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DP2012

QUESTIONI CANONICHE SCELTE RIGUARDANTI LA FORMAZIONE DEI CHIERICI


E L’AMISSIONE AGLI ORDINI

P. GIANFRANCO GHIRLANDA
Si deve cominciare citando il Canone 1024 (Validità-invalidità – lecitudine-
illecitudine)
La questione si è discussa a lungo.
Nel 1976, sotto il pontificato di Paolo VI, è stato emesso il documento “Inter
insignores”.
Nel 1994 sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, è stato emesso il documento
“Ordinatio sacerdotalis”
La questione sull’ordinazione delle donne è stata già definita definitivamente
da Givanni Paolo II.
Gli argomenti dell’autorità magisteriale non si basano sugli argomenti razionali
ma di autorità. Dopo questa autorità viene spiegata ragionavolmente.
Questa non è una dichiarazione di tipo disciplinare, ma dottrinale.
Ordinatio sacerdotalis riprende gli argomenti di Inter insignores, per dirimere
la questione.
Canoni 750 §1-2: qui si capisce la dichiarazione di Giovanni Paolo II.
Nel 1995 interviene la Congregazione per la Dottrina della Fede ha risposto a
un “dubbia”.
La ordinazione maschile, cioè, non ammettere donne alle ordini sacre è una
tradizione costante della Chiesa, dopo esplicitata per la Ordinatio Sacerdotalis.
Fin qui gli elementi per la validità.
Elementi per la leceità: canone 1026.
Bibliografia: G. Ghirlanda, Il diritto nella Chiesa: mistero di comunione.
Compendio di diritto ecclesiale, Roma 2017.
13/ottobre/2017
DP2012

Chi non è animato da retta intenzione, vuol dire che non è chiamato da Dio. La
retta intenzione è una qualità fondamentale del discernimento. Fare la volontà
di Dio è il fine perché Dio è l’assoluto.
Non è retta l’intenzione quando si desidera la vocazione come un mezzo per
raggiungere obiettivi personali. L’intenzione si pone nella libertà della persona.
Chi deve chiarire l’intenzioni della persona è chi accompagna la persona nel
discernimento. Essa deve scoprire quali sono le motivazioni consce o inconsce
del vocazionato. In ogni scelta ci può essere un’intenzione retta ma anche
un’intenzione non retta. Le motivazioni secondarie devono essere purificate.
Debita scienza canone 1032: lo tratteremo in un’altro momento.
Le grandi virtù e buona stima: lo vedremo più avanti.
Qualità fisiche e psichiche, canone 1029: gli impedimenti erano esplicitati nel
codice del 1917. Il nuovo codigo non ne fa menzione ma lascia a criterio del
vescovo il discernimento sulle vocazioni.
Rispetto ai sordomuti c’erano dubbi. Nel 1920 si sono date alcune dispense. In
questo caso, si sta studiando la possibilità di fare la confessione tramite un
compiuter che non possa essere intercettato.
Altra questione è quella della celiachia e dell’alcolismo. C’è un rescritto su
questo.
Le legislazioni date per coloro che già sono chierici si differenziano da quelle
date per i candidati.
La questione dell’epilessia veniva stabilita come un’irregolarità nel codice del
1917. Questo non si trova configurato in questa maniera nel codice attuale.
Questione delle malattie come l’AIDS.
La questione dell’omosessualità: ha a che vedere col canone 1024 anche se non
direttamente. Nel 2005 si è pubblicata un’istruzione sull’ammissione degli
omosessuali agli ordini sacri.