You are on page 1of 3

I Carnegie Hall Recitals di New York

Nel corso della sua carriera Harvey Phillips ha ricevuto molte volte la proposta di allestire un recital
di tuba nel Carnegie Hall anche per dare una dimostrazione del suo impegno riguardo l’
ampliamento della letteratura solistica per tuba. Egli riteneva che il primo recital di tuba in assoluto
non spettasse a lui ma al suo maestro William Bell perché questo prima di lui si era impegnato nel
fornire trascrizioni e pezzi solistici per la tuba.

La prima esecuzione di un recital per tuba avvenne nel Carnegie Hall di New York ma ad opera di
Roger Bobo nel 1961 in occasione della sua laurea presso la Eastmann School of Music, Harvey
Phillips per motivi di lavoro non poté assistere a questo evento ma gli fu comunicato da Alec
Wilder, un compositore amico sia di Roger Bobo che di Harvey Phillips, che il recital era stato un
vero e proprio successo e che egli stesso avevo scritto il pezzo “Encore” proprio per l’ occasione.

Fino al gennaio del 1975 Harvey Phillips non tenne mai un recital per tuba in quel mese egli
propose di fare cinque recital in nove giorni nel Carnegie Recital Hall, l’ evento era promosso dalla
Carnegie Hall Corporation. La scelta di fare cinque sessioni fu presa poiché Harvey Phillips aveva
l’ intento di illustrare il crescente repertorio della tuba e l’ affermazione della tuba come strumento
solista. Al progetto presero parte numerosi suoi colleghi assistendo alle prove, ma nessuno di questi
professionisti, con cui lavorò al progetto, accettò una forma di pagamento. La preparazione per
questi nove giorni in cui ebbero luogo questi recital durò per circa sessantasette ore di prove, la
maggior parte delle quali si tennero a Boston. Una di queste iniziò a mezzanotte con il New York
Saxophone Quartet poiché era l'unico momento in cui era tutti liberi dagli impegni di lavoro per
provare. Un’ altra si tenne a Bloomington nell’ Indiana University UI con Dean Charles Webb, che
era il suo pianista accompagnatore per un intero recital dei cinque svolti.

La tuba stava per affermarsi come uno strumento solista e Harvey Phillips riteneva che c’ era
bisogno di un repertorio e di una serie di artisti idonei nel poter sostenere questa cosa. Avendo
lavorato con molti compositori nel corso degli anni e avendo incoraggiato la scrittura di centinaia di
pezzi per lo strumento. Senza imporre ad un compositore cosa scrivere, Harvey Phillips aveva ben
chiaro nella mente che la tuba poteva imporsi come strumento solista e non solo essere accettata.

Harvey Phillips inserì nel programma di questi recital un totale di trentanove opere tra cui diciotto
anteprime, con lo scopo di creare una sorta di consapevolezza di repertorio negli occhi e nelle
orecchie dei suoi colleghi musicisti e della critica.

Dopo l’ esecuzione di ogni pezzo Harvey Phillips guardava se tra il pubblico era presente il
compositore per farlo salire sul palco per rendergli omaggio per il pezzo composto. Alec Wilder fu
presente ad ogni recital ma fingendosi timido fingendo timidezza, diceva di non voler salire sul
palco per ricevere gli applausi dicendo: "Io non voglio salire. Non farmi salire, per favore”.
Tuttavia, dopo aver suonato uno dei suoi brani ed averlo annunciato al pubblico saliva sul palco in
un lampo, con un enorme sorriso.

Harvey Phillips dopo aver sostenuto questi cinque recital in nove giorni rifletté sul fatto di come di
come la tuba potrebbe avere un riconoscimento valido come strumento solista se gli unici tubisti
capaci di eseguire delle opere importanti sono solo due o tre. Cosi pensò di pubblicizzare alcuni
tubisti eccezionali conosciuti nel corso della sua carriera che lui considerava essere dei solisti nel
vero senso della parola. A questa lista appartenevano Roger Bobo, seguito da Daniel Perantoni,
John Turk, Bob Whaley, Floyd Cooley, J. Lesley Varner, Barton Cummings, i componenti del
Tennessee Tech Tuba Ensemble diretti da Winston Morris, ed un eccezionale solista di Euphonium
Brian Bowman,. Scelse questi musicisti con l’ intento di creare una sorta di rappresentanza dei
musicisti più virtuosi presenti negli Stati Uniti in quel periodo.

Gli altri concerti tenuti da Harvey Phillips al Carnegie Hall di New York furono caratterizzati da
una serie di anteprime, tra cui “Parable” di Vincent Persichetti e “Serenade No. 12” per Solo Tuba e
le Variazioni di Bernhard Heiden per Tuba sola e Nove Corni, che venne eseguita con il Valhalla
Horn Choir.In un altro recital vennero presentati per la prima volta brani come la Sonata di Thomas
Beversdorf per Tuba e Pianoforte, Eight Random Thoughts di Ed Sauter per Solo Tuba, Tabu di
John Downey per Tuba, Sonatina di Halsey Stevens per Tuba e pianoforte, OctubaFest Polka di
Gregory Fritze.Venne eseguita una prima mondiale del Requiem di Dick Hyman dedicata a Pee
Wee Erwin per Tuba e Pianoforte; The Legend of Steven Harlos per Tuba, Corno, e pianoforte
scritto per Harvey Phillips da Daniel Katzen della Boston Symphony; Capriccio di Charles Eakin
per Tuba solo; Irwin Bazelon’s per Tuba e quartetto d’ archi; Elegy for Jimmy di Harris Hubble per
Jimmy Burke, dedicato alla memoria di Jimmy Burke.

Dopo l'incontro con David Baker nel 1959 per una serie di registrazioni a New York, Harvey
Phillips gli commissionò la scrittura di un brano per tuba, nelle occasioni in cui si incontravano
discutevano su come impostare il pezzo decidendo di scriverlo per tuba sola con quartetto d’ archi.
Anche John Carisi si dedicò alla scrittura di pezzo per tuba sola, essendo dispiaciuto di non averlo
potuto fare per via dei troppi impegni lavorativi chiese ad Harvey Phillips di incontrarsi a
Bloomington per incontrarsi e discutere sulla stesura del pezzo. Durante queste discussioni rimase
molto colpito dal pezzo composto da Baker per tuba e quartetto d’ archi tanto da decidere che quella
sarebbe stata la strumentazione del suo pezzo. Il pezzo venne scritto al Tuba Ranch nell’ arco di tre
settimane. Il pezzo fu presentato e suonato per la prima volta al Carnegie Hall recital nel 1960
esattamente un anno dopo nello stesso concerto fu eseguito un altro brano per tuba sola e quartetto
d’ archi composto da Manny Albam, i due quartetti di Albem e Carrisi furono preceduti dalla
esecuzioni di Eight Random Thoughts di Ed Sauter composto per il First International Symposium
Workshop del 1973. Poiché Harvey Phillips per i troppi impegni non poté partecipare alle prove
venne aiutato da Sam Pilafian al quale Harvey Phillips per ringraziarlo del lavoro svolto
commissionò agli stessi compositori dei quartetti di scrivere un duetto per lui e Sam Pilafian.

Harvey Phillips continuò a sostenere recital al Carnegie Hall di New York con il ritmo di uno o due
recital per ogni anno. Ogni recital era caratterizzato dalla presentazione di nuovi pezzi composti per
tuba. Alcuni recital diventavano concerti in omaggio di amici scomparsi infatti egli dedicò dei brani
per John Barrows, Bill Bell, Tom Beversdorf, Jim Buffington, Jimmy Burke, Pee Wee Erwin, e Ed
Sauter. Tra pezzi scritti per Harvey ci furono due pezzi scritti per tuba e quartetto d’ archi uno da
David Baker ed un’ altro da Jan Bach di DeKalb, per quest’ ultimo era prevista una registrazione su
disco la quale però non ebbe mai luogo perché dopo le prove avvenute nell’ appartamento di John
Carisi, non ci fu più tempo.

Harvey Phillips sognava di riuscire a organizzare una serie di dieci recital solistici per tuba per ogni
stagione concertistica, con pesanti programmazioni comprendenti nuove composizioni con vari
ensemble. Riuscì in questo suo intento solo nella stagione 1975-1976 dopo di che ci sono state altre
trentatré stagioni concertistiche ma nessuna di questa riuscì ad avere dieci recital nel complessivo
annuale.

Il carico di lavoro per la preparazione per ogni recital era molto duro non solo dal punto di vista
musical ma anche dal punto di vista organizzativo, infatti Harvey Phillips si accollava tutti i compiti
riguardanti il budget disponibile per la pubblicità, per la composizione e la stampa, per la ricerca di
materiali biografici degli artisti e compositori coinvolti, per organizzare i contratti con la sala, o per
la localizzazione di una comoda sala prove. Tutto questo era in aggiunta ai suoi impegni di docente
presso la Indiana University facendo diventare il carico di lavoro molto difficile da gestire senza
una notevole assistenza.

Molte nuove composizioni furono composte proprio con lo scopo di essere eseguite in questa serie
di concerti, Harvey Phillips dichiarò che se avesse avuto i mezzi per prendersi cura degli
innumerevoli dettagli amministrativi, la stagione del 2009-2010 sarebbe riuscita ad avere i suoi
dieci concerti annuali. Riflettendo su questo aspetto Harvey Phillips notò che se in tutti questi anni
ci fossero stati dieci concerti per ogni anno, comprendenti almeno un pezzo inedito per ogni
concerto al giorno d’ oggi avremmo avuto più di 340 brani inediti scritti per tuba, i quali avrebbero
ampliato la letteratura solistica.