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Prima prova in itinere - 26 Novembre 2015 - Versione 1

Analisi Matematica 1 e Geometria - Ing. Gestionale

Esercizi
Per la correzione devono essere riportati solo i risultati degli esercizi. Ogni esercizio
vale 2 punti.

Esercizio 1. Calcolare inf(X) e sup(X) con X = {(−1)n (1 − 2−n ) | n ∈ N}.


R. inf(X) = −1, sup(X) = 1.
Spiegazione. Consideriamo n pari: l’elemento dell’insieme X è 1 − 2−n che risulta mono-
tona crescente. Quindi il minimo è 1 − 41 = 34 mentre l’estremo superiore è 1. Con-
sideriamo poi n dispari: l’elemento dell’insieme X è −1 + 2−n che risulta monotona
decrescente. Quindi il massimo è −1 + 12 = − 21 mentre l’estremo inferiore è −1. Visto
che −1 < − 12 < 34 < 1, abbiamo inf(X) = −1 e sup(X) = 1. Ovviamente, oltre
alla spiegazione precedente, è possibile fare una verifica formale dei risultati. Ad es-
empio, verifichiamo che inf(X) = −1. Come primo punto, verifichiamo che −1 ≤ x
per ogni x ∈ X, ossia verifichiamo che −1 < (−1)n (1 − 2−n ) è vera per ogni n ∈ N.
Osserviamo che, essendo n ∈ N e quindi ≥ 1, allora 0 < 2−n ≤ 2−1 = 12 . Quindi
1 > 1 − 2−n ≥ 1 − 12 = 12 . Distinguiamo ancora tra n pari ed n dispari. Se n è pari,
(−1)n (1 − 2−n ) = 1 − 2−n ≥ 12 > −1, avendo usato la disuguaglianza di destra. Se n
è dispari, allora (−1)n (1 − 2−n ) = −(1 − 2−n ) > −1, avendo usato la disuguaglianza di
sinistra. In conclusione, −1 è minorante per X. Come secondo punto, verifichiamo che
in ogni intorno destro di −1 troviamo elementi di X, ossia che, scelto comunque ε > 0,
esiste xε ∈ X tale che xε < −1 + ε. L’elemento xε lo cerchiamo tra quelli con n dispari.
Dobbiamo allora risolvere la disequazione −1 + 2−n < −1 + ε, con n dispari. Le soluzioni
della disequazione sono {n ∈ N | n = 2h + 1} ∩ {x ∈ R | x > − log2 (ε)} 6= ∅. Quindi
inf(X) = −1.

6 − x − x2
Esercizio 2. Determinare il dominio della funzione f (x) = .
ln(1 + x)
R. D = (−1, 0) ∪ (0, 2].
Spiegazione. Il dominio è dato dalle soluzioni del seguente sistema

 6 − x − x2 ≥ 0
1+x>0
ln(1 + x) 6= 0

dove la prima disequazione serve a garantire l’esistenza della radice quadrata al numer-
atore, la seconda a garantire l’esistenza del logaritmo, e l’ultima a garantire l’esistenza
della frazione. Le soluzioni della prima sono −3 ≤ x ≤ 2, quelle della seconda sono
x > −1, mentre la terze è equivalente a 1 + x 6= 1, e quindi x 6= 0. Il sistema ha quindi
(−1, 0) ∪ (0, 2] come soluzione.
Esercizio 3. Data la funzione f (x) = |x| (x + 2), determinare il massimo intervallo I
contenente x0 = 2 in cui f risulta invertibile.
1
2

2x

Figure 1. Grafico di f (x) = |x|(x + 2)

R. [0, +∞).
Spiegazione. Basta costruire il grafico di f (x), distinuguendo i due casi x ≥ 0 e x < 0.
È evidente che la funzione risulta invertibile se ristretta agli intervalli massimali
(−∞, −1], [−1, 0], [0, +∞).
Quello che contiene x0 = 2 è il terzo.

ax + b x<0
Esercizio 4. Data la funzione f (x) = x , determinare a, b ∈ R in
cos(2x) − e x ≥ 0
modo che f (x) sia continua e derivabile in R.
R. a = −1, b = 0.
Spiegazione. Visto che ax + b è un polinomio, essa è continua e derivabile in R e quindi lo
è anche in (−∞, 0). Anche la funzione cos(2x) − ex è continua e derivabile in R e quindi
lo è anche in (0, +∞). Resta quindi da studiare la continuità e la derivabilità in x = 0.
Calcolando i limiti destro e sinistro per x → 0, si ha
lim (ax + b) = b lim (cos(2x) − ex ) = 1 − 1 = 0.
x→0− x→0+

f (x) è continua in x = 0 se e solo se i due limiti precedenti sono uguali tra loro ed uguali
a f (0) = 0. Quindi, b = 0. Derivando f (x), otteniamo

′ a x<0
f (x) = x .
−2 sin(2x) − e x ≥ 0
Procedendo come per lo studio della continuità, si ha
lim a = a lim (−2 sin(2x) − ex ) = −1
x→0− x→0+
da cui a = −1.
2
1 + x2 − ex
Esercizio 5. Se esiste, calcolare lim .
x→0 [x sin(2x)]2

R. −1/8.
Spiegazione. Per x → 0, si ha che x2 → 0. Possiamo quindi usare lo sviluppo di McLaurin
della funzione esponenziale per semplificare il numeratore. Ricordando che et = 1 + t +
1 2 2
2
t + o(t2 ), e sostituendo t = x2 , si ha ex = 1 + x2 + 21 x4 + o(x4 ). Il numeratore diventa
2
allora 1 + x2 − ex = − 12 x4 + o(x4 ). Analogamente, per x → 0, anche 2x → 0 e quindi
3

usiamo lo sviluppo di sin(t) = t + o(t) per semplificare il denominatore: [x sin(2x)]2 =


[x(2x + o(x))]2 = [2x2 + o(x2 )]2 = 4x4 + o(x4 ). In conclusione, abbiamo
2
1 + x2 − ex −x4 /2 + o(x4 ) 1
lim 2
= lim 4 4
=−
x→0 [x sin(2x)] x→0 4x + o(x ) 8
essendo limx→0 o(x4 )/x4 = 0 per definizione di o–piccolo.
x

Esercizio 6. Data la funzione invertibile f (x) = x + arcsin 2
, e detta g la sua inversa,
calcolare f (1/2) e g ′(f (1/2)).

R. f (1/2) = 1/2 + arcsin(1/4), g ′(f (1/2)) = 1+√1515 .
Spiegazione. Dal Teorema per la derivata della funzione inversa, si ha che

′ ′ 1 1 15
g (f (1/2)) = 1/f (1/2) = 1 1 = 1 =
√ .
1+ q
1 2 2
1 + 15
√ 1 + 15
1−( 4 )

x+1
Esercizio 7. Calcolare l’asintoto per x → +∞ della funzione f (x) = (x2 − x) ln

x
.
R. y = x − 32 .
Spiegazione. Osserviamo che, se x → +∞, allora x1 → 0. Poniamo allora t = x1 e
sostuiamo nella funzione f (x). I limiti per calcolare l’asintoto obliquo diventano limiti
per t → 0.
   
f (x) 1 1 ln(1 + t)
lim = lim t 2 − ln(1 + t) = lim − ln(1 + t) = 1,
x→+∞ x t→0 t t t→0 t
da cui m = 1. D’altra parte, si ha limx→+∞ (f (x) − x) =
      
1 1 1 1 1 1 2 2
= lim − ln(1 + t) − = lim −1 t − t + o(t ) − 1 =
t→0 t2 t t t→0 t t 2
 
1 3 3
= lim − t + o(t) = −
t→0 t 2 2
usando lo sviluppo di Mclaurin di ln(1+t). Quindi l’asintoto obliquo per f (x) per x → +∞
è y = x − 32 .
Esercizio 8. Risolvere l’equazione ⌊ln x⌋ = 0.
R. 1 ≤ x < e.
Spiegazione. ⌊y⌋ = min{n ∈ Z | n ≤ y} = 0. Quindi ⌊y⌋ = 0 se e solo se 0 ≤ y < 1.
Sostituendo y = ln x, si ha 0 ≤ ln x < 1 da cui e0 ≤ x < e1 ossia 1 ≤ x < e.
Esercizio 9. Scrivere la formula di Taylor, al secondo ordine e con resto di Peano, della
funzione f (x) = xe−2x centrata in x0 = 1.
R. f (x) = e−2 − e−2 (x − 1) + o((x − 1)2 ).
Svolgimento. Il polinomio di Taylor al secondo ordine centrato in x0 = 1 per una funzione
f (x) derivabile almeno 2 volte in x0 = 1 è T2 (x) = f (1) + f ′ (1) + 21 f ′′ (1)(x − 1)2 . Con
facili calcoli, si ha
f ′ (x) = e−2x − 2xe−2x f ′′ (x) = −4e−2x + 4xe−2x .
Quindi, f (1) = e−2 , f ′(1) = −e−2 , f ′′ (1) = 0. In conclusione,
f (x) = e−2 − e−2 (x − 1) + o((x − 1)2 ).
4

Esercizio 10. Disegnare il grafico di f (x) = ln(|x| − 1) + 1.


Spiegazione. Il dominio di f (x) è dato dalle soluzioni di |x| − 1 > 0 ossia x ∈ (−∞, −1) ∪
(1, +∞). Chiaramente, f (x) è una funzione pari, che verifica f (x) > 0 per x ∈ (−∞, −1−
e−1 ) ∪ (1 + e−1 , +∞), limx→1+ f (x) = limx→−1− f (x) = −∞, e tende a +∞ per x → ±∞.

Figure 2. Grafico di f (x) = ln(|x| − 1) + 1.

r
x−1
Esercizio 11. (8 punti) Data la funzione f (x) = x 3 , calcolare dominio, segno,
x+1
limiti agli estremi del dominio, asintoti, derivata prima, intervalli di monotonia, massimi
e minimi locali. Infine, disegnare il suo grafico.

Svolgimento. Ricordiamo che 3 t è definita per ogni t ∈ R ed è positiva se t > 0. Quindi,
il dominio di f (x) è dato dalla sola condizione x + 1 6= 0 ossia D = (−∞, −1) ∪ (−1, +∞).
Il segno di f (x) è lo stesso della funzione x(x − 1)/(x + 1) e quindi f (x) è positiva in
(−1, 0) ∪ (1, +∞), nulla in x = 0 √ ed in x = 1, negativa in (−∞, −1) ∪ (0, 1). Visto che
x−1
limx→±∞ x+1 = 1 e che la funzione 3 t è continua su R, allora limx→±∞ f (x) = ±∞ usando
l’algebra dei limiti. Inoltre, limx→−1− f (x) = −∞ e limx→−1+ f (x) = +∞. Gli ultimi due
limiti permettono di dire che la retta x = −1 è asintoto verticale per f (x). Cerchiamo
ora l’eventuale asintoto obliquo. È evidente che limx→±∞ f (x)/x = 1. Per calcolare
limx→±∞ (f (x) − x) effettuiamo il cambio di variabile x = 1/t. Inoltre, (x − 1)/(x + 1) =
1
(1 − t)/(1 + t) = (1 − t) 1+t = (1 − t)(1 − t + o(t)) = 1 − 2t + o(t). Quindi, si ha
1 p
3

lim (f (x) − x) = lim 1 − 2t + o(t) − 1 =
x→±∞ t→0 t
   
1 1 1 2 2
= lim 1 + (−2t + o(t)) + o(t) − 1 = lim − t + o(t) = − .
t→0 t 3 t→0 t 3 3
Quindi, l’ asintoto obliquo per f (x) ha equazione y = x − 32 sia per x → +∞, sia per
x → −∞.
s 2 s 2

√ x−1 1 3 x + 1 (x + 1) − (x − 1) 2
x + 2x − 1 3 x + 1
f (x) = 3 +x = .
x+1 3 x−1 (x + 1)2 3(x + 1)2 x−1
Osserviamo che f ′ (x) è definito in (−∞, −1) ∪ (−1, 1) ∪ (1, +∞) e quindi bisogna studiare
la derivabilità in x = 1. Studiamo il segno di f ′ (x). Visto che l’argomento della radice
terza è non negativo, come anche il denominatore
√ della√frazione, la derivata è positiva
2
quando x + x − 1 > 0, ossia√ in (−∞, −1 √− 2) ∪ (−1 + 2, 1) ∪ (1, +∞). Quindi,√f (x) è
crescente in (−∞, −1 − 2), in (−1 + 2) ed in (1, +∞), decrescente in (−1 − 2, −1)
5
√ √
−1 + 2). Il punto x = −1 − 2 è allora un punto di massimo locale, mentre
ed in (−1,√
x = −1 + 2 è un punto di minimo locale. Il rapporto incrementale di f (x) in x = 1 è
∆f x
= p
∆x 3
(x + 1)(x − 1)2
e quindi limx→1 ∆f /∆x = +∞. In conclusione, x = 1 è un punto di flesso a tangente
verticale, e quindi gli unici punti di estremo locale sono quelli precedentemente calcolati.
√ p3

Infine, f (−1 ± 2) = − 17 ∓ 12 2.

Figure 3. Grafico della funzione dell’esercizio 11

Esercizio 12. (4 punti) Determinare per induzione quali numeri naturali formano l’insie-
me
1
E = {n ∈ N | 2 + n + 1 < 2n }.
n
Svolgimento. Per n = 1, la disuguaglianza diventa 3 < 2 ed è ovviamente falsa. Per
n = 2, essa diventa 14 + 3 < 4 ed è vera. Quindi, la base d’induzione è n = 2.
Supponiamo che n ∈ E ossia n12 n + 1 < 2n e verifichiamo se n + 1 ∈ E, ossia se
1
(n+1)2
+ n + 2 < 2n+1 .
Essendo 0 < n2 < (n + 1)2 , si ha n12 > (n+1)
1
2 , ed inoltre 1 < 2
n
per ogni n ∈ N. Quindi,
1 1
2
+ n + 2 < 2 + n + 2 < 2n + 1 < 2n+1
(n + 1) n
dove la prima disuguaglianza è la prima delle due scritta al rigo precedente, la seconda è
l’ipotesi d’induzione, mentre la terza è la seconda del rigo precedente. Abbiamo quindi
concluso la verifica.
Teoria

Esercizio 1. Enunciare e dimostrare il Teorema degli zeri.


Esercizio 2. (1) Dare la definizione di funzione derivabile e di derivata in un punto
x0 .
(2) Dimostrare che, se f è derivabile in x0 e se c ∈ R è una costante, allora la funzione
cf è derivabile in x0 e si ha (cf )′ (x0 ) = cf ′ (x0 ).
6

Prima prova in itinere - 26 Novembre 2015 - Versione 2

Analisi Matematica 1 e Geometria - Ing. Gestionale

Esercizi
Per la correzione devono essere riportati solo i risultati degli esercizi. Ogni esercizio
vale 2 punti.

Esercizio 1. Calcolare inf(X) e sup(X) con X = {(−1)n (1 + 2−n ) | n ∈ N}.



4 + 3x − x2
Esercizio 2. Determinare il dominio della funzione f (x) = .
ln(x − 1)

Esercizio 3. Data la funzione f (x) = |x| (x − 2), determinare il massimo intervallo I


contenente x0 = 2 in cui f risulta invertibile.

ax + b x<0
Esercizio 4. Data la funzione f (x) = , determinare a, b ∈ R in
sin(x) − e2x x ≥ 0
modo che f (x) sia continua e derivabile in R.
2
1 − x2 − e−x
Esercizio 5. Se esiste, calcolare lim .
x→0 [x ln(1 + 2x)]2

x

Esercizio 6. Data la funzione invertibile f (x) = −x+ arccos 2
, e detta g la sua inversa,
calcolare f (1/2) e g ′(f (1/2)).
x+1
Esercizio 7. Calcolare l’asintoto per x → +∞ della funzione f (x) = (x2 + x) ln

x
.

Esercizio 8. Risolvere l’equazione ⌈ln x⌉ = 0.

Esercizio 9. Scrivere la formula di Taylor, al secondo ordine e con resto di Peano, della
funzione f (x) = 2xe−x centrata in x0 = 1.

Esercizio 10. Disegnare il grafico di f (x) = | ln(x + 1)| − 1.


r
x+1
Esercizio 11. (8 punti) Data la funzione f (x) = x 3 , calcolare
x−1
(1) Dominio:
(2) Segno:
(3) Limiti agli estremi del dominio:
(4) Asintoti:
(5) Derivata prima:
(6) Intervalli di monotonia:
(7) Massimi e minimi locali:
(8) Grafico (nell’ ipotesi che la funzione abbia due flessi):
7

Esercizio 12. (4 punti) Determinare per induzione quali numeri naturali formano l’insie-
me
1
E = {n ∈ N | 2 + n + 2 < 2n }.
n
(1) Base d’induzione:
(2) ipotesi e tesi induttiva:
(3) Argomento da scrivere in ogni dettaglio per la correzione:
Teoria
Esercizio 1. Enunciare e dimostrare il Teorema degli zeri.
Esercizio 2. (1) Dare la definizione di funzione derivabile e di derivata in un punto
x0 .
(2) Dimostrare che, se f è derivabile in x0 , allora f è continua in x0 .

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Analisi Matematica 1 e Geometria - Ing. Gestionale

Esercizi
Per la correzione devono essere riportati solo i risultati degli esercizi. Ogni esercizio
vale 2 punti.
 q 
Esercizio 1. Calcolare inf(X) e sup(X) con X = {(−1)n 1 − 1 + n1 | n ∈ N}.

6 + x − x2
Esercizio 2. Determinare il dominio della funzione f (x) = .
ln(x − 1)
Esercizio 3. Data la funzione f (x) = |x| (x + 2), determinare il massimo intervallo I
contenente x0 = −2 in cui f risulta invertibile.

ax + b x<0
Esercizio 4. Data la funzione f (x) = , determinare a, b ∈ R in
sin(2x) − ex x ≥ 0
modo che f (x) sia continua e derivabile in R.
1 − cos(2x2 )
Esercizio 5. Se esiste, calcolare lim .
x→0 [x ln(1 + 2x)]2

Esercizio 6. Data la funzione invertibile f (x) = x + arctan(x), e detta g la sua inversa,


calcolare f (1) e g ′ (f (1)).
1
Esercizio 7. Calcolare l’asintoto per x → +∞ della funzione f (x) = (x + 1)e x .
Esercizio 8. Risolvere l’equazione ⌊2x ⌋ = 1.
Esercizio 9. Scrivere la formula di Taylor, al secondo ordine e con resto di Peano, della
funzione f (x) = x2 ln(x) centrata in x0 = e.
Esercizio 10. Disegnare il grafico di f (x) = ln(|x + 1|) − 1.
r
x−1
Esercizio 11. (8 punti) Data la funzione f (x) = x , calcolare
x+1
8

(1) Dominio:
(2) Segno:
(3) Limiti agli estremi del dominio:
(4) Asintoti:
(5) Derivata prima:
(6) Intervalli di monotonia:
(7) Massimi e minimi locali:
(8) Grafico (nell’ ipotesi che la funzione abbia due flessi):

Esercizio 12. (4 punti) Verificare per induzione che


1
E = {n ∈ N | 2
+ n + 3 < 2n }.
n
(1) Base d’induzione:
(2) ipotesi e tesi induttiva:
(3) Argomento da scrivere in ogni dettaglio per la correzione:
Teoria
Esercizio 1. Enunciare e dimostrare il Teorema degli zeri.
Esercizio 2. (1) Dare la definizione di funzione derivabile e di derivata in un punto
x0 .
(2) Dimostrare poi che, se f e g sono derivabili in x0 . allora f + g è derivabile in x0 e
si ha (f + g)′ (x0 ) = f ′ (x0 ) + g ′ (x0 ).

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Esercizi
Per la correzione devono essere riportati solo i risultati degli esercizi. Ogni esercizio
vale 2 punti.
 q 
Esercizio 1. Calcolare inf(X) e sup(X) con X = {(−1)n 1 + 1 − n1 | n ∈ N}.

4 − 3x − x2
Esercizio 2. Determinare il dominio della funzione f (x) = .
ln(x + 1)
Esercizio 3. Data la funzione f (x) = |x| (x − 2), determinare il massimo intervallo I
contenente x0 = −2 in cui f risulta invertibile.
9

ax + b x<0
Esercizio 4. Data la funzione f (x) = , determinare a, b ∈ R in
cos(x) − e2x x ≥ 0
modo che f (x) sia continua e derivabile in R.
1 − cos(x2 )
Esercizio 5. Se esiste, calcolare lim .
x→0 [x(1 + x)1/3 − x]2

Esercizio 6. Data la funzione invertibile f (x) = −x − arctan(x), e detta g la sua inversa,


calcolare f (1) e g ′ (f (1)).
1
Esercizio 7. Calcolare l’asintoto per x → +∞ della funzione f (x) = (x + 2)e x .
Esercizio 8. Risolvere l’equazione ⌈2x ⌉ = 2.
Esercizio 9. Scrivere la formula di Taylor, al secondo ordine e con resto di Peano, della
funzione f (x) = 2x2 ln(x) centrata in x0 = e.
Esercizio 10. Disegnare il grafico di f (x) = | ln(x + 1) − 1|.
r
x+1
Esercizio 11. (8 punti) Data la funzione f (x) = x , calcolare
x−1
(1) Dominio:
(2) Segno:
(3) Limiti agli estremi del dominio:
(4) Asintoti:
(5) Derivata prima:
(6) Intervalli di monotonia:
(7) Massimi e minimi locali:
(8) Grafico (nell’ ipotesi che la funzione abbia due flessi):

Esercizio 12. (4 punti) Verificare per induzione che


1
E = {n ∈ N | 2 + n + 4 < 2n }.
n
(1) Base d’induzione:
(2) ipotesi e tesi induttiva:
(3) Argomento da scrivere in ogni dettaglio per la correzione:
Teoria
Esercizio 1. Enunciare e dimostrare il Teorema degli zeri.
Esercizio 2. (1) Dare la definizione di funzione derivabile e di derivata in un punto
x0 .
(2) Dimostrare poi che, se f è monotona crescente in (a, b) allora f ′ (x) ≥ 0, ∀x ∈
(a, b).
Seconda prova in itinere di
Analisi 1 e Geometria - 12 Febbraio 2016

Versione 1

Tutte le risposte devono essere motivate ed i calcoli riportati.

Esercizi
Esercizio 1. Calcolare l’integrale
Z (ln 3)2 √ 
sinh x dx.
0


Svolgimento. Il dominio della funzione f (x) = sinh ( x) è [0, +∞) ed f (x) è continua in
tale dominio. Quindi, l’integrale dato è un integrale definito. √
Una primitiva di f (x) si calcola effettuando la sostituzione x = t ossia x = t2 , dx =
2t dt, e si ottiene Z Z
f (x) dx = 2t sinh(t) dt.

Integriamo per parti, ponendo g ′ = sinh(t), h = 2t, e quindi g = cosh(t), h′ = 2, ed


otteniamo:
Z Z
2t sinh(t) dt = 2t cosh(t) − 2 cosh(t) dt = 2t cosh(t) − 2 sinh(t) + c.

Visto che la sostituzione scelta è monotona crescente nell’intervallo x ∈ [0, ln2 3] corrispon-
dente a t ∈ [0, ln 3], abbiamo
Z ln2 3 Z ln 3
f (x) = 2t sinh(t) dt = 2 ln 3 cosh(ln 3) − 2 sinh(ln 3).
0 0

D’altra parte, usando la definizione delle funzioni sinh(t) e cosh(t) si ottiene sinh(ln 3) =
4/3, cosh(ln 3) = 5/3 e quindi
Z ln2 3
10 8
f (x) dx = ln 3 − .
0 3 3

Esercizio 2. Date le serie numeriche


+∞ +∞ +∞

  
X
1/n2 1 X n X
(1) n e − cos , (2) (−1)n , (3) cos2 n ,
n=1
n n=0
1 + n3 n=0

(a) determinare il carattere di ciascuna di esse;


(b) scelta una serie convergente, determinare quanti termini occorre considerare per
una avere un valore della somma approssimato a meno di un centesimo.
Svolgimento. Visto che 1/na → 0 per n → +∞ per ogni a > 0, possiamo usare gli
sviluppo di McLaurin per studiare la prima delle due serie. Abbiamo
     
1/n2 1 1 1 1 1
e =1+ 2 +o 2
cos =1− 2 +o
n n n 2n n2
e quindi
     
1/n2 1 3 1
n e − cos =n + o .
n 2n2 n2
Il termine generale della serie è allora asintotico a 3/2n, e quindi la serie è definitivamente
a termini positivi, e diverge per confronto con la serie armonica. La serie data diverge
allora positivamente.
La seconda serie è a segni alterni e può essere studiata o usando il Criterio di Leibniz,
oppure usando la convergenza assoluta. Nel primo modo, si osserva che bn = n/(1+n3 ) > 0
per ogni n ∈ N, che limn→+∞ bn = 0 essendo bn un rapporto tra un polinomio di grado
1 ed uno di grado 3, ed infine che bn è monotona decrescente, cosı́ risultando la funzione √
f (x) = x/(1 + x3 ) in [1, +∞). Infatti f ′ (x) = (1 − 2x3 )/(1 + x3 )2 < 0 per x > 1/ 3 2.
Essendo verificate le ipotesi del Criterio di Leibniz, la serie considerata è convergente.
Nel secondo modo, basta osservare che |(−1)n n/(1 + n3 )| = bn e che quest ultimo è
asintotico a 1/n2 . Quindi, la serie converge assolutamente per confronto con la serie
armonica generalizzata, e quindi la serie data converge.
Infine, la terza serie è a termini
√ positivi, e quindi o converge o diverge positivamente.
2
D’altra parte, limn→+∞ cos n non esiste. Quindi la condizione necessaria per la conver-
genza delle serie non è verificata, ossia la serie data non converge. Per esclusione, essa
diverge positivamente.
L’unica serie convergenete è la seconda. Essendo a segni alterni, una maggiorazione dell’
errore è data dal primo termine trascurato. Dobbiamo quindi risolvere la disuguaglianza
n 1
3
< ,
1+n 100
ossia 100n < 1 + n3 . Essa è vera per n ≥ 10 e quindi basta sommare i primi 9 termini
per ottenere un’approssimazione della somma a meno di 0.01.

Esercizio 3. Nel campo complesso risolvere la seguente equazione:


z 2 + |z 2 | = 8 + 12i .

Svolgimento. Sia z = x + iy, x, y ∈ R. Allora z 2 = x2 − y 2 + 2ixy, |z 2 | = |z|2 = x2 + y 2 , e


quindi l’equazione data diventa
2x2 + 2ixy = 8 + 12i.
Uguagliando le parti reali e quelle immaginarie, otteniamo 2x2 = 8, ossia x = ±2 e xy = 6.
Se x = 2, allora y = 3, mentre se x = −2, allora y = −3. Le soluzioni sono allora i due
numeri complessi z1 = 2 + 3i e z2 = −(2 + 3i).
Esercizio 4. Nello spazio sono date le rette

x = 1 + 2t
( 
x=4−z
r: , s: y =3+t , t ∈ R.
y = 2x − 2 
z = −3 + 4t

(a) Verificare che r e s sono ortogonali ed incidenti.


(b) Detto A il punto di intersezione delle due rette e detto B il punto di intersezione
della retta r con il piano yz, determinare
√ un punto C sulla retta s in modo che
l’area del triangolo ABC sia 9 14.

Svolgimento. Un’equazione parametrica per r è r : x = t′ , y = −2 + 2t′ , z = 4 − t′ , t′ ∈ R.


→ → → → → →
r è allora parallela al vettore u= i +2 j − k . La retta s è parallela al vettore v = 2 i
→ → → →
+ j +4 k . Essendo u · v = 2 + 2 − 4 = 0, i vettori, e quindi le rette, sono ortogonali. La
retta r incontra il piano [yz] di equazione x = 0 nel punto B(0, −2, 4), mentre la retta s
→ → → →
contiene il punto D(1, 3, −3). Il vettore individuato da tali punti è BD= i +5 j −7 k .
→ → → → → → →
Il prodotto misto è uguale a BD · u ∧ v =BD ·(9 i −6 j −3 k ) = 0, e quindi le rette r
ed s sono incidenti. Il punto d’intersezione si ottiene dal sistema t′ = 1 + 2t, −2 + 2t′ =
3 + t, 4 − t′ = −3 + 4t la cui unica soluzione è t = 1, t′ = 3. In conclusione, le rette si
intersecano in A(3, 4, 1). Sia C(1 + 2t, 3 + t, −3 + 4t) un punto generico di s. Il triangolo
ABC è rettangolo in A e quindi la sua area è A = AB AC/2. Con facili calcoli, si ha che
√ √
AB = 3 6 AC = |t − 1| 21.
Sostituendo il valore dell’area, otteniamo l’equazione |t − 1| = 2 le cui soluzioni sono
t1 = 3, t2 = −1. I punti cercati hanno allora coordinate C1 (7, 6, 9) e C2 (−1, 2, −7),
ovviamente simmetrici rispetto ad A.

Seconda prova in itinere di


Analisi 1 e Geometria - 12 Febbraio 2016
Versione 2

Tutte le risposte devono essere motivate ed i calcoli riportati.

Esercizi
Esercizio 1. Calcolare l’integrale
Z (ln 4)2 √ 
cosh x dx.
0

Esercizio 2. Date le serie numeriche


+∞ +∞ +∞

  
X 1 1 X
n n X
(1) n sin − ln 1 + , (2) (−1) , (3) sin2 n ,
n=1
n n n=0
1 + n2 n=0

(a) determinare il carattere di ciascuna di esse;


(b) scelta una serie convergente, determinare quanti termini occorre considerare per
una avere un valore della somma approssimato a meno di un centesimo.

Esercizio 3. Nel campo complesso risolvere la seguente equazione:


z 2 − |z 2 | = −18 + 6i .

Esercizio 4. Nello spazio sono date le rette



x = 1 + 2t
( 
x=3−y
r: , s : y = −4 + 4t , t ∈ R.
z = 2x − 1 
z = 4 + t

(a) Verificare che r e s sono ortogonali ed incidenti.


(b) Detto A il punto di intersezione delle due rette e detto B il punto di intersezione
della retta r con il piano yz, determinare
√ un punto C sulla retta s in modo che
l’area del triangolo ABC sia 18 14.

Seconda prova in itinere di


Analisi 1 e Geometria - 12 Febbraio 2016
Versione 1

Tutte le risposte devono essere motivate ed i calcoli riportati.

Teoria
Esercizio 1. Enunciare e dimostrare il Teorema della Media Integrale per l’ integrale
inferiore.

Esercizio 2. Studiare il carattere della serie telescopica


+∞
X
(an − an+1 )
n=1
con an successione numerica arbitraria.

Seconda prova in itinere di


Analisi 1 e Geometria - 12 Febbraio 2016
Versione 2

Tutte le risposte devono essere motivate ed i calcoli riportati.

Teoria
Esercizio 1. Enunciare e dimostrare il Teorema della Media Integrale per l’ integrale
superiore.
Esercizio 2. Studiare il carattere della serie geometrica generale
+∞
X
hn
n=0
con h ∈ R.
Analisi 1 e Geometria - 4 Marzo 2016

Versione 1

Tutte le risposte devono essere motivate ed i calcoli riportati.

Esercizi
Esercizio 1. Calcolare l’ integrale
Z 2
ln(9 − x2 ) dx.
1
Dire poi se l’ integrale calcolato rappresenta l’area della regione di piano compresa tra le
rette x = 1, x = 2, l’asse x ed il grafico della funzione f (x) = ln(9 − x2 ).

Svolgimento. Il dominio della funzione f (x) = ln(9 − x2 ) è l’insieme delle soluzioni di


9 − x2 > 0, ossia (−3, 3). f (x) è composizione di funzioni elementari, ed è quindi continua
nel suo dominio. Quindi, l’integrale√ dato √ è un integrale definito. Inoltre, f (x) > 0
2
nell’insieme 9 − x > 1 ossia in (−2 2, 2 2). Tale intervallo contiene l’intervallo [1, 2]
d’integrazione, e quindi l’integrale rappresenta l’area della regione indicata. Calcoliamo
prima l’integrale definito.
1
Z Z
2
f (x) dx = x ln(9 − x ) − x (−2x) dx =
9 − x2
9 − x2 1 1
Z Z Z
2 2
= x ln(9 − x ) − 2 2
dx + 18 2
dx = x ln(9 − x ) − 2x + 18 dx.
9−x 9−x 9 − x2
Usiamo i fratti semplici:
1 A B
2
= + equivale a 1 = A(3 + x) + B(3 − x)
9−x 3−x 3+x
e quindi A = B = 1/6. Abbiamo allora

1 1 1 3 + x
Z Z Z
18 dx = 3 dx+3 dx = −3 ln |3−x|+3 ln |3+x| = 3 ln +c.
9 − x2 3−x 3+x 3 − x
In conclusione,
3 + x
Z
2
f (x) dx = x ln(9 − x ) − 2x + 3 ln + c.
3 − x
L’integrale definito vale
Z 2
f (x) dx = 2 ln 5 − 4 + 3 ln 5 − ln 8 + 2 − 3 ln 2 = 5 ln 5 − 6 ln 2 − 2.
1

Esercizio 2. Studiare la funzione


r
x4 3
f (x) =
x−1
indicando il dominio, il segno, i limiti agli estremi del dominio, gli eventuali asintoti, gli
intervalli di monotonia, gli eventuali punti di estremo relativo e di non derivabilità, ed il
grafico. Non è richiesto il calcolo della derivata seconda. Disegnare quindi il grafico della
funzione
g(x) = ef (x) .

Svolgimento. Dominio: x−1 6= 0 ossia Dom(f ) = (−∞, 1)∪(1, +∞). Segno: x4 /(x−1) >
0. Essendo x4 ≥ 0 per ogni x ∈ R, f (x) > 0 se x > 1, f (x) = 0 se x = 0, e f (x) < 0 se
x < 1, x 6= 0. Limiti:
lim f (x) = ±∞ lim f (x) = ±∞.
x→±∞ x→1±

Quindi, x = 1 è asintoto verticale. Cerchiamo l’eventuale asintoto obliquo.


f (x)
lim =1
x→±∞ x

mentre
r  r !
x 3 1
lim (f (x) − x) = lim x 3
−1 = lim x 1+ −1 =
x→±∞ x→±∞ x−1 x→±∞ x−1
 
1 1
= lim x =
x→±∞ 3(x − 1) 3
avendo usato il limite fondamentale limt→0 ((1 + t)a − 1)/t = a con a = 1/3, t = 1/(x − 1).
Quindi, y = x + 1/3 è asintoto obliquo.
La derivata prima di f (x) è
s 2 s 2
3 4
′ 1 3 x − 1 4x (x − 1) − x 3 x−1 3x2 − 4x
f (x) = = .
3 x4 (x − 1)2 x 3(x − 1)2
Il dominio di f ′ (x) è Dom(f ) \ {0} e quindi non sappiamo se f è derivabile in x = 0.
Usiamo la definizione per studiare la derivabilità in x = 0. Visto che f (0) = 0, il rapporto
incrementale di f in x = 0 è uguale a
r
∆f x ∆f
= 3 quindi lim = 0.
∆x x−1 x→0 ∆x

In conclusione, f (x) è derivabile in x = 0 e risulta f ′ (0) = 0. Studiamo ora la monotonia,


risolvendo f ′ (x) > 0. Eliminando le quantità positive nel dominio di f ′ , resta da studiare
3x2 − 4x > 0 le cui soluzioni sono (−∞, 0) ∪ (4/3, +∞). Quindi, f (x) cresce fino a x = 0
punto in cui vi è un massimo locale a tangente orizzontale, decresce in (0, 1), quindi
decresce in (1, 4/3) e √poi cresce per x > 4/3. In x = 4/3, f (x) ha un punto di minimo
locale con f (4/3) = 4 3 4/3.

Esercizio 3. Sia dato il numero complesso w = (z + i)(z − 2i) + |z + 1|2 , al variare di


z ∈ C. Disegnare nel piano di Gauss gli insiemi
Re(w) = 0 Im(w) = 0
e calcolarne quindi i punti d’intersezione.
y

Figure 4. Grafico di f (x) in nero, di g(x) = ef (x) in rosso

Svolgimento. Sia z = x + iy, x, y ∈ R la forma algebrica di z. Abbiamo: (z + i)(z − 2i) =


(x+i(y+1))(x+i(y−2)) = x2 −(y+1)(y−2)+i(x(y+1+y−2)) = x2 −y 2 +y+2+i(x(2y−1)),
|z + 1|2 = |(x + 1) + iy|2 = (x + 1)2 + y 2 = x2 + 2x + 1 + y 2. In conclusione,
w = x2 − y 2 + y + 2 + i(x(2y − 1)) + x2 + 2x + 1 + y 2 = 2x2 + 2x + y + 3 + i(x(2y − 1))
e quindi Re(w) = 2x2 + 2x + y + 3 e Im(w) = x(2y − 1). Re(w) = 0 è la parabola di vertice
(−1/2, −5/2) con asse di simmetria parallelo all’asse y mentre Im(w) = 0 è l’unione delle
rette x = 0 e y = 1/2.
y

Figure 5. Re(w) = 0 in nero, Im(w) = 0 in rosso

L’unico punto d’intersezione si ha con x = 0, y = −3 e quindi z = −3i.

Esercizio 4. Nello spazio sono dati il punto A(1, 0, 2) e la retta r : x = −1 + t, y = t, z =


1 + t, t ∈ R. Determinare la proiezione ortogonale C di A su r, e l’equazione cartesiana
del piano α per A ortogonale ad r. Calcolare quindi l’equazione parametrica della retta s
per A, contenuta in α ed avente la massima distanza da r.
→ → → →
Svolgimento. Un vettore parallelo ad r è u= i + j + k . Quindi, i piani perpendicolari
ad r hanno equazioni x + y + z + d = 0. Imponendo il passaggio per A si ottiene: 3 + d = 0
ossia d = −3 e quindi il piano α cercato ha equazione x + y + z − 3 = 0. Intersecando α
ed r si ottiene la proiezione ortogonale di A su r. Sostituendo l’equazione di r nel piano,
otteniamo 3t − 3 = 0 da cui t = 1 e C(0, 1, 2).

La retta s cercata è ortogonale ad r perché contenuta in α, ed ortogonale a AC perché
→ → → → →
ha la massima distanza da r e quindi è parallela al vettore u ∧ AC= i + j −2 k . Inoltre,
passa per A e quindi la sua equazione è s : x = 1 + t, y = t, z = 2 − 2t, t ∈ R.

Esercizio 5. Al variare del parametro x ∈ R, studiare il carattere della serie numerica


+∞ 2n
X x
n
.
n=1
n4
Posto poi x = 1, calcolare, se convergente, la somma della serie.

Svolgimento. La serie è a termini positivi. Possiamo quindi usare il criterio del rapporto,
o della radice. Nel primo caso, si ha
an+1 x2n+2 n 4n x2 n x2
lim = lim = lim = .
n→+∞ an n→+∞ (n + 1) 4n+1 x2n 4 n→+∞ n + 1 4
Nel secondo caso, si ha
√ x2 1 x2
lim n an = lim √ = .
n→+∞ 4 n→+∞ n n 4
Se x2 /4 < 1, ossia x ∈ (−2, 2), la serie converge. Se x ∈ (−∞, −2) ∪ (2, +∞), la serie
diverge positivamente. Se x = ±2, la serie diventa
+∞
X 1
n=1
n
e quindi diverge, essendo la serie armonica.
Infine, posto x = 1, la serie diventa
+∞  2  3
X 1 1 1 1 1 1
= + + + ...
n=1
n 4n 4 2 4 3 4
Essa ricorda lo sviluppo di
1 1
ln(1 − t) = −t − t2 − t3 − . . .
2 3
per t = 1/4. Quindi,
+∞  
X 1 1 3 4
n
= − ln 1 − = − ln = ln .
n=1
n4 4 4 3

Analisi 1 e Geometria - 4 Marzo 2016


Versione 1

Tutte le risposte devono essere motivate ed i calcoli riportati.

Teoria
Esercizio 1. Sia f (x) una funzione continua in [a, b] e derivabile in (a, b). Dimostrare
che f (x) è monotona crescente in [a, b] se, e solo se, f ′ (x) ≥ 0 per ogni x ∈ (a, b).

Esercizio 2. Enunciare e dimostrare il Teorema dell’ unicità del limite per le funzioni.

Analisi 1 e Geometria - 4 Marzo 2016


Versione 2

Tutte le risposte devono essere motivate ed i calcoli riportati.

Esercizi
Esercizio 1. Calcolare l’ integrale
Z 4
ln(x2 − 4) dx.
3
Dire poi se l’ integrale calcolato rappresenta l’area della regione di piano compresa tra le
rette x = 3, x = 4, l’asse x ed il grafico della funzione f (x) = ln(x2 − 4).

Esercizio 2. Studiare la funzione


r
3x4
f (x) =
x+1
indicando il dominio, il segno, i limiti agli estremi del dominio, gli eventuali asintoti, gli
intervalli di monotonia, gli eventuali punti di estremo relativo e di non derivabilità, ed il
grafico. Non è richiesto il calcolo della derivata seconda. Disegnare quindi il grafico della
funzione
g(x) = ef (x) .

Esercizio 3. Sia dato il numero complesso w = (z − 1)(z + 2) − |z + i|2 , al variare di


z ∈ C. Disegnare nel piano di Gauss gli insiemi
Re(w) = 0 Im(w) = 0
e calcolarne quindi i punti d’intersezione.

Esercizio 4. Nello spazio sono dati il punto A(2, 1, 0) e la retta r : x = 1 + t, y =


−1 + t, z = t, t ∈ R. Determinare la proiezione ortogonale C di A su r, e l’equazione
cartesiana del piano α per A ortogonale ad r. Calcolare quindi l’equazione parametrica
della retta s per A, contenuta in α ed avente la massima distanza da r.
Esercizio 5. Al variare del parametro x ∈ R, x 6= 0, studiare il carattere della serie
numerica
+∞
X 9n
.
n=1
nx2n
Posto poi x = 9, calcolare, se convergente, la somma della serie.

Analisi 1 e Geometria - 4 Marzo 2016


Versione 2

Tutte le risposte devono essere motivate ed i calcoli riportati.

Teoria
Esercizio 1. Sia f (x) una funzione continua in [a, b] e derivabile in (a, b). Dimostrare
che f (x) è monotona decrescente in [a, b] se, e solo se, f ′ (x) ≤ 0 per ogni x ∈ (a, b).

Esercizio 2. Enunciare il Teorema del confronto per le funzioni, e dimostrare una sola
delle sue affermazioni.

Analisi 1 e Geometria - 4 Marzo 2016


Tema d’esame di recupero

Tutte le risposte devono essere motivate ed i calcoli riportati.

Esercizi
Esercizio 1. Calcolare l’integrale
Z 1  
x+1
arctan dx.
−1 x−1

Esercizio 2. Studiare la funzione



f (x) = x − 1 + x2 + 2x
indicando il dominio, il segno, i limiti agli estremi del dominio, gli eventuali asintoti, gli
intervalli di monotonia, gli eventuali punti di estremo relativo e di non derivabilità, gli
intervalli in cui rivolge la concavità verso il basso o verso l’alto ed i punti di flesso, ed il
grafico.

Esercizio 3. Dato il numero complesso z, disegnare la regione Re(z 2 ) > 0 ed individuare


le radici terze di w = −8 + 8i che vi appartengono.

Esercizio 4. Nello spazio euclideo tridimensionale, siano dati i punti A e la retta r : x =


1 + t, y = 1 − t, z = t, t ∈ R. Calcolare la proiezione ortogonale C di A su r, il piano α
per A ortogonale ad r ed i punti B, D del piano α per cui ABCD è un quadrato.
Esercizio 5. Studiare il carattere della serie
+∞
X n + (−1)n n2
n=1
na
al variare del parametro reale a > 0.

Analisi 1 e Geometria - 4 Marzo 2016


Tema d’esame di recupero
Tutte le risposte devono essere motivate ed i calcoli riportati.
Teoria
Esercizio 1. Sia f : [a, b] → R continua ed invertibile in [a, b]. Dimostrare che f è
monotona in [a, b].

Esercizio 2. Enunciare e dimostrare il Teorema di Fermat.


Analisi 1 e Geometria - 11 Luglio 2016
Versione 1

Svolgimento a cura di R. Notari.


Esercizi
1
Z
Esercizio 1. Calcolare dx.
sin x
π/2
1
Z
Stabilire inoltre se l’integrale improprio dx è convergente.
0 sin x
Soluzione. La funzione sin(x) si annulla per x = 0 ed è positiva e continua in tutti gli altri
punti dell’intervallo d’integrazione. Quindi, l’integrale ha un problema solo nell’estremo
inferiore dell’intervallo d’integrazione. Poiché sin(x) ∼ x per x → 0, abbiamo che 1/ sin(x)
e 1/x hanno lo stesso comportamento in un intorno destro di x = 0. Quindi, l’intergale
improprio
Z π/2
1
dx
0 sin(x)
diverge positivamente.
Calcoliamo ora una primitiva di 1/ sin(x), effettuando la sostituzione t = cos(x) ossia
1
x = arccos(t) e quindi dx = − √1−t 2 dt. Si ha

1 1 1 1 1
Z Z Z Z
dx = dx = − √ √ dt = − dt =
1 − t2
p
sin(x) 1 − cos2 (x) 2
1−t 1−t 2

Z  
1 1 1 1 1 1 cos(x) − 1
= − dt = ln |t − 1| − ln |t + 1| + c = ln + c.
2 t−1 t+1 2 2 2 cos(x) + 1
+∞
X nn
Esercizio 2. Si discuta il carattere della serie n n!
al variare del parametro x > 0.
n=1
x

Soluzione. Osserviamo che la serie è a termini positivi, essendo x > 0. Studiamola usando
il criterio del rapporto.
n
(n + 1)n+1 xn n!

an+1 1 1
= n+1 = 1+ .
an x (n + 1)! nn x n
Passando al limite per n → +∞, si ha
an+1 e
lim = .
n→+∞ an x
Quindi, se e/x < 1 ossia x > e, la serie converge, se 0 < x < e, la serie diverge. Per x = e,
si ha la serie di termine generale an = enn n! . Ricordando l’approssimazione di Stirling per
n

√ nn 1
il fattoriale di interi grandi, ossia n! ∼ 2πn n per n → +∞, abbiamo che an ∼ √2πn ,
e
e quindi la serie diverge per confronto con la serie armonica generalizzata.

Esercizio 3. Risolvere nel campo complesso l’equazione (z − i)3 = −8i e rappresentare


le soluzioni sul piano di Gauss.
Soluzione. Posto √ w = z − i, l’equazione diventa w 3 = 8e3πi/2 . Le radici terze di 8e3πi/2
3
sono di modulo 8 = 2 √ e di argomenti√ θ0 = π/2, θ1 = 7π/6, θ2 = 11π/6, e quindi
abbiamo w0 = 2i, √ w1 = −√ 3 − i, w2 = 3 − i. Infine, le soluzioni dell’equazione sono
z0 = 3i, z1 = − 3, z2 = 3. Esse si trovano sulla circonferenza del piano di Gauss di
centro i e raggio 2, sugli assi coordinati, e sono i tre vertici di un triangolo equilatero.

Esercizio 4. Data la retta r : x = 2+t, y = 3+2t, z = 1−t, t ∈ R ed il punto P = (1, 5, 3),


calcolare la proiezione ortogonale di P su r, la retta s per P parallela ad r, e l’equazione
del piano contenente r ed s.
→ → → →
Soluzione. La retta r è parallela al vettore v = i +2 j − k e passa per il punto A(2, 3, 1).
Il piano α perpendicolare ad r per P ha equazione α : x+2y−z−8 = 0. Intersecando r ed α
abbiamo la proiezione ortogonale di P su r. Con facili calcoli, si ottiene l’equazione 6t = 1,
la cui unica soluzione è t = 1/6. Sostituendo, otteniamo il punto Q(13/6, 10/3, 5/6)
proiezione ortogonale cercata.
La retta per P parallela ad r ha equazione parametrica s : x = 1 + t, y = 5 + 2t, z =
3 − t, t ∈ R. Infine, il piano che contiene r ed s coincide con il piano che contiene r e P .
La retta r ha equazione cartesiana r : 2x − y − 1 = 0, x + z − 3 = 0. Il fascio di piani
di asse r ha equazione λ(2x − y − 1) + µ(x + z − 3) = 0. Sostituendo le coordinate di P
otteniamo −4λ + µ = 0 e quindi, ad esempio, la coppia λ = 1, µ = 4 risolve l’equazione.
Sostituendo nel fascio, otteniamo β : 6x − y + 4z − 13 = 0 che è il piano contenente r ed
s.

Esercizio 5. Calcolare il
ex − sin x − cos x
lim .
x→0 ex2 − ex3
Soluzione. usando gli sviluppi di Mclaurin, otteniamo
1 1
ex − sin(x) − cos(x) = 1 + x + x2 − x − 1 + x2 + o(x2 ) = x2 + o(x2 )
2 2
e
2 3
ex − ex = 1 + x2 − 1 + o(x2 ) = x2 + o(x2 ).
Quindi,
ex − sin x − cos x x2 + o(x2 )
lim = lim = 1.
x→0 ex2 − ex3 x→0 x2 + o(x2 )

1−x
Esercizio 6. Studiare la funzione f (x) = xe x .
Soluzione. Il dominio è D = (−∞, 0) ∪ (0, +∞), e f (x) > 0 se x ∈ (0, +∞), mentre
f (x) < 0 se x ∈ (−∞, 0). Calcoliamo il comportamento di f agli estremi del dominio.
f (x) 1
lim f (x) = ±∞ lim
= .
x→±∞ x→±∞ x e
Inoltre,
 x 1 e1/x − 1 1
lim f (x) − = lim =
x→±∞ e e x→±∞ 1/x e
usando il limite notevole limt→0 (et − 1)/t = 1 e la sostituzione t = 1/x. Quindi, f (x) ha
y = 1e (x + 1) come asintoto obliquo sia per x → +∞, sia per x → −∞. Infine,
lim f (x) = 0 lim f (x) = +∞
x→0− x→0+

il primo perché limt→−∞ et = 0, il secondo perché limt→+∞ et /t = +∞ per la gerarchia


degli infiniti. Quindi, x = 0 è asintoto verticale. Le derivate prima e seconda di f (x) sono
x − 1 x−1 1 x−1
f ′ (x) = e x f ′′ (x) = 3 e x
x x
entrambe definite sullo stesso dominio di f . Quindi, non ci sono punti di non derivabilità.
Inoltre, limx→0− f ′ (x) = 0. Per la monotonia, basta studiare f ′ (x) > 0 e si ha che f (x)
è crescente in (−∞, 0) ed in (1, +∞), mentre risulta decrescente in (0, 1). Quindi, x = 1
è un punto di minimo locale e f (1) = 1. Invece, f (x) rivolge la concavità verso l’alto in
(0, +∞) e verso il basso in (−∞, 0), non presentando qindi punti di flesso. Il grafico può
essere tracciato senza difficoltà a partire dalle informazioni precedenti.

Analisi 1 e Geometria - 11 Luglio 2016


Versione 1

Tutte le risposte devono essere motivate ed i calcoli riportati.

Teoria
Esercizio 1. Enunciare e dimostrare il criterio del rapporto per le serie numeriche.

Esercizio 2. Enunciare e dimostrare il Principio d’induzione.

Analisi 1 e Geometria - 11 Luglio 2016


Versione 2

Tutte le risposte devono essere motivate ed i calcoli riportati.

Esercizi
1
Z
Esercizio 1. Calcolare dx.
cos x
π/2
1
Z
Stabilire inoltre se l’integrale improprio dx è convergente.
0 cos x

+∞ n
X x n!
Esercizio 2. Si discuta il carattere della serie n
al variare del parametro x > 0.
n=1
n

Esercizio 3. Risolvere nel campo complesso l’equazione (z + i)3 = 8i e rappresentare le


soluzioni sul piano di Gauss.
Esercizio 4. Data la retta r : x = 1 − t, y = 3 + 2t, z = 2 + t ed il punto P = (3, 5, 1),
calcolare la proiezione ortogonale di P su r, la retta s per P parallela ad r, e l’equazione
del piano contenente r ed s.

Esercizio 5. Calcolare il
ex − sin x − cos x
lim .
x→0 ex2 − ex4

x−1
Esercizio 6. Studiare la funzione f (x) = xe x .

Analisi 1 e Geometria - 11 Luglio 2016


Versione 2
Tutte le risposte devono essere motivate ed i calcoli riportati.
Teoria
Esercizio 1. Enunciare e dimostrare il criterio della radice per le serie numeriche.

Esercizio 2. Enunciare e dimostrare il Principio d’induzione.


Analisi 1 e Geometria - 12 Settembre 2016

Versione 1

Tutte le risposte devono essere motivate ed i calcoli riportati.

Esercizi
Esercizio 1. Studiare la funzione
ex − 2
f (x) = .
e2x − 1
È richiesto il calcolo della derivata seconda di f ma non il suo studio.
Soluzione. Dominio: D = R \ {0} perché il denominatore non si annulli. Segno: usando
la regola dei segni, abbiamo che f (x) > 0 in (−∞, 0) ∪ (ln(2), +∞), mentre f (x) < 0
in (0, ln(2)). Infine, f (x) = 0 per x = ln(2). Limiti: limx→−∞ f (x) = 2, limx→0− f (x) =
+∞, limx→0+ f (x) = −∞, limx→+∞ f (x) = 0. Asintoti: y = 2 è asintoto orizzontale
sinistro, x = 0 è asintoto verticale, y = 0 è asintoto orizzontale destro. Derivate:
−e3x + 4e2x − ex e5x − 8e4x + 6e3x − 8e2x + ex
f ′ (x) = f ′′ (x) = .
(e2x − 1)2 (e2x − 1)3
√ √
Monotonia: f (x) è monotona
√ crescente in (ln(2
√ − 3), 0) ed in (0, ln(2 + 3)), monotona

decrescente in (−∞, ln(2−
√ 3)) ed in (ln(2+ 3), +∞). I punti critici sono√x = ln(2± 3).
Quindi, x = ln(2 − 3) è punto di minimo locale, mentre x = ln(2 + 3) è punto di
massimo locale. Il grafico di f (x) è il seguente.

Figure 6. Grafico della funzione dell’esercizio 1

Esercizio 2. Calcolare l’area della regione finita di piano compresa tra le rette x =
−1, x = 1, ed i grafici delle funzioni y = arcsin(x), y = 2x.
Soluzione. Si ha che 2x > arcsin(x) per x ∈ (0, 1] e quindi l’area richiesta è
Z 0 Z 1 Z 1
A= (arcsin(x) − 2x) dx + (2x − arcsin(x)) dx = 2 (2x − arcsin(x)) dx
−1 0 0

dove la seconda uguaglianza segue dalla simmetria delle due funzioni rispetto all’origine.
Calcoliamo le primitive di 2x e di arcsin(x):
Z
2x dx = x2 + c

mentre
Z Z
x √
arcsin(x) dx = x arcsin(x) − √ dx = x arcsin(x) + 1 − x2 + d
1 − x2
con c, d costanti arbitrarie. Il secondo integrale è stato calcolato per parti. Quindi,
 √ 1
A = 2 x2 − x arcsin(x) − 1 − x2 = 4 − π.
0

Esercizio 3. Siano date le rette r : x = t, y = t, z = 1 + t, t ∈ R ed s : x = 1 − t, y =


2t, z = −t, t ∈ R. Dopo aver verificato che esse sono sghembe, calcolare le equazioni
cartesiane dei piani α contenente r ed ortogonale ad s, e β contenente s ed ortogonale ad
r. Verificare che i punti A = α ∩ s e B = β ∩ r realizzano la distanza tra r ed s.
Soluzione. Un vettore parallelo ad r è u = i + j + k, mentre uno parallelo ad s è
v = −i + 2j − k. Essendo i vettori non paralleli, le rette non sono parallele. Per cercare
un eventuale punto d’intersezione, dobbiamo risolvere il sistema

 t= 1−τ
t = 2τ .
1 + t = −τ

Sostituendo la prima nell’ultima equazione, otteniamo 2 = 0 e quindi il sistema non ha


soluzioni. In conclusione, le rette sono sghembe, perché non sono né parallele, né incidenti.
La retta r contiene il punto A(0, 0, 1), mentre la retta s contiene il punto B(1, 0, 0). La
distanza tra le due rette è
|AB · u ∧ v| 6 √
d(r, s) = = √ = 2.
|u ∧ v| 3 2
I piani contenenti r formano il fascio di equazione
a(x − y) + b(x − z + 1) = 0.
Un piano del fascio è ortogonale ad s se il vettore w = (a + b)i − aj − bk è parallelo
a v. Questo accade per a = −2c, b = c, e quindi il piano cercato ha equazione α :
−x + 2y − z + 1 = 0. Tale piano incontra s in B(1, 0, 0). Il fascio di piani di asse s ha
equazione a(x − z − 1) + b(y + 2z) = 0. Un piano del fascio è ortogonale ad r se il vettore
w′ = ai + bj + (−a + 2b)k è parallelo a u. Questo accade se a = d, b = d e quindi il piano
x + y + z − 1 = 0. Il punto d’intersezione tra β ed r è A(0, 0, 1). La distanza
cercato è β : √
tra A e B è 2 e quindi uguaglia la distanza tra r ed s.
Esercizio 4. Una palla cade dall’ altezza di 1 metro lungo la verticale e, ad ogni rimbalzo,
risale a 32 della quota precedentemente raggiunta. Immaginando che la palla compia infiniti
rimbalzi, calcolare la distanza coperta dalla palla.
Soluzione. Dopo il primo rimbalzo, la palla risale ad un’altezza di 2/3, al secondo ad
un’altezza di (2/3)2, e cosı̀ via. Quindi, la distanza coperta in discesa è
 2  3 +∞  n
2 2 2 X 2 1
1+ + + +··· = = =3
3 3 3 n=0
3 1 − 32
mentre la distanza coperta in salita è
 2  3 +∞  n
2 2 2 X 2
+ + +··· = − 1 = 2.
3 3 3 n=0
3
In conclusione, la palla percorre 5 metri.

Esercizio 5. Calcolare estremi inferiore e superiore dell’ insieme numerico


1
X = {xy | x, y ∈ R tali che ≤ x < 2, 1 < y ≤ 2}
2
e stabilire se essi sono minimo e massimo di X.
Soluzione. Se 12 ≤ x < 1, la funzione xy è un’esponenziale di base minore di 1 e quindi è
decrescente. Quindi, sup(xy |1 < y ≤ 2) = x, mentre min(xy |1 < y ≤ 2) = x2 . Quindi,
1 1 1
sup(xy | ≤ x < 1, 1 < y ≤ 2) = 1 min(xy | ≤ x < 1, 1 < y ≤ 2) = .
2 2 4
Se 1 < x < 2, x è monotona crescente e quindi max(x |1 < y ≤ 2) = x2 , mentre
y y

inf(xy |1 < y ≤ 2) = x. Quindi,


sup(xy |1 < x < 2, 1 < y ≤ 2) = 4 inf(xy |1 < x < 2, 1 < y ≤ 2) = 1.
Se x = 1, allora xy = 1 e quindi min(xy |x = 1) = max(xy |x = 1) = 1.
Mettendo insieme i vari risultati parziali, abbiamo
1 1 1
sup(xy | ≤ x < 2, 1 < y ≤ 2) = 4 min(xy | ≤ x < 2, 1 < y ≤ 2) = .
2 2 4
Analisi 1 e Geometria - 12 Settembre 2016
Versione 2
Tutte le risposte devono essere motivate ed i calcoli riportati.
Esercizi
Esercizio 1. Studiare la funzione
3 − ex
f (x) = .
e2x − 1
È richiesto il calcolo della derivata seconda di f ma non il suo studio.

Esercizio 2. Calcolare l’area della regione finita di piano compresa tra le rette x =
−1, x = 1, ed i grafici delle funzioni y = arcsin(x), y = 12 x.

Esercizio 3. Siano date le rette r : x = t, y = t, z = 1 + t, t ∈ R ed s : x = 1 + t, y =


t, z = −2t, t ∈ R. Dopo aver verificato che esse sono sghembe, calcolare le equazioni
cartesiane dei piani α contenente r ed ortogonale ad s, e β contenente s ed ortogonale ad
r. Verificare che i punti A = α ∩ s e B = β ∩ r realizzano la distanza tra r ed s.

Esercizio 4. Una palla cade dall’ altezza di 1 metro lungo la verticale e, ad ogni rimbalzo,
risale a 34 della quota precedentemente raggiunta. Immaginando che la palla compia infiniti
rimbalzi, calcolare la distanza coperta dalla palla.
Esercizio 5. Calcolare estremi inferiore e superiore dell’ insieme numerico
1
X = {xy | x, y ∈ R tali che ≤ x < 2, 1/2 < y ≤ 1}
2
e stabilire se essi sono minimo e massimo di X.
Analisi 1 e Geometria - 12 Settembre 2016
Versione 1
Tutte le risposte devono essere motivate ed i calcoli riportati.
Teoria
Esercizio 1. Enunciare e dimostrare il Teorema di Lagrange.

Esercizio 2. Enunciare e dimostrare il Teorema per il calcolo delle radici n–esime dei
numeri complessi.