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ElegieTibullo

Elegie III, 4
6
Lincubo dellinfedelt
Un sogno terribile angoscia il poeta: nella notte gli appare un giovane bellissimo che si rivela come
Apollo. Questi lo mette sullavviso: la donna per la quale egli vive, quella anzi che occupa tutta la
sua vita, lo tradisce e sta con un altro. Ma il sogno sar veritiero? Il poeta spera di no e, poich si
sente innocente, rinuncia ad accusare e ricoprire di insulti Neera. Lelegia un elegante succedersi
di vari luoghi comuni della poesia damore, ma, bench priva di originalit, mostra una fattura assai
accurata.

1 Gli dei ci mandino presagi migliori, e non si avverino


i pessimi sogni che ieri notte hanno turbato il mio riposo.
Andate lontano, falsi, e portatevi via la menzognera visione,
smettete di volere cercare il mio avallo1.
5 Gli dei s che dicono il vero, e le viscere, esaminate
dagli Etruschi, ci dicono esattamente il futuro2.
Invece nella notte ingannevole sogni avventati ci beffano,
e costringono le menti pavide a temere il falso.
Cos il genere umano, nato agli affanni,
10 placa i presagi notturni col pio farro e col sale
scoppiettante3. E sia come sia, che il sogno annunci il vero,
o che si presti fede a una menzogna,
possa Lucina disperdere le vane paure notturne,
e faccia che abbia temuto invano un male
15 che non merito, perch sono innocente di ogni misfatto,
e la mia lingua non ha offeso empiamente gli dei eccelsi4.
Ormai la notte aveva percorso col nero carro
la volta celeste, e lavato le ruote nellacqua azzurra,
ma non mi aveva assopito il dio benigno allanimo stanco:
20 il sonno si ritira dalle case piene dangoscia5.
Finalmente, quando mi vide il Sole in cima al cielo,
un tardo riposo chiuse i miei occhi sfiniti6.
Ho visto un giovane, con le tempie coronate di casto
alloro, mettere piede in casa mia7.

1. Gli dei ci mandino il mio avallo: il brutto sogno, e proclama di non aver Thanatos, la Morte; linsonnia un sinto-
lelegia inizia in medias res: Ligdamo desi- offeso gli dei, n con parole n con azioni mo frequente nellelegia latina).
dera che il sogno che ha fatto non si avve- (vv. 11-16). Lucina attributo di Giuno-
6. Finalmente i miei occhi sfiniti: per
ri (vv. 1-4). ne, protettrice delle nozze e dei parti, ma
gli antichi i sogni fatti allalba sono veri.
qui probabilmente si identifica con Diana
2. Gli dei s il futuro: seguono alcune nel suo aspetto ctonio di Ecate, dea che 7. Ho visto un giovane in casa mia: nei
considerazioni sulla realt dei sogni (vv. presiede agli incantesimi e alle magie. versi seguenti (vv. 23-82) si ha lepifania di
5-10); gli aruspici, specialisti nella lettura Apollo, divisa in due sezioni: la prima (vv.
delle viscere degli animali, venivano origi- 5. Ormai la notte dangoscia: Ligda- 23-42) comprende lapparizione del dio,
nariamente dallEtruria. mo passa ora al resoconto della visione indicato con una perifrasi che lo identifica
3. Cos col sale scoppiettante: con la notturna (vv. 17-24), introdotto dallim- come Apollo (lallusione allalloro richiama
farina di farro e il sale venivano fatte torte magine tradizionale della notte che viag- il mito di Dafne, la ninfa trasformata in
e focacce per i sacrifici rituali. gia sul suo carro nero e si immerge nelle alloro da suo padre, il fiume Peneo, perch
acque delloceano: la notte sta per finire, perseguitata da Apollo), e la descrizione
4. possa Lucina gli dei eccelsi: Ligda- ma Ligdamo non riesce a dormire (il dio fisica della sua bellezza e dei suoi attributi;
mo, che si rifiuta di credere ai presagi not- benigno allanimo stanco il Sonno, fi- la seconda (vv. 43-81) contiene il discorso
turni, ora invoca laiuto di Lucina contro glio dellErebo e della Notte e fratello di rivolto dal dio a Ligdamo.

Copyright 2010 Zanichelli editore S.p.A., Bologna [9308]


Questo file una estensione online del corso A. Perutelli, G. Paduano, E. Rossi, Storia e testi della letteratura latina, Zanichelli 2010
ElegieTibullo

25 Nessuno pi bello di lui ha mai visto


nessuna et passata, n vide tale creatura umana.
I capelli intonsi scendevano per il lungo collo e, imbevuti
di mirto, stillavano profumi assiri.
Lo splendore del bianco corpo era quale mostra
30 la Luna figlia di Latona, e il colore di porpora
come una vergine condotta in sposa a un giovane sposo
ha invase dal rossore le tenere guance,
o come quando le ragazze intessono gigli bianchi
con amaranti, e dautunno rosseggiano le bianche mele8.
35 Pareva che il mantello giocasse con le caviglie,
tale era la veste che ricopriva il bel corpo.
Dalla spalla sinistra pendeva una lira sonora,
opera darte squisita, lucente doro e di tartaruga.
Al suo apparire, la tocc col plettro davorio,
40 e dalla bocca sonora usc un canto armonioso9.
Dopo che tacquero le dita che accompagnavano il canto,
pronunci con tono triste queste soavi parole:
Salute a te, caro agli dei; al poeta casto
sono giustamente propizi Apollo e Bacco
45 e le Muse; ma n Bacco, figlio di Semele, n le sorelle
dotte possono dire quello che porta lora seguente.
A me invece il padre concesse di poter vedere
la legge dei fati e gli eventi del tempo futuro.
Ascolta dunque, poeta, ci che ti dico,
50 senza inganno, con bocca veridica, io, il dio Apollo10.
Quella che ti pi cara che la figlia alla madre,
che una bella ragazza al marito ardente,
quella per cui stanchi con le preghiere gli dei,
che non ti permette di vivere giorni tranquilli,
55 che quando il sonno ti copre col nero manto
ti inganna con false visioni notturne,
la bella Neera che celebri nei tuoi canti,
preferisce essere la ragazza di un altro,
il suo cuore empio diviso in vari affanni,

8. Nessuno le bianche mele: i vv. 25- Latona), il colore purpureo della pelle 10. Salute a te il dio Apollo: Apollo,
34 descrivono in maniera estremamente simile al rossore di una giovane sposa, figlio di Giove e di Latona, si presenta
dettagliata laspetto fisico di Apollo, un allintreccio fra gigli bianchi e amaranti come divinit profetica e chiede a Ligda-
giovane di bellezza ideale, dai capelli lun- rossi e alle mele autunnali. mo di ascoltare il suo messaggio oracolare
ghi, cosparsi di profumi (lOriente, in (vv. 43-50). Il dio si associa a Bacco e alle
particolare la Siria e lArabia, sono i luoghi 9. Pareva un canto armonioso: ven- Muse: Bacco, figlio di Giove e di Semele,
da cui provengono i profumi pi ricercati) gono qui descritti due attributi tipici di il dio del vino, dellispirazione e del de-
e di mirto (la pianta sacra a Venere). Il Apollo, il mantello che arriva fino ai piedi, lirio mistico, patrono del ditirambo, della
corpo descritto attraverso quattro simi- e la lira, uno strumento a corde costruito tragedia e della commedia; le Muse, figlie
litudini, tutte basate sul contrasto colori- da Mercurio con il guscio di una tartaruga di Giove e di Mnemosine o Armonia,
stico fra bianco e rosso: il bianco del corpo e poi da lui regalato ad Apollo (vv. 35-38). sono le divinit dellispirazione poetica.
di Apollo paragonato allo splendore del- Prima di parlare, Apollo intona una can-
la luna (identificata con Diana, figlia di zone con la lira (vv. 39-40).

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60 e non vuol essere sposa in una casa casta11.


Razza crudele, infido nome di donna!
Muoiano tutte quelle che hanno appreso a ingannare
il loro uomo12. Ma potr piegarsi hanno il cuore mutevole
tu tendile solo le braccia con tanta fiducia13.
65 Il terribile amore insegna ad affrontare fatiche,
il terribile amore insegna a sopportare i colpi14.
Che un tempo abbia condotto al pascolo le bianche vacche di Admeto,
non una favola inventata per scherzo;
allora non riuscivo a godere della cetra sonora,
70 n a trarre dalle corde suoni accompagnati
dalla voce, ma modulavo sulla zampogna
trasparente i miei canti, io figlio di Latona e di Giove15.
Non sai cos lamore, ragazzo, se ti rifiuti
di accettare unaspra unione e una dura padrona.
75 Non avere esitazioni a usare dolci lamenti;
anche i cuori pi duri cedono alle preghiere16.
Se dicono il vero gli oracoli nei sacri templi,
riferiscile a mio nome che questa
lunione che ti promette il dio stesso di Delo:
80 siine felice e smettila di volere altri uomini17.
Cos disse, e il pigro sonno spar dal mio corpo18.
Possa io non vedere tante sciagure!
Non voglio credere che i tuoi desideri siano opposti ai miei desideri,
e che un cos grave delitto sia nel tuo cuore19;
85 non ti hanno generato le acque del vasto mare,
n la Chimera che getta fiamme dalla bocca feroce,
n il cane col dorso avvolto da una caterva
di serpi, con tre lingue e una triplice testa,

11. Quella in una casa casta: in un 14. Il terribile amore i colpi: la soffe- (cfr. vv. 63-64): Neeera potr essere pie-
periodo insolitamente lungo (vv. 51-60), renza parte intrinseca dellamore, che gata dalle suppliche.
Apollo rivela a Ligdamo il tradimento di un dio terribile e crudele: linnamorato
Neera: mentre lui professa il suo amore deve affrontare ogni genere di fatica per 17. Se dicono il vero altri uomini:
infinito, prega gli dei perch siano propizi lamata e deve sopportare ogni genere di nelle parole finali (vv. 77-80) Apollo, dopo
al suo rapporto con lei e la rende oggetto punizioni (vv. 65-66). aver asserito la veridicit dei suoi oracoli,
dei suoi pensieri giorno e notte, come pure chiede a Ligdamo di trasmettere un mes-
15. Che un tempo e di Giove: Apollo
soggetto della sua poesia, lei, al contrario, saggio a Neera da parte sua: il dio profetiz-
illustra laffermazione precedente con
pensa a un altro uomo. za che lei sposer Ligdamo e che deve rite-
lesempio della sua esperienza damore
nersi fortunata di avere un simile marito e
12. Razza crudele il loro uomo: il sofferto (vv. 67-72): come punizione per
smettere di desiderare altri uomini.
classico lamento sulla perfidia del genere aver ucciso i Ciclopi, artefici del fulmine
femminile e la condanna della donna che aveva ucciso suo figlio Asclepio, Apol-
18. Cos disse dal mio corpo: appena
adultera, che inganna lamante e lo fa sof- lo fu condannato da Giove a servire come
Apollo termina il suo discorso, Ligdamo
frire (vv. 61-62). pastore presso Admeto, re di Fere in Tes-
si sveglia (v. 81).
saglia. Ligdamo tuttavia segue la versione
13. Ma potr con tanta fiducia: dopo
ellenistica del mito, secondo la quale
la rivelazione del tradimento di Neera e la 19. Possa io non vedere nel tuo cuo-
Apollo serv Admeto non per una puni-
maledizione delle donne, Apollo pronun- re: Ligdamo incredulo riguardo alla ri-
zione imposta, ma come atto damore nei
cia parole di incoraggiamento e offre con- velazione del tradimento di Neera (vv.
suoi confronti.
sigli su come riconquistarla: per far cam- 82-84).
biare idea a Neera bisogner implorarla 16. Non avere alle preghiere: si torna
insistentemente (vv. 63-64). alle esortazioni per riconquistare Neera

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ElegieTibullo

n Scilla che sotto il corpo di vergine ha i cani,


90 n ti ha partorito una leonessa selvaggia,
n la barbara Scizia o la spaventevole Sirti:
sei nata in una casa civile, non adatta a gente dura,
da una madre pi mite di qualunque altra,
e da un padre di cui nessuno pi amabile20.
95 Il dio volga al meglio questi sogni crudeli
e li faccia disperdere e vanificare dai venti tiepidi21.

20. non ti hanno pi amabile: un diano degli inferi, un altro figlio di Tifone crudelt. Accanto agli animali selvaggi e ai
altro periodo estremamente lungo (vv. 85- e di Echidna, che aveva il corpo ricoperto mostri favolosi, anche i luoghi geografici
94), in cui Ligdamo espone le ragioni di serpenti; Scilla la figlia di Forco, che sono in questo senso evocativi: la Scizia
della sua incredulit: la nascita illustre di si innamor del dio marino Glauco, e pre- la regione delle steppe ucraine e russe, ai
Neera e lamabile natura dei suoi genitori g la maga Circe di prepararle un filtro confini del mondo, ritenuta pericolosa e
rendono inimmaginabile un tale tradi- damore, ma Circe, anchessa innamorata selvaggia; le Sirti sono due grandi insena-
mento nella figlia. I simboli dellinsensi- di Glauco, vers un filtro magico in una ture nella costa libica, temute per i perico-
bilit sono topici: il mare in tempesta fonte in cui Scilla andava a bagnarsi: la losi bassifondi.
simbolo di crudelt e ferocia; la Chimera ragazza venne trasformata in un mostro
il mostro figlio di Tifone e di Echidna, marino, con la parte superiore di donna e 21. Il dio dai venti tiepidi: si torna
che aveva corpo di leone, capra e serpente, sei teste di cane allaltezza dellinguine, allespressione apotropaica dei versi inizia-
e che fu ucciso da Bellerofonte; il cane che divorava gli uomini sullo stretto di li dellelegia.
dalle tre teste Cerbero, il mostro guar- Messina; la leonessa simbolo di ferocia e

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