Comunicazione in rete.

Aspetti tecnologici e relazionali
Pier (esare Ri·oltella - Uni·ersita (attolica di Milano


(in «TD – Tecnologie didattiche», 22, 1-2001, pp. 45-53)


lranco lrabboni. in un contributo recente. sottolinea come «la Didattica. in quanto scienza
della comunicazione e la sua identita dialettica`,. si ía carico di trasíerire stando sempre
dalla parte di chi rice·e: l`allie·o, conoscenze. culture e ·alori da un`istituzione íamiglia.
scuola ecc., e´o da un adulto genitore. insegnante ecc., a un`eta generazionale in
íormazione a partire da quella iníantile,»
1
.
L`aspetto interessante di questa osser·azione. nella nostra prospetti·a. e la deíinizione della
didattica come una .ciev.a aetta covvvica.iove. Lo stesso lrabboni. poche pagine prima
giustiíica questa possibilita di iscrizione epistemologica quando rile·a come il compito della
didattica consista nel «vettere iv covvvica.iove le dimensioni di s·iluppo delle di·erse eta
generazionali |.| con i sistemi simbolico-culturali |.| all`interno dei di·ersi ambienti
íormati·i»
2
.

Il la·oro didattico. dunque. in quanto la·oro di mediazione. di raccordo. in quanto
íunzione-ponte tra il soggetto in íormazione e i sistemi simbolici e culturali che sono il
patrimonio di una societa. e vv taroro .trvttvratvevte covvvicatiro.
Ouesto comporta. nello studio e nella operati·izzazione del processo didattico. una
operazione di ancoraggio al processo della comunicazione che esso presuppone. Non e
possibile íare didattica senza conoscere íunzioni e codici della comunicazione e il problema
si presenta. per cosi dire. reduplicato nel momento in cui - come oggi - una delle linee di
tendenza della íormazione e di trasíerire in contesto tecnologico. piu precisamente
telematico. le prassi didattiche. In un simile contesto. iníatti. non e piu suííiciente
conoscere il processo della comunicazione in generale. ma e indispensabile anche ·eriíicare
come esso ·ada soggetto a cambiamento nel momento in cui si passa da uno schema di
relazione personale in presenza. a uno schema di relazione personale a distanza.

Le riílessioni che seguono si preíiggono proprio questo obietti·o: di produrre spunti per
una comprensione dei processi di comunicazione. tecnologici e non tecnologici. ai íini di
una corretta elaborazione di modelli e architetture didattiche soprattutto nel caso si
intenda ricorrere all`apporto delle nuo·e tecnologie in ambienti destinati alla cooperazione,.

Si procedera in tre passaggi:
1. si íissera. anzitutto. un modello teorico per l`analisi del processo di comunicazione:
2. lo si applichera allo studio della comunicazione in presenza (IP, e della Covpvter
Meaiatea Covvvvicatiov (M(,. cioe la comunicazione che inter·iene tra attori remoti
grazie all`inter·ento di mediazione del computer:
3. ci si soííermera. iníine. sulle interíerenze che i principali problemi della comunicazione
nella (M( possono innescare sul processo íormati·o che delle nuo·e tecnologie si
ser·e.

La comunicazione: un modello di analisi

Le scienze umane e sociali hanno in tempi di·ersi. per cosi dire attra·erso un processo di
stratiíicazione teorica. accostato il íenomeno della comunicazione secondo una pluralita di

1
F. Frabboni, Didattica generale, Bruno Mondadori, Milano 1999, p.32.
2
Ibi., p.19.
prospetti·e. Ouesta molteplicita di punti di ·ista
3
. se da una parte rappresenta una ricchezza
consente di indi·iduare nel processo della comunicazione di·erse dimensioni: trasmissi·a.
iníormati·a. relazionale. partecipati·a. ecc.,. dall`altra risente sempre di una ine·itabile
unilateralita: il punto di ·ista del semiologo non e il punto di ·ista del sociologo. quello
dello psicologo sociale non e quello del linguista.

Se ci collochiamo dal punto di ·ista della didattica e ci chiediamo quale schema di analisi si
possa adottare per sottoporre ad analisi il processo della comunicazione. e·identemente
l`obietti·o sara di riuscire a íar con·ergere i di·ersi punti di ·ista. anche a discapito della
purezza` epistemologica dell`approccio. Didatticamente. iníatti. il punto di ·ista
linguistico. relazionale. ecc.. sono tutti altrettanto importanti: il problema non e di isolarli.
ma di tenerli insieme.

Se guardiamo al processo della comunicazione nella sua complessita e íacile indi·iduare in
esso tre grandi dimensioni cír. lig.1,:
una dimensione sociale. di contesto. che si puo introdurre attra·erso il descrittore della
.itva.iove:
una dimensione semiologica. di struttura. che pre·ede il ricorso a un .i.teva ai coaici:
una dimensione pragmatica. di íunzione. che riguarda il rapporto tra le intenzioni di chi
comunica. le strategie messe in atto per raggiungere in maniera eííicace i suoi obietti·i e
gli eííetti di queste strategie sul destinatario.

lIGURA 1
Il processo comunicati·o




codici

Soggetto Soggetto







Il processo della comunicazione interpersonale nel caso in íigura i parlanti condi·idono lo stesso
spazio´tempo, pre·ede sempre una situazione dentro la quale a··enga il processo di produzione´consumo
della comunicazione stessa il campo o·ale. nella íigura,. l`adozione di codici che ne ía·oriscano lo strutturarsi
in testo il rettangolo,. l`atti·azione di opportune strategie pragmatiche le due írecce circolari,.


Vediamo. bre·emente. piu da ·icino ciascuno di questi tre elementi cercando di
operazionalizzarli ai íini dell`analisi che do·remo condurre sulle diííerenze tra (iP e (M(.

]. ía .itva.iove


3
Per una panoramica dei diversi modelli attraverso cui accostarsi al fenomeno della comunicazione, cfr.:
J. Fiske, Introduction to Communication Studies, Routledge, New York 1990; M. Morcellini, G. Fatelli,
Le scienze della comunicazione, NIS, Roma 1994; P.C.Rivoltella, Teoria della comunicazione, La
Scuola, Brescia 1998.
Nell`indagine di di·ersi orientamenti della ricerca recente nelle scienze umane e sociali.
come nel paraaigva aett`a.iove .itvata in psicologia sociale o nell`ivtera.iovi.vo .ivbotico in
sociologia
4
. si sottolinea in modo chiaro lo stretto rapporto che esiste tra l`indi·iduo e il
contesto.
Il primo ·a pensato come un attore sociale. cioe come qualcuno che e impegnato a
produrre se stesso attra·erso l`interazione costante con un ambiente che e insieme naturale
e umano: il secondo. «piu che come l`insieme delle determinazioni sociopsicologiche che
pesano sulla produzione. sulla ricezione e sull`uso di un testo. o piu che come l`insieme
degli elementi extralinguistici che circondano un testo. ·iene percepito come t`avbito ai vv
atto ai covvvica.iove. o come il quadro all`interno del quale si realizza la comunicazione:
ambito e quadro che consentono e nello stesso tempo condizionano l`esercizio
comunicati·o»
5
.
In buona sostanza gli indi·idui e il contesto ·i·ono tra loro in una relazione sistemica: se e
·ero che l'indi·iduo costruisce sempre la situazione
6
in cui si tro·a a operare Manto·ani
dice. al riguardo. che e come la chia·e in rapporto alla serratura,. e anche ·ero che il
contesto retroagisce su di esso iníluendo sulle modalita di questa atti·ita di costruzione.
Si chiama .itva.iove covvvicatira il sistema di relazioni che si stabiliscono tra indi·idui e
contesti nel processo di comunicazione.
Nel momento in cui ci si chiede come rendere osser·abile nell`economia dell`analisi questo
sistema di relazioni. le ipotesi integrabili possono essere anche molto complesse. Dal
contributo di Mevrowitz
¯
si puo. in·ece. rica·are un modello semplicemente praticabile.
anche se eííicace. Lsso opera su tre ·ariabili:
il proíilo íisico. cioe il legame con lo spazio-tempo. Ogni atto comunicati·o si
determina sempre in rapporto al luogo in cui la comunicazione a··iene e al íatto che sia
in diííerita o reat tive:
l`accesso all`iníormazione. Una situazione comunicati·a presenta sempre un certo tipo
di accesso alle iníormazioni che ·aria in rapporto al medium impiegato e al tipo di
controllo che attra·erso di esso chi detiene la comunicazione esercita sull`iníormazione
stessa:
le condizioni d`uso. La comunicazione puo essere destinata a un uso pubblico o
pri·ato. indi·iduale o colletti·o. predisponendo diííerenti modalita di consumo.


2. ít coaice

Se la situazione e la relazione sistemica entro cui la comunicazione a··iene. il codice e il
sistema di regole che la rende possibile. Piu precisamente quella che il codice esercita e una
íunzione-ponte grazie alla quale esso stabilisce un`equi·alenza tra un sistema di signiíicanti

4
G. Mantovani, Comunicazione e identità, Il Mulino, Bologna 1995; P. Berger, T. Luckmann, The Social
Construction of Reality, Doubleday & Co., New York 1966; tr. It., La realtà come costruzione sociale, Il
Mulino, Bologna 1969.
5
F. Casetti, F. Battocchio, La pragmatica: un breve profilo, in G. Bettetini, a cura di, Teoria della
comunicazione, 2 voll, F. Angeli, Milano 1994, p. 65.
6
Nella costruzione della situazione intervengono diversi fattori:
- competenziale (organizzo quel pezzo di situazione che vedo e che riesco a strutturare);
- motivazionale (aspetti attraenti o no). L’instabilità degli interessi mette in discussione la pertinenza di
interpretazione della situazione;
- progettuale (l’azione in situazione dipende dall’adozione di piani che emergono dalla situazione
stessa);
- decisionale (il decision framing si gioca in rapporto alla interpretazione dell’adeguatezza di un certo
comportamento in relazione con l’identità di chi lo pone).
7
J. Meyrowitz, No Sense of Place. The Impact of Electronic media on Social Behavior, Oxford
University Press, New York 1985; tr. It., Oltre il senso del luogo. L’impatto dei media elettronici sul
comportamento sociale, Baskerville, Bologna 1993.
piano dell`espressione, e un sistema di signiíicati piano del contenuto,. Ouesta íunzione
puo essere intesa in due modi:
1, dal punto di ·ista comunicati·o. essa rende possibile il processo di codiíica e di
decodiíica, senza di cui non e possibile alcuna comunicazione senza una grammatica e
una sintassi la parola rimane muta,:
2, dal punto di ·ista espressi·o. in·ece. essa giustiíica l`esistenza di modalita e stili di·ersi
di comunicazione si puo íare un uso standard dei codici. ma se ne puo íare anche un
uso non con·enzionale o poetico. con risultati chiaramente molto di·ersi,.
In ogni caso il codice non e mai sperimentabile íuori da un contesto: esso cioe non opera
mai isolatamente. ma sempre contemporaneamente e in maniera organica rispetto alla
·arieta di tutti gli altri codici. Oltre a questo. dipende chiaramente anche dall`intenzionalita
dei parlanti e dalle logiche culturali in gioco nei di·ersi contesti: in altre parole non e
possibile parlare del codice se non in relazione alla situazione comunicati·a.
Ai íini dell`analisi si puo ricorrere a una qualsiasi delle molte tipologie di codici che la
ricerca semiotica ha elaborato
8
.

². Cti ettetti aetta covvvica.iove

La íilosoíia e le scienze umane ·i·ono. nella seconda meta del 900. una ·era e propria
s·olta pragmatica. cioe ·anno riconcettualizzando l`idea di comunicazione da un dire a un
íare: in gioco. nel caso del processo comunicati·o. non ·i e soltanto un passaggio di
iníormazioni tra due soggetti. ma un`azione intesa a conseguire determinati risultati.
Se si sta alla sistemazione teorica di labermas questa azione puo disegnare due possibili
scenari.
Il primo e quello di una covvvica.iove .trategica. cioe di una comunicazione in cui il linguaggio
·iene utilizzato per raggiungere precisi risultati. sia in maniera scoperta covvvica.iove
vavite.tavevte .trategica - ad es. nella proposizione: «1i chiedo di dare del denaro ad \»,. che
indiretta covvvica.iove tatevtevevte .trategica - «(ome íara \ se non tro·a nessuno che gli dia
del denaro·»,.
Ouando in·ece gli «attori interessati cercano di accordare tra di loro in modo cooperati·o i
propri progetti entro l`orizzonte di un mondo della ·ita condi·iso. sulla base di un modo
comune di interpretare la situazione»
9
si parla di agire covvvicatiro. In questo tipo di
comunicazione il linguaggio non e solo strumento. ma íonte dell`integrazione sociale: il
risultato che attra·erso la comunicazione ci si propone di conseguire. cioe. e l`accordo
inter-soggetti·o in ordine alla soluzione di un problema.
1radurre questo tipo di osser·azioni ai íini dell`analisi signiíica interrogarsi sul signiíicato
delle scelte strategiche che i parlanti operano deíinendole a partire dal contesto e dalla
progettualita interna alla comunicazione stessa. Ouesto. concretamente. signiíica chiedersi
quali intenzioni stiano alla base delle strategie di comunicazione messe in atto e quali eííetti
esse íiniscano per produrre sul destinatario. L`attenzione. in sostanza. ·a qui piu alla
dimensione strategica della comunicazione. che non a quella contenutistica.
1ABLLLA 1
L`analisi della comunicazione

Dimensione Descrittore 1ipo di analisi Oggetto
Sociale Situazione (ontestuale Proíilo íisico. accessibilita. condizioni d`uso
Semiologica (odice Strutturale (odici
Pragmatica Lííetti lunzionale (onseguenze pragmatiche



8
Cfr. F. Casetti, F. di Chio, Analisi del film, Bompiani, Milano 1990, pp.62-103; P.C. Rivoltella, Teoria
della comunicazione, cit., pp. 100-105.
9
J. Habermas, Il pensiero post-metafisico, tr.it., Laterza, Roma-Bari 1991, pp.66-67.

Modelli di comunicazione

I tre descrittori che abbiamo isolato - situazione. codice. eííetti - ci consentiranno ora di
·eriíicare le speciíicita comunicati·e dei tre modelli possibili di comunicazione íormati·a:
la comunicazione in presenza. tipica della íormazione d`aula:
la comunicazione a distanza. caratteristica delle di·erse íorme di Di.tavce íavcatiov di
prima o seconda generazione,:
la comunicazione tramite computer (M(,. che supporta la cosiddetta íormazione a
distanza laD, di terza generazione
10
.
Nel condurre questa analisi torneremo. ripensandole su nuo·a base. su riílessioni gia
elaborate in altro contesto
11
.

]. Covvvica.iove iv pre.ev.a tCiP)

Il íatto stesso di deíinire questo tipo di comunicazione nei termini della pre.ev.a e·idenzia
subito cio che. dal punto di ·ista della .itva.iove covvvicatira. la caratterizza: l`ancoraggio a
uno spazio e a un tempo. la compresenza íisica. in questo spazio e in questo tempo. dei
soggetti tra i quali la comunicazione si realizza.
Se il proíessore ía lezione in aula 010 il gio·edi pomeriggio alle 15.30 e io ·oglio ascoltare
quel che dira non ho alternati·e: do·ro andarci. (erto. mi rimane sempre la possibilita di
ricostruire quel che dira dagli appunti dei miei colleghi che l`a·ranno ascoltato. ma
sicuramente perdero molto di quel che a·ra detto. íorse non riusciro a ricostruirne il senso.
dipendero comunque dalla ristrutturazione cogniti·a che i miei stessi colleghi a·ranno
interposto tra me e le sue parole. Analogo discorso ·ale per tutte quelle atti·ita veetivg.
la·oro di gruppo. tirocinio, che sono giocate sulla (iP: esserci o perderle.
Strettamente legato a questo radicamento nello spazio-tempo della (iP e il íatto che essa
non puo prescindere dal luogo. Per ascoltare la lezione de·o uscire di casa. recarmi la do·e
essa si s·olge. entrare in aula. La (iP ha sempre a che íare con dei limiti íisici: muri. porte.
ecc. Ouesto comporta. dal punto di ·ista dell`acce..o att`ivtorva.iove. tanto dei limiti che
un`opportunita di controllo: dei limiti. perché solo condi·idendo lo stesso luogo posso
prendere parte alla comunicazione: un`opportunita di controllo perché posso íacilmente
disporre dell`accesso o del non accesso al luogo in cui la comunicazione a··iene il
capouííicio che si chiude nel suo studio per una ristretta riunione di la·oro. il padre che
manda a letto i íigli se de·e discutere con la moglie,.
Le covai.iovi a`v.o che conseguono da questo tipo di proíilo íisico sono contraddistinte dalla
simultaneità e dalla non ripetibilità della comunicazione: e «il bello della diretta». si
potrebbe dire. in cui non ·i e spazio di dilazione tra l`emissione e la ricezione e do·e certo i
temi possono essere resi ridondanti. ma si sottraggono alla possibilita di essere ripetuti in
diííerita e sottoposti ad analisi retrospetti·a
12
. Un ·incolo íorte sia per chi parla che per chi
ascolta.
Se ci spostiamo. ora. dall`analisi della situazione di consumo a quella dei coaici che
íunzionano in essa. e íacile constatare come. nel caso della (ip. i codici verbali siano
sicuramente quelli piu utilizzati. (odici. quelli ·erbali. che per la loro natura di .ivboti
ai.cor.iri Langer, consentono a chi comunica una codiíica abbastanza rigida riducendo il

10
Sulle tre generazioni della FaD, cfr.: G. Trentin, Insegnare e apprendere in rete, Zanichelli, Bologna
1998.
11
P.C. Rivoltella, Come Peter Pan. Educazione, media, tecnologie oggi, GS, Santhià 1998.
12
L’analisi retrospettiva (Goody) è una delle caratteristiche che la scrittura introduce nella storia della
comunicazione umana. Essa consiste nella «possibilità di eliminare dal testo scritto le eventuali
incongruenze, di scegliere le parole con selettività e riflessione, investendo pensiero e parole di nuove
capacità discriminatorie» (W.Ong, Oralità e scrittura, tr.it., Il Mulino, Bologna 1986, p. 149).
margine per la decodiíica aberrante. A questo si de·e aggiungere il íatto che la compresenza
degli interlocutori do·rebbe consentire di a·ere un teea·bac/ immediato da parte di chi
ascolta controllando che la comunicazione sia eííicace Bea·in e \atzslawick parlerebbero
di covvvica.iove aigitate. cioe di una comunicazione tendenzialmente uni·oca e deducibile,.
Ma nel caso della (ip. altrettanto importante che i codici ·erbali. e il loro intorno`.
caratterizzato da una ·asta gamma di codici di carattere metacomunicativo: si tratta di
codici paralinguistici come l`intonazione e l`altezza della ·oce,. mimico-gestuali la postura.
il mo·imento delle mani. l`espressione del ·olto,. prossemici la disposizione dei parlanti
nello spazio. la loro distanza, che contribuiscono ad arricchire la comunicazione
chiudendone il senso anche a prescindere dal o addirittura in contrasto con il, ·erbale.
Iníine. nella misura in cui la (ip puo íarsi ·alidamente sostenere anche dalla scrittura si
puo esaminare un testo scritto. o ser·irsi di una la·agna. di lucidi. di schermate di Porerpoivt
su cui riprodurre delle sintesi o degli schemi, e dall`audio·isi·o posso integrare nella
lezione un ·ideoregistratore. delle diapositi·e. la na·igazione nel \eb,. in essa e íacile
riconoscere all`opera anche i di·ersi tipi di codici grafo-visivi.
Semiologicamente parlando. in sostanza. la (iP e realmente un modello di comunicazione
multi-codica e multi-mediale.
L`insieme dei rilie·i eííettuati ci consente. iníine. di rica·are delle conclusioni sul piavo
pragvatico. La presenzialita. la molteplicita dei codici impiegati. il carattere simultaneo della
comunicazione. in una parola il carattere íortemente situato della (iP sono íunzione di una
comunicazione che tende a chiudere il proprio senso garantendo. dalla parte dell`emittente.
un deciso orientamento dell`interazione comunicati·a secondo precise intenzioni di
significato: dalla parte del ricettore. in·ece. una íacilitazione del la·oro di deíinizione
contestuale
13
degli enunciati e quindi una riduzione. come gia sopra si rile·a·a. del rischio di
decodiíica aberrante.

lIGURA 2
La comunicazione in presenza (iP,


comunicazione digitale`
riduzione della decodiíica aberrante
multicodicita
multi-medialita effetti
spazio-tempo. luogo íisico
simultaneita. non ripetibilita codici

situazione


2. Covvvica.iove a ai.tav.a tCaD)

Anche in questo caso. come nel precedente. il íatto di deíinire questo modello nei termini
di una comunicazione a ai.tav.a consente subito di indi·iduare le caratteristiche della sua
.itva.iove ai cov.vvo che si presenta decisamente di·ersa rispetto a quella della (iP. In questo
caso. iníatti. il dato emergente e lo sganciamento rispetto allo spazio e al tempo. Sia
che ci si ser·a dello scritto libro. dispense o altro, o dell`audio·isi·o VlS. in particolare,
come ·eicolo. la (aD consente di raggiungere destinatari remoti in diííerita temporale:

13
Si parla di definizione contestuale di un enunciato in ordine al sistema di inferenze che i parlanti
ricavano per saturarne il significato altrimenti ambiguo. Ad es., se dico: «Stai leggero!» al mio
interlocutore, questa mia affermazione potrà essere definita contestualmente in maniera diversa a seconda
che io stia parlando con il mio dentista, con mio figlio che sta imparando a disegnare, o con il mio collega
con cui sono a pranzo prima di giocare a tennis.
questo signiíica. da una parte. che il tempo dell`enunciazione e il tempo della lettura non
coincidono. dall`altra. che i soggetti coin·olti nella comunicazione non sono presenti
íisicamente nello stesso spazio.
Il luogo íisico. condi·iso dai parlanti nel caso della (iP. si sdoppia. si moltiplica: a·remo.
iníatti. tanti luoghi fisici quanti sono gli attori che prendono parte alla comunicazione.
Ouesto íatto iníluisce. naturalmente. sull`acce..o att`ivtorva.iove che potenzialmente ·iene
esteso a un maggior numero di indi·idui: per conser·are l`esempio della lezione
uni·ersitaria. se írequento un corso di laurea aííerente al programma NL11UNO. non ho
piu bisogno di recarmi in un luogo per seguire un corso. dato che posso írequentare` le
lezioni per tele·isione senza muo·ermi da casa e questo indipendentemente dal luogo in cui
abito.
Strettamente connesso a questa disarticolazione dei luoghi di emissione e ricezione e anche
il íatto che. dal punto di ·ista delle covai.iovi a`v.o. la (aD sia contraddistinta dalla
ripetizione e dalla possibilita dell`analisi retrospettiva: «sullo scritto si puo tornare piu
·olte. e possibile reiterare all`iníinito l`atto della lettura. si puo inter·enire su di esso
personalizzandolo e rendendolo omogeneo al proprio stile cogniti·o attra·erso
sottolineature. appunti a margine. ecc. La ridondanza. cioe. non dipende piu da chi
comunica. ma da chi legge e aumenta in proporzione al íatto che la lettura o le letture,
riducano il margine di incomprensibilita che e·entualmente il testo ri·eli»
14
. Osser·azioni
analoghe ·algono anche per l`audio·isi·o: iníatti posso ri·ederlo piu ·olte. analizzarlo in
.tor votiov. ser·irmi del trave .top. trascri·erlo integralmente o annotare le mie osser·azioni
in corrispondenza con inquadrature o sequenze che ritengo particolarmente signiíicati·e.
Sul ·ersante del tvv.iovavevto aei coaici la (aD continua a essere una íorma di
comunicazione multicodica e multimediale. Iníatti. ai codici linguistici in questo caso piu
quelli dello scritto che non del ·erbale,. si aííiancano anche quelli grafo-visivi. ma il ·enir
meno della presenza sottrae alla comunicazione tutto quell`importante apparato di tratti
metacomunicati·i che nel caso della (ip la·ora a ía·orire la chiusura del senso orientando il
la·oro interpretati·o dei destinatari. (erto. nel caso dell`audio·isi·o questo non si ·eriíica
il docente ripreso dalla ·ideocamera continua a impiegare anche in VlS codici mimici.
gestuali. ecc., e nel caso dello scritto ·iene parzialmente surrogato da elementi para-
íonologici punti esclamati·i. punti interrogati·i. ecc.,: ma il íatto che gli attori chi parla e
chi ascolta, non siano presenti pregiudica la possibilita del teea·bac/ e del controllo in tempo
reale del processo comunicati·o.
Per ricorrere ancora una ·olta alla terminologia di Bea·in e \atzlawick. la comunicazione
si ía da digitale avatogica. cioe non decidibile con sicurezza. ambigua. piu íacilmente esposta
al rischio della decodiíica aberrante. cioe alla possibilita che il destinatario non attribuisca
alla comunicazione esattamente il signiíicato che si ·ole·a le attribuisse. Una
considerazione che ·ale come rilie·o in ordine alle covai.iovi a`v.o della (aD. modello di
comunicazione in cui la rinuncia alla presenza - moti·ata dall`obietti·o di estendere
l`inter·ento íormati·o oltre i limiti del luogo íisico - emancipa. nel bene e nel male. i
destinatari dalla relazione diretta con il íormatore promuo·endone la descrizione di
percorsi personali di senso.
lIGURA 3
La comunicazione a distanza (aD,
comunicazione analogica`
possibilita di decodiíica aberrante
multicodicita
multi-medialita effetti
luoghi íisici di·ersi codici
diííerita. possibilita di analisi retrospetti·a situazione



14
P. C. Rivoltella, Come Peter Pan, cit., p.100.

². Covvvica.iove veaiata aat covpvter tCMC)

La .itva.iove ai cov.vvo cui ci mette di íronte la (M( e molto di·ersa da quella sia della (iP
che della (aD. o molto simile: occorre intendersi sui termini.
Anzitutto. nello spazio della (M(. e molto diííerente parlare del semplice uso di posta
elettronica o di una teleconíerenza. Si sarebbe tentati. da questo punto di ·ista. di riportare
questi due ser·izi e le tipologie d`uso della (M( di cui sono modello la covvvica.iove
veaiata a.ivcrova e la covvvica.iove veaiata .ivcrova, rispetti·amente alla (aD la posta
elettronica, e alla (iP la teleconíerenza,. A ben ·edere le cose non stanno proprio in questi
termini.
Per quanto riguarda la (M( asincrona. anzitutto. e ·ero che condi·ide con la (aD lo
sganciamento rispetto allo spazio-tempo. ma essa comporta una signiíicati·a compressione
dei tempi di trasmissione. uno spazio di interatti·ita che riproduce la possibilita di íeed-
back propria della (iP e una piegatura dello scritto ·erso i toni colloquiali del ·erbale. 1utti
aspetti che alla (aD in senso stretto non appartengono.
Rilie·i analoghi si possono íare per la (M( sincrona. Anche in questo caso ·i e un aspetto
- il reat tive - che la approssima molto alla (iP. ma essa ne presenta altri che sono
sicuramente piu caratteristici della (aD: si pensi soltanto allo sganciamento rispetto allo
spazio o alla possibilita di analisi retrospetti·a quando interagisco telematicamente.
sebbene sia in reat tive. posso controllare meglio quel che sto dicendo rispetto a quando
reagisco ·erbalmente in presenza. soprattutto se sto chattando e mi ser·o. quindi. della
scrittura come medium di comunicazione,.
Il dato che ne risulta e di tro·arsi di íronte in entrambi i casi a íorme di comunicazione che
non sono piu determinate dal íatto di iscri·ersi o di non iscri·ersi in un luogo fisico. ma
dall`essere occasione per i parlanti di condi·idere un nuo·o tipo di luogo. un luogo
sociale. che pur prescindendo dal luogo íisico rimane pur sempre un luogo. Ouesto luogo
e lo spazio stesso della comunicazione. cosicché pare di poter dire che la (M(. rispetto a
tutte le altre íorme di comunicazione. per la prima ·olta ci mette di íronte a vva
covvvica.iove cbe vov arrieve iv vv tvogo o tra tvogbi airer.i. va cbe .i propove e..a .te..a cove tvogo aet
.vo accaaere.
Ouesta speciíicita della coníigurazione spazio-temporale della (M( e sottolineata anche dal
íatto che oggi si tenda a parlare di torva.iove aittv.a o ai.tribvita a proposito dei processi
íormati·i che integrano sistemi di (M(. preíerendo questa espressione ad altre che
continuano a sottolineare il carattere della distanza. Ouesta sottolineatura acquista ·alore sia
in ordine al tipo di acce..o att`ivtorva.iove che la (M( consente. che in ordine alle sue
covai.iovi a`v.o. La natura di luogo sociale della (M( ne deíinisce lo spazio nel senso di un
accesso assolutamente libero all`iníormazione: anzi. la scelta di ambienti di (M( per la
íormazione e spesso diretta intenzionalmente a promuo·ere l`accesso all`iníormazione.
come accade nelle esperienze di coopera.iove ov tive in cui la condi·isione delle iníormazioni
e quindi la necessita che tutti ·i accedano, e la condizione stessa perché l`inter·ento
íormati·o abbia luogo.
Per quanto riguarda. poi. le condizioni d`uso. la (M( consente un teea·bac/ di íatto
immediato pur senza eliminare la possibilita dell`analisi retrospetti·a: essa cumula. quindi. i
·antaggi sia della (iP che della (aD.
Se si passa a considerare il protito .eviotico della (M( e íacile constatare come. almeno in
questa íase dell`e·oluzione tecnologica. pur godendo di uno standard multimediale testo.
suoni e immagini. anche reat tive grazie all`introduzione delle reb·cav,. essa sia
sostanzialmente basata sui codici linguistici. e piu nella íorma scritta che non in quella
·erbale. Ouesto íatto rende ragione di uno dei tratti caratteristici della (M(. cioe la
contrazione degli indizi simbolici cui essa e soggetta: iníatti. «nonostante le possibilita di
surrogazione che essa pre·ede uso di evotycov.. icone sintetiche - come nei mondi atti·i -.
immagine degli interlocutori ov·tive ·ia telecamera,. risulta diííicile riprodurre
tecnologicamente la pluricodicita della relazione íisica gestualita. prossemica. percezioni
olíatti·e e tattili. ecc.,»
15
. Si giustiíicano in questo modo le diííicolta che spesso si
incontrano nell`indirizzare in maniera eííicace la (M( come ·edremo meglio nella parte
conclusi·a di questo inter·ento, rendendo ragione della necessita di introdurre regole ·olte
alla sua disciplina vetiqvette, per ridurre il rischio della comunicazione ineííicace o della
decodiíica aberrante. Rimane cosi deíinito anche l`a.petto pragvatico.

lIGURA 4
La comunicazione mediata da computer (M(,


possibilita di comunicazione ineííicace
e di decodiíica aberrante. necessita di
regolamentazione
contrazione degli indizi simbolici
effetti
dal luogo íisico al luogo sociale
iníormazione diííusa codici

situazione



Comunicazione e formazione in rete

L`analisi che abbiamo condotto ci ha consentito di indi·iduare tre íondamentali
caratteristiche della (M(:
la sostituzione del luogo íisico con il luogo sociale a li·ello di situazione,:
la contrazione degli indizi simbolici sul piano del íunzionamento dei codici,:
la tendenza della comunicazione a emanciparsi dai signiíicati intenzionali e la
conseguente necessita di regolamentazione sul piano degli eííetti,.
A queste tre caratteristiche si possono ricondurre. a ben ·edere. le osser·azioni di
1homspon
16
. quando. nel suo modello. indi·idua quattro caratteristiche della (M(
attra·erso altrettanti descrittori:
lo sganciamento di spazio e tempo struttura spazio-temporale,:
la contrazione degli indizi simbolici insieme degli indizi simbolici,:
la personalizzazione dello scambio direzione dell`azione,:
il carattere dialogico della comunicazione tipo di comunicazione,.

Si puo íacilmente íar ·edere che i quattro parametri di 1hompson si possono ricondurre ai
primi due del nostro modello che. poi. aggiunge un indicatore relati·o agli eííetti pragmatici
che queste caratteristiche producono sulla comunicazione.





15
P. C. Rivoltella, Nuovi media, cambiamento della didattica e cooperazione in rete, in Id., a cura di, La
scuola in rete. Problemi ed esperienze di cooperazione on line, GS, Santhià 1999, p.22.
16
J. B. Thompson, The Media and Modernity. A Social Theory of the Media, Polity Press, Cambridge
1995; tr. it., Mezzi di comunicazione e modernità. Una teoria sociale dei media, Il Mulino, Bologna 1998.
Sul modello di Thompson ci eravamo basati in un nostro precedente contributo: Nuovi media,
cambiamento nella didattica e cooperazione in rete, in: P.C.Rivoltella, a cura di, La scuola in rete.
Problemi ed esperienze di cooperazione on line, GS, Santhià 1999.

1ABLLLA 2
I caratteri della (M(: modelli a coníronto

Nostro modello Modello di 1hompson
De.crittore Carattere De.crittore Carattere
Luogo sociale Struttura spazio-temporale Sganciamento
Direzione dell`azione Personalizzazione
Situazione
1ipo di comunicazione Dialogicita
(odici (ontrazione Indizi simbolici (ontrazione
Lííetti (omunicazione ineííicace


Ora. si tratta di utilizzare questi caratteri come criterio per ·eriíicare quali problemi si
potrebbero incontrare quando la (M( ·iene implementata in íunzione della íormazione
come succede nelle esperienze di coopera.iove ov tive

,. indi·iduando poi quali corretti·i sia
possibile adottare per questi problemi nella progettazione e nella gestione dell`inter·ento
íormati·o.

]. ía .itva.iove: it tvogo .ociate

Un primo nucleo di problemi riguarda l`acce..o degli utenti al luogo sociale predisposto per
la comunicazione. Noi abbiamo e·idenziato i ·antaggi che la (M( garantisce nel íar
interagire risorse umane dislocate in zone geograíiche remote e nel rendere accessibili
iníormazioni senza la necessita di produrre spostamenti al íine di appro·igionarsene. Ma
alla rete ci si puo collegare o no qvavtita ai acce..o,. si puo partecipare tanto o poco. troppo
o per nulla qvatita ai acce..o,.
In sostanza. creare un luogo sociale predisposto per la íormazione raggiungibile
telematicamente non da garanzie circa il íatto che i destinatari di questo ser·izio lo
raggiungano eííetti·amente o che lo raggiungano con una írequenza opportuna. Se gestisco
dei corsi on line per la mia didattica uni·ersitaria e mi ser·o del ser·izio di bacheca per
iníormare in tempo reale i miei studenti sugli spostamenti delle lezioni. ecc.. occorre che lo
studente mantenga una írequenza di contatti con il corso on line quasi giornaliera.
altrimenti l`eííicacia della comunicazione íallisce clamorosamente.
Allo stesso modo. se nell`ambito dello stesso corso on line allestisco una mailing list per
discutere telematicamente alcuni dei problemi aíírontati nelle lezioni presenziali. mi si potra
presentare il problema di a·ere studenti che non prendono mai la parola e di altri che
in·ece saturano la mia posta elettronica con decine di inter·enti.
Ouesto problema. quello della eccessi·a timidezza o del narcisismo telematici. introduce
alla seconda categoria di problemi che riguardano la situazione comunicati·a della (M(.
cioe quelli inerenti la .ociatita. Le due sotto-aree di problemi comunicati·i che si possono
ulteriormente distinguere in questo caso sono quelle relati·e al covttitto e alla teaaer.bip. I
pareri dei ricercatori. su questo punto. sono di·isi. Per qualcuno il passaggio dalla
comunicazione tace to tace alla (M( ía·orirebbe di íatto la comunicazione perché il ·enir
meno della presenza sottrarrebbe i soggetti dal peso inibente dei di·ersi status sociali o di
competenza prendere la parola in un gruppo di la·oro telematico mi consente. iníatti. di
curare la íorma del mio inter·ento prima di metterlo on line e mi protegge dal do·ermi
esporre personalmente da·anti a tutti, riducendo lo spazio della leadership. Di íatto. le
esperienze condotte dimostrano che la (M( non relati·izza l`importanza della leadership.
né inibisce i conílitti: diciamo. piuttosto. che tende a riprodurre se non a eníatizzare, le
dinamiche che abitualmente si ·eriíicano in presenza.

17
Sulla cooperazione on line, cfr. P.C. Rivoltella, a cura di, La scuola in rete, cit.

2. í coaici: ta covtra.iove aegti ivai.i .ivbotici

La ricerca sulla comunicazione nei gruppi ha e·idenziato come essa si muo·a tra due poli:
quello di una covvvica.iove .trvvevtate. orientata all`oggetto. íredda. e quello di una
covvvica.iove reta.iovate. orientata ai soggetti. calda. L`eííicacia del processo comunicati·o
dipende dalla capacita dei soggetti coin·olti di tenere insieme queste due dimensioni. dato
che né una comunicazione esclusi·amente strumentale. né una comunicazione
completamente relazionale si possono ritenere adatte a coníigurare una comunicazione
·eramente eííicace almeno in ambito íormati·o,. cioe tale da presentare caratteristiche di
íinalizzazione. capacita pragmatica. trasparenza. situazionalita.
Nel caso della (M(. in particolare quando essa ·iene implementata in esperienze di tipo
collaborati·o o cooperati·o. si presenta lo stesso doppio rischio dell`eccesso di
strumentalismo o di relazionalita nella comunicazione: nella misura in cui. iníatti. la
ricchezza di codici diíetta alla (M(. rendendola di per se stessa molto strumentale. la
tentazione potrebbe essere quella di surrogare questo diíetto attra·erso corretti·i di tipo
relazionale. dagli evotycov.. a s·ariati tipi di attacbe.. allo spostamento della comunicazione
·erso registri sempre piu colloquiali.
Al primo eccesso si possono ricondurre tutti quei modelli che sono esclusi·amente
orientati all`oggetto. in cui. cioe. la comunicazione e strettamente íinalizzata allo scambio di
iníormazioni: in questo caso diííicilmente si riesce a creare il senso della comunita di la·oro
e i contributi creati·i che i singoli partecipanti potrebbero portare ·engono sacriíicati
all`eííicienza della comunicazione íunzionale.
Del secondo eccesso. in·ece. sono emblematico esempio tutte quelle íorme di
comunicazione relazionale che perdono di ·ista gli obietti·i strumentali della
comunicazione quando essa e íinalizzata. ad esempio. alla ricerca. Recentemente mi e
capitato di essere in·itato a raggiungere una vativg ti.t costituita in eCrovp. per oíírire uno
spazio di coníronto ai partecipanti a una ricerca internazionale su internet e i
preadolescenti. La vaitivg do·rebbe ía·orire il coordinamento dei ricercatori nella íase.
delicata. che porta dalla somministrazione delle inter·iste alla stesura dei rapporti di ricerca
che coníluiranno nel rapporto íinale. Ora. di íatto la lista. íino ad ora. e stata utilizzata per
socializzare aneddoti sui canadesi. chiedere se esistono in Italia VlS di un certo íilm di
Antonioni o disquisire del íreddo che sta íacendo a Sherbrooke Ouébec írancese,. Molto
relazionale. come si capira. ma anche molto poco strumentale.

². Cti ettetti pragvatici: i probtevi aetta covvvica.iove etticace

I rischi di aerira reta.iovate della comunicazione cui abbiamo appena accennato consentono
di introdurre un ultimo signiíicati·o problema legato alla (M(. quello della qvatita aet teea·
bac/. in particolare della sua pertinenza rispetto ai compiti che la comunita telematica si e
assegnata. (hi conosce le íorme della comunicazione in gruppi di cooperazione on line
capisce períettamente quale sia il problema in questo caso. Lsso prende corpo in íenomeni
comunicati·i di·ersi ma tutti accomunati dalla non pertinenza: si ·a dalla covvvica.iove a
patta ai vere (al·ani, - un messaggio. non pertinente. innesca una serie di risposte che
spostano l`attenzione dai temi in discussione al tema del messaggio - alla per.ovati..a.iove
della comunicazione all`interno del gruppo due o piu membri del gruppo interagiscono tra
di loro. spesso su questioni non rile·anti ai íini del la·oro. escludendo il gruppo da questa
comunicazione,.
Ma l`eííicacia della comunicazione. nella (M(. dipende anche dalla capacita degli attori di
produrre messaggi che per treqvev.a e tvvgbe..a siano compatibili con le íinalita e le modalita
della (M(: spedire troppi messaggi. appesantirli dal punto di ·ista iníormati·o. corredarli
di attacbe.. signiíica rischiare di non íarli leggere e questo ·aniíica la comunicazione.

lIGURA 5
I problemi della (M( nelle esperienze di cooperazione on line

qualita del íeed-back
írequenza e lunghezza dei messaggi

equilibrio tra strumentalita e
relazionalita della comunicazione effetti

quantita e qualita di accesso codici
leadership. conílitti

situazione



1. .tcvve ipote.i ai .otv.iove

La possibilita. se non proprio di aggirare. quanto meno di relati·izzare questi problemi.
passa attra·erso la capacita di mettere a punto il processo di comunicazione in maniera
ottimale. Ouesto obietti·o si puo conseguire sostanzialmente in due modi. prima e durante
l`esperienza íormati·a.

1. Prima che l`esperienza íormati·a sia a··iata occorrera. gia iv .eae ai progetta.iove
aett`ivterrevto. deíinire rigorosamente gli obietti·i che attra·erso la (M( si intende
conseguire. Ouesto signiíichera:
indicare i risultati da raggiungere:
deíinire le operazioni da mettere in atto in ordine ad essi:
chiarire i compiti dei ·ari soggetti coin·olti dal punto di ·ista sia della struttura
sistematica complessi·a dell`inter·ento. che piu concretamente ai íini della assegnazione
dei ruoli:
deíinire le modalita di perseguibilita e i criteri di ·alutabilita:
íissare tempi e condizioni delle di·erse íasi del la·oro.

A questa precisa delineazione delle coordinate generali del la·oro do·ra íar seguito la scelta
del modello di comunicazione piu adeguato:
cooperatira. in cui il conduttore e un partecipante. cioe attore del processo íormati·o a
pari titolo rispetto agli altri attori puo essere il caso di esperienze di co-progettazione
che coin·olgono soggetti dotati di competenze ele·ate,:
cevtrata .vt probteva. in cui il conduttore ha íunzioni di controllo sul processo sono le
classiche esperienze in cui il gestore di processo suggerisce i compiti. detta i tempi.
controlla il la·oro in itinere. sanziona i risultati ottenuti,:
cevtrata .vt grvppo. in cui il conduttore adotta uno stile non diretti·o e il la·oro passa
integralmente attra·erso le atti·ita del gruppo si tratta di esperienze in cui la íigura del
gestore di processo rimane eííetti·a ma gioca il suo ruolo piu nel senso di un betp iv
tivea disponibile che non di chi concretamente scandisce e conduce il la·oro,.
L`adozione di uno piuttosto che dell`altro di questi modelli comportera anche di pre·edere
altre íigure con peculiari íunzioni comunicati·e: tutors. coordinatori dei gruppi. ecc.

1utti questi aspetti andranno socializzati e opportunamente negoziati con i partecipanti in
un ivcovtro pre.ev.iate che de·e precedere la íase del la·oro on line. Il risultato di questo
incontro sara il protocotto aetta covvvica.iove. condi·iso da tutti i partecipanti. che ·erra
adottato durante il la·oro on line. Di questo protocollo do·ranno íar parte anche le regole
spicciole di comunicazione vetiqvette, da applicare alla messaggistica e agli altri tipi di
strumenti pre·isti.

2. Oltre che da questa íase preliminare. il íunzionamento ottimale del processo
comunicati·o dipende anche. avravte t`e.periev.a torvatira. dalla capacita del gestore di
processo qualunque sia il modello di comunicazione adottato, e´o dei tutors se pre·isti,
di s·olgere in modo adeguato almeno tre tipi di tvv.iovi covvvicatire nella gestione del
gruppo:
- íinalizzate alla produzione. cioe indirizzate alla raccolta e allo scambio delle
iníormazioni:
- di íacilitazione - ad es.. mantenere in tema la discussione. ripetere e sintetizzare i temi.
controllare il tempo:
- di regolazione. cioe di controllo dei processi psicologici del gruppo leadership.
conílitti,.