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G L I 'A B I T A N T I D' EUROPA

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TRA III E IV SECOLO SI REGISTRA UN VERO CROLLO DEMOGRAFICO. MA COSA FU
A MINARE DALLINTERNO UN'INTERA CIVILTÀ?TRA GLI STORICI SE NE DISCUTE ANCORA

ino al XIII-XIV secolo, cioè per circa otto


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dei dieci secoli del Medioevo, non esisto-
no in realtà documenti che consentano di
sapere davvero quanti fossero gli abitanti d'Eu-
ropa o di qualcuna delle sue regioni (con l'uni-
ca eccezione del Domesday Book, grande censi-
mento inglese del 1086); né fonti che riportino
indicazioni quantitative circa i movimenti di
contrazione o espansione della popolazione
stessa. Abbiamo soltanto qualche indizio spar-
so nella memoria scritta (giudizi dati dagli scrit-
tori dell'epoca, segnali nei documenti delle
grandi proprietà fondiarie dall'VIII secolo, spie
dei comportamenti nelle fonti legislativo-dot-
trinarie) e poi una serie di tracce archeologiche,
potenzialmente più abbondanti, relative alla dif- Qui sopra: miniatura le la popolazione d'Europa continuò a diminui-
fusione degli insediamenti, al tessuto urbanisti- dal De rerum naturis re fino a un minimo da collocare grosso modo
co di alcune città e soprattutto ai parametri di Rabano Mauro. nel VII secolo; poi, nell'VIII e nel IX, una fase
emoeraflci ricostruibili con l'analisi delle ossa A fianco: particolare contrastata, in cui alcune aree d'Europa, specie
. umane. Nelle grandi opere di sinte- del Trionfo della morte al Nord, a differenza di altre, registrarono una
si vengono in genere proposte di Andrea Orcagna. ripresa. In questo lasso di tempo, nel comples-
varie cifre anche per il millennio Firenze, Museo so la popolazione oscillò su livelli piuttosto bas-
compreso tra il III e il XIII seco- di S. Croce. si o crebbe lentissimamente; infine, una fase di
lo, ma si tratta soltanto di conget-
ture. Numeri vaghi, immaginati al buio
per dare una rappresentazione grafica a SCAVANDO SCAVANDO
quel poco che si riesce a capire dalle notizie su-
li scavi di necropoli o delle aree cimiteriali di città e villaggi
gli effetti più vistosi che il diminuire o crescere
dei livelli di popolamento ebbero sull'ambiente,
sull'economia, sulle strutture sociali, sulle di-
G forniscono informazioni sulle popolazioni del passato che le
fonti scritte medievali danno solo eccezionalmente. Analisi raffi-
namiche politiche e istituzionali, ecc. nate dei reperti ossei permettono di individuare il numero delle
persone sepolte, il loro sesso, l'età, le cause della morte; e anco-
MINIMO STORICO ra molte delle malattie avute nel corso dell'esistenza, lo stato di
Va detto però che, se i numeri assoluti so- salute, lo stile e la qualità della vita, i livelli di nutrizione e le
no incerti, sussistono viceversa pochi dub- eventuali carenze alimentari, e persino i problemi legati ad alcu-
bi su queste notizie e sulla periodizzazio- ne attività lavorative o a fenomeni di inquinamento. È possibile
ne di massima che ne segue. Si possono, così capire molto del tasso di mortalità infantile, della durata
infatti, individuare una grande fase negati- media della vita, della complessiva capacità di resistenza alle
va, cominciata ben prima dell'inizio ufficiale malattie, ecc. Esaminando le sinfisi pubiche delle donne è possi-
del Medioevo (cioè nel 111secolo, o forse già bile poi sapere il numero di parti e aborti, indicatore preziosissi-
a partire dalla cosiddetta "peste antonina" de- mo per valutare i livelli di fertilità e di natalità del tempo.
gli anni Sessanta del \I secolo), durante la qua-

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GLI ABITANTI D'EUROPA

piena espansione dal X a tutto il XIII secolo minato, però, più dall'estensione delle coltiva-
(nota come "ripresa dell'anno Mille", perché fu zioni ai danni di boschi e incolti che da una mag-
con l'aprirsi del millennio che i suoi effetti co- giore intensità delle colture; o anche da un ti-
minciarono a farsi evidenti), durante la quale la po di intensificazione che si appoggiava più sul-
popolazione aumentò sempre più rapidamente, l'aumento del lavoro prestato dai contadini che
raddoppiandosi o anche, in certe aree come Sotto i regni romano- sul miglioramento della sua produttività.
l'Inghilterra (che poi è l'unica per cui si dispo- germanici, si assiste a
ne di dati sicuri), addirittura triplicandosi. un drammatico crollo LIVELLO DI GUARDIA
Del punto d'arrivo di questa fase e di quel demografico: la Non che fossero mancate le innovazioni tec-
che seguì siamo decisamente meglio informati. popolazione tornerà a nologiche, anzi. Ma non bastarono a soddisfare
Possiamo così dire che a fine Duecento con crescere intorno al l'aumento della popolazione e a superare alcu-
ogni probabilità si era tornati al livello toccato Mille e il "boom" ni ostacoli che impedivano di produrre da man-
in età tardoromana, prima del 111 secolo, o lo si demografico sarà tale giare per tutti. Molte terre di piano, ad esem-
era oltrepassato abbondantemente, specie nel- che si rischierà di non pio, potenzialmente molto fertili, non erano
le aree meno romanizzate sul mare del Nord o disporre più di cibo a sfruttate perché invase dalle acque; c'era una
a est del Reno e dell'Elba. E sappiamo anche sufficienza per tutti. scarsa integrazione tra agricoltura e alleva-
che, almeno in Italia e nelle altre aree più den- Sotto: vendita di mento; l'energia adoperata nei campi era esclu-
samente popolate, si era raggiunta una prima granaglie e di frutta in sivamente umana e animale, e così via. Questi
soglia di saturazione rispetto alle risorse di- una miniatura del XV problemi erano poi talvolta aggravati dal fatto
sponibili. A questa ripresa si era accompagna- secolo. Modena, che la popolazione era inegualmente distribui-
to infatti uno sviluppo agricolo vivace, deter- Biblioteca Estense. ta. In Italia, ad esempio, essa si affollava per la
A fronte: pietra maggior parte in alcune aree (nel bacino del-
tombale di epoca l'Arno, in Toscana, nelle aree subalpine e lun-
franca, raffigurante un go la via Emilia al Nord, nella media valle del
guerriero. Bonn, Tevere, nelle valli marchigiane) che erano an-
Reinischeslandes- che le più urbanizzate; mentre al Sud, nel Lazio,
museum. nella Toscana sud-occidentale e intorno al Del-
manizzazione di ampi territori, la massiccia ri-
LA PAROLA ALLE STATISTICHE presa del bosco e dell'incolto) sono assoluta-
mente macroscopici, almeno fino al VII secolo.
razie agli ultimi censimenti romani si valuta che l'Impero
G d'Occidente avrebbe raggiunto al suo massimo, nel II secolo,
i 40-50 milioni di abitanti. Le successive stime di una certa credi-
PERDITA DI ENERGIA
Nonostante le fonti siano scarse come non mai,
bilità sono per il 1250-1340, quando la popolazione d'Europa (ex è certo quindi che sotto i regni romano-ger-
Unione Sovietica esclusa) superò i 60 milioni, toccando secondo manici (Goti, Burgundi, Franchi, Longobardi, o
alcuni, prima della Peste Nera, forse anche i 75 milioni. Tra que- altro che fossero) proseguì, forse a tratti acce-
ste due cifre si immagina che la popolazione si sia almeno di- lerando, quella riduzione della popolazione che
mezzata, fino a raggiungere alla fine del V secolo probabilmente aveva già minato le fondamenta dell'Impero Ro-
i·30 milioni (compresi però i territori celti o germanici che Roma mano e che continuava ora a svuotare le cam-
non aveva mai conquistato) e i 20-25 o forse anche meno nel VII- pagne e le città, a rendere insostenibili i costi
VIII secolo; per risalire poi presumibilmente a 30 nel Mille e a dello Stato e a togliere energia a settori sem-
45-50 nel XIII secolo. pre più larghi dell'economia. Risorse umane
Dal Trecento i dati sono via via più certi: sappiamo dunque che inesorabilmente decrescenti, nonostante i con-
dopo la brusca flessione cÌe11350-1450 si recuperò rapidamente, tinui afflussi delle popolazioni barbariche: ecco
fmo ad arrivare ai 90 milioni di abitanti dell'ultimo scorcio del uno dei tratti di fondo della lunga transizione
Cinquecento. In seguito, dopo una breve battuta d'arresto nel dal mondo antico al Medioevo, accanto ai pro-
XVII secolo, si ebbe il definitivo decollo. A metà cessi di integrazione romano-
Ottocento si oltrepassarono i 200 milioni di in-
dividui, negli anni Cinquanta del nostro secolo
i 400, e attualmente la cifra si aggira sui 500.
Esistono delle stime anche per l'apporto delle
migrazioni barbariche: si ritiene che le etnie
più numerose (Goti, Franchi e poi Longobardi)
contassero al massimo qualche centinaio di
migliaia di persone; e che in tutto le popolazio-
ni insediatesi ai confini dell'Impero tra III e VI
secolo non superassero il milione.

ta del Po la densità demografica era decisa-


mente inferiore e ampie aree costiere restava-
no disabitate e impaludate.
In seguito, si ebbe comunque una flessione
(detta "crisi del Trecento" anche se si estese a
buona parte del secolo seguente), dopo la qua-
le la popolazione europea riprese nuovamente
a crescere. Il fatto nuovo nel passaggio all'età
moderna fu che ci si avvicinava ormai alla soglia
di saturazione: cioè al livello di popolamento
passato il quale le disponibilità alimentari non
sono più sufficienti per tutti e intervengono cri-
si di sussistenza, anche molto drammatiche, du-
rante le quali molte persone muoiono letteral-
mente di fame o per malattie connesse alla mal-
nutrizione e alle pessime condizioni di vita. Il fat-
to nuovo fu però anche che la soglia stessa, du-
rante la violenta decompressione demografica
conseguente alla Peste Nera del 1348 e alle suc-
cessive epidemie, con ogni probabilità si spostò
un po' più avanti, specie nell'Italia padana e in
Europa centrale e settentrionale, grazie all'au-
mentata capacità di produrre cibo e beni di pri-
ma necessità e a una migliore distribuzione del-
la popolazione.
Torniamo però alle prime fasi, quelle di cui
sappiamo meno. I segnali di contrazione demo-
grafica in città e campagna (come l'abbandono di
interi quartieri urbani o di intere città, la deu-
GLI ABITANTI D'EUROPA

germanica, al degrado delle strutture statuali e


delle città che ne erano i terminali, al ripiegare
dell'economia e della vita materiale verso spa-
zi più ristretti e forme più elementari, alla crisi
della cultura scritta. Ma perché?
Non ci sono dubbi poi nemmeno sul fatto
che nell'VIII-IX secolo, quando pure compare
qualche primo, timido segnale di ripresa (le ter-
re di alcune grandi proprietà nel cuore della
Francia sembrano coltivate da un crescente nu-
mero di famiglie, nascono nuove città-empori
nel Nord Europa), si riparte da livelli di popo-
lamento molto bassi. È abbastanza chiaro che la
genesi stessa del Medioevo occidentale e di
molti suoi processi chiave (come il passaggio
dalla schiavitù alla servitù, il definitivo dissol-
versi dello Stato o il diffondersi delle relazioni
feudo-vassallatiche) avvenne nel segno dell'uo-
mo raro o rarissimo. Ma come si era arrivati a
ciò? Perché per lunghi secoli avevano conti-
nuato a morire più persone di quante non ne
nascessero e perché poi, da una data non pre-
cisabile nel cuore del Medioevo, il numero de-
gli uomini, delle donne e dei bambini poté tor-
nare di nuovo ad aumentare?

UN FIGLIO TIRA L'ALTRO


La seconda domanda è forse la meno difficile. I
demografi suggeriscono che semplicemente
fossero venuti meno gli ostacoli che inceppa-
vano meccanismi di riproduzione altrimenti de-
stinati a far moltiplicare la popolazione, o al-
meno a farle recuperare le perdite subite. E gli
storici dell'economia insegnano che, quando si
è lontani dalla soglia di saturazione e le risorse
naturali abbondano, la crescita della popolazio-
ne, una volta innescata, può autoalimentarsi per
semplice accumulo: stimolando cioè un'espan-

Ai primi segnali sione della produzione, miglioramenti tecnolo-


di ripresa, le città gici e scambi più intensi che si traducono a lo-
si rinnovano, ro volta in condizioni migliori di vita, diminu-
la mortalità cala e zione della mortalità, incoraggiamento a fare
le nascite aumentano. più figli e così via. Ma quali furono allora questi
A sinistra: una città ostacoli? E quali le ragioni che avevano fatto
fiamminga; miniatura precipitare la popolazione d'Europa a livelli bas-
del XV secolo. sissimi? È questo il vero, grande mistero che,
Bruxelles, Musées nonostante tutto, non si riesce a sciogliere.
Royaux de Beaux-Arts, Le indagini su sepolture, epigrafi e fonti bio-
Sopra: Matrimonio per grafico-narrative hanno accertato che si mori-
elargizione dotate, va giovani, si facevano pochi figli e se ne vede-
della bottega va morire la maggior parte prima che diventas-
del Ghirlandaio. sero grandi. Ma non dicono perché. C'era chi
Firenze, S. Martino un tempo chiamava in causa senza troppi com-
del Vescovo. plimenti le cosiddette "invasioni barbariche",
Nella pagina a fianco: ma gli storici da tempo ne hanno fortemente ri-
una nascita; dimensionato la portata distruttiva, affermando
miniatura del XV che la crisi demografica era un fenomeno già in
secolo. Valenciennes, atto quando la pressione delle nuove popola-
Bibliothèque zioni si fece davvero dura. Semmai si può pen-
Municipale. sare che le invasioni giunsero ad aggravare pro-

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blemi già esistenti, causando ad esempio spese
militari sempre più ingenti e il conseguente ina- C'E CHI NASCE ...
sprimento di carichi fiscali già eccessivi, acuen-
do il clima di insicurezza e la destabilizzazione
politica che corrodeva l'Impero d'Occidente,
colpendo popolazioni già fortemente impove-
P aleodemografi e storici hanno stimato per l'Alto Medioevo
una mortalità infantile altissima (fino al 50%) e una speranza
media di vita piuttosto bassa, non oltre i 35 anni per chi aveva
rite e poco vitali. Certo è che le continue on- superato l'infanzia. Gli anziani dovevano essere rari: risultano
date migratorie non riuscirono a compensare la pochi negli scavi dei cimiteri e si sa, ad esempio, che l'età di
diminuzione in corso, anche perché le nuove Carlomagno, morto a 71 anni, destava meraviglia e che i sovrani
popolazioni erano poco numerose. franchi morirono tutti prima dei 40 anni. È stato possibile valu-
tare inoltre che nel IV secolo, in famiglie romane benestanti, si
MORTI DI FREDDO? avevano in media meno di due figli a coppia e indicazioni di bas-
Altri studiosi hanno chiamato in causa le varia- sa natalità vengono anche dai reperti ossei. Per l'Italia longobar-
zioni del clima (che a quanto pare divenne più da sappiamo che ci si sposava intorno ai 20 anni per gli uomini,
freddo e più umido dal 11-111 secolo d.C., per mi- poco meno per le donne.
gliorare invece sensibilmente tra IX e XIII se- Per il tardo Medioevo le stime relative alla mortalità e alla du-
colo) e insieme, in stretta connessione, l'esplo- rata di vita non sono molto diverse (epidemie ed endemie ave-
dere di alcune gravi malattie infettive. Sembra vano ripreso a infierire), ma cambiano quelle relative al nume-
infatti che a partire dalla seconda metà del Il se- ro dei figli (molto più alto soprattutto per le famiglie agiate, che
colo si abbatté in tutto l'Occidente una lunga se- davano i lattanti a balia) e all'età del matrimonio delle donne che
rie di pestilenze e di altre terribili epidemie che risulta più bassa, cioè più favorevole a un'alta natalità.
continuarono a colpire fino al VII-VIII secolo,

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GLI ABITANTI D'EUROPA

per scomparire del tutto e tornare di nuovo blema che si moriva tanto, ma anche quello
nel XIV, in concomitanza con un nuovo peggio- che si facevano pochi figli, pochissimi in con-
ramento del clima. Insieme, con gli stessi tem- fronto a quanti ne nascevano ad esempio alla fi-
pi, ci fu anche l'incrudelire di patologie endemi- . ne del Medioevo, quando la crisi fu presto su-
che come la tubercolosi e la malaria. La grande perata, nonostante il continuo ricorrere di epi-
"pulsazione negativa" durante la quale la civiltà demie e crisi di sussistenza. Il mistero resta,
antica si disfece e il Medioevo prese forma, e poi dunque, e insieme resta l'idea che dietro alle
quella più breve con cui il Medioevo stesso si tante morìe e alle poche nascite del III-Vili se-
concluse, furono allora dovute allo scatenarsi di Le invasioni colo ci fosse una civiltà in cui si era rotto qual-
agguerritissime legioni di virus e batteri letali ri- barbariche, se pure cosa di delicatissimo e vitale. Tanto che ci vol-
svegliate dal mutare del clima? non furono la causa lero secoli perché, in una civiltà radicalmente
Questa spiegazione gode oggi di una certa prima della crisi mutata, la gente ricominciasse a vivere un po'
fortuna, contro quelle più tradizionali che vo- demografica, di certo più a lungo, a desiderare una prole numerosa
levano vedere nella crisi demografica non una aggravarono una e a riuscire ad averla.
causa, ma un effetto o almeno un sintomo del situazione già di MARIA GINATEMPO
generale malessere di una società. Non con- per sé problematica. Docente di Storia medievale all'Università di Siena
vince del tutto però, perché alla fin fine non tie- Sopra: ancora una città
ne conto che la virulenza delle malattie è anche alto medievale, dal De DA LEGGERE
il risultato di un complesso di cause (economi- rerum naturis di S. Lebecq, Le premier Moyen Age, in L'économie médiéva-
che e sociali) che minano in profondità le dife- Rabano Mauro. le, A. Colin, Parigi 1993.
se degli organismi umani, rendendoli terreno Sotto: il pagamento E. Lo Cascio, S. Gasparri, M. Montanari, J. Dupaquier,
ideale per il trionfo biologico delle popolazio- del dazio sul sale alle Storia dell'economia mondiale, voI. I: L'antichità e il Me-
ni microbiche. È stato dimostrato poi che, in porte di Brescia. dioevo, Laterza, Roma-Bari 1995.
età tardoromana e probabilmente anche per Brescia, Biblioteca G. Pinto, La popolazione italiana dal Medioevo a oggi, La-
tutto l'Alto Medioevo, non c'era solo il pro- Queriniana. terza, Roma-Bari 1996.

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