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UN�AVVENTURA DI BRYAN di Angeli Federica Dedicato al mio unico amore Andres il vero padre di Bryan I.

La polvere gialla sollevata dal vento si incollava agli abiti e alla pelle con una sgradevole sensazione di sporco e fastidio; Bryan era contento di essere giunto in quel paesetto sperduto, perch� era stanco dal viaggio e anche il suo fido mulo Dosankos doveva riposare. Domandando ad alcuni contadini che lavoravano la terra nei dintorni, per sapere se vi era un luogo di passaggio dove ristorarsi, il monaco aveva scoperto che il paese in questione si chiamava pi� o meno, nel dialetto locale, �Fossa di Polvere�. �Un nome appropriato, non c�� che dire� pens� Bryan, mentre osservava la fila di case di legno sorte lungo lo stradone principale, polveroso come l�aria circostante. Era pieno pomeriggio, non era caldo, ma la luce del sole creava con il terreno un fastidioso riverbero; data l�ora, non c�era nessuno in strada, ma i campi circostanti erano pieni di gente al lavoro. Guardandosi attorno in cerca della taverna, Bryan registr� fra s� che il paese era piccolo e dalla struttura elementare: quasi tutte le case, in legno, sorgevano lungo la strada principale e soltanto poche erano quelle dietro la prima fila, alcuna erano sparse sulle collinette circostanti, ma tra queste spiccava una lussuosa magione in muratura che aveva l�aria di essere fortificata. Finalmente individu� la taverna, un edificio al centro del paese, anch�esso, stranamente, in muratura, imponente e con un portone massiccio che per met� era spalancato. Bryan leg� Dosankos all�abbeveratoio, poi entr� nella locanda, in quel momento quasi vuota: oltre all�oste vi erano due giovanotti, uno vestito elegantemente, l�altro pi� rozzo, che se ne stavano seduti a fumare e a lanciare distrattamente dadi sul tavolo. - Buongiorno � salut� Bryan educatamente, dirigendosi verso il bancone, dietro il quale l�oste spolverava le bottiglie. - Da bere? � domand� l�uomo, abbronzato e robusto. - S� grazie. Un doppio latte -. L�uomo lo guard� stranamente, poi disse, scontroso: - Non abbiamo latte qui. Solo birra: chiara o scura, dolce o amara. E liquore�.. per gli uomini � sottoline�, mentre i due avventori ridacchiavano. - Acqua? � chiese allora Bryan, imperturbabile. L�oste sollev� un sopracciglio, dubbioso. � Vuole anche da mangiare? -. - No grazie -. Con fare annoiato l�uomo entr� nella cucina, lanci� un urlo a quella che poteva essere sua moglie e poco dopo Bryan vide una donna uscire, probabilmente dal retro, e riempire una brocca con l�acqua della fontana comune, vicino all�abbeveratoio. In tutta fretta la donna rientr� dalle cucine e port� la brocca all�oste come se nulla fosse e a sua volta l�uomo la appoggi� con malagrazia sul bancone, facendone fuoriuscire parte del contenuto. - Potrei avere un bicchiere? -. Questa volta l�oste sbuff� senza nascondere il fastidio e gli pass� un bicchiere in tutta fretta. Bryan bevve in silenzio, riflettendo sul comportamento di quell�uomo; a volte gli capitava di non essere trattato bene, a causa del suo credo religioso, ma ora era vestito come un comune civile, il simbolo sacro sotto la giubba di pelle, e con il martello a fianco aveva anche un�aria rispettabile.

Evidentemente in questo paese non vedevano di buon occhio gli stranieri, ecco tutto. E quasi quasi aveva timore di non fare una domanda opportuna, nel chiedere dove si trovava la chiesa, dato che lui non l�aveva ancora vista. - Si ferma per la notte? � domand� l�oste con noncuranza, mentre regolavano un conto spropositatamente altro per un bicchiere d�acqua. - Pu� darsi. Avete stanze libere? -. - Quante ne vuole -. �Di poche parole, eh?� pens� Bryan, prima di decidersi a chiedere, con ostentata naturalezza: - Mi pu� dire dove si trova la chiesa qui? -. Il viso dell�oste divenne improvvisamente serio e i due avventori si zittirono e guardarono Bryan con sospetto e ostilit�. - E cosa ci deve fare? � chiese l�oste con disprezzo e una strana circospezione. - Beh, immagino per pregare, lei che ne pensa? � rispose il mistico, accennando a scherzare. L�uomo al bancone lo fiss� negli occhi a lungo, con un�espressione quasi d�odio, prima di corrugare la fronte ed esclamare: - La manda qui la Chiesa? � come se avesse avuto un�illuminazione. - Veramente �.. � Bryan cerc� di svicolare. Come mistico, cio� aderente al culto supremo del Celestiale Rinnovamento Perpetuo, lui non rispondeva ad alcuna Chiesa; il suo era un culto antico e ormai scomparso, ma erano riconosciuti i legami esistenti con le Chiese di Daern, dio della creazione, di Moraim, dio della giustizia, e di Solimi, dea della luce, le confessioni pi� diffuse tra il popolo. L�oste non gli diede il tempo di terminare. - Lo sapevo! � esclam� esultante questi. � Finalmente si sono decisi a mandare qualcuno per scacciare quell�impostore assassino che si � insediato nella chiesa! Quando lo caccer� via a calci nel sedere mi chiami, non voglio perdermi lo spettacolo! -. - S�, ma non vorrei �.. -. - Lo devo dire a Herbert, sar� proprio felice! -. - Preferirei che non si desse troppa rilevanza alla mia presenza qui � si impose Bryan stando al gioco. � Devo svolgere delle indagini delicate e una parola di troppo pu� rovinare tutto -. Si rivolse anche ai due avventori, ma quello vestito pi� semplicemente afferm�: - A noi non interessano le questioni di quella stupida chiesa -. Il giovane ben vestito si alz� a sua volta, facendo un cenno al compagno che, a giudicare dalla spada al fianco, doveva essere una guardia del corpo ed entrambi uscirono dalla locanda. - Herbert chi �, scusi? � domand� Bryan. - Mio fratello. Tiene l�unico negozio di questo buco di paese. Se vuole saperne di pi� vada a fare quattro chiacchiere con lui. Ma compri qualcosa, altrimenti �.. -. - Ho capito grazie -. Bryan usc� individuando immediatamente il negozio, che era proprio di fronte alla taverna. Riflett� sulla strana situazione in cui si era cacciato, per puro caso: evidentemente ben pochi stranieri chiedevano della chiesa, altrimenti non lo avrebbero scambiato addirittura per l�emissario della Chiesa! Se era vero che c�era un impostore ad occupare il posto di un chierico, doveva intervenire; accarezz� lentamente Lucille, la sua arma magica, in grado di assumere qualunque forma, pronto ad utilizzarla se era il caso. Se. Il negozio era ben fornito, vendeva di tutto, dalle provviste alle armi, ai

vestiti e il proprietario, pi� anziano dell�oste e altrettanto scontroso, lo fiss� con ostilit� quando lo vide entrare. Bryan si guard� attorno, per decidere cosa comprare, ma non gli serviva nulla e i prezzi erano esosi per qualunque mercanzia. - Allora, cosa vuole? -. La domanda venne ripetuta pi� volte, prima che il mistico dicesse: - Due candele, grazie. E un�informazione: dove si trova la chiesa di questo paese? -. Anche il negoziante, come l�oste, parve stupirsi della domanda. - La chiesa? E per fare cosa, scusi! -. - Vorrei pregare, lo trova strano? -. - Altroch�! Qui nessuno sano di mente va a pregare in quel posto, con quel �.. con quel chierico! � e pronunci� la parola come un insulto. - S�, lo so, la mia presenza qui � dovuta proprio a lui. Suo fratello, l�oste, ha capito chi, meglio, cosa sono e mi ha indirizzato a lei per avere informazioni � spieg� Bryan, pesando le parole con attenzione per non mentire. � Capir� che non posso rivelare a tutti il mio interesse per quel chierico, agisco in incognito �� -. - L�emissario della Chiesa di Moraim! Non credevo che venisse pi� ormai! Finalmente, finalmente caccerete via quell�impostore maledetto, che ha attirato su Fossa di Polvere la disgrazia! � si infervor� Herbert. - Mi � giunta voce effettivamente �. -. - Voce? Quello ha ammazzato il vecchio prete, glielo dico io! Lo sanno tutti, qui. Il vecchio era il suo maestro, quello s� che era un chierico vero! Questo non ha neanche preso i voti ed esercita il culto come un vero prete, che scandalo! Assassino, impostore e ladro! Che sia dannato! Ma ora ci siete voi, lo scaccerete, vero? -. - Far� ci� che � in mio potere � lo rassicur� Bryan. � Ma devo chiederle discrezione -. - Certo, gliel�assicuro. Muto come un pesce! � e rise. - Voi non avete provato a mandare via questo �.. impostore? Immagino che la sua presenza vi impedisca di riunirvi nella chiesa per pregare -. - Noi? Che c�entriamo noi, questo � un affare dei religiosi, mica nostro � rispose il negoziante, con aria sorpresa. Si scroll� nelle spalle, prima di aggiungere: - E poi che ci serve pregare? Non � mica per questo che vogliamo che Ruther se ne vada, � perch� � la causa della nostra rovina, semplicemente -. Sconcertato, Bryan consider� che il livello di fede dei due fratelli era davvero scarso e medit� sull�opera di proselitismo da dedicare ad essi, dopo aver risolto il mistero del chierico. Si fece dare le indicazioni per trovare la chiesa, poi si rec� verso l�edificio. II. La chiesa era l�ultima costruzione del paese, di poco staccata dalle altre; non appena Bryan la vide pens� che doveva essersi sbagliato, perch� davanti a lui non c�era altro che un edificio cadente e in pessime condizioni, verniciato con un curioso color ocra ormai scrostato dal legno delle pareti. Un�insegna a fianco della poeta pendeva sghemba, appesa ad un palo che fuoriusciva dalla facciata solo per un lato; sul legno vi era scritto, a caratteri grandi e incerti �Chiesa�, come fosse l�indicazione di una locanda. La porta, rozza e artigianale, era socchiusa e Bryan decise di entrare, un po� stupito, senza sapere bene cosa attendersi. Impieg� alcuni istanti per abituarsi alla penombra della stanza, poi ci� che apparve ai suoi occhi fu uno spettacolo piuttosto squallido. La chiesa era costituita da un unico stanzone rettangolare, con due finestre in ciascuna delle pareti laterali, ma due di esse, una per parte,

erano state inchiodate con assi di legno e anche nelle restanti alcuni punti, dove mancava il vetro, erano coperti da assi. Filtrava pi� luce dal soffitto, rado e con alcune travi mancanti, certo un tetto non a prova d�acqua. La sala ospitava due panche per lato e alcune sedie sparse, tra cui una con una gamba rotta appoggiata in un angolo; l�altare era un lungo tavolone coperto da un lenzuolo e la sacrestia era stata ricavata dietro l�altare, sulla sinistra, tirando una tenda tra le due pareti. La chiesa non era vuota: il tanto contestato chierico stava recitando la funzione davanti ad un�unica fedele, una vecchina seduta in prima fila, attenta e silenziosa. Bryan socchiuse la porta e lentamente, dopo essersi inchinato rispettosamente, pass� radente alla parete laterale di sinistra, per non disturbare. Giunto di fronte al portaceri, un ferro desolatamente vuoto con un lastrone di cera fusa nel fondo, mise le due candele a mo� di offerta, ma non vi era nulla con cui accenderle. Ora che era pi� vicino all�altare, poteva osservare meglio il chierico, che stava dicendo messa senza prestargli attenzione. Era pi� giovane di quanto si aspettasse, un ragazzo che doveva aver superato i 20 anni da poche primavere, biondo, molto alto e dal fisico prestante. Indossava una veste bianca molto spartana, su cui spiccava un simbolo sacro che Bryan non riusciva ancora a scorgere con chiarezza; la mano sinistra del chierico era fasciata fino a met� avambraccio. La funzione termin� e la vecchina si avvicin� al giovane prete per accordarsi su un loro appuntamento. - Allora ti aspetto dopo da mia figlia � disse infatti la donna. - Verr� appena arriva Romis, non temere Pina � la rassicur� lui. La vecchietta allora si gir� per uscire e fece alcuni passi svelti, prima di accorgersi della presenza di Bryan: rimase a fissarlo con occhi sgranati, con il terrore dipinto sul volto ed esit� voltandosi a guardare il chierico, come indecisa se tornare da lui. Bryan apr� la bocca per salutarla, ma Pina scosse il capo e poi letteralmente scapp�, uscendo il pi� in fretta possibile e lasciando il mistico sconcertato. Rivolse allora l�attenzione al chierico, ma questi continuava bellamente a ignorarlo, impegnato ora a riordinare l�altare; la mano fasciata gli impacciava i movimenti rendendolo goffo e lento, tuttavia il giovane manteneva un�espressione altera, come quando recitava la messa, con solennit� e coinvolgimento. Bryan era ormai vicino all�altare e attendeva il momento in cui il chierico, Ruther, cos� lo aveva chiamato il negoziante, fosse disponibile a parlare con lui. Mentre stava sistemando gli ornamenti sacri, per�, al giovane sfugg� di mano il calice sacrificale e l�oggetto cadde sul pavimento in un tintinnio metallico. Proprio come J�ho�l! Imprecando in maniera piuttosto sconveniente, il chierico si chin� per raccogliere il calice e bench� lo avesse proprio davanti agli occhi, inizi� a tastare il terreno con le mani. �� cieco� si rese conto allora Bryan, sgomento. Possibile che quel ragazzo minorato potesse essere quel concentrato di nefandezze che gli avevano riferito? Con prontezza raccolse il calice e mormor�: - Tieni -. Il chierico scatt� come lo avesse morso un serpente. Indietreggiando di un passo, teso in volto, domand� con voce incerta: - Chi sei? -. Era incredibile l�espressione di paura che ora lo dominava e Bryan ripens� allo stesso terrore dipinto sul viso della vecchietta che era fuggita. - Mi chiamo Bryan Majerle � si present� il mistico appoggiando il calice sull�altare e girando attorno all�ara per

raggiungerlo. Ora che gli era cos� vicino poteva vedere meglio il simbolo sacro: il giovane era un templare di Moraim, non propriamente un prete, apparteneva cio� all�ordine armato del dio della giustizia, che formava soldati con alcune conoscenze e incantesimi propri dei chierici. Il suo medaglione tuttavia presentava una lunga frattura trasversale, come fosse stato piegato a forza prima da una parte e poi dall�altra. Anche la mano, ora era evidente, doveva essere rotta: gonfia, arrossata e soprattutto male fasciata, poteva diventare inservibile se lasciata cos�. �Ma se anche si � fasciato da solo, avrebbe potuto usare un incantesimo di cura leggero, che sicuramente conosce� pens� Bryan, preoccupato. - Che cosa vuole ancora il Predicatore da me? � sbrait� il giovane, con malcelato odio misto a timore. � Io ho rispettato i patti, questa volta! -. - Non so di cosa tu stia parlando. Io sono solo un semplice viandante e sono entrato in chiesa soltanto per pregare � spieg� Bryan con tranquillit�. - Pregare? Viandante? � ripet� il templare, insicuro. Gli occhi grigioazzurri parvero voler scrutare il vuoto, mentre il bel volto, appena deturpato da due segni quasi scomparsi di bruciatura su una guancia, si accigliava. - Sono davvero cos� radi gli stranieri qui? -. - Certo lo sono quelli che vengono in questa chiesa � ribatt� lui, ancora sospettoso, mentre rimaneva immobile. Bryan allora decise di convincerlo con i fatti. Lievemente prese la sua mano fasciata e osserv�: - Uhm, � davvero messa male -. - Cosa �... cosa vuoi fare? -. - Conosco un po� dell�arte curativa, forse posso aiutarti a fasciarla meglio -. Senza aspettare reazioni Bryan sciolse la fasciatura e studi� quella situazione poco incoraggiante: una mano gonfia e scura, in posizione scomposta, certo con parecchi ossicini rotti. Per non rischiare, decise di utilizzare un incantesimo di cura molto potente, che assicurava la guarigione completa per innumerevoli malattie e ferite gravi. - Ho cercato di fare come potevo � si stava intanto giustificando il ragazzo. � Ma senza vedere e con una sola mano non era facile fasciarla correttamente -. - Ecco fatto, come ti senti ora? -. Il templare prov� a muovere le dita e con sua grande sorpresa esclam�: - � �. � guarita! Completamente! Grazie, io �.. sono stato cos� scortese! -. - Non fa nulla � si scherm� Bryan. - Tu sei �.. un chierico, vero? Hai usato la magia -. - Conosco qualche rudimento di magia � ammise il mistico, umile. - Sei forse l�emissario della Chiesa di Moraim? � domand� allora il giovane. - Ancora? � proprio cos� importante sapere perch� sono qui? Sono semplicemente di passaggio! -. Il chierico parve riflettere un attimo, prima di esclamare: - Oh, ma non mi sono neppure presentato! Mi chiamo Ruther Raskar � e tese la mano, che Bryan strinse. - Piacere Ruther. Se posso aiutarti a sistemare �.. -. - Faccio io, � un mio dovere. E poi non so se tu sei un fedele di Moraim � e sorrise. - Come ti sei rotto la mano? � chiese allora Bryan, mentre Ruther riponeva calice e tovaglia copri-altare in maniera approssimativa nella sacrestia. � � stato quel �.. Predicatore? -. - No, lui non si sporcherebbe personalmente, manderebbe uno dei suoi scagnozzi. No, sono stato io, cercando di

aggiustare l�insegna esterna, per non andare pi� a sbatterci: mi sono dato una bella martellata! D�altronde, sono solo qui ad occuparmi dei lavori pesanti per la Chiesa: mi hanno detto che � ridotta un po� male e cerco di aggiustarla come posso. Per� � pulita, vero? -. Ruther si gonfi� di orgoglio. Bryan aveva notato che effettivamente non c�era polvere sulle panche e sul pavimento e un mazzolino di fiori di campo ornava un angolino di altare. - S�, molto, fai proprio un buon lavoro -. - Sono le mie sorelline a occuparsi della pulizia � spieg� Ruther. � Romis e Reyna vengono qui tutti i giorni. Ora devo aspettare che venga a prendermi Romis per andare da una ragazza che sta per partorire -. Il templare aveva terminato di sistemare e ora assieme a Bryan si stava dirigendo verso l�uscita; il mistico si ferm� davanti alle candele e disse: - Aspetta, accendo i due ceri -. - Ceri?! Ma non ci sono ceri in chiesa! -. - Li ho portati io -. Il viso di Ruther si allarg� in un grande sorriso infantile. - Davvero? Oh, non li accendere ora, andrebbero sprecati, perch� chiudo la chiesa. Li �.. li conserver� gelosamente e li user� solo nelle solennit�, � cos� raro averne! -. - Beh, effettivamente sono un po� cari -. - Cari?! Herbert � un ladro e a me fa pagare tutto il doppio. In questo paese hanno dimenticato il significato di solidariet� � si incup�. - S�, ho notato una certa scortesia � ammise Bryan. - � stato il Predicatore, con le sue teorie materialistiche, a plagiare quelle persone � accus� Ruther. � Adesso non fanno nulla se non c�� possibilit� di guadagno. Sei capitato in un paese di ipocriti ed egoisti, vattene appena puoi perch� non c�� niente di buono qui per uno straniero -. - Il Predicatore � �� un chierico? � chiese allora Bryan, intenzionato ad indagare. - No, anzi, lui odia le religioni. � un ateo convinto e professa una scandalosa dottrina secondo cui dovremmo credere solo alle cose materiali e non agli dei �. Bestemmie infami che hanno attecchito, non so come, rendendo tutti pi� gretti e meschini, attaccati al denaro � spieg� Ruther, accigliato, mentre raggiungevano l�uscita. � E si vede, perch� hanno smesso di venire qui, di fare offerte e da quando � morto il mio vecchio maestro �.. Io non sono benvoluto -. - L�ho sentito dire -. - Soprattutto se hai parlato con Humbert, l�oste, e Herbert, i due fratelli pi� malevoli della citt� -. Ora che erano usciti dall�edificio, mentre Ruther armeggiava con uno sparuto catenaccio per chiudere la porta a chiave, Bryan pot� notare l�evidente stato di povert� del giovane. La veste era ricavata da una tela rozza e leggera, probabilmente da un lenzuolo ed era lisa ai gomiti e nei polsi, oltre che grigiastra, pi� che bianca, a forza di lavarla. Sembrava anche molto sottile, inadeguata a proteggere dal freddo di quelle regioni, soprattutto di sera o d�inverno. Senza contare poi il fatto che Ruther era davvero molto magro, col viso sciupato e stanco e profonde occhiaie: un quadro davvero deprimente. - Devi proprio chiudere la chiesa? � domand� Bryan, che non era d�accordo su quel genere di pratica. - S�, altrimenti chiss� cosa ci fanno queste serpi, potrebbero distruggermi tutto

-. - Sono davvero cos� cattivi? -. - Peggio � sbuff� Ruther. � Sono egoisti, senza fede. Mi sono rimasti pochissimi fedeli e tutti fra i miserabili, tra i derelitti che nessuno vuole aiutare -. Mentre parlavano davanti alla chiesa, Bryan scorse una bambina di circa 10 anni che si avvicinava a loro saltellando. Si blocc� quando vide Bryan e guardandolo ostile chiese a Ruther: - Ruther, chi � quell�uomo? � Rimaneva a distanza, circospetta. - � un amico, Romis, non temere. Vieni qui e presentati, da brava -. La bambina, che aveva i capelli neri e gli occhi azzurri, molto diversa dal fratello, parve tranquillizzarsi e si avvicin� a Ruther, prendendolo per mano. - Mi chiamo Romis, piacere -. - Io sono Bryan � rispose il mistico sorridendo. - Ora io devo andare dalla mia paziente � disse Ruther. � Se ci vuoi accompagnare �� -. - Non credo che sia il caso � si scherm� Bryan. - Beh, ma dopo tanto devi venire a cena da noi! � insist� lui. - Come? -. - Certamente! Hai guarito la mia mano e questo � il mio modo di ringraziarti, non puoi dire di no -. - Se la metti cos�, non posso rifiutare � capitol� Bryan. � Per� devo andare a prendere il mio mulo, che ho lasciato alla locanda. Torno in un attimo, va bene? -. - D�accordo -. Bryan recuper� Dosankos velocemente, mentre considerava fra s� che la storia diventava sempre pi� strana. In quel paese non c�era pi� un prete e il suo posto era stato occupato (illegittimamente?) da un templare cieco, disprezzato da tutti. E chi era il Predicatore? Cominciava a farsi un�idea di chi poteva abitare nella lussuosa magione fortificata appena fuori dal paesucolo! Gi� che c�era, acquist� al solito prezzo esoso, tre polli arrostiti e una bottiglia di sidro e li mise in un sacco, per non andare ospite a mani vuote. Quando si ricongiunse a Ruther e Romis, Bryan dovette impiegare tutta la sua diplomazia per placare Dosankos, il fedele animale con cui aveva un contatto telepatico. Il mulo, dal pelo bluastro e le zampe corte, con una macchia bianca sull�occhio sinistro, era un animale tranquillo e goloso: diventava nervoso soltanto quando qualcuno toccava le sue amate carote. E Romis, non appena vide Dosankos, scoppi� a ridere e volle assolutamente salirgli in groppa, da dove si divert� a tirare e scuotere le briglie. �Sta calmo Dosankos� lo preg� Bryan, ma quando vide la bambina, evidentemente affamata, rubare le carote dal sacco laterale sul mulo, trattenne il fiato. �Le mie carote!� gli giunse da Dosankos, come un lamento disperato. �Te le ricompro, sta calmo� cerc� di tranquillizzarlo Bryan, esterrefatto. Romis, quando credeva di non essere vista, infatti, oltre a ingozzarsi di carote neppure sbucciate, ne approfittava per nasconderle sotto l�abitino liso. Frattanto Bryan cercava di tenere una civile conversazione con Ruther, che gli chiedeva dove andava, cosa faceva nella vita e facezie simili, domande a cui il mistico rispondeva rimanendo sul vago, come sempre. Infine giunsero alla casa della vecchia Pina, dove Ruther doveva visitare la figlia partoriente. Mentre attendeva che il chierico terminasse, Bryan scambi� quattro chiacchiere con Pina, che lo aveva scambiato subito, anche lei, per un

inviato della Chiesa centrale. - Quando � morto il precedente chierico? � domand� Bryan, senza alzare la voce, discretamente. - Saranno sette, otto mesi fa � rispose lei noncurante. - Era un uomo molto anziano? -. - No, aveva circa la mia et�! Si � ammalato all�improvviso e �.. � Pina si scroll� nelle spalle � e �.. se ne � andato, velocemente. � stato un vero peccato, perch� in paese, proprio in quel tempo, era arrivato quel signorotto l�, quello che vive nella rocca, il Predicatore e senza un chierico a fargli da avversario, le bestemmie di quell�uomo hanno potuto estendersi a tutti i paesani -. Bryan valut� mentalmente che Pina poteva avere sui 50 anni, tenendo conto di quanto sciupasse l�aspetto il duro lavoro nei campi e i molti figli. Il vecchio chierico era morto misteriosamente proprio dopo l�arrivo del Predicatore, l�unica persona che aveva interesse ad eliminarlo, almeno limitandosi alle attuali scoperte. - Per� � continu� Bryan � avevate Ruther, da contrapporre al Predicatore -. La vecchia Pina sorrise rassegnata e abbass� la voce fino a che divenne un bisbiglio confidenziale. - Quel povero ragazzo non � un prete, lavorava in una caserma, ma dopo che lo hanno cacciato � rimasto senza lavoro e senza soldi, cos� Dominic, il chierico che � morto, lo aveva preso con s�. Ruther si impegna, cosa vuole, � bravo, ma non sa fare neanche un incantesimo e con quello che ha combinato, in paese non lo vuole vedere nessuno -. - Deve essere stata una cosa grave � comment� Bryan. �Cacciato dai templari e senza incantesimi: sembra quasi una punizione legata alla fede�. Pina lo guard� con attenzione, poi repentina si alz� e torn� dopo qualche istante con un cavolfiore nelle mani, spiazzando completamente Bryan. - Ecco tenga, so che questa sera � a cena da Ruther. Lui � troppo generoso e non si fa mai pagare il disturbo, ma se la passa peggio dei fedeli che assiste e allora ho pensato che questo potrebbe fargli comodo -.Glielo mise tra le mani facendo l�occhiolino. � Faccia finta di averlo portato lei, tanto lui mica pu� vedere che prima di venire qui non aveva niente e adesso s� e Romis star� zitta. � intelligente quella bambina e tanto paziente: pensi, tutto il giorno ad accompagnare suo fratello, che poverino, da solo non sa fare niente. Che famiglia disgraziata! -. - � solo ad occuparsi delle sue sorelline? -. Pina scosse il capo. � Fortunatamente c�� anche Rosamund, la maggiore che lavora e bada tutte quelle ragazzine. � anche l�unica a portare soldi a casa � sussurr�. �Tutte quelle ragazzine?� ripet� Bryan, mentre il sorriso di cortesia si congelava sulla faccia. �Ma quanti sono in famiglia?�. Pensava gi� ai suoi miseri tre polli, che forse non erano sufficienti. �Dovr� far ricorso all�incantesimo di moltiplicazione�. Ruther arriv� in quel momento, accompagnato da Romis e sorrideva soddisfatto. - Diventerai nonna molto presto, � questione di giorni � annunci�. � Mi raccomando, chiamami pure in qualunque momento -. - Certamente e grazie tante � ribatt� Pina. Bryan si incammin� allora in compagnia di Ruther e della sua pestifera sorellina,

mentre pensava che ancora non aveva scoperto per quale motivo l�ex templare era cos� inviso al paese. �Perch� la Chiesa lo avr� cacciato? Che le cose siano collegate?�. Bryan non conosceva bene la regione, sapeva soltanto che era sotto il dominio di un potente mago, Oswett, e che la Chiesa di Moraim aveva perduto gran parte del suo potere, tanto da non avere pi� il riconoscimento di culto ufficiale. �Ma ora basta pensieri: andiamo a conoscere la famiglia di questo Ruther!� si disse. III. Il trio prese per una stradina sterrata, una sorta di sentierino tra i campi che conduceva ad una modesta casa di legno dipinta di un verde acceso e sconcertante. - Si vede gi� la nostra casa? � domand� Ruther a Romis e quando questa rispose di s�, lui continu�: - Allora va ad avvisare Rosamund che abbiamo un ospite -. Bryan fece un cenno a Romis e velocemente le consegn� il cavolfiore di Pina; la bambina ridacchi�, evidentemente divertita nel fare qualcosa di nascosto dal fratello, ma quest�ultimo si accorse della risata e indag�: - Cosa c�� Romis, problemi? -. - No, � colpa mia � intervenne Bryan. � Ho proposto a Romis di andare a casa su Dosankos, il mio mulo � prese come scusa, dispiacendosi di dover ingannare un cieco. - Ma Romis non sa cavalcare, non credo che sia possibile -. - Dosankos � molto mansueto e intelligente, non la far� cadere e poi casa vostra � vicina. Non c�� pericolo -. Romis allora sal� sul mulo, mentre Bryan con un messaggio telepatico obbligava l�animale a essere paziente e tranquillo e a sopportare tutti i dispetti dell�irrequieta bambina. Rimasto solo cono Ruther, Bryan decise di affrontare l�argomento famiglia, per sapere quante persone avrebbe incontrato a cena. - Hai nominato una certa Rosamund prima � esord�. �� anche lei tua sorella? -. - S�. Non ti stupire, io ho sei sorelle! � rispose Ruther. Bryan sent� agghiacciarsi il sangue nelle vene: sei sorelle? Allora quello che aveva con s� non era sufficiente! �Moltiplicher� i polli, ho gi� capito� si disse. - Per�, siete molti � comment� stupidamente. � I tuoi genitori? -. - Sono morti. Siamo io e Rosamund i maggiori e ci occupiamo delle altre. Ma ora siamo soltanto in sei , perch� Rasaka, la terzogenita, sta studiando come chierico di Moraim ed � in convento. Le altre mie sorelle sono Robin, Raven, Romis, che hai gi� conosciuto, e la piccola Reyna -. Il sole stava ormai tramontando e presto sarebbe stato buio; alla luce del crepuscolo Bryan osserv� la casa fatiscente, circondata da terra incolta e secca, dove era rada persino l�erba. Il terreno era pi� accidentato in quell�ultimo tratto, cos� Bryan prese Ruther per un braccio e guid� i suoi passi affinch� non inciampasse. - Grazie � mormor� Ruther. � � cos� imbarazzante dover essere sempre accompagnato, come un bambino, ma ancora non mi sono abituato a �.. � la voce esit� e con la mano indic� i suoi occhi - �.. a questo -. - Quindi hai perso la vista di recente -. - Credo che non sia passato un anno, � stato �.. poco prima che Dominic, il mio maestro, venisse ucciso -. - � stato ucciso? � Bryan finse sorpresa. � E come fai a saperlo? Eri presente? -.

- No, me lo ha detto lui, prima di morire, che lo avevano avvelenato. E credo anche di sapere chi � stato: il Predicatore -. Ruther ebbe un moto di rabbia. - Uhm, � davvero una brutta storia. Tu hai provato ad affrontare quell�uomo? -. Il templare sorrise in una smorfia amara. � Certamente e l�unica cosa che ne ho guadagnato � stato essere pubblicamente accusato della morte di Dominic e di essere malmenato. Non posso pi� mettere piede in paese, a pena di punizioni �.. corporali �.. e nel negozio di Herbert posso entrare solo dopo il tramonto, quando sta per chiudere. Tollerano solo che vada in chiesa, perch� � l�edificio pi� vicino a casa mia e non devo attraversare il paese e poi perch� nessuno ci va. Quel Predicatore �� li ha plagiati, non so come �� pensa che convinse i miei compaesani a ristrutturare l�antica villa e a fortificarla per farne la sua dimora, completamente gratis! Loro che erano diventati pi� avidi di uno strozzino! -. - Dovr� parlarci io � afferm� Bryan con decisione, pensando: �Deve essere un mago, un incantatore�. - No, ti prego, quello � circondato da sgherri di ogni tipo e chiss� cosa potrebbe farti; mi sentirei responsabile, se ti accadesse qualcosa -. - Non devi temere per me, sono anch�io un uomo di fede, ma anche di spada e so difendermi -. Ruther accenn� ad un sorriso. � Non so neppure perch� ti racconto queste cose, sei praticamente uno sconosciuto, ma mi ispiri fiducia. Forse avevo solo bisogno di parlare con qualcuno -. Bryan guard� il ragazzo con un misto di affetto e compassione: era una persona semplice, che stava lottando con tutti i mezzi per andare avanti e la sua vita quotidiana era molto dura, meritava un po� d�aiuto. - Sono contento di darti una mano e non esitare a domandare. Piuttosto, per la tua cecit� �.. -. - Oh, per quella non c�� speranza, non riusciresti a guarirmi neppure se fossi il miglior chierico del mondo. Non � cosa che dipenda da uomini � afferm� Ruther, con un�espressione indecifrabile, sofferta. Erano giunti sulla soglia della casetta, dalla quale proveniva un allegro vociare; Bryan prese il suo sacco con i polli arrostiti e brevemente ne cre� altri, quattro, in modo da arrivare a sette, uno a testa. La casa era piccola e affollata; si entrava subito in uno stanzone che fungeva da cucina, sala da pranzo e dispensa, dato che vi era un tavolo centrale, un angolo con credenza per le stoviglie e una vasca per lavare i piatti, con un tubo che scaricava l�acqua sporca direttamente all�esterno, e addossato ad una parete, sotto una finestra, un pagliericcio. La grande sala era poi collegata a due camere, stracolme di letti, piccole e fredde, perch� l�unico mezzo di riscaldamento era il camino della cucina, in cui ardeva una timida fiamma. In un angolo della sala infine, erano ammucchiati vestiti e stoffe e allora Bryan dedusse che una delle ragazze doveva fare la sarta. Le sorelle di Ruther erano tra loro molto �eterogenee�, diverse per aspetto fisico ed et�. Rosamund era la figlia pi� grande e aveva 23 anni, un viso dolce incorniciato da capelli bruni e ricci e profondi occhi scuri; superava in et� Ruther di appena un anno e insieme sembravano i genitori, non i fratelli delle ragazzine presenti. Robin era una quindicenne bionda, con stupendi occhi azzurri e un corpo procace: era l�unica vestita con una certa ricercatezza e pareva anche la pi� florida. Raven era una

ragazzina di 13 anni, timida e poco appariscente con i suoi capelli castani e occhi dello stesso colore; una insistente e brutta tosse impensier� Bryan, che pens� subito ad una malattia seria e si ripromise di visitarla. Romis era vivacissima e intelligente, molto chiacchierona e passava parecchio tempo con Reyna, di soli 6 anni, un adorabile frugoletto dai capelli di miele e occhi nocciola. Riuniti a tavola, erano davvero un gruppo ben assortito. Rosamund serv� una modesta zuppa di cereali, suscitando subito le proteste delle pi� piccole. - Ancora? Ma � sempre la stessa! � sbuff� Romis. - Mi scuso per l�umile piatto � disse Rosamund mortificata, rivolta a Bryan. � So che � un ben misero ringraziamento per quello che ha fatto per mio fratello, ma ho saputo solo all�ultimo minuto che �.. � tacque, imbarazzata nell�essersi fatta sfuggire alcune parole di troppo. - Non deve scusarsi, semmai sono io ad essere imperdonabile, per essere giunto cos� all�improvviso. Per rimediare alla scortesia mi sono permesso di portare un piccolo presente -. Bryan mostr� allora il contenuto del suo sacco, suscitando le esclamazioni meravigliate delle presenti. - Ma �.. ma non doveva �... � Rosamund non sapeva cosa dire, mentre le bambine affamate si precipitarono ad afferrare i polli arrosto. Quando Bryan ud� Reyna, la pi� piccola, domandare: - Che cos�� questo? � rivolto al pollo, si sent� stringere il cuore. Robin, la bionda, cercava di darsi un contegno da donna vissuta, spiluccando il suo pollo con noncuranza solo apparente; era proprio seduta accanto a Bryan e con impertinenza gli accarezz� una gamba, mettendolo in imbarazzo. Con decisione, il mistico le prese la mano e gliela spost� sulle gambe di lei, meditando che Robin stava andando forse per una brutta strada. La ragazza, un po� sorpresa dal rifiuto e un po� irritata, si volt� dall�altra parte e riprese a mangiare. Frattanto lo spolpamento dei polli avveniva a velocit� impressionante e la gioia dipinta sui volti delle bambine faceva venire quasi le lacrime agli occhi. Bryan mangi� la sua porzione di zuppa, che gli altri avevano accantonato, distratti dai polli, ed esclam�: - � veramente squisita, complimenti Rosamund -. La giovane gli sorrise, arrossendo compiaciuta. - Grazie, � molto gentile -. Poi Bryan rivolse la sua attenzione a Ruther, che era a capotavola, esattamente alla sua sinistra (a destra c�era Robin); il templare era rimasto un po� spaesato dall�accaduto, evidentemente non aveva capito ci� che era successo, perch� continuava a sorseggiare la sua scarsa zuppa, centelllinandola per farsela durare. Bryan allora vers� il sidro nel suo bicchiere, poi disse: - Ti ho versato del sidro, se lo vuoi, e c�� del pollo -. - No, lo lascio alle bambine, mi sembra che gradiscano �.. -. - Oh, ma ce n�� in abbondanza, anche per te -. Tuttavia le parole gli morirono sulla bocca perch� Bryan si accorse che non era rimasto praticamente nulla e anche la sua porzione era stata spazzolata via come fosse passato un vortice. Allora il mistico cre� altri due polli, facendoli apparire dentro il sacco, e mettendo dentro la mano esclam�: - Oh, ma guarda! Una piega aveva nascosto questi due! � e li tir� fuori. Inutile dire che vennero mangiati anche quelli in breve termine. Per�, alla fine della cena, tutti avevano un viso

soddisfatto e sorridente, mentre affermavano a turno: - Che mangiata! -. E doveva essere stata davvero una cena indimenticabile, a giudicare dalla magrezza delle bambine, vestite con abitini lisi e sbiaditi, desolatamente inadeguati al freddo della stagione. Le sorelle pi� piccole cominciarono a sparecchiare e ad aiutare Rosamund con i piatti, mentre Robin annunci� con aria di sfida: - Io vado in taverna. Ci vediamo domani -. - Tu non vai proprio da nessuna parte � esclam� allora Ruther, facendo valere tutta la sua autorit�. - E come pensi di impedirmelo? � ribatt� lei polemica. � Hanz mi aspetta e non voglio certo deluderlo -. - Oh, sicuro, il tuo bel signorino che ti paga per �. cantare nel locale -. Ruther si era alzato in piedi e pareva furioso. � Ti vieto formalmente di tornare in quel posto -. In tutta risposta Robin rise. � Io faccio quello che voglio, ormai sono adulta! � e fece per uscire. Seguendo il rumore dei suoi passi, anche Ruther si mosse verso la porta. - Non ti permetter� di fare come nostra madre, la puttana! � grid� il fratello, arrabbiato. - Almeno una puttana � ben vestita e mangia pasti caldi due volte al giorno. Non voglio passare il resto della mia vita coperta di stracci e patire il freddo e la fame � grid� Robin isterica. � O a mendicare per portare a casa il cibo, magari invitando uno straniero per poter mangiare decentemente -. Uno sgradevole silenzio cal� tra gli astanti; Ruther, sembrava essere rimasto senza parole, colpito nel vivo e l�espressione del suo viso era di sofferto rammarico. - Robin, tuo fratello fa tutto il possibile per voi � si intromise allora Bryan, parlando con dolcezza. - Nessuno ti ha chiesto niente, straniero. � gi� abbastanza umiliante la nostra condizione, senza che tu ce la faccia pesare -. Robin non aspett� risposte e usc� di casa, seguita a passo incerto da Ruther. Poco dopo si ud� chiaramente il rumore di un corpo che cadeva a terra e l�imprecazione di una voce maschile, e Bryan non fu sorpreso di veder tornare il povero Ruther a mani vuote, tutto impolverato. - Sono inciampato � annunci�. � E lei se ne � andata -. Bryan allora ordin� a Dosankos di raggiungere Robin, costringerla a salirgli in groppa e di riportarla a casa dopo aver fatto un lungo giro. Gli parve di udire infatti delle esclamazioni di donna irritata e dopo un paio d�ore Robin ricomparve sulla soglia, scapigliata, sporca e furiosa. - Stupido mulo � comment� soltanto, andando poi a dormire. Prima del ritorno della quindicenne, Bryan pass� una gradevole serata in compagnia di quella strana famiglia. Ruther era tornato di buonumore, impegnato al tavolo con Romis e Reyna a insegnare loro a leggere, utilizzando il libro delle preghiere, che lui conosceva a memoria. Intanto Rosamund lavava i piatti e la timida e silenziosa Raven li asciugava. Bryan si avvicin� alla sorella maggiore e si offr� di aiutarla. - Ho dato molto disturbo, vorrei semplicemente dare una mano. Cos� Raven pu� andare ad aiutare Ruther nelle sue lezioni di lettura. Perch� tu sai gi� leggere, vero? -. - S�, certo � rispose Raven orgogliosa, prima di tossire. Pass� lo straccio per asciugare i piatti a Bryan e corse a

raggiungere le sorelle minori. Rosamund la segu� con lo sguardo, con un�espressione affettuosa e protettiva. - � cos� timida e gentile � comment�, riferendosi a Raven. � Ed � la pi� portata per il cucito. Io sono sarta, ho imparato dalla mamma, e ora sto insegnando a lei. Anche se non so se potr� mai superare l�adolescenza � e la voce si ven� di tristezza. - Da quanto tempo � malata? � chiese Bryan, preoccupato. - Sar� ormai pi� di un anno che ha quella tosse cos� brutta, era ancora a casa Rasaka e Ruther lavorava in caserma. Lui non riesce pi� a fare niente per lei, da quando ha perso i suoi poteri -. - Prover� a visitarla, magari domani, cos� vedr� quello che si pu� fare -. - Sei cos� buono con noi, grazie per quello che stai facendo -. Rosamund sorrise con mite rassegnazione. Era una ragazza giovane, carina, ma stava sacrificando i suoi anni migliori per le sue sorelle pi� piccole, lavorando duramente e accettando questo dovere senza lamentarsi. Bryan prov� grande tenerezza nei suoi confronti, un sentimento che non aveva sentito pi� da tempo, il desiderio di conoscerla meglio, di partecipare alle sue emozioni, di renderla felice. - Io non faccio nulla di speciale � si scherm� Bryan. � Semplicemente, voi fate del bene ed � ora che ne riceviate un poco anche voi -. Rosamund osserv� Ruther e si intrist�. - Ti prego, se puoi aiuta mio fratello. Sta attraversando una profonda crisi, si sente abbandonato da tutti, anche da Moraim. Io lo conosco bene, non dice niente, ma ho capito ugualmente -. - Dio non abbandona mai i suoi fedeli, siamo noi che a volte ci dimentichiamo di Lui � rispose Bryan dolcemente. - Oh, Ruther ha perduto tutto, per un errore -. Rosamund lo guard� e accenn� ad un sorriso mesto. � � la giustizia del suo Dio -. Bryan stava per ribattere, ma Rosamund si dedic� al camino, la cui fiamma stava per spegnersi. - Ci vorrebbe altra legna, comincia a fare freddo -. - Hai tagliato la legna, Ruther? � domand� allora Romis. - Veramente no, non ne ho avuto il tempo -. - Uffa, ma cos� dovremo andare a letto presto! � protest� Romis. � Non potevi pensarci prima? -. - Ora basta capricci, � comunque tardi ed � ora di andare a letto. Tutti. � si impose Rosamund alzando la voce. � Non avremo freddo, perch� dormiremo tutte assieme -. - Ah, s�? � chiese Romis incuriosita. - Certamente, il signor Bryan si ferma a dormire qui questa notte e gli cedo la camera mia e di Robin � afferm� tranquilla Rosamund. - Ma veramente �.. io pensavo di andare in taverna � accenn� a protestare Bryan, facendo i complimenti. - Non se ne parla nemmeno! � intervenne Ruther. � Quel ladro di Humbert ti farebbe pagare uno sproposito, con il rischio poi di essere derubato. No, sei nostro ospite, insistiamo. Mi stupisco di non averla avuta io l�idea -. - Sto dando troppo disturbo! -. - Dai, rimani, cos� ci porti altri polli! � lo preg� Reyna, la pi� piccina. - Sentila, la sfacciata! � esclam� Rosamund ridendo. � Non badare a quello che ha detto, per� rimani, davvero! -. Visto che la sorella maggiore ci teneva cos� tanto, Bryan accett�, per lei; quando torn� anche Robin la famiglia al completo si mise a letto.

Ruther dormiva nel pagliericcio in cucina, le cinque sorelle invece tutte insieme nella stanza destinata solitamente alle tre pi� piccole. Bryan aveva ricevuto la camera destinata alle maggiori, dotata di un letto matrimoniale e altri due lettini; impieg� un po� di tempo per addormentarsi, a causa del materasso scomodo, del freddo glaciale e della tosse insistente di Raven, nell�altra stanza. �Ruther non pu� essere quel delinquente che mi hanno detto. La sua famiglia � povera e disgraziata, ha tanto bisogno di aiuto e nessuno muove un dito per loro. Ci sono ancora alcune cose da scoprire, ma sono certo che la mia impressione sul templare non � errata� pens�. �Credo che avr� molto da fare, domani� riflett�, prima di addormentarsi. IV. Bryan era solito svegliarsi all�alba e iniziare la giornata con le preghiere dedicate a Dio, una sana meditazione e poi la cura e la pulizia del proprio corpo. Non era passato molto tempo da quando aveva iniziato a pregare che ud� dalla cucina provenire un sommesso mormorio, l�inconfondibile suono di un chierico che prega il suo dio. Quando Ruther ebbe finito i ringraziamenti mattutini comparve sulla soglia della stanza di Bryan chiamando sottovoce: - Rosamund, sei sveglia? -. La ragazza apparve dall�altra porta esclamando: - Ssst! Vuoi svegliare il nostro ospite? Non ti ricordi che dorme Bryan qui? -. - Oh, gi�, che stupido! -. - Sta pregando � sussurr� Rosamund riferendosi a Bryan. � Vieni, andiamo a prendere l�acqua -. Terminata anche la meditazione, Bryan si rec� nella cucina per valutare la situazione cibo: ovviamente non poteva essere peggiore, non ricordava i tempi in cui aveva visto una credenza cos� desolatamente vuota come quella. Si rese conto allora che probabilmente quella famiglia faceva fatica a trovare di che riempire i piatti ogni giorno; di fare colazione non se ne parlava certamente e Bryan si domand� quante sere Ruther e le sue sorelle avessero digiunato. Poteva andare in paese a comprare qualcosa e poi utilizzare lo stesso trucco della sera precedente per moltiplicare il cibo; tuttavia non fece in tempo ad uscire, perch� Rosamund e Ruther tornarono con i secchi d�acqua colmi, riempiti al pozzo comune che distava almeno un chilometro. La ragazza era costretta ad accompagnare il fratello perch� lui rischiava di inciampare per strada e rovesciare il contenuto del secchio. - Buongiorno Bryan � lo salut� Rosamund con entusiasmo. Aveva l�aria stanca e il viso sciupato, ma un�incrollabile energia e determinazione sembrava sostenerla nella difficile arte di sopportare una vita ingrata. � Sei molto mattiniero! Ma immagino che sia un�abitudine dei chierici -. - S�, effettivamente �.. -. - Se vuoi rinfrescarti o bere, ora c�� l�acqua � intervenne Ruther. � E, Rosamund, hai tirato fuori le mele? -. La ragazza rise. � Oh, � vero! -. Con grande stupore di Bryan, Rosamund fece uscire da parecchie tasche nascoste del suo abito una decina di mele. � Queste sono per la colazione; in genere non la facciamo, ma dato che avevamo un ospite, non volevamo fare brutta figura -. - Ma non dovevate disturbarvi! � esclam� Bryan imbarazzato.

Rosamund e Ruther ridacchiarono complici. - In verit� cerchiamo di non farlo spesso, perch� se John ci scopre sono guai � spieg� Rosamund. � Lui ci ha dato il permesso di prendere solo quelle cadute dall�albero, ma cosa vuoi, quelle sopra sono pi� buone! -. - Io mi limito a fare la guardia! � annunci� Ruther sollevando le mani come a discolparsi. - Le avete �. rubate? � domand� Bryan, senza sapere bene se stupirsi o indignarsi per il comportamento del templare. - La tentazione � troppo forte, e poi � per una giusta causa � si giustific� Rosamund. - E comunque, ormai, peccato pi�, peccato meno �.. � aggiunse Ruther con voce amara, facendo una smorfia di cinica accettazione. - Non dovresti parlare cos�, proprio tu, un uomo di fede -. - Ex uomo di fede � puntualizz� Ruther. � Tu sei chierico di quale Dio? Non me l�hai detto -. - Sono un mistico, un credente del Celestiale Rinnovamento Perpetuo � rispose Bryan semplicemente. - Un mistico? Credevo che non esistessero pi� chierici di quel culto cos� antico. Mi hanno detto che � stato il primo, quello che ha originato tutti gli altri -. - Pu� darsi. Certo � molto antico e siamo pochi ad aderire ancora al Rinnovamento. Ma non cambiare argomento, stavamo parlando della tua fede -. Il viso di Ruther si incup�, divenne inespressivo, ma gli occhi erano accigliati. L�arrivo delle bambine, allegre e chiassose, svegliatesi in quel momento e buttatesi letteralmente sulle mele, fu l�occasione per Ruther di svicolare nuovamente all�attacco mascherato di Bryan. -Ho molto da fare, le mie giornate sono piene di impegni e oggi prima di aprire la chiesa devo spaccare la legna � disse. � Scusami � e usc� di casa. Bryan segu� Ruther, che, tenendo una mano a contatto col muro esterno della casa, a mo� di guida, raggiunse il retro dove giaceva accumulata una grande quantit� di legna. Il mistico, guardandosi attorno, not� come la terra circostante fosse arida e incolta, probabilmente mai coltivata prima, e non offrisse quindi alcun frutto per sfamare i numerosi occupanti della casa. Mentre Ruther era chino a cercare l�ascia per spaccare la legna, e che era invece impiantata su un ceppo, Bryan gli si avvicin� e gli pos� una mano sulla spalla, costringendolo ad alzarsi. - Perch� ti sei definito un ex uomo di fede? Sei un templare di Moraim, eppure parli come un ateo -. - Sono stato scacciato, sono un ex templare � gli ricord�. � E ormai sono fuori dalla grazia di Moraim. Mi ha punito e io ho perso tutti i miei poteri -. Un velo di tristezza scese sul suo volto. - Posso capire che tu ti senta amareggiato, magari sei anche arrabbiato, con Dio, con te stesso �.. ma questa � una prova, dura probabilmente, che per� ti pu� dare molto, se la affronti con tenacia, con fede � replic� Bryan infervorato. - Una prova �.. � ripet� Ruther facendo una smorfia di disprezzo. � Gi�, una prova che per� non punisce soltanto me, ma coinvolge le mie sorelle, che non c�entrano nulla. Io solo ho sbagliato, ma chi ci va di mezzo sono delle povere innocenti costrette a patire la fame. Questa non � giustizia, mi viene da credere che Moraim non sia degno di essere oggetto di culto -.

- Non devi parlare cos�, Ruther. Moraim non ti ha abbandonato completamente �. -. - No, eh? Aspetta di sapere tutto, prima di esprimere un giudizio. Io sono condannato a vita, senza speranza. Ho �.. ho causato la rovina della mia Chiesa, del mio paese �. -. Ruther sembrava piombato nella pi� cupa disperazione, eppure traspariva in lui la pulsione a raccontare, per sfogarsi. - Qual � il peccato che hai commesso ? � domand� Bryan con pazienza. - Mi sono fidato dell�uomo sbagliato. Un mago, Oswett, mi aveva convinto a consegnargli un oggetto potente, un artefatto custodito dalla mia Chiesa, che avrebbe potuto scacciare gli invasori, le truppe di Tarantras, se unite ai suoi poteri. E invece Oswett voleva distruggere quell�oggetto, perch� era un ostacolo alla venuta del suo vero padrone, Tarantras, e senza di esso la Chiesa di Moraim si trov� senza potere e fu schiacciata. E ora il nostro culto sopravvive a stento, soppiantato da quello di Tarantras o dalle dottrine materialistiche portate avanti da gente come il Predicatore � narr� Ruther con voce rotta. � In seguito l�artefatto � stato recuperato dall�ordine, a prezzo di molte vite, e io sono stato scacciato dall�ordine e sottoposto al giudizio di Moraim, che mi ha reso cieco e privato dei miei poteri -. Ruther deglut� a vuoto, apparentemente sull�orlo del pianto. - Sono sicuro che puoi ancora tornare nelle sue grazie, se nonostante tutte le difficolt� dimostri di seguire i suoi insegnamenti, di non aver smesso di lottare per Lui, di credere in Lui! -. - Gi�, lottare per Lui! Ci ho provato e ho rimediato tante di quelle botte! Cos� non mi azzardo pi� a trasgredire alle regole dettate dal Predicatore. E in quanto alla fede �.. io ci provo, prego ogni giorno, come sempre, anzi di pi�, ma � tutto inutile, sono solo, non sento pi� la presenza di Moraim con me. L�ho implorato di non punire anche le mie sorelle e ho sperato inutilmente di recuperare la vista, cos� da poter lavorare, da non essere un peso morto come ora, ma vanamente � si sfog�. � Non ce la faccio pi�, a sopportare questa vita, gli stenti delle mie sorelle, la solitudine della mia anima �. Il cielo mi ha abbandonato -. Bryan, comprensivo, gli pos� una mano sulla sua, poi con un sospiro, riflettendo su quanto era complicata la faccenda, ma sicuro della buona fede dell�ex templare rispetto le chiacchiere udite in paese, afferm�: - Ti aiuter� io contro il Predicatore. Da quello che mi hai detto, credo che si tratti di un mago, un incantatore, e una volta liberati dal giogo delle sue malie, potrai riconquistare i tuoi compaesani -. - Mi aiuterai? Ma cosa possiamo fare? -. Ruther era spaesato. - Per cominciare vai ad aprire la chiesa e ottempera alle tue funzioni. Dopotutto sei il chierico, volente o nolente -. - Ma �� devo spaccare la legna �.. -. - Ci penser� io. Tu va in paese, io ti raggiunger� fra poco � insist� Bryan. - Non posso permetterti di spaccare la legna al posto mio, sei mio ospite �. -. Bryan lo guid� senza tanti complimenti verso la porta di casa, ribadendo: - Mi far� bene un po� di movimento. Fidati di me � e fece segno a Romis affinch� accompagnasse il fratello alla chiesa. Dopodich� Bryan si mise al lavoro: ordin� alla sua arma magica, Lucille, di trasformarsi in ascia e di andare a spaccare la legna (dato che l�arma si muoveva da sola, gli bast� sistemare i ciocchi in modo che l�ascia li tagliasse a met�), poi si occup� della terra attorno alla casa. Lanci� un incantesimo benedetto che rese la terra pi� fertile e con un�altra magia

fece crescere le piante rigogliose, approfittandone per seminare diversi tipi di alberi da frutto e di verdure. Per concludere, sempre usando la magia, cre� uno splendido e rigoglioso roseto sul lato della casa dove si affacciava la finestra della cucina, cos� che Rosamund potesse godere di un piacevole panorama. Bryan osserv� soddisfatto le rose senza spine, color rosa, e pensando alla dolce Rosamund, intenerito, ne raccolse una. Entr� in casa, dove si trovava soltanto la sorella maggiore, intenta a cucire, e Raven in una delle camere occupata a spolverare. - Un omaggio per te, Rosamund � esord� lui con un sorriso. Lei parve stupita e lusingata assieme. � Che bella! � esclam�, prendendola in mano e annusandola. � E che buon odore! Ma dove l�hai raccolta? -. - Qui fuori, in giardino � rispose lui con naturalezza. - In giardino? � si meravigli� Rosamund, prima di alzarsi per affacciarsi alla finestra. � Oh, ma come � possibile! -. - Mi intendo un po� di agricoltura � disse lui con modestia. Rosamund lo guard� intensamente, poi distolse lo sguardo pudicamente, arrossendo e sfiorando la rosa con le labbra. - Grazie � mormor�. A Bryan si scald� il cuore. Quella ragazza era cos� semplice, cos� pura e generosa, completamente dedita al dovere, senza che si compatisse della durezza della sua vita come il fratello. Una serie di fastidiosi colpi di tosse e poi la voce di Raven che esclamava: - Ho finito di riassettare di l� � interruppe quel momento di strano e timido imbarazzo. - Sei stata molto brava Raven, ma ora non ti stancare, siediti un po� � la esort� Rosamund dolcemente Bryan allora si ricord� della malattia della ragazzina e intervenne. - Vorrei visitare la piccola, se me lo permetti. Forse posso fare qualcosa per guarirla -. - Credi davvero? Si illumin� Rosamund. � Allora possiamo andare nella sua camera -. - Preferirei visitarla da solo -. Rosamund si accigli� all�improvviso, diventando nervosa. - Voglio esserci anch�io -. - Raven � abbastanza grande, ha 13 anni e ha diritto alla sua riservatezza � insist� Bryan. - Non ti permetter� di restare solo con lei in una camera da letto! � sbrait� lei alzando la voce. Pareva sull�orlo delle lacrime. - Rosamund, voglio soltanto visitarla e se posso, curarla! -. Bryan cerc� di essere persuasivo, sorpreso da quella inconsueta reazione. - Raven, va un attimo di l�, per favore � ordin� la sorella maggiore, subito ubbidita senza discutere. Soltanto quando Raven si fu allontanata, la ragazza si concesse qualche singhiozzo nervoso. � Non posso fidarmi di nessun uomo che non sia Ruther. Sapete essere cos� �. bestiali! -. Aveva voltato le spalle a Bryan, ma era evidente che piangeva. - Rosamund, non sono tutti come quelli che hai incontrato tu -. Ora Bryan intuiva quale segreto nascondesse quella dolce ragazza dall�aria cos� forte eppure tanto fragile, e non pot� trattenere un moto di rabbia. - Pu� essere anche vero, ma quando � il tuo stesso padre a violentarti �.. perdi la fiducia in tutti � confess� lei.

Bryan allora, con fermezza ma dolcemente, la costrinse a voltarsi verso di lui e le asciug� le lacrime. - � terribile ci� che ti � stato fatto, ma quel torto subito non deve condizionarti la vita. Ci sono tanti giovanotti per bene, che sarebbero disposti ad amarti, ne sono sicuro -. Rosamund accenn� ad un sorriso, mesto e timido, e lo guard� con occhi speranzosi e rassegnati al tempo stesso. - Vai pure da Raven � acconsent�, poi si chiuse nel silenzio. Bryan comprese di non poter ottenere di pi�, per cui si rec� da Raven, che sedeva sul letto in tranquilla attesa, tossendo saltuariamente. Dopo una visita accurata, Bryan valut� che la malattia ai polmoni di Raven era piuttosto grave e che necessitava di un intervento magico massiccio; sfoder� cos� il suo incantesimo di cura pi� potente, le sue mani si illuminarono di luce che si trasfer� dapprima alla schiena di Raven e poi a tutto il busto. - � caldo � comment� lei, prima di sbadigliare, spossata. - Ora riposati pure al calduccio � disse Bryan rimboccandole le coperte. Raven si addorment� subito. Tornato in cucina, il mistico afferm�: - Sta dormendo, non la disturbare. � guarita -. Rosamund scoppi� in lacrime e si lanci� tra le braccia dell�uomo. - Scusa se ho dubitato di te, sono una vera stupida. Grazie, grazie davvero. Sei un dono del cielo, ora lo so -. Per un istante Bryan si lasci� andare a quell�abbraccio, commosso, poi recuper� il controllo di s� e seppure a malincuore si stacc� da lei, tornando compito e professionale. - � solo il mio lavoro � rispose. � E ora devo raggiungere tuo fratello. Buon lavoro Rosamund � esclam�, prima di uscire. Bryan raggiunse la chiesa in breve tempo; all�interno trov� Romis e Reyna intente a spolverare, mentre Ruther le interrogava sul catechismo, impegnato nel frattempo a saggiare con le mani i danni subiti dalle finestre in chiss� quale giorno di aggressione. - Ci vorrebbero dei nuovi vetri � esord� il mistico, dopo aver salutato le bambine ed essersi avvicinato all�ex templare. - Immagino che ci voglia ben pi� del vetro. La chiesa deve essere proprio a pezzi � esclam� rassegnato Ruther. Bryan batt� la mano sulle forti spalle del chierico per un paio di volte e afferm� tranquillo: - Dovremo andare da Herbert a comprare chiodi, assi di legno, vetri, candele e tutto quello che serve per far tornare questo posto una vera chiesa -. Page 21 19 - Cosa? � Ruther quasi rise. � Chiss� dove li trovo i soldi! E poi questa non � mai stata una chiesa, prima dell�arrivo del Predicatore e della morte di Dominic, era la taverna. La chiesa era l�unico edificio in muratura del paese, quello che adesso �� la taverna -. - Lo sospettavo, sai? Ma finch� non la riotterrai bisogna rendere vivibile questo luogo e per farlo servono parecchie cose -. - Ma il loro prezzo �.. � accenn� a protestare Ruther. - Non devi preoccuparti di questo, io non ho problemi -. - Non posso accettare, tu hai fatto troppo, sei troppo generoso con me, io non sono in grado di sdebitarmi -.

- Sar� ricompensato quando la chiesa torner� ad essere frequentata e tu sarai il suo chierico ufficiale � ribatt� Bryan con tranquilla cocciutaggine. � Ora vieni con me da Herbert -. Ruther scosse il capo. � Non posso andare in paese prima del tramonto -. - Certo che puoi, che discorsi! E se qualcuno osa farti del male �.. � sfior� Lucille, a forma di martello, in un gesto significativo, ma poi, ricordandosi che Ruther non poteva vederlo, aggiunse: - �.. ti difender� io -. Con decisione Bryan prese Ruther per un braccio e lo guid� fuori, dirigendosi verso il centro del paese, e si accorse ben presto della tensione del compagno. �� terrorizzato, eppure � un ex templare, un guerriero della fede, � forte e nonostante la cecit� sarebbe in grado di affrontare questi villici� riflett�. �Devono avergli fatto qualcosa di grave, forse gli scagnozzi del Predicatore sono soldati professionisti�. Bryan not� immediatamente le occhiate di sorpresa che gli abitanti del posto dedicavano alla strana coppia, accompagnate da mormorii ed espressioni quasi scandalizzate. La faccia pi� stupefatta la fece per� Herbert, l�avaro negoziante che era solito praticare prezzi esosi a Ruther per ripicca e che non si aspettava di vederlo in pieno giorno. Il mistico ordin� ci� che gli serviva, ascolt� senza batter ciglio quanto Herbert gli chiedeva, almeno il doppio di un prezzo ragionevole, e gli offr� un sacchetto di monete d�oro che rappresentavano per lui il giusto compenso. - Ma questa � la met� di quanto vi ho chiesto! � sbuff� Herbert indignato. - Ed � quanto vale la roba che abbiamo comprato � replic� pacato Bryan. � Se ha delle obiezioni, pu� reclamare con il signorotto del paese e dire che un chierico ha semplicemente rifiutato le sue leggi ed � intenzionato a ripristinare quelle della chiesa. Domani mattina alle 10 pu� trovarci nella piazza, dove saremo a dire messa, pubblicamente -. - Saremo? � ripet� Ruther, sorpreso quanto il negoziante e pi� impaurito di lui. - Esatto -. Bryan prese un po� delle cose che aveva acquistato, facendone portare una parte anche a Ruther e con lui si diresse nuovamente alla chiesa. C�erano talmente tanti lavori da fare che per un attimo Bryan non sapeva dove cominciare, ma poi decise di iniziare da quella disgustosa insegna modello locanda che recitava la parola �Chiesa�. Si dedic� quindi alla porta e alle finestre, che dot� di vetri e di scuri, facendosi aiutare dalla magia, mentre teneva occupato Ruther con lavori semplici e adatti alla sua condizione, per evitare di dover rifare anche i suoi. - Bryan, non dovevi sfidare il Predicatore. Herbert glielo riferir� sicuramente, gli dir� che gli ho disubbidito, che domani mattina saremo in paese �.. ho paura di ci� che mi pu� fare � si lament� Ruther. � Tu non sei di qui, non lo conosci, ma quell�uomo � capace di tutto, potrebbe rivalersi sulle mie sorelle! -. - Non desideri liberare la tua famiglia e il paese dal suo giogo? � domand� Bryan. � Non credi che Moraim sia pi� contento di vederti lottare per riparare ai tuoi errori piuttosto che stare a compatirti del tuo destino? -. Per un attimo Ruther fu percorso da un leggero tremito e il suo viso si incup�. Page 22 20 - � facile, a parole, per uno che viene da fuori, che non vive quotidianamente a contatto con la povert� e la fame. Forse

tu hai vis to tanta sofferenza, ma mi chiedo se ti sei mai trovato a dover tirare avanti con le unghie e con i denti, per la semplice sopravvivenza, senza magie n� speranze � comment� il templare con amarezza. - Hai ragione, non ho mai provato di persona le difficolt� della vita quotidiana � ammise Bryan. � Ma proprio perch� sono fortunato, desidero portare aiuto a tutti coloro che soffrono. Ti assicuro che domani il mio appoggio non ti mancher� -. Il mistico tacque, improvvisamente rattristato. Ruther non poteva immaginare quanto Bryan desiderasse una vita normale, anche senza magia, una semplice vita dove le preoccupazioni grandi e piccole attengono alla sfera del quotidiano, non al destino del mondo. Una casa, un pezzetto di terra da coltivare, una donna al suo fianco, erano queste le semplici cose che desiderava �.. e che non poteva avere. Una veloce capatina di Rosamund che annunciava al fratello il pagamento di Herbert ai suoi lavori di sarta, obblig� Bryan a restare ospite di quella famiglia anche per quella sera. V. Bryan era molto stanco, dopo aver lavorato in chiesa per tutto il giorno; dopo la cena a base di zuppa e carne che lui aveva nuovamente moltiplicato, non desiderava altro che dormire, ma questa volta aveva insistito per non arrecare disturbo e si era costruito la sua casetta in giardino, sfruttando un incantesimo. Sembrava tutto tranquillo, le bambine avevano letto un po� di testi sacri, l�irrequieta Robin, memore della disavventura della sera prima, non si era azzardata ad uscire, e Rosamund era stata dolce e rassicurante come sempre; fu quindi piuttosto sorpreso quando vide Ruther uscire di casa per seguirlo, chiamandolo con aria accigliata. A passo incerto, il giovane cieco raggiunse la casetta di Bryan, che era vicina all�ingresso della dimora dei Raskar, e annunci� che doveva parlargli. - Prego, dimmi pure � rispose Bryan facendolo accomodare nella piccola costruzione magica. - Ho saputo quello che hai fatto per Raven. Ti devo ringraziare ancora una volta, senza i tuoi incantesimi di cura, mia sorella sarebbe morta sicuramente -. - Era piuttosto grave, s�, ma ora � completamente guarita � lo rassicur� Bryan, glissando sui ringraziamenti. - Lo so, per questo ti sono profondamente grato. Per� ��. � Ruther si incup� - �.. Raven mi ha detto che sei stato molto gentile anche con Rosamund. Le hai regalato una rosa, l�hai illusa -. - Illusa ?! Io le ho soltanto fatto un dono innocente � si difese Bryan. - Oh, immagino che tu non voglia niente da lei, ma Rosamund ha sofferto molto in passato, per colpa degli uomini, e ha sacrificato s� stessa, rinunciando ad avere una normale vita affettiva, per educare e allevare le mie sorelle. Io e lei siamo i maggiori, praticamente viviamo per le altre, e Rosamund non si merita di essere presa in giro. Se non hai intenzioni pi� che serie con lei, sei pregato di non prenderti pi� certe libert� -. - Mi dispiace di essere stato frainteso; ti assicuro che il mio ultimo desiderio � farla soffrire � si scus� Bryan. - Ha sofferto abbastanza -. - S�, mi ha raccontato �� di vostro �.. � si ferm�. Forse Ruther non conosceva la verit� e lui non voleva tradire la fiducia di Rosamund.

Le parole di Ruther gli tolsero per� ogni dubbio. - Che mio padre la violentava? Avrei dovuto ucciderlo con le mie stesse mani, ma ci ha pensato l�uomo che l�ha scoperto a barare in taverna � afferm� con evidente disprezzo. � La nostra vita non � stata facile � riprese, con pi� calma. � Nostro padre era un disgraziato, un perdigiorno, non riusciva ad ispirare la fiducia necessaria per farsi assumere come bracciante definitivamente; beveva, giocava d�azzardo e faceva figli, quello gli riusciva bene. Quando � morto, poco prima della nascita di Romis, io e Rosamund eravamo abbastanza grandi per lavorare, anzi, lo facevamo gi�, perch� Rosy aiutava nostra madre come sarta, io a dieci anni sono stato mandato in caserma da Dominic, che per noi � stato come un padre. Fu a quel tempo che scoprii cosa era accaduto a Rosamund e �.. che forse la stessa cosa era accaduta a Rasaka, la terzogenita. Rasaka ha 18 anni, nostro padre � morto da dieci anni: fai un po� tu il conto di che et� poteva avere quando � stata molestata -. - � veramente terribile � comment� Bryan raccapricciato. Ruther accenn� ad un mesto sorriso. � Penserai che siamo proprio una famiglia disgraziata! Ma ti dir� che nonostante il cattivo esempio dei nostri genitori, siamo riusciti a crescere onesti, se si fa eccezione forse per il mio comportamento, che mi � costato lo status, e quello di Robin, che assomiglia a nostra madre nel suo lato peggiore -. - Parli di lei come fosse gi� perduta, ma � ancora recuperabile! -. 22 - Oh, non ne sono sicuro, credo che sia un istinto insopprimibile per lei. Almeno mia madre si prostituiva per sfamarci, Robin lo fa solo per ambizione, per divertimento � esclam� Ruther sprezzante. Bryan consider� fra s� che quella famiglia aveva davvero concentrate in s� tutte le disgrazie possibili immaginabili; era comprensibile che il vecchio chierico, Dominic, si fosse preso la briga di educarli e seguirli e certo Ruther doveva aver voluto bene al suo maestro. Poi riflett� anche sul fatto che se il padre di Ruther era morto prima della nascita di Romis, la piccola Reyna doveva per forza essere figlia di un cliente occasionale della madre. - Non devi essere cos� duro con tua sorella � continu� allora il mistico. � Cerca di essere pi� presente, di spiegarle che � sbagliato mercificare l�amore -. - Non sono certo un buon esempio per lei. Sono una sottospecie di chierico � guerriero che non � riuscito neppure a curare la malattia di sua sorella, ci ha dovuto pensare uno straniero. Con questi presupposti � difficile fare presa su un�adolescente inquieta, forse Rasaka, che studia da chierica, potr� dove io ho fallito -. - Il tuo errore � quello di considerarti gi� senza possibilit� di riscatto, definitivamente perduto. Cerca di reagire, di combattere per recuperare il tuo status! � lo spron� Bryan. - � per spingermi all�azione che mi hai obbligato, domani ad incontrarmi con il Predicatore? -. - S�, ma non sarai solo � lo incoraggi� il mistico. - Lo so, ci sarai tu con me -. - No, ci sar� Moraim -. Con delicatezza, Bryan riaccompagn� Ruther a casa e prima di farlo entrare, mormor�: - Non preoccuparti per tua sorella Rosamund. Le voglio troppo bene per farla

soffrire -. La mattina era infine giunta; Bryan si era alzato molto presto, come al suo solito, ed era andato, dopo essersi sistemato, in paese, ad acquistare qualche dolce per la colazione. Humbert, il padrone della taverna dove si era recato per la compera, lo squadr� di sottecchi, esclamando poi con finta noncuranza: - Ha un bel coraggio a sfidare cos� apertamente il Predicatore -. - Qualcuno doveva farlo, non crede? -. - Francamente no. Ha migliorato la nostra vita levandoci dai piedi i pezzenti e gli scrocconi �.. -. - Li ha solo nascosti ai vostri occhi � lo interruppe Bryan, ma l�oste continu� come se non l�avesse neppure sentito: - �� � un uomo di buon cuore, ha accolto come un figlio l�erede del vecchio signorotto, sa, quel giovane ben vestito che era qui il giorno del suo arrivo, dopo che il padre � morto, pi� di un anno fa -. - Proprio poco prima che arrivasse il Predicatore � osserv� Bryan. � Possibile che nessuno si sia accorto del suo vero volto? Vi fa credere di poter essere ricchi e felici e l�unico che fa la vita da re � proprio lui! -. Humbert si gir� verso le bottiglie del bancone, iniziando a spolverarle. � I dolci si raffreddano � disse semplicemente. Il mistico decise di abbandonare, ma solo per il momento, la battaglia con il cocciuto oste, riservandosi di dedicarsi a lui e al paese nel momento in cui avrebbe smascherato il Predicatore; gi� pregustava le vibranti prediche che avrebbe spiegato, le parole di condanna al materialismo e di invito ad accettare Dio nei propri cuori. In risposta, sent� Lucille vibrare e comunicargli telepaticamente: �Non vedo l�ora di sconfiggere il male che regna in questo posto!�. Bryan sorrise, mentre si incamminava diretto alla casa di Ruther Raskar. �Con calma piccola, tutto a suo tempo�. Dopo la colazione, tuttavia, l�arrivo precipitoso della vecchia Pina mise in agitazione sia l�ex templare che Bryan. Pina infatti annunci�, apprensiva: - Credo che mia figlia Celeste stia per partorire. Ti prego Ruther, vieni subito! -. Page 25 23 �Oddio, anche questo contrattempo!� pens� Bryan allibito. Aveva lavorato in quel paio di giorni pi� che in un mese di viaggio o di Campagna e ora un parto del tutto imprevisto rischiava di farli ritardare alla sfida che avevano lanciato per le 10 al Predicatore. - Romis, accompagnami � ordin� Ruther accigliato, ma Bryan si affrett� a dire: Vengo io con te -. Prese il cieco sottobraccio, usc� con lui prendendo dal suo capiente (fino all�inverosimile!) zaino tutto l�occorrente per fronteggiare ogni tipo di emergenza. Giunti alla casa di Pina, Bryan e Ruther andarono a visitare Celeste, la giovane donna che aspettava il primo figlio. - Si sono rotte le acque � annunci� Bryan � per cui deve partorire il prima possibile, anche se non sente le contrazioni -. Mentre Pina andava a preparare l�acqua calda per il bimbo e le coperte e lenzuoli puliti, Bryan and� a calmare Celeste, che era impaurita. - Ruther, preparati, vai a lavarti le mani � lo spron� Bryan, ma il templare se ne stava immobile come una statua, con la fronte imperlata di sudore freddo.

Il mistico si avvicin� a lui, sussurrandogli, affinch� Celeste non sentisse: - Che cosa ti succede? - Non �.. non posso. Come posso fare, messo cos�? � e si pass� una mano sugli occhi ciechi. - Ti aiuter� io -. - Fallo tu direttamente! -. Ruther parve implorarlo, mentre scuoteva il capo, sempre pi� nervoso. - Cosa c��? � intervenne allora Celeste, palesemente spaventata. - Nulla, ora torno subito � la rassicur� Bryan con un sorriso caldo e gentile. � Ora ci mettiamo d�accordo su come fare e poi arriviamo subito. Pina, puoi stare con lei? -. - Certo! -. La madre si dedic� a Celeste, mentre il marito e il padre stavano in attesa fuori, come accadeva sempre. - Ruther! � chiam� Celeste, gridando per uno spasmo di dolore. - Le contrazioni sono sempre pi� frequenti, dobbiamo cominciare! � esclam� Bryan. - Io non posso! � ripet� Ruther, terrorizzato. � Quando �.. quando � nata Reyna, ho fatto partorire io mia madre e lei �.. � �.. � morta. L�ho uccisa io e allora ancora ci vedevo, ora �.. -. Si port� una mano alla bocca e poi a coprirsi gli occhi, come a nascondere un pianto incombente. - Questa volta non accadr� � gli assicur� Bryan. - Ma lei non � la sola che ho ucciso cos�! � esplose Ruther, rivelandogli che piangeva realmente. � Ho perso la mia migliore amica, che ha preferito morire per salvare sua figlia, la figlia bastarda di Oswett, che per� ora sar� allevata da chi l�amer� �.. Capisci che non me la sento? -. - S�, lo capisco, ma Celeste ha bisogno di te -. Con decisione Bryan guid� Ruther al letto di Celeste e si mise accanto a lui, prendendogli le mani e guidandole come se avesse agito lui stesso. Forse, utilizzando i suoi poteri, poteva anche collegarsi mentalmente con Ruther e mostrargli ci� che Bryan vedeva, ma a parte che era una pratica davvero crudele, donargli la vista per poco tempo e poi farlo piombare nuovamente nel buio, non era neppure sicuro che potesse sconfiggere la maledizione di Moraim anche per cos� poco tempo. - Coraggio Celeste, spingi, spingi! � cominci� a spronarla Bryan e di man in mano che Ruther si calmava, rassicurato dalla presenza tangibile del mistico, si univa anche lui agli incitamenti. Il tempo trascorreva inesorabile, ma il parto non presentava particolari problemi, c�era speranza che riuscissero a cavarsela per le 10. - Ecco, ora vedo la testa � annunci� Bryan e accorgendosi che tutto procedeva liscio, lasci� le mani di Ruther, che, in tensione ma dotato di una nuova determinazione, stava delicatamente eppure con decisione, accompagnando il bambino verso la vita. Page 26 24 Fu Bryan a tagliare il cordone ombelicale del neonato, mentre Pina afferrava prontamente il piccolo dalle mani di un Ruther ancora incredulo e spaesato, poi il mistico aiut� Celeste a farle espellere la placenta. - Che �.. che cos��? Maschio o femmina? � domand� Ruther, mentre andava a lavarsi le mani. - � maschio � annunci� Pina con malcelato orgoglio. � Ed � bellissimo -. - Finalmente! Nella mia vita ho fatto nascere soltanto femmine! -. Ora che era pi� rilassato, Ruther trovava anche la forza di scherzare.

Bryan gli si affianc� per pulirsi a sua volta e sorpassando col tono di voce gli strilli del bambino, disse: - Visto che ce l�hai fatta? -. - Non ci sarei riuscito senza di te. Grazie, con tutto il cuore -. - Io non faccio nulla di speciale, creo solo i presupposti, ma quello che agisce sei tu. Anche contro il Predicatore sarai tu a dover agire, sai? -. Ruther si batt� la fronte col palmo della mano. � Il Predicatore! Mi ero completamente scordato della sfida! -. - Sbrigati, abbiamo appena il tempo di sistemarci e di arrivare in paese � esclam� Bryan, sbirciando con aria soddisfatta la sua meridiana da polso. ( ! ) Page 27 25 VI. Una piccola folla di curiosi si era radunata nella piazza del paesino, creando un inusuale assembramento dall�aria minacciosa, ostile; camminando verso di loro, in un silenzio surreale, con il vento che sollevava la polvere e faceva rotolare i cespugli secchi, Bryan sent� crescere la tensione del suo compagno e le vibrazioni impazienti di Lucille. Il mistico not� la presenza di gente armata, sicuramente gli sgherri del Predicatore e non gli piacque per niente: lui era contro la violenza in generale, ma se era obbligato a difendersi non si tirava indietro, anche se cercava a tutti i costi di non uccidere. - Il Predicatore �..c��? � domand� Ruther a bassa voce, palesemente preoccupato. - No, ma sono presenti i tuoi compaesani, coloro che devi far tornare sulla retta via, i tuoi fedeli � lo incoraggi� Bryan. Giunti di fronte a quella specie di muro umano, Ruther e Bryan si fermarono, quasi in attesa; il mistico fece un segno all�ex templare colpendolo col gomito, affinch� cominciasse ad arringare la folla, ma Ruther era veramente un impiastro, se ne stava zitto, innervosito, anzi, impaurito. - Come osi presentarti di fronte a noi in pieno giorno? - .La voce impertinente di un uomo ruppe il silenzio irreale e teso. � Non puoi venire in paese prima del tramonto e allontanarti dalla tua chiesa -. - Sono venuto per il Predicatore e per voi, perch� � sbagliato credere che nel mondo esista soltanto la materia, la ricchezza, e ripudiare le divinit�, il sommo Moraim � rispose lui, acquisendo sicurezza col procedere delle parole e facendo rinascere la speranza in Bryan. - Dobbiamo forse seguire il tuo esempio? Tu hai mandato in rovina il paese �. e preghi Moraim! � ribatt� lo stesso uomo. - Gi�, � vero � replic� un altro. � Se Moraim � il dio della giustizia, perch� non ha rimesso le cose a posto? -. - E perch� tu sei ancora vivo? Non meriti di vivere! � esclam� un altro. - Se sono ancora vivo, � perch� ho il compito di salvarvi, salvare le vostre anime dal Predicatore! � si difese Ruther. - Ma chi te lo chiede, noi stiamo bene cos�! -. Questa era la voce di una donna, nascosta in ultima fila. - Vuoi farci diventare pezzenti come te? Ma vattene, buffone! -. - Torna dalle tue sorelle! -. Qualche risata di scherno si diffuse fra gli astanti e Bryan si rese conto che la situazione stava per sfuggire di mano a Ruther, il quale aveva in volto un�espressione incerta e affranta, ma anche di

indignazione. - Non sei capace di curare le tue sorelle e di evitare che si prostituiscano e vieni a fare la predica a noi? Ma sta zitto, impostore! Non sei neanche un prete! -. - Non sar� un chierico, ma sono un servo di Dio e �.. -. Un sasso colp� in pieno Ruther, interrompendo il suo discorso. Ben presto gli uomini imitarono quell�ignoto e iniziarono a raccogliere i sassi da terra, per poi tirarli addosso ai due religiosi, senza tanti complimenti. Ruther teneva le braccia sollevate, per ripararsi il viso, e implorava, con ben poca dignit�: - Basta, per favore, smettetela, vi prego, basta! -. �Qui le cose si mettono male� pens� invece Bryan, cercando di schivare i sassi. �Rischiamo la lapidazione e se non intervengo io, Ruther rester� immobile a prendersi le botte�. Decise di agire utilizzando un incantesimo di illusione; aument� il tono della sua voce magicamente, cos� che fosse udibile a tutti e risuonasse come un tuono, mentre ordinava: - Ora basta -, quindi sollev� il braccio destro al cielo, l�indice sollevato, e cre� l�illusione di una folgore che cadesse attorno a s� e a Ruther, senza danneggiarli. Page 28 26 - Avete bestemmiato Dio per troppo tempo, perch� Lui restasse indifferente. State oltraggiando un suo umile servitore, in preda ad istinti degni di una bestia! � esclam�, assumendo un�aria minacciosa, indignata. La folla indietreggi�, sbigottita, spaventata, finalmente timorata di Dio: era l�occasione buona per cominciare una predica, ma doveva essere Ruther a riconquistare il suo gregge, per quanto lo riguardava, si limitava a fingersi (indegnamente!) un emissario divino. Bryan riscosse leggermente Ruther, coperto di ecchimosi e sanguinante in pi� punti, sussurrandogli dolcemente: - Coraggio, adesso ti ascolteranno -. - Voi �.. � inizi�, con voce incerta - �. voi siete perduti a causa mia, perch� non sono stato un buon esempio, perch� con il mio atteggiamento sconsiderato ho causato la rovina della mia Chiesa -. Era un�affermazione umile, tuttavia Ruther sollev� lo sguardo cieco con fierezza, mentre continuava: - Ma io ho ricevuto la punizione di Moraim e ora che ho capito con l�umiliazione, sono pronto a servirlo a prezzo della mia vita. Ho ricevuto un compito, quello di salvarvi, di aprirvi gli occhi, perch� essi vedono, ma sono pi� ciechi dei miei, offuscati dagli incantamenti di uno sfruttatore che vi ha divisi, vi ha ingannati, vi ha promesso una ricchezza che solo lui ha ottenuto -. I visi della gente si erano fatti attenti, rapiti, le parole vibranti di Ruther stavano colpendo nel segno, li stava riconquistando. Bryan accenn� ad un sorriso soddisfatto, ma con la coda dell�occhio not� un movimento in alto, sul tetto di una casa. Un arciere, con la freccia pronta a colpire Ruther! Fece appena in tempo a scostare il templare, la freccia si piant� a terra con incredibile violenza. - Tu, straniero imbroglione, che cosa sei venuto a fare in questo paese? -. Questa volta chi aveva parlato si stava facendo largo, armato di spada: era uno degli aizzatori, un soldato del Predicatore.

- Sei un impostore come il tuo amico � lo accus� un altro armato, venendogli incontro. � Quel trucchetto lo sa fare anche il mio padrone, ma non ha l�arroganza di spacciarsi per il servitore di un qualche dio inesistente! -. - Vi stanno ingannando tutti e due, quello che vogliono i due preti sono i vostri soldi, vedrete, cominceranno a dirvi che servono per aggiustare la chiesa, poi per aiutare i soliti pezzenti che non hanno voglia di lavorare e ben presto tornerete a dover sfamare loro e gli sfaccendati, mentre voi lavorate � grid� il primo uomo con dialettica invidiabile. Tra la folla emerse il giovane ben vestito che era stato �adottato� dal Predicatore e cominci� a parlare con esaltazione, aizzando la folla. - Vi fidate ancora di Ruther? � stato lui a consegnare il simbolo del potere al mago Oswett e adesso con chi si presenta? Con un altro straniero, una specie di prete, in realt� chiss� quale impostore! E tutto per che cosa? Per le ricchezze di mio padre, ecco la verit�! -. - Stai sbagliando Hanz, quest�uomo non mira ad alcuna ricchezza, lui parla solo di religione, � un giusto, un illuminato � lo difese Ruther, ma non bast�. Il giovane e nobile Hanz fece un cenno agli sgherri, che si precipitarono due su Ruther e tre su Bryan, senza contare due arcieri sui tetti delle case ai due lati della strada a tenerli sotto tiro. Ruther era disarmato e in evidente difficolt�, dato che era cieco; probabilmente era bloccato psicologicamente, perch� se era stato un templare, non poteva aver dimenticato il suo addestramento militare. Bryan aveva problemi gravi da affrontare, per cui invi� Lucille, che era un�arma senziente, da Ruther affinch� lo difendesse, mentre lui lanciava un incantesimo di blocca-persona sugli arcieri; riusc� nella magia senza dover fare neppure un gesto, ma rimase esposto agli attacchi dei tre uomini, che lo ferirono leggermente. Estraendo il secondo martello, anch�esso magico ma meno potente di Lucille, Bryan sfrutt� la sua abilit� di ex guerriero e tenne a bada i suoi uomini fino a quando riusc� a stordirli. Lucille nel frattempo aveva guidato i movimenti di Ruther e anche lui aveva messo temporaneamente fuori gioco i suoi avversari. Page 29 27 Ansimante per la lotta sostenuta, Bryan si guard� attorno, mentre la folla si andava dissipando, senza avere il coraggio di guardarlo negli occhi; di Hanz non c�era traccia, ma un cavallo con annesso cavaliere stava correndo verso la roccaforte del Predicatore. - Ruther, dobbiamo andare dal Predicatore � disse Bryan. L�ex templare, anch�egli sudato e scosso, annu�, prima di esclamare, stupefatto: Sai che la tua arma parla? -. Il maniero in cui viveva il Predicatore era una vera e propria roccaforte, con mura robuste dotate di feritoie e merli dietro cui potevano nascondersi gli arcieri e che Bryan continuava a tenere d�occhio, ansioso. Davanti al robusto portone stavano due guardie armate di tutto punto, che appena li videro dirigersi verso la loro direzione, sguainarono le lunghe spade e li minacciarono: - Andatevene immediatamente o saranno guai per voi. Il Predicatore non riceve nessuno -. Ruther strinse la mano sull�impugnatura di Lucille, ma Bryan si accorse dal

luccichio tra i merli, che erano tenuti sotto tiro e telepaticamente ordin� a Lucille di avvertire il templare. - Noi vogliamo soltanto parlare con il vostro padrone � afferm� Bryan con sicurezza. - Con quelle armi? Ma non farmi ridere, pidocchio! -. L�uomo che aveva parlato si era preparato al combattimento, ma una voce alle sue spalle lo ferm�. Il portone si era aperto e il nobile Hanz, comparso sulla soglia disse: - Il Predicatore vi ricever�, ma solo disarmati. Seguitemi -. Bryan e Ruther entrarono nella lussuosa dimora, subito disarmati dai due figuri che erano di guardia. - Questi li teniamo noi finch� non uscite -. - Non fidarti Bryan, � una trappola � sussurr� Ruther, nervoso. - Non preoccuparti, finch� la fede divina mi sostiene non temo nulla � rispose tranquillo il rinnovato. Dopo aver camminato per diversi corridoi, Hanz si ferm� davanti ad una porta, la apr� e fece un gesto ai due affinch� entrassero; dall�altra parte, seduto di fronte ad una massiccia scrivania, stava un uomo di circa 50 anni, con il mento appoggiato alle mani intrecciate. Dirigendo Ruther, Bryan entr� con aria circospetta e appena oltrepassata la soglia sent� un leggero pizzicore, che riconobbe immediatamente: era uno schermo magico messo sulla porta che annullava temporaneamente la magia sugli oggetti. Il Predicatore era proprio di fronte a lui, un uomo dai capelli argentei e gli occhi penetranti, di colore scuro, un viso astuto e dotato di indubbio fascino, per nulla compromesso dall�avanzare dell�et�. - Benvenuti. Vi aspettavo � esord�, con voce suadente. - Un velo di �dissolvi-magie� sulla porta � comment� Bryan. - � solo una piccola precauzione: voi siete in due, siete pi� abili con le armi di me, non volevo correre rischi. Sapete come vanno queste cose no? � sorrise. � Ci si lascia prendere dall�entusiasmo e �� - sollev� le spalle, noncurante. Bryan not� un anello al dito dell�uomo, dall�aria costosa, sicuramente magico, un anello di protezione. - Certo che i tuoi uomini di entusiasmo ne hanno anche troppo � sbrait� Ruther, maldisposto. � Le loro botte sono piuttosto efficaci e concrete! -. - Mi devo scusare per loro, sono ragazzi, a volte tendono a strafare, ad eccedere nell�eseguire i miei ordini, ma non sono cattivi � minimizz� il Predicatore. � Le assicuro, signor Ruther, che non accadr� pi�, anzi, sono pronto a offrirle il mio sostegno per la costruzione di una nuova chiesa -. Ruther rimase a bocca aperta, spaesato e il Predicatore sorrise, mentre un lampo di malignit� accendeva il suo sguardo. Page 30 28 - Non capisco �.. � inizi� l�ex templare, ma il mago lo precedette: - Naturalmente avr� da me tutto il sostegno finanziario e materiale che le serve. I miei ragazzi hanno sbagliato e io voglio rimediare; so che le sue sorelle sono in difficolt� �. -. - Ruther non lo ascoltare! � esclam� Bryan, ma ormai era tardi: l�espressione di Ruther la diceva lunga sul potere di persuasione del Predicatore. - Lei � molto buono, credo di essermi sbagliato sul suo conto � afferm� Ruther, in preda ad un qualche incantesimo di suggestione, parlandogli con rispetto e ammirazione.

- Lo credo anch�io caro. Non ti ho mai voluto fare del male -. Ora Bryan capiva il piano di quell�uomo diabolico, plagiare anche l�ultimo suo oppositore, cos� da non avere pi� nemici e poter comandare a piacimento in paese. �E sono stato proprio io a condurlo qui, nella tana del lupo!� si disse, tenendo d�occhio il Predicatore. E poi �.. Lo sguardo del mago parve accendersi, diventare ammaliante e una forza estranea premette nella sua mente per impadronirsene o modificarne le idee. Bryan resistette alla malia grazie alla sua forza di volont� e alla fede incrollabile, consapevole che il velo di dissolvi-magia aveva temporaneamente annullato il potere del suo magico anello che creava una protezione mentale a quel genere di attacchi. - Con me non funziona, Predicatore � disse Bryan tranquillo, mentre il mago impallidiva stupito. � Credo che sia ora di mettere in chiaro le cose e confessare i crimini da lei commessi; mi riferisco all�omicidio del chierico Dominic e forse anche del padre di Hanz -. - Ma cosa stai dicendo, Bryan! � esclam� Ruther. � Il Predicatore non ha nessuna colpa e tu lo stai accusando senza prove! -. - Ora capisci che genere di serpe hai accolto in seno? � domand� il mago melodrammatico. � Sta cercando di aizzare il paese contro di me, per impadronirsi delle sue ricchezze! Probabilmente � un emissario di Oswett in incognito e ti ha preso in giro per tutto questo tempo -. - Gi�, � vero, tu vuoi comandarmi per arrivare a governare e ti serviva la chiesa come scusa, come quartier generale! -. Ruther aveva un�aria minacciosa, completamente sotto il controllo del Predicatore. - Credo che sia meglio rendere il nostro amico inoffensivo � afferm� il Predicatore e in quello stesso istante si aprirono porte nascoste da ogni lato della stanza ed entrarono le guardie armate del mago. - Maledetto � bisbigli� Bryan, contando mentalmente almeno una dozzina di persone, da affrontare solo e disarmato. �B�, non proprio da solo� si disse, consapevole di avere a disposizione pochissimo tempo per decidere cosa fare. E opt�, nonostante tutto, per procurarsi un alleato. Lanci� un incantesimo su Ruther che annullasse quello malefico del Predicatore e richiam� Lucille, ordinandole di teletrasportarsi nelle mani del templare, cos� da non subire gli effetti del velo magico. Subito dopo almeno 4 uomini si lanciarono su di lui con intenzioni ben poco amichevoli, ma per fortuna l�eccessivo numero di persone nella stanza li intralci� e non tutti i colpi andarono a segno: era ferito, ma solo di striscio. Ruther intanto si era scosso dalla malia e, superata l�iniziale confusione, inizi� a menare colpi a destra e a manca, guidato da Lucille. - Quel maledetto Predicatore mi aveva messo contro di te! Come si � permesso, quel bastardo. Dove diavolo �? -. - Pensa a difenderti dai suoi uomini per ora, poi lo troveremo � grid� Bryan, accortosi che non c�era pi� traccia del mago. Purtroppo per il mistico, non aveva con s� l�altro martello da battaglia, privo del potere di teletrasportarsi, anche se una speciale contingenza su di esso gli dava la sicurezza che il giorno dopo lo avrebbe ritrovato tra le sue cose. Aveva in Page 31 29

mente un paio di simpatici trucchetti da fare, ed era rassegnato a subire gli attacchi degli uomini prima di poter risolvere definitivamente la questione, l�importante era che non lo immobilizzassero per portarlo in una qualche segreta. �Ma di che mi preoccupo? Io riuscirei ad uscire, � questo qui che sarebbe nei guai� pens�, riferendosi a Ruther. Riusc�, nella mischia, a portarsi spalla contro spalla al templare, dopodich� cre� con la magia una sorta di piattaforma circolare, di pura energia, esattamente sotto i loro piedi. - Che succede? � si preoccup� Ruther, che si era sentito sbilanciare e che rischi� di perdere l�equilibrio, se non fosse stato per Lucille a cui si aggrapp�. Qualche ceffo nella stanza, satura come un uovo e zeppa di gente armata fino ai denti che spintonava per raggiungere i due bersagli, indietreggi�, impaurito, altri invece cercarono di farsi largo per colpire i nemici. Il disco magico si sollev� da terra leggermente, poi Bryan accenn� ad un sorriso e sussurr� a Ruther: - Tienti stretto a me, perch� fra poco ci sar� molto movimento! -. Formul� mentalmente l�incantesimo di trasformazione della polvere (elemento che non manca mai in nessuna casa, tugurio o castello che sia!) in acqua: all�improvviso una cascata immane d�acqua si rivers� nella stanza affollata e l�impatto fu cos� violento che alcuni uomini finirono travolti fuori dalle finestre. Bryan si prepar� all�impatto mantenendo l�equilibrio sul suo disco fluttuante e lo impieg� per cavalcare l�onda, mentre attorno a lui la marmaglia veniva spazzata via dall�acqua in tutte le direzioni e Ruther si appigliava alle sue gambe strizzandole letteralmente, in preda al terrore. Bryan sorrise, pensando a come doveva apparire buffa l�immagine del castello che perdeva acqua da tutte le finestre e gli ingressi e con essa anche gli uomini del Predicatore, inetti al punto da fare tenerezza. Assaporando la brezza del vento e socchiudendo gli occhi quando, sfondata la porta principale, l�onda d�acqua li trasport� fuori, Bryan canticchi� un motivetto, nato all�improvviso dalla sua mente come una illuminazione divina, ma con parole del tutto prive di significato: - Evribadi ghet serfin, serfin in iuesei! -. Approfittando della spinta dell�acqua, il disco discese velocemente la collina e raggiunse nuovamente il paese arrestandosi poi bruscamente una volta a destinazione; Ruther ruzzol� direttamente fuori dal disco magico, capitombolando di fronte ai suoi compaesani che, sbigottiti, avevano assistito allo strano spettacolo di un castello inondato d�acqua dall�interno e rigurgitante uomini armati come fossero formiche spazzate via dal nido. Bryan sospir�, alla vista della goffaggine di Ruther, che dopo aver smoccolato senza mezzi termini si era rialzato cercando di recuperare dignit�. La sua espressione di disappunto si trasform� in preoccupazione quando si accorse il motivo per cui la gente di Fossa di Polvere si era di nuovo assembrata nella piazza del paese: con loro c�era il Predicatore, che era impallidito alla sua vista, ma che ben presto aveva recuperato il necessario sangue freddo. - Amici, sono venuto a chiedere il vostro sostegno contro lo straniero � inizi�, probabilmente continuando un discorso

gi� iniziato. � Avete visto cosa ha fatto alla mia dimora? Quest�uomo � sicuramente un emissario di Oswett, venuto qui per portare la rovina assieme al suo degno compare che voi tutti conoscete! -. Ruther assunse un�aria minacciosa e si scrocchi� le dita delle mani. � Ah, sei qui lurido imbroglione! Lascia che ti metta le mani addosso e poi ti accorgerai cosa sa fare il �degno compare�! � esclam� combattivo. - Voi non permetterete che questo impostore mi faccia del male, vero? -. Non era una domanda, ma un�esortazione che sort� i suoi effetti. Un mormorio di assenso, minaccioso, si diffuse tra gli astanti, alcuni dei quali si avvicinarono a Ruther, frapponendosi tra il Predicatore e il templare. - Sta tranquillo, non ti toccher� -. Page 32 30 - La vostra fedelt� a quest�uomo � ammirevole � afferm� Bryan tranquillamente, disperdendo l�incantesimo del disco per essere al livello della gente. � Ma siete sicuri che la vostra fiducia sia ben riposta? Cosa ha fatto lui per migliorare la vostra vita? -. - Ci ha tolto dai piedi i pezzenti come Ruther, cos� da permetterci di pensare solo al nostro benessere, ai guadagni materiali � disse Humbert, l�oste. - Ma tu, sei forse pi� ricco rispetto a prima? -. Humbert esit� e a quel punto il Predicatore intervenne: - Non dargli ascolto, certo che stai meglio, senza gli scrocconi che non pagano e che allontanano la clientela! Sta soltanto cercando di gettare fumo negli occhi -. - Tu lo hai fatto, per tutto questo tempo! � lo accus� Ruther, furibondo. � Con la scusa bieca del �materialismo� ti sei appropriato delle ricchezze del paese, come la dimora di Hanz, che hai definito �tua�, mentre da che mondo � mondo � sempre appartenuta alla sua nobile famiglia. Hai fatto una bella fine, Hanz, proprio un bel miglioramento! -. - Il Predicatore non ha portato nulla di buono, solo egoismo e cupidigia nei vostri animi � rincar� la dose Bryan. � Credete di vivere meglio perch� non vedete pi� i poveri attorno a voi, semplicemente perch� li avete scacciati. Che fine ha fatto la solidariet�? Se capitasse a voi di essere in difficolt� e nessuno vi aiutasse, come vi sentireste? Credete forse che i vostri vecchi amici vi darebbero una mano, se seguono le teorie del Predicatore? Siete davvero pi� ricchi grazie a lui? Riflettete: il Predicatore vi ha mai aiutato? -. - No, perch� non ce n�� bisogno � disse uno. � Dobbiamo imparare a contare su noi stessi per prosperare -. - S�, � questo che io insegno, ad essere forti e indipendenti per non dover dire grazie a nessuno � esclam� con enfasi il Predicatore. - Tranne che a te � osserv� caustico Bryan. - Intanto Hanz � costretto a elemosinare la generosit� del Predicatore per poter vivere in quella che era la sua casa prima � disse Ruther. - Non � vero, la magione � mia, il Predicatore vive con me perch� lo rispetto come un padre, si � preso cura di me! � ribatt� il giovane cocciuto. - Usa la tua ricchezza, i tuoi uomini �.. tanto se li perde sono i tuoi! Lui non ci perde nulla � continu� Ruther.

Hanz parve dubitare realmente, per la prima volta. Si rivolse al Predicatore, come a cercare conferma. - Certo, � tua, caro. Lo vedi che vogliono solo confonderti? Prima non avevi mai dubitato del mio affetto! -. Il Predicatore assunse un tono rammaricato, da vero attore. - Prima non avevo fatto caso a parole tipo �la mia dimora� � rispose lui, aggrottando la fronte. � Una cosa � certa: io non ho guadagnato nulla, ho solo perso la libert� di disporre delle mie propriet� -. Di nuovo si diffuse un mormorio tra gli astanti, pronti a seguire l�una o l�altra corrente come un branco di pecore. - Ecco, vedete? � disse Bryan approfittando del momento. � Ecco una persona che non ha guadagnato nulla seguendo le teorie ingannevoli di quest�uomo. E se ci pensate, vi accorgerete che anche voi avete perduto qualcosa di prezioso, che non si pu� misurare in denaro: la fede, la vostra chiesa, l�amicizia, il gusto di stare con gli altri disinteressatamente, perch� si condividono idee ed opinioni, non per soldi! Il Predicatore vi ha rapinato dei valori pi� alti dell�uomo per ottenere privilegi personali! E lo ha fatto utilizzando mezzi subdoli, la magia, la violenza! -. - Menzogne! Come osi accusarmi, senza avere la minima prova? � ribatt� il mago. � questo il genere di pensiero che volevo estirpare in voi, il dover credere alle prediche e agli dei di questi ciarlatani, i quali, con la scusa della religione, vi impongono determinati comportamenti e finiscono per dominarvi! -. - Mi sembra che il quadro da te dipinto si adatti anche al tuo modo di fare � lo interruppe Bryan. Page 33 31 - Ma almeno io non vado cianciando di dei e di preti, di assurdit� non dimostrabili, che limitano solo la condotta degli uomini. Io ho portato un nuovo modo di pensare, moderno, concreto, lontano dall�ignoranza e dalla superstizione diffusa dalle Chiese per il proprio interesse! -. - Eppure non si pu� dire che il vostro chierico abbia vissuto nella ricchezza a vostro danno � ribatt� il mistico. - E tu che ne puoi sapere? Non lo hai mai conosciuto! � protest� un uomo. - Lui no, ma io ho conosciuto bene Dominic � intervenne Ruther. � E anche voi non potete aver dimenticato la sua bont�, il suo modo di vivere, poveramente, semplicemente, dedito agli altri. Se ci pensate bene, vi accorgerete di quanto abbia fatto per tutti voi -. - E tu lo hai ucciso! � esclam� furioso qualcuno. - � stato avvelenato per ordine del Predicatore � rivel� Ruther. � � stato Dominic stesso a confessarmelo, prima di morire. Non crederete che lui abbia potuto mentirmi in punto di morte! -. - Lui no, ma tu s�! � rispose uno. - Gi�, come � possibile credere all�uomo che ha tradito la sua stessa Chiesa per cupidigia personale? � rincar� il Predicatore. � Se � stato capace di un simile inganno, deve essere facile per lui approfittare dell�ingenuit� della gente! � ora di smetterla, con tutte queste bugie! -. Un movimento furtivo, abilmente nascosto dalla capacit� incantatrice del mago, ma ben chiaro a Bryan che ne era immune, gli rivel� che il Predicatore stava tentando un incantesimo potente, una dominazione delle menti di quei sempliciotti, per scagliarli certamente contro di lui e Ruther.

�Lucille non mi tradire� pens� allora Bryan, ordinando alla sua arma di colpire il mago anche non forte, per fargli perdere la concentrazione e interrompere il suo incantesimo. L�arma magica vol� verso il Predicatore, staccandosi da Ruther, e atterr� sul piede del mago, strappandogli un urlo di dolore. Furibondo mentre l�aura dell�incantesimo si disperdeva, il Predicatore grid�: Sono questi i tuoi metodi? La violenza e la prepotenza contro chi non la pensa come te! Tiranno! Dittatore! Voi avete visto cosa ha fatto, ha tentato di uccidermi! Aiutatemi, difendetemi dagli impostori che vogliono privarvi della libert�! -. La folla rumoreggi�, riscaldata da quell�invocazione, pronta a linciare i due uomini di fede. Ma Bryan si fece avanti con il volto molto serio e la voce ferma, tonante. - Ora basta bugie, Predicatore. D� a tutti la verit�, se non hai paura del giudizio divino � esclam�. Fiss� negli occhi il mago, lo fronteggi� senza timore, prima di utilizzare il suo talento psionico, quella capacit� mentale con cui era nato e che gli consentiva di �scavare� nella mente altrui per tirarne fuori la verit�. Non gli piaceva utilizzare quel potere, che costituiva una prepotenza nei confronti della persona, ma questo era un caso di emergenza. Sent� la mente del mago opporre una notevole resistenza, certo, perch� la dominazione mentale era il campo del Predicatore, ma il potere di Bryan era di natura diversa, troppo diversa perch� le difese dell�uomo potessero resistere. E quando fu certo di avere il controllo, Bryan parl�: - Se non hai paura degli dei, rivela a questa gente le tue vere intenzioni. Sono certo che gli dei che tanto disprezzi sapranno illuminarti e guidare le tue parole nel sentiero della verit�. Moraim � giustizia e verit�, parla sotto la sua influenza e le tue parole assumeranno nuovo significato. Dicci per quale motivo predichi la tua dottrina -. Il Predicatore era rigido, gli occhi fissi su Bryan, impotente. - Per il mio lucro personale � rispose senza esitazioni, suscitando un mormorio di disapprovazione. - Hai riguardo al benessere della tua gente? -. - Non me ne curo -. Di nuovo, un parlottare di uomini, sorpresi, costernati. Page 34 32 - Hai fatto uccidere tu il chierico Dominic? -. - S� -. - Perch�? -. - Perch� poteva ostacolarmi. Rivelare la verit� alla gente -. - Quale verit�? -. - Che voglio dominarli -. Il rumore di sottofondo crebbe d�intensit�, con l�agitazione della folla indignata. - Maledetto bastardo! � sibil� Ruther accigliato, a denti stretti. � Ve lo avevo detto -. - Chiedigli se ha fatto uccidere anche mio padre � domand� Hanz a Bryan, consapevole forse che il mistico stava operando una specie di incantesimo della verit�. Bryan allora inquis� il Predicatore: - Hai fatto uccidere tu il padre di Hanz? -. - S� -. - Per quale motivo? -. - Per impadronirmi delle ricchezze di famiglia -. - Vuoi bene ad Hanz? -.

- No, � uno stupido -. - Maledetto! Maledetto! -. L�urlo del nobile Hanz precedette il termine del contatto mentale tra Bryan e il Predicatore. � Ci ha ingannato a tutti, ci ha ingannato quel bastardo, facciamogliela pagare! -. Il mago si riscosse in quel momento, pallido, sudato, furioso: - Cosa mi hai fatto, prete, cosa mi hai fatto! -. Non riusc� a farsi udire dalla folla, che gi� si stava ammassando nella sua direzione, armata di pietre, di bastoni rudimentali ottenuti dallo steccato di una propriet� vicina. - Fermi, fermi, non � vero quello che ho detto, quel mistico mi ha fatto dire ci� che voleva lui, vi prego credetemi, io �� -. Ma ormai il Predicatore aveva perso il suo potere incantatorio su quella gente, che finalmente lo vedeva per quel bugiardo che era; la folla lo voleva linciare ed era inarrestabile. Ruther venne travolto e cadde a terra, rischiando di essere calpestato; lo stesso Bryan venne investito dalla fiumana di gente, furibonda, impossibile da arrestare, in preda alla frenesia collettiva. Fu cos� che Bryan assist� impotente, prima che potesse agire in qualsiasi modo, alla vista di Hanz che, sguainato il lungo coltello, lo piantava nel petto del mago che aveva amato come un padre, prima che i suoi compaesani si accanissero sul Predicatore, decretando la sua fine. Page 35 33 VII. Il silenzio era quasi irreale, ora che la folla agitata si era allontanata portando con s� il corpo del Predicatore, ucciso dalla gente che aveva ingannato, per bruciarlo su una pira davanti al castello di Hanz. - Non doveva finire cos� � mormor� Bryan, avviandosi mogio verso il suo mulo Dosankos posteggiato davanti alla chiesa. � Dovevano processarlo, esiliarlo -. - Ma era un mago, li avrebbe di nuovo incantati, oppure si sarebbe installato in un altro paese ricominciando tutto da capo � protest� Ruther. - La morte � sempre l�ultima e la peggiore delle soluzioni possibili � sentenzi� il mistico. - Per me era l�unica cosa da fare. � stata la giustizia di Moraim -. - Se la pensi cos� �.. -. Bryan non aveva voglia di ribattere, era sfinito per l�uso dei suoi poteri e affamato, considerato che era ormai pomeriggio inoltrato. Gli abitanti del villaggio avrebbero acceso la pria verso sera e probabilmente festeggiato al castello, senza Ruther per�. Lui doveva ancora riconquistarli, ma ormai non c�erano ostacoli a frapporsi tra lui e i suoi fedeli. - Mi chiedo quale fosse il nome del Predicatore � disse Ruther, seguendo a passi incerti il mistico. - Io lo so, gliel�ho letto nella mente quando eravamo in contatto mentale. Si chiamava Pipu -. Ruther scoppi� a ridere. � Ecco perch� usava uno pseudonimo! -. - Non prenderlo in giro, � morto ormai -. - Scusami, � stato pi� forte di me. Ah, se penso a quello che hai fatto per me! Bryan, non so come ringraziarti, tu �.hai reso possibile la liberazione di Fossa di Polvere da quel malefico mago, � �.. � meraviglioso! Ora potr� finalmente tornare a pregare liberamente, a cercare di riconquistare i miei fedeli -.

- S�, ora non hai scusanti, Ruther -. Bryan sorrise e l�ex templare fece altrettanto; fiss� lo sguardo sul mistico, con tanta intensit� che pareva vederlo e infine esclam�: - Ora capisco molte cose, sai? Tu �.. tu sei la risposta alle mie preghiere. Non dubiter� mai pi� di Moraim, della mia fede -. - Non farlo mai pi� Ruther, davvero. Io sono soltanto un umile servo di Dio, ma ti ho aiutato volentieri, sono contento di essere stato anche un conforto per te, in un certo senso � ribatt� Bryan modesto. - Scherzi? Ho accumulato un debito enorme nei tuoi confronti! Per favore, fermati ancora da noi, almeno per questa sera! -. - Veramente io �. -. Bryan non fece in tempo a rispondere di no, perch� Romis arriv� gridando e saltellando, seguita pi� da lontano da una ragazza, vestita di bianco, dai lunghi capelli neri. - Ruther! Ruther! C�� Rasaka! � tornata Rasaka! -. La bambina giunse di corsa, prese la mano del fratello ignorando completamente Bryan, presa com�era dall�eccitazione, trascinandolo verso la ragazza. - Rasaka? E dov��? � domand� Ruther confuso, incespicando. - Sono qui fratellino. Sono stata inviata dalla nostra Chiesa per prendere il posto lasciato vacante da Dominic � rispose quietamente lei. � Ora sono un chierico di Moraim, finalmente Fossa di Polvere avr� il suo sacerdote. Sei contento Ruther? -. Lui parve ancora troppo sorpreso per riprendersi del tutto. � Certo, certo �.. Staremo di nuovo tutti insieme, � meraviglioso Rasaka. Per� mi permetterai di aiutarti? La chiesa � messa male, c�� da lavorare, io e Bryan abbiamo fatto solo una parte del lavoro, quello grosso �. -. Page 36 34 - Bryan? E chi �? � chiese la giovane chierica. - � �..� l�uomo che � qui, un mistico, un vero santo �.. Dove sei Bryan? � chiam� Ruther. - Qui non c�� nessuno, tranne noi e Romis -. La bambina si scroll� nelle spalle. � Sar� andato via. Peccato, a Rosamund piaceva. Ma ora ci sei tu, Rasaka, che bello, andiamo a casa? -. La sagoma di un uomo a cavallo di un tozzo mulo era ormai lontana all�orizzonte, si distingueva a malapena in controluce, davanti alla rossa sfera del sole morente del tramonto. Il volto di Bryan era illuminato da un mesto sorriso, mentre cercava di immaginare la cena povera ma festosa che quella sera avrebbe accolto la sorella lontana, tornata per restare. Non c�era pi� bisogno di lui, ormai, e altre avventure lo attendevano. Ma non pot� fare a meno, quella sera, di desiderare di aver conservato almeno una rosa da seccare, un fiore di quel roseto che aveva fatto nascere dal nulla, a ricordo di una ragazza semplice e dolce, di nome Rosamund. FINE ( ? )