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STORIA ROMANA

IL «MIRACOLO ROMANO»
Da un piccolo villaggio di pastori e contadini ad un impero che domina per otto secoli su
gran parte dell’Europa occidentale e dell’Oriente.

IL PROBLEMA DELLE ORIGINI
Le origini di Roma sono state narrate da autori della letteratura come Cicerone, Virgilio, Tito
Livio e Dionigi di Alicarnasso, che però scrivono in un’era molto vicina alla nostra, che è quella
Augustea: la tradizione leggendaria, infatti, è codificata e fissata una volta per tutte solo in quel
periodo della storia letteraria, attraverso opere come l’Eneide, nella quale si narra però solo una
delle tante tradizioni leggendarie. Anche Fabio Pittore, il primo storico annalista che visse nell’età
di Annibale (III secolo), trattò la storia delle origini come materia letteraria (aveva usato anch’egli
leggende e testi greci che gli permisero di risalire fino al 400. Pochi sono dunque i documenti certi
che narrano le origini della città di Roma. Si parla invece di varie leggende, da una parte di Romè,
figlia di Telefo, figlio a sua volta di Eracle, che avrebbe fatto di Roma una città Etrusca; si parla
inoltre di Romos, figlio di Ulisse, secondo cui la città sarebbe stata greca.
Non ci sono documenti scritti prima della fine del VII secolo (anche a causa dell’incendio
gallico del 390 che ha distrutto gran parte del materiale). Per questo motivo dobbiamo fare
affidamento soprattutto sulle fonti archeologiche, tra cui i documenti epigrafici, che hanno inizio con
la seconda parte del VII secolo (l’alfabeto apparve fin dal II millenno): ricordiamo la Fibula d’oro
della tomba Bernardini di Preneste (Palestrina); il vaso di Duenos (composto da tre piccoli
contenitori saldati insieme); un cippo quadrangolare in tufo posto sotto la pietra nera nel Foro
(lapis Niger) sul quale compare una iscrizione bustrofedica (databile al VI-V secolo).
A partire dal IV secolo e man mano che si avanza nel tempo le fonti diventano sempre più
numerose, e a partire dal III secolo si aggiungono anche quelle numismatiche.

VIII e VII SECOLO A.C.
L’ITALIA PRIMA DI ROMA
Alla metà dell’VIII secolo l’Italia presentava tutta una serie di popoli o stabilmente stanziati,
oppure ancora in movimento. Tra questi i popoli più importanti furono gli Etruschi e i Greci, che
lentamente hanno influenzato anche i Romani. L’impero commerciale del mediterraneo era nelle
mani dell’Oriente, con i Fenici che avevano le loro basi, e i Greci che fondarono le loro colonie.

POPOLI DELL’ITALIA PRIMITIVA

- substrato mediterraneo pre-indoeuropeo:
i Liguri;
i Sicani, popolazione autoctona della Sicilia spinta verso sud-ovest dai Siculi (parenti dei
cosiddetti Pelasgi1) provenienti dall’Italia nel XII secolo per alcuni, nell’XI per altri (a meno che
Siculi e Sicani non siano della stessa stirpe o proprio identici).

- popoli transalpini (che si sono presentati a seguito di ondate di popoli indoeuropei che hanno
sommerso gran parte dell’Europa, l’Iran e l’india):
i Veneti;
alcune popolazioni celtiche (che si stabiliscono tra il VI-V secolo;
gli Umbri, che furono un tempo il popolo più esteso dell’Italia centrale;
sullo stesso litorale Adriatico, i Piceni che si stabiliscono vicino ad Ancona;
a sud (sopra il Lazio) Sabini e Sanniti, Dauni, Peuceti, Iapigi e Messapi intorno a Taranto;
1
Nome dato ad un gruppo di popolazioni, come gli Entri, Coni, Morgeti e Itali che, secondo una generalizzazione
alquanto esagerata di Dionigi di Alicarnasso, erano tutti di origine Greca (teoria panpelasgica).

ancora, ma sull’altro versante, Lucani e Brutii;
in Italia centrale, invece, il popolo indoeuropeo più importante era quello dei Latini, stabilitisi
tra il Tevere e i Monti Albani;
a nord dei Latini, tra la valle dell’Arno e l’Appennino, nella cosiddetta Etruria, gli Etruschi,
che hanno però origine ignota (tra l’ VIII e il VII secolo i Greci li chiamavano Tyrrhenoi, i Romani
Tusci o Etrusci) e che avevano colonizzato anche alcune zone del nord della penisola, tra cui Felsina
(Bologna), Melpum (Milano) e altre nel sud come Volturnum (Capua) e Pompei, dove si trovano
alcune iscrizioni.

LE LINGUE PARLATE
Regna anche una varietà di lingue, anche se alcune mostrano affinità. È stata confermata dai
linguisti anche l’esistenza di una lingua unica indoeuropea e molto arcaica. Di questa ci sono
alcune parole che hanno conservato la loro origine indoeuropea, e che designano soprattutto nomi
della vita religiosa, della vita costituzionale e familiare (es. rex, flamen, pater, mater).
Oltre al latino, si parlavano altre lingue indoeuropee come il falisco, il veneto, l’umbro e
l’osco (utilizzato da tutti i popoli dell’italia del sud-ovest). Non indoeuropee erano invece il ligure,
il messapico e lo iapigio (che hanno invece affinità con l’illirico).

LA CULTURA ETRUSCA
È una civiltà urbana, che rispetto dunque ai villaggi delle altre popolazioni possiede città con
tanto di mura, costruzioni in pietra, e una federazione di dodici città-stato governate da magistrati
(o eventualmente da un dittatore [mastarna] che agiva allo stesso modo di quello romano).
Inizialmente il popolo era governato dai re, che avevano come simboli i fasci e delle insegne
(la corona d’oro e lo scettro sormontato dall’acquila). La società era patrizia e quasi feudale, da
una parte c’erano infatti dei principes, cioè dei notabili, che detennero il potere finché la plebe non
prese il sopravvento e si affermò con forza, dall’altra c’era anche un’immensa classe servile (gli
schiavi potevano diventare liberti e a quel punto legarsi anche ad una clientela).
Erano materialmente e tecnicamente evoluti, perché praticavano il drenaggio dei suoli ed
erano assai esperti nella scienza idraulica, attraverso la quale irrigavano i campi da coltivare.
L’artigianato era molto praticato, non solo veniva lavorata la ceramica, ma si estraevano anche da
giacimenti e miniere lo stagno, il rame e il ferro (per esempio dell’isola d’Elba) a fini commerciali.
Per quanto riguarda la cultura, la religione era rivelata attraverso libri sacri di profeti, che
davano precetti su come interpretare fulmini e tuoni, su come vivere in città tra gli uomini, su
come analizzare le viscere delle vittime sacrificali, o sulle conoscenze necessarie per la discesa
degli uomini nell’aldilà, che per gli Etruschi era diviso tra un Paradiso ed un Inferno (secondo
influenze orientali e greche) governato da bestie feroci, mezze animali e mezze uomini, spesso
irose, ma che potevano essere placate tramite il sangue di combattenti (da ciò, secondo alcuni
storici, il munus gladiatorium). Vi era anche un pantheon di divinità assimilabili a quelle greche.
L’arte è un altro elemento importante per quanto riguarda gli etruschi, i quali si fecero
influenzare soprattutto dall’arte greca. Tratto distintivo di ogni città etrusca erano le necropoli,
dove si possono notare alcuni elementi stilistici greci, nonché grande ricchezza dei corredi. Si
occuparono anche dell’urbanistica, costruendo strade o ponti, ed edifici templari.
La lingua etrusca non è considerata una lingua indoeuropea, ma si cercano affinità con il
basco, il caucasico o dialetti preellenici, anche perché spesso si incontrano prestiti greci e italici
negli unici documenti che ci sono rimasti, ovvero epigrafi che sono però solo brevi epitaffi
(recentemente sono state scoperte alcune iscrizioni bilingui, in etrusco e punico, a Pirgi). Gli
Etruschi hanno permesso ai popoli della penisola ad imparare a leggere.

INFLUENZA FENICIA NEL MEDITERRANEO
A partire dall’XI secolo a.C. alcuni navigatori fenici avevano effettuato delle ricognizioni
sulle coste africane e spagnole, e anche gli Etruschi, tra l’ VIII-VII secolo attraversarono un periodo

orientalizzante che si tradusse nella presenza in alcune grandi sepolture di oggetti o fabbricati alla
maniera fenicia, o proprio importati dalla Fenicia. Inoltre, è documentata la presenza di mercanti
Fenici anche in altre zone della penisola, come in Sicilia, Sardegna, Malta, ma anche nella stessa
città di Roma, dove tra l’VIII-VII secolo una colonia ha potuto stabilirsi nel Foro Boario.

I GRECI IN ITALIA (CALABRIA) E IN SICILIA
Il popolo greco si stanziò tramite alcune colonie in Italia meridionale, in particolare nella
zona della Sicilia, ma anche in Calabria, dove assai facilmente riuscì a fondare nuove città a partire
dal VIII secolo a.C. Cuma sembra essere stata la città, insieme a Ischia, più antica e più a
settentrione di quelle colonizzate.
In Sicilia i Calcidesi fondarono Nasso; i Megaresi si stabilirono a Megera Iblea; i Corinzi a
Siracusa. Tutti i popoli che già vivevano in quelle zone furono sottoposti a quella che oggi si
chiamerebbe acculturazione, cioè un processo di ellenizzazione, che riguardò in seguito (e in varie
fasi) anche la città di Roma. Tanto più che è stato osservato che la città di Roma fu fondata circa
negli stessi anni di quella achea di Sibari, e la fine della monarchia romana coincide forse non
troppo casualmente con quella della caduta di Sibari. Ciò che è certo è che comunque i Greci hanno
commerciato con Roma fin dal VII secolo a.C., come testimoniano alcuni reperti archeologici
ritrovati nella zona del Foro o sul Palatino.
Fondamentale fu la nascita e lo sviluppo del pensiero pitagorico, nato con Pitagora, che era
emigrato a Crotone (si raccontava che Numa Pompilio fosse stato suo allievo). Questa corrente di
pensiero sarà cassa di risonanza per secoli e secoli, fino all’imperatore Claudio.
Anche la letteratura romana ha ereditato molto dalla cultura greca e dalla Magna Grecia,
tanto più che i primi autori latini vengono da Taranto e dall’Apulia (Livio Andronico e Ennio), o
da Capua (come Nevio), mentre la commedia è stata inventata da Epicarpo, un siceliota.
A causa della densità di città fondate dai Greci, Polibio ( VI secolo) arriva a definire questa
parte dell’Italia Magna Grecia, definizione che sarà poi ripresa da Cicerone.

21 APRILE 753 A.C.
Una data fissata idealmente come quella della nascita di Roma, nonché dies natalis di Romolo
stesso.
Secondo gli autori greci, viene chiamato in causa un re Arcade, Evandro, che sarebbe venuto
a stabilirsi sulla riva sinistra del Tevere dove, accolto dal re degli Aborigeni, si sarebbe poi fermato
sul colle Palatino. Tutto ciò sarebbe accaduto 60 anni prima della guerra di Troia. Evandro stesso,
poi, avrebbe accolto Eracle nel foro Boario. Gli stessi autori greci fanno intervenire anche Enea, che
dopo la caduta di Troia si sarebbe rifugiato nel Lazio.
Secondo gli autori latini (come Fabio Pittore intorno al 200 a.C.), invece, raccontano la storia
di Romolo e Remo, che avrebbero fondato la città su un colle.
Queste leggende si sono combinate prima di essere esposte nella forma definitiva da Tito
Livio e Virgilio, sono incentrate su due personaggi, Enea e Romolo. Enea era figlio di Anchise e di
Venere e avrebbe fondato nel Lazio Lavinio; suo figlio, Ascanio (che i Romani chiamavano Iulo per
consacrarlo antenato dei Giulii) avrebbe invece fondato Alba Longa. Romolo, suo discendente
(alcuni lo considerato nipote di Enea) avrebbe a sua volta fondato Roma. Con il fratello Remo, figli
gemelli del dio Marte e di una vestale albana, sarebbero venuti sulle rive di Alba Longa sulle rive
del Tevere dove avrebbero fondato la città tra il 754 e il 748.

DALLA LEGGENDA ALLA REALTÀ DEI FATTI STORICI
Accade sempre che però alle leggende corrisponda un minimo di verità, e infatti, vicino a
dove si dice per tradizione che sia stata fondata la casa («capanna») Romuli sono stati ritrovati i
resti archeologici di alcune capanne, nonché materiale ceramico, entrambi risalenti alla metà del
VII secolo a.C., momento della fondazione. Di recente, poi, è stato trovato anche un centro abitato
protetto da alcune mura, appartenenti ad un periodo che risale al VIII-VII secolo. Questo tipo di
costruzioni erano attribuite a quell’epoca ancora solo agli Etruschi, e poiché nelle vicinanze (nel
Foro) si trovano anche delle necropoli, che all’interno delle tombe avevano corredi funebri formati

e di una troiana. . la successione Romolo/Numa Pompilio. etrusco. al quale si sono aggiunti elementi di storiografia greca. confrontandole con quelle del mitico fondatore di Atene. Plutarco ci parla di tutte le varie leggende nella sua Vita di Romolo.da armi. 2 Nota l’alternanza. romano. Romolo e Remo. Romé. . . romano. appunto). nonché di attraversare più facilmente il fiume intorno agli insediamenti. Viene messo in evidenza dagli studiosi moderni come l’eroe che era riuscito a riunire tutti gli abitanti dell’Attica sia assai diverso dal costruito. ma è anzi il risultato di anni. fondatore politico. nei primi quattro re. re del Lazio. In realtà anche tutto questo è stato costruito dai Romani stessi e dalla lunga tradizione storiografica posteriore. Teseo. fondatori rispettivamente della politica e degli aspetti religione. fondatore della religione. tanto più che il suo dies natalis. che permise la prosperità economica e si preoccupò dei cambiamenti sociali2. elmi e addirittura un carro da combattimento. da questi elementi si è poi sviluppata una vulgata non sempre coerente.Numa Pompilio. e spiegazioni eziologiche. ed è nato come risposta al fatto che i Romani non possedevano una mitica «storia delle origini». è anche la data in cui si celebrava la festa dedicata a Pale. divinità femminile protettrice degli armenti. etrusco. secoli di cambiamenti sul suolo italico e nella zona in cui effettivamente si stanziarono le prime comunità di pastori che successivamente divennero il grande popolo romano. elaborati infatti sono i giochi di dualismo tra «il buono e il cattivo». a partire dallo stesso Romolo. CHI ERA REALMENTE ROMOLO? Lo si diceva figlio di Enea o di Lavinio. .Tarquinio il Superbo. che permetteva ai contadini di rifugiarvisi nei momenti pericolosi. nonché la strategica isola Tiberina. Dunque Roma non è stata fondata il 21 aprile del 753 a. CAUSE DELLA FORMAZIONE DELLE LEGGENDE DELLA ROMA ANTICA Le leggende di questa prima parte della storia romana si sono formate a causa di una base di folklore italico. sabino. fondatore della potenza guerriera. l’associazione di Romolo e Tito Tazio che segnano i buoni rapporti tra la civiltà dei Romani e quella dei Sabini.Tarquinio Prisco. ovvero 245 anni divisi in 7 re. che sfruttarono le terre intorno al Tevere. Questa società arcaica era di tipo pastorale. Questi dualismi sono inoltre prefigurazione della diarchia consolare repubblicana. di sovrano romano e sovrano sabino.Anco Marcio. che non ha personalità mitica o storica al di fuori del mito. IMPORTANZA DEL LUOGO DELLA FONDAZIONE Livio stesso mise in evidenza l’importanza della zona dove si sono stanziati i primi contadini romani. tuttavia è anche stato sostenuto da alcuni critici che Romolo potrebbe essere stato anche un possibile capo di bande che vivevano di pastorizia e brigantaggio. etrusco. I re furono: .Romolo.Servio Tullio.. uno prescelto e l’altro respinto. nonché della divisione tra patrizi e plebei. sabino. quanto invece di un popolo guerriero dal quale con delle mura i popoli del Palatino si erano difesi. sette generazioni di 35 anni ciascuna. . Romolo non era altro che una posteriore identificazione con Quirino (Romolo divinizzato. è da ritenere che si trattasse non di antichi Romani.C. . il 21 aprile.Tullio Ostilio. I SETTE RE DI ROMA La monarchia romana sarebbe durata. secondo Fabio Pittore. . ed impose il culto totemico del lupo e il rito arcaico dei Lupercali (14 febbraio). artificiale Romolo.

VI SECOLO A. LA ROMA ETRUSCA Gli ultimi tre re della monarchia di Roma furono tutti etruschi. . in quanto la città rimase in mano al popolo etrusco per parecchi anni.C.

e fece comparire le prime grandi proprietà. e questo significò che i meno abbienti (capite censi. i liberti e i cittadini privati dei loro diritti civili. LE RIFORME DI SERVIO TULLIO 1)Quadri amministrativi I cittadini furono distribuiti in curie e tribù. e ciò è documentato dall’esistenza di un Vicus Tuscus alle pendici del Palatino. mentre l’altra metà comprendeva i seniores. 3)Organizzazione dell’esercito L’esercito romano era formato dagli stessi cittadini che avevano (come ricorda Livio) diritti e doveri non solo civili. era un condottiero forse etrusco chiamato Ma starna. nonché a pagare delle tasse ( conseguente scomparsa del sistema curiato) 2)Organizzazione sociale Con il sistema gentilizio le tribù erano divise in 10 curie. stabilita attraverso un census (censimento dei cittadini romani liberi e dei loro rispettivi beni) dal quale derivava una classifica sociale ed una conseguente distribuzione dei diritti politici in base alla ricchezza. 2) Costruzioni in pietra. così come gli schiavi. ma anche militari: per questo dovevano praticare la militia. e furono anche costruite le mura. Questo sistema ricorda molto quello di Clistene di Atene. cioè l’effettivo dell’esercito. era la prima. in realtà. che per alcuni rimane un uomo «ossessionato dalle cifre». Ciascuna delle cinque classi di cittadini fu divisa in centurie (gruppi di 100 uomini). che organizzò politica ed esercito su base timocratica (il più conosciuto tra i sovrani etruschi. La loro presenza è dunque certa. che si sarebbe reso signore di Roma dopo aver eliminato il partito dei Tarquini). fu pavimentata la zona del Foro per farne la piazza principale (uno degli elementi distintivi per una città. secondo altri. ognuna con un nome diverso secondo il sistema numerico organizzato da Varrone. ovvero le riserve. La classe sociale che possedeva più centurie. Con Servio Tullio. alla ricchezza reale dei cittadini romani dell’epoca. non più etniche ma territoriali (cioè dipendevano dalla zona in cui uno viveva): tutti erano domiciliati in una certa zona ed erano obbligati a rimanervi. delle quali una metà doveva essere di juniores. e in una nuova organizzazione dell’esercito. a differenza dei tre re (anche i nomi non sono altrettanto costruiti come le figure). dunque più combattenti. cioè il servizio militare. Il loro apporto materiale principale fu: 1) Bonifica delle aree acquitrinose che fece sviluppare l’agricoltura nel Lazio e in Campania. che ne aveva 98 (18 cavalieri + 80 fanti). 3 Piano piano i templi si moltiplicarono: sorsero per esempio quello di Cerere e di Libero e Libera tra il 496 e il 493 a. al sistema curiato se ne sostituisce uno CENSITARIO che era basato sul domicilio e sulla ricchezza. vedi l’ agorà greca). La classifica sociale stabilisce 5 classi di cittadini in base alla quantità di assi posseduti (tale classifica non corrisponde. proprio per questo motivo: secondo alcuni era un ex servo. tali cambiamenti furono favoriti dalle famose (ne parla Livio così come Dionigi di Alicarnasso) riforme di Servio Tullio. cioè dittatore. come l’imperatore etruscologo Claudio.C. Armamento e vettovagliamento era a carico del cittadino stesso. Si esprimeva politicamente attraverso i comizi centuriati. cioè quelli che non possedevano altro che la propria testa) non potevano combattere. ma equivale semplicemente ad un valore limite entro il quale rientrava il cittadino con i suoi beni). a partire dai templi3 che erano ancora in legno. Il vero cambiamento però fu nella organizzazione della città e dei suoi quadri amministrativi e nelle sue istituzioni politiche e sociali. quindi c’erano 30 curie. Gli Etruschi arrivarono vicino al Tevere nel VII secolo. .

Salì al potere contro la volontà dei patres. Come altri popoli del mediterraneo credevano all’esistenza di forze misteriose superiori. inoltre. . che spinse Lucio Giuno Bruto. associato ad un luogo sacro dedicato a Vesta.Impedì la sepoltura di Servio Tullio (atto fortemente sacrilego).Fu ostile nei confronti della aristocrazia. Prima degli etruschi: Plinio notava che i primi romani erano più sensibili al mistero della presenza divina. a «stabilire la libertà e il consolato».Fu attento a far accrescere lo splendore della città in modo da accattivarsi il popolo. L’archeologia invece ci mostra che c’era una zona consacrata allo spazio religioso pubblico. **la potenza della monarchia etrusca. sostituito poi dalla Regia.) ci sono menzionate alcune festività di origine italica e pre-etrusca. TARQUINIO IL SUPERBO E LA FINE DELLA MONARCHIA A ROMA . La nascita della Repubblica è invece il risultato di un sussulto dell’aristocrazia (meglio dire del patriziato) di Roma contro la dominazione straniera e tirannica. . Tutte queste informazioni che ci dà Dionigi di Alicarnasso ci mostrano tutte le motivazioni per cui Tarquinio il Superbo fu considerato alla maniera dei tyrannoi greci.Annodò alleanze con altre famiglie. e con lui anche la monarchia etrusca. .Istituì una sua guardia del corpo armata formata da stranieri e Romani. tuttavia vi erano alcuni aspetti che attenuavano tutto ciò: *l’esistenza del patriziato. o spesso i comizi erano convocati solo per acclamare progetti regi. riuniti in armi al suono della tromba (questa accentuazione militare dipende essenzialmente dall’ultima parte della monarchia. . 4)Organizzazione politica La centuria era non solo unità di combattimento. Ma il suo ultimo atto di tracotanza fu la violenza contro la nobile Lucrezia. che risultò infatti abbastanza violenta). secondo quanto racconta Tacito. ma anche unità di voto. di un risveglio dei popoli italici e di movimenti interni in Magna Grecia. A questi tempi risale probabilmente un calendario che divide il tempo in dies fasti (consacrati all’azione) e dies nefasti (consacrati alla divinità) per rendere efficace il lavoro dei campi e le battaglie.C. quello di Anzio (datato tra II e il I secolo a. che fu invece il risultato della decadenza etrusca. Questo faceva sì che la prima classe detenesse la maggioranza dei voti. La partenza di Tarquinio il Superbo da Roma è dovuta all’intervento del re di Chiusi Porsenna. . si nota che era associata in modo stretto alla religione. e le istituzioni repubblicane furono costruite evitando che si potessero ripresentare periodi in cui il potere era concentrato nelle mani di uno solo.C. per questo i comizi centuriati sono dominati dai più ricchi. La persona del re. Da questo momento a Roma sarà sempre un tabù pronunciarsi sulla monarchia.Mise su un potere in cui era l’unico a prendere delle decisioni importanti per lo stato (al massimo lo faceva con qualche consigliere personale). e consideravano la Terra (Tellus.. anche straniere. i numina. . che impediva che fossero prese delle decisioni come durante la repubblica perché il re aveva comunque l’ultima parola su tutto. Lucio Giuno Bruto è in realtà un personaggio costruito che non ebbe nulla a che fare con l’espulsione dei Tarquini. Tarquinio morì a Cuma nel 495 a. Terra Mater) la generatrice di ogni forme di vita (in lei deponevano i loro defunti). RELIGIONE ROMANA ARCAICA Nel calendario liturgico più antico e importante. cioè di una nobiltà ereditaria che viveva circondata da clienti protetti da un padrone in cambio della fides. .

Per quanto riguarda la religione privata. c’era Saturno 4. l’abbondanza e Maximus. 2) la vittoria che si ricercava attraverso le danze dei Salii. poi etruschi. appunto. dove Giove è divinità del cielo luminoso. Marte quella combattente e dei guerrieri. Anche gli antichi romani dovettero venerare gli animali. la famiglia e soprattutto la terra) stimolata dai riti dei Pallia (in onore di Pales. LE FESTE DEL CALENDARIO ROMANO 45 feste annuali sono ordinate nel calendario. le corse dei cavalli e la purificazione delle armi e delle trombe di guerra . 3) la morte. ai Penati e a Genio. mentre in ottobre era segnata la chiusura della stagione di guerra attraverso nuovi sacrifici lustrali. sia femminili che maschili. anticamente chiamata. **Componenti italiche . ma non fino al punto che si possa parlare di totemismo. Quirino si dice dominasse prima i colles sabini del mons chiamato in seguito Quirinale. che era formato da calende (il primo giorno del mese). invece. divinità pastorale) e dei Lupercalia (in onore di Fauno. è la greca Athena che domina sulle arti ed è dea dell’intelligenza (e dell’attività spirituale). sposa di Tinia. RELIGIONE ROMANA TRA IL VI-V SECOLO La triade primitiva Giove-Marte-Quirino viene sostituita da quella capitolina Giove- Giunone-Minerva. considerato collina sacra di Roma.Corrente indigena-mediterranea dominata dalle divinità telluriche della fecondità. cioè signore del mondo divino e umano. In Giove Lapis si riconosce la selce che uccide e la pietra del fulmine. . Così. che la tradizione vuole sia stato creato da Numa Pompilio. e in greco Hera) è Iuno regina. **Componenti etrusche Agli Etruschi si deve l’istituzione di un culto pubblico. **Componenti greche A partire dal VII-VI secolo sono penetrate a Roma influenze greche (difficilmente distinguibili da quelle etrusche) come il culto di Minerva e dei Dioscuri dal Lazio. basato su: 1) la fecondità (verso le greggi. none (il 5 o il 7) e idi (il 13 o il 15). Giove (in etrusco Tinia e in greco Zeus) diventa il signore degli dei: è Optimum. Il capro incarnava il dio Fauno. al quale era anticamente consacrata tutta l’Italia. era stato detronizzato dal figlio Giove: trasposizione mitologica dell’avvento dei popoli indoeuropei. per la quale si celebravano riti in onore dei defunti nel mese di febbraio. naturalistica e terrena. tanto che la religione romana di quest’epoca risulta assai diversa da quella del VI-V secolo. e di Cerere dalla Sicilia.Corrente indoeuropea che ha posto (secondo Dumézil) alla testa del mondo divino dell’antica Roma la triade arcaica Giove-Marte-Quirino (il cui culto era collocato sul Quirinale). il cui culto fu collocato sul Campidoglio. la religione ebbe modo di mutare. Giunone (in etrusco Uni. Minerva. e Quirino dio della pace e della prosperità. sul Campidoglio. Si trattava di una religione pratica. Ci fu inoltre una spiritualizzazione dei riti e del pensiero determinata dal pitagorismo. divinità delle donne. che era anche quello delle purificazioni. e poi greci. Una 4 Nella mitologia. . essa si organizza intorno ai Lari. e si andava da quello guerriero a quello dei morti e delle lustrazioni. attraverso influssi prima italici. infine. Saturnia. Piano piano. L’ORDINE DEI SACERDOZI I sacerdozi controllano l’ordine delle feste e l’osservanza dei loro riti. in Giove Terminus il cippo di delimitazione. Questo ordine. da quello agricolo a quello pastorale. Le feste erano classificate in cicli. e in occasione dei Lupercali (14 febbraio) i devoti coperto il ventre con pelle di capro facevano una processione intorno al Palatino. divinità pastorale) e i Saturnalia che inaugura il «ciclo cerealicolo». cioè garantisce l’Ops. è individuale o collegiale e gerarchico.

DUE SECOLI OSCURI I due secoli che seguono la cacciata dei Tarquini sono oscuri. incaricati dei banchetti sacri. e gli aruspici. V e IV SECOLO A. ma anche dall’«orgoglio nobiliare» delle gentes che hanno voluto riscrivere la storia per darsi dei famosi antenati. introdotti dagli Etruschi. ovvero l’esame delle viscere (del fegato) delle vittime sacrificali.delle cariche gerarchiche più importanti è quella del pontifex maximus. La nascita della Repubblica è avvenuta. erano specializzati nell’interpretazione dei fulmini e nell’epatoscopia.C. e questo non dipende solo dalla penuria di fonti (letterarie e archeologiche). C’erano inoltre il collegio degli epuloni. A fianco dei pontefici operano inoltre due collegi: le Vestali e gli auguri. che dirige il collegio dei pontefici e che diverrà poi il più alto responsabile della religione romana. nonostante tutto. che osservavano e interpretavano il cielo. con l’istituzione del consolato e in seguito alle prime lotte con i popoli del Lazio: tra il 450 e il 390 Roma rimarrà in cerca di un . e il collegio «degli uomini incaricati per i sacrifici».

guerra con i Latini. Per questo motivo si era ritenuto che le prime magistrature. fossero state ricoperte solo da patrizi. in quanto maximus. 508 – Guerra contro Tarquinio: intervento di Porsenna dietro richiesta di Tarquinio stesso. ma il problema rimane quello del passaggio tra monarchia e Repubblica. quando Porsenna si impadronisce di Roma. dovuti al fatto che si erano posti problemi di frontiera con tutte le città latine vicine. e sfrutta la sua vittoria. che volevano vedere il loro nome associato a quello dell’avvento della libertas repubblicana. e per questo istituzione più caratteristica della Repubblica.C. Queste trasformazioni sono però avvenute in un clima di guerre e conflitti interni: **Guerre Legate a conflitti di frontiera (il territorio romano si estendeva in quel periodo ancora solo fino a 5 o 6 miglia dalla città). con l’aiuto dei Latini e degli Ernici. ***I patrizi: questi ricchi si erano costituiti nella nobiltà senatoria. incuneati tra Equi e Volsci. soprattutto religiosi.guerra contro i Sabini. PASSAGGIO DA MONARCHIA A REPUBBLICA La critica ha cercato di distinguere il vero dal falso. verranno eletti solo in seguito tribuni della plebe inviolabili. Roma. ***I plebei: erano un gruppo che non apparteneva all’elite senatoria. costituita dalle famiglie discendenti dei patres. era tale tra più di una persona sola. gli Annales. chi non era né patrizio né cliente di un patrizio. e si assicuravano a titolo ereditario alcuni monopoli. con la lista dei magistrati eponimi che servirono come date. Livio. vittoria romana che comporta la stipula di un trattato di alleanza. artigiano o . Roma vince. . che invece erano appoggiati dalla plebe. GUERRA CONTRO VEIO Veio era la potente città etrusca vicina di Roma. innovazione tutta romana. Gli Etruschi saranno poi sconfitti a loro volta dinanzi a Cuma dai Cumani e dagli alleati siracusani.guerra contro i Volsci. 501 – Iniziano i conflitti tra patrizi e plebei. le cui incursioni sul suolo romano si erano moltiplicate. Dopo i decemviri ai pretori si sostituirono i consoli (magistrati annuali e collegiali). comincia a stabilire la sua autorità sul Mediterraneo. Per il periodo precedente i pontefici si inventarono di sana pianta una lista che conteneva «pseudo-antenati» dei grandi personaggi del tempo. saranno i Latini e i loro alleati a sconfiggerlo. ma anche con gli Etruschi e con i Sabini. difendendosi. **Difficoltà interne L’espulsione dei Tarquini era stata in parte dovuta all’opera di famiglie patrizie ostili ai tiranni etruschi. A Roma sembra che il potere sia stato inizialmente esercitato da un praetor maximus. i pontefici iniziarono a redigere delle registrazioni pubbliche di cronaca annuale. con la formazione di una nuova «nobiltà». con la quale i Veienti si scontrarono nel 476 a. ma anzi piccolo proprietario. 509 – Partenza di Tarquinio sotto la spinta di Lucio Giunio Bruto. ma solo in seguito a molteplici lotte. racconta la storia della Roma delle origini in maniera incoerente proprio per questo: la storia degli inizi della Repubblica è stata dunque falsificata dai personaggi influenti dell’epoca. che troverà solo dopo l’organizzazione delle sue istituzioni politiche e nell’organizzazione sociale. . .C. sul Granicolo. magistrato che. mentre invece recenti scoperte hanno portato alla luce notizie sul fatto che la plebe si impose fin da subito (sin dal 509!) come forza politica. Parte di questo gruppo. FASTI CONSULARES Intorno al 296 a. Dal rex si passa ad un magistrato supremo unico o a gruppi di magistrati (consoli o pretori). in seguito all’instaurazione del nuovo regnum.equilibrio. infatti.

La plebe fu allora costretta ad una nuova secessione. e poi nel 450 i Fasti Consulares si interrompono per segnalare l’avvento di un collegio di dieci magistrati straordinari con poteri consolari. poiché la chiarezza. Poiché in un solo anno non riuscirono a terminare il loro lavoro. Tali conflitti avrebbero portato. . Fino al 461 a. poi quattro). il secondo si approfittò della propria posizione per mantenere il potere. come cattivi raccolti. all’avvento del Decemvirato. e la protezione di questi diritti è garantita. e c’è buona probabilità che siano state ispirate alla legislazione ateniese di Solone. si trovò di fronte ad alcune difficoltà. stavolta con alcuni rappresentanti plebei.C. sicuramente in seguito ad ulteriori conflitti interni tra i due schieramenti sociali. a metà del V secolo. C’è chi ipotizza che i testi che possediamo o sono greci oppure sono redazioni successive al 450. Alla fine dei due anni erano state redatte XII tavole (10 nel primo anno. convocata dai tribuni. la concisione. che facesse trionfare l’uguaglianza dei diritti di tutti i cittadini. anche nel 450 fu eletto un nuovo collegio. Secondo la tradizione. **Contenuti principali . non ci furono altri consoli plebei. sull’Aventino. IL COLLEGIO DEI DECEMVIRI Nel 451 a. Dal 485 al 470. dai comizi centuriati. debiti. la sobrietà e l’alto livello di cultura che possiedono non potrebbe essere state raggiunte in un’epoca ancora così primitiva. carestie. cioè dei limiti per il potere consolare dei patrizi: il patriziato dovette cedere. dobbiamo ricordare la secessione della plebe (sul monte Sacro per alcuni. sull’Aventino per altri) che sarebbe stata seguita dalle prime nomine dei tribuni (inizialmente due. LE LEGGI DELLE XII TAVOLE Le leggi elaborate dai Decemviri furono redatte su XII tavole di bronzo che furono appese nel Foro e fatte imparare a memoria a tutti gli scolari (così capitò per esempio a Cicerone). secondo Livio. ma anche da quelle della Magna Grecia. probabilmente perché in quel momento c’era stata una serrata patrizia dovuta all’avvento della potente famiglia dei Fabii (che precedentemente era stata occupata nella guerra contro Veio). La legge delle XII tavole è la prima lex rogata. la plebe avrebbe organizzato una assemblea popolare (concilium plebis) sulla base della divisione in tribù (che a quel tempo erano 4 urbane e 21 rustiche).C.La società romana si fonda sulla famiglia e la proprietà. e cacciò i decemviri. ossia «legge votata». Fu poi il tribuno Arsa. e con la quale la plebe prendeva delle decisioni.commerciante. incaricati di legiferare al fine di rendere a tutti uguale libertà. 2 nel secondo) sulle quali. ad insistere per ottenere leggi scritte che fissassero l’imperium. si trovava «la fonte di tutto il diritto pubblico e privato». sempre secondo la tradizione. CONSOLI PATRIZI E PLEBEI Tra il 509 e il 486 ci furono 12 consoli plebei: questo mostra che ci furono forti agitazioni politiche. invece. rallentamento dell’attività economica. viene stabilito che dopo un certo periodo la possessio può diventare proprietas. LE CONQUISTE DELLA PLEBE Per ottenere una legislazione scritta e uno statuto che mettesse fine ai privilegi del solo patriziato i plebei iniziarono una lunga lotta. che consisteva nel redigere una costituzione scritta e un codice di leggi. fissato. Ma se il primo si era comportato in maniera integerrima. un solo plebeo riuscì a diventare console. **Significato delle leggi Da un diritto consuetudinario si trattava di passare ad uno scritto. Il loro testo ci è noto da frammenti mutili.

- Trattandosi di una società primitiva, che vive di agricoltura e allevamento, sono stabiliti i
principali delitti: il furto, il danneggiamento del raccolto, la falsa testimonianza; è organizzata la
tutela dell’ordine ereditario;
- Nella famiglia, il pater familias non ha più potere decisionale su tutta la gens ma solo sulla
famiglia (moglie e figli), ed è ridotto il suo potere; per quanto riguarda i figli, il padre può venderli,
ma solo per tre volte, dopo le quali il figlio è «emancipato», cioè libero;
- La giustizia è resa accessibile per tutti. Nelle dispute, la parte lesa e quella colpevole sono
obbligate a trovare un compromesso. Se l’accordo non è possibile, si può ricorrere alla legge del
taglione. Il ricorso alla pena di morte, invece, è reso più difficile, e la pena deve essere
autorizzata dai comizi centuriati, assemblea sovrana del popolo ( abolizione della giurisdizione
criminale del console, che mantiene invece potere coercitivo, amministrativo e poliziesco);
- Si stabilisce una differenza tra ricchi e poveri, non tra patrizi e plebei;
- È vietato il matrimonio tra patrizi e plebei5 (nelle ultime due tavole).

LE LEGGI VALERIAE-HORATIAE
Nel 449 divennero consoli L. Valerio e M. Orazio che, secondo la tradizione, fecero votare tre
leggi con le quali la costituzione romana divenne patrizio-plebea, poiché tali leggi ufficializzano
le conquiste della plebe:

1) si riconosce l’inviolabilità dei tribuni della plebe;
2) i plebisciti (le decisioni dei concilia plebis) hanno ora autorità ufficiale;
3) i patrizi devono rinunciare all’imperium consolare, e sarà da ora impossibile creare
magistrature senza fare prima appello al popolo.

Quello che ancora non venne regolato era l’accesso della plebe al consolato: nulla lo
impedisce e nulla lo autorizza. Se da una parte il patriziato, fondandosi sulle tradizioni del mos
maiorum («diritto atavico», cioè degli antenati), vuole mantenere il suo monopolio, dall’altra la
plebe si mobilita sempre più per spezzare tale monopolio.
Intanto i patrizi tentano un espediente: alle rivendicazioni della plebe che voleva rivestire il
consolato rispondono con l’istituzione dei tribuni militari, dotati di imperium consolare ma che alla
fine del loro mandato non ricevevano gli stessi privilegi del console (che aveva diritto al titolo
consolare, ad un posto d’onore in Senato, alla toga bordata di porpora e al diritto di esporre le
immagini dei propri antenati).
Secondo alcuni storici l’istituzione del tribunato militare è dovuta soprattutto ad esigenze
militari, in quanto Roma doveva ormai condurre troppe guerre e su molti fronti.

GUERRE TRA ROMA E I SUOI NEMICI
Dal 444 al 290 si sono succeduti una serie di conflitti:

- Contro Veio
La guerra era scoppiata a causa di Fidene, che Veio teneva per controllare la via Salaria e il
commercio del grano tra la Campania e l’Etruria. Roma volle impadronirsi di questo importante
luogo di transito: viene dunque conquistata Fidene e in seguito, dopo un assedio di dieci anni,
anche Veio.

- Le invasioni galliche
Nella prima metà del IV secolo abbiamo la seconda ondata delle invasioni celtiche, che
costituisce un fenomeno storico di grande importanza politica e psicologica. La civiltà dei Galli è
nazionale e conquistatrice, animata da un contadiname attirato dai terreni della penisola, dal sole
delle regioni meridionali e dalla fama delle loro ricchezze. Spinti forse da altri popoli
intraprendono tre spedizioni verso l’Italia:

5
Questa legge sarà considerata «inumana» da Cicerone; la disposizione sarà abolita già nel 445 dalla Lex Canuleia.

1)Sconfitta degli Etruschi a Chiusi, presa di Roma; si accampano nel Foro, ma non riescono
a prendere il Campidoglio; si ritirano minacciati dai Veneti e dalle popolazioni alpine;
2)Presa di Felsina (alla quale danno il nome di Bononia), raggiungono il Lazio ma si ritirano
di fronte ai Romani;
3)Roma viene nuovamente minacciata, ma è salvata dal dittatore Lucio Furio;
successivamente graverà una nuova minaccia, ma stavolta Roma è padrona di tutto il Lazio e della
Campania, e impone ai Galli una pace di 30anni.
Queste battaglie vittoriose per i Romani ebbero come effetti negativi la distruzione di
monumenti e archivi (ricordiamo l’incendio gallico del 390), ma come effetti positivi riuscirono a
rafforzare il morale dei Romani e a radicare nella loro memoria il ricordo del tumultus gallicus, orde
di barbari che combattevano contro tutte le regole stabilite.

- In Campania
Roma fu spinta ad intervenire in Campania dopo aver intimidito la città di Tuscolo, alla
quale aveva imposto un foedus aequum (un trattato di alleanza paritario).

- Guerre sannitiche
Padrona del Lazio, Roma si trovò di fronte ai Sanniti, contro i quali nel 341 (e non nel 343,
come riporta la tradizione) iniziò la prima delle tre guerre, che non furono segnate solo da vittorie,
ma anche da gravi sconfitte per i Romani (nella seconda, per esempio, due legioni romane sconfitte
furono obbligate a passare sotto il giogo nemico  Disastro delle Forche Caudine, 321 a.C.).

341 Queste guerre ebbero come conseguenze, una volta che i
Prima guerra sannitica Romani ottennero la sottomissione dei Sanniti:
327-304 - Capua diviene municipio federato;
Seconda guerra sannitica - si scioglie la Lega Latina e viene creato il porto di Ostia;
298-291 - contatto diretto con le civiltà della Magna Grecia;
Terza guerra sannitica. - primi contatti con la punica Cartagine.

Per quanto riguarda l’ultimo punto: i Cartaginesi erano da tempo in contatto con gli
Etruschi per via del commercio (vedi tavolette di Pirgi, con iscrizioni bilingui puniche ed
etrusche), in particolare erano legati alla città di Cere (di cui Pirgi era il porto). Roma si alleò con
Cere e concluse un trattato con Cartagine (il primo secondo Diodoro Siculo, Livio conferma;
Polibio, invece, data il primo trattato nel 509 a.C.), secondo il quale venivano delimitate le zone
commerciali: Roma poteva commerciare nella Sicilia cartaginese, e non poteva invece in Sardegna
e in Africa (tranne che a Cartagine).

IL COMPROMESSO LICINIO-SESTIO
La situazione politica era alquanto ingarbugliata, e fu aggravata dall’azione di due tribuni
della plebe, Caio Licinio e Lucio Sestio, rieletti per dieci anni consecutivi, che seminavano
l’anarchia boicottando le elezioni e paralizzando l’azione dei consoli con il loro potere di veto. Il
Senato fu allora costretto in più occasioni a fare appello ad un dittatore per migliorare la
situazione. In seguito, accettò le famose leges Liciniae Sestiae del 367 a.C., che risolsero:
- il problema dei debiti con una legislazione contro l’usura e una riduzione dei debiti in corso;
- la questione agraria limitando l’estensione del possesso dei terreni dell’ager publicus (suolo
conquistato e diventato proprietà del popolo romano);
- il problema dell’accesso al consolato, punto fondamentale della riforma: fu ristabilito il
consolato, ma uno dei due consoli poteva essere plebeo.

ORGANIZZAZIONE DELLE MAGISTRATURE REPUBBLICANE
Il patriziato risponde al compromesso precedente attraverso l’istituzione di nuove
magistrature che sottraggono poteri al consolato, ma assai presto anche i plebei ottennero di
accedere alle nuove magistrature. Vennero create:

- PRETURA CURULE: per 1 magistrato con poteri giudiziari;
- EDILITÀ CURULE: per 2 magistrati, incaricati (con edili plebei) dell’approvvigionamento della
città e con compiti di polizia nei mercati;
- DITTATURA: funzione dal potere sovrano, ma effimero perché limitata nel tempo (anche
questa divenne poi accessibile ai plebei).
La plebe finisce così per trionfare ovunque politicamente, e alla fine del IV secolo lo stato
patrizio-plebeo è stato organizzato.

UNA NUOVA NOBILTÀ
Piano piano assistiamo ad un progressivo ma lento declino del patriziato, e all’apparizione di
famiglie patrizie più aperte, come quella dei Fabii, disposte cioè a legami con la plebe.
Contemporaneamente emergono anche famiglie plebee che si arricchiscono in fama e denaro. Si
costituirono allora un «partito di centro» e, nella società, una nuova nobilitas che aveva tra i suoi
avi almeno un ex magistrato curule (edile, pretore, console). Questo fece sì che il Senato cessò di
essere nelle mani dei patrizi.
Le grandi conquiste della plebe si concludono con la grande censura di Appio Claudio Cieco
6
del 312 a.C., durante la quale questo personaggio, rappresentato in maniera icastica dalla
tradizione, si rese celebre per due riforme istituzionali importanti:
- fece ammettere in Senato i figli dei liberti riorganizzando la composizione delle tribù
permettendo ai poveri (humiles) e ai liberti di farvisi iscrivere;
- fece costruire, da Roma a Capua, la Via Appia, che era il simbolo delle mire
espansionistiche di tutti coloro che guardavano alla Magna Grecia ed esaltava la grandezza di
Roma.

ISTITUZIONI DELLA REPUBBLICA ROMANA ALLA FINE DEL IV SECOLO A.C.
A Roma vige una Repubblica aristocratica governata da un Senato che è affiancato da una
serie di magistrati che dirigono lo Stato.
Le magistrature sono state create in base ai bisogni (poiché Roma non aveva una costituzione
scritta), ed erano gerarchiche, specializzate, elettive, collegiali e annuali (così da evitare un
ritorno al potere personale, tirannico).
I magistrati curuli, cioè cum imperio, ovvero i consoli e i pretori, sono eletti dai comizi
centuriati; i magistrati minori (edili, tribuni e questori), invece, sono eletti dai comizi tributi.
Tutti comunque da assemblee popolari.
Le magistrature sono:

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Fu il fondatore della gens Claudia e il primo a dare alla sua famiglia quel prestigio che ancora la contraddistingueva in
età imperiale.

Tribunato È una magistratura tutta plebea. e in particolare la locazione dell’ager publicus. Si occupano del census dei cittadini e dei loro beni. Interré – NON ELETTIVA E NON ANNUALE Altra magistratura straordinaria: se i due consoli muoiono improvvisamente e brutalmente. Edilità All’inizio gli edili erano plebei. Consolato – apice del cursus honorum Anche i consoli sono 2. Dittatura – NON ELETTIVA E NON ANNUALE Magistratura eccezionale per la sua limitazione temporale. la costruzione e la manutenzione degli edifici. l’aerarium. Hanno poteri finanziari e si occupano dell’amministrazione del tesoro pubblico. incaricato della giurisdizione civile (pretore urbano). redigono l’album senatorium con relativo diritto di escludere per infamia. e la loro origine risale agli inizi della repubblica. etc. e dispone di una potestà inviolabile e superiore. Hanno imperium domi militiaeque. è affiancato però da un collega. rappresentano la più alta autorità morale dello stato e vengono eletti ogni 5 anni per rimanere in carica 18 mesi. Questura – primo gradino del cursus I questori sono 4. . il pretore peregrino. molto particolare. che egli però assoggetta alla sua autorità. che si occupa delle liti giudiziarie tra cittadini romani e peregrini. dell’organizzazione dei giochi pubblici. Pretura Il pretore è unico. LE ASSEMBLEE POPOLARI Sono assemblee che raggruppano tutto il populus. Possiede. Il tribuno deve essere di origine necessariamente plebea. gestiscono inoltre il patrimonio pubblico. del mantenimento dell’ordine pubblico nella città. l’imperium dei due consoli. Si occupano dell’approvvigionamento della città. ma non hanno imperium. Censura I censori sono 2. l’interré viene incaricato di rieleggere i consoli e di trasmettere loro gli auspici entro cinque giorni (durata del suo mandato). l’appalto delle rendite pubbliche.Assemblea curiata È un vestigio dell’epoca regia. e si riunisce ormai solo per atti formali. e possono essere considerati i presidenti della Repubblica. Le curie furono presto sostituite da 30 littori (accompagnatori con una fascia). ed ha funzione civile (per i compiti militari è assistito da un comandante della cavalleria scelto da lui). poi sono stati solo patrizi. e poi sono tornati ad essere anche plebei. ius auxilii che gli permette di aiutare qualsiasi cittadino che si ponga sotto la sua protezione. ovvero il corpo civico. oppure tra peregrini residenti a Roma. Il dittatore viene eletto dai consoli su decisione del Senato in un periodo di crisi dello Stato. Sono necessariamente ex consoli. . ma il suo potere non annulla quello delle altre magistrature. Non hanno imperium. ha ius intercessionis che gli permette di intercedere qualsiasi decisione degli altri magistrati. per breve tempo. dell’attività di polizia nei mercati.

si occupava anche del controllo finanziario.Concilia plebis Sono le assemblee della sola plebe che si riuniscono convocate da un tribuno. dichiaravano la guerra. IL SENATO Rappresenta l’assemblea maggiore. con le sue 98 centurie. Era composto da 300 membri. sottoposto al controllo dei censori. patrizio e di rango censorio. dell’amministrazione in generale e della giustizia. Regolava. insomma. ed esprimeva l’autorità suprema (l’auctoritas). rappresenta il popolo diviso in tribù non più territoriali ma personali. inizialmente erano le centurie dei cavalieri a votare per prime. la politica di Roma. I membri di questa assemblea. che vincolava i magistrati. composta dai cittadini più ricchi. «i nostri antenati fecero del Senato il custode della repubblica». Espresso il suo parere. detiene la maggioranza assoluta. la sua sententia. . Controllava l’attività dei magistrati. erano tutti ex magistrati reclutati tra i rappresentanti della nobilitas (quest’ultima annovera sempre più personaggi aperti verso il mondo esterno italico e extra-italico). e che ormai raccolgono anche gli humiles. chiamati seniores o patres. degli affari internazionali. votavano le leggi importanti come quelle costituzionali. cioè le decisioni prese dai concilia plebis. La decisione era il senatoconsultum. . ciascuna delle quali costituisce una unità di voto. la centuria che sarebbe stata chiamata a votare per prima era estratta tra le centurie della prima classe. La prima classe. ovvero i più poveri (operai e proletari). Il primo a parlare durante l’assemblea era il princeps senatus. e secondo quanto affermò Cicerone nella pro Sestio. . capi militari. I comizi centuriati eleggevano: magistrati curuli. Il Senato dava il suo parere su ogni questione che gli era sottoposta. in una fase successiva. che conteneva la lista dei suoi componenti.Assemblea tributa Riformata da Appio Claudio Cieco nel 312. . etc. tutti procedevano al voto. ma poi. I comizi tributi eleggono i magistrati inferiori e votano i plebisciti. Rappresenta il popolo diviso in cinque classi di 193 centurie. che redigevano ogni cinque anni un nuovo album senatorium. Questo privilegio è reso ancora più forte dal fatto che durante le votazioni. censori. Il voto della prima centuria determinava poi quello delle centurie successive.Assemblea centuriata È la più importante.

cioè il servizio militare. però. invece.C. da marzo a ottobre) mette insieme le sue forze e la sua armatura per combattere per la salute dello stato. **Società È in particolare l’alta società romana che sin dal IV secolo aveva iniziato a conoscere delle significative trasformazioni. e soprattutto il loro addestramento intensivo. Molto importante è la nascita di uno stato romano-campano.C. nazionale e non permanente. Il grande avvenimento del III secolo. e un coinvolgimento sempre più attivo nella politica del mediterraneo. è ora più dinamica. Le truppe erano divise in due armate consolari. dunque. CONQUISTE DELL’ITALIA CENTRALE E MERIDIONALE In seguito alla terza guerra sannita Roma possiede quei mezzi che le permetteranno di poter allargare gli orizzonti della sua potenza. All’inizio della guerra contro Pirro si comincia a produrre moneta. che mostrano una italicizzazione della nobilitas. cioè un collegio incaricato della coniazione (aveva sede sul Campidoglio). Sembra prevalere la media e piccola proprietà contadina. la cui nascita attesta lo sviluppo economico di Roma e il nuovo orientamento della sua economia. in estate invece in montagna). III SECOLO A. tanto che si è affermato che «le prime guerre puniche sono state un loro affare». e questo grazie soprattutto all’apporto dei Campani. che durante il periodo delle campagne militari (quindi quello della bella stagione. Solitamente l’esercito era formato da quattro legioni composte da 3000 fanti e 300 cavalieri. **Economia Prevale un’economia rurale (di tipo agricolo-pastorale) di sussistenza come in tutte le società antiche. infatti. sia con il progressivo ingresso nella classe dirigente di nuovi personaggi. forniti dalle città italiche sottomesse o vicine. **Italia centrale 7 La prima moneta. sia con la formazione di una nuova «nobiltà». in campo economico è la comparsa della monetazione romana7. In rapporto con questa creazione dobbiamo porre l’istituzione dei triumviri monetales. Nel Lazio. i Romani non impiegavano truppe di mercenari. Dal 291. La militia. A differenza degli eserciti greci. . La classe dirigente. se si considera la ricchezza agricola e arbustiva della Campania. Agli inizi del III secolo Roma ancora non possedeva una flotta. Polibio riconobbe all’esercito romano due primati: la virtus dei soldati. fu coniata in Asia minore nel VII secolo a. dunque. inizia a muoversi per la conquista della penisola intera. che si misurava in assi (asse = unità monetaria). **Esercito Ha sempre un ruolo determinante nella politica espansionistica della Roma repubblicana: è rimasto ancora censitario. LA ROMA DEL III SECOLO La città moltiplica i contatti con il mondo greco dell’Italia meridionale determinando una ellenizzazione sia nell’ambito artistico che religioso. che giocheranno un ruolo fondamentale nella politica romana del Mediterraneo e dell’Italia del sud. Solo alla fine del III secolo avrà l’opportunità di sfruttare truppe di «alleati». nello specifico la moneta di bronzo (quella in argento si conierà solo nel 269). si pratica soprattutto l’allevamento di transumanza (in inverno il pascolo viene portato in pianura. continua ad essere un diritto-dovere del cittadino romano.

Milone. . Roma aveva così sottomesso l’unica città in Italia in grado di tenerle testa. che prima indicava la Calabria (poi Magna Grecia). Roma dovette occuparsi anche delle questioni dell’Italia meridionale: innanzitutto le rivalità tra le colonie greche e i popoli indigeni che esse non riuscivano a tenere a freno. durante il trionfo. e morì colpito da una tegola lanciata dal tetto della sua casa da una vecchia. Pirro riscontrò un’altra vittoria nella regione di Ascoli. insieme ai suoi. ma zona di transito per soldati e mercanti romani) fu devastata fino all’Adriatico dal console Curio Dentato nel 290. e questo giustificò le ambizioni di Roma. questo comportò l’annessione di gran parte dell’ager gallicus. Essa invia un esercito a Turi per cacciare via gli aristocratici. Quest’ultima stabilì una guarnigione nella città. A quest’avvenimento fece seguito la sottomissione di tutta l’Italia meridionale indigena. i territori confiscati furono colonizzati. Questo. Taranto ricevette lo statuto di città libera da Roma. cioè legate a Roma da un trattato). e se ne tornò in Epiro. Taranto era una città ricca. Dirimpetto. dalla quale però fu cacciato. vi inviarono nello stesso periodo una flotta).C. invece. dove le città erano preda di scontri intestini tra aristocratici (sostenuti dai romani) e democratici. dopo aver riunito tutte le città della Magna Grecia.) Tale guerra permise a Roma di conquistare tutta l’Italia del sud. che vi spedì un esercito (i Cartaginesi. era una città dorica dal glorioso passato. dunque.) Nonostante fosse impegnata su altri fronti. Pirro. La cittadella dovette pagare una pesante indennità di guerra e. ma ciò non impedì alle fazioni locali di continuare a sbranarsi tra loro: c’erano aristocratici filo-romani e democratici anti-romani alquanto accaniti. Sbarcò a Taranto con un certo numero di uomini e di elefanti. e non seppe far altro che reimbarcarsi sulla penisola. città rivale di Taranto. che disorientarono i Romani. le città sabine ricevettero dei precetti che le amministravano. dalle rivolte greche. In seguito.I Galli Senoni avevano attaccato Arretium e furono bloccati.La Sabina (sempre indipendente. lasciando a Taranto una sola guarnigione. Questo accadde a Turi. anche se una guarnigione romana vi rimase acquartierata. consegnò la città ai Romani a patto di avere via libera.C. Il territorio romano. Taranto chiese aiuto al re dell’Epiro. Fu cacciato anche da qui. della quale però non seppe approfittare (da qui il detto «vittoria di Pirro»). Pirro fu definito «eroe-meteora». e a partire da questo momento. Seguirono negoziati tra Roma e Pirro e tra Roma e Cartagine per assicurare la protezione della Sicilia. che aveva una posizione strategica. . CONSEGUENZE DELLA GUERRA CONTRO PIRRO E DELLA PRESA DI TARANTO . dalle opere d’arte ai ricchi tesori. **Italia meridionale -Guerra contro Pirro (280 – 275 a. Il giovane sovrano epirota aveva ereditato un regno amplissimo tra l’Illiria. -La presa di Taranto (273-272 a. . venne esteso alla penisola intera. partigiani dei Romani. si trovò di fronte oltre che all’esercito cartaginese anche alla rivolta dei Sicelioti (schiacciati da forti tributi). i loro territori sono a poco a poco perduti e le città etrusche vengono ridotte a città federate (foederatae. Taranto. che abbiamo detto era rivale di Turi. La regione fu annessa. fu il segnale per Roma di inviare un esercito che distruggesse il territorio tarantino. Ma quando Pirro sbarcò in quest’ultima e penetrò nella parte controllata da Cartagine. e si occupò allora di quanto accadeva a Taranto. i quali infatti inizialmente persero il conflitto in Campania. la Tessaglia e l’Etolia a soli 23 anni.In Etruria. si estende. che per resistere ai Lucani fece appello a Roma. Nella mente di Pirro si prospettava l’idea di costituire un regno dal sud Italia alla Macedonia. il termine «Italia». Il comandante della guarnigione epirota ancora lì. i consoli sfilarono sul territorio tarantino portando via tutti i beni. la Macedonia. però. dopo averlo modernizzato voleva conquistare l’intera Macedonia.

ancora fanciullo. . l’altra tramite la sua flotta di mare. ridotti in schiavitù. un greco. che hanno portato anche il greco. altra divinità della fertilità e immortalità. LA NASCITA DELLA LETTERATURA LATINA Nella seconda metà del III secolo si assiste alla comparsa di quella che Grimal ha chiamato «la prima generazione della letteratura latina».) Questo conflitto che gli antichi chiamarono non a torto «Guerra di Sicilia». grazie ai trattati durante la guerra contro Pirro. protettrice come Cerere dei frutti della terra. combattimento sanguinoso (sarebbe infatti l’antesignano del munus gladiatorium) che si doveva svolgere sopra la sepoltura del defunto. Importantissime furono le conseguenze di queste ultime due guerre: Roma e Cartagine. mediatore tra la Grecia e l’Italia. il quale rimase sempre – come oggi l’inglese – la lingua dei rapporti internazionali. una sorta di «passaporto per l’aldilà» che aiutava i defunti a compiere il viaggio nell’Ade. e con il sangue versato dello sconfitto il corpo del defunto si rinvigoriva. è stata adottata dalla plebe come sua divinità tutelare (il suo tempio è centro religioso della comunità e ospita il suo tesoro). e vi presero parte tre coppie di combattenti. che hanno tratto le loro informazioni da un altro storico. che sostituisce l’Apollo medicus latino. che aveva costruito il suo regno nell’Africa nord-orientale (nell’odierna Tunisia) nonché lungo le coste africane.introduzione di un rito funerario di origine etrusca (e che si era radicato anche in Magna Grecia): si tratta del munus. LA RELIGIONE ROMANA DEL III SECOLO I segni di una ellenizzazione romana si erano già notati nei secoli precedenti: già agli inizi del V secolo. Quest’ultima è una corrente di pensiero che si esprimeva in raccolte (su tavolette di legno dette «orfiche») di versi sacri. Livio. Nella prima metà del III secolo l’ellenizzazione romana della religione procede in altre tre direzioni: . infatti. Proprio per il predominio del Mediterraneo si scontrò con gli interessi romani.C. si conosce grazie a Polibio. sulle base però di leggende greche. erano state introdotte a Roma le divinità di Eleusi (Demetra e Kore). giunge a Roma insieme ad altri grecali (come erano chiamati ancora in senso dispregiativo). In seguito verrà introdotta anche Hera di Argo. erano state poste di nuovo l’una di fronte all’altra. proprio come aveva fatto Orfeo per cercare di salvare la sua amata. Il primo fu organizzato a Roma nel Foro Boario. oracoli o preghiere attribuiti a Orfeo. collocata sull’Aventino. dispensatrici di fertilità. La Cerere romana (Demetra). Diodoro Siculo e Cassio Dione. l’una con il proprio esercito di terra. LA PRIMA GUERRA PUNICA (dal 264 al 241 a. contemporaneo di Annibale e filocartaginese. diventate siceliote. Egli sarà il primo a scrivere in latino su argomenti greci: partendo infatti dall’Odissea egli traduce il tutto presentando Ulisse come un eroe italico. Nella prima metà dello stesso secolo è stata preceduta dalla progressiva penetrazione della lingua latina e dall’arrivo di prigionieri di guerra.influenza del pitagorismo e dell’orfismo. . ma possono anche aver attinto dagli Annales di Fabio Pittore. . dove costituì i grandissimo impero mercantile. Creerà anche il teatro latino.introduzione di una nuova divinità su indicazioni dei Libri Sibillini: si tratta del dio Asclepio/Esculapio. Nel 272 (stesso anno della presa di Taranto) Livio Andronico. La statua di Eracle posta nel Foro Boario aveva anch’essa caratteri tipicamente greci. **Rapporti tra Cartagine e Roma Cartagine era stata fondata alla fine del IX secolo da Fenici di Tiro. che porta sempre la melagrana. nel sud della Spagna e nelle isole del bacino mediterraneo occidentale.

faceva ricorso al mercenariato e agli elefanti. Roma.) . legati per Cartagine al commercio e al carattere marittimo della sua potenza e per Roma ad una nuova politica aperta verso l’esterno. Nel 273/272 a.C. . . che usava più spesso.C. 264 a. La forza di questa potenza commerciale risiedeva in particolare nella flotta. uno strumento che trasformava una battaglia navale in uno scontro tra fanti in mare. con il fallimento della spedizione condotta da Attilio Regolo contro il parere di tutti i senatori. così i Romani (spinti dai Claudii) accettarono di difendere i Mamertini sperando di raccogliere il loro bottino e desiderosi di assicurarsi i loro interessi commerciali. Cartagine avrebbe inoltre consegnato a Roma navi e denaro per assicurarsi di trattenere Pirro sul suolo italico.C. che diventa provincia romana e deve essere abbandonata da tutti i Cartaginesi. Agrigento e Mylae. per esempio. LA SECONDA GUERRA PUNICA (218-201 a. segnata da scontri incerti sul mare in Sicilia (attorno a Messina. dove Roma vinse nel 260 per la prima volta grazie all’invenzione dei rostri) e poi in Africa.per risollevare Cartagine. dopo una sconfitta. ma non fu per questo motivo che cominciò il primo conflitto. **La guerra Dall’episodio di Messina comincia una lunga guerra di 23 anni. Asdrubale.a Cartagine. Altro scontro marittimo avvenne nelle acque del tirreno dove.i Romani possiedono ora tutta la Sicilia. il generale Amilcare intraprese la conquista della Spagna. che aveva desunto dalla guerra contro Pirro. per parte sua. **Come nacque il conflitto? . . città alla quale diede una struttura monarchica. era una potenza essenzialmente di terra composta da cittadini ai quali finalmente si aggiungono contingenti di alleati. indebolita dalla pesante indennità di guerra e dalla sconfitta.C. frutto della guerra.a Roma. si è prodotta una flotta navale di 100 quinqueremi e 20 triremi messa a disposizione dei consoli. Per gli scontri via terra. cioè Milazzo. Tra Roma e Cartagine i rapporti furono corretti fino al 272 grazie a dei trattati che.per motivi economici opposti. durante la guerra contro Pirro. tecnici e strategici brevettarono il rostrum. invece. stabilirono di non concludere un accordo con Pirro.): i Mamertini di Sicilia erano assediati dai cartaginesi. invece.episodio di Messina (che fu il fatto scatenante. . una flotta cartaginese gettò gli ormeggi dinanzi al porto di Taranto mentre l’esercito romano dava inizio all’assedio della città. Inoltre. i Romani ricostruirono velocemente la loro flotta navale e ottennero la vittoria delle isole Egadi imponendo la pace nel 241 a. fondò Cartagena (cioè «Nuova Cartagine»). **Conseguenze del conflitto . dove organizzò un impero barcide per il quale il suo successore. scoppia una rivolta sociale e la guerra dei mercanti delle quali Roma seppe approfittare per conquistare la Sardegna.

l’Emilia-Romagna. Annibale. Questo atteggiamento romano nei confronti di Taranto e Capua pose fine alle defezioni una volta per tutte.C. ma fortunatamente tutto fu placato presto. **Prima fase – intervento di Cartagine in Italia Annibale sperava di sfruttare la rivolta dei Galli Cisalpini per penetrare nel territorio italiano. .in Campania le città che si erano alleate con Annibale persero i loro territori. A differenza della prima guerra. In seguito. sulla costa tirrenica (Spagna Citeriore). e divenuto stratego di Cartagine. . . nonché una rete stradale). 8 Provincia romana fino al 42 a. che andarono a costituire l’ager campanus (6000 ettari di terra a disposizione del Senato e del popolo romano). il resto della popolazione venduta in schiavitù e venne modificato lo statuto della città. i cittadini eminenti furono o uccisi o messi in prigione. e questo portò ad una rivolta sull’isola. dove sperava nella defezione di Capua (che aveva un territorio assai fertile. ridotta a borgo rurale. che ebbe due conseguenze: ***Roma dovette mantenervi un esercito (che probabilmente sarebbe stato più utile altrove). con la vittoria romana ad opera di Publio Cornelio Scipione che chiuse le ostilità durante la battaglia di Zama del 202 a.C. grazie all’occupazione di Mediolanum ad opera di Cn. Roma ha consolidato la sua posizione nell’Italia. ma il popolo era tenuto a bada dal console Publio Cornelio Scipione. Intanto a Roma il tesoro della città era esaurito.C. 9 Si trova in Spagna. nonché a nord di Cartagena. permette ad Annibale di sviluppare i suoi intrighi. In seguito non riuscì neppure a rivoltare le città dell’Italia centrale. e si potrebbe chiamare «guerra annibalica» tanto fu dominato dalla personalità di questo grande generale avversario. la battaglia di Canne aveva riportato un’importante sconfitta romana. invece. considerato sacro. e così fu fatto. ***la perdita di rifornimento di grano per Roma.Quinto Fabio Massimo riuscì a riconquistare Taranto. ma anche sul suolo italico. erede della dinastia aristocratica barcide. Ma le sue speranze andarono presto deluse. si è inoltre stabilita in Gallia Cisalpina 8. della Lombardia e del Trentino. Nonostante le numerose defezioni. che fu occupato dalle truppe di Annibale che vivevano delle sue risorse. così il console Levino pregò i senatori di versare nell’erario pubblico il loro oro e il denaro. si combatté non solo in Spagna. Tale sconfitta provocò alcune defezioni in tre aree della penisola: . Siracusa viene assediata dai romani inutilmente per otto mesi. Cornelio Scipione (che ne aveva dedotto alcune colonie a cavallo del Po. e questo lo spinse fino alla Campania. Secondo Livio. Il conflitto sarà atroce. che venne saccheggiata e subì la stessa sorte di Capua. e dichiararono la mancanza di uomini e di non poter più collaborare con la capitale. il pericolo per Roma non fu mai mortale. Le reazioni romane furono violente nelle zone riconquistate: . .in Sicilia la morte del vecchio Gerone II di Siracusa. lo scontro definitivo si ebbe in Africa. gran parte del Piemonte. proprio di fronte alle isole Baleari. in cui avrebbe potuto stanziare parte del suo esercito). anche se nel 216 a. alleato di Roma. Un esercito cartaginese sbarca in Sicilia e occupa Agrigento. perché il resto dell’Italia le rimase sempre fedele.Capua si schierò con Annibale per recare danno a Roma (un trattato aveva anche previsto la divisione dell’Italia fra Capua e Cartagine se la guerra fosse stata vinta dai punici). **Seconda fase – la riconquista delle città che hanno defezionato Il principale obiettivo di Roma fu quello di riconquistare la Campania punendo Capua e i Sanniti: presto la prima fu riconquistata grazie al trinceramento dei consoli intorno alla città stessa.in Sardegna gli indigeni si sollevarono. assedia Sagunto9 e Roma è costretta ad attaccarlo. Molte colonie alleate di Roma erano ormai stanche. Zona della pianura padana dal fiume Oglio alle Alpi piemontesi: praticamente comprendeva l’odierna regione delle Marche. decide di riprendere la guerra: non curandosi di un trattato.

controllava Cartagena e Sagunto. Mentre si stavano concludendo tentativi di negoziato. **Conseguenze del conflitto . . . Scipione partì con due legioni e truppe ausiliarie. espugnò Siracusa. Alla fine.Marco Valerio Levino. **Terza fase – offensiva romana Dopo aver assoggettato nuovamente a sé i territori del sud Italia. nell’attuale Algeria.singolare rafforzamento delle istituzioni: il Senato (anima della resistenza) godette di un immenso prestigio. Si trattò del colpo di genio di un generale ormai già famoso agli occhi dei senatori grazie alle sue vittorie in Spagna (aveva sconfitto Cartagena). nemici della Macedonia. Scipione sottopose le sue truppe ad un addestramento intensivo per adottare una tattica che ricalcava quella degli avversari. Eletto console. grosso modo. uno sotto la guida di Asdrubale (che provocò agitazioni in Cisalpina e in Etruria  vittoria romana del Metauro) e l’altro sotto quella di Magone (che sbarcò in Liguria e fu accolto molto bene da alcune tribù indigene). Vi fu un enorme saccheggio e alcune morti. e faceva affidamento anche sull’aiuto del re della Numidia11 Massinissa. tra cui quella di Archimede. . LA PRIMA GUERRA DI MACEDONIA (215-205 a. e si impegnò a pagare un’indennità di guerra altissima in cinquant’anni.contraccolpi finanziari molto forti  Roma si dota di una moneta più leggera che faciliti gli scambi. 12 Si sceglie tra gli ex magistrati curuli (consoli e pretori) per anzianità. oltre che a non intraprendere altre guerre senza il consenso preventivo di Roma. ma soprattutto di evitare ulteriori aggressioni. riuscì a convincere i senatori a consegnargli la provincia di Sicilia con il diritto di passare sul continente africano. invece. dopo tre anni di assedio. come quando arrivarono sulla penisola altri due eserciti cartaginesi di rinforzo. il quale assunse per primo il titolo di imperator e ottenne il soprannome di Africanus. prese Agrigento e poi restituì la pace alla Sicilia. LE CONQUISTE E LE LORO CONSEGUENZE 10 Era stato spedito come proconsole in Spagna ed aveva conquistato Cartagena. . Cartagine consegnò tutte le sue navi da guerra e i suoi elefanti a Roma. nel 205. fu semplicemente negoziata la pace di Fenice che permetteva a Roma di mantenere i suoi possedimenti in Illiria. e con l’aiuto della cavalleria numida. aveva posto fine all’impero barcide e costituito un passaggio in Africa. La pace fu conseguita nella primavera del 201. Uno tra tutti Publio Cornelio Scipione.) Fu un contraccolpo del secondo conflitto con Cartagine: il sovrano Filippo V volle approfittarsi delle difficoltà in cui si trovava Roma per ottenere l’Illiria. poi tra quanti erano stati edili. e diventato effettivamente una assemblea di ex magistrati che orienta la politica dei magistrati in carica il Senato guadagna prestigio. 11 La Numidia era una regione dell’Africa del nord che si trovava. L’avvenimento principale di questa ultima fase fu però lo sbarco in Africa di Publio Cornelio Scipione10. Filippo si accordò con Annibale contro Roma. il 29 ottobre del 202 sconfisse l’esercito cartaginese a Zama. decimato dalle prime sconfitte viene reintegrato mediante una lectio senatus e da questo momento vengono stabilite le regole di reclutamento per l’assemblea 12. che sono costrette a richiamare prima Magone e poi Annibale. egli sbarca ad Utica e nel 203 ottiene una prima. tribuni e questori. brillante vittoria sulle truppe cartaginesi.la guerra mise in evidenza comandanti militari di grande valore. che ottennero una fama personale molto alta.la prima guerra di Macedonia. che era impegnato – durante la guerra – a risolvere un problema di geometria. cioè in una zona che anticamente stava tra i territori controllati da Cartagine (Tunisia) e la Mauretania (attuale Marocco). .Claudio Marcello. dove la capitale aveva stabilito un protettorato. Roma conobbe altri momento difficili. che erano i maggiori porti del Mediterraneo occidentale.C. la quale rispose con un’alleanza con gli Etoli. .

E di fatto è lo scoppio della seconda guerra di Macedonia che costituisce la nascita dell’imperialismo romano. sembra che nessuno a Roma progettasse. alla fine del III secolo. mentre l’Occidente metteva le mani sull’Oriente. Ma bisogna sempre precisare che a far sorgere una tale idea fu lo stesso Annibale che scandalizzò il popolo romano combattendo sul suolo sacro italico. Sarà solo dopo la battaglia di Zama che Roma inizierà ad interessarsi sul serio agli affari del mondo greco. dal popolo attirato dalla possibilità di partecipare alla divisione dei bottini. Nella morale politica del tempo. deportato in Italia dopo la vittoria di Pidna (168 a. non ha avuto un progetto espansionista.C. un greco. ma la superiorità maggiore Roma la raggiungeva – per Polibio – in ambito religioso.C. invece. durante la prima guerra di Macedonia l’unica preoccupazione di Roma era quella di contrastare ogni legame tra Filippo V e Annibale). attraverso la quale. se un popolo era più forte di un altro aveva il diritto-dovere di allargare i suoi confini e di usare la propria forza per espandersi. poiché Roma ha semplicemente risposto ad attacchi che le sono stati mossi. Per alcuni storici l’imperialismo romano non è stato offensivo. difendendosi. In questo periodo si trova però espressa per la prima volta la teoria imperialista romana. volontario. cioè la «superiorità del popolo romano». Si trattava comunque ancora di un imperialismo difensivo. le conquiste sono state volute da tutti: dai senatori. Il problema dell’imperialismo. con la riduzione a provincia romana della Macedonia. dai cavalieri attenti allo sfruttamento dei paesi conquistati. superiore a tutti gli altri. legittima l’imperium populi Romano. Il Senato romano. IL PROBLEMA DELL’IMPERIALISMO ROMANO Imperium è parola latina.C. e da lì all’annessione. dando vita ad una koiné culturale greco-romana che poi costituirà la base per le realtà occidentali future. . era quest’ultimo a penetrare nel mondo Occidentale. II SECOLO A. Per altri storici ancora.). gli storici fino al XX secolo hanno ammesso un imperialismo premeditato. preparato direttamente dai piani del Senato. avidi di gloria e delle finanze (necessarie per la loro politica). che ha meditato sulle ragioni del successo romano all’interno della sua opera Storia. così com’è originariamente romano il concetto che la riguarda. Il fenomeno storico più importante dopo la morte di Alessandro Magno (323 a. Ma sono punti di vista assai criticabili: vista infatti la composizione del Senato romano e l’atteggiamento delle classi dirigenti. sopra la regione della Tessaglia. LA SECONDA GUERRA DI MACEDONIA13 (200-196 a. «un imperialismo che ancora ignorava se stesso». inoltre. Questa politica doveva portare all’istituzione di protettorati di città e stati-clienti. per la prima volta da Polibio. è stato posto fin dall’antichità. Tuttavia è giusto dire anche che l’idea era germogliata nella seconda guerra punica nell’animo di eminenti personaggi come Scipione l’Africano. seguita dall’annessione dell’Africa.) è stato il passaggio da Roma-città a Roma-capitale di un impero territoriale nel Mediterraneo.) 13 Il regno di Macedonia si estendeva in Grecia. Così la maiestas populi Romani. L’epoca delle annessioni si apre tra il 148-146 a. la presa di Corinto e infine la presa e distruzione di Cartagine. al di là di queste argomentazioni. elaborata dal console Gneo Manlio Vulsone: secondo lui era di urgente necessità per Roma assicurare la pace terra marique e sorvegliare tutto l’Oriente.C. Sulla scia di Polibio. cioè la dominazione di Roma. Egli spiega e giustifica la dominazione di Roma grazie alle sue istituzioni che sono equilibrate e grazie al suo esercito. Un fenomeno storico essenziale che caratterizzò questo passaggio fu l’ellenizzazione.C. di intraprendere una politica imperialista (per esempio.

Dopo tre campagne non risolutive. e sono 20. 17 Arcipelago di isole disposte a cerchio (ecco perché Cicladi) intorno a Delo.C. Roma vinse nella battaglia di Cinocefale14 nel 197. e Roma interviene con una spedizione che porta alla sua sconfitta e alla distruzione della Macedonia. una contesa tra Atene e Oropo sorta per motivi doganali si trasformò in un conflitto collettivo tra gli Achei e Sparta. il Senato non volle annettere né la Macedonia. eleutheria. questi Romaici. sostenuta dal senato romano. si comporta sempre più come sovrana con la Grecia. e agirà come baluardo e barriera (stato cuscinetto. Monte Negro. Ma la capitale. Bosnia. Lucio Emilio Paolo riportò la gloriosa vittoria nella battaglia di Pidna. ma per ottenere tale obiettivo si comportò in maniera alquanto aggressiva. importante piazza commerciale.C.C. I Greci. -RIVOLTA E SOTTOMISSIONE DELLA GRECIA (147-146 a. che non aveva dimenticato la guerra contro Pirro. etc…). Così. 16 Altra regione storica della Grecia. a Delfi. Sostanzialmente la Grecia soffriva di lotte intestine tra città. centro di spionaggio). Albania. in Beozia16 o nelle Cicladi17). a sud-est. l’Epiro.) Un oscuro mercenario asiatico si stava spacciando per il figlio di Perseo. Durante la seconda guerra punica Roma aveva stretto buoni rapporti con la città di Pergamo (per citare. e la sua amministrazione fu affidata ad un proconsole. una folla di uomini d’affari italici ha seguito le legioni e si è sparsa in tutta la Grecia (dov’erano chiamati semplicemente Romaioi). uomini d’affari che potevano essere o mercanti o finanzieri. 14 Si trova in Grecia. e la loro presenza ci è nota grazie all’epigrafia in molte zone (come l’Illiria. . completa): lo statuto della Grecia fu quello di uno stato cliente. invece. si trovano a sud-est della Grecia. ma anzi gli interventi nelle varie parti dell’Europa e dell’Oriente furono moltiplicati. la Tessaglia. dalla quale non trasse alcun vantaggio territoriale.C. che potevano scatenarsi da un momento all’altro a causa di pretesti di ogni genere. IMPERIALISMO COSCIENTE Dal 148 al 133 a. Seguendo il consiglio di Catone. postazione avanzata.C. L’AVVENTO DEI NEGOTIATORES. rendendosi dunque pericoloso agli occhi di Roma. abbiamo tutta una serie di avvenimenti che ci mostrano come l’imperialismo non sia più un concetto estraneo al popolo romano. Il Senato decise di ridurla a provincia romana. alla fine della battaglia.) Assai confuse le dispute della rivolta. cioè un protettorato con dei vantaggi per Roma. nella regione della Tessaglia. così da influenzare la politica orientale (solo allora si potrà parlare di «politica mercantile»). raggruppati in società sempre più ricche e potenti. 15 Corrisponde alla fascia costiera orientale Adriatica (Croazia.C.) Nella prima metà del II secolo a.) Il successore di Filippo V fu suo figlio Perseo.. decise di attaccare Filippo V per cacciarlo dalla Grecia (la motivazione romana era dunque quella di garantire l’integrità della penisola italica). una ambasciata romana era andata a cercare la famosa pietra nera di Pessinunte) e con la città di Rodi. ottengono una serie di esenzioni (ma non la libertà. Erano i negotiatores. -ANNESSIONE DELLA MACEDONIA (148-146 a. né l’Illiria 15. la quale decise allora – per la seconda volta – di intervenire. LA TERZA GUERRA DI MACEDONIA (171-168 a. Anche se Roma continua a rifiutare qualsiasi annessione territoriale. Questa fu la prima effettiva provincia romana nel bacino orientale del Mediterraneo. e portarono numerosi risultati. che ostentò da subito un vivo interesse per la Grecia. iniziano a coinvolgere nei loro affari la classe dirigente romana e ad avere un peso nella condotta del Senato. Nella seconda metà del II secolo. L’IMPERIALISMO ECONOMICO (168-148 a.

da Scipione l’Emiliano. approfittando del fatto che Roma era impegnata altrove (in Spagna e in Africa). alla caduta della capitale punica. dopo un lungo e durissimo assedio. cioè contro Roma.) Il regno di Pergamo si trova nell’attuale Turchia. I sovrani lo avevano da sempre reso prospero e mantenuto il più potente dell’Asia. avendo poi anche occupato alcune delle città pergamene e promesso la libertà ai servi rurali e agli schiavi. insisteva che bisognava distruggere Cartagine («Carthago delenda est»). questa fu la più ricercata dal proconsolato. Egli portò. La guerra fu condotta a partire dal 147 a. colpito dal riarmo della città. e Attalo III. infatti. e fece votare la guerra contro Sparta. -ROMA EREDITIERA DI PERGAMO (13318 a. quando nel settembre del 146 Mummio si impadronì della città e ubbidendo all’ordine formale del Senato di «distruggere Corinto» la abbandonò al suo esercito: gli abitanti furono massacrati o venduti come schiavi.C. diede via al conflitto promettendo alla plebe l’abolizione dei debiti. quasi tutte con santuari meta di pellegrinaggi assai famosi. . la città fu incendiata e il suole dichiarato sacer. 18 Anno del tribunato di Tiberio Gracco. anzi migliorato) a quello della pura e semplice annessione. strinse ancora di più le relazioni tanto che Scipione l’Emiliano. la città saccheggiata e incendiata. Il territorio punico divenne provincia romana con Utica come capitale e con il nome di Africa. Da parte della capitale furono inviate in Grecia due legioni agli ordini di Lucio Mummio. si è passati dal sistema del protettorato (che comunque non fu mai del tutto abbandonato. Di tutte le province dell’impero. quando visitò Pergamo. in eredità a Roma. e la costruzione della Via Domitia concretizzò questo legame. compreso dunque anche il tesoro della città. capolavori artistici furono portati via o distrutti e dispersi. L’ultimo atto si recitò a Corinto. -INTERVENTI IN GALLIA MERIDIONALE Questa zona fu trasformata in provincia romana. **Formazione della provincia d’Asia Siccome il fratellastro di Attalo III aveva impugnato il testamento per inficiarlo e presentarsi come erede legittimo. Uno stratego acheo. diventa provincia romana con il nome di Acaia.) Nello stesso anno della sottomissione della Grecia Roma aveva anche distrutto Cartagine attraverso una terza guerra punica. uomo bizzarro. Ora Roma doveva assicurarsi il possesso dell’eredità. tuttavia il sacco di Corinto segna la fine della Grecia indipendente: anche questa zona. allora. Nonostante fossero spesso in conflitto con i loro vicini. i sovrani di Pergamo avevano invece mantenuto un atteggiamento favorevole nei confronti di Roma. tutti i suoi beni mobili e immobili. Attalo III morì nella primavera del 133 a. in quell’anno console. In pochi anni. Sempre con il testamento rendeva Pergamo una città libera. Roma decise di inviare truppe che avrebbero in seguito organizzato la provincia d’Asia con capitale a Efeso. votato agli dei. Si sviluppa ancora l’attività dei negotiatores in Oriente.C. iniziata quando il Senato decide di approvare le continue insistenze di Catone che. Polibio accorse sul campo e vide i soldati calpestare quadri o giocarvi a dadi sopra. lunatico e affetto da manie di persecuzione. fu accolto come un trionfatore in un paese conquistato. essendo a capo del partito antiromano. con porti attivi e città fastose. cioè tabù.C. La Spagna romana si trovò dunque ad essere collegata per terra all’Italia. tanto che una parte degli schiavi fu liberata. Come hanno rivelato gli scavi archeologici – e come sarà anche per Cartagine – la distruzione della città non fu totale. e lasciò nel suo testamento. sulla costa orientale.C. -LA TERZA GUERRA PUNICA (147-146 a. Gli abitanti furono costretti alla schiavitù o all’emigrazione. il suolo fu votato agli dei inferi. e le operazioni militari furono rapide.

Roma vinse la guerra. dopo essersi impadronito della provincia d’Asia. CONSEGUENZE DELLE GRANDI CONQUISTE Le prime conseguenze delle grandi conquiste furono sicuramente in campo economico. la Cilicia e la Bitinia. -ULTIME GRANDI CONQUISTE Negli anni successivi saranno conquistate anche le Gallie con Cesare. In seguito Roma ottenne in eredità anche il regno di Cirene dal suo re. tra l’88 e il 62 a. le grandi ricchezze ereditate o sottratte. poi da Gaio Mario assistito da Silla. re della Numidia. Egli. . e Roma non fu capace – in un primo momento – a contenere i frutti delle proprie vittorie. . che tesero ad aumentare a danno degli strati più poveri. le indennità di guerra e i tributi gravanti sui provinciali erano enormi. -INTERVENTI IN ASIA MINORE Al fine di reprimere la pirateria nel Mediterraneo orientale. -CONQUISTA DELLA SIRIA Viene conquistata anche questa zona. nell’attuale Turchia. Ci fu allora bisogno. si stabilì una guarnigione. fascia di regni vassalli con la funzione di stati-cuscinetto che dovevano proteggere il lato a oriente. di tre guerre che richiesero da parte di Roma grandi sforzi e l’invio dei migliori uomini. e Pompeo ricevette l’incarico di riorganizzare le province della regione anatomica (l’Asia. . re del Ponto 19 (Cicerone lo definisce come «il nemico più accanito»). divenne regno protetto.un enorme movimento di capitali in una città che fino a quel momento era stata legata solamente all’attività agricola. nel 31 a. grazie al tradimento del re Bocco di Mauretania che pur essendo suocero di Giugurta lo consegnò ai Romani. Tutte queste furono annientate e si formò la provincia della Cilicia. che ebbe la meglio nel 105 a. un corpo di spedizione romano sbarca in Cilicia. poi avrebbero coinvolto anche quello sociale e politico. zona caratterizzata da coste frastagliate. Nel 63 Mitridate si suicidò. invece.C. invece.C. quando. ma anche sulla vita finanziaria e sull’orientamento economico in generale. infatti. Pompeo maior riportò dall’Oriente qualcosa come 70 milioni di euro. Tuttavia la Numidia non fu annessa.) L’avversario più temibile di Roma in Asia minore era Mitridate VI Eupatore. ridotta a provincia romana. .cambiamenti nella condotta bellica che hanno portato a trasformazioni nell’agricoltura italica: l’allontanamento dei teatri di guerra. e solo in seguito alla battaglia di Azio. a partire da Silla. Roma intraprese una guerra condotta prima da Cecilio Metello assistito da Gaio Mario. messi a morte dal re Giugurta. Questo afflusso di oro determinò: . sarà annesso anche l’Egitto. -GUERRE CONTRO MITRIDATE (88-66 a. ma anche Pompeo maior. La Mauretania. che facevano da base per molti pirati.riflessi sui salari e sul costo della vita. Tutto ciò permetteva a Roma il controllo del commercio africano. Lucullo. all’altra estremità dell’Africa. esposto ai Parti). ha fatto sì che i campi fossero abbandonati per anni dai contadini-soldati. fu annessa l’isola di Cipro e la Numidia.C.afflusso di schiavi.. ma vi si stabilirono numerosi uomini d’affari. -GUERRA GIUGURTINA Per vendicare i negotiatores italici. Per fare un solo esempio.C. ma allo stesso tempo c’era la necessità di garantire all’esercito il necessario per sopravvivere: i piccoli contadini furono costretti o a vendere i loro terreni (provocando dunque 19 Zona nordorientale dell’Asia minore. massacrò gli italici che vi risiedevano. poi si atteggiò a liberatore della provincia. **Dal punto di vista economico Il saccheggio dei paesi conquistati e vinti.

così come li definisce Sallustio. queste non sono del tutto nelle sue mani. aspirano a svolgere un ruolo più importante nella vita sociale e giudiziaria. 6)Ascesa dei liberti che diventano un gruppo sociale sempre più attivo nella vita economica (in seguito lo saranno anche in quella politica). a causa della disparità crescente di rendite. piccoli bottegai (tabernarii). ed aveva come base economica quella delle proprietà fondiarie. tuttavia. Questi erano spesso o figli di senatori o ricchi proprietari fondiari o pubblicani. perché se da una parte la classe senatoria detiene il monopolio delle funzioni maggiori (il Senato e le magistrature) nonché ricchezze fondiarie (ma ha smesso di essere un gruppo omogeneo. Si trattava di un proletariato libero costituito da esclusi dal mondo rurale. . disoccupati cronici o vittime della concorrenza della manodopera servile. 3)Ascesa dell’ordine equestre. era accompagnato da 3000 amici. questi cavalieri. ossia clienti. 5)Formazione di una infima plebs. 2)Formazione di una aristocrazia municipale20 nelle città dell’Italia. che spremono i provinciali  Romani e Italici si lanciano ora in grandi imprese commerciali ( nel 218 fu emanata una lex Claudia che doveva impedire ai Senatori di intraprendere attività commerciali a scopo di lucro. che si trovano ormai in tutto il Mediterraneo e si raggruppano in società per azioni nelle mani di pubblicani. Nel II secolo. dei tribunali permanenti che avevano il compito di giudicare i promagistrati con i quali i cavalieri avevano a che fare con gi affari commerciali e finanziari nelle province).un esodo rurale e una proletarizzazione della popolazione urbana) o a cambiare le pratiche colturali. dove l’urbanizzazione e la municipalizzazione si vedono accelerare (i borghi piano piano diventano città) grazie all’apporto dei nuovi ricchi (i negotiatores). lo sviluppo dell’allevamento. Sono una classe pericolosa. costituitosi nel III secolo.  conseguente avvento delle clientele. in alcune regioni. Tra la nobilitas senatoria tradizionale e i proletari si inserisce una categoria di cittadini privilegiati (e non una classe media.nelle città l’afflusso di schiavi domestici cambia le condizioni della vita famigliare: alcuni di essi vanno a svolgere ruoli importanti dal punto di vista culturale come medici. ma con diritti politici ridotti. nel II secolo. per esempio. che mostra una Roma ormai. di fronte ai senatori e alle ambizioni dei cavalieri questo gruppo dirigente appare bloccato e nel momento in cui si formano nuove ricchezze. Gaio Gracco scese nel Foro. pronta a costituire un esercito delle sommosse. **Dal punto di vista sociale e politico 1)Lo sviluppo della schiavitù è forse il tratto più importante: . . L’ordo equestre si poneva tra la nobiltà e la plebe. gruppi molto importanti di sostenitori dei capi politici: quando. che vengono attirati dall’amministrazione di queste zone. e che costruiranno mura. Restano al servizio del loro padrone diventano clienti. a cominciare da quelle dell’Italia centro-meridionale.nelle campagne la manodopera servile crea una agricoltura di tipo nuovo e favorisce. aperta all’esterno anche attraverso l’attività degli uomini d’affari. dall’altra vi è (insieme a patrizi e plebei) anche un gruppo di nobiles comprendenti i magistrati superiori e i loro discendenti. fora e templi nuovi. pedagoghi o scribi. ma questa impossibilità fu aggirata facendo ricorso a prestanomi).evoluzione dell’economia di scambio. 4)Aumenta il rischio dei conflitti politici. 20 A partire dal II secolo queste aristocrazie municipali costituiranno i domi nobiles. Erano schiavi (spesso ben dotati e astuti) divenuti liberi. diversificando le produzioni e piantando viti e olivi anziché grano. perché nel 149 una legge Calpurnia aveva istituito le quaestiones perpetuae. ma con pesanti costi. dove i tribunali sono controllati solo dai senatori (questo era in contrasto con i loro interessi. che nell’assemblea centuriata hanno un ruolo fondamentale per l’elezione dei magistrati. che a Roma non esisteva) dal fatto che lo Stato gli conferiva il cavallo pubblico. Sono dunque le stesse gentes che si accaparrano le magistrature superiori. .

LA CRISI GRACCANA (133 e 125-121 a.C.)

**Origine degli scontri
Corrisponde alla prima grave crisi politica romana, che ha inizio in seguito alla formazione di
tre schieramenti politici: i liberali-conservatori sul tipo di Scipione l’Emiliano, vincitore di Cartagine;
i riformatori come Tiberio Gracco, influenzati dalla filosofia stoica; i conservatori che privilegiano – a
qualsiasi mezzo – la salvezza dello Stato. A scontrarsi sono coloro che vogliono la salvezza dello
Stato e coloro che privilegiano quella del popolo (salus rei publicae contro salus populi).
Gli scontri aumentano di intensità nel momento in cui per le elezioni dei magistrati inferiori
vengono introdotte le leggi tabellarie, che sostituiscono al voto orale la preferenza su delle schede.
Nel 133 a.C. il popolo reclama questa innovazione anche per l’elezione dei magistrati superiori.

**La questione agraria
In quegli anni era dibattuta anche la delicata questione agraria, che Appiano ha ben esposto
nel suo Bellum civile: il problema si era posto sin dal tempo delle prime conquiste di Roma nei
territori italici, che avevano portato alla formazione di un ager Romanus e in questo anche un ager
publicus. Nel primo è possibile una appropriazione privata, mentre nell’ager publicus è solo
eccezionale, in quanto si tratta di patrimonio del popolo romano. Poteva essere assegnata ad un
privato parte dell’ager publicus o a titolo gratuito (se un cittadino aveva compiuto un particolare
servizio allo Stato) o attraverso il pagamento di un canone. Si nota come, dunque, la proprietà
nell’ager publicus non può essere piena e intera, ma solo una possessio, cioè un godimento di quel
determinato terreno, che ufficialmente fa sempre parte dello Stato, quindi ancora del popolo
romano.
Nel tempo si produssero però delle acquisizioni illecite, e i possessores tesero a considerarsi
proprietari effettivi.  Danni alle piccole proprietà terriere, e costituzione di grandi proprietà di
terreni usurpati allo Stato, che utilizzavano la manodopera servile.
Da una parte, dunque, c’erano i contadini che reclamavano un pezzo di terra, dall’altra
proprietari che possedevano terra non loro, e che erano alquanto restii a restituirla.

**L’arrivo di Tiberio Sempronio Gracco
Giovane aristocratico, amico degli Scipioni, giudicò favorevole la situazione e si fece eleggere
tribuno della plebe per il 133. Presentò un progetto di legge, la rogatio Sempronia, che proponeva:
-di fissare un limite del possesso individuale dell’ager publicus;
-di organizzare una commissione incaricata di far applicare la legge, con poteri per poter
recuperare i terreni: questo significava però sottrarre al Senato alcuni dei suoi poteri, perché era
stata questa istituzione, fino ad allora, ad occuparsi della gestione dell’ager publicus;
-le terre recuperate dovevano essere ridistribuite ai cittadini poveri.

Presentata all’assemblea della plebe la legge si scontrò prima con l’intercessione di un
tribuno (Marco Ottavio); Tiberio rispose allora di abrogare i poteri del tribuno, cosa che fu
accettata e permise allora di votare nuovamente la legge. La deposizione del tribuno era una res
nova, rivoluzionaria, per i Romani: Tiberio era dunque egli stesso un pericoloso rivoluzionario.
Quest’ultimo fatto venne avvalorato da un atto che fu percepito come una provocazione, la
elezione di Tiberio come triumviro (si era proposto lui stesso) incaricato dell’applicazione della
legge insieme al suocero e al fratello, Gaio Gracco. Quando sollecitò anche un secondo tribunato
(cosa assolutamente contraria alla tradizione), fu assassinato e il suo corpo gettato nel Tevere
nell’estate del 133.

**Il fratello, Gaio Gracco
La questione ritornò alla ribalta con l’avvento del fratello di Tiberio, Gaio Gracco, eletto nel
124 a.C. come tribuno per l’anno successivo. Egli riprese in mano la rogatio Sempronia cercando di

modificarne alcuni punti con grande abilità che lo fecero rieleggere anche nel 122 a.C. (anche se i
suoi oppositori lo accusarono di aspirare a qualcosa di più):
-escluse dal recupero delle terre alcune di quelle che interessavano particolarmente il Senato;
-fece votare una lex Sempronia frumentaria, legge frumentaria a favore del proletariato;
-fu votata anche una legge giudiziaria che introduceva nei tribunali un numero di cavalieri
pari al numero dei senatori, cosa che ebbe come effetto di avvicinare anche i cavalieri ai tribuni
della plebe. Inoltre, sempre per attirare il favore dei cavalieri, concesse loro di sfruttare la
provincia d’Asia e fece riservare loro un posto onorario nei teatri, a fianco dei senatori.

L’opposizione si scatenò anche tra i suoi stessi amici. Nel 122 egli non fu allora rieletto per
l’anno successivo, come avrebbe voluto. Il Senato, allora, fece ricorso ad un senatusconsultum
ultimum che imponeva ai magistrati di tentare il possibile per la salvezza dello Stato: Gaio Gracco
fu allora massacrato con 3000 dei suoi seguaci.

**Che fine ha fatto la legge agraria dei Gracchi?
Più che eliminata, fu semplicemente modificata ancora una volta. Ma il problema agrario
sarebbe tornato per molto tempo sulla scena politica, causando sempre scontri violenti tra i
cittadini.
Rimane questo il primo episodio che avrebbe poi portato alle tragiche guerre civili.

I SECOLO A.C.
LE GUERRE SERVILI
L’importazione massiccia degli schiavi e le dure condizioni in cui essi lavoravano o venivano
trattati (nel sud Italia i loro padroni erano particolarmente feroci), portarono a numerose guerre
servili di relativa gravità:

-nel Lazio: gli schiavi impegnati nell’allevamento si davano spesso al brigantaggio. Fu il
primo intervento che i consoli dovettero mettere in atto per ristabilire la situazione;

-in Sicilia: scoppiarono qui le rivolte più gravi, tra il 135 e il 132 a.C., sia per il numero degli
insorti sia per la loro organizzazione. Sotto la spinta di uno schiavo di origine siriana (che si
spacciava per indovino) una prima rivolta si ebbe nel territorio limitrofo ad Enna dove egli si
fece incoronare re con il nome di Antioco e vi stabilì la propria capitale. I rivoltosi, ai quali si
unirono anche schiavi e plebei romani, si impadronirono in seguito di Taormina, Catania e
Messina.

-in Campania, nel 103, scoppiò una nuova rivolta di schiavi nata inizialmente come capriccio
di un cavaliere romano che si era innamorato di una schiava. I disordini raggiunsero anche la
Sicilia, dove presero parte anche i Romani che, dopo una serie di sconfitte, nel 101 il console in
carica riuscì ad avere la meglio.

-in Italia scoppia l’ultima e la più famosa rivolta di schiavi: siamo nel 73, e l’insurrezione è
dominata dalla personalità di Spartaco, uno schiavo più greco che barbaro. La rivolta ebbe inizio
con l’occupazione del cratere del Vesuvio e con una vittoria sul pretore incaricato di far
sloggiare gli insorti. I rivoltosi costituirono due gruppi, uno guidato da Spartaco. Tutta l’Italia del
sud fu saccheggiata, ma a differenza delle insurrezioni siciliane non si cercò di dar vita ad uno
Stato servile, quanto invece di riportare gli schiavi nelle loro terre di origine.
Due consoli furono inviati contro gli insorti. Spartaco iniziò allora una marcia verso nord
(forse per valicare le Alpi e ricondurre in patria gli schiavi della Gallia); sconfisse a Modena il
governatore della Gallia Cisalpina e, mutata tattica, ritornò verso la Lucania, forse per prendere
la via del mare. Roma, spaventata, diede a Licinio Crasso un comando straordinario (e sei
legioni). Pur bloccato, riuscì a sfuggire. Fu poi con l’aiuto di Pompeo che Crasso poté farcela a
sopraffare i rivoltosi. Spartaco fu ucciso, e 6000 schiavi crocifissi lungo la Via Appia (tra Capua e
Roma).

LA GUERRA SOCIALE (91-88 a.C.)
Diodoro Siculo la chiama «la grande guerra». La guerra ebbe inizio a causa del rifiuto di Roma
ad accordare la cittadinanza a tutta la popolazione italica. La questione si poneva sin dalle guerre
del III secolo, da quando l’Italia si presentava come un groviglio di uomini con statuti giuridici
diversi.
I cittadini romani, di per loro, costituivano una categoria privilegiata: erano membri del
corpo civico e partecipavano alle varie attività della città. Dopo la battaglia di Pidna erano stati
esentati dal pagamento del tributum (l’imposta diretta), avevano il diritto di partecipare alla
divisione dei bottini, alle assegnazioni agrarie, alle distribuzioni frumentarie.
Gli Italici, invece, e in particolare i Latini, nonostante avessero aiutato Roma ad acquisire
pregi e ricchezze, non potevano dividerle con la città, anzi erano sottoposti a oneri militari. I Latini
godevano di uno statuto a metà tra quello dei peregrini e i cittadini romani, ma partecipavano ai
diritti civili dei cittadini romani, tra cui le votazioni, per le quali dovevano venire a Roma e votare
in tribù estratte a sorte ogni volta. Aspiravano dunque al pieno diritto della cittadinanza.
Già Gaio Gracco aveva tentato di far approvare la proposta di dare la piena cittadinanza ai
Latini, ma il Senato aveva risposto con un secco rifiuto. Marco Livio Druso, allora, nel 91,
presentò una rogatio per una legge che accordava la cittadinanza agli Italici (insieme con alcuni
punti per una nuova legge frumentaria). L’oligarchia senatoriale, però, si scatenò contro Druso e
per appoggiare quest’ultimo 10.000 Marsi si mossero verso Roma decisi a mettere a sacco la città,
ma si riuscì a convincerli di ripensarci. Quando però Druso fu assassinato nella sua casa, fu
scatenata la rivolta dei Marsi, poi dei Sanniti e ben presto di tutta l’Italia centrale e meridionale.
Iniziò la guerra sociale, un durissimo scontro, lungo e atroce, che prese l’aspetto di una guerra
civile.
Talvolta la si è paragonata alla guerra di secessione americana, tanto fu la crudeltà e l’odio
manifestato dai rivoltosi: le donne furono scalpate prima di essere uccise, la popolazione, invece,
massacrata.

Accio il più grande tra i tragici romani e infine Lucilio. Nell’89 la guerra sembrò finita. Terenzio. L’epicureismo. **Misticismo dionisiaco In seguito al periodo delle conquiste si ebbe una profonda ellenizzazione anche in campo filosofico. Pacuvio il primo poeta tragico. con Lucrezio. . con Nevio. -a causa della guerra si formarono enormi clientele. inviando contro gli insorti i suoi migliori generali (Mario e Silla). dedicata al racconto della guerra Punica. in osco. per questo autori come Polibio. Molto presto Marsi e Sanniti diedero vita a due stati con istituzioni ed una capitale. arrestare e condannare a morte più di 7. per non parlare di Catone. che accentua il carattere italico e romano del teatro. che scrisse la seconda epopea nazionale. fecero a gara a denunciare il crescere del desiderio del piacere che corrompeva l’animo del civis e contemporaneamente la salute dello Stato romano. -si ebbe l’ingresso nella classe dirigente di cittadini provenienti da colonie e municipi italici. Di fronte a tutto ciò Roma ebbe paura. e la seconda guerra punica aveva dato origine ad una sorta di reazione nazionale che si manifestò nel famoso scandalo dei Baccanali: a seguito di denunce nate da un episodio che chiamava in causa i misteri bacchici. La generazione del 160 è invece dominata dal circolo degli Scipioni. e adottò misure repressive molto forti. Seneca.C. nasce anche la storiografia. Alla stessa generazione appartiene anche Ennio. con Fabio Pittore. primo vero autore latino che scrisse un poema epico in esametri. Vitalia. il controllo di sé e il coraggio. Alla stessa corrente mistica si ricollega lo sviluppo dell’orfismo e del pitagorismo. gli Annales. Nel corso del III secolo le divinità e i culti greci erano già penetrati a Roma.000 persone soprattutto in Italia meridionale. Sallustio. ma anche a Roma e in Etruria. e le conseguenze furono considerevoli: -fu accelerato il processo di romanizzazione della penisola. **Problema di integrazione degli alleati Di fronte a questa questione il Senato voleva iscriverli in un numero ridotto di tribù. che contro il degrado dei costumi predicò la pratica della virtù o piuttosto delle quattro virtù cardinali: la conoscenza. cantando la gloria di Roma. **Stoicismo ed epicureismo Lo stoicismo fu animato da Panezio di Rodi. È il tipo di filosofia che meglio si adatta allo spirito del civis romano. condotto a Roma da Catone. che poco a poco andarono a rivestire le magistrature più importanti e a sostituire le antiche famiglie senatorie. anche se in alcune zone del meridione continuò ancora fino all’anno successivo o fino all’80. dove si raccolgono autori come Polibio. dottrina di purezza associata a pratiche ascetiche. che diede origine al genere satirico latino classico. Diodoro Siculo. RIVOLUZIONE INTELLETTUALE E SPIRITUALE Negli anni tra il 215 e il 160 trionfa la «seconda generazione» della letteratura latina. fino a quando un senatoconsulto concesse l’iscrizione nelle 35 tribù già esistenti. mentre su quelle dei Sanniti. che furono ancor più di quanto si era pensato. Tramite tre leggi. poi. conoscerà il suo vero successo nel II e nel I secolo a. **Rivoluzione morale Una evoluzione importante dei costumi si ebbe a partire dal II secolo. ma questo determinò dure discussioni tra i populares e gli optimates (i conservatori). la giustizia. Lelio il saggio. il Senato fece indagare. Furono censiti i cittadini da integrare. e coniarono moneta (segno di sovranità): su quelle dei Marsi c’era scritto Italia. invece. Roma diede prova della sua generosità accordando a tutti i cittadini italici che deponessero le armi o che non le avessero mai prese in mano la cittadinanza romana (lex Iulia). nonché il genere comico attraverso Plauto. religioso e morale.

fino a Marco Antonio e Ottavio. sia Gaio e che il fratello Tiberio furono all’origine di esse e della crisi politica che scuoterà Roma. la loro lunga durata. Per Sallustio e Varrone è Gaio Gracco che fu all’origine delle guerre civili. non solo perché si tratta di un’epoca in cui – come scrive Appiano . Gaio Mario. era diventata un impero territoriale dalle dimensioni inusitate. introdusse una riforma che previde il servizio volontario. Già Catone. RAGIONI DELLA CRISI DELLA RES PUBLICA Era stata la crisi graccana a dare inizio alle prime gravi difficoltà per il mantenimento della sicurezza e dell’equilibrio per la Repubblica romana. nel Lazio.«la violenza domina su tutto». tanto che si dovette ridurre il censo minimo di accesso all’esercito e ammettervi anche i proletarii. nel 107. Mario era consapevole di dovere tutto alle sue qualità soprattutto militari. aveva emesso il divieto del lusso delle donne. di Pompeo e così via. sconfitto in più occasioni. Inizia a svilupparsi uno spirito di corpo. di Silla. si trovò legato di Metello in Numidia contro Giugurta. però. ma anche perché si assiste al crollo dei valori tradizionali sostituiti da una nuova mentalità e da nuove aspirazioni di vita. Costoro lo fecero infatti entrare nella classe senatoria e accedere in seguito alla questura. In seguito. allora. aveva mai ricoperto prima di lui una delle magistrature del cursus honorum. ai quali verrà dato un soldo come paga. le campagne devastate dalle guerre. la riluttanza dei cittadini a servire nell’esercito) hanno portato ad una riduzione del numero dei mobilitabili. . che venne a completare quello obbligatorio. LA RIFORMA DI MARIO PER L’ESERCITO ROMANO L’esercito era sempre stato nazionale. censitario e non permanente. la guerra servile e quella sociale hanno rivelato i punti di cedimento di una società e di uno Stato costruitisi nel tempo per una città- stato che nel frattempo. al tribunato e alla pretura. cioè. nelle sue opere monografiche. GAIO MARIO E I SUOI CONSOLATI (107-86 a. -dal 99 all’86 dal suo coinvolgimento nella guerra civile. però. durante la sua censura. dunque. avranno il diritto di partecipare alla spartizione del bottino di guerra e alle distribuzioni di terre. **Il primo «homo novus» Nessuno. e una legge in seguito molto derisa aveva impedito di ingrassare le pernici. Nelle legioni entreranno dunque anche i proletarii volontari. Ma sarà senz’altro Sallustio che identificherà. e all’esercito nazionale repubblicano si sostituiscono gli eserciti di Mario. L’ultimo secolo della Repubblica è decisivo per la storia di Roma. Ciò lo dimostrò in più occasioni: -con la sua riforma militare del 107. e caratterizzata: -dal 107 al 100 da grandi successi. ma diciamo che molto semplicemente. Cicerone lo definisce come «un uomo incolto ma veramente un uomo». -nella sua lotta contro Giugurta. tenderà ad essere ancora più legato al proprio comandante. L’esercito.C. e fu proprio là che decise di candidarsi al consolato contro la volontà del suo patrono. La sua successiva elezione. la stessa città di Cicerone. nonché all’appoggio che gli procurava la famiglia dei Cecilii Metelli. le ragioni morali del declino della Repubblica nel De coniuratione Catilinae. ma l’inizio di una straordinaria carriera consolare durata venti anni. nonché a professionalizzarsi. Doveva la sua carriera a brillanti capacità militari. della sua famiglia. Divenne proconsole in Spagna. tutta una serie di elementi (tra cui l’allontanamento dei teatri di guerra. gli comportò la rottura con i Metelli. e – diceva lui – alla sua integrità. Ha saputo descrivere la fine della Repubblica romana essendo uno dei suoi osservatori. Durante il III secolo. dominata da tentativi di instaurazione di poteri personali che vanno da Mario e Silla a Pompeo e Cesare.) Era un cavaliere originario di Arpino.

Questi riuscì a fuggire in Campania. infatti. poiché i popolari avevano ripreso piede a Roma. Da questo suo nuovo interesse per gli affari orientali nacque poi il suo conflitto con Silla. Nel gennaio dell’86 Cinna e Mario assumevano il consolato insieme. ma non lo volle.C. quando egli apparve da subito come l’uomo dei populares grazie alla sua riforma militare.C. Il Senato tergiversò su a chi consegnare il comando della spedizione: a Silla. era stato questore servendo in Africa agli ordini di Mario. Era un aristocratico di vecchia famiglia patrizia. diplomatico e ottimo capo militare. poi pretore distinguendosi per il fasto dei «giochi di Apollo». generale esperto ma ormai anziano e malato. Quando la guerra sociale stava per concludersi. eterni rivali di Roma per la questione della divisione dell’Armenia. Dopo la partenza di Silla per l’Asia. sposò una di loro. causando lotte interne tra i loro partigiani. Avrebbe potuto fondare una monarchia militare. cosicché senza deporre le insegne trionfali si recò in Senato indossando ancora il mantello di porpora degli imperatores vittoriosi. ma nello stesso mese Mario morì di pleurite. si presentò una nuova possibilità di attacco da parte di Mitridate. in seguito si era dovuto fronteggiare sia con Mitridate che contro i Parti. ma riuscì ancora una volta a scappare.C. -nell’esercizio dei suoi sei consolati consecutivi. dove raggiunse i suoi partigiani. abbandonata ai massacri. il futuro dittatore marciò su Roma con le sue legioni e ottenne dal senato la messa al bando di Mario. **Il declino dell’«homo novus» e il conflitto con Silla Tenendosi in disparte durante la guerra sociale (si era fatto costruire una casa nei pressi del Foro) e per sfuggire al clima romano alquanto preoccupante. reclutò alcuni soldati. uomo di successo. ma con quest’ultimo egli dominò la vita politica romana per diversi anni. erudito. al quale il Senato aveva attribuito legalmente la provincia d’Asia.. la sua carriera politica. Cecilia Metella. che stava premendo contro la provincia d’Asia. Quando rientrò a Roma scelse come giorno della sua entrata in carica come console lo stesso del suo trionfo. Fu il suo primo colpo di stato.) Silla fu un personaggio completamente diverso da Mario. Per ottenere poi l’appoggio dei Cecilii Metelli. Silla fu allora dichiarato dal Senato nemico pubblico. Dopo il disastro di Orange nel 105 una colazione composta da plebe e cavalieri determinò la sua rielezione come console bis nel momento in cui Mario era impegnato in Africa contro Giugurta. Si fece eleggere console ogni anno fino al 100 a. Tuttavia Mario non era un uomo di Stato: egli non utilizzò il suo esercito per le sue ambizioni. stavolta ad Ischia e poi in Africa. e con lui per la prima volta dei legionari violavano il suolo sacro della città. però forte della sua conoscenza del sovrano e del sostegno dei populares? Mario aveva deciso di inviare due tribuni militari che conducessero la guerra al posto suo. si unì a Cinna (uno tra i populares) e nell’87 fece il suo ingresso a Roma. Provò un vivo risentimento quando vide preferirsi dal Senato Mario per la risoluzione della guerra contro Mitridate. e gli furono affidate le operazioni in Asia. sconfitti a Vercelli nonostante la paura che Roma aveva che fossero numerosi e assai potenti come nel IV secolo a. . dove conobbe per la prima volta Mitridate. re del Ponto. dove fu catturato dove si nascondeva. Mai le istituzioni repubblicane erano state tanto irrise. in realtà. e questo fatto fu visto da Silla come una provocazione: così. o a Mario. piuttosto si lasciò usare dai capi politici del tempo che seppero coinvolgerlo nei conflitti e nella guerra civile. Aveva cominciato tardi. **Prima della dittatura Si fece eleggere console per l’88 a. -nelle sue campagne contro Cimbri e Teutoni. si fece assegnare nel 98 un’ambasceria in Oriente. A causa del suo scontro con Mario marciò su Roma con le sue legioni. LA DITTATURA DI PUBLIO CORNELIO SILLA (82-79 a. generoso e brillante.C. Mario sbarcò in Etruria.

non solo dal punto di vista politico. cosa che i Latini traducevano con Felix.000 nel Campo Marzio. di contro. per esempio. **Proscrizione dell’82 Non avendo ottenuto dai senatori l’autorizzazione legale per procedere ad una «epurazione» del Senato. Egli partì prima per la Grecia e poi per l’Asia. riteneva di aver compiuto quanto avrebbe dovuto per lo Stato. **La dittatura di Silla Per poter porre rimedio al vuoto di potere. Pompeo fu assai presto aiutato dalla sorte: prima ereditò un’importante clientela dal padre. particolarmente caro a Venere. Silla fu il tiranno per eccellenza. Dopo aver celebrato un fastoso trionfo si circondò di 24 littori (il doppio di quanti ne avevano i consoli). Tuttavia lo storico non può tralasciare le trasformazioni che Silla seppe portare allo Stato. L’AVVENTO E LA SIGNORIA DI POMPEO MINUS (79-48 a. mentre la propaganda lo presentava come il capo benedetto dagli dei. sia a Roma che in molte città italiche. che su 12. ma dall’altra parte: -epurò il Senato attraverso le proscrizioni.C. dove . cioè «protetto da Afrodite-Venere». ossia «fortunato». il diritto di vita e di morte. Ebbe il merito di uscire vincitore e in Africa. una «purga controllata» destinata ad evitare massacri più ingenti. cioè i populares. Quando si apprese il ritorno di Silla a Roma i disordini ripresero con maggiore intensità. Per i «democratici». Tutti questi elementi hanno fatto pensare che Silla fosse un difensore del Senato.C. nel 79 per altri. Egli sbarcò a Brindisi con il suo esercito. I Greci lo chiamavano Epaphroditos. rispetto invece a Cesare. -il diritto di intercessione dei tribuni fu ridotto. Per alcuni storici la sua decisione potrebbe essere stata presa in seguito ad un rafforzamento delle forze popolari. ma a questo numero si aggiunsero le proscrizioni.000 prigionieri ne misero a morte 3. ma vi trovò ad opporglisi un esercito senatorio comandato dai consoli e incaricati di applicare la decisione presa dietro istigazione di Cinna di proclamarlo nemico pubblico. Silla si prese la responsabilità su di sé: fece allora affiggere la proscrizione di 80 senatori (tutti magistrati o ex magistrati mariani) e 440 cavalieri. (e questo fa pensare. che volle essere opposto alla crudeltà del primo.000 morti tra i due eserciti. -portò il numero dei suoi membri da 300 a 600. -le giurie dei tribunali furono restituite ai senatori. Era la prima volta che un imperator utilizzava le divinità per la propria ambizione personale. ma anche per quanto riguarda il rinnovamento urbano. il diritto di dividere le terre dell’ager publicus e di dedurne colonie. Dopo di lui si impose Pompeo. -le proposte di legge dei tribuni dovevano subire una autorizzazione preliminare. poi scelse il campo di Silla quando costui sbarcò a Brindisi. Gli anni 81-80 furono caratterizzati da una intensa attività politica: -furono resi al Senato alcuni poteri che erano stati ridimensionati in passato. una lex Valeria (primo esempio di lex de imperio) gli attribuì la dittatura. Abbandonò la sua carica di dittatore e si occupò della stesura delle sue memorie. inserendoci i suoi migliori sostenitori. Stanco. Silla era dunque fuori legge. ma a Roma le agitazioni continuavano incessanti. malato. Morì nel 78 a.) Figlio di Gneo Pompeo Strabone. signore del Piceno durante la guerra sociale. diritto di disporre dei regni sconfitti. e anche in Italia continuavano a scontrarsi partigiani di Silla contro partigiani di Mario. ci furono circa 70. cioè pieni poteri senza limiti di tempo con alcune conseguenze: la legalizzazione delle sue precedenti azioni. che condusse una politica fondamentalmente personale) -aumentò il numero dei magistrati. inventando così un nuovo sistema di epurazione. e prese allora la decisione di ritirarsi a vita privata per alcuni nell’80. che gli permetteva di essere un eterno vincitore. Ma dopo accaniti combattimenti si impadronì di Roma.

-Contro Sertorio Sertorio era un eccellente ufficiale originario della Sabina. Nel 79. nello stesso momento in cui veniva giudicato Verre (ex propretore della Sicilia) accusato da Cicerone. Era un nuovo colpo di stato. Pompeo apparve per questo. dal Bosforo fino alle colonne d’Ercole (lo stretto di . Roma si trovò minacciata. dopo il ritiro di Silla. contro il quale si formerà un’alleanza tra Pompeo e Crasso. Un’ambizione che inizia a spaventare il Senato. e avrebbe dovuto aspettare almeno un anno prima di candidarsi alla magistratura superiore. e decise allora di sollevare l’Etruria e la Cisalpina. I due. -Contro Spartaco Pompeo si affrettò a dar man forte a Crasso. e Pompeo rientrò a Roma pieno di gloria e divorato dall’ambizione. fino ai nuovi intrighi di Mitridate in Asia. ma certamente un accordo pacifico. però. -i cavalieri riottennero il loro posto nelle giurie dei tribunali a scapito dei senatori. e decise allora di conferire a Pompeo un imperium infinitum maius. e aveva saputo conquistare il cuore e l’animo degli Spagnoli durante il suo governo. **Imprese in Oriente In quel momento Roma si trovava di fronte a molteplici pericoli: dalle scorribande dei pirati nel mediterraneo alle incursioni dei barbari. -furono iscritti nelle liste altri cittadini italici. alla sua smisurata ambizione. Emilio Lepido. Pompeo passerà dalla parte dei cavalieri. all’età di circa trent’anni. che nessuno aveva mai portato dopo Alessandro Magno. nemico acerrimo di Silla (prima di combatterlo e di imporsi anche su di lui). Sposò una parente dei Metelli anche lui e appoggiò la candidatura al consolato di M. Tenne testa a Metello e a Pompeo inviati in Spagna contro di lui. L’accordo del Senato. Rivendicando il consolato per il 79 a.era stato inviato contro i partigiani di Mario. **I primi successi Li dovette sicuramente a Silla. rendeva la loro candidatura legale. -la censura venne ristabilita. dei quali favorisce l’avidità negli affari finanziari delle province. che troverà in seguito il suo campo di azione in Oriente. un nuovo colpo per le istituzioni repubblicane. facendosi concedere (con l’appoggio del giovane senatore Gaio Giulio Cesare) poteri eccezionali: per tre anni ricevette il comando supremo su tutti i mari e le coste. Crasso e Pompeo si misero d’accordo per costringere il Senato ad accordare il diritto di presentarsi insieme al consolato. ma era ancora cavaliere. si inimicò Silla e si era alleato con i «nobili» contro il dittatore. Egli riuscì ad annientare Sertorio. che disperava di vincere. che venne assassinato da uno dei suoi luogotenenti. per esempio: -i tribuni recuperarono i loro poteri. e dove i suoi soldati lo salutarono con l’appellativo Magnus. era un popolare. -Contro Lepido Definito «una vera canaglia». Sognò di restaurare a Roma uno stato democratico partendo dalla Spagna. La vittoria fu ottenuta.C. ed i nuovi censori radiarono 64 senatori considerati corrotti. Pompeo assunse allora l’incarico della guerra contro i pirati. privo di scontri civili. ne approfittarono per ripristinare tutte le leggi sillane. Lepido non aveva potuto accedere ad un secondo consolato. all’assenza di scrupoli e alla capacità di utilizzare a suo vantaggio le situazioni pericolose che lo contraddistinguevano. come l’uomo del Senato. Pompeo riuscì a neutralizzarlo. Crasso e Pompeo. cosa che era legalmente impossibile dato che Crasso aveva appena rivestito la pretura. per non parlare di Pompeo che non era mai stato magistrato. diventati ormai consoli. celebrò a Roma il suo primo trionfo. **Accordo con Crasso e consolato del 70 Entrambi assetati di potere ma minimamente in contrasto.

mentre lui.C. che ebbe inizio la guerra civile.C. Sulla scia di questo successo si lanciò in una campagna contro Mitridate. tuttavia egli aveva il timore di agire nel quadro costituzionale.C. Infatti la rottura avvenne nel 50. Nello stesso momento. Mai un imperator aveva racchiuso in sé così tanti poteri. nel 63 a. Roma attraversava le rivalità tra i populares e gli optimates oltre che le rivalità tra Cesare e Crasso. Nel 60 a. 21 Il fiume che oggi si trova nella Romagna.una nuova legge agraria che permise la spartizione dell’ager publicus tra i veterani di guerra. Questo «costruttore di impero» organizzava l’Oriente in province circondate da regni protetti e da una corona di stati devoti a Roma. propagandata da Cicerone nella De imperio Cn. licenziò le sue truppe e si accontentò di chiedere gli onori del trionfo: nel corso di due giorni fu celebrato il trionfo più fastoso mai visto e fu costruito nel Campo Marzio un primo teatro permanente in pietra. che così evitavano – nonostante il duro colpo che davano alle istituzioni – di scomodare una nuova dittatura. loro oppositore. ma fu solo quando Cesare passò il Rubicone 21. Di fatto a Roma regnava l’anarchia.. Nel corso di una campagna-lampo di 3 mesi Pompeo distrusse la pirateria in tutto il Mediterraneo. forte della lex Manilia. Per ristabilire l’ordine il Senato dovette far appello a Pompeo tramite un senatoconsulto ultimo: l’uomo dei cavalieri si era infatti avvicinato ai senatori. **Una monarchia mancata L’imperator vincitore avrebbe potuto impadronirsi del potere civile. Pompei.Gibilterra). grazie alle numerose vittorie in battaglia. L’imperium che gli veniva concesso era di nuovo illimitato. sebbene di origine patrizia.C. dove l’oratore cercava di convincere il popolo ad accettare il decreto che avrebbe permesso a Pompeo di avere grandi poteri e ricchezze da sfruttare nella sua guerra. disponeva dell’appoggio dei populares. da parte sua. Quest’ultimo dovette condannare a morte i congiurati e esiliare Catilina. Quando si liberò di questo impiccio scoppiò il suo conflitto con Pompeo. Cesare ritornò dalla Spagna e cercò di ottenere il consolato per l’anno successivo. Pompeo. ROTTURA DEL TRIUMVIRATO E SCONFITTA DI POMPEO L’anarchia raggiunse il suo apice tra il 54 e il 53. per evitare la guerra civile. . grazie al sostegno dei soldati di Cesare. e le cose si complicarono maggiormente quando Crasso morì nel disastro della battaglia di Carre (53 a. Previde ed ebbe come conseguenze: . nonché la congiura di Catilina ai danni del console Cicerone. quando per le strade di Roma si scontravano le truppe di Clodio. E poi sentiva che in sua assenza Cesare stava prendendo piede politicamente. e per questi motivi sarà poi esiliato a sua volta. . segnava storicamente il confine tra l’Italia e la Gallia Cisalpina: attraversarlo con le proprie truppe significava dunque marciare armati sul suolo sacro. sostenitore dei populares. concluse un patto segreto con Pompeo e Crasso che. Pompeo vi era raffigurato con una statua che lo eroizzava mentre reggeva un globo. mentre intanto Cesare portava avanti la conquista delle Gallie. avevano rispettivamente il prestigio militare e il denaro.il consolato di Crasso e Pompeo nel 55. impadronitisi delle loro insegne. Pompeo ristabilì allora momentaneamente la pace civile. e fu ufficializzato solamente nel 56 a Lucca. nel 49 a. simbolo del mondo e dunque simbolo di padrone del mondo (kosmokrator). Questo accordo ha preso il nome di primo triumvirato. IL PRIMO TRIUMVIRATO Mentre Pompeo combatteva in Oriente. e quelle di Milone. e questo era un ulteriore segno del degrado delle istituzioni repubblicane.) durante la quale le legioni romane erano state annientate dal popolo dei Parti. A Roma vi tornò solo dopo aver sconfitto quattordici nazioni. probabilmente in quell’estate.

si presenta come un nuovo Romolo. in Campo Marzio. Un’ambizione priva di scrupoli che lo fece nominare a soli 17 anni flamine di Giove e a 38 – età abbastanza giovane – eleggere pontefice massimo. Nonostante la sua morte avrebbe aperto un nuovo. Inoltre. un forte anticesariano che si suicidò ad Utica. sia perché è in possesso pieno delle sue capacità militari. Vinto in Grecia a Farsalo. sua zia Giulia. e fu aureolato del prestigio delle sue vittorie. Fino al 49 il suo principale obiettivo fu quello di conservare la pace civile (per questo si accordò con Crasso e Pompeo). il pronipote di Cato maior. renderà l’Egitto un protettorato di Roma. e già 16 legioni erano stanziate in Epiro e in Macedonia. nel 46 a. ma nel 44. DITTATURA DI CESARE Gaio Giulio Cesare apparteneva ad una famiglia patrizia che era stata alleata con Mario. era signore di Roma. Pompeo e i suoi abbandonarono l’Italia con l’intenzione di raggiungere l’Asia. In questo modo egli strinse da subito forti legami con i populares. guidati da Cassio e Bruto (suo figlio adottivo) lo uccise con 25 coltellate. creando così l’Italia romana dalle Alpi fino allo stretto di Messina. in cui si sarebbe svolta l’ultima assemblea del Senato in cui sarebbero state prese le ultime misure per iniziare la campagna partica. la sua conquista delle Gallie ebbe il merito di aver riequilibrato l’impero territoriale verso occidente. Non sappiamo se veramente Cesare avesse o no un piano politico per tutto ciò che fece. cioè il regno di Numidia annesso dopo la battaglia di Tapso (che consisté in una campagna contro i Pompeiani in Africa. la sua statua era esposta in Campidoglio insieme con quella dei sette re. politiche e intellettuali. Passato il Rubiconde. Mentre Cesare si impadroniva di Roma. Dopo la morte di Pompeo. lungo periodo di guerre civili (che sarebbero durate per 13 anni). e lui. Ma nel 45 già era nata l’idea di liberarsi di lui. accumulando onori. promettendo alla plebe una distribuzione di denaro e procedendo ad una di grano. dove sconfisse Catone iunior. il giuramento di fedeltà era fatto in suo nome (privilegio riservato solo a Giove). un senatoconsulto lo proclama dittatore a vita. e aggiungerà all’impero la provincia dell’Africa nova. mentre Pompeo scappa dall’Italia. e Svetonio non si sbagliò inserendolo nelle sue Vite dei dodici Cesari come il fondatore del regime. È poi da ricordare la sua orazione funebre (pronunciata quando era questore) per la morte della vedova di Mario. Un gruppo di congiurati. giorno delle Idi. e ad assai presto si manifestò anche la sua ambizione.. Le monete lo raffiguravano con una effigie (privilegio regale). invece. CONSEGUENZE DELLA MORTE DI CESARE . e anche alcuni dei cesariani erano passati dalla parte dei congiurati che si raggrupparono intorno all’idea di libertas per giustificare il loro gesto. nominato anche parens patriae. I suoi partigiani gli erano tutti fedeli e aveva previsto una campagna contro il popolo dei Parti. infatti. nel 48. invece. la figlia di Cinna. gli viene attribuita la dittatura per dieci anni. anche perché si temeva la campagna partica. nella curia del Teatro di Pompeo. e nel frattempo completa i suoi poteri: nel 46. Pompeo raggiunse l’Egitto dove fu assassinato. per salvaguardare la libertas repubblicana). durante la quale egli affermò che la gens Iulia discendeva direttamente da Venere. Cesare aveva posto già le basi per il futuro principato di Augusto. ma di sicuro possiamo affermare che si seppe ben adattare agli avvenimenti che lo coinvolsero. Sposò inoltre Cornelia. che si compì il 15 marzo del 44. Sembra avere un’inviolabilità morale. egli rafforza qui le sue posizioni. e sembrava invulnerabile sia per la propria reputazione. Dal 46 al 44 a. la capitale della provincia.C. cioè l’Uticense. **Morte di Cesare Nel 44 Cesare aveva 57 anni. Farà inoltre votare una lex che concedeva la cittadinanza romana a tutti i cittadini liberi della Gallia Cisalpina. ma durante gli stessi anni conquistò la Gallia e con questa anche gloria e indipendenza economica.C.

che all’annuncio della morte dello zio si trovava ad Apollonia22 per studiare. quello del principato. ma ratificato da una proposta di legge.C. non fu segreto.) Ottavio. È questo il secondo triumvirato. sconfitto. Antonio e Ottavio si adoperarono per una marcia verso est.  Ne derivò. suo pronipote. Sono un periodo di estrema importanza per la storia di Roma perché marcano la fine della dittatura e l’inizio di un periodo che sarebbe durato per lunghi secoli. ma questo ha per effetto di sollevare la battaglia di Modena (43 a. **Conseguenze del Secondo Triumvirato . . Recluta inoltre 3. ricco di uomini e di denaro.000 uomini e si pone come rivale di Antonio. Nonostante l’intervento di Cicerone. ma quello ad essere maggiormente colpito fu il Senato. saranno costretti ad abbandonare Roma.una nuova proscrizione (che vide come primo nome in cima alla lista. dove il Senato si scontra contro Antonio (fu la prima delle altre cinque guerre civili che seguirono). inizia con Marco Antonio un’opera di riconciliazione che si concretizza nel 43 grazie alla mediazione di Lepido e di un loro comune amico. Cassio prima. odierni Balcani). 23 Sud-ovest della Francia. . rispetto al primo di Cesare Pompeo e Crasso. un Machiavelli ante litteram. Egli raggiunse i veterani di quello che effettivamente (con una adozione) era diventato suo padre (ora Ottavio si chiamava Gaio Giulio Cesare). Tuttavia marcano anche la fine della repubblica aristocratica che si richiamava all’ideale della libertas e l’avvento di un regime personale definito impero ma di fatto una monarchia (nel senso etimologico del termine) ma anche di una nuova cultura che diventa (dopo essere stata a lungo solo a tratti ellenistica) per la prima volta greco-romana e acquista una propria personalità. di fronte alle ostilità del popolo che era venuto a sapere dell’assassinio. Bruto e Cassio. Gli anni tra il 44 e il 31 a. invece. di Cesare. Sicilia e Sardegna. Ottavio  Africa. la situazione fu ristabilita: Marco Antonio si attira il favore del popolo impugnando il testamento di Cesare e comunicandone il contenuto. marcia su Roma e si impadronisce del tesoro dello Stato. organizza poi comizi elettorali e si fa eleggere console (contro ogni regola). tuttavia. Erede della ricchezza. e che si trova nell’Illiria. saranno inquadrati da due eventi chiave: la morte di Cesare e la battaglia di Azio. Cicerone. e una legge Titia consacrerà ufficialmente l’accordo che. ottennero la vittoria di Filippi. unico uomo che avesse autorità legale. IL SECONDO TRIUMVIRATO (43 a. Nel frattempo. Ottavio. intanto. era rimasto nel Foro con le sue truppe.C. ed essi lo accolgono come suo successore. è proclamato imperator. organizza i funerali del dittatore e ne pronuncia un elogio funebre. Asinio Pollione. i congiurati guidati da Cassio e Bruto dovettero trovare rifugio sul Campidoglio.). Marco Antonio era fuggito anch’egli a nascondersi. 24 Corrisponde alle zone della Gallia oltre le Alpi (detta anche Transalpina o semplicemente Gallia). Lepido.la spartizione dell’impero: Lepido  Gallia Narbonense23 e province iberiche. e nel 42 a. Antonio. di fama e in denaro. VERSO IL SECONDO TRIUMVIRATO Morto Cesare l’idea dei congiurati era quella di gettarne il cadavere nel Tevere e di proclamare il ritorno della libertà.una guerra contro i Cesaricidi per recuperare l’Oriente. si ritira in Provenza. era Ottavio. Antonio  Gallia Comata24 e Cisalpina. che comprendeva 17 avversari politici dei triumviri. con gli altri congiurati. Dopo un incontro sul fiume Reno è istituita una magistratura a tre. al confine con i Pirenei. Cicerone) che comportò circa 300 vittime complessive tra senatori e cavalieri. dal canto suo cerca di restaurare la classe senatoria. a causa della conquista dell’Egitto. una nuova spartizione dell’impero: 22 Nell’Epiro (zona a sua volta confinante a nord con la Macedonia. Dal marzo del 44 fino alla fine del 43.C. ma i due consoli che comandavano l’esercito opposto (Irzio e Pansa) cadono entrambi in battaglia. invece. dopo molti tentennamenti.C. capo della cavalleria di Cesare. . Bruto poi si suicidarono.

dovette raccogliere denaro per la successiva spedizione contro i Parti. 2) Sostenuto anche da Antonio. nella IV canta la speranza della pace ritrovata a Roma grazie alla nuova situazione politica). e a Cleopatra: ci si prepara al conflitto. . Ottavio  Spagna. Ottavio fa di più: si fa prestare prima in Italia e poi in tutto l’Occidente un giuramento di fedeltà che nello stesso tempo gli attribuiva il comando della guerra. inoltre. e questo scandalizzò i Romani per i quali era inconcepibile celebrare un trionfo al di fuori di Roma. È a questo punto che le fonti antiche. ma grazie alla mediazione di Asinio Pollione e di Mecenate la rottura tra Ottavio e Antonio. Una propaganda. quando Ottavio rifiuta energicamente di inviare truppe ausiliarie ad Antonio che stava preparando la sua rivincita contro i Parti. ROTTURA DEL TRIUMVIRATO (33 a. PRIMI DISSAPORI TRA OTTAVIO E MARCO ANTONIO Ottavio. Lepido  Africa. -In Occidente. Viene poi ricevuto a Roma come trionfatore di tutto l’Occidente. sostenitori di Antonio. perde tutti i suoi poteri di triumviro: di fatto la scena politica rimase da questo momento nelle mani di Ottavio e di Marco Antonio. è evitata (se nella I Egloga delle Bucoliche Virgilio si duole del fatto che gli era stato sottratto un terreno nella zona di Mantova. Lepido  da questo momento si ritira in Africa e non intervenendo che assai poco successivamente. la guerra di Perugia.C. e si inizia una propaganda contro Ottavio. Antonio celebrò il trionfo ad Alessandria. stava creando occupando la Sicilia. in Italia.) Nel 32 a. Antonio. Ottavio  si sarebbe occupato invece dei problemi che Sesto Pompeo. che viene sciolto da tutti i suoi poteri. convoca il Senato e vi compare circondato dai suoi uomini per far proclamare Antonio nemico dello Stato. intanto. invece.) I primi segni della rottura risalgono al 35 a. deve portare a termine i compiti che gli sono stati assegnati: 1) La divisione dei terreni da assegnare ai veterani di Filippi non gli è resa molto facile dai partigiani di Antonio. Ottavio è senza potere legale. avendo il vantaggio di rimanere a Roma. presentano Antonio come lo zimbello di Cleopatra. PRIMA DELLA BATTAGLIA DI AZIO (32-31 a. e poi avrebbe proceduto con le distribuzioni di terre per i veterani della battaglia di Filippi: di fatto Ottavio doveva badare all’Occidente. Furono poi divisi anche i compiti: Antonio  aveva il compito di raccogliere uomini a sufficienza per una nuova guerra contro i Parti: di fatto gli venne assegnato di occuparsi dell’Oriente. in questo caso.C. fuggono ad Efeso con 300 senatori. I consoli. Sicilia e Sardegna. Il 1° gennaio del 33 Ottavio annuncerà la rottura definitiva che portò alla guerra di Azio. Con un senatoconsulto si dichiara guerra ad Antonio. ed egli reagì allora con un atto di forza: rientra a Roma. figlio di Pompeo Magno. -In Oriente vengono messi insieme un potente esercito e una flotta. dalla parte di Ottavio. e da ciò nasce un conflitto. contro il fratello di Antonio e sua moglie. che si risolse tuttavia con un insuccesso. Nonostante ciò. è scatenata contro Antonio. in Oriente. perché ha sciolto il triumvirato.C. Antonio  Gallia. I suoi avversari stanno preparando la sua messa in stato di accusa.C. che avrebbe voluto spartire l’impero territoriale romano con i figli di lei e magari spostare la capitale da Roma ad Alessandria. Ottavio riprende il controllo in Sicilia eliminando Sesto Pompeo. Dopo un soggiorno ad Alessandria (sul quale si è molto scritto a causa dei suoi rapporti con Cleopatra) intraprese la guerra.

in costante ascesa dall’età di Pompeo e Cesare. amico di Ottavio. LA BATTAGLIA DI AZIO (31 a. proprio perché questa era molto vantaggiosa anche se non gli permetteva di accedere alla classe senatoria). Cesare aveva già beneficiato di una divinizzazione ufficiale votata dal Senato nel 44.C. tutti coloro che beneficiarono di una promozione sociale erano appassionati sostenitori del princeps. suo braccio destro. tramite le sue vittorie in Occidente e poi in Oriente. i liberti occupano posizioni sempre più privilegiate nella vita economica e sociale (si potrebbe ricordare che il padre di Orazio. all’ingresso del golfo di Ambracia. e dopo la vittoria contro Sesto Pompeo. hanno guadagnato molto dalle proscrizioni. e naturalmente si tratta di Ottavio ( l’idea della guerra civile è oggetto di orrore. e tra tutti si ricorda il ruolo che avrà Mecenate durante il periodo del principato augusteo (era un grande aristocratico etrusco che non volle mai rinunciare alla sua appartenenza all’ordine equestre. così Antonio avrebbe dato l’ordine al suo esercito di ritirarsi e di fuggire in Macedonia e poi in Asia. affiancato da uno più popolare. infatti. Apollo fu considerato l’artefice della vittoria. -diffusione dell’epicureismo politico e colto (nella buona società). dove è sempre e solo il princeps ad orientare l’assemblea ( rifugio nella storia. suo protettore accreditato. Era il nuovo salvatore. non trascurerà niente per apparire protetto dagli dei25: sacralizzò infatti i suoi poteri. Naturalmente. e unica figura potente. Ovidio da Sulmona o Properzio dall’Umbria. portata da un «salvatore». -nuovi intellettuali italici celebrano il nuovo potere: sono giovani brillanti provenienti da tutta Italia e sono pronti ad utilizzare le loro opere per promuovere il principato augusteo (pensiamo a Virgilio da Mantova. -per quanto riguarda la religione. TRASFORMAZIONI SOCIALI E CULTURALI DI QUEST’EPOCA **Nell’ambito sociale In questo periodo tutte le classi sociali sono state toccate da profonde trasformazioni: -per quanto riguarda le classi dirigenti. ad Actium. -si sviluppano idee di pace. e anche Agrippa. che erano stati minati dai miraggi orientali del «nuovo Dioniso» (com’era presentato dalla propaganda Antonio). non è di Roma). **Nell’ambito culturale Nascono o si sviluppano orientamenti che contrastano con gli antichi valori repubblicani: -crisi dell’oratoria: ormai sono scomparsi Ortensio Ortalo e Cicerone e l’eloquenza politica perde il suo valore in Senato. sul Palatino. Gli storici non sono mai stati chiari su quanto avvenne: accanito combattimento? O non si arrivò neppure ad un vero scontro? Sta di fatto che i poeti antichi l’hanno sempre celebrata come una grande vittoria militare terra marique.C. i «nuovi senatori» provenienti da municipi dell’Italia o dalle province occidentali cominciarono ad occupare posizioni di rilievo (i consoli sotto Ottaviano saranno tutti italici. e tramite questi la sua persona. Livio da Padova) e si raccolgono tutti intorno alla figura di Mecenate. era il restauratore della Repubblica e dei valori tradizionali. . Varrone). liberato una volta per tutte. per il suo funerale: egli è conosciuto come il divus Iulius e fu ammesso tra le divinità dell’Olimpo. -per quanto riguarda le classi inferiori. divenuto ormai padrone di tutto il territorio romano. Orazio da Venosa. CONSEGUENZE DELLA BATTAGLIA DI AZIO 25 Per un atto di pietas votò un tempio a Marte Vendicatore (della morte di Cesare) in seguito alla battaglia di Filippi del 42 a. nella scienza e nell’erudizione: Sallustio. ne votò uno ad Apollo. La battaglia fu vinta da Ottavio.) Lo scontro tra i due eserciti ha luogo nel Mar Adriatico il 2 settembre del 31 a. esattamente com’era accaduto per la monarchia). dal canto suo. invece. -per quanto riguarda l’ordine equestre. e ben presto il concetto diverrà un tabù. Ottavio seppe dare l’immagine di sé come del salvatore dello Stato. Ottavio. Cleopatra decise presto di ritirarsi ad Alessandria. era un liberto).C. Cornelio Nepote. dallo spettro delle guerre civili.

Nettuno ed Apollo.C. in quanto sarà Cornelio Gallo. Naturalmente Ottavio voleva mostrare chiaramente la vittoria terra e per mare. venne posta una statua della Vittoria che equivalere a perpetuare il ricordo della battaglia di Azio e del suo vincitore. **Misure politico-religiose Fu opportuno ringraziare la divinità protettrice di Ottaviano. invece. per la vittoria dell’Illiria e dell’Egitto. ma dappertutto conservano il loro statuto di autonomia. Per la terza volta nella sua storia. PER RISTABILIRE LA PACE **In Oriente -le città che si erano dichiarate contro Antonio ricevono dei privilegi. un cavaliere. **In Occidente Ottavio ritorna a Roma nel 29 a. l’altro. Ottavio prepara l’invasione dell’Egitto: due eserciti (uno guidato ad ovest da Cornelio Gallo e l’altro ad est guidato dallo stesso Ottavio) per sconfiggere una volta per tutte Marco Antonio e Cleopatra. come Erode. quelle che erano state saccheggiate da Ottavio si vedono rimettere i loro debiti. si suicida. La battaglia di Azio era destinata a diventare come la manifestazione dell’epifania del Principe che gli dei avevano spedito sulla terra per ridare a Roma la pace e la serenità. durante il principato. ma i più passarono alla svelta dalla parte di Ottavio per poter essere perdonati e. non volendo apparire nel trionfo di Ottavio. Di fronte ad Azio. si sottomisero a lui giurando fedeltà. viene fondata la città greca e libera di Nicopolis. Qualche giorno dopo anche Cleopatra. elevato a Marte. Crede che la regina sia morta e si pugnala. Da questo momento in poi cominciarono a nascere soprattutto elementi di leggenda legati a questa grande battaglia. sul golfo di Ambracia. **Propaganda letteraria-artistica . L’Egitto è ridotto a provincia romana con uno statuto particolare. Verranno poi uccisi il figlio di Cleopatra e Marco Antonio come quello di Cesare e Cleopatra. cioè «città della Vittoria». cioè Apollo: per questo fu presa la decisione di costruire un tempio per Apollo sul Palatino. Quest’ultima prova a conservare il suo trono negoziando con Ottavio. nel IV libro delle sue Elegie politiche. invece. Dedica il tempio del divus Iulius nel Foro nel luogo preciso in cui il corpo del dittatore era stato bruciato nel marzo del 44 a. che brama invece il tesoro dei Tolomei. Marco Antonio è tradito e battuto. Malgrado un successo iniziale. a prenderne il comando come primo governatore. nel luogo stesso dell’accampamento. Roma era in pace. una pace che doveva ad Ottaviano. Nel 30 a.C. Ottavio intanto guadagna tempo. -alcuni sovrani furono messi a morte. invece. IL MIRACOLO DI AZIO Subito dopo la battaglia Ottavio fece erigere due trofei: l’uno al tempio del dio Apollo che si trovava proprio di fronte al campo di battaglia. e ne farà divieto ai senatori di entrarvi senza autorizzazione. e uno tra tutti coloro che lo proclamano tale è Properzio. Nella sala di riunione del Senato. leggenda che si appoggiava sia su misure politico-religiose che su una mirabile propaganda letteraria ed artistica. Egli celebrò allora il trionfo di Azio. tratta con la regina e recupera il tesoro dei Tolomei. In precedenza sappiamo che il Senato e il popolo romano gli avevano giurato fedeltà dandogli il comando della battaglia. Viene aperta la Curia Iulia.C. Gli elogi nei confronti di Augusto vincitore di Azio si sprecano.

L’attività di Agrippa come edile fu inoltre esemplare: si dedicò all’approvvigionamento di acqua per la città. Per quanto riguarda l’arte. che era il solo terreno ancora disponibile. ma è diventata una città aperta. CONDIZIONI DELLA CAPITALE ROMA IN QUESTO PERIODO È una città vecchia che ha già dietro di sé sette secoli di storia. **Ci pensa Ottavio Abbandona alcune iniziative cesariane. anche perché molti dei lavori iniziati da Cesare erano stati interrotti a causa della guerra civile e abbandonati. Distribuisce così grande quantità di sesterzi a beneficiari e organizza delle distribuzioni eccezionali di grano. Ha conosciuto profonde trasformazioni che hanno inciso sul quadro monumentale e sul modo in cui la popolazione. in maggioranza cittadini e peregrini. ma si costruiva dove si poteva. di sfruttare al massimo il Campo Marzio. ma ne prosegue altre come il collegamento tra il Foro e il Campo Marzio e porta a termine la costruzione di tutto ciò che era già stato iniziato. Aveva previsto un piano di costruzioni e ricostruzione di alcuni edifici. Tutti gli uomini liberi sul suolo italico hanno la cittadinanza romana e dispongono di importanti privilegi: ogni cittadino ha però due patrie. cioè Roma e la sua città di provenienza. -pericoli sulla sicurezza: incendi e inondazioni (piene del Tevere) poco tenute a bada così come l’insicurezza e le manifestazioni popolari. Il sentimento di unità e di nazionalità che si era mostrato durante il giuramento nei confronti di Ottaviano divenne ancora più forte dopo la battaglia di Azio. ma le guerre civili ne franarono la realizzazione. Ottavio incoraggia soprattutto le costruzioni da parte dei privati. **Progetti e lavori di Cesare Il dittatore aveva previsto. e dai loro versi si sviluppano il tema della vittoria totale per terra e per mare. CONDIZIONI DELL’ITALIA IN QUESTO PERIODO L’Italia. -manutenzione degli edifici antichi: bisogna infatti ripararli senza sosta. Intraprende lavori di costruzione di edifici totalmente nuovi o restauri. **I problemi -estensione: Roma non è più contenuta. anche se il latino prevale sempre di più). dove ogni regione conserva la propria individualità (si parla così ancora etrusco in Etruria. per guadagnare spazio. . il tema della vittoria allude costantemente ad Azio. Ora mancava spazio e il Foro era diventato troppo piccolo. -circolazione assai scomoda: Roma non era infatti mai stata soggetta ad un piano urbanistico ben preciso. comprendente ora la penisola più la Gallia Cisalpina. ma è lungi da essere una bella città. Virgilio. Completò il necessario con il superfluo e avviò una politica di svaghi. Orazio e Properzio cantano la vittoria di Azio come un’impresa di Ottavio. Il teatro progettato diventerà il teatro di Marcello. È diventata una città ellenistica. Ottavio viene visto come erede degno di suo padre e il salvatore della patria. Viene inoltre tracciato un parallelo tra la battaglia di Azio e quella di Salamina insistendo sulla difesa dell’ellenismo di fronte alla barbarie egiziana. Roma e il Senato amministrano infatti tutta la federazione di città che è l’Italia. che fu migliorato (aggiunse due acquedotti ai quattro che già esistevano e rinnova il sistema di drenaggio). in questa vittoria è stato favorito dagli dei. greco in Magna Grecia. e dalla natura. a costo di deviare il corso del Tevere. vede per la prima volta allontanarsi dal suo territorio brigantaggio e disordini di ogni tipo. -approvvigionamento: non era molto adeguato (lo aveva dimostrato la guerra contro Sesto Pompeo). viveva.

dovuto innanzitutto alla scomparsa dell’antica nobilitas e alla crescita dei nuovi nobili romani. ORIGINI IDEOLOGICHE DEL PRINCIPATO **Introduzione Il 19 agosto del 14 d. un elenco di azioni e imprese compiute dall’imperatore stesso durante il suo principato. Non si trattò di una «nascita». i loro abitanti erano convinti della necessità che un sovrano assoluto governasse la loro terra. nonché all’apparizione di numerosi Italici che si raggruppano intorno alla figura di Ottavio . Egli si vantava delle sue res gestae. al suo ritorno a Roma. Ottaviano Augusto. non dei morti» (di questo ne parla Svetonio). un’idea tutto sommato «moderna». non è ancora regolato. L’agricoltura rimane comunque di sussistenza. e spesso non aveva saputo amministrarle correttamente. In campo economico gli sforzi intrapresi prima di Azio cominciano a portare i loro frutti. Il problema posto invece dopo la morte di Cesare. Nel campo dell’artigiano sia rurale che urbano l’Italia brilla ancora per la qualità e la varietà dei suoi prodotti. sarebbero state incise su tavole di bronzo e poste di fronte al suo mausoleo nel Campo Marzio. Augusto. così come lo era ai tempi di Cato maior. che indica il passaggio in questa regione ad una agricoltura e ad un allevamento di scambio. L’allargamento geografico dei confini dell’impero territoriale romano esigeva dei cambiamenti nella natura del potere. che aveva conquistato una grandissima quantità di territori e province. Fu inoltre sul modello della tomba di Alessandro che poi Augusto. A Roma i senatori fecero a gara per proporre gli onori da accordargli. sarebbe morto a Nola. sviluppo delle colture arbustive e dell’allevamento a scapo della cerealicoltura. Questi ultimi sono dell’idea che prima o poi le strutture repubblicane si sarebbero dimostrate insufficienti a tenere saldo un potere così . si era dimostrata in questo modo nel complesso abbastanza fragile. in Campania. e ci fu anche qualcuno che propose di denominare tutto il periodo del suo regno come «il secolo di Augusto». il restauratore della pace e della Repubblica romana. quando fu condotto ad Alessandria espose pubblicamente la salma del grande re deponendo su di essa una corona d’oro e fiori in segno di venerazione. redatte da lui stesso e portate a termine qualche mese prima della sua morte. intraprese la costruzione del suo mausoleo. L’intera Italia lo avrebbe pianto come il salvatore dalle guerre civili. L’elemento nuovo in economia è l’ingresso della Gallia Cisalpina. che le aveva fatto prendere coscienza della missione che le era stata affidata dalla Provvidenza. cioè quella di sottomettere i vari popoli per disciplinare la pace. Questi ultimi sono spesso ricchi e costituiscono i più ferventi sostenitori del principato. quanto più di un «lento affiorare» di caratteristiche e situazioni che hanno poi portato alla formazione del Principato. E poi.C. **Le origini -MODELLO ELLENISTICO: nel bacino orientale del Mediterraneo Roma aveva incontrato le monarchie nate dal regno di Alessandro Magno. e le guerre civili hanno facilitato le trasformazioni iniziate nel secolo precedente: diminuzione dei piccoli proprietari. che infatti non è stato creato ex nihilo. Ma più che alla sua economia. Quando invece gli fu chiesto se avesse voluto vedere anche la tomba dei Tolomei. egli rispose che «aveva voluto vedere un re. gli imperatores rimanevano affascinati dalla figura di Alessandro Magno: per esempio. -L’ESTENSIONE DELLE CONQUISTE: la Repubblica. l’Italia deve il suo rinnovamento al suo personale politico. Roma si era riconosciuta e in Ottavio e nel regime dal lui instaurato. di dove sistemare i veterani della battaglia di Filippi. né attraverso piani prestabiliti. almeno secondo quanto affermano sia autori antichi che storici moderni. e piano piano anche i cittadini romani si abituarono all’idea di monarchia.

ormai ognuno la cerca al di fuori del Foro. presenta di per sé la monarchia come un punto di arrivo. unico imperator mai divinizzato a Roma (ma anche di Veenere!). . PUNTI A FAVORE PER LA COSTITUZIONE DEL PRINCIPATO DI AUGUSTO Ottavio disponeva di contro anche di appoggi di prim’ordine: 1)Era figlio del divus. essa appariva come un regime in cui i cittadini si sono liberati dal peso delle preoccupazioni della vita pubblica e possono così consacrarsi interamente alla vita interiore. 3)Era immensamente ricco. pretende di difendere l’antico valore della libertas. e dopo la quasi totale sparizione dell’antica nobilitas senatoria nessuno. tuttavia il potere dell’assemblea era stato indebolito fortemente dai duri colpi della guerra civile.C. -EVOLUZIONE DELLA MENTALITÀ: prendendo confidenza con l’idea della monarchia. perché sarebbe significato inimicarsi gran parte delle grandi famiglie romane. era stato acclamato imperator ed aveva trasformato questo titolo in un elemento del suo nome. nonché ormai il tesoro dei Tolomei. al suo padre adottivo Cesare. E come Roma era il centro del potere. 4)La sua posizione istituzionale era vaga: non aveva infatti più alcun potere dei triumviri da quando nel 33 aveva rotto con Marco Antonio. che egli possiede pur non essendo uno di loro. una conquista per l’umanità: per i discepoli di Epicuro. Ottavio doveva superare alcuni ostacoli: 1)Non poteva far alcun tipo di riferimento alla monarchia. 2)Era alla testa di un esercito unico.) che però non gli conferisce alcun potere militare. che era ancora depositario del mos maiorum. -INFLUENZA DELLE CORRENTI FILOSOFICHE: l’epicureismo. dono degli dei. poiché oltre al denaro ereditato dal padre naturale possedeva anche l’immensa ricchezza di Cesare. ci si mette anche in testa che i vincitori devono il loro successo alla loro fortuna. Questi ultimi vengono pregati anche privatamente per la saluta di un solo imperator. se un tempo la fortuna di ogni cittadino tutti la dovevano trovare nella vita pubblica. ma quale? Per riuscire ad imporsi come figura unica. così questo potere non poteva che essere concentrato nelle mani di uno solo. divenuto ormai diffuso e praticato. invece. PUNTI A SFAVORE PER LA COSTITUZIONE DEL PRINCIPATO DI AUGUSTO Il trionfo di Ottavio nel 29 significava la fine della guerra civile e il ritorno ad uno stato di diritto. Inoltre. al titolo di re. le origini di essa avevano ispirato chiacchiere e pettegolezzi. che gli era stato fatto prima di Azio. a parte Ottavio (paradossalmente). per quanto lo riguardava. per quanto riguardava la sua famiglia.immenso come quello che si andava sempre più formando. perché oltre alle sue truppe anche quelle di Marco Antonio erano passate dalla sua parte. 5)Appariva contemporaneamente come l’uomo della vittoria e come l’uomo della pace. -DISCREDITO DELLE ISTITUZIONI ANTICHE: dalla morte di Cicerone nessuno si infervora più per restaurare seriamente le basi della Repubblica romana. Gli restavano dunque il consolato (che riveste tutti gli anni a partire dal 31 a. violento come capo militare. 4)Nel 43 a. come se la salute dello Stato potesse dipendere da un solo uomo. collegandolo definitivamente alla sua persona come un prenome. nella pace dei campi o nell’abbandono del suo destino a quello di un comandante militare. la sacrosanctitas e la potestà tribunizia dei tribuni della plebe (a vita). 3)La sua personalità era contestata in quanto il suo successo era dovuto principalmente. e naturalmente il giuramento di tutti i cittadini dell’Italia e delle province. per alcuni.C. per esempio si diceva che il padre naturale fosse stato un homo novus. perché questo concetto conservava a Roma ancora una sufficiente carica emotiva che potevano portarlo dritto dritto verso la stessa fine che aveva fatto il suo padre adottivo: era la lezione delle Idi di Marzo. infatti. 2)Non poteva ignorare il Senato. si ricordava il suo atteggiamento spietato.

infatti. Nello stesso anno sono emanate leggi morali e suntuarie che aumentano i privilegi dei buoni cittadini: la Repubblica di un tempo sembrava restaurata. la pietas comprendeva invece tutto ciò che ognuno doveva alla divinità. rifiutando a tutte le altre magistrature che gli furono proposte (la dittatura. Questo termine era ripreso dal gergo religioso: se per Svetonio si lega ad «augurio». e questo imperium proconsolare gli sarebbe stato rinnovato fino alla sua morte (per periodi di dieci e cinque anni)  Ora Ottavio dispone del potere legale che gli mancava. nel 23 a. 2)Conferimento dell’alloro e della corona civile come allusione al suo trionfo. la clementia è la generosità. insomma. il cognomen Caesar che diventa «nome di famiglia». La parola prende tutto il suo valore se però la si lega a quella di auctoritas.) Nonostante che il Principato sembrava ormai essersi saldamente formato. la iustitia era valore fondamentale per poter esercitare il potere e dimostrarsi equi con il prossimo. consolidarle. che gli permette di esercitare una sorta di tutorato su Roma. cioè il primo che parla durante le assemblee. infatti Augustus è «il portatore di auctoritas». invece. cioè che non comportano un esercito  questo elemento fece pensare che forse il Principato di Augusto fosse stata una diarchia. quello che è in grado – dunque – di orientare le udienze. in rapporto con la divinità. secondo il quale tutto poggiava sulle spalle dell’imperatore. conserva la gestione delle province pacificate.C. ma considerando il fatto che abbiamo notizia di cinque editti di Augusto a Cirene. Augusto possedeva tutti i poteri dei tribuni della plebe (sacrosanctitas e inviolabilità. censura a vita e consolato perpetuo) dal Senato e dal popolo romano (accetterà solo missioni eccezionali). Dal 27. per Livio. per parte sua.C.C. Augusto non chiederà che di esercitare il consolato. valore tradizionalmente affibbiato anche a Cesare suo padre. Nel 27 Ottavio rimette tutti i suoi poteri al Senato. Ottavio diventa princeps senatus. organizzano un census e il Senato è rinnovato. e il suo genio risedette proprio nell’aver compreso che per instaurare un regime personale doveva tenere insieme le istituzioni della Repubblica. che sarebbe durato parecchi secoli: -per dieci anni Ottavio riceve il comando delle province in cui stazionano le truppe. dunque. Ottavio diventa Imperator Caesar Divi Filiius Augustus. questi valori rappresentavano le quattro virtù ideali dell’uomo romano. Tutto quello che Ottavio compirà da questo momento in poi. vincitore della seconda guerra punica. nonché la sua nuova qualità di «portatore di auctoritas». siamo a conoscenza di una crisi (anche se le informazioni a riguardo sono molto imprecise) che svelò la debolezza del sistema. ma erano stati poi scartati perché evocativi fin troppo del potere regio. Con il solo scopo apparente di fare restaurare il passato Ottavio ha sfruttato i suoi elementi a favore. Dal 27 al 23 a. Si giunge allora ad un compromesso. la sua filiazione divina («figlio del Divino»). clementia. . che di contro lo prega di restare. si oppone ad humanus. -conferma della tribunicia potestas: senza essere membro della plebe. iustitia e pietas26: la virtus come qualità dell’uomo. sappiamo che l’imperatore intervenne anche nelle province senatorie come nelle sue. nome che segnala il suo imperium (nel praenomen). sarà aumentato da una qualità superiore. Furono modificate alcune cose: -rinuncia di Augusto al consolato: si accontentò dell’imperium proconsolare rinnovabile. Erano stati proposti anche Romulus o Quirinus. ma allo stesso tempo svuotarle del loro potere. e al suo ruolo di salvatore della patria.C. Vengono inoltre emanati tre decreti: 1)Assegnazione del titolo di Augustus (che Ottavio porterà come cognome). 3)Affissione di uno scudo d’oro nella Curia con le parole di virtus. sull’Italia e sugli altri magistrati. COMPROMESSO ISTITUZIONALE DI OTTAVIO (28-27 a. veto sugli altri 26 A partire da Scipione l’Africano. DEBOLEZZA DEL SISTEMA CONSOLARE (CRISI DEL 23 A. ai parenti e alla propria civitas.) Nel 28 Ottavio inaugura il suo sesto consolato con Agrippa come collega: i due consoli restano a Roma tutto l’anno. -il Senato.

dice Agrippa. architetti. sebbene incinta.C. sua sorella Ottavia a Marco Antonio. si trovava ad Apollonia (in Epiro) per studiare e per preparare una campagna contro i Parti. **Mecenate . Atia. ma il suo potere si estende non solo a Roma ma anche per tutto l’impero territoriale romano. diritto di porre leggi. a Roma. -elezione come Pontifex Maximus alla morte di Lepido. ma se qualcosa non va è la sua sola parola ad essere legge. Ottavio. stabilirà a Roma un regime che durerà per 5 secoli e che segnò da vicino la storia degli uomini dopo di lui. il suo animo complesso. autori. Senza informarlo Cesare lo adotterà facendolo suo erede. il ritorno delle virtù romane. comunque. poeti. Nel 44. invece. La sua ideologia si fonda sul tema della pax (è sotto di lui che viene costruito il monumento dell’Ara pacis Augustae). Con un passo dell’Iliade dice alla madre di voler vendicare la morte di Cesare: «che io muoia subito. Un passo celebre di Cassio Dione presenta i due dopo Azio che si domandano «che cosa fare?»: ristabilire la Repubblica?.magistrati. hanno ucciso il mio amico ed io non ero là per difenderlo». Caligola la definì un «Ulisse in sottana». I COLLABORATORI DI AUGUSTO Tra i suoi collaboratori emergono due figure fondamentali. quando venne a sapere della morte del dittatore e soprattutto di essere stato adottato. e Augusto è un semplice cittadino. AUGUSTO Era nato il 23 settembre del 63 a. artisti di ogni genere. Nel 45 a. tuttavia tutte le decisioni da prendere sono subordinate alla sua ultima parola. era nipote di Cesare. vegliando anche sulla sua educazione. partito per vendicarsi del padre adottivo. la grandezza di Roma e la difesa della libertas. scultori. fu assoluta. che molto presto si interessò al bambino e lo introdusse alla vita romana. Egli lascia funzionare tutto. **La sua famiglia Aveva fatto sposare. E per celebrare tutto questo. La loro fedeltà ad Augusto. o «una monarchia senza il nome». Degna di nota è soprattutto la sua lunga passione per la terza moglie Livia. diritto di convocare il Senato. per sposare Augusto che si era appena separato da Scribonia. una donna appartenente per nascita e matrimonio alla più alta aristocrazia repubblicana (la gens Claudia) aveva poi divorziato. che sono Agrippa e Mecenate. nel 40. Tutto ciò fu uno scandalo. ma anche i comizi. che lo inquadrano ormai come un «patrono» su scala imperiale. ius auxilii). tra cui non solo il Senato e le magistrature. e di essere l’unico erede. la madre. per concludere il trattato di pace di Brindisi. come raccomanda Mecenate? Dietro questo dialogo fittizio (ma non necessariamente falso!) si profilano l’influenza di questi due consiglieri. Le istituzioni della Repubblica. **La sua ideologia Tutto per Ottavio nasce dal sentimento di vendetta. nonché i loro contrasti (qui forse troppo accentuati). viene inoltre salutato «padre della patria» dal senato e dal popolo romano.C. per mettere in evidenza la sua astuzia e il fatto di aver giocato un ruolo politico alquanto importante («come doveva fare una donna»). la cui grandezza e il cui genio non smisero mai di brillare. la restaurazione della religione tradizionale. si adatta alle circostanze in cui si trova per portare avanti la sua azione politica. continuano ad esistere. Ottavio combatte al fianco dello zio contro i Pompeiani in Spagna. l’ordine sociale. Il padre (Gaio Ottavio) era un homo novus.

in quanto evidentemente agli occhi di Augusto essere figli di senatori significava essere predestinati a diventare senatori a propria volta. mette tutta la sua energia nell’esaltare la grandezza di Roma e dell’Impero. dai gusti raffinati. erano abbastanza stretti: i figli dei senatori erano infatti tutti cavalieri. benefattore. Era stato rivestito della potestà tribunizia e dell’imperium proconsolare. . ad Apollonia. Etrusco. ossia suo collega. invece. del Principe e della dinastia. -i Latini. dunque. cioè uomini liberi che non possono però diventare cittadini. Augusto concentrò la sua attenzione principalmente su i due ordines. portavano sulla tunica (al di sotto della toga) una larga banda di porpora. mentre i figli dei senatori possono portarlo. Properzio e Orazio. Una serie di leggi. e soprattutto di possedere un capitale equivalente al censo equestre. cioè schiavi liberati al di fuori delle misure prese da Augusto. la società era formata da: -due ordines che erano quello equestre e quello senatorio. dall’altra i figli dei senatori e i figli dei cavalieri usurpavano il laticlavio per ostentare le loro ambizioni. etc). I legami tra senatori e cavalieri. potevano entrare in Senato. Questo ha però due conseguenze significative:  se si è già senatori ma non ci si trova al di sotto del censo o si rinuncia alla qualità di senatore oppure il Principe può colmare il deficit. assumendo la questura. **Agrippa Per molto tempo la sua azione è stata considerata solo quella di un soldato. della morte del dittatore suo padre adottivo. tuttavia benché membri dell’ordine senatorio. -istituendo l’angusticlavio. a loro volta questi. un milione di sesterzi per aspirare alla questura. I membri del Senato. gran signore. -i dediticii. -schiavi. Era innanzitutto un diplomatico (negozia il trattato di Brindisi) e una sorta di ministro dell’interno. ricco. per i giovani cavalieri. -i peregrini. Dopo la morte di Cesare era successo che da una parte il numero dei senatori era aumentato. discepolo di Epicureo. Augusto volle anche riformare la società romana in base ai principi della sua ideologia (ritorno alla morale antica. grande costruttore (durante la sua censura). appartenente all’ordine equestre. per i figli dei senatori. l’adulterio delle donne e diede dei privilegi ai padri di famiglia. fu anche autore di una autobiografia e di opere tecniche. che non desiderò mai lasciare. rafforzamento della coesione sociale. ottimo amministratore. -cittadini romani di Roma e dell’Italia e delle province. ma la sola condizione richiesta ad un uomo per entrare in senato era quella di aver ricoperto almeno la prima delle magistrature (questura). che sotto Augusto era solo un’assemblea. Augusto reagì allora: -diminuendo il numero dei senatori in Senato. stigmatizzò il celibato. -i Latini iuniani. Un lavoro recente ha invece arricchito la sua personalità. IL SENATO SOTTO AUGUSTO Nell’epoca repubblicana non esisteva un ordo senatorius. -vietando di portare il laticlavio ai figli dei cavalieri. Fedele. Sul piano giuridico. Rude soldato dai talenti molteplici. GERARCHIA IMPERIALE Oltre che creatore di un nuovo regime. insomma. anche per questo. i figli dei senatori rimangono dei giovani cavalieri che portano il laticlavio. -fissando un nuovo censo senatorio: ora è necessario. Egli era già con Ottaviano quando il futuro imperatore seppe. il che comportava però il dover rendere il cavallo pubblico allo Stato. cioè il laticlavio. capace di sventare cospirazioni e assicurare l’ordine. Divenne inoltre correggente di Augusto. protettore dei poeti Virgilio. abile stratega. una banda più stretta. ovvero gli stranieri.

ma non poteva certo ignorare l’esercito. Piano piano. dalla Repubblica. bisogna che egli possegga. in quella militare e in una parte della politica fiscale molto importante. ovvero una raccomandazione fatta da Augusto. lo si diviene. cioè l’accettazione della candidatura. I comizi cessarono allora di giocare un ruolo politico importante. infatti. Se da una parte il Senato continua ad essere un organo sociale nobile e rispettato da tutti. legava il soldato al suo generale. anche se consente qualche apporto di cittadini romani provinciali. Si arriva a costituire un esercito ormai permanente composto da 25 legioni. ma contavano innanzitutto i propri meriti e la propria capacità di servire. posti riservati agli spettacoli). ORDINE EQUESTRE SOTTO AUGUSTO Essere cavalieri dava dei privilegi (portare la tunica con la banda di porpora stretta. le quali ricevettero ognuna un numero d’ordine e un soprannome (come per esempio la III Augusta). **Riforme un esercito permanente 1)Non abolisce il principio dell’obbligo militare per tutti. ma è l’imperatore che decide. e i discendenti dell’ordine senatorio tendono a formare un gruppo sociale ben definito. egli ha necessità di appoggiarsi all’aiuto di Augusto. . che si andrà a sommare alla rispettabilità del nome di famiglia. allora. Tuttavia rimane ancora il simbolo della res publica. insomma. I senatori. Erano fissate due sedute al mese in una data fissa e durante i senatusconsulta c’era necessità di raggiungere un quorum. la commendatio. Augusto controllava le elezioni attraverso una serie di poteri: la nomiatio.000 reclute legionarie necessarie ogni anno. inoltre. ed è il mezzo attraverso il quale la pace è stata restaurata. ma l’arruolamento volontario è sufficiente a fornire le 6. L’ammissione al senato avviene ancora. A più riprese. infatti. CONTROLLO DI AUGUSTO SU MAGISTRATI E COMIZI Di fatto. Augusto si è fatto campione di questa pace. L’ordo equestris era assai più aperto di quello senatorio: poco importava. anche il «diritto di presentarsi candidato alla prima magistratura». -fissando uno ius honorum: per chi è figlio di un senatore e vuole entrare in senato. L’ESERCITO SOTTO AUGUSTO L’esercito è nato sui campi di battaglia. l’origine geografica o sociale di qualsiasi dei suoi membri. ma nessuna eredità legale: non si nasce cavalieri (a meno che non si sia figli di senatori). è inoltre un gruppo di professionisti e Augusto seppe circondarsi anche di generali competenti membri della sua famiglia. L’esercito. Tiberio e Druso. dall’altra perde sempre più la sua importanza e dal punto di vista decisionale e da quello politico. persero qualsiasi tipo di competenza giuridica. come Agrippa. La riforma di Augusto nei confronti del Senato mira allora a voler creare le migliori condizioni possibili per assolvere alla sua funzione tradizionale e a confermare il suo primato nella gerarchia sociale. a partire dalla questura. 3)Il reclutamento è essenzialmente italico. e vuotavano della loro sostanza le magistrature tradizionali. tutt’al più che è a lui solo che i soldati prestano il sacramentum che. ha perduto il controllo in politica estera. sarebbero spariti dalla vita politica. oltre al nuovo censo. Con questo ordo rinnovato. 2)Il soldo dei legionari è portato a 25 denari. Augusto si creò tutta una elite di funzionari diligenti e pronti sempre a sostenere il nuovo regime. anello d’oro. come sotto la Repubblica. la creazione di un censo differente e più elevato stabilisce una nuova barriera tra senatori e cavalieri. oscillano tra la sottomissione al Principe e la sterile organizzazione di complotti maldestri. ormai.

e suo figlio potrà arruolarsi in una legione. 1)L’insieme dei corpi ausiliari equivale in numero d’uomini al corpo delle legioni. Al suo congedo l’ausiliare può beneficiare del privilegio di ricevere la cittadinanza romana. 2) divide le circoscrizioni in quartieri (vici). Sono flotte permanenti. sono ripartiti i gruppi ausiliari e le legioni. dall’altra. E il desiderio comune di pace. 4) sono costituite coorti di vigili per lottare su incendi e assicurare la polizia notturna. incaricato di funzioni religiose e amministrative. e che erano appartenenti alla casa imperiale e alla sua famiglia. le sue strutture amministrative rimasero arcaiche per lungo tempo. **Unità ausiliarie e legioni La distinzione tra le due si precisa sotto Augusto anche se esisteva già da tempo. il senso dello Stato e del dovere che impregnava il mos maiorum hanno facilitato questa impresa augustea. Quattro settori della città furono particolarmente curati da Augusto: il Foro romano. sulle opere e i luoghi pubblici. i tribuni della plebe e gli edili. la riorganizzazione degli ordini senatorio ed equestre. La sua azione si sviluppò attraverso il restauro e completamento di monumenti danneggiati e l’abbellimento con continue costruzioni che simboleggiassero la grandezza della città e il ritorno alla pace. 3) l’insieme dell’amministrazione della città è affidato invece ad un praefectus urbi. trasportano truppe e anche l’imperatore da una parte all’altra dell’impero. nelle province. il Campo Marzio. **Roma -Organizzazione amministrativa Sebbene la popolazione abbia continuato a crescere. Da una parte Augusto. il Palatino. vengono annessi alla domus imperiale altri spazi considerati per tradizione appartenenti alla storia comune (come per esempio il Palatino). sul letto e le rive del Tevere (questa antica istituzione dell’epoca repubblicana viene resa permanente proprio da Augusto). che fece costruire. sia diventato un grande mare romano. così Augusto si vantò di «lasciarla in marmo dopo averla trovata in mattoni» (ne parla Svetonio). invece. **Ripartizione delle truppe Augusto installò una guarnigione in a Roma quando l’Italia non ne conosceva. anche per ingraziarsi maggiormente il popolo. divide il territorio urbano in circoscrizioni (regiones) che hanno a capo un magistrato tratto a sorte trai pretori. assicurano la logistica delle operazioni.C. un senatore coadiuvato anche da altri senatori che vigilano su acquedotti. spesso un liberto. -Monumenti e azione edilizia Roma aveva il dovere di essere la più bella città dell’impero. donò alcuni terreni. dopo Azio. **L’Italia . gli edifici sacri. Non fu dimenticata la sicurezza marittima: malgrado il Mediterraneo. il Foro di Augusto. invece. che oltre alla loro funzione di polizia sono una riserva di uomini. a capo dei quali sta un vicomagister. 2)In origine i corpi ausiliari ricevevano un nome che evocava l’etnia dei proprio soldati (come per esempio l’ala Thracum per i Traci). così Augusto le modificò profondamente: 1) nel 7 a. L’AMMINISTRAZIONE DELL’IMPERO Il successo di una «monarchia mascherata» come quella di Augusto sta nell’aver saputo amministrare correttamente gli immensi territori dell’impero. due porti in particolare ebbero per missione di controllare le due parti del mare intero. Ogni flotta è posta sotto il comando di un prefetto di rango equestre.

La loro azione è aiutata anche da questori per le faccende finanziarie. esse sono governate da un ex console. Gli uomini liberi che si trovano sul suolo italico. **Restaurazione Per ridare splendore ai sacerdozi ne assume su di sé i fondamentali. LA POLITICA RELIGIOSA SOTTO AUGUSTO Da una parte una linea tradizionalista. -L’Egitto Il suo statuto è particolare. Augusto. diventa il restauratore dei templi. sono scelti tra senatori che siano ex consoli o ex pretori. e l’incarico poteva durare un anno soltanto. e se si svegliava la mattina mettendo il piede nella scarpa sbagliata. Per quanto riguarda il ramo della tradizione. naturalmente a suo favore politicamente. lo prendeva come un segno funesto. poiché seppe infatti sfruttare di ogni avvenimento il lato religioso. Augusto divise l’Italia il 11 regioni. ostentava forme di religione ancestrale con una fedeltà pignola spinta fino alla crudeltà. e ridà vita ad alcuni riti caduti in desuetudine. nessun auspicio. Era un homo religiosus. i suoi municipi sono autonomi. Per quanto riguarda invece le province imperiali con più di una legione. sono tutti cittadini romani che non pagano imposta fondiaria. -culto dei Dioscuri con l’età della giovinezza. quindi una provincia può diventare senatoria o imperiale. . **Rinnovamento Associa alle sue varie riforme le divinità che si accordano con esse: -culto di Opi e di Cerere alle distribuzioni frumentarie. rispetto al padre adottivo Cesare che si era sempre dimostrato alquanto scettico. insomma. tuttavia è trattato come proprietà personale dell’imperatore. Non trascura allora nessun sogno. Lo statuto amministrativo di una provincia. che continua a regnarvi secondo gli stessi principi dei precedenti Lagidi (altro nome dei Tolomei). e sono scelti direttamente dall’imperatore per una durata che solo Augusto può decidere di quanto sia. -Le province senatorie I loro governatori portano il titolo di proconsole come sotto la Repubblica. con la fondazione del culto imperiale. Augusto rimette però in vigore la legge di Pompeo che prevedeva che per assumere l’incarico di proconsole dovevano essere passati almeno cinque anni dalla fine dell’ultimo mandato assunto. Legalmente è annesso all’impero del popolo romano. in realtà era flessibile e capace di adattarsi a variabili realtà. ma semplicemente truppe ausiliarie: in questo caso sono rette da un prefetto di rango equestre. Alcune province imperiali non prevedevano legioni. poiché potrebbero rivelarsi infallibili. L’organizzazione generale dell’impero che segue può sembrare estremamente rigida. dall’altra una innovatrice. non è mai definitivo. sebbene teoricamente il territorio italiano rimanga sotto il controllo del Senato. anche perché ognuno potesse votare nel suo luogo d’origine. L’imperatore è qui rappresentato da un praefectus d’Egitto. ma non ingenuo. -Le province imperiali I loro governatori portano il titolo di legato d’Augusto propretore. nessun prodigio.

QUESTIONE DELLA SUCCESSIONE Quest’opera colossale religiosa. -origini indigene: in particolare si pensa siano state origini iberiche. e siccome colui che propose il nome Augustus (Lucio Munazio Planco) era appena tornato dalla corte di Alessandria. Marcus Claudius Marcellus. Un matrimonio. Giulia. 4)Tiberio fu allora obbligato da Augusto a lasciare la moglie Vipsania (figlia di Agrippa) per sposare Giulia. 3)Dal matrimonio tra Agrippa e Giulia nacquero due figli. Gaius Caesar e Lucius Caesar. potevano sottolineare la sua scelta. eroi politici importanti avevano ricevuto onori divini (uno fra tutti Alessandro Magno). Marte e Vesta. insomma. sono state avanzate tre grandi ipotesi: -origine ellenistica e orientaleggiante: nel mondo ellenistico. e che Augusto risultava quindi «figlio del divinizzato». dove trascorrerà una vita da comune privato. che già era stato promosso correggente del princeps ed era inoltre sposato con la figlia di Augusto. non fu Tiberio ad essere preso in considerazione per il potere. di contro. amministrativa sarebbe stata del tutto effimera se non si fosse assicurata la successione: bisognava dunque trasmettere l’auctoritas e le qualità personali di Augusto. e fatto sposare alla figlia di Augusto. ma quando riceve la potestà tribunizia decide di ritirarsi spontaneamente in esilio per cinque anni a Rodi. Fu inoltre proprio nella penisola iberica che fu innalzato il primo altare monumentale in onore di Augusto. Questo dilemma tormentò Augusto. -origini romane e nazionali: probabilmente fu il secolo degli imperatores che avrebbe ispirato il culto imperiale. o un’adozione.C. Ma il rinnovamento più grande arriva con l’istituzione del culto imperiale. un tribuno della plebe si votò ad Augusto alla maniera degli Iberi esortando anche i suoi compagni a fare lo stesso. su chi si indirizzava la sua scelta. Tuttavia egli morì. politica. uomini. 1)Il primo ad essere preso in considerazione fu suo nipote (figlio della sorella Ottavia). anzi Agrippa. Si orientò all’ora verso il sistema di associazione del suo successore al suo governo indicando così manifestamente. nato lo stesso anno di Marcellus. assai discusse. Onori e incarichi si accumulano su di lui. molti re. . che fu iniziato alla carriera politica abbastanza velocemente. tutt’al più che nel corso della straordinaria seduta in Senato del 27 a. Tuttavia designare apertamente un successore significava ammettere l’esistenza di una monarchia e dare origine ad una dinastia. si sono potuti rinvenire proprio in quella zona i prodromi del culto imperiale. infatti. Apollo. ma quando quest’ultimo morì. il quale peraltro non aveva figli maschi e non era mai stato invocato nessun principio di successione. non dire nulla significava aprire di nuovo la strada alle guerre civili. Giulia. e attraverso di lui discendeva da Venere. FONDAZIONE DEL CULTO IMPERIALE Per quanto riguarda le origini. 2)Augusto accelerò allora la carriera del figliastro Tiberio (Titus Claudius Nero). e le sue ceneri furono custodite nel mausoleo dello zio in Campo Marzio. Attribuisce inoltre un’importanza singolare ad alcune divinità come Venere. cosicché potessero succedere e al loro padre adottivo e al loro padre naturale. basti pensare che Cesare era stato il primo ad essere divinizzato proprio perché ritenuto un valoroso generale che si era particolarmente mostrato agli occhi di tutto il potere romano. che furono adottati da Augusto.. rispettando però una parvenza di legalità. Agrippa muore.

le relazioni con gli eserciti. Per via del suo carattere. ma morirono ben presto entrambi nella loro prima missione ufficiale. il peso dei suoi congiunti. prima di salire al potere. I due fratelli fecero insieme apprendistato al governo. in seno alla famiglia imperiale. È uno degli uomini più adatti per prendere il posto di Augusto. Sotto la dinastia dei Giulio-Claudii entrano in gioco numerosi elementi. 5)In sprezzo di ogni regola. si faceva più chiaro: prima Tiberio. TIBERIO (dal 14 al 37 d. divenne misantropo.) **Ritratto La storiografia senatoria ce lo presenta come un cattivo principe. 6)Restavano allora due persone. è riconosciuto come necessario per mantenere la pace e non ritornare alle guerre civili. **Il suo regno . anzi lo si sperimenta. ligio al dovere civile. che avrebbero potuto prendere il posto di Augusto: Tiberio e Agrippa Postumo (figlio di Agrippa e di Giulia). Tiberio ricevette i poteri di Augusto. il modo di essere un sovrano accettato dalla plebe. LA DINASTIA DEI GIULIO-CLAUDII Nessuno col tempo mette in discussione il regime del Principato. e poi Germanico. ferito dall’essere stato l’eterno secondo alla successione. I SECOLO D. Tiberio fu allora investito ancora una volta della potestà tribunizia. dunque. Inoltre. nonostante fosse repubblicano di convinzione. che domandò a sua volta a Tiberio di adottare il figlio di Druso e della sorella Ottavia (dunque suo nipote). In tutti i campi. insofferente agli obblighi della vita pubblica che la sua funzione comportava. Gaius Caesar fu designato console per cinque anni più tardi. Il governo di uno solo. Numerosi studi hanno ridimensionato queste considerazioni. il 14 d.C. Nel 13 d. lo si modifica e lo si adatta. l’interesse per amministrazione e province. Nessuno propone la restaurazione della Repubblica. L’ordine successorio. Paradossalmente. i suoi rapporti con il Senato (che molto spesso hanno determinato anche l’immagine che ci è stata data del regno). appassionato di astrologia. Germanico. La dinastia comprese: -Tiberio. e non manca di intelligenza come di carattere. un fine ellenista. come sosterrà Tacito. -Caligola.C. neppure coloro che spesso vi fanno riferimento. non suscitò molta simpatia nei confronti del Senato. in più è colto. alle volte un tiranno. -Nerone. invece. -Claudio. brusco e sospettoso. ma anche verso il popolo.C. Tre anni dopo anche suo fratello Lucius ricevette gli stessi onori. Entrambi furono adottati dall’imperatore. Agrippa Postumo fu ripudiato da Augusto ed esiliato su un’isola. che morrà l’anno successivo. dominerà profondamente il ricordo di Augusto.C. maldestro. Timido. come la personalità del Principe. che avrebbe dato al Principato una forma autocratica. un buon oratore. egli ha già dimostrato il suo valore. e i cavalieri lo proclamarono «Principe della gioventù».

Arrestò. che gli derivava: dalla giovinezza. tutto quanto. purtroppo. la morte del figlio dell’imperatore gli fece probabilmente sperare di essere nominato come suo successore. prima di morire per malattia. suo figlio adottivo. dalla sua parentela con Marco Antonio e Augusto. Nessuno lo pianse: né i pretoriani che acclamarono il nuovo imperatore. «nostra stella». oltre ai miliardi che Tiberio gli lasciava. così come il Senato. magari facendo confiscare i loro beni. Si riscontrano difficoltà famigliari sia per il carattere di Livia sia per le rivalità tra Tiberio e Germanico. legata a gruppi che contrastavano le truppe di Germanico. a imitazione di Augusto. Le sole voci che ci parlano di questo imperatore. Secondo una diceria sarebbe stato quest’ultimo ad aver dato il colpo di grazia all’imperatore morente. Tiberio si rinchiude in una villa a Capri. soprannominato Caligola. Nei primi mesi di governo sono segnalate una rivolta sul Reno e una sul Danubio. solo che il prefetto del pretorio vi ebbe un ruolo importante. tuttavia. fu messo a morte. e l’imperatore ne rimase alquanto addolorato. da dove non si allontanerà mai più. Si instaura un regime piuttosto «liberale». Tiberio continua a governare da Capri con la stessa attenzione maniacale. dalla sua infanzia nei campi dei legionari dove gli fu dato il soprannome di Caligola («piccolo stivaletto da soldato». tanto più che Seiano chiese di sposare la vedova di Druso. o se tentasse di contrastare la sua figura. distinguere tre fasi del suo regno: -dal 15 al 23 d. CALIGOLA (dal 37 al 41 d.) Dell’avvento al potere di Caligola si sa molto poco. dal padre Germanico. Quando quest’ultimo morirà (nel 19) l’opinione pubblica sospettò che una persona vicina a Tiberio lo avesse avvelenato per riservare la successione a suo figlio Druso. il popolo romano e i magistrati e l’esercito prestarono fedeltà al nuovo imperatore che. poiché non aveva preparato un successore. sua moglie. Non mancano le difficoltà.C. Agrippa Postumo. Nel 37. e che il popolo di Roma. né il popolo romano che si manifestò in favore del candidato dei pretoriani. che diventerà sempre più una formalità all’inizio di ogni regno. Viene condotta una spedizione in Germania da Germanico. una nuova crisi finanziaria. Caligola disponeva sicuramente di un grande capitale di popolarità. Nel 30 Tiberio e Seiano vengono designati consoli per l’anno successivo (cosa eccezionale!). e i suoi partigiani e i suoi figli messi a morte. ma anche quest’ultimo morirà. lo accolsero con gioia: era colui che la folla acclamava come «nostro bimbo». Dunque.C. Il Senato. da questo punto in poi. Per essere poi ancora più libero a Roma con molta probabilità consiglia all’imperatore di ritirarsi in Campania. a quel punto. -dal 31 al 37 d. .C. Questo periodo è dominato dalla personalità di Seiano. in Africa come in Gallia si riscontrano alcune rivolte. ma l’imperatore glielo impedì. né i senatori. punirli con la morte o con l’esilio. ne fanno un quadro così nero che ci si deve interrogare sul loro valore. Suscitò dei processi di lesa maestà che permettevano di far giudicare dal Senato i sospetti. Esitava – sembra – tra suo nipote e suo pronipote (figlio del figlio di suo fratello) Gaius Iulius Caesar. tuttavia accadde che Seiano fu arrestato e giustiziato. ma Tiberio ne venne facilmente a capo. Non sappiamo con certezza se Tiberio cercò di prevenire le ambizioni di Seiano. -dal 23 al 31 d. Dopo l’investitura fu votata una lex de imperio. Meno di quattro anni dalla sua salita al potere. non si sapeva chi lo avrebbe sostituito. deceduto. rimise tutti i suoi poteri all’assemblea per poi riottenerli immediatamente da essa.C. Si possono. Il testamento di Augusto lasciava in eredità a Tiberio e a Livia. che diventa il personaggio più importante del regime dopo Tiberio. egli viene assassinato da una cospirazione dei pretoriani e di liberti imperiali. Ma un punto che mette d’accordo tutti sono le ragioni della sua popolarità.

nel 41 d.C. **Ritratto Nipote di Tiberio e zio di Caligola. Messalina per le sue tresche oscene. il sancta sanctorum. nonostante fosse uno spirito tradizionalista la sua opera fu innovatrice e rivoluzionaria. si è supposta una malattia che lo avrebbe portato ad avere un comportamento stravagante. Attualmente è stato rivalutato per la qualità della sua azione sia interna che esterna: -trasformò l’amministrazione centrale dell’Impero in una grande cancelleria. dice Svetonio parlando di lui. La sua carriera era stata molto lenta. che affermava fosse «Una caricatura d’uomo. delle sue mogli (ne ebbe quattro. l’imperatore mostra il senso di dignità imperiale rifiutando il prenome di imperator. ma un’analisi più approfondita mostra anche che essa non fu così significativa da determinare un cambiamento politico netto. annetté la Mauretania.. i pretoriani perquisirono la domus sul Palatino alla ricerca di un membro della famiglia giulio- claudia che potesse sostituirlo. Nel 54. due delle quali assai tristemente famose. Fatto sta che Caligola vuotò le casse dello stato. più che altro. Tutto il resto è soggetto a discussione: per molto tempo. in particolare da Seneca che fece della sua apoteosi una trasformazione in zucca (Apokolokyntosis del divino Claudio). In più. **Il suo regno Salito al potere. «Un soldato che correva da tutte le parti […] lo tirò fuori dal suo nascondiglio. -si occupò della giustizia. -assunse la censura e la esercitò con scrupolo. punì gli assassini di Caligola. Questo aneddoto sottolinea tre verità: Claudio non teneva a divenire sovrano. nonché fratello cadetto di Germanico. Alcuni storici lo pensano. studiando filologia e storia: scrisse una storia di Roma. -mise un interesse particolare per l’approvvigionamento di Roma. verso i quali – per paura – promise una somma di denaro. -intraprese ogni tipo di lavoro e costruzione pubblica. Fu ridicolizzato assai dagli antichi. muore. si gettava alle sue ginocchia. forse avvelenato dalla moglie Agrippina in quanto avrebbe messo sullo stesso piano Britannico e Nerone per la sua successione. CLAUDIO (dal 41 al 54 d. Ma. altri invece ritengono che non ci siano prove a sufficienza per poterlo affermare con certezza. per esempio. Nel 44 la Giudea ridiventa provincia romana. Agrippina perché madre del futuro Nerone) e dei liberti. Effettivamente balbettava e non era solido sulle gambe. si afferma la politica dinastica (con l’apoteosi di Livia). fu il primo imperatore investito dai pretoriani. ma Agrippina avrebbe voluto . terrorizzato. tutti dubitavano della sua intelligenza.C. un aborto semplicemente abbozzato dalla natura». -fondò numerose colonie. Nel 43 conquista la Britannia. Non sappiamo se realmente progettò una maldestra politica all’estero in Britannia. e neppure se pensò seriamente di introdurre il culto rivoluzionario di Iside e Se rapide. Claudio visse in disparte.) Dopo l’assassinio di Caligola. costantemente lo si presentò come un ubriacone. restò padrone della macchina governativa e amministrativa e scontentò il popolo giudaico volendo installare una sua statua nel tempio di Gerusalemme. e tutti lo consideravano un po’ nello stesso modo in cui ne parlava la madre. -riprese la politica augustea. come lo zimbello dei pretoriani. e mentre Claudio. lo salutò imperatore». invece. Restò cavaliere finché Caligola non se lo affiancò come collega al consolato. Nel complesso. una dell’Etruria e una di Cartagine (le ultime due in greco). mentre il Senato decideva di restaurare la Repubblica.

un palazzo imperiale concepito come mondo chiuso. Legato a questo personaggio è il problema del «Neronismo». che ad un programma politico. Il giorno stesso Nerone si presenta in Senato leggendo un discorso elaborato per lui da Seneca: vi riprendeva i temi augustei. Le testimonianze archeologiche. e riuniva dunque i due rami nemici dei Giulii e dei Claudii. e dando fuoco a Roma. amante di scultura e pittura. . di gusto. che per molti secoli. istrione. o ad un ideale estetico. vicina più ad un genere di vita.) sono chiamati il quinquennio felice. ci mostrano un uomo di cultura. crudele. tra cui quello di un governo equamente diviso tra imperatore e Senato. Il Senato conferirà l’apoteosi a Claudio. invece. un megalomane e un musicista che prendeva molto sul serio le sue attività liriche. fece sparire sua moglie e il suo precettore. invece. o più verosimilmente il veleno fecero di Nerone il nuovo imperatore di Roma. anche se egli si credeva il più grande artista del suo tempo. I suoi versi poetici – come ci racconta Tacito – non erano affatto ridicoli.accelerare l’ascesa di suo figlio. NERONE (dal 54 al 68 d. se si cerca una svolta politica la si pone tra il 61 e il 62. si presentò dai pretoriani offrendo loro un donativum. si era ritenuto essere una sorta di periodo di serenità totale che si sarebbe concluso con la morte di Agrippa. Egli ha solo 17 anni. si fece sposare da uno dei suoi liberti. Nerone impose un governo autocratico.C. via politica alquanto originale. quando Nerone indurì il suo atteggiamento verso il senato. comportandosi inoltre da istrione e auriga. **Ritratto Le testimonianze letterarie ci presentano Nerone come «il nemico del genere umano» . **Il suo regno I primi cinque anni di regno di Nerone (dal 54 al 59 d. che avrebbe voluto trasformare Roma in una «Neropolis» con il cuore di essa che sarebbe stata la Domus Aurea. oppure «semplicemente» come un mostro che uccise il fratellastro. tormentato e angosciato da paure di ogni tipo. ed è il più giovane Principe mai salito sul trono finora. La sua ascesa al potere deriva dalla accurata organizzazione che ne fece sua madre Agrippina. anche a causa di scrittori antichi. Era infatti un giovane Principe affascinato dal mondo orientale e dalla Grecia. che lo fa proclamare nuovo imperatore. invece. Gli ambienti giudaici e gli scrittori cristiani. Britannico trattenuto. invece. invece. Da parte di madre e padre Nerone discende da Ottavio e da Marco Antonio: era stato adottato da Claudio. la festa. mentre Nerone. il lusso. Nerone tenta di infondere nella società romana i suoi nuovi valori: il gioco. la fortuna. Oggi. Prima di queste date.) Il caso. lo presentarono addirittura come un anticristo e come la Bestia dell’Apocalisse di Giovanni. praticò l’incesto con la madre prima di farla assassinare. e la moglie diventò sua sacerdotessa come Livia lo era stata per Augusto. sorella di Caligola: la morte di Claudio fu tenuta nascosta. un dandy che usava uno smeraldo come occhiale (poiché miope).C.dice Plinio il Vecchio –. ma anche una vera e propria rivoluzione culturale.

il prefetto del pretorio e il suo precettore. 62 – Morte di Burro. Durante il suo ultimo anno di regno. 59 – Morte di Agrippina. Ingannò per questo grandissimi storici che parlarono spesso di diarchia. Rivolta in Giudea degli ebrei. Tiberio ostentò a più riprese la sua fedeltà nei confronti di Augusto. invece. I suoi successori proseguirono questa collaborazione con il Senato: . Reazione contro la politica di Claudio. 60 – Prima edizione dei Neronia. Ci furono gare musicali. prima di essere eletto imperatore con tutti i poteri del compito. 58 – Il Senato rifiuta di accordare a Nerone una nuova riforma fiscale che egli aveva proposto. stirpe che si estingue con Nerone. il quale sarà dichiarato nemico pubblico dal Senato. 66 – Costruzione del colosso di Nerone. se ne sarebbe occupata sua madre Agrippina. Chiusura del tempio di Giano. **I rapporti con il Senato Augusto aveva tenuto rapporti molto buoni con il Senato. la politica estera. a lungo si è attribuito molto al primo. Galba ottenne l’appoggio del legato Otone e del questore Cecina. **La dinastia Ad eccezione di Tiberio.. Pisone. IL QUINQUENNIO FELICE 54 – alla salita al trono di Nerone. 55 – Uccisione di Britannico. cercando di mantenere per questo organo istituzionale un’apparenza di libertà e potere. riteneva che sua madre era il frutto di un incesto tra Giulia e Augusto. Seneca il filosofo. repressa da Vespasiano. tutti i Giulio-Claudii sono di sangue dei Giulivi. 65 – Congiura dei Pisoni: suicidio di Seneca. 64 – Luglio: incendio di Roma. Per quanto riguarda. egli è assistito da due consiglieri: Burro. Crollo del regime. ci furono contatti tra Vindice e altri governatori come Galba per rovesciare l’impero. infatti.C. Anche i pretoriani di Roma si dichiararono dalla parte di Galba e dunque contro Nerone. a cominciare da quando in Senato. figlia di Ottavia e Marco Antonio. hanno innovato senza sconvolgere e hanno approfondito e consolidato l’opera di Augusto. Abbandonato da tutti. con il quale si misero spesso in rapporto. rimandò le cariche all’assemblea per poi vedersele ridare immediatamente. Caligola. etc. diventa il nuovo prefetto del pretorio. anima dannata dell’imperatore. e sono resuscitati in Senato i processi di lesa maestà. Tigellino. giochi quinquennali. Proclamazione della pace universale. Nerone si suicida aiutato da una schiava che gli darà il colpo di grazia mentre stanno per arrestarlo. Caligola. ginniche. Aveva poco più di 30anni. secondo una formula greca. ippiche. il 68 d. tuttavia oggi gli storici hanno scoperto che i Giulio-Claudii non sono stati solo dei continuatori: anch’essi. Se Tiberio si dimostrò in tutto e per tutto continuatore di Augusto. si dice siano state: «Quale artista muore con me!». Claudio e Nerone. fondano la loro legittimità attraverso la parentela con Antonia. LA POLITICA DEI GIULIO-CLAUDII È spesso difficile cercare di individuare che cosa risalga ad Augusto e che cosa ai suoi successori. Le sue ultime parole. invece. Lucano. invece. L’eredità dinastica fungeva assai da carisma. e la sua morte diede origine ad un periodo di guerre civili. Seneca si ritira piano piano dalla corte imperiale. ma in realtà Augusto non spartì mai il potere con nessuno.

anzi molti storici lo considerano come il vero creatore dell’ordo senatorius per eccellenza. poiché Nerone mette in disparte o elimina le grandi dinastie senatorie. . Nel 62. contro i quali 27 Alcune di esse: gli Iunii Silani. Il più fedele fu Tiberio. -l’aristocrazia: è tra le grandi famiglie senatorie27 che l’opposizione è più vivace.C. disturbato dall’atteggiamento del Principe. l’imperatore Claudio incita i senatori a non essere delle comparse). a teatro o al circo (applaudiva. per esempio. si allontanano in parte dalle parole d’ordine di Augusto. Tiberio rifiutò tutti i titoli imperiali. -Caligola: molto semplicemente. ossia il procedimento della adlectio: era una nomina diretta di un uomo nuovo al Senato. che rimase però deluso spesso dal comportamento servile di alcuni dei senatori. Opposizioni permanenti. gli Scribonii Libones. una diplomazia abile in Oriente. -Tiberio: il suo atteggiamento fu quello di voler rendere partecipe del governo dell’impero l’assemblea. La possibilità dell’adlectio si aveva in base alla magistratura della censura. -Nerone: anche per quanto riguarda questo imperatore. gli Anii. i Silii. -diplomazia attiva. -Claudio: la sua politica nei confronti del Senato è contemporaneamente autoritaria e conciliatrice. le sue relazioni con il Senato seguirono la linea positiva inizialmente e quella negativa successivamente. Claudio e Nerone. una promozione. una solida rete di stati-clienti lungo il Danubio. portando per esempio tre adlecti tribuni della plebe nella Curia. Da allora l’autorità dei patres si indebolisce. i Calpurnii Pisones. ma più che trattarsi di una intolleranza al sistema. anche perché è innegabile un ritorno ad alcune pratiche augustee e una volontà di onorare l’assemblea sotto numerosi aspetti (in un discorso noto attraverso un papiro. successivamente cattive. che è indifferente alle questioni politiche se non in alcune rare occasioni. a meno che non fosse proprio quest’ultimo a crearne. **La politica estera Da Augusto in poi furono tre gli elementi di questa politica: -presenza militare alle frontiere. non ebbe insomma mai problemi con il Senato. gli attori detestati da Caligola). Caligola non sappiamo se abbozzò una politica in Occidente. **Le opposizioni Dal regno di Augusto a quello di Nerone le opposizioni presentano delle caratteristiche identiche: innanzitutto non provengono dal popolo di Roma. invece. che sarebbe stato collocato ad una posizione superiore rispetto a quella della magistratura d’ingresso. mai questi problemi hanno effettivamente preoccupato le autorità o il regime. Molto importante fu il fatto che Claudio inventò un nuovo modo per reclutare i senatori. Egli comunque non sconvolse la composizione dell’assemblea facendovi entrare alcuni cavalieri italici. -sistema dei regni-clienti. che fece condurre alcune spedizioni contro i Germani (ma non per conquistarli). e la differenza dei disagi fu sempre differente. Insomma. in cui reclama pane o l’alto costo dei viveri. forse sotto la pressione dei liberti. permise di cambiare in parte la composizione dell’assemblea. ci si scaglia sulle figure degli imperatori. Queste tre linee saranno seguite sebbene con qualche sfumatura dai Giulio-Claudii. invece. inoltre. invece. sono percettibili in due gruppi: -i provinciali: nell’insieme le rivolte che si presentarono nelle varie parti dell’impero sono poco numerose e molto locali. che l’imperatore in questione rivestì durante il suo regno. conservano solo quello di Augustus. Ma fu autoritaria perché. volle controllare direttamente l’azione dei senatori. La linea negativa fu imboccata a partire da quando l’assemblea rinunciò di accettare la riforma fiscale del nuovo imperatore nel 58 d. le relazioni tra questo e il Senato furono inizialmente buone. si svolse il primo processo di lesa maestà al regno.

ha messo d’accordo il mondo e la volontà divina. un morto. leale cioè alla casa imperiale. Per quanto riguarda gli imperatori morti: -L’apoteosi: dopo Augusto. implicato nella congiura di Pisone. ma le persone che governano. IL CULTO IMPERIALE SOTTO I GIULIO-CLAUDII Dal regno di Augusto il culto imperiale era rivolto verso Cesare. perché anche i complotti e le congiure risultano assai sterili al fine di mutare la situazione. Gli onori che Tiberio aveva affidato ad Augusto. È peraltro la sollevazione degli eserciti di provincia e il tradimento del prefetto del pretorio che provocarono fuga e morte di Nerone. Il solo imperatore a non essere più rispettato fu Nerone. Questi due aspetti non scompaiono sotto i Giulio-Claudii. come Vespasiano. Quando il corpo è completamente bruciato venivano raccolte le ossa (Livia le raccoglierà ad Augusto) per metterle nella tomba.nascono complotti o congiure che trovano nello stoicismo non un’argomentazione politica (poiché infatti questa filosofia esaltava la monarchia). in particolare alla morte di Germanico e a quella della sorella di Caligola. istrione e incendiario: allora ti ho odiato» (da Tacito. -Tempio del Divino Augusto: fu eretto nel Foro. verso il quale un tribuno di una coorte pretoria. poi. auriga. non si mette in discussione il sistema in quanto tale. le innovazioni di Caligola e Nerone li trasformano per dare vita ad una nuova religione ufficiale. ma un’etica. si nota una fiammata del culto imperiale. espone le sue ragioni di avversità prima di essere messo a morte. Un’aquila fuggiva dalla pira. ed aveva dei sacerdoti che gli erano stati votati.C. dall’uccisione di Seiano. dunque. reprimendo il movimento di Seiano. Questo rituale fu inaugurato proprio per Augusto. ma l’apoteosi di Augusto. Drusilla. Per quanto riguarda gli imperatori vivi: -Tiberio: rifiutò sempre qualsiasi onore divino che gli fu proposto. globalmente l’esercito rimane quello che è sempre stato. ma anche verso Augusto. A Nerone che gli domandava come mai avesse dimenticato il suo giuramento di fedeltà verso l’imperatore. Com’è già stato detto. tuttavia. anche se a Roma questo faceva divertire alcuni spiriti scettici. portando l’anima del Principe. Comunque sia non si può parlare di una vera e propria opposizione. è il solo Claudio ad accedere al rango delle divinità. Il corpo (più tardi rimpiazzato da un simulacro di cera) era posto sopra una pira eretta nel Campo Marzio. si delinea un cambiamento: sulle monete e sulle iscrizioni ufficiali la Provvidentia divinizzata è associata all’imperatore che. un vivente. rispondeva: «Non c’è stato nessuno che ti abbia amato e rispettato più di me prima che ti dimostrassi assassino di tua madre e di tua moglie. che prima di morire avrebbe detto «Sento di diventar divino». servirono come modello per i successori che avrebbero ricevuto l’apoteosi. nonché un collegio (sodales augustales) che raccoglie membri delle famiglie senatorie e di quella imperiale. . intorno alla quale la società sfilava. Questa entrata in scena degli eserciti è una trasformazione fondamentale del I secolo d. si poteva onorare l’essere umano sia come divinità che come morto. -Sviluppo del culto domestico di Augusto: nasce innanzitutto nella famiglia imperiale. e raggiungerà la sua perfezione nella seconda metà del II secolo. Annales). e Livia ne è la sacerdotessa. L’ESERCITO SOTTO I GIULIO-CLAUDII Dalla morte di Augusto. Alla fine del rito. divinizzata. Ad ogni morte di un componente della famiglia imperiale.

ma fu l’unico. secondo un compromesso con l’imperatore. rispettavano i divieti alimentari e praticavano riti ed usi come la circoncisione. Ponzio Pilato. I Giudei della Diaspora. Per tutto ciò apparve come fautore di disordini. mettendo in parallelo il «vangelo secondo Augusto» e il vangelo di Gesù sottolinea la nascita di due fedi simultaneamente e di un’era nuova in data di nascita dei loro fondatori. **Gesù I Sadducei avrebbero cercato di farlo condannare come zelota. infatti. dispersi in tutto il bacino del Mediterraneo. «INRI» (Iesus Nazarenus Rex Iudeorum). cioè pagare l’imposta. condividevano anch’essi la fede dei loro antenati: erano monoteisti. Tale compromesso fu però rimesso in discussione da Caligola. Coloro che egli aveva attirato di fronte a sé sono disorientati dopo la sua morte. Santo Mazzarino. LA «RIVOLUZIONE SPIRITUALE» Così un grandissimo storico italiano. in seguito. **Il caso giudaico Alla fine del regno di Tiberio muore sulla croce a Gerusalemme uno sconosciuto di nome Gesù. che sarebbe stato condannato alla crocifissione e denigrato con il titulus affissogli sulla croce. Probabilmente ci sono motivi significativi per ritenere che i due culti furono concorrenti: incontestabilmente. In nessun caso. Un giudeo non poteva facilmente accedere alle cariche politiche di una città o occupare un posto di rilievo. **I cristiani I cristiani riuscirono da subito ad estendere i loro proselitismi alle comunità giudaiche della diaspora. ma convinzione profonda quella che il regno divino dovesse . infatti. Il prefetto della provincia di Giudea. invece. anche se la religione ebraica era permessa. Fu associato soprattutto ad Apollo fin dai primi mesi del suo regno. Si distinguevano inoltre numerose sette. Fu condotto – dall’autorità romana – un processo contro di lui. per altri. a ricevere l’apoteosi. erano gli unici all’interno dell’impero ad essere estranei al culto imperiale: per loro. cioè come un agitatore. essi dovevano offrire quotidianamente un sacrificio al loro Dio per il sovrano romano. la cui esistenza è testimoniata da un’epigrafe. Al posto del culto imperiale. avrebbe tentato di instaurare un dispotismo alla maniera orientale o di imporre la sua adorazione da vivo ai Romani. comunque. In compenso era molto superstizioso: consultava gli astrologi. A questa situazione se ne aggiungeva una politico-religiosa che divideva il popolo ebraico in parecchie fazioni secondo le posizioni adottate nei confronti della Legge del tempio e del sacerdozio. si volse verso i culti orientali e utilizzò il culto imperiale come uno strumento di potere assoluto (la voce stessa dell’imperatore era ritenuta divina). La loro non era semplice strategia. -Nerone: egli sembrava indifferente alla religione tradizionale. non esitava a ricorrere alla magia. ci furono conflitti. ha fatto rapporto all’imperatore sull’argomento. e poi ai pagani (aspetto che si può schematizzare attraverso il conflitto tra Pietro e Paolo). quattro delle quali più grandi delle altre. partecipare ad un atto di culto verso l’imperatore era come bestemmiare. Per quanto riguarda gli ebrei. sarebbe stato semplicemente l’oggetto di critiche maldicenti e calunniose. -Claudio: si richiamò ai comportamenti di Tiberio. meglio morire. Gesù aveva affermato senza posa che il suo regno era nei cieli e che bisognava rendere a Cesare quel che era suo. -Caligola: il suo breve regno pone un problema non risolto: per alcuni. egli fu il primo a voler imporre una concezione teocratica e teologica del potere (sarebbe apparso abbigliato alla maniera di Bacco o di Apollo o di Giove). dando immediatamente una dimensione politica alle sue imprese messianiche. ma il fatto non ebbe conseguenze.

anche perché monoteista e poiché rifiutava ogni forma di culto imperiale. Differenziandosi col tempo le comunità cristiane si separarono lentamente dalle colonie giudaiche. 28 Oggi si è concordi nel ritenere che Svetonio si dovesse riferire all’agitazione scatenata dalla predicazione del cristianesimo nella colonia giudaica a Roma. La prima allusione al cristianesimo che venne fatta a Roma in un testo letterario la si ritrova in Svetonio. EVOLUZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE SOTTO I GIULIO-CLAUDII Augusto aveva già organizzato un apparato amministrativo efficace e adatto alle dimensioni del mondo romano. che afferma: «Claudio espulse da Roma i giudei che si agitavano sotto la spinta di un certo Chrestus»28. un «quaderno di lavoro» che forniva statistiche militari. Qualche anno dopo. Peraltro. più informale e più efficace. ma le loro ricchezze e i loro crescenti poteri suscitarono rancori e gelosie da parte dei senatori (come Svetonio o Tacito!). I Giulio-Claudii perfezionarono l’amministrazione. Questa rottura con il giudaismo porta al fatto che i cristiani non ebbero più gli stessi privilegi dei giudei. e centrato su Roma. che ritenevano fondamentale il loro legame come la città di appartenenza. e questa affermazione dovette seriamente destabilizzare i cittadini del mondo antico. perché i cristiani saranno accusati di un crimine immaginario: aver dato fuoco alla città nel 64. con Nerone. malefica superstizione».ancora presentarsi e sarebbe stato contrassegnato dal ritorno di Gesù e dalla resurrezione dei morti. genere di uomini dediti ad una nuova. Ma nessuna legge sancisce l’appartenenza al cristianesimo. Contrariamente da quanto affermano gli storici antichi. parlando di Nerone. Claudio (vero riorganizzatore dell’amministrazione) affidò l’amministrazione ai liberti. risultati diplomatici e amministrativi. i loro governatori erano controllati da assemblee provinciali. illegale. Tuttavia la comunità cristiana credeva in qualcosa di scandaloso per quella romana: «La nostra città si trova nei cieli». alcun tipo di persecuzione nel vero senso della parola. sotto Nerone. rapporti Nello Stato romano i cristiani dovevano obbedire all’imperatore e ai suoi funzionari. Sempre Svetonio. **Amministrazione provinciale Durante i Giulio-Claudii si constata anche un miglioramento dell’amministrazione provinciale. tra cui la più importante quella di Roma. invece. dice Paolo. alla sua morte lasciò un Breviarum imperii. che viene rimpiazzato da un collegio di comites. Per parte sua. assolsero i loro compiti senza cedimenti. e indicava le riserve del Tesoro e le rendite dello Stato. l’ordine di battaglia dell’esercito. E non ci fu. lo Stato non si interessa ai cristiani. ma le trasformazioni più importanti furono dovute soprattutto all’opera di Tiberio e Claudio: **Amministrazione centrale Tiberio: -sparisce il Consiglio del Principe. -sorvegliò con cura il funzionamento degli uffici (pose dei consolari alla testa di alcuni di essi e moltiplicò i posti dei tecnici). e la loro religione assume carattere illecito. la politica di Claudio non dipese da quello che gli vollero far fare i liberti che. la distinzione è già fatta. afferma: «furono condannati ai supplizi i cristiani. **Il cristianesimo e lo Stato romano. che inizialmente vennero confusi con gli ebrei. in particolare Svetonio e Tacito. nonché rispettare la gerarchia sociale esistente. . grazie ai quali gli uffici divennero dei veri ministeri che rendevano l’imperatore indipendente dal Senato e dai cavalieri.

nella zona dei monti Pirenei. . commise un errore dopo l’altro: -rifiuta di consegnare un donativum ai pretoriani con la scusa di dover restaurare le finanze della città. -aiuti finanziari ai provinciali. ma questo portò anche a critiche negative nei suoi confronti. La sua unica risposta fu quella di adottare uno dei Pisoni per farlo suo successore. e massacra le truppe neroniane. dai pretoriani al Senato. LA CRISI DEL 68/69 E L’AVVENTO DEI FLAVII La morte di Nerone avrebbe aperto un anno e mezzo di crisi. governava la Tarraconense30 nel 68. Claudio. -abbandona gli affari ai suoi pedagoghi. -conservava per molto tempo i governatori da lui apprezzati. GALBA (dal giugno 68 al gennaio 69 d. -generosa politica di naturalizzazione (diritti di cittadinanza. Arrivato a Roma dopo essere salito al potere. Era di antica famiglia patrizia. -politica di grandi lavori (strade.C. e peraltro. fino al popolo romano che rimpiangeva Nerone.) Era anziano. richieste dei diritto di entrare in Senato. venne proclamato imperatore dalle sue truppe nel gennaio del 69. Pochi provinciali avrebbero preso parte a questa guerra italica: essi avrebbero semplicemente aspettato. gente assai mediocre. compresa tra il Danubio e il fiume Sava. ma chi lo faceva? Governatori e legioni. In meno di sei mesi riesce ad alienarsi tutti quelli che in quel periodo contavano a Roma. di grande estensione geografica. e nessuno contestava l’impero. La sua politica comportò quattro punti principali: -fondazione di nuove colonie e municipi (per riallacciarsi alla politica di Cesare e Augusto). Tiberio: -vegliò che l’amministrazione fosse equa e parecchi governatori furono per questo condannati per gli affari di concussione e di abuso di potere. sia il suo riconoscimento. La Repubblica era definitivamente stata sepolta. tanto che fu accusato di «voler mettere in toga tutti i Greci.C. che avrebbe messo in evidenza le contraddizioni e le ambiguità del regime di Augusto. Anche per l’esercito gli mancò abilità. acquedotti). cioè uno di troppo. avendo inviato l’unica legione a lui fedele in Pannonia 31. che scorre tra la Croazia e la Slovenia. e per molti versi si avvicinò alle guerre civili repubblicane. etc). gli Spagnoli. 31 Una zona dell’Europa centro-orientale. i Galli e i Britanni». pur restando in Spagna (dove gli sarebbe stata annunciata la morte dell’imperatore. e proclamarono imperatore Otone: ne rimanevano due.) 29 Sono i legali dell’impero. non poteva certo trascurare le province. -persegue i delatori senza però passare dal Senato. ma i pretoriani da parte loro uccisero sia lui che Pisone. di lui come nuovo imperatore). Ma quando venne a sapere che Nerone lo avrebbe fatto assassinare si pose alla testa della rivolta contro di lui. non ebbe nessun soccorso quando il legato di Germania inferiore. ma poi ricopre di vantaggi i suoi partigiani nelle Gallie. da parte dei pretoriani e del Senato. insomma l’antitesi di Nerone. senatore fedele a tutti gli imperatori che lo stimavano. nato a Lione. dunque tutti cittadini romani italici. 30 È la parte della Spagna subito sotto la Francia. -fa giustiziare una serie di collaboratori di Nerone. rigido e severo. OTONE (dal gennaio all’aprile 69 d. Aulo Vitellio Germanico. Si apprese che si poteva fare un imperatore anche fuori di Roma. -rafforzamento dei poteri dei procuratori imperiali 29 (sia nelle province senatorie che in quelle imperiali).

il nome di Augusto e tutti gli onori di principe. Tito Flavio Vespasiano. -Il ruolo dei pretoriani viene cancellato da quello degli eserciti di provincia e si afferma con chiarezza la personalità di qualsiasi capo di armata. -Probabilmente ci furono anche contrapposizioni sociali. Si trovava ancora ad Alessandria.C. la Britannia si uniscono a Vespasiano. ma del fallimento di un uomo. 4)Roma diventa allora il campo di battaglia tra le due parti: -le truppe di Vespasiano si trincerano sul Campidoglio. Il Senato gli conferì la potestà tribunizia. Nerone: nessuno pensò di restaurare la Repubblica. nonché governatori di altre province. il prefetto d’Egitto e il comandante delle truppe di Giudea. e ad esse Otone non poté opporre che un contingente militare assai inferiore. assale la città. Tuttavia le truppe di Aulo Vitellio invasero l’Italia. il legato di Siria. grazie ad un donativum.C. Era stato console e proconsole d’Africa prima che Galba lo nominasse comandante dell’esercito del Reno. Ebbe anche il sostegno delle legioni. 1)Le Spagne. e che il Senato lo aveva riconosciuto imperatore apparendo come il vendicatore di Galba. del popolo e quello dei pretoriani. si oppone all’accordo. Si conoscono poco le ragioni di questa scelta. era stato marito di Poppea prima di Nerone. Nel luglio del 69. **Lo scontro Le truppe di Vespasiano entrano in Italia dal nord nell’autunno del 69. Nell’attesa delle legioni che dovevano arrivare dal Danubio. giunto a Roma. ma di famiglia più recente di quella di Galba. 5)Viene ucciso Vitellio. le forze di Vitellio. Beneficiava inoltre di straordinaria popolarità. ad Alessandria. uno dei figli di Vespasiano. AULO VITELLIO (dall’aprile al dicembre del 69) Forte e gaudente. niente permetteva di sperare in qualcosa di meglio: 1)situazione interna 32 Provincia iberica che comprendeva l’odierno Portogallo e parte dell’altopiano interno della Spagna. le Gallie. tanto fu complessa: -Non si trattò di una crisi di regime. 2)Vitellio cerca di negoziare comprendendo di non poterlo superare. sono schierate a Cremona. -Domiziano. 6)Il Senato riconosce Vespasiano come imperatore. . che lo aveva per questo fatto inviare in Lusitania 32 come governatore di provincia. si accordano contattando le truppe sul Danubio e dei regni clienti. Patrizio anch’egli. perché Vitellio è interprete volontario delle classi inferiori. mentre Vespasiano dei quadri superiori. ma egli attese che la pace si fosse ristabilita prima di entrare a Roma. Siamo nell’aprile del 69 d. allora. Il giorno seguente alla sua sconfitta si uccide. che fu poi bruciato. Fu acclamato imperator a Lione dai suoi soldati quando i suoi luogotenenti lo informarono della vittoria di Cremona contro Otone. Arrivato a Roma con le sue legioni scioglie le coorti pretorie che rimpiazza con i suoi soldati e rinvia nelle province le truppe di Otone. in quanto controllava l’approvvigionamento di grano di Roma. Nel frattempo. in Oriente. fino allo strato più basso. invece. ma sicuramente si pensa che la scelta sia ricaduta su Vespasiano in quanto egli aveva più fama. -il prefetto della città viene linciato dalla folla. -l’esercito del Danubio. il prefetto d’Egitto proclama imperatore Vespasiano. INTERPRETAZIONE DELLA CRISI DEL 68/69 Le ragioni sono molteplici. Otone viene battuto vicino a Cremona. 3)I pretoriani e il popolo di Roma. riesce a fuggire. CONSEGUENZE DELLA CRISI DEL 68/69 Alla fine del 69 d.

C. Dal suo operato con il padre e non solo si comprende il giudizio di Svetonio.) Nato da una famiglia di nobili municipali (il padre apparteneva all’ordine equestre) della Sabina33. Modesto. Per tutti questi motivi. che lo definisce «socio e anche tutore dell’Impero»: -dal 69 Tito è chiamato Cesare e Principe della Gioventù. poiché era stato bruciato). tuttavia. Era ambizioso. -fu associato alla potestà tribunizia e al potere proconsolare del Principe. 2)situazione esterna -alcune delle province si agitavano. alla morte di suo padre egli era sicuramente l’uomo migliore per ricoprire il compito di imperatore.C. anche suo figlio Tito. il fratello Domiziano. fu anche il comandante unico della guardia pretoriana. e la sua carriera fu quella di un soldato. Ricevette un’educazione molto curata. esperto conoscitore dei segreti dell’amministrazione e delle finanze. -padre e figlio ricoprirono insieme il consolato parecchie volte. -nonostante fosse senatore. realista e prudente. In due anni. insomma. comincia la carriera come cavaliere. e la sua passione per Berenice ne fu solo un aspetto. fu inoltre generale assai valido. -la guerra giudaica ristagnava. infatti. -popoli in rivolta. Tito non era considerato esattamente come poi sarebbe stato valutato in seguito. PRINCIPATO DI VESPASIANO E DI SUO FIGLIO TITO (dal 69 all’81 d. In realtà. completa.) **Vespasiano (dal dicembre 69 al giugno 79 d. «imperatore del buon senso». comprendeva l’attuale Umbria. Il suo regno. la successione era garantita. Svetonio ci dice che non era temibile come uomo («vista l’oscurità del suo nome e della sua nascita»). Tra chi lo aiutò. È forse per il fatto che Tito esisteva ed aveva anche un fratello che Vespasiano decise di sceglierlo come nuovo imperatore: così. Prima di essere imperatore. . almeno. cosa che fece scandalo. e allo stesso tempo anche la pace. -stringimento di accordi con i barbari da parte di alcuni popoli. **Tito (dal giugno 79 al settembre 81 d. Vespasiano riuscì a ristabilire completamente la situazione. -ovunque conflitti. -il santuario più sacro della città era in rovina (il Campidoglio. Seppe scegliersi bene i propri collaboratori e inquadrare bene la situazione da ristabilire. fu alquanto breve: morì nell’81. ovvero come «l’amore e la delizia del genere umano» (ma anche questa definizione. In realtà i mali erano minori di quanto si credesse. ma assai divisi. Ebbe una carriera solida più che straordinaria. 33 Regione dei Sabini.) Fu allevato a corte con Britannico (ai tempi di Claudio. e manifestò sempre il suo desiderio di succedere al padre. parte del Lazio e dell’Abruzzo. probabilmente. e la sua dominazione fu abbellita e il ricordo ne fu reso meraviglioso solo a causa del suo successore.C. -ricopre con il padre anche la censura. gli deriva dal fatto che la storiografia senatoria ha voluto far risaltare il suo breve regno rispetto a quello del fratello Domiziano). Tito subì il fascino orientaleggiante quasi quanto Nerone. -l’imperatore non era a Roma. -eserciti vittoriosi. dunque).

e per tutto il tempo che Tito e Vespasiano rimasero lontani da Roma rappresentò la famiglia imperiale. Le persecuzioni non risparmiano la famiglia imperiale. si fece acclamare imperatore e distribuì un donativum. In totale. Uno tra loro. vanitoso e diffidente. Sebbene associato al potere era stato lasciato in disparte e fu persino coinvolto. insofferente ai confronti con il fratello e alle accuse di un assolutismo che si rivelava di giorno in giorno. Domiziano. durante il regno di Tito. la sua evoluzione. La testimonianza più equilibrata che abbiamo su di lui è quella di Svetonio. era già stato designato come futuro imperatore. gli fu affidata la pretura con l’imperium consolare. **Il suo regno Almeno una persona non rimase addolorata di fronte alla morte di Tito: suo fratello. e proprio perché si sentiva minacciata dall’imperatore sua moglie incoraggiò il complotto decisivo. ma nonostante ciò sappiamo con certezza che Tito era ancora in vita quando Domiziano partì per Roma. Malgrado questi onori. Domiziano inizia la prova di forza: -persecuzione cruenta dei senatori. ma anche alcuni meriti come il suo senso del dovere. subito dopo la morte del fratello. gruppi che spesso coincidevano. Era. membri della corte e alcuni senatori. trascorse un’infanzia triste ed ebbe educazione trascurata. Rivestendo questi poteri avrebbe voluto dirigere lo Stato. due senatori che però avevano fatto carriera sotto il suo regno. Furono solo questi che gli storici del II secolo ricordarono. Il suo regno durò 15 anni. comunque. «una bestia feroce particolarmente crudele». Nonostante ciò. Lucio Cocceio Nerva. il suo nome accompagna quello del Vespasiano e di Tito sui monumenti. Nell’81. e così anche la tirannia: solo tre anni tirannici. Nel 69 si era salvato dalle guerre civili grazie al suo sangue freddo e alla sua astuzia. le condanne a morte furono meno di quanto si è sempre creduto. Una volta morto Domiziano fu sottoposto alla damnatio memoriae (fu scalpellato via dai monumenti il suo nome. la sua attenzione per la condotta dei magistrati e dei governatori di provincia. Il suo comportamento confusionario e vendicativo riuscì ad irritare suo padre. Di carattere poco facile. dopo anni in cui era stato allontanato dal potere nonostante lo avesse posseduto pari al fratello. Domiziano considerava la condotta dei suoi congiunti come ingiusta verso di lui. DOMIZIANO. come Marziale o Stazio. Da vivo non aveva avuto altro che adulatori. **Domiziano come continuatore . Evidenziò anche i due poli di opposizione del Principe: intellettuali e senatori. fu presentato come un «Nerone calvo». Domiziano si fece dare tutti i poteri dal Senato: aveva fretta. al contrario del fratello. e anche Giovenale. ULTIMO DEI FLAVII Il secondo figlio di Vespasiano. aveva ancora più voglia di regnare. che gli attribuisce non solo qualità negative. attuò una politica di repressione che alimentava i complotti e giustificava tutti i timori. come il fratello. Cesare e Principe della Gioventù. trascurando l’opera di innovatore e continuatore di Domiziano. perché nel 96 fu pugnalato da una cospirazione che riuniva anche la moglie Domizia oltre ai due prefetti del pretorio. le sue innovazioni. in maniera assai sistematica). trascina con sé due legioni e dei Germani. L’usurpazione viene però repressa con energia. anche perché. Nell’89 il legato di Germania Superiore si rivoltò e si fece proclamare imperatore. si recò nel campo dei pretoriani. Questo avvenimento fu per Domiziano il primo oltraggio nei suoi confronti. Si affermò anche che quest’ultimo lo avesse avvelenato. e per molte volte egli ricopre il consolato con il padre durante il regno di quest’ultimo. Contro di lui si schierarono Plinio il Giovane e Tacito. ma proprio per prevenire le sue ambizioni gli fu innanzitutto affiancato un mentore in cui Vespasiano riponeva totale fiducia (Licinio Muciano). in complotti tesi a sollevare gli eserciti contro l’imperatore. Dopo un timido riavvicinamento al Senato. -espulsione dei filosofi da Roma e da tutta l’Italia. -persecuzioni contro i Giudei e i Cristiani.

questa forte sorveglianza probabilmente aveva scatenato antagonismi tra di lui e il Senato. minacciano e disturbano le fondazioni romane della valle del Reno: attraverso due campagne (una condotta dall’imperatore stesso. Ciononostante le operazioni non si arresteranno. Quando però Agricola sarà richiamato. -restaurò il Campidoglio e il quartiere del Campo Marzio. ne seguono altre ed una importante vittoria porta alla pace. sia tramite gli epiteti che gli venivano conferiti dai poeti (che dicevano che i suoi occhi o anche la sua stessa voce fossero divine). che egli completò con una scuola di gladiatori. -le terme di Tito. un popolo germanico. che durante il suo regno non si mostrarono mai disinteressati. l’altra in seguito alla rivolta di Saturnino) Domiziano riesce a rivoltare la situazione. da elementi nuovi. ma la Scozia rimarrà al di fuori dell’impero. e anche con l’erezione della sua statua equestre al centro del Foro o dall’istituzione di riti orientali come il bacio dei piedi. e Domiziano interviene fino ad est del Caucaso. Dominus et deus esprimevano la volontà del Principe di essere un monarca assoluto. ai piedi del Campidoglio. La prima spedizione si chiude con una sconfitta romana. ***In Oriente pochi cambiamenti: vengono rafforzati i sistemi di difesa. -fece costruire anche una Domus Flavia sul Palatino. ***Nelle Germanie i Catti. la provincia sarà in pace. Tutte queste . Tuttavia Domiziano è costretto ad intervenire militarmente in seguito all’apparizione di una nazione dacia organizzata e di popoli nomadi che erano giunti al confine dell’Europa e dell’Asia. nell’84. un palazzo imperiale che riuniva per la prima volta residenza privata e ufficiale dell’imperatore. Si deve inoltre a lui la creazione dei curatores. **Domiziano come innovatore Nel dettare una volta una lettera. Essenzialmente il suo governo non differisce di parecchio da quello di Vespasiano e di suo fratello: -Campo istituzionale Conservò l’entourage di suo padre e adottò per molto tempo lo stesso atteggiamento dei suoi predecessori anche verso il Senato. quasi alla orientale. -il tempio del Divo Vespasiano. a modificare la politica familiare: ***In Britannia continua la spinta del generale Agricola (suocero di Tacito) verso nord: egli occuperà parte della Scozia. e veniva sempre dato un carattere sacro alla sua persona sia attraverso il fatto che portava sempre la porpora trionfale. -Attività edilizie Proseguì e portò a termine alcuni dei lavori: -l’anfiteatro flavio (il Colosseo). -intraprese la costruzione dell’arco di Tito. -Amministrazione delle province Domiziano mise parecchio zelo nel reprimere gli intrighi dei governatori di provincia. -Sicurezza delle frontiere Anche in questo campo avrebbe prevalso la continuità. Domiziano la iniziò così: «il nostro signore e nostro dio ordina quanto segue» (ne parla Svetonio). dei funzionari che si occupavano di aiutare la città nel risolvere i propri problemi. Egli evitava di mostrarsi familiare con i suoi sudditi. se però egli non fosse stato costretto. che erano stati danneggiati dall’incendio delle guerre civili. ***Sul Danubio i Giulio-Claudii aveva utilizzato più la diplomazia o lo spostamento dei popoli. anziché la forza armata.

però. -città libere.cose scandalizzavano ancora. mentre ad Oriente è anteriore all’arrivo di Roma. il risultato di una vera conversione ad un altro modo di vivere. -In politica amministrativa Con Domiziano sia avvia una nuova politica tesa a rimpiazzare i liberti con i cavalieri nei posti dell’amministrazione centrale. infatti. ad eccezione di alcune città d’origine greca o punica. che doveva nello stesso tempo aiutarli e sorvegliarli. di rango equestre. e più che una tappa che permetteva di raggiungere un tipo di civilizzazione superiore. anche se i primi non sparirono). quindi ricca di tradizioni e più intensa e più varia. anche se in realtà i loro diritti sono stati concessi da un trattato unilaterale da Roma. dei legionari e degli ausiliari. Nei municipi a diritto latino le cariche municipali danno accesso alla cittadinanza romana. cioè autonome (in teoria) e giuridicamente esterne alle province. In Occidente. hanno anche quella romana (conquistata o attraverso il loro mandato come magistrati. **I MUNICIPI Un municipio è una città che succede ad una comunità di peregrini preesistenti. e sono ripartire in tre categorie secondo il loro atteggiamento nei confronti di Roma: -città stipendiarie. la vita municipale ha inizio con Roma. anche se possono abitarvi cittadini romani. dopo la sua morte. cioè che pagavano ujno stipendium a Roma. L’impero restò per molto tempo un tessuto di città particolari e multiformi che non si conosceva completamente. Conservano il loro diritto e i loro abitanti restano peregrini. . LA VITA MUNICIPALE Tra i criteri che distinguevano i barbari dagli altri uomini c’era la città: vivere in città si meritava. All’inizio dell’impero rappresentavano la maggior parte delle città provinciali. e a cui Roma accorda o il diritto romano o quello latino. Sul momento. Roma accordava il diritto romano anche ai municipi situati nelle province. oltre alla cittadinanza del loro municipio. Questo ha come conseguenza che in questi municipi si hanno due tipi di abitanti: -quelli che. È sempre a partire da lui che i funzionari superiori si vedono affiancare un altro funzionario. pensarono anche di vendicarlo. -In politica militare Per la prima volta dopo Augusto egli aumentò il soldo dei pretoriani. mentre in un secondo momento – non si sa se a partire da Claudio o da Vespasiano – furono creati solo municipi di diritto latino. l’ambiente cittadino era un punto di arrivo. Quest’ultima distinzione deriva dalle condizioni storiche in cui questo diritto è stato accordato (in un primo tempo. STATUTI DI CITTÀ Si distinguono tre tipi giuridici di città: **Le città PEREGRINE Hanno lo stesso territorio o le stesse comunità della fine della loro indipendenza o di quando i Romani l’avevano rimodellate dopo la conquista. oppure individualmente per un favore dell’imperatore). Così tutti questi gli furono favorevoli e. esse urtarono la maggioranza dei senatori. -città libere federate. ma di qui ad un secolo nessuno ci avrebbe fatto più caso. cioè che hanno stipulato un trattato con Roma (sono una minoranza delle città libere).

i quali eleggono poi i magistrati della città. ed è composto da ex magistrati e da notabili ricchi del posto che hanno il carico di tutti i servizi municipali: sono i decurioni a decidere con un decreto se bisogna inviare una ambasceria. il populus. le istituzioni sono ricalcate su quelle di Roma: il corpo civico. per mantenere il loro monopolio. e i loro nomi variano a seconda della provincia in cui si trovano. «io compio buone azioni»): è l’atteggiamento che vuole che un uomo fornito di beni. come i conventus. per esempio. CONSEGUENZE DEGLI STATUTI DI CITTÀ Si stabiliscono delle vere e proprie gerarchie e delle emulazioni tra città: -le città peregrine aspireranno al diritto latino e a diventare municipi. Questa creazione è fatta per lo più ex nihilo. e costituiscono un vivaio da dove l’imperatore attinge nuovi membri dell’ordine equestre. inoltre. -Il patrono: ogni città ne aveva uno. non conosce assolutamente il regime di città. Poteva essere l’imperatore o anche un membro della sua famiglia. per esempio. organizzare uno spettacolo. erigere una statua o costruire un punto. sono. esiste un senato locale. Il fine di questi doni è sempre lo stesso: la preoccupazione costante di permettere che tutti vivano in un decoro civile . sia generoso e magnanimo verso i suoi compatrioti nei limiti dei suoi mezzi ma anche oltre. che si legano tra di loro continuamente attraverso matrimoni. come quelle occidentali. ma più che altro erano ex governatori o anche un personaggio influente in generale. infatti. Esistono inoltre delle circoscrizioni giudiziarie stabili che raggruppano una serie di città. ALTRI ASPETTI DEI MUNICIPI -Le elezioni: erano uno dei momenti più movimentati della vita di città: a Pompei. beneficiano di alcuni vantaggi del diritto latino (di cui però non conosciamo tutti gli aspetti). per esempio. più ricco e che sapesse ben consigliarla e indirizzarla verso la decisione migliore. invece. la colonia è una nuova città fondata con l’apporto di coloni che vengono portati su terre prese a città o a popoli vinti. terme. **Le COLONIE A differenza del municipio. . è ripartito in curie che riuniscono i comizi. e la colonia adotta il diritto romano nella sua interezza. ogni hanno venivano eletti i magistrati. un notabile. biblioteche. L’ORDINE DEI DECURIONI. feste. trascinate verso il modello del municipio o della colonia e. L’Egitto. Per aiutare questi. Questi notabili ricchi locali. La sua grandezza varia in dipendenza dell’importanza della città. in questi ultimi due casi. distruggere un edificio pubblico. si definisce come una respublica. Spesso le città sono anche divise in circoscrizioni. scelto dai decurioni per fungere da intermediario tra l’amministrazione della provincia e quella centrale: ogni città aveva cura di scegliere l’uomo più importante. ora si occupa dell’approvvigionamento del grano). che sono estesi – sotto i Flavii – a tutta la penisola iberica. ISTITUZIONI MUNICIPALI Prima di parlare delle istituzioni municipali dobbiamo precisare che le città peregrine conservano i loro magistrati e le loro leggi specifiche: Atene. Le città indigene. Quest’uomo deve offrire alla sua città delle rendite per banchetti annuali. i suoi arconti. -quelli che. i castella o gli oppia in Occidente. etc. anche se le sue magistrature militari sono scomparse o si sono trasformate (lo stratego degli opliti. distribuzioni di denaro. senza che si sappia sempre benissimo a quali realtà corrispondono: ci sono. -i municipi aspireranno al diritto romano delle colonie. ha mantenuto le sue istituzioni. il suo calendario e le sue feste. per esempio. i vici. pur rimanendo con la cittadinanza della loro piccola città. -L’evergetismo (dal verbo «euergetèo». hanno qualità che non si fondano solo sulla ricchezza. Attraverso questo fenomeno nacquero rivalità tra città che facevano a gara ad avere i più ricchi notabili evergeti. etc.

segnalati e perseguitati da Domiziano. inoltre. perché dopo Anzio era stata favorita soprattutto la parte occidentale dell’impero. -Sparizione quasi completa delle antiche famiglie dell’epoca repubblicana. Ercolano e Stabia a causa dell’eruzione del Vesuvio del 79. per esempio. Aumenta dunque il numero dei non-Italici. che sono più ricche e romanizzate. ma anche da ragioni politiche e storiche. se li si confronta con l’avanzata dei provinciali che – sotto i Flavii – appaiono per la prima volta alla luce. **I provinciali nella vita intellettuale -Le Spagne sono rappresentate da: Columella. **I provinciali in campo religioso A Roma hanno successo alcuni culti che derivano dall’Oriente. Tutti questi fenomeni sono assai importanti.. -La Frigia con: Epitteto. Tuttavia questo non impedisce che sotto i Flavii la spinta dei culti orientali fu sensibile: i Principi non dimenticavano. e nella Domus Flavia sul Palatino era stata installata una cappella dei culti egiziani. che avranno solo nel secolo successivo. che provengono soprattutto dalle province senatorie. Le prime attestazioni di vino gallico importato in Italia datano alla prima metà del I secolo d. a quasi un terzo dell’assemblea. Questo declino sembra accentuato in conseguenza del dinamismo delle province. TRASFORMAZIONI SOCIALI E ASCESA DEI PROVINCIALI NELL’EPOCA DEI FLAVII -Declino dell’aristocrazia senatoria (legata ai Giulio-Claudii). non si trovano più molti soldati originari della penisola nelle legioni (senza che sia avvenuta alcuna decisione del potere). con il suo luxus e le sue folli pretese. E di questi provinciali conosciuti (di cui la maggioranza è originaria della penisola iberica o della Narbonense) più di un terzo sono di origine orientale. A questo proposito si possono citare gli scambi di vino tra la Gallia e l’Italia. soprattutto occidentali. -Calo dell’influenza dei liberti. salvo che alla testa dell’impero. **I provinciali in campo economico L’Italia aveva già da tempo perduto la sua predominanza economica. Quintiliano e Marziale. prima invece esportava. -Crescita lenta e continua dei cavalieri. ma questa adozione dei culti orientali da parte della capitale non è caratteristica dell’epoca Flavia. sotto Domiziano. **I provinciali in campo politico La quota dei provinciali in Senato aumenta sensibilmente per arrivare. -La Narbonense da: Tacito. Nella famiglia imperiale. La loro crescita è stata causata dalla pace e dalla nuova amministrazione. e la Gallia esporta durante il periodo dei Flavii. ci furono casi di alcuni convertiti al giudaismo (ma anche al cristianesimo). al di fuori dei centurioni. che cosa dovevano agli dei del Nilo. . **I provinciali in campo militare A partire da Vespasiano. e di questo declino si è messo in evidenza l’abbandono di città come Pompei.C. -La Grecia da: Plutarco. che in questo periodo è caratteristico. ma limitati. L’unica cosa che mancava ai provinciali era il potere supremo. In un secondo tempo il circuito si inverte.

svelò una debolezza. discendeva da un’antica famiglia di nobiltà repubblicana. Fu il pronipote. sarebbe stato in grado di domare i pretoriani ed aveva sufficienti relazioni per essere appoggiato dai diversi eserciti. cioè l’atteggiamento dell’esercito. -riallacciare i rapporti con il Senato. Antonino. Marco Aurelio). fu quello di: -arginare la reazione anti-domizianea. aveva sostituito l’adozione alla filiazione naturale (com’era accaduto sotto i Flavii) e aveva preferito un uomo scelto per i suoi meriti anziché un parente (ne avrebbe avuti). Nerva si liberò dell’una e dell’altra annunciando che avrebbe adottato il legato di Germania Superiore Traiano. Adriano. -avere idee felici in campo fiscale ed agrario. e inoltre era popolare. ma perspicace. Nerva. la morte di Nerva. quella della successione e una minaccia. il Senato gli confermò tutti i poteri. morì nel 98. Costretto dalle circostanze. che furono tutti «italo-provinciali». Adriano. ad annunciargli. Si può inoltre distinguere gli Antonimi secondo la dinastia spagnola (che comprende Nerva. 34 Un’iscrizione proclamò che egli aveva restaurato la libertas il giorno stesso del suo avvento.C. Questo a meno che la storia dell’adozione non sia supposta. TRAIANO (dal 98 al 117 d. LA DINASTIA DEGLI «ANTONINI» Si usa chiamare gli imperatori successivi a Domiziano.) Anche prima dell’assassinio di Domiziano Nerva era stato scelto per succedergli: la sera dell’omicidio dell’imperatore.) Vir militaris di grande prestigio. un ammutinamento dei pretoriani. a Colonia. -conciliare due nozioni inconciliabili: il Principato e la libertà34. con un nome creato a partire dal quarto imperatore della dinastia. Era un ricco 70enne di salute fragile. e che non siano stati in realtà un gruppo di militari e alcuni Spagnoli ad imporre Traiano. quest’ultimo rimase sul Reno. Traiano e Adriano) e la dinastia narbonense (che comprende Antonino. Era stato un imperatore provvisorio. con abilità e fermezza.C. invece. Su richiesta di Nerva. Marco Aurelio e Commodo). era senza figli e senza grandi ambizioni. seguiti da un epilogo tragico (Commodo). II SECOLO D. accorto e realista.C. Tuttavia. . Era un tradizionalista che non avrebbe dato problemi al Senato. NERVA (dal 96 al 98 d. -contenere il malcontento dei pretoriani. Quest’ultima ebbe un prologo (Nerva) e quattro atti (Traiano. Il suo operato. che umiliò l’imperatore nel suo palazzo. -troncare una sollevazione in Germania superiore.

-L’amministrazione: grande importanza degli amici dell’imperatore (tra cui troviamo gli Spagnoli. cosicché egli rimase per dieci anni tribuno di legione al posto dell’anno abituale. La sua carriera si era svolta interamente sotto i Flavii. dunque. Accettò di essere chiamato Optimum. dunque agisce in armonia con la divinità suprema. i provinciali aumentano di numero. **Le guerre durante il regno di Traiano -Guerre daciche Le cause sono abbastanza oscure. Il motivo della spedizione è strategico (sopprimere il corridoio di Gaza). insomma. non su schiavi. l’insicurezza che si respirava. senza protezione e in mezzo alla folla festante. Condusse sempre una vita abbastanza semplice. compreso Traiano. Traiano aveva un’idea altissima della sua funzione. titolo che condivideva con Giove. «Bocca d’oro»). **La pratica del potere È a partire da Traiano che numerosi storici parlano di un impero liberale. un discorso di ringraziamento. Per la prima volta un uomo delle province era imperatore. minacciava le relazioni tra l’Egitto e la Giudea. l’imperatore non rinuncia a nessuno dei suoi poteri importanti. decideva con chiarezza e rapidamente. riunisce su di sé più poteri. A più di 60anni percorse l’Eufrate a nuoto. Aveva modi cordiali. Questi testi fissano i grandi tratti del principe ideale. Egli governa su uomini liberi. ma ci sono anche considerazioni strategiche da fare: l’intenzione di aggiustare le frontiere per meglio proteggere la Siria. ma che le leggi sono al di sopra del Principe»). era ubbidiente nei confronti dei senatori e dei magistrati. Traiano si era dimostrato leale in ogni occasione con gli imperatori regnanti e si era guadagnato grande fama come comandante di esercito. e anche la gloria militare sarebbero stati i motivi principali a spingere ad una spedizione. e fu contrassegnata da una notevole predilezione per i posti militari. faceva anche pagare una forte tassa ai mercanti romani che volevano recarsi nella zona del Mar Rosso. che voleva cercare di eguagliare le imprese di Marco Antonio e di Cesare. e come i Discorsi sulla regalità di Dione Di Prusa (detto Crisostomo. Oltre a ciò. La sua vita. Con Traiano. ma anche politico ed economico. l’imperatore è l’agente di Giove sulla terra. e incontra meno opposizione di un imperatore del I secolo. fu segnata dai campi militari. -Guerra d’Arabia Il regno dei Nabatei. ragioni economiche dovute al controllo delle vie commerciali. ma già a partire dal regno di Domiziano sappiamo che il pericolo dacico esisteva: la paura dei barbari. lontana da ogni magnificenza: la sua entrata nell’Urbe avvenne molto semplicemente a piedi. -Guerre partiche Per gli antichi si trattava di ambizioni personali di Traiano. -Rapporti con il Senato: il Principe riconosce il valore dell’assemblea. investito del suo potere e incaricato di governare su tutti gli uomini in suo nome. un popolo commerciante dell’Arabia antica. gli intellettuali e i tecnici) e del Consiglio che hanno in comune la competenza . Giocavano un ruolo importante molti campi. ma oltre ad essere soldato fu bravo anche come amministratore. E l’amministrazione degli affari dello Stato deve essere portata avanti da amici e da nobili. che per Plinio governa in accordo con il partito senatorio ed è stato scelto dalla provvidenza divina. tuttavia l’imperatore del II. insomma. cortese verso i suoi sudditi. Pur essendo di costumi semplici. in cui il potere era esercitato: -Ideologia: portata avanti in opere come il Panegirico di Plinio il Giovane (che sostiene che «per la prima volta [comprendo] che il Principe non è al di sopra delle leggi.

aveva rispetto per la religione tradizionale. Comunque sia. paradossalmente. salendo alle pendici dell’Etna. .amministrativa e la fedeltà nei confronti del sovrano. multiformis. L’apparato amministrativo viene inoltre perfezionato a vantaggio dei cavalieri. multiplex. Sembrava abitarlo una strana inquietudine spirituale. che per questo lo apprezzavano poco. di pensare ad un suo successore. ombroso. un giovane schiavo del suo entourage che era annegato nel Nilo ed era diventato un dio al quale l’imperatore incoraggiò che si credesse. anche perché risultò strano che la moglie di Traiano. egoista. per altri è vanitoso.C. -Le finanze: la situazione tesa che aveva dominato il periodo di Domiziano prosegue malgrado l’apporto del bottino delle guerre daciche e delle miniere d’oro di questo paese. si dimenticò.) Sul suo letto di morte si diceva che Traiano avesse designato come suo successore il pronipote Adriano. Era autoritario. cosicché Adriano non si allontanò mai dal centro del potere. le spedizioni militari e i soldati costano parecchio. -Autoritarismo più marcato: il suo regno si caratterizza con una certa concentrazione del potere nelle sue mani (anche se egli non è stato autore delle messe a morte dei quattro consolari fedeli di Traiano). **La pratica del potere La sua fu abbastanza differente da quella di Traiano. Viaggiava quasi da turista. Lo segue. ritocchi e sistemazioni. le fonti antiche non lo credono. Nel complesso poche sono le novità rispetto al regno di Domiziano (tranne l’istituzione della dogana e la riscossione del ventesimo dell’eredità dei funzionari amministrativi). Era interessato all’astrologia. che però ricevette anche l’onore assai raro di essere eletto arconte di Atene. che preparava le sue campagne militari con minuzia e precisione. **La sua personalità La personalità di Adriano divide gli storici: per alcuni è un intellettuale. geloso del suo potere. o chi – riprendendo uno storico antico – lo definisce varius. in Germania. l’esercito acclama Adriano imperatore ed egli scrive al Senato per rassicurarlo del suo rispetto e chiedergli la conferma dei poteri imperiali. che andava contro l’autorità e la tradizione. curioso. ma lo accompagna anche in Dacia. tortuoso. Plotina. L’aspetto più significativo della sua carriera fu la vicinanza con il prozio. Egli. lo avesse fatto sapere ad Adriano tre giorni prima della morte del marito. Adriano ne passò una dozzina a percorrere l’impero. All’inizio del suo regno. In generale la sua personalità stupiva anche i contemporanei. per esempio. vanitoso. La sua carriera gli fu favorita soprattutto dal prozio: come Traiano. fece una deviazione per visitare un monumento. Ma c’è chi – tra gli storici – lo ammira. così come in Oriente. crudele e testardo. Il suo cursus fu quello di un normale senatore. Gli obiettivi di queste peregrinazioni erano molteplici: 35 La sua infatuazione per essi si concretizza con la sollecitazione del culto di un certo Antinoo. per esempio una volta. ma le costruzioni. Adriano apparteneva ad una famiglia di emigranti italici in Spagna. instabile. Traiano pratica una politica popolare di assoluzione degli arretrati e di rifiuto dell’aurum coronarium (che le province offrivano sempre ad un nuovo imperatore). ma allo stesso tempo dimostrò fervore per i culti greci e per quelli egiziani35. Solo sviluppi. l’aumento del numero dei funzionari. tanto che i grandi uffici centrali sono diretti dai cavalieri. -I viaggi: su 21 anni di regno. accompagnato da parte del Consiglio. ADRIANO (dal 117 al 138 d.

e un giovane uomo di 17. Antonino era insomma uno dei più ricchi senatori. Vero. (serenità d’animo).  assicurarsi delle condizioni dei limites.) Sotto il suo regno: equilibrio.  poter dare sussidi alle province che ne avessero avuto bisogno. carica senatoriale importantissima. Le fonti non finiscono di onorare le sue qualità di uomo. il suo proconsolato in Asia e la sua partecipazione al Consiglio imperiale. salvo il suo consolato. e grandi proprietà in tutta l’Italia. proconsole in Asia. Nessuno dei suoi contemporanei lo criticò mai. Morì nel 161. fu praefectus urbi. cioè «Aequanimitas». Antonino derivava da una famiglia illustre: suo nonno. La sua famiglia era anche ricca. ANTONINO PIO (dal 138 al 161 d.  assicurarsi del morale delle truppe. selezionati in ragione della loro competenza e divisi in due categorie sulla base delle loro retribuzioni. per esempio. prima di essere nominato imperatore. che dovette poi adottare un bambino di 7 anni. che sono le stesse che conosciamo di lui: aveva gusti semplici. anche perché evidentemente non c’erano riserve di uomini a sufficienza. comprendente senatori. sarebbe stata la parola d’ordine che dava al tribuno della coorte pretoria di guardia. **Il suo regno Da questo lungo regno tranquillo e prudente spiccano pochi avvenimenti significativi: -nessun senatore fu messo a morte. -Cambiamento di strategia: le conquiste di Traiano erano troppo estese per essere trattenute con successo. allora. gli schiavi. invece. nonché della loro competenza. Il suo regno segna l’apogeo dell’impero. delle loro riorganizzazioni.C. . l’altro nonno. ma la sua attività legislativa abbracciava tutti i settori (per i militari. ma fissò anche le regole per portare la toga). Adriano. i criminali. -i culti orientali progrediscono. cavalieri e giuristi. Si ignora parecchio del suo cursus prima della salita al trono.  assicurarsi dell’atteggiamento dei provinciali. ma legati a quello imperiale. -Amministrazione: Adriano se ne occupa innanzitutto istituendo ufficialmente il Consiglio imperiale. e Marco Aurelio ne tracciò un ritratto esemplare. tanto che da sempre suscita curiosità e l’ingegnosità degli eruditi: adottò suo nipote acquisito Antonino. felicità e armonia. Una delle sue ultime parole. Dal 138. abbandonò l’incarico del potere a colui che lo avrebbe dovuto rimpiazzare. sempre più ammalato. prosperità. al quale egli si ispirò («comportati in ogni circostanza come discepolo di Antonino»). -le province si arricchiscono. -gli ingranaggi amministrativi funzionano bene. secondo la tradizione. quasi campagnoli. il futuro Marco Aurelio. altrove proseguì una politica di consolidamento in quanto l’impero doveva essere molto pronto a difendersi. perché possedeva fabbriche di mattoni nella regione romana. della loro lealtà e disciplina (che sotto il regno di Adriano diventa una «astrazione personificata» di cui si alimenta il culto). -La successione: Adriano organizzò la sua successione in maniera assai curiosa. -Una legislazione imponente: in particolare egli si occupò del campo privato. organismo permanente del potere centrale. in Oriente terminò la ritirata iniziata da Traiano. -prosegue l’ascesa dei giuristi. -le riserve dello Stato aumentarono.

Ma Marco Aurelio ottenne di associarlo al suo potere con il titolo di Cesare. non si sa come mai (forse una rivolta dei popoli della Bassa Scozia). allora. **Il caso di Lucio Vero Insieme con Marco Aurelio. riceve la potestà tribunizia e l’imperium proconsolare. di salute fragile. -In Dacia vengono organizzate delle spedizioni militari. -dalla sua infanzia fu educato come un Principe (ebbe 19 professori in totale. che furono facilmente controllati. Della sua infanzia e della sua formazione sono da ricordare tre aspetti: -Adriano lo nota molto presto. Vero. Tuttavia. Marco Aurelio e Lucio Vero. Lo scolaro era di rara serietà. ma una serie di piccoli movimenti su tutto il perimetro dell’Impero. La replica fu consequenziale: Lucio Vero spedì alcune nuove legioni. uno tra essi Frontone. poco fantasioso e di temperamento assai poco militare. poi verrà adottato da Antonino: a 18 anni sa dunque che sarebbe diventato capo dello Stato). Era solido e gioioso. e gli attribuisce onori eccezionali (a soli 6 anni. alcune ombre: -In Britannia viene costruito un nuovo muro. invece. trovandosi come imperatore a dover combattere su diversi fronti.C. che mise alla guida di generali di valore come Avidio Cassio. più a nord di quello di Adriano. Marco Aurelio conservò sempre la sua preminenza nei confronti del fratello. che gli insegnava retorica latina. -durante il regno di Antonino effettua un cursus honorum accelerato: resta nell’entourage dell’imperatore. Nonostante ciò. l’Armenia fu riconquistata e i Parti cacciati dalla Siria. ma il grande problema all’inizio del regno fu in Oriente: -Guerra contro i Parti: il re del popolo dei Parti scatenò una doppia offensiva. ma tra i due fratelli. il nuovo imperatore. tuttavia delle monete celebrano una nuova sottomissione della Britannia. 17 anni di campagne militari. **Guerre sotto Marco Aurelio A partire dalla salita sul trono di Marco Aurelio. nessun governo. Praticherà esercizi e riflessioni che metterà poi per iscritto nei Pensieri. nessun giro nelle province. non poteva intravedere l’inizio di un pericolo. amava la vita. l’impero precipitò in un periodo in cui riapparvero guerre brutalmente su tutti i fronti. rimase nell’ombra per molto tempo. . eccezion fatta per il pontificato massimo. suo nipote acquisito.) Era nato da una famiglia che contava alcuni consoli tra i suoi antenati. scritti in greco. ma i risultati non erano stati gli stessi. Vero aveva pari poteri dell’imperatore. 36 Tra maestro e allievo si sviluppò una lunga corrispondenza. Per questo motivo. e a 14 anni optò per lo stoicismo: tutta la sua vita rimane fedele a questa morale. Per la prima volta. Tutto sommato niente di grave. ma che cosa sarebbe successo se su parecchi fronti del limes si fossero presentate più minacce tutte insieme? Ma Antonino. In questo modo. che sognava solo biblioteche. Marco Aurelio. Nel 166 è conclusa una pace con i Parti che ebbe come conseguenze: ***un grande comando militare in Egitto è affidato ad Avidio Cassio. -Nelle Mauretanie sono segnalati alcuni disordini. Quello che mancò all’imperatore durante la sua giovinezza fu la pratica militare: nessun comando. MARCO AURELIO (dal 161 al 180 d. Le legioni romane furono battute. -In Egitto scoppia una sollevazione di origine economica. e che era imparentata con Traiano e con Adriano. consumerà tutte le sue forze. Antonino aveva adottato anche un bambino di 7 anni. che aveva lavorato con gli stessi maestri di Marco Aurelio. che ci è giunta. sposa sua figlia (dalla quale ebbe 14 figli). E lui. e restò al suo servizio fino alla morte 36). sedentario per di più (fu il solo imperatore a non muoversi mai da Roma). cavaliere. prima in Armenia e poi in Siria. dovette passare la maggior parte del suo comando a vivere tra i soldati: su 19 anni di regno. che sono l’ultimo esempio dello stoicismo antico. che poteva essere rivestito solo da una persona. Antonino preferì il primo. alla testa dell’impero si aveva una collegialità.

intraprende una nuova spedizione: 1) I Romani penetrano nel paese dei Marcomanni e riportano vittoria. la peste terribile. ***Importanza delle guerre germaniche Sul piano militare gli avvenimenti furono gravi. -i Quadi pensavano di emigrare a nord. Marco Aurelio fa ritorno nella capitale per celebrare i funerali e l’apoteosi. così. una sola soluzione: rifugiarsi nell’impero romano con le buone o con le cattive. Sembra che a questo punto i barbari avessero ormai esaurito le loro forze: -gli Iazigi non solo restavano calmi. gli Iazigi attaccano le miniere d’oro in Dacia. queste prime invasioni barbariche. egli è nuovamente sul Danubio. trovano la loro origine nei lenti movimenti dei popoli germanici. L’imperatore comprende che il pericolo generale è costituito dai Marcomanni. Ne seguirono parecchie guerre – «fluttuanti» secondo gli storici – che si possono raggruppare in due serie (167-175 e 177- 180) separate da un periodo di calma precaria (tra il 175 e il 177). due giorni prima dell’apertura dell’ultima campagna militare.C. Marco Aurelio respinge gli invasori. Vengono attaccati anche i Quadi. probabilmente contro i Quadi. perché la situazione continua a deteriorarsi. tuttavia. allora. I Longobardi invadono la Pannonia e il Norico. Marco Aurelio sembra determinato a creare nuove province ma viene a sapere che Avidio Cassio si è proclamato imperatore e le province d’Oriente sono passate dalla sua parte. sul Danubio.) 167 – La peste sta devastando Roma. 169 – Muore Lucio Vero. secondo il quale: -i Marcomanni non devono stringere alleanze tra di loro. questa volta. In autunno. Ben assecondato da eccellenti generali. ma meno catastrofici di quanto si sia sempre creduto. -promettono di commerciare sotto il controllo romano. -di restituire bottini e prigionieri. -di non avvicinarsi al Danubio. Essi lasciano la capitale e dopo il primo anno di guerra (178) è riportata una vittoria. -i Marcomanni potevano benissimo essere romanizzati. Nel 180 la creazione delle province in quelle zone. SECONDA GUERRA GERMANICA (177-180 d.) Conosciuta anche peggio della prima. ma si rivela un disastro: l’Italia del nord è completamente occupata dai Quadi e dai Marcomanni. I Romani organizzano un’importante offensiva sul Danubio. 2) I Romani stipulano un trattato con i Marcomanni. Però. La presenza degli imperatori sul campo diventa necessaria. Marco Aurelio muore sul Danubio. dove si presentava un nuovo pericolo. dopo aver respinto gli ultimi popoli ed aver stretto la pace con altri (i Quadi). tuttavia. non sembrava così utopica. La situazione viene fortunatamente ristabilita. ma per loro era anche vantaggioso stare dalla parte di Roma. Lo stesso anno Marco Aurelio spedisce alcune legioni nel nord dell’Italia. le guerre che sembravano non . ***dall’Oriente viene portata in Occidente la peste dall’esercito. premendo sui Germani dell’Europa orientale e centrale. -Guerre danubiane: mal conosciute. L’imperatore annunciò che sia lui che Lucio Vero avrebbero dovuto lasciare la capitale. PRIMA GUERRA GERMANICA (167-175 d. però.C. Per ragioni di sovrappopolazione i Germani di Scandinavia si erano messi in marcia verso il sud. Ai loro occhi.

con alcuni senatori. Alla morte di suo padre Marco Aurelio era il solo vivente dei figli dell’imperatore. tanto che molti storici fanno coincidere l’inizio della crisi dell’Impero proprio con il regno di Marco Aurelio. conferma del Consiglio imperiale. **Avvenimenti principali del suo regno 180 – Rimane sul Danubio.) Con Commodo. non ci fu né persecuzione generale né ricerca sistematica dei Cristiani. era stato preparato alle sue funzioni. fa giustiziare alcuni amici di Marco Aurelio e 37 Proclamatosi imperatore nel 175 d. promuove spesso uomini di talento ma di modesta origine sociale o provinciale (come Pertinace o Pescennio Nigro). e più della metà riguarda donne. inaugura un regno di terrore. Da questo momento in poi Commodo avrebbe vissuto nella paura di essere assassinato: diffida del Senato. L’esercito. comunque. intrattiene buoni rapporti con il Senato. CAUSE PRINCIPALI DEI DRAMMI DEI CRISTIANI 1) Innanzitutto i Cristiani stavano espandendosi in tutti gli strati sociali. COMMODO (dal 180 al 192 d. estende la legislazione imperiale (durante il regno abbiamo più di 300 testi di legge. la politica nei confronti dei Cristiani non era cambiata: in teoria il governatore deve condannare ogni cristiano denunciato in modo anonimo. esattamente come la maggior parte degli intellettuali dell’epoca. dove negozia una pace con i Quadi e i Marcomanni. per la prima volta un imperatore era nato nella porpora: la sua educazione era stata curata. poiché era giunta in Oriente la falsa notizia della morte di Marco Aurelio. Crescendo. anche negli ambienti intellettuali e militari. e non ci fu guerra civile. Si può constatare infatti durante questo periodo un affanno del potere (e testimonianza di ciò sono alcune ripercussioni sul popolo cristiano. che persista nella sua fede. sono accusati di essere responsabili di tutti i mali dell’impero e non solo. . in pratica. bambini e schiavi). sono un avvenimento assai decisivo della storia di Roma. 2) Erano odiati dal popolo perché poco conosciuti (in quanto vivevano in disparte). siccome l’iniziativa non viene mai dal potere pubblico. -La direzione degli affari si ispira alla condotta di Antonino. non provava alcuna simpatia per i Cristiani. Avidio Cassio fu ucciso nello stesso anno dopo essere stato proclamato nemico pubblico dal Senato romano. ma non ebbero la stessa fama delle vittime sotto Marco Aurelio. ed era co-imperatore dal 177. **Pratica del potere Nonostante le guerre furono la preoccupazione maggiore per Marco Aurelio durante il suo regno. non fu assolutamente trascurata la direzione dell’Impero. poi raggiunge Roma. che fu perseguitato perché considerato responsabile della collera degli dei nei confronti dei Romani). Marco Aurelio lavora anche per risolvere i problemi fiscali con numerosi tentativi. avvenne a causa del fatto che l’imperatore gli aveva affidato un comando superiore nelle province orientali. restò leale.C. -L’avvento di Avidio Cassio37. Da Traiano e Adriano.finire mai. 3) Il rifiuto da parte loro di riconoscere gli dei dell’impero era un altro dei motivi che portò a farli odiare da tutti e a considerare come sovversivi. sua sorella. All’ultimo la cospirazione è sventata. che si fece proclamare imperatore usurpando il potere.C. -I martiri cristiani: i regni precedenti ne avevano conosciuti alcuni. 182 – Complotto di Lucilla. L’imperatore. così diventò successore di suo padre senza la minima difficoltà (si era ritornati al principio di una monarchia ereditaria). la Chiesa conosce le prime eresie (come il montanismo). assistiamo alla continua ascesa dei funzionari equestri. tuttavia.

anche perché l’insieme delle fonti che ne parlano recita la solita litania dei «cattivi imperatori». i senatori. la città di Cartagine e i mesi dell’anno con epiteti che si attribuisce. la praefectura urbi. ma intraprese una politica fin troppo personale favorendo i cavalieri contro i senatori e avrebbe tentato perfino di elevare suo figlio alla porpora. lo avvelenarono e lo strangolarono il 31 dicembre del 192. superarono in velocità Commodo. Mentre commodo non mostra interesse che per le corse dei carri e i combattimenti a teatro. come Exsuperatorius («colui che domina su tutti»). I pretoriani lo acclamarono imperator sotto pressione della folla e dietro la promessa di un donativum. Commodo mostra i segni di una follia mistica: pretende di essere Ercole. Tre di queste future vittime. e per stima nei confronti del praefectus. Didius Iulianus: l’impero al miglior offerente . CRISI DEL 193-197 D. del quale autorizzarono la damnatio memoriae. e nonostante il suo coraggio. Preoccupato delle finanze.C. amanti (in particolare Marcia). veri o falsi. il Consiglio imperiale e gli uffici centrali prendevano decisioni che l’imperatore siglava. 182-185 – GOVERNO DEL PREFETTO DEL PRETORIO TIGIDIO PERENNE. 185-189 – GOVERNO DEL CIAMBELLANO CLEANDRO. 190-192 – Complotti vari.lascia governare a suo nome. Quest’ultimo era assai competente sul piano militare: sorvegliò con attenzione le frontiere. la più grave dopo l’anno dei quattro imperatori. invece. Ma ci fu una modifica: il prefetto del pretorio è divenuto funzionario equestre di rango più elevato. **M. tra cui la sua amante Marcia. era determinato ad applicare misure in grado di restaurare la potenza dello Stato. attento alla situazione economica quanto alle incursioni barbariche. Si apre un nuovo periodo di crisi. Viene massacrato dai soldati. cioè piena di vizi. chiama le flotte. una sorta di vice-imperatore che dirige il Consiglio imperiale. rifonda la città di Roma che perde il suo nome e diventa una colonia commodiana. La notte stessa dell’assassinio di Commodo fu convinto il praefectus urbi Pertinace ad accettare la nomina di imperatore. ex-schiavo. figlio di un liberto. In realtà il regno di Commodo è poco conosciuto. che ricevette gli onori imperiali e immediatamente quello di Pater patriae. Cleandro vende le cariche. infatti. egli fu condotto al campo dei pretoriani e poi davanti al Senato. titolo che denota un’influenza dell’astrologia orientale e della riflessione teologica greca. aveva condotto la carriera equestre prima di essere ammesso al Senato sotto Marco Aurelio. invade un giorno la reggia imperiale. Pertinace fu assassinato. fa uccidere grandi personaggi. Disordini sono segnalati in Britannia e in Gallia. Mise a morte diverse personalità. Con la sua morte finiscono una dinastia e un’epoca. le legioni. ed era poi arrivato al vertice della carriera senatoria. si fa nominare prefetto del pretorio prima di essere giustiziato su ordine dell’imperatore per placare la folla romana affamata e in rivolta. omicidi. **Pertinace Era originario della Liguria. lo accettarono semplicemente per rifiuto del tiranno Commodo. degrada il Senato e le magistrature. Ma per fare ciò doveva riprendere il controllo dei pretoriani: una parte di questi ultimi. L’impero non ne soffrì quasi: la macchina amministrativa girava da sola. Nonostante ciò sappiamo che Settimio Severo non si vergognò di dichiararsi fratello di Commodo. e intrighi formano la trama politica di questi anni. **Pratica del potere La follia di Commodo ebbe ripercussioni soltanto nella città. per dedicarsi invece ad una vita completamente dissoluta.

Le sue prime misure furono quelle di: -non mettere a morte alcun senatore senza l’accordo del Senato.C. Possedeva esperienza e relazioni. che scorre tra la Croazia e la Slovenia. e che rispettivamente Settimio Severo e Pescennio Nigro erano stati proclamati imperatori. -Didio Giuliano. aveva compiuto una carriera senatoria esemplare. Didius Iulianus a prevalere. Ricevette una formazione da giurista e da retore (parlava latino e greco oltre al punico).) Nel 193 il governatore della Pannonia Superiore. colpevoli dell’assassinio di Pertinace e di aver venduto l’impero. Per quanto riguardava i pretoriani. Viene a sapere che due sollevazioni militari avevano avuto luogo in Pannonia 38 e in Siria39. e Geta. Curiosamente. gli fa ottenere il laticlavio). Tra due contendenti fu il ricchissimo senatore M. 39 Si trova nel bacino orientale del Mediterraneo. Questa rivolta non aveva alcuna pretesa politica: non sapendo peraltro che fare del loro crimine. . Rappresentava un triplice pericolo: 38 Una zona dell’Europa centro-orientale. -mettere a punto l’apoteosi di Pertinace. sono disarmati e le coorti sciolte. Durante questi primi mesi neutralizzò il governatore della Britannia Clodio Albino. anche lui Africano come Severo. **Vincitore di Pescennio Nigro Pescennio Nigro. Del suo carattere si distinguono: attaccamento alla famiglia. che era poi culminata con il proconsolato d’Africa. per esempio. e aveva rapporti stretti con Pertinace. Severo venne a sapere che anche Pescennio Nigro si era proclamato imperatore in Siria (ad Antiochia). è acclamato imperatore dalle sue truppe. e siccome l’Impero non poteva rimanere senza imperatore. insultato dal popolo. viene ucciso il giorno stesso dell’avvento di Settimio Severo. Sposa in seconde nozze Giulia Domna. Conosceva bene l’impero. essi. L’AVVENTO AL POTERE DI SETTIMIO SEVERO (dal 193 al 211 d. abbandonato. che lo designava come suo eventuale successore. la facilità nel crearsi amicizie e relazioni che sapeva utilizzare bene. da cui avrà due figli: Caracalla. questo imperatore che farà molto per i suoi soldati non era mai stato tribuno militare e non aveva ricevuto che tardi i primi comandi militari. confina ad est con l’Iraq e a sud con la Giordania. Innanzitutto. percorse e la carriera equestre e quella senatoria. -sorvegliare l’approvvigionamento della città. trascinando così in questa avventura tutto l’Oriente con l’Egitto. offrendogli il titolo di Cesare. che gli dettava spesso la sua condotta. fiducia totale nell’astrologia. **Vincitore di Didio Giuliano Severo entrò in Italia e a Roma senza incontrare resistenze: -il Senato lo riconobbe facilmente imperatore. italico. Prima di marciare su Roma. -riorganizza la guarnigione romana. infatti. compresa tra il Danubio e il fiume Sava. Egli si presentò come il vendicatore di Pertinace. nato a Lione. Milanese di origine. Severo può allora rivolgersi contro Pescennio Nigro. La sua carriera politica lo porta dal Senato fino al consolato nella Pannonia Superiore. i pretoriani lo misero all’asta al miglior offerente. fu un amministratore energico. alla sua città di origine. Il Senato li dichiarò allora nemici pubblici. proprio sotto la Turchia. ma accolto con freddezza dal Senato. nato a Roma. Settimio Severo. Sia dal lato materno che da quello paterno i suoi parenti erano notabili che si aiutavano spesso tra di loro (un cugino di suo padre. interesse per l’antichità e per la vita intellettuale. non poteva contare a Roma che sui pretoriani. **Ritratto Era nato in Tripolitania.

insomma. In meno di due anni. SETTIMIO SEVERO GARANTE DI INTEGRITÀ DELL’IMPERO . inoltre. gli eserciti del resto dell’impero. che verranno poi punite da Nigro. -è violento e feroce durante le rappresaglie. perché possedeva 9 legioni. era il solo padrone dell’impero. Albino rivendicò il titolo di Augusto: nello stesso anno. di Mario e di Augusto. -economico perché aveva il sostegno dell’Egitto. Battuto nuovamente. e a Roma 29 senatori sono messi a morte. CARATTERISTICHE DI QUESTI ANNI DI GUERRA -il Senato non ha più alcun tipo di potere politico. Aveva già lanciato una sua offensiva contro i Parti ed aveva conquistato la città di Bisanzio. copie di proclami imperiali. -utilizzò molto le monete. animare un solido gruppo di amministratori e di generali. i partigiani provinciali di Albino vengono ricercati e giustiziati. fu duramente punita. ma sicuramente non furono mai sfruttate con tanta intensità). Settimio Severo era riuscito a far tornare la pace e l’impero era di nuovo unito. dell’Arabia e di altre città siriache. e pronunciò un elogio pubblico della crudeltà di Silla. la città di Pescenngio Nigro. Albino. anzi assai mediocre: secondo Cassio Dione la battaglia di Lione fu il suo primo vero incarico militare. fu divisa. -tra le varie province tre aree acquistano maggiore importanza: la Britannia. -diplomatico in quanto aveva appoggi tra i re orientali e tra i Parti. -militare. le province danubiane. l’Oriente. si uccide. Cerca rifugio sull’Eufrate. la diffusione di profezie e presagi che lo presentavano come il vincitore assoluto (non erano cose nuove. La Siria. Settimio Severo. invade la città di Bisanzio e riporta due vittorie che provocano il passaggio dalla sua parte dell’Egitto. All’inizio Severo penetra in Gallia e inizia la battaglia decisiva a Lione. Egli lascia la Britannia con le sue truppe. Severo era il più intelligente tra i pretendenti: seppe meglio di chiunque apparire come il vendicatore di Pertinace. sconfitto. Secondo Cassio Dione. Nigro ripiega su Antiochia. battuta anch’essa e poi conquistata dalle truppe di Severo. e Antiochia. figlio di Settimio Severo. PERCHÉ SETTIMIO SEVERO RIESCE A VINCERE CONTRO TUTTI? -le sue truppe sono le più numerose e le meglio addestrate. -l’esercito provinciale è ormai la forza determinante per la scelta dell’imperatore. e i suoi voltafaccia e i suoi complotti maldestri non fanno che peggiorare la situazione. i libelli. -Severo non era un genio strategico. circondato dai suoi marescialli. Albino viene dichiarato nemico pubblico. -seppe circondarsi di generali valorosi (che formarono il nucleo di una nuova aristocrazia). passa in Gallia e vi raccoglie la quasi totalità del paese: contro di lui. -rifiuta sempre ogni negoziato o divisione del potere. fu proclamato Cesare nel 195. ma proprio qui viene catturato e ucciso. Lione viene saccheggiata e bruciata. usare tutti i mezzi di cui disponeva. Settimio Severo. Venendo a sapere della nomina di un nuovo Cesare. e questo significava che Clodio Albino era di troppo. troppo pericolosa e ambiziosa per la scalata alla porpora. **Vincitore di Clodio Albino Caracalla. -il conflitto ha preso l’aspetto di guerre interprovinciali e le rivalità tra città hanno un peso cruciale.

-SECONDA GUERRA PARTICA: Severo non era nemmeno arrivato a Roma. Ma Severo si rifiutò di accordargliela. Ritorna poi in Siria. Viaggio o non viaggio. morì il 4 febbraio del 211 nel suo quartier generale. perché lui. redasse un’autobiografia e risolse con l’assassinio le ambizioni del prefetto del pretorio. -GUERRA IN BRITANNIA: i Maeatae. Appena giunte le truppe. Fu conclusa una tregua. Fu il più lungo periodo che Settimio Severo trascorse nella capitale. invece. arricchite i soldati e non curatevi del resto». e assumerà il consolato ordinario in coppia con il figlio Caracalla ad Antiochia (è la prima volta che due imperatori sono consoli ordinari contemporaneamente e fuori Roma). che subito doveva ripartire per la Siria. ad essi la popolazione giunse da tutto l’impero per celebrare la fine di un secolo e festeggiare l’inizio di un altro. poiché i Parti avevano invaso la Mesopotamia. a York. Settimio Severo fece restaurare il Tempio della Pace e iniziò alcune costruzioni. che sistema ad Alessandria. e va dal 203 all’inizio del 208. Permetterà per la prima volta agli egiziani di entrare in Senato a Roma. dove poi sarebbe morto). assunsero il titolo di Britannicus. quello di Cesare. cento anni dalla morte di Traiano. rafforzati dai Caledonii. che aveva lasciato 5anni prima. Presiede in questo periodo i Giochi Secolari. Secondo la tradizione egli lasciò detto ai suoi figli: «Vivete in armonia. LA PRATICA DEL POTERE DI SETTIMIO SEVERO . la provincia di Syria e quella d’Arabia. da un prefetto di rango equestre: risistema. Al ritorno dalla spedizione partica. si sollevarono. che chiesero infatti la pace. Nello stesso giorno. Altri. invece. Severo fu costretto ad affidare al figlio Caracalla la battaglia. Severo si blocca davanti ad una città carovaniera nella zona della Mesopotamia (tra il Tigri e l’Eufrate). -Soggiorno a Roma. governata (come l’Egitto). -Viaggio in Africa. Severo si comporta da turista. anche perché era deciso a portare avanti la conquista di tutta l’isola (sembra che le sue legioni. Severo e suo figlio maggiore. Severo viene nominato – esattamente come Traiano – Parthicus Maximus. Furono Caracalla e Geta ad inaugurare il III secolo d. così come alle altre principali città della provincia.C. e il governatore fece appello all’imperatore. Quando ripresero le agitazioni tra i popoli barbari rivoltosi. si siano accampate nella zona di York. secondo però testi imprecisi. la cui esistenza è spesso contestata da alcuni storici. allargando la pianta di marmo della città. malato. prendono la notizia come vera basandosi su monete. Nel 198. da religioso e ispeziona l’amministrazione. iscrizioni e testimonianze archeologiche. In quest’ultimo campo dà all’Egitto un Senato municipale. che egli non riuscì mai a prendere. allora. Passando per l’Asia minore ritorna a Roma. invece. Poi si ferma in Palestina e in Egitto. e impressionarono i ribelli. i Parti ritirano l’assedio. Caracalla. e qui festeggia i Decennalia (dieci anni dalla salita al trono). suocero di Caracalla. Geta fu promosso Augusto. comunque sotto Settimio Severo l’organizzazione militare della provincia d’Africa è portata alla perfezione. si dice che abbia detto: «Tu conterrai un uomo che l’universo non ha contenuto». C’erano due imperatori. e lo collocano nel 202. Severo prese allora la testa di una expeditio felicissima Britannica: l’esercito e la flotta che raccolse erano molto potenti. Riprendendo il suo piano di riorganizzazione della frontiera orientale Severo crea una nuova provincia. Prima di morire. -In Egitto (199-200) il suo viaggio imita per molti aspetti quello di Adriano. neppure con un secondo tentativo. suo figlio Caracalla riceve il titolo di Augusto e il cadetto Geta.

e aveva tratto anche molti insegnamenti dalle tattiche che aveva già utilizzato Marco Aurelio. 2)MONARCHIA EREDITARIA Settimio Severo si era presentato come vendicatore di Pertinace. mentre sul fronte del Reno e del Danubio quello dei Germani. ma in che modo? Con una adozione retroattiva. ma senza impiegare in quelle zone forze che potessero indebolire altri settori dell’esercito. insomma. Da questo momento. ma questo passo non era certo sufficiente per legittimare la sua ascesa al trono.  Tutto ciò ha come conseguenza la modifica del culto imperiale in un senso più assolutistico. Insieme ai due figli Caracalla e Geta. allora. Settimio Severo associa al proprio potere anche la moglie. figlio di Marco Aurelio e fratello di Commodo. Si proclama. che era divenuto inadatto per le condizioni di difesa. 1)MONARCHIA MILITARE Anche se Settimio Severo non aveva avuto molta esperienza sul campo. dunque fittizia. L’imperatore era . -fece in modo di disporre in Italia di un esercito che contava 30. I limes maggiormente controllati furono ad Oriente quello dei Parti. dobbiamo però affermare che è vero che piano piano gli Italici erano sempre meno utili. i suoi ritratti assomiglieranno di più a quelli degli «antenati». ma sono scelti tra i migliori legionari. -aggiunge uomini agli equites singulares Augusti (la cavalleria personale dell’imperatore). Era impensabile poi che rimanesse anche il fratello di un imperatore non divinizzato. aveva attraversato alcuni anni di guerra civile. vantaggi economici. -le coorti pretoriane sono aumentate del numero di uomini. infatti. aveva al suo cospetto marescialli e capi militari assai valorosi. ma alcuni studi recenti hanno messo in evidenza che in realtà gli Italiani non sparirono mai completamente (soprattutto tra i centurioni e tra gli ufficiali di rango equestre). e le iscrizioni faranno risalire la sua genealogia fino a Nerva. invece. **Nuova strategia alle frontiere Lo scopo è quello di salvaguardare le frontiere. Settimio Severo aumentò il soldo (che non era più cambiato dall’epoca di Domiziano). madre degli accampamenti o madre del Senato. Sempre per quanto riguarda la famiglia. ma anche ad altre divinità. fu permesso l’accesso diretto all’ordine equestre per i centurioni. Il culto degli imperatori viventi è sempre più correlato a quelli morti. Gli era apparso chiaro. per rendere l’esercito più attraente. anche i due rami della famiglia di Severo (quello africano e quello siriaco) beneficiarono dei favori imperiali (il fratello dell’imperatore realizza una carriera che non avrebbe potuto percorrere senza queste protezioni). che dovesse essere migliorato: **Organizzazione dell’esercito: -riorganizza la guarnigione romana. allora. come imperatrice. Doveva in qualche modo ricollegarsi alla dinastia degli Antonimi. Severo. In generale. Giulia Domna. sociali e onorifici. dai quali era uscito vittorioso. Questo fu sufficiente a fargli accorgere della debolezza del sistema militare. di cui diventa discendente. allora. Egli fu accusato di aver volontariamente barbarizzato l’esercito. i sottufficiali poterono portare l’anello d’oro (antica insegna dei cavalieri). **Miglioramento delle condizioni di vita dei soldati Per far fronte alla crisi del reclutamento era necessario permettere ai soldati di vivere degnamente.000 uomini (più del doppio di prima) cosicché si potessero prevenire eventuali usurpatori o attacchi vari. rilanciando così una istituzione che cominciava a dare qualche segno di affanno. ma anche madre degli Augusti. Dappertutto si spandono le immagini della famiglia imperiale e il nome della coppia e dei loro discendenti. che vengono reclutati non più in Italia e neanche tra le antiche province. organizzò l’annona militare. è chiamata Felix. Con i suoi due figli accompagna il marito in tutte le spedizioni (sia in quelle in Oriente che in Britannia). e anche questa lacuna fu presto colmata. incaricati della sua protezione e di quella della nuova legione installata a Roma. fu permesso ai soldati di poter vivere con la propria famiglia vicino all’accampamento. è assimilato spesso a Giove (dal quel è stato investito) o a Helios.

e i giuristi che circondano l’imperatore mettono la loro scienza al servizio del potere. gonfiata dalla confisca dei beni degli oppositori. ha raggiunto una tale estensione che è divenuta un vero e proprio ufficio. e i lamenti degli schiavi quanto quelli dei padroni. -confisca molti dei beni dei senatori. i suoi bisogni. si lega particolarmente alla figura dell’imperatore. 4)MONARCHIA ASSOLUTA A partire da Settimio Severo si svela tutto l’assolutismo intrinseco del regime imperiale (che fino ad allora si era nascosto dietro un paravento di istituzioni e abitudini): l’orazione dell’imperatore di fronte al Senato. 3)MONARCHIA ANTISENATORIA Dai primi anni del suo regno. distinto dai beni della corona. affermando che «ciò che piace al principe ha sempre valore di legge». E LA LORO MADRE **Caracalla . cioè il patrimonium. della quale Severo è un adepto. il Senato continua a godere di un enorme prestigio sociale e culturale. -sceglie di persona nuovi senatori. la cui preponderanza è incontestabile. Egli. Severo intrattiene rapporti tesi con il Senato. C’è inoltre da sottolineare come spesso si sia creduto che Settimio Severo abbia avuto molti riguardi verso il popolo. cioè l’amministrazione dei beni personali dell’imperatore. appartiene al mondo degli dei. regolamentando e limitando questa funzione. e con lui la propria famiglia. La res privata.C. Il numero degli uffici e degli impiegati aumenta. senatoria per eccellenza. DUE IMPERATORI NEMICI.ormai chiamato dominus. verrà molto indebolito dall’imperatore. Nonostante ciò. cosicché si è parlato anche di politica sociale e popolare: egli avrebbe infatti molto spesso raccomandato ai funzionari di rango equestre (tra cui il prefetto del pretorio) di ascoltare la città. e aggettivi come «sacro» o «divino» si applicano spesso a tutto ciò che egli tocca. il quale: -sceglie personalmente il praefectus urbi. che deduce da essa molte delle sue mosse. per esempio. inoltre. ma la conferma del suo declino politico la si nota anche nella ascesa dell’ordine equestre. e l’impero inizia a burocratizzarsi. Anche l’astrologia. è fonte del diritto. che «il principe è al di sopra di tutte le leggi». III SECOLO D. e soprattutto dopo le purghe che ci furono in seguito alla sconfitta di Albino. Quest’ultimo.

Ebbero però poi luogo uccisioni e confische: furono giustiziati i possibili usurpatori. sotto lo sguardo vigile e approvatore di Giulia Domna). -aumento del soldo. Caracalla40 e Geta erano nati ad un anno di distanza. il nome del mantello gallico che gli piaceva indossare. ma solo la vita militare: era del resto amato dai soldati. Il povero Geta subì la damnatio memoriae (il suo volto fu addirittura eraso su un medaglione dipinto che rappresentava la famiglia imperiale). dai nervi fragili. alla filosofia. Al maggiore non interessavano le cose dello spirito. 1)Opera interna **Militare: -reclutamento più indulgente.) Sia nel campo della politica interna che alle frontiere seguì i principi di suo padre. Per convincerli della sua innocenza promise denaro ai pretoriani e un’amnistia per i senatori esiliati all’assemblea. Rinunciando poi alla vita civile. Giulia Domna si consacrò agli studi letterari. brutale fino alla crudeltà. 41 Prefetto del pretorio. e seguiva gli dei guerrieri e le cure miracolose. LA LOTTA PER IL POTERE TRA CARACALLA E GETA I funerali del loro padre e la sua apoteosi diedero l’illusione dell’intesa tra Caracalla e Geta (le monete celebrano la Concordia tra i due. i partigiani di Geta e un nipote di Marco Aurelio. fu chiamato Marcus Aurelius Antoninus prima di essere nominato Cesare. irascibile. (Eliminato Plauziano) riprese il suo posto al fianco del marito. -aumento dei vantaggi al congedo dalle battaglie. ha esercitato un’influenza non trascurabile sul piano della politica imperiale (prima di essere soppiantata da Plauziano 41). ma senza risultati: Caracalla farà assassinare suo fratello Geta tra le braccia della madre. della quale si considerava vicario. che gli avevano dato il suo soprannome. Gracile. Giulia Domna avrebbe diretto gli affari interni e amministrativi per lasciare a Caracalla la condotta della guerra. Aveva l’appoggio dei senatori. Si circondò di orientali. studiosi. intelligente. spinse in alto la sua famiglia (in particolare Giulia Mesa). e anche sua madre Giulia Domna lo preferiva a Caracalla. CARACALLA (dal 212 al 217 d. l’aumento del numero dei funzionari segnala la continuità della politica paterna. aveva fatto carriera grazie alla conoscenza di Settimio Severo. . anche nella sua ultima missione in Britannia.C. venerava Alessandro ed era un devoto della dea Serapide. **Amministrativo: In generale. **Geta Avendo avuto una carriera più lenta del fratello. e vigilò con attenzione sul destino dei suoi figli. «Caracalla». Geta è presentato dagli autori antichi come più dolce e riflessivo. giuristi e scrittori. In realtà ognuno pensava a come eliminare l’altro. e si detestavano. con la scusa (di fronte ai pretoriani e al Senato) di un complotto che l’altro gli avrebbe teso. **Giulia Domna Bella. ma dopo che il padre aveva annunciato la sua adozione retroattiva e si era proclamato figlio di Marco Aurelio e fratello di Commodo. che accompagnò dovunque. detestato dai senatori e dalla tradizione letteraria unanime. **Fiscale e finanziario: 40 Il vero nome era Bassianus. L’imperatrice tentò più volte di riconciliarli. Si dilettava nel suo «salotto letterario» nel quale si riunivano medici.

Per la prima volta un cavaliere giunge sul trono. Queste misure fiscali furono accompagnate da una doppia riforma finanziaria: -svalutazione della moneta in oro. riducendo il soldo ai soldati. Il suo regno fu caratterizzato dalla sua ricerca dei sostegni per far fronte agli imperativi di quel periodo: il pericolo dei Parti. perché questa costituzione favoriva l’unità religiosa (per molti storici questa sarebbe la motivazione principale che avrebbe spinto Caracalla all’editto). cioè la cosiddetta Constitutio Antoniniana del 212. -In terzo ed ultimo luogo motivi religiosi. MACRINO. quella che già Cassio Dione invocava. e non imponeva in alcun modo il diritto privato romano. un pezzo d’argento più pesante del denaro «tradizionale». il loro diritto indigeno. e parecchie motivazioni sono da prendere in considerazione: -In primo luogo ragione economica e finanziaria. che consisteva nell’estensione della cittadinanza romana «a tutti i peregrini che sono sulla terra. Solo i dediticii non beneficiavano di questo vantaggio. le ambizioni delle principesse siriache imparentate con Settimio Severo. -creazione di una nuova moneta. salvo per i dediticii». e il titolo di Cesare. Divenne allora prefetto del pretorio. potevano conservare i loro costumi. com’era accaduto per Caracalla. 2)Difesa delle frontiere Secondo Cassio Dione. proprio quella che durante il regno di Caracalla era stata aumentata. L’INTERMEZZO (217-218) I soldati. Per accattivarsi i partigiani dei Severi prende come cognomen Severus. nonostante fossero diventati anch’essi cittadini romani. divenuti cittadini romani a tutti gli effetti. Alla morte di Settimio Severo le casse dello Stato erano sane. cioè il fatto che i peregrini divenuti cittadini romani dovevano pagare l’imposta sulla successione. Aveva lavorato a servizio di Plauziano. -In secondo luogo l’opinione di giuristi e burocrati che sostengono che un impero in cui lo status delle persone era più uniforme alleggeriva il lavoro di uffici e tribunali. chiamata anche «editto di Caracalla». Questa costituzione segna l’esito della politica di romanizzazione. ritorna sulle misure di Caracalla. i principi barbari perché conservassero l’alleanza con Roma. Caracalla disse «voglio finire la mia vita in guerra»: effettivamente. che non sospettavano il complotto contro Caracalla. da un anno dopo la sua salita al potere fino alla sua morte l’imperatore combatté senza interruzione su tutte le frontiere. **Civile: È in campo civile che abbiamo la riforma più importante di Caracalla. per legare a sé gli oppositori dei Severi. i grandi lavori (le terme sull’Aventino. le strade) erano necessarie altre misure. Nel 217 fu pugnalato a Carre da un ufficiale del pretorio per ordine del suo prefetto Macrino. per quanto desideravano. Nello stesso tempo. fa proclamare Caracalla divus dal Senato e dà a suo figlio il cognomen di Antoninus. . che venne svalutato: valeva nell’uso 2 denari. così furono aumentate alcune imposte e fu introdotta la possibilità di prelevare l’imposta in natura o in lavoro. I motivi di questo editto sono stati molto discussi. e in seguito aveva iniziato la carriera di cavaliere durante la quale Caracalla lo notò. Ma per poter continuare a pagare le spese militari. In questo modo. tutti gli abitanti liberi del mondo romano. l’Antoninianus. proclamano Macrino il nuovo imperatore.

Avevano dunque la legittimità nel sangue. in quanto fu trasportato anche il simulacro di pietra nera (non volendo il giovane imperatore separarsi dal suo idolo). ma è ripreso qualche giorno più tardi mentre tentava di raggiungere l’Europa. Tutte e tre. Giulia Domna aveva tentato di sollevare le truppe che Macrino le aveva inviato tanto per sorvegliarla quanto per onorarla. Giulia Mesa. Elagabalo fece il suo ingresso solenne a Roma. Bassiano. ELAGABALO (dal 218 al 222 d. **Un grande sacerdote siriaco L’imperatore fa costruire sul Palatino un tempio per il suo dio. erano imparentate di conseguenza anche con la domus imperiale divina. gli scudi dei Salii. Poi si lasciò morire per inedia. L’Augusta lasciava una sorella maggiore. le principesse siriache e i loro figli raggiungono Roma. e quello della Mamea (Alexianus). e sembrò aver l’unica preoccupazione di introdurre il suo dio. L’idolo di questo tempo era una grande pietra nera conica che si diceva caduta dal cielo (e che ci mostrano alcune monete). la religione aveva un carattere solare molto marcato. A Roma la divinità di Elagabalo non si sapeva come andasse tradotta: bisognava considerarlo come Giove o come Sole? Così Elagabalo fu spesso tradotto Heliogabalus. Così. e gli alienarono le poche simpatie che aveva saputo suscitare.C. Il primo viene sconfitto. siriaco. LA DINASTIA DELLE PRINCIPESSE SIRIACHE Alla morte del figlio Caracalla. dove si trovava l’idolo della pietra e dove si adorava il dio Elagabalo. Bassianus.) L’esercito di Macrino e quello dell’altro imperatore. città famosa per il suo tempio. tuttavia. al quale però sono subordinate altre divinità. cioè l’atteggiamento di chi adora un solo dio. non gli furono di grande aiuto.C. Così. si scontrano ad Antiochia. che regnavano sul tempio del dio locale. si ritrovò incapace di affrontare le ambizioni e le macchinazioni delle principesse siriache. Bassiano viene proclamato imperatore con il nome del presunto padre (Marcus Aurelius Antoninus). Il suo cadavere venne lasciato sul posto affinché il nuovo imperatore potesse contemplarlo mentre se ne andava verso Roma: la dinastia severiana ritrovava il trono. El Gebal. La spiegazione è data da un rilievo: Elagabalo vuol dire «dio-montagna». grandi ricchezze. Il viaggio dura un anno. . La nonna dei due eredi fa circolare la voce che Bassiano sia figlio adulterino di Caracalla e che ella disponeva di molto oro. Le sue azioni maldestre e la sua origine oscura. SCONTRO TRA MACRINO E LE PRINCIPESSE (218 d. la pietra nera della dea Cibele) come se volesse accentrare con il suo dio tutti gli altri culti. Tutte e tre discendevano dalla grande famiglia sacerdotale di Emesa. Davanti a questo dio l’imperatore. adorno di gioielli). una solida rete di fedeli e due eredi: il figlio della Soemiade. Fugge. In questo modo. che era anche sacerdote del tempio di Emesa. ma da africana era diventata siriaca. A Emesa. e spesso assume l’andatura di una processione religiosa. per la prima volta emerge un atteggiamento di enoteismo di Stato.) Il nuovo imperatore è più noto con questo soprannome. il Palladium. all’interno ci inserisce gli emblemi della religione tradizionale di Roma (il fuoco della dea Vesta. Del suo regno dobbiamo ricordare molti aspetti: **L’arrivo a Roma Dopo un breve soggiorno ad Antiochia e l’uccisione di membri dell’amministrazione collaboratori di Macrino. che aveva due figlie: Giulia Soemiade e Giulia Mamea. per via della parentela con Giulia Domna. e nutrivano alte ambizioni. danzava nelle cerimonie religiose (al suono dei flauti e vestito con una veste fenicia di color porpora e d’oro.

ma numerosi altri personaggi dell’entourage di Elagabalo rimangono in carica. SEVERO ALESSANDRO (dal 222 al 235 d. Intorno alle principesse siriache tornano i giuristi. etc.) Tanto le fonti antiche denigrarono Elagabalo. I loro corpi. rinascita delle istituzioni alimentari. e cioè l’istituzione – nel 222 – di un Consiglio di Reggenza composto di (16) senatori. intriga per far salire presto sul trono suo figlio Alexiano.C. -il suo modo di attribuire cariche e posti importanti ai suoi favoriti (il prefetto dei vigili è un ex cocchiere!. si scatenò una sommossa dei pretoriani. -si intravede ostilità nei confronti dell’imperatore da parte dei pretoriani. -i Germani sono di nuovo aggressivi.C. I due furono presto consoli insieme. Giulia Soemiade. **Difficoltà -la situazione finanziaria si deteriora. tramata – sembra – da Giulia Mamea. che prese le redini dell’impero. decapitati. alimentò i pettegolezzi e isolava l’imperatore. furono gettati nel Tevere e subirono tutti la damnatio memoriae. In ogni caso non fu lui a prendere il potere. -l’interesse per gli animali esotici. e assume su di sé il cognomen Severus. Tutte avrebbero partecipato (anomalia inusitata!) alle sedute in Senato. dimodoché l’avvenire della dinastia sarebbe stato garantito. Così. la madre di Elagabalo. A tutto ciò bisogna aggiungere gli scandalosi comportamenti di Elagabalo: -il suo comportamento eccentrico e provocatore. le sue bizzarrie e i suoi vizi. Alessandro (Alexiano) è proclamato nuovo imperatore. Per molto tempo questa informazioni è stata ritenuta possibile. e infine Giulia Mamea. Le promozioni scandalose vengono annullate. revocate. la nonna. miglioramento della situazione degli schiavi. Elagabalo. al quale furono attribuite le più svariate qualità. codardo e privo di autorità. -i suoi matrimoni e il suo interesse per le cortigiane. Solo Erodiano espresse alcune riserve nei riguardi di quel 15enne. l’altra figlia della Mesa. era docile e amabile. dell’esercito e anche del Senato. nella tradizione severiana si riscontrano . -i suoi eccessi. Il nuovo imperatore si preannuncia come continuatore della dinastia dei Severi. Tutto ciò urtava il popolo romano. debole. nuovo imperatore. Secondo l’Historia Augusta Severo Alessandro avrebbe ridato potere politico al Senato. **Potere alle principesse Sono fondamentalmente le Giulie della stirpe siriana a governare: Giulia Mesa. **Il suo regno -dal punto di vista morale i costumi ritornano alla sobria semplicità dei regni prima di Elagabalo. la zia di Elagabalo. nonché a tentare di eliminare suo cugino-rivale. ma oggi è ricordato solo un episodio in questo senso. sua madre e i loro partigiani furono massacrati nel 222 d. Ma per il resto. era pusillanime. Era lettore di Platone e di Cicerone. quanto invece la madre Giulia Mamea e la nonna Giulia Mesa (che poi lasciò sola la prima quando morì). ed è verosimilmente a loro che si deve una politica umanitaria: limitazione dei processi di lesa maestà. -Giulia Mamea. il prefetto dell’annona un ex parrucchiere. il prefetto dell’Urbe un ex danzatore!). La decisione più importante presa da Giulia Mesa fu quella di far adottare a Elagabalo suo cugino Gessius Bassianus Alexianus. quando Elagabalo arrivò a proporre di esiliare l’intero Senato. quanto incensarono invece Alessandro. -la reazione senatoria.

Quando l’imperatore stava preparando una nuova spedizione contro i Persiani. Nei paesi in cui si erano introdotte prendono piede. invece. Solo l’esercito a nord riuscì a portare a compimento la sua missione. ma lo fece a malincuore. al posto dei senatori. sacerdote.soprattutto riforme che rafforzano il potere dell’ordine equestre: alla testa delle province imperiali. tutti gli emblemi che Elagabalo aveva introdotto intorno al betilo 42 sono rimandati indietro. e nella parte centrale dell’esercito comandava l’imperatore stesso. le dedicò un trattato sulla resurrezione. Iniziano allora le operazioni contro gli Alamanni. però. ripiegarono. 43 Compresenza di elementi religiosi di forme religiose anche incoerenti tra di loro. Massimino. e si diffondo là dove non erano ancora penetrate. un altro modo di vedere le cose. Due aspetti meritano attenzione – il movimento religioso e il movimento intellettuale – perché essi annunciano un nuovo universo mentale. in particolare da Carcalla. lasciandosi allora uccidere nella sua tenda dai ribelli. Gli altri due. che si riteneva un vicario della dea Serapide (fece costruire infatti un tempio per questa dea sul Quirinale. esclusiva e intollerante. ma l’imperatore tergiversa e rifiuta di lanciare una grande spedizione. venne a sapere che i Germani avevano superato Reno e Danubio e che avevano assalito alcuni campi. Disorientati. e in particolare quelle della parte orientale dell’impero. 42 Pietra conica naturale. L’imperatore aveva il dovere di intervenire. Essi si appoggiano – da fanatici – ad un libro sacro tramite il quale volevano imporre la religione di Zoroastro. i soldati si ammutinano sotto il comando di un trace. Alla loro testa stava un principe di grande valore. riportò il fatto come se ci fosse stata una seria vittoria. Finiva così il regno dei Severi. La propaganda imperiale. -nella politica estera appaiono nuove minacce: in Oriente i Persiani Sassanidi travolgono i Parti per cercare di ristabilire un grande impero persiano nei suoi antichi confini. ed è definito «beneamato da Serapide»). Al posto dell’enoteismo di Elagabalo si profila allora una sorta di sincretismo43 religioso. quelli africani e poi i siriaci. . che aveva preso il potere in Persia e da allora si sforzava di ricostruire l’antico impero achemenide. -dal punto di vista religioso. LA SPINTA DEI PROVINCIALI O L’ORIENTALIZZAZIONE DELL’IMPERO? È evidente che le province. fornivano ora il personale politico e militare desideroso di assumere i più alti incarichi al governo. -si note un ritorno del culto di Cibele. però sicuramente sotto la corte dei Severi un’estensione delle religioni orientali è percepibile. Curiosamente Artaserse non ne approfittò. e che Ippolito di Roma. lanciando attacchi nelle province di Siria e in Cappadocia. Artaserse. dopo aver cercato di negoziare. anche se il trionfo fu comunque difficile. Ma al di fuori del caso di Elagabalo non si colgono sempre i rapporti tra questi culti e l’azione imperiale. Forse è un’affermazione esagerata. Severo Alessandro raggiunse Roma e partì poi per la Germania. -il culto di Iside e Serapide vengono accolti molto bene dagli imperatori. Anche sua madre Giulia Mamea e i loro partigiani furono massacrati. Gli dei dell’Urbe riacquistano la loro importanza e Giove Vendicatore si insidia al posto del tempio consacrato ad Elagabalo. Severo Alessandro si trovò così ad Antiochia con una forza di spedizione divisa in tre parti: una a nord. È certo che Giulia Mesa incontrò cristiani di primo piano. I Persiani invasero la Mesopotamia. **Il movimento religioso Si è spesso attribuita ai Severi una orientalizzazione della religione romana. L’imperatore non reagì. Sono riportati inizialmente piccoli successi. sono nominati dei cavalieri. l’altra a sud.

LA FINE DELLA DINASTIA DEI SEVERI (235 d. senatorie e imperiali. L’ultimo apporto del movimento intellettuale dell’Oriente è l’apparizione di una letteratura cristiana in lingua greca. castella) erano subordinati ai più grandi. Questa oscura orientalizzazione porta a due tendenze. mentre i popoli seminomadi erano sorvegliati dai prefetti. però. -si diffonde e si rafforza sempre più il culto per Giove Dolicheno. che dominarono la loro epoca. dando luogo. inoltre. metteva tutte le divinità sullo stesso piano. Nonostante l’assolutismo sempre più manifesto. l’impero aveva raggiunto un certo equilibrio. Accanto a giganti di questa letteratura antica. E il pessimismo visibile negli scrittori del tempo si può semplicemente ricollegare ad un motivo letterario.C. Ma un’altra tendenza dell’orientalizzazione è l’espansione del cristianesimo.) Quando morì l’ultimo dei Severi. I piccoli agglomerati (vici. dirigeva da solo la vita politica. che vengono riprese e riviste dai nuovi filosofi 44). Roma. Tutti gli uomini liberi.. Nonostante ciò. ovvero Tertulliano. LE ISTITUZIONI IMPERIALI L’impero si estendeva dalla Scozia al Sahara. 44 Alcuni tra i filosofi di quest’epoca. tuttavia vogliono viverla da cristiani. così. Il territorio era diviso in province. e in tutte le classi della società. Il suo capo. -nel campo del diritto la scuola di Beirut (Berito) domina completamente. i Severi mostrarono poi una neutralità talvolta benevola verso il cristianesimo. polemista con il mondo intero. senza privilegiarne o escluderne altre (sincretismo). Ippolito o Clemente di Alessandria. una delle quali che potrebbe ricondursi alle due politiche religiose di Elagabalo e di Severo Alessandro: Elagabalo aveva affermato la superiorità del dio Sole sulle altre divinità (enoteismo). è anche uno scrittore e teologo notevole. quello del rimpianto dei tempi andati. Aveva perduto la memoria dell’allarme e degli anni terribili delle guerre sotto Marco Aurelio. oppia. di rango senatorio. ma Settimio Severo vietò il proselitismo giudaico e cristiano. dal 212 (Constitutio Antoniniana) erano cittadini romani. l’imperatore. -in filosofia l’apporto del mondo orientale è ancora fondamentale (le filosofie moderne davano meno certezze di quelle antiche. dopo i Severi crolla improvvisamente (se si presta fede alle iscrizioni). Solo una città. abbiamo anche un grande autore di lingua latina. divinità legata soprattutto al mondo militare che. . **Il movimento intellettuale Tale movimento è portato dal fermento intellettuale dell’Oriente e della corte delle principesse siriache (vero laboratorio di idee) Nessun campo sfugge agli autori di lingua greca: -nella storiografia abbiamo Cassio Dione e Erodiano. l’impero lasciava una certa autonomia alle collettività. I cristiani cominciano dunque a partecipare alla vita economica. si è dato una dimensione intellettuale. ma anche a quella politica. al primo atto giuridico direttamente portato contro i cristiani. alle città (cellule del grande organismo). ma fiorì sotto gli Antonini e i Severi. le imperiali più piccole da un procuratore di rango equestre. E le testimonianze mostrano un aumento crescente di credenti in tutte le regioni dell’impero (anche se l’Oriente rimane la prima terra cristiana per importanza).C. Alessandro di Afrodisia (detto l’Esegeta). insomma. Sesto empirico (medico greco che criticò tutte le sette filosofiche per arrivare alla filosofia dell’esperienza). Le senatorie governate da un proconsole. le imperiali più grandi da un legato d’Augusto propretore. Dai tempi di Marco Aurelio la condizione giuridica dei cristiani non si era modificata. e lo Stato era sempre di più una monarchia assoluta. invece. Africano esaltato e intransigente. dall’Oceano Atlantico alla Mesopotamia. aveva conquistato tutto questo. che esisteva già dal I secolo d. Il cristianesimo. e hanno avuto importanti responsabilità. Alessandro. come Ireneo.

LO SPROFONDARE NELLA CRISI (fino al 260 d. Questo declino è scandito dai vari regni imperiali. -Gordiano I e II.) **Gli imperatori di questo periodo -Massimino il Trace. A partire da questo anno l’impero precipita in una crisi della quale è impossibile negare la gravità e la portata generale. -Gordiano III. e constata l’esistenza di reazioni. comunque.C. La ricerca recente tende a porre dei limiti a questo crollo. fu progressiva e lunga. . La caduta. -Filippo l’Arabo. CRISI DEL 235-284 D.C.

 Rivolta dell’Italia Scoppiò in un secondo momento anche una rivolta in Italia. sperando anche così di rafforzare la sua posizione. infatti: la peste dilagò nell’impero e i barbari (i Goti) nei Balcani. In un primo tempo anche l’esercito (la III Legione Augusta) riconobbe la loro legittimità. Proclamarono poi imperatori il proconsole della provincia d’Africa e suo figlio. quando fu assassinato. . Per far credere che a Roma andasse tutto bene fece costruire delle terme e scatenò per superstizione una guerra contro i cristiani. ma poi soffocò la ribellione nel sangue. senza distinzione. **Filippo l’Arabo (244-249) Fu questo il nome del sovrano che succedette a Gordiano III. sarebbe diventato soldato per poi scalare il cursus militare fino al più elevato. Proclamato imperatore associò il figlio al potere come Cesare. e poi fuggirono. -Decio.  Rivolta degli Africani Ma Massimino agì anche imponendo che la riscossione delle imposte fosse più rigida. per parte sua. Ma la guerra causava molte difficoltà. **Massimino il Trace (235-238) La tradizione senatoria dipinge Massimino il Trace come un soldato brutale proveniente dal ceto sociale più basso che si potesse immaginare: era stato pastore in origine. Condusse una guerra lunga e dura contro gli Alamanni. infastiditi dalle umili origini di Massimino il Trace (e dalla sua fiscalità). anche perché gli Alamanni avevano invaso l’Alsazia. invece. Filippo aveva appena rivestito la porpora che dovette comprare la pace con la Persia. decisero di passare dalla parte dei provinciali. i Persiani furono vinti dalla parte opposta dell’impero. la responsabilità del governo dell’impero ricadde sul prefetto del pretorio. i Carpi e i Goti. Il lavoro non mancava. anche perché a partire dalla sua salita al trono Carpi e Goti avevano valicato il confine del Danubio. di eleggere Gordiano III anche se non sappiamo se soddisfacente per tutti. che ricevette il titolo di rector Orientis. reazione inadeguata di uno spirito semplice che non sapeva come affrontare problemi complessi. Essi imposero una disfatta all’esercito romano nella regione costiera del Mar Nero. Massimino. Si adoperò immediatamente per consolidare il suo potere. massacrarono un procuratore di buona famiglia. Mobilitarono allora contro di lui tutte le forze della penisola. Furono i soldati a mettere d’accordo tutti uccidendo sia Massimino che Pupieno e Balbino. **Decio (249-251) Tra gli usurpatori non va però annoverato Decio. -Valeriano. che riuscì a prendere e mantenersi il potere per 3anni. e affidò la cura degli affari orientali al fratello. **Gordiano III (238-244) Fu fatta questa scelta. I senatori. associando al trono il figlioletto di appena sei anni. Tutto ciò mostra come Filippo avesse ampiamente compreso il problema della successione. e c’era poco da festeggiare. si mostrarono di nuovo sul Danubio. conosciuti come Gordiano I e II. marciò su Roma. I Goti furono ricacciati indietro. Ma gli dei fecero orecchio da mercante per Decio. Conferirono poi il potere a Pupieno e Balbino. e alcune fonti menzionano persecuzioni nei confronti dei cristiani (in particolare contro i capi delle chiese). Sperava in questo modo di consolidare la propria posizione in casa e poi agire altrove. comunque. Fece celebrare splendidamente il millenario di Roma. che diede sua figlia in sposa all’imperatore. Così facendo scatenò gli eventi che portarono alla rivolta degli Africani: ricchi e poveri. Di fatto. Gordiano si trovava ancora su questo fronte. Le controffensive contro i barbari furono rese ancora più complicate da auto-proclamazioni di usurpatori in diverse parti dell’impero. invece.

che li respinse. gli imperatori dovevano correre da una parte all’altra dell’impero senza sosta. La sconfitta fece percepire anche problemi a livello della strategia militare augustea: una volta sfondati i confini. nessuno poteva godere della continuità necessaria per cambiare le cose. Sapor si poté vantare delle sue imprese e di questa vittoria totale sui romani nella celebre iscrizione Res Gestae Dvi Saporis. e questo di sicuro gli evitò di essere assassinato. **Valeriano (253-260) L’impero sprofondava letteralmente nella crisi: i barbari si facevano sempre più minacciosi. Ma fu in Oriente che si ebbero i più gravi danni: le truppe del re persiano Sapor si gettarono sulla provincia di Siria almeno in tre riprese. Il prefetto del pretorio avrebbe poi preso il suo posto. etc). le sue spoglie furono esposte nelle principali città dell’Iran. ma tutto ciò non gl’impedì di subire le critiche dei suoi colleghi. -Franchi e Alamanni attaccarono la Gallia.  le invasioni causavano il blocco degli scambi commerciali. -CRISI POLITICA Le sconfitte trascinarono con sé anche una crisi politica. così alla guerra eterna contro i barbari si trascinò anche la guerra civile. Conseguenze di tutto ciò:  i disordini facevano rinascere brigantaggio e pirateria. i barbari non incontravano alcun ostacolo da superare. eliminando il sovrano in carica. ma successivamente sarebbe stato assassinato e il nuovo prefetto avrebbe ancora una volta preso il suo posto dopo aver fatto mettere il nuovo imperatore a morte. e i regni dei vari imperatori sempre più brevi. Decio morì in combattimento affrontando il nemico. con attacchi incessanti (i Germani a nord sia sul Reno che sul Danubio. i Persiani ad est. naturalmente. Egli fu più sfortunato che male intenzionato. . era diventato una monarchia assoluta «regolata dall’assassinio». Ma l’impero non era arrivato ancora al fondo della rovina. aveva percorso la carriera senatoria. D’altra parte l’esercito non disponeva di riserve di effettivi. È certamente intorno al 260 che si ebbe la fase più tragica della crisi. per cause sia economiche che demografiche. già associato al potere. le case. Fu infatti col regno di Valeriano che fu toccato il fondo. e tutto il resto. Valeriano inviò contro di loro il figlio. privo di una dinastia. Gli assalti dei barbari investivano parecchi punti delle frontiere: -i Goti attaccarono la Grecia e l’Asia. e distruggevano quello che potevano portare con sé. Dopo essersi serviti i barbari incendiavano i raccolti. perché l’esercito era posto solo sulla linea di demarcazione tra l’universo romano e quello barbaro. Questo sovrano apparteneva all’illustre aristocrazia. I soldati vi intervenivano spesso. sul modello – naturalmente – delle Res Gestae Divi Augusti. -CRISI ECONOMICA La crisi economica è dovuta al fatto che per tradizione dell’antichità i popoli invasori si abbandonavano al brigantaggio: il bottino era infatti il loro principale obiettivo. L’impero. questa situazione incoraggiò poi alla rivolta anche altri popoli. durante la quale si assommavano usurpazioni e le invasioni dei barbari (in particolare gli Alamanni che invasero la Gallia minacciando l’Italia). In queste condizioni. L’umiliazione suprema si consumò quando l’imperatore Valeriano fu catturato dai Persiani e messo a morte nel 260. CARATTERISTICHE E LIMITI DELLA CRISI DEL 235-260 -CRISI MILITARE Si trattò in gran parte di una crisi militare: per la prima volta i nemici attaccarono insieme e su più fronti contemporaneamente.

in un momento così teso per il popolo romano. il baratto. ma ora si ponevano problemi completamente nuovi da risolvere. che a sua volta aveva raccolto l’eredità dalla Repubblica.) Il periodo che va dal 260 al 284 è segnato continuamente dalle reazioni alla crisi dell’impero. -Aureliano. si cinsero di mura che comprendevano solitamente una superficie inferiore rispetto a quella dei secoli precedenti.  alcuni settori del commercio tornarono all’economia naturale. le terre ai margini del deserto furono abbandonate. . i cristiani. -Claudio II. -Tacito. l’aerarium militare da cui si attingeva il denaro da dare ai veterani delle battaglie al momento del congedo. ed è risaputo che ad un periodo di ascesa segue una fase discendente. a metà del secolo. e i ricchi cristiani furono privati dei loro beni. e alcuni settori riuscirono a resistere meglio di altri. La risposta era altrettanto semplice: «c’è in seno dell’impero un popolo che non onora gli dei come dovrebbe». Nonostante la crisi in cui l’impero stava sprofondando. La domanda che ci si poneva era semplice «perché. invece. Alamanni e Goti). invece. quando le campagne si spopolarono. I sovrani di questo periodo: -Gallieno. LA REAZIONE DEL POTERE IMPERIALE (dal 260-284 d. Furono soprattutto le province romane più esposte ai nemici (i più pericolosi furono sicuramente i Persiani ad est e i Germani dall’altra parte. Alcune città. Ben pochi misero in dubbio l’esistenza degli dei.  anche i ricchi patirono per le circostanze delle guerre. esso non rimase mai inattivo. quando anche i potenti si stabilirono in maniera più duratura nelle loro proprietà fondiarie. anche perché non sapevano che cosa fare per impedire l’avvento della rovina. Si assiste inoltre ad un ritorno alla terra che poi si manifesterà chiaramente all’inizio del secolo successivo. risalivano nelle linee generali ad Augusto. formati da Franchi. e bisognava modificarle con nuove istituzioni. anche l’Africa e la Spagna. tuttavia anche di fronte al nemico molte cose non cambiarono. -Caro. o dei. com’è normale per lo spirito dei Romani.C. ci avete abbandonato?». -CRISI MORALE Era inevitabile che. ma non tutti. le istituzioni politiche. -ALTRE CAUSE DELLA CRISI 1)In primo luogo. Donde si procedette a persecuzioni (soprattutto durante il regno di Decio. Tra le regioni meno toccate dalla crisi. Questi erano. Il peggio arrivò sotto Valeriano. L’Egitto. che riprese le persecuzioni proibendo il culto cristiano e ordinando ai membri della gerarchia di sacrificare agli dei. 2)In secondo luogo. -CRISI SOCIALE Le motivazioni economiche trascinarono con loro anche una crisi sociale:  i poveri furono resi ancora più poveri dalle invasioni e dalla crescente pressione fiscale. durante il quale egli ordinò un sacrificio generale agli dei dello Stato). fu seriamente coinvolto nella crisi solo a partire dal 260. l’economia romana non aveva mai smesso di crescere a partire da Augusto. Fece giustiziare dei ribelli. le sciagure che esso stava attraversando non provocassero anche una crisi morale: gli uomini vivevano nello smarrimento. oltre all’Egitto. naturalmente. amministrative. Le loro incertezze furono trasportate sul piano religioso. così come l’esercito. -Probo. Il cristianesimo continua a svilupparsi.  sparì.

**Gallieno (260-268) Il primo ad ereditare una situazione assai disastrosa. Ma più gravi ancora le invasioni dei Goti (in Asia) e dei Franchi (in Gallia). ristabilì in parte la situazione: -liberò l’Italia settentrionale (schiacciando gli Alamanni sul lago di Garda). Questo sovrano dovette certamente affrontare molti problemi difficili. Nonostante tutto questo. -rafforzò considerevolmente l’assolutismo imperiale. come l’usurpazione di Floriano. **Tacito (275-6) Il suo breve regno fu caratterizzato. che era stato associato al potere dal padre Valeriano. -soppresse le cariche militari dei senatori. conferendogli un carattere teocratico attraverso il diadema. agli occhi dei contemporanei. Gallieno è stato definito «un imperatore a cavallo». Viveva circondato da una corte animata dall’imperatrice sua moglie. -il prefetto dell’accampamento si trasforma in comandante di legione. Gallieno rinunciò alle persecuzioni nei confronti dei cristiani a partire dal 260: un editto di tolleranza aprì un periodo di quarant’anni chiamato di «piccola pace della Chiesa». L’imperatore fu allora assassinato nel 268. fu Gallieno. affascinato dalla cultura greca. -rese la figura dell’imperatore quella di un personaggio astratto ed eterno. **Aureliano (270-275) Dopo Claudio II toccò proprio ad Aureliano di ristabilire la situazione ancora una volta. Tutte queste guerre. Il suo regno conobbe un’esplosione delle arti: si diffondeva la scultura e ancor più la pittura. Dal punto di vista della religione. -fu anche l’ultimo sovrano di origine aristocratica. Ma le forme del culto rimasero molto vicine al paganesimo tradizionale. Fu uomo colto. -ottenne. che erano infatti restii ad esporsi. per questo meritò il suo soprannome. guardie del corpo. -i Goti furono sconfitti. Sotto di lui: -i Franchi attaccarono. I suoi successori avrebbero continuato l’opera di riordino. **Claudio II. senza combattere. e nella quale brillavano filosofi come il neoplatonico Plotino. -dovette tuttavia sopportare numerosi usurpatori per evitare un’altra guerra civile. la resa dell’ultimo imperatore delle Gallie. -liberò l’Illirico con una grande vittoria sui Goti. ossia volle restituire all’impero unità morale attraverso il dio Sole. da un’effimera restaurazione senatoria. era stato iniziato ai misteri di Eleusi. qualcosa di assai rivoluzionario per le mentalità dell’epoca. non gli impedirono alcune riforme: -circondò Roma di una cinta muraria di cui si possono ancora ammirare alcuni tratti. la situazione si guastò di nuovo e i Goti arrivarono ad Atene e nell’Illiria. I suoi due successi furono: -sconfisse Zenobia di Palmira. proponendo ai suoi contemporanei un quasi mono/eno-teismo. Aureliano fu soprattutto l’imperatore della teologia solare. -si sforzò di ristabilire la situazione economica nelle province. però. anche perché Roma continuava ad avere nemici. soprattutto in campo militare. . Egli: -partecipò di persona a campagne militari. -riorganizzò l’esercito con una riserva mobile e con il rafforzamento del numero dei protectores. primo imperatore il lirico (268-270) Detto «il Gotico». -la Dacia fu abbandonata. diventando rector Orientis. Sarebbero stati imperatori illirici che venivano soprattutto dall’esercito.

per esempio. **Caro (282-3) L’energico Probo ebbe come successore Caro. percorsero tutto il Mediterraneo abbandonandosi al saccheggio. associandolo e nondimeno subordinandolo al suo potere. dopo l’assassinio di quest’ultimo egli era l’ultimo di una lunga serie di usurpatori del momento. sotto Costanzo II. LA «PRIMA TETRARCHIA» (284 d. Godette di un lungo regno fatto di 20anni di potere.C.) Nato in Illiria da umile famiglia. Diocleziano instaurò una tetrarchia: dopo essere stato proclamato Augusto e divenuto imperatore. come anche delle prime misure di salute pubblica applicate dai suoi predecessori. varcarono lo stretto di Gibilterra e tornarono poi nelle loro terre percorrendo l’Atlantico. **Probo (276-282) Fu dunque una pesante eredità quella che toccò a Probo. Goti e Geti dalle province danubiane.C. l’economia e la società. fu ucciso dopo essere stato sconfitto da Diocleziano. Carino. ma seppe approfittare del vuoto creato dalle distruzioni del secolo.) Per meglio occuparsi dei problemi militari. La sua politica fece di lui da una parte un riformatore e creatore. INSTAURAZIONE DI UN NUOVO ORDINE I disordini e le distruzioni del III secolo ebbero come conseguenza l’instaurazione di un altro ordine e permisero di costruire e ricostruire un mondo differente. uno dei due figli. il quale tuttavia riuscì a ricacciare i Franchi e gli Alamanni dalla Gallia. IV e V SECOLO DIOCLEZIANO (dal 284 al 305 d. Si apriva a questo punto una nuova era della storia di Roma. altro valoroso generale che si associò al potere i due figli. dall’altra un reazionario (nel campo religioso. Si recò in Asia e poi in Egitto. Diocleziano e poi Costantino riorganizzarono lo Stato. egli volle tornare ad un periodo precedente). Diocleziano percorre la carriera militare che lo porta a capo dei protectores di Caro. Un nuovo equilibrio si raggiunse a metà del IV secolo. A questi mali bisogna aggiungere anche alcune usurpazioni. . Fu soprattutto il salvatore dell’unità dell’impero. Egli combatté contro i Persiani. si sbarazzò di Carino e -designò Massimiano prima Cesare e poi Augusto. Durante il suo regno accadde un episodio alquanto strano per l’impero e la sua marina : alcuni Franchi si impadronirono delle navi della marina imperiale. -Galerio e Costanzo Cloro divennero anch’essi Cesari.

COSTANTINO (dal 306 al 337 d. 2)i capi delle comunità furono arrestati. poi passò in Africa per ristabilirvi l’ordine.C. -in Occidente Massimiano sconfisse un popolo di contadini che si erano ribellati in Gallia. L’assolutismo del potere non era in niente inferiore a quello dei secoli precedenti. -creò legioni più piccole e un’altra gerarchia militare. i quali a loro volta avrebbero designato altri due luogotenenti. e le raggruppò in diocesi facendole amministrare da un funzionario di rango equestre. infatti. stabilendo ancora di più l’unità del potere. e permise di ridurre le usurpazioni. e anche l’organizzazione delle istituzioni le facilitò. e si stabilì anche una gerarchia di ordine religioso che vedeva Diocleziano superiore – per esempio – a Massimiano. LA FINE DELLA «PRIMA TETRARCHIA» Fu così che alla fine dei venti anni di regno. Nel 305 Diocleziano si ritirò nel suo palazzo. di sedare le insurrezioni provinciali. MODIFICHE ALLE ISTITUZIONI SOTTO DIOCLEZIANO Il sistema della tetrarchia aveva reso possibili tutte queste vittorie. tuttavia. I due Augusti si impegnarono ad abdicare simultaneamente allo scadere di venti anni. fu ancora Galerio ad attaccare quando il re persiano attaccò l’Eufrate. furono Massimiano e ancor più Galerio. mentre Costanzo Cloro si mostrò molto più moderato. 3)i pentiti furono rilasciati. -equiparò l’Italia ad un sistema di governo comune a tutto l’impero. furono costretti ad abdicare simultaneamente. reale o fittizia. -modificò l’amministrazione centrale. Furono anche annodati legami di parentela. in parte pressati da Galerio. Galerio dovette recarsi in Egitto a sconfiggerne altri. intraprese la costituzione di un nuovo esercito: -accrebbe gli effettivi. All’inizio proseguì l’opera riformatrice di Diocleziano. Essi rimanevano strettamente legati l’uno all’altro. Furono comunque promulgati quattro editti: 1)sequestro dei libri sacri e distruzione delle chiese. Sirmium e Treviri). Ma non furono solo i cristiani ad essere presi di mira (in relazione alla guerra contro la Persia lo Stato si mosse anche contro i manichei). ULTIMO PERSECUTORE DEI CRISTIANI È sotto di lui che si ebbe l’ultima grande persecuzione del cristianesimo. completandola anche per certi versi. I veri autori di essa. Diocleziano. -spezzettò poi le province come aveva fatto con le legioni. travolse di nuovo Franchi e Alamanni. DIOCLEZIANO. CONSEGUENZE DELLA TETRARCHIA Questo sistema politico ebbe buoni risultati in campo militare. -l’editto che fissava i prezzi massimi si sforzò di stabilire un limite a prezzi e salari. e pose fine ad alcune usurpazioni (quella di Achilleo e Domizio Domiziano). In questo modo il problema della successione era regolato. di respingere nemici esterni. . Diocleziano e Massimiano. -fu varata una nuova organizzazione fiscale fondata su un pagamento per individuo e lotto di terra. Ad ognuno di essi fu assegnata una città di appartenenza (Nicomedia. 4)furono organizzati sacrifici in tutto l’impero. a favore dei successori (i due Cesari). Milano. cioè nel 303. -in Oriente Diocleziano e poi Galerio respinsero alcuni popoli barbari.) Anche Costantino regnò per parecchio tempo. Si interessò alle finanze: -riformò il sistema monetario (fondato su oro argento e su emissioni di bronzo).

Figlia traviata della Tetrarchia. infatti. ma solo 20anni dopo. Massenzio. Ma Massimino e Massenzio mantennero le loro pretese. stavolta cristiana. sarebbe diventato Augusto in Oriente dopo Diocleziano. che spesso erano una ripresa di quelle già intraprese da Diocleziano. 2)In campo amministrativo a livello centrale era tornato ad una vera monarchia: i Cesari erano seriamente subordinati all’Augusto.  Per reazione. e le sue capacità di concettualizzazione erano molto limitate. e Costanzo Cloro in Occidente. Licinio. Si ebbero allora 7 imperatori. A questo punto Galerio organizza un incontro. non si sa in quale momento Costantino comprese che però Cristo non era certo una metamorfosi del dio Sole. infatti. Nel 312 la vittoria (detta) di Ponte Milvio (ma di fatto conseguita a Saxa Rubra) permise a Costantino di eliminare Massenzio. i pretoriani gli opposero a Roma il figlio di Massimiano. Galerio. -Domizio Alessandro fu il secondo. Il primo problema che divide ancora gli storici è quello della sua conversione: sembra che all’inizio egli fosse un adepto del dio Sole e che un’apparizione di Apollo lo avesse condotto all’enoteismo. 3)Ma Costantino deve la sua celebrità soprattutto a causa delle riforme in campo religioso. alla vigilia della battaglia di Ponte Milvio ebbe una seconda apparizione. Massimino Daia e Licinio. il figlio di Massimiano. nel 308. Ma nel 306. Come lo definirono. che lasciava: -in Oriente Galerio e Massimino Daia. e disponevano di poteri assai ridotti. era «un uomo di fronte stretta. il più delle volte provocati. Era figlio di Costanzo Cloro e di Elena (che forse era stata cameriera in una taverna). furono abbandonate. Rimanevano allora Costantino. Poi Costantino riuscì a liberarsi anche di Licinio. -Galerio per terzo. RIFORME SOTTO COSTANTINO I numerosi conflitti non impedirono a Costantino di adoperarsi anche nelle varie riforme. ristabilendo così definitivamente l’unità all’impero. 1)In campo militare sviluppò il comitatus. a livello regionale Costantino apportò delle novità: i prefetti del pretorio persero le loro antiche funzioni. che lo avrebbe indotto a far portare dalle sue truppe un labarum (stendardo sul quale erano stati ricamati una chi e una rho. fece sì che l’esercito di Britannia proclamò imperatore proprio quest’ultimo. cioè l’esercito mobile operante all’interno del territorio. cosa per niente straordinaria a quest’epoca. portarono ad un chiarimento della situazione: -Massimiano morì per primo. LA «SECONDA TETRARCHIA» E I SETTE IMPERATORI Costantino dovette innanzitutto impadronirsi di un potere al quale non era stato destinato. ma conservarono il titolo. Ad ogni modo. egli era un soldato e un pragmatico. a Carnuntum. -in Occidente Costantino e il nuovo venuto. le prime due lettere di Christòs. suo antico dio). cioè gli agenti segreti. Domizio Alessandro. però a battezzarlo fu un vescovo ariano (e questo ha fatto versare fiumi di inchiostro). Come Diocleziano. la morte naturale di Costanzo Cloro. avanzava le sue in Africa. «Fortunatamente» alcuni decessi. questa eptarchia assomigliava tanto all’anarchia. a scapito invece dell’esercito di frontiera. padre di Costantino. ma di forte mascella». la sua conversione fu preceduta da un atteggiamento di reale simpatia per il cristianesimo: le persecuzioni. si infiltrarono ovunque i temuti agentes in rebus. la combinazione di questi simboli posti l’uno sopra l’altro evocava i raggi del Sole. che avrebbe sancito la «Seconda tetrarchia». Non possedeva alcuna attitudine dei teorici. mentre un altro. . L’imperatore si fece battezzare solo sul suo letto di morte.

A questo si aggiungeva il conflitto tra cristiani e pagani. ossia luogo in cui i membri dovevano stare in piedi di fronte al sovrano. i Germani investirono la Gallia. Morto Costantino. il quale aveva sinceramente appoggiato i cattolici. Costante riorganizzò l’Occidente a suo vantaggio dopo aver sconfitto e ucciso Costantino il Giovane che aveva cercato di allargare il suo potere a spese del primo. cioè i 30anni di regno. Ad essi aggiunse. morì nel 337. prima con l’eliminazione di tutti gli imperatori legittimi. -Costanzo II dell’Oriente. e portata a termine la sua opera. Il Consiglio dell’imperatore era diventato un consistorium. contemporaneamente. Costanzo accordò il primato dell’Oriente. finché non ne restò uno solo. dell’Italia. è dominata da tre problemi: il potere. Viveva in una corte popolata da eunuchi e luogo di ogni intrigo. che fece presto giustiziare. -Costantino il Giovane. successivamente: -Costanzo II. e Sapor II aveva inoltre preso di nuovo di mira la Mesopotamia romana. la costruzione andò avanti fino al 330. e i beni confiscati furono restituiti alla comunità. lui stesso sconfitto ed eliminato. che inviò in Gallia. Ma essa rimaneva sempre e comunque la seconda capitale dell’impero. ed esercitava un potere assoluto e tirannico che si manifestava in atteggiamenti ieratici (maestosi) e giustificava qualsiasi crudeltà. **Costanzo II al potere Costanzo II è considerato il primo imperatore bizantino. La nuova città imitava in tutto e per tutto Roma: occupava infatti sette colli. 5)Egli si occupò molto presto della sua successione. la cristianizzazione. LA FINE DEI FIGLI DI COSTANTINO (dal 337 al 361) La storia. Celebrati i tricennalia. Dal punto di vista politico la grande impresa dell’epoca consisteva nel ristabilimento dell’unità. allora. fece giustiziare Crispo per limitare i rischi dell’anarchia. Deteneva un carattere sacro che gli discendeva dagli dal Dio dei cristiani. possedeva un foro. della Britannia e della Spagna. e Costanzo II che si era legato all’arianesimo. -Costante. quando Costanzo II chiese aiuto a Giuliano per respingere i . si divise in tre: -Costantino il Giovane si occupò della Gallia. Designò tre Cesari: -Crispo. un capitolium e un Senato. Alla sua testa fu nominato inizialmente un proconsole e non un praefectus urbi. dell’Illirico. a metà del IV secolo. Costante fu a sua volta sconfitto e ucciso da un usurpatore. -Licinio il Giovane. dopo tre mesi di intrighi Dalmazio fu assassinato. e cioè che il centro di gravità dell’intero impero si era spostato e continuava a spostarsi verso est su tutti i campi. -Costante si occupò dell’Africa. e un altro parente. i barbari. Giuliano. L’impero. Nel 313 l’editto di Milano di Costantino e Licinio stabilì la «pace della Chiesa»: la libertà di culto ai cristiani era assicurata. anno in cui la città fu inaugurata. Nominò due Cesari: un cugino. Poi. Allora l’impero era minacciato da due pericoli: -la questione religiosa aveva diviso le coscienze tra Costante. 4)L’imperatore ha legato il suo nome anche alla fondazione di Costantinopoli. Egli prese la decisione di fondare questa nuova città sulla vecchia Bisanzio nel 324. e l’esercito subì pesanti perdite. -la guerra era ricominciata: la Persia aveva attaccato l’Armenia. Non bisogna fraintendere il senso profondo di questa misura: Costantino prendeva atto di una mutazione che era avvenuta. -Dalmazio.

GIULIANO. **Giuliano Augusto Egli aveva definito la sua ideologia politica in un elogio Sulla regalità a Costanzo II. improntate alla tradizione romana. -Politica religiosa Si conosce del suo regno soprattutto la sua politica religiosa: fu adepto della teurgia e iniziato ai misteri di Eleusi. Lì lesse Cesare e Plutarco. il rinnegato). Fu qui che Giuliano scoprì l’opera di Libanio e. **La sua formazione Era nipote di imperatore. egli aveva aggiunto anche la bontà. La sua conversione corrisponde ad un periodo di difficoltà per il cristianesimo. iustitia et clementia. che diffidava di tutto e di tutti. dove riportò una grande vittoria sugli Alamanni. **Giuliano Cesare Per via della situazione alquanto difficile. Porfirio e Giamblico). Anche in Europa c’erano tanti popoli. ed ebbe come tutore il vescovo di Nicomedia e l’eunuco scita Mardonio. IMPERATORE PAGANO (361-363) I cristiani lo hanno soprannominato l’«Apostata» (l’infedele. si convertì al paganesimo. dalla funzione pubblica. Quest’ultimo esitava. ma anche all’esterno di esso. tra cui (le più importanti):  la semplificazione all’estremo dell’etichetta di corte. Per tutti questi motivi. e in Cappadocia (dove subì l’influenza di un vescovo ariano). Costanzo II morì nel 361. e ad una rinascita della cultura orientale. Si trovava ancora in Germania quando Costanzo II gli chiese di portargli aiuto in Oriente contro Sapor II. attaccando il cristianesimo: i fedeli di questa religione furono esclusi dall’insegnamento. -Guerre . Egli era soprattutto un intellettuale affascinato dall’ellenismo. in particolare dal neoplatonismo (di Plotino. quello dei cattolici che si scontravano con gli ariani. Costanzo II lo nominò Cesare: i pericoli erano sia all’interno dell’impero. dove invece Sapor II preparava le sue offensive in Mesopotamia e in Armenia. Giuliano restaurò il paganesimo con un editto. dove fece alcune incursioni. Stabilì il campo invernale in Germania. così come tanti pericoli. dettatagli dal suo umanesimo. La sua infanzia la trascorse nelle proprietà di Calcedonia (dove studiò Omero). -Altre riforme Egli promulgò anche alcune riforme di governo. L’esercito non voleva partire. Giuliano partì per la Gallia.Persiani. -gli storici vedono in lui un uomo eccezionale che dovette tentare di risolvere difficoltà gravi e numerose. Costoro gli insegnarono il greco. in seguito ad una visione. e proclamò allora imperatore Giuliano. proclamando Giuliano imperatore (suo malgrado). Alle virtù di pietas. Costanzo II. e fu loro vietato di celebrare funerali di giorno. dove continuavano a proclamarsi usurpatori. lo aveva esiliato in Nicomedia. devoto del Sole e di Cibale (alla quale dedica Alla madre degli dei). -gli psicanalisti sottolinenano i suoi traumi dell’infanzia. ma poi accettò quando Costanzo II morì di malattia.  ridusse l’aurum coronarium. Conobbe un destino tragico. le truppe fecero un colpo di Stato. I moderni lo spiegano con teorie differenti: -per gli psicologi fu un eccitato e uno squilibrato. Opportunamente.

A partire dal 364 fino all’inizio del V secolo uno stesso sangue continuò infatti a scorrere nelle vene degli imperatori. Di nuovo un imperatore era morto affrontando il nemico. Mentre l’Occidente sprofondava nei disordini. con Milano come capitale. un’usurpazione a Costantinopoli (il pretendente era un certo Procopio. cioè anch’essa traeva origine dalle guerre. Dovette affrontare il pericolo di Sapor II. tranne per Teodosio. che devastavano la Britannia. **Le guerre sotto Valentiniano I Le difficoltà più grosse durante il suo regno vennero dai barbari. nella crisi e nel malcontento. stanchezza di fronte alle tasse e la contestazione religiosa: anche in questo caso fu Teodosio Padre a ristabilire la situazione. Nel corso di questo episodio fu gravemente ferito. I barbari ammiravano Roma. cosicché la legittimità della dinastia fu ancora più accentuata). ma subito dopo fu decapitato per una ragione misteriosa. che causarono numerose guerre: -gli Scotti e i Sassoni. -Quadi e Sarmati furono sconfitti da Valente e Teodosio Figlio. tuttavia. nel 365. e il suo movimento presentava dunque un aspetto politico e religioso). era energico ed onesto ma anche colto e collerico (fino a morirne). Teodosio Padre. ma si rivelarono poco propensi ad assimilarsi al popolo romano. -nei confronti della plebe Valentiniano I mostrò lo stesso tipo di interesse: moltiplicò le distribuzioni gratuite a Roma e creò anche in questo strato sociale un defensor plebis. inviato a Treviri (egli non aveva che otto anni. -ci furono difficoltà sociali. ufficiale cristiano moderato. rinunciò ad ogni influenza sull’Armenia. Una leggenda alimentata dai cristiani gli attribuisce l’ultima frase «hai vinto tu. che si insediò a Costantinopoli. -l’Africa fu turbata da scorrerie verso i porti e da un movimento nel quale si mescolavano rivendicazioni indigene. che Costanzo gli aveva lasciato in eredità dopo la sua morte. ma un affare di magia comportò una rottura e delle esecuzioni che contribuirono a rendere ancora più tesi i rapporti. Il terzo imperatore fu invece Graziano. affidò invece l’Oriente al fratello Valente. VALENTINIANO I Questo imperatore preferì molto ricorrere ad una divisione del territorio imperiale: egli mantenne l’Occidente. Galileo!». l’Oriente fece passare la tempesta e preparò l’emergere di una nuova civiltà. presentava caratteristiche particolari: si trattava di infiltrazioni lente e progressive. il quale si arrese di fronte alla Persia: abbandonò la riva sinistra del Tigri. cattolico tollerante. -un’altra guerra contro i Persiani. Egli si adoperò per migliorare la situazione di tutti gli strati della società: -per accattivarsi il Senato istituì un defensor senatus. ma poi dovette battere in ritirata. . però. Il solo elemento di unità veniva dalla politica dinastica. L’AVVIO DI UNA NUOVA CRISI (364-395) Il periodo che iniziò allora fu caratterizzato da una crisi analoga a quella del III secolo. Questa situazione ebbe allora come conseguenza una divisione dell’impero. La nuova ondata di invasioni. annullò le misure di Giuliano contro i cristiani. -scoppiò anche. imparentato con Giuliano. che si manifestarono attraverso il brigantaggio. poi morì. avvocato dei poveri in città. non poté far niente contro latifondisti e contro la corruzione. -Valentiniano in persona combatté contro gli Alamanni (che finirono per ottenere un trattato dopo la vittoria romana) nelle Gallie. ma era stato promesso alla figlia di Costanzo II. Marciò contro il re persiano. furono respinti da un ufficiale spagnolo. **Gioviano Lo stato maggiore designò come suo successore Gioviano. Valentiniano I.

Ma il peggio sarebbe stato nel 391. -si accordò con la Persia per la divisione dell’Armenia. che si risiedeva a Treviri e che si vide costretto ad attaccare gli Alamanni. futura madre di Galla Placidia. Nel 395 Teodosio morì. Egli dovette affrontare i barbari e le usurpazioni. la pace regnava e l’impero era diviso. Di fatto egli . particolarmente instabile. Teodosio era un buon generale e un cristiano ortodosso fervente secondo alcuni. alla fine. Per legittimare il suo potere sposò la figlia di Valentiniano I. ed avendo solo 4 anni fu sottomesso alla tutela di un generale barbaro che stabilì la capitale a Milano. nato da una famiglia di Vandali che si era stabilita all’interno dell’impero e convertita al cristianesimo (ma di tendenza ariana). è stato una personalità molto discussa. e si insediò a Treviri. ma esattamente come Graziano. -una guerra vittoriosa riportò la pace sul Reno. ma stavolta Teodosio reagì e riportò la vittoria. **Usurpazioni Un pretendente si faceva avanti in Bretagna. ma non bisogna esagerare la portata del disastro. L’editto contro il paganesimo nel 391 suscitò così tanti malcontenti che ci fu un altro usurpatore. ma si finì per negoziare. fanatico per altri. in tre parti: -c’era ancora Graziano. L’usurpatore sconfisse anche. ai quali pensò bene di inserire anche conflitti religiosi. Valentiniano era troppo giovane. Valente. presentato come un barbaro amico dei Goti o come un romano difensore di Roma. pressati a loro volta dagli Unni. e mise in fuga. egli estese la sua autorità alla Gallia ed eliminò Graziano proclamandosi Augusto senza che Teodosio potesse impedirlo. Era la prima grande disfatta dal III secolo. **Sul piano militare Riportò numerosi successi: -i Goti furono sistemati all’interno dell’impero con un trattato. **Sul piano religioso Dove egli si rivelò più attivo. fu sconfitto e ucciso. -bisognava combattere inoltre costantemente i Goti. Galla. ma questo popolo. quando Teodosio. -c’era ora Valentiniano II. STILICONE Flavio Stilicone. si agitò di nuovo. TEODOSIO FIGLIO L’impero fu di nuovo diviso. Originario della Spagna. sotto la tutela del generale barbaro Stilicone). perché l’Oriente era sempre in grado di reagire. **La successione Teodosio si era associato al potere i due figli. Valentiniano II. -si impose progressivamente Teodosio Figlio. emise un puro e semplice divieto del culto privato di adorazione delle statue e di celebrazione dei riti pagani. Il cristianesimo aveva vinto. succeduto al padre. ai quali era stato affidato e il potere occidentale (ad Arcadio) e quello orientale (ad Onorio. uomo di potente personalità che aveva raggiunto il grado di capo della cavalleria e che si proclamò Augusto dopo la morte di Valente. sotto l’influenza di Sant’Ambrogio. Il suo regno rappresentò un momento importante che definì meglio i rapporti tra il potere e gli dei: lo Stato rinunciò al paganesimo.

Questo è quello che ci mostra la sua carriera e la sua relazione con il poeta Claudiano45. Gli ultimi anni del suo regno. Stilicone si occupò soprattutto di guerre: in un primo momento fu assorbito dai conflitti interni. quest’ultimo. e fece incidere iscrizioni in suo nome. dopo l’assassinio di Odoacre si impadronì di Roma e dell’Italia. 45 Originario dell’Egitto. La fine del secolo fu segnata da due avvenimenti di forte valore simbolico: -nel 475 Oreste. diventò re degli Eruli e chiese lo status di federato. Percorsero la Gallia. mentre invece i barbari continuavano la loro progressiva e lenta lanciata di assalti. Egli abbandonò la sua lingua madre (il greco) per il latino. tanto che gli fece una straordinaria accoglienza trionfale a più riprese. e dall’esercito. tuttavia. Tutti questi disordini provocarono alcune usurpazioni. Nel 408 Galla Placidia emerse come personaggio importante.si comportò come un barbaro romanizzato. Fu poi preposto all’educazione di uno dei suoi due figli. Ma poi fu assassinato. che viveva nella capitale occidentale dell’impero. dunque. tuttavia. cosicché dovette affrontare il capo degli eserciti stanziati in Africa. L’Occidente romano era diventato di fatto Occidente barbarico. Serena. Si avvicinò ancora di più alla dinastia regnante quando diede in sposa suo figlio al giovane imperatore. e per dieci anni divenne portavoce di Stilicone. era restato pagano benché fosse vissuto in una corte diventata interamente cristiana. la Spagna e l’Africa. Il popolo di Roma. Nulla poté fermarli. si sentiva assai rassicurato dall’opera di questo generale. si indebolivano notevolmente. Lo Sciro Odoacre. In seguito egli divenne «patrizio». Vandali.C. (è senza dubbio Onorio il soggetto della statua nota come il «colosso di Barletta»). -nel 488 l’imperatore Zenone incaricò l’Ostrogoto Teodorico di riconquistare l’Occidente. La tregua alle frontiere permise comunque dei conflitti interni: massacro della filosofia pagana Spazia da parte della folla ad Alessandria. Di fronte al rifiuto che gli fu opposto cacciò Romolo Augusto e rispedì a Costantinopoli le insegne imperiali. che aveva anch’egli frequentato la corte di Attila. Gli elevò statue. e soprattutto una cospirazione contro Stilicone. In Oriente. Galla Placidia. Onorio. aveva cacciato da Roma l’imperatore Nepote e dato la porpora a suo figlio Romolo Augusto. altre invasioni. «re dei popoli barbari» e costituì un proprio dominio. che sarebbe stato arrestato e decapitato insieme a moglie e figli per ordine del consigliere Olimpio. anche se la situazione presentava talvolta caratteri analoghi a quelli per l’Occidente. che voleva rendersi indipendente. Ormai l’Occidente romano era diventato di diritto Occidente barbaro. Milano. di cui aveva sposato la nipote. . Alani e Svevi attraversarono il Reno che si era gelato. già segretario di Attila. sorella dell’imperatore. Le forze imperiali. Alla sua epoca risale l’elaborazione del Codice Teodosiano. le condizioni generali migliorarono durante il regno di Teodosio II. al centro della sua epoca. LA FINE DELLA STORIA ROMANA Per quasi tutto il V secolo i destini delle due parti dell’impero presero direzioni opposte. finendo addirittura per fare di Cartagine la loro capitale. furono segnati da un dramma che si consumò il 31 dicembre del 406 d. Si era legato a Teodosio.