegetale ed animale La situazione degli allevamenti di montagna appare
che gli allevamenti posseggono. Inoltre altre funzioni diversificata nelle tre aree dellarco alpino prese in
importantissime sono quelle relative al controllo del considerazione. In particolare in Piemonte e Valle
bosco, come antidoto al degrado territoriale e come dAosta si nota una debolissima contrazione di capi
conservazione del patrimonio culturale e alimentare bovini allevati, anche se si concentrano in aziende
caratterizzante lambiente montano. riconosciuto che ospitano pi animali. A fronte di pi del 50%
generalmente dal pubblico e dal consumatore un delle aziende che monticano animali in alpeggi
notevole senso positivo dellallevamento in ambito estivi, si nota un aumento dei capi bovini negli
montano, ma spesso tale riconoscimento non ultimi 20 anni. In queste aree si mantenuto quindi
sostenuto da una redditivit maggiore rispetto agli molto importante e rilevante il pascolamento come
allevamenti di pianura. strumento fondamentale nella gestione alimentare
aziendale, ma inserito in un contesto di pianificazione
Daltro canto i punti pi critici degli allevamenti pastorale particolarmente attenta anche per gli
montani nellarco alpino sono da ricondurre ai aspetti di conservazione degli habitat tipici alpini e
maggiori costi di produzione e ai bassi o insufficienti per la produzione di formaggi tipici locali (non solo
ricavi dalla vendita del latte rispetto agli allevamenti per la Fontina DOP) oltre che per la salvaguardia di
di pianura. Inoltre la superficie agricola insufficiente molte razze bovine, caprine e ovine locali (tra i tanti
per la produzione di foraggi e concentrati e la esempi la Frabosana- Roaschina e la Sambucana)
conseguente scarsa autosufficienza alimentare che a loro volta sono legate a produzioni casearie
portano molti allevamenti a tentare di migliorare la storiche e di pregio qualitativo.

142
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

Nellovest delle Alpi possiamo indicare alcune superfici a prato che mediamente hanno perso il
tipologie di allevatori, che si differenziano ma 20%, con punte in Friuli-Venezia-Giulia del -60%
che raccontano di percorsi molto diversi tra loro. non convertiti in altri settori produttivi agricoli, ma
Troviamo lallevatore tradizionale fatto di piccole abbandonati.
realt, con pochi capi allevati ma con una elevata
identit territoriale, che subiscono una accettabilit Al contrario delle Alpi occidentali, qui le produzioni
e sostenibilit sociale medio-bassa, ma portano DOP (Asiago e Montasio su tutti) non hanno
avanti una sostenibilit ambientale elevata e fanno puntato a una forte caratterizzazione territoriale o
scelte di fierezza produttiva (come il Macagn, il produttiva, come la scelta di non avere particolari
Plaisentif, il Nostrale) o formaggi legati alla razza vincoli sulla tipologia di foraggi, sulla razza allevata o
allevata (come la Fontina). Si trovano molti allevatori sui sistemi di allevamento. Paiono quindi interessanti
di ritorno, che ri-territorializzano aree abbandonate, i primi tentativi di sviluppare produzioni di Montasio
con una forte scelta di riutilizzo di razze bovine solo con latte di bovine Pezzate Rosse, che non
autoctone, spesso a duplice attitudine (vecchi ceppi, casualmente una volta erano chiamate friulane.
Bruna alpina, Piemontese da latte). Infine abbiamo Sul fronte dellallevamento bovino da carne nelle
allevatori da neoruralismo, con una sostenibilit Alpi orientali appare infine molto promettente il
sociale medio-alta (con tendenza ad una crescita) progetto per la valorizzazione del vitello biologico
e una sostenibilit ambientale elevata, anche se la di razza Rendena. Tale esperimento parte da un
sostenibilit economica risulta ancora insufficiente e semplice disciplinare di produzione che leghi
sarebbe da favorire. In questi casi vi un frequente lallevatore di Rendena da latte ancor di pi alla
ritorno alle razze autoctone (spesso ovi-caprini) che valorizzazione della propria razza, ma si spinge verso
mostrano caratteri di bassa produttivit, ma buona il tentativo di elevare la sostenibilit economica,
longevit degli animali ed un tendente buon livello poich coinvolge il notevole interesse commerciale
di benessere animale. di tale produzione, con particolare riguardo alla
ristorazione collettiva, alla diversificazione della
La situazione delle Alpi orientali invece vede tra il produzione in aziende biologiche, e nella vendita
1990 e il 2010 una notevole concentrazione di capi diretta con accorciamento della filiera (spaccio
nelle aziende, sia bovini che ovi-caprini, con una aziendale, agriturismo, gruppi di acquisto).
fortissima perdita di aziende piccole (-50% per i
bovini, -23% per gli ovini e -30% per i caprini). Questa
particolare perdita produttiva ha inciso molto sulle

Figura 1 relazione tra capacit produttiva delle bovine da latte e impatto ambientale

143
Sessione 4

Workshop 4-12

Progetto Saussurea costus, Saussurea alpina

Margit Strobl
Agroscope, Istituto delle scienze della
produzione vegetale IPV, Svizzera

Le piante medicinali sono unimportante risorsa la sopravvivenza delle piante medicinali in parte
economica ed ecologica per le Alpi. Usando come dovuta al triste divorzio che si consumato nei
modello il genere Sausserea, lUttarakhand Organic dipartimenti di biologia vegetale tra lindirizzo
Board nellHimalaya indiano ha avviato uniniziativa cellulare-molecolare e quello ecologico-evolutivo.
per la coltivazione umanitaria ed etica della
Sausserea costus, conosciuta per le sue propriet La soluzione al problema creare un modello di
medicinali. Unaltra specie di Sausserea, la Sausserea ricerca che riconnetta questi due tipi di studio
alpina, endemica nelle Alpi e potrebbe offrire scientifico ed applicarlo a una pianta importante e
un analogo potenziale economico e terapeutico. rara: la Sausserea e pi precisamente la Saussurea
Noi proponiamo di tracciare delle linee-guida per costus e la Saussurea alpina. Questultima cresce
lo studio e lutilizzo sostenibile di questa variet, nelle Alpi e non mai stata studiata in modo
replicando la pratica di coltivazione impiegata scientifico, pur condividendo molte propriet con
nello Uttarakhand per coltivare la S. alpina nelle la S. costus originaria dellIndia, i cui effetti curativi
Alpi. Vogliamo verificare se sia possibile utilizzare sono ben documentati nelle medicine tradizionali
la Sausserea costus in prodotti per la salute e sulla cinese, tibetana e ayurvedica. Questa ricerca
falsariga di tale esperienza promuovere la creazione
di prodotti analoghi contenenti S. alpina.

Le piante medicinali forniscono molti servizi ecologici


che stanno alla base del benessere umano. Oltre a
possedere propriet curative, esse contribuiscono
infatti a purificare lacqua e a stabilizzare la
composizione dellatmosfera. Come per le altre
piante, le soluzioni che le piante medicinali hanno
sviluppato nel corso dellevoluzione per adattarsi
alle sfide imposte dallambiente circostante
variano drasticamente da specie a specie e spesso
comprendono rapporti simbiotici con altri organismi,
come microbi e insetti. La nostra incapacit di
comprendere i tratti importanti che garantiscono
Saussurea alpina (Foto: Janet Macpherson)

144
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

Saussurea costus. (Foto: Jitendra Butola)

studia il potenziale medicinale ed economico


della Saussurea grazie ai campi creati con finalit
scientifiche nelle Alpi, utilizzando i metodi della
biologia cellulare-molecolare.

Se tale ricerca riuscisse a dimostrare in modo


scientifico e inconfutabile gli effetti terapeutici della
Saussurea alpina, questa pianta indigena potrebbe
rivelarsi unimportante fonte di reddito per gli
agricoltori alpigiani. La coltivazione della S. alpina
e lo sviluppo di nuovi prodotti medicinali farebbe
bene sia allambiente che alla salute umana; si
tratterebbe infatti di una coltura redditizia, del tutto
biologica e a zero emissioni di carbonio, che cresce
bene sui pascoli abbandonati e consente di ottenere
prodotti curativi per la salute umana.

145
Sessione 4

Workshop 4-13

Il paesaggio come risorsa per le Alpi

Cristina Mattiucci & Stefania Staniscia, Universit di Trento, Italia


Stefano Duglio, Universit di Torino, Italia

Il workshop 4.13 nato dal confronto di due In questa prospettiva interpretativa e nellintento
approcci disciplinari rispetto al tema del paesaggio di approfondire le potenzialit del paesaggio come
come Risorsa per le Alpi ed stato organizzato risorsa immateriale per comprendere e orientare in
in due sessioni, entro le quali esperienze operative modo virtuoso queste trasformazioni, la sessione
e di ricerca hanno contribuito ad approfondire stata articolata come occasione di confronto tra le
le potenzialit del paesaggio da un lato come attivit degli Osservatori del Paesaggio (OdP) di tre
risorsa sociale e culturale e dallaltro come risorsa regioni alpine Trentino, Piemonte e Veneto.
economica per il turismo, da valorizzare attraverso
unattenta azione di governo del territorio. Gli OdP sono stati selezionati perch strumenti
operativi della Convenzione Europea del Paesaggio.
Esplorando paesaggi Sono stati, infatti, istituiti per realizzare le attivit
di sensibilizzazione, formazione, educazione,
La prima sessione stata concepita come una identificazione, valutazione e monitoraggio dei
possibilit di esplorare il paesaggio come campo paesaggi. Gli OdP sono stati, quindi, invitati a
concettuale e fisico in grado di far registrare sia presentare una selezione di esperienze che avessero
nelle mutazioni delle interpretazioni culturali, sia unimpronta operativa e che fossero in grado di
nelle politiche e nei progetti, sia nello spazio, etc. declinare il tema del paesaggio secondo le risorse
quelle molteplici trasformazioni che in un contesto fisiche, sociali, politiche, economiche su cui
peculiare come la Regione Alpina lo assumono al tali esperienze si fondano, al fine di potenziarne,
contempo come catalizzatore e obiettivo. valorizzarne, recuperarne e riqualificarne gli attributi.

Qui,infatti,dovenegliultimitrentanniletrasformazioni Benedetta Castiglioni ha riportato le numerose


socio-economiche stanno influenzando i settori attivit dellOsservatorio del Canale di Brenta,
produttivi tradizionali (agricoltura, manifattura, descrivendo in particolare il progetto OP! e
turismo...) e gli insediamenti (pi o meno quanto sviluppato nei focus group che avevano per
temporanei), il paesaggio emerge come elemento slogan LOsservatorio guarda, discute, propone,
centrale del capitale territoriale di una condizione con proposte che hanno sollecitato la dimensione
abitativa estesa tra fondovalle e rilievi, di cui allo immateriale del paesaggio come attivatore e
stesso tempo risorsa materiale e immateriale, oltre mediatore di processi di cura e riappropriazione del
che indicatore tangibile. territorio da parte delle cittadinanze.

146
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

Per il Trentino, Emanuela Schir ha presentato gli immaginario e una particolare tradizione di cura e
otto progetti finanziati dal Fondo per il Paesaggio sviluppo.
che, sebbene molto diversi per scala e questioni
progettuali, avevano come obiettivo lattuazione Una seconda questione emersa durante il dibattito
delle politiche attive di intervento sul paesaggio, stato il ruolo di mediazione svolto dagli OdP
affrontando le questioni pi urgenti per le tra il livello istituzionale e le comunit locali;
dinamiche del paesaggio trentino e valorizzandone stata sottolineata limportanza dellautonomia
alcuni tratti. intellettuale e operativa di questi istituti e allo stesso
tempo il valore di lavorare da dentro il sistema, a
Diego Corradin ha descritto lattivit di istituzione stretto contatto con i decisori pubblici e quindi con
del giovane OdP piemontese dellAnfiteatro la possibilit di influenzare le decisioni portando
Morenico di Ivrea e in particolare la costruzione di ai tavoli di discussione le istanze delle comunit
reti e relazioni tra i numerosi soggetti che operano locali. Tale ruolo pu essere di grande valore per
sul territorio, attraverso focus groups e tavoli di la regione alpina. Un lavoro di networking tra gli
discussione con gli operatori agricoli della zona OdP per coordinarsi rispetto alle priorit generali
e, pi in generale, con tutti i portatori di interessi sul paesaggio potrebbe condurre a strategie
diversi, nel tentativo di far emergere possibilit e coordinate di valorizzazione e di gestione come
difficolt di fare impresa nel paesaggio. contributo specifico, per esempio, per la nuova
European Strategy for the Alpine Space.
Tra le varie questioni nodali emerse nel dibattito
seguito agli interventi, c il tema aperto della Paesaggi come risorsa per lo sviluppo delle aree
ambiguit interpretativa del paesaggio come risorsa montane
immateriale. Questa ambiguit dovuta in parte
alla mancanza di un linguaggio comune alle diverse Il turismo alpino sta vivendo profondi processi di
scale di riflessione e di azione istituzionale e/o trasformazione negli ultimi anni. In particolare,
locale e in quegli stessi contesti dove si opera per far come evidenzia Umberto Martini, emergono
riconoscere il paesaggio in quanto tale e sui quali si nuove aspettative e motivazioni della domanda
dovrebbe e potrebbe far leva per valorizzarlo. Tale turistica, incentrata sulle 4L (Leisure, Landscape,
ambiguit si offre al contempo comunque per pi Learning & Limit). Inoltre, si sta manifestando una
fertili interpretazioni, come nel caso dei paesaggi divisione sempre pi netta fra due categorie di
montani entro i quali si sviluppato un peculiare ospiti della montagna: da una parte, coloro i quali

147
Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro

vanno alla ricerca di benessere e relax; dallaltra, Per Comuni montani che fanno delle risorse naturali
sportivi e appassionati che vivono la montagna (e del loro utilizzo) la base per proporre verso
come luogo vocato alloutdoor. Per entrambi, il lesterno unimmagine di destinazione turistica di
paesaggio alpino rimane un elemento di importanza qualit, quindi, non solo il paesaggio un indubbio
fondamentale, un contenitore che rende la vacanza attrattore, ma trova nello strumento descritto un
montana specifica ed insostituibile. In secondo modello attraverso il quale viene valutato e governato,
luogo, soprattutto per i frequentatori del secondo ad intervalli prestabiliti, attraverso delle opportune
tipo, gli elementi naturali (le rocce, lacqua, i pendii, tecniche di studio quali lapplicazione di indicatori
i sentieri, ) diventano lelemento di base per la di ecologicit del territorio (frammentazione,
fruizione turistica del territorio. Questo richiede eco-mosaico) e la valutazione della qualit visiva
grande attenzione alle problematiche ambientali, dello stesso (attraverso una rielaborazione della
facendo della sostenibilit dellofferta un obiettivo metodologia del Bureau of Land Management) al
prioritario per le regioni alpine. fine di preservarne o migliorarne la qualit.

Il paesaggio , quindi, una risorsa per il turismo la Conclusioni


cui fruizione deve essere gestita, come sottolinea
Riccardo Beltramo. Una metodologia per la Gli approcci disciplinari sviluppati nel workshop
gestione e la valutazione degli aspetti paesaggistici hanno mostrato interessanti punti di contatto. La
nella gestione delle attivit degli enti di governo valenza socio-culturale unita a quella economico-
del territorio, in particolare a livello comunale, ambientale, infatti, rappresentano la colonna
il sistema di Gestione Ambiental-Paesaggistico portante del concetto di sostenibilit dello sviluppo.
SGAP. SGAP rappresenta unimpostazione Da questo punto di vista, il paesaggio deve essere
metodologica attraverso la quale possibile considerato a tutti gli effetti una risorsa per lo
integrare le componente paesaggistica, cos come spazio alpino, e, come tale, deve essere preservato,
enunciata nella Convenzione Europea del Paesaggio, valorizzato e governato. Per poter garantire un
con il modello di gestione ambientali richiamato obiettivo di tale portata necessaria unazione
dal Regolamento Comunitario EMAS Eco- che coinvolga i diversi attori che con il paesaggio
Management and Audit Scheme (Reg. 1221/2009). dialogano, utile ad integrare in una visione comune
diverse anime: le Amministrazioni, che governano il
In questo modo, il paesaggio entra a pieno titolo territorio, gli Osservatori del Paesaggio, che portano
nel processo sistemico attraverso il quale lente di le istanze della societ ed il mondo Accademico,
governo del territorio montano gestisce le proprie in grado di fornire gli strumenti utili a definire le
risorse (acqua, suolo, ecc.) e grazie alla gestione politiche per il territorio.
delle quali pu raggiungere gli obiettivi di sviluppo
che si era prefisso.

148
Sessione 5

Sessione 5

Utilizzo delle risorse nellarco alpino:


azione e cooperazione future

Moderatore: Thomas Scheurer, ISCAR, Berna, Svizzera

Come inserire concretamente i risultati del ForumAlpinum nelle future politiche e


iniziative? Nella sessione conclusiva del Forum, saranno presentati tre strumenti e
fattori che rappresenteranno un volano per lo sviluppo dellazione e cooperazione
future: il Programma Spazio Alpino (con il suo piano per il periodo 2014-2020),
la strategia UE per la Regione Alpina EUSALP (con la sua consultazione pubblica
in corso) e la Convenzione delle Alpi (con i risultati delle sue attivit durante
la presidenza italiana 2013-2014). Tutti i partecipanti avranno loccasione di
proporre e discutere le possibili azioni e collaborazioni future in diversi ambiti di
utilizzo delle risorse nel corso di tre workshop interattivi.

149
Sessione 5

Keynote

Il Programma Spazio Alpino 2014 - 2020 e il suo


contributo alluso sostenibile delle risorse alpine

Eva Stare & Christian Salletmaier


Alpine Space Programme
Monaco, Germania

dinvestimento occorre possedere una


Il Programma Spazio Alpino 2014-2020 un visione chiara del tipo di sfide che possono
programma di cooperazione transnazionale essere affrontate con maggiore profitto
dellUnione Europea che promuove uno sviluppo tramite la cooperazione transnazionale. poi
regionale sostenibile nellarco alpino e quindi la fondamentale un coordinamento stretto con
strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, altri strumenti di finanziamento. Durante il
sostenibile e inclusiva. processo di programmazione stato necessario
coordinare queste intese a livello nazionale,
Contesto e sfide come stabilito negli accordi di partenariato tra gli
Stati e la Commissione. Con notevole impegno
La terza generazione del Programma Spazio Alpino stata messa a punto una logica di intervento
(ASP) stata elaborata sulla scorta dellesperienza in grado di collegare i risultati attesi con le sfide.
maturata durante i due precedenti periodi di Ovviamente limpostazione adottata non pu
programmazione. A partire dal 2000 sono stati soddisfare tutte le aspettative degli stakeholder.
varati e finanziati oltre 100 progetti di cooperazione
transnazionale nellambito del programma e i 2. La decisione del Consiglio adottata nel dicembre
loro risultati dovrebbero idealmente avere un 2013 ha aperto la via allo sviluppo di un nuovo
impatto sulle politiche locali, regionali e addirittura strumento di coordinamento tra le politiche.
nazionali. Il programma stesso ha condotto un lavoro Questa strategia macro-regionale per lo Spazio
continuativo di revisione della strategia a partire Alpino denominata EUSALP adesso in fase di
dal 2009 che culminato in un progetto di sviluppo definizione. EUSALP costituisce un ulteriore
strategico preliminare alla programmazione per il livello di cooperazione transnazionale che
periodo 2014-2020. coincide in parte con il programma Spazio Alpino
(e che si ispira in larga misura alla relazione
Sebbene il programma poggi ormai su solide Sviluppo di una strategia per lo Spazio Alpino
basi strategiche, durante la preparazione stato di questultimo). Durante la pianificazione
necessario affrontare le seguenti maggiori sfide: dellASP, stato necessario tenere conto della
sua integrazione con EUSALP. opportuno
1. Il quadro legislativo della Commissione europea precisare che mentre EUSALP una strategia
esige un approccio focalizzato, coordinato di allineamento delle politiche, il Programma
e orientato ai risultati. Per concentrarsi su Spazio Alpino uno strumento finalizzato ad
un numero ristretto di obiettivi e priorit

150
Utilizzo delle risorse nellarco alpino: azione e cooperazione future

ottenere un allineamento in un numero ristretto Spazio Alpino vivibile mira a valorizzare in maniera
di settori. sostenibile il patrimonio naturale e culturale e
3. La proposta legislativa della Commissione a migliorare la protezione degli ecosistemi dello
richiede esplicitamente una riduzione degli Spazio Alpino
oneri amministrativi a carico dei beneficiari, ma
in realt ha reso sensibilmente pi complessa Gli obiettivi specifici di questa priorit richiedono
lamministrazione del programma. Nondimeno, progetti in grado di
i beneficiari futuri dovrebbero essere in grado migliorare luso coerente, equilibrato
di concentrarsi sui contenuti piuttosto che sugli e sostenibile del patrimonio naturale e
aspetti amministrativi grazie a un sistema molto culturale dello Spazio Alpino aumentando la
stabile, collaudato e flessibile di gestione del consapevolezza delle opportunit di oggi e delle
programma. sfide di domani e sviluppando nuove soluzioni
Il Programma riceve dal FESR una dotazione armonizzare i diversi modelli di gestione, favorire
finanziaria di 117 ml EUR. Il finanziamento destinato lo scambio di conoscenze e lassunzione di
a progetti che rientrano nei quattro ambiti prioritari. responsabilit condivise allo scopo di integrare
le funzioni e le esigenze dellecosistema alpino
Contenuto del programma nelle politiche di attuazione.

Spazio Alpino innovativo per linnovazione delle Spazio Alpino ben governato mira a realizzare
imprese, della societ e della governance una governance multilivello e transnazionale nello
Spazio Alpino
Gli obiettivi specifici di questa priorit richiedono
progetti volti a Lobiettivo specifico di questa priorit richiede
progetti in grado di incrementare il ricorso a una
migliorare le condizioni generali per governance multilivello e transnazionale nello Spazio
linnovazione nella regione alpina al fine di Alpino.
incrementare lo scambio di conoscenze tra
imprese, utilizzatori, universit e P.A. importante che i risultati delle quattro priorit
migliorare la capacit di erogazione di servizi indicate siano pertinenti dal punto di vista delle
di interesse generale in una societ che sta politiche. Il programma ha messo a punto un
cambiando. I progetti dovranno garantire servizi modello di ciclo al fine di illustrare ai beneficiari
di interesse generale pi efficienti, flessibili come un progetto possa contribuire alla realizzazione
e adeguati tramite lo sviluppo, il collaudo e di una politica. Mentre le prime tre priorit sono
ladozione di nuove soluzioni sociali innovative. palesemente orientate verso ambiti specifici, la quarta
priorit pi generale e finalizzata a un rafforzamento
Spazio Alpino a basse emissioni di carbonio per della governance. Questultima vuole essere uno
societ, trasporti e soluzioni di mobilit a basse strumento per lesplorazione di nuove possibilit e
emissioni, efficienti e sostenibili il rafforzamento istituzionale, nonch uno stimolo e
una guida allinnovazione della governance.
Gli obiettivi specifici di questa priorit richiedono
progetti mirati per A partire da questa descrizione si comprende
facilmente che il programma un volano del
la definizione di strumenti per politiche di cambiamento e dello sviluppo. Sotto questo punto di
decarbonizzazione che forniscano risposte vista, assolve a tre compiti:
pratiche alle esigenze e criticit specifiche
dellarea alpina Incoraggia e finanzia la realizzazione di progetti
orientati ai risultati che contribuiscono al
unorganizzazione integrata delle modalit di raggiungimento delle finalit del programma.
interazione territoriale, attivit economica,
mobilit e trasporti allo scopo di creare i Alimenta la discussione in merito alla politica di
presupposti per uneconomia e una societ a coesione e al futuro dello Spazio Alpino.
basse emissioni di carbonio. Funge da catalizzatore per la cooperazione e
soluzioni comuni nellarea di programma.

151
Sessione 5

Keynote

La strategia europea per la regione alpina (EUSALP)


in dialogo: obiettivi della consultazione pubblica

Peter Eggensberger e Florian Ballnus


Ministero del Land Baviera per lAmbiente e la
Tutela dei consumatori, Monaco, Germania

Premessa collaborazione con gli Stati e le regioni dellarco


alpino.
Il 19/20 dicembre 2013, il Consiglio europeo
invit la Commissione, in cooperazione con gli Obiettivi e struttura della consultazione
Stati Membri, a elaborare una Strategia UE per la
Regione Alpina (EUSALP) entro giugno 2015. Sulla Alla consultazione possono partecipare tutti i
base di tale risoluzione, durante il primo semestre cittadini e le istituzioni europee; la consultazione
del 2014 un gruppo direttivo defin i primi pilastri offre lopportunit di assumere un ruolo attivo nella
della strategia con il supporto di diversi gruppi di definizione della futura Strategia UE per la Regione
lavoro specifici per ogni pilastro. I pilastri furono Alpina. Le parti interessate possono partecipare
definiti alla conferenza di Grenoble dellottobre alla discussione e contribuire a individuare i temi
2013 e possono essere cos sintetizzati: favorire la principali e le misure di attuazione. La consultazione
crescita nelle Alpi, garantire la connettivit nelle pubblica aperta dal 16.07.2014 al 15.10.2014 e
Alpi e proteggere le Alpi. persegue essenzialmente due obiettivi:
Ottenere un feedback dagli stakeholder e
Il gruppo direttivo e i gruppi di lavoro sono formati dallopinione pubblica in merito al lavoro
da rappresentanti delle autorit dei paesi e delle preparatorio compiuto finora
regioni aderenti, nonch da funzionari della
Commissione europea, entrambi come membri con Raccogliere proposte per il successivo Piano
diritto di voto. Alcuni osservatori della Convenzione dazione di EUSALP
delle Alpi, del programma INTERREG Spazio Alpino
e di ONG (limitatamente ai gruppi di lavoro) Linvito alla consultazione diretto a tutte le
partecipano alla discussione e ai round negoziali persone interessate e ai gruppi che, disponendo
per la definizione di EUSALP. di unesperienza e conoscenze specifiche, possono
aiutare ad affinare la Strategia e garantirne il
In base ai temi chiave individuati e replicando successo. Si auspica in particolare il coinvolgimento
lesperienza delle consultazioni ormai terminate della comunit scientifica che negli anni ha maturato
per la Strategia UE per la regione Adriatico- unesperienza approfondita grazie alla cooperazione
ionica, la Commissione europea ha messo a punto trasversale e transnazionale allinterno della regione
un documento di consultazione per EUSALP in alpina.

152
Utilizzo delle risorse nellarco alpino: azione e cooperazione future

Struttura della consultazione Il ruolo di Forum Alpinum e le aspettative della


comunit scientifica
Il questionario online si compone di quattro sezioni
principali. Nella sezione 1 sono richieste alcune Come consesso privilegiato per gli scambi scientifici
informazioni generali sui partecipanti, la sezione 2 allinterno della comunit di ricerca alpina, Forum
fornisce una panoramica delle sfide, opportunit e Alpinum offre unopportunit unica per raccogliere
aspettative della Strategia. La sezione 3 il nucleo in maniera concertata le opinioni del mondo
centrale del questionario e offre agli intervistati scientifico in merito a EUSALP. Il workshop dovrebbe
lopportunit di individuare gli argomenti strategici essere quindi utilizzato dalla comunit scientifica
principali e di proporre attivit e misure concrete in per elaborare un contributo per EUSALP. Il workshop
sintonia con lambito di applicazione e gli obiettivi deve concentrarsi sulle questioni sollevate nella
di EUSALP. Infine, la sezione 4 dedicata ad alcune sezione 3 del documento di consultazione di
domande sulla governance di EUSALP. EUSALP e in particolare sul Pilastro 3 (Promozione
di un uso sostenibile delle risorse naturali e
Prossime tappe culturali, conservazione dellambiente e protezione
della biodiversit e delle aree naturali). Anche la
Tramite la consultazione saranno individuati gli sezione 4 relativa alla proposta per la governance
argomenti chiave su cui sussiste un consenso a futura dello Spazio Alpino merita di essere presa in
livello alpino e che dovrebbero quindi rappresentare considerazione.
il punto di partenza per lulteriore elaborazione
della Strategia. Gli argomenti saranno presentati a I risultati del workshop potranno essere presentati
una conferenza degli stakeholder che si terr l1-2 da ISCAR a titolo di contributo collettivo da parte di
dicembre 2014 a Milano. La conferenza coincider un gruppo allargato di ricercatori e scienziati alpini.
anche con linizio dellelaborazione del Piano Occorre quindi addivenire a un accordo su alcuni
dazione. messaggi chiave nel corso del workshop. Allo scopo
di stimolare e facilitare la discussione, gli obiettivi
specifici di ogni domanda presente nel questionario
saranno illustrati di seguito in maggiore dettaglio.

Roadmap verso una Strategia UE per la Regione Alpina. www.alpinestrategy.eu/about-eusalp.html

153
Sessione 5

Che tipo di contributo richiesto? Nella domanda 1 viene chiesto di indicare i


problemi e gli ostacoli che devono affrontare le
Le sezioni 1 e 2 sono di immediata comprensione e strutture esistenti di cooperazione transfrontaliera
non occorre descriverle. e transnazionale, nonch pi in generale gli
ostacoli sistemici e sistematici che impediscono la
Sezione 3 cooperazione e devono essere superati nellambito
di EUSALP. In questa parte non occorre menzionare
Nella domanda 1 si chiede di individuare i tre singoli problemi. Piuttosto, possono essere riportati
obiettivi chiave che EUSALP dovrebbe porsi. Nella i risultati di ricerche scientifiche e le esperienze
scelta degli obiettivi bisogna tenere conto dei criteri personali con i problemi relativi alla distribuzione
seguenti. Gli obiettivi di EUSALP dovrebbero: della scienza e della conoscenza o ancora la
capitalizzazione e il trasferimento dei risultati della
offrire lopportunit di un lavoro trasversale ricerca.
in pi settori che pu garantire un grado di
accettazione pi elevato e unattuazione pi La successiva domanda 2 sollecita proposte per
ampia e sostenibile superare gli ostacoli. In questo caso bisognerebbe
tenere conto dei rapporti funzionali tra la enfatizzare il possibile contributo individuale o la
regione centrale e le aree metropolitane che posizione della comunit scientifica e il suo possibile
circondano lo Spazio Alpino contributo alla risoluzione dei problemi individuati.
La domanda 3 chiede infine di individuare gli (altri)
avere un forte effetto di stimolo e di leva soggetti principali che dovrebbero essere coinvolti
figurare tra quelli che necessitano di per migliorare la cooperazione e il coordinamento
unimplementazione urgente. nella regione alpina. Sebbene le strategie macro-
regionali si fondino sul principio della governance
La domanda 2 offre la possibilit di suggerire altri multilivello, potrebbero esserci dei soggetti cui
obiettivi oltre a quelli elencati. La domanda 3 mira a spetta un ruolo di guida nella realizzazione di
individuare gli obiettivi che possono essere realizzati misure relative a specifici argomenti. Per esempio,
con successo soltanto tramite unimpostazione una specifica autorit locale o regionale oppure
macro-regionale. La discussione dovrebbe unorganizzazione non governativa specifica pu
concentrarsi sui nodi che evidenziano attualmente essere particolarmente adatta a promuovere la
ritardi, blocchi o interruzioni nellattuazione e che cooperazione nello spazio alpino. In questa domanda
EUSALP potrebbe contribuire a sciogliere. dovrebbe essere spiegato anche il ruolo specifico
che dovrebbe rivestire la comunit scientifica.
La domanda 4 centrale allinterno della sezione,
perch le risposte fornite confluiranno direttamente
nella definizione del Piano dazione di EUSALP che
rappresenter il documento chiave per lattuazione
efficace della strategia. Nella domanda 4 chiesto Riferimenti
di indicare azioni o progetti concreti a livello UE,
nazionale, regionale o locale che potrebbero Link diretto alla consultazione pubblica: http://ec.europa.eu/regional_policy/con-
contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sultation/eusalp/index_en.cfm
EUSALP nel breve o medio periodo. In teoria sarebbe Informazioni della Commissione europea su EUSALP:
opportuno elaborare e concordare due azioni relative http://ec.europa.eu/regional_policy/cooperate/alpine/index_en.cfm
al Pilastro 3 nel corso di Forum Alpinum 2014. Tali Home page di EUSALP: www.alpinestrategy.eu
azioni dovrebbero riallacciarsi coerentemente agli Programma Spazio Alpino: www.alpine-space.eu
argomenti indicati nella domanda 1. Convenzione delle Alpi: www.alpconv.org

Sezione 4

La sezione 4 del questionario dedicata alla


governance di EUSALP e favorir la nascita di una
sana cultura partecipativa e attuativa.

154
Utilizzo delle risorse nellarco alpino: azione e cooperazione future

Keynote

Stato delle attivit prima della XIII Conferenza delle


Alpi 2014 di Torino

Paolo Angelini
Ministero dellambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Roma, Italia

La Convenzione delle Alpi un trattato internazionale Gli esiti di questo biennio saranno discussi dai
che promuove lo sviluppo sostenibile nellarea ministri degli otto paesi alpini alla XIII Conferenza
alpina e protegge gli interessi delle popolazioni ivi delle Alpi, che si svolger a Torino il 21 novembre
insediate. Il Ministero dellAmbiente e della Tutela 2014. Tra gli argomenti inseriti nel programma della
del Territorio e del Mare detiene la Presidenza conferenza, vale la pena evidenziare i seguenti:
italiana della Convenzione delle Alpi per il 2013 e
il 2014. Molte istituzioni locali attive sul territorio La Convenzione delle Alpi sostiene la
alpino italiano hanno contribuito alla definizione realizzazione della strategia macro-regionale
del programma della presidenza. Nel novembre della UE per la regione alpina (EUSALP). Durante
del 2012, il Ministero dellAmbiente ha firmato un la prima fase, la Convenzione ha elaborato
protocollo dintesa con le autorit locali italiane per un input paper contenente osservazioni e
identificare le priorit e le azioni da intraprendere raccomandazioni utili alla definizione della
durante la Presidenza Italiana della Convenzione strategia. Inoltre, la Presidenza Italiana e la
delle Alpi. Lobiettivo principale del Programma Francia si sono impegnate a programmare una
2013-2014 era studiare e promuovere luso di Conferenza Comune per identificare le questioni
strumenti adeguati per migliorare le condizioni di principali da includere nella nuova strategia.
vita e di lavoro nella regione alpina. Il programma In seguito alla conferenza, svoltasi a Bruxelles
sottolineava esplicitamente limportanza delle nel dicembre 2013, il Consiglio Europeo ha
comunit locali nella protezione del territorio alpino invitato formalmente la Commissione Europea
e nel garantire una fornitura costante di servizi a sviluppare una Strategia UE per la regione
ecosistemici montani. alpina entro il mese di giugno 2015. Attraverso
un gruppo di esperti appositamente creato,
Le azioni della Presidenza sono state sviluppate la Convenzione partecipa da osservatore al
come contributo al Programma di Lavoro Pluriennale Comitato Direttivo incaricato di definire i pilastri
2011-2016 della Convenzione e alla Dichiarazione della Strategia EUSALP. Questo gruppo di esperti
Popolazione e Cultura. In particolare, la Presidenza ha di recente contribuito alla preparazione della
ha cercato di sviluppare politiche integrate e fase di consultazione finale dei vari portatori di
interventi volti a identificare vantaggi comuni per interesse (16 luglio 15 ottobre 2014).
le aree montane, perialpine e le pianure urbanizzate
della regione alpina.

155
Sessione 5

Occupazione e cambiamenti demografici nelle preparazione. La relazione tratter del ruolo


Alpi sar il soggetto della Quinta Relazione ecologico, economico e sociale delle foreste,
sullo Stato delle Alpi, presentata formalmente a della situazione delle foreste alpine, del valore
Torino nel corso della XIII Conferenza delle Alpi. dei loro servizi ecosistemici e delle minacce
La relazione, coordinata dallIstituto nazionale e opportunit attuali. Questo documento
di statistica (ISTAT), raccoglie dati e identifica tecnico costituir la base per una dichiarazione
le attuali tendenze demografiche nelle Alpi sullimportanza delle foreste montane che sar
e la loro influenza sulle condizioni socio- presentata alla XIII Conferenza delle Alpi.
economiche e sul mercato regionale del lavoro. La Convenzione sta anche cogliendo le
Lanalisi comprende anche una sezione specifica opportunit offerte da EXPO 2015 a Milano
sul Turismo Sostenibile, spesso fonte di reddito per la promozione di iniziative sulla produzione
e lavoro per chi vive in montagna. La Presidenza alimentare e lallevamento nelle Alpi. Si sono
ha istituito una Task Force su questo argomento create partnership con enti locali desiderosi
con lobiettivo di identificare gli indicatori del di promuovere i propri territori nel contesto
turismo sostenibile nelle Alpi e di definire un di EXPO e il loro numero destinato a
elenco di problematiche e possibili risposte, crescere. Per esempio, la Presidenza Italiana
che sono state raccolte in una relazione che ha collaborato negli ultimi due anni con la
nasce dagli esiti della IV Relazione sullo Stato Valtellina e la Val Poschiavo per promuovere il
delle Alpi (RSA 4). Il lavoro effettuato dalla Task progetto Valtellina, Poschiavo EXPO.
Force alimenter la discussione tra i Ministri dei
paesi alpini alla XIII Conferenza delle Alpi, i quali La Convenzione delle Alpi sta programmando
prenderanno in considerazione la proposta di un itinerario tematico attraverso i padiglioni dei
istituire un gruppo di lavoro ad hoc dedicato al paesi alpini. Questo itinerario, che i visitatori di
turismo sostenibile nelle Alpi. EXPO potranno seguire allinterno e allesterno
del sito espositivo, sar dedicato alle aree
Lelaborazione delle Linee guida per montane/alpine e ai prodotti dellallevamento.
ladattamento ai cambiamenti climatici a Nel corso della Settimana della Montagna
livello locale ha interessato diversi gruppi (4-11 giugno 2015) di EXPO 2015 saranno
di lavoro e piattaforme della Convenzione presentati eventi dedicati alla montagna. La
delle Alpi, tra cui le Piattaforme Acqua e Settimana della Montagna viene organizzata
Pericoli Naturali. La versione definitiva delle dalle delegazioni nazionali e da altre istituzioni
linee guida attualmente in fase di revisione pubbliche o private e ha come tema leccellenza
e sar presentata ai Ministri a Torino. Le del cibo di montagna. La Convenzione si
linee guida saranno presentate anche alla occuper del coordinamento tra organizzatori
UNFCCC COP di Lima (Peru) nellambito di un e promotori di eventi allo scopo di favorire la
evento collaterale sulla programmazione collaborazione, la creazione di partnership e la
per ladattamento a livello locale, organizzato visibilit.
dal Ministero Italiano dellAmbiente. A Lima
sar annunciata una dichiarazione congiunta LAgenda Digitale Alpina un progetto che mira
della Convenzione delle Alpi e di quella dei ad abbattere il digital divide che attualmente
Carpazi per attirare lattenzione del mondo ostacola i rapporti allinterno dei territori
sullimportanza di intervenire localmente per montani. Obiettivo dellagenda incrementare
adattarsi al cambiamento climatico nelle regioni la qualit della vita di chi vive nelle regioni
montane. Questa Dichiarazione Congiunta montane. La Presidenza Italiana ha costituito
il risultato di una fruttuosa collaborazione tra una Task Force per affrontare il problema del
lUNEP, in qualit di segretariato temporaneo divario digitale. La Task Force sta preparando
della Convenzione dei Carpazi, e il Segretariato il documento UnAgenda Digitale per le Alpi,
Permanente della Convenzione delle Alpi. che presenta strumenti (indicatori, valutazioni)
utili alla costruzione di una rete digitale nelle
Il ruolo multifunzionale delle foreste alpine zone montane, per migliorare i servizi nel
stato analizzato dal gruppo di lavoro Foreste settore del welfare (p.es. telemedicina) e
Montane. Gli esperti hanno raccolto dati favorire le economie locali (p.es. sviluppo
sulle foreste e sui servizi ecosistemici da esse delle-commerce).
forniti, la maggior parte dei quali provenienti
dagli inventari nazionali. Una relazione che Durante la presidenza italiana si fatto molto
descriver gli esiti di questo lavoro in fase di per sottolineare limpegno della Convenzione

156
Utilizzo delle risorse nellarco alpino: azione e cooperazione future

delle Alpi a favore della cooperazione


transfrontaliera nelle regioni montane. La
collaborazione tra regioni e comunit montane
stata fortemente promossa al Workshop
Internazionale sulla Cooperazione montana
(Budoia, 6-7 giugno 2013); incontri successivi
hanno affrontato il tema della cooperazione in
zone di montagna minori come gli Appennini
(Sarnano, 23-24 marzo 2014) e le Ardenne
(Sedan, 15-16 settembre 2014). La Convenzione
delle Alpi ha anche rafforzato i propri legami con
lUNEP, con le universit e i centri di ricerca che
lavorano su argomenti relativi alla montagna.
Durante la conferenza tenuta a Sarnano stata
elaborata una carta (La Carta di Sarnano)
che definisce gli obiettivi e delinea le azioni
future per lanciare un progetto di cooperazione
negli Appennini.
Lobiettivo del progetto Nuova Generazione
il riconoscimento dei giovani talenti e la
possibilit di offrire loro prospettive nelle
regioni montane. La Presidenza Italiana ha
costituito una Task Force speciale presieduta
dalla Prof. Anna Giorgi (Universit di Milano
Universit della Montagna di Edolo) per
favorire la collaborazione tra istituti di ricerca e
strutture didattiche. La Task Force ha prodotto
numerosi progetti, come la promozione di un
corso di formazione su Project Management
per la Montagna per i giovani talenti e i
laureati. Inoltre, i giovani dovrebbero far parte
delle delegazioni nazionali che parteciperanno
alla XIII Conferenza delle Alpi, e dovrebbero
partecipare allorganizzazione di una sessione al
ForumAlpinum (Boario Terme, Italia) dedicata
alla Nuova Generazione.

157
Sessione 5

Workshop 5-1

Spazio alpino vivibile 2014-2020:


Escogitare nuove idee di azioni

Eva Stare
Alpine Space Programme
Monaco, Germania

Il Programma Spazio Alpino 20142020 un Specifici obiettivi e azioni indicative della Priorit
programma di cooperazione transnazionale Spazio Alpino Vivibile
dellUnione Europea a sostegno di uno sviluppo
regionale sostenibile nellarco alpino. Offrendo un Dal 2014 al 2020 saranno approvati progetti
contributo alla strategia dellUE per il 2020 per una nellambito delle quattro priorit del programma.
crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, offre La priorit Spazio Alpino Vivibile dedicata
ai soggetti interessati un quadro per sviluppare e allutilizzo, alla valorizzazione e alla gestione delle
realizzare nuove idee. Nel suo ruolo di volano dello risorse alpine. In questa priorit, il Programma segue
sviluppo e del cambiamento, il programma coniuga due obiettivi ai quali i futuri progetti dovranno dare
tre funzioni: il proprio contributo:
incoraggiare e finanziare progetti orientati ai 1. Con lo specifico obiettivo Valorizzare in
risultati che contribuiscono al raggiungimento modo sostenibile il patrimonio culturale e
delle finalit del Programma; naturale dello Spazio Alpino, il Programma
punta a migliorare luso coerente, equilibrato
alimentare la discussione in merito alla politica e sostenibile del patrimonio culturale e
di coesione e al futuro dello Spazio Alpino; naturale aumentando la consapevolezza delle
fungere da catalizzatore per la cooperazione e opportunit di oggi e delle sfide di domani
soluzioni comuni nellarea di Programma. nello Spazio Alpino. Il Programma favorisce
lo sviluppo di nuove soluzioni per la gestione
Il workshop aveva un triplice obiettivo: del patrimonio culturale e naturale (ad es.
presentare il nuovo Programma Spazio Alpino ladozione di strumenti di governance e lo
2014-20, specialmente gli specifici obiettivi e sviluppo di nuove catene di produzione).
le azioni indicative della Priorit Spazio Alpino 2. Per quanto attiene allo specifico obiettivo di
Vivibile; Migliorare la protezione, la conservazione
presentare i risultati dei progetti Spazio Alpino e la connettivit ecologica degli ecosistemi
passati e presenti concentrandosi sulla tematica dello Spazio Alpino, il Programma mira
delle risorse naturali; ad armonizzare gli approcci gestionali, ad
agevolare il trasferimento di conoscenze e a
discutere di idee di azioni per affrontare gli condividere i compiti per integrare le funzioni e
obiettivi della Priorit Spazio Alpino Vivibile.

158
Utilizzo delle risorse nellarco alpino: azione e cooperazione future

le esigenze dellecosistema dello Spazio Alpino incentrati sulla connettivit ecologica, sui servizi
in una serie di politiche. ecosistemici e sulla gestione degli ecosistemi. Nel
prosieguo del lavoro svolto nei suddetti progetti, la
Risultati dei progetti Spazio Alpino passati e partnership greenAlps individua i servizi ecosistemici
presenti incentrati sulla tematica delle risorse pi rilevanti e li valuta per la loro importanza e per la
naturali loro valorizzazione nelle regioni pilota attraverso un
processo di consultazione dei soggetti interessati.
Nel 2013 il Programma ha organizzato un apposito Il progetto sta anche esplorando i motivi per cui le
bando per progetti che avrebbero raccolto i risultati di conoscenze a disposizione non si traducono meglio
altri progetti dello Spazio Alpino, li avrebbero valutati a livello di politiche. stato condotto un sondaggio
e li avrebbero presentati ai soggetti interessati. online per raccogliere le opinioni di soggetti
Lobiettivo era quello di capitalizzare questi risultati interessati ben informati ed esperti sugli argomenti
incoraggiando gli esperti, le amministrazioni e i collegati alle politiche UE, nazionali/regionali in
politici a utilizzarli nei loro tentativi di agevolare materia di biodiversit. I risultati hanno dimostrato
uno sviluppo territoriale sostenibile. Tre di questi che molto pi facile coinvolgere soggetti
progetti sono stati approvati nei settori tematici interessati ben informati (accademici, ricercatori,
dellefficienza delle risorse e della gestione degli esperti ecc.) in attivit progettuali rispetto a soggetti
ecosistemi: conciliare gli ecosistemi fluviali con interessati dotati di potere e di interessi politici
la produzione di energia idroelettrica, i servizi (politici, ministri, decisori ecc.). Inoltre, i soggetti
ecosistemici con la connettivit, oltre che i rischi e interessati tendono a collaborare e a comunicare
i pericoli naturali. entro i propri gruppi (ossia professori universitari
rispetto a politici); il contatto tra questi due gruppi
Il progetto AIM (Spazio Alpino In Movimento, che praticamente inesistente. Il Dott. Chris Walzer
punta alla capitalizzazione delle risorse idriche dellUniversit di Medicina Veterinaria di Vienna
ed energetiche) punta a conciliare gli ecosistemi ha presentato il progetto greenAlps descrivendo i
acquatici con la produzione di energia idroelettrica. tentativi di integrare questi risultati nelle politiche
Nellambito del progetto AIM stata sviluppata una regionali, nazionali e Europe2020 attuali e future.
serie di software di facile utilizzo che consentono Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.
ai principali beneficiari, come le amministrazioni greenalps-project.eu.
pubbliche, i politici, i proprietari delle dighe e gli
investitori privati di accedere facilmente ai risultati Susanne Mehlhorn del Ministero federale austriaco
dei progetti dello Spazio Alpino. Durante il workshop, dellagricoltura, delle foreste, dellambiente e delle
Andrea Danelli (RSE SpA - Ricerca sul Sistema risorse idriche ha presentato il progetto START_
Energetico) ha presentato i principali strumenti e it_up (Tecnologia di gestione dei rischi di ultima
metodi sviluppati nel quadro dei progetti SHARE, generazione: realizzazione e test di usabilit nella
Alp-Water-Scarce, SedAlp, SEAP_Alps, ECONNECT e prassi e nelle politiche ingegneristiche), che affronta
recharge.green. Strumenti come SESAMO, VAPIDRO- tematiche legate ai rischi e ai pericoli naturali.
ASTE, SMART Mini-Idro, Water Scarcity Index, SEAP_ Il progetto raccoglie, valuta e divulga esempi di
Alps Action Tool e MORIMOR-GIS migliorano la buone pratiche che gi esistono a vari livelli nello
gestione idrica, il funzionamento dei laghi artificiali, Spazio Alpino. Si sta procedendo alla creazione di
la valutazione delle potenzialit dellenergia un database di norme e buone pratiche esistenti,
idroelettrica e il piccolo sviluppo idroelettrico. Essi mentre in corso un processo di standardizzazione
sono disponibili sul sito web del progetto www. transnazionale nel campo dellingegnerizzazione
aim2014.eu, insieme a una descrizione dettagliata dei pericoli naturali. START_it_up si concentra sui
ed esempi di applicazione in casi pilota concreti. seguenti campi tematici dei pericoli e dei rischi
collegati a inondazioni, colate detritiche, valanghe,
I sistemi e la connettivit degli ecosistemi sono cadute massi e frane: Mappatura dei pericoli e
i principali argomenti del progetto greenAlps realizzazione dello sviluppo regionale, Tecnologie
(Valorizzare la connettivit e lutilizzo sostenibile nellingegnerizzazione dei pericoli naturali, Processi
delle risorse per politiche riuscite di gestione degli decisionali esperti e Buona governance nella
ecosistemi alpini). Lobiettivo di GreenAlps gestione dei rischi. Per ulteriori informazioni, visitare
consolidare la conservazione della biodiversit alpina il sito www.startit-up.eu.
individuando e integrando i risultati pi importanti di
progetti come ECONNECT, recharge.green ecc., tutti

159
Sessione 5

Idee di azioni volte ad affrontare gli obiettivi della In tempi di austerit economica, nei quali molti
Priorit Spazio Alpino Vivibile progetti di sviluppo si bloccano per carenza
di risorse umane e finanziarie, i progetti di
Ai partecipanti del workshop stato chiesto di cooperazione transnazionale devono essere
individuare le restanti problematiche e potenzialit considerati unopportunit per lo sviluppo
transnazionali nella regione alpina, nonch le di soluzioni innovative e di strumenti che
possibili soluzioni e idee di azioni che potrebbero sostengano pi attivit decisionali attente alla
essere affrontate da futuri progetti dello Spazio sostenibilit.
Alpino. I partecipanti hanno concordato sul fatto che
esistono gi numerose buone soluzioni, strumenti, Se le amministrazioni non riescono a diventare
metodologie e pratiche, ma che i responsabili partner di progetto per una carenza di risorse
decisionali e i politici non li stanno utilizzando. umane, possono comunque essere coinvolte in
Anche se i suddetti progetti di valorizzazione hanno veste di osservatori attivi e di beneficiari finali.
compiuto passi avanti in questo ambito, sempre
difficile tradurre i risultati scientifici in politiche. Il Programma Spazio Alpino deve proseguire
stata raccolta qualche idea su come superare questa i propri sforzi di promozione di una migliore
problematica nel quadro dei progetti di cooperazione cooperazione e di migliori scambi tra diversi
transnazionali. tipi di istituzioni, diversi settori e diversi livelli
di governance.
Coinvolgere i politici e i responsabili decisionali
nei progetti fin dallinizio in modo che i risultati EUSALP (European Strategy for the Alpine
dei progetti siano pi adatti a soddisfare le Region) deve anche essere considerata
esigenze politiche e gestionali. unopportunit per realizzare scambi pi
intensi tra i politici, i responsabili decisionali e i
Il dialogo trans-settoriale e il coinvolgimento di ricercatori.
esperti e di responsabili decisionali nei progetti
pu favorire la comprensione reciproca e
migliori soluzioni e decisioni.

160
Utilizzo delle risorse nellarco alpino: azione e cooperazione future

Workshop 5-2

Strategia europea per la macroregione alpina


(EUSALP): reazioni alla fase di consultazione

Thomas Scheurer
ISCAR, Berna, Svizzera

Il presente workshop si focalizzato su questioni partner locali e le istituzioni esistenti nello sviluppo
rilevanti per la consultazione EUSALP del 2014 di una strategia macroregionale costituir una
(presentata da Florian Ballnus). In particolare, componente fondamentale nella creazione di un
il workshop ha affrontato tre questioni chiave senso di propriet e di identit di lunga durata.
nellambito del Pilastro 3 EUSALP, Assicurare
la sostenibilit nella Regione Alpina: tutelare il Da un punto di vista macroregionale, sostenibilit
patrimonio alpino e promuovere un uso sostenibile sinonimo di resilienza. La capacit di una
delle risorse naturali e culturali. regione di adattarsi a condizioni sociali, ambientali
ed economiche in costante mutamento
1) Quali sono le principali sfide per assicurare la fondamentale per il suo successo duraturo. Le varie
sostenibilit nella Regione Alpina? sfide di singole regioni, tuttavia, richiederanno una
strategia regionale. Sar compito di EUSALP creare
Le principali sfide per assicurare la sostenibilit nella vari modelli di sviluppo regionale e sviluppare un
Regione Alpina sono in primo luogo di carattere concetto spaziale volto a bilanciare lofferta e la
sociale. La sostenibilit nelle zone alpine dipende domanda tra le regioni. Attualmente questo sforzo
dalla responsabilit per le proprie azioni della gente penalizzato da uno scarso know-how, ma strumenti
del posto, dei portatori di interessi e (soprattutto) quali i modelli di compensazione macroregionali
dei turisti nello sfruttamento delle risorse. saranno importanti per risolvere o mediare i conflitti
Responsabilit per le proprie azioni significa che la nellutilizzo delle risorse. Inoltre, la solidariet sar
gente del posto crea titolarit, sviluppando traguardi uno degli argomenti dibattuti nel corso del prossimo
comuni riconosciuti. Ad esempio, il Forum Baltico Programma Spazio Alpino.
ha riunito 1200 persone con lobiettivo di migliorare
insieme la qualit dellacqua del Mar Baltico. EUSALP 2) Tali sfide comprenderanno con tutta probabilit
deve creare un simile senso di propriet e di identit gli obiettivi sotto elencati. Indicare, in ordine di
tra i residenti e i portatori di interessi alpini. Tale priorit, 3 obiettivi al massimo su cui lEUSALP
comune senso di propriet pu essere costruito nel dovrebbe concentrarsi nellambito del Pilastro 3:
corso di un progetto, ma deve perdurare ben al di l Promuovere servizi ecosistemici
del completamento del progetto stesso. Pertanto
importante che EUSALP agevoli levoluzione sul lungo Sviluppare programmi transnazionali di
periodo dei suoi progetti. Coinvolgere attivamente i gestione delle aree protette (strumenti e criteri)

161
Sessione 5

Garantire la connettivit ecologica nella Regione Commenti in merito ad altre tematiche:


Alpina, nonch tra le Alpi e i territori circostanti
Stilare accordi e strumenti programmatici volti Biodiversit e connettivit ecologica sono
allo sviluppo dei paesaggi regionali anchessi argomenti intersettoriali; integrarli
positivamente in EUSALP dipender dalla
Creare sistemi integrati di gestione dei bacini capacit di sviluppare obiettivi concreti.
idrografici
Sviluppare prodotti e servizi fondati sulle risorse Va notato che la maggior parte degli obiettivi
naturali e culturali locali sono legati direttamente ai futuri mutamenti
demografici, unimportante tematica che
Promuovere strumenti e procedure che occorre considerare contestualmente al Pilastro
concilino gli interessi dei diversi utilizzi delle 1, il quale si concentra sul miglioramento della
risorse, tra cui la produzione energetica, la competitivit, del benessere e della coesione
conservazione degli habitat, il turismo ecc.. nelle zone montane.
Aumentare luso sostenibile delle biomasse per
produrre energia rinnovabile Lattenzione allo sviluppo del paesaggio un
ambito troppo ristretto, in quanto i paesaggi
Promuovere lefficienza energetica, in vanno trattati come risorse comprendenti
particolare nei settori abitativo e della mobilit dimensioni private e pubbliche.
Integrare ladattamento delle strategie di
gestione dei rischi Luso delle biomasse legato non solo alla
produzione energetica, ma anche al sistema
Sviluppare risposte regionali ai mutamenti economico regionale (catene del valore).
climatici e demografici
3) Azioni o progetti concreti
Durante il workshop, sono stati individuati come
prioritari i seguenti tre obiettivi strategici: Per ciascun pilastro occorre scegliere un solo
argomento nel corso di una fase di test e trattarlo
Priorit 1: Gestione dei bacini idrografici come un laboratorio per testare la strategia. Per il
In questo ambito occorre sforzarsi di pilastro 3, i partecipanti al workshop hanno proposto
potenziare, piuttosto che duplicare, la direttiva la tematica della gestione idrica. Tale azione non
quadro UE sullacqua. Ad esempio, occorre deve essere costituita soltanto da diversi progetti
ampliare la tematica per includervi la gestione individuali, ma anche da un approccio pi ampio
dei rischi e il mutamento climatico. Lavorando comprendente lattuazione dei progetti sul lungo
su scala macroregionale, si scorge lopportunit periodo. La Piattaforma Acqua della Convenzione
di integrare le aree pianeggianti a valle nelle delle Alpi potrebbe sviluppare questi progetti.
soluzioni di gestione idrica. Alcune delle possibili azioni sono: problematiche
delluso dellacqua legate al mutamento climatico,
Priorit 2: Promuovere servizi ecosistemici per quanto riguarda gli aspetti transnazionali (in
La promozione dei servizi ecosistemici deve base ai risultati del programma Spazio Alpino),
essere intesa quale programma per la gestione nonch modelli transnazionali di compensazione
delle risorse naturali. In particolare, questa dello sfruttamento delle risorse idriche.
priorit deve concentrarsi sullo sviluppo di
prodotti e posti di lavoro nelle zone montane
interne, soprattutto per i giovani. Questa
priorit legata al pilastro 1.

Priorit 3: Promuovere strumenti e


procedure che concilino gli interessi
dei diversi utilizzi delle risorse
Questo argomento, comprendente i sistemi
energetici, riguarda in primo luogo diverse
tipologie di aree protette.

162
Utilizzo delle risorse nellarco alpino: azione e cooperazione future

Workshop 5-3

Tematiche per una nuova rete alpina di ricerca e


istruzione incentrata sulla prospettiva dei giovani

Luca Cetara
EURAC Research
Bolzano, Italia

Il workshop Tematiche per una nuova rete alpina La sessione organizzata nel quadro del Forum
di ricerca e istruzione incentrata sulla prospettiva Alpinum 2014 sottolineava le iniziative di istruzione
dei giovani stato promosso dalla Presidenza e formazione esistenti nel campo dello sviluppo
italiana della Convenzione delle Alpi 2013-2014 sostenibile della montagna. molto probabile che la
in collaborazione con lUniversit di Milano e domanda regionale o locale (spesso con il sostegno
lUniversit della Montagna UNIMONT di Edolo. di misure istituzionali, strategiche e/o finanziarie)
Il workshop faceva parte di uniniziativa della task favorisca lofferta di corsi specifici per la montagna,
force Nuove generazioni istituita dalla Presidenza programmi di laurea e altre iniziative ad hoc. A volte
per promuovere azioni volte a migliorare le si osservano strette collaborazioni tra i governi e le
competenze dei giovani alpini, aumentare la loro istituzioni di ricerca. In altri casi, la portata di qualche
partecipazione e far sentire meglio la loro voce iniziativa inizialmente locale o regionale si estende
nellambito istituzionale della Convenzione delle al di l dei confini regionali comprendendo candidati
Alpi. provenienti da altre parti dello stesso paese (ad
es. molte delle iniziative educative di UNIMONT in
Uno degli obiettivi della Presidenza italiana della Italia), o da paesi confinanti (ad es. il Programma
Convenzione delle Alpi nel biennio 2013-2014 Comune MSc offerto a Berna e a Freising, in Svizzera
era quello di coinvolgere i giovani nel processo e in Germania). La disponibilit, il rapporto costi-
istituzionale della Convenzione e creare per benefici e lefficacia delle informazioni innovative e
loro opportunit educative e lavorative a livello delle tecnologie di comunicazione offrono anchessi
regionale. La task force era impegnata in particolare opportunit per lapprendimento a distanza senza
a sostenere i giovani talenti interessati o qualificati sacrificare la possibilit di interazione e scambio tra
per contribuire alla promozione, allo sviluppo e docenti e studenti.
alla sostenibilit della regione alpina. Le principali
iniziative intraprese in questo ambito comprendono I partecipanti alla Tavola Rotonda hanno condiviso
la partecipazione dei giovani alle riunioni istituzionali una vasta gamma di esperienze sviluppate lungo
di alto livello della Convenzione delle Alpi (riunioni lintero arco alpino (ad es. UNIMONT, Universit di
del Comitato Permanente e della Conferenza alpina) Innsbruck, Universit di Berna, sistema di istruzione
e lorganizzazione di un corso di project management superiore della Slovenia e Universit di Reims-
per i giovani che si specializzano nello sviluppo delle Champagne Ardennes). Queste esperienze hanno
aree alpine. illustrato alcune delle sfide insite nellinclusione dei

163
Sessione 5

principi dello sviluppo sostenibile nelle iniziative Italia


educative, nonch i potenziali partenariati e scambi Il Centro di Eccellenza universitario Universit
transfrontalieri. della Montagna, con sede a Edolo, in Italia,
specializzato nellanalisi delle azioni di sviluppo
Solo alcune regioni delle Alpi hanno avviato sostenibile per le aree montane e si configura come
specifiche iniziative educative incentrate sulle aree un punto di riferimento nazionale per la ricerca sulle
montane, come descritto sotto. Le universit spesso aree montane. Il primo partenariato accademico
offrono una variet di programmi educativi legati in Italia dedicato allo sviluppo sostenibile della
alla sostenibilit; bench tali programmi rendano montagna, lUniversit della Montagna, stato
gli studenti in grado di affrontare una molteplicit creato ai sensi di un accordo quadro tra il Ministero
di problemi di sostenibilit, essi si occupano di rado italiano dellIstruzione, dellUniversit e della Ricerca
delle montagne in particolare. Pi di frequente, (MIUR) e lUniversit di Milano. Oggi, beneficia di
sono i programmi di ricerca, pi che quelli educativi partenariati con istituti di istruzione superiore e di
o formativi, a dedicarsi alle aree di montagna, ricerca come le universit di Milano, Firenze, Padova e
soprattutto in collaborazione con i governi e le Torino. Il Centro offre corsi che forniscono specifiche
organizzazioni locali. Un effetto positivo di questi competenze nella gestione della montagna, oltre a
programmi il significativo coinvolgimento degli considerevoli opportunit di ricerca. Gli studenti
studenti nello sviluppo di progetti di ricerca locali, possono, ad esempio, specializzarsi in tematiche
come nel caso dellUniversit di Innsbruck in Austria, quali la prevenzione dellinstabilit idrogeologica, la
ad esempio. salvaguardia delle risorse idriche, la conservazione
della diversit socioculturale e biologica, oppure lo
Nei casi in cui sono stati avviati corsi dedicati nello sviluppo di prodotti locali di alta qualit e di offerte
specifico alla montagna, come il programma MSc di turismo sostenibile.
di Berna e Freising e le varie offerte di UNIMONT
a Edolo, i risultati sono stati altamente positivi. Nel quadro della Presidenza della Convenzione
Programmi come questi hanno suscitato un grande delle Alpi 2013-2014, lUniversit di Milano ha
interesse sia localmente, sia a livello regionale. I corsi aperto un corso sul Project management per la
di Edolo, ad esempio, sono tenuti principalmente in montagna: Metodologie e strumenti. Il programma
italiano e hanno richiamato un numero crescente di offre unopportunit di analisi, sistematizzazione e
studenti provenienti da altre regioni italiane, senza consolidamento delle metodologie per la gestione
dubbio per la loro unicit nel panorama nazionale. dei progetti che agevolano la progettazione e la
gestione delle politiche di sviluppo nelle zone di
Esperienze e casi concreti relativi allistruzione montagna. Gli obiettivi di apprendimento del corso
legata alla montagna nellarco alpino, e oltre comprendono la pianificazione e la realizzazione
di progetti che promuovano le opportunit
Austria commerciali e le azioni di sviluppo sostenibile nelle
LUniversit di Innsbruck d prova di un notevole aree di montagna. Il corso evidenzia limportanza
know-how nel coinvolgimento degli studenti a vari dei partenariati pubblico-privato e dello specifico
livelli in iniziative di ricerca sviluppate nellarea quadro legale, istituzionale e finanziario necessario
alpina, spesso in stretto contatto con governi per la predisposizione di proposte di progetti
regionali e locali. Lesperienza di Innsbruck si proficui. Particolare attenzione rivolta ai quadri
concentrata su informazioni empiriche riguardanti di riferimento, ai programmi e agli accordi esistenti
le percezioni, la conoscenza e gli atteggiamenti nelle zone di montagna, ivi comprese la Convenzione
dei giovani nei confronti di diversi argomenti legati delle Alpi, la Convenzione dei Carpazi, la Strategia
alla sostenibilit montana (ad es. rischio, catastrofi Europea per la Regione Alpina EUSALP e i programmi
naturali, energie rinnovabili, turismo) Gli argomenti finanziari dellUE come il Programma Spazio Alpino.
vengono affrontati in modo olistico e sono
incoraggiate le attivit allaperto locali. Coinvolgere Francia
studenti di tutte le et, dallasilo fino alluniversit, La regione delle Ardenne costituisce un territorio
nelle iniziative educative incentrate sullambiente vulnerabile ed ecologicamente sensibile che sta
alpino un ottimo metodo per garantire che i giovani attraversando una delicata transizione economica
si impegnino nella cura e gestione dellambiente in e sociale. Per affrontare queste sfide, lUniversit
cui vivono. di Reims (lunico istituto di istruzione ad avere
strutture nella regione delle Ardenne) ha avviato

164
Utilizzo delle risorse nellarco alpino: azione e cooperazione future

un progetto di ricerca dedicato alle Ardenne in Note conclusive


quanto sistema socio-ecologico. Questa regione
ecologica stata perci riconosciuta come spazio Le prove raccolte rappresentano una parziale
naturale di interesse internazionale per il quale panoramica dei corsi e delle iniziative educative legati
occorre raccogliere e analizzare dati, in linea con nello specifico alla montagna e rivelano il crescente
il framework di Ostrom. Questo lavoro condotto interesse per lo sviluppo sostenibile della montagna.
dallIstituto di Sviluppo Regionale, Ambiente e Tutte le iniziative presentate affrontano lo sviluppo
Urbanistica (IATEUR) e dal Centro Internazionale di sostenibile e lesigenza di iniziative educative in
Ricerca sulla Sostenibilit (IRCS). Inoltre, luniversit questo ambito. Esistono notevoli opportunit di
sta definendo un programma educativo (MSc) in sviluppo di una vasta rete di istituzioni che possono
scienze della sostenibilit in collaborazione con altre scambiarsi idee ed esperienze sullo sviluppo
universit internazionali. Entrambe queste iniziative sostenibile della montagna a diversi livelli e in diversi
sono state promosse in stretta collaborazione paesi. Gli approcci partecipativi che sottolineano
con partner locali, tra cui la regione Champagne- la condivisione delle conoscenze e incoraggiano
Ardennes e il Parco Naturale Regionale delle i giovani a contribuire a plasmare le attivit e le
Ardenne. politiche sono importantissimi per il futuro dello
sviluppo delle montagne. Alcuni promettenti casi
Svizzera e Germania di cooperazione esistono gi: il programma di
Il doppio Master in Gestione Regionale delle master svizzero-tedeschi, UNIMONT e il Centro
Aree di Montagna il risultato di un partenariato Internazionale di Ricerca sulla Sostenibilit (IRCS) di
transnazionale tra lUniversit di Scienze Applicate Reims. Infine, iniziative come quelle intraprese dalla
di Berna (MSc in Scienze Naturali) e lUniversit di Presidenza italiana nel 2013-2014 nel quadro della
Scienze Applicate di Weihenstephan-Triesdorf (MSc Convenzione delle Alpi dimostrano il rilevante ruolo
in Gestione territoriale delle zone di montagna). che le istituzioni internazionali possono rivestire nel
Il risultante programma unisce la formazione sostegno allistruzione per lo sviluppo sostenibile in
in argomenti ecologici e socio-economici e la montagna.
formazione nella gestione dello sviluppo regionale
nelle aree montane. Esso incentrato sulle
interazioni tra natura, utilizzo del territorio, societ
e politica e include nel piano di studi gli ultimi
sviluppi nel campo della ricerca e delle politiche.
Il programma offre competenze in campi quali le
politiche e le misure di sviluppo regionale, le riserve
naturali, le aree protette e la gestione delle calamit
naturali. I corsisti che hanno terminato il programma
sono qualificati per intraprendere carriere in campi
che vanno dalla tutela e consulenza ambientali al
turismo, allamministrazione pubblica.

Altri paesi
Altri paesi alpini rappresentati alla Tavola Rotonda,
come la Slovenia, non hanno ancora creato iniziative
educative e formative che affrontino direttamente
le sfide delle Alpi. Comunque, un gran numero di
programmi di ricerca e di altre iniziative si occupano
dei problemi dello sviluppo delle montagne in queste
regioni. Molti dei programmi di sostenibilit avviati
altrove in Europa sono direttamente realizzabili
in paesi come la Slovenia. Pertanto, esistono
grandi potenzialit di condivisione e di scambi
transfrontalieri.

165
Sessione politica

Sessione politica (evento pubblico)

Verso una politica macroregionale


delle risorse

Moderatore: Anna Giorgi, presidente ISCAR, Milano, Italia

Lutilizzo sostenibile delle risorse sar uno dei pilastri della Strategia dellUnione
europea per la regione alpina (EUSALP), che verr attuata nel giugno 2015, e
del relativo piano dazione. Nella sessione politica si esaminer come limpiego
delle risorse debba/possa essere integrato nella strategia e nel piano dazione
e si discuteranno le principali sfide che dovranno essere affrontate. Il dibattito
partir dai dati scientifici riguardanti lutilizzo futuro delle risorse, le prospettive
politiche in unottica regionale, nazionale e alpina, per concludersi con un dialogo
tra queste posizioni.

166
Verso una politica macroregionale delle risorse

Policy Keynote

Sfide globali per un utilizzo sostenibile delle risorse


montane

Hans Hurni
Universit di Berna, Svizzera

i problemi provocati dalle vie di comunicazione


Il sistema terrestre in generale e gli esseri umani che attraversano le montagne, o ancora i
in particolare subiscono gli impatti negativi dei problemi causati ai fiumi montani dagli impianti
processi di cambiamento in atto su scala globale, idroelettrici e dagli usi irrigui;
tra cui figurano il cambiamento climatico, la perdita
di biodiversit, il degrado delle risorse terrestri laumento dei rischi naturali (cfr. Allan, 1995)
come acqua, suolo, flora e fauna. Tali processi sono amplificato dal surriscaldamento globale e
stati innescati dallincremento demografico e da dalle nuove destinazioni duso del suolo;
un mutamento nelle abitudini di consumo, da uno lo sfruttamento turistico eccessivo delle aree
sfruttamento eccessivo generalizzato delle risorse montane (Wiesmann et al, 2008);
naturali e dalla diffusione di attivit economiche con
esternalit negative. La montagna un elemento la conflittualit tra persone favorevoli alla
importante del sistema terrestre che ospita protezione dellambiente e fautori dello
ecosistemi particolari, possiede equilibri biofisici sviluppo economico (cfr. Hurni e Ludi, 2000);
sensibili ed contraddistinto da caratteristiche lesodo dalle aree montane che si sta verificando
socioeconomiche proprie (cfr. Messerli e Ives, 1997; in molte regioni del mondo, tra cui lHimalaya
Price et al, 2013). (cfr. Thieme e Ghimire, 2014), le Ande e le
montagne dellAsia centrale. Lemigrazione
Le sfide per uno sviluppo sostenibile sono spesso indice della relativa debolezza
particolarmente critiche nelle aree montane economica delle zone montuose remote;
(Huber et al, 2005). Quali tendenze eserciteranno
uninfluenza maggiore sui sistemi montani? Com i problemi dovuti a migrazioni delle specie e
possibile contenere i processi presenti e passati di cambiamenti nellambiente montano causati
degrado dellambiente montano? Tra i numerosi da variazioni del clima e nelluso del suolo
fenomeni osservati nei diversi ambienti montani di (Koerner e Spehn, 2002).
tutto il mondo, i principali sono:
Le Alpi godono di una posizione esclusiva al centro
il degrado del terreno causato in genere da un dellEuropa. Circondate da pianure economicamente
uso agricolo intensivo, soprattutto nelle aree forti, le Alpi traggono vantaggio dal commercio di
montane pi densamente popolate rispetto prodotti montani specializzati (Fig. 1) soprattutto
alle pianure circostanti presenti in Etiopia (cfr. con i mercati delle vicine pianure. Il potenziale
Hurni et al, 2011), America latina e Australia;

167
Sessione politica

Fig. 1. Il trasferimento delle mandrie verso gli alpeggi rappresenta una pratica agricola centenaria nelle Alpi svizzere che ha perso i
tratti caratteristici della transumanza a causa dellimpiego dei mezzi a motore. H. Hurni, 1 giugno 2009.

ricreativo delle Alpi attrae ogni anno milioni di turisti umano rispetto alle montagne. Di conseguenza, le
che sostengono le economie locali ma mettono montagne di queste regioni sono interessate da un
sotto pressione le risorse naturali. Inoltre le aree utilizzo antropico pi intenso del suolo. Costretti a
economiche perialpine necessitano di collegamenti soddisfare i bisogni di una popolazione numerosa
diretti tra di loro e la pressione esercitata dalla rete in unarea molto ristretta, questi paesi possono
dei trasporti e dal traffico intenso ha un impatto conseguire uno sviluppo economico in genere ridotto
forte sugli abitanti e sulle risorse della montagna. Il e la povert molto diffusa (Fig. 2). In ragione di
cambiamento globale e un utilizzo pi intenso delle queste differenze occorrono strategie diversificate
risorse montane hanno fatto aumentare in quantit per lo sviluppo della montagna (cfr. Ives, 2006).
e variet i pericoli naturali della montagna che si
ripercuotono sia sulle popolazioni montane che su Lutilizzo sostenibile delle risorse in montagna
quelle di valle. riguarda le persone, il paesaggio, le risorse naturali
rinnovabili e quelle non rinnovabili come minerali,
Le catene montane di altre parti del mondo petrolio e anche piante o animali rari. Quali saranno
hanno diversi tratti in comune con le Alpi, i principali motivi di conflitto per luso delle risorse
soprattutto le montagne nelle regioni temperate negli anni a venire? Nella maggior parte delle
dellEuropa settentrionale (cfr. Thompson et aree montuose, si prevede che lattivit antropica
al, 2005), dellEuropa sud-orientale (Zhelezov, nelle sue varie forme diventer pi intensa e
2011), degli USA e della Russia occidentale. In tali aumenteranno di conseguenza i rischi associati.
zone, le montagne sono spesso circondate da A seconda delle condizioni locali, gli utilizzi della
aree pianeggianti economicamente pi forti e le montagna potranno diventare o pi sostenibili, o
popolazioni di montagna possono trarre vantaggio pi distruttivi. Di quali informazioni necessitiamo
da uno scambio equilibrato di merci e servizi con per orientare lo sviluppo della montagna verso
quelle di valle. La situazione invece molto diversa una maggiore sostenibilit? In generale si sente la
nelle regioni tropicali. In Africa, Asia, Australia e necessit di unattivit di ricerca pi approfondita
America latina esistono vaste zone in cui le valli sulle montagne (Price, 2007) e di modelli di sviluppo
hanno un clima meno favorevole allinsediamento specifici per la montagna. Sebbene la conoscenza

168
Verso una politica macroregionale delle risorse

Ives JD. 2006. Himalayan Perceptions: Environmental Change and the Well-being of
dei sistemi montani sia stata ampliata grazie alla
Mountain Peoples. Himalayan Journal of Science, 284 pp
scienza e alle esperienze locali, mancano in genere
Koerner C, Spehn EM (edts). 2002 Mountain Biodiversity: A Global Assessment. CRC
obiettivi precisi e una conoscenza trasformativa che
Press, 350 pp
dovr basarsi su nuovi orientamenti della ricerca
Messerli B, JD Ives (edts). 1997. Mountains of the World. Taylor & Francis, 510 pp
verso linterdisciplinariet e la transdisciplinariet
Price MF, Byers A, Friend D, Kohler T, LW Price (edts). 2013. Mountain Geography:
(Wiesmann, Hurni et al, 2011).
Physical and Human Dimensions. University of California Press, 378 pp
Price MF (edt). 2007. Mountain Area Research and Management: Integrated Ap-
proaches.
Thieme S e A Ghimire. 2014: Making Migrants Visible in Post-MDG Debates. Sus-
Riferimenti
tainability 6, p 399-415
Thompson DBA, Price MF, CA Galbraith (edts). 2005. Mountains of Northern Europe:
Allan NJR. 1995. Mountains at Risk: Current Issues in Environmental Studies. Mano-
Conservation, Management, People and Nature. The Stationary Office, Edinburgh,
har Publishers & Distributors, 296 pp
396 pp
Huber UM, Bugmann HKM, MA Reasoner (edts). 2005. Global Change and
Wiesmann U, H Hurni (edts). 2011. Research for Sustainable Development: Founda-
Mountain Regions: An Overview of Current Knowledge. Advances in Global Change
tions, Experiences, and Perspectives. Perspectives del Swiss National Centre of
Research. Springer, 662 pp
Competence in Research (NCCR) North-South, Universit di Berna, Vol. 6. Berna,
Hurni H, Berhanu Debele, Gete Zeleke. 2011. Sustainable land management in the
Svizzera: Geographica Bernensia, 640 pp
Ethiopian Highlands. Adaptive Management in Agriculture, Box 9. Highlands and
Wiesmann U, Wallner A, B Ruppen. 2008. Tourismus als Schlssel zur nachhaltigen
Drylands mountains, a source of resilience in arid regions. Pubblicato da FAO, UN-
Entwicklung in der Welterbe-Region Jungfrau-Aletsch-Bietschhorn (Schweiz). Wel-
CCD, Mountain Partnership, la Direzione svizzera per lo Sviluppo e la Cooperazione
terbe und Tourismus, Reihe Tourismus, Studien Verlag, p197-216
(DSC) e CDE con il sostegno di un gruppo internazionale di esperti. Roma, p 76
Zhelezov G (edt). 2011. Sustainable Development in Mountain Regions: Southeast-
Hurni H, E Ludi. 2000. Reconciling conservation with sustainable development. A
ern Europe. Springer, 306 pp
participatory study inside and around the Simen Mountains National Park, Ethiopia.
Redatto con il supporto di un gruppo interdisciplinare di collaboratori. Berna: Centre
for Development and Environment (CDE), 476 pp

Fig. 2. Ipersfruttamento delle risorse montane causato dalla povert in Etiopia: le foreste sono state tagliate e il terreno
esaurito dopo secoli di utilizzo agricolo ed erosione del suolo. H. Hurni, 27.1.2011.

169
Sessione politica

Policy Keynote

Le Alpi: Un modello di civilt

Stefano Bruno Galli


Universit degli Studi di Milano, Italia

Lidea di organizzare federativamente le comunit da un punto di vista socio-culturale in termini di


volontarie territoriali dellarco alpino, da Nizza a virt civiche e mentalit collettiva. Una componente
Vienna, al fine di creare una macroregione che esula essenziale di questo misticismo alpino si coglie
dai confini degli Stati nazionali non certo una novit nel sentimento religioso forte e diffuso cattolico
dei giorni nostri. La sua formalizzazione teorica e o protestante, anche se questo quasi irrilevante,
pratica che non pu prescindere dalla centralit della giacch il Cattolicesimo alpino fa propri dei contenuti
Svizzera racchiusa in un modello di federalismo affini al Protestantesimo degli autori politici che
alpino formulato a livello di pensiero ben prima che alimentano questa corrente di pensiero. In realt
fosse proposto di recente dalle istituzioni europee esiste una sorta di sincretismo alpino che parte da
sulla falsariga delle macroregioni Baltico e Danubio. un livello religioso fino a permeare quello culturale
Come spesso accade, lelaborazione del pensiero e politico e forma il frontespizio ideologico per la
nel ciclo storico dellera politica moderna non il creazione di una federazione di comunit volontarie
prodotto o il risultato di uno sviluppo, ma piuttosto territoriali delle Alpi in seno a unEuropa federale.
diventa essa stessa un elemento essenziale, una
sorta di motore dello sviluppo istituzionale, Un altro elemento che unisce i federalisti alpini
politico, economico e sociale. un sentimento forte e consapevole di resistenza
alloppressione da parte sia di uno Stato autoritario
La Carta di Chivasso del dicembre 1943 e le o totalitario, sia di uno Stato democratico ma
intuizioni di mile Chanoux, Denis de Rougemont centralista e burocratico. Lattaccamento alle origini
e Guy Heraud sono soltanto la punta estrema di che alimenta il senso didentit in questi autori
un sentimento politico condiviso strettamente alla base di un autonomismo radicale che vede
legato alla civilt alpina. Un sentimento politico nel federalismo contestualizzato in un europeismo
che pur essendo polifonico, ossia vario, complesso convinto una prospettiva politica e istituzionale del
e composito, altres un tuttuno caratterizzato da tutto logica e percorribile.
una compattezza e omogeneit di fondo. Sono infatti
discernibili alcuni elementi comuni, tra cui una sorta Il Federalismo alpino trova la propria elaborazione
di misticismo alpino che si esprime nellinclinazione dottrinale come parte di un federalismo personalista
a contemplare il mondo magico ed enormemente e integralista. In questa prospettiva larco alpino
affascinante delle montagne composto di misteri visto come un punto di collegamento con lEuropa
impenetrabili, con tutto ci che questo comporta centrale e il confine diventa una risorsa che consente

170
Verso una politica macroregionale delle risorse

di definire un vero e proprio modello di civilt. Le Alpi un laboratorio privilegiato di forme particolari di
non vanno considerate in questo caso un elemento autonomia, autogoverno e libert fiscale, come
geomorfologico di frattura, quanto piuttosto un esemplificato dalle Carte di regola e dagli antichi
territorio che ha prodotto un modello di civilt. statuti. il territorio di risoluzione dei conflitti,
Lidea di una regione alpina trascende i confini del soprattutto di quelli con la pianura.
tempo e dello spazio, anche mentalmente, giacch
da tempo abbiamo rinunciato a vedere le Alpi come
un complesso montuoso su cui piantare le bandiere
di un confine sacro alla nazione in quanto bastione
naturale contro gli antichi nemici, i popoli austro-
germanici. Parimenti tramontato il concetto di
una inimicizia ereditaria per usare le parole
di Claus Gatterer, rappresentante della tradizione
etica e civile dellAlto Adige che grava sulla cultura
politica italiana e sul sentire collettivo da tempo
immemorabile.

La frattura profonda, come hanno osservato


anche dei commentatori britannici. Quattro anni
fa ed esattamente il 5 maggio 2010, la rivista the
Economist pubblicava una cartina geopolitica
dellEuropa in cui lo Stivale appariva diviso a met.
Il Mezzogiorno, da Roma in gi, il Regno delle Due
Sicilie circondato dal Mediterraneo e descritto poco
elegantemente dalla testata britannica con il termine
italiano bordello. LItalia settentrionale era invece
raffigurata come parte di una confederazione di
paesi economicamente pi avanzati, pi forti e pi
ricchi. Il 14 giugno 2012, il Financial Times pubblicava
a sua volta una carta geopolitica in cui lItalia
settentrionale era separata dal resto della penisola
e inclusa in una rinnovata Europa lotaringia, il cui
cuore rappresentato da una striscia di terra che
si estende da Amsterdam e Anversa fino a Firenze.
Questa stata la culla della civilt mercantile, del
capitalismo moderno alla base della produzione di
ricchezza.

In entrambi gli esempi, gli analisti britannici hanno


riportato lItalia settentrionale verso il suo naturale
baricentro in Europa centrale, com stato dalla
seconda met del XIX secolo (si veda per esempio
Carlo Cattaneo e Camillo Cavour), ma questa
operazione fattibile solo se le Alpi fungono da
collegamento da un punto di vista geopolitico. Un
collegamento che tiene unite le comunit volontarie
territoriali su entrambi i versanti alpini e vede il
confine come una risorsa. Questo lo spazio
alpino, molto pi di un semplice luogo, piuttosto
unarea privilegiata da una vocazione mai sopita
verso lautonomia, dovuta alla sua storia, cultura,
tradizione, identit e mentalit collettiva che
comune perch forgiata dalle Alpi, dalle montagne.
Si tratta di una terra che nei secoli diventata

171
Sessione politica

Tavola rotonda

Le sfide per la politica

Maurizio Busatta
Giornalista, Belluno, Italia

Alla ricerca di buone idee sul futuro dellarco alpino e europea 2014-2020, le aspettative legate alla gi
in particolare delle popolazioni che vi abitano. stato citata Strategia alpina europea, luso sostenibile delle
questo il filo conduttore della tavola rotonda, fra risorse e la remunerazione dei servizi ecosistemici
esponenti politici, ospitata dal ForumAlpinum 2014 e resi dalle zone montane alpine. Trattandosi di un
dedicata al tema Sfide per la politica. A confronto - appuntamento internazionale, in sede introduttiva il
assenti per cause di forza maggiore il sottosegretario moderatore ha innanzitutto chiarito il riparto delle
Gianclaudio Bressa e lonorevole Enrico Borghi - i competenze, in Italia, fra Stato e Regioni, e fra Regioni
rappresentanti della Regione Lombardia e del Cantone e Province autonome da un lato e Regioni a statuto
svizzero dei Grigioni: due diversi modi di essere (e di ordinario dallaltro lato, nonch i punti salienti del
operare) al di qua e al di l delle Alpi, di particolare dibattito istituzionale in corso, invitando ciascuno
interesse nel momento in cui si stanno aprendo i dei partecipanti - per il proprio ambito di riferimento
nuovi scenari della Strategia macroregionale alpina - ad esplicitare lagenda sulla quale concentrare
EUSALP. Con il corollario nella tavola rotonda di lattenzione nella prospettiva di promuovere
un faro puntato sulla montagna veneta, a seguito scenari e condizioni di vita capaci di declinare
dellapprovazione della legge regionale n. 25 sulla insieme tutela ambientale e coesione sociale.
specificit montana e sullautonomia amministrativa
della Provincia di Belluno. Hanno partecipato alla Alla luce di questo quadro di riferimento, la tavola
discussione, coordinata da chi scrive queste note rotonda ha fatto emergere alcune possibili linee di
e arricchita da annotazioni Twitter, lassessore di intervento a favore dei territori alpini soprattutto
Regione Lombardia Gianni Fava, responsabile del dal punto di vista delle politiche regionali essendo
programma di sviluppo rurale (PSR), il sottosegretario venuto meno il contributo degli esponenti politici
della medesima Regione Ugo Parolo, delegato alle nazionali (sono comunque intervenuti nel dibattito
politiche per la montagna, il presidente della Regione con una testimonianza diretta lonorevole Davide
Valposchiavo nel Cantone dei Grigioni, Cassiano Caparini e con un breve intervento scritto Marina
Luminati, il presidente uscente della Provincia di Berlingheri). Le diverse chiavi di lettura sviluppate dai
Sondrio, Massimo Sertori. relatori hanno fatto riferimento, come si accennava,
ai programmi in cassetto a valere sui fondi europei,
Sullo sfondo, la nuova dimensione delle Province ai progetti volti a favorire lautogoverno dei territori
montane alpine, confinanti con Stati esteri, alpini, ai chiaroscuri tracciati dalle recenti riforme
introdotte dalla legge Delrio, la programmazione sullassetto dei poteri locali (Province di secondo

172
Verso una politica macroregionale delle risorse

grado e revisione dei rapporti fra Stato e Regioni), 20 e massimo 30 anni - mancano ancora i criteri
con una sottolineatura particolare per le iniziative e i parametri per la procedura. Su questo punto
utili a dare un peso politico adeguato alle comunit Regione Lombardia intende avviare uniniziativa con
alpine. il Governo per ottenere alcune modifiche legislative:
le dighe non siano beni dei concessionari, bens beni
Sotto questultima visuale, stimolante stato pubblici; nel bando di gara sia ammessa la possibilit
lintervento del presidente della Regione di costituire societ miste (fra operatori privati ed
Valposchiavo, il quale ha portato lesperienza del enti locali); siano rivisti i canoni da devolvere ai
progetto Lagobianco, sul passo del Bernina, per Comuni e alle loro forme associative sulla falsariga
la realizzazione, da parte di Repower, azienda del modello svizzero; si amplino le compensazioni
partecipata dallo stesso Cantone, di una centrale ambientali obbligatorie in coerenza con quanto
idroelettrica ad accumulo da 1.000 megawatt a Camp previsto dalla pianificazione idrica.
Martin nel sottostante lago di Poschiavo. Si tratta di un
investimento da 1,5 miliardi di franchi svizzeri (circa Oltre che sulla partita idroelettrica, Regione
un miliardo e 100 milioni di euro). Dopo una lunga Lombardia, ha aggiunto lassessore Fava, pronta a
fase di trattative al termine delle quali le popolazioni cimentarsi a favore dei territori alpini facendo leva
interessate, nel referendum obbligatorio per legge, si anche sul Sottoprogramma montagna del proprio
sono espresse con il 65% di voti favorevoli, nel marzo PSR. In Lombardia le aree di montagna sono il 14%
2014 il Cantone dei Grigioni ha approvato i testi delle della Sau, lagricoltura in quota produce circa il 20%
concessioni messe a punto con i Comuni coinvolti: della Plv complessiva regionale, ma dal 35 al 45%
Poschiavo e Brusio, una comunit con meno di 5 mila delle risorse PSR verranno destinate alle aziende
abitanti. Il pacchetto, incamerato dalla Valposchiavo, che operano in montagna, con priorit ai giovani
comprende i canoni dacqua incassati annualmente agricoltori e alla multifunzionalit dellattivit
dai Comuni e in parte dal Cantone, limposta sugli agricola. Maggiori spazi di autogoverno sono stati
impianti di pompaggio, lopzione riconosciuta ai sollecitati da Sertori, secondo il quale la situazione
Comuni stessi di poter successivamente entrare, istituzionale che si sta delineando nelle Province
a condizioni prestabilite, con una partecipazione montane a statuto ordinario rischia di creare
del 5% nella compagine sociale della societ ulteriore marginalit e minore capacit di sintesi
operativa a cui la nuova centrale far capo, oltre a e di rappresentanza territoriale. La Provincia di
un ampio ventaglio di compensazioni ambientali, Sondrio, dintesa con Regione Lombardia, attraverso
di interventi a favore dellagricoltura, nonch della un accordo di programma e lo strumento del
cessione gratuita allazienda elettrica comunale di bilancio idrico ha sviluppato un interessante livello
un quantitativo predeterminato di energia elettrica. di autonomia decisionale, che, una volta risolto il
I benefit contemplano altres la devoluzione di nodo rinnovo delle concessioni, potrebbe portare ad
una quota parte delle imposte sui redditi dimpresa ancora pi avanzati traguardi.
e di carattere fondiario riscosse dal Cantone e si
traducono in un importo cospicuo: circa 8 milioni di Beninteso, il tema dei ristori, cio delle contropartite
franchi svizzeri lanno, pari a 6,7 milioni di euro. sulle rendite dei concessionari idroelettrici, non
deve smorzare lattenzione sul rispetto degli equilibri
Ben diversa musica si registra invece in Italia. Le ecologici. Ma la stessa Convenzione delle Alpi, agli
grandi concessioni idroelettriche sono (al momento) Stati contraenti, riconosce nel protocollo Energia
di competenza delle Regioni, popolazioni e Comuni la possibilit di imputare agli utenti finali delle
interessati (di fatto) subiscono. Senza contare che, risorse alpine prezzi di mercato e di compensare
nelle Regioni a statuto ordinario, per gli impianti Enel equamente le popolazioni locali per le prestazioni
il decreto Bersani del 1999 ha fissato la scadenza rese nellinteresse della comunit con la tutela
delle concessioni al 2029. Ora, a tale panorama fa della risorsa acqua. Un tema che la ricerca pu
eccezione la Lombardia, dove molte concessioni approfondire e rilanciare al tavolo della politica
sono esercite in regime di prorogatio. Alla tavola nel contesto di un esplicito riconoscimento della
rotonda ne ha dato conto il sottosegretario Parolo, specificit montana con norme e programmi ad hoc
a cui il governatore Roberto Maroni ha delegato in ambito nazionale, e con un rinnovato impulso a
anche la materia dei rapporti con la macroregione far parlare alla nascente Strategia alpina europea un
alpina. In Lombardia le concessioni di grandi linguaggio innovativo in sintonia con le popolazioni
derivazioni idroelettriche sono 82 e una quindicina interessate.
appunto scaduta. Ma per avviare le gare - minimo

173
Poster Session

The ForumAlpinum

Young Scientist Award


The ForumAlpinum 2014 dedicated a poster session to young scientists active
in the field of alpine research. The goal of the poster session was to give young
scientists the opportunity to present their work to an international scientific
community, and to give more attention to their results. A total of 33 young
scientists presented their posters in the poster session. The posters dealt with
the valorisation, use or governance of both socio-economic and agri-natural
alpine resources.

All presented posters were assessed by a jury composed of three members


appointed by the Presidency of the Council of Ministry and ISCAR. The judges
considered the originality and innovation of the research, its relevance to
sustainable development, and the clarity of the poster. The 4 best posters
received a prize of 1,000 each, sponsored by the Presidency of the Council
of Ministry - Department of Regional Affairs, Sports and Autonomy. The next 6
best posters received a prize of 500 each. Abstracts of the awarded posters are
published on the following pages.

174
ForumAlpinum Young Scientist Award

ForumAlpinum
Young Scientist Award

The effects of debris on glacier-derived water


resources: A novel method for the quantification of
supraglacial dust and its influence on ice albedo

Roberto S. Azzoni
University of Milan, Italy

Approximately 4 billion m3 of water are stored in and their temporal and spatial evolution, iv)
the Lombardy glaciers. This store of freshwater has measure ice albedo, and v) identify the relationship
declined significantly over the past several decades: between ice albedo and fine debris coverage. The
between 1981 and 2007, about 1.67 billion m3 of procedure was tested on the Forni Glacier (northern
glacier-derived water was discharged due to ice Italy) during the summers of 2011, 2012, and 2013.
melt. This decline is expected to continue, not The results confirm that the percentage of glacier
only because of ongoing climate change but also surface covered by debris is affected by albedo in an
because of the increasing presence of sparse and exponential relationship. Debris and dust analyses
fine debris and dust over the glacier surfaces. These indicated that the mineral fraction was of local
light absorbing particles reduce the ice albedo, origin. However, some cenospheres were also found,
thus enhancing glacier ablation. This surface which suggests an anthropogenic contribution to
phenomenon is common over the retreating glacier the superficial dust. Finally, the surface coverage
tongues. Indeed, the surface darkening is in part of fine debris varied considerably, increasing from
due to the fact that glacier shrinkage increases the the beginning to the end of each summer and thus
exposure of nesting rockwalls and thus triggers influencing ice albedo and increasing ice melt rates.
the enhancement of surface processes and debris
formation. Unconsolidated rock materials are
easily mobilized by debris flows, particularly during
the summer. These materials are then abraded,
transported by wind gusts and deposited tens
to hundreds of meters away, typically on glacial
surfaces.

In this work, we investigated the characteristics of


sparse and fine debris coverage at the glacier melting
surface and its relation to ice albedo. We developed
a protocol to: i) sample fine and sparse supraglacial
debris, ii) quantify its surface coverage and covering
rate using high resolution digital images, iii) describe
debris composition and sedimentological properties

175
Poster Session

ForumAlpinum
Young Scientist Award

Grassland irrigation and fertilisation decrease soil


and within-vegetation temperatures and negatively
affect orthopteran populations

Sarah Delley
University of Berne, Switzerland

Traditional mountain meadows have hosted an (air) temperature, and of 2.0C in soil temperature,
exceptionally rich biodiversity for centuries. They again within the most intensively managed plots,
are now threatened not only by land abandonment, which could in part be related to an increase
especially in remote areas, but also by massive in vegetation height. This marked temperature
agricultural intensification, notably via aerial drop is likely to have affected the development
irrigation and slurry application. The consequences of orthopterans, leading to local extinction of
of this intensification on arthropods are not well thermophilous species. In contrast, the use of a
documented; this study helps fill this knowledge single input (irrigation or fertilization) had moderate
gap by examining how various levels of fertilization effects on orthopterans and microclimate.
and irrigation affect invertebrate (Orthoptera)
communities. This study contributes to a better understanding of
how aerial irrigation and slurry fertilization affect
Six experimental management treatments mountain grassland invertebrate communities. This
combining a full factorial design and gradual levels knowledge is needed to help guide the conservation
of fertilization and irrigation were implemented in and sustainable development of mountain
2010 in twelve different subalpine Swiss meadows. agricultural systems.
The meadows were then sampled three years later
(2013) to determine how the different management
practices affected orthopteran populations. Changes
in vegetation height and microclimate (both within
the soil and just above the ground) were recorded
in order to better appraise underlying mechanisms.

Intensification had a negative impact on both


orthopteran density and species richness. Caelifera
(grasshoppers) were generally more affected, with
a density decrease of up to 70% and a decline in
species richness of up to 50% in the most intensively
managed plots. Intensification also induced a cooling
of up to 4.5C of above-ground, within-vegetation

176
ForumAlpinum Young Scientist Award

ForumAlpinum
Young Scientist Award

The agrobiodiversity of the Camonica Valley: A first


survey of traditional vegetable and cereal typologies
in the Camonica Valley

Adarosa Di Pietro
University of Bologna, Italy

I investigated the traditional cultivation of cultivating traditional typologies are to aid with the
vegetables and cereals in the Camonica Valley, to conservation of local plants, to use locally adapted
promote the knowledge and the valorisation of the crops and to take advantage of the most savoury
agrobiodiversity resources of this territory. agricultural products. Most of the farmers use
these crops primarily at home, and sell only their
To investigate the traditional genetic resources of production surpluses at the market.
the Camonica Valley, I interviewed 16 holders of
traditional typologies using the interview format This first investigation of the traditional typologies
proposed by GIBA in PNBA (2012). The interviewees of vegetables and cereals grown in the Camonica
have lived and worked in the valley for almost 50 Valley indicates the importance of home gardens in
years and have developed strong cultural bonds maintaining the local patrimony of agrobiodiversity,
with the people and the landscape. handed down within the family. Of the 20 recovered
typologies, 5 should be better investigated and
Ive found 20 traditional types of vegetables and genetically characterized: red spiny corn, Copafam
cereals belonging to 12 species. bean, Paiscos bean, mountain broad bean and San
Carlos potato. These types in particular run the risk
of extinction; the others are also at risk, but are
Cereals: 4 typologies of Zea mays, 2 of Hordeum currently more widely cultivated.
vulgare, 1 of Secale cereale and 1 of Fagopyrum
esculentum.
Pulses: 6 typologies of Phaseolus vulgaris, 1 of
P. coccineus, 1 of Vicia faba var. minor and 1 of
Glycine max.
Vegetables: one typology each of Solanum
tuberosum, Brassica rapa var. rapa and Allium
ascalonicum.

Cultivation occurs primarily in home gardens (about


500 m2). The most commonly cited reasons for

177
Poster Session

ForumAlpinum
Young Scientist Award

Knowledge transfer in regional agriculture: Handling


innovation and traditional knowledge on the farm

Heidi Humer-Gruber
Institute for Interdisciplinary Mountain Research, Austria

Remote areas in mountain regions have been left methods and products. New ideas are implemented
largely untouched by the enormous structural primarily to facilitate work and to save time and
changes in agriculture in recent decades; as a result, money. Occasionally, subsidy agreements and
many small-scale agricultural systems have been strong legislation discourage farmers from trying
preserved. These specific cultural landscapes, with new methods.
their mosaic of various uses, remain in relatively
good ecological condition. Their rich biodiversity Highly diverse agricultural and ecological knowledge
gives these areas special importance, both because can still be found in mountain regions. This
of their conservation value and because they knowledge is at risk of being lost if the livelihoods
represent important sources of traditional cultural of Alpine farmers cannot be assured. As managers
and ecological knowledge. As such, they are of great of the land and keepers of traditional ecological and
interest for sustainable rural development. In this cultural knowledge, Alpine famers play an important
assignment, I investigate how knowledge transfer role in the maintenance of the Alpine landscape. It is
takes place on farms in rural areas. The farmers important to find out how this innovative talent can
attitudes towards knowledge transfer, innovation be publicly supported and preserved.
and traditional knowledge are explored.

Social-empirical methods are well established


in the field of perception research and highly
appropriate to this study. This research is based on a
comprehensive literature review and four qualitative
interviews. Semi-structured interviews ensure that
the main topics are discussed in all interviews while
leaving enough freedom for the interviewed farmers
to express their own positions.

My empirical research so far suggests that farmers


are very inquisitive characters, with a talent for
inventive solutions. Their often difficult situation
encourages them to experiment and try new

178
ForumAlpinum Young Scientist Award

ForumAlpinum
Young Scientist Award

Alpine inhabited infrastructures: Sustainable


densification and mobility strategies in
large Alpine urban centers

Fiona Pia
Swiss Federal Institute of Technology EPFL, Switzerland

The design and implementation of large, built-up densification strategies in Verbier by grouping multi-
areas, which is a topic of increasing concern in the functionality and transportation interfaces in order
Alps, is a complex process. Supported by the Swiss to create a renewed Alpine context.
National Science Foundation, ComplexDesign is a
doctoral program that studies complex urbanisation Verbier is currently at its size limit and suffers from
projects at a scale between the city fragment and significant mobility problems. This PhD project
the building (100,000 m2) from an interdisciplinary proposes a new transportation system for the
perspective. Within this program that explores Alpine public that helps solve problems of traffic
project complexity in different contexts, Fiona Pia congestion. Specifically, a new urban gondola would
focuses on the study of complex alpine projects. work in a circular form that bypasses urbanization so
as not to block the view, but provides convenient and
Urban sprawl, particularly in the Swiss Alps, is an regular access to the town center, ski slopes and the
issue of increasing public concern, as its frequent surrounding environment. All related infrastructure,
occurrence in public media suggests. Spurred by including five new residential structures located
the development of ski resorts at elevations above in the last available building zones, would be built
1,400 m, uncontrolled urbanization is gaining following valley contours. Outside the constructible
momentum. Alpine urban sprawl is the result of the areas, the cables from the cable car would be
multiplication of individual chalet-style houses, and suspended well above avalanche areas, allowing
the source of considerable controversy. Efforts such nature to take its course while reducing the risk of
as the Franz Weber initiative of 2012 (Switzerland) infrastructure damage.
curb urban sprawl by limiting the construction of
second homes. But could there be a better solution In order to take advantage of the last available
than to simply freeze the current situation to square meters in Verbier, the project envisages
protect nature? The urbanization of the Alps inhabited infrastructure. This Alpine hybrid building
requires new urban, legal and economic solutions. contains several programs (the cable car, housing,
offices, shops, specific public facilities for alpine and
This study focuses on a variety of large alpine urban activities) served by a central public strip.
urbanities, including Verbier (CH), Zermatt (CH), Empty voids through the volume create a rapport
Andermatt (CH), Avoriaz (FR) and Whistler-Blackcomb and a set of visual relationships between the
(Canada). This research offers contemporary different programs. The foot of the mountain enters

179
Poster Session

the building; it connects to the forest behind and to


the view of the mountains ahead.

This study demonstrates that it is possible to


construct large, dense and durable buildings, and to
build large while still protecting the landscape. The
project indicates that it is possible and even desirable
to increase the densification in Verbier further before
investing in virgin territories. Urban density in the
mountains can therefore be considered a valuable
asset for sustainable mountain development.

Image 1. The route of the cable car and the footprint of the inhabited sta-
tions. Fiona Pia, EPFL-LAMU

Image 2. Partial elevation of the new densification limits. Fiona Pia, EPFL-LAMU

Image 3. Inhabited infrastructure containing various programs. Fiona Pia, EPFL-LAMU

180
ForumAlpinum Young Scientist Award

ForumAlpinum
Young Scientist Award

Experiences with Scottish Highland cattle on Alpine


pastures: Ethology and food intake

Pierik Mario Enrico


University of Milano, Italy

Abandonment of Alpine grazing and farming is a for maintaining and improving Alpine pastures.
common problem throughout the Alps and has Highland cattle primarily ingest the vegetative apex,
negative impacts on the biodiversity of pastures and which positively decreases shrub growth and allows
meadows. This new agricultural situation is leading herbaceous species to colonize the pasture, thus
to radical changes in marginal livestock farming. The improving pasture structure.
introduction of non-native breeds should be explored
as an environmentally sustainable alternative for Highland cattle showed a tendency to remain
managing marginal areas. This study investigates stationary while grazing in pastures so as to avoid
the impact of Scottish Highland cattle on degraded energy loss. Ingestion was significantly greater in the
Alpine plant communities (phytocoenoses). morning hours (p<0.01) than in the afternoon, while
the measurements of cattle standing still showed
Thirteen Highland cattle were introduced to less significant differences (p<0.05) between
pastures located in Val Malenco (SO, Italy) in 2012. morning and afternoon. Cattle tended to move less
Eight experimental parcels with different vegetation frequently in meadows (p<0.05) compared to open
compositions were defined and the cattle were woodlands. These behaviors were unique compared
allowed to graze on each parcel for as long as to other Alpine breeds (e.g., Brown Swiss) and
sufficient forage was available (7 -12 days). As the indicated a greater efficiency in terms of energy
cattle grazed, we carried out phytosociological saving (in open pastures) and foraging capability
relevs and species consumption estimates. Ethology (in woodlands). For this reason, the Highland breed
was studied in terms of ingestion, rumination, seems better suited to the Alpine environment
movement, rest and other activities, during daylight than prevailing breeds. The breed seemed to be
hours for several consecutive days. gregarious and showed excellent maternal instincts.
Ectoparasites were found to only affect newborn
Most of the phytocoenoses surveyed clearly calves, and veterinary expenses were minimal.
showed the effects of the abandonment of agro-
pastoral practices. An abundance of shrub species The feeding habits, hardiness and low operating
led to low average pastoral values, indicating low costs of Highland cattle make them an attractive
forage quality. However, Highland cattle showed a and environmentally sustainable alternative for
certain preference for grazing invasive species and maintaining Alpine pastures.
lignified essences, making it an excellent candidate

181
Poster Session

ForumAlpinum
Young Scientist Award

SCI IT3230017: Monte Pelmo-Mondeval-Formin


An ecological survey using DPSIR indicators

Nicola Rossi
University of Ferrara, Italy

Alpine environments are unique natural ecosystems particularly regarding tourism, and the spatial
that are currently threatened by ever-increasing distribution of the monitored species, it was possible
human activities and by territorial policies that to identify areas of high ecological interest and the
often see natural resources as obstacles rather than menaces to their conservation.
assets. To standardize the means of assessing and
protecting biodiversity across borders, the Fanalp DPSIR indicators can be a great tool for quantifying
project established an innovative platform of shared biodiversity and threats to biodiversity. Their
expertise and policies between Alpine regions of the advantage lies in the capacity to blend data from
eastern Italian Alps and Austria. different fields, which gives decision-makers a
broad understanding of all the issues involved
Exploiting the existing Natura 2000 network and in the management of the area. Furthermore,
the drive-pressure-state-impact-response (DPSIR) standardized methods enable comparisons at an
model of the European Environmental Agency inter-regional level. It would be desirable to extend
(EEA), 188 indicators were developed together with the DPSIR framework to the whole Alpine region
detailed monitoring protocols for key Alpine species. in order to identify the sectors of the Alps most in
The indicators and monitoring methods were need of attention and funds.
tested in the Site of Community Importance (SCI)
Monte Pelmo-Mondeval-Formin, an important
natural area that lies in the heart of the Dolomites.
Anthropic presence is constant year round in this
part of Venetos Alpine region. A subset of 86
candidate indicators was calculated for the SCI under
study, and 6 umbrella species in the Phasianidae
and Picidae families (pheasants and woodpeckers)
were picked for monitoring during spring 2011 using
standardized protocols.

Results confirmed the presence of all the study


species, although local abundances were highly
variable. By combining socioeconomic indicators,

182
ForumAlpinum Young Scientist Award

ForumAlpinum
Young Scientist Award

Family farms in the mountain region: What principles


contribute to resilience?

Agnes Strauss
University of Natural Resources and Life Sciences, Austria

The multifunctional activities of Alpine farmers a high degree of autonomy through low external
and the active management of Alpine farmland inputs (characteristic of organic farming), and a low
are the key for maintaining an attractive, lively level of debt. Cooperation between farms enables
rural area. However, farming under difficult Alpine mutual support and the pursuit of common goals
conditions is not compatible with the currently in agricultural initiatives, further strengthening
propagated paradigm of modernization and farm resilience at both the farm and regional levels. The
growth. Farmers face the dual challenge of finding results of this study are helpful for understanding the
alternative strategies to secure their livelihoods and persistence of family farms. Policies that strengthen
adapting to changing political, environmental and the implementation of these principles would
social conditions. How do small and medium sized contribute to maintaining a sustainable, successful
farms master these challenges? What allows them agriculture in the Alpine area.
to be resilient? The Austrian case study within the
RETHINK project addresses these questions.

Interviews with 30 farmers were held in the province


of Salzburg (AT) to identify principles that strengthen
the resilience of family farms, i.e. their ability to
face shocks and stresses through persistence,
adaptability and transformability. The farms were
selected using a snow-balling method to ensure
that a high diversity of full- and part-time farmers,
as well as specialized and diversified farms, were
included. The interviews were recorded, transcribed
in full and coded. Although the interviewed
farmers pursued different strategies based on their
individual values and goals, we identified common
principles that allowed farms to be resilient. These
include solidarity within the family, a diversity of
income sources (on- and off-farm, several marketing
channels), the willingness to learn and experiment,

183
Poster Session

ForumAlpinum
Young Scientist Award

Key role of the mycorrhizal symbiosis on


belowground ecology for apple orchards in southern
Tyrol

Elisabetta Tom
University of Bozen-Bolzano, Italy

Understanding the carbon (C) cycle in terms of C Mass Spectrometer (CF-IRMS; Delta V Advantage,
sequestration and release is important for assessing Thermo Fisher Scientific, Germany).
the ecological sustainability of agro-ecosystems.
Mycorrhizal fungi (VAM), a vital component of the One year after planting, the root systems of apple
soil microbial community, represent the primary plants were well colonized by mycorrhizae, with
interface between photosynthates and soil through RLC between 36 3% and 56% 3%. The range of
their intimate associations with plant roots. The aims colonization increased with age; the highest value
of this research were to quantify the presence of VAM was observed in the 5-year-old orchard (90 6%)
in the root systems of apple orchards and to study the and the lowest in the 1-year old orchard (36 7%).
role of these fungi in the belowground C cycle. Roots from inoculated trees had higher RLC than
roots from 1- (p=0.0028), and 3-year-old (p=0.0231)
To achieve these aims, we set up two different fumigated trees. However, RLC in inoculated blocks
experiments. The first was performed in apple were not significantly higher than those in C blocks
orchards planted in 2008, 2010 and 2012, which (p=0.5163). RLC in fumigated blocks was high (36
were treated at planting with chemical fumigation 7%), but significantly lower than in M and C blocks
(F), mycorrhizal inoculation (M) and no treatment one year after treatment. No fumigation effect was
(control, C). Soil cores were collected and roots were observed three years after treatment. The annual
analysed for the ratio of root colonization length soil respiration (Rsoil) was 600.44 gC m-2y-1 and
(RLC%) using a dissecting microscope. In the second Rmyc, calculated as the difference between fluxes,
experiment, we combined a stable isotope technique accounted for around 21% of Rsoil. The 13C of
with measurements of soil respiration fluxes in an the soil CO2 changed seasonally from -21 in the
eight-year-old apple orchard. A physical separation early season to -23 during the vegetative season.
of the Rsoil components was applied using 5 50 The fraction of root and mycorrhizal respiration
m mesh and no mesh filled with C4 soil. Rsoil counted for 20-30% of the total 13C respired since
measurements were collected during a series of July; during the latter part of the year, this declined
surveys between March 2013 and April 2014. The and the microbial (SOM) contribution increased.
collection of CO2 samples for isotopic analysis (using This study highlighted the key role of mycorrhizae in
the Keeling approach) was performed monthly from apple cultivation and set the basis for further studies
March until November 2013; samples were further on the importance of this symbiosis for sustainable
analysed using a Gas Bench coupled with an Isotopic cultivation.

184
ForumAlpinum Young Scientist Award

ForumAlpinum
Young Scientist Award

Carbon footprint of milk production in the


Italian Alps

Maddalena Zucali
University of Milan, Italy

In the Italian mountain areas, particularly in the while the remaining was permanent grassland used
Alps, dairy production is still an important economic for harvesting hay. The percentage of pastures in
activity, strictly connected with the production of the highland varied from 0 to 96.6% of the total
typical cheese varieties. During the last several farmland. The Carbon Footprint values obtained
decades, the Italian Alps have suffered from a were 1.550.21 and 1.720.37 kg CO2-eq. kg-1
high rate of agricultural abandonment that has FPCM for noSG and SG farms, respectively. There
mainly affected small farms. The remaining farms, was no significant difference (P=0.22) between
especially in the dairy sector, show a trend toward these values.
increasing size and intensifying production. The aim
of this study was to evaluate the carbon footprints Traditional summer grazing in high-elevation
(CF) of dairy mountain systems that employ summer pastures is a low input activity and may be
grazing (SG) activity and those with no summer considered environmentally sustainable. However,
grazing (noSG). farms that use summer grazing do not show any
reduction in the the carbon footprint of milk,
A sample of 32 dairy farms, located in the central probably as a consequence of low milk yield and low
area of the Italian Alps, was analyzed using a feed efficiency.
cradle to farm gate Life Cycle Assessment (LCA).
All the processes related to the on-farm activities
and pertinent emissions were taken into account.
Greenhouse gases arising from off-farm activities
were calculated with the assistance of Simapro 7.3.3
(PR Consultants, 2012) software. The functional
unit was 1 kg Fat and Protein Corrected Milk (FPCM)
leaving the farm gate.

On average, the farms had small herd sizes (5461


lactating cows) but high stocking rates (3.72.0
livestock units ha-1). The average milk production was
62061892 kg FPCM cow-1 year-1. The 19.117.1%
of lowland was used for growing maize for silage,

185
Poster Session

ForumAlpinum Young Scientist Award


Poster applicants
Name Institution Poster title

Monitoring sanitary status and evaluation of


Andreoli Elena University of Milano body conditions as tools for the alpine wild
ungulates management

The IGS project: on the steps of scientist


Arena Libera Paola University of Insubria voyagers of the past. New tools and strategy
for an Historical Geotourism.

The effects of debris on glacier-derived


Azzoni Roberto S. University of Milano water resource: a novel method for the
quantification of supraglacial dust and the
influence on ice albedo

Sustainable bioenergy for rural areas


Basso Daniele University of Trento through hydrothermal carbonization of
forest maintenance residues

Testing and design of a passive precooling


Beghi Roberto University of Milano system for the postharvest quality
preservation of Alps blueberries from
Valtellina

How to represent local heritage and their


Bertolino Maria Anna University of Torino use in repopulated alpine villages? A
practical example from the Ostanas Parish
map

Bortolotti Carla University of Bologna Landscape, sustainability and agritourism.


The Lagorai mountian chain (Trentino)

Cattivelli Valentina University of Parma The creative capital of Italian and European
Alpine regions

Future climate change may affect habitat


Confortola Gabriele Politecnico of Milano suitability in Alpine streams: Serio River case
study

Grassland irrigation and fertilisation


Delley Sarah University of Bern decrease soil and within vegetation
temperatures and negatively affect
orhopteran populations

186
ForumAlpinum Young Scientist Award

The agrobiodiversity of the Camonica Valley:


Di Pietro Adarosa University of Bologna first survey on traditionals typologies of
vegetables and cereals in the Camonica
Valley

Ferrari Jacopo Politecnico of Milano The broken thread

Franco Caterina Politecnico of Milano Between memory and contamination - The


future of rural alpine landscape

Hydrological, geochemical and isotopic


Gabrieli Jacopo CNR characterization of discharge waters from
the Piz Bo active rock glacier, Dolomites,
Eastern Italian Alps

Gasparella Lorenza University of Tuscia Device for managing the Alpine


neighbouring valleys landscape

Strawberry: polyphenols composition and


Gasperotti Mattia Edmund Mach Foundation their nutritional properties for valorisation
of agronomy in Alpine area

Giacomelli Riccardo University of Trento Tomorrow Mountains Architecture

Istituto Zooprofilattico Validation of behavioral and biochemical


Giacomelli Stefano Sperimentale della Lombardia parameters in wild mammals kept in
e dellEmilia Romagna breeding condition, captivity and free life

Giarelli Luca I.S.T.A. Cultural Meetings for the Alps

Setting up of simplified handheld optical


Giovenzana Valentina University of Milano systems to estimate ripeness of grapes and
blueberries from Valtellina (SO, Alps region)

Laricifomes officinalis: a rare and precious


Girometta Carolina University of Pavia resource in the Alpine forest to be protected
and exploited

Interdisciplinary Mountain Knowledge Transfer in Regional Agriculture


Humer-Gruber Heidi Research, Innsbruck Handling of innovations and traditional
knowledge at the farm

Lucchese Martina University of Architecture, Vajont 1963-2013


Venice

Elemental characterization of Alpine ice


Maccezzoli Niccol University of Milano-Bicocca cores using Instrumental Neutron Activation
Analysis

187
Poster Session

Combining participatory modeling and


Malek Ziga University of Vienna land change simulation for generating
spatially explicit scenarios of future tourism
development: example in the Italian Alps

Ruta Graveolens from Valcamonica Valley:


Mancon Simona University of Milano an incredible source of bioactive compounds
for the agrifood and pharmaceutical
industry

Mania Ilaria University of Torino Biodiversity and ecology of microbial


communities in Patterned Grounds

Interplay between population density and


Mignatti Andrea Politecnico of Milano climate on the dynamics of the black grouse
(Tetrao tetrix) in the Piedmont region (Italy)

Stakeholders impact within the spatial


Milii Vesna University of Ljubljana planning process on the use of agricultural
land in the Koper municipality

Mrad Meriem University of Padova The alpine summer pastures in the Veneto
Region: management systems

First characterization of the macro-


Nardin Francesca University of Parma benthonic fauna of the perennial glacial
river Rio Saldura (BZ) in the context of
climate change in the Alps

Peroni Francesca University IUAV of Venice After Schengen Strategies for a smart reuse
of disused areas sites in Pontebba

Pia Fiona EPF Lausanne Alpine ComplexDesign

Pierik Mario Enrico University of Milano Experiences on alpine pastures with Scottish
Highland cattle: ethology and food intake.

Technical innovations to support cultivation,


Pignata Giuseppe University of Torino processing and postharvest handling of
Western Alps wormwoods (Artemisia L.)
ecotypes: an overview

Monitoring experimental grassing at


Pinna Jonathan University of Bologna Julierpass (CH) and characterization of
hayseed at high altitudes (Prog. INSEM)

Poto Luisa CNR Late Glacial to Holocene peat bog succession


from the Dolomites (Belluno, Italian Alps)

Pradella Francesco Politec Valtellina Alpine-centric Valtellina EcoEnergy (VEE)

188
ForumAlpinum Young Scientist Award

Trophic state change and ecosystem


Righetto Lorenzo Politecnico of Milano response in lake Maggiore: a food-web
model

Rossi Nicola University of Ferrara Monte Pelmo-Mondeval-Formin An


ecological survey using DPSIR indicators

Soos Pia University of Ljubljana Climate change adaptation from the


perspective of landscape planning

Stain Devid Research Team for Comunit The re-discovery of the maggenghi
Montana of Valcamonica through natural paths

Strauss Agnes BOKU Vienna Family farms in the mountain region: What
principles contribute to resilience?

Key role of the mycorrhizal symbiosis on


Tom Elisabetta Free University of Bolzano belowground ecology for apple orchards in
South Tyrol

Statistical analyses and techniques for forest


Torresan Chiara CRA-MPF volume estimation and stand structural
classification using airborne laser scanner
data

A top predator species as a bio-indicator


Trotti Paolo University of Milano of alpine biodiversity in relation to human
activities

Alternative food networks: Three case


Vuenovi Dragan Trzic (SI) studies from opper Carniola (Gorenjska)
Region

MARGIN[AL] SPACES A methodological


Zecchin Luca University of Trento approach for the Alpine territory of the low
and medium mountain

Zucali Maddalena University of Milano Carbon footprint of milk production in


Italian Alps

189
Poster Session

The Alpine Conventions

Young Scientist Award

The Young Scientist Award, organised by the Alpine Convention, is a contest


dedicated to young people doing research in the Alps and about the Alps. The
Award, organised every two years and open to both Master and PhD students,
is one of the Alpine Conventions key initiatives regarding young people in the
Alps. The new generations are of crucial interest to the Alpine Convention
because they represent the future of the Alps; thus, the Convention considers
the development of initiatives that encourage young people to engage in Alpine
issues a priority.

One specific feature of each edition of the Young Scientist Award is that it is
structured around topics that are of interest to the Alpine Convention. This
year, the focus was on Energy and Sustainable Tourism, two very relevant topics
closely related to the objectives of the Convention. Contributions addressing
the theme of Energy focused on the role of the end user in improving efficient
energy use and on the development of sustainable energy systems in the Alps.
Under sustainable tourism strategies, initiatives and policies designed to improve
sustainable tourism development and its implementation in the Alpine reality
were sought.

We received more than 40 contributions from almost all Alpine states; these
contributions were reviewed by an international jury composed not only of
representatives from the academic world, but also of a representative from an
Alpine Convention Infopoint. Infopoints are local initiatives designed to promote
the implementation of the Alpine Convention. In total, six prizes were awarded:
a first and second prize, three ex-aequo prizes and one Infopoint prize. The
Infopoint prize was awarded by the Infopoint Domodossola in recognition of a
project of particular relevance to the local community. The topics tackled by the
authors of the winning posters range from the use of renewable energy sources
and sustainable tourism initiatives to water usage in tourism areas and the
architectural restoration of abandoned villages.

In the future, the Alpine Convention will strive to further promote the Young
Scientist Award and to enhance the participation of young researchers. We have
particularly appreciated this years cooperation with ISCAR and the organisation
of the Award in the context of the Forum Alpinum; this allowed for the exposure
of the Young Scientists outstanding research outcomes within the broader
public, as well as within the Alpine Academia.

Simona Vrevc, Vice Secretary General of the Alpine Convention

190
Alpine Convention Young Scientist Award

FIRST PLACE

Decision support in the implementation of


sustainable development in protected areas with
regard to environmental education and ecotourism

Mojca Stubelj Ars


University of Nova Gorica, Slovenia

Background modeling. Statistical analyses were conducted using


SPSS, R and Excel. We made an overview of decision
The thesis examines the relationships between problems and decision making in protected areas
sustainable development, environmental education over the last decade, identified decision problems
and ecotourism in protected areas. Specifically, associated with protected areas, and developed
it addresses the question of how to provide a classification system for decision problems in
decision support that can aid decision makers in protected areas. Eight case studies were conducted,
the implementation of sustainable development four in the Republic of Slovenia and four in the State
in protected areas. In the thesis, we addressed of Hawaii, USA. The Slovenian case studies can be
decision problems that occur in mountain and island considered to apply to the broader Alpine space.
areas, since these are highly vulnerable ecosystems
in need of protection. We developed various Results
decision support models and conducted few socio-
environmental case studies. Based on the results, We developed two decision support models using
we derived recommendations and guidelines for the qualitative decision modeling methodology DEX,
sustainable management of protected areas in which facilitates multi-attribute qualitative analysis,
mountain and island regions by implementing is freely available and has a history of successful
sustainable tourism practices and environmental applications in various research disciplines (Bohanec
education. The research was structured around et. al., 2013). The first model addresses the
four foci: decision problems in protected areas, sustainability of mountain hut infrastructure; the
the relationship between environmental education second model enables the assessment of students
and sustainable development, decision support information perception at the educational event.
for ecotourism, and the relationship between The assessment of tourists pro-environmental
environmental education and ecotourism. behaviour was done in two protected areas: the
Triglav National Park in Slovenia and the Mnoa
Methods Falls Trail in the Koolau Mountain Watershed
Conservation District on the island of Oahu, Hawaii.
The methodologies used in this research include We addressed tourists willingness to pay to hike
content analysis, questionnaires, semi-structured the Mnoa Falls Trail and their support for nature
interviews, focus groups and multi-attribute decision conservation. Further, we assessed the sustainability

191
Poster Session

performance of six ecotour operators in Hawaii. part of their services.


Based on the assessment of good practice examples Other contributions of the thesis are: (f) classification
from Hawaii, we derived guidelines for the future of decision problems and decision making processes
development of ecotourism in Slovenia, as well as a that occur in protected areas; (g) environmental
list of workable environmental education indicators education indicators for the Triglav National Park; (h)
for Triglav National Park. Finally, we proposed guidelines for the future development of ecotourism
solutions for decision problems and dilemmas in Slovenia; (i) operational decision support models
regarding ecotourism and environmental education for the assessment of mountain hut infrastructure
in the Alps, based on the results from our case and for the evaluation of environmental information
studies conducted in mountain and island protected perception.
areas.
The outcomes of this work are multidisciplinary and
Conclusion contribute to a better understanding of decision
problems in protected areas and of the relationships
The most important results show that: (a) common between sustainable development, environmental
decision problems are present in protected areas education and ecotourism.
worldwide; (b) mountain and island protected
areas are attractive tourism destinations and
require proper management in order to balance
conservation and resource use pressures; (c)
environmental education influences ones support
for nature conservation in both Slovenia and Hawaii,
and ones willingness to pay for experiences like
hiking in protected areas in Hawaii; (d) ecotourists
in Hawaii behave more pro-environmentally than
general visitors; (e) ecotourism operators in Hawaii
provide environmental education as an integrated

192
Alpine Convention Young Scientist Award

SECOND PLACE

A proposal for reinterpreting the landscape for the


reuse of a forgotten settlement in the Ossola Valley

Elena Pid & Arianna Pirazzi


Polytechnic University of Milan, Italy

The consequences of unsustainable and destructive people. Issues such as environmental sustainability,
behavior on the territory, the environment and the land use, energy consumption and the use of local,
landscape have specific impacts at the local level eco-friendly materials, must be addressed at the
on small communities. Because living in a specific same time as issues about social sustainability, the
place means actively participating in the daily life, preservation of local traditions and culture, and
contributing to the local identity and belonging community collaboration.
to a community, it is important to re-evaluate the
great potential inherent in small communities. Its This thesis focuses specifically on the recovery and
time to think about radically different conditions reuse of a small rural village in the municipality of
for development, to create regionally-centered Montecrestese (Verbano-Cusio-Ossola - Piemonte
economies, and to revalue places such as small - Italy). Here, a set of 9 traditional stone buildings
mountain settlements that are a priceless source of dating back to the fifteenth century has been
both goods and knowledge. completely abandoned for the past 100 years.
We assume a future scenario in which the hamlet
The underlying theme of this thesis is of the recovery is re-inhabited, hosting residences and providing
and revitalization of some characteristic realities of useful services to the local community, and in which
the Alpine space: small villages, hamlets and other the land is exploited to its full potential.
forms of rural mountain architecture that have
been abandoned in recent decades. The ultimate Our work shows that it is possible, even necessary,
goal of this research is to better understand a to imagine a different future scenario for Alpine
reality that we know, love and exploit by achieving communities. Envisioning a specific future helps
two major objectives. First, our goal was to analyze communities re-appropriate their sense of identity
and understand the changes over time that have and maintain their local resources by allowing them
led to changes in socio-economic dynamics at the to develop a set of specific strategies. The Alpine
local scale. The second objective was to assess space must be re-evaluated with regard to its
whether and how direct interventions, aimed historical roots, which should be viewed as a source
to the re-appropriation of these spaces, can be of traditional ecological and cultural knowledge
implemented by developing a set of specific recovery about how humans can establish a condition of
strategies. In this regard, it is essential to develop a equilibrium and harmony with the environment.
project that is mindful of both the landscape and the

193
Poster Session

THIRD PLACE

Transition towards sustainable tourism in protected


areas in Trentino (Italy): Recommendations for
designing and implementing successful partnerships
for sustainable tourism in protected areas

Laura Marinelli
Utrecht University Trentino School of Management
Netherlands Italy
The tension and tight dependency between the management and tourism development. This
preservation of natural resources and the potential region is of specific interest because its incredible
for social and economic growth that tourism natural heritage, which includes the Dolomites
conveys are currently a major problem, especially in UNESCO World Heritage Site, attracts approximately
vulnerable, marginalized mountain environments. five million tourists every year. The province has
Protected areas have been used for more than a committed, via a new, voluntary instrument known
century as an instrument for safeguarding areas as Reti di Riserve, to manage protected areas in
with high natural value. Initially, the management of an integrated way. The province is working with
such areas was characterized by top-down decisions stakeholders to design a multi-level, long-term
that were based on a purely conservative paradigm. strategy to foster and coordinate sustainable tourism
Over the last years, this traditional approach has development in its system of protected areas.
become more open and inclusive, recognizing
that the sustainable use of protected areas, such Considering the problems presented above and
as through tourism, may benefit biodiversity. considering the content of the relevant protocols
This change emerged along with the concept of and academic studies, this dissertation aims to
sustainable development and that of governance. propose recommendations to the Province of Trento
The democratization of decisional processes and the for the design and implementation of sustainable
complexity of certain policies or problems requires tourism policies in its system of protected areas.
suitable forms of government in which a variety of Such recommendations are based upon long-
actors work together to carry out effective solutions term cooperation between local and provincial
to complex issues. Sustainable tourism, as a set of stakeholders representing different sectors and
policies explicitly designed to lower the pressure of interests.
tourism on the environment and rural communities,
represents an important concept that embraces First, this research develops an analytic framework
both environmental protection and sustainable gathered from the existing literature about
social and economic growth. intersectional cooperation and sustainable
development in order to identify the factors that
The Autonomous Province of Trento (an Italian may impede or facilitate the success of such
mountain province situated in the central Alps) management. Secondly, applying a qualitative
represents the tight dependency between nature case-study method, the framework is based on a

194
Alpine Convention Young Scientist Award

specific case, i.e. the Adamello Brenta Natural Park,


a protected area in Trentino that has been exploiting
such participatory practices for almost ten years.
More than 30 in-depth or semi-structured interviews
with different stakeholders have been collected
and qualitatively and iteratively analyzed. These
interviews are used to depict as clearly as possible
the different geographic and social components of
the Parks context.

The results of this case study allowed us to redesign


the analysis framework for this kind of governance,
and to enhance and integrate aspects that are
particularly relevant for the context of Trentino.
Secondly, it is important that the system of protected
areas of Trentino (30% of its territory) is examined in
order to understand which aspects of each protected
area will allow a more efficient implementation of
participatory and sustainable policies.

The research concludes that a participatory


management of natural resources with recreational
purposes requires first of all a dependable
management authority, as well as sufficient human,
organizational, technical and financial resources.
Furthermore, the research demonstrates how
important it is for the Province to reinforce its
commitment in favor of sustainable policies,
especially in the field of tourism, where shrewd
financing is needed to support long-term policies. In
particular, policies designed to deal with fluctuating
tourism intensities are needed. Such changes would
also positively stimulate the attitude of certain local
stakeholders (APT, the public utility for tourism
promotion, as well as tour operators, municipalities
and usi civici associations). Moreover, we hope
for an increased participation of provincial APT in
developing the touristic product to avoid problems
in the consecutive promotion. In conclusion, it is
necessary that a majority of stakeholders take part
proactively (also in budgetary terms) in the process
of formulating and implementing new policies.

195
ForumAlpinum 2014

Partecipante
Name Institution/Affiliation Location
Adani Fabrizio Universit degli Studi di Milano 20133 Milano (I)
Adobati Fulvio Universit degli Studi di Bergamo 24129 Bergamo (I)
Agnelli Guido Universit degli Studi di Milano 23880 Casatenovo (I)
Allegretti Alberto 24010 Ponteranica (i)
Andersen Prisca JTS Alpine Space Programme 80797 Mnchen (D)
Andreoli Elena Universit degli Studi di Milano 20133 Milano (I)
Angelini Paolo Ministry for the Environment, Land and Sea 46028 Sermide (MN) (I)
Aouinait Camille Agroscope 1964 Conthey (CH)
Arena Libera Paola 21026 Gavirate (I)
Aresi Monica 24047 Treviglio (I)
Arnberger Arne BOKU - University of Natural Resources and Applied Life 1190 Vienna (A)
Sciences
Azzoni Giorgio MUSIL 25122 Brescia (I)
Azzoni Roberto Sergio Universit degli Studi di Milano 20133 Milano (I)
Ballarin-Denti Antonio Alpine Convention - Italian Focal Point 20124 Milano (I)
Ballnus Florian Bavarian State Ministry for the Environment and Consumer 81925 Mnchen (D)
Protection
Balsarini Fabio 25040 Gianico (I)
Barcella Matteo 20093 Cologno Monzese (I)
Barras Charles Ticino Tourism 6501 Bellinzona (CH)
Basso Daniele Universit di Trento 38123 Trento (I)
Battaglini Luca Universit degli Studi di Torino 10095 Grugliasco (I)
Bava Luciana Universit degli Studi di Milano 20133 Milano (I)
Beghi Roberto Universit degli Studi di Milano 20133 Milano (I)
Begus Ines Univerza na Primorskem / Universit del Litorale 6000 Koper-Capodistria (SI)
Begusch-Pfefferkorn Karolina Bundesministerium fr Wissenschaft und Forschung 1014 Wien (A)
Belladelli Leonardo Politecnico di Milano 26013 Crema (I)
Bellini Daniele Edison SpA Milano (I)
Beltramo Riccardo Universit di Torino 10134 Torino (I)
Bendler Gebhard sterreichische Akademie der Wissenschaften 6020 Innsbruck (A)
Bertogliati Mark EcoEng Sarl 6703 Osogna (CH)
Bertolino Maria Anna Universit di Torino 10064 Pinerolo (I)
Bevione Michela Politecnico di Milano 12043 Canale (I)
Bialetti Alfonso 28922 Verbania (I)
Binda Roberto Rivista professione Montagna 22020 Cavallasca Como (I)
Bischetti Gian Battista Universit degli Studi di Milano - GeSDiMont 20133 Milano (I)
Bocchi Stefano Universit degli Studi di Milano 20133 Milano (I)

196
Partecipante

Bocchiola Daniele Politecnico di Milano 20133 Milano (I)


Bolzoni Luciano Alpes societ cooperative 38122 Trento (I)

Bordini Nicola 25040 Angolo Terme (I)


Borec Andreja FALS UM 2311 Hoe (SI)
Borsdorf Axel sterreichische Akademie der Wissenschaften 6020 Innsbruck (A)
Bortolotti Carla Universit di Bologna 38057 Pergine Valsugana (I)
Bossone Moreno Geogroup 28885 Piedimulera (I)
Bourdeau Philippe Universit Joseph Fourier 38100 Grenoble (F)
Bovolenta Stefano Universit di Udine 33100 Udine (I)
Bressa Gianclaudio Presidenza del Consiglio dei Ministri 00187 Roma (I)
Brethaut Christian Universit de Genve 1227 Carouge / Genve (CH)
Briscioli Vincenza 25055 Pisogne (I)
Brun Jean-Jacques IRSTEA 38402 Saint Martin dHres (F)
Brusati Marco Universit Cattaneo - LIUC 28046 Meina (I)
Busatta Maurizio Journalist 32100 Belluno (I)
Busch Rainer BioEconomy e.V. 6120 Halle (D)
Busin Cristina Alpes societ cooperative 38122 Trento (I)
Butola Jitendra Singh Kuth Conservation Group/Uttarakhand University Pauri, Uttarakhand (IN)
Calvo Enrico ERSAF 20124 Milano (I)
Cappellini Alessia Politecnico di Milano 20099 Sesto San Giovanni (I)
Capra Michela Museo Etnografico Giacomo Bergomi di Montichiari (BS) 25070 Pertica Alta (I)
Capraro Franco Club Arc Alpin 39100 Bolzano (I)
Carzaniga Alessandro Universit degli Studi di Milano 20882 Bellusco (I)
Castellazzi Aldo ASL Sondrio 23032 Bormio (I)
Castelli Pier Maurizio CAI - Pro Natura 16156 Genova (I)
Castelli Giacomo 38123 Trento (I)
Castiglioni Benedetta Universit di Padova 35123 Padova (I)
Caterina Franco Politecnico di Milano 21100 Varese (I)
Cattaneo Maria Chiara 23037 Tirano (I)
Cattivelli Valentina Regione Lombardia 20122 Milano (I)
Cerutti Stefania Universit degli Studi del Piemonte Orientale - ARS.UNI.VCO 28887 Omegna (I)
Cetara Luca Eurac Research 00186 Roma (I)
Church Jon Marco Universit de Reims Champagne-Ardenne 51096 Reims Cedex (F)
Civelli Raffaele Universit degli Studi di Milano 20133 Milano (I)
Coali Roberto Provincia autonoma di Trento 38121 Trento (I)
Colombini Stefania Universit degli Studi di Milano 20133 Milano (I)
Colombo Daniele Innovhub - SSI 20133 Milano (I)
Colucci Giancarlo 18038 Sanremo (I)
Conedera Marco WSL 6500 Bellinzona (CH)
Confortola Gabriele Ingegnere per lAmbiente e il Territorio 23032 Bormio (I)
Coratza Paola Universi di Modena e Reggio Emilia 41100 Modena (I)

197
ForumAlpinum 2014

Corradin Diego Studio Tecnico Associato S.Ar.In. 10016 Montalto Dora (I)
Corsi Stefano Universit degli Studi di Milano - DEMM 20133 Milano (I)
Cortines Felipe EURAC 39100 Bolzano (I)
Cossi Paolo Hazard editore 33090 Castelnovo del Friuli (I)
Cotti Piccinelli Sergio Distretto culturale di Valle Camonica 25043 Breno (BS) (I)
Cottini Andrea Associazione ARS.UNI.VCO 28845 Domodossola (I)
Cremaschi Roberto ERSAF 20124 Milano (I)
Cristini Attilio 25041 Darfo Boario Terme (I)
Crosetto Adriana IntrAlp 12100 Cuneo (I)
Crovetto Gianni Matteo Universit degli Studi di Milano 20133 Milano (I)
Cugusi Battistina Universit de Genve 1211 Genve 4 (CH)
Daina Patrizio Museo Scienze Naturali E. Caffi Bergamo 24129 Bergamo (I)
Danelli Andrea RSE SpA 20134 Milano (I)
Dax Thomas Federal Institute for Less-favoured and Mountainous Areas 1030 Wien (A)
(BABF)
Del Barba Oscar Club Alpino Italiano 20124 Milano (I)
Del Curto Davide Politecnico di Milano 20133 Milano (I)
Della Mea Laura 33010 Malborghetto-
Valbruna(I)
Della Torre Roberto Rivista professioneMontagna 22020 Cavallasca Como (I)
Dellavedova Paola Perito tecnico commerciale 11020 Roisan (I)
Delley Sarah University of Bern 3012 Bern (CH)
Dematteis Giuseppe Associazione Dislivelli e Politecnico di Torino 10123 Torino (I)
Di Bella Elena Provincia di Torino 10100 Torino (I)
Di Luca Monica Universit degli Studi di Milano 20133 Milano (I)
Di Mauro Biagio 20141 Milano (I)
Di Pietro Adarosa Universit degli studi di Bologna 25047 Darfo (I)
Diamantini Corrado DICAM - Universit di Trento 38050 Trento (I)
Dietinger Tomaz Universitt Graz 8010 Graz (A)
Dini Roberto Politecnico di Torino - Ass. Cantieri dalta quota 11100 Aosta (I)
Diolaiuti Guglielmina Adele Universit di Milano 20133 Milano (I)
Dioli Enrico CISL 23885 Calco (Lecco) (I)
Dioli Paride Museo Civico di Storia Naturale Milano 20121 Milano (I)
Dossi Carlo University of Insubria and ALPsolut 21100 Varese (I)
Drexler Claudia The Mountain Research Initiative (MRI) 3012 Bern (CH)
Duglio Stefano Universit degli Studi di Torino 10134 Torino (I)
Durbano Jean 18039 Ventimiglia (I)
Dusina Francesco 25062 Concesio (I)
Eder Renate BOKU Universitt fr Bodenkultur Wien 1190 Wien (A)
Egger Thomas SAB 3001 Bern (CH)
Ehringhaus Barbara ProMONT-BLANC 1299 Crans (VD) (CH)
Elegir Graziano Innovhub - SSI 20138 Milano (I)
Elmi Marianna Permanent Secretariate of the Alpine Convention 39100 Bolzano (I)

198
Partecipante

Emma Marcello Italian Presidency of the Alpine Convention 00147 Roma (I)
Eocci Manuela upolis Lombardia 20124 Milano (I)
Evrard Nicolas AEM 73000 Chambry (F)
Faiferri Ivan Cooperativa il Leggio 25056 Ponte di Legno (I)
Failla Osvaldo Universit degli Studi di Milano 20123 Milano
Falcone Maria Pia IntrAlp 12100 Cuneo (I)
Fanchini Veronica Universit degli Studi di Milano 25048 Edolo (I)
Fassin Ivan CISL 23100 Sondrio (I)
Federici Maurizio Regione Lombardia 20080 Basiglio (I)
Ferrari Jacopo 20133 Milano (I)
Ferrario Viviana Iuav University of Venice 30100 Venezia (I)
Ferraris Paolo NREresearch 261032 Fano (I)
Ferrazzi Giovanni Universit degli Studi di Milano 20133 Milano (I)
Filippi Enrico Architetto 54027 Pontremoli (I)
Fiorina Silvia ASL Sondrio - Dipartimento di prevenzione veterinario 23100 Sondrio (I)
Firmo Ilaria 25124 Brescia (I)
Fischer Andrea sterreichische Akademie der Wissenschaften 6020 Innsbruck (A)
Fontana Lupi Nadia Ente Turistico Mendrisiotto e Basso Ceresio 6850 Mendrisio (CH)
Forchini Maurizio 24121 Bergamo (I)
Fornaciarini Daniela Giornalista 6815 Melide (CH)
Fossati Massimo ITB Valsassina & ANEF Lombardia 20851 Lissone (I)
Fosson Jean Pierre Fondazione Montagna sicura - Montagne sure 11013 Courmayeur (I)
Franzini Lino Sindaco di Palanzano (PR) 43025 Palanzano (I)
Franzoni Oliviero Banca Valle
Freppaz Michele Universit degli Studi di Torino 10095 Grugliasco (I)
Fumagalli Monica Azienda Ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna 23100 Sondrio (I)
Gabrieli Jacopo University of Venice 30123 Venice (I)
Galli Davide 21040 Venegono Superiore (I)
Galli Stefano Bruno Universit degil studi di Milano 20122 Milano (I)
Galluzzo Fabrizio ISPRA Servizio Geologico dItalia 00144 Roma (I)
Grtner-Roer Isabelle Universitt Zrich 8057 Zrich (CH)
Gasparella Lorenza 36034 Malo (I)
Gasparotti Claudio Studio Aura 25047 Boario Terme (I)
Gasperotti Mattia Fondazione Edmund Mach 38010 San Michele allAdige (I)
Gatti Elena Universit della Montagna UNIMONT 25048 Edolo (I)
Ghirardelli Emanuele Coldiretti Sondrio 23100 Sondrio (I)
Ghiroldi Alice 25050 Piamborno (I)
Giacomelli Riccardo Universit degli Studi di Trento 38052 Caldonazzo (I)
Giacomelli Pietro FEDERBIM 00185 Roma (I)
Giacomelli Stefano Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell 25124 Brescia (I)
Emilia Romagna
Giacomoni Giorgio Deputazione Storia Patria della Lombardia 21047 Saronno (I)

199
ForumAlpinum 2014

Giarelli Luca I.S.T.A - LOntnoVerde 25040 Nadro di Ceto (I)


Giorgi Anna University of Milan 20133 Milano (I)
Giorgi Alessandra Proxima 25043 Breno (I)
Giovenzana Valentina Universit degli Studi di Milano 20133 Milano (I)
Girometta Carolina Universit di Pavia 27100 Pavia (I)
Giudici Francesca 24060 Pianico (I)
Giupponi Luca Universit degli Studi di Milano 24016 San Pellegrino Terme (I)
Gleeson Erin The Mountain Research Initiative 3012 Bern (CH)
Gloersen Erik Universit de Genve 1211 Genve 4 (CH)
Golobic Mojca University of Ljubljana, Biotechnical Faculty 1000 Ljubljana (SI)
Gretter Alessandro Leopold-Franzes University Innsbruck 38050 Castelnuovo (I)
Grimaldi Luca ERSAF 20124 Milano (I)
Grosso Silvia IntrAlp 12100 Cuneo (I)
Guerini Angelo Edizioni Angelo Guerini e Associati 20135 Milano (I)
Guglielmetti Ilaria Politecnico di Milano 20156 Milano (I)
Guiducci Franco Dipartimento per gli affari regionali, le autonomie e lo sport 00187 Roma (I)
Gusmeroli Fausto Fondazione Fojanini di Studi Superiori 23100 Sondrio (I)
Haller Andreas University of Innsbruck 6020 Innsbruck (A)
Harte Dominic 39100 Bolzano (I)
Herzog Felix Agroscope 8046 Zrich (CH)
Hiwot Zelalem UVDOCW 3600 Addis Abeba (ET)
Humer-Gruber Heidi Interdisciplinary Mountain Research 6020 Innsbruck (A)
Hurni Hans Universitt Bern 3012 Bern (CH)
Iacone Viviane Regione Lombardia 20124 Milano (I)
Kck Gnter sterreichische Akademie der Wissenschaften 1010 Wien (A)
Kozina Jani Research Centre of the Slovenian Academy of Sciences and 1000 Ljubljana (SI)
Arts
Krebs Patrik WSL 6500 Bellinzona (CH)
Kupper Patrick Universitt Innsbruck 6020 Innsbruck (A)
Lago Chiara 20014 Nerviano (I)
Lanzetti Marina Comune di Ceto 25040 Ceto (I)
Lauber Stefan WSL 8903 Birmensdorf (CH)
Lorenzetti Luigi Universit della Svizzera italiana 6850 Mendrisio (CH)
Lorenzini Claudio Universit degli Studi di Udine 33100 Udine (I)
Lozzia Giuseppe Carlo Universit di Milano 20133 Milano (I)
Lucchese Martina 33070 Polcenigo (I)
Lugeri Francesca Romana ISPRA - UNICAM 00144 Roma (I)
Lugon Ralph Institute of Tourism HES-SO Valais / Wallis 3960 Sierre (CH)
Luminati Cassiano Regione Valposchiavo 7742 Brusio (CH)
Macchi Gianluca CERVIM 11100 Aosta (i)
Macchiavelli Andrea Universit di Bergamo 24129 Bergamo (I)
Machold Ingrid Federal Institute for Less-Favoured and Mountainous Areas 1030 Wien (A)

200
Partecipante

Maculotti Giancarlo Incontri Tra/Montani 25040 Cerveno (BS) (I)


Mader Clemens Leuphana University Lneburg 21335 Lneburg (D)
Maffezzoli Niccol Universit degli Studi di Milano-Bicocca 46100 Mantova (I)
Maino Federica EURAC research 39100 Bolzano (I)
Malek Ziga International Institute for Applied Systems Analysis (IIASA) 2361 Laxenburg (A)
Mancon Simona Universit degli Studi di Milano 20150 Peveranza di Cairate (I)
Mania Ilaria Universit degli Studi di Torino, DISAFA 10095 Grugliasco (I)
Mannoni Federico Italian Presidency of the Alpine Convention 00147 Roma (I)
Manzo Alessandra 13030 Caresanablot (I)
Marai Simone Universit degli Studi di Milano 20133 Milano (I)
Marchetti Marco ASL della Provincia di Sondrio 23100 Sondrio (I)
Marelli Beatrice Universit di Torino 25060 Collebeato Brescia (I)
Mari Franco Universit degli Studi di Milano 25048 Edolo (I)
Marinelli Laura Utrecht University 38026 Ossana (I)
Mariotti Luca 25040 Malonno (I)
Martinazzoli Donatella Consiglio Regionale della Lombardia 20124 Milano (I)
Martini Umberto Universit di Trento 38122 Trento (I)
Marzelli Stefan ifuplan 80799 Mnchen (D)
Mattiucci Cristina DICAM / Universit degli Studi di Trento 38123 Trento (I)
Maugeri Maurizio Universit di Milano 20121 Milano (I)
Mazzina Nada 23100 Sondrio (I)
Mazzoleni Alberto Comunit Montana Valle Brembana 24014 Piazza Brembana (I)
Mazzucchelli Patrizio Raetia Biodiversit Alpine 23035 Teglio (I)
Mazzucco Marianna 32013 Longarone (I)
Meazza Renata D.G. Culture, Identit e Autonomie - Regione Lombardia 20124 Milano (I)
Medaglia Carlo Maria Universit di Roma Sapienza 00198 Roma (I)
Mehlhorn Susanne BMLFUW 1060 Wien (A)
Membretti Andrea Universit di Milano-Bicocca 20126 Milano (I)
Micheletti Cesare Fondazione Dolomiti UNESCO 32043 Cortina dAmpezzo (I)
Mignatti Andrea Politecnico di Milano 20025 Legnano (I)
Milii Vesna University of Ljubljana 1000 Ljubljana (SI)
Miotello Francesca Regione del Veneto 30172 Mestre Venezia (I)
Mocarelli Luca Universit di Milano Bicocca 201226 Milano (I)
Mondini Ezio Citt di Darfo Boario Terme 25047 Darfo Boario Terme (I)
Monopoli Marco 25055 Pisogne (I)
Monti Fabiano ALPsolut S.r.l. 23030 Livigno (I)
Mora Isabela Fundacion Ecologica Mundo verde 576 Marsella-Risarida (CO)
Morra di Cella Umberto Agenzia Regionale per la Protezione dellAmbiente della 11020 Saint-Christophe (I)
Valle dAosta
Moser Ruth Biosphrenpark Groes Walsertal 6721 Thringerberg (A)
Mrad Meriem University of Padova 35020 Legnaro (I)
Naddeo Antonio Presidenza del Consiglio dei Ministri 00187 Roma (I)

201
ForumAlpinum 2014

Nahrath Stphane Institut Universitaire Kurt Bsch (IUKB) 1950 Sion 4 (CH)
Nakhutsrishvili George Ilia State University - Institute of Botany 105 Tbilisi (GE)
Nanchen Eric Foundation for sustainable development in mountain 1950 Sion (CH)
regions
Nardin Francesca University of Parma 39121 Trento (I)
Nared Janez ZRC SAZU 1000 Ljubljana (SI)
Negriolli Roberta Regione Lombardia 20124 Milano (I)
Oedl-Wieser Theresia Federal Institute for Less Favoured and Mountainous Areas 1030 Wien (A)
Oiry Varacca Marie Universit de Savoie 1200 Chtillon-en-Michaille (F)
Olmedo Marcela University of Kent 11010 Introd (I)
Omizzolo Andrea EURAC 39100 Bolzano (I)
Ongaro Vittorio Cooperativa sociale ProSer 25047 Darfo Boario Terme (I)
Onida Marco Stndiges Sekretariat der Alpenkonvention 6020 Innsbruck (A)
Oppio Alessandra Politecnico di Milano 20133 Milano (I)
Panjek Aleksander University of Primorska 6000 Koper - Capodistria (SI)
Panseri Sara DIVET 20133 Milano (I)
Papa Danilo ASL1 Liguria 18038 San Remo (I)
Papa Gianluca VAOL.IT - Valtellina 23022 Chiavenna (I)
Parolo Ugo Regione Lombardia 20124 Milano (I)
Parolo Gilberto Universit degil studi di Milano 20133 Milano (I)
Parreno Maria Alejandra University of Lausanne / Eawag 1005 Lausanne (CH)
Patt Anthony ETH Zrich 8092 Zrich (CH)
Pe Renato Sindaco Comune di Pian Camuno 25050 Pian Camuno (I)
Pecci Massimo Dipartimento per gli affari regionali, le autonomie e lo sport 00187 Roma (I)
Pecher Caroline EURAC Research 39100 Bozen (I)
Pecqueur Bernard Universit Joseph Fourier 38041 Grenoble cedex 9 (F)
Pedemonti Andrea 24060 Solto Collina (I)
Pedersoli Alessandra Universit IUAV di Venezia 30122 Venezia
Pederzolli Gianfranco FEDERBIM 00185 Roma (I)
Pedrazzi Stella Universit degli Studi di Milano 25048 Edolo (I)
Pedrazzoli Ambra Laurea triennale 24023 Bergamo (I)
Pedrocchi Paolo Architetto 25040 Angolo Terme
Pellegrini Michele Societ storica lombarda 24129 Bergamo (I)
Peluchetti Flora Architetto 25040 Artogne
Peroni Francesca 35129 Padova (I)
Personeni Carlo FEDERBIM 00185 Roma (I)
Petitta Marcello ENEA 00123 Roma (I)
Petrella Andrea Universit degli Studi di Trento 38121 Trento (I)
Petriccioli Enrico FEDERBIM 00185 Roma (I)
Pettenella Davide Universit di Padova 35020 Legnaro PD (I)
Pfefferkorn Wolfgang Rosinak & Partner ZT GmbH 1050 Wien (A)
Pia Fiona EPF Lausanne 1015 Lausanne (CH)

202
Partecipante

Pianezzola Maria SEACOOP 10100 Torino (I)


Piantoni Chiara GAL Valle Camonica Val di Scalve 25050 Paspardo (I)
Pid Elena Politecnico di Milano 28854 Malesco (I)
Pierik Mario Enrico Universit degli Studi di Milano 25040 Esine (I)
Pietta Antonella Universit degli Studi di Brescia 25122 Brescia (I)
Pignar Tomanic Andreja IntrAlp 12100 Cuneo (I)
Pignata Giuseppe DiSAFA Torino 10153 Torino (I)
Pinna Jonathan 21040 Carnago (I)
Pirazzi Arianna Politecnico di Milano 28859 Trontano (I)
Plona Stefano Associazione per i produttori agricoli di Vallecamonica 25040 Esine (I)
Poggio Pier Paolo Musil - Museo dellindustria e del lavoro di Brescia 25122 Brescia (I)
Poli Massimiliano 25086 Rezzato (I)
Polonioli Gian Bettino Comune di Cimbergo 25050 Cimbergo (I)
Porcellana Valentina Universit di Torino 10124 Torino (I)
Poto Luisa CNR-IDPA 30123 Venezia (I)
Pozzi Andrea Universit dellInsubria DiSAT 22100 Como (I)
Pradella Francesco 20900 Monza (I)
Prienk Jernej University of Maribor 2311 Hoe (SI)
Protti Daniela Emilia Regione Lombardia 20124 Milano (I)
Psenner Roland Leopold-Franzens-Universitt Innsbruck 6020 Innsbruck (A)
Putelli Alessandro Comunit Montana di Valle Camonica 25043 Breno (I)
Raciti Angela Evelina CAI 16156 Genova (I)
Raja Raffaele Regione Lombardia 20124 Milano (I)
Ratto Sara Maria Regione Autonoma Valle dAosta 11100 Aosta (I)
Rauch Jrgen 80637 Mnchen (D)
Regli Marion ISCAR 3007 Bern (CH)
Regolini Graldine Bureau dtude RELIEF 1860 Aigle (CH)
Reynard Emmanuel Universit de Lausanne 1015 Lausanne (CH)
Riede Maximilian University of Innsbruck 6020 Innsbruck (A)
Righetto Lorenzo Politecnico di Milano 20032 Milano (I)
Rigling Andreas WSL 8903 Birmensdorf (CH)
Rizzi Carola Universit di Bergamo 24129 Bergamo (I)
Rizzi Gianmaria Camera id Commercio 25121 Brescia (I)
Rocca Marco Mottolino SpA Livigno 23030 Livigno (I)
Rossa Andrea MeteoSchweiz 8058 Zrich-Flughafen (CH)
Rossi Nicola Universit di Ferrara 32032 Feltre (I)
Ruggieri Rossana IntrAlp 12100 Cuneo (I)
Ruoss Engelbert Global Regions Initiative 31027 Lovadina di Spresiano (I)
Sala Alessandro Consiglio della Regione Lombardia 20124 Milano (I)
Sala Walter GAL Valle Camonica Val di Scalve 25050 Paspardo (I)
Salsa Annibale Accademia della montagna del Trentino 38100 Trento (I)
Sandrini Sara Gabriella 25056 Ponte di Legno (I)

203
ForumAlpinum 2014

Sandrucci Anna Universita degli Studi di Milano 20133 Milano (I)


Santolini Riccardo Universit dUrbino 61029 Urbino (I)
Sascor Emanuele Comune di Bolzano 39100 Bolzano (I)
Savino Elena University of Pavia 27100 Pavia (I)
Scheurer Thomas ISCAR 3007 Bern (CH)
Schir Emanuela Osservatorio del paesaggio Trentino 38122 Trento (I)
Scolozzi Rocco Universit di Trento, Universidade do Minho 38066 Riva del Garda (I)
Scotton Andrea 28865 Crevoladossola (I)
Senese Antonella Universit degli Studi di Milano 20133 Milano (I)
Setton Denise IntrAlp 12100 Cuneo (I)
Sever Bojan Municipality of Idrija 5280 Idrija (SI)
Signaroli Simone Cooperativa il leggio s.c.s. 25052 Piancogno (I)
Silva Jean-Marc France Montagnes 73800 Francin (F)
Silveri Luana TSM_STEP Scuola per il governo del territorio 38100 Trento (I)
Smiraglia Claudio Universit Milano 21133 Milano (I)
oo Pia University of Ljubljana 6310 Izola (SI)
Spadaccini Roberto 25047 Darfo Boario Terme (I)
Spagnoli Sonia Universit degli Studi di Milano 25048 Edolo (I)
Spavetti Santo Freelancer 25040 Berzo Demo (I)
Speciale Nunzio 90011 Bagheria (I)
Speranza Giovanna Universit di Milano 20133 Milano (I)
Stain Devid Associazione temporanea 25048 Edolo (I)
Stanchi Silvia Universit degli Studi di Torino 10095 Grugliasco (I)
Staniscia Stefania DICAM / Universit degli Studi di Trento 38123 Trento (I)
Stare Eva Alpine Space Programme JTS 80797 Mnchen (D)
Stasi Maria Beatrice Azienda Ospedaliera della Valtellina e Valchiavenna 23100 Sondrio (I)
Strauss Agnes BOKU Vienna 1180 Vienna (A)
Strobl Margit SLP Snow Lotus Project 39044 Neumarkt (I)
Stubelj Ars Mojca Regional Development Agency Severna Primorska 5000 Nova Gorica (SI)
Svaluto Ferro Pier Luigi FEDERBIM 00185 Roma (I)
Tamburini Alberto Universit degli Studi di Milano 20133 Milano (I)
Tedeschi Paolo Universit Milano-Bicocca DEMS 25127 Brescia (I)
Tempesta Tiziano Universit di Padova 35123 Padova (I)
Theiler Alex Theiler Landschaft GmbH 6460 Altdorf (CH)
Timmel Thomas Flippr - Future Lignin and Pulp Processing Research Projekt 8112 Gratwein (A)
GmbH
Tom Elisabetta Libera Universit di Bolzano/Bozen 39100 Bolzano (I)
Torresan Chiara CRA-MPF 38057 Pergine Valsugana (I)
Torrione Stefano 11010 Saint Pierre (I)
Tovini Miretta 25040 Cividate Camuno (I)
Tricoire Emmanuelle Revue de Gographie Alpine 1201 Genve (CH)
Trivellini Guido WWF Italia 20 144 Milano (I)

204
Partecipante

Trotti Paolo 25055 Pisogne (I)


Trucco Micole Fondazione Montagna sicura - Montagne sure 11013 Courmayeur (I)
Tschurtschenthaler Martin FH Kufstein Tirol 6471 Arzl im Pitztal (A)
Turetti Elena Comunit Montana di Valle Camonica 25043 Breno (I)
Udovc Andrej Univerza v Ljubljana 1001 Ljubljana (SI)
Urbanc Mimi Scientific Research Centre of the Slovenian Academy of 1000 Ljubljana (SI)
Sciences and Arts
Valzelli Oliviero Comune Darfo Boario Terme 25047 Darfo Boario Terme (I)
Vaninetti Franesco koinstitut Sdtirol / Alto Adige 39100 Bolzano (I)
Vanzan Gabriella Suzanne IntrAlp 12100 Cuneo (I)
Vecchiato Daniel Universit degli Studi di Padova 35020 Legnaro (I)
Veith Ulrich Gemeinde Mals 39024 Mals (I)
Vignati Arianna Politecnico di Milano 20158 Milano (I)
Vogl Christian R. Universitt fr Bodenkultur 1180 Wien (A)
Vrevc Simona Permanent Secretariat of the Alpine Convention 39100 Bolzano (I)
Vucenovic Dragan 4290 Trzic (SI)
Vuillermoz Elisa Maria Institute of Atmospheric Sciences and Climate CNR 24126 Bologna (I)
Walzer Chris University of Veterinary Medicine 1160 Wien (A)
Weingartner Rolf Universitt Bern 3012 Bern (CH)
Zaccaria Cinzia Ministero Rapporti con le Regioni - Dipartimento struttura 00187 Roma (I)
Zampiceni Alessia Universit degli Studi di Milano 25048 Edolo (I)
Zangrando Erica Regione del Veneto 30172 Mestre Venezia (I)
Zanini Ermanno Universit degli Studi di Torino 10095 Grugliasco (I)
Zanotti Mauro Comune di Marone 25054 Marone (I)
Zanzi Luigi Storico 21100 Varese (I)
Zbinden Gysin Karin Berner Fachhochschule 3052 Zollikofen (CH)
Zecca Oreste ASL Sondrio - Dipartimento di prevenzione veterinario 23100 Sondrio (I)
Zecchin Luca University of Trento 35020 Arzergrande (I)
Zerbi Maria Chiara Universit degli Studi di Milano 21047 Satronno (I)
Zucali Maddalena Universit di Milano 20133 Milano (I)

205
206