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Libri, riviste e volantini di Fortunato Depero


dalle collezioni della Biblioteca Civica
“G. Tartarotti”
A cura di Duccio Dogheria
In una sala della biblioteca il 28 ottobre 1923. Da sinistra: Giovanni de Cobelli, Fortunato Depero,
don Antonio Rossaro, Paolo Orsi, Riccardo Zandonai e Luigi Miorandi Sorgenti; fotografia di
Ottavio Daniele Rossi. Rovereto, Biblioteca Civica.

Introduzione
Da tempo considerato uno dei capolavori della tipografia del ‘900, Depero
futurista - edito nei 1927 e noto a tutti come libro imbullonato per via della
legatura metallica ideata da Fedele Azari - è solo il più conosciuto dei libri
realizzati da Fortunato Depero.
Per ricordare il 50° anno dalla scomparsa dell’illustre concittadino la Biblioteca
Civica “G. Tartarotti” di Rovereto propone la ristampa aggiornata e ampliata del
catalogo della mostra “Depero in biblioteca”, curata da Duccio Dogheria negli
spazi della Biblioteca Civica di Rovereto nell’aprile del 2005.
In tale occasione vennero esposte per la prima volta tutte le pubblicazioni
promosse o illustrate da Depero appartenenti al ricco patrimonio della
Biblioteca Civica. Accanto ai libri e alle riviste trovarono spazio anche alcuni
preziosi ephemera deperiani, come il programma (illustrato) per i Balli plastici,
messi in scena nel 1918 al Teatro dei Piccoli a Roma, il piccolo catalogo della
mostra del 1921 a Palazzo Cova a Milano e due volantini relativi ad altrettante
personali di Depero, uno dei quali lanciato dai cielo di Torino nel 1922 e
contenente, sul verso, un invito tricolore all’autarchia.
Se pesa l’assenza del manifesto Ricostruzione futurista dell’universo, firmato
da Fortunato Depero e Giacomo Balla l’11 marzo del 1915, il corpus delle
pubblicazioni deperiane appartenenti alla biblioteca cittadina e documentate
in ordine cronologico all’interno di questo catalogo è pressoché completo:
dalla sua prima raccolta lirica, Spezzature. Impressioni - Segni - Ritmi (1913),
ancora pregna d’imagerie simbolista declinata in maniera grottesca, al Catalogo
della Galleria e Museo Depero Rovereto (1959). Tra questi estremi cronologici
sono presenti opere celebri come il libro imbullonato o quel capolavoro
pubblicitario che è il Numero Unico Futurista Campari (1931), testi scanzonati
come il numero unico realizzato nel 1936 per la Festa dell’uva a Rovereto o al
contrario inquietanti e retorici, come A passo romano (1943), aperta e sincera
celebrazione del fascismo. E poi le poesie (Liriche radiofoniche, 1934), le sinistre
illustrazioni per Un istituto per suicidi di Gilbert Clavel, pubblicato nel 1917… fino
ai numerosi testi autobiografici (Bilancio 1913-1936, 1937; Fortunato Depero nelle
opere e nella vita, 1940; So I Think so I Paint, 1947).
Accanto ai libri, le riviste, da “Dinamo Futurista” (1933), promossa in prima
persona dallo stesso Depero, a quelle alle quali il futurista roveretano collaborò
tra le due guerre in veste di graphic designer, come “Il Mondo”, “Emporium”
e “Il Secolo XX”. Infine, i sopraccitati ephemera, ai quali vanno aggiunti due
gustosi calendarietti auto-promozionali della Tipografia Mercurio di Rovereto,
recentemente rinvenuti e fino ad ora rimasti inediti.

Gianmario Baldi
Spezzature (Impressioni – Segni – Ritmi)
Rovereto, Tipografia Mercurio, giugno 1913

Primo libro di Depero, venduto a 2 corone e pubblicato a proprie


spese poco prima del soggiorno romano, Spezzature è dominato da un
immaginario decadente e simbolista, pregno d’inquietudine giovanile.
L’estremo senso di fibrillazione è ben intuibile già nella prefazione:
“[…] ciò che io presento è una raccolta di facili impressioni ed il passaggio
naturale da questo periodo di semplicità infantile a quello ricco,
tumultuoso, pregno di emozioni, disaccordi, tonfi, orge, delirii”. La tragicità
delle prose e delle poesie è accompagnata da una ventina di disegni
grotteschi, vicini a Kubin, ad Alberto Martini, al Kupka illustratore e alle
declinazioni più spettrali della Secessione internazionale; bastano del
resto i titoli per intuirne l’essenza: Odio incarnato, Visione d’isterismo,
Scetticismo pauroso dei morti-vivi...
Gilbert Clavel, Un istituto per suicidi
Roma, Bernardo Lux Editore [ma: Napoli, Stabilimento d’Arte
Grafiche Luigi Pierro & figlio, dicembre 1917]
Illustrazioni di Depero, traduzione di Italo Tavolato

Nella primavera del 1917 Depero conosce Gilbert Clavel - scrittore ed


esperto d’esoterismo, amico di Picasso e Cocteau - e si trasferisce per
un lungo soggiorno nella sua villa a Capri. Durante la permanenza
Depero illustra questa umbratile e a tratti metafisica novella di Clavel,
narrante le vicende di un aspirante suicida presso un luogo istituito per
rendere il tragico gesto il più piacevole possibile, tramite un eccesso
d’alcool, sesso e oppio. Depero traduce questa prosa decadentista in
dieci composizioni oniriche e spettrali, il cui senso d’inquietudine è
accentuato dall’assoluta contrapposizione del bianco e nero.
Balli plastici nel locale del Teatro del Piccoli dal 15 aprile
1918 con esposizione del pittore Depero
[Roma], s.e., [1918]

Si tratta del pieghevole dei “Balli Plastici”, cinque brevi spettacoli


mimico-musicali ideati da Casella, Malipiero, Tyrwhitt e Chemenov
(pseudonimo di Bela Bartók) per le marionette meccaniche di Depero,
inaugurati il 15 aprile 1918 al Teatro dei Piccoli di Roma e replicati ben
11 volte. Nel foyer del teatro, pagando una lira d’ingresso, si poteva
assistere a una mostra di disegni, quadri, arazzi e giocattoli deperiani.
“Il Mondo”, V, n. 17, 27 aprile 1919
Milano, Sonzogno

In questo numero il settimanale “Il Mondo” pubblicò in copertina I


selvaggi rossi e neri, illustrazione per il Teatro dei Piccoli di Depero.
All’interno (pp. 9-12) è ospitato il manifesto Il teatro plastico Depero.
Principi ed applicazioni, in cui l’artista individua come unica possibilità
espressiva il Complesso plastico vivente e il Teatro Plastico. Il 1919
è un anno di riflessione per Depero, documentato da queste e altre
teorizzazioni (ricordiamo la conferenza L’architettura luminosa: teatro
plastico e complesso plastico vivente, tenuta a Genova), nonché da una
moltitudine di disegni e schizzi riguardanti il Teatro Magico. Questo,
oggetto anch’esso di un manifesto e derivato dal Teatro Plastico, è
caratterizzato da scenografie mobili e figure fantastiche tra il primitivo
e il meccanico, rese però più morbide dall’utilizzo di gomma, stoffa e
latta.
Depero e la sua casa d’arte
Rovereto, Tipografia Mercurio, 1921

La copertina è presente in più versioni cromatiche. Un esemplare


con dedica “al molto reverendo Cav. dr. A. Rossaro omaggio alla Sua alta
intelligenza”.
Venduto a 5 lire, il catalogo della mostra tenutasi dal 29 gennaio al 20
febbraio 1921 a Palazzo Cova a Milano (poi anche a Roma, presso la
Galleria d’Arte Bragaglia, dal 15 marzo al 15 aprile dello stesso anno)
presenta, unitamente a 12 tavole, l’elenco completo delle ben 203
opere esposte, testimonianti la poliedrica attività della Casa d’Arte
Futurista Depero: arazzi, cuscini, quadri, disegni in bianco e nero e a
colori, costruzioni in legno ed altro ancora, come recita il testo che
apre il catalogo: “La casa d’arte avanguardista Depero, moderna, elegante,
d’importanza europea per originalità e novità artistiche produce arazzi,
cuscini, paraventi, paralumi, costumi teatrali, costumi per maschere,
disegni per pavimenti, soffitti e cortinaggi di lusso. Fornisce prontamente
originalissimi e modernissimi cartelloni. S’occupa di scenografia”.
Volantino della XXVIa
esposizione Depero
al Circolo Sociale di
Trento, con interventi
di Oreste Ferrari e
F. T. Marinetti
Trento, s.e., 1922

Volantino della mostra di Depero al Winter Club


Torino, Tipografia Succ. B. Marchisio e figli, 1922

Di particolare interesse il secondo di questi volantini, relativo


all’esposizione di Depero al Winter Club in Piazza Castello a Torino. Il
piccolo ma elegante volantino fu infatti lanciato dai cieli della città
grazie alla collaborazione di Fedele Azari, per mano dello stesso
Depero e di un gruppo di aviatori amici ed ammiratori del grande lirico
e acrobata del colore Fortunato Depero; si tratta probabilmente del
primo esempio di pubblicità aerea non esclusivamente politica. Sul
verso di questo foglietto è presente, su fondo tricolore, un invito degli
industriali al consumo di soli prodotti italiani.
Casa d’Arte Futurista Depero.
Carta da lettere, busta, cartolina
s.l., s.e., [1922]

Si tratta dei primi ephemera deperiani che rimandano al tema


dell’auto-promozione della Casa d’Arte Futurista Depero attraverso il
mezzo postale. Tali carte intestate, segnate da un’identica iconografia
(l’uomo-rondine che regge una casa, al cui interno c’è Rosetta, al
telaio), verranno utilizzate anche negli anni successivi, aggiornate nella
parte relativa alle esposizioni e accompagnate dalla scritta a inchiostro
rosso All’Esposizione Internazionale di Parigi 1925 TRIONFA.
Rovente futurista, nn. 7-8, maggio 1923
Parma, s.e.

Il numero è dedicato alla glorificazione della Sala Futurista e Trentina


di Depero alla Ia Mostra Internazionale d’Arte Decorativa a Monza. Per
l’occasione Depero - presente in due diverse sale con arazzi, dipinti,
cuscini e giocattoli - allestì anche un grande complesso plastico
luminoso in omaggio a Marinetti, titolato La Gloria Plastica Luminosa di
Marinetti.
Depero Futurista
Milano – New York – Paris – Berlin, Edizione Italiana Dinamo Azari
[ma: Rovereto, Tipografia Mercurio], ottobre 1927

Edizione di 1000 esemplari, oltre a 10 copie speciali con legatura in


metallo cromato; quattro le soluzioni cromatiche del frontespizio.
Esemplare con dedica “A Baldessari R. M. una bomba colorata di simpatia
e 1000 bottiglie di ammirazione”.
Primo esempio di libro-oggetto futurista, il libro imbullonato è una
summa auto-promozionale del pensiero e dell’opera deperiana, dalla
pittura al teatro, dalla pubblicità alle arti applicate, così sintetizzata nel
testo Necessità di autopubblicità: “È ora di finirla con il riconoscimento
dell’artista dopo la morte o in avanzata vecchiaia. L’artista ha bisogno di
essere riconosciuto, valutato e glorificato in vita, e perciò ha diritto di usare
tutti i mezzi più efficaci ed impensati per la réclame al proprio genio e alle
proprie opere”. Depero Futurista deve il suo celebre soprannome alla
rilegatura ideata dall’amico aviatore ed editore Fedele Azari, composta
da due bulloni metallici prodotti dalla ditta G. Bologna & Co. di Milano,
chiusi da dadi, che tengono uniti i fogli. Questi ultimi, di formato
rettangolare, sono alternati a cartoncini di vari colori, carte veline e una
tavola ripiegata più volte, contenente un testo di Marinetti delineato
dalle lettere che formano la parola “Depero”. Per via della sua essenza
meccanica, Depero consiglia di non collocarlo negli scaffali della
libreria, bensì su di un coloratissimo e soffice-resistente cuscino Depero.
Numero Unico Futurista Campari
Milano, Edizione Davide Campari & C. [ma: Rovereto, Tipografia
Mercurio], 1931

Un esemplare con dedica a don Antonio Rossaro.


Ideato ed illustrato da Depero, alla realizzazione collaborarono anche
il poeta Giovanni Gerbino e il musicista Franco Casavola. L’album, uno
dei massimi esempi di pubblicità futurista, raccoglie quadri, disegni,
liriche, poesie, motti in libertà, proiezioni parolibere, paesaggi tipografici,
pubblicità plastica, profezie pubblicitarie, musica ed arte decorativa che
canta, illustra e glorifica il Cordial e Bitter Campari (dal frontespizio). Come
spiega Depero stesso nella premessa, non si tratta di banale pubblicità,
seppur per una ditta, la Campari, che con l’arte andava spesso a
nozze (oltre alla presente pubblicazione, ricordiamo Il Cantastorie di
Campari, illustrato l’anno successivo da Bruno Munari); egli rivendica
la piena complicità, umana ed artistica, con i prodotti industriali, che
vanno glorificati con la sensibilità futurista e non, come è d’uso per le
celebrità passatiste, tramite immagini mitologiche, lirismo medievale, lo
stile pregno di tradizione, tutti elementi in urtante dissonanza con i nuovi
prodotti che vogliono esaltare. All’interno della pubblicazione compare
significativamente anche il Manifesto dell’Arte pubblicitaria.
“Emporium”, LXVI, dicembre 1927
Bergamo, Istituto di arti grafiche

Sono questi due esempi dell’attività di Depero nel campo della grafica
editoriale, incentrata sull’illustrazione di copertine sia di libri – ad
esempio La congiura dei passeri di Giovanni Gerbino, Napoli, Morreale,
1927 – che soprattutto di riviste, dalle italiane “Emporium”, “Il Secolo
XX”, “Trentino”, “La Rivista illustrata del Popolo d’Italia” alle americane
“Vogue”, “Sparks”, “Vanity Fair”, “Movie Makers”.
“Il Secolo XX”, maggio 1928
Milano, Rizzoli
Calendarietto Tipografia Mercurio 1928
Calendarietto Tipografia Mercurio 1929
Rovereto, Tipografia Mercurio, 1927-1928

I due esemplari, rimasti finora inediti, appartengono a una serie di


tre calendarietti auto-promozionali stampati tra il 1926 e il 1928 dalla
Tipografia Mercurio di Rovereto.
Il primo, impresso negli ultimi mesi del 1927, presenta principalmente
composizioni a tinte piatte di forme astratte tipicamente deperiane,
prevalentemente giocate sulle tonalità del verde e dell’arancio, cromie
ricorrenti in molti lavori coevi dell’artista, dalla cartolina pubblicitaria
per la ditta Presbitero (1926) alla copertina de La congiura dei passeri di
G. Gerbino (1927) o a quella per il New Auto Atlas (1930).
Il calendarietto del 1929, rispetto al precedente ornato solamente
in copertina, riprende con la sola variante cromatica un’iconografia
floreale già utilizzata da Depero in più occasioni, dalla tarsia di stoffa
Fiori artificiali (1925-1926) alla copertina per il n. 10 de “La rivista
illustrata del Popolo d’Italia” (ottobre 1928), oltre a una versione in
bianco e nero sulle pagine del libro imbullonato, come modello di
disegno per cuscini.
In precedenza Depero aveva già realizzato un altro calendarietto,
il Calendario futurista 1927. Teatro plastico Depero, stampato
dall’Architipografia di Milano a fine 1926 per la ditta cosmetica Valli.
Saggio futurista 1932. Numero unico redatto
dal pittore-poeta Fortunato Depero in occasione
della venuta nel Trentino di S. E. Marinetti
Rovereto, Tipografia Mercurio, primavera 1932

La copertina, che reca una variante del titolo (Futurismo 1932 anno
X° - S. E. Marinetti nel Trentino), è presente in due versioni cromatiche.
Esemplare firmato da Depero.
Pubblicazione dedicata a F.T. Marinetti ma dal contenuto assai
eterogeneo. Il fondatore del movimento futurista compare infatti
solo in un discorso tenuto da Depero a New York e qui interamente
riproposto, nonché nelle liriche La battaglia di via Mercanti e Con
Boccioni a Dosso Casina, ambedue dello stesso Marinetti. Oltre ad
altri componimenti poetici di Maino, Vianello, Farfa, Gerbino ed
Escodamé, questo numero unico presenta due testi di Depero, Realtà
ed astrazione e Il cinematografo e la pittura dinamica; in quest’ultimo
il dinamismo futurista e il rapido susseguirsi d’immagini proprio
dell’arte cinematografica sembrano condividere un’unica, cinetica
realtà. Arricchiscono le pagine di Saggio futurista 1932 anche numerose
tavole pubblicitarie per la Campari e per il volume di Depero New
York. Film vissuto (rimasto inedito), oltre al manifesto L’aeropittura
futurista (sottoscritto da nove futuristi, tra i quali lo stesso Depero) e
il saggio L’enarmonismo. Quest’ultimo, di Luigi Russolo, è un’accusa di
plagio della sua “arte dei rumori”: [ ... ] giorni fa una corrispondente da
Londra ci rendeva noto che un compositore di yazz e direttore d’orchestra
ha registrato i rumori delle vie di Londra in una specie di fonografo, e ha
trovato che sotto i rumori più forti e chiari esiste uno sfondo particolare
rumorista costante. lo nel mio libro “L’arte dei rumori” pubblicato nel 1916
avevo già notato e anche spiegato il fenomeno [ ... ]”.
“Dinamo futurista”, I, n. 1 (febbraio) e 3-5 (giugno) 1933
Rovereto, Tipografia Mercurio

Rivista ideata, impaginata e diretta da Depero, “Dinamo futurista” uscì


dal febbraio del 1933 per soli tre numeri, di cui l’ultimo triplo. Il primo
numero contiene poesie di Farfa e Gerbino, nonché scritti di Depero,
Prampolini, Oriani, Anselmi, Sanzin e altri. Di Depero, autore tra l’altro
di alcune gustose pubblicità (Cordial Campari, Veramon, Istituto di
Credito Fondiario), segnaliamo la prosa Gardesana in velocità, dedicata
alla nuova strada che circonda il Lago di Garda: “[…] sorvoliamo
velocemente Riva. Passiamo davanti al grigio, solido imponente palazzo
della Centrale elettrica del Ponale. Infiliamo il nuovo largo viale, tra roccia
e lago. In poche decine di minuti copriamo i vari chilometri che separano
Riva da Campione. Settantadue gallerie. Curve della strada simili a terrazzi
arditi, sporgenti sulle acque come colpi d’ala solidificati. Fuga di arcate
cupe, chiare, abbaglianti. Prospettive tubolari intersecate da proiezioni
solari. Interminabile cattedrale pagana, scavata nel monte con altari
vibranti d’azzurro e fumanti di sole […]”. Il terzo ed ultimo numero, triplo,
è interamente consacrato a Boccioni ed ospita interventi di Depero,
Marinetti, Buzzi, Russolo, Folgore, Notati, Bontempelli, Simoni, nonché
scritti dello stesso Boccioni.
Liriche radiofoniche
Milano, Editore Giuseppe Morreale [ma: Tipografia S. A. Spiga],
aprile 1934

Liriche radiofoniche perché alcune di esse furono create espressamente


per radio-trasmissioni e perché le altre contengono pure gli elementi
necessari che le radiotrasmissioni esigono: […] brevità di tempo, varietà
concisa di immagini, soggetto contemporaneo, stile simultaneo e
giocondo, lirismo poetico fuso con il lirismo fonico, sonoro e rumorista,
onomatopee […]. Queste ed altre le caratteristiche delle liriche
deperiane del periodo newyorkese, alcune di fantasia (Il vento; Il gallo;
Pioggia), altre delicatamente retoriche (Tempo fascista: COSTRUIRE),
altre che, nella frenesia vertiginosa del mito americano, si sciolgono in
gustose onomatopee (Brindisi all’Hotel Fifth Avenue; Broadway).
Festa dell’uva. Numero unico
Rovereto, Tipografia R. Manfrini, 1936

Esemplare firmato in copertina da Depero, Iras BaIdessari,


Piccoli, Casalini.
Scanzonato numero unico realizzato da Depero, Pola, Pancheri, Iras
Baldessari, Raffaelli, Tiella, Mariani, Speranza, Casalini, Gaifas, Barozzi,
Costa e Piccoli in occasione della Festa dell’uva tenutasi a Rovereto
nel 1936. La regia di Depero è evidente non solo nell’esecuzione
della copertina, ma anche nei contributi interni, il più interessante
dei quali è senz’altro il progetto per il carro allegorico “Monopoli”, la
cui realizzazione è documentata da alcune fotografie conservate nel
Fondo Depero dell’Archivio del ‘900 al Mart.
Bilancio 1913-1936. 380 segnalazioni
Rovereto, Tipografia R. Manfrini, 1937

Un esemplare con dedica al Podestà di Rovereto Remo Perotti Beno.


Ventiquattro anni d’attività artistica classificata in 380 voci: dall’elenco
delle prime 72 esposizioni agli articoli per il “Secolo Sera”, dalle
pubblicazioni di Depero alle trasmissioni radiofoniche, dall’attività
teatrale alle recensioni e molto altro ancora: un mirabile esempio
d’archiviazione del proprio lavoro al quale Depero non seppe mai
rinunciare. Adornano il testo numerose, piccole illustrazioni in
bianco e nero, dedicate alle sue più classiche e giocose iconografie:
Fiammiferino, l’Uomo-Matita, maschere, farfalle e altri animali e
personaggi di fantasia.
96 tavole a colori per “I Dopolavoro Aziendali in Italia”
Novara, Istituto Geografico De Agostini [ma: Rovereto, Tipografia
R. Manfrini], 1938

Esemplare con dedica “Al binomio Depero-Rovereto ci tengo in modo


particolare; esso può indubbiamente significare orgoglio reciproco- R.26.
ott.XVI° Fortunato Depero Per il Comune di Rovereto”.
Album promozionale in formato 29x30 composto da 96 tavole a
colori, stampato in soli 200 esemplari numerati e firmati dall’autore in
occasione del III Congresso Mondiale del Dopolavoro. Dall’introduzione
di Depero: “[…] Ogni tavola a colori simboleggia una Provincia del Regno
e porta impresso, oltre i dati statistici di quel Dopolav. Prov., un motto del
DUCE ad essa riferentesi […]”.
Fortunato Depero nelle opere e nella vita
Trento, Edizione a cura della Legione Tridentina [ma: Tipografia
Editrice Mutilati e Invalidi], maggio 1940

È la corposa quanto importante autobiografia in carta patinata di


Fortunato Depero, stampata in 600 copie numerate. “Siamo lieti di
pubblicare il presente volume ove il Legionario Fortunato Depero raccoglie
in viva e brillante sintesi l’opera fervida multiforme geniale onde in oltre
un ventennio di feconda attività artistica egli ha onorato il Trentino e
l’Italia” (dalla prefazione di Guido Larcher, Comandante del Battaglione
Volontari d’Italia “Legione Trentina”).
A passo romano. Lirismo fascista e guerriero,
programmatico e costruttivo
Trento, Edizioni “Credere - Obbedire – Combattere”, 1943
Edizione a cura del fascio di Trento, traduzione in tedesco
di Anna Zelger Salvadei

Uscito in 1000 esemplari pochi mesi prima del 25 luglio, A passo


romano segna la flessione retorica della prosa poetica di Depero.
Un’adesione al fascismo (apparentemente sincera, ma forse più di
semplice convenienza) e ai suoi miti che la storia dimostrerà essere di
cartapesta, cosi espressa nell’introduzione, titolata significativamente
Vincere: “La poesia al microfono, in teatro o stampata sono atti di fede utili
per combattere, accendere ed elevare gli animi su tutti i fronti […] ecco
il perché oggi sono lieto di dedicare questa sincera raccolta di immagini,
pensieri ed intenzioni ai combattenti, con slancio d’artista, di legionario e
di Camicia nera, per sempre vincere nel nome dell’Italia su tutti i fronti: su
quello delle armi, della fede e dell’arte; su quello esterno ed interno, cioè
sul fronte unico della Patria; ovunque essa ci chiama - ovunque il Duce ci
indica”. Queste cupe prose, dedicate a Mussolini, alle camicie nere, ai
combattenti al fronte, sono accompagnate da disegni in bianco e nero
non meno ampollosi, assolutamente alieni dalla giocosità degli anni
precedenti: baionette ed elmetti, croci e coltelli, teschi e deflagrazioni,
fasci e svastiche, cannoni e maschere antigas. Non è forse un caso che
questo testo sia stato spesso omesso nella bibliografia deperiana del
dopoguerra, celato o talvolta camuffato, come in Prose Futuriste (1973)
curato da Riccardo Maroni, ove tre brani provenienti da questo volume
vengono ricondotti ad una non meglio precisata pubblicazione di
Fortunato Depero edita nel 1943.
Ventidue disegni del pittore-poeta Fortunato Depero
Trento, Tipografia editoriale Mutilati ed Invalidi di Trento, 1944

Si tratta della riproduzione in-folio di 22 disegni di Depero, stampata


dopo il successo dell’autobiografia del 1940. Oltre alle molte vedute
di rustici alpestri riferibili per lo più al lungo soggiorno dell’artista nella
località montana di Serrada, sono presenti reminiscenze del viaggio a
New York e composizioni ispirate all’arte africana.
So I Think. So I Paint. ldeologies of an Italian self-made
painter
Milano - New York [ma: Trento, Tipografia editoriale Mutilati
e Invalidi], 1947
Traduzione in inglese di Raffaella Lotter

Esemplare con dedica alla Biblioteca Civica di Rovereto.


Il volume è una sorta di sunto in lingua inglese di Fortunato Depero
nelle opere e nella vita, fatta eseguire a scopo auto-promozionale in vista
del secondo soggiorno negli Stati Uniti che avverrà di lì a poco e che si
protrarrà per sedici mesi.
88ma mostra Depero. Pittura e arte applicata 1915-1951.
Prima presentazione di pittura nucleare
Rovereto, Arti Grafiche Manfrini, 1951

Due degli ultimi cataloghi di personali di Depero con brossura illustrata


dallo stesso artista. L’88a mostra Depero si tenne a Rovereto, nella
Sala della Filarmonica, dall’11 agosto all’11 settembre 1951; in tale
occasione furono tra l’altro esposte, all’interno di alcune vetrinette,
tutte le pubblicazioni dell’artista. Il catalogo contiene anche il Manifesto
della pittura e plastica nucleare.
La 94a mostra Depero fu invece allestita a Trento, nel Palazzo della
Camera di Commercio, e si tenne dal 28 marzo al 16 aprile 1953.

94a mostra Depero


Trento, Edizione della
Tipografia Ed. Mutilati
e Invalidi, 1953
Riccardo Maroni (a cura di), Fortunato Depero pittore
Trento, Arti Grafiche Saturnia, 1953

Si tratta della quarta monografia della C.A.T. - Collana Artisti Trentini -,


promossa da Riccardo Maroni, il cui archivio è posseduto in parte dalla
Biblioteca Civica di Rovereto, in parte dall’Archivio del ‘900 del Mart. La
monografia contiene una densa auto-presentazione di Depero, Note
autobiografiche ed elogio di Rosetta.
Antibiennale. Requisitoria di Fortunato Depero
Rovereto, Arti Grafiche R. Manfrini, gennaio 1955.

Esemplari con dediche a Valentino Chiocchetti e Adolfo Galvagni.


Testo ricco di vis polemica verso Il comitato organizzatore della XXV
Biennale di Venezia, in particolar modo nei confronti di Rodolfo
Pallucchini. Il contrasto è dovuto al limite ante quem fissato al 1916
dagli organizzatori della rassegna per le opere da ammettere alla
mostra storica sul futurismo, la prima del secondo dopoguerra. In
questo libello, atto finale di una lunga querelle ripresa da molti giornali,
Depero affonda questa data spartiacque, rivendicando, con acceso
ed acuto spirito critico, una totale continuità tra primo e secondo
futurismo e chiedendo un giusto riconoscimento ai proprio decennale
lavoro.
Relazione F. Depero. Rinnovamento della Sala del
Consiglio Provinciale di Trento (1953-56)
Trento, edizione a cura della Giunta Provinciale di Trento
[ma: Rovereto, Arti Grafiche Manfrini], gennaio 1956

Libro in gran formato che testimonia l’intenso lavoro di Depero,


intrapreso dal 1953 al 1956, per la realizzazione della decorazione
della Sala del Consiglio Provinciale di Trento. L’imponente apparato
decorativo, che interessò porte, mobili, finestre ed enormi pannelli
dipinti ad olio, presenta un’iconografia fortemente legata al territorio:
dalla celebrazione agiografica di S. Vigilio alla flora e fauna trentina,
dai costumi folkloristici agli sport invernali, dai castelli agli eremi, dalle
centrali elettriche alla coltura del vino.
Dizionario volante Depero.
Voci e significati - aneddoti e opere, 2
Rovereto, edizione a cura della Galleria Permanente e Museo Storico
Depero, [1956]

Esemplare firmato da Depero.


Seconda parte del Dizionario volante Depero, costituita da 9 tavole e
30 voci raccolte in 7 pieghevoli, oltre alla copertina. Una sintesi del
pensiero e dell’opera deperiana il cui intento è possibilmente quello di
chiarificare molti equivoci, di pianare dannosi e antipatici malintesi […]
Curiosa la soluzione dei fogli sciolti, che sembra ricollegarsi idealmente
alle ben più ardite sperimentazioni tipografiche dei decenni
precedenti.
Catalogo della Galleria e Museo Depero. Rovereto.
Il primo museo futurista d’Italia
Trento, Tipografia Editoriale Temi, [1959]

Le pubblicazioni deperiane si chiudono idealmente con una


testimonianza dell’importante e per lunghi anni trascurata eredità che
Depero ha donato alla sua città, la galleria-museo Depero. Il catalogo
non documenta solamente, sala per sala, la moltitudine delle opere
esposte; esso è anche una viva testimonianza del lungo travaglio,
umano ed artistico, che ha portato alla nascita di quest’istituzione,
unica nel suo genere in Italia. Una meta che Depero raggiunse al
tramonto della sua vita e che lo premiò con la convenzione tra lui
e l’amministrazione comunale, riportata per intero nel catalogo,
concretizzatasi l’8 agosto 1959 con l’inaugurazione delle sale.
Riccardo Zandonai e Fortunato Depero in una sala della biblioteca in riordino, 1923. Rovereto,
Biblioteca Civica.

Bibliografia essenziale:
BRUNO PASSAMANI, Fortunato Depero, Rovereto, Comune di Rovereto, 1981
GABRIELLA BELLI (a cura di), La Casa del Mago. Le Arti applicate nell’opera
di Fortunato Depero 1920-1942, catalogo della mostra, Milano,
Charta, 1992
DOMENICO CAMMAROTA, Futurismo: bibliografia di 500 scrittori italiani, Milano,
Mart-Skira, 2006
GABRIELLA BELLI, BEATRICE AVANZI (a cura di), Depero Pubblicitario. Dall’auto-
réclame all’architettura pubblicitaria, catalogo della mostra, Milano,
Skira, 2007
FRANCESCA VELARDITA ( a cura di), Fondo Fortunato Depero. Inventario,
Rovereto, Mart-Nicolodi, 2008
MAURIZIO SCUDIERO, Depero. L’uomo e l’artista, Rovereto, Egon, 2009
ENRICO CRISPOLTI (a cura di), Nuovi Archivi del Futurismo. I. Cataloghi di
esposizioni, Roma, De Luca Editore d’Arte-C.N.R., 2010

Stampato nel mese di aprile 2011 da la grafica srl - Mori (TN)


Biblioteca civica di Roverero
Laboratorio didattico di arte grafica.
Quaderni, 2

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