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Incontri ravvicinati del IV tipo:

dal mito dei rapimenti reali alla teoria delle interferenze mentali.
Presentazione di un caso.

A cura di Giulia d'Ambrosio


(Medico, Neuropsichiatra Infantile e Psicoterapeuta,
Ricercatrice, Presidente del PARSEC) e Duccio Calamandrei
(Biologo, Consulente Esterno del PARSEC)

[NdR: ulteriori informazioni si possono trovare sul sito web


del PARSEC: www.primocontatto.net ]

Dino si presenta come una persona che si pone in modo


interlocutorio non solo con se stesso, ma in generale con
l' "esistente". La sua ricerca per comprendere cosa gli stia
accadendo, iniziata in sordina in un periodo in cui era spaventato
da alcuni eventi notturni, gli ha concesso di accedere via via a
numerose informazioni, e a collegare avvenimenti della sua vita
con quelli dei suoi familiari più stretti. Le esperienze che lo hanno
segnato, nel corso dell'infanzia, riguardano una particolare
malattia del fratello e le strane percezioni che sia il fratello che
il padre avevano. Lui stesso percepiva strane presenze, contro
le quali preparava dei rituali difensivi. Durante la notte si sentiva
toccare, e questa sensazione perdura nei tempi attuali. Il fratello
non era così spaventato, ma la connotazione di bizzarria della
sua malattia avrà per sempre un'influenza sul nostro experiencer.
Dino è una persona concreta, legato in modo sano agli aspetti
dell'esistenza, privo di inutili orpelli mentali, con un'attitudine ad
affrontare i problemi in modo diretto, dopo attenta riflessione.
Moderato, equilibrato, con una certa gestione della sua
aggressività. E' laureato in una disciplina scientifica,
specializzato nella modellazione di strutture proteiche.
Geneticamente è di derivazione scozzese, per parte di padre,
e francese, per parte di madre.

Lo scambio tra di noi è iniziato ragionando sul fatto che la realtà


che noi vediamo e percepiamo è soltanto una piccola parte di
quello che esiste, e che ignoriamo la vera natura della realtà.
Dino ribadiva che introdurre concetti quali la virtualità delle
esperienze quotidiane è importante: quando noi facciamo
esperienza, simuliamo o attendiamo certi avvenimenti, in realtà
stiamo lavorando virtualmente con il nostro cervello. La realtà
che noi creiamo attraverso l'uso del pensiero e
dell'immaginazione non è cioè totalmente disconnessa dalla
realtà materiale, e contribuisce a crearla, anche quando a noi
sembra di non dare seguito alle immagini del nostro mondo
interno.

A conferma dei suoi pensieri, dopo poche settimane si trova in


un sogno in cui SA di stare affrontando un sogno simulato,
ossia un sogno apparente, un sogno-schermo. Non è il primo
che gli capita. Si tratta di sogni che finiscono
improvvisamente, "come se qualcuno togliesse la spina".
All'interno di questo sogno compaiono degli esseri grigi, che
hanno l'aspetto di robot. Se questi robot oltrepassano certi
limiti, la loro struttura viene spostata dall'equilibrio, come
se tendessero a disintegrarsi. Quando il sogno bruscamente
si interrompe, la sua sensazione è quella di aver vissuto,
per la verità, una cosa diversa da quella che appariva.

Come tutti i sogni, questo episodio va letto su più piani.


Esaminiamo prima l'aspetto ufologico - chiamiamolo così.
L'impressione che i grigi siano dei robot, o comunque qualcosa
di artificiale, è un dato che si riscontra nei soggetti IR4 che
hanno una capacità introspettiva più marcata. E' come se
alcuni soggetti riuscissero ad andare oltre la percezione
visiva del fenomeno, oltre la sorpresa/spavento; è anche
come se alcuni aspetti della percezione risvegliassero nella
coscienza il dato oggettivo, reale, che tali personaggi, a
volte, possono non essere ciò che appaiono, e forse
abbiamo qualche prova del fatto che si tratti
effettivamente di creature artificiali.

Anche in un sogno di un altro soggetto IR4, che chiameremo


Victor, esistono le tracce di più incontri con esseri artificiali.
Victor lo chiama "Black Dream". C'è un campo di
concentramento dove alcuni bambini vengono messi ad
attendere in alcune aree. Sono trattati male, vengono spinti.
Ci sono degli uomini vestiti di nero - hanno pantaloni, camicia,
fazzoletto neri e scarponi in cuoio. Non hanno pietà o carità,
fanno puzza di sangue umano. Victor sente che esiste una
lotta tra bene e male e che questi sono le pedine di un
gioco più grande di loro. Questi esseri hanno intenzione di
sfruttare la specie umana, hanno sete di potere. Il loro gioco
è fatto da esseri ancora più grandi di loro.
In seguito, Victor dichiarerà che questi esseri avevano un modo
di operare che richiamava l'artificialità, e al termine del suo
percorso con me arriverà proprio a dividere i suoi incontri
ravvicinati in due generi (quelli con esseri robotici e quelli
con esseri più reali, entrambi specie di grigi) .

Le testimonianze di un altro soggetto IR4, Leo, e gli studi di


Derrel Sims ci danno modo di pensare che effettivamente
almeno una parte di queste creature sia artificiale, e che
abbiano dei compiti da eseguire nel livello materiale che
rappresenta il nostro quotidiano.
Leo racconta: "Mi sveglio una notte, e li trovo in camera.
Balzo dal letto e ne afferro uno (Leo è militare abituato a
operazioni speciali). Mi sembra fatto di gomma, ma ciò che
mi stupisce di più è che "sento", attraverso il contatto con
il suo polso, la paura che lo pervade per essere stato scoperto
e catturato".
Ciò che stupisce me è che questo ricordo fluisce dopo che
Leo si è sottoposto a un massaggio al collo, come se il toccare
certe strutture attivasse il ricordo.

Esaminando il punto del sogno secondo cui gli esseri artificiali


non possono oltrepassare certi limiti, pena la loro
disintegrazione, troviamo che il concetto si sposa con il fatto
che questi esseri siano apparentemente rappresentativi di
una gerarchia di creature (vive? semi robotiche?
pseudo-spirituali?), tra cui si collocherebbero come la parte
più adatta a interagire con il mondo materiale senza ricevere
danni, perlomeno per un tempo limitato.
L'impressione che ci sia un inganno, in tutto il sogno, rende
conto di un'idea di ambivalenza. L'ambivalenza è un aspetto
importantissimo da esaminare insieme ai soggetti IR4. Terrore e
passione per gli accadimenti notturni vanno di pari passo, fino
a quando la coscienza non subisce un risveglio tale da non
tollerare più che vi sia qualcosa di nascosto. Il mistero è un
alimento importante per la vita spirituale; ma anche l'inganno,
che è più crudo, rappresenta una possibilità di evoluzione,
un'occasione, purché lo si sa sappia capire e gestire.
Anche gli esseri umani, come i grigi robotici del sogno, non
possono oltrepassare certi limiti, pena il disequilibrio e la
disintegrazione, soprattutto mentale.

In un altro sogno, Dino circola in mezzo a persone che portano


sulla schiena un simbolo che solo lui può vedere. Le persone del
sogno sono quindi diverse dalle altre, e potrebbero
rappresentare sia parti di se stesso diverse dal resto, quindi
sconosciute, come pure potrebbero rappresentare il fatto che
vi siano aspetti, forse del corpo, forse della psiche, forse
dello spirito, che sono "marchiati", e non sappiamo se questa
marcatura sia resolvibile oppure no.
Anche Dino si è trovato a svegliarsi, alternativamente, con dolori
notturni a un ginocchio, con una zona circolare di un rosso vivo,
infiammata all'interno del ginocchio; oppure con due punti a
forma quadrata sulla scapola, nelle vicinanze di alcuni graffi.
Marchiato.
La vita può marcare le persone con dolori terribili, con scoperte
abissali, con sensazioni di non appartenenza a quello che si
vede, che si percepisce, che si è costretti a vivere e a
condividere. Gli eventi della vita reale possono creare delle
discrepanze tra ciò che esprimiamo e le vere emozioni che
ci scuotono all'interno.

Il più delle volte, le forze aliene che provocano gli IR4


approfittano proprio di questa crepa che si forma tra i processi
coscienti e quelli inconsci per agganciarsi, e fare proprie le
immagini prese dal vero vissuto della persona, per usarle in modo
manipolativo, mescolando ciò che è vero, ciò che è vissuto, per
mascherare qualcosa di inconoscibile a parole, di indescrivibile,
qualcosa di sottilmente oscuro, per capire come impossessarsi
degli individui, scavalcando le normali difese.

Quelli dei soggetti IR4 sono sogni?, sono ricordi di esperienze


vissute?, sono tentativi di segnalare che qualcosa non va?
Sono un inganno ben congegnato, dove il soggetto vive,
trasposto sugli altri, qualcosa che gli appartiene, e si ritrova
a mischiare avvenimenti e sentimenti personali con soggetti
apparentemente estranei a lui, in una sorta di finto
coinvolgimento di altre persone (che può dargli la sensazione
di non essere solo a vivere quel problema) in un tema che
invece riguarda soltanto lui.

I sogni con protagoniste creature che sembrano robot


ritornano. Predisposti a un dialogo molto semplice, afferma Dino.
Proprio come sembrano essere le creature grigie, manovalanza
altrui, creature incompiute, esecutori senza spirito. Una
creatura di sembianze femminili si trova all'interno di una
struttura che sembra richiamare scenari di fantascienza.
Tuttavia la struttura sembra una stazione di comando. Alcune
creature danno doni ad altre persone, Dino sbircia la scena e
si sente in pericolo. Una parte di lui, quindi, riesce a rimanere
estranea a quanto accade.
Le paralisi con allucinazioni sono un fatto comune, nelle sue
notti. Ma accanto a queste, accadono altri fenomeni che lo
portano a teorizzare qualcosa di nuovo nel campo.

I soggetti IR4 spesso avvertono degli strani suoni, che si


presentano a ripetizione. Secondo Dino la cadenza sonora
serve per indurre uno stato di apertura. Il suono ha l'effetto
di coinvolgere la persona e di bloccarne le reazioni, lasciandola
cosciente di quanto sta per avvenire. Il suono cessa quando lo
stato di paralisi è completo. A quel punto una presenza (non
un Grigio) interagisce con il corpo del soggetto.
Scrive un utente del forum di PrimoContatto: "E' un paio di sere
che sento presenze in camera mia... cominciano attorno alle
23:00; le avverto perché sento che il mio orecchio sinistro viene
in qualche modo stimolato: è come se sentissi avvicinarsi
qualcuno, però quasi come i suoi passi fossero un ultrasuono
particolare, che non riesco a sentire, ma mi stimola comunque
l'apparato uditivo sinistro. Quando succede questa
"stimolazione", poi 9 volte su 10 faccio o un sogno
apocalittico oppure sogno qualcosa di attinente agli ET."

Come potrebbe avvenire questo fenomeno? Potrebbe il suono


essere una sorta di segnale ipnotico? O arriva a coinvolgere,
con particolari onde d'urto, i recettori che potrebbero essere
implicati nella comparsa degli scenari ufologico-abduttivi?
Forse andrebbe presa in considerazione la natura elettrica
del suono. Questo aspetto elettrico potrebbe essere quello
che interferisce con il sistema nervoso, e forse con la
struttura energetica dell'individuo.Nel momento dell'interazione,
il contatto potrebbe essere coscientemente interrotto.
Infatti, se esiste un meccanismo con cui il suono consente
l'accesso alla persona, questo meccanismo deve far parte
della normale struttura umana; addirittura si può pensare
che il soggetto stesso potrebbe inconsapevolmente tenere
aperto questo canale e consentire la ripetizione del
contatto, quando addirittura non sollecitarlo.

L'essere umano potrebbe comportarsi come un conduttore,


come un ponte, attraverso cui potrebbero passare molteplici
segnali. Anche gli animali domestici, presenti in casa, potrebbero
svolgere la stessa funzione (questo farebbe pensare che il
corpo del soggetto IR4 non costituirebbe il bersaglio a cui le
forze aliene tenderebbero).
Tutto questo riporta alla mente il caso di Victor, descritto prima,
che dopo un anno di lavoro era riuscito a ricordare il fatto che,
durante la notte, poteva udire un suono, da cui capiva che
"stavano arrivando". Per sfuggire all'abduction, Victor emetteva
a sua volta un suono, mentalmente, che gli consentiva di
staccare la sua coscienza e di trasportarla in un luogo a lui
molto caro, da cui era assai difficile portarlo via. Victor
asseriva: "Se la mia coscienza non c'è, loro non possono
utilizzare il corpo".

Il suono però non è sempre presente, nei modelli di IR4. La


cosa più semplice a cui si possa pensare è che entità diverse
utilizzino passaggi e strumenti diversi per accedere alle varie
parti di un essere umano.
Gli oggetti alieni trovati nel corpo (che non sono impianti di
trasduzione) sono anche spesso oggetti del tutto privi di
tecnologia, che potrebbero avere lo scopo di riorganizzare
energeticamente certe zone, o potrebbero destrutturarle.
Il suono che induce la paralisi, comunque, si presenta anche
in soggetti che non sono portatori di oggetti estranei.
A che scopo tutto ciò? La sofferenza sembra essere il cibo di
queste entità. Esse lavorano sulle nostre parti meno coscienti,
sui nostri difetti di razza, sulle nostre "ombre" psicologiche. Il
lato oscuro è il modo giusto per accalappiare gli umani: è
prontamente disponibile e si gonfia con poco. La paura ne è il
tramite più chiaro e logico. La trappola consiste nel fatto che
se un soggetto cerca di approfondire gli aspetti non ordinari
dell'esistenza, e comincia un percorso di consapevolezza a
livello spirituale, se non procede anche con una
consapevolezza a livello psichico, non gli è data la possibilità
di conoscere realmente né ciò che sta avvenendo né di
isolare i problemi personali che costituiscono la porta di
ingresso della fenomenologia. La fenomenologia abduction,
infatti, si avvale delle esperienze e delle immagini interne
proprie del soggetto per mostrarsi. L'avanzamento solo dal
punto di vista spirituale del soggetto consente alle forze
intrudenti di accedere a livelli più sottili della
consapevolezza universale, accelerando probabilmente
taluni processi creativi generali, svincolati dal singolo.

Tornando al fatto che queste creature diano un'impressione di


artificialità, Dino e io siamo arrivati separatamente alla stessa
conclusione, ossia che questi esseri siano controllati da
strutture superiori. Afferma Dino:
"Queste strutture possono essere enormi e amorfe, buie e
composte dalla sostanza con cui è fatto il "male". Ne possiamo
derivare proprio una fisica, una Fisica del Male". Alla stessa
conclusione arriva uno scienziato molto conosciuto, un fisico:
"Questi fenomeni coinvolgono sicuramente lo Zero Point Field,
la capacità creatrice della coscienza universale (sia nella luce
che nell'ombra), l'universo a più dimensioni delle superstringhe.
Dietro queste bizzarre e spesso spaventose manifestazioni,
c'è una scienza. E in qualche punto dell'universo, anzi dello
Zero Point Field, c'è solo un furbo che si è gonfiato a dismisura
con le nostre paure, e si è trovato gratis il meccanismo della
creazione. Ma un furbo imbecille, perché Dio LO USA, e lui non
lo sa".

Dino afferma:
"I Grigi rappresentano una possibilità concreta da parte delle
strutture amorfe (senza forma che possono assumere forme)
di intervenire sulla nostra terza dimensione. Gli Amorfi possono
interagire con il rapito, ma questo avviene in una vibrazione
diversa, e non in questa. Ho l'impressione che i Grigi
predispongano a un contatto diretto con queste entità,
stimolando il contattato. Credo che se fosse possibile
intervenire sui Grigi, gli altri avrebbero molti più problemi,
anche se la situazione spiritualmente è molto più complessa".
L'ipotesi che quindi formuliamo è quella che vede in campo forze
di ordine più materiale, i Grigi, la cui forma fisica potrebbe
essere ricavata in parte dal DNA umano e da quello animale,
che sarebbero i più adatti a soffermarsi nel nostro mondo
vibrazionale e che avrebbero il compito di consentire il
contatto con forze meno materiali; e forze di ordine via via
meno materiale, gerarchicamente organizzate in senso
spirituale (negativo) e materialmente sempre più rarefatte,
il cui controllo sulla materia viva non può essere diretto, ma
mediato dalle creature grigie o da meccanismi assai più sottili,
che hanno come tramite le strutture del nostro sistema
nervoso centrale, in particolare alcuni tipi di recettori -
con tutta probabilità i recettori serotoninergici. Le visioni,
i disturbi del sonno, i campi di luce che vengono visualizzati
dai soggetti, fanno ritenere che effettivamente le strutture
mesencefaliche vengano coinvolte nel contatto. Alcuni
recettori serotoninergici coinvolti in lesioni, l'uso cronico di
LSD e farmaci agonisti dei recettori serotoninergici -
sembrano i più probabili candidati a fornire il bersaglio
fisiologico a stimoli (interni o esterni?) che si rivelano
fondamentali nel ricreare l'ambiente caratteristico riferito
dagli interessati, e che comprende sia le creature che gli
scenari silenziosi che accompagnano la visione di queste
esperienze. In un modo o nell'altro, l'iperstimolazione o il
blocco di tali recettori potrebbe fornire la base
fisio-neurologica per il manifestarsi del fenomeno.

Dice Dino: "Credo che gli Amorfi usino l'olografia del nostro
sistema percettivo per presentarsi come vogliono, o come noi
vogliamo, ma le cose andrebbero un po' insieme, e raccolgono
pezzettini di ricordi forse vincolati a parti emotive/sensitive.
Ho visto i rettili poche volte, meccanici dinosauri con la pelle
marrone, anche questi specie di cyborg, sono molto aggressivi,
ma son finti anche, molto limitati nel loro campo di azione.
Allo stesso tempo ritengo che tutti questi siano feticci, l'oscuro
reale sta dietro e non deve necessariamente avere una forma
propria... anzi credo che l'oscuro sia la materia prima della Luce,
buia immobile gelata. Probabilmente, avendo in noi la capacità
della creazione (avendo come nucleo inalterabile una Luce
cosmica), attribuiamo loro una forma".

Questa situazione non è univoca, nel senso che non tutta la


fenomenologia IR4 è riportabile esattamente a questo schema,
benché esso funzioni per la maggior parte delle volte.
Dobbiamo avere delle perplessità sull'uniformità delle creature
grigie. Se per gli Amorfi possiamo ipotizzare che le forme siano
dei pretesti subdoli per entrare in contatto con gli esseri umani,
per quanto riguarda i Grigi questo difficilmente può essere vero,
essendo la loro realtà di "esseri di materia" incompatibile con
idee di trasformismo. Vi devono essere diverse "razze" di
creature grigie, razze che si sono anche trasformate nel
tempo. Sims ritiene che siano stati programmati in modo
diverso con il trascorrere degli anni. Questo può essere vero,
e può essere che siano molto più specializzati nell'interferenza
mentale, rispetto a venti o cinquant'anni or sono. Ma si deve
supporre che esitano anche "razze" che sono sfuggite a
questo genere di controllo. Si è ipotizzato di creature che
proseguono una loro linea sperimentale, del tutto ignare che
il "programma" di prelievi biologici a cui dovevano aderire sia
finito. Un'altra ipotesi è che una delle razze di Grigi stia
tentando di riparare i danni provocati da altri esseri. E
probabilmente ve ne è un'altra ancora che non è d'accordo
con quello che sta avvenendo, si tiene in disparte e non
sa come contattarci in modo efficace. Tutte queste
ipotesi richiederebbero un approfondito esame di funzioni
mentali e biochimiche che si trovano al confine con le funzioni
psichiche, per arrivare a capire in che modo l'esperienza
con queste "forze" può arrivare a influenzare la nostra
attenzione, la capacità di trasformare le immagini, la possibilità
di accedere a un mondo non materiale.

Riguardo però le "forme" che sembrano operare in modo più


intrusivo, e che sono viste rispettivamente come: esseri grigi
filiformi, sauri, Man in Black, soldati di vario grado, ombre,
Nordici è ciò che traspare dopo anni di attività è una loro
sostanziale immobilità psicologica. Questo è un lato che si
presta alle speculazioni più pericolose e più ridicole,
contemporaneamente. Per chi, come Dino, si è immerso a
tutto volume nell'esplorazione delle sensazioni, la risposta che
emerge, almeno a grandi linee, pare essere una sola: "Dividi
e controlla: loro sono mutilati e sono rabbiosi per questo,
una rabbia durata milioni di anni".

Il risveglio della coscienza dell'Uomo (circa duemila anni or


sono, nella nostra cultura; in un tempo precedente, nelle
culture orientali; e non mi sospingo oltre) ha creato scalpore,
nel mondo invisibile. Siamo esseri in grado di vivere sia
l'invisibile che il visibile, con le giuste tecniche; siamo quindi
in grado di procedere a un'evoluzione e una conoscenza di
alto livello. Probabilmente nessun altro Essere creato,
nel Cosmo che conosciamo, ha queste caratteristiche.
E' l'opinione anche del fisico citato più sopra: "La coscienza,
concetto un tempo trascendentale, adesso sta diventando
uno dei temi della fisica teorica. Sembra funzionare in
maniera realmente olografica e può essere studiata con le
tecniche di topologia algebrica della meccanica quantistica
non-classica, ma ancora non conosciamo la funzione d'onda
che descrive la coscienza e il suo funzionamento; sappiamo
solo che è legata a uno strano campo quantico, dove
l'informazione non si propaga per segnali che vanno alla
velocità della luce, ma si propaga istantaneamente per
strani effetti di risonanza, innescati da "fattori di passione".
Ci vorranno ancora anni per mettere a punto gli operatori
matematici che ci permettano di capire quantitativamente
come la coscienza interagisca in maniera istantanea con
la materia, l'energia, lo spazio e il tempo, ma ci arriveremo.

La gente comune e l'establishment scientifico non sono pronti,


e allora questo processo evolutivo nella scienza è in corso
a porte chiuse. Ma avviene".

Là fuori, "qualcuno" è rimasto congelato, senza tempo, senza


spazio e senza possibilità di evolvere. La scintilla del contatto
scaturisce dallo scontro tra la rabbia "aliena" per questa
immobilità e l'incoscienza dell'essere umano. Le forze aliene
più visibili e materiali inseguono probabilmente l'obiettivo di
ottenere un corpo costituito da componenti sia fisiche che
astrali, ossia materia sottile e plasmabile. Tale possibilità è
infatti peculiare dell'essere umano e rappresenta esattamente
la sua connessione con l'aspetto divino positivo del Cosmo, e
con la sua possibilità di evoluzione su piani di cui cominciamo
soltanto a comprendere l'esistenza.

Un capitolo particolare sembrano meritare le creature grigie


e filiformi, la cui funzione è inequivocabilmente differente
rispetto a quella della manovalanza "grigia". Le entità longilinee
acquisiscono, nei racconti dei soggetti IR4, una coloratura
affettiva di tipo materno, che tende a tranquillizzare nei
momenti di ira o di paura. Tale senso materno non è reale,
ma si tratta di una attribuzione è una proiezione, in termini
psicologici è che la persona "getta" addosso all'entità.
Altre volte vengono viste persone di famiglia, quando non
i genitori stessi del soggetto, ma tali sembianze umane
sono, verosimilmente, solo proiezioni olografiche. Ciò però
illude il soggetto di far parte di una "famiglia aliena",
scavando un solco sempre più profondo tra lui e i suoi simili,
tra lui e la realtà.
Secondo le nostre riflessioni, la coloritura affettiva sarebbe
sempre collegata a copioni precisi, di cui il più ricordato è
la presentazione degli "esserini", che vengono fatti passare
per ibridi.
Gli "esserini" appaiono come il tentativo di sviluppare una
razza a sé stante, e potrebbero essere costituiti da
materiale vario, tra cui materiale genetico umano.
Questi supposti "ibridi" in realtà sarebbero forme che hanno
una durata di vita molto breve, come se avessero un tempo
di decadimento materiale; o forse il concetto potrebbe
meglio essere sviluppato dicendo che l'aspetto più
materiale di questi esserini non avrebbe una stabilità
atomica o le caratteristiche di coesione maggiori e minori
che invece caratterizzano la materia atomica come noi
la conosciamo. Per ottenere questi esseri, si userebbero
dei campi di contenimento a cui particolari forze
energetiche, visibili come campi elettrici, impartirebbero
sfumature affettive.

Gli Amorfi, ossia la gerarchia superiore di questi esseri, essendo


privi di forma, hanno la necessità di essere contenuta in limiti
riconoscibili e coerenti, che devono anche essere stabili, almeno
per un certo periodo di tempo - che è probabilmente il tempo
necessario alla loro manifestazione.
Attraverso la matrice emozionale umana, e attraverso i campi
elettrici di cui sopra, potrebbe essere sperimentata la possibilità
di creare una forma con un contenuto di ordine emotivo-affettivo.
Gli "esserini" quindi non sarebbero i capostipiti di un'altra razza,
ma solo le "prove tecniche di trasmissione" di forme
emotive-affettive che servono per dare stabilità e forma
agli Amorfi. Il sistema appare rozzo in sé, perché viene escluso
il dato sostanziale dell'inscindibilità, nella natura umana,
degli aspetti emotivi da quelli spirituali, fisici e soprattutto
da quelli legati all'esperienza.

"Parrebbe di avere a che fare con personaggi dotati di poco


spirito critico", commenta Dino.
E' possibile quindi che, con metodi diversi, qualche creatura
d'altra dimensione provochi emozioni varie negli esseri umani,
o spinga la crescita di certe caratteristiche intrinseche (ad
esempio, il coraggio), ma sempre creando degli eccessi,
che vengono separatamente immagazzinati e utilizzati.
Se possiamo rifarci agli insegnamenti di alcuni Maestri, e alle
teorie della fisica quantistica, e quindi considerare per vero
che, accanto al nostro corpo fisico vi sia un corpo
atomicamente più sottile e comunemente denominato corpo
astrale, possiamo ritenere che per le forze extra-dimensionali
sia più importante arrivare a governare quest'ultimo, che non
il corpo fisico, e per vari motivi. Il primo motivo è che il corpo
astrale dura assai di più del corpo fisico. Il secondo motivo
è che una minima parte degli esseri umani impara a percepirlo e
a utilizzarlo, quindi si trova, in buona a sostanza, sempre fuori
dal nostro controllo cosciente. Il terzo motivo è che il corpo
astrale si plasma sotto la spinta dei bisogni e dei desideri
della persona, e quindi, potendo interferire con alcune
componenti recettoriali e biochimiche del nostro sistema
cerebrale, si può guidare la consistenza e le immagini
contenute nella materia astrale, intesa non solo come
campo intorno a un singolo corpo, ma come campo
generale di esistenza (atomicamente più sottile).

Attraverso l'influenzamento del campo della materia astrale,


si giustifica ad esempio la visione di presunti cloni di esseri
umani: il campo astrale acconsente alla formazione di sagome,
poiché in quel campo la questione della "forma" è quasi
irrilevante. Le forme che si creano lì, infatti, sono sempre
guidate da aspetti emotivi, e non rappresentano quindi una
specifica di rilievo, potendo essere modificate a sentimento,
letteralmente parlando. Alcune modifiche sul corpo astrale
di un singolo soggetto possono poi portare a parziali e
momentanee modifiche del corpo fisico e, in qualche raro
caso (ma rimane da dimostrare), alla circolazione, per alcune
ore, di persone che "sembrano" l'originale. Va detto che tale
ipotesi non è mai stata verificata al di là del riporto di
testimonianze sporadiche, a cui bisogna eventualmente
credere sulla parola.
Perché Forze Oscure del Cosmo potrebbero avere desiderio di
possedere caratteristiche intrinseche così complesse
dell'essere umano? La domanda rimane aperta, e forse riguarda
la possibilità che la nostra forma materiale-psico-spirituale
consenta l'accesso a un'evoluzione all'interno di una scala
cosmica, evoluzione dalla quale tutte le forme
energetico-vitali coinvolte negli IR4 sarebbero escluse.

In più di un'occasione ho ascoltato, dai soggetti IR4, il racconto


di una visione, che essi hanno durante il giorno, di una sorta di
vuoto con caratteristiche di risucchiatore. Si tratta di una
immagine che si sovrappone e coesiste con la realtà. Insieme
all'immagine si possono percepire delle parole ( o forse sarebbe
meglio dire che vengono percepiti dei concetti ) che
terrorizzano il soggetto, possono portarlo a gridare, o possono
portarlo a perdere conoscenza. Tale visione non è paragonabile
ai ricordi che possono avere riguardo l'incontro con altri "esseri",
si tratta di un avvenimento diverso, comparabile all'aprire
momentaneamente la coscienza su una realtà chiaramente
differente. Questa realtà non è priva di pesanti elementi di
disturbo per il soggetto, che può sentirsi indebolire fino allo
stremo e fargli percepire l'avvicinamento della morte fisica.

Questo è il racconto di Luisa: "Mi stavo guardando allo specchio


e pensavo ai cerchi nel grano. Improvvisamente mi sono sentita
assorbita all'interno di una sorta di vortice, come se fossi
contemporaneamente in due luoghi diversi e in due età
differenti. Non so in che luogo fossi. C'erano alcuni piccoli esseri
un po' scuri di pelle che mi minacciavano di "togliere la spina".
Mi son sentita come se la mia energia fosse risucchiata, mi
sento male e cado a terra."
Tale tipo di percezione non è usuale, e né nel campo
psichiatrico né in quello psicoanalitico si trovano fenomeni del
genere. Del tutto casualmente, ho trovato in un trattato
di psicoanalisi il racconto di un sogno, della cui importanza mi
sono resa conto solo successivamente (motivo per cui non
ho preso nota del titolo e dell'autore del libro stesso). Il
sognatore, durante la sua analisi personale, aveva sognato
di trovarsi nel deserto, durante una guerra. I soldati venivano
feriti e uccisi intorno a lui. Mentre si domandava sgomento
che cosa stesse succedendo e perché, si accorgeva che nel
cielo, accanto al normale astro del Sole, si trovava una sorta
di vortice, con un cuore nero, che sembrava presiedere la
realtà di dolore e di terrore della guerra circostante. Come
avviene nei sogni iniziatici, il sognatore si rendeva
fulmineamente conto dell'esistenza di una realtà del Male
sovraordinata, di cui la guerra a cui assisteva era una
conseguenza non diretta ma fondamentale per la sua
persistenza; come se la guerra potesse nutrire tale entità.

Il sognatore, resosi conto di questa verità non ordinaria,


altro non poteva fare se non proseguire nell'attività di
soccorso dei feriti, poiché è fuori dal potere degli esseri
umani interferire con l'attività fondamentale di tale entità.
Nel libro, il sogno veniva riportato in quanto presentatosi con
un anno di anticipo rispetto alla prima Guerra del Golfo. A me
però interessò di più la correlazione con le immagini dei soggetti
IR4, poiché la descrizione coincideva. Nell'uno era chiaro
che si fosse trattato di un sogno (da cui il sognatore aveva
tratto un'etica di vita); negli altri era chiaro si trattasse di
una visione palpitante, viva e agente degli effetti nell'immediato.
Eppure, si trattava della stessa cosa.

Nello stesso periodo, mi capitò di studiare uno dei Vangeli


apocrifi, il cosiddetto Vangelo di Nicodemo (con il termine
"apocrifo" si intendevano i testi destinati all'istruzione
superiore degli iniziati, e non adatti alle masse). Questo
Vangelo ebbe origine nel Quarto Secolo, con lo scopo di tenere
viva l'attenzione sulla vita di Gesù, completando i Vangeli
canonici. Il linguaggio con cui è scritto il Vangelo di Nicodemo è
di tipo rivelatorio e la parte della Discesa all'Inferno di Gesù
è molto ricca di una simbologia che ho trovato del tutto attuale.
Soprattutto, ho trovato molto interessante il fatto che l'Inferno,
o Ade, sia considerato un'entità, e non un luogo; e che inoltre
non sia al corrente di quanto accade sulla Terra, ma che abbia
necessita di un emissario chiamato qui Satana o Beelzebub,
per accedere agli accadimenti della dimensione dove esiste
una scansione temporale. Il concetto secondo cui Inferno sia
un divoratore insaziabile ha richiamato il ricordo della
potente sensazione provata dai soggetti IR4 che hanno avuto
la sventura di accedere a questo genere di esperienza (non
tutti, infatti, sembrano arrivare al cospetto di ogni livello di
questa gerarchia di "forze" aliene).
Si potrebbe ipotizzare che l'umanità, sin dai primordi del
Cristianesimo, abbia subito un cambiamento nei livelli di
percezione dell'Invisibile. Non è la sede né io sono la persona
adatta per approfondire temi religiosi e teologici, mi limiterei
quindi a sottolineare questi aspetti che riguardano la psicologia
umana. Il Cristianesimo ha segnato, per il mondo occidentale,
l'inizio della ricerca del significato profondo del contatto con
l'Invisibile. Altri popoli hanno praticato, e ottenuto, questo
contatto, ma nel nostro caso la strada non è stata quella
della condivisione collettiva e dell'immersione collettiva
nell'Invisibile; il Cristianesimo ha aperto la questione della
responsabilità individuale anche nell'incontro con il Divino. Vi
è stato quindi un lungo lavoro, durato circa duemila anni, al
termine del quale sembra che alcuni umani ci stiano
ragguagliando sul fatto che un'entità cosmologica, percepita
fin dall'antichità e descritta in vari modi col passare del
tempo (e la cui descrizione nel Vangelo di Nicodemo potrebbe
essere importante), abbia perduto un genere di potere
sull'umanità in seguito agli avvenimenti descritti nei Vangeli
e sembra stia cercando di riguadagnare tale potere, via via
con metodi sempre più forti e intrusivi. Il fatto che si sia resa
percepibile, che si sia scoperta (e il fatto che abbia messo
alcuni di noi nella condizione addirittura di studiarla!),
potrebbe significare che si trovi alle strette.

Nella battaglia contro queste forze, che finora sono state


interpretate come extraterrestri, ma che non lo sono affatto,
entra quindi in campo la capacità del singolo e dell'intera
umanità di risvegliarsi e comprendere gli aspetti altamente
illusori della componente fisica della materia, comprendere il
pericolo di non essere coscienti delle nostre possibilità come
specie, e quindi facili prede della paura ("Non abbiate paura!",
gridò Giovanni Paolo II all'inizio del Suo mandato, avendo
sicuramente già avuto modo di riconoscere la natura di
questa Realtà).

Dice Dino: "La gente non visualizza la piccola cella dove è


stata schiaffata, pensa di non avere capacità, pensa di essere
mediocre. Tutto ciò è falso, è l'esatto contrario. Chiunque
nasce con doni enormi, perché questa è la nostra natura. La
cella che vedi, io la chiamo ATF (Absolute Terror Field),
materiale infrangibile e impenetrabile, sempre più spesso. Ma
sono convinto che la morte e la sofferenza non ci
appartengano, il nostro compito è nella creazione della vita".

Nel frattempo il padre di Dino è stato sottoposto a un


intervento chirurgico. In quell'occasione, Dino ha raccolto un
racconto:
"Il giorno prima dell'operazione, mentre stava parlando con la
dottoressa, aveva avuto la sensazione che quella discussione
fosse fatta anche da un'altra parte, ovvero che avvenisse in
quel luogo ma anche in un altro non ben definito.
La seconda notte dopo l'operazione, in un dormiveglia, ha visto
un disco blu fuori della finestra: era schiacciato sui poli.
Pensando alla luna, ha fatto un calcolo mentale, e poi è
arrivato alla conclusione che non poteva essere la luna. In quel
momento la stanza ha cominciato a sparire, in concomitanza
con delle vibrazione del corpo; aveva una sensazione di
risucchio. Lui dice che si è trovato in un luogo che non riesce
a definire; dopo ha avuto una sensazione di movimento
molto grossa, come se fosse stato sbattuto indietro sul letto
in contemporanea ad un lampo blu elettrico. Dice che non
aveva paura e che il disco luminoso gli dava tranquillità.
Ho l'impressione che i nostri amici lo abbiamo visitato dopo
l'operazione e che già da prima sapessero cosa stava
succedendo. Così anche mio padre mi ha detto, in pratica,
quello che dicono in tanti, me compreso. Il fatto di avere
avuto quell'operazione ha richiamato l'attenzione e qualcosa
deve essere stato fatto per far fronte ad una modifica del
suo corpo. Non è molto simpatico sapere che questi cosi
ti seguono di generazione in generazione."

Il fratello di Dino, messo al corrente di quanto accaduto circa


un mese dopo, ha raccontato a sua volta alcuni strani sogni;
in uno di questi, lui e Dino vedevano il padre con il volto di un
Grigio; gli strappavano la faccia e, sotto la maschera di gomma
che si rivelava essere, appariva il vero volto del padre.
Qual è perciò il "vero volto", il padre, l'origine cosmica, di
tutto questo mistero? La coscienza e la ricerca di Dino sembrano
svolgersi in pari a quella del fratello, benché i due non siano
propensi a parlare di questi argomenti (il fratello si trovava
anche in un'altra nazione).
Va rimarcato che l'origine genetica di questa famiglia per parte
paterna sembra essere in linea con le ricerche di Derrel Sims,
che afferma l'origine irlandese o scozzese della metà dei
soggetti da lui studiati.
Il padre di Dino presenta una storia di svenimenti da bambino,
ma ciò non è stato valutato e registrato, dato che quest'uomo
trascorse la sua infanzia in collegio. Riferisce che si svegliava
qualche volta in punti diversi dell'enorme collegio, ben lontano
dal suo letto. Gli episodi di svenimento non si sono ripresentati
nell'età adulta. Anche lui riferisce di visite di ombre alte e
incappucciate e di svegliarsi immobilizzato, con la percezione
di esseri presenti nella stanza.

Il semplice risveglio e conoscenza non si dimostra ancora


sufficiente per combattere le interferenze. Dice ancora il nostro
fisico, e noi siamo completamente d'accordo con lui: "Delle
forze aliene positive abbiamo ancora paura, perché non siamo
pronti a incontrarli fisicamente, e allora sistematicamente e
puntualmente sono arrivati quelli negativi (ovvero praticamente
tutti i cosiddetti extraterrestri del campionario ufologico) per
sviarci e ingannarci, per fare in modo che creassimo altre
religioni, per sbatterci in un nuovo Medioevo, fatto di buio e
di dogma immutabile. Ecco perché le investigazioni ufologiche
sono pericolosissime (in particolare le presunte "rivelazioni"),
perché tendono a prendere fischi per fiaschi, e per gettare
disinformazione, creando grande devastazione nella mente
dei pi§ deboli".

E' necessaria una profonda volontà da parte del singolo di


comprendere in quale modo stia dando agio a queste "forze"
di agire nel suo campo vibrazionale. Le tecniche per aprire i
ricordi possono essere utili per risvegliarsi alla realtà del proprio
stato (ammesso e per ora non concesso che siano tecniche
efficaci), ma il campo in cui tutti i ricercatori mollano la presa,
dopo aver esaurito le loro forze nell'invettiva "contro l'alieno",
è un campo dove si richiede il coraggio spirituale di affrontare
la realtà del Male, come entità misurabile e presente, creata,
all'interno del Cosmo.
Fonte:
http://www.camelotchronicles.com/2006/Testi/10antictxt.htm