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Anassimandro e la περὶ φύσεως ἱστορία

Varie indicazioni storiche e dossografiche concorrono a riproporre, nel caso di Anassimandro 1 , una
figura estremamente complessa, per molti versi saldandone – anche da un punto di vista biografico -
impegno e interessi a quelli del concittadino Talete – di cui, come ricorda Simplicio (appoggiandosi a
Teofrasto), fu «successore e discepolo» (Θαλοῦ γενόμενος διάδοχος καὶ μαθητὴς), probabilmente anche
come punto di riferimento politico per la città:

Ἀναξίμανδρος Πραξιάδου Μιλήσιος. οὗτος ἔφασκεν ἀρχὴν καὶ στοιχεῖον τὸ ἄ π ε ι ρ ο ν , οὐ διορίζων
ἀέρα ἢ ὕδωρ ἢ ἄλλο τι. καὶ τὰ μὲν μέρη μεταβάλλειν, τὸ δὲ πᾶν ἀμετάβλητον εἶναι. μέσην τε τὴν
γῆν κεῖσθαι κέντρου τάξιν ἐπέχουσαν, οὖσαν σφαιροειδῆ (τήν τε σελήνην ψευδοφαῆ καὶ ἀπὸ ἡλίου
φωτίζεσθαι, ἀλλὰ καὶ τὸν ἥλιον οὐκ ἐλάττονα τῆς γῆς καὶ καθαρώτατον πῦρ).
εὗρεν δὲ καὶ γνώμονα πρῶτος καὶ ἔστησεν ἐπὶ τῶν σκιοθήρων ἐν Λακεδαίμονι, καθά φησι
Φαβωρῖνος ἐν Παντοδαπῆι ἱστορίαι, τροπάς τε καὶ ἰσημερίας σημαίνοντα καὶ ὡροσκοπεῖα
κατεσκεύασε. καὶ γῆς καὶ θαλάσσης περίμετρον πρῶτος ἔγραψεν, ἀλλὰ καὶ σφαῖραν κατεσκεύασε.
τῶν δὲ ἀρεσκόντων αὐτῶι πεποίηται κεφαλαιώδη τὴν ἔκθεσιν, ἧι που περιέτυχεν καὶ Ἀπολλόδωρος ὁ
Ἀθηναῖος· ὃς καί φησιν αὐτὸν ἐν τοῖς Χρονικοῖς τῶι δευτέρωι ἔτει τῆς πεντηκοστῆς ὀγδόης
ὀλυμπιάδος ἐτῶν εἶναι ἑξήκοντα τεττάρων καὶ μετ’ ὀλίγον τελευτῆσαι (ἀκμάσαντά πη μάλιστα
κατὰ Πολυκράτη τὸν Σάμου τύραννον)
Anassimandro, figlio di Prassiade, milesio. Egli affermò che l'apeiron è principio ed elemento, non
determinandolo però come aria o acqua o qualcos'altro; e che, mentre le parti mutano, il tutto rimane
invece immutabile; che in mezzo giace la Terra, che occupa la posizione di centro, e che è sferica.
Affermò poi che la Luna è luminosa solo in apparenza ed è illuminata dal Sole, ma anche che il Sole non
è inferiore alla Terra quanto a dimensioni ed è fuoco purissimo.
Inoltre escogitò per primo lo gnomone e lo pose presso le meridiane a Sparta, secondo quanto afferma
Favorino nella Storia varia, a indicare solstizi ed equinozi. Costruì anche strumenti per determinare l'ora
[orologi]. Tracciò pure per primo il perimetro di terra e mare, e ancora costruì una sfera [celeste].
Delle sue opinioni ha prodotto una relazione sommaria, in cui si è imbattuto anche Apollodoro l'Ateniese.
E nella Cronologia <Apollodoro 2 > afferma che Anassimandro, nel secondo anno della sessantottesima
olimpiade, aveva 64 anni, e morì poco dopo. [...] (Diogene Laerzio; DK 12 A1)

καὶ Ἀ. δὲ ἡγήσατο τῆς ἐς Ἀπολλωνίαν ἐκ Μιλήτου ἀποικίας
Anassimandro, poi, fu guida della migrazione da Mileto ad Apollonia. (Eliano; DK 12 A3)

Θαλοῦ δὲ γίνεται ἀκουστὴς Ἀ., Πραξιάδου μὲν παῖς, γένος δὲ καὶ αὐτὸς Μιλήσιος. οὗτος πρῶτος
γνώμονας κατεσκεύασε πρὸς διάγνωσιν τροπῶν τε ἡλίου καὶ χρόνων καὶ ὡρῶν καὶ ἰσημερίας
Allievo di Talete è Anassimandro, figlio di Prassiade, milesio a sua volta. Egli fu il primo a produrre
gnomoni per la determinazione dei solstizi solari e i tempi e le ore e gli equinozi. (Eusebio; DK 12 A4)

ab Anaximandro physico moniti Lacedaemonii sunt, ut urbem et tecta linquerent armatique in agro
excubarent, quod terrae motus instaret, tum cum et urbs tota corruit et monte Taygeto extrema montis
quasi puppis avolsa est
Gli Spartani furono avvisati da Anassimandro il fisico di abbandonare la città e le case e di trascorrere la
notte armati nei campi, dal momento che era imminente un terremoto: proprio allora crollò tutta la città e
dal monte Taigeto – come fosse poppa [di una nave] – si staccò la vetta (Cicerone; DK 12 A5a)

obliquitatem eius [sc. zodiaci] intellexisse, hoc est rerum foris aperuisse, A. Milesius traditur primus
olympiade quinquagesima octava [...]

1
Per quanto riguarda la cronologia relativa di Anassimandro, l'indicazione delle Cronologie di Apollodoro,
secondo cui il Milesio sarebbe stato sessantaquattrenne nel 547/6 a.C. (egli sarebbe dunque nato intorno al
611/610 a.C.), e sarebbe morto pochi anni dopo (Anassimandro, in pratica, sarebbe stato contemporaneo di
Talete), è in genere accolta, ma sempre come approsimazione. L'incrocio con il riferimento alla tirannia di
Policrate (535-524 a.C.), infatti, rivela una sfasatura temporale di circa un decennio.
2
Accolgo l'indicazione di Colli (G. COLLI, La sapienza greca, Volume II, Milano, Adelphi, 1978, pp. 311-312),
secondo cui il primo Apollodoro citato sarebbe «l'ateniese» o «l'epicureo», diverso dall'autore delle Cronologie
(Apollodoro il cronografo).
1

Si tramanda che Anassimandro milesio fosse il primo – nella cinquantottesima olimpiade - a comprendere
l'obliquità dello zodiaco, così aprendo la strada alla conoscenza della natura (Plinio; DK 12 A5)

Διόδωρος δ’ ὁ Ἐφέσιος περὶ Ἀναξιμάνδρου γράφων φησίν, ὅτι τοῦτον ἐζηλώκει τραγικὸν ἀσκῶν
τῦφον καὶ σεμνὴν ἀναλαβὼν ἐσθῆτα
Diodoro di Efeso, scrivendo su Anassimandro, afferma che <Empedocle> pretendesse imitarlo,
assumendo un atteggiamento teatrale e adottando un abbigliamento solenne. (Diogene Laerzio; DK 12
A8)

ἐθάρρησε πρῶτος ὧν ἴσμεν Ἑλλήνων λόγον ἐξενεγκεῖν περὶ φύσεως συγγεγραμμένον
<Anassimandro>, primo dei Greci di cui abbiamo conoscenza, osò pubblicare uno scritto sulla natura
(Temistio; DK 12 A7)

Πραξιάδου Μιλήσιος φιλόσοφος συγγενὴς καὶ μαθητὴς καὶ διάδοχος Θάλητος. πρῶτος δὲ ἰσημερίαν
εὗρε καὶ τροπὰς καὶ ὡρολογεῖα, καὶ τὴν γῆν ἐν μεσαιτάτωι κεῖσθαι. γνώμονά τε εἰσήγαγε καὶ ὅλως
γεωμετρίας ὑποτύπωσιν ἔδειξεν. ἔγραψε Περὶ φύσεως, Γῆς περίοδον καὶ Περὶ τῶν ἀπλανῶν καὶ
Σφαῖραν καὶ ἄλλα τινά
Anassimandro, figlio di Prassiade, milesio, filosofo, parente, allievo e successore di Talete. Fu il primo a
scoprire gli equinozi, i solstizi e gli orologi, e ancora che la Terra giace proprio al centro. Introdusse
anche lo gnomone e produsse una sintesi d'insieme della geometria. Scrisse Intorno alla natura, Il giro
della Terra, Sulle stelle fisse, La sfera e qualche altra opera (Suidas; DK 12 A2)

τῶν στοιχείων εὑρετὴν ἄλλοι τε καὶ Ἔφορος ἐν δευτέρωι Κάδμον φασίν, οἱ δὲ οὐχ εὑρετήν, τῆς δὲ
φοινίκων εὑρέσεως πρὸς ἡμᾶς διάκτορον γεγενῆσθαι ... Πυθόδωρος δὲ ... Δαναὸν μετακομίσαι αὐτά
φασιν· ἐπιμαρτυροῦσι τούτοις καὶ οἱ Μιλησιακοὶ συγγραφεῖς Ἀναξίμανδρος καὶ Διονύσιος καὶ
Ἑκαταῖος, οὓς καὶ Ἀπολλόδωρος ἐν Νεῶν καταλόγωι παρατίθεται
Alcuni sostengono – tra questi Eforo nel secondo libro - che scopritore delle lettere dell'alfabeto fu
Cadmo, altri invece sostengono che non fu scopritore, ma divulgatore presso di noi della scoperta dei
Fenici ... Pitodoro poi ... afferma che le portò con sé Danao: a sostegno di costoro testimoniano gli
scrittori di Mileto Anassimandro, Dioniso ed Ecateo, che già Apollodoro propone nel Catalogo delle navi
(Scoli a Dioniso Trace; DK 12 B6).

La tradizione più antica attesta una comunanza di ricerca con Talete in ambito astronomico e nella
produzione di strumenti di osservazione e misura, solo all'interno della quale avrebbe trovato posto
anche la speculazione sull'origine di tutte le cose: più che un saggio, secondo il modello proposto da
Diogene Laerzio con i Sette Sapienti, più che un filosofo, secondo la lezione aristotelica,
Anassimandro vi appare inventore e geografo 3 . È significativo che le testimonianze sottolineino come
fossero state le osservazioni celesti di Anassimandro a costituire la chiave di accesso alla
comprensione della natura (rerum foris aperuisse).
Insieme all'attenzione per la misurazione (dello spazio, soprattutto, e del tempo) e per la
configurazione dello spazio celeste, risulta rilevante la notizia dell'ideazione e costruzione di una sfera
celeste (σφαῖρα): è possibile che, sviluppando le implicazioni delle scansioni astronomiche e del
relativo riassetto dei dati temporali (giorni, mesi, stagioni, anno) presumibilmente operati da Talete,
Anassimandro si sia avventurato a ripensare l'intera struttura cosmica, con un tentativo, addirittura, di
definizione delle dimensioni lineari delle sue componenti fondamentali (Terra, Luna, Sole, stelle) 4 .
Ciò fa supporre che anche Anassimandro ricorresse all'uso consapevole di strumenti di rilevamento
della posizione solare (gnomone, orologi, che altri avevano inventato prima di lui 5 ), e che la
conseguente determinazione di solstizi ed equinozi si ricollegasse a precise convinzioni circa la
struttura del cosmo (ciò nel suo caso appare molto probabile). La tradizione babilonese - che molti
richiamano come fonte diretta dei contributi astronomici milesi - aveva infatti elaborato un'immagine

3
I presocratici. Frammenti e testimonianze, introduzione, traduzione e note di A. PASQUINELLI, Torino, Einaudi,
1958, p. 306.
4
S.A. WHITE, Milesian Measures: Time, Space, and Matter, in The Oxford Handbook of Presocratic
Philosophy, Oxford, Oxford University Press, 2008, p. 103.
5
ANAXIMANDRE, Fragments et Témoignages, texte grec, traduction, introduction et commentaire par M.
CONCHE, Paris, Presses Universitaires de France, 1991, pp. 35-36.
2

emisferica della copertura celeste (la stessa che alcuni attribuiscono a Talete): il presunto passaggio di
Anassimandro (che potrebbe tuttavia essere stato anticipato da intuizioni di Talete) al modello della
σφαῖρα avrebbe poi imposto – come avremo modo di constatare - il problema del posizionamento e del
sostegno della Terra al centro 6 .
È interessante che Cicerone attribuisca alle conoscenze del «fisico» Anassimandro la predizione di un
terremoto distruttivo, che avrebbe salvato la popolazione di Sparta: lettura razionalista di un tratto
tradizionale (la divinazione) del profilo sapienziale del pensatore di Mileto, che forse possiamo
accostare a quanto riferisce Diogene circa il suo presunto atteggiamento ieratico e ricercato.
L'indicazione di Cicerone sembra attestare comunque il prestigio continentale del Milesio, la sua
presenza in Grecia e forse un'attività pubblica, confermata anche dalle notizie sulle sue installazioni
tecnico-scientifiche a Sparta («escogitò per primo lo gnomone e lo pose presso le meridiane a Sparta»,
εὗρεν δὲ καὶ γνώμονα πρῶτος καὶ ἔστησεν ἐπὶ τῶν σκιοθήρων ἐν Λακεδαίμονι). Sebbene poi la figura di
Anassimandro non dovesse godere della stessa fama popolare di quella di Talete: prima di Aristotele,
infatti, non abbiamo testimonianze indirette sulla sua attività e sul suo pensiero, a dispetto della quasi
certa produzione scritta 7 . In questo senso – come giustamente osservò Gigon 8 - Anassimandro (come
Anassimene) fu una scoperta di Aristotele 9 .
La dossografia ci informa, in effetti, che delle proprie convinzioni scientifiche Anassimandro avrebbe
prodotto almeno una sintesi (esposizione sommaria, κεφαλαιώδη τὴν ἔκθεσιν) 10 , ancora disponibile in
età ellenistica 11 : un testo περὶ φύσεως, forse di accompagnamento 12 e introduzione a una mappa della
terra, che, nell'antichità, almeno tra gli specialisti (Eratostene), gli garantì notorietà:

Ἀ. ὁ Μιλήσιος ἀκουστὴς Θαλέω πρῶτος ἐτόλμησε τὴν οἰκουμένην ἐν πίνακι γράψαι· μεθ’ ὃν
Ἑκαταῖος ὁ Μιλήσιος ἀνὴρ πολυπλανὴς διηκρίβωσεν, ὥστε θαυμασθῆναι τὸ πρᾶγμα.
τοὺς πρώτους μεθ’ Ὅμηρον δύο φησὶν Ἐρατοσθένης, Ἀναξίμανδρόν τε Θαλοῦ γεγονότα γνώριμον
καὶ πολίτην καὶ Ἑκαταῖον τὸν Μιλήσιον· τὸν μὲν οὖν ἐκδοῦναι πρῶτον γεωγραφικὸν πίνακα, τὸν δὲ
Ἑκαταῖον καταλιπεῖν γράμμα πιστούμενον ἐκείνου εἶναι ἐκ τῆς ἄλλης αὐτοῦ γραφῆς

6
Conche in ANAXIMANDRE, Fragments et Témoignages, cit., pp. 37-38.
7
Sulla scorta di un frammento da Diels giudicato sospetto:

τῶν στοιχείων εὑρετὴν ἄλλοι τε καὶ Ἔφορος ἐν δευτέρωι Κάδμον φασίν, οἱ δὲ οὐχ εὑρετήν, τῆς δὲ
φοινίκων εὑρέσεως πρὸς ἡμᾶς διάκτορον γεγενῆσθαι ... Πυθόδωρος δὲ ... Δαναὸν μετακομίσαι αὐτά
φασιν· ἐπιμαρτυροῦσι τούτοις καὶ οἱ Μιλησιακοὶ συγγραφεῖς Ἀναξίμανδρος καὶ Διονύσιος καὶ
Ἑκαταῖος, οὓς καὶ Ἀπολλόδωρος ἐν Νεῶν καταλόγωι παρατίθεται.
Alcuni, tra cui Eforo nel secondo libro, dichiarano che Cadmo fu l'inventore delle lettere dell'alfabeto;
altri che egli non fu inventore, ma colui che diffuse presso di noi l'invenzione dei Fenici... Pitodoro e altri
ritengono invece che a introdurre tra noi le lettere dell'alfabeto fu Danao: lo attestano gli scrittori di
Mileto, Anassimandro, Dionigi ed Ecateo, i quali Apollodoro cita nel Catalogo delle navi. (Scolio a
Dioniso Trace; DK 12 C),

si è ipotizzato (si veda D.L. COUPRIE, Heaven and Earth in Ancient Cosmology. From Thales to Heraclides
Ponticus, New York-Dordrecht-Heidelberg-London, Springer, 2011, p. 89) che Anassimandro abbia addirittura
condotto indagini sull'origine dell'alfabeto.
8
O. GIGON, Der Ursprung der griechischen Philosophie, Basel, Schwebe, 1945, p. 44.
9
R. LAURENTI, Introduzione a Talete, Anassimandro, Anassimene, Roma-Bari, Laterza, 1971, p. 87.
10
West (M.L. WEST, Early Greek Philosophy and the Orient (1971), trad. it. La filosofia greca e l'Oriente,
Bologna, Il Mulino, 1993, p. 116), accogliendo un'ipotesi di Kirk-Raven, sottolinea la possibilità che Diogene
abbia confuso l'analisi di un dossografo con l'originale.
11
Oltre che nel riferimento di Diogene ad Apollodoro ateniese, troviamo conferma della presenza dell'opera nel
II secolo a.C. da un'iscrizione conservata nel liceo di Taormina (riprodotta come testimonianza 3C da Gemelli
Marciano in Die Vorsokratiker, Auswahl dei Fragmente und Zeugnisse, Übersetzung und Erläuterungen von
M.L. GEMELLI MARCIANO, Band I, Düsseldorf, Artemis & Winkler Verlag (Sammlung Tusculum), 2007, p. 34).
12
È tesi della Gemelli Marciano (Die Vorsokratiker, cit., p. 62). Dubbi in proposito da parte di C. JACOB,
Inscrivere la terra abitata su una tavoletta. Riflessioni sulla funzione delle carte geografiche nell'antica Grecia,
in Sapere e scrittura in Grecia, a cura di M. DETIENNE, Roma-Bari, Laterza, 1989, p. 158 (nota).
3

Anassimandro milesio, allievo di Talete, per primo osò disegnare su una tavoletta la terra abitata. Dopo di
lui, il milesio Ecateo, gran viaggiatore, precisò <il disegno>, così che l'opera suscitò ammirazione.
(Agatemero, da Eratostene)
Eratostene sostiene che i primi <geografi> dopo Omero furono due: Anassimandro, allievo e concittadino
di Talete, ed Ecateo il Milesio. Anassimandro fu poi il primo a produrre una tavola geografica, mentre
Ecateo lasciò un disegno confidando che fosse di quello [Anassimandro], in base all'altra sua produzione.
(Strabone I, 1, 11; DK 12 A6)

οἵ τε γὰρ πρῶτοι θαρρήσαντες αὐτῆς ἅψασθαι τοιοῦτοί τινες ὑπῆρξαν, Ὅμηρός τε καὶ
Ἀναξίμανδρος ὁ Μιλήσιος καὶ Ἑκαταῖος, ὁ πολίτης αὐτοῦ, καθὼς καὶ Ἐρατοσθένης φησί
Coloro invero che per primi si avventurarono a trattare la geografia ebbero una natura filosofica - Omero
e Anassimandro di Mileto ed Ecateo suo concittadino - secondo quel che ha già detto Eratostene.
(Strabone I, 1, 1; Colli 11 [B5]; traduzione di G. Colli).

Per quanto è possibile ricostruirne i contorni dalle testimonianze, l'opera di Anassimandro doveva
contenere una cosmogonia, una cosmologia, sezioni di biologia (relative all'originario sviluppo degli
organismi viventi), insieme alla spiegazione di comuni fenomeni astronomici e meteorologici, e
all'esposizione geografica vera e propria: si trattava effettivamente di un testo ardito, di una sfida
aperta al deposito di sapienza della tradizione poetica. E forse proprio il suo contenuto doveva farne il
prototipo del contributo περὶ φύσεως: una ricerca su origine, sviluppo e assetto del cosmo e delle sue
componenti essenziali 13 , intesa a tracciarne la storia dall'emersione dall'infinito primordiale all'epoca
dell'autore 14 . Quanto Suidas documenta come prodotto dell'attività intellettuale di Anassimandro:

ἔγραψε Περὶ φύσεως, Γῆς περίοδον καὶ Περὶ τῶν ἀπλανῶν καὶ Σφαῖραν καὶ ἄλλα τινά
Scrisse Intorno alla natura, Il giro della Terra, Sulle stelle fisse, La sfera e qualche altra opera (DK 12
A2),

potrebbe riferirsi non a opere diverse, non a diverse titolazioni della stessa opera, ma a diverse sezioni
dello stesso scritto 15 .
D'altra parte le testimonianze di coloro che, per noi, potrebbero essere stati gli ultimi fruitori diretti
dello scritto di Anassimandro – Aristotele e Teofrasto – ne offrono, pur in una cornice concettuale
omogenea (quella del Peripato), rilievi diversi: il primo, per esempio, insiste soprattutto (con
valutazioni oscillanti) sul tema della natura dell'infinito (sostrato o predicato? μῖγμα o μεταξύ?) e sul
suo rapporto con gli «elementi», riferendosi per lo più implicitamente e indirettamente al Milesio; il
secondo, invece, marcando decisamente la funzione di τὸ ἄπειρον come ἀρχή, assegna esplicitamente
ad Anassimandro la concezione dell'infinito come ὑποκείμενον.
Il fatto che Teofrasto potesse citare Anassimandro, fa supporre che anche Aristotele disponesse del
testo; certe incongruenze nei riferimenti (come verificheremo) possono suggerire che: (i) il testo fosse
accessibile solo in forma antologica, e per tale motivo presentasse ambiguità o oscurità; (ii) esso fosse
effettivamente una traccia destinata all'insegnamento o comunque a una mediazione orale e dunque
necessariamente ellittico; (iii) la comunicazione di Anassimandro si prestasse a letture non univoche
ovvero fosse proposta in una concettualità di difficile traduzione per lo Stagirita 16 . Commentando il
contesto dell'unica citazione anassimandrea (conservataci attraverso Teofrasto), torneremo
sull'osservazione (probabilmente dello stesso Teofrasto) circa lo stile «piuttosto poetico» dell'autore
(ποιητικωτέροις οὕτως ὀνόμασιν αὐτὰ λέγων), che possiamo ricollegare alle notizie circa la presunta
composizione in versi degli scritti da alcuni attribuiti a Talete: è possibile, allora, che l'opera di
Anassimandro non si presentasse come un vero e proprio trattato, piuttosto come un tentativo
sperimentale di «prosa di idee» 17 , in cui ancora si ricorreva al supporto della tradizionale matrice
13
G. NADDAF, The Greek Concept of Nature, New York, SUNY Press, 2005, p. 64.
14
W.A. HEIDEL, Anaximander's Book: The Earliest Known Geografical Treatise, "Proceedings of the American
Academy of the Arts and Sciences", 45,1921, p. 287.
15
R. LAURENTI, Introduzione a Talete, Anassimandro, Anassimene, cit., p. 90.
16
Di oggettiva mancanza di chiarezza nelle espressioni di Anassimandro, contro cui avrebbero cozzato i tentativi
peripatetici di traduzione concettuale, parla J. BARNES, The Presocratic Philosophers, London-New York,
Routledge & Kegan Paul, 1982, p. 37.
17
E.A. HAVELOCK, Alle origini della filosofia greca. Una revisione storica, Roma-Bari, Laterza, 1996, p. 35.
4

un articolo di prossima pubblicazione dall'autore gentilmente concesso in lettura. pp. come sarebbe poi stata l'aforistica eraclitea. Havelock ha potuto parlare.. p. p. Una possibile estensione del metodo di lavoro di Talete. il Sole. altrettanto ardita (come sottolinea Agatemero). καὶ τὴν Ἀσίην τῇ Εὐρώπῃ ποιεῦνται ἴσην Rido vedendo come molti abbiano già tracciato certi circuiti della terra e che nessuno esponga dimostrando intelligenza: disegnano l'Oceano che corre intorno alla terra rotonda. espressione di una volontà di «padronanza intellettuale» 21 che si affermava come pensiero astratto. 25 Ivi. La struttura della citazione. in effetti. 20 C. a metà tra testo e immagine.orale. 30. si registra una continuità di interessi con Talete: la scrittura e la rappresentazione grafica manifestano una forma di razionalità in cui la pratica della geometria doveva risultare essenziale. nel professare pubblicamente il proprio insegnamento. ἐοῦσαν κυκλοτερέα ὡς ἀπὸ τόρνου. si era conservato fino a Erodoto 23 : presumibilmente il successo era legato all'efficacia (e credibilità) nella resa grafica e nella rappresentazione almeno dei territori dell’area mediterranea. p. Inscrivere la terra abitata. denotando luoghi specifici attraverso il ricorso a forme visive. 23 Su questo punto l'analisi di L. cit. evoca l'enunciazione formulare. Evidentemente Anassimandro. precisato da Ecateo (e altri). οἳ Ὠκεανόν τε ῥέοντα γράφουσι πέριξ τὴν γῆν. Era così istituito un oggetto nuovo. 19 Ivi.. di «programmi» o «riassunti» (come confermerebbe lo stesso Diogene) di ciò che l'autore intendeva dire quando insegnava 19 . 21 Ivi. 5 . secondo la prassi aedica: una soluzione di compromesso per esprimere contenuti nuovi. capace di evidenziare l'insieme della superficie terrestre e le sue articolazioni spaziali.. a partire da rapporti matematici ricavati dalla misura del diametro terrestre. 154. 24 Ibidem. dunque. JACOB. 22 Ivi. Anassimandro e il principio 18 Ibidem. la formula (ancorché non in versi) da memorizzare. caratterizzando così la cartografia con le sue regolarità e simmetrie. In questo senso. 157. di «inscrivere la terra abitata su una tavoletta» (τὴν οἰκουμένην ἐν πίνακι γράψαι): lo strumento grafico e il supporto si prestavano effettivamente alla funzione riassuntiva (rispetto ai tradizionali cataloghi toponimici) di promemoria (analogamente alla scrittura) 20 . 36).. va commisurata all'impresa. (Storie IV. Anche in questa prospettiva. Si può forse ulteriormente ipotizzare che tali riduzioni in scala avessero contribuito a individuare un'unità di misura utilizzabile anche per effettuare le prime stime intorno alle distanze cosmiche 24 . L’ideazione del pinax. «mediale Innovation» di Anassimandro. le distanze tra la Terra. riprendendo l'idea omerica di Oceano. p. ROSSETTI. come fosse uscita dal compasso. aveva fissato un modello circolare della mappa terrestre (γῆς περίοδος) che. L'audacia di Anassimandro nell'avventurarsi nella scrittura. e fanno l'Asia delle stesse dimensioni dell'Europa. la Luna e le stelle 25 . superando gli schemi mitico- religiosi di spiegazione del mondo 22 . nella forma di sentenze in sé conchiuse 18 . 154. che ricorreva all'applicazione di forme geometriche per la soluzione di problemi concreti (distanza delle navi dalla riva. irrise in un passo di Erodoto: Γελῶ δὲ ὁρέων γῆς περιόδους γράψαντας πολλοὺς ἤδη καὶ οὐδένα νόον ἐχόντως ἐξηγησάμενον. misurazione altezza delle piramidi) e quindi verosimilmente faceva grande uso di raffigurazioni grafiche: ad Anassimandro è riconosciuta una trasposizione analogica di calcoli dalle figure alla realtà. a proposito delle «opere» dei pensatori arcaici. che avrebbe consentito di determinare. È indicativo che nelle testimonianze sulla creatività di Anassimandro si ritrovino a un tempo una σφαῖρα e un γεωγραφικὸς πίναξ: la geometrizzazione dello spazio celeste e di quello terrestre dovevano procedere di pari passo. 156-157.

ma qualcosa di diverso.ha conservato elementi sufficienti per una ricostruzione meno incerta (rispetto al precedente di Talete) del modello d'indagine περὶ φύσεως: τῶν δὲ ἓν καὶ κινούμενον καὶ ἄπειρον λεγόντων Ἀ. λέγει δ’ αὐτὴν μήτε ὕδωρ μήτε ἄλλο τι τῶν καλουμένων εἶναι στοιχείων. ἀλλ’ ἑτέραν τινὰ φύσιν ἄπειρον. Egli poi non fa discendere la generazione dall'alterazione dell’elemento. 20) dal primo libro dei Φυσικά.: in particolare. pp. Simplicio avrebbe ricavato le proprie informazioni sulla dottrina dei principi dei pensatori arcaici per lo più dalle digressioni di natura dossografica del primo libro (sui principi appunto) dei Φυσικά teofrastei e non dal repertorio dossografico della φυσικὴ ἱστορία. secco e umido e così via. avendo considerato la reciproca trasformazione dei quattro elementi. SCHMITZ. 6).. Eudemo. opera di fisica vera e propria.sostanzialmente appoggiandosi alle Φυσικαί Δόξαι 26 di Teofrasto 27 . Una vigorosa contestazione dell'attribuzione dielsiana è stata proposta da Hölscher (U. HÖLSCHER. via Teofrasto. i rilievi astronomici attribuiti ad Anassimandro.Solo a partire dalle testimonianze su Anassimandro la tradizione . πρῶτος τοῦτο τοὔνομα κομίσας τῆς ἀρχῆς. ma dalla separazione dei contrari. δῆλον δὲ ὅτι τὴν εἰς ἄλληλα μεταβολὴν τῶν τεττάρων στοιχείων οὗτος θεασάμενος οὐκ ἠξίωσεν ἕν τι τούτων ὑποκείμενον ποιῆσαι. cit. accanto a un Φυσικῶν in 8 libri. In ogni caso. Milesian Measures. adottando per primo questo nome del «principio». non è chiaro da quale fonte attingessero i propri materiali Alessandro e Simplicio: se da quella più analitica o dall'epitome.. Anaximander und die Anfänge dei griechischen Philosophie. della presenza di varie versioni delle stesse ricerche. deriverebbero. ἀλλ’ ἀποκρινομένων τῶν ἐναντίων διὰ τῆς ἀιδίου κινήσεως.. (DK 12 A9) Tra coloro che sostengono che <il principio> è uno. ξηρόν.dichiarò l’apeiron principio e elemento delle cose che sono. in termini piuttosto poetici. ἀλλά τι ἄλλο παρὰ ταῦτα· οὗτος δὲ οὐκ ἀλλοιουμένου τοῦ στοιχείου τὴν γένεσιν ποιεῖ. 12) alla φυσικὴ ἱστορία attraverso il commento di Alessandro. Bouvier. in vero. pp.. ὑγρόν. le citazioni di Simplicio nel suo commento alla Fisica aristotelica rivelano come egli avesse ben presente la doppia ricerca di Teofrasto: egli si riferisce esplicitamente (115. Anaximander und die Anfänge der Philosophie. da cui. avveng a an ch e la loro d istru zion e. p. 111.ci si riferisse a una φυσικὴ ἱστορία. p ag ano le un e alle altre p ena e r iscatto d ella co lp a. parlando di queste cose così. μὲν Πραξιάδου Μιλήσιος Θαλοῦ γενόμενος διάδοχος καὶ μαθητὴς ἀ ρ χ ή ν τε καὶ στοιχεῖον εἴρηκε τ ῶ ν ὄ ν τ ω ν τ ὸ ἄ π ε ι ρ ο ν . secondo lo studioso. Nel recente contributo di St. sia come Φυσικῶν ἐπιτομῆς in un libro) negli elenchi delle opere teofrastee riprodotti da Diogene Laerzio (V. milesio. ma che sia una certa altra natura infinita. che ha invece rivendicato una matrice aristotelica. Il confronto con la tradizione dossografica ha consentito a Diels (Doxographi Graeci) di concludere che anche nel caso di Anassimandro la fonte diretta sia costitutita dall'opera del peripatetico. ma contenente inserti dossografici: in Diogene Laerzio (V. che esso non sia né acqua né alcun altro di quelli che sono detti elementi. in movimento e illimitato.] Contrari sono caldo e freddo. διὸ καὶ τοῖς περὶ Ἀναξαγόραν τοῦτον ὁ Ἀριστοτέλης συνέταξεν. mentre cita direttamente (per esempio 20. Per questo motivo Aristotele lo ha collocato accanto ai seguaci di Anassagora. 31) e. È evidente allora che.. da cui originano tutti i cieli e i mondi in essi: è s e condo n e cessità che v erso le stesse cose. 3 ss. Egli sostiene. Simplicio si riferisce esplicitamente a Teofrasto (ὡς καὶ τῷ Θεοφράστῳ δοκεῖ) per introdurre l'excursus sull'ἀρχή (a partire da Talete). fissa uno schema esplicativo fondamentale: (a) la necessità di un principio che superi la finitezza delle vicende degli «elementi» 26 È possibile che con questa titolazione – presente (sia come Φυσικῶν δοξῶν in 16 libri. d a cu i le cose che sono h anno orig in e. in quella successiva (25.A. esse. 6 . infatti.. ποιητικωτέροις οὕτως ὀνόμασιν αὐτὰ λέγων.. Bonn. a proposito di Diogene di Apollonia (καὶ ταῦτα μὲν Θεόφραστος ἱστορεῖ περὶ τοῦ Διογένους).). Sulla questione H. La testimonianza. divenuto seguace e successore di Talete . l'autore sottolinea il contributo della Άστρολογικὴ ἱστορία dell'altro allievo di Aristotele. al di là di essi. da tenere distinta da una φυσικὴ ἀκροάσις. [. non ritenne adeguato porre alcuno di essi come sostrato.figlio di Prassiade. καὶ τὰ ἄλλα. 46) essa comparirebbe come Περὶ φυσικῶν in 18 libri. ψυχρόν. ἐναντιότητες δέ εἰσι θερμόν. secondo l’ord in a me n to d e l tempo [B1 ]. 1988. 27 Nel suo commento alla Fisica aristotelica. attraverso Diogene Laerzio. 96 ss. Anassimandro . Dal momento che abbiamo notizia. oltre a marcare il legame di Anassimandro con Talete. a causa del movimento eterno. ἐξ ἧς ἅπαντας γίνεσθαι τοὺς οὐρανοὺς καὶ τοὺς ἐν αὐτοῖς κόσμους· ἐ ξ ὧν δὲ ἡ γέ νεσίς ἐστι τ οῖ ς ο ὖσ ι ͵ καὶ τ ὴν φθ ορὰν εἰς τ αῦτ α γίνεσ θαι κατὰ τ ὸ χρεών· δι δ όναι γ ὰ ρ α ὐτὰ δ ί κ ην καὶ τίσι ν ἀλλήλο ις τ ῆς ἀδικία ς κατὰ τ ὴν τοῦ χ ρόν ου τά ξι ν [B 1]. 48) . in particolare. cit. nella pagina che precede (23. Le due ricerche erano ancora ben distinte dal neoplatonico Prisciano (compagno di studi di Simplicio). WHITE.

7 . cit. 4 1014 b16). 3 1014 a26-27): στοιχεῖον λέγεται ἐξ οὗ σύγκειται πρώτου ἐνυπάρχοντος ἀδιαιρέτου τῷ εἴδει εἰς ἕτερον εἶδος elemento è detto ciò dalla cui originaria immanenza <un oggetto> risulta composto e che è indivisibile specificamente in ulteriore specie. (b) la centralità del ruolo dei contrari nella formazione del cosmo 28 . così da richiedere una sorgente inesauribile. Ad analoga esigenza di stabilità sarebbe riconducibile la stessa determinazione dell'origine-elemento come τὸ ἄπειρον. λέγει γοῦν διότι ἀπέραντόν ἐστιν. Anassimandro. In questo senso. soprattutto. Anassimandro. (i) Anassimandro avrebbe contribuito al lessico tecnico della ricerca introducendo – come per lo più si intende 29 . espressa nella formula «qualcosa di diverso. In questo senso. dall'altro la sua irriducibilità a «quegli elementi». p. qualitativamente altra (ἑτέραν τινὰ φύσιν ἄπειρον) rispetto agli enti della nostra esperienza. (ii) L'individuazione dell'ἄπειρον rappresenterebbe.secondo il commentatore che riflette gli schemi peripatetici . alcune precisazioni interessanti. Simplicio. il primo a definire principio il sostrato. Introduzione a Talete. LAURENTI. da un lato. sulla scorta di Teofrasto. aria. un'opzione dettata . ἀπείρῳ ὄντι σώματι. WEST. terra) della (posteriore) tradizione. sia in quello di sorgente di ogni ulteriore divenire: il principio è denotato come ὑποκείμενον e associato a una ἀΐδιος κίνησις.L. sostiene in effetti che i contrari . fuoco. 22) dello stesso commento simpliciano: ἐνούσας γὰρ τὰς ἐναντιότητας ἐν τῷ ὑποκειμένῳ. cit. ovvero – riferendo l'espressione greca πρῶτος τοῦτο τοὔνομα κομίσας τῆς ἀρχῆς a τὸ ἄπειρον (come appare più naturale) – egli sarebbe stato il primo a indicare l'«infinito/illimitato» come principio/inizio di tutte le cose (ἀρχή τῶν ὄντων τὸ ἄπειρον) 30 . come suggerisce West 31 .da una chiara consapevolezza della funzione dell'ἀρχή come fondamento originario (ὑποκείμενον) della γένεσις: questa. fa intravedere nel Milesio un'intenzione argomentativa in cui si incrociano evidenza empirica e inferenza logica. Anassimene. e. Nel contesto l'uso di ἀρχή appare indizio di origine (ἐξ ἧς γίνεσθαι) . insomma. dunque. 117. la natura originaria (φύσις). è intesa come incessante. p. Introduzione a Talete. secondo quanto esplicitato in una testimonianza (basata sulla stessa trasmissione teofrastea) di Aëtius: ciò che doveva fungere da ἀρχή non poteva che essere illimitatamente fecondo e produttivo: Ἀναξίμανδρος δὲ Πραξιάδου Μιλήσιός φησι τῶν ὄντων ἀρχὴν εἶναι τὸ ἄπειρον· ἐκ γὰρ τούτου πάντα γίγνεσθαι καὶ εἰς τοῦτο πάντα φθείρεσθαι. ἵνα μηδὲν ἐλλείπηι ἡ γένεσις ἡ 28 R. al di là di essi»(τι ἄλλο παρὰ ταῦτα). cit. l'«origine». πρῶτος αὐτὸς ἀρχὴν ὀνομάσας τὸ ὑποκείμενον Anassimandro. La filosofia greca arcaica.immanenti al sostrato. ἐκκρίνεσθαί φησιν Ἀναξίμανδρος.(nella tradizione peripatetica). 31 M. nel contempo. conserva la scheggia più antica della sapienza "filosofica" occidentale. fornendo.. che è un corpo infinito . la generazione delle cose che crescono. 110).sia nel senso di indefinita condizione primordiale. in un senso. Essa.si distaccano.. fa intendere come tale scelta fosse dettata dall'esigenza di riconoscere all'ἀρχή una stabilità non garantita dalle incessanti trasformazioni degli elementi (acqua.. secondo la fondamentale indicazione aristotelica: Φύσις λέγεται ἕνα μὲν τρόπον ἡ τῶν φυομένων γένεσις Natura si dice. la sottolineatura dell'equivalenza specifica tra ἀρχή e στοιχεῖον (termine che allude alla composizione materiale 32 ). p. 30 Laurenti ipotizza che entrambi i termini risalgano allo scritto di Anassimandro (R.. Anassimene.il termine ἀρχή (per altro comune nell'epica nel suo valore fondamentale di «inizio») per designare il «principio». 29 Anche per il riscontro di un altro passo (150. evidentemente..«ciò che viene per primo». 99. τὸ ἄπειρον viene connotato come φύσις. (Metafisica V.. διὸ καὶ γεννᾶσθαι ἀπείρους κόσμους καὶ πάλιν φθείρεσθαι εἰς τὸ ἐξ οὗ γίγνεσθαι. 32 Questa la definizione aristotelica (Metafisica V. LAURENTI.

. per conservarne le sfumature. Dall'accostamento si evince che per Teofrasto la «natura infinita» (φύσις ἄπειρος) che il Milesio aveva posto come inizio equivaleva a «un'unica natura indeterminata» (μία φύσις ἀόριστος).] εἰ δέ τις τὴν μίξιν τῶν ἁπάντων ὑπολάβοι μίαν εἶναι φύσιν ἀόριστον καὶ κατ’ εἶδος καὶ κατὰ μέγεθος. figlio di Prassiade. ἁμαρτάνει δὲ οὗτος μὴ λέγων τί ἐστι τὸ ἄπειρον. l'inesauribile.. milesio. Forse.. Afferma anche perché <esso> è illimitato: affinché la generazione che ne deriva non cessi mai. Egli sbaglia. τὸ γὰρ ἄπειρον οὐδὲν ἄλλο ἢ ὕλη ἐστίν· οὐ δύναται δὲ ἡ ὕλη εἶναι ἐνέργεια. Non a caso Teofrasto collocava Anassimandro accanto ad Anassagora: καὶ ταῦτά φησιν ὁ Θεόφραστος παραπλησίως τῶι Ἀναξιμάνδρωι λέγειν τὸν Ἀναξαγόραν [.la funzione di «principio» dalla tradizione teofrastea riconosciuta a τὸ ἄπειρον. si generano tutte le cose e in esso tutte si corrompono. si è costretti a dire che i principi sono due: la natura dell'infinito e l'intelligenza. fanno distaccare <il resto> dal miscuglio originario (Fisica I.] se si assume che la mescolanza di tutte le cose sia un'unica natura indeterminata. Per questo motivo si formano infiniti mondi e di nuovo si corrompono in ciò da cui si generano. In modo analogo si era espresso Aristotele. infatti.. a differenza di Teofrasto che aveva rintracciato e distinto nella proposta del Milesio sia il principio materiale (τὸ ἄπειρον come ὑποκείμενον) sia il principio efficiente (ἀΐδιος κίνησις). infatti. ἐὰν μὴ τὸ ποιοῦν ὑποκέηται Anassimandro. in quanto interviene a precisare il quadro complessivo delle origini offerto da Aristotele. περάω (attraversare). effetto appunto del «movimento eterno» (διὰ τῆς ἀιδίου κινήσεως): la precisazione è significativa. non è altro che materia.] Riguardo a queste cose Teofrasto afferma anche che Anassagora si esprime in modo simile ad Anassimandro [. Il passo consente di rilevare chiaramente . tuttavia. il risultato sostanzialmente non cambia: τὸ ἄπειρον è l'illimitato. ma autorizza la supposizione che nello specifico della natura dell'infinito lo scritto di Anassimandro dovesse risultare piuttosto vago (almeno rispetto al quadro concettuale peripatetico): con la conseguente propensione degli interpreti a forzarlo nello schema degli elementi e delle quattro cause. e per forma e per grandezza. (iii) La generazione (γένεσις) dal principio sarebbe stata concepita non come «alterazione» dello stesso (οὐκ ἀλλοιουμένου τοῦ στοιχείου). come sostengono Anassimandro e quanti affermano che esistano l'uno e i molti. Aëtius individua espressamente l'infinito solo come «materia» (τὸ ἄπειρον οὐδὲν ἄλλο ἢ ὕλη ἐστίν).. ὥσπερ Ἐμπεδοκλῆς καὶ Ἀναξαγόρας· ἐκ τοῦ μείγματος γὰρ καὶ οὗτοι ἐκκρίνουσι Alcuni credono che dall'uno si distacchino le contrarietà in esso immanenti. non dicendo che cosa sia l'apeiron. Sembra dunque che egli ponga gli elementi materiali in modo simile ad Anassimandro [. e la materia non può essere atto. potremmo tradurre come «l'immenso»: in tal caso. L'apeiron. Che cos'è τὸ ἄπειρον? A che cosa si riferiva esattamente l'espressione τὸ ἄπειρον con cui Anassimandro avrebbe designato l'ἀρχή? Da un punto di vista etimologico. συμβαίνει δύο τὰς ἀρχὰς αὐτὸν λέγειν τήν τε τοῦ ἀπείρου φύσιν καὶ τὸν νοῦν· ὥστε φαίνεται τὰ σωματικὰ στοιχεῖα παραπλησίως ποιῶν Ἀναξιμάνδρωι [. Sbaglia ancora manifestando la materia ma trascurando la causa efficiente. evidentemente contenutivi (ancorché indiscernibili).nella caratteristica formula aristotelica: ἐκ τούτου πάντα γίγνεσθαι καὶ εἰς τοῦτο πάντα φθείρεσθαι . qualora sia assente l'efficiente (DK 12 A14). πότερον ἀήρ ἐστιν ἢ ὕδωρ ἢ γῆ ἢ ἄλλα τινὰ σώματα.. ὥσπερ Ἀναξίμανδρός φησι καὶ ὅσοι δ’ ἓν καὶ πολλά φασιν εἶναι. l'indefinito. infatti. nel quadro della cultura arcaica e in relazione al tema dell'origine. sostiene che principio delle cose che sono è l'apeiron: da esso. tale etimologia potrebbe essere evocativa 8 . senza esplicitare tuttavia la funzione discriminatrice della ἀΐδιος κίνησις: οἱ δ’ ἐκ τοῦ ἑνὸς ἐνούσας τὰς ἐναντιότητας ἐκκρίνεσθαι. DK 12 A9). ἁμαρτάνει οὖν τὴν μὲν ὕλην ἀποφαινόμενος. τὸ δὲ ποιοῦν αἴτιον ἀναιρῶν.. come Empedocle e Anassagora: anche questi. l'indeterminato. l'infinito e (di conseguenza) ciò che non può essere attraversato. una massa indistinta in cui l'intrinseco moto perenne avrebbe prodotto l'isolamento dei «contrari». ma come «separazione dei contrari» (ἀποκρινομένων τῶν ἐναντίων). ὑφισταμένη.] (DK 59 A41). Si può comunque osservare che.. 4 187 a20. che la si metta in relazione con πέρας (limite) o con πείρω. se aria o acqua o terra o qualche altro corpo.

in movimento e limitato. Anassimandro . i quali <Aristotele> chiama propriamente «fisici». la concepivano ἄπειρος.. 1 e 2 delle Φυσικῶν Δόξαι teofrastee. μὲν Πραξιάδου Μιλήσιος Θαλοῦ γενόμενος διάδοχος καὶ μαθητὴς ἀ ρ χ ή ν τε καὶ στοιχεῖον εἴρηκε τ ῶ ν ὄ ν τ ω ν τ ὸ ἄ π ε ι ρ ο ν . divenuto seguace e successore di Talete ... «l'unica natura soggiacente» (μία καὶ ὑποκειμένη φύσις) era ἄπειρος ma οὐκ ἀόριστος («non [qualitativamente] indeterminata»).. ne introduce la trattazione all'interno di uno schema espositivo dicotomico molto chiaro: τῶν δὲ μίαν καὶ κινουμένην λεγόντων τὴν ἀρχήν. [.] Anche Ippaso metapontino e Eraclito efesio affermavano a loro volta che <il principio> è uno. Heaven and Earth in Ancient Cosmology.dichiarò l’apeiron principio e elemento delle cose che sono. e di nuovo le risolvono nel fuoco.. milesio. ὕδωρ ἔλεγον τὴν ἀρχὴν ἐκ τῶν φαινομένων κατὰ τὴν αἴσθησιν εἰς τοῦτο προαχθέντες [..] τῶν δὲ ἓν καὶ κινούμενον καὶ ἄπειρον λεγόντων Ἀ. ἑταῖρος γεγονὼς Ἀναξιμάνδρου. milesio. δὲ Εὐρυστράτου Μιλήσιος. spinti a ciò dalle cose che appaiono secondo la sensazione. invece. ἀέρα λέγων αὐτήν Tra coloro che sostengono che il principio è uno solo e in movimento. per attribuire a τὸ ἄπειρον il significato di «ciò che non può essere esperito».L. nell'ambito dei φυσικοί sostenitori di una ἀρχή μία καὶ κινουμένη. pp. discepolo di Anassimandro. e Ippone (che pare sia stato anche ateo) dicevano che il principio è l'acqua. figlio di Euristrato. [. tuttavia .L.. ὡς ταύτης μιᾶς οὔσης φύσεως τῆς ὑποκειμένης· [. οἱ μὲν πεπερασμένην αὐτήν φασιν. ἀλλὰ ὡρισμένην. alcuni affermano che esso è limitato: Talete. COUPRIE. Qualcuno 34 – in modo un po' azzardato .. che ne condivide la tesi.. infatti.ha voluto invece insistere sulla radice in πειράω (anche «esperire»). In quelli che Diels considerava i frr. 34 Si veda D. milesio..come sosteneva quello . 16).dell'immagine esiodea di un χάσμα μέγα (normalmente reso come «abisso immenso») 33 . 9 . bensì ὡρισμένη (determinata da un punto di vista qualitativo).. afferma. coloro che la ritenevano πεπερασμένη e quelli che. Anassimene. non indefinita. come quello.] Ἵππασος δὲ ὁ Μεταποντῖνος καὶ Ἡράκλειτος ὁ Ἐφέσιος ἓν καὶ οὗτοι καὶ κινούμενον καὶ πεπερασμένον. <figlio> di Essamio. l'autore contrapponeva. p. οὐκ ἀόριστον δὲ ὥσπερ ἐκεῖνος. in altri termini come ciò che è intrinsecamente illimitato e indeterminato. cit. Introduzione a Talete. cit. ma ponevano il fuoco come principio e dal fuoco fanno derivare le cose che sono per condensazione e rarefazione. 21-24. μίαν μὲν καὶ αὐτὸς τὴν ὑποκειμένην φύσιν καὶ ἄπειρόν φησιν ὥσπερ ἐκεῖνος. cit. Simplicio è costretto a operare un'ulteriore distinzione tra i due Milesi: per Anassimene. dal contesto è evidente che la connotazione si riferisce essenzialmente alla determinatezza del principio.. ὥσπερ Θαλῆς μὲν Ἐξαμύου Μιλήσιος καὶ Ἵππων. 90. LAURENTI. chiamandola aria.. adottando per primo questo nome del «principio».] Anassimene. COUPRIE. per esempio. al contrario. 23. ἀλλὰ πῦρ ἐποίησαν τὴν ἀρχὴν καὶ ἐκ πυρὸς ποιοῦσι τὰ ὄντα πυκνώσει καὶ μανώσει καὶ διαλύουσι πάλιν εἰς πῦρ. [. sulla scorta del testo aristotelico e di Teofrasto (richiamato esplicitamente).. Anassimandro. citati da D.. come si trattasse dell'unica natura che funga da sostrato. 94-95. ὃς δοκεῖ καὶ ἄθεος γεγονέναι. Simplicio (Commento alla Fisica. οὓς καὶ φυσικοὺς ἰδίως καλεῖ.. πρῶτος τοῦτο τοὔνομα κομίσας τῆς ἀρχῆς [. pp. in movimento e illimitato..figlio di Prassiade. ovvero come φύσις ἄπειρος (espressione che vari studiosi tendono a riconoscere come originale 35 ): 33 Su questo punto R. In questo modo il principio di Anassimandro risultava delineato come τὸ ἄπειρον. anche se il termine impiegato (πεπερασμένη) allude implicitamente anche alla sua finitezza. 107-108. Nel primo caso.] Tra coloro che sostengono che <il principio> è uno.ma determinata.. 35 Havelock e De Vogel. Nel secondo caso. che unica e illimitata è la natura soggiacente... Heaven and Earth in Ancient Cosmology..] Ἀ.

Per cercare di dar ragione della natura dell'infinito. ma. agli «elementi») nella cosmogonia e nella cosmologia anassimandree. Nello sforzo di comprensione di Teofrasto. Testimonianze e frammenti. tutto il resto fanno generare per condensazione e rarefazione. 4 187 12. diversa dagli «elementi» (στοιχεία) cui altri (Talete. in effetti. invece. καὶ ὡς Δημόκριτός φησιν "ἦν ὁμοῦ πάντα δυνάμει. di passaggio. a cura di A. MADDALENA. in vero. Empedocle. dunque.. καὶ τοῦτ’ ἔστι τὸ Ἀναξαγόρου ἕν· βέλτιον γὰρ ἢ "ὁμοῦ πάντα" — καὶ Ἐμπεδοκλέους τὸ μῖγμα καὶ Ἀναξιμάνδρου. da cui originano tutti i cieli e i mondi in essi. 1963.... τὸ ἄπειρον doveva costituire per il pensatore milesio la realtà (φύσις) primordiale (ἐξ ἧς γίνεσθαι ἅπαντας. Anassimene. della mescolanza di Empedocle e di Anassimandro e di quanto sostiene Democrito sarebbe: «tutte le cose erano in potenza.. Per lo Stagirita l'essere del soggetto materiale (τὸ [ὂν] σῶμα τὸ ὑποκείμενον) doveva presentarsi in Anassimandro come unità originaria (ἓν) da cui si distaccano immanenti qualità contrarie (ἐκ τοῦ ἑνὸς ἐνούσας τὰς ἐναντιότητας ἐκκρίνεσθαι): notiamo. in ultima analisi.] Gli altri. che tutto derivi dall’essere: ovviamente. Firenze. tale cioè da potersi facilmente trasformare nelle masse elementari coinvolte nei processi di formazione e strutturazione dell'universo. τἆλλα γεννῶσι πυκνότητι καὶ μανότητι πολλὰ ποιοῦντες . analoga a una «mescolanza» (μῖγμα) in cui Aristotele intravede un'anticipazione della propria nozione di ὕλη. qualcosa derivi dal non-essere. ἀλλ’ ἑτέραν τινὰ φύσιν ἄπειρον. ἐνεργείᾳ δ’ οὔ" Poiché due sono i modi di essere. p. evidentemente. dall’essere in potenza e dal non essere in atto. Metafisica XII. producendo molte cose [. Senofane. Diogene di Apollonia) si erano e si sarebbero riferiti. come in tale interpretazione si pongano in realtà le basi per una lettura "dualistica" (e non "monistica") del contributo del Milesio 36 . sostanzialmente amorfa e proteiforme. cit. p. ma che sia una certa altra natura infinita. 37 A intendere decisamente l'ἄπειρον in questo senso è Maddalena (Ionici.. illimitata e indeterminata. I due testi propongono chiaramente τὸ ἄπειρον in funzione di sostanza/sostrato. non solo è possibile che.. posto come l'essere uno il corpo che funge da sostrato. Questo è l’uno di Anassagora: meglio del «tutto insieme».. questa sua precisazione è significativa almeno di un aspetto del problema: per garantire il proprio modello esplicativo. Anassimandro avrebbe introdotto una natura originaria alternativa. ἐξ ἧς ἅπαντας γίνεσθαι τοὺς οὐρανοὺς καὶ τοὺς ἐν αὐτοῖς κόσμους Egli sostiene. come sostiene Anassimandro (Aristotele. 2 1069 b15-23). 10 . Aristotele è costretto a concedere che esso sia a un tempo «uno» e «mescolanza» (pluralità) 37 .. Fisica I. Teofrasto altro non aggiunge. anche. Testimonianze e frammenti. <affermano> che dall'uno i contrari presenti si separino.). a differenza di Aristotele.] Pertanto. 89). La Nuova Italia. λέγει δ’ αὐτὴν μήτε ὕδωρ μήτε ἄλλο τι τῶν καλουμένων εἶναι στοιχείων. tutto muta dall’essere in potenza all’essere in atto [.. che è o uno dei tre <elementi> o altro più denso del fuoco ma più rarefatto dell'aria. μεταβάλλει πᾶν ἐκ τοῦ δυνάμει ὄντος εἰς τὸ ἐνεργείᾳ ὄν [. DK 12 A16) ἐπεὶ δὲ διττὸν τὸ ὄν. ὥσπερ Ἀναξίμανδρός φησι Gli uni. determinazioni che indubbiamente sollevavano 36 Insiste particolarmente su questo punto Maddalena (Ionici. 85). ἐκ μὴ ὄντος δὲ ἐνεργείᾳ. In considerazione del ruolo che il peripatetico riscontrava e/o riconosceva ai contrari (e dunque.] ὥστε οὐ μόνον κατὰ συμβεβηκὸς ἐνδέχεται γίγνεσθαι ἐκ μὴ ὄντος. δυνάμει μέντοι ὄντος. che esso non sia né acqua né alcun altro di quelli che sono detti elementi. accidentalmente. ma non in atto» (Aristotele. οἱ δὲ ἐκ τοῦ ἑνὸς ἐνούσας τὰς ἐναντιότητας ἐκκρίνεσθαι. che a più riprese aveva tentato di precisare ulteriormente i contorni essenziali di τὸ ἄπειρον (confermando la specifica vaghezza dello scritto di Anassimandro o della documentazione relativa): ο ἱ μ ὲ ν γὰρ ἓν ποιήσαντες τὸ [ὂν] σῶμα τὸ ὑποκείμενον ἢ τῶν τριῶν τι ἢ ἄλλο ὅ ἐστι πυρὸς μὲν πυκνότερον ἀέρος δὲ λεπτότερον.. Eraclito. ἀλλὰ καὶ ἐξ ὄντος γίγνεται πάντα.

καὶ τοῦτο οἱ μὲν ὕδωρ. 38 Tra i contemporanei. Anassimene.difficoltà nell'impianto teorico della sua ricerca. Affermano allora che <il corpo infinito> sia diverso <dagli elementi>. οὔθ’ ἁπλῶς. per esempio. come ben rileva anche Simplicio nel suo commento: εἰ γὰρ εἴη τι ἁπλοῦν ἢ ἓν τῶν τεττάρων στοιχείων ἐστὶν ἢ ἄλλο τι παρὰ ταῦτα. 126) è tra quelli che considerano la concezione dell'ἄπειρον di Anassimandro vicina a quella del μῖγμα di Anassagora. E che l'apeiron non possa essere alcuno degli elementi. Laurenti (R. infatti. altri aria. Introduzione a Talete.. né. tuttavia. «il corpo infinito» (τὸ ἄπειρον σῶμα 40 ) è inteso non come miscuglio in cui siano presenti i componenti materiali che nel processo saranno discriminati. Se uno di essi fosse infinito. Fragments et Témoignages. τὸ δὲ πῦρ θερμόν· ὧν εἰ ἦν ἓν ἄπειρον. (In Aristotelis physicorum libros commentaria 479 30 ss. οἷον ὁ μὲν ἀὴρ ψυχρός. 90-94). οἱ δὲ πῦρ. φθαρῆναι ἂν ὑπ’ αὐτοῦ τὰ ἐναντία Se. οἱ δ’ ἀέρα. καὶ ὅτι οὐδὲν τῶν στοιχείων εἶναι δύναται τὸ ἄπειρον. è fredda. senza rendersene conto. 39 Di diversa opinione Conche (ANAXIMANDRE. dicono. ancora. p. In altri passi in cui Aristotele potrebbe riferirsi 39 ad Anassimandro. a dispetto della propria interpretazione dell'infinito nei «fisici» come predicato. Ὅσοι μὲν οὖν τὸ ἓν τοῦτο ποιοῦσιν ὕδωρ ἢ ἀέρα ἢ ὕδατος μὲν λεπτότερον. intendendo che l'elemento <primo> fosse infinito. ὡς λέγουσιν οἱ περὶ Ἀναξίμανδρον τὸ παρὰ τὰ στοιχεῖα. ma non come aria o acqua. in effetti. Quanti identificano questo <elemento> unico come acqua o aria o qualcosa più sottile dell'acqua e più denso dell'aria. che. ἐξ οὗ ταῦτα Neppure è possibile però che il corpo infinito sia uno e semplice. poiché questi sono reciprocamente contrari e se uno di loro fosse infinito. e ne fanno poi originare tutte le altre cose per rarefazione e condensazione. è evidente anche da ciò che Anassimandro. che potrebbe aver ripreso e dettagliato quanto dal Milesio lasciato indeciso. abbracci <in sé> tutti i cieli. Essi [gli elementi] sono infatti reciprocamente contrari: l'aria. οὗτοι λανθάνουσιν αὐτοὶ αὑτοὺς ἄλλο τι πρότερον τοῦ στοιχείου ποιοῦντες Alcuni infatti pongono un solo <elemento>: e questo gli uni sostengono sia acqua. sarà allora o uno dei quattro elementi o qualcos'altro oltre questi. gli altri sarebbero subito distrutti. altri ancora qualcosa più sottile dell'acqua e più denso dell'aria. Si tratta di un'interpretazione cui lo stesso Teofrasto – come sopra abbiamo segnalato – accenna rilevando la prossimità del Milesio ad Anassagora 38 . Vi sono alcuni. οἱ δ’ ὕδατος μὲν λεπτότερον. εἶτ’ ἐκ τούτου μανότητι καὶ πυκνότητι τἆλλα γεννῶσιν. da cui si generano gli elementi. né <che sia> semplicemente. In questo caso. ἐξ οὗ ταῦτα γεννῶσιν. 5 204 b22-29. εἰσὶ γάρ τινες οἳ τοῦτο ποιοῦσι τὸ ἄπειρον. da cui essi si generano. LAURENTI. che pongono l'infinito in questo modo. affinché le altre cose non siano distrutte dall'infinito di quelle. cit. costoro. ἐξ οὗ τὰ στοιχεῖα γεννῶσι. οὔτε ὡς λέγουσί τινες τὸ παρὰ τὰ στοιχεῖα. come sostengono alcuni. τὸ δ’ ὕδωρ ὑγρόν. ἀλλ’ οὐκ ἀέρα ἢ ὕδωρ. essendo infinito. e da esso questi derivino (Fisica III. pp. [l'apeiron] fosse qualcosa di semplice. cit. 11 . insiste sulla sua natura sostanziale. DK 12 A16) Ἔνιοι γὰρ ἓν μόνον ὑποτίθενται. il quadro si complica: ἀλλὰ μὴν οὐδὲ ἓν καὶ ἁπλοῦν εἶναι ἐνδέχεται τὸ ἄπειρον σῶμα. il fuoco caldo. ὃ περιέχειν φασὶ πάντας τοὺς οὐρανοὺς ἄπειρον ὄν. bensì come qualcosa «al di là degli elementi» (τὸ παρὰ τὰ στοιχεῖα). Anassimandro. Aristotele. δῆλον μὲν καὶ ἐξ ὧν Ἀναξίμανδρος ἄπειρον εἶναι τὸ στοιχεῖον βουλόμενος οὐκ ἀέρα ἢ πῦρ ἤ τι τῶν τεττάρων στοιχείων ἔθετο αὐτὸ διὰ τὸ ταῦτα ἔχειν πρὸς ἄλληλα ἐναντίως. <che sia> ciò che è oltre gli elementi. i contrari sarebbero da esso distrutti. ἀέρος δὲ πυκνότερον. pongono qualcosa di diverso e di anteriore rispetto all'elemento <originario> (De caelo III. altri fuoco. 40 Qui. come sostengono i seguaci di Anassimandro ciò che è oltre gli elementi.. ἀέρος δὲ πυκνότερον. 5 303 b10-17). ἔφθαρτο ἂν ἤδη τἆλλα· νῦν δ’ ἕτερον εἶναί φασι. καὶ εἴπερ ἦν τι τούτων ἄπειρον. non scelse [non pose] aria o fuoco o altro dei quattro elementi. comportato la distruzione degli elementi contrari (essenziali per dar conto di molteplicità e differenza delle cose). l'acqua è umida.). qualcosa di distinto dalle connotazioni qualitative degli elementi: l'eventuale coincidenza del «corpo infinito» con uno degli elementi avrebbe. infatti. ὡς μὴ τἆλλα φθείρηται ὑπὸ τοῦ ἀπείρου αὐτῶν· ἔχουσι γὰρ πρὸς ἄλληλα ἐναντίωσιν.

πότερον ἀήρ ἐστιν ἢ ὕδωρ ἢ γῆ ἢ ἄλλα τινὰ σώματα Egli sbaglia. ἀέρος δὲ πυκνότερον) da cui gli stessi elementi sarebbero scaturiti. e che da questo alcune cose sono generate. nella convinzione. 43 Tale.. nessuno degli «elementi» poteva fungere da ἀρχή. indeterminata o informe. dell'emergere (per separazione o distacco) dei contrari da τὸ ἄπειρον. altre distrutte (Ermia. rispetto al quadro dell'esperienza. il principio sarebbe risultato effettivamente illimitato e indeterminato. Aristotele sembra pensare a una realtà "intermedia" (ὕδατος μὲν λεπτότερον. DK 12 A12) Ἀναξίμανδρος [.. era il diffuso convincimento espresso nella riflessione ionica sulle origini: per questo si veda E. emerge limpidamente dalla tradizione testuale e dossografica è la sua contrapposizione alla finitezza temporale degli enti coinvolti nella γένεσις: sulla indefettibile. invece.. Dopo il confronto apparentemente tormentato di Aristotele. ἵνα μηδὲν ἐλλείπηι ἡ γένεσις ἡ ὑφισταμένη 41 Che non fosse il solo Anassimene a ricorrere a tale meccanismo esplicativo è sottolineato da Simplicio che corregge Teofrasto: ἐπὶ γὰρ τούτου μόνου Θεόφραστος ἐν τῆι Ἱστορίαι τὴν μ ά ν ω σ ι ν εἴρηκε καὶ π ύ κ ν ω σ ι ν . Un aspetto dell'ἀρχή di Anassimandro che. come anche gli altri ricorrevano a rarefazione e condensazione (DK 13 A5)... in E. parla di rarefazione e condensazione in riferimento solo a costui [Anassimene]: è evidente. 12 . p. nel loro insieme. 191. Nota sulla cosmologia e la metafisica di Anassimandro. Significativo. secondo alcuni interpreti. ZELLER – R. MONDOLFO. tuttavia. 191... La filosofia dei Greci. dell'imbarazzo peripatetico il fatto che Aëtius. che la formula nominale τὸ ἄπειρον fosse comunque in sè sufficientemente illuminante (tutto quanto è definito deve scaturire da una materia primordiale amorfa e perciò proteiforme 43 ).. Teofrasto mostra di aver messo tra parentesi il problema. limitandosi a registrare il dato ineludibile: illimitatezza e indeterminatezza (rispetto al quadro elementare) del principio. in riferimento ad Anassimandro sottolinei (come già segnalato in precedenza): ἁμαρτάνει δὲ οὗτος μὴ λέγων τί ἐστι τὸ ἄπειρον. 42 R. In questa prospettiva. quindi. è possibile che Anassimandro fosse stato in merito evasivo. non dicendo che cosa sia l'apeiron. La filosofia dei Greci.Dal momento che τὰ στοιχεῖα si presentano come ἐναντία. I testi. perenne stabilità di τὸ ἄπειρον le testimonianze sono univoche. MONDOLFO. Anassimandro. cit. probabilmente (come risulta da De caelo) per condensazione e rarefazione 41 . per essere condizione di ogni determinazione e forma 42 : donde il rilievo cosmogonico. tuttavia. afferma che principio più antico dell'umido è il movimento eterno. p. tuttavia. La scelta espressiva suggerisce l'opzione per una natura che potesse fungere da origine da cui far discendere (razionalmente) tutto il resto. sarebbero risultati distrutti.] λέγει γοῦν διότι ἀπέραντόν ἐστιν. manifestano le difficoltà di traduzione della nozione anassimandrea di τὸ ἄπειρον nella concettualità aristotelica (esso è più che materia. nel suo Studio. τοῦ ὑγροῦ πρεσβυτέραν ἀρχὴν εἶναι λέγει τὴν ἀίδιον κίνησιν καὶ ταύτηι τὰ μὲν γεννᾶσθαι τὰ δὲ φθείρεσθα Il concittadino di costui [Talete]. che dipende da Teofrasto.. A meno che la vaghezza non dipenda da difetto di documentazione... forse. MONDOLFO.. se tale ruolo era da assegnare a una φύσις ἄπειρος: nello specifico contesto anassimandreo. l'equilibrio dinamico e l'ordine cosmico che ai contrari si facevano risalire. cit. δῆλον δὲ ὡς καὶ οἱ ἄλλοι τῆι μανότητι καὶ πυκνότητι ἐχρῶντο Teofrasto. riscontrato nelle testimonianze. se aria o acqua o terra o qualche altro corpo (DK 12 A14). In qualche caso si tratta di indicazioni implicite: ὁ πολίτης αὐτοῦ Ἀ.] φησι τῶν ὄντων ἀρχὴν εἶναι τὸ ἄπειρον· [. ZELLER – R. più che ὑποκείμενον): d'altra parte è improbabile che Anassimandro si fosse posto il problema della determinazione del principio rispetto a quelli che solo posteriormente si sarebbero definiti elementi.

The Earlier Presocratics and the Pythagoreans. 19942. 9 Mansfeld).] ὃ περιέχειν φασὶ πάντας τοὺς οὐρανοὺς ἄπειρον ὄν un solo [elemento] [. In altri casi il rilievo dell'eternità è esplicito: οὗτος ἀρχὴν ἔφη τῶν ὄντων φύσιν τινὰ τοῦ ἀπείρου. DK 12 A14) Ἀναξίμανδρος [.S. ma. Hackett. 5 303 b10-13. 118-119. KAHN.. 43-44. COLLI. intendendola come riserva di materiale e movimento (vita?) senza limiti di potenza e tempo (quindi inesauribile).E. Fisica III.C.. καὶ τελευτὴ πάσης ἐστὶ φθορᾶς.] Sottolinea anche perché <esso> è illimitato: affinché la generazione che ne deriva non cessi mai (Aëtius. La sapienza greca. ἐξ ἧς γίνεσθαι τοὺς οὐρανοὺς καὶ τὸν ἐν αὐτοῖς κόσμον. La coppia ἀίδιον καὶ ἀγήρω (le formula appare originaria 44 ) ribadisce la continuità senza scadimento del principio. KIRK. τοῦ δὲ ἀπείρου οὐκ ἔστιν ἀρχή· εἴη γὰρ ἂν αὐτοῦ πέρας.] ἄπειρον δὲ πρῶτος ὑπέθετο. Anassimandro [. ἀπεφήνατο δὲ τὴν φθορὰν γίνεσθαι καὶ πολὺ πρότερον τὴν γένεσιν ἐξ ἀπείρου αἰῶνος ἀνακυκλουμένων πάντων αὐτῶν sostenne che nell'apeiron risiede l'intera causa della generazione e della dissoluzione dell'universo. Anassimene. pp. A14 Colli) τὴν σεμνότητα κατὰ τοῦ ἀπείρου. Cambridge University Press. Anassimandro.C. sostengono. STOKES.. 45 Tra gli altri M. ὥς φασιν ὅσοι μὴ ποιοῦσι παρὰ τὸ ἄπειρον ἄλλας αἰτίας οἶον νοῦν ἢ φιλίαν. insieme. abbraccia tutti i cieli essendo infinito (Aristotele.] per primo pose <il principio> come infinito [illimitato].K. 1. A Critical History with a Selection of Texts. p. Cambridge University Press.che alcuni 45 suggeriscono di considerare anassimandreo: εὐλόγως δὲ καὶ ἀρχὴν αὐτὸ τιθέασι πάντες· οὔτε γὰρ μάτην οἷόν τε αὐτὸ εἶναι. invero. soprattutto. pp. One and Many in Presocratic Philosophy. The Presocratic Philosophers. 29-30. Anaximander and The Origins of Greek Cosmology. GUTHRIE. W. Il Milesio avrebbe impiegato l'espressione τὸ ἄπειρον per l'origine dei processi generativi. DK 12 A11). G. 1962. che sono infiniti. The Center for Hellenic Studies. DK 12 A10). ἵνα ἔχῃ χρῆσθαι πρὸς τὰς γενέσεις ἀφθόνως Anassimandro [. a una funzione di sostegno e controllo. e inoltre circonda tutti i mondi (Ippolito. De Caelo III. ripetendosi tutte queste cose ciclicamente (Plutarco.. RAVEN. da cui si generano i cieli e l'ordine [il mondo] che è in essi.. Conche (ANAXIMANDRE. cit. οὔτε ἄλλην ὑπάρχειν αὐτῷ δύναμιν πλὴν ὡς ἀρχήν· ἅπαντα γὰρ ἢ ἀρχὴ ἢ ἐξ ἀρχῆς.. Essa è eterna e non invecchia. 203 b4 ss. ὥς φησιν ὁ Ἀναξίμανδρος καὶ οἱ πλεῖστοι τῶν φυσιολόγων 44 R. pp.. ἣν καὶ πάντας περιέχειν τοὺς κόσμους egli disse che principio delle cose che sono è una certa natura dell'apeiron. Indianapolis (IN). J. G. Fragments et Témoignages.. ἔτι δὲ καὶ ἀγένητον καὶ ἄφθαρτον ὡς ἀρχή τις οὖσα· τό τε γὰρ γενόμενον ἀνάγκη τέλος λαβεῖν. forse. 58-59).. p. per servirsene senza risparmio nei processi di generazione (Simplicio. hanno luogo da tempo infinito. cit. 88.. .. 301.. Cambridge. Cambridge. 6 207 a19-20. Disse anche che la dissoluzione. καὶ τοῦτ’ εἶναι τὸ θεῖον· ἀ θ ά ν α τ ο ν γὰρ καὶ ἀ ν ώ λ ε θ ρ ο ν [B3].] sostiene che principio delle cose che sono è l'illimitato [. Introduzione a Talete. e molto prima la generazione. SCHOFIELD. 113-117 (tra gli altri) riconoscono la probabile genuinità anassimandrea di parte del lessico utilizzato da Aristotele. cit. ἐξ οὗ δή φησι τούς τε οὐρανοὺς ἀποκεκρίσθαι καὶ καθόλου τοὺς ἅπαντας ἀπείρους ὄντας κόσμους. pp. CH. Commento al de Caelo 615. 19832. mentre περιέχειν segnala l'eccedenza spaziale rispetto al sistema dei cieli ovvero ai mondi. M.. τὸ πάντα περιέχειν καὶ τὸ πᾶν ἐν ἑαυτῷ ἔχειν la dignità dell'apeiron: abbracciare tutte le cose e tutto tenere in sé (Aristotele. Vol. Washington. Questo aspetto emerge più chiaramente in alcuni accenni aristotelici: ἓν μόνον [στοιχεῖον] [. fr.. A History of Greek Philosophy. H. διὸ καθάπερ λέγομεν. 13) τὸ ἄπειρον φάναι τὴν πᾶσαν αἰτίαν ἔχειν τῆς τοῦ παντὸς γενέσεώς τε καὶ φθορᾶς. e da quello. οὐ ταύτης ἀρχή.] che. pp. 4. in un argomento – proposto in Fisica III. afferma che si siano separati tutti i cieli e in generale tutti i mondi. LAURENTI. ἀλλ’ αὕτη τῶν ἄλλων εἶναι δοκεῖ καὶ περιέχειν ἅπαντα καὶ πάντα κυβερνᾶν. 1971. 13 .. M. ταύτην δ’ ἀίδιον εἶναι καὶ ἀ γ ή ρ ω [B2].

50 Schmitz suggerisce che anche περιέχειν possa considerarsi . come verificheremo). cit. STOKES. esso.è illimitato perché la γένεσις è incessante: in questo senso la natura originaria doveva rappresentare. per esempio Intelligenza o Amore. Introduzione a Talete. come affermano quanti non pongono oltre all'infinito altre cause. pp. in effetti. cit. sostiene e condiziona. SCHMITZ. In questo senso. in senso lato. la sua funzione sembra così.L. Cosmogonia e cosmologia in Anassimandro Il principio – suggerisce Aëtius .. p. Anaximander und die Anfänge. BABUT. Ogni cosa. come sostengono Anassimandro e la maggioranza degli studiosi della natura (DK 12 A15) In effetti. 404-405. caratteristiche che rendevano τὸ ἄπειρον equivalente a «il divino» (τὸ θεῖον). ἐκ τοῦ τὰ μὲν ἄλλα 46 Nella misura in cui esclude la possibilità di principi che derivino da altri principi. 52 Come rileva Daniel Babut (D. E ancora. ἀπεφήνατο δὲ τὴν φθορὰν γίνεσθαι καὶ πολὺ πρότερον τὴν γένεσιν ἐξ ἀπείρου αἰῶνος ἀνακυκλουμένων πάντων αὐτῶν.. sono segnalati confini "interni" (con rilevanti implicazioni. Anassimene. una riserva inesauribile e indeterminata per la generazione di tutte le cose. E questo è il divino: è infatti senza morte e senza distruzione [B3]. cit.C. Anassimandro.. 51 R. cit. in quanto è un principio.. come si evince dalle testimonianze. cit. Proprio per questo motivo diciamo che di esso non vi sia principio. 91. protegge. quella di fissarne i limiti (πάντας περιέχειν τοὺς κόσμους) e regolarne gli sviluppi. One and Many in Presocratic Philosophy.. COUPRIE. Heaven and Earth in Ancient Cosmology. 29). dà vita 51 . pp. p. dunque. e vi è un termine finale di ogni corruzione. infatti. cit. pp. come segnala Conche (ANAXIMANDRE... Non può infatti esistere invano. fornisce sostegno. «perenne» (ἀίδιον) e «senza vecchiezza» (ἀγήρω). infatti. LXXXV. L'illimitatezza materiale e qualitativa del principio certamente si coniugava con l'assenza di termini temporali: «immortale» (ἀθάνατον) e «indistruttibile» (ἀνώλεθρον) 49 . 47 D. 14 . che ciò che è generato abbia una fine. 48 Su questo punto M. è ingenerato e incorruttibile: è necessario. Anassimene. τὸ ἄπειρον appare nella lezione peripatetica (l'unica per noi disponibile) senza linee estreme di spazio e tempo: in esso. nella tradizione teofrastea in associazione a un «movimento eterno» (ἀΐδιος κίνησις). 59-60). n. al contrario. sottolinea Aristotele. È appunto la γένεσις ad attirare l'attenzione della dossografia: μεθ’ ὃν Ἀναξίμανδρον Θάλητος ἑταῖρον γενόμενον τὸ ἄπειρον φάναι τὴν πᾶσαν αἰτίαν ἔχειν τῆς τοῦ παντὸς γενέσεώς τε καὶ φθορᾶς. 29-30.. è o principio o [deriva] da principio. ἔχειν δὲ τοσοῦτον βάθος ὅσον ἂν εἴη τρίτον πρὸς τὸ πλάτος. ἔτι φησίν. Ben a ragione tutti lo [l'apeiron] considerano come principio. e comprenderle [abbracciarle] tutte e tutte governarle. LAURENTI. il ragionamento di Aristotele – che muove da un dilemma fallace 46 e appare piuttosto giocare sull'associazione di parole che su un'argomentazione formale 47 – presuppone una concezione di ἀρχή come πέρας che non appare aristotelica 48 : esso potrebbe dunque richiamare una fonte più antica. Fragments et Témoignages. 119) ritiene che i due aggettivi risalgano ad Anassimandro. avvolgendo tutto (περιέχειν ἅπαντα) 50 : τὸ ἄπειρον. 120-121. di «governare» (καὶ πάντα κυβερνᾶν) 52 . ὑπάρχειν δέ φησι τῶι μὲν σχήματι τὴν γῆν κυλινδροειδῆ.. 8) la costruzione greca (καὶ περιέχειν ἅπαντα καὶ πάντα κυβερνᾶν) suggerisce la ripresa di una formula importante (nello stile degli inni) che potrebbe risalire al testo di Anassimandro. p. p.. ὅτι κατ’ ἀρχὰς ἐξ ἀλλοειδῶν ζώιων ὁ ἄνθρωπος ἐγεννήθη. abbracciando. Anassimandro.. 49 Anche in questo caso Laurenti (R. piuttosto. dal momento che vi sarebbe un limite di esso [apeiron]. irriducibile a mero inizio dei processi cosmogonici. φησὶ δὲ τὸ ἐκ τοῦ ἀιδίου γόνιμον θερμοῦ τε καὶ ψυχροῦ κατὰ τὴν γένεσιν τοῦδε τοῦ κόσμου ἀποκριθῆναι καί τινα ἐκ τούτου φλογὸς σφαῖραν περιφυῆναι τῶι περὶ τὴν γῆν ἀέρι ὡς τῶι δένδρωι φ λ ο ι ό ν · ἧστινος ἀπορραγείσης καὶ εἴς τινας ἀποκλεισθείσης κύκλους ὑποστῆναι τὸν ἥλιον καὶ τὴν σελήνην καὶ τοὺς ἀστέρας. dell'apeiron però non v'è principio.con ἀθάνατον καὶ ἀνώλεθρον – termine anassimandreo (H. La natura-principio. LAURENTI. Le divin et les dieux dans la pensée d'Anaximandre. ma che sembra essere esso stesso principio di tutte le altre cose. 1972. né avere altra capacità che quella di principio.. Introduzione a Talete. in "Revue des Etudes grecques". ἐξ οὗ δή φησι τούς τε οὐρανοὺς ἀποκεκρίσθαι καὶ καθόλου τοὺς ἅπαντας ἀπείρους ὄντας κόσμους.

(Pseudo-Plutarco. se vi sia un infinito da cui si distacchi ciò che è generato (Fisica III. Incrociando le testimonianze (la fonte comune di Aëtius. Anaximander and The Origins of Greek Cosmology. [. Per quanto riguarda la figura. 119. In genere. Pseudo-Plutarco e Simplicio rimane – ricordiamolo ancora . [. aderendo sostanzialmente alla lettura di Maddalena. πρῶτος τοὔνομα καλέσας τῆς ἀρχῆς.. KAHN. Si sofferma a discutere il passo R. ἐν ἧι συμβαίνει γίνεσθαι τοὺς οὐρανούς. cit. Un punto confermato da un'osservazione aristotelica circa le ragioni che spingono ad ammettere un principio infinito: τοῦ δ’ εἶναί τι ἄπειρον ἡ πίστις ἐκ πέντε μάλιστ’ ἂν συμβαίνοι σκοποῦσιν. 54 CH. Disse anche che la dissoluzione. la sua vitalità illimitata. DK 12 A11). 15 . cit. nell'espressione τὸ ἐκ τοῦ ἀιδίου γόνιμον . 119): «avvengono per il loro moto rotatorio dall'eternità infinità». ἣν καὶ πάντας περιέχειν τοὺς κόσμους. si formarono il Sole. 56 M.. <Anassimandro> parla poi del tempo in quanto la generazione. e da esso una sfera di fiamma si sviluppò intorno all'aria che circonda la Terra. Oltre a ciò <affermò> che è eterno il movimento da cui sorgono i cieli. Anassimandro. egli dice che la Terra è di forma cilindrica. WEST. come la scorza intorno all'albero. derivato dall’eterno. Anaximander und die Anfänge der Philosophie. Ἀ. 55 Secondo Hölscher (U. e molto prima la generazione. dicono che Anassimandro. Ippolito..è posta una «natura infinita» (φύσις τις ἄπειρος ovvero τοῦ ἀπείρου) di cui è sottolineato soprattutto l'indefettibile durare (ἀίδιον καὶ ἀγήρω) 55 : τὸ ἄπειρον è una negazione dei limiti. milesio: egli disse che principio delle cose che sono è una certa natura dell'apeiron. cit. invero.. 4 203 b15-20). Essa è eterna e non invecchia.in ultima analisi Teofrasto 54 ) possiamo ricavare un quadro sommario del modello elaborato da Anassimandro. pp. Anassimandro. Anassimandro dunque fu studente di Talete. ἐξ ἧς γίνεσθαι τοὺς οὐρανοὺς καὶ τὸν ἐν αὐτοῖς κόσμον. Le tappe cosmogoniche (i) All'origine – come sappiamo . H. οὗτος μὲν ἀρχὴν καὶ στοιχεῖον εἴρηκε τῶν ὄντων τὸ ἄπειρον. εἰ ἄπειρον εἴη ὅθεν ἀφαιρεῖται τὸ γιγνόμενον La convinzione che esista un infinito risulterebbe supportata in particolare da cinque ragioni: [. dei πείρατα di cui altri avevano parlato in ambito cosmogonico 56 (Esiodo. pp.τὸ ἀίδιον appare equivalente a ἀθάνατον καὶ ἀνώλεθρον.L. Introduzione a Talete. 107). p.. che sono infiniti. impiegando per primo il nome di "principio". tuttavia. 53 Il testo greco ἐξ ἀπείρου αἰῶνος ἀνακυκλουμένων πάντων αὐτῶν viene reso diversamente da Maddalena (Ionici. 131 ss. ταύτην δ’ ἀίδιον εἶναι καὶ ἀ γ ή ρ ω [B 2]. e ha un'altezza che sarebbe un terzo della sua larghezza. λέγει δὲ χρόνον ὡς ὡρισμένης τῆς γενέσεως καὶ τῆς οὐσίας καὶ τῆς φθορᾶς. Affinché la generazione non venga a mancare. l'esistenza e la dissoluzione risultato ben delimitate. 12-17. sostenne che nell'apeiron risiede l'intera causa della generazione e della dissoluzione dell'universo. i traduttori scelgono di rendere il testo come qui proposto. da cui si generano i cieli e l'ordine [il mondo] che è in essi. è produttivo di caldo e freddo fu separato alla generazione di questo mondo. p. figlio di Prassiade. per esempio). Πραξιάδου Μιλήσιος· οὗτος ἀρχὴν ἔφη τῶν ὄντων φύσιν τινὰ τοῦ ἀπείρου. afferma che si siano separati tutti i cieli e in generale tutti i mondi. πρὸς δὲ τούτωι κίνησιν ἀίδιον εἶναι.impiegata da Pseudo Plutarco .] (Ippolito. LAURENTI.] e ancora dal fatto che solo così generazione e corruzione non vengono a mancare. Θαλοῦ τοίνυν Ἀναξίμανδρος γίνεται ἀκροατής. cit.. Anassimene.. cit. e da quello.. DK 12 A10). la sua scaturigine deve essere inesauribile. HÖLSCHER. divenuto seguace di Talete. μόνον δὲ τὸν ἄνθρωπον πολυχρονίου δεῖσθαι τιθηνήσεως· διὸ καὶ κατ’ ἀρχὰς οὐκ ἄν ποτε τοιοῦτον ὄντα διασωθῆναι Dopo di lui [Talete]. e inoltre circonda tutti i mondi. Sostiene anche che ciò che. Essendosi questa <sfera> spezzata e <i suoi frammenti> racchiusi in certi cerchi.] ἔτι τῷ οὕτως ἂν μόνως μὴ ὑπολείπειν γένεσιν καὶ φθοράν. La filosofia greca arcaica e l'Oriente. p. Egli affermò che principio ed elemento delle cose che sono è l'apeiron. hanno luogo da tempo infinito. Testimonianze e frammenti. la Luna e gli astri.. δι’ ἑαυτῶν ταχὺ νέμεσθαι.... ripetendosi tutte queste cose ciclicamente 53 .

ἐπὶ τὸ μέσον συνελθεῖν φασίν Così. con un movimento analogo a quello del setaccio o del vaglio. 16 . dunque di una κίνησις intrinseca all'ἄπειρον stesso. che contempla. Anassimene. Fragments et Témoignages. infatti.. le cose più grandi e più pesanti sempre sono portate verso il centro del vortice. Platone associa all'intrinseco disordine un confuso moto agitatorio che... Una conferma in tal senso si potrebbe intravedere nella ricostruzione di Ippolito: κίνησιν ἀίδιον εἶναι. infatti. Leucippo. Anassimandro. DK 12 A17). trasportata dal vortice. MONDOLFO. κινουμένης αὐτῆς οἷον ὀργάνου σεισμὸν παρέχοντος i quattro elementi. che. Nell'ottica peripatetica della tradizione. tutti quanti attribuiscono un'origine al cielo [all'universo] affermano che la Terra si è riunita al centro (De caelo II. ἐν ἧι συμβαίνει γίνεσθαι τοὺς οὐρανούς <affermò> che è eterno il movimento da cui sorgono i cieli. La filosofia dei Greci. Διὸ δὴ τὴν γῆν πάντες ὅσοι τὸν οὐρανὸν γεννῶσιν. pp. 193 ss. fornisce un'indicazione utile a comprendere a quale moto potesse riferirsi Anassimandro 58 : ὥστ’ εἰ βίᾳ νῦν ἡ γῆ μένει. tuttavia. anche in quello del moto Teofrasto non abbia garantito dettagli alla successiva dossografia. 57 Su questo punto insiste molto nella sua interpretazione Conche (ANAXIMANDRE. la causa che tutti sostengono.. ZELLER – R. 135. Democrito e più tardi di Epicuro] sostennero che il movimento è eterno: poiché senza movimento non c'è generazione e corruzione (Simplicio. In alternativa. <per costrizione> fu anche riunita al centro. 138). pp. cit. l'attribuzione di quella specifica modalità dinamica (ταύτην τὴν αἰτίαν πάντες λέγουσιν) all'insieme degli autori di cosmogonie è ribadita in poche righe. LAURENTI. quasi a marcare l'esistenza di un vero e proprio modello comune. a ulteriore conferma della probabile indeterminatezza del resoconto di Anassimandro. p. produttiva del principio 57 : καὶ τὴν κίνησιν ἀίδιον ἔλεγον· ἄνευ γὰρ κινήσεως οὐκ ἔστι γένεσις ἢ φθορά [i seguaci di Anassimandro. a far riflettere l'interprete di Anassimandro è lo schema adottato. a partire da quanto accade nei liquidi e nell'aria: in essi. cit.): egli rende ἐξ ἀπείρου αἰῶνος di Pseudo Plutarco come «a partir de la force vitale infinie» (p. cit. al Milesio si contestava il fatto di non aver adeguatamente determinato la «materia» (ἡ ὕλη) e la «causa efficiente» (τὸ ποιοῦν αἴτιον): è interessante. una prima operazione di discriminazione dei successivi "mattoni" della costruzione cosmica dall'unità indistinta del principio. Questa è. in effetti. 146 ss. come nel caso dell'ἄπειρον. i caratteri dell'originaria matrice materiale (prima dell'intervento dispositivo del demiurgo).. sembrerebbe implicare un moto di tipo rotatorio 59 . 58 Sulla questione E. Aristotele. in verità. 13 295 a9-14). scossi dal ricettacolo. καὶ συνῆλθεν ἐπὶ τὸ μέσον φερομένη διὰ τὴν δίνησιν· ταύτην γὰρ τὴν αἰτίαν πάντες λέγουσιν ἐκ τῶν ἐν τοῖς ὑγροῖς καὶ περὶ τὸν ἀέρα συμβαινόντων· ἐν τούτοις γὰρ ἀεὶ φέρεται τὰ μείζω καὶ βαρύτερα πρὸς τὸ μέσον τῆς δίνης. 59 R. che.. in considerazione delle strutture cosmiche (in cui prevale la circolarità o sfericità). In questo caso. con i propri sussulti. Introduzione a Talete. che esprime la potenza attiva. se per costrizione ora la Terra rimane immobile. (ii) La γένεσις da tale natura (ἐξ ἧς) appare come effetto di un movimento eterno (διὰ τῆς ἀιδίου κινήσεως).Il riferimento a γένεσις e φθορά e al «distaccarsi» (ἀφαιρεῖσθαι) dall'infinito potrebbe effettivamente alludere a un paradigma cosmogonico cui Anassimandro sembra aver contribuito in modo decisivo: indicativo il fatto che Pseudo-Plutarco gli attribuisca esplicitamente la convinzione che τὸ ἄπειρον sia «causa totale di ogni generazione» (τὸ ἄπειρον φάναι τὴν πᾶσαν αἰτίαν ἔχειν τῆς τοῦ παντὸς γενέσεως). di un moto primordiale. possiamo ricavare indizi dal Timeo platonico: prospettando. Per questo. contribuisce a distinguere gli elementi nel caos primordiale: τὰ τέτταρα γένη σειόμενα ὑπὸ τῆς δεξαμενῆς. Pur trattandosi di un rilievo generale. a sua volta mosso come strumento che scuote (Timeo 53a)..

sostanzialmente coincidente con la δίνησις cui accenna Aristotele 61 . in Atene è attestata dagli Uccelli di Aristofane). Ma è possibile anche ipotizzare un'influenza al contrario: in altre parole il modello di Anassimandro potrebbe aver inciso sull'elaborazione delle cosmogonie orfiche che ruotavano intorno all'idea di un originario uovo cosmico (e la cui circolazione nel V sec. 109) sottolinea come in Anassimandro la funzione di contrari dovesse essere ricoperta non dalle qualità caldo-freddo. a causa del movimento eterno (Simplicio.potrebbe suggerire.. LAKS. cit. capace di generare la polarità fondamentale di «caldo e freddo» (θερμοῦ τε καὶ ψυχροῦ).immanenti al sostrato. a. ispirata al quadro arcaico di un Chaos turbolento e tempestoso 60 . derivato dall’eterno. Il primo sviluppo all'interno dell'illimitata natura primordiale (a essa si riferisce probabilmente la formula pseudo-plutarchea ἐκ τοῦ ἀιδίου). HÖLSCHER. precosmico.dalle teogonie orfiche a Lucrezio .. La filosofia dei Greci. p. MONDOLFO. C. in "Classical Philology". invece. piuttosto dai due elementi citati nel contesto: fuoco e aria. p. un'ipotesi interpretativa più articolata. 61 È la tesi di W. ὥσπερ Ἀναξίμανδρός φησι Alcuni credono che dall'uno si distacchino le contrarietà in esso immanenti. è produttivo di caldo e freddo fu separato alla generazione di questo mondo. cui sarebbe seguita la discriminazione ovvero secrezione dei veri e propri "attori" del processo cosmogonico (caldo e freddo. (iii) Effetto di tale moto sarebbe stata appunto una «separazione» (ἀπόκρισις) ovvero un'«espulsione» (ἔκκρισις): di che cosa? Pseudo-Plutarco su questo punto fondamentale fornisce un'indicazione approssimativa: φησὶ δὲ τὸ ἐκ τοῦ ἀιδίου γόνιμον θερμοῦ τε καὶ ψυχροῦ κατὰ τὴν γένεσιν τοῦδε τοῦ κόσμου ἀποκριθῆναι Sostiene anche che ciò che. espressione della primordiale vitalità del principio. sarebbe stato dunque l'emergere di un'unità 64 (τὸ γόνιμον) capace di generare. 4 187 a20-21. pp. 2002. p.C. e il vero e proprio movimento cosmogonico. riguardo alla ἀΐδιος κίνησις. Anaximander und die Anfänge der Philosophie. 63 Hölscher (U. pp. che è un corpo infinito . La filosofia greca arcaica e l'Oriente. 215. 17 . 212-234. per esempio. ἀλλ’ ἀποκρινομένων τῶν ἐναντίων διὰ τῆς ἀιδίου κινήσεως Egli poi non fa discendere la generazione dall'alterazione dell’elemento. WEST. attivato dalla sua immanente motilità. ma dalla separazione dei contrari. ἀποκρίνεσθαι. ἀπείρῳ ὄντι σώματι. cit. Indicazione sostanzialmente confermata nella tradizione peripatetica: οἱ δ’ ἐκ τοῦ ἑνὸς ἐνούσας τὰς ἐναντιότητας ἐκκρίνεσθαι. È possibile che Anassimandro distinguesse tra un indefinito moto originario. Fisica I. Presses Universitaires du Septentrion.. la tradizione cosmogonica antica . VII. DK 12 A9) οὗτος δὲ οὐκ ἀλλοιουμένου τοῦ στοιχείου τὴν γένεσιν ποιεῖ. Villeneuve d’Ascq. ZELLER – R.A. DK 12 A9) ἐνούσας γὰρ τὰς ἐναντιότητας ἐν τῷ ὑποκειμένῳ. cit. probabilmente isolati 60 E. A.Ribadita l'assenza di esplicite testimonianze in merito. in A. BERNABÉ.. introducendo il riferimento a una sorta di "embrione" cosmico 62 (τὸ γόνιμον). sembra piuttosto denotare l'isolarsi e il separarsi dal principio di quanto è in grado di generare (τὸ γόνιμον) caldo e freddo. DK 12 A9). 1912. 62 Si è voluto vedere in questo motivo l'eco di una possibile influenza delle teo-cosmogonie orfiche: di recente..si distaccano (Simplicio. Da un punto di vista lessicale. 195-196. 64 M. Orphisme et Présocratiques: bilan et prospectives d'un dialogue complexe. On Anaximander. Qu’est-ce que la philosophie présocratique? What is Presocratic Philosophy?.L. nelle testimonianze ἔκκρισις e ἐκκρίνεσθαι presuppongono concettualmente l'immanenza dei contrari in τὸ ἄπειρον e dunque designano la mera eiezione di quanto già presente «nel sostrato» (ἐν τῷ ὑποκειμένῳ). 125. come sostiene Anassimandro (Aristotele. HEIDEL. i «contrari» (ἐναντιότητες) 63 . soprattutto nell'attestazione pseudo-plutarchea. ἐκκρίνεσθαί φησιν Ἀναξίμανδρος Anassimandro sostiene in effetti che i contrari . LOUGUET (eds).

di densa bruma (ἀήρ): τὸ ἐκ τοῦ ἀιδίου γόνιμον θερμοῦ τε καὶ ψυχροῦ κατὰ τὴν γένεσιν τοῦδε τοῦ κόσμου ἀποκριθῆναι καί τινα ἐκ τούτου φλογὸς σφαῖραν περιφυῆναι τῶι περὶ τὴν γῆν ἀέρι ὡς τῶι δένδρωι φ λ ο ι ό ν ciò che. si erano ormai definite. come i «contrari». Bologna. ἀποκριθέντα τοῦ κατὰ τὸν κόσμον πυρός. Da notare come nelle testimonianze essi appaiano equiparati a sostanze materiali (fuoco. trad. von Fritz. sostanzialmente omogenee per densità decrescente: decisiva doveva risultare l'efficacia esplicativa dell'opposizione di base caldo-freddo. (d) dalla costante azione del calore (del Sole) sul nocciolo condensato e del vortice sugli elementi sarebbe infine derivata la separazione di terraferma e mare: εἶναι γὰρ τὸ πρῶτον ὑγρὸν ἅπαντα τὸν περὶ τὴν γῆν τόπον. (c) la crescita (φύσις) e la conseguente espansione delle fasce più interne della struttura. e in una fascia avvolgente caldo-secca (φλόξ). più pesante e oscuro. ovvero da esso immediatamente prodotti). è produttivo di caldo e freddo fu separato alla generazione di questo mondo. A quel punto. nel potenziale germe cosmico. acqua). quando sono occlusi gli sfoghi. ἐκπνοὰς δ’ ὑπάρξαι πόρους τινὰς αὐλώδεις. tre regioni. περιληφθέντα δ’ ὑπὸ ἀέρος. καθ’ οὓς φαίνεται τὰ ἄστρα· διὸ καὶ ἐπιφρασσομένων τῶν ἐκπνοῶν τὰς ἐκλείψεις γίνεσθαι Gli astri hanno origine come cerchio infuocato. Il Mulino. Vi sono alcuni passaggi di sfogo per il soffio. che fu poi prosciugato dal Sole e che l'evaporazione produsse i venti e le rivoluzioni di Sole e Luna. [sc. si verificano le eclissi (Ippolito. Der Ursprung der Wissenschaft bei den Griechen (1971). tra centro e periferia. DK 12 A11). (b) l'azione della fiamma sul nocciolo condensato (una massa in cui terra e acqua erano ancora confuse) avrebbe prodotto la formazione (probabilmente per evaporazione) di una fascia intermedia. πυρὸς ἔμπλεα. 1 353 b6. e da esso una sfera di fiamma si sviluppò intorno all'aria che circonda la Terra. Meteorologica II. ὑπὸ δὲ τοῦ ἡλίου ξηραινόμενον τὸ μὲν διατμίσαν πνεύματα καὶ τροπὰς ἡλίου καὶ σελήνης φασὶ ποιεῖν. per i quali si mostrano gli astri. nel lessico peripatetico. diverrà più piccolo e che alla fine sarà tutto secco (Aristotele. τὸ δὲ λειφθὲν θάλατταν εἶναι· διὸ καὶ ἐλάττω γίνεσθαι ξηραινομένην οἴονται καὶ τέλος ἔσεσθαί ποτε πᾶσαν ξηράν Affermano che tutto lo spazio intorno alla Terra fosse umido. 18 . κατά τι μέρος ἀπὸ στομίων ἐκπνέοντα φλόγας Per Anassimandro <gli astri> sono ispessimenti [compressioni] d'aria a forma di ruota. DK 12 A10) Ἀ. Perciò credono anche che <il mare>. 26-27.frammenti dell'involucro . prosciugandosi. DK 12 A10). a forma di canna. derivato dall’eterno. Per questo motivo. tradotta in pratica nella distribuzione di masse elementari. DK 12 A18) τὰ δὲ ἄστρα γίνεσθαι κύκλον πυρός. la Luna e gli astri (Pseudo-Plutarco. forse con il contributo del moto vorticoso. τὰ ἄστρα εἶναι] πιλήματα ἀέρος τροχοειδῆ. it. ma anche a forze originarie e qualità fisiche 65 . DK 12 A27) 65 K. che si è distaccato dal fuoco cosmico ed è circondato dall'aria. (iv) Dalla loro interna interazione (e forse dalla dinamica vorticosa da loro impressa) sarebbero derivate le prime fasi del vero e proprio processo cosmogonico: (a) il γόνιμον si sarebbe internamente scisso in un "nocciolo" freddo-umido. Le origini della scienza in Grecia. come la scorza intorno all'albero (Pseudo-Plutarco. 1988. più leggera e luminosa.avvolti in anelli d'aria: gli astri sarebbero solo la parte visibile (attraverso aperture negli anelli contenenti) di quel fuoco: ἧστινος ἀπορραγείσης καὶ εἴς τινας ἀποκλεισθείσης κύκλους ὑποστῆναι τὸν ἥλιον καὶ τὴν σελήνην καὶ τοὺς ἀστέρας essendosi questa <sfera> spezzata e <i suoi frammenti> racchiusi in certi cerchi. si formarono il Sole. mentre quanto rimasto fu mare. che da certe aperture in qualche punto soffiano fuori fiamme (Aëtius. indicati.all'interno di quel nucleo. ripieni di fuoco. avrebbero poi prodotto la frantumazione (esplosione) della corteccia di fuoco: ne sarebbero derivati cerchi infuocati . pp.

e che alla fine sarà asciutto. possa costituire citazione diretta dell'originale di Anassimandro (K. [.L.. In estrema sintesi. non dovesse risultare del tutto perspicua a distanza di secoli.ἅπαντας γίνεσθαι τοὺς οὐρανοὺς καὶ τοὺς ἐν αὐτοῖς κόσμους.. DK 12 A9).. infatti. L'impressione è che l'informazione relativa alla pluralità dei cieli. ἐξ οὗ δή φησι τούς τε οὐρανοὺς ἀποκεκρίσθαι καὶ καθόλου τοὺς ἅπαντας ἀπείρους ὄντας κόσμους sostenne che nell'apeiron risiede l'intera causa della generazione e della dissoluzione dell'universo. lo schema di fondo è quello dello sviluppo (φύσις) del cosmo.. da cui originano tutti i cieli e i mondi in essi (Simplicio. τὴν θάλασσάν φησιν εἶναι τῆς πρώτης ὑγρασίας λείψανον. invero. σπέρμα) secreto dall'eterna forza vitale dell'apeiron. DK 12 A11) Ἀ.. una parte dell'umidità fu fatta evaporare dal Sole e ne derivarono i venti e le rivoluzioni di Sole e Luna. prosciugato sempre più dal Sole. DK 12 A10) οὗτος ἀρχὴν ἔφη τῶν ὄντων φύσιν τινὰ τοῦ ἀπείρου. La filosofia greca arcaica e l'Oriente. οἱ μὲν γὰρ αὐτῶν ὑπόλειμμα λέγουσιν εἶναι τὴν θάλασσαν τῆς πρώτης ὑγρότητος· ὑγροῦ γὰρ ὄντος τοῦ περὶ τὴν γῆν τόπου κἄπειτα τὸ μέν τι τῆς ὑγρότητος ὑπὸ τοῦ ἡλίου ἐξατμίζεσθαι καὶ γίνεσθαι πνεύματά τε ἐξ αὐτοῦ καὶ τροπὰς ἡλίου τε καὶ σελήνης ὡς διὰ τὰς ἀτμίδας ταύτας καὶ τὰς ἀναθυμιάσεις κἀκείνων τὰς τροπὰς ποιουμένων.] ἀ ρ χ ή ν [.] εἴρηκε τ ῶ ν ὄ ν τ ω ν τ ὸ ἄ π ε ι ρ ο ν [. Infiniti mondi? Al contesto di sviluppo del nucleo originariamente isolatosi dalla natura illimitata dobbiamo ricondurre anche le indicazioni sui «mondi infiniti» (ἀπείρους κόσμους): τὸ ἄπειρον φάναι τὴν πᾶσαν αἰτίαν ἔχειν τῆς τοῦ παντὸς γενέσεώς τε καὶ φθορᾶς. Le 66 M. come attesta Teofrasto.. affermano sia mare. ἧς τὸ μὲν πλεῖον μέρος ἀνεξήρανε τὸ πῦρ. ἐξ ἧς γίνεσθαι τοὺς οὐρανοὺς καὶ τὸν ἐν αὐτοῖς κόσμον egli disse che principio delle cose che sono è una certa natura dell'apeiron. WEST. Ἀναξίμανδρός τε καὶ Διογένης Alcuni di loro dicono che il mare sia quel che resta dell'umidità originaria. e da quello. insolita per il lessico peripatetico di Teofrasto..effetto dell'azione del fuoco cosmico sul nucleo umido e freddo . la parte rimanente si è trasformata per ebollizione (Aëtius. come suggerisce West 66 . cit.. Essendo infatti umido il luogo intorno alla Terra. Di questa opinione. invece. 126. anche se non ne risultano chiaramente determinati i contorni e le modalità. Nelle testimonianze è possibile intravedere non solo la processualità del modello (non a caso indicato nella tradizione come περὶ φύσεως).. muovendosi in quei luoghi dove trovino grande abbondanza di umidità.. perché anche questi fanno le loro rivoluzioni a causa di tali evaporazioni e esalazioni. τὸ δὲ ὑπολειφθὲν διὰ τὴν ἔκκαυσιν μετέβαλεν Anassimandro afferma che il mare è quanto rimasto dell'umidità originaria. afferma che si siano separati tutti i cieli e in generale tutti i mondi. indubbiamente ricavata dalla comune risorsa teofrastea 67 . REINHARDT. analogamente a un vivente. ἐξ ἧς ἅπαντας γίνεσθαι τοὺς οὐρανοὺς καὶ τοὺς ἐν αὐτοῖς κόσμους Anassimandro [. DK 12 A27). sia Diogene (Alessandro di Afrodisia. che sono infiniti (Pseudo-Plutarco. p. ὡς ἱστορεῖ Θεόφραστος.] dichiarò l’apeiron principio [. DK 12 A27) Ἀ.]. Parmenides und die Geschichte der griechischen 19 .] delle cose che sono [. che doveva dar conto delle rivoluzioni celesti. a partire dal germe (γόνιμον o forse. come Aristotele e la tradizione peripatetica in questo caso incrocino la vaporizzazione . ma anche la sua relativa complicazione: è evidente.]. ἔνθα ἡ ταύτης αὐτοῖς χορηγία γίνεται... 67 Si è sostenuto che la peculiare espressione utilizzata nel commento di Simplicio . da cui si generano i cieli e l'ordine [il mondo] che è in essi (Ippolito.. περὶ ταῦτα τρεπομένων· τὸ δέ τι αὐτῆς ὑπολειφθὲν ἐν τοῖς κοίλοις τῆς γῆς τόποις θάλασσαν εἶναι· διὸ καὶ ἐλάττω γίνεσθαι ξηραινομένην ἑκάστοτε ὑπὸ τοῦ ἡλίου καὶ τέλος ἔσεσθαί ποτε ξηράν· ταύτης τῆς δόξης ἐγένετο. Perciò sostengono anche che il mare diventi più piccolo. erano sia Anassimandro.e il moto vorticoso. di cui il più è stato prosciugato dal fuoco. La parte rimasta nelle cavità della terra.

così come la grandezza matematica e ciò che è al di fuori del cielo. WHITE. a causa soprattutto dell'uso di termini come σῶμα.A. sostengono. Ricordiamo come St.DK 12 A15) – l'espressione τὸ ἔξω τοῦ οὐρανοῦ appare relativamente generica (riferibile ad Anassimandro. come in una intercapedine. 49.C. 19854. Ciò che appare rilevante non è tanto l'assenza di un esplicito cenno ad Anassimandro (è possibile invece che. p. καὶ σῶμα ἄπειρον εἶναι δοκεῖ καὶ κόσμοι· τί γὰρ μᾶλλον τοῦ κενοῦ ἐνταῦθα ἢ ἐνταῦθα. H. cit. 69 A. insista sul contributo della Άστρολογικὴ ἱστορία di Eudemo.in cui Aristotele ha modo. 121-123). p.e al loro ordinamento interno (l'uso di κόσμος in questa accezione troverebbe conferma nel trattato ippocratico De Hebdomadibus 68 ..C. di volta in volta. è anche dappertutto. 20 . 9 Mansfeld). 6 207 a19-20. Frammenti e testimonianze. da cerchi di ἀήρ . ἀπείρου δ’ ὄντος τοῦ ἔξω. Si è voluto 71 addirittura cogliere un possibile argomento anassimandreo a favore dell'infinita pluralità dei mondi in un ulteriore passo della Fisica (III. 5 303 b10- 13. pp. aver Philosophie. H. racchiusi. in effetti. che alludeva forse alla struttura cosmica. In questo senso si è attribuita 69 ad Anassimandro la distinzione tra κόσμος – universo ordinato . 111. Frankfurt a. 70 W. tra gli altri. l'attività del pensiero non ha mai termine. fr.e κόσμοι – le sue parti.). per esempio) effettivamente propone i due valori. cit. τὸ πάντα περιέχειν καὶ τὸ πᾶν ἐν ἑαυτῷ ἔχειν la dignità dell'apeiron: abbracciare tutte le cose e tutto tenere in sé (Fisica III. 4 203 b23-38): διὰ γὰρ τὸ ἐν τῇ νοήσει μὴ ὑπολείπειν καὶ ὁ ἀριθμὸς δοκεῖ ἄπειρος εἶναι καὶ τὰ μαθηματικὰ μεγέθη καὶ τὸ ἔξω τοῦ οὐρανοῦ. Fragments et Témoignages. pp. p. PASQUINELLI.] che. È un'evidenza che Aristotele.. cit. 107. che il numero appare infinito. Aristotele (cui sono attribuiti. negli elenchi di Diogene Laerzio.. 71 Conche (ANAXIMANDRE. abbraccia tutti i cieli essendo infinito (De Caelo III. Space. ὄγκος e τὸ κενόν. SCHMITZ. parlando di νοῦς e φιλία come αἰτίαι . Pitagorici e atomisti) e la precoce applicazione del principio di ragion sufficiente per giustificare l'esistenza di κόσμοι ἄπειροι. ma soprattutto il riscontro lessicale.. Pseudo-Plutarco (τούς οὐρανοὺς καὶ τοὺς ἅπαντας ἀπείρους ὄντας κόσμους) e Ippolito (τοὺς οὐρανοὺς καὶ τὸν ἐν αὐτοῖς κόσμον) – con la loro oscillazione tra κόσμους e κόσμον e l'incrocio con οὐρανοὺς . Milesian Measures: Time.. che suggerisce la possibilità che πάντας τοὺς οὐρανοὺς sia da intendere come «tutti i cieli» 70 . A14 Colli) τὴν σεμνότητα κατὰ τοῦ ἀπείρου. che avrebbe poi prodotto il fraintendimento: il linguaggio arcaico (omerico. KAHN. di tale principio potrebbe essersi servito). Anaximander und die Anfänge dei griechischen Philosophie. da cui dipenderebbero i rilievi astronomici su Anassimandro. non riferisca palesemente al Milesio una teoria dei mondi infiniti: abbiamo già citato due passi in cui le allusioni specifiche appaiono sfocate: ἓν μόνον [στοιχεῖον] [.] ὃ περιέχειν φασὶ πάντας τοὺς οὐρανοὺς ἄπειρον ὄν un solo [elemento] [. 175. il primo a trattare del contributo di Anassimandro.. καὶ πανταχοῦ εἶναι τὸν ὄγκον È perché. and Matter.K. cioè. anche il corpo appare infinito. il vuoto dovrebbe essere qui piuttosto che là? Così la massa. così come i mondi: perché. in effetti.. anche laddove ne avrebbe avuto la possibilità. 20-21. Anassimandro). Vittorio Klostermann. vedremo. ovvero di avanzare chiare allusioni (allo stesso Anassagora e a Empedocle. In considerazione del contesto .. ὥστ’ εἴπερ μοναχοῦ. la cui parte cosmologica potrebbe risalire al VI secolo a. se di un solo genere. quindi ad Anassagora.. alla produzione. di riferire direttamente i propri rilievi sulla natura dell'infinito (ai Pitagorici e a Platone prima. p. Anaximander and The Origins of Greek Cosmology.. p. I presocratici.. 68 CH. Aristotele si riferisse anche a lui). GUTHRIE. di «anelli» cosmici (κύκλοι) – costituiti dai residui della fiamma originariamente avvolgente. dunque. cit..potrebbero risultare da un fraintendimento della fonte testuale. addirittura associando οὐρανός a una delle «regioni» (κόσμοι) in cui l'universo (τὸ πᾶν) era suddiviso.indicazioni di Simplicio (ἅπαντας τοὺς οὐρανοὺς καὶ τοὺς ἐν αὐτοῖς κόσμους). Essendo infinito ciò che è fuori del cielo.M.. anche dei Προβλήματα ἐκ τῶν Δημοκρίτου) potrebbe. 306. cit. cit.. imputabile piuttosto agli atomisti che al Milesio (che pur. Democrito. A History of Greek Philosophy.

SCHOFIELD. Leucippo. 21 .] pose per primo <come principio> l'infinito. ἵνα ἔχηι χρῆσθαι πρὸς τὰς γενέσεις ἀφθόνως· καὶ κόσμους δὲ ἀπείρους οὗτος καὶ ἕκαστον τῶν κόσμων ἐξ ἀπείρου τοῦ τοιούτου στοιχείου ὑπέθετο ὡς δοκεῖ Anassimandro. 68..E.. è che gli dei abbiano origine. cit. Stimava che questi mondi a un certo punto si dissolvano e poi di nuovo si producano. 73 Il rilievo è in W. concittadino e compagno di Talete [. M. 108. li avrebbe probabilmente utilizzati e segnalati puntualmente. eosque mundos modo dissolvi modo iterum gigni existimavit. ἄπειρον δὲ πρῶτος ὑπέθετο. riconoscendogli valore generale: se avesse avuto a disposizione ulteriori elementi specifici in merito alla posizione di Anassimandro sui mondi infiniti.. Archelao.. τὸ ἴσον αὐτοὺς ἀπέχειν ἀλλήλων.. δὲ Θαλοῦ πολίτης καὶ ἑταῖρος . come possiamo concepire un dio se non sempiterno? (Cicerone) (ii) Ἀ. Anassimandro sostiene che il mondo è corruttibile. ἀπεφήνατο τοὺς ἀπείρους οὐρανοὺς θεούς. Tra coloro che affermano i mondi infiniti. γινομένους αὐτοὺς καὶ φθειρομένους ὑπέθεντο ἐπ’ ἄπειρον. per potersene servire senza risparmio nei processi di generazione. Δημόκριτος.. Gemelli Marciano in Die Vorsokratiker. Anassimandro sostenne che i cieli infiniti sono dei. Ἐπίκουρος ἀπείρους κόσμους ἐν τῶι ἀπείρωι κατὰ πᾶσαν περιαγωγήν sc. Coloro che infatti posero i mondi infiniti di numero. (Aëtius) (iii) Ἀ.S. Λεύκιππος. quae rerum principia singularum esse credidit infinita. Ἀρχέλαος... Democrito e più tardi di Epicuro. Epicuro sostengono che nell'infinito si generano e corrompono infiniti mondi a ogni rotazione [in ogni direzione 74 ]. Noi.evocato un argomento documentato all'interno della tradizione atomistica. Diogene. E questi principi delle cose egli credette fossero infiniti e generassero innumerevoli mondi e le cose che in essi nascono. Ἀναξιμένης. ὡς οἱ περὶ Ἀ. Leucippo. come avviene in altri casi nello stesso capitolo. A History of Greek Philosophy.K. ma da principi suoi propri. Anassimandro sostiene che essi hanno uguale distanza reciproca. cit. (Aëtius) (iv) non enim ex una re sicut Thales ex umore. J. sed nos deum nisi sempiternum intellegere qui possumus? L'opinione di Anassimandro. et innumerabiles mundos gignere et quaecumque in eis oriuntur. Ξενοφάνης. Senofane. per quanto tempo ciascuno possa resistere. Διογένης. Anassimandro.. quanta quisque aetate sua manere potuerit. φθαρτὸν τὸν κόσμον. nec ipse aliquid divinae menti in his rerum operibus tribuens.. (Simplicio) (vi) οἱ μὲν γὰρ ἀπείρους τῶι πλήθει τοὺς κόσμους ὑποθέμενοι. Ἀ. nascendo e perendo a lunghi intervalli. Propendono decisamente per un condizionamento atomistico della dossografia G.. e che essi siano mondi innumerevoli. καὶ Λεύκιππον καὶ Δημόκριτον καὶ ὕστερον οἱ περὶ Ἐπίκουρον. sostenne che i mondi sono infiniti e che ciascuno dei mondi derivi da tale elemento infinito. γίνεσθαι καὶ φθείρεσθαι. come sembra. cit. 126. (Agostino) (v) Ἀ. come ricorda M.probabilmente condizionata dall'elaborazione atomistica 72 e dalla posteriore sua ripresa e diffusione negli scritti di Epicuro 73 - leggesse la fonte teofrastea decisamente in senso pluralistico e infinitistico. RAVEN.. e. sed ex suis propriis principiis quasque res nasci putavit. come i seguaci di Anassimandro. 74 In effetti il codice di Pseudo-Plutarco riporta περίστασιν. . D'altra parte è altrettanto indiscutibile che la tradizione dossografica . ritennero che si generassero e corrompessero nell'infinito (alcuni 72 Proprio la consapevolezza di questo condizionamento suggerisce oggi grande prudenza nell'attribuzione. p. [Anassimandro] ritenne che ogni cosa nasca non da un solo elemento. GUTHRIE. The Presocratic Philosophers. τῶν ἀπείρους ἀποφηναμένων τοὺς κόσμους Ἀ. p. tuttavia. come documentano le testimonianze raccolte in DK 12 A17 (che contrassegniamo in ordine cronologico): (i) Anaximandri autem opinio est nativos esse deos longis intervallis orientis occidentisque. ἄλλων μὲν ἀεὶ γινομένων ἄλλων δὲ φθειρομένων καὶ τὴν κίνησιν ἀίδιον ἔλεγον· ἄνευ γὰρ κινήσεως οὐκ ἔστι γένεσις ἢ φθορά. I. né egli attribuiva alcuna parte alla mente divina in queste creazioni delle cose.L. eosque innumerabilis esse mundos. come Talete dall'acqua.. Anassimene.C. KIRK. p. Democrito. invece.

110. p. come invece si potrebbe desumere da Agostino (iv) e Simplicio (vi): un'ulteriore incertezza sul senso della posizione di Anassimandro. in origine distinti.C. Fragments et Témoignages.. nella cosmologia di Anassimandro. Forse Anassimandro si riferiva all'ἄπειρον come al bacino germinale di un'immensa attività di incubazione di mondi. Heaven and Earth in Ancient Cosmology. 111. A History of Greek Philosophy.. tanto nella successione temporale quanto nella diffusione spaziale. in effetti. A History of Greek Philosophy. cit. sempre generandosi. intesi come segni della sua inesausta vitalità. figlio di Prassiade. p. GUTHRIE. più si palesa la tendenza (sospetta) a riferire le informazioni peripatetiche sostituendo οὐρανοί con κόσμοι: in pratica interpretando le attestazioni più ambigue della fonte teofrastea (in Ippolito e Simplicio) decisamente nel senso della pluralità dei mondi. Per questo motivo si formano infiniti mondi e di nuovo si corrompono in ciò da cui si generano (Aëtius.. cit. aver tratto ispirazione dalla lezione ionica) induce a valutare con una certa prudenza le notizie relative al suo contributo alla teoria dell'infinita pluralità dei mondi. e sostennero che il movimento è eterno: poiché senza movimento non c'è generazione e corruzione. 79 Su questo punto è molto decisa la conclusione di Conche (ANAXIMANDRE.. 96. a esprimere coerentemente la potenza dell'ἀρχή 79 . 77 W. con Leucippo. p. e senz'altro tradotta da Cicerone come pluralità di mondi. cit. GUTHRIE. insistendo particolarmente – come gli altri testimoni – sulla vicissitudine dei mondi nello spazio infinito (secondo lo schema epicureo). DK 12 A14). i probabili meccanismi dinamici (vortici o movimenti sussultori) individuati (come documenta la dossografia) all'origine dei processi cosmogonici potevano essere immaginati in una replica infinita.. ἣν καὶ πάντας περιέχειν τοὺς κόσμους): il continuo movimento.. milesio. pp. come farebbe supporre Ippolito quando sottolinea della φύσις τις τοῦ ἀπείρου che «essa è eterna e non invecchia. nel senso della disseminazione e vicissitudine dei mondi. 76 W. magari intravedendo nelle notizie teofrastee analogie o spunti per ricostruire una vera e propria tradizione infinitista 75 . In questo si rivelerebbe la peculiare concezione 75 Di questa opinione D. 22 . altri corrompendosi). tra i due termini 77 . quasi fosse da intendere come successione piuttosto che coesistenza di mondi. COUPRIE. Come è stato osservato 76 . 78 Soprattutto leggendo κατὰ πᾶσαν περίστασιν in vece di κατὰ πᾶσαν περιαγωγήν. identificati come divinità (un'associazione tradizionale). nelle testimonianze. διὸ καὶ γεννᾶσθαι ἀπείρους κόσμους καὶ πάλιν φθείρεσθαι εἰς τὸ ἐξ οὗ γίγνεσθαι Anassimandro. L'infinità appare in questo caso strettamente legata alla vicissitudine. e inoltre circonda tutti i mondi» (ταύτην δ’ ἀίδιον εἶναι καὶ ἀγήρω.. infatti. Incrociando le indicazioni di (i) e (ii) è già plausibile il fraintendimento: la pluralità di astri è ricondotta a un indefinito numero di οὐρανοί (essendo le stelle. 125-126). non è del tutto assente la possibilità di riconoscerne la genuina paternità al Milesio. con la confusione di valori..L. di Anassimandro al posteriore atomismo (che potrebbe effettivamente... Aëtius (iii) pone esplicitamente Anassimandro all'origine dell'infinitismo atomistico. Soprattutto considerando l'impronta in larga misura "speculativa" della sua indagine: a partire dalla natura- principio – illimitata e qualitativamente indefinita – e dalla sua intrinseca motilità...K.C. οὐρανοί) innumerevoli che si manifestano nello spazio celeste in tutte le direzioni potrebbero essere stati confusi con «infiniti mondi» (ἀπείρους κόσμους). potrebbero averne giustificata l'illimitata produttività. sostiene che principio delle cose che sono è l'apeiron: da esso. per la quale le nostre informazioni non sono dirimenti. collegate ad anelli celesti). più le testimonianze si allontanano da Aristotele e Teofrasto. Se dunque il frequente accostamento. cit..K. la costante agitazione del principio. un aspetto rilevato anche altrove: Ἀναξίμανδρος δὲ Πραξιάδου Μιλήσιός φησι τῶν ὄντων ἀρχὴν εἶναι τὸ ἄπειρον· ἐκ γὰρ τούτου πάντα γίγνεσθαι καὶ εἰς τοῦτο πάντα φθείρεσθαι. (Simplicio) È possibile si retroiettassero su Anassimandro teorie e argomentazioni successive. si generano tutte le cose e in esso tutte si corrompono. Accostando ulteriormente (ii) e (iii) il sospetto si rafforza 78 : gli astri (cieli.

quando sono occlusi gli sfoghi. Milesian Measures: Time. più in basso di tutto <si trovano> i cerchi delle stelle fisse (DK 12 A11).al centro di un universo che acquistava dimensione e profondità.. La filosofia dei Greci. Questa ipotesi. in Cicerone la sottolineatura degli intervalli che intercorrono tra la loro generazione e corruzione (longis intervallis orientis occidentisque). Per questo motivo. Gli astri hanno origine come cerchio infuocato.L. ἀποκριθέντα τοῦ κατὰ τὸν κόσμον πυρός. 82 St. come abbiamo sottolineato. cit. parte I.. Heaven and Earth in Ancient Cosmology.. and Matter. offriva la possibilità di elaborare uno 80 K. II. Il cosmo di Anassimandro Abbiamo introduttivamente ricordato quanto la dossografia celebrasse le osservazioni e le scoperte astronomiche di Anassimandro: non sorprende che poi riconosca al suo contributo un focus speciale sulla struttura cosmica. a dispetto del rilievo che assume in certe interpretazioni della cosmologia di Anassimandro 81 . 81 Ne è convinto Mondolfo (E. da nulla dominata: rimane nel suo luogo a causa dell'equidistanza da tutto [da tutti i punti della circonferenza celeste?].anassimandrea del nesso finito-infinito e il suo conseguente finitismo 80 : eternità e illimitatezza dell'apeiron non escluderebbero la finitezza spazio-temporale dei singoli mondi.. στρογγύλον. 197). Vi sono alcuni passaggi di sfogo per il soffio. Anche D. ὃ δὲ ἀντίθετον ὑπάρχει. manca tuttavia di elementi decisivi di conferma. infatti. cit. μένουσαν δὲ διὰ τὴν ὁμοίαν πάντων ἀπόστασιν. l'altra è a questa opposta. p. WHITE. Le origini della scienza in Grecia. περιληφθέντα δ’ ὑπὸ ἀέρος. τὴν δὲ σελήνην ποτὲ μὲν πληρουμένην φαίνεσθαι. simile al tamburo di una colonna di pietra: noi camminiamo su una superficie.. Tre aspetti colpiscono nella testimonianza: (i) l'attenzione per l'impianto cosmologico. si verificano le eclissi. καθ’ οὓς φαίνεται τὰ ἄστρα· διὸ καὶ ἐπιφρασσομένων τῶν ἐκπνοῶν τὰς ἐκλείψεις γίνεσθαι. essi avrebbero limiti definiti. Space. ποτὲ δὲ μειουμένην παρὰ τὴν τῶν πόρων ἐπίφραξιν ἢ ἄνοιξιν. per le sue regolarità e proporzioni 82 . 8 (The Discovery of Space: Anaximander's Cosmology). (iii) la particolare giustificazione addotta per l'immobilità della Terra. fasi lunari). τὸ δὲ σχῆμα αὐτῆς γυρόν. Il cerchio del Sole è ventisette volte maggiore [di quello della Terra] quello della Luna [diciotto volte]. oltre che. talvolta calante. La sua forma poi è ricurva. Potremmo allora cogliere in Aëtius l'accenno alla distanza reciproca tra i κόσμοι (τὸ ἴσον ἀπέχειν ἀλλήλων). a seconda che i passaggi siano aperti o occlusi. La Luna appare talvolta piena. COUPRIE. 102. Heaven and Earth in Ancient Cosmology... essendo destinati a una fine. cap. 23 . vol. a forma di canna. 84 È tesi ben argomentata in D.. L'intuizione che dinamica e regolare distanza degli astri dalla Terra si potessero spiegare ricorrendo a un sistema di vettori pensati come «ruote» (τροχοί: il termine potrebbe essere stato utilizzato da Anassimandro 83 ) o «cerchi/anelli» (κύκλοι) avrebbe condotto Anassimandro alla rivoluzionaria conclusione della sospensione della Terra 84 : essa giaceva . ZELLER – R.. probabilmente. come evidente dalla testimonianza di Pseudo-Plutarco (DK 12 A10) e ulteriormente documentato in Ippolito: τὴν δὲ γῆν εἶναι μετέωρον ὑπὸ μηδενὸς κρατουμένην. τὰ δὲ ἄστρα γίνεσθαι κύκλον πυρός. p. von FRITZ. (ii) l'evidente relazione tra l'elaborazione del modello cosmologico e la spiegazione di alcuni fenomeni celesti (eclissi. cit. cit. *** κατωτάτω δὲ τοὺς τῶν ἀπλανῶν *** ἀστέρων κύκλους· La Terra è sospesa. più in alto di tutto si trova il Sole. per le approssimative dimensioni e la struttura geometrica del cosmo. εἶναι δὲ τὸν κύκλον τοῦ ἡλίου ἑπτακαιεικοσαπλασίονα *** τῆς σελήνης. 28. cit.. καὶ ἀνωτάτω μὲν εἶναι τὸν ἥλιον. al di là della teorica possibilità e coerenza con altre indicazioni dossografiche. 83 Così DK. numerose.. MONDOLFO. in Simplicio il rilievo della fecondità dei processi cosmogonici (ἄλλων μὲν ἀεὶ γινομένων ἄλλων δὲ φθειρομένων). mentre le ragioni per sospettarne sono. che si è distaccato dal fuoco cosmico ed è circondato dall'aria.. generati. evidenziate dalla presunta ratio individuata tra i κύκλοι di Sole e Luna e dall'ulteriore riferimento a «cerchi delle stelle fisse» (τῶν ἀπλανῶν ἀστέρων κύκλοι). rotonda. 100. La loro postulazione.. ἐκπνοὰς δ’ ὑπάρξαι πόρους τινὰς αὐλώδεις.forse (ma si veda più avanti) senza supporto . per i quali si mostrano gli astri. COUPRIE.L. p. p. κίονι λίθωι παραπλήσιον: τῶν δὲ ἐπιπέδων ὧι μὲν ἐπιβεβήκαμεν.A.

che all'esterno illuminano circolarmente. ἔχει δὲ ἀπ’ αὐτῆς ἀνατεταμένας τὰς κνημῖδας πρὸς τὴν ἔξωθεν τῆς ἁψῖδος περιφοράν. come da canna di mantice. φέρεσθαι [sc. ripieni di fuoco. 106. πυρὸς ἔμπλεα. 103-4. possiamo rappresentarci simili a «ruota di carro» (ἁρμάτειος τροχός: l'espressione potrebbe essere originaria 86 ): cerchi di aria densa. ἑπτακαιεικοσαπλασίω τῆς γῆς Anassimandro sostiene che il cerchio del Sole è ventotto volte quello della Terra ed è simile a ruota di carro. la «ruota» ovvero l'«anello» più esterno è quello del Sole.. 86 Con Burkert ne è convinto Couprie (D. τὴν ἁψῖδα ἔχοντα κοίλην. La tradizione dossografica fornisce ulteriori particolari: τινὲς δέ. a livello mediano della struttura cosmica troviamo invece l'anello della Luna. COUPRIE. che. il cui cerchio sia cavo e pieno di fuoco. μετ’ αὐτὸν δὲ τὴν σελήνην. φασὶ πέμπειν αὐτὸν [n. pp.più interno è quello delle stelle fisse. Per Anassimandro <gli astri> sono ispessimenti [compressioni] d'aria a forma di ruota. 24 . analogamente a soffi.. 100). All'esterno.. Ἀ. ὑπὸ δὲ αὐτοὺς τὰ ἀπλανῆ τῶν ἄστρων καὶ τοὺς πλάνητας. con i quali erano "materializzate" le orbite dei corpi celesti intorno alla Terra 87 . invece. Anassimandro sostiene che il cerchio del Sole è [. Il centro è stabilmente occupato dalla Terra.. e che in parte fa apparire il fuoco attraverso un'apertura. 102. τινὲς δὲ ὡς ἀπὸ σάλπιγγος ἐκ κοίλου τόπου καὶ στενοῦ ἐκπέμπειν αὐτὸν τὸ φῶς ὥσπερ πρηστῆρας Alcuni. così anche il Sole. and Matter.A. ὑπὸ τῶν κύκλων καὶ τῶν σφαιρῶν.. dunque. che proietta (come tutti gli altri corpi celesti) luce e calore attraverso un'apertura a canna (per lo spessore dell'aria contenente il fuoco). Ippolito). Space. Altri [il riferimento dovrebbe essere ancora ad A. distende intorno i suoi raggi.L. τὸν ἥλιον] τὸ φῶς σχῆμα ἔχοντα τ ρ ο χ ο ῦ . τὸν δὲ κύκλον. τὸν μὲν ἥλιον ἴσον εἶναι τῆι γῆι. Le testimonianze in Aëtius corroborano questo quadro: [sc. πλήρη πυρός. In questo modo.. ἐφ’ ὧν ἕκαστος [sc. come da canna di mantice (Aëtius. DK 12 A21). cit. che da certe aperture in qualche punto soffiano fuori fiamme. Heaven and Earth in Ancient Cosmology. p. Ἀ. muovendo dal centro verso la periferia. τοὺς ἀστέρας]. il cui cerchio sia cavo e pieno di fuoco. L'anello – ovvero l'insieme di anelli . ἁρματείωι τ ρ ο χ ῶ ι παραπλήσιον. «[sembra] comprendere tutte quante le cose e tutte dirigere» (περιέχειν ἅπαντα καὶ πάντα κυβερνᾶν). in ogni caso concepita secondo profilo ancora arcaico 88 . Ἀ. internamente riempiti di fuoco. e che in parte fa apparire il fuoco attraverso un'apertura. a partire dalle indicazioni cosmogoniche. [sc.. ὥσπερ γὰρ ἐν τῶι τροχῶι κοίλη ἐστὶν ἡ πλήμνη. καὶ τοῦτ’ εἶναι τὸν ἥλιον. οὕτω καὶ αὐτὸν ἀπὸ κοίλου τὸ φῶς ἐκπέμποντα τὴν ἀνάτασιν τῶν ἀκτίνων ποιεῖσθαι καὶ ἔξωθεν αὐτὰς κύκλωι φωτίζειν. come da una tromba (Achille. ἀστήρ] βέβηκε. ovvero «di forma cilindrica» (τῶι μὲν σχήματι τὴν γῆν κυλινδροειδῆ. p. 85 St. emetta luce. emettendo luce da una cavità.] sostengono che il Sole.schema razionale (con relative commisurazioni) delle regolari distanze dei corpi celesti dalla Terra e al tempo stesso un modello meccanico per dar conto dei loro moti periodici intorno alla Terra 85 . 87 Ivi. Pseuso- Plutarco). κατά τι μέρος ἀπὸ στομίων ἐκπνέοντα φλόγας. il cosmo risulterebbe avvolto dalla «natura dell'infinito». Come infatti nella ruota il mozzo è cavo e tende i raggi che da esso si dipartono verso l'esterno del cerchio. le quali. come ci ricorda Aristotele (DK 12 A15). DK 12 A21) Ἀ. tra cui Anassimandro. appare caratterizzato da una serie di strutture rotanti. p. ὧν ἐστι καὶ Ἀ. come da una stretta cavità. 88 Ivi. il cosmo di Anassimandro. di corpo «simile al tamburo di una colonna» (κίονι λίθωι παραπλήσιον.] simile a ruota di carro. sostengono che il Sole emetta luce e abbia la forma di ruota. Milesian Measures: Time. τὰ ἄστρα εἶναι] πιλήματα ἀέρος τροχοειδῆ. ἀφ’ οὖ τὴν ἐκπνοὴν ἔχει καὶ ὑφ’ οὗ περιφέρεται. τὸν ἥλιον] κύκλον εἶναι ὀκτωκαιεικοσαπλασίονα τῆς γῆς. cit.. WHITE. καὶ Μητρόδωρος ὁ Χῖος καὶ Κράτης ἀνωτάτω μὲν πάντων τὸν ἥλιον τετάχθαι. κατά τι μέρος ἐκφαίνουσαν διὰ στομίου τὸ πῦρ ὥσπερ διὰ π ρ η σ τ ῆ ρ ο ς α ὐ λ ο ῦ .

Significativo che nella tradizione dossografica. [sc. τὸν δὲ κύκλον. a grandi linee. è ventisette volte quello della Terra (Aëtius. DK 12 A21) Ἀ. Si veda ora anche St. anche ai pianeti). ma l'avrebbe anche.. i più vicini alla Terra: come giustificare il fatto che le stelle non emettano calore e che la loro luce sia inferiore a quella del Sole o della Luna? Forse riscaldamento e luminosità non erano illustrati come azione diretta del fuoco attraverso l'involucro d'aria dei cerchi contenenti (in tal caso quelli astrali avrebbero dovuto comunque risultare più efficaci in quanto notevolmente più prossimi alla Terra). Anassimandro.. come ci conferma anche Simplicio (sulla scorta di Eudemo): Ἀναξιμάνδρου πρώτου τὸν περὶ μεγεθῶν καὶ ἀποστημάτων λόγον εὑρηκότος Anassimandro per primo ha scoperto il rapporto tra dimensione e distanza (DK 12 A19)..L. cit. 105 ss. a quello (lunare) mediano uno pari a 18. 9 (Anaximander's Numbers: The Dimensions of the Universe).A. DK 12 A21).. τὸν ἥλιον] κύκλον εἶναι ὀκτωκαιεικοσαπλασίονα τῆς γῆς Anassimandro sostiene che il cerchio del Sole è ventotto volte quello della Terra (Aëtius. τὸν μὲν ἥλιον ἴσον εἶναι τῆι γῆι. 91 Sulla questione si veda ora D. mentre sulla composizione materiale – aria compressa e ispessita che racchiude un'interno fiammante – non emergono discordanze. superiore nel caso dei più grandi (massima quindi per il Sole) 89 . si può intravedere la base di calcolo utilizzata – la dimensione della circonferenza terrestre – attribuendo al cerchio (astrale) interno un multiplo dimensionale pari a 9. Space. Milesian Measures: Time. pp. cap. cerchi?]. [sc. ovvero liberazione «dei passaggi» (τῶν πόρων): Ἀ. piuttosto con l'incandescenza prodotta dalla frizione (attrito) dei cerchi a causa della loro velocità lineare di rotazione. si rimanesse indecisi tra κύκλος e σφαίρη. dimensionato. Space. 90 Un'ampia analisi e una discussione delle varie proposte interpretative in G. 75-79. Benché il testo greco di Ippolito sia mutilo. ἀφ’ οὖ τὴν ἐκπνοὴν ἔχει καὶ ὑφ’ οὗ περιφέρεται. Come si evince dalle precedenti indicazioni. cit. 110-111. Per Anassimandro <gli astri> sono trasportati dai cerchi e dalle sfere su cui ciascun <astro> è collocato (DK 12 A18). forma e ordine dell'insieme cosmico. Heaven and Earth in Ancient Cosmology. anche se nelle testimonianze le misure variano 91 : Ἀ. infine.e le misure e distanze dei tre (considerando forse unitariamente l'insieme dei cieli delle stelle fisse) cerchi celesti. Metrodoro di Chio e Cratete ritengono che il Sole sia più in alto di tutti [astri.la cui altezza sarebbe 1/3 della larghezza (come ricorda Pseudo-Plutarco: βάθος τρίτον πρὸς τὸ πλάτος) ... ma il cerchio da cui spira e lungo il quale si muove intorno.. and Matter.A. NADDAF. WHITE. WHITE. The Greek Concept of Nature. pp. L'attenzione dei critici è stata in particolare attirata dall'apparente incoerenza nella posizione degli anelli astrali. a proposito della forma geometrica dei vettori dei corpi celesti (qui si allude in relazione ai cerchi più interni. Milesian Measures: Time. DK 12 A21) 89 St. Anassimandro non si sarebbe limitato a determinare origini. Egli avrebbe fissato il rapporto tra la taglia del "tamburo" terrestre . cit. COUPRIE. γίγνεσθαι τὴν ἔκλειψιν ἡλίου] τοῦ στομίου τῆς τοῦ πυρὸς ἐκπνοῆς ἀποκλειομένου Anassimandro sostiene che l'eclissi di Sole è causata dalla chiusura del passaggio attraverso cui esce il fuoco (Aëtius. ἑπτακαιεικοσαπλασίω τῆς γῆς Anassimandro sostiene che il Sole è uguale alla Terra.. and Matter. uno pari a 27 90 . cit. dopo di esso la Luna e sotto di essi le stelle fisse e i pianeti. a quello (solare) esterno. I fenomeni comunemente connessi a quei corpi sono ricondotti alla struttura fisica dei cieli e a una spiegazione di tipo analogico: occlusione totale o parziale. 25 . pp.

sostenuto da un impianto geometrico-matematico. cit. Proportions and Numbers in Anaximander and Early Greek Thought. τὴν σελήνην] κύκλον εἶναι ἐννεακαιδεκαπλασίονα τῆς γῆς. 95 J. R. I: The Presocratics. in G. DK 12 A22). τροπάς τε καὶ ἰσημερίας σημαίνοντα καὶ ὡροσκοπεῖα κατεσκεύασε. 94 R. Ἀ. trad. Le origini del pensiero greco. 26 . come quello del Sole. secondo cui l'esperienza politico-sociale della polis sarebbe stata fondamentale sia per l'intuizione anassimandrea di un governo cosmico fondato sull'equilibrio delle potenze e sulla giustizia. In alternativa si è supposto che la sequenza matematica applicata alle dimensioni celesti potesse derivare da osservazioni astronomiche 92 . KAHN. ἔχοντα μίαν ἐκπνοὴν οἷον π ρ η σ τ ῆ ρ ο ς α ὐ λ ό ν Anassimandro sostiene che <la Luna> è un cerchio grande diciannove volte la Terra. NADDAF. Di quest'ultimo. Studies in Greek Philosophy. Anaximander and The Origins of Greek Cosmology. and Matter. 2001. The Greek Concept of Nature. Roma. H. ἀλλὰ καὶ σφαῖραν κατεσκεύασε <Anassimandro> scoprì per primo anche lo gnomone e lo pose presso le meridiane a Sparta. Anassimandro proponeva un vero e proprio modello cosmologico. Anaximander and the Architects. cap. edited by D. Di recente. G. edited by D. Quale l'origine di tali speculazioni? Secondo una tradizione che risale a Diels. HAHN.] μέσην τε τὴν γῆν κεῖσθαι κέντρου τάξιν ἐπέχουσαν.. cit. editori Riuniti. cit.. vol. Princeton University Press. it. Vlastos. οὖσαν σφαιροειδῆ 92 CH. 93 Per le quali si veda G. Ancora.. ὅμοιον ἁρματείωι <τροχῶι> κοίλην ἔχοντι τὴν ἁψῖδα καὶ πυρὸς πλήρη καθάπερ τὸν τοῦ ἡλίου. cit. sia per la geometrizzazione dell'universo fisico. οὗτος ἔφασκεν [.. pp. simile a ruota di carro. costruì anche orologi. καθά φησι Φαβωρῖνος ἐν Παντοδαπῆι ἱστορίαι. in particolare. NADDAF.-P. VERNANT.L. Una prospettiva che radica la riflessione cosmologica di Anassimandro nella vita e nelle attività civili delle sviluppate poleis ioniche. Gomperz e G.. 96 Per questo. New Studies in the Origins of Greek Philosophy. Albany NY. COUPRIE. a segnalare solstizi ed equinozi. di opinionne analoga Conche (ANAXIMANDRE. [sc. HAHN and G. p. J.. VERNANT.-P. Equality and Justice in Early Greek Cosmologies (1947). con il cerchio cavo e pieno di fuoco. La posizione della Terra All'interno di questa prospettiva possiamo considerare anche la tesi forse più originale che le fonti riconoscono ad Anassimandro: la giustificazione della centralità della Terra: Ἀναξίμανδρος Πραξιάδου Μιλήσιος. per primo disegnò il perimetro della terra e del mare e realizzò anche un globo (DK 12 A1) – è stata avanzata l'ipotesi 94 che Anassimandro possa essere stato influenzato dalle tecniche e dai trattati (prime prove di una prosa scientifica che risentiva di probabili modelli egiziani) degli architetti suoi contemporanei.W. trad. secondo quanto afferma Favorino nella sua Storia varia. La tesi di Vernant sviluppa motivi già presenti in H. in realtà strettamente collegata alla ridefinizione dello spazio urbano. pp. Les origines de la pensée grecque. Les origines de la pensée grecque (1962). essa sarebbe da ricercare nel misticismo dei numeri (in particolare del numero 3). Princeton. VLASTOS.it. presente in diverse culture antiche: si tratterebbe comunque solo di uno spunto.. valutando insieme alle indicazioni circa l'astronomia "geometrica" anche quelle sulla presunta propensione del Milesio a disegnare. p. 1995. nel quadro di un più generale sforzo per ordinare e razionalizzare il mondo umano 96 . VIII "La nuova immagine del mondo". in particolare. tipicamente rappresentato dall'opera di Jean-Pierre Vernant 95 . da Anassimandro profondamente rielaborato in un vero e proprio modello razionale. καὶ γῆς καὶ θαλάσσης περίμετρον πρῶτος ἔγραψεν. cit. 1984. congegnare e realizzare modelli – come attesta Diogene Laerzio: εὗρεν δὲ καὶ γνώμονα πρῶτος καὶ ἔστησεν ἐπὶ τῶν σκιοθήρων ἐν Λακεδαίμονι. e come quello ha una posizione obliqua e una sola apertura. 96-97. e Isonomia (1953). 80. State University of New York Press. Albany NY. in Anaximander in Context. 71-163. GRAHAM. VLASTOS. come canna di mantice (Aëtius. Insomma: stando alle testimonianze. ὡς κἀκεῖνον. Ora anche R. HAHN. State University of New York Press. Fragments et Témoignages. 107-108). Space. Lo stesso ambiente su cui insiste un quarto filone interpretativo. κείμενον λοξόν.. che non poteva non suscitare discussioni tra gli interpreti. 2003. p. 208) e White (Milesian Measures: Time. ma la proposta ha suscitato forti perplessità 93 .

Anassimandro. ὥσπερ τῶν ἀρχαίων Ἀναξίμανδρος· μᾶλλον μὲν γὰρ οὐθὲν ἄνω ἢ κάτω ἢ εἰς τὰ πλάγια φέρεσθαι προσήκει τὸ ἐπὶ τοῦ μέσου ἱδρυμένον καὶ ὁμοίως πρὸς τὰ ἔσχατα ἔχον· ἅμα δ’ ἀδύνατον εἰς τὸ ἐναντίον ποιεῖσθαι τὴν κίνησιν· ὥστ’ ἐξ ἀνάγκης μένειν Vi sono alcuni. Che Aristotele potesse riferire anche ad Anassimandro questo rilievo è parzialmente confermato da un frammento del suo allievo Eudemo. alla luce delle testimonianze. La sua forma poi è ricurva. se per costrizione ora la Terra rimane immobile. τὸ δὲ σχῆμα αὐτῆς γυρόν... mentre è più credibile. <per costrizione> fu anche riunita al centro. COUPRIE. quindi.. Heaven and Earth in Ancient Cosmology. che occupa la posizione di centro. che avrebbero reso superfluo – rispetto agli altri autori milesi – il rinvio a un supporto (acqua. la causa che tutti sostengono. simile al tamburo di una colonna (Ippolito.. È probabilmente per questo motivo che Diogene Laerzio attribuisce. rispetto a cui si rileverebbe la centralità terrestre: con la conseguenza che si dovrebbe ammettere la sfericità degli stessi cieli 98 . tutti quanti attribuiscono un'origine al cielo [all'universo] affermano che la Terra si è riunita al centro (De caelo II. DK 12 A26). μένουσαν δὲ διὰ τὴν ὁμοίαν πάντων ἀπόστασιν. DK 12 A11) εἰσὶ δέ τινες οἳ διὰ τὴν ὁμοιότητά φασιν αὐτὴν μένειν. figlio di Prassiade. Egli affermò [. ma poiché è impossibile muoversi contemporaneamente in direzioni opposte.. rotonda... κίονι λίθωι παραπλήσιον La Terra è sospesa.. sulla scorta della tradizione ellenistica. Di recente è stato suggerito 99 che il Milesio potrebbe aver sostenuto la propria tesi a partire dall'altra sua ipotesi sulla struttura a "ruota" dei cieli: dal quotidiano sorgere e tramontare dei corpi celesti. che potrebbe complicare il quadro: ὥστ’ εἰ βίᾳ νῦν ἡ γῆ μένει. conservato attraverso Teone di Smirne: 97 Sebbene all'aria faccia ancora riferimento Simplicio. Διὸ δὴ τὴν γῆν πάντες ὅσοι τὸν οὐρανὸν γεννῶσιν. ed equidistante rispetto agli estremi. necessariamente rimane in posizione (Aristotele. in verità. p. cit. che sostengono che essa [la Terra] rimanga in posizione a causa della equidistanza [simmetria]: una cosa stabilita al centro. infatti. le cose più grandi e più pesanti sempre sono portate verso il centro del vortice.διὰ τὴν ὁμοίαν πάντων ἀπόστασιν – come equidistanza (ὁμοιότης) da tutti i punti della circonferenza (o sfera) celeste. milesio. cilindrica. aria 97 ) per "sostenerla". e che è sferica (Diogene Laerzio. trasportata dal vortice. cit. la quale. 106). 27 . a una forma a tamburo. alla loro struttura simmetrica. ci troveremmo in presenza di una precoce affermazione del principio di indifferenza: l’indifferenza .come τροχοί o κύκλοι – dovessero passare "sotto" la Terra. in effetti. Anassimandro avrebbe razionalmente inferito che (i) essi . 99 Da Couprie (D. Per questo. (ii) doveva sostenersi libera al centro dello spazio cosmico. che Anassimandro pensasse. 110. Come effetto dello sviluppo cosmogonico. Il posizionamento della Terra nel complessivo ordinamento cosmico rispondeva a ragioni di equilibrio e struttura del cosmo stesso. non conviene si porti verso l’alto piuttosto che verso il basso o orizzontalmente.. DK 12 A1) τὴν δὲ γῆν εἶναι μετέωρον ὑπὸ μηδενὸς κρατουμένην. 13 295 b11-16. Questa è. più rozzamente. a partire da quanto accade nei liquidi e nell'aria: in essi. ἐπὶ τὸ μέσον συνελθεῖν φασίν Così. 98 D. καὶ συνῆλθεν ἐπὶ τὸ μέσον φερομένη διὰ τὴν δίνησιν· ταύτην γὰρ τὴν αἰτίαν πάντες λέγουσιν ἐκ τῶν ἐν τοῖς ὑγροῖς καὶ περὶ τὸν ἀέρα συμβαινόντων· ἐν τούτοις γὰρ ἀεὶ φέρεται τὰ μείζω καὶ βαρύτερα πρὸς τὸ μέσον τῆς δίνης. p. Heaven and Earth in Ancient Cosmology. infatti.. immobilità e centralità della Terra dipenderebbero dalla perfetta equidistanza del nucleo denso e freddo dell'originario γόνιμον rispetto ai κύκλοι formatisi in seguito alla sua (del γόνιμον) espansione. στρογγύλον. 13 295 a9-14). COUPRIE. De Caelo II. come Anassimandro tra gli antichi. Ma il testo aristotelico potrebbe alludere all'equilibrio (ὁμοιότης = simmetria) dei cieli.L. da nulla dominata: rimane nel suo luogo a causa dell'equidistanza da tutto [da tutti i punti della circonferenza celeste?].e quindi l’assenza di “ragione” per il movimento in una direzione o nell’altra – sarebbe espressa in relazione ai limiti celesti. forma sferica (l'unica coerente con il principio affermato) alla Terra. Se interpretiamo l'indicazione di Ippolito . Non va comunque dimenticata un'indicazione aristotelica.L.] che in mezzo giace la Terra.

come chiaramente documentato dalla testimonianza peripatetica e dalla dossografia che ne dipende: εἶναι γὰρ τὸ πρῶτον ὑγρὸν ἅπαντα τὸν περὶ τὴν γῆν τόπον. σχῆμά τε αὐτῆς τυμπανῶδες εἶναι la Terra si regge muovendosi in rotazione intorno al centro: la sua figura è simile a quella di un tamburo (Diogene Laerzio. FURLEY. τὸ δὲ λειφθὲν θάλατταν εἶναι· διὸ καὶ ἐλάττω γίνεσθαι ξηραινομένην οἴονται καὶ τέλος ἔσεσθαί ποτε πᾶσαν ξηράν Affermano che tutto lo spazio intorno alla Terra fosse umido. dall'uniformità (così sarebbero da interpretare le espressioni διὰ τὴν ὁμοιότητά di Aristotele e διὰ τὴν ἰσορροπίαν καὶ ὁμοιότητα del suo commentatore) della spinta che. in effetti. Cambridge University Press. con progressivo prosciugamento delle acque che originariamente circondavano e ricoprivano il nocciolo (tronco) terroso. le testimonianze peripatetiche possano suggerire anche una spiegazione alternativa del posizionamento terrestre. chiarire la centralità della Terra dinamicamente. MONDOLFO. sull'azione del calore celeste sul nucleo terraqueo. mentre la centralità (e dunque immobilità) rispetto alla periferia - secondo la formula aristotelica «equidistante rispetto agli estremi» (ὁμοίως πρὸς τὰ ἔσχατα ἔχον) – sarebbe prodotta dall'uguaglianza. ma forse più vicina allo stile speculativo documentato nelle testimonianze sul Milesio: esse.. puntano sostanzialmente a uno schema esplicativo "fisico". quindi. È possibile. ricondusse un insieme di fondamentali fenomeni meteorologici allo stesso contesto cosmogonico. 22. La filosofia dei Greci. facendo leva. anche se si è ritenuto 101 che il meccanismo rotatorio della δίνησις sia anacronistico e più plausibile il modello del "galleggiamento" sull'aria (analogamente a quanto registrato per Anassimene). DK 67 A1). 201-202). 14): Ἀναξιμάνδρῳ δὲ ἐδόκει καὶ διὰ τὸν ἀέρα τὸν ἀνέχοντα μένειν ἡ γῆ καὶ διὰ τὴν ἰσορροπίαν καὶ ὁμοιότητα Sembrava ad Anassimandro che la Terra rimanesse stabile sia per l'aria che la sosteneva. 1987. Il moto rotatorio risulterebbe. I fenomeni meteorologici Nel suo sforzo di "razionalizzazione". Anassimandro. pp. con la pressione esercitata (verso il centro) sulla Terra. che fu poi prosciugato dal Sole e che l'evaporazione produsse i venti e le rivoluzioni di Sole e Luna. sia della sua presunta "indifferenza" rispetto al movimento (in una direzione o nell'altra). 101 D. secondo la tesi atomista).. in particolare. L'impressione è che – in considerazione dei probabili modelli dinamici impiegati da Anassimandro. mentre quanto rimasto fu mare. in tal modo continuerebbe a far sentire la propria azione sul centro). cit. Cambridge. ZELLER – R. all'interno del vortice che dispone e muove gli anelli cosmici: in tal caso si potrebbe dar ragione sia dell'informazione relativa al moto rotatorio della Terra (in pratica intorno al proprio centro. a quanto pare. sia per l'equilibrio e l'uguaglianza. Perciò 100 È la soluzione di Mondolfo (E. Volume 1: The formation of the atomic theory and its earliest critics. in effetti. Ma abbiamo anche l'indicazione di Simplicio (In Aristotelis quattuor libros de caelo commentaria 532. la Terra riceve da ogni lato 100 . infatti. δὲ ὅτι ἡ γῆ μετέωρος· καὶ κινεῖται περὶ τὸ τοῦ κόσμου μέσον Anassimandro sostiene che la Terra sia sospesa nell'aria e che si muova intorno al centro del mondo (DK12 A26). p. 28 . The Greek Cosmologists. Anche in questo caso si potrebbe trattare della retroiezione sul Milesio di una tesi attestata presso Leucippo: τὴν γῆν ὀχεῖσθαι περὶ τὸ μέσον δινουμένην. ὑπὸ δὲ τοῦ ἡλίου ξηραινόμενον τὸ μὲν διατμίσαν πνεύματα καὶ τροπὰς ἡλίου καὶ σελήνης φασὶ ποιεῖν. nel vortice.. Una soluzione che appare meno affascinante dell'alternativa (essendo basata in fondo su analogie meccaniche e non su una astratta considerazione logico- matematica). dalla costante partecipazione dinamica della Terra al vortice (il quale. Ἀ.

quando. ὅταν ἡ γῆ κατενεχθεῖσα εἰς τὴν θάλασσαν πηλὸς γένηται. che manifesta analogie con le testimonianze relative di Anassimandro e Anassimene: ὁ δὲ Ξενοφάνης μίξιν τῆς γῆς πρὸς τὴν θάλασσαν γίνεσθαι δοκεῖ καὶ τῶι χρόνωι ὑπὸ τοῦ ὑγροῦ λύεσθαι. prosciugato sempre più dal Sole. muovendosi in quei luoghi dove trovino grande abbondanza di umidità. Afferma che a Siracusa. Ἀναξίμανδρός τε καὶ Διογένης Alcuni di loro dicono che il mare sia quel che resta dell'umidità originaria. DK 12 A27). τὸ δὲ ὑπολειφθὲν διὰ τὴν ἔκκαυσιν μετέβαλεν Anassimandro afferma che il mare è quanto rimasto dell'umidità originaria. la parte rimanente si è trasformata per ebollizione (Aëtius. proprio Senofane potrebbe aver contribuito a esportare il modello milesio verso il mondo greco occidentale (Sicilia. divenga fango. intorno al 546 a. Perciò sostengono anche che il mare diventi più piccolo. ἐν δὲ Πάρωι τύπον δάφνης ἐν τῶι Βάθει τοῦ λίθου. erano sia Anassimandro. si siano trovate impronte di pesce e altre di foche. 29 .pur nette nel marcare la natura dell'interazione tra Sole e Terra – non risolvono il problema del suo corso: l'effetto finale del processo – come sembrerebbero attestare Teofrasto e Aristotele (se il suo riferimento implicito è anche ad Anassimandro) – è il totale prosciugamento e inaridimento della superficie terrestre (con conseguente azzeramento della vita. e l'impronta si essiccò nel fango. umido). Di questa opinione. come attesta Teofrasto. invece. DK 12 A27) Ἀ. diverrà più piccolo e che alla fine sarà tutto secco (Aristotele. un'interessante teoria sulla generazione e distruzione della vita sulla Terra.C. ἧς τὸ μὲν πλεῖον μέρος ἀνεξήρανε τὸ πῦρ. DK 12 A27) οἱ μὲν γὰρ αὐτῶν ὑπόλειμμα λέγουσιν εἶναι τὴν θάλασσαν τῆς πρώτης ὑγρότητος· ὑγροῦ γὰρ ὄντος τοῦ περὶ τὴν γῆν τόπου κἄπειτα τὸ μέν τι τῆς ὑγρότητος ὑπὸ τοῦ ἡλίου ἐξατμίζεσθαι καὶ γίνεσθαι πνεύματά τε ἐξ αὐτοῦ καὶ τροπὰς ἡλίου τε καὶ σελήνης ὡς διὰ τὰς ἀτμίδας ταύτας καὶ τὰς ἀναθυμιάσεις κἀκείνων τὰς τροπὰς ποιουμένων. all'acqua è connessa). Le indicazioni che si possono trarre . Magna Grecia). la ionica Colofone. secco. freddo. καὶ ταύτην πᾶσι τοῖς κόσμοις γίνεσθαι μεταβολήν (5) Senofane ritiene che si produca una mescolanza di terra e mare e che con il tempo <la terra> sia sciolta dall'umido. attraverso l'interazione dei contrari (caldo. περὶ ταῦτα τρεπομένων· τὸ δέ τι αὐτῆς ὑπολειφθὲν ἐν τοῖς κοίλοις τῆς γῆς τόποις θάλασσαν εἶναι· διὸ καὶ ἐλάττω γίνεσθαι ξηραινομένην ἑκάστοτε ὑπὸ τοῦ ἡλίου καὶ τέλος ἔσεσθαί ποτε ξηράν· ταύτης τῆς δόξης ἐγένετο. a Paro. ὡς ἱστορεῖ Θεόφραστος. 1 353 b6. ὅτε πάντα ἐπηλώθησαν πάλαι. di cui il più è stato prosciugato dal fuoco. come subito verificheremo.. Sostiene che tutti gli uomini siano distrutti quando la terra. che. originario della stessa area ionica. ἔνθα ἡ ταύτης αὐτοῖς χορηγία γίνεται. ἀναιρεῖσθαι δὲ τοὺς ἀνθρώπους πάντας. molti altri fenomeni erano illustrati in termini naturali e razionali. una parte dell'umidità fu fatta poi evaporare dal Sole e ne derivarono i venti e le rivoluzioni di Sole e Luna. Ippolito gli riconosce. τὸν δὲ τύπον ἐν τῶι πηλῶι ξηρανθῆναι. Ebbene. prosciugandosi. può essere utile ricorrere alle opinioni in merito attribuite a un (giovane) contemporaneo. credono anche che <il mare>. e poi ancora riprenda la generazione e che questa trasformazione avvenga per tutti i mondi [in tutti gli ordinamenti?] (DK 21 A33). La parte rimasta nelle cavità della terra. τὴν θάλασσάν φησιν εἶναι τῆς πρώτης ὑγρασίας λείψανον. nelle cave di pietra. inabissata nel mare. εἶτα πάλιν ἄρχεσθαι τῆς γενέσεως. Essendo infatti umido il luogo intorno alla Terra. a Malta segni di pinne di ogni animale marino. sia Diogene (Alessandro di Afrodisia. ovvero. portando come prove il fatto che sulla terraferma e sui monti si trovino conchiglie. fu costretto ad abbandonare la sua città natale. Ciò probabilmente contribuendo anche alla sua battaglia culturale nei confronti di una superficiale religiosità popolare. e che alla fine sarà asciutto. <affermano> sia mare. tale effetto è solo un momento di una progressione ciclica? In assenza di altri documenti. (6) Sostiene che ciò sia accaduto quando anticamente tutto era coperto di fango. Senofane. ἐν δὲ Μελίτηι πλάκας συμπάντων τῶν θαλασσίων. φάσκων τοιαύτας ἔχειν ἀποδείξεις. perché anche questi fanno le loro rivoluzioni a causa di tali evaporazioni e esalazioni. in effetti. (6) ταῦτα δέ φησι γενέσθαι. plausibilmente in relazione all'affermazione dei Persiani nella regione. Meteorologici II. un'impronta di sarda nella profondità della pietra. il quale potrebbe aver replicato lo stesso schema: a partire da terra e acqua. invece. καὶ ἐν Συρακούσαις δὲ ἐν ταῖς λατομίαις λέγει εὑρῆσθαι τύπον ἰχθύος καὶ φωκῶν. che proprio dei timori suscitati dalle manifestazioni della natura – e soprattutto dai fenomeni celesti – si nutriva. ὅτι ἐν μέσηι γῆι καὶ ὄρεσιν εὑρίσκονται κόγχαι. in considerazione dell'equilibrio complessivo che lo stesso frammento di Anassimandro riconosce come norma universale.

. J. GUTHRIE. All'evaporazione della massa umida – come sopra sottolineato nella testimonianza di Alessandro – il Milesio riconduceva la formazione dei venti e probabilmente il rifornimento (nutrimento) del fuoco cosmico degli astri: Ἀ. DK 21 A46). περὶ ταῦτα τρεπομένων Essendo infatti umido il luogo intorno alla Terra. si vedano anche le osservazione di W.. la parte dolce. si formano dal vapore che si leva dalla Terra sotto l'azione del Sole. A History of Greek Philosophy. G. ἔνθα ἡ ταύτης αὐτοῖς χορηγία γίνεται. M.Queste convinzioni.. investendo le nubi. le spezza (Ippolito. per dar conto dei processi meteorologici: l'azione del Sole sul nucleo terraqueo inizialmente produce l'evaporazione da cui origina l'atmosfera intorno alla superficie terrestre. una parte dell'umidità fu fatta poi evaporare dal Sole e ne derivarono i venti e le rivoluzioni di Sole e Luna. pp.C. i quali. sembrano alludere a cicli di avanzamento del mare sulla superficie terrestre (fino alla copertura) e successivo ritiro (fino al completo inaridimento). DK 12 A11).. quindi l'ulteriore discriminazione tra una massa più densa e umida (nubi e pioggia) e una più rara. cit. Proprio ai venti la dossografia assegna un primario valore esplicativo: 102 È quanto ritengono probabile.. invece. DK 12 A24) ὑγροῦ γὰρ ὄντος τοῦ περὶ τὴν γῆν τόπου κἄπειτα τὸ μέν τι τῆς ὑγρότητος ὑπὸ τοῦ ἡλίου ἐξατμίζεσθαι καὶ γίνεσθαι πνεύματά τε ἐξ αὐτοῦ καὶ τροπὰς ἡλίου τε καὶ σελήνης ὡς διὰ τὰς ἀτμίδας ταύτας καὶ τὰς ἀναθυμιάσεις κἀκείνων τὰς τροπὰς ποιουμένων. Mettendo a confronto le testimonianze si ricava l'impressione che Anassimandro effettivamente proiettasse lo stesso principio di ἀπόκρισις. 100-101. Levandosi.. Le piogge. l'umidità dal mare. KIRK. fa cadere la pioggia per condensazione e spirare i venti (Aëtius. p.. per esempio. A History of Greek Philosophy. essendo le parti più leggere e più umide in essa mosse o consumate dal Sole (Aëtius.S. 105. perché anche questi fanno le loro rivoluzioni a causa di tali evaporazioni e esalazioni.K. È possibile allora che l'analogia dei processi funzionasse anche nella prospettiva ciclica 102 e che Anassimandro quindi recuperasse nella sua speculazione elementi delle credenze e dei miti diffusi nella cultura greca arcaica 103 . disciolta per la sottigliezza delle sue parti. 30 . 104 W. I lampi hanno luogo quando il vento.. SCHOFIELD... una volta raccolti. pur diverse da quelle dalla tradizione riferite ad Anassimandro. RAVEN. muovendosi in quei luoghi dove trovino grande abbondanza di umidità (DK 12 A27). all'opera nella ricostruzione cosmogonica. infatti.C. ὑετοὺς δὲ ἐκ τῆς ἀτμίδος τῆς ἐκ γῆς ὑφ’ ἥλιον ἀναδιδομένης· ἀστραπὰς δέ. p. ἀπὸ τῆς τοῦ ἡλίου θερμότητος ὡς ἀρκτικῆς αἰτίας τἀν τοῖς μεταρσίοις συμβαίνειν. The Presocratic Philosophers. ἄνεμον εἶναι ῥύσιν ἀέρος τῶν λεπτοτάτων ἐν αὐτῶι καὶ ὑγροτάτων ὑπὸ τοῦ ἡλίου κινουμένων ἢ τηκομένων Anassimandro sostiene che il vento è uno scorrimento d'aria. leggera e mobile (venti) 104 . cit. ἀνελκομένου γὰρ ἐκ τῆς θαλάττης τοῦ ὑγροῦ τὸ γλυκὺ διὰ τὴν λεπτομέρειαν διακρινόμενον νέφη τε συνιστάνειν ὀμιχλούμενον καὶ καταστάζειν ὄμβρους ὑπὸ πιλήσεως καὶ διατμίζειν τὰ πνεύματα Senofane <sostiene> che i fenomeni meteorologici sono prodotti a causa del calore del Sole come causa iniziale... 140. cit. si mettono in movimento. 103 Oltre a quelle di Kirk. GUTHRIE. ὅταν ἄνεμος ἐμπίπτων διιστᾶι τὰς νεφέλας I venti si producono dal distacco dall'aria dei vapori più sottili.K. associati a un'incidenza dell'azione solare prossima a quella proposta dal Milesio: il poeta di Colofone le assegna infatti una particolare funzione esplicativa per i fenomeni celesti e meteorologici: Ξ. Lo stesso processo di esalazione era richiamato nell'illustrazione di altri fenomeni meteorologici: (7) ἀνέμους δὲ γίνεσθαι τῶν λεπτοτάτων ἀτμῶν τοῦ ἀέρος ἀποκρινομένων καὶ ὅταν ἀθροισθῶσι κινουμένων.E. trasformandosi in nebbia forma le nubi.

ma dopo un po' di tempo uscirono nell'elemento più asciutto e. sunt nubis ictae sonus. E perché talvolta non ci sono fulmini ma tuoni? Perché il vento. ecco che la rottura produce il fragore <del tuono> e lo squarcio. spezzatasi la membrana. quas penetrat supernus aer violentus et nimius. a un tempo cosmogonica e zoogonica. ἐκ τοῦ πνεύματος ταυτὶ πάντα συμβαίνειν· ὅταν γὰρ περιληφθὲν νέφει παχεῖ βιασάμενον ἐκπέσηι τῆι λεπτομερείαι καὶ κουφότητι. quare et sereno tonat? quia tunc quoque per crassum et scissum aëra spiritus prosilit. sostiene. avvolti da membrane spinose. Perché tuona anche con il sereno? Perché anche allora il vento si abbatte sull'aria densa. quid est fulmen? acrioris densiorisque spiritus cursus Anassimandro riconduce tutte <queste> cose al vento. I tuoni. apre grandi fessure. Che cosa è dunque di per sé il lampo? Uno spostamento d'aria che si separa e precipita. il bagliore <del lampo> (Aëtius. Si producono quindi terremoti nei periodi di evaporazione o per le eccessive acque dal cielo. con conseguente fragore e fiamma. nel quadro del generale processo di formazione del cosmo. ac per eas vehementi spiritu quassatam cieri propriis sedibus. più debole. τὸν δὲ ἄνθρωπον ἑτέρωι ζώιωι γεγονέναι. DK 12 A28). Ennosigaeon et Sisicthona poetae veteres et theologi nuncuparunt Anassimandro dice che la Terra. rispetto al nero della nube. fulmini. Alla combinazione degli effetti (ciclici?) dell'interazione di fuoco e acqua (prosciugamento e allagamento) e di compressione dell'aria erano infine ridotti anche i terremoti: Anaximander ait arescentem nimia aestuum siccitate aut post madores imbrium terram rimas pandere grandiores. 31 . ἐν ὑγρῶι γεννηθῆναι τὰ πρῶτα ζῶια φ λ ο ι ο ῖ ς περιεχόμενα ἀκανθώδεσι. sono il fragore di una nube colpita. DK 12 A23). rivelando un fuoco languido. scossa attraverso quelle aperture da soffio veemente. L'uomo in principio è nato simile ad altro animale. entro cui penetra dall'alto aria violenta e abbondante. ventose. in sonum valuit. che inseriva coerentemente la riflessione sulla vita animale e su quella umana nel contesto dello sviluppo di processi naturali di disseccamento/evaporazione dell'elemento umido e di emersione della terra dall'acqua: Ἀ. provocherebbe in fine la sua frattura. παραπλήσιον κατ’ ἀρχάς Gli animali. DK 12 A11). lampi. imprigionate all'interno di un guscio più denso e umido. Anaximandrus omnia ad spiritum retulit. ne esce per la leggerezza e sottigliezza <delle sue parti>. ἡ δὲ διαστολὴ παρὰ τὴν μελανίαν τοῦ νέφους τὸν διαυγασμὸν ἀποτελεῖ Relativamente a tuoni. asciugandosi per la estrema secchezza delle vampe. turbini e tifoni. umentis substantiae potestatem. προβαινούσης δὲ τῆς ἡλικίας ἀποβαίνειν ἐπὶ τὸ ξηρότερον καὶ περιρρηγνυμένου τοῦ φ λ ο ι ο ῦ ἐπ’ ὀλίγον χρόνον μεταβιῶναι Anassimandro sostiene che i primi animali si generarono nell'umido. che non ha la forza di uscire fuori. Ἀ. inquit. il potere della sostanza umida. tonitrua. non ha forza per produrre la fiamma ma solo il suono. τουτέστι ἰχθύι. qua de causa tremores huius modi vaporatis temporibus aut nimia aquarum caelestium superfusione contingunt. sottoposto a evaporazione dal Sole. Ennosigeo o Sisicton (Ammiano. si generano dall'umido. Perché sono diversi? Perché il vento stesso è disuguale. per poco tempo sopravvivevano (Aëtius. DK 12 A30) τὰ δὲ ζῶια γίνεσθαι <ἐξ ὑγροῦ> ἐξατμιζομένου ὑπὸ τοῦ ἡλίου. La vita Nella stessa prospettiva esplicativa. quid est ergo ipsa fulguratio? aëris diducentis se corruentisque iactatio languidum ignem nec exiturum aperiens. si muove nelle sue sedi. in effetti. Il meccanismo alla base degli impressionanti fenomeni temporaleschi è dunque ancora quello dello scontro tra masse più dense e più rare: la spinta delle seconde. at quare aliquando non fulgurat et tonat? quia spiritus infirmior non valuit in flammam. cioè al pesce (Ippolito. inoltre. ideoque Neptunum. avvolto in una nube densa. Anassimandro doveva affrontare il problema della vita. rompendola. così che. περὶ βροντῶν ἀστραπῶν κεραυνῶν πρηστήρων τε καὶ τυφώνων. Che cosa è il fulmine? Una corrente d'aria più intensa e densa (Seneca. Perciò gli antichi poeti e teologi chiamarono Nettuno. quare inaequalia sunt? quia et ipse spiritus inaequalis est. come ancora possiamo intravedere dalle testimonianze: una grande sintesi scientifica. τόθ’ ἡ μὲν ῥῆξις τὸν ψόφον. o dopo l'umidità delle piogge. DK 12 A23). Anassimandro sostiene che sono tutti prodotti dal vento in questo modo: quando.

Cambridge. 32 . i vari passaggi cosmogonici e zoogonici sono logicamente interconnessi 105 . ἀλλ’ ἐν ἰχθύσιν ἐγγενέσθαι τὸ πρῶτον ἀνθρώπους ἀποφαίνεται καὶ τραφέντας. The beginnings of cosmology. la vita poteva emanciparsi dalle forme primordiali. ὥσπερ οἱ γαλεοί. Cambridge University Press.] questi [Anassimandro]. solo l'uomo necessita di essere accudito [nutrito] per molto tempo. ALGRA. La genesi del cosmo è illustrata in termini naturalistici. DK 12 A30) ἔτι φησίν. nell'indicazione concorde delle attestazioni (indirettamente teofrastee).A. al difficile adattamento alla condizione terrestre . come i pescecani. ἐκ τοῦ τὰ μὲν ἄλλα δι’ ἑαυτῶν ταχὺ νέμεσθαι. Long. Il frammento di Anassimandro 105 Su questo punto K. DK 12 A30) οὐ γὰρ ἐν τοῖς αὐτοῖς ἐκεῖνος ἰχθῦς καὶ ἀνθρώπους. La specie umana si sarebbe affermata – cioè avrebbe cominciato a riprodursi autonomamente . 1999. ricorrendo all'analogia con comuni processi attestati dalla quotidiana esperienza umana. separatisi all'inizio (nel γόνιμον) dall'illimitata origine di tutte le cose. ne sarebbero usciti uomini e donne già in grado di nutrirsi da sé (Censorino. riteneva che dall'acqua e dalla terra riscaldate fossero nati sia i pesci sia altri animali molto simili ai pesci. ma che gli uomini dapprima nascessero nei pesci e <vi> si nutrissero. e che i feti fossero trattenuti all'interno fino alla pubertà. infatti. μόνον δὲ τὸν ἄνθρωπον πολυχρονίου δεῖσθαι τιθηνήσεως· διὸ καὶ κατ’ ἀρχὰς οὐκ ἄν ποτε τοιοῦτον ὄντα διασωθῆναι Ancora dice che in principio l'uomo si generò da animali di altra specie. non pensa che pesci e uomini siano nati negli stessi elementi. ὅτι κατ’ ἀρχὰς ἐξ ἀλλοειδῶν ζώιων ὁ ἄνθρωπος ἐγεννήθη. L'esistenza sulla Terra sarebbe da ascrivere a una fase ulteriore di questo processo: con la superficie ormai in gran parte libera dall'acqua. un'altra specificamente giustificava la dipendenza e iniziale discendenza dell'uomo da altri animali: l'evidenza delle necessità di accudimento dell'uomo non poteva in effetti lasciare spazio ad altra soluzione che quella di un legame diretto tra le prime generazioni umane e precedenti forme di vita animale. καὶ γενομένους ἱκανοὺς ἑαυτοῖς βοηθεῖν ἐκβῆναι τηνικαῦτα καὶ γῆς λαβέσθαι [. allora. e che dentro questi si formassero gli uomini. e divenuti capaci di badare a sé stessi. in ogni caso connesso all'«umido» (ἐξ ὑγροῦ) e allo schema cosmogonico di base (interazione dei contrari compresi nel γόνιμον). protette da una vera e propria scorza. l'intuizione di un adattamento progressivo della vita alle trasformazioni dell'ambiente circostante: dalle prime forme acquatiche. 48. una volta che quelli [gli animali incubatori] si furono spezzati. Si intravede. riconducendoli all'interazione di due soli fattori (caldo e freddo).cui potrebbe alludere l'espressione di Aëtius «spezzatasi la membrana.dopo una prima fase di gestazione all'interno di pesci: i primi esseri umani avrebbero dunque visto la luce maturi per la riproduzione e la conservazione della specie. in ultima analisi. desumendolo da ciò: mentre gli altri <animali> rapidamente possono prendersi cura di sé stessi. in The Cambridge Companion to Early Greek Philosophy. ne uscissero e prendessero terra (Plutarco. p.. Perciò non avrebbe potuto sopravvivere se fosse stato così anche in principio (Pseudo-Plutarco.  tunc  demum  ruptis  illis  viros  mulieresque qui iam se alere possent processisse  Anassimandro di Mileto.. Se questa linea di ragionamento rintracciava le ascendenze della vita terrestre (anche di quella umana) nelle creature marine.La vita animale rientrerebbe tra gli effetti dell'azione di prosciugamento del Sole (e del calore) sull'umidità che ricopriva la superficie terrestre: essa avrebbe avuto dunque la propria germinazione all'interno di un ambiente limaccioso (e forse ribollente).  in  his  homines  concrevisse  fetusque  ad  pubertatem  intus  retentos. edited by A. Le due linee sono chiaramente incrociate nelle testimonianze: A. Milesius videri sibi ex aqua terraque calefactis exortos esse sive pisces seu piscibus simillima animalia. in un approccio che appare per altro fortemente riduttivo: tutti i fenomeni sono spiegati. adatte alla sopravvivenza nell'umidità del limo originario. poco tempo sopravvivevano [ovvero: poco dopo mutavano il loro modo di vivere]» (περιρρηγνυμένου τοῦ φ λ ο ι ο ῦ ἐπ’ ὀλίγον χρόνον μεταβιῶναι). DK 12 A10). Si tratta di spunti originali.

W.. sebbene di recente si sia ipotizzato il contrario. οὔτε ὡς λέγουσί τινες τὸ παρὰ τὰ στοιχεῖα. ἐξ οὗ ταῦτα Ma neppure è possibile che il corpo infinito sia uno e semplice: né. La porzione di testo che precede gli ipsissima verba è testimonianza di Simplicio sulla relazione di Teofrasto (come si può evidenziare incrociandola con quelle di Ippolito e Pseudo-Plutarco). cioè che Aristotele abbia assunto come modello per la propria definizione il frammento di Anassimandro 109 . avv enga an che la loro distruzion e. Anaximander und die Anfänge dei griechischen Philosophie. Explaining the Cosmos. τοῦτο στοιχεῖον καὶ ταύτην ἀρχήν φασιν εἶναι τῶν ὄντων.. adottando per primo questo nome del “principio”.L. 33 . λέγει δ’ αὐτὴν μήτε ὕδωρ μήτε ἄλλο τι τῶν καλουμένων εἶναι στοιχείων. comunque. infatti. dal momento che una tale natura si conserva sempre (Metafisica I. Quella che segue immediatamente la citazione potrebbe. permanendo per un verso la sostanza. πρῶτος τοῦτο τοὔνομα κομίσας τῆς ἀρχῆς. Princeton University Press. ἀλλά τι ἄλλο παρὰ ταῦτα· Anassimandro [.. che esso non sia né acqua né alcun altro di quelli che sono detti elementi. οὔθ’ ἁπλῶς. καὶ διὰ τοῦτο οὔτε γίγνεσθαι οὐθὲν οἴονται οὔτε ἀπόλλυσθαι. da cui originano tutti i cieli e i mondi in essi: è secondo n ecessità ch e v er so le stesse cose. οἷον ὁ μὲν ἀὴρ ψυχρός. È un fatto. δῆλον δὲ ὅτι τὴν εἰς ἄλληλα μεταβολὴν τῶν τεττάρων στοιχείων οὗτος θεασάμενος οὐκ ἠξίωσεν ἕν τι τούτων ὑποκείμενον ποιῆσαι. che costituisce la sua fonte diretta 106 : il lessico evidenzia il filtro peripatetico 107 . ποιητικωτέροις οὕτως ὀνόμασιν αὐτὰ λέγων. infatti.. esse. da cu i le cose che sono h anno or ig in e. 93-94. 37-38. ὡς μὴ τἆλλα φθείρηται ὑπὸ τοῦ ἀπείρου αὐτῶν· ἔχουσι γὰρ πρὸς ἄλληλα ἐναντίωσιν. τὸ δὲ πῦρ θερμόν· ὧν εἰ ἦν ἓν ἄπειρον. in quanto ciò che è oltre gli elementi. Egli sostiene. secondo l’o rd iname n to d e l te mp o [ B1 ]. ἐξ ἧς ἅπαντας γίνεσθαι τοὺς οὐρανοὺς καὶ τοὺς ἐν αὐτοῖς κόσμους· ἐ ξ ὧ ν δὲ ἡ γ έ ν ε σ ί ς ἐστ ι τ οῖ ς ο ὖσ ι ͵ καὶ τ ὴν φθ ορὰν εἰς τα ῦτα γί νεσθα ι κατὰ τὸ χρεών· διδό ναι γὰρ αὐτὰ δ ί κ ην καὶ τίσι ν ἀ λ λή λ οι ς τῆς ἀ δι κία ς κα τὰ τὴν τ ο ῦ χ ρ όν ο υ τά ξιν [B 1]. pp. 2006. H.. ma che sia una certa altra natura infinita. SCHMITZ. D. GRAHAM. inf a tti. 14 ss. ἀλλ’ οὐκ ἀέρα ἢ ὕδωρ.. 108 CH. e ciò da cui dapprima si generano e verso cui infine si corrompono. pag ano le un e alle altr e p ena e r iscatto d e lla co lp a. ὡς τῆς τοιαύτης φύσεως ἀεὶ σωζομένης ciò da cui. parlando di queste cose così in termini piuttosto poetici. pp. ἀλλ’ ἑτέραν τινὰ φύσιν ἄπειρον. Nella sostanza il complesso delle informazioni tradisce l'interesse aristotelico. al di là di essi (DK 12 A9). dipendere ancora dall'opera del peripatetico e dunque riferirsi direttamente al testo di Anassimandro. e per questo credono che né si generi né si distrugga alcunché. Heaven and Earth in Ancient Cosmology. dipendendo dalla definizione di ἀρχή da cui siamo partiti: ἐξ οὗ γὰρ ἔστιν ἅπαντα τὰ ὄντα καὶ ἐξ οὗ γίγνεται πρώτου καὶ εἰς ὃ φθείρεται τελευταῖον.. come dicono alcuni. non ritenne adeguato porre alcuno di essi come sostrato. che nei passi aristotelici utilizzati da Diels-Kranz come testimonianza A16.] ἀ ρ χ ή ν τε καὶ στοιχεῖον εἴρηκε τ ῶ ν ὄ ν τ ω ν τ ὸ ἄ π ε ι ρ ο ν . 39.. né in quanto semplicemente tale. εἰσὶ γάρ τινες οἳ τοῦτο ποιοῦσι τὸ ἄπειρον. cit. τῆς μὲν οὐσίας ὑπομενούσης τοῖς δὲ πάθεσι μεταβαλλούσης. COUPRIE. da cui essi si generano. è ribadito – ma con parole diverse – lo stesso ragionamento: ἀλλὰ μὴν οὐδὲ ἓν καὶ ἁπλοῦν εἶναι ἐνδέχεται τὸ ἄπειρον σῶμα.Come si inserisce nel modello che abbiamo delineato a partire dalle testimonianze la citazione del presunto frammento di Anassimandro? Intanto riconsideriamone il contesto immediato: Ἀ..] dichiarò l’apeiron principio e elemento delle cose che sono. ἔφθαρτο ἂν ἤδη τἆλλα· νῦν δ’ ἕτερον εἶναί φασι.. È evidente allora che. pp. 3 983b8-13). Vi sono in effetti alcuni che 106 Vi è tuttavia il sospetto che Simplicio possa aver utilizzato anche il commento (per noi perduto) di Alessandro alla Fisica. Anaximander and The Origins of Greek Cosmology. come argomentato da Kahn 108 .. ἐξ οὗ ταῦτα γεννῶσιν. [. 109 D. ma qualcosa di diverso. p. KAHN. cit. per altro invece mutando nelle affezioni. questo sostengono essere elemento e questo principio delle cose. tutte le cose derivano il loro essere. Princeton. cit. τὸ δ’ ὕδωρ ὑγρόν. The Ionian Tradition of Scientific Philosophy. avendo considerato la reciproca trasformazione dei quattro elementi. 107 Su questo punto insiste in modo convincente H.

111 Come si fa per lo più.. pongono l'infinito in questo modo: non invece come aria o acqua.sostanzialmente ne accetta la genuinità. La discussione su che cosa discernere come originale nel frammento e quanto invece attribuire a parafrasi è ancora aperta.. in termini piuttosto poetici». Se uno di questi fosse infinito. avremmo: «parlando di queste cose così in termini più poetici». Alle origini della filosofia greca.M. pp. cit. 65.L.M. Anassimandro e la scrittura della "legge" cosmica. trad. HAVELOCK. 90 ss.ποιητικωτέροις οὕτως ὀνόμασιν αὐτὰ λέγων – che potrebbe risalire allo stesso Teofrasto 110 . Introduzione a Talete. Le osservazioni lessicali di Kahn e i recenti riscontri di Sassi 116 sull'eco di formule di testi legislativi nel frammento suggeriscono. e da esso questi derivino (Aristotele. Sono infatti reciprocamente contrari. ben attestati dal VII-VI secolo a. in altre parole. 34 ... La precisazione ..L. infatti. GEMELLI MARCIANO. l'acqua è umida. SCHMITZ. 29-65. Anassimene. pp. Equality and Justice in Early Greek Cosmologies. 3-26. 5 204 b22- 29. GEMELLI MARCIANO in Die Vorsokratiker. VLASTOS. p. in questo caso prima parte (ἐξ ὧν δὲ ἡ γένεσίς ἐστι τοῖς οὖσι͵ καὶ τὴν φθορὰν εἰς ταῦτα γίνεσθαι) e conclusione (κατὰ τὴν τοῦ χρόνου τάξιν) sarebbero parafrasi teofrastee 115 . it. Nel mezzo troviamo soluzioni di compromesso 114 : prevalente è quella di riconoscere autentica citazione κατὰ τὸ χρεών· διδόναι γὰρ αὐτὰ δίκην καὶ τίσιν ἀλλήλοις τῆς ἀδικίας. p. di considerare anassimandreo tutto il testo dopo κατὰ τὸ χρεών (conclusione compresa). il senso dell'inciso sarebbe il seguente: «parlando di queste cose così. per esempio l'aria è fredda. Se. possiamo contrapporre quella di Kahn. il fuoco caldo. SASSI. Da questi plausibilmente Anassimandro ricava anche la coppia significativa δίκη-ἀδικία. con ἐξ ὧν che non appare riferirsi a nulla di quel che precede. 114 Si veda la discussione in proposito proposta da Conche (ANAXIMANDRE. 24-25. può essere interpretata in due modi diversi.): che lo scenario cosmico del discorso del Milesio sia filtrato attraverso il lessico giuridico e come trasposto in tribunale è tesi classica. Die Theologie der frühen griechischen Denker (1953).testuale citazione. elaborando la forma astratta τίσις (da τίνειν/τίνεσθαι. dunque. come subito chiariremo. da parte di Teofrasto. che – pur credendo plausibile. pp. 113 E. Anassimandro e la scrittura della "legge" cosmica.. pp. 22) di matrice peripatetica. cit. LAURENTI. 13. all'aura "esistenziale" del testo). SCHMITZ. 1961. per il quale le due formule si corrisponderebbero simmetricamente proprio come apertura e chiusura della citazione.. Fisica III. 155. p. SASSI. introducendo un ulteriore elemento accanto ai tradizionali 110 Nel suo complesso la formula è stata riconosciuta da Schmitz (H. cit. Affermano allora che <il corpo infinito> sia diverso <dagli elementi>. Fragments et Témoignages. Se invece si intende ποιητικωτέροις come un normale comparativo. Band I. l'espressione κατὰ τὸ χρεών rinvia a una lunga teoria di antiche attestazioni epigrafiche relative al destino dei defunti (contribuendo. pp. JAEGER. 161-164)... cit.. che ritiene parafrasi l'intero frammento. pp. che autorizza un rilievo sullo stile di Anassimandro. in La costruzione del discorso filosofico nell'età dei Presocratici. mentre la formula κατὰ τὴν τοῦ χρόνου τάξιν («secondo l'ordinamento/la disposizione del tempo» ovvero «secondo il tempo assegnato») evoca il riferimento al fattore temporale ossessivamente presente nei testi legislativi arcaici 118 . Die Vorsokratiker. affinché le altre cose non siano distrutte dall'infinito di quelle. 57-88. Anaximander und die Anfänge der griechischen Philosophie. 65. 119 G. ci segnalerebbe che quel che precede immediatamente è – almeno in parte . 116 M. Di diverso avviso H. cit. consentono oggi di confermare l'attendibilità della citazione. potrebbe suggerire che proprio dal complemento al relativo abbia inizio la citazione 117 ). Gli specifici rilievi testuali su frammenti di legislazioni arcaiche. W. Alla posizione estrema di Havelock. qualche intervento di aggiustamento del testo per la citazione . 115 In particolare κατὰ τὴν τοῦ χρόνου τάξιν sarebbe parafrasi teofrastea della formula originale anassimandrea κατὰ τὸ χρεών.A. p. ampiamente suffragata dalle ricerche sin dal secolo scorso 119 . gli altri sarebbero subito distrutti. 118 M. Anassimandro. DK 12 A16).. cit. tuttavia. 112 M... Firenze.C. andato perduto 113 . 117 R. cit. l'esordio del frammento ha certamente una risonanza peripatetica (ma il suo brusco attacco. La Nuova Italia. La teologia dei primi pensatori greci. cit. a seconda del valore attribuito al comparativo ποιητικωτέροις: se lo si intende come comparativo assoluto 111 . Esso. cit.. Per questo si veda M. Anaximander und die Anfänge der griechischen Philosophie. cit. Una chiara allusione al fatto che quel che precede è solo parafrasi 112 : addirittura versione in prosa di un originale in versi. p. e soprattutto ἀποτίνειν/ἀποτίνεσθαι. quindi.

SCHMITZ. Il cotesto La contestualizzazione ci consente di determinare il valore dei riferimenti presenti complessivamente nella testimonianza e nel frammento. Anche se rimane aperto il problema più generale di una possibile interazione tra cosmogonia ionica e teogonie orfiche 121 . come da componente primo immanente. τάξις i segni di un'impronta religiosa: Necessità. οἷον φωνῆς στοιχεῖα ἐ ξ ὧ ν σύγκειται ἡ φωνὴ καὶ ε ἰ ς ἃ διαιρεῖται ἔσχατα Elemento si dice ciò da cui. esse potrebbero richiamare.. p. 31..e nella letteratura neoplatonica - Proclo) 120 . Tempo e Giustizia come fondamentali divinità orfiche.. BERNABE'. 3 1014 a26-29).. cit. Anassimandro sarebbe stato convinto della loro inadeguatezza al ruolo di sostrato originario (οὐκ ἠξίωσεν ἕν τι τούτων ὑποκείμενον ποιῆσαι) e. L'originalità del contenuto . come riscontriamo anche nella tradizione dossografica più attendibile (Ippolito.. 122 Sono state le teogonie orfiche a incidere sulla cosmogonia ionica o. 21-22). Orphisme et Présocratiques: bilan et prospectives d'un dialogue complexe. Anaximander und die Anfänge dei griechischen Philosophie. introduce la citazione come evidenza (δῆλον) del fatto che. Pseudo-Plutarco). infatti. 125 In questo senso Hölscher (U. Il commento chiaramente accosta στοιχεῖα e ἐναντιότητες. dalla reciproca mutabilità degli elementi (τὴν εἰς ἄλληλα μεταβολὴν. pp. Si tratterebbe di una normale formula peripatetica.Fedro 248c . che sembrano escludere che il riferimento sia a τὸ ἄπειρον. pp.] εἰς ταῦτα) e alla produzione (e vicissitudine) di mondi 125 . è quella di G. e dunque suggerire un intervento di parafrasi (e sintesi) da parte di Teofrasto per introdurre la citazione vera e propria. SCHMITZ. COLLI. p. cit. secco e umido e così via») all'origine del processo cosmogonico. 124 In questo senso H. La sapienza greca. HÖLSCHER.C. pp. questa le ha influenzate? Il problema è stato opportunamente sollevato in W. i «contrari» (specificati come «caldo e freddo. Anzi. cit. Anaximander und die Anfänge dei griechischen Philosophie. per altro anche formalmente evocativo (ἐξ ἧς/ἐξ ὧν) nella sua costruzione. pp. Anaximander und die Anfänge der Philosophie. la cui direzione non è. ricorre a un neutro plurale (αὐτὰ λέγων) che pare naturalmente puntare nella stessa direzione (στοιχεῖα) 123 . coerente e sostenuta da osservazioni acute. Contro questa lettura si potrebbe far valere l'osservazione che la supposta citazione pare utilizzata a conferma del passo immediatamente precedente 124 : ἐξ ἧς ἅπαντας γίνεσθαι τοὺς οὐρανοὺς καὶ τοὺς ἐν αὐτοῖς κόσμους da cui originano tutti i cieli e i mondi in essi.] verso le stesse cose»). cit.. con il rilievo del carattere «piuttosto poetico» delle espressioni anassimandree. D'altra parte. 39. spinto a introdurre «qualcosa di diverso. χρόνος. tuttavia... Vol.con l'insolita (per un 120 Una ricostruzione in questo senso.. <una cosa> è costituita. 114).riscontri incrociati con la letteratura omerica o esiodea. In questo senso si potrebbe cogliere un'allusione a τὸ ἄπειρον (sebbene rimanga il problema del plurale ἐξ ὧν [. 211 ss. oltre alla nozione di ἀρχή (come si è visto). dunque. cit. al di là di essi» (τι ἄλλο παρὰ ταῦτα). GUTHRIE. Il commentatore. τάξις . 35 . 123 Di diverso avviso Schmitz (H. chiara 122 . con le due espressioni pronominali al plurale ἐξ ὧν [. viceversa.potrebbero direttamente alludere a essi. La relazione che introduce la citazione apertamente parla di στοιχεῖα: le parole di Anassimandro – parafrasate o riprese alla lettera nella prima parte del frammento . 1.reso come «decreto» - analogo all'orfico θεσμός (documentato in Platone .K. Volume II..] εἰς ταῦτα (letteralmente «le cose da cui [. A History of Greek Philosophy. anche la ripresa. cit. δίκη. p.. secondo cui il senso dell'affermazione sarebbe: «mit eher poetischen Namen eben diese Gedanken ausdrückend». In questo modo si ridimensiona il tentativo di leggere nella scelta di termini come χρέω.. 121 Di recente A. 297-299. Metafisica V.. 27 ss. una formula quasi identica impiegata da Aristotele per definire «elemento»: στοιχεῖον λέγεται ἐ ξ οὗ σύγκειται πρώτου ἐνυπάρχοντος ἀδιαιρέτου τῷ εἴδει εἰς ἕτερον εἶδος. indivisibile per specie in specie diversa: per esempio gli elementi della voce sono le cose da cu i la voce è costituita e le cose ultime ve rso c u i essa si divide (Aristotele.. espressione che indubbiamente ricalca e parafrasa la seconda parte del frammento).

Essa richiede in effetti di trattare accuratamente e complessivamente la causa [la ragione] della generazione e della distruzione [corruzione] (Fedone 95e- 96a). in effetti. come abbiamo ricordato. a forzare la posizione del Milesio nella semplificazione platonica. Secondo Teofrasto (che cita o forse parafrasa). A partire dal cotesto della citazione abbiamo ipotizzato che il referente ultimo dei complementi pronominali sia costituito dagli «elementi» ovvero dai «contrari» (che li costituiscono). ma anche in quanto la costruzione greca chiaramente allude al fatto che τὰ ὄντα si generano da e si corrompono in quelle realtà. tu non poni una questione da poco – disse. recuperandone il lessico nella propria parafrasi. ζητεῖς· ὅλως γὰρ δεῖ περὶ γενέσεως καὶ φθορᾶς τὴν αἰτίαν διαπραγματεύσασθαι Cebete. probabilmente richiamando un modello ormai definito e riconoscibile 129 . Introduzione a Talete.una conferma alla precedente. dovrebbe logicamente sostenere i rilievi della prima.. dunque. cit. p. 155-156. e cui allude Platone per designare la περὶ φύσεως ἱστορία: οὐ φαῦλον πρᾶγμα.. pp. ἔφη. 175. ὦ Κέβης. fondamentali in quanto ulteriori rispetto ai termini rappresentati da γένεσις e φθορά che identificano invece τὰ ὄντα («le cose che sono»). LAURENTI. la citazione teofrastea. potrebbe essere illustrazione teofrastea della prima. Anassimandro.ha. 130 Appare a nostro avviso forzata l'interpretazione di Laurenti (R. come credono alcuni. tuttavia. 160-161). invece. ma centrale risulta il ruolo dei contrari (τὰ ἐναντία). di sovrapporre le due prospettive di lettura: la prima (che seguiamo) si limita a specificare quanto la seconda delinea più sommariamente.. anche se. a posteriori. il greco τὰ ὄντα? Il 126 K.κατὰ τὸ χρεών («secondo necessità/secondo quanto dovuto») e κατὰ τὴν τοῦ χρόνου τάξιν («secondo l'ordinamento/la disposizione del tempo») – che si corrispondono. Riguardo alla genuinità dell'attacco . A che cosa propriamente si riferisce. La prima sentenza: ἐξ ὧν δὲ ἡ γένεσίς ἐστι τοῖς οὖσι͵ καὶ τὴν φθορὰν εἰς ταῦτα γίνεσθαι κατὰ τὸ χρεών le cose dalle quali invero è l'origine per le cose che sono. 129 Ma potrebbe essere stato Teofrasto. è stato fatto osservare 127 che la particella δέ non sembra aver valore esplicativo ma copulativo. La prima parte del frammento La scheggia di testo pervenutaci è sostanzialmente costituita da due sentenze. REINHARDT. pp. i riscontri su testi legislativi arcaici ne confermerebbero l'attendibilità anassimandrea. Anassimene. Abbiamo sottolineato come almeno la parte centrale possa essere considerata citazione letterale. appunto. ma aggiungere – citando . da cui le cose che sono hanno origine. tra loro connesse da γὰρ: la seconda.ἐξ ὧν δὲ -. 127 R. Entrambe si chiudono con formule . Introduzione a Talete. cui Teofrasto/Simplicio alludono 130 . cit. LAURENTI. anche concettualmente 128 . come se Teofrasto non intendesse chiarire con parole proprie quanto appena affermato. Il processo di generazione indicato nel passo origina dall'ἄπειρον. La ricostruzione della cosmogonia attraverso le testimonianze consente.peripatetico) congiunzione dei plurali οὐρανοὺς e κόσμους . cui alluderebbe. fatto supporre a Reinhardt 126 che in questo caso Teofrasto seguisse dappresso il testo di Anassimandro. Parmenides und die Geschichte die griechischen Philosophie. che pur correttamente insiste sul rilievo delle formule 36 . Anassimandro. avvenga anche la loro distruzione]. verso quelle stesse cose avviene anche la <loro> distruzione secondo necessità [è secondo necessità che verso le stesse cose. Anassimene. Anassimandro avrebbe proposto in questo modo lo stesso schema che ritroviamo nel contemporaneo Senofane: ἐκ γαίης γὰρ πάντα καὶ εἰς γῆν πάντα τελευτᾶι dalla terra in effetti tutto <deriva> e nella terra tutto finisce (DK 21 B27). opera una distinzione tra le realtà indicate dai pronomi ἐξ ὧν/εἰς ταῦτα. 128 La seconda. cit.

cit. disse che il principio è aria infinita. 132 Per esempio Kahn (op. mentre le altre cose derivano da quanto è da essa prodotto (DK 13 A7). «enti». tuttavia.termine – come d'altra parte γένεσις – è presente nella letteratura omerica ed è indubbiamente di uso arcaico 131 . τὰ δὲ λοιπὰ ἐκ τῶν τούτου ἀπογόνων Anassimene. 174 ss. verso gli stessi). anche lui milesio. 2 184 b15-25. fuoco e tutte le altre cose che appaiono esistenti in questo cosmo 133 .. Explaining the Cosmos. da cui si generano le cose che nascono e le cose che sono nate e quelle che nasceranno e gli dei e le cose divine.. i fatti che realmente accadono: quanto. Se attribuiamo all'espressione il suo valore generale. pp. aria. 178 ss. il rilievo sarebbe rivolto alla costante trasformazione delle masse elementari. aria. δὲ καὶ αὐτὸς ὢν Μιλήσιος. 70). a. 131 CH. comunque. e alla loro riduzione ai contrari originariamente distaccatasi dall'ἄπειρον. come pensano alcuni 132 .. la necessità della distruzione (φθορά) che segue la loro generazione (γένεσις). ἀέρα ἄπειρον ἔφη τὴν ἀρχὴν εἶναι.. 37 . pp. «cose che sono». al loro equilibrio.C. l'indovino Calcante. 133 Che l'espressione τὰ ὄντα assuma questo valore in determinati contesti. la conclusione del frammento autorizzi la prima lettura: διδόναι γὰρ αὐτὰ δίκην καὶ τίσιν ἀλλήλοις τῆς ἀδικίας κατὰ τὴν τοῦ χρόνου τάξιν esse. secondo l’ordinamento del tempo. intendere τὰ ὄντα nel senso ristretto di costitutivi elementari. Oxford. 2009. da cui . è sottolineato anche da J. acqua. figlio di Euristrato. e ritorna in formule simili anche nelle testimonianze su Anassimene: Ἀ. come attestato in Diogene di Apollonia (V sec. in particolare all'uso gorgiano richiamato in (Aristotele) Su Melisso.. H. KAHN. acqua. per esempio. nel valore più ristretto. Oxford University Press. ἐξ οὗ τὰ γινόμενα καὶ τὰ γεγονότα καὶ τὰ ἐσόμενα καὶ θεοὺς καὶ θεῖα γίνεσθαι. È vero. terra) da cui tutto il resto deriverebbe (e che nella tradizione successiva sarebbero state designate come «elementi»). υἱὸς δ’ Εὐρυστράτου. cit. e in Aristotele. Senofane e Gorgia 979 a13-18.) e Graham (D. vera e propria matrice delle masse (fuoco. evidentemente per Ippolito è in genere all'insuperabile limite di durata degli enti che si allude in Anassimandro: pronominali plurali. invece.): εἰ γὰρ τὰ ἐν τῶιδε τῶι κόσμωι ἐόντα νῦν. pagano le une alle altre pena e riscatto della colpa. Assumendo τὰ ὄντα. infatti. le cose passate e le cose a venire (Iliade I. Parmenides & Presocratic Philosophy. PALMER. Anaximander and The Origins of Greek Cosmology. limitatezza delle cose. Fisica 1. cit.. esso è impiegato per indicare ciò che esiste realmente.W. e il loro dissolversi nei costitutivi elementari donde originarono (ἐξ ὧν/εἰς ταῦτα. 35-36: egli si riferisce. La seconda parte del frammento L'impressione che possiamo ricavare dalle testimonianze antiche è che. in forza dei doni divini. è in grado di comunicare come verità: ὃς ᾔδη τά τ’ ἐόντα τά τ’ ἐσσόμενα πρό τ’ ἐόντα Egli [Calcante] conosceva le cose presenti. pp. γῆ καὶ ὕδωρ καὶ ἀὴρ καὶ πῦρ καὶ τὰ ἄλλα ὅσα φανεται ἐν τῶιδε τῶι κόσμωι ἐόντα se infatti le cose che sono ora in questo cosmo: terra.. A dispetto del lessico sorprendente (in ambito cosmogonico e cosmologico) della citazione. la successiva formula κατὰ τὸ χρεών rileverebbe l'intrinseca finitezza. pp. In questo senso. ai germi di contrarietà di cui ci informa Pseudo- Plutarco. GRAHAM. secondo cui esse si riferirebbero ai γόνιμα. 34-35). Sarebbe dunque possibile. sembra naturale intenderlo nel suo significato generale di «cose». che le indicazioni relative alla cosmogonia di Anassimandro insistono sul ruolo decisivo assegnato al conflitto dei contrari (caldo-freddo).

Lo schema che emerge complessivamente dalla testimonianza teofrastea e dal frammento di Anassimandro potrebbe allora confermare l'intuizione di forze elementari alla base della tradizionale 134 H. λέγει δὲ χρόνον ὡς ὡρισμένης τῆς γενέσεως καὶ τῆς οὐσίας καὶ τῆς φθορᾶς <Anassimandro> parla poi del tempo in quanto la generazione. τὸν δὲ ἄνθρωπον ἑτέρωι ζώιωι γεγονέναι. che.è chiaramente collegato ἀλλήλοις. Anaximander und die Anfänge dei griechischen Philosophie. Le piogge. i quali. diverrà più piccolo e che alla fine sarà tutto secco (DK 12  A27) Il discorso verte su masse elementari (aria. invece. l'insistenza della relazione sugli στοιχεῖα («avendo considerato la reciproca trasformazione dei quattro elementi . Luna). τουτέστι ἰχθύι. che fu poi prosciugato dal Sole e che l'evaporazione produsse i venti e le rivoluzioni di Sole e Luna. Al pronome αὐτά . di cui si valorizza proprio l'interazione.] τὰ δὲ ζῶια γίνεσθαι <ἐξ ὑγροῦ> ἐξατμιζομένου ὑπὸ τοῦ ἡλίου. Teofrasto intenda questi aspetti e che dunque il pronome αὐτά introduca la spiegazione del ciclo di quelle componenti attraverso l'idea di una compensazione globale nella reciproca offensività dei contrari che le connotano.che nella citazione sembra richiamare il precedente τοῖς οὖσι . [. ἀνέμους δὲ γίνεσθαι τῶν λεπτοτάτων ἀτμῶν τοῦ ἀέρος ἀποκρινομένων καὶ ὅταν ἀθροισθῶσι κινουμένων. si mettono in movimento. ὑετοὺς δὲ ἐκ τῆς ἀτμίδος τῆς ἐκ γῆς ὑφ’ ἥλιον ἀναδιδομένης· ἀστραπὰς δέ. in cui a essere coinvolti nel processo di reciproca compensazione sarebbero «i cieli e i mondi in essi [contenuti]». acqua) e su costitutivi cosmici (astri.. SCHMITZ. ὅταν ἄνεμος ἐμπίπτων διιστᾶι τὰς νεφέλας Gli astri hanno origine come cerchio infuocato. 31 ss. (7) I venti si producono dal distacco dall'aria dei vapori più sottili. freddo. fuoco. investendo le nubi. è produttivo di caldo e freddo fu separato alla generazione di questo mondo. si generano dall'umido. le spezza (DK 12 A11) εἶναι γὰρ τὸ πρῶτον ὑγρὸν ἅπαντα τὸν περὶ τὴν γῆν τόπον.» τὴν εἰς ἄλληλα μεταβολὴν τῶν τεττάρων στοιχείων οὗτος θεασάμενος) 134 . allora. L'uomo in principio è nato simile ad altro animale.. in tutti i casi condizionata dalla presenza dei contrari (caldo.. all'interno del suo commento. cit. sottoposto a evaporazione dal Sole. marcando alcuni passaggi: φησὶ δὲ τὸ ἐκ τοῦ ἀιδίου γόνιμον θερμοῦ τε καὶ ψυχροῦ κατὰ τὴν γένεσιν τοῦδε τοῦ κόσμου ἀποκριθῆναι καί τινα ἐκ τούτου φλογὸς σφαῖραν περιφυῆναι τῶι περὶ τὴν γῆν ἀέρι ὡς τῶι δένδρωι φ λ ο ι ό ν · ἧστινος ἀπορραγείσης καὶ εἴς τινας ἀποκλεισθείσης κύκλους ὑποστῆναι τὸν ἥλιον καὶ τὴν σελήνην καὶ τοὺς ἀστέρας Sostiene anche che ciò che. È plausibile.. secco. la Luna e gli astri (DK 12 A10) τὰ δὲ ἄστρα γίνεσθαι κύκλον πυρός. ὑπὸ δὲ τοῦ ἡλίου ξηραινόμενον τὸ μὲν διατμίσαν πνεύματα καὶ τροπὰς ἡλίου καὶ σελήνης φασὶ ποιεῖν. nel contesto della testimonianza di Teofrasto/Simplicio. si formano dal vapore che si leva dalla Terra sotto l'azione del Sole. una volta raccolti. I lampi hanno luogo quando il vento. Perciò credono anche che <il mare>. terra. come la scorza intorno all'albero. evoca i contrari. In questo senso appare dunque fondata la conclusione di Kahn che. prosciugandosi.] Gli animali. ἀποκριθέντα τοῦ κατὰ τὸν κόσμον πυρός. mentre quanto rimasto fu mare. propende per una lettura diversa. la forma duale che sottolinea la mutua offesa/riparazione (ἀδικία/δίκη/τίσις) scandita dalla successione temporale: essa punta decisamente a una conflittualità che. si formarono il Sole. Essendosi questa <sfera> spezzata e <i suoi frammenti> racchiusi in certi cerchi. cioè al pesce. l'esistenza e la dissoluzione risultato ben delimitate (DK 12 A11). inoltre. appunto. quando nella sua parafrasi ricorre a «le cose che sono» (τὰ ὄντα). che si è distaccato dal fuoco cosmico ed è circondato dall'aria. derivato dall’eterno. Terra. περιληφθέντα δ’ ὑπὸ ἀέρος [. τὸ δὲ λειφθὲν θάλατταν εἶναι· διὸ καὶ ἐλάττω γίνεσθαι ξηραινομένην οἴονται καὶ τέλος ἔσεσθαί ποτε πᾶσαν ξηράν Affermano che tutto lo spazio intorno alla terra fosse umido.. Per cercare di determinare il significato del frammento dobbiamo recuperare lo schema cosmogonico individuato nelle testimonianze. Come confermerebbe. παραπλήσιον κατ’ ἀρχάς. Sole. e da esso una sfera di fiamma si sviluppò intorno all'aria che circonda la terra.. 38 .. umido). pp. Simplicio intenda αὐτά (soggetto della formula διδόναι δίκην καὶ τίσιν ἀλλήλοις) riferito piuttosto a στοιχεῖα.

pp. più correttamente. eosque mundos modo dissolvi modo iterum gigni existimavit [questi principi delle cose Anassimandro credette fossero infiniti e] generassero innumerevoli mondi e le cose che in essi nascono. forse fino alla sua dissoluzione. nella distinzione anassimandrea tra: (i) il principio . la «cosmo- gono-phthoria» 135 ). in forme diverse. Essi intervengono costantemente a rompere e ricomporre i processi nei diversi stadi di formazione dell'ordine cosmico. Anassimandro e la scrittura della "legge" cosmica. all'interazione dei contrari è riconosciuta una funzione più complessa. 137 Contro la classica prospettiva di Vlastos di una giustizia cosmica attraverso l'equilibrio dei contrari si è decisamente schierato M. Dalle indicazioni che giungono dalla dossografia.. i probabili ipsissima verba del Milesio (la seconda parte del frammento) dovevano offrire una chiave generale per la cosmogonia e la cosmologia proposte: le letture 140 che.M. pensato eterno e stabile. marcano l'eguaglianza e l'equilibrio dei contrari nella giustizia cosmica non devono far perdere di vista il fatto che. Il carattere sentenzioso della citazione teofrastea ripresa da Simplicio e il suo possibile tenore "normativo" (intendendo l'infinito διδόναι come imperativo 138 : «devono pagare le une alle altre pena e riscatto della colpa») autorizzano l'ipotesi che il testo fosse collocato all'esordio dello scritto di Anassimandro 139 . 10. si esprimerebbe stabilmente la lotta dei contrari 137 . VLASTOS. opportunamente. ἄλλων μὲν ἀεὶ γινομένων ἄλλων δὲ φθειρομένων καὶ τὴν κίνησιν ἀίδιον ἔλεγον· ἄνευ γὰρ κινήσεως οὐκ ἔστι γένεσις ἢ φθορά Coloro che infatti posero i mondi infiniti di numero. altri corrompendosi).. nelle relazioni di Pseudo-Plutarco e Ippolito. ci si può spingere a ipotizzare che la conflittualità immanente al processo cosmogonico fosse interpretata da Anassimandro nel senso di «una successione di stadi di equilibrio precario ma crescente» 136 : dalla reciproca discriminazione di masse cosmiche alle costanti alternanze atmosferiche e stagionali. p. In questo senso. 16. secondo le testimonianze sopra riprodotte di Cicerone. 136 M. SASSI.. e sostennero che il movimento è eterno: poiché senza movimento non c'è generazione e corruzione. cit. Agostino e Simplicio (DK 12 A17): nativos esse deos longis intervallis orientis occidentisque. Anassimandro e la scrittura della "legge" cosmica. (iii) «le cose» (τὰ ὄντα). 58). p. 39 . «a causa del movimento eterno» (διὰ τῆς ἀιδίου κινήσεως). Stimava che questi mondi a un certo punto si dissolvano e poi di nuovo si producano [. che proprio in Anassimandro ed Eraclito troverebbe le sue espressioni primarie.. ὡς οἱ περὶ Ἀ. sottoposte alla vicissitudine di generazione e corruzione per azione dei contrari che le costituiscono. nascendo e perendo a lunghi intervalli. valorizzando in alternativa l'immaginario legale del cosmo come conflitto o competizione.concezione del mondo omerica ed esiodea (e delle stesse teogonie). GAGARIN.] οἱ μὲν γὰρ ἀπείρους τῶι πλήθει τοὺς κόσμους ὑποθέμενοι.M. 139 M. cit. ritennero che si generassero e corrompessero nell'infinito (alcuni sempre generandosi.τὸ ἄπειρον. 140 Come quella di Vlastos (G. Presses Universitaires de France. è che] gli dei abbiano origine. in Presocratic Philosophy. γινομένους αὐτοὺς καὶ φθειρομένους ὑπέθεντο ἐπ’ ἄπειρον. 17. e che essi siano mondi innumerevoli [. in contrapposizione all'instabilità degli elementi (στοιχεία)...] et innumerabiles mundos gignere et quaecumque in eis oriuntur. p. invece. Paris. p. da identificare con le componenti cosmiche elementari. a tutti i livelli. Democrito e più tardi di Epicuro. SASSI. 138 Si tratta di un interessante suggerimento della Sassi. καὶ Λεύκιππον καὶ Δημόκριτον καὶ ὕστερον οἱ περὶ Ἐπίκουρον. cit. eosque innumerabilis esse mundos [L'opinione di Anassimandro. 135 A.. (ii) i contrari (τὰ ἐναντία: di base «caldo» e «freddo») che scaturiscono per «separazione» (ἀποκρινομένων τῶν ἐναντίων). LAKS. 19-23.. 2006. Greek Law and the Presocratics. Leucippo. cit. e che producono con il proprio conflitto il processo cosmogonico (ovvero. come i seguaci di Anassimandro. Introduction à la «philosophie présocratique». Equality and Justice in Early Greek Cosmologies.

Anassimandro e la scrittura della "legge" cosmica. SASSI. ὥς φασιν ὅσοι μὴ ποιοῦσι παρὰ τὸ ἄπειρον ἄλλας αἰτίας οἶον νοῦν ἢ φιλίαν. e comprendere [abbracciare] tutte le cose e tutte le cose governare [dirigere]. p. Dell'ἄπειρον si osserva che (i) «abbraccia tutte le cose» (περιέχειν ἅπαντα) e (ii) «tutte le cose governa [dirige]» (πάντα κυβερνᾶν): sottolineature difficilmente compatibili (come d'altra parte quelle relative al moto primordiale nell'ἄπειρον) con la riduzione del principio a mera base materiale del divenire cosmico. per esempio Intelligenza o Amore. 50-51. LAURENTI. ἀλλ’ αὕτη τῶν ἄλλων εἶναι δοκεῖ καὶ περιέχειν ἅπαντα καὶ πάντα κυβερνᾶν. cit. 13-14.. 321. esso. dell'ordine: il tempo regola l'equilibrio dei contrari. è o principio o [deriva] da principio. Proprio per questo motivo diciamo che di esso [principio] non vi sia principio. 164. cit. e vi è un termine finale di ogni corruzione. I presocratici. p.in precedenza analizzata . E questo è il divino: è infatti s en za mo r te e s en za d is truz ion e [B3]. come sostengono Anassimandro e la maggioranza degli studiosi della natura (Aristotele.M. è ingenerato e incorruttibile: è necessario. esso sarebbe legge del cosmo 145 . cit. Secondo questa lezione dossografica. traducendo «secondo la disposizione di 141 Colli. pp. PASQUINELLI. 145 R. 63-64).Né si deve trascurare l'importante indicazione aristotelica .. οὐ ταύτης ἀρχή. Fisica III. cit. WEST.L. in quanto è un principio. 146 W. 143 M. come affermano quanti non pongono oltre all'infinito altre cause. dunque.. e ritiene la sostanza del ragionamento probabile ripresa di un argomento di Melisso (DK 30 A10). Conche.circa il ruolo dell'ἄπειρον: ἅπαντα γὰρ ἢ ἀρχὴ ἢ ἐξ ἀρχῆς. Stokes. dal momento che nel contesto il contributo di Anassimandro viene puntualmente citato per associare due caratteri del principio (ἀθάνατον e ἀνώλεθρον) al «divino» (τὸ θεῖον). opportunamente la Sassi ricorda come l'ἄπειρον sia sufficiente come garanzia del "decreto" cosmico. implementata con l'avallo religioso del tempio 144 . Introduzione a Talete. E ancora. Anassimene. Alla luce di questa linea di riflessione è possibile riconsiderare la presunta conclusione . esecutore di giustizia. ὥς φησιν ὁ Ἀναξίμανδρος καὶ οἱ πλεῖστοι τῶν φυσιολόγων Ogni cosa. Anassimandro. 116. in effetti. La filosofia greca arcaica e l'Oriente.κατὰ τὴν τοῦ χρόνου τάξιν – del frammento. Rispetto al contenuto del frammento di Anassimandro. Richiamare la possibile funzione direttiva dell'ἄπειρον comporta il ridimensionamento della tesi (Vlastos) di un equilibrio degli opposti puramente immanente: a dispetto dell'impegno esegetico di Vlastos. dal momento che vi sarebbe un limite di esso [apeiron]. questa suggestione ha spinto in passato a intendere il testo greco come «secondo la sentenza del tempo» (Jaeger).. da più parti 141 si è ipotizzato che Aristotele si appoggiasse a un argomento del Milesio. Frammenti e testimonianze. riconoscendo alla divinità un ruolo importante nel suo universo 143 . cit. infatti. che impone la norma universale (la reciproca compensazione) come legge divina 146 . καὶ τοῦτ’ εἶναι τὸ θεῖον· ἀ θ ά ν α τ ο ν γὰρ καὶ ἀ ν ώ λ ε θ ρ ο ν [B 3]. καὶ τελευτὴ πάσης ἐστὶ φθορᾶς. inducendone la successione ed evitandone l'assolutizzazione: in questo senso. e il suo accostamento al «divino» potrebbe solo accentuare il ruolo di «regolatore forte». La teologia dei primi pensatori greci. che impone limiti temporali all'ingiustizia. 4 203 b6. che ciò che è generato abbia una fine. 142 A. DK 12 A15). ἔτι δὲ καὶ ἀγένητον καὶ ἄφθαρτον ὡς ἀρχή τις οὖσα· τό τε γὰρ γενόμενον ἀνάγκη τέλος λαβεῖν. i connotati dell'ἄπειρον anassimandreo anticiperebbero quelli del Nous anassagoreo. Come in precedenza segnalato. p. attribuendo valore soggettivo al genitivo: Anassimandro avrebbe alluso al tempo come potenza ordinatrice. 144 M. pp. Band I. JAEGER. cit. ma che sembra essere esso stesso principio delle altre cose. ovvero. tra gli altri. dell'apeiron però non v'è principio. Kahn. West ha in proposito osservato come il Milesio non fosse «un rigoroso razionalista». l'ἄπειρον per Anassimandro doveva rappresentare anche l'elemento divino che guida e regge i processi di generazione e corruzione 142 . Come già rilevato. riferendolo cioè a un Tempo giudice (di cui si ha eco in Solone). 40 . Tutto avviene secondo il tempo... pp. τοῦ δὲ ἀπείρου οὐκ ἔστιν ἀρχή· εἴη γὰρ ἂν αὐτοῦ πέρας. In generale più scettica di fronte a questa testimonianza aristotelica appare la posizione della Gemelli Marciano (Die Vorsokratiker. secondo il modello della legge greca. la quale intende il riferimento aristotelico rivolto genericamente ai pensatori precedenti e non specificamente ad Anassimandro. διὸ καθάπερ λέγομεν.

da cui (ἐκ πυρὸς) scaturiscono e a cui (εἰς πῦρ) sono ricondotte «le cose che sono» (τὰ ὄντα). SCHMITZ. ποιεῖ δὲ καὶ τάξιν τινὰ καὶ χρόνον ὡρισμένον τῆς τοῦ κόσμου μεταβολῆς κατά τινα εἱμαρμένην ἀνάγκην. 91. Per valutare correttamente è tuttavia necessario considerare il contesto generale della notizia di Simplicio: nelle righe che precedono immediatamente le considerazioni su Anassimandro. καὶ εἴπερ μὴ ἦν χρόνος. cit. In questo senso. ma fu sempre. DK 22 A5). secondo una certa infallibile necessità (Simplicio. Commento alla Fisica. Egli pone anche un certo ordine e un tempo determinato nella trasformazione del cosmo. personifica la regola nell'ordinamento del mondo 147 . Teofrasto evidenzierebbe a un tempo la funzione di sostrato originario del fuoco (πῦρ). Anche Ippaso metapontino e Eraclito efesio affermavano a loro volta che <il principio> è uno. cit. che tutto circonda e governa. in Um die Begriffswelt der Vorsokratiker. ὡς ταύτης μιᾶς οὔσης φύσεως τῆς ὑποκειμένης· πυρὸς γὰρ ἀμοιβὴν εἶναί φησιν Ἡράκλειτος πάντα. 148 In questa direzione H. che viene ravvivato secondo misura e estinto secondo misura (DK 22 B30). Madrid. in una sorta di «scambio» (ἀμοιβή) scandito in modo regolare: l'espressione conclusiva . Der Satz des Anaximanders von Milet (1938). 24. in associazione con Necessità (Ἀνάγχη). leggiamo: Ἵππασος δὲ ὁ Μεταποντῖνος καὶ Ἡράκλειτος ὁ Ἐφέσιος ἓν καὶ οὗτοι καὶ κινούμενον καὶ πεπερασμένον. intende sottolineare come le trasformazioni e i processi cosmici siano ordinati periodicamente 149 ..ποιεῖ δὲ καὶ τάξιν τινὰ καὶ χρόνον ὡρισμένον τῆς τοῦ κόσμου μεταβολῆς κατά τινα εἱμαρμένην ἀνάγκην – che certamente può evocare il frammento anassimandreo. 41 . 26 ss. Teofrasto. BERNABÉ y F. p.. e di nuovo le risolvono nel fuoco. ἀλλὰ πῦρ ἐποίησαν τὴν ἀρχὴν καὶ ἐκ πυρὸς ποιοῦσι τὰ ὄντα πυκνώσει καὶ μανώσει καὶ διαλύουσι πάλιν εἰς πῦρ. Anaximander und die Anfänge dei griechischen Philosophie. οὕτως ἡ γένεσις διὰ τὸν χρόνον ἐν τάξει διακέκριται. in movimento e limitato. σύγχυσις ἂν ἦν καὶ τῶν γενέσεων καὶ τῶν πράξεων. infatti. ma ponevano il fuoco come principio e dal fuoco fanno derivare le cose che sono per condensazione e rarefazione. come i beni sono scambio con oro e l’oro scambio con beni (DK 22 B90) κόσμον τόνδε͵ τὸν αὐτὸν ἁπάντων͵ οὔτε τις θεῶν οὔτε ἀνθρώπων ἐποίησεν͵ ἀλλ΄ ἦν ἀεὶ καὶ ἔστιν καὶ ἔσται πῦρ ἀείζωον͵ ἁπτόμενον μέτρα καὶ ἀποσβεννύμενον μέτρα il mondo ordinato.. è e sarà un fuoco semprevivente. CASADEÚS (coords.). che richiamerebbe direttamente due evidenze testuali eraclitee: πυρός τε ἀνταμοιβὴ τὰ πάντα καὶ πῦρ ἁπάντων ὅκωσπερ χρυσοῦ χρήματα καὶ χρημάτων χρυσός tutte le cose sono scambio con fuoco e il fuoco scambio con tutte le cose. II. l'ulteriore passo teofrasteo può essere impiegato a sostegno dell'ipotesi che la formula κατὰ τὴν τοῦ χρόνου τάξιν costituisca effettivamente soluzione peripatetica per restituire l'idea di necessità presente nelle parole (κατὰ τὸ χρεών) di Anassimandro: un'idea che Simplicio riprende in un rilievo contenuto nel Commento alle Categorie (356. p. Eraclito afferma. Akal. cit. 1-6. 2008. p. infatti. 92). pp. e probabilmente interpreta liberamente il testo di Eraclito (ἁπτόμενον μέτρα καὶ ἀποσβεννύμενον μέτρα). secondo l'indicazione aristotelica: modalità in cui arcaicamente si esercita la funzione (politica) di ἀρχή 148 . 1145. come si trattasse dell'unica natura che funga da sostrato. lo stesso per tutti. in A. a cogliervi un richiamo alla divinità orfica che. 27-30) 150 : ὡς γὰρ τὸ ὂν διὰ τὸν αἰῶνα ἅμα ὅλον ἐστὶν ἐν ἑνὶ συνῃρημένον. 149 F. BERNABÉ. Ma il tempo potrebbe intendersi più semplicemente come l'ordine esperibile del dominio del divino ἄπειρον. Anche in questo caso fonte di Simplicio è stato considerato. ὡς συγκεχύσθαι τοῖς ἐπὶ τῶν Τρωικῶν τὰ νῦν 147 Da ultimo A. El Orfismo y los demás filósofos presocráticos. Orfeo y la tradicíon órfica. DIRLMEIER.Tempo». Un reencuentro. nessun dio o uomo fece. da Diels.. che tutte le cose sono scambio del fuoco. immortale. 150 La segnalazione è di Dirlmeier (op.

. In secondo luogo. che sia impegnato nell'arte del vivere. valorizzando in particolare (contro Eratostene. [. 1). οἰκείως προσάπτονται καὶ τῶν οὐρανίων καὶ γεωμετρίας. εἰρήκασι συχνοί. ὅσοι τόπων ἰδιότητας λέγειν ἐπιχειροῦσιν. (Strabone I. ἡ μὲν πρὸς τὰ πολιτικὰ καὶ τὰς ἡγεμονικὰς πράξεις. frutti e di tutto quel che vi è da vedere nelle varie regioni – presuppone lo stesso uomo. per esempio si confonderebbero gli eventi della guerra di Troia e quelli contemporanei. e I secolo d. ὁ πολίτης αὐτοῦ. interagendo reciprocamente. ὧνπερ τὴν φιλοσοφίαν ἐπιστήμην φασίν. οὐκ ἄλλου τινός ἐστιν ἢ τοῦ τὰ θεῖα καὶ τὰ ἀνθρώπεια ἐπιβλέποντος. καὶ τὴν γεωγραφικήν. piante. ἄνδρες φιλόσοφοι. εὖ δὲ καὶ Ἵππαρχος ἐν τοῖς πρὸς Ἐρατοσθένην διδάσκει. Strabone (vissuto a cavallo tra I secolo a. come ogni altra scienza. di animali.. sia sul profilo di competenze richiesto nella disciplina: Τῆς τοῦ φιλοσόφου πραγματείας εἶναι νομίζομεν. In primo luogo. l'essere è raccolto in unità attraverso l'eternità..] πάντες. ὧν τοὺς πρώτους μεθ’ Ὅμηρον δύο φησὶν Ἐρατοσθένης. Conclusione: la polymathia di Anassimandro In apertura dei suoi Geographica. e ancora i loro successori. E così pure l'utilità della geografia – che è molteplice. così il divenire è suddiviso ordinatamente attraverso il tempo: se non ci fosse il tempo.. con l'obiettivo di rivendicare le nobili ascendenze dell'indagine. φανεροὶ δὲ καὶ οἱ ἐπακολουθήσαντες αὐτῷ ἄνδρες ἀξιόλογοι καὶ οἰκεῖοι φιλοσοφίας. σχήματα καὶ μεγέθη καὶ ἀποστήματα καὶ κλίματα δηλοῦντες καὶ θάλπη καὶ ψύχη καὶ ἁπλῶς τὴν τοῦ περιέχοντος φύσιν. τὸν αὐτὸν ὑπογράφει ἄνδρα. Polibio e Posidonio. infatti. è evidente da molti elementi. coloro che per primi si avventurarono a trattarla ebbero una natura filosofica – Omero. e quello di Anassimandro ed Ecateo (come sopra abbiamo già registrato): Νυνὶ δὲ ὅτι μὲν Ὅμηρος τῆς γεωγραφίας ἦρξεν. ἥ τε πολυμάθεια. la cui conoscenza si dice essere la filosofia. cioè della felicità. che comporta l'attribuzione di limiti determinati agli enti. καθὼς καὶ Ἐρατοσθένης φησί· καὶ Δημόκριτος δὲ καὶ Εὔδοξος καὶ Δικαίαρχος καὶ Ἔφορος καὶ ἄλλοι πλείους· ἔτι δὲ οἱ μετὰ τούτους. Come. attraverso il successivo prevalere di elementi o qualità contrarie che da essa si sono distaccati. non è altro che quello di colui che ha investigato le cose divine e quelle umane. ἀδύνατον [αὐτὴν] λαβεῖν ἄνευ τῆς τῶν οὐρανίων καὶ τῆς τῶν ἐκλειπτικῶν τηρήσεων ἐπικρίσεως [. Eratostene. ovvero – nel caso di Eraclito – da successive variazioni di opposta intensione (accensione-spegnimento). Appare dunque prudente valorizzare. δι’ ἧς μόνης ἐφικέσθαι τοῦδε τοῦ ἔργου δυνατόν. che ora propongo di indagare. ὅτι παντὶ καὶ ἰδιώτῃ καὶ τῷ φιλομαθοῦντι τῆς γεωγραφικῆς ἱστορίας προσηκούσης. credo. è. imposti dall'inesauribile vitalità della natura originaria. Ὅμηρός τε καὶ Ἀναξίμανδρος ὁ Μιλήσιος καὶ Ἑκαταῖος.C. ὡς δ’ αὕτως καὶ ἡ ὠφέλεια ποικίλη τις οὖσα. Ἐρατοσθένης τε καὶ Πολύβιος καὶ Ποσειδώνιος. Ἀναξίμανδρόν τε Θαλοῦ γεγονότα γνώριμον καὶ πολίτην καὶ Ἑκαταῖον τὸν Μιλήσιον· τὸν μὲν οὖν ἐκδοῦναι πρῶτον γεωγραφικὸν πίνακα. τὸν δὲ Ἑκαταῖον καταλιπεῖν γράμμα. materia del filosofo. Ἀλλὰ μὴν ὅτι γε δεῖ πρὸς ταῦτα πολυμαθείας. ἡ δὲ πρὸς ἐπιστήμην τῶν τε οὐρανίων καὶ τῶν ἐπὶ γῆς καὶ θαλάττης ζῴων καὶ φυτῶν καὶ καρπῶν καὶ τῶν ἄλλων ὅσα ἰδεῖν παρ’ ἑκάστοις ἔστι. il sapere enciclopedico [polymathia]. attraverso il quale solamente è possibile intraprendere questa indagine. ὅτι δ’ οὐ φαύλως νομίζομεν ἐκ πολλῶν δῆλον· οἵ τε γὰρ πρῶτοι θαρρήσαντες αὐτῆς ἅψασθαι τοιοῦτοί τινες ὑπῆρξαν. 1. nel confronto tra i due passi. vi sarebbe confusione di generazioni e azioni.come ha già sostenuto Eratostene.] [. filosofi [uomini filosofi] furono pure Democrito e Eudosso. soprattutto la nozione di «necessità». sia rispetto alle cose politiche e alle attività militari [di comdando]. sia per la conoscenza delle cose celesti e di quelle terrestri e marine. Che non giudico in vano.) sottolinea la pertinenza filosofica dell'indagine geografica insistendo sia sul dato storico. ἀρκείτω τὰ λεχθέντα. ἣν νῦν προῃρήμεθα ἐπισκοπεῖν.] 42 .C. πιστούμενον ἐκείνου εἶναι ἐκ τῆς ἄλλης αὐτοῦ γραφῆς. Dicearco e Eforo e con loro molti altri. una delle sue fonti) il contributo geografico di Omero. Anassimandro di Mileto ed Ecateo suo concittadino ... εἴπερ ἄλλην τινά. τὸν φροντίζοντα τῆς περὶ τὸν βίον τέχνης καὶ εὐδαιμονίας La geografia [<scienza> geografica].

si sono levate due opinioni tra gli specialisti di filosofia della natura e tra quelli di storia. mentre Ecateo lasciò un disegno confidando che fosse di quello [Anassimandro]. ἧς μέρος ἡ οἰκουμένη [. Un gruppo. che in queste cose sia necessario un sapere enciclopedico [polymathia]... infatti. in base all'altra sua produzione.] μηδὲν ἐφρόντισε [.] Tutti coloro che si impegnano a descrivere le peculiarità dei luoghi. Il quadro di conoscenze secondo l'autore coinvolte nella ricerca e le articolazioni enciclopediche previste per la disciplina possono essere indicativi almeno di come Strabone plausibilmente si rappresentasse l'attività intellettuale di Anassimandro – cui è riconosciuta una posizione di rilievo. μηδέποτε τῆς αὐτῶν τεκνώσεως ἀρχὴν ἐσχηκυίας· οἱ δὲ γεννητὸν καὶ φθαρτὸν εἶναι νομίσαντες ἔφησαν ὁμοίως ἐκείνῳ τοὺς ἀνθρώπους τυχεῖν τῆς πρώτης γενέσεως ὡρισμένοις χρόνοις. ed Ecateo il Milesio. οἷον ζῴων καὶ φυτῶν καὶ τῶν ἄλλων. allievo e concittadino di Talete.]. Molti sostengono.] φέρε δὴ τῇ τοσαύτῃ πολυμαθείᾳ προσθῶμεν τὴν ἐπίγειον ἱστορίαν.. per quanto riguarda l'origine prima degli uomini. temperature [caldo e freddo] e in generale la natura dell'atmosfera [di ciò che circonda]. τὸν δ’ ἀέρα κινήσεως τυχεῖν συνεχοῦς. È noto come anche coloro che lo seguirono fossero uomini di valore e versati nella filosofia: di costoro Eratostene sostiene che i primi dopo Omero furono due: Anassimandro. conseguire conoscenza adeguata nella ricerca geografica senza la determinazione dei cieli e delle eclissi osservate. Κατὰ γὰρ τὴν ἐξ ἀρχῆς τῶν ὅλων σύστασιν μίαν ἔχειν ἰδέαν οὐρανόν τε καὶ γῆν. μὴ λαβὼν τὴν μεταβολὴν ἐκ τοῦ κατ’ ὀλίγον. τὴν δ’ ὅλην γῆν. εἰ τὴν οἰκουμένην γλιχόμενος σαφῶς ἐξειπεῖν τῶν μὲν οὐρανίων ἐτόλμησεν ἅψασθαι καὶ χρήσασθαι πρὸς τὴν διδασκαλίαν... ὅσα χρήσιμα ἢ δύσχρηστα φέρει γῆ τε καὶ θάλασσα [. ἀναφυῆναι παντοδαποὺς τύπους ζῴων. [.. ha sostenuto che anche la specie degli uomini sia esistita dall'eternità. καὶ τῶν ὑμένων διακαυθέντων τε καὶ περιρραγέντων. comune o specialista.e offrire forse qualche indizio sulla struttura del primo scritto Περὶ φύσεως di cui si abbia attestazione.] Inoltre. per mostrare che Omero fu l'iniziatore della geografia. (Strabone I.. nel suo trattato Contro Eratostene. 11-15). τὰς δ’ ἡμέρας ὑπὸ τοῦ καύματος στερεοῦσθαι· τὸ δ’ ἔσχατον τῶν κυοφορουμένων τὴν τελείαν αὔξησιν λαβόντων. non essendoci mai 43 . ζωογονουμένων δὲ τῶν ὑγρῶν διὰ τῆς θερμασίας τὸν εἰρημένον τρόπον τὰς μὲν νύκτας λαμβάνειν αὐτίκα τὴν τροφὴν ἐκ τῆς πιπτούσης ἀπὸ τοῦ περιέχοντος ὁμίχλης. καὶ τὸ μὲν πυρῶδες αὐτοῦ πρὸς τοὺς μετεωροτάτους τόπους συνδραμεῖν.. ταύτην δὲ τὸ μὲν πρῶτον τοῦ περὶ τὸν ἥλιον πυρὸς καταλάμψαντος πῆξιν λαβεῖν.): περὶ τῆς πρώτης τοίνυν γενέσεως τῶν ἀνθρώπων διτταὶ γεγόνασιν ἀποφάσεις παρὰ τοῖς νομιμωτάτοις τῶν τε φυσιολόγων καὶ τῶν ἱστορικῶν· οἱ μὲν γὰρ αὐτῶν ἀγέννητον καὶ ἄφθαρτον ὑποστησάμενοι τὸν κόσμον. [. insegna in vero che è impossibile per un uomo. 1. Ora. Ὁ δ’ οὕτω μετεωρίσας ἤδη τὴν διάνοιαν οὐδὲ τῆς ὅλης ἀπέχεται γῆς· φαίνεται γὰρ γελοῖον. spero... e anche Ipparco. alle origini di quella tradizione di studi . che assume che il cosmo sia ingenerato e incorruttibile. ἐπειδὰν τῆς χώρας κατεψυγμένης ἄφνω διάπυρος ἐπειδὰν τῆς χώρας κατεψυγμένης ἄφνω διάπυρος ὁ ἀὴρ γένηται. μεμιγμένης αὐτῶν τῆς φύσεως· μετὰ δὲ ταῦτα διαστάντων τῶν σωμάτων ἀπ’ ἀλλήλων. se colui che vuol dar conto chiaramente del mondo abitato si è spinto a studiare le cose celesti e a usarle per l'insegnamento. Aggiungiamo dunque a questo sapere enciclopedico la storia terrestre – cioè degli animali. quanto detto è sufficiente. ἀπεφήναντο καὶ τὸ γένος τῶν ἀνθρώπων ἐξ αἰῶνος ὑπάρχειν.. τὸν μὲν κόσμον περιλαβεῖν ἅπασαν τὴν ὁρωμένην ἐν αὐτῷ σύνταξιν. si applicano particolarmente alle cose celesti e alla geometria. delle piante e di quanto di giovevole o pericoloso producono la terra e il mare. καὶ γενέσθαι περὶ αὐτὰ σηπεδόνας ὑμέσι λεπτοῖς περιεχομένας· ὅπερ ἐν τοῖς ἕλεσι καὶ τοῖς λιμνάζουσι τῶν τόπων ἔτι καὶ νῦν ὁρᾶσθαι γινόμενον. distanze e climi. colui che così ha sollevato una volta il pensiero alle cose celesti. ἀνωφεροῦς οὔσης τῆς τοιαύτης φύσεως διὰ τὴν κουφότητα· ἀφ’ ἧς αἰτίας τὸν μὲν ἥλιον καὶ τὸ λοιπὸν πλῆθος τῶν ἄστρων ἐναποληφθῆναι τῇ πάσῃ δίνῃ· τὸ δὲ ἰλυῶδες καὶ θολερὸν μετὰ τῆς τῶν ὑγρῶν συγκρίσεως ἐπὶ ταὐτὸ καταστῆναι διὰ τὸ βάρος· εἰλούμενον δ’ ἐν ἑαυτῷ συνεχῶς καὶ συστρεφόμενον ἐκ μὲν τῶν ὑγρῶν τὴν θάλατταν. non trascurerà la terra nel suo insieme: appare ridicolo. ἔπειτα διὰ τὴν θερμασίαν ἀναζυμουμένης τῆς ἐπιφανείας συνοιδῆσαί τινα τῶν ὑγρῶν κατὰ πολλοὺς τόπους.] Per ora. ἐκ δὲ τῶν στερεμνιωτέρων ποιῆσαι τὴν γῆν πηλώδη καὶ παντελῶς ἁπαλήν.. Nella stessa direzione potrebbe risultare molto utile anche un passo della Biblioteca storica di Diodoro Siculo (I secolo a. Anassimandro fu poi il primo a produrre una tavola geografica. illustrando figure e grandezze. che non presti poi attenzione alla terra intera. di cui la regione abitata è parte [.C. comunque.

cit. la ricerca dell'ἀρχή in Anassimandro sarebbe stata allora proposta come un complessivo racconto delle origini e degli sviluppi dell'universo fisico e umano. and the way in which it had come to be what it is» (Cherniss) 152 . In ogni caso. simile all'argilla e completamente soffice.già in passato identificata. capacità di pensare le tappe dell’evoluzione della terra e la connessa comparsa e affermazione della vita vegetale. Σφαῖρα). 2004. dall'umido formò il mare. quando i corpi si separarono gli uni dagli altri. 151 A insistere sulla polymathia come «tratto ideoneo a caratterizzare la comunità di physiologoi» è L. L’ideazione del pinax. la cui intenzione . quando gli embrioni si erano pienamente sviluppati. Una forma di sapere. 136. fu prodotto ogni genere di vita animale. I testi rivelano come i due autori potessero richiamare un modello consolidato περὶ τῆς πρώτης γενέσεως risalente ai φυσιολόγοι: mentre Strabone si richiama a Mileto. da ciò che è più solido la terra. p. il cosmo assunse in tutte le sue parti l'ordinamento che oggi si può vedere: l'aria manifestò un moto continuo. come per il cosmo. Rispetto all'interpretazione tradizionale. Un fenomeno analogo può ancora registrarsi in luoghi paludosi o acquitrinosi. 44 . ovvero di astronomia (Περὶ τῶν ἀπλανῶν) e di geografia (Γῆς περίοδος. espressione della grande capacità astrattiva e immaginativa e. se guardiamo al dettaglio della cosmogonia riassunta dallo storico siciliano. Ciò che era melmoso e fangoso per la composizione umida affondò nello stesso luogo a causa del suo peso. ROSSETTI. Non appena il Sole illuminò la terra. ethnological and cultural. dal momento che quanto è di tale natura si muove verso l'alto a causa della propria leggerezza. ROSSETTI (ed. divenuto freddo. essendo mescolata la loro natura. Poi. come se. Greek Philosophy in the New Millenium. cit. L'attribuzione ad Anassimandro di opere sulla natura in generale (ἔγραψε Περὶ φύσεως). di cui il geografo e lo storico riconoscono esplicitamente l'approccio multidisciplinare 151 (πολυμάθεια) che riserva particolare rilievo alle conoscenze in senso lato geografiche. stato un tempo in cui avvenisse la loro generazione.appare effettivamente traduzione laica del disegno della Teogonia esiodea 153 . tutto si solidificò. Diodoro citerà Ἀναξαγόρας ὁ φυσικός. animale e infine umana 154 . si fosse fissato uno schema esplicativo di fondo. quella del Milesio. di notte le creature viventi ricevevano nutrimento dalla nebbia che discendeva dall'aria circostante. 152 G. è investito dall'aria fattasi improvvisamente e rapidamente molto calda. 108. al di là della raccolta di notizie di viaggiatori e navigatori e della diretta esperienza dei luoghi. NADDAF. Sankt Augustin. Academia Verlag. Per questo motivo il Sole e la moltitudine degli altri astri furono coinvolti nel vortice universale. secondo Strabone).. e in essa l'elemento igneo si raccolse nelle regioni superiori.per organizzare i dati in termini razionalmente coerenti e accettabili e soprattutto rappresentarli in modo intuitivo e schematico -. l'applicazione specifica alla mappatura della terra (καὶ γῆς καὶ θαλάσσης περίμετρον πρῶτος ἔγραψεν. ha affermato che anche per gli uomini. poi ribadito e riarticolato. 154 Su questo punto l'analisi di L. Secondo la loro ricostruzione. e dal momento che la sua superficie fermentava a causa del calore. Mentre l'umido era così impregnato di vita dal calore. e qui rigonfiamenti coperti da delicate mebrane si manifestarono.) attesta una potenza di visione ed elaborazione . D.L. quando in principio l'universo fu formato. di giorno invece si solidificavano per l'intenso calore: alla fine. e le membrane adeguatamente riscaldate si erano aperte. e le notizie relative alla sua cosmogonia. geologiche e astronomiche. L'altro gruppo. invece. ritroviamo impressionanti analogie con la ricostruzione della dottrina di Anassimandro che ci propone la dossografia. della non comune capacità di sintesi: capacità di pensare la totalità dello spazio (e forse per la prima volta "vedere" la forma della terra) e dei corpi che lo occupano. che possiamo considerare analoga a quella coinvolta nella ricostruzione cosmogonica che ci giunge attraverso Pseudo-Plutarco e Ippolito. ovvero «to give a description of the inhabited earth. The Greek Concept of Nature. in polemica con le distorsioni peripatetiche. «mediale Innovation» di Anassimandro. quando il terreno. 6-7). In altre parole. a nostro avviso. vi è stata un'origine prima in tempi determinati. nel passaggio da Anassimandro ad Anassimene (come vedremo). parti di umido si sollevarono e concentrarono in molti luoghi. come «to sketch the life-history of the cosmos from the moment of its emergence from infinitude to the author's own time» (Heidel). geographical. (I. p. e alla ricostruzione dell'affermazione degli esseri viventi.). 153 Ibidem. volgendosi continuamente su se stesso ed essendo compresso.. ritenendo che il cosmo sia generato e corruttibile. consentono di riconoscerne la geniale originalità (e anche l'indipendenza intellettuale rispetto a Talete). con specifico riferimento alle comunità umane (donde l'utilità "politica" della geografia. cielo e terra avevano un'unica apparenza.

molti e pure ridicoli (Ecateo. Dario Zucchello Revisione: Como. The Greek Concept of Nature. sia quello della ciclica interazione tra acqua e terra nello sviluppo delle forme di vita.i cui frammenti richiamano (tra l'altro) sia il tema dell'origine. Paideia. NADDAF. New Studies in the Origins of Greek Philosophy. 641. p. Analogamente. ma si dice certo che egli si riferisca all'insegnamento di costui. 157 G. ma comunque informativo e di valore . vol.opinabile e precario. in effetti. frammento 1a. L'accostamento. 99 ss. von FRITZ.. infatti. NADDAF. Jacoby). i discorsi degli Elleni. ὥς μοι δοκεῖ ἀληθέα εἶναι· οἱ γὰρ Ἑλλήνων λόγοι πολλοί τε καὶ γελοῖοι. ma Naddaf ha di recente avanzato 157 l'ipotesi della dipendenza della polymathia di Ecateo 158 dallo schema della περὶ φύσεως ἱστορία del più anziano milesio e forse anche dai suoi contenuti. 156 W. JAEGER. di Γενεαλογίαι (Genealogie) e di Ἱστορίαι (Storie) . sia infine la questione del progresso delle comunità umane e delle loro relative posizioni di valore – abbia attinto alla stessa fonte.è ulteriormente significativa. 1: L'età arcaica. NADDAF. altrimenti l'avrebbe insegnata a Esiodo e Pitagora e ancora a Senofane e Ecateo (DK 22 B40) 159 G. in Anaximander in Context. lo studioso suggerisce 159 la possibilità che pure Senofane . pp. nelle testimonianze. pp. εἰσίν Ecateo milesio parla in questo modo: scrivo le cose come a me sembrano essere vere. Doxographi Graeci 351). che mantiene distinto ciò che è determinato per approssimazione ed è costantemente passibile di revisione da ciò che è propriamente conosciuto con certezza (una sorta di anticipazione della doxa parmenidea). 9- 69. nella misura in cui vi ritroviamo attestata la ἱστορία come osservazione e ricerca che coinvolge speculazione cosmica: Ἡράκλειτος καὶ Ἑκαταῖος ἄναμμα νοερὸν τὸ ἐκ θαλάττης εἶναι τὸν ἥλιον Eraclito e Ecateo <sostengono> che il Sole è un ammasso incandescente. 98-99. Paideia. (Aëtius. trad. cit.. Le origini della scienza in Grecia..l'espressione di una «cultura dell’attendibilità». è stato propriamente Ecateo (e non Anassimandro) a essere riconosciuto come «il primo che dalla fisica in generale passasse ad applicare la "esplorazione" specialmente alla terra abitata» 156 . come a me appaiono. La Nuova Italia. G. sono. Nella tradizione. cit. 32 nota) esclude che Ecateo possa essere stato discepolo di Anassimandro..Rossetti ha ritrovato in questa forma di sapere . it. cit. Fragmenta ediz.. Die Formung des griechischen Menschen (1944). p. 1978. che si può pensare sia nutrito dal mare [dalle esalazioni del mare]. Apogeo e crisi dello spirito attico. di Anassimandro alla figura del conterraneo e (giovane) contemporaneo Ecateo 155 – autore di una Περίοδος γῆς (Sinossi della terra) e di una Περιήγησις (Esplorazione). cit. La formazione dell'uomo greco. 45 . pp. ma soprattutto esperienza del mondo umano: Ἑκαταῖος Μιλήσιος ὧδε μυθεῖται· τάδε γράφω. ὡς ἐμοὶ φαίνονται. Anthropogony and Politogony in Anaximander of Miletus. Firenze. The Greek Concept of Nature. agosto-settembre 2012 155 von Fritz (K. 158 Stigmatizzata in un famoso frammento eracliteo: πολυμαθίη νόον ἔχειν οὐ διδάσκει· Ἡσίοδον γὰρ ἂν ἐδίδαξε καὶ Πυθαγόρην αὖτίς τε Ξενοφάνεά τε καὶ Ἑκαταῖον l'apprendimento di molte cose non insegna la sapienza.