Comuni Rinnovabili 2009

Sole, vento, acqua, terra, biomasse
La mappatura delle fonti rinnovabili nel territorio italiano

Con il contributo di:

RappoRto di legambiente
Analisi e classifiche

COMUNI RINNOVABILI 2009 Il Rapporto è stato curato dall’Ufficio Energia e Clima di Legambiente Edoardo Zanchini, Katiuscia Eroe, Gabriele Nanni, Andrea Cocco. Un particolare ringraziamento per la disponibilità a fornire informazioni e dati va a Gerardo Montanino (GSE) e Luciano Pirazzi (Enea), Thilo Pommering (AzzeroCO2), agli uffici delle Province di Ascoli Piceno, Bolzano, Como, Modena , Parma, Terni, agli uffici della Regione Liguria, Lazio, Lombardia, e a tutti i Comuni che hanno contribuito al Rapporto rispondendo al questionario. Si ringraziano inoltre per la collaborazione Maria De Francesco, Camilla Serafini, Laura Guerra, Maddalena Gesualdi, Piero Decandia, Antonio Pascale, Maurizio Zara e tutti gli Sportelli energia, i Circoli e i Regionali di Legambiente che hanno contribuito a raccogliere i dati. Progetto grafico: Luca Fazzalari Stampato su carta riciclata, Febbraio 2009 Stamperia Romana Gli indicatori del questionario di Legambiente SOLARE TERMICO • Pannelli solari termici installati nel territorio comunale (metri quadri) • Pannelli solari termici installati nelle strutture edilizie utilizzate dall’amministrazione comunale (scuole, uffici, ecc…) (metri quadri) SOLARE FOTOVOLTAICO • Impianti solari fotovoltaici installati nel territorio comunale (kW) • Impianti solari fotovoltaici installati nelle strutture edilizie comunali (kW) ENERGIA EOLICA • Impianti eolici, potenza installata nel territorio comunale (kW) ENERGIA IDROELETTRICA • Impianti idroelettrici, potenza installata nel territorio comunale (kW) ENERGIA GEOTERMICA • Impianti geotermici, potenza installata nel territorio comunale (kW) ENERGIA DA BIOMASSE • Impianti a biomassa, potenza installata nel territorio comunale (kW) ENERGIA DA BIOGAS • Impianti a biogas, potenza installata nel territorio comunale (kW) TELERISCALDAMENTO • Potenza installata (kW) • Km della rete di teleriscaldamento • Metri cubi riscaldati • Produzione di energia elettrica annua (kWh/a) • Produzione di energia termica annua (kWh/a) • Produzione di energia frigorifera (kWh/a)

pREMESSA
Bisogna osservare con attenzione il territorio per capire il nuovo scenario delle fonti energetiche rinnovabili. Sono infatti migliaia gli impianti installati – piccoli, grandi, da fonti diverse – centinaia i progetti in corso di realizzazione, ed è importante capire come stanno dando forma a un nuovo modello di generazione distribuita che cambia profondamente il modo di guardare all’energia e al rapporto con il territorio. Descrivere questi processi è l’obiettivo del Rapporto Comuni Rinnovabili di Legambiente, giunto quest’anno alla quarta edizione. I dati sono stati ottenuti inviando un questionario ai Comuni e incrociando le risposte con studi e rapporti di Gse, Enea, Fiper, Anev oltre che di Regioni, Enti Locali e aziende. La novità del Rapporto Comuni Rinnovabili 2009 è il salto impressionante nella crescita degli impianti installati nel territorio italiano. Sono 5.991 i Comuni in Italia dove è installato almeno un impianto, erano 3.190 solo un anno fa, in pratica le fonti pulite che fino a 10 anni fa interessavano con l’idroelettrico e la geotermia una porzione limitata del territorio italiano oggi sono presenti nel 79% dei Comuni. Uno dei risultati più interessanti è che cresce la diffusione per tutte le fonti e i parametri presi in considerazione. Questi dati sono un’ ottima notizia, mostrano come le energie pulite siano la migliore soluzione non solo per uscire dalle fonti fossili e salvare il pianeta dai cambiamenti climatici ma anche per rispondere alla crisi economica e per guardare con un po’ di ottimismo al futuro. Il dibattito pubblico sull’energia in Italia non sembra aver compreso la portata di questo processo e l’importanza di guardare ai territori per capire come sviluppare le fonti rinnovabili. Rimane difficile da intaccare un modo di ragionare di energia fermo al secolo scorso, per cui qualsiasi ragionamento non possa prescindere da un approccio centralizzato e quantitativo, fatto di MW installati per impianto. Ma questa chiave di lettura risulta oggi inadeguata rispetto a un processo che apre delle strade assolutamente nuove. Se si ragiona di fonti rinnovabili al centro sono le risorse presenti nei territori, la domanda di energia di case, uffici e aziende, per capire come soddisfare con le tecnologie più adatte e efficienti le diverse utenze collegate a una rete moderna e efficiente con la quale scambiano elettricità. E’ questo lo scenario che raccontano le tante esperienze realizzate in questi anni nel territorio italiano di “nuovi” impianti da fonti rinnovabili: solare fotovoltaico, solare termico, mini idro-elettrico, geotermia ad alta e bassa entalpia, impianti da biomasse magari collegati a reti di teleriscaldamento. E per ognuna di queste fonti sono diversi i processi che si stanno delineando nelle Regioni italiane (raccontati dalle cartine del Rapporto) proprio perché differenti sono le potenzialità e le possibilità di valorizzazione. E’ interessante notare come questa prospettiva risulti particolarmente vantaggiosa se la si guarda dal punto di vista dei cittadini; perché coloro che hanno installato impianti solari termici e fotovoltaici, che sono collegati a reti di teleriscaldamento, vedono bollette meno salate in Comuni in cui l’aria che si respira è più pulita. E l’aspetto forse più importante da sottolineare è proprio la scommessa dei territori che hanno scelto di puntare sulle fonti rinnovabili, perché la loro spinta dal basso si sta rivelando vincente da tutti i punti di vista. In primo luogo da un punto di vista della risposta al fabbisogno energetico: attraverso eolico, geotermico, idroelettrico, biomasse già oggi sono centinaia i Comuni che producono più energia elettrica di quanta ne consumano. Grazie a questi impianti si sono creati nuovi posti di lavoro, portati servizi e creato nuove prospettive di ricerca applicata oltre, naturalmente, ad un maggiore benessere e qualità della vita. Queste realtà sono oggi la migliore dimostrazione del fatto che investire nelle rinnovabili è una scelta lungimirante e conveniente che può innescare uno scenario di innovazione e qualità nel territorio. Le storie e i numeri del Rapporto sono importanti anche per far capire che la sfida in cui l’Europa si è impegnata al 2020 è a portata di mano e che per l’Italia puntare

su un modello di generazione distribuita incentrato su impianti efficienti e da fonti rinnovabili è una prospettiva ben più credibile, moderna e desiderabile di quella che vorrebbero muovere i paladini del nucleare. Gli obiettivi ratificati a Dicembre dal Parlamento Europeo implicano per l’Italia una accelerazione delle politiche energetiche sostenibili, perché occorre ridurre al 2020 le emissioni di CO2 del 5,6% rispetto al 1990 (in continuità con quanto stabilito dal Protocollo di Kyoto, anche se le emissioni sono cresciute del 9%) e per le rinnovabili di soddisfare il 17% dei consumi finali di energia (rispetto al 5,2% del 2005). Per recuperare questa distanza occorre guardare con attenzione ai processi in corso nel territorio, ai numeri e alle buone pratiche della produzione di energia da rinnovabili. Alcuni dati del Rapporto potrebbero far pensare che questo scenario possa andare bene per i Piccoli Comuni – del resto il 66% dei Comuni rinnovabili ha meno di 5.000 abitanti – ma non per le grandi città. Ma si sbaglierebbe a pensare che questa sia una ricetta adatta solo ai piccoli centri. Al contrario proprio l’insieme di queste esperienze mostra come il modello energetico che si sta delineando come più interessante è proprio quello che avvicina la domanda di energia e la sua produzione più efficiente, che vuol dire riempire di pannelli solari i tetti delle città, integrando la produzione di calore e elettricità con gli impianti più efficienti da rinnovabili e da fonti fossili in cogenerazione, con reti di teleriscaldamento. Proprio perché i consumi di energia che provengono dagli usi civili rappresentano oramai circa il 50% dei consumi elettrici e il 33% dei consumi energetici totali è evidente che la risposta agli obiettivi nazionali oggi può venire solo da tante diffuse e ambiziose politiche locali. Questa sfida, che può sembrare visionaria se vista dentro l’attuale dibattito politico italiano sui temi energetici, è già realtà in molti Comuni che hanno capito come valorizzare le proprie risorse attraverso il mix di impianti più adatto. E la centralità dei territori nella sfida che l’Italia ha di fronte per realizzare gli obiettivi al 2020 è un dato ineludibile.

In questa fase quello che diventa fondamentale è definire la cornice delle regole, le strategie e le politiche più adatte per spingere uno scenario che può produrre effetti straordinari non solo in termini di riduzione dei consumi e delle importazioni di fonti fossili, ma anche in termini di innovazione e creazione di posti di lavoro.

I RISULTATI

I Comuni del Solare sono 5.580 in Italia. Un numero in forte crescita, erano 2.803 Comuni nel censimento dello scorso anno, arrivano a coprire il 69% dei Comuni e ancora una volta sono i “Piccoli” ad evidenziare i dati più significativi. Per il Solare Fotovoltaico è il Comune di Monrupino (TS) in testa alla classifica di diffusione con una media di 1.151 kW ogni 1.000 abitanti. La classifica premia la diffusione per numero di abitanti residenti proprio per evidenziare le potenzialità delle rinnovabili nel soddisfare i fabbisogni delle famiglie. E a Monrupino gli impianti installati riescono a soddisfare ben oltre le esigenze dei cittadini (il 169% del fabbisogno!). Nel Solare Termico a “vincere” è il piccolissimo Comune di Don (TN) con una media di oltre 1 mq per abitante. Anche in questa classifica viene premiata la diffusione per abitante e non quella assoluta, proprio perché gli impianti solari termici possono soddisfare larga parte dei fabbisogni di acqua calda sanitaria e di riscaldamento delle famiglie. Sono 36 i Comuni Italiani che hanno già raggiunto l’obiettivo fissato dall’Unione Europea di 264mq/1.000 abitanti, 11 in più rispetto allo scorso anno. I Comuni dell’Eolico sono 245 nella fotografia elaborata dal Rapporto. La potenza installata è in crescita, pari a 3.861 MW, con 1.022 MW in più rispetto al 2007. I MW rilevati dal Rapporto riescono a soddisfare il fabbisogno elettrico di oltre 3 milioni e 102 mila famiglie. Tra questi Comuni 167 si possono considerare autonomi dal punto di vista elettrico, poichè si produce più energia di quanta ne viene consumata nei territori.

I Comuni del Mini Idroelettrico sono 698. Il Rapporto prende in considerazione gli impianti fino a 3 MW e in questi Comuni la potenza totale installata è 617 MW, in grado di produrre ogni anno oltre 2.468 GWh pari al fabbisogno di energia elettrica di 987 mila famiglie. Il motivo per cui prendiamo in considerazione solo il “mini” è perché se dal grande idroelettrico proviene storicamente il contributo più importante da parte delle fonti energetiche rinnovabili alla bilancia elettrica italiana (il 12% al 2007) sono evidenti i limiti di sviluppo in termini di nuovi impianti. I Comuni della Geotermia sono 73, per una potenza installata pari a 723,79 MW. Grazie a questi impianti in Italia vengono prodotti ogni anno circa 5.569 GWh di energia elettrica in grado di soddisfare il fabbisogno energetico elettrico di oltre 2 milioni e 200 mila famiglie. Se la produzione elettrica per gli impianti geotermici è storicamente localizzata tra le Province di Siena, Grosseto e Pisa, un segnale positivo è lo sviluppo di impianti a bassa entalpia, ossia quelli che sfruttano lo scambio termico con il terreno e che vengono abbinati a tecnologie sempre più efficienti di riscaldamento e raffrescamento. Questi impianti rappresentano un’autentica risorsa per ridurre i consumi energetici domestici e di strutture pubbliche e private.

I Comuni della Biomassa sono 604, per una potenza installata complessiva di 923 MW, di cui 336 MW derivano da impianti a Biogas. Grazie a questi impianti in Italia si producono 3.928 GWh l’anno pari al fabbisogno elettrico di 1 milione e 571mila famiglie. In forte crescita sono gli impianti collegati a reti di teleriscaldamento (316), che permettono alle famiglie un significativo risparmio in bolletta grazie alla maggiore efficienza degli impianti. Sono 254 i Comuni in cui gli impianti utilizzano biomasse “vere” e locali, che riescono a soddisfare larga parte del fabbisogno di riscaldamento e acqua calda sanitaria locali. Il premio per i migliori Comuni delle Rinnovabili è intitolato a Maurizio Caranza. Sindaco di Varese Ligure per 14 anni e poi Vice sindaco, scomparso due anni fa, ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per tutti coloro che in questi anni hanno guardato con interesse alle fonti rinnovabili. Da assoluto pioniere fece installare due torri eoliche nel Comune e avviò un progetto di valorizzazione e innovazione ambientale che ha ricevuto numerosi premi nazionali e europei proprio per i risultati prodotti.

diffusione delle rinnovabili in europa
Nazione AUSTRIA DANIMARCA FRANCIA GERMANIA GRECIA ITALIA OLANDA REGNO UNITO SPAGNA Termico* Mq 2.611.627 362.280 615.600 8.054.000 3.287.200 855.230 318.441 250.920 702.166 2006 2.892.627 385.280 870.600 8.994.000 3.570.200 1.100.230 338.341 304.920 964.166 2007 Fotovoltaico** MW 2006 25 2,9 34 2.743 6,6 50 53 14 175 2007 29 3,1 47 3.846 9,1 100 55 18 516 Eolico *** MW 2007 982 3.125 2.454 22.247 871 2.726 1.747 2.406 15.131 2008 995 3.180 3.404 23.903 985 3.736 2.225 3.241 16.740

Fonte: * EStif , ** Eurobserver, *** Ewea

diffusione delle rinnovabili nelle regioni italiane
Regione PIEMONTE VALLE D’AOSTA LOMBARDIA TRENTINO ALTO ADIGE VENETO FRIULI VENEZIA GIULIA LIGURIA EMILIA ROMAGNA TOSCANA UMBRIA MARCHE LAZIO ABRUZZO MOLISE CAMPANIA PUGLIA BASILICATA CALABRIA SICILIA SARDEGNA ITALIA Idroelettrici* MW 2.398 861 4.902 3.049 1.088 453 72 290 321 508 230 399 1.001 84 333 128 716 152 466 17.451 Eolici** MW 12 0,012 0,02 4 1,4 19 24 42 1,5 14 13 174 29 711 1.023 196 203 846 549 3.861,9

Solari (Fv)** MW 25 0,2 46 24 28 9 3 32 20 11 14,4 18 7 0,9 11 42 8 12 17 12 340,4

Geotermici** MW 5,7 0,09 6,2 0,3 0,13 0,03 711 0,02 0,02 0,3 723,79

Biomasse E Rifiuti* MW 66,8 0,8 391,4 18,2 111,7 21,1 13,6 204,4 75,6 25,3 10,5 80,1 5,1 40,1 26,1 86 7,2 119,6 17,8 15,8 1.337,20

Fonte: * GSE, Statistiche sulle fonti rinnovabili 2007, ** Comuni Rinnovabili 2009, i dati sono riferiti ai soli impianti monitorati dal Rapporto aggiornati a dicembre 2008

LA STRADA pER IL 2020, COME SpINGERE LO SCENARIO DELLE FONTI RINNOVABILI
Il territorio italiano possiede tutte le risorse per diventare il palcoscenico di una rivoluzione energetica e ambientale incentrata sulle fonti rinnovabili. I numeri e le esperienze del Rapporto forniscono già una prima fotografia di come questa prospettiva potrebbe diventare realtà. La direzione è quella di valorizzare le risorse naturali (sole, vento, acqua, biomasse, sottosuolo) attraverso le più moderne tecnologie e una declinazione locale capace di creare lavoro e ricerca applicata. Se questo è lo scenario occorre anche essere molto lucidi nell’analisi della situazione attuale, perché in mancanza di una radicale accelerazione degli interventi non sarà possibile realizzare gli obiettivi, diventati vincolanti, fissati dall’Unione Europea al 2020. Il rischio è che non siano colte appieno le potenzialità

esistenti senza una chiara politica che dia certezza agli investimenti e che intorno alle rinnovabili definisca una strategia trasversale per innovare il settore industriale e quello edilizio, il tessuto delle piccole e medie imprese italiane. E di continuare a guardare con invidia ai 240mila occupati in Germania nelle fonti rinnovabili, a sognare i 65mila occupati nell’eolico (secondo le stime dell’Anev al 2020) e magari altrettanti nel solare termico, nel fotovoltaico, nelle biomasse. Per Legambiente occorre intervenire in modo incisivo su tre campi di azione fondamentali capaci di mettere in moto il futuro. IL pRIMO CAMpO DI INTERVENTO RIGUARDA L’INTEGRAzIONE DELLE FONTI RINNOVABILI NELL’EDILIzIA. La riconversione del settore delle costruzioni è infatti strategica per ridurre i consumi energetici e le emissioni di CO2, occorre dunque legare un programma di miglioramento del rendimento energetico delle nuove e vecchie costruzio-

ni ad una diffusione delle fonti rinnovabili capace di dare risposta alle specifiche domande di energia degli edifici e di ridurre sensibilmente le bollette dei cittadini. Per muovere questo cambiamento occorre una strategia chiara che passa per alcuni campi di intervento prioritari: 1) Spingere l’innovazione attraverso l’introduzione della certificazione energetica degli edifici. Occorre dare un chiaro segnale di rinnovamento al settore, introducendo la certificazione prevista dalle direttive europee e fissando subito i nuovi standard di consumi massimi nelle abitazioni. Per farlo basterebbe approvare i Decreti attuativi del Decreto Legislativo 192/05 in modo da avviare un cambiamento nel modo di costruire che porti tutte le nuove case e le ristrutturazioni edilizie di una certa consistenza verso la classe A, ovvero verso un minimo fabbisogno energetico per il riscaldamento, ma con pari o maggiore comfort, già al 2010 su tutto il territorio nazionale. 2) Fissare un contributo delle fonti energetiche rinnovabili minimo obbligatorio in tutti i nuovi interventi edilizi. Il solare, le biomasse, la geotermia a bassa entalpia, il mini-eolico possono contribuire in modo significativo a soddisfare i fabbisogni di energia elettrica e termica di edifici residenziali, per servizi, commerciali e direzionali. Bisogna avere il coraggio di introdurre alcuni obblighi, perchè non esiste più alcuna ragione tecnologica o di costi a impedire che si faccia anche da noi quello che è già in vigore negli altri Paesi europei. Basterebbe fare come in Spagna, dove dal 2006 è obbligatorio in tutti i nuovi edifici di produrre dal 30 al 70 per cento di acqua calda per uso domestico con l’energia solare termica. La modifica del Codice Edilizio Tecnico (Cte) ha del resto ratificato una norma già in vigore nelle principali città, dove l’obbligo si era andato diffondendo da Barcellona a Valencia, a Madrid a tutta la Catalogna. Per farlo basterebbe finalmente dare certezza a quanto previsto dal Decreto Legislativo 311/2006 dove è previsto di “coprire almeno il 50% del fabbisogno annuo di energia primaria richiesta per la produ-

zione di acqua calda sanitaria” con l’utilizzo di fonti rinnovabili”. Una risposta che può venire principalmente da solare, biomasse, geotermia a bassa entalpia per la parte termica, e che per il fabbisogno elettrico deve spingere ad una progressiva integrazione del fotovoltaico nelle strutture edilizie e promuovere laddove possibile il minieolico e le biomasse. 3) Una politica per l’efficienza energetica negli edifici esistenti. Solo con una ampia riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente sarà possibile ridurre in maniera sostanziale i consumi energetici civili. I provvedimenti fino ad oggi introdotti non sono sufficienti a muovere un cambiamento significativo. Occorre intervenire per creare condizioni di vantaggio per gli interventi di riqualificazione energetica di interi edifici pubblici e privati, attraverso una riforma della fiscalità del settore e specifici incentivi. Ma anche premiare la riduzione dei consumi realizzata negli edifici, sia sul versante famiglie che di quello delle imprese di distribuzione e gestione, delle utilities. Attraverso una riforma dei certificati bianchi e delle Esco che crei un mercato concorrenziale e conveniente sul lato offerta ai cittadini e alle imprese di elettricità e calore. IL SECONDO CAMpO DI INTERVENTO RIGUARDA LA SEMpLIFICAzIONE DELLE AUTORIzzAzIONI pER GLI IMpIANTI DA FONTI RINNOVABILI. Oggi è qui il principale problema italiano riconosciuto da tutti gli operatori del settore e visibile anche dalle cartine per le diverse fonti. Le difficoltà nell’approvazione degli impianti riguardano piccoli e grandi interventi, cittadini e aziende. Nelle analisi della IEA (International Energy Agency) sulla competitività degli investimenti nelle rinnovabili tra i Paesi europei la situazione italiana risulta quella con le migliori opportunità di guadagno e al contempo quella in cui è più complicato realizzare i progetti. Per superare questa situazione occorre intervenire perché: 1) Diventi un atto libero e gratuito realizzare un impianto domestico. Del quale

bisogna semplicemente dare informazione al Comune se riguarda il solare termico e fotovoltaico sui tetti, il minieolico. Regioni e Comuni definiscano attraverso delle linee guida gli aspetti essenziali da tenere in considerazione per i progetti, per la loro presentazione e dimensionamento (mq per il solare, altezza massima e numero di torri per l’eolico). 2) Si faccia chiarezza nella procedura di approvazione degli impianti da fonti rinnovabili. Approvando quanto prima le Linee Guida per l’approvazione dei progetti di impianti da fonti rinnovabili previste dal DL 387/2003, in modo da evitare di avere in ogni Regione normative diverse e spesso ostili nei confronti dei progetti. Le Linee Guida, che si attendono dal 2003, devono in particolare fare chiarezza rispetto ai temi più delicati di inserimento degli impianti rispetto alle risorse naturali e al paesaggio. In modo che un’azienda o un cittadino sappiano con chiarezza da subito se e a quali condizioni un impianto si può realizzare in quel territorio, evitando così inutili polemiche e conflitti. Occorre dunque definire i contenuti degli studi ambientali e le attenzioni progettuali specifiche per gli impianti eolici, idroelettrici, a biomasse, geotermici. In modo da anticipare eventuali motivi di preoccupazione e discrezionalità nel valutare i progetti, chiarendo le attenzioni paesaggistiche e nei confronti dell’avifauna che riguardano l’eolico, il dimensionamento per una corretta gestione delle biomasse vere che valorizzi le filiere locali, il deflusso minimo vitale per l’idroelettrico (tema sempre più delicato per la scarsità della risorsa acqua e il riscaldamento globale) e l’inserimento ambientale. E anche una semplificazione per facilitare la realizzazione dei grandi impianti fotovoltaici a terra nelle aree dismesse (cave, discariche, aree artigianali e industriali) e limitare (considerando anche gli scarsi vantaggi energetici) la diffusione di immensi impianti in aree agricole come sta purtroppo avvenendo in molte parti del Mezzogiorno. Oggi ci sono tutte le condizioni tecnologi-

che per innescare in Italia un processo di investimenti che si autoalimentano e che realizzano risultati significativi in un tempo limitato. Ma per produrre l’accelerazione indispensabile per realizzare gli obiettivi al 2020 occorre una visione di lungo periodo del ruolo che le rinnovabili devono svolgere nel sistema energetico italiano, e una strategia industriale, economica, ambientale. Il cambiamento di cui c’è bisogno presuppone di innovare le politiche utilizzando la leva fiscale e normativa. Per muovere gli investimenti delle imprese non bastano i generosi incentivi in vigore in Italia, ma serve piuttosto una chiara prospettiva di dove e come il Governo e le Regioni vogliono spingere l’innovazione energetica. Ha ragione chi segnala che sul medio-lungo periodo gli incentivi per il fotovoltaico a terra possono comportare problemi e avere senza correttivi come conseguenza di determinare una spesa rilevante per la collettività. Purtroppo a dirlo sono spesso proprio coloro che hanno chiuso entrambi gli occhi sul Cip6 che è pesato anche nel 2007 per 2,4 miliardi di Euro e continuerà a farlo a lungo sulle bollette dei cittadini per sovvenzionare impianti che per la quasi totalità inquinano e emettono CO2. Quello che appare evidente è la necessità di cambiare l’approccio rispetto alle rinnovabili, per introdurre una cultura che premi gli investimenti attraverso certezze nelle regole e nelle condizioni di intervento (è preferibile avere un sistema con autorizzazioni più veloci e un accesso al credito semplice piuttosto che alti incentivi), obblighi per le tecnologie già competitive e incentivi per quelle più efficienti ma più costose di risparmio energetico in tutti i settori legati a scadenze dopo le quali gli standard meno efficienti escano dal commercio. Del resto in questa direzione guardano gli altri Paesi europei che più stanno spingendo le fonti rinnovabili. Sia la Spagna che la Germania hanno ridotto sensibilmente gli incentivi al solare fotovoltaico eppure grazie a un sistema industriale competitivo gli investimenti continuano. E il sistema di incentivi in Conto Energia consente di modificare le tariffe periodicamente per spingere le tecnologie

che ne hanno bisogno, di monitorare i risultati prodotti dalle politiche e verificare i costi a carico della collettività. Per rendere possibile una accelerazione degli interventi occorre immaginare anche un nuovo ruolo delle politiche pubbliche. E’ una delle novità di questi mesi nel dibattito politico internazionale il ritorno in auge del pubblico, ritenuto di nuovo indispensabile per fissare gli obiettivi e il quadro delle regole, per vigilare e sostituirsi laddove sia indispensabile per il raggiungimento di alcuni risultati, per garantire gli investimenti fondamentali nelle reti e nella ricerca. Sono del resto questi i contenuti del programma presentato dalla nuova amministrazione Obama per rendere possibile un “Green New Deal” negli Stati Uniti. In Italia vorrebbe dire risolvere i problemi che bloccano gli interventi privati, realizzare gli investimenti sulla rete per dare la possibilità di una efficiente gestione che aiuti la prospettiva di una generazione distribuita. Ma anche intervenire per rendere possibile anche da noi la realizzazione di impianti eolici off-shore (al momento siamo a quota zero), un programma di rewamping delle centrali idro-elettriche esistenti (per recuperare l’energia persa con la progressiva riduzione della risorsa acqua), la creazione di centrali termodinamiche, di interventi nelle isole che le rendano libere dalle fonti fossili, di nuovi quartieri a emissioni zero, ecc. Oggi i territori hanno in mano delle opportunità straordinarie per realizzare politiche energetiche sostenibili che progressivamente portino a liberare città e regioni dalla dipendenza delle fonti fossili. Ma per farlo hanno bisogno che Regioni e Governi fissino la cornice entro cui questi inter-

venti possano diventare realtà. In modo da scegliere il più adatto mix di diffusione delle fonti rinnovabili nei diversi ambiti per realizzare gli obiettivi dell’Unione Europea. Avendo ben chiaro che la qualità degli interventi e l’attenzione alle risorse territoriali sono la migliore garanzia di risultati energetici quantitativi. Magari guardando a un “cantiere” di innovazione come è diventata in questi anni una regione alpina come l’Alto Adige. Un territorio apparentemente sfavorito dalle limitate potenzialità rispetto a due risorse rinnovabili importanti come il sole e il vento, ma che grazie a un’attenta politica di innovazione può credibilmente candidarsi a diventare completamente autonoma dai combustibili fossili al 2020 raddoppiando il contributo delle fonti energetiche pulite.

INDICE Cap. 1 Cap. 2 Cap. 3 Cap. 4 Cap. 5 Cap. 6 Cap. 7 Cap.8 I comuni 100% rinnovabili I Comuni del Solare Fotovoltaico Le buone pratiche I Comuni del Solare Termico Le buone pratiche La Solarbundesliga I Comuni dell’Eolico Le buone pratiche I Comuni dell’Idroelettrico Le buone pratiche I Comuni della Geotermia Le buone pratiche I Comuni della Biomassa Le buone pratiche 1 3 7 10 14 16 18 20 22 24 26 27 29 36

1. I COMUNI 100% RINNOVABILI
Ad aprire le classifiche è la categoria più importante e originale del Rapporto. Obiettivo del parametro 100% rinnovabili1 è di evidenziare come sia possibile soddisfare il fabbisogno elettrico e termico dei cittadini (riscaldamento, acqua calda per usi sanitari, elettricità) attraverso l’utilizzo di fonti energetiche pulite. La classifica è costruita utilizzando le informazioni sulle diverse fonti installate nei territori e alcuni fattori di conversione. Per quanto sia stato utilizzato un parametro teorico per la parte elettrica - gli impianti immettono l’energia nella rete ed è dalla rete che le utenze la prendono – è significativo della possibilità reale di arrivare a soddisfare i fabbisogni delle famiglie attraverso le fonti rinnovabili installate sui tetti e nei territori, avvicinando così domanda e produzione di energia. Questa classifica ha dunque un obiettivo esplicitamente “qualitativo”, esprime la capacità di valorizzare le risorse energetiche rinnovabili presenti nei Comuni. Per questo sono stati presi in considerazione solo i territori dove sono installate almeno due tipi di fonti diverse e si è inclusa la parte termica che rappresenta larga parte della domanda delle famiglie. Altrimenti sarebbero 511 i Comuni che grazie a un grande impianto idroelettrico, eolico o geotermico producono più energia elettrica di quanta ne consumano e 22 quelli dove grazie a impianti di teleriscaldamento da biomasse superano il proprio fabbisogno termico.
comuni 100% rinnovabili
Pr 1 2 3 4 BZ BZ BZ BZ Comune DOBBIACO VIPITENO BRUNICO St MQ 1100 150 90 1270 Sf kW 1111,31 66,89 865,11 255 Eolico kW 1200 20 0 0 Idro kW 1279,74 2050 3010 3014 Geo MW 0 0 0 0 Biomassa MW 1,4 17.6 34 25 Biog kW 400 0 0 132 Teler kWh/a 13000 30000 113000 49387 % Fab. Term 138,004 173,509 276,760 517,896 % Fab. Ele 269,788 616,574 155,380 336,603 Tot 61

e ambientale su scala nazionale. In queste realtà sono impianti a biomasse allacciati a reti di teleriscaldamento a soddisfare ampiamente i fabbisogni termici e un mix di impianti rinnovabili permette di superare i fabbisogni elettrici dei cittadini residenti. Abbiamo scelto di premiare due di queste esperienze, Dobbiaco e Prato allo Stelvio, proprio per le attente politiche energetiche e il mix di fonti. A seguire nella classifica sono Vipiteno e Brunico con dati e esperienze almeno altrettanto significative. A Dobbiaco è grazie a 255 kW di impianti fotovoltaici (75 kW in più rispetto allo scorso anno) e a 1.279 kW di mini-idroelettrico che si supera ampiamente il fabbisogno elettrico delle famiglie (+269%). Sono inoltre installati pannelli solari termici (1.270 mq) e grazie alla rete di teleriscaldamento allacciata a due impianti – uno da biomassa da 25 MW e uno da biogas da 132 kW – si arriva a coprire ben oltre il fabbisogno termico dei cittadini residenti. L’impianto di teleriscaldamento a biomassa inaugurato nel 1995 è in grado di soddisfare anche il fabbisogno termico del limitrofo Comune di San Candido. A Dobbiaco la biomassa utilizzata è il cippato di origine locale, proveniente da residui delle potature boschive, cortecce, scarti di legno dalle segherie e dalle industrie. Nel Comune di Prato allo Stelvio invece il mix energetico è composto da ben 6 tecnologie rinnovabili diverse. Sono installate

PRATO ALLO STELVIO

57 50 49

Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2009” di Legambiente.

In testa alla classifica troviamo quattro Comuni della Provincia di Bolzano che in pochi anni grazie a nuovi impianti da fonti rinnovabili sono riusciti a diventare il miglior esempio di innovazione energetica
COMUNI RINNOVABILI 2009 - RAPPORTO DI LEGAMBIENTE

due centrali di teleriscaldamento da biomassa per una potenza totale di 1,4 MW, 4 impianti idroelettrici per complessivi 2.050 kW, impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di 1,1 MW, un impianto eolico
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da 1,2 MW. Grazie a queste fonti rinnovabili il Comune è in grado di risparmiare più di 5 mila tep di combustibili fossili e 14 mila tonnellate di anidride carbonica. I soli impianti di teleriscaldamento permettono ai cittadini allacciati alla rete di poter risparmiare in bolletta il 30% sui consumi di energia termica. Anche i Comuni di Vipiteno e Brunico presentano impianti in grado di soddisfare completamente i propri fabbisogni, grazie al teleriscaldamento da biomassa e a impianti solari termici, fotovoltaici, idroelettrici e a Vipiteno anche eolici. Diverse sono le esperienze interessanti di mix virtuosi di fonti rinnovabili. Nel Comune di La Thuile un impianto mini idroelettrico da 2,8 MW e un impianto mini eolico da 12 kW riescono a soddisfare e ampiamente a superare, il fabbisogno elettrico dei suoi abitanti. Sono “nuovi” impianti ad aver reso al 100% rinnovabili molti comuni italiani, come Calice Ligure e Scansano in Toscana (fotovoltaico e eolico), Varese Ligure (solare fotovoltaico e termico, eolico, idroelettrico) solo per fare qualche esempio. Per quanto riguarda il fabbisogno termico le possibilità più rilevanti vengono dal teleriscaldamento da biomasse (utilizzato in 255 Comuni) o da geotermia (presente in 73 Comuni), dal solare termico, dagli impianti a biogas e dagli impianti geotermici a bassa entalpia.

mente questi impianti sono in grado di soddisfare il 100% del fabbisogno elettrico delle famiglie. Gli impianti fotovoltaici sono stati realizzati grazie ad incentivi regionali e al Conto Energia, ma anche alla velocità ed alla snellezza delle procedure autorizzative e burocratiche. I siti su cui si collocano i pannelli fotovoltaici sono i più diversi, includono capannoni industriali, centri commerciali, distributori di carburante, edifici scolastici ed ecclesiastici e ovviamente piccoli impianti su abitazioni private. Il Comune ha imposto alle società interessate alla creazione di parchi fotovoltaici a terra di realizzare aree omogenee (quindi di fatto si evita che le aree coltivabili diventino estremamente frazionate) ed ha escluso alcune aree paesaggisticamente tutelate come zone di possibile intervento.

Il Comune italiano, con più di 50 mila abitanti, che evidenzia i migliori risultati è Lecce, che ha installati impianti solari termici (4.500 mq) e fotovoltaici (6 MW), ma anche 36 MW di eolico. Complessiva2 COMUNI RINNOVABILI 2009 - RAPPORTO DI LEGAMBIENTE

Sono 5.025 i Comuni che vedono installati pannelli fotovoltaici all’interno del proprio territorio, per una potenza complessiva installata di 340,4 MW. E’ impressionante la crescita realizzata in un solo anno, con 240,4 MW in più. Complessivamente nel 62% dei Comuni Italiani si possono “trovare” pannelli fotovoltaici che trasformano i raggi solari in energia elettrica. Come si può vedere dalla cartina la distribuzione è sostanzialmente uniforme in tutte le Regioni. Questi numeri confermano l’apporto positivo del sistema di incentivo in Conto Energia che ha dato finalmente certezza per gli investimenti da parte di cittadini e imprese. La classifica mette in evidenza non la potenza installata nel Comune ma i kW ogni 1.000 abitanti proprio per evidenziare l’obiettivo di contribuire attraverso gli impianti a rispondere al fabbisogno elettrico

Fotovoltaico su ex cava di porfido a Carano (TN)

delle comunità. I dati sono stati elaborati mettendo assieme le informazioni del GSE per gli impianti connessi alla rete attraverso il Conto Energia con quelle provenienti dai Comuni e da privati che hanno usufruito di altri sistemi di incentivo (regionali, fondi europei, ecc.).

SOLARE FOTOVOLTAICO NEL TERRITORIO COMUNALE
di energia per l’autoconsumo degli uffici e delle attrezzature dei magazzini del sito. L’impianto consente un risparmio di almeno 150 mila euro all’anno per l’azienda proprietaria del centro intermodale ed è uno dei pochi in Italia, con potenza installata di quasi 1 MW, ad essere su un tetto. Nel complesso si tratta di una copertura di 4.400 pannelli per un totale di 19.000 mq che evita l’emissione in atmosfera di 655 mila Kg all’anno di CO2. Secondo classificato è il Comune di Magrè sulla Strada del vino con 613,71 kW/1.000 abitanti, seguito dal Comune di Carano con 587,24 kW/1.000 abitanti. Nelle prime 10 posizioni troviamo “Piccoli Comuni“, nell’undicesima troviamo il primo comune con più di 5.000 abitanti Seravalle Scrivia con 463,92 kW/1.000 abitanti. Per trovare il primo comune con oltre 10.000 abitanti dobbiamo scendere al 58° posto dove troviamo il Comune di Vegli in provincia di Lecce con 148,49 kW/1000 abitanti, ed al 91°posto per trovare il primo comune con
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Fotovoltaico a Selvazzano Dentro (PD)

La più alta diffusione si trova nel Comune di Monrupino, in Provincia di Trieste, un “Piccolo Comune” di 868 abitanti dove sono installati 999,2 MW per una media di 1.151,15 kW ogni 1.000 abitanti. Gli impianti fotovoltaici sono installati sulle coperture dei due capannoni e degli uffici del terminal intermodale al confine con la Slovenia. L’impianto è connesso in rete ma principalmente legato alla produzione
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SOLARE

2. I COMUNI DEL SOLARE FOTOVOLTAICO

SOLARE

Primi 50 comuni DEl SolarE FoTovolTaico nEi TErriTori comunali
Pr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 TS BZ TN CB FG AL LO VT MT BZ AL AL MT VA FC FE UD BZ TN CN RO RC TR PG BZ AP BZ PZ TN CR TN FG AP RO SA CN ME TO CN OR ME TR LC CS GR EN PD BZ CA AT Comune MONRUPINO MAGRÈ SULLA STRADA DEL VINO CARANO CASTELLINO DEL BIFERNO ROCCHETTA SANT'ANTONIO CASALNOCETO MASSALENGO ARLENA DI CASTRO CRACO PLAUS SERRAVALLE SCRIVIA OTTIGLIO CIRIGLIANO CADREZZATE SARSINA SANT'AGOSTINO MOIMACCO PRATO ALLO STELVIO REVÃ PIETRAPORZIO PETTORAZZA GRIMANI SAN FERDINANDO STRONCONE MASSA MARTANA RIO DI PUSTERIA MONSAMPOLO DEL TRONTO CASTELBELLO BALVANO FIAVE' SAN BASSANO CIMEGO SERRACAPRIOLA OFFIDA VILLANOVA DEL GHEBBO CASTELNUOVO CILENTO TORRE SAN GIORGIO REITANO SAN GERMANO CHISONE MONASTEROLO DI SAVIGLIANO MARRUBIU MIRTO GUARDEA CRANDOLA VALSASSINA SAN MARCO ARGENTANO MONTEROTONDO MARITTIMO ASSORO MESTRINO LACES UTA CORTIGLIONE kW 999,20 724,79 558,47 380,16 1.097,16 468,92 1702,02 445,14 400,00 262,71 2700 302,08 200,00 700,00 1489 2.220,40 561,35 1111,31 423 38,88 575,00 1244,14 1.262,31 972,66 716,39 1034,88 596,65 514,07 262,71 500 96,36 998,82 1221,01 500 499,09 142,94 199,8 380 236,24 997,20 220,00 350,00 50,00 1.468,93 230,00 1011,40 1500,00 838,00 1.131,19 95,69 kW x1.000 AB 1151,15 613,71 587,24 564,87 539,41 534,69 530,72 513,43 502,51 480,27 463,92 458,39 449,44 443,88 403,20 361,69 360,53 353,92 350,46 338,09 334,50 286,73 285,98 274,69 271,36 259,04 256,29 256,14 255,31 242,72 236,76 229,30 229,21 227,69 221,52 212,70 210,09 206,30 201,40 200,97 199,28 194,99 193,05 192,39 190,08 187,54 177,68 172,07 169,04 168,46 N_AB 868 1181 951 673 2034 877 3207 867 796 547 5820 659 445 1577 3693 6139 1557 3140 1207 115 1719 4339 4414 3541 2640 3995 2328 2007 1029 2060 407 4356 5327 2196 2253 672 951 1842 1173 4962 1104 1795 259 7635 1210 5393 8442 4870 6692 568

Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2009” di Legambiente. La classifica completa è scaricabile sul sito www.legambiente.eu

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Prendendo in considerazione invece la diffusione in termini “assoluti”, ossia la più alta quantità di impianti installati, i Comuni che hanno una maggiore potenza installata sono Lecce con oltre 6 MW installati seguito da Rovigo con oltre 5,5 MW e Roma con 5 MW. Il Rapporto ha tra i suoi obiettivi quello di capire l’impegno delle amministrazioni nella diffusione delle fonti rinnovabili. La presenza di impianti solari nelle strutture edilizie comunali (scuole, ospedali, uffici, biblioteche, ecc.) rappresenta un indicatore importante perché esprime l’attenzione che gli Enti Locali pongono al tema del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili.
Pensilina per parcheggio nell’agriturismo Colle Regnano, Tolentino (MC)

Sono 427 i Comuni che attraverso il questionario di Legambiente hanno dichiarato di avere installato (e dunque in funzione) impianti solari fotovoltaici nelle proprie strutture edilizie. E’ un dato in crescita, sono 140 in più rispetto allo scorso anno, ma assolutamente inadeguato considerando anche le possibilità e i vantaggi degli incentivi in Conto Energia e dei bandi di finanziamento dei Ministeri dell’Ambiente e dell’Istruzione. La più alta diffusione è nel Comune di Prato con 598 kW di potenza installata, seguita al secondo posto dal Comune di Teggiano con 500 kW e dal “Piccolo Comune” di Carano (TN) che ha 500 kW di pannelli fotovoltaici installati.

Pensiline sui parcheggi Porto Barricata, Comune di Porto Tolle (RO)

SolarE FoTovolTaico - Primi 10 comuni PEr DiFFuSionE
Pr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 LE RO RM BA RI TR BA FE BO LE Comune LECCE ROVIGO ROMA CORATO RIETI TERNI BARI SANT'AGOSTINO BOLOGNA VEGLIE kW 6018 5511 5090 3560 2300 2275 2222 2220 2135 2082 N_AB 83303 50289 2546804 44971 43785 105018 316532 6139 371217 14022

Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2009” di Legambiente.

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SOLARE

più di 100.000 abitanti, Rovigo con una media di 109,5 kW/1.000 abitanti.

SOLARE

SOLARE FOTOVOLTAICO NELL’EDILIZIA COMUNALE
Primi 50 comuni DEl SolarE FoTovolTaico nEll’ EDiliZia comunalE
Pr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 PO SA TN TO CO RM NA VA RG BG MI PR NA FR TO AR MO RI BO FC SV AG BS VE BN Comune PRATO TEGGIANO CARANO SAN GERMANO CHISONE BELLAGIO ROMA NAPOLI CADREZZATE RAGUSA CALUSCO D'ADDA LIMBIATE PARMA CASALNUOVO DI NAPOLI FROSINONE VENARIA REALE BUCINE MODENA RIETI CASTELLO D'ARGILE FORLÌ BERGEGGI CANICATTÌ BERLINGO VENEZIA BENEVENTO kW 598,00 500 500,00 380 360,00 256,62 233,00 200,00 180,95 145,00 135,00 125,00 120,00 120,00 116 114,25 100,00 100 99,38 99,00 92,40 90,92 90,00 83 81,00 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 Pr TN GE BZ PA PA MO TO RN BO BO MN RN PV PG VT CS AV RA PN VT MI CN LE AP LC Comune CAVALESE GENOVA DOBBIACO PALERMO BAGHERIA FORMIGINE SETTIMO TORINESE MORCIANO DI ROMAGNA CASTEL MAGGIORE SAN LAZZARO DI SAVENA CASALOLDO CATTOLICA PAVIA MARSCIANO ACQUAPENDENTE COSENZA MERCOGLIANO COTIGNOLA ZOPPOLA VITERBO ARLUNO SAVIGLIANO RUFFANO GROTTAZZOLINA MONTICELLO BRIANZA kW 81,00 80,00 77,00 76,00 75,52 75,00 75 74,90 71,81 70 70,00 64,44 63,10 61,92 61,83 60,00 60,00 60,00 60 60 60,00 60 58 57,68 57,50

Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2009” di Legambiente. La classifica completa è scaricabile sul sito www.legambiente.eu

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Le buone pratiche
Gli impianti solari fotovoltaici sono oggi tra le fonti rinnovabili quelli con i maggiori tassi di sviluppo grazie ad incentivi competitivi e alla affidabilità degli impianti. Il rischio è però che non si comprenda come la strada più efficiente da un punto di vista energetico, ma anche più intelligente per la sua diffusione sia quella di realizzare impianti sui tetti di case, uffici, capannoni. Un rischio, purtroppo molto concreto, è che a farla da padrone nelle realizzazioni siano soprattutto impianti a terra. Le buone pratiche che segnaliamo rispondono a questa idea di diffusione integrata nel territorio italiano. E’ terminata la costruzione dei due quartieri fotovoltaici di Brescia, si chiamano Violino e Sandolino e tutte le costruzioni sono dotate di impianti fotovoltaici, che vanno da una potenza minima di 1,3 kW per le villette a schiera a 5-20 kW per i condomini. Nel solo quartiere di Violino sono 566 kW in grado di soddisfare circa il 40% del fabbisogno di energia elettrica. In edilizia le esperienze più interessanti riguardano l’integrazione degli impianti nell’architettura degli edifici e con altre tecnologie efficienti. Ad esempio a Carmignano nell’agriturismo Podere Midolla il fotovoltaico è solo uno dei componenti di una struttura praticamente autosufficiente per i fabbisogni termici e elettrici. L’agriturismo, costruito seguendo i criteri di bioedilizia e di risparmio energetico (tetto ventilato, coibentazione delle pareti, utilizzo di lampadine a basso consumo, ecc.) utilizza pannelli fotovoltaici, 4 sonde geotermiche che arrivano ad una profondità di 100 metri e che producono 3 kWh di energia termica. A Carano (TN) sono stati installati circa 3.000 pannelli fotovoltaici per una potenza di 500 kW sopra una vecchia cava di porfido, capaci di generare energia elettrica pari al consumo dei tre quarti degli abitanti del piccolo comune trentino. Il progetto realizzato dal Comune ha richiesto oltre un anno di gestazione perché richiedeva la disponibilità di un’area di esclusiva proprietà comunale di oltre 15 mila metri quadri liberi, in un'area di montagna ben esposta al sole, senza ombre e alta vegetazione circostante. La scelta è ricaduta per questo motivo su un’area non più utilizzata e che richiedeva una riconversione ambientale visto il passato sfruttamento per attività estrattiva. In Provincia di Salerno, nel Comune di Giffoni Valle Piana, al posto di una discarica è stato installato un impianto fotovoltaico da 50 kW. La realizzazione è stata portata avanti dal Consorzio dei Comuni del Bacino SA/2. Molto importante è promuovere questi interventi in strutture pubbliche, come nella Asl di Arezzo che grazie al fotovoltaico taglierà i costi delle bollette senza investire un Euro. L’Asl ha lanciato un bando per la realizzazione e la gestione di sette impianti fotovoltaici con una estensione complessiva di 2.500 mq e potenza di 250 kWp in grado di produrre circa 280.000 kWh/a da collocare su 4 distretti socio sanitari e su 3 ospedali. Un appalto in project financing per cui il vincitore della gara dovrà fornire il progetto definitivo, realizzare gli impianti, mentre a ripagarlo dell’investimento saranno gli incentivi statali. Per la Asl il risparmio è di circa 40 mila euro l’anno. Si stanno diffondendo anche interessanti soluzioni di pannelli fotovoltaici come coperture di parcheggi attraverso soluzioni integrate architettonicamente. Un esempio è nel Comune di Porto Tolle, dove all’interno del parco del Delta del Po il porticciolo di Porto Barricata ha coperto il parcheggio con una copertura fotovoltaica di 500 mq per 50 kW di potenza che copre il 40% del fabbisogno della struttura portuale. Fondamentale è intervenire nelle strutture che più consumano energia elettrica per le esigenze di rinfrescamento e riscaldamento delle strutture, come i centri commerciali. Non potrà certamente bastare installare impianti fotovoltaici per azzerare i consumi di strutture che quasi sempre hanno una scarsissima attenzione al risparmio energetico, ma intanto cominciano alcuni progetti a conseguire dei risultati importanti. Sono ad esempio diversi gli interventi realizzati sui tetti delle strutture di Coop. Dai magazzini di Scandicci (570 kWp e 10% del fabbisogno elettrico soddisfatti) a Empoli (460 kWp e 20% del fabbisogno elettrico), a Piombino (460 kWp) dove copre il 20% del fabbisogno energetico complessivo della sede

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SOLARE

SOLARE

di Unicoop Tirreno che ha 87.000 mq occupati tra uffici e magazzini e circa 300 dipendenti. Nei progetti futuri della Unicoop c’è quello di dotare di impianti fotovoltaici altri 10 punti vendita: 5 ipermercati (Sesto Fiorentino, Cascina, Arezzo, Montecatini, Montevarchi) e 5 supermercati (Agliana, Fucecchio, Firenze via Carlo del Prete, Borgo San Lorenzo, Poggibonsi), per un totale di 2.200 kWp installati. In numerose realtà locali si è sviluppata negli ultimi anni la ricerca e l’utilizzo di pannelli fotovoltaici per l’illuminazione pubblica, anche grazie al notevole risparmio apportato alle casse comunali. Una delle azioni più significative è quella portata dalla Provincia di Rovigo attraverso l’installazione di 280 lampioni fotovoltaici su strade provinciali e comunali in passato prive di illuminazione da rete; in seguito, con i fondi risparmiati nel corso dell’intervento di installazione dei 280 lampioni l’intervento è stato ampliato con l’aggiunta di ulteriori 51 lampioni. I Comuni interessati sono quelli di: Trecento, Bagnolo di Po, Fiesso Umbertino, Fratta Polesine, Occhiobello, Pincara, Rovigo/Villadose, Trecento, Villamarzana. In totale i lampioni installati hanno una potenza di 53 kW.

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DIFFUSIONE DEL SOLARE FOTOVOLTAICO NEI COMUNI ITALIANI 1 - 100 kW 101 - 1000 kW > 1000 kW

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SOLARE

SOLARE

3. I COMUNI DEL SOLARE TERMICO
Sono 2.996 i Comuni in cui sono installati pannelli solari per la produzione di acqua calda, distribuiti tra 1.680 “Piccoli Comuni” e 1.316 Comuni con più di 5.000 abitanti. Il censimento realizzato con il Rapporto ricordiamolo, è quello più difficile perché gli impianti non sono collegati alla rete, spesso gli Enti locali non hanno un monitoraggio di quanto si installa nel territorio, né esiste un rilevamento su base territoriale delle installazioni da parte di Enti o aziende - rileva un forte incremento. L’immagine nella cartina mostra una distribuzione ancora deludente soprattutto al Sud. L’incremento mostra come il 2008 sia stato un anno importante nel settore del solare termico, con oltre 30 miliardi di Euro fatturati in più rispetto al 2007 e l’importanza della detrazione Irpef del 55% che – non dimentichiamolo - ha corso seri rischi di essere ridimensionata se non cancellata pochi mesi fa nell’ambito del Pacchetto anti-crisi economica proposto dal Governo. La classifica2 dei Comuni del Solare Termico è costruita mettendo in relazione i metri quadrati di pannelli solari termici con il numero degli abitanti nei Comuni. E‘ questo il parametro scelto dall‘Unione europea

come obiettivo per la diffusione del solare termico al 2010 - dovrebbe raggiungere una media di 264 mq ogni 1.000 abitanti - proprio perché fotografa la capacità di penetrazione di una tecnologica che consente di ridurre fortemente i consumi di fonti fossili e le emissioni di CO2 che provengono dal riscaldamento dell’acqua per usi sanitari e per le abitazioni. In 36 Comuni questo obiettivo è stato già raggiunto e spesso largamente superato, 11 in più rispetto allo scorso anno.

SOLARE TERMICO NEL TERRITORIO COMUNALE
E’ Don, in provincia di Trento, il Comune che risulta avere il maggior numero di mq rispetto al numero di abitanti. Un “piccolissimo Comune” che ha installati oltre 1.035 mq/1.000 abitanti fatti di piccoli impianti diffusi sulle case dei residenti per complessivi 232 mq. Il secondo classificato è il Comune di Selva Val Gardena con 994 mq/1.000 abitanti e che in un anno ha incrementato di 100 mq le sue installazioni. Al terzo posto troviamo il Comune di Torrenova con 3.314 mq complessivi e una media di 897 mq/1.000 abitanti. Il primo Comune con più di 5.000 abitanti è Campoformido, unico tra i “grandi” ad aver centrato l’obiettivo Europeo di 264 mq/1000 abitanti. Al 106° posto troviamo il primo vero grande
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Comune, Aosta, con una media di 189 mq/1.000 abitanti. Guardando ai numeri assoluti il comune con la più ampia diffusione di pannelli solari termici è Bolzano con 5.203 mq seguito da Trento e Lecce rispettivamente con 4.928 e 4.542 mq. Significativo è che nella classifica dei primi 10 Comuni compaiano due “piccoli Comuni” come Torrenova (Messina) e Selva di Val Gardena (Bolzano).

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Pr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 TN BZ ME TN TN BG BG AL TN BZ TN IS BZ CN BZ TN SO BZ TN TN FC TN TN AO BS BZ BZ LC TO TN BZ BZ RI UD TO MS TN BZ VC CR BZ TO VA BZ BS UD TO BL TN TN

Comune DON SELVA DI VAL GARDENA TORRENOVA GRAUNO CLOZ FOPPOLO PIAZZOLO CASTELLAZZO BORMIDA CASTELFONDO VANDOIES TRES CASTELPETROSO LA VALLE SAMBUCO PARCINES ANDALO ALBOSAGGIA SAN MARTINO IN BADIA GRUMES SOVER PREMILCUORE VALDA BREZ LA MAGDELEINE TIGNALE ANDRIANO DOBBIACO CRANDOLA VALSASSINA VILLAR PELLICE FONDO PRATO ALLO STELVIO LASA CITTAREALE CAMPOFORMIDO GRAVERE ZERI DIMARO SLUDERNO GREGGIO FORMIGARA TRODENA GIAGLIONE CADREZZATE SESTO SELLERO COMEGLIANS FENESTRELLE SAPPADA REVÃ SEGONZANO

MQ 232 2500 3314,4 120 560 150 70 3000 425 2070 416 1000 730 50 1700 532,71 1500 800 221 410 400 88 300 36 500 310 1270 100 450 540 1100 1210 150 2144 200 400 336 500 100 300 250 180 400 480 350 150 142,5 300 257,73 300

MQ/1.000 AB 1035,71 897,97 845,07 818,71 721,15 707,07 702,91 687,70 666,88 633,18 608,27 592,05 561,80 532,41 524,84 486,38 473,37 463,31 453,54 449,94 407,41 405,95 395,60 393,39 392,41 391,98 386,10 379,11 374,22 350,2 327,03 311,20 295,97 293,26 289,44 284,50 270,56 266,67 263,62 261,23 260,12 253,65 251,84 237,29 235,48 231,71 220,75 213,53 208,62 994,83

N_AB 224 2513 3691 142 684 208 99 4268 618 3104 657 1644 1233 89 3193 1015 3084 1690 477 904 889 216 739 91 1271 790 3240 259 1187 1443 3140 3700 482 7244 682 1382 1181 1848 375 1138 957 692 1577 1906 1475 637 615 1359 1207 1438

Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2009” di Legambiente. La classifica completa è scaricabile sul sito www.legambiente.eu

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SOLARE

Primi 50 comuni DEl SolarE TErmico nEl TErriTorio comunalE

SOLARE

SolarE TErmico - Primi 10 comuni PEr DiFFuSionE
Pr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 BZ TN LE RI Comune BOLZANO TRENTO LECCE RIETI MQ 5203,0 4928,1 4542,0 3650,0 3314,4 3273,0 3000,0 2500,0 2224,0 2144,0 N_AB 94989 104946 83303 43785 3691 34610 4268 2513 71276 7244

ME TORRENOVA AO AOSTA AL BZ AT CASTELLAZZO BORMIDA SELVA DI VAL GARDENA ASTI

10 UD CAMPOFORMIDO

Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2009” di Legambiente.

Nonostante i molti segnali positivi è evidente il ritardo del nostro Paese rispetto ad una tecnologia alla “portata di tutti” come il solare termico. Un ritardo che riguarda complessivamente l’Italia rispetto agli altri Paesi europei ma che rispetto alle grandi città diventa ancora più rilevante. Basti dire che a Barcellona dal 2000 al 2008 grazie all’Ordenanza Solar - ossia a un regolamento che prevedeva l’obbligo, senza incentivi, di installazione in tutti i nuovi interventi edilizi del solare termico – si è passati da 1.650 mq installati a 51.436 mq. Solo nell’ultimo anno i mq di pannelli solari termici installati sono stati 10.341. Per dare un’idea dei risultati (aggiornati periodicamente dall’Agenzia municipale per l’energia) il risparmio in termini di emissioni di CO2 evitate è 7.235 tonnellate e in termini energetici è pari al fabbisogno per il riscaldamento dell’acqua calda sanitaria di una città di 78mila abitanti. I regolamenti edilizi comunali rappresentano uno strumento molto importante attraverso cui poter incrementare l’efficienza energetica e la produzione da fonti rinnovabili. Negli ultimi anni sono numerosi i Comuni italiani che hanno adottato all’interno del loro regolamento edilizio provvedimenti in merito all’adozione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria; in 119 di questi vi è l’obbligo di installazione. D’altronde questa prospettiva è chiaramente indicata dalla normativa nazionale - nell’allegato I del Dlgs 192/05, è previsto che le nuove abitazioni e le ristrutturazioni (oltre un certo volume) debbano
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provvedere ad almeno il 50% del fabbisogno dell’ACS con fonti rinnovabili (quindi principalmente pannelli solari termici e impianti a biomassa) – anche se purtroppo si è ancora in attesa dei decreti attuativi. Ma la spinta impressa dai regolamenti edilizi si può già leggere in alcune realtà, come a Carugate dove in due anni si è passati da 310 mq installati a 682. Interessante è il caso del Comune di San Mauro Torinese (TO) dove l’installazione del solare termico è obbligatoria e deve essere dimensionata in modo da coprire l’intero fabbisogno energetico dell’organismo edilizio per il riscaldamento dell’acqua calda sanitaria, nel periodo in cui l’impianto di riscaldamento è disattivato. Questa disciplina vale per i nuo-

Pannello solare termico sede di Legambiente Nazionale

vi interventi e per gli edifici in cui è previsto il rifacimento dell’impianto di riscaldamento. Anche a seguito di questi provvedimenti, adottati nel 2006, nel Comune di San Mauro Torinese sono stati installati 327 mq di solare termico.

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strazioni locali, soprattutto se si considera che la Legge 10/1991 obbligava i comuni a soddisfare i loro fabbisogni con il ricorso a tecnologie rinnovabili, e il solare termico è la tecnologia più a portata di spesa. La classifica è stata stilata sui mq di pannelli solari termici installati ed in esercizio sulle strutture edilizie comunali. In testa è Catania con 1.410 mq, a seguire Roma con 930 mq e Forlì con 592 mq. Purtroppo il segnale negativo rispetto allo scorso anno è che mentre è in crescita il numero assoluto dei Comuni, la crescita in quelli in cui gli impianti già erano installati è molto ridotta. Infatti se prendiamo in considerazione i primi 20 classificati troviamo 6 “new entry”, un unico Comune (Forlì) che registra un incremento di 360 mq e 13 Comuni che non mostrano aumenti di installazioni nelle loro strutture, tra cui Catania e Roma.

Sono 290 i Comuni che utilizzano pannelli solari termici nelle proprie strutture edilizie, i dati registrati mostrano un buon incremento nei numeri, 120 Comuni e 8.099 mq in più rispetto al Censimento del 2008. Di questi 114 sono “Piccoli Comuni” e 176 i “Grandi”. Questo parametro è importante per segnalare i ritardi delle ammini-

Primi 50 comuni DEl SolarE TErmico nEll’EDiliZia comunalE
Pr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 23 22 24 25 CT RM FC CO SI AP VR MO NO CS BA LO PA GE MI LE TP BZ BI MI SP BZ TO KR LC Comune CATANIA ROMA FORLÌ COMO SIENA SAN BENEDETTO DEL TRONTO VERONA MODENA NOVARA VILLAPIANA MOLFETTA LODI PALERMO GENOVA BAREGGIO LECCE ERICE BOLZANO CANDELO MILANO LA SPEZIA PARCINES OULX CIRÒ MARINA MERATE MQ 1410,00 930,00 592,00 543,10 520,00 500,00 497,40 472,20 435,00 400,00 320,00 312,00 263,00 260,00 249,40 242,00 230,00 220,00 215,00 212,40 210,00 200,00 200,00 198,00 195,57 26 28 27 29 30 31 32 34 35 33 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 Pr PE RG BS KR AN VE RE RI MN PZ MN MI BS PZ MI MO MI TP PG MI AT MO TO NO MI Comune PESCARA RAGUSA PADENGHE SUL GARDA CROTONE JESI VENEZIA REGGIO EMILIA RIETI SAN BENEDETTO PO MARATEA RONCOFERRARO SAN DONATO MILANESE VEROLANUOVA GUARDIA PERTICARA SETTIMO MILANESE FORMIGINE TREZZO SULL'ADDA GIBELLINA PERUGIA VILLA CORTESE ASTI CASTELNUOVO RANGONE POIRINO TRECATE LIMBIATE MQ 180,00 180,00 180,00 170,00 166,00 165,00 152,00 150,00 150,00 150,00 143,25 140,00 138,69 136,00 135,84 134,21 132,00 131,00 130,00 129,00 124,00 120,00 120,00 105,60 101,00

Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2009” di Legambiente. La classifica completa è scaricabile sul sito www.legambiente.eu

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SOLARE

SOLARE TERMICO NELL’EDILIZIA COMUNALE

SOLARE

Le buone pratiche
Il solare termico è una tecnologia oggi competitiva da un punto di vista tecnico e economico, sempre più diffusa, per cui gli interventi che qui segnaliamo riguardano soprattutto sperimentazioni innovative o realtà particolarmente significative. Tra le prospettive tecnologiche più interessanti vi è sicuramente il Solar Cooling, ossia la climatizzazione degli ambienti attraverso i pannelli solari termici. Tra gli impianti realizzati uno dei più interessanti è sicuramente quello installato sul tetto del Municipio e della Biblioteca di Como con 600 mq di estensione per 720 kWt. Consente sia di riscaldare che di raffrescare gli ambienti, permettendo così al Comune di risparmiare circa 150.000 Euro all’anno e di evitare 160 mila Kg di CO2 in atmosfera all’anno. Il più grande sistema di climatizzazione a pannelli solari in Italia (3 mila mq) è stato invece realizzato nel magazzino Metro Cash & Carry di Roma. Consente di riscaldare gli ambiente nei mesi invernali e raffrescarli in estate riducendo i costi in bolletta del 12,5%. Dal punto di vista ambientale permette di risparmiare 200 tonnellate di emissioni di CO2 l’anno. Per ridurre i consumi energetici del settore civile sarà fondamentale realizzare un forte sviluppo del solare termico nelle strutture ricettive, a partire da quelle che hanno un uso prevalentemente estivo, ma non solo, proprio per la rilevante domanda di acqua calda per usi sanitari. Ad esempio l’Hotel Plaza, a Padova, ha installato 81 metri quadrati di pannelli solari sottovuoto che permettono di soddisfare più del 40 per cento del fabbisogno di energia termica e di produzione di acqua calda sanitaria delle oltre 140 stanze. L’impianto composto da 18 pannelli sottovuoto per una potenza totale di 690 kW consentirà di evitare l’emissione in atmosfera di circa 66 tonnellate di anidride carbonica. Da segnalare sono due interventi che riguardano strutture carcerarie. A Terni è stato realizzato un impianto solare termico da 150 metri, installato da 11 detenuti che per poter realizzare l’impianto hanno partecipato ad un corso di qualifica professionale. Nel carcere romano di Rebibbia già da alcuni anni è in funzione un impianto di 266 mq a circolazione forzata che ha permesso di ottenere un risparmio annuo di 15.000 Euro e un risparmio di oltre 46 tonnellate di CO2 annue. Molto diffusi nei Paesi del Nord Europa stanno prendendo piede anche in molte realtà italiane esperienze di gruppi di acquisto solari. A Loceri (OG) il gruppo di acquisto “Sardegna al Sole” è stato promosso dal Comune permettendo a molti cittadini di installare pannelli solari a prezzi scontati. Attraverso un bando sono state selezionate le aziende per la fornitura dei pannelli ai costi più bassi, poi sono state stipulate convenzioni con Banca Etica e altri istituti di credito per il finanziamento totale degli impianti. Oltre 300 famiglie hanno aderito, 20 impianti sono in fase di realizzazione. A trarne vantaggio è anche il Comune che ha già realizzato due impianti solari. A Florinas (SS) il Comune con la collaborazione del Circolo di Legambiente di Sassari ha seguito un meccanismo simile. E’ stato infatti indetto un bando per individuare l’azienda che poteva fornire impianti solari chiavi in mano e che si doveva far carico delle pratiche per la concessione degli incentivi regionali, delle autorizzazioni e della manutenzione degli impianti. Si è poi definita una convenzione con una banca per l’erogazione del finanziamento a tasso agevolato. 92 famiglie hanno aderito al gruppo d’acquisto e 15 impianti sono in costruzione. Invece in Veneto, in un'esperienza che vede coinvolti più Comuni (Ceggia, Marcon, Portogruaro, Santo Stino di Livenza e Torre di Mosto), è stata Legambiente Veneto in collaborazione con Achab Group e le amministrazioni locali a dare vita a uno Sportello Energia e al coordinamento di un gruppo di acquisto. I cittadini sono stati coinvolti attraverso lo Sportello, serate pubbliche, stampa locale, punti informativi nei mercati rionali. Sono poi stati “riuniti” in un gruppo d’acquisto che ha lanciato una gara con un capitolato tecnico per la richiesta di preventivo alle aziende per impianti solari fotovoltaici e termici. I risultati sono stati significativi, lo sconto rispetto ai prezzi di mercato è stato di almeno il 20%, con garanzia di prezzo a kWp o mq fisso indipendentemente dalla grandezza dell’impianto installato, una qualità standard e una garanzia di 10 anni su ogni parte dell’impianto. 50 famiglie hanno aderito e sono già stati installati 113 kWp di pannelli fotovoltaici e 35 mq di solare termico.
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DIFFUSIONE DEL SOLARE TERMICO NEI COMUNI ITALIANI 1 - 300 mq 301 - 1000 mq > 1000 mq

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SOLARE

SOLARE

4. LA SOLARBUNDESLIGA
Per comprendere la situazione nel territorio italiano di diffusione del solare un confronto con gli altri Paesi europei è quanto mai significativo. Abbiamo per questo messo a confronto i dati del Rapporto con quelli della “Solarbundesliga” (la classifica che fotografa lo sviluppo del solare termico e fotovoltaico nei comuni tedeschi elaborata dall’associazione Deutsche Umwelthilfe). Nella classifica tedesca viene assegnato un punto ogni 10 mq per abitante di solare termico e un punto ogni 3 Watt per abitante di solare fotovoltaico. Se mettiamo a paragone i dati dei 5.580 Comuni del Solare3 con quelli della Solarbundesliga vengono fuori alcune informazioni utili, che mettono a dura prova il Paese del Sole. Con questi parametri il primo Comune italiano che si piazzerebbe all’interno della classifica è Monrupino, al 27° posto, seguito all'84°

posto dal Comune di Magrè sulla Strada del Vino. Il Comune tedesco vincitore della Solarbundesliga è Rettenbach am Auerderg con 1.027 punti, tre volte quelli del miglior Comune italiano.

SolarbunDESliGa iTalia vS GErmania
Comune 1 2 3 27 84 92 95 105 106 110 116 120 127 130 140 146 147 167 194 195 196 RETTENBACH AM AUERDERG KAISER-WILHELM-KOOG GOLHOFFEN MONRUPINO MAGRÈ SULLA STRADA DEL VINO CARANO CASTELLINO DEL BIFERNO ROCCHETTA SANT'ANTONIO CASALNOCETO MASSALENGO ARLENA DI CASTRO CRACO PLAUS SERAVALLE SCRIVIA OTTIGLIO CIRIGLIANO CADREZZATE SARSINA SANT'AGOSTINO MOIMACCO PRATO ALLO STELVIO MQ x AB 0,851 0,155 0,918 0,102 0,050 0,000 0,000 0,000 0,000 0,000 0,000 0,000 0,000 0,000 0,000 0,254 0,001 0,000 0,000 0,350 W x AB 1563,3 2350,3 1336,8 1151,2 613,7 587,2 564,9 539,4 534,7 530,7 513,4 502,5 480,3 463,92 458,4 449,4 443,9 403,2 361,7 360,5 353,9 Tot 1027 1019 942 384 196 188 180 178 177 171 168 160 154 153 150 148 134 121 120 118 205 N_AB 753 372 812 868 1181 951 673 2034 877 3207 867 796 547 5820 659 445 1577 3693 6139 1557 3140

0,000

Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2009” di Legambiente, Solarbundesliga

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3 volte nelle aree del Mezzogiorno. Il Comune italiano, con più di 50 mila abitanti, che evidenzia i migliori risultati è Lecce, seguito da Terni e Bolzano. Per quanto riguarda le migliori performance tedesche tra i grandi Comuni, i migliori risultati sono a Ingolstadt ed Ulm, a cui segue Friburgo, una città di 200mila abitanti. Friburgo, nota per le sue innovative politiche ambientali (mobilità ciclabile, quartieri senz’auto, ricerca e applicazioni sul solare) ha installato in questi anni un virtuoso mix di fonti rinnovabili: oltre 15 mila mq di pannelli solari termici, 11 MW di pannelli fotovoltaici, 10,8 MW di eolico, 7 MWt + 345 kWe da biomassa locale allacciati a reti di teleriscaldamento, due impianti miniidroelettrici per una potenza complessiva di 320 kW.

In un'ipotetica classifica dei primi 500 Comuni tra Italia e Germania per la diffusione del solare secondo i criteri della “Solarbundesliga” solo 62 sarebbero italiani. È importante sottolineare questo dato perché ci fa capire meglio i ritardi del nostro Paese, soprattutto se consideriamo che mediamente l’irraggiamento annuo in Italia è il doppio della Germania, per arrivare a circa
la SolarbunDESliGa DEi GranDi comuni
Comune 258 334 445 454 459 702 488 936 448 LANDAU ROTTENBURG AM NECKAR NEU-ULM AHLEN ULM INGOLSTADT FREIBURG LECCE HEUSWEILER MQ x Ab W x Ab 0,075 0,184 0,071 0,101 0,081 0,055 0,076 0,045 0,055 0,000 0,130 0,000 0,000 0,099 154,50 59,80 68,30 53,90 52,40 59,80 56,30 72,25 3,60 16,71 13,96 1,50 7,71 7,23 Tot 98 77 55 55 54 53 50 24 10 7 6 5 3 3 2 N_Ab 43138 42789 51428 54343 123674 116437 83303 201090 20166

Comune 1172 1172 1172 1172 BARI FORLÌ PESARO TRENTO

MQ x Ab W x Ab 0,000 0,005 0,010 0,047 0,000 0,000 0,000 0,003 0,000 0,001 0,000 0,015 0,010 0,003 0,000 0,009 7,02 6,54 6,24 6,14 5,76 5,76 5,75 5,55 5,22 4,73 4,60 4,26 4,08 4,02 3,84 3,59

Tot 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 1 1 1 1 1

N_Ab 316532 108335 91086 104946 100507 89081 371217 96678 134631 141877 177499 91589 128656 175502 120204 45594

1200 ANCONA 1200 BRINDISI 1200 BOLOGNA 1200 UDINE 1200 RAVENNA 1200 REGGIO EMILIA 1200 PRATO 1200 AREZZO 1200 RIMINI 1200 MODENA 1200 MONZA 1200 PIACENZA

1026 TERNI 1112 1140 1172 1172

0,008

21,66

105018 94989 90948 92299 155203 187567

1087 BOLZANO CESENA ESSILINGEN A. NECKAR FOGGIA BRESCIA

Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2009” di Legambiente, Solarbundesliga

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SOLARE

LA DIFFUSIONE DEL SOLARE: ITALIA VS GERMANIA

EOLICO

5. I COMUNI DELL’ EOLICO
Sono 3.861,9 i MW di impianti eolici installati in 245 Comuni italiani, divisi tra 164 “Piccoli Comuni” con 2,6 GW di potenza installata e 81 con più di 5.000 abitanti e una potenza di circa 1,3 GW. Come si può vedere dalle cartine le installazioni sono concentrate soprattutto nell’Appennino meridionale, tra Puglia, Campania e Basilicata, in Sicilia e Sardegna. Sull’eolico si è deciso di non elaborare una classifica in quanto su base comunale non avrebbe senso un criterio quantitativo per valutare la diffusione di impianti che si devono realizzare in tutti i territori in cui le condizioni di vento e ambientali lo consentano. Il censimento è stato ottenuto incrociando i dati di Enea, Gse, Anev con quelli dei questionari inviati a tutti i Comuni Italiani.

Puglia (FG) con 97,2 MW. Tra questi il Comune di Minervino Murge si distingue per l’elevato incremento ottenuto in solo anno, passando dai 6 MW dello scorso anno ai 116 censiti in questo rapporto. Molti sono i Comuni che hanno incrementato le loro installazioni, come il Comune di Pietramontecorvino (FG) con 45 MW in più rispetto allo scorso anno, Alberona (FG) e Greci (AV) rispettivamente con un incremento pari a 26 e 24 MW. Il 2008 è stato un anno boom per l’eolico in Italia! 1.022 i MW installati, con un incremento del 35% rispetto allo scorso anno. Le Regioni in cui sono stati installati più impianti sono la Puglia, la Sicilia e la Sardegna.

I Comuni con il più alto numero di MW installati sono tutti pugliesi. Quello che risulta avere la maggiore potenza installata è Troia (FG), con i suoi 167,9 MW. Seguito da Minervino Murge in provincia di Bari con 116,4 MW e dal Comune di Sant’Agata di

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Pr FG BA FG AV CB OG SR FG SR PA FG FG FG SS MT CT CZ AV TP EN AV AG AG PZ LE CH FG SS KR BN BN PA SA LE LE AQ FG BN CB TP CS BN SS PA BN FG CZ BN PZ SA

Comune TROIA MINERVINO MURGE SANT'AGATA DI PUGLIA BISACCIA ROTELLO ULASSAI FRANCOFONTE ROSETO VALFORTORE CARLENTINI CALTAVUTURO PIETRAMONTECORVINO ALBERONA ROCCHETTA SANT'ANTONIO SEDINI GROTTOLE VIZZINI JACURSO LACEDONIA MAZARA DEL VALLO NICOSIA GRECI NARO AGRIGENTO BRINDISI MONTAGNA RUFFANO CASTIGLIONE MESSER MARINO SERRACAPRIOLA TERGU ISOLA DI CAPO RIZZUTO FOIANO DI VAL FORTORE MOLINARA VICARI RICIGLIANO SURBO LECCE COCULLO CANDELA BASELICE LUCITO SANTA NINFA TARSIA MONTEFALCONE DI VAL FORTORE NULVI SCLAFANI BAGNI CASTELFRANCO IN MISCANO POGGIO IMPERIALE SAN PIETRO A MAIDA SAN GIORGIO LA MOLARA MONTEMURRO SICIGNANO DEGLI ALBURNI

MW 168 116,48 97,20 93,60 90,00 84,00 72,00 71,80 70,16 64,60 62,57 62,00 55,15 54,00 54,00 53,30 52,00 49,41 48,00 46,75 46,69 46,50 44,80 44,00 44,00 42,24 42,00 40,00 39,95 39,60 39,60 37,50 36,00 36,00 36,00 35,70 34,50 34,20 34,00 32,30 32,00 31,80 31,45 30,21 30,00 30,00 30,00 29,80 29,08 28,90

N_AB 7495 10213,00 2321,00 4391,00 1309,00 1613,00 12949,00 1316,00 16879,00 4570,00 2972,00 1134,00 2034,00 1461,00 2607,00 7105,00 839,00 3010,00 50377,00 14812,00 946,00 8770,00 54619,00 905,00 9530,00 2225,00 4356,00 570,00 14233,00 1551,00 1946,00 3077,00 1339,00 12729,00 83303,00 317,00 2823,00 2843,00 959,00 5087,00 2383,00 1837,00 3007,00 506,00 1065,00 2891,00 4282,00 3297,00 1555,00 3466,00

Pr SS PA SS BN FG BN PA AG AV SA CH VS VS SS PZ SS AV IS CA CA VS CA PA CE SS GR FG IS PA SA TP VS SS LE TP FG IS CZ SS PA FG FG CB PZ AV PA CT FG CB TP

Comune PLOAGHE GANGI AGGIUS GINESTRA DEGLI SCHIAVONI FAETO SAN MARCO DEI CAVOTI ALIA LICATA ANDRETTA CASTELNUOVO DI CONZA MONTEFERRANTE SAN GAVINO MONREALE GUSPINI TULA FORENZA VIDDALBA VALLESACCARDA FROSOLONE CAGLIARI NURRI GONNOSFANADIGA ASSEMINI CAMPOREALE CIORLANO FLORINAS SCANSANO PANNI VASTOGIRARDI VILLAFRATI POSTIGLIONE GIBELLINA PABILLONIS BORTIGIADAS MIGGIANO CASTELVETRANO MONTELEONE DI PUGLIA MACCHIAGODENA MARCELLINARA OSILO PARTINICO VOLTURARA APPULA ACCADIA RIPABOTTONI MASCHITO CASALBORE MONTEMAGGIORE BELSITO MILITELLO IN VAL DI CATANIA CELLE DI SAN VITO MONACILIONI SALEMI

MW 27,20 27,20 27,17 26,80 26,40 26,20 25,50 25,50 25,30 24,82 24,60 24,00 24,00 23,80 23,76 22,85 22,50 22,42 22,32 22,10 22,00 21,00 20,40 20,00 20,00 20,00 19,80 19,55 19,55 18,70 18,70 18,00 17,82 17,00 17,00 16,80 16,15 16,15 16,15 16,15 16,02 15,90 15,84 15,84 15,30 15,30 15,30 15,27 15,18 14,45

N_AB 4816,00 7614,00 1686,00 611,00 758,00 3752,00 4184,00 37976,00 2295,00 966,00 190,00 9460,00 12695,00 1665,00 2546,00 1719,00 1486,00 3405,00 164249,00 2431,00 6970,00 23973,00 3716,00 524,00 1574,00 4386,00 976,00 798,00 3365,00 2334,00 4677,00 3044,00 896,00 3753,00 30518,00 1413,00 1959,00 2198,00 3498,00 31003,00 595,00 2702,00 673,00 1864,00 2086,00 3866,00 8204,00 186,00 680,00 11578,00

Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2009” di Legambiente. La classifica completa è scaricabile sul sito www.legambiente.eu

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EOLICO

Primi 100 comuni DEll’Eolico

EOLICO

Le buone pratiche
L’unico impianto installato in Toscana nel 2008 è un caso interessante, realizzato in Provincia di Pisa, nel Comune di Pontedera in un'area industriale con 4 torri da 2 MW. Da segnalare è anche la decisione del piccolo Comune di Sant’Agata di Puglia. L’amministrazione comunale ha stabilito di utilizzare i fondi provenienti dalle entrate degli oltre 97 MW di eolico installati per dare opportunità a tutti i nuclei familiari con figli nati dopo il 1° gennaio 2008. Il contributo prevede l’assegnazione di 3.600 Euro, che saranno erogati in tre quote annuali da 1.200 Euro. Le condizioni necessarie sono la residenza nel Comune di Sant’Agata di Puglia e una situazione economica familiare che non superi i 45.000 Euro di reddito annuo. Ha ricevuto il premio Pimby il Parco eolico“Cinque Stelle” realizzato nel Comune di Stella. Le motivazioni del premio sono “per l’aver contribuito a dimostrare come infrastrutture e tutela dell’ambiente si possono conciliare quando si tengono in particolare considerazione gli equilibri ambientali e l’armonia del paesaggio”. Il parco eolico si sviluppa in un'area di 3 ettari ad un altezza di circa 600 metri sul livello del mare, è costituito da 3 aerogeneratori per una potenza complessiva di 2,4 MW. L’energia elettrica prodotta dall’impianto supera il potenziale fabbisogno dell’intero comune, evitando in atmosfera 5300 ton/anno di anidride carbonica. Il progetto è passato attraverso il percorso di valutazione fissato dal Protocollo per l’eolico di Anev e Legambiente e un attento Studio di Incidenza ambientale con un monitoraggio del possibile impatto dell’avifauna e della chirotterofauna realizzato in collaborazione con l’Università di Genova e della Regione Liguria. Insieme all’impianto è stato realizzato un percorso pedonale, Le vie del Vento, che consente a chiunque la possibilità di visitare l’impianto. Cresce anche la diffusione di impianti minieolici, e la prospettiva di una forte diffusione di nuovi impianti di piccola e media taglia si rafforza con i recenti provvedimenti che hanno introdotto una tariffa onnicomprensiva per impianti fino a 1 MW e con l’estensione dello scambio sul posto fino a 200 kW. Un’esperienza estremamente positiva di impianti minieolici è quella di un'azienda italiana, Jonica Impianti. Nel corso degli anni ha visto una crescita dei kW installati notevole: dai 40 kW del 2004 ai 680 kW installati nel 2008. Il totale, raggiunto con soli impianti da 20 kW, è di 1600 kW nel territorio italiano. Nel corso del 2008 sono state installate 16 torri in Puglia, 9 in Basilicata, 4 in Campania, 3 in Calabria, 1 in Piemonte e 1 nel Lazio. Nel solo Comune di Castellaneta (TA) nel corso degli ultimi due anni sono state installate 18 torri. La torre installata a Trento ha coinvolto l’Università di Trento che ha partecipato alla parte esecutiva dell’impianto sorto nell’area interportuale del capoluogo, che ha come scopo quello del raggiungimento dell’autoproduzione per scopi domestici o per piccole attività imprenditoriali.

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COMUNI RINNOVABILI 2009 - RAPPORTO DI LEGAMBIENTE

DIFFUSIONE DELL’ EOLICO NEI COMUNI ITALIANI 0 - 1 MW 1 - 50 MW > 50 MW

COMUNI RINNOVABILI 2009 - RAPPORTO DI LEGAMBIENTE

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EOLICO

IDROELETTRICO

6. I COMUNI DELL’IDROELETTRICO
L’idroelettrico rappresenta dalla fine del 1800 una voce fondamentale nella produzione energetica italiana. Nella elaborazione delle tabelle sono stati presi in considerazione solo gli impianti con potenza fino a 3 MW, ossia che rientrano in quelli che vengono definiti impianti mini-idroelettrici (micro idro sono quelli sotto i 100 kW). Il motivo sta nel fatto che in questo ambito vi sono le vere opportunità di aumento della potenza installata e diffusione di nuovi interventi anche grazie a un mercato e a nuove tecnologie competitive. Per quanto riguarda invece i grandi impianti esistenti sono significative le possibilità di adeguamento, potenziamento, miglioramento delle tecnologie per garantire e aumentare la produzione anche in una prospettiva di difficoltà per la risorsa acqua come quella che progressivamente si sta verificando a seguito dei cambiamenti climatici e negli usi del territorio.
Primi 50 comuni DEl mini iDroElETTrico < 3 mW4
Pr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 SO BZ BZ PT PZ BS FR BZ PN LC TO TO LO VB MC BZ UD GO CN VB BS BZ BZ CB RE Comune PIATEDA MOSO IN PASSIRIA SARENTINO CUTIGLIANO LAURIA OLMO AL BREMBO ISOLA DEL LIRI FUNES PONTECHIANALE BORZONASCA CONDOVE POMARETTO MONTANASO LOMBARDO VILLADOSSOLA USSITA SAN MARTINO IN PASSIRIA PONTEBBA GORIZIA BELLINO MONTESCHENO CAMPO TURES VIPITENO BRUNICO ORATINO LIGONCHIO MW 6,1 5,1 5,04 4,7 4,4 4,3 3,93 3,73 3,7 3,68 3,66 3,6 3,4 3,2 3,16 3,1 3,1 3,1 3,1 3,08 3,053 3,018 3,01423 3,00 3,00 N_AB 2320 2170 6620 1699 13801 534 12191 2379 208 2025 4380 1084 1524 6908 426 2832 1768 35667 179 441 4880 5785 13618 1289 1005 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 Pr AO SO LC PN VC VI BZ VC BZ CN BS BG TO AO VB CN TV TN BG MO TV LU UD NO BZ Comune FENIS CIVO BELLANO ARBA ALAGNA VALSESIA CHIUPPANO MONGUELFO VARALLO FORTEZZA CLAVESANA ARTOGNE CASTRO (BG) VILLAR PELLICE LA THUILE PREMIA SANTA VITTORIA D'ALBA SILEA TASSULLO AZZONE PRIGNANO SULLA SECCHIA CROCETTA DEL MONTELLO COREGLIA ANTELMINELLI CERCIVENTO ROMAGNANO SESIA RIO DI PUSTERIA MW 3 3,00 3,00 3 3,00 2,99 2,89 2,87 2,86 2,86 2,85 2,84 2,80 2,80 2,7 2,63 2,62 2,61 2,61 2,60 2,60 2,60 2,58 2,58 2,56 N_AB 1618 1026 3332 1228 457 2559 2528 7397 892 868 3134 1416 1187 716 603 2512 9144 1790 490 3551 5709 4813 771 4216 2640

Mini idro a Caluso (TO)

Sono 698 i Comuni che presentano sul proprio territorio almeno un impianto idroelettrico con potenza fino a 3 MW, per una potenza complessiva di 617 MW. Come si può vedere dalla cartina i Comuni in cui sono installati impianti mini-idroelettrici sono soprattutto lungo l’arco alpino e l’Ap-

Fonte: Rapporto "Comuni Rinnovabili 2009" di Legambiente. La classifica completa è scaricabile sul sito www.legambiente.eu

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COMUNI RINNOVABILI 2009 - RAPPORTO DI LEGAMBIENTE

pennino centrale. I risultati sono ottenuti incrociando i dati dei questionari inviati ai Comuni, con quelli del GSE e delle informazioni ottenute dalle aziende del settore. Le Regioni italiane con il maggior numero di impianti di grande taglia sono Piemonte con 474, Trentino Alto Adige con 369 e la Lombardia con 333 impianti. Per quanto riguarda gli impianti “mini” è importante ricordare quanto siano importanti le potenzialità in tutto il territorio italiano di diffusione di queste tecnologie, perché è possibile utilizzare il potenziale idroelettrico di piccoli salti d’acqua, acquedotti, condotte laterali, con un limitatissimo impatto ambientale.
cEnTrali iDroElETTrichE nEllE rEGoni iTalianE
Regione PIEMONTE VALLE D’AOSTA LOMBARDIA TRENTINO ALTO ADIGE VENETO FRIULI VENEZIA GIULIA LIGURIA EMILIA ROMAGNA TOSCANA UMBRIA MARCHE LAZIO ABRUZZI MOLISE CAMPANIA PUGLIA BASILICATA CALABRIA SICILIA SARDEGNA TOTALE ITALIA Numero Impianti 474 63 333 369 188 137 40 62 91 28 104 68 50 25 27 7 28 17 17 2.128 Potenza Lorda (MW) 2.398 861 4.902 3.049 1.088 453 72 290 321 508 230 399 1.001 84 333 128 716 152 466 17.451 Produzione Lorda (GWh/a) 5.185 2.768 7.520 6.958 3.229 1.304 146 750 494 920 211 624 890 120 354 230 705 97 300 32.815

Mini idro a Caluso (TO)

Fonte: Terna

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IDROELETTRICO

IDROELETTRICO

Le buone pratiche
Un esempio di impianto mini-idroelettrico attento all’integrazione ambientale è quello di Saviore nell’Adamello, in Provincia di Brescia, nel cuore del Parco dell’Adamello. L’impianto da 1.140 kW sul torrente Salarno prevede, proprio per preservare lo stato ecologico del corso d’acqua, che il Deflusso Minimo Vitale sia fissato ad una percentuale piuttosto elevata della portata media naturale e soluzioni tecniche per permettere il passaggio dei pesci. Il bacino di accumulo presso l’opera di presa serve sia per aumentare il valore dell’energia (produzione durante le ore di punta) per scopi ricreativi, il bacino infatti è vicino ad un rifugio. La lunga condotta che collega il bacino alla centrale è quasi completamente interrata. La piccola parte non interrabile per la natura e la ripidezza del terreno è stata costruita con blocchi d’ancoraggio scoperti e rivestiti di pietra locale per ridurne l’impatto visivo. A Cassano D’Adda è stato inaugurato da pochi giorni un nuovo impianto idroelettrico, unico nel suo genere in Europa, composto da 6 impianti idroelettrici, uno in prossimità della derivazione dal fiume Adda (Scaricatore di Mezzo), tre in corrispondenza dei salti idraulici originati dalle levate di Paullo, Bolenzana e Quartiano, e due sul canale scolmatore di Belgiardino. La potenza complessiva è 2.348 kW, produrrà 15 milioni di kWh/a di energia elettrica corrispondenti al consumo di circa 5.000 famiglie. Il canale interessato dalla centrale ha un'estensione di 39 km e si sviluppa sul territorio di 15 comuni nelle Provincie di Milano e Lodi. In particolare la tratta della Muzza è caratterizzata da una considerevole disponibilità idrica, con salti naturali che variano da 3 a 4 m circa. Di sicuro interesse è il bando di gara lanciato dalla Provincia di Firenze per recuperare le vecchie briglie dell’Arno e trasformarle in piccole centrali idroelettriche. Permetterà di realizzare 13 interventi individuati lungo l’asta del fiume che va dal Valdarno Fiorentino fino al Comune di Signa. Una seconda gara pubblica assegnerà poi la realizzazione della proposta progettuale che risulterà più interessante considerando i ritorni economici, la qualità dei progetti, la capacità gestionale. L’intenzione è di ricavare energia pulita dalle briglie o “traverse”, in parte vecchie di secoli e oggi in pessimo stato di conservazione, che hanno acquisito nel tempo un ruolo di regimazione delle acque anche se erano state realizzate prevalentemente a scopo di produzione di forza motrice. Oggi le briglie costituiscono un sistema in grado di diminuire la pendenza e la capacità erosiva del corso d’acqua. Per questo motivo la Provincia intende procedere alla ristrutturazione e alla rimessa in funzione di queste opere di ingegneria idraulica, ma la spesa necessaria per il ripristino di tali strutture risulta difficilmente sostenibile. Dalle stime fatte si calcola la possibilità di produrre 47 GWh, l’ente risparmierebbe sulle spese di manutenzione e avrebbe un introito di circa duecentomila euro l’anno come diritti di concessione. Diverse le esperienze di Mulini recuperati in questi anni. Il Mulino Tassinari nel Comune di Civitella di Romagna (FC) trasforma ancora i cereali, con le macine in pietra, che però non sono più azionate direttamente dall’acqua, ma da un piccolo impianto idroelettrico da 20 kW di potenza che fornisce anche energia elettrica all’abitazione. Invece a Stia (AR) in un antico mulino ad acqua del Secolo XIX sull’Arno, è stato realizzato un nuovo impianto micro idroelettrico da 18 kW. La realizzazione è stata particolarmente curata per mantenere intatte le caratteristiche architettoniche e storiche del mulino. Il recupero del mulino di Culmolle, nel Comune di Bagno di Romagna (FC), sfrutta da almeno 4 secoli le acque del fiume Bidente. In questo mulino l’energia delle acque è stata utilizzata fino agli anni Settanta, quando l’arrivo della linea elettrica mandò in pensione l’alternatore. Da alcuni anni il mulino è stato recuperato e trasformato in un agriturismo ed stato riattivato il generatore di 3,5 kW di potenza.

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DIFFUSIONE DEL MINI IDROELETTRICO NEI COMUNI ITALIANI 0 - 100 kW > 100 kW

COMUNI RINNOVABILI 2009 - RAPPORTO DI LEGAMBIENTE

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IDROELETTRICO

GEOTERMIA

7. I COMUNI DELLA GEOTERMIA
Sono 73 i Comuni della geotermia rilevati dal rapporto “Comuni Rinnovabili 2009”, per una potenza totale di 723,79 MW. L’energia geotermica è una forma di energia che trova origine dal calore che si sviluppa nelle zone più interne della Terra. Da qui il calore si propaga fino alle rocce prossime alla superficie, dove può essere sfruttato essenzialmente in due modi diversi. Per temperature superiori ai 150 °C si definisce alta entalpia, nella quale è possibile produrre energia elettrica tramite una turbina a vapore (centrale geotermoelettrica). Le principale regioni italiane in cui è sfruttabile l’energia geotermica ad alta entalpia sono soprattutto la Toscana (come si può vedere dalla cartina e testimoniato dal fatto che a Larderello nel 1904 fu inaugurato il primo grande impianto geotermico per la produzione di energia elettrica in Europa), il Lazio e la Sardegna, mentre potenzialità interessanti ci sono in Sicilia, in alcune zone del Veneto, dell’Emilia Romagna e della Lombardia. Invece per temperature inferiori ai 150 gradi si definisce bassa entalpia. In questo caso si utilizza la differenza e la costanza di temperatura del terreno rispetto all’aria
i comuni DElla GEoTErmia
Pr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 PI PI SI SI GR GR PI GR FE TO LC BG RN FC BS BS Comune POMARANCE CASTELNUOVO VAL DI CECINA PIANCASTAGNAIO RADICONDOLI MONTEROTONDO MARITTIMO MONTIERI MONTEVERDI MARITTIMO SANTA FIORA FERRARA RIVAROSSA LECCO SAN PELLEGRINO TERME RIMINI BAGNO DI ROMAGNA BRESCIA BERLINGO MW 200 114,5 111,5 109 100 60 40 20 14 5,057 2,4 2,2 1,067 0,6 0,33 0,2526 N_AB 6323 2467 4196 978 1210 1248 701 2767 133591 1427 45501 4980 128656 6090 187567 1861 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 Pr TO TO MI AR AT CN BZ BZ AL MI PD BS MI AO MI BS MI Comune CHIERI PINEROLO CISLIANO BUCINE ASTI BORGO SAN DALMAZZO CALDARO SULLA STRADA DEL VINO TIROLO ALESSANDRIA MESERO PADOVA PROVAGLIO D'ISEO BIASSONO AOSTA CORBETTA SALO' SENAGO MW 0,25 0,246 0,23 0,2 0,184 0,1635 0,156 0,14 0,112 0,11 0,11 0,1 0,1 0,099 0,09 0,064 0,06 0,056 N_AB 32868 33494 3303 9320 71276 11274 6852 2356 85438 3490 204870 5885 11088 65970 34610 13735 10039 18899

esterna, sfruttandola in termini di calore che può essere utilizzato sia per usi residenziali, che per attività agricole, artigianali ed industriali che hanno bisogno di energia termica nel processo produttivo. E’ nella bassa entalpia la vera opportunità oggi per i cittadini e per le piccole-medie imprese. Perché permette, integrata con impianti efficienti, di produrre energia termica per riscaldare l’acqua sanitaria e gli ambienti ma anche energia frigorifera per raffrescare gli ambienti. E’ interessare notare la forte crescita di questi impianti in molte Regioni italiane.

MO CARPI

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COMUNI RINNOVABILI 2009 - RAPPORTO DI LEGAMBIENTE

35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56

BS BS CO PN PE BS MI VR VC MI CN TO BG BS PV VA PU BZ BZ TN PG

TIGNALE ROÃ VOLCIANO COMO PORDENONE CITTÀ SANT'ANGELO PADENGHE SUL GARDA MAGENTA CAPRINO VERONESE CASANOVA ELVO SEREGNO ROCCABRUNA CARIGNANO CALCINATE GARDONE VAL TROMPIA TRAVACÒ SICCOMARIO CASSANO MAGNAGO BOLZANO SCENA MEZZOLOMBARDO TODI

0,05 0,05 0,047 0,036 0,035 0,034 0,034 0,03 0,03 0,0299 0,024 0,024 0,023 0,02 0,02 0,02 0,02 0,02 0,02 0,02 0,02

1271 4177 78680 49122 11952 3493 22839 1912 7493 246 39206 1460 8647 4665 10952 3580 21000 2363 94989 2677 5941 16704

57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78

BI VB CO BS SO TN FI MI AR BZ BL RA TV RA LC BZ TO BI BS BS AT BS

CAMBURZANO VERBANIA VALMOREA VIONE PIATEDA FOLGARIA IMPRUNETA LAINATE AREZZO FUNES BELLUNO FAENZA PIEVE DI SOLIGO RUSSI MANDELLO DEL LARIO VERANO REANO BIELLA CONCESIO SAREZZO CALOSSO VILLA CARCINA

0,0195 0,019 0,0187 0,018 0,017 0,017 0,0162 0,015 0,015 0,015 0,013 0,011 0,01053 0,01 0,009 0,0081 0,0075 0,0075 0,007 0,0065 0,005 0,0025

1184 30128 2553 758 2320 3086 14637 23660 91589 2379 35050 53641 10673 10503 10003 880 1437 45740 12827 11652 1264 10015

MN PONTI SUL MINCIO

MONTECALVO IN FOGLIA 0,02

Fonte: Rapporto "Comuni Rinnovabili 2009" di Legambiente.

Le buone pratiche
Diversi sono gli esempi in Piemonte di utilizzo di impianti geotermici a bassa entalpia e di come questa fonte di energia rinnovabile sia impiegata per vari scopi. A Borgo San Dalmazzo (CN) l’impianto è costituito da 24 sonde verticali ognuna con profondità di 100 metri, ha una potenza termica installata di 163,5 kW e una frigorifera di circa 179,85 kW. L’impianto serve un complesso residenziale di 5 piccoli condomini con pannelli radianti a pavimento. Anche in questo caso è presente un’integrazione con pannelli fotovoltaici e solare termico. A Camburzano (BI) una palizzata energetica da 19,5 kW permette all’utente di un’abitazione privata il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria. In Provincia di Torino, nel Comune di Pinerolo, ad usufruire di questa tecnologia è un complesso alberghiero. L’impianto è da 246 kWt e 270,6 kWf, con temperatura di esercizio di circa 50-60 °C. Un edificio per uffici a Biella, sede della Oberthal Energy, rappresenta un esempio di integrazione di diverse fonti rinnovabili capaci di renderlo completamente autosufficiente e ad emissioni 0 di CO2. Il tutto grazie a un impianto geotermico con palizzata allacciato a una pompa di calore per garantire riscaldamento, raffrescamento estivo e produzione di acqua calda sanitaria per una potenza termica installata di 7,5 kW ed una potenza frigorifera di circa 9 kW. L’impianto di distribuzione del caldo e del freddo è a pannelli radianti a bassa temperatura; l’impianto di ventilazione meccanica controllata è provvisto di recuperatore di calore, sul tetto è installato un impianto fotovoltaico integrato. Lo scorso dicembre è stato inaugurato a Corsico da parte di Ikea uno dei più grandi impianti geotermici d’Europa, costituito da 304 sonde geotermiche, poste ad una profondità di 125 metri, in grado di climatizzare in tutte le stagioni il proprio megastore. Si tratta di un impianto a bassa entalpia che consente di coprire ben il 50% del fabbisogno energetico del megastore, oltre a ridurre annualmente le emissioni di CO2 di circa 800 tonnellate.

COMUNI RINNOVABILI 2009 - RAPPORTO DI LEGAMBIENTE

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GEOTERMIA

Pr

Comune

MW

N_AB

Pr

Comune

MW

N_AB

GEOTERMIA

DIFFUSIONE DEGLI IMPIANTI GEOTERMICI NEI COMUNI ITALIANI 0,1 - 10 MW > 10 MW

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COMUNI RINNOVABILI 2009 - RAPPORTO DI LEGAMBIENTE

Sono 604 i Comuni censiti dal Rapporto “Comuni Rinnovabili 2009” in cui è localizzata almeno una centrale a biomassa, mentre sono 255 quelli a biogas. La potenza totale degli impianti (biomassa + biogas) è di 923 MW, di cui 336 derivante solo dal biogas. Nella cartina si legge la distribuzione degli impianti a biomassa – concentrati soprattutto al Centro Nord e nelle aree interne, mentre al Sud gli impianti sono in aree vicino alla costa proprio perché utilizzano spesso biomasse provenienti dall’estero – e degli impianti a biogas, distribuiti abbastanza uniformemente. Nella tabella sono invece riportati i Comuni in cui sono presenti impianti, ma senza una classifica che non avrebbe senso rispetto a una fonte rinnovabile che deve essere sviluppata legata al territorio e alle risorse presenti perché funzioni al meglio da un punto di vista del bilancio energetico e ambientale. Infatti proprio la dimensione dell’impianto risulta fondamentale per evitare l’importazione di materia prima, come avviene negli impianti di Strongoli e Crotone che bruciano biomassa proveniente in gran parte da altri continenti.

Impianto di teleriscaldamento da biomassa - Sesto (Bz)

Il Rapporto “Comuni Rinnovabili ” ha inoltre fotografato la situazione e l’evoluzione degli impianti di teleriscaldamento in Italia. I vantaggi infatti che derivano da un impianto di teleriscaldamento sono molteplici e vanno dal maggior grado di efficienza degli impianti rispetto a quelli domestici, alla riduzione dei gas di scarico inquinanti. Dunque sia un miglioramento della qualità
COMUNI RINNOVABILI 2009 - RAPPORTO DI LEGAMBIENTE

dell’aria a livello locale che minori emissioni di CO2 a livello globale. Se si considera che il fabbisogno di energia termica nel settore civile, per la produzione di acqua calda sanitaria e per il riscaldamento, copre più del 50% del fabbisogno energetico totale, e quindi della spesa in bolletta, si comprende l‘importanza di questi impianti. Il teleriscaldamento contribuisce al riscaldamento delle abitazioni e dell’acqua calda per usi sanitari, e può coinvolgere ogni tipo di struttura da abitazioni private a scuole, ospedali, uffici. E’ basato sulla distribuzione di calore o di acqua calda, proveniente da una centrale attraverso una rete di tubazioni. Il teleriscaldamento svolge, proprio a causa del peso che hanno i consumi di energia termica (circa 12.000 kWh/a a famiglia), un ruolo fondamentale in un'ottica di efficienza energetica. Le centrali possono essere alimentate con diversi combustibili, dalle biomasse rinnovabili alla geotermia, agli impianti fossili tradizionali, ai rifiuti. Rispetto a una centrale elettrica tradizionale si sfrutta il calore prodotto nel processo e che normalmente viene dispersa in atmosfera, in “cogenerazione” se si produce energia elettrica e calore, in “trigenerazione” se si produce anche rinfrescamento. Diverse esperienze dimostrano come questa tecnologia, soprattutto se da biomassa locale e ad alta efficienza, permette alle famiglie allacciate alla rete di ridurre la spesa in bolletta per i consumi di energia termica dal 30 al 45% rispetto a un impianto domestico tradizionale. Nella cartina gli impianti da fonti rinnovabili, distribuiti sostanzialmente lungo
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BIOMASSA

8. I COMUNI DELLA BIOMASSA

BIOMASSA

Primi 50 comuni DElla biomaSSa5
Pr CS KR BZ RA KR FE IS SO GR BL KR TR CS IS TO CB CE BG LT CN SA BZ VA VA Comune LAINO BORGO STRONGOLI DOBBIACO FAENZA CROTONE ARGENTA PETTORANELLO DEL MOLISE TIRANO SCARLINO OSPITALE DI CADORE CUTRO TERNI RENDE POZZILLI AIRASCA TERMOLI PIGNATARO MAGGIORE BERGAMO CISTERNA DI LATINA ROCCABRUNA PALOMONTE NAZ-SCIAVES VARESE CUVIO N_AB 2275 6107 3240 53641 60586 21648 428 9044 3136 365 10829 105018 34421 2201 3554 30255 6485 113143 32584 1460 4115 2430 80511 1515 47790 Biomassa Biogas MW MW 41 40 25 22,9 22,85 22,5 20 20 18 17,5 16,5 16,3 15 14,6 13,5 13,5 13,25 11,5 10 9 8,794 7,45 7 6,8 6,8 5,556 1 0,132 3,078 1,5 Pr Comune N_AB 47790 45132 71214 865263 429 3700 6550 24409 2266 8970 6196 1716 5327 82399 8473 2086 2378 2229 31098 4023 2315 1385 149125 107223 253208 Biomassa Biogas MW MW 6,8 6,8 6,78 6,762 6,7 6,5 6 6 6 5,9 5,64 5,5 5,5 5,4 5,196 5 4,5 4 4 3,92 3,8 3 3 2,8 2,8 2,7 2,625 2,1 1,86 0,185 0,21 14,096

MN MANTOVA VC PV TO VC BZ LU LU PD CN BL AP TV VI AV PV TV PV AG MI BS AL PG VI VR VERCELLI PAVIA TORINO CROVA LASA BAGNI DI LUCCA PIETRASANTA CANSELICE VERZUOLO CASTELLAVAZZO OFFIDA TREVISO CAMISANO VICENTINO CASALBORE LOMELLO VALLE LOMELLINA FAVARA VIZZOLO PREDABISSI COLLIO OCCIMIANO PERUGIA VICENZA VERONA

MN SUSTINENTE

SAN BIAGIO DI CALLALTA 11439

MN MANTOVA

Fonte: Rapporto "Comuni Rinnovabili 2009" di Legambiente. La classifica completa è scaricabile sul sito www.legambiente.eu

Impianto di teleriscaldamento da biomassa - Sesto (Bz)

rifiuti, gas, metano, gasolio. Sono oltre 480 mila le utenze tra residenziali e produttive servite, oltre 5 mila GWht annui prodotti e più di 1.217 milioni di metri cubi riscaldati . La tendenza negli ultimi anni è di una crescita di questo tipo di impianti sia nei piccoli comuni che nei grandi, attraverso sia impianti da fonti rinnovabili che da fonti fossili e rifiuti. I migliori risultati sono nei piccoli comuni, dove troviamo impianti da fonti rinnovabili che riescono a coprire spesso interamente i fabbisogni per il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria.

l’arco alpino e quelli da altre fonti, sono rappresentati con colori diversi. Il rapporto ha censito 316 impianti di teleriscaldamento distribuiti in altrettanti comuni, 49 in più rispetto allo scorso anno. Di questi 254 sono alimentati a biomassa mentre i restanti 62 da fonti fossili e inquinanti come
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DIFFUSIONE DEGLI IMPIANTI A BIOMASSA E A BIOGAS NEI COMUNI ITALIANI impianti a biomassa impianti a biogas

COMUNI RINNOVABILI 2009 - RAPPORTO DI LEGAMBIENTE

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BIOMASSA

BIOMASSA

CLASSIFICA DEI COMUNI TELERISCALDATI DA VERA BIOMASSA
La Tabella riguarda solo gli impianti alimentati da fonti rinnovabili e di cui si conosce la produzione di energia termica. Il parametro utilizzato è la percentuale di fabbisogno di energia termica delle famiglie coperto dall’impianto. Degli 85 impianti presi in considerazione ben 22 sono i Comuni in cui la produzione termica degli impianti supera il fabbisogno delle famiglie, di questi più della metà appartiene alla provincia di Bolzano. Considerando solo la produzione termica di questi 85 impianti, l’energia prodotta è in grado di soddisfare il 14% del fabbisogno energetico delle famiglie residenti nei Comuni presi in considerazione dalla Tabella.
TElEriScalDamEnTo Da biomaSSa
Pr BZ AL PI BZ BZ AO TN BZ BZ BZ BZ BZ SO SO BZ AO BZ BZ BS MI TN BZ CN BZ BO BZ BZ TO TN TO CN AO N_AB 3240 1385 2467 1310 1906 1907 3647 2797 13618 1848 2528 4010 9044 4499 5785 1397 2700 3140 1475 4023 1443 2640 2026 3108 2253 1455 1690 8979 4982 11946 6196 904 Comune DOBBIACO OCCIMIANO CASTELNUOVO VAL DI CECINA STELVIO SESTO MORGEX CAVALESE VALDAORA BRUNICO SLUDERNO MONGUELFO RACINES TIRANO SONDALO VIPITENO POLLEIN RASUN ANTERSELVA PRATO ALLO STELVIO SELLERO VIZZOLO PREDABISSI FONDO RIO DI PUSTERIA ORMEA VANDOIES LIZZANO IN BELVEDERE SELVA DEI MOLINI SAN MARTINO IN BADIA CASTELLAMONTE PREDAZZO LEINI VERZUOLO BRISSOGNE kWh/a 49387000 17520000 31000000 13646000 18502000 17592716 31000000 23667000 113000000 15105026 19000000 30018800 66882500 28981669 30000000 6099698 11280000 13000000 5831702 15502580 5500000 8564000 4935690 7100000 4722100 2944000 3120000 13739019 7500000 14571874 7282000 1000000 360000 120000 210000 135 20000 55000 212400 130000 600000 1413677 717255 450000 343000 400000 170000 200000 m3 1402500 % 508,1 421,7 418,9 347,2 323,6 307,5 283,3 282,1 276,6 272,5 250,5 249,5 246,5 214,7 172,9 145,5 139,3 138,0 131,8 128,4 127,1 108,1 81,2 76,1 69,9 67,4 61,5 51,0 50,2 40,7 39,2 36,9

Caldaie a biomassa della centrale di Teleriscaldamento di Prato allo Stelvio

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COMUNI RINNOVABILI 2009 - RAPPORTO DI LEGAMBIENTE

BZ TN FO TN BZ VA FE

6620 585 6108 657 5089 3153 133591

SARENTINO PIEVE DI LEDRO BAGNO DI ROMAGNA TRES NATURNO MARCHIROLO FORNI DI SOPRA FERRARA PONTEBBA APIRO CHIUSAFORTE VALLE AURINA SAVIGLIANO OVARO STREGNA MALBORGHETTO VALBRUNA VILLA VICENTINA ARQUATA SCRIVIA SAN GIORGIO DELLA RICHINVELDA SAN GIOVANNI AL NATISONE NOVA PONENTE COLLIO ROMANS D'ISONZO TEOLO TOLMEZZO OCCHIEPPO SUPERIORE CAPRIVA DEL FRIULI OSPITALETTO VILLA SANTINA SGONICO SAN GIORGIO DI NOGARO PRATO BUTTRIO VERZEGNIS PONTE SAN NICOLÒ PRATO CARNICO ARBA SAN LEONARDO MOGGIO UDINESE MONTEROTONDO MARITTIMO CIVIDALE DEL FRIULI TARVISIO MAJANO SAN DORLIGO CANEVA LASA CORTE FRANCA MOSO IN PASSIRIA SERRAVALLE SCRIVIA ROANA COLOGNO MONZESE TRIESTE RONCOFERRARO

7242000 557907 5400000 557490 3765400 2284464 810000 77490000 1020000 1200000 383000 2500000 8918717 750000 151000 278000 360000 1219660 840000 1110000 627305 367661 558000 1000000 1069000 262950 132000 771400 150000 149000 480000 10187320 204000 45000 485000 42000 44000 36000 45000 23441,04 216000 91000 36000 36000 36000 6500 8000 1600 2140,8 880 7000 34000 800 650 107700 630 6000 1086 540 350 580 460 350 350 270 6400 405 2000 20000 8314 40000 38900 40000 8900 20000 12000 880 2250 5004409 7700 0 9585 252000 29736

36,5 31,8 29,5 28,3 24,7 24,2 24,0 19,3 19,2 16,5 15,7 15,1 15,0 11,4 11,0 8,9 8,9 7,1 6,5 6,5 5,9 5,3 5,2 4,0 3,4 3,0 2,7 2,3 2,3 2,3 2,2 2,0 1,8 1,7 1,3 1,3 1,2 1,0 0,7 0,6 0,6 0,6 0,2 0,2 0,2 0,1 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0

UD 1123 UD 1768 MC 2431 UD 815 BZ CN 5517 19884

UD 2200 UD 456 UD 1036 UD 1342 AL PN BZ BS PD BI BS TS PO 5765 4316 3565 2315 8.277 2882 11086 2185 172499

UD 5735

GO 3604 UD 10611 GO 1613 UD 2194 UD 7314 UD 3778 UD 908 PD PN 12059 1228 UD 1065 UD 1169 UD 2095 GR 1210 UD 11373 UD 5071 UD 5877 TS PN BZ BS BZ AL VI MI TS 5927 6323 3700 6282 2170 5820 3774 48262 242235

MN 6604

Fonte: Rapporto "Comuni Rinnovabili 2009" di Legambiente.

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BIOMASSA

Pr

N_AB

Comune

kWh/a

m3

%

BIOMASSA

ELENCO IMPIANTI ALIMENTATI A FONTI FOSSILI E RIFIUTI
La tabella riguarda i Comuni in cui vi sono impianti di teleriscaldamento alimentati da fonti fossili e rifiuti. Dei 62 impianti recensiti dal Rapporto, 21 sono quelli che utilizzano il gas metano, 6 recuperano energia dai rifiuti (Bologna, Brescia, Como, Granarolo dell’Emilia Milano e Verona), 15 gas, i restanti utilizzano fonti fossili non specificate. In tutti questi tipo di impianti l’abbinamento con il teleriscaldamento è un fattore di efficienza complessiva che contribuisce alla riduzione dell’utilizzo dei combustibili fossili, grazie al recupero e al riutilizzo del calore prodotto e che altrimenti verrebbe dissipato nell’atmosfera. Perché un impianto si possa definire totalmente rispettoso dell’ ambiente deve avere 3 caratteristiche principali: il combustibile deve essere vera biomassa in modo da garantire un bilancio di anidride carbonica nullo, deve avere provenienza locale e deve essere di tipo cogenerativo, in modo da non disperdere il calore prodotto nell’ambiente. Il massimo dell’efficienza degli impianti a biomassa è data dalla possibilità di produrre anche energia frigorifera, energia in grado di poter raffrescare gli ambienti nelle stagioni calde, facendo risparmiare alle famiglie la spesa per i condizionatori. Dal censimento effettuato risultano 2 impianti in cui si produce energia frigorifera: a Brescia e Roncoferraro. L’importanza che possono ricoprire gli impianti di teleriscaldamento nell’economia di un comune viene evidenziata dalla continua costruzione di nuovi impianti sempre più efficienti, come gli impianti previsti a Torino che hanno come obiettivo di coprire il 40% delle utenze domestiche, o il nuovo impianto a trigenerazione di Vicenza, che entrerà in funzione entro la fine del 2009 ad affiancare quello già esistente nel quartiere Parco Città. L’impianto di questo quartiere, alimentato a gas metano, produce ogni anno 8,5 GWh di energia elettrica e 10 GWh di energia termica soddisfacendo il fabbisogno energetico di 230 utenze. Il nuovo impianto sarà alimentato anch’esso a gas metano e avrà una potenza di circa 2 MW che porterà ad un risparmio di energia pari a 700 tep e ad un risparmio di anidride carbonica di 2.000 tonnellate. Per gli utenti il guadagno sarà sicuro grazie a un risparmio in bolletta di circa il 20%. Invece a Brescia il teleriscaldamento soddisfa già oggi il fabbisogno energetico di circa 120 mila residenti producendo 400 milioni di kWh di energia termica e 450 milioni di kWh di energia elettrica. L’impianto viene alimentato da diversi combustibili, ma il principale è rappresentato da RSU, ogni anno brucia circa 750 mila tonnellate di rifiuti.

TElEriScalDamEnTo Da FonTE FoSSilE
Pr AL BL CN TO BL BG BO BZ TO BS BS MI BO MI Comune ACQUI TERME ALANO DI PIAVE ALBA BARDONECCHIA BELLUNO BERGAMO BOLOGNA BOLZANO 500 3 800 688700 3270 4000 18000 25360 BORGAROTORINESE BRENO BRESCIA BUSTO GAROLFO CASALECCHIO DI RENO CASSANO D'ADDA 550 8 25200 898 1550 12340 32300 139540 57300 750 20 8000 927986000 1260000 7570000 0 1212708000 3207000 22770000 13700000 701400 907266 37159900 118440 49600 kW kWt 4650 0 24540000 45000000 0 3010000 31680000 0 1110000 kWhe/a kWht/a 6230000 400000 93290000 44920000 0 13790000 139000000 41050000 3010000 4085179 1045000000 0 1023000 4600000 1781000 100000 430000 m3 130000 N_AB 19184 2773 29910 3038 35050 973129 371217 94989 7583 12575 4962 187567 12506 33029 16665

MO BOMPORTO

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COMUNI RINNOVABILI 2009 - RAPPORTO DI LEGAMBIENTE

TO FC CO CR FE FC VA VA GE BO TO BO VR VA MI PD LO SO MI TO BO MI SO MI AN PD PR TN MI TO RE MI RN RA TO TN MI MI TO TO TR TO VA TN VR VI PV

CESANO TORINESE CESENA COMO CREMONA FERRARA FORLÌ GALLARATE GAZZADA SCHIANNO GENOVA GRANAROLO DELL'EMILIA GRUGLIASCO IMOLA LAVAGNO LAVENA PONTE TRESA LEGNANO LIMENA LODI MADESIMO MILANO

2995 1280 35000 17000 4130

14890 2100000 47700 0 60000 400000 32000 0 51800 35000 146100000 1374 0 48420000 812000 8000 22000 25000 79300 32700 13950000 81040000 0 390000 8700000 6190000 8400 7200 5000 100000 3000 38000 9767 250000 25000 440260000 3230000 0 20000 70000 176490 41340000 109080000 124831000 25375 177000 6220000 10000000 137190000 49000 55000 0 257660000 42920 29000 8500000 27120000 20000 62930000 0 1278300000 57570000 11300 272000000 10000000 21640000 383590000 7770000 0 132000000 55000000 146810000 213876000 124800000 19510000 1640000 108090000 131250000 225180000 31791000 1000000 6900000 1760000 16680000 6529000 3500000 4000000 17000000 15810000 2610000 0 81750000 20610 15593278 73000000 275000 3910000 31000000 23770000 55000000 10700000 51000000 100000000

555000 612695 1625000 4000000 376667

956 90948 78680 70887 133591 108335 46361 4517

290,7 27000

2153103 1500000 2501850 0 130000 1300000 1300000 4241209 8129824 921259 25000000 32,26 1100000 485000 577123 200000 1.675.000

610307 8696 38725 64348 5964 5227 53797 6858 40805 581 47790 1256211 175502 53350 5177 120204 11087 19889 29431 204870 163457 1843 20264

14220 2000 495 1800 26 3900 400 3400

45400 13800

MN MANTOVA MO MODENA MONCALIERI MONTERENZIO MONZA MORBEGNO NOVATE MILANESE OSIMO PADOVA PARMA PEIO PESCHIERA BORROMEO PRAGELATO REGGIO EMILIA RHO RIMINI RIOLO TERME RIVOLI ROVERETO SAN DONATO MILANESE SESTO SAN GIOVANNI SESTRIERE SETTIMO TORINESE TERNI TORINO VARESE VERMIGLIO VERONA VICENZA VOGHERA

400000 208 37000 7100 3500 510 3300 400 7500 1360 75000 12763 642 17000 15500 143270 7000 21000 5000 550800 400 235297

260000 286

300000 10289714 5300 3918000 1631789 3775899 4738712 720000 1.878.000 145000 2940040,736 1960000 10238000 1840000 1450000

448 141877 50246 128656 5336 49792 2546804 33422 32354 78850 838 46982 105018 865263 80511 1856 253208 107223 38183

RM ROMA

Fonte: Rapporto "Comuni Rinnovabili 2009" di Legambiente.

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BIOMASSA

Pr

Comune

kW

kWt

kWhe/a

kWht/a

m3

N_AB

BIOMASSA

Le buone pratiche
La migliore esperienza di utilizzo sostenibile delle biomasse è quella che coinvolge circa 50 Comuni per lo più alpini riuniti nella Federazione Italiana Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili (Fiper). La Fiper riunisce 60 impianti di teleriscaldamento, con 180.000 utenti allacciati, 250 MW di potenza termica e 5 MW di potenza elettrica in cogenerazione, 650 km di rete. La caratteristica principale di questi impianti sta proprio nell’efficienza e nel completo rispetto dell’ambiente. Infatti la biomassa utilizzata è tutta di origine locale, la grandezza dell’impianto è stata studiata in base alla disponibilità delle risorse locali evitando così come avviene per altri impianti di dover importare il combustibile da luoghi lontani. Tutti gli impianti inoltre sono di tipo cogenerativo, quindi in grado di produrre sia energia elettrica che termica. I vantaggi nell’utilizzo di questa tecnologia sono di molteplice natura e vanno dalla riduzione di emissioni di anidride carbonica, alla riduzione di utilizzo dei combustibili fossili, all’utilizzo intelligente dei residui legnosi. Inoltre l’utilizzo di un “combustibile” di origine locale ha l’enorme vantaggio di ridurre il traffico veicolare, l’inquinamento ad esso legato e rendere gli utenti liberi dai costi del trasporto stesso. Per far capire le potenzialità di questi interventi citiamo un Comune lombardo, Marchirolo (VA) che ha installato un impianto di teleriscaldamento alimentato a biomassa. L’impianto da 1 MW di potenza riscalda il municipio, le scuole elementari, il palazzetto dello sport, cinque appartamenti di proprietà comunale e 26 case private. La biomassa è di provenienza forestale e locale, vengono utilizzati come combustibile le ramaglie derivanti dalle pulizie dei boschi circostanti che ricoprono una superficie di oltre 55 mila ettari. L’impianto ha permesso di far risparmiare agli utenti dal 20 al 30% della spesa e la fornitura viene pagata in base al calore effettivamente scambiato e quindi al solo consumo registrato. Da Luglio 2008 sono in corso i lavori di ampliamento che consentiranno ad altre 50 famiglie di poter usufruire di questa tecnologia. Dovrebbe entrare a giorni in funzione la nuova centrale di teleriscaldamento a cogenerazione alimentata a biomasse vergini del Comune di Sedrina (BG). La centrale da 2 MWe e 2 MWt permettera di spegnere 350 caldaie a metano o gasolio. Oltre ai vantaggi ambientali la messa in funzione della centrale creerà circa 40 nuovi posti di lavoro (calcolando anche l’indotto). Per i consumi l’obiettivo è quello di bruciare legna del territorio: sono otto le aziende vallari con cui è stato stipulato un contratto. L’Abbazia di Praglia del Comune di Telo (PD) nel 2006 ha riqualificato e convertito a legno cippato l’impianto termico, sostituendo cinque caldaie a gasolio localizzate all’interno del monastero, per una potenza totale installata di 1,8 MW. Il nuovo impianto termico, che farà risparmiare all’abbazia circa 127.000 litri di gasolio ogni anno, è composto da due caldaie: una a legno cippato prodotto dalla sminuzzatura di legno vergine, proveniente in parte dai boschi di proprietà e in parte acquistato dai produttori locali da 540 kW, e una a condensazione alimentata a metano da 645 kW, utilizzata per le emergenze.

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DIFFUSIONE DEGLI IMPIANTI DI TELERISCALDAMENTO NEI COMUNI ITALIANI fonte biomassa fonte fossile e da rifiuti

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BIOMASSA

pubblicazioni Dati e statistiche GSE 2007, Rapporto Energia e Ambiente, Enea, QualEnergia, Biomasse Italia, Ambiente Italia 2008 Siti www.ambienteitalia.it www.comunirinnovabili.it www.estif.org www.ewea.org www.eurobserv-er.org www.fonti-rinnovabili.it www.gse.it www.qualenergia.it www.terna.it Fonti Società e aziende: AlbaSolar, BluEnergy Biogas, CPL Concordia, Ecojoule, Effegi Energia, Enereco, ENRE, Enersolare, Fides, Fratelli Franchini, Gemal, GMP Engineering Renergy, GSE, Italcoel, Jonica, MG Energy, Personal Energy, Sirio Electronic, Stea, SunEletrics Solareamico, Solarge, SunShine, Scotta Idro, TERNA, UTS Biogas. per le Foto Si ringraziano Velux/Estif, per le foto a pagina 2, 10 Comune di Carano, per la foto a pagina 3 GdA “ 100 tetti per il Sole” foto a pagina 3 Agriturismo Colle Regnano foto a pagina 5 Ener.Cat. per le foto a pagina 22 e 23 Alexandra da Flickr.com per la foto a pagina 26 Comune di Sesto per le foto a pagina 29 e 30

note
1. PARAMETRI PER LA CLASSIFICA- entrano in classifica solo i Comuni che hanno almeno 2 fonti rinnovabili installate sul proprio territorio comunale- 1 punto per ogni fonte rinnovabile presente nel territorio comunale- 1 punto se la produzione elettrica del solare fotovoltaico, eolico ed mini idroelettrico soddisfa dall’ 1 al 10% del fabbisogno elettrico delle famiglie presenti nel territorio comunale,- 2 punti se la produzione di solare fotovoltaico ed eolico soddisfa dall’ 11 al 20%, - 3 punti se la produzione di solare fotovoltaico ed eolico soddisfa da 21 a 30%,- 4 punti se la produzione di solare fotovoltaico ed eolico soddisfa da 31 a 40%,- 5 punti se la produzione di solare fotovoltaico ed eolico soddisfa da 41 a 50%, - 6 punti se la produzione di solare fotovoltaico ed eolico soddisfa da 51 a 60%, - 7 punti se la produzione di solare fotovoltaico ed eolico soddisfa da 61 a 70%, - 8 punti se la produzione di solare fotovoltaico ed eolico soddisfa da 71 a 80%, - 9 punti se la produzione di solare fotovoltaico ed eolico soddisfa da 81 a 90% - 10 punti se la produzione di solare fotovoltaico ed eolico soddisfa più dall 91 a 100%- 15 punti se la produzione di solare fotovoltaico ed eolico soddisfa più dall 101 a 500%- 20 punti se la produzione di solare fotovoltaico ed eolico soddisfa più del 500% - 2 punto se la produzione termica del solare termico e del teleriscaldamento soddisfa dall’ 1 al 10% del fabbisogno termico delle famiglie presenti nel territorio comunale- 4 punti se la produzione di solare termico e del teleriscaldamento soddisfa dall’ 11 al 20%,- 6 punti se la produzione di solare termico e del teleriscaldamento soddisfa dall’ 21 al 30%,- 8 punti se la produzione di solare termico e del teleriscaldamento soddisfa dall’ 31 al 40%,- 10 punti se la produzione di solare termico e del teleriscaldamento soddisfa dall’ 41 al 50%,- 12 punti se la produzione di solare termico e del teleriscaldamento soddisfa dall’ 51 al 60%,- 14 punti se la produzione di solare termico e del teleriscaldamento soddisfa dall’ 61 al 70%,- 16 punti se la produzione di solare termico e del teleriscaldamento soddisfa dall’ 71 al 80%, - 18 punti se la produzione di solare termico e del teleriscaldamento soddisfa dall’ 81 al 90%,- 20 punti se la produzione di solare termico e del teleriscaldamento soddisfa dall’ 91 al 100%,- 30 punti se a produzione di solare termico e del teleriscaldamento soddisfa dall’ 101 al 500%,- 40 punti se a produzione di solare termico e del teleriscaldamento soddisfa più del 500%Il punteggio finale è il risultato della somma dei punteggi ottenuti nel campo dell’elettrico e del termico. Il fabbisogno elettrico è stato calcolato: per il fotovoltaico, moltiplicando i kW installati di fotovoltaico per 1350 kWh/a, per l’eolico moltiplicando i kW installati per 2000h/a. e per il mini-idroelettrico moltiplicando i kW per 4.000h/a. Si è poi calcolata la copertura del fabbisogno elettrico tramite queste tre fonti calcolando la percentuale in base al numero delle famiglie (numero di abitanti diviso quattro, considerando che in Italia la famiglia media è composta da quattro persone), considerando un fabbisogno medio elettrico per famiglia di 2500 kWh/a. Il fabbisogno termico è stato calcolato: per il solare termico, moltiplicando i mq per 750 kWh/a sommandolo poi alla produzione termica del teleriscaldamento, dato conosciuto attraverso le nostre indagini. Si è poi calcolata la copertura del fabbisogno termico tramite queste tre fonti calcolando la percentuale in base al numero delle famiglie (numero di abitanti diviso quattro, considerando che in Italia la famiglia media è composta da quattro persone), considerando un fabbisogno medio termico per famiglia di 12000 kWht/a. La classifica tiene conto degli impianti installati dai privati, dalle aziende, Comuni, Provincie e Regioni. La somma dei Comuni del Solare Termico e del Solare Fotovoltaico, contando come 1 unità quei Comuni che hanno entrambe le tecnologie. Gli impianti con potenza superiore ai 3 MW sono il risultato della somma di più impianti < 3 MW Sono inclusi gli impianti a vera biomassa, a biogas e gli impianti allacciati al teleriscaldamento (Tabella 22) Il dato si riferisce solo agli impianti di cui si conoscono i dati.

2. 3. 4. 5. 6.

Aderisci a Legambiente Abbiamo bisogno di energie pulite per salvare il pianeta Legambiente è un’associazione di liberi cittadini e cittadine che si battono per migliorare la vivibilità dell’ambiente, per garantire la salute della collettività, per un mondo diverso, più giusto e più felice. Più di venticinque anni di storia fatta di 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale. Impegnata contro l’effetto serra, l’inquinamento, le ecomafie e l’abusivismo edilizio, Legambiente ha aperto la strada a un forte e combattivo volontariato ambientale. Con le sue campagne di monitoraggio scientifico e informazione Legambiente ha raccolto migliaia di dati sull’inquinamento del mare, delle città, delle acque, del sistema alpino e del patrimonio artistico, sviluppando un’idea innovativa delle aree protette. Sostiene le energie rinnovabili e un’agricoltura libera da ogm e di qualità; è attiva nel mondo della scuola; con Volontariambiente offre a migliaia di ragazzi opportunità di partecipazione. Con La Nuova Ecologia svolge un’opera quotidiana di informazione sui temi della qualità ambientale. Con i progetti di cooperazione, si batte per un mondo dove le persone, le comunità, i popoli siano davvero i protagonisti del futuro. Per aderire chiamaci al numero 06.86268316, manda una mail a soci@ legambiente.eu o contatta il circolo Legambiente più vicino. IL CENTRO NAZIONALE per la Promozione delle Fonti Energetiche Rinnovabili di Legambiente è a Rispescia (Grosseto), presso la sede di Festambiente, la Manifestazione nazionale di Legambiente. E’ uno sportello di informazione per cittadini, imprese, Enti Locali sulle opportunità concrete di utilizzo delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico. Presso il centro sono installati percorsi didattici sull’energia, impianti solari termici e fotovoltaici, presto verrà messa in produzione una torre di minieolico. Per Informazioni info@fonti-rinnovabili.it Tel 0564-48771 - Fax 0564-487740 loc. Enaoli - 58010 Rispescia (GR) Legambiente Onlus Via Salaria 403, 00199 Roma – tel 06.862681 fax 06.86218474 legambiente@legambiente.eu

Il rapporto completo con tutte le classifiche si trova sui siti www.fonti-rinnovabili.it www.legambiente.eu