TOMASO VIALARDI DI SANDIGLIANO

TOMASO VIALARDI DI SANDIGLIANO
I decenni tra il 1910 e la caduta del muro di Berlino segnano un periodo capitale per l’Europa, perché disegnano il passaggio tra l’implosione inaspettata dei grandi assolutismi mitteleuropei, imperi e dittature e la ritracciazione dei suoi confini e delle sue democrazie. Storia conosciuta, ma i cui risvolti più compiegati sono ancora terra di discussione o sepolti in quei cimiteri di comodo in cui la nostra società sotterra con funerali di Stato verità imbarazzanti. Nell’ambiente indiscreto, privato e intimo dei saloni di un castello medioevale capace di resistere ai duchi di Savoia fino al 1426, le firme sul suo Libro degli Ospiti rappresentano una traccia intermittente di quella storia più minuta sovente sottaciuta, un mondo complesso di simboli e di riti, un viaggio tra il 1921 e il 1991 graffiante e non usuale nella nostra memoria. Tra le firme degli Ospiti, donne e uomini semplici spettatori coinvolti dalla propria posizione nella società del tempo o co-attori consapevoli della condizione storica, scorre un passato vicino dove si intrecciano episodi opachi della nostra storia contemporanea, tra Tedeschi prima alleati e poi nemici, Case Regnanti in fuga, Resistenza, Ordini più o meno sacri e più o meno profani, Malta e Massoneria, Vaticano e Servizi Segreti. Uno spazio silenzioso che ha determinato cinquanta anni di assetti politici dell’Italia postbellica, implicando scelte, fatti e interrelazioni non sempre percepibili se slegati dal contesto del behind the scene internazionale. Trame ancora avvolte in ambiguità volute e “distinguo” storico-etimologici, che hanno lasciato senza volto molte controparti di un passato appena passato, come l’omicidio di Mozart, il suicidio-delitto di Mayerling, l’attentato di Sarajevo e di un presente che era ieri, come la strana sepoltura di Evita Perón, l’uccisione di Che Guevara, la doppia vita di John F. Kennedy e la morte di Diana Spencer (Lady D). A partire da schegge sparse di ricordi che l’Autore ha raccolto negli archivi di famiglia, in quelli dell’intelligence family internazionale e in fondi privati, il Libro degli Ospiti propone approfondimenti che a volte discordano e a volte completano eventi cari alla nostra mitografia, senza presunzione di revisione o giustificazione. Il castello è il testimone-cornice che lega i protagonisti del Libro degli Ospiti, tra le cui mura corre un viaggio irriverente che oscilla tra tragedia e parodia del gossip storico, un viaggio non convenzionale e coinvolgente attraverso una memoria che ci è vicina ma che abbiamo dimenticato.

Tomaso Vialardi di Sandigliano, nato a Milano, dopo gli studi in Italia si trasferisce a New York e poi a Los Angeles dove entra nel gruppo responsabile del coordinamento del Hierarchiology Project diretto dal professor Laurence J. Peter (1965-1967). Nell’ambito di Agenzie internazionali militari e civili ha ricoperto incarichi in Estremo Oriente, Est Europa e Sud America (1968-2006). È Presidente della Federazione di Biella e Vercelli dell’Istituto del Nastro Azzurro tra Decorati al Valor Militare e dell’Associazione Europea Amici degli Archivi Storici. Dal 2006 è Membro internazionale della giuria del Rassemblement International des Amazones (Carcassonne). Anglosassone di formazione, cultore di storia militare, è autore di numerosi saggi su “Studi Piemontesi” con cui collabora e di approfondimenti sulla storia medioevale biellese pubblicati in vari volumi. Tra le altre opere si ricordano: Military Masonry (MBC 1997); Libro Eroico della Provincia di Biella (Artistica Editrice 2004); Verrone, l’immagine ricostruita (Artistica Editrice 2005); Storia dello spionaggio (con Virgilio Ilari) (Artistica Editrice 2006) e Batterie a Cavallo (con il contributo di Tommaso Vitale) (Artistica Editrice 2007). Ha inoltre collaborato alla redazione e revisione del Dizionario biografico dell’Armata Sarda curato da Virgilio Ilari e Davide Shamà (Widerholdt Frères 2008).

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Aldo Alessandro Mola

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TOMASO VIALARDI DI SANDIGLIANO

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Prefazione di

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OSPITI

Aldo Alessandro Mola

WIDERHOLDT FRÈRES

Proprietà letteraria riservata © 2009 by Tomaso Vialardi di Sandigliano © 2009 Widerholdt Frères srl Regione Monticelli 12 28045 Invorio (NO) e-mail: info@widerholdt.it http://www.widerholdt.it/ ISBN 978-88-902817-0-9 Prima edizione luglio 2009

A Nicoletta e a Vida perché ricordino che un folle non può essere né persuaso né spezzato

Prefazione

Non è narrativa, né storia, né memorie nel significato usuale. Se poetare non sta per fantasticare sibbene significa fare, queste pagine sono un poema epico in prosa lirica. Monumentali, esse evocano, ammoniscono e incitano ad agire. Fondono insieme le esperienze dell’Autore e i profili di personaggi maggiori e minori delle età più disparate, evocati da Tomaso Vialardi di Sandigliano come fossero conoscenti antichi, ora amici, ora no. Molti gli furono affidati dai genitori, dagli zii, dalle memorie di una Casa documentata dai tempi di Uberto “Biancamano” conte en Maurienne. Le reliquie, qui bene si coglie, è quanto del passato veneriamo ed è presente e vivo. Vi poniamo la mano per l’ora dei voti. Non ispirano tristezza neppure quando riconducono a momenti drammatici, come l’assalto sabaudo e la devastazione del castello del Torrione. Acque tempestose, sulle quali specchiarsi per ricomporre i frammenti del vissuto in una visione pacata del tempo. Con penna lieve, padronanza linguistica e felicità narrativa l’Autore annoda gli eventi con il filo segreto di invidiato cultore di storia dell’intelligence. In quest’Opera, che è “d’arte”, nulla è casuale. Vi si intravedono diversi libri. Perciò la sua lettura può essere affrontata, per esempio, dall’indice dei nomi, che a suo modo è un Ordine al pari dell’apparente vaghezza della sequenza di ospiti illustri del castello. Perciò quando ne scorse il novero il rimpianto Eddy Sogno, mai corrivo alla melanconia, suggerì all’Autore di raccogliere non per sé solo queste singolari “memorie”: di una terra, di una gente, di un mondo temprato dai secoli. Oppure si può iniziare dalla tavola di equivalenza dei gradi militari germanici e italiani, come un tempo si faceva all’arrivo degl’Imperatori (un Vialardi rappresentò Vercelli alla pace di Costanza il remoto 26 maggio 1183: figura dai brividi carducciani) o, meglio ancora, dal siglario introduttivo, a tutto anteposto quale giardino incantato di simboli. Da quegli acrostici arcani si comprende di quanti attrezzi occorra dotarsi se davvero si voglia comprendere il corso della storia (lo insegnava Leo Valiani a proposito di quella di Fiume, qui ripetutamente accennata) e si miri a rimanere ancora signori di sé sessant’anni dopo l’invenzione di Echelon. Il ginepraio di mosse e contromosse odierno a ben vedere ricalca il celebre ritratto di Carlo Emanuele I, quasi smarrito nel labirinto delle sue trame politico-militari. La chiave di lettura più intrigante di quest’Opera è però l’alternanza di capitoli e spezzoni della Piccola cronologia per servire il Libro degli ospiti. Mentre il testo è sorridente, ironico, qui e là venato di autentica poesia, la cronologia – che interseca le
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vicende di Casa Vialardi con la storia italiana e generale – distilla massime e sentenze talora lapidarie. Come tutte le cronologie anche questa è opinabile, ma proprio lì sta la sua forza. Il 1909, per esempio, non viene ricordato dall’Autore per il varo della legge di tutela dei monumenti e delle belle arti, ma perché «il fondatore della FIAT Giovanni Agnelli venne rinviato a giudizio per aggiotaggio e truffa». Ognuno tragga libere riflessioni da “episodi” che tali non sono affatto, bensì suggerimento di “lunga durata”, e sui quali perciò venne fatto scendere l’oblio, qui rotto non per incantesimo ma per emozione razionale. Altrettanto vale per la figura di padre Alighiero Tondi. Perché mai ... lasciarlo riposare in pace? E perché non indagare sul “deserto di specchi” del controspionaggio e sui prezzi che ne vennero pagati? Con gusto dell’aneddoto rivelatore l’Autore non risparmia staffilate, ma senza perfidia, anzi guardando fisso negli occhi il personaggio sul quale assesta la nerbata. È il caso del maresciallo Pietro Badoglio, la cui “valigia” zeppa di valori, ricorda Vialardi, venne casualmente dimenticata a Roma, come anche fece con il memoriale del suo rivale di sempre, Ugo Cavallero, motivatamente fatto “suicidare alla nuca” da Kesselring in un tepido settembre della villa di Frascati sede del suo Comando. Mentre tanto si indagò sulla valigia di Mussolini (e sui suoi diari, a loro volta qui evocati), quella di Badoglio venne subito dimenticata. Vi è molto Vecchio Piemonte in queste pagine, terra di genti dalla schiena dritta, capaci di sacrifici sublimi ma con l’orgoglio, però, di chi decide da sé se e come entrare nel grande gioco senza domandarsi quale ne sia il prezzo, perché è fissato da sempre: onore e dovere. Perciò qui si affollano il Sovrano Militare Ordine di Malta e gli Alti Gradi di massonerie dei due emisferi e di varie strette e amplissime osservanze, Servizi Segreti di diversi Stati e venturieri che attraversarono le vicende più bizzarre col sorriso di chi non ha bisogno di rileggere l’Ecclesiaste per sapere che tutto è vanità, tranne la percezione della «semplicità terribile dei grandi avvenimenti» in cui ciascuno, come la leopardiana “povera foglia frale”, va dove lo portano il vento, le proprie scelte e quella quieta follia che è la suprema padronanza di sé. Dalla lettura del volume si esce come da una Valle dei Tempi Perduti, con il riscoperto piacere della solitudine che si prova andando per cimiteri di guerra e abbazie precluse alle visite, senza orpelli né tintinnio di monete per “prodotti tipici” da grandi magazzini. Chiusa l’Opera, rimirata la bella copertina, il lettore avrà certo un moto d’invidia: non perché è stata scritta ma per la vita ch’essa sottende. L’Autore sa che su alcune persone e vicende qui narrate abbiamo valutazioni differenti. Perciò considero un privilegio essere stato scelto per anteporre alle sue, così ricche e dotte, una pagina mia per ripetere che anche in questo modo Tomaso Vialardi di Sandigliano insegna il piacere della libertà. La sua è Vita anche per quella altrui. ALDO A. MOLA

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Sommario

Prefazione di Aldo A. Mola . Siglario
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Prima che tutto sia dimenticato marzo 2009 . . . La casa il castello del Torrione
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Il padrone di casa Carlo Vialardi di Sandigliano . La padrona di casa Fanny Vialardi di Sandigliano Il Libro degli Ospiti Natale 1921 . I lontani parenti fine ottobre 1925
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La duchessa e il corridore 2 settembre 1934 .

I cavalli di Gabriele D’Annunzio 5 agosto 1935 . . . .

La principessa e la dama di Ysangarda 8 agosto 1936 . . . . . Gli scheletri di Mayerling 30 gennaio 1938 . Spies come and spies go 21 dicembre 1946 . ll pastello di Degas metà ottobre 1949
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L’Americano dell’Orient Express 26 febbraio 1950 . . . L’uomo di nome William Field 14 gennaio 1952 . .
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Il conte e la milonga di Mar del Plata 26 luglio 1952 . . . . . Il matrimonio reale 30 dicembre 1953 L’occasione mancata capodanno 1954
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Il marito della signora Ambasciatore agosto 1956 . . . . Macao, Hong Kong, Saigon e ritorno primi di maggio 1967 . . Il fuoriuscito di Losanna 22 novembre 1967 .
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Il documento del Feldmaresciallo settembre 1973 . . . . Il tango di Che Guevara 23 novembre 1977 . Ortensia Inglese inizio settembre 1981
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La storia di un vecchio nazista 11 luglio I982 . . . Il veggente tra i fantasmi fine maggio 1983 .
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Au revoir et merci un castello e due fratelli .

Piccola cronologia per servire il Libro degli Ospiti 996-1991 . . . . . . .
APPENDICE

Equivalenza dei gradi tra esercito tedesco e italiano . . Struttura del SIFAR al 30 marzo 1949 . Quadro dei rami di Casa Savoia da Carlo Alberto . Indice dei nomi
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Siglario

AASR AIL ALAM BND CAM CIA CIC CLN CMRP COI COMIT CS D.C. DC DNA EIAR ENDIROT FBI FIAT GAP GCHQ GESTAPO GIL GOI GULAG HVA IMT IOR ISA KGB LSD MI-6 NARA NATO NCWC

Ancient and Accepted Scottish Rite Armata Italiana della Libertà Antichi Liberi e Accettati Massoni Bundesnachrichtendienst Corpo d’Armata Motorizzato Central Intelligence Agency Counter Intelligence Corp - G 2 Comitato Liberazione Nazionale Comando militare regionale Piemonte Office of Coordinator of Information Banca Commerciale Italiana Controspionaggio District of Columbia Democrazia Cristiana Desaxy-ribonucleic acid Ente Italiano Audizioni Radiofoniche Ente Nazionale Distribuzione Rottami Federal Bureau of Investigation Fabbrica Italiana Automobili Torino Gruppi di Azione Patriottica Government Communications Head Quarters Geheime Staats Polizei Gioventù Italiana Littorio Grande Oriente d’Italia Glavnoye Upravlenie Lagerej Hauptverwaltung Aufklärung International Military Tribunal Istituto per le Opere di Religione Intelligence Support Activity Komitet Gosudarstvennoi Bezopastnosti Lysergic acid diethylamide Military Intelligence-6 National Archives and Records Administration North Atlantic Treaty Organization National Catholic Welfare Council 11

NKVD NSA NSC OPC ORI OSCIR OSS OVRA PCI PNF PS RSI SA SD SDECE SID SIFAR SIM SIP SIS SIS Marina SISDE SME SMOM SOE SPE SRI SS SSU STASI URSS X-2

Narodnij Kommissariat Vnutrennykh Del National Security Agency National Security Council Office of Policy Coordination Organizzazione per la Resistenza Italiana Organizzazione Servizio Controllo Intercettazioni Radio Office of Strategic Services Opera Vigilanza Repressione Antifascista Partito Comunista Italiano Partito Nazionale Fascista Pubblica Sicurezza Repubblica Sociale Italiana Special Activities Sicherheitsdienst Service de Documentation Extérieur et de Contre-Espionnage Servizio Informazioni Difesa Servizio Informazioni Forze Armate Servizio Informazioni Militari Società Idroelettrica Piemontese Secret Intelligence Service Servizio Informazioni e Sicurezza Marina Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica Stato Maggiore Esercito Sovrano Militare Ordine di Malta Special Operations Executive Servizio permanente effettivo Sacro Romano Impero Schutzstaffel (Waffen-SS) Strategic Services Unit Ministerium für Staatssicherheit Unione Repubbliche Socialiste Sovietiche Counter Intelligence Division

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