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come
COSTITUIRE
UNA
ASSOCIAZIONE
di volontariato

4
il Centro
di servizio
per il volontariato
NASCE
CON L’OBIETTIVO
DI SUPPORTARE,
SOSTENERE
E QUALIFICARE
LE ORGANIZZAZIONI
DI VOLONTARIATO

E PIÙ IN GENERALE
DI ESSERE AGENTE
DI SVILUPPO
DEL VOLONTARIATO
E DELLA CULTURA
DELLA SOLIDARIETÀ.

Diamo una mano a chi dà una mano.
come
COSTITUIRE
UNA
ASSOCIAZIONE
di volontariato
come costituire
un’associazione di volontariato

PREMESSA
Questo documento è utile per tutti coloro i quali vorrebbero costituire
una associazione o, meglio, Organizzazione di Volontariato (OdV), con
un obiettivo che può essere di qualsivoglia genere: l’assistenza ai disabili,
la tutela dell’ambiente, il soccorso, la protezione civile, etc..
Spesso si parla di Organizzazioni di Volontariato, in termini generici,
stando globalmente ad indicare tutte quelle associazioni che si occupano
di finalità solidali senza scopo di lucro: in realtà tali enti associativi sono
i c.d. “Enti non profit”, una categoria molto ampia che comprende sva-
riate tipologie associative (si vedrà, nella trattazione, come riconoscerle
e individuare a quale si appartiene..) e che sta generalmente ad indicare
tutte quelle associazioni che non hanno scopo di lucro, ovvero che non
hanno fini commerciali.
All’interno di questo macro-categoria di genere di Enti non profit, si pos-
sono distinguere, poi, tutte le specie associative: associazioni culturali,
ONLUS, Fondazioni, Comitati e, categoria associativa sulla quale si con-
centra la trattazione, Organizzazioni di Volontariato.
Il mondo del non profit è complesso e articolato: non esiste ancora, no-
nostante sia stato auspicato da più parti, un testo unico del volontariato,
e le fonti normative sono diverse anche cronologicamente e a volte diffi-
cilmente concordabili tra loro.
La presente pubblicazione intende essere un documento orientativo: i
CSV offrono servizi di consulenza e accompagnamento alle Organizza-
zioni di Volontariato.
I testi normativi completi (in calce si riportano solo le norme “base”
del volontariato) e la modulistica necessaria per la costituzione e la
gestione di una Organizzazione di Volontariato sono a disposizione sui
siti dei CSV.

3
Costituire un’associazione
ASPETTI GENERALI E NORMATIVI
Se si considera cosa sia il volontariato, è evidente che esso è sempre
esistito e non è possibile fissare una data di inizio... Si può generica-
mente definire “volontariato”, infatti, l’attività volontaria e gratuita di un
gruppo di persone a favore di soggetti bisognosi di aiuto o a favore della
collettività.
Di seguito si riporta un breve excursus della normativa del non profit e
del volontariato.

Le “origini” legislative del Non profit

Il Codice Civile (1942) è il primo documento normativo dove viene tratta-
to l’associazionismo: il Titolo II (artt. 14-42) disciplina, con le Fondazioni,
le associazioni riconosciute (Capo II artt. 12-35) e, unitamente ai Comita-
ti, le associazioni non riconosciute (Capo III artt. 36-42).
Le associazioni riconosciute hanno ottenuto la c.d. autonomia patrimo-
niale perfetta, che consente loro di distinguere il patrimonio dell’associa-
zione da quello dei suoi amministratori.
Dato il considerevole patrimonio di cui l’associazione deve essere titola-
re per inoltrare domanda di tale riconoscimento, la maggior parte delle
associazioni esistenti sono non riconosciute ed è rilevante notare come
le norme del Codice Civile, pur create per le associazioni riconosciute
si applichino, dove non diversamente disciplinato, anche a quelle non
riconosciute1.
Le principali norme in tema di associazionismo del Codice Civile si può
riassumere in alcuni punti chiave:

• Differenza tra associazioni e fondazioni (art. 14 c.c.):
Le fondazioni devono essere costituite con atto pubblico (per il cui
perfezionamento è necessario l’intervento di un notaio o di un altro
pubblico ufficiale cui la legge conferisce il potere di attribuire pub-
blica fede ad un atto); esse possono essere costituite anche con testa-
mento. Per quanto concerne le associazioni, invece, l’atto costitutivo
è rappresentato da un contratto per il quale la legge non prescrive

1. Per una trattazione approfondita del tema del riconoscimento giuridico e l’autonomia
patrimoniale, si vedano i cenni al capitolo “Il riconoscimento della personalità giuridi-
4 ca” nel testo e la pubblicazione Strumenti n. 11 La responsabilità degli amministratori e
degli enti di volontariato, edito dal CSV di Verona.
alcuna formalità, e che quindi potrebbe essere valido anche se fatto
con semplice scrittura privata o addirittura oralmente.

• Contenuti dell’atto costitutivo (art. 16 c.c.):
L’atto costitutivo deve contenere il nome dell’ente e il suo scopo, il
patrimonio e la sede, nonché le norme sull’amministrazione. Nel ca-
so delle associazioni, l’atto costitutivo deve indicare anche i diritti e
gli obblighi degli aderenti e le condizioni della loro ammissione; per
le fondazioni, invece, è necessario indicare i criteri e le modalità di
erogazione delle rendite.

• Norme relative all’assemblea dei soci (artt. 20-21-23 c.c.):
L’assemblea delle associazioni, composta dai rispettivi soci, deve
essere convocata almeno una volta all’anno per l’approvazione del
bilancio; essa dev’essere altresì convocata quando se ne ravvisa la
necessità o quando lo richiedono, motivatamente, almeno un decimo
degli associati. In caso di mancata convocazione da parte degli am-
ministratori, questa può essere ordinata dal presidente del tribunale.
L’assemblea ordinaria delibera a maggioranza dei voti, essendo pre-
sente almeno la metà degli associati (in seconda convocazione è suf-
ficiente la maggioranza dei presenti).
La legge dispone inoltre due casi di assemblea straordinaria (ma l’as-
sociazione può prevederne altri), in cui è necessaria una maggioran-
za c.d. qualificata: per la modificazione dello statuto, ove non sia
diversamente disposto dallo statuto (comunque prevedendo sempre
un quorum costitutivo superiore alla metà dei soci), è necessaria la
presenza di almeno tre quarti degli associati e il voto favorevole della
maggioranza dei presenti, per lo scioglimento dell’associazione, in-
vece, è necessario inderogabilmente il voto favorevole di almeno tre
quarti dei soci.
Le deliberazioni dell’assemblea contrarie alla legge, all’atto costitutivo
o allo statuto possono essere annullate, su istanza di qualunque asso-
ciato o degli organi dell’ente, oppure del pubblico ministero. In caso
di annullamento rimangono comunque salvi i diritti dei terzi acquisiti
in buona fede a seguito dell’esecuzione della delibera invalidata.

• Norme relative alla responsabilità dei soci (art. 18 c.c.):
Gli amministratori sono responsabili verso l’ente secondo le norme
del mandato (artt.1710 ss c.c.) e non è responsabile l’amministratore
che non abbia partecipato all’atto che ha causato il danno, salvo il
caso in cui, essendo a conoscenza che l’atto si stava per compiere, 5
Costituire un’associazione
egli non abbia manifestato (facendolo mettere per iscritto nel verbale)
il proprio dissenso2.

La Costituzione italiana del 1948 contiene importanti principi in tema di
associazionismo, come la libertà di associazionismo dell’art. 18 Cost. e
i principi di democraticità e uguaglianza (artt. 2-3 Cost.). Sono proibite
esclusivamente le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche in-
direttamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.

Principali norme del volontariato

A partire dal 1991, il Legislatore, prendendo atto di quello che era un
fenomeno da sempre esistente, il volontariato, ha disciplinato le varie
tipologie di associazioni in diverse leggi.

Le principali norme in tema di volontariato cui fare riferimento sono le
seguenti:

- Legge 11 agosto 1991, n.266: legge-quadro che, a livello nazionale,
stabilisce i principi fondamentali del rapporto tra istituzioni pubbliche
e associazioni di volontariato e disciplina i principi fondanti della ma-
teria, come, ad esempio, cosa si intende per “attività di volontariato”
(art.2) e quali sono le regole da seguire in materia di convenzioni tra
organizzazioni e soggetti pubblici (art.7).
Tale norma è senz’altro il principale riferimento, unitamente alla nor-
mativa regionale, delle Organizzazione di Volontariato e si riserva al
capitolo apposito (capitolo Organizzazione di volontariato) la tratta-
zione puntuale delle disposizioni principali.

- Legge Regionale Veneto 30 agosto 1993, n.40: la Regione Veneto, con
questa norma che contiene numerosi principi di riferimento per le
Organizzazioni venete, accoglie le linee guida della L.266/91 e inte-
gra tali disposizioni. La L.R. 40/93 istituisce il Registro regionale del
volontariato e l’Osservatorio regionale sul volontariato e disciplina i
rapporti tra organizzazioni di volontariato e istituzioni pubbliche.

- Decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n.361:

6 2. Sul tema della responsabilità si rimanda a Strumenti n. 11 La responsabilità degli ammi-
nistratori e degli enti di volontariato edito dal CSV di Verona.
detta le norme per l’acquisto della personalità giuridica, istituendo
il relativo registro presso la Regione e presso il Prefetto (a seconda
che la personalità giuridica si estenda in ambito regionale o sovra-
regionale).

- Legge 7 dicembre 2000, n.383: introduce e disciplina le Associazioni
di Promozione Sociale (APS), dettando un regime particolare e par-
zialmente derogatorio di quanto dettato nel Codice Civile, in materia
di associazioni3.

- Legge 26 febbraio 1987, n.49: disciplina l’intervento di soggetti pri-
vati nel settore della cooperazione internazionale allo sviluppo, che
si affianca all’intervento di tipo pubblico in materia. Tali soggetti ven-
gono denominati Organizzazioni non Governative (ONG) e la legge
disciplina le modalità operative di tali soggetti e il loro rapporto con il
soggetto pubblico.

- Legge 8 novembre 2000, n.328: pone le basi affinché il sistema di
servizi sociali si conformi ai principi di sussidiarietà verticale e oriz-
zontale, disponendo la cooperazione e concertazione tra enti pubbli-
ci e enti non profit nella progettazione e programmazione sociale. Si
disciplina tale rapporto specie relativamente ai Piani di Zona.

- Decreto Legislativo 4 dicembre 1997, n.460: disciplina non una
“nuova” categoria di soggetti, le Organizzazioni Non Lucrative di Uti-
lità Sociale (ONLUS), ma un concetto trasversale, un regime fiscale
agevolativo cui possono accedere diverse categorie di enti non profit.
Il Decreto disciplina quali soggetti possono godere di tale regime, le
condizioni e i benefici fiscali.

3. Sul tema si veda il Dossier Le Associazioni di Promozione Sociale edito dal CSV di Ve-
rona.
7
Costituire un’associazione
COSTITUIRE UNA ASSOCIAZIONE
Per “costituzione dell’associazione” si intende il contratto associativo tra
più soggetti per formare l’organizzazione attraverso la quale si intende
perseguire lo scopo di solidarietà sociale.
Il Legislatore non prescrive una forma particolare per il contratto associa-
tivo, se non in determinati casi, tuttavia è senz’altro consigliabile redigere
atto costitutivo e statuto in forma scritta e provvedere alla registrazione al
fine di conferire una certezza legale a tali atti.
Vedremo, nel capitolo successivo, che esistono varie tipologie di asso-
ciazioni, tuttavia qualunque associazione per costituirsi necessita di: atto
costitutivo, statuto e codice fiscale.

Elementi necessari per la costituzione

A) Atto costitutivo
Si può considerare “l’atto di nascita di una associazione”, ed è un atto
che attesta la costituzione di una associazione in una determinata da-
ta, in un determinato luogo e da parte di alcuni soggetti, minimo tre,
detti “costituenti”.
L’atto costitutivo riporta il nome dell’associazione, le firme dei costi-
tuenti e l’attribuzione delle cariche pro tempore: nell’atto costitutivo
viene, cioè, specificato quale dei costituenti acquisisce la carica, ad
esempio, di Presidente, di Vice-Presidente o di membro del Consiglio
Direttivo.

B) Statuto
È un atto che contiene l’insieme di regole che l’associazione si attri-
buisce: ogni tipo di associazione dovrà seguire criteri normativi dif-
ferenti, dati dalle prescrizioni per quella determinata fattispecie asso-
ciativa. Così una Organizzazione di volontariato (OdV) nel redigere lo
statuto seguirà le indicazioni della legge sul volontariato (L. 266/91),
una Associazione di Promozione Sociale (APS) quelle della norma
sulla promozione sociale (L.383/00), e così via per le altre tipologie
associative.
Lo statuto può essere modificato, pur rispettando il procedimento ag-
gravato di modifica imposto dall’art.21 c.c.: è necessaria una maggio-
ranza dei tre quarti dei soci per costituire validamente l’assemblea che
modifica lo statuto e l’approvazione delle modifiche deve avvenire
8 con la maggioranza assoluta dei consensi dei soci presenti.
C) Codice fiscale
È necessario per relazionarsi con la Pubblica Amministrazione e per
compiere atti legati amministrativi (ricevere contributi, donazioni,
etc.)
Si fa richiesta del modulo “Attribuzione del Codice Fiscale”(mod.
AA5) presso l’Agenzia delle Entrate territorialmente competente (si
guarda alla sede legale dell’associazione per l’individuazione e allo
sportello dell’Agenzia delle Entrate di riferimento) e contestualmente
il C.F. viene rilasciato.
L’attribuzione del C.F. non comporta spese per l’Associazione.
La richiesta deve essere inoltrata dal rappresentante legale dell’asso-
ciazione o da un suo delegato, provvisto, quindi, di delega e fotoco-
pia della carta d’ identità del rappresentante legale.

È molto importante ricordare che, tra gli adempimenti formali dell’as-
sociazione durante la vita associativa, vi è quello di aggiornare
l’Agenzia delle Entrate, sempre con il medesimo modulo, di ogni
variazione che si opera relativa alla richiesta di C.F. (ad esempio,
cambiamento del nome, della sede, del Presidente, etc.). Le modi-
fiche sono da comunicare entro 15 gg. all’Agenzia delle Entrate ter-
ritorialmente competente: non verrà modificato il C.F. attribuito ma
verranno aggiornati i dati relativi.

A questo livello l’associazione è regolarmente costituita e può operare
come associazione, cioè relazionarsi con soggetti privati o enti pubblici
senza alcun riconoscimento proveniente “dall’alto”, cioè da una Auto-
rità costituita, data la possibilità dei cittadini di associarsi liberamente;
diritto questo garantito, come visto, dalla Costituzione italiana.

L’associazione così costituita, però, non avendo avuto alcun tipo di con-
trollo formale, non godrà di alcuna agevolazione fiscale (non potrà as-
solutamente, ad esempio, dichiararsi “ONLUS”, dato che non si è sot-
toposta alla procedura necessaria presso l’ Agenzia delle Entrate) e non
potrà accedere a contributi pubblici per i quali sia richiesta, ad esempio,
l’iscrizione al Registro regionale del volontariato o la qualità di ONLUS.

9
Costituire un’associazione
NOTA

È necessario recarsi presso il notaio per redigere atto costitutivo e
statuto?
La forma necessaria per redigere atto costitutivo e statuto si rivela
essere molto spesso fonte di malintesi: non è indispensabile dare a
questi atti la forma dell’atto pubblico tramite notaio, è sufficiente
una scrittura privata (di cui si consiglia la registrazione).
La forma del documento si lega esclusivamente ad una questione di
“certezza dell’atto”: se l’atto viene redatto in forma semplice potreb-
be accadere che venga messa in discussione la datazione o comun-
que la certezza dell’atto e non vi sarebbe maniera di provare che
l’atto, ad esempio, non è stato modificato successivamente alla sua
approvazione da parte dei costituenti. Attuando una procedura di
formalizzazione dell’atto, invece, in una eventuale sede processuale
si ha una prova di certezza di tipo medio, se la scrittura privata è stata
autenticata o registrata presso l’Agenzia delle Entrate, di tipo assolu-
to se l’atto è stato fatto tramite atto pubblico (notarile).
Una forma particolare, quindi, è necessaria a fini probatori esclusiva-
mente per tutelarsi da eventuali impugnazioni dell’atto in relazione
alla sua datazione.
Vi sono casi, tuttavia, in cui una determinata forma è richiesta non
dalla legge ma dalla prassi: per l’iscrizione presso i Registri regionali
o l’Anagrafe della ONLUS è necessario presentare atto costitutivo e
statuto o registrati presso l’Agenzia delle Entrate o redatti con atto
pubblico presso il notaio.
L’associazione che voglia quindi iscriversi presso un Registro, può
scegliere tra le procedure di redazione di atto pubblico, autenticazio-
ne o, è questa l’ipotesi più economica e rapida per l’OdV, registrazio-
ne di una scrittura privata.
Si precisa, invece, che l’atto pubblico è la forma necessaria per re-
digere l’atto costitutivo e lo statuto di una associazione che intenda
inoltrare domanda di riconoscimento della personalità giuridica.

Registrazione di atti dell’associazione

10 Come sopra descritto, la forma giuridica in cui redigere l’atto costitutivo e
lo statuto di una associazione (ma in realtà ciò si può applicare a tutti gli
atti dell’associazione) non è imposta per legge, salvo espresse previsioni.
Tali atti dunque possono essere redatti con la forma dell’atto pubblico o
con la forma della scrittura privata registrata, certamente più agevole.
La registrazione degli atti dell’associazione viene effettuata presso gli Uf-
fici dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competenti4: è necessario
aver già ottenuto il rilascio del Codice Fiscale e consegnare doppia copia
originale dell’atto da registrare, dopo aver provveduto al pagamento, tra-
mite Modello F23, degli oneri relativi alla registrazione.
Tali oneri, in genere, corrispondono a imposta di bollo, imposta di regi-
stro e spese di registrazione.
In questa sede si fa solo cenno alle agevolazioni fiscali per le OdV previ-
ste dall’art.8 L.266/91, che dispone l’esenzione dell’imposta di bollo e di
registro per tutti gli atti connessi allo svolgimento delle proprie attività.
L’esenzione dall’imposta di bollo è prevista anche per le ONLUS (art.17
D.Lgs 460/97), mentre è ridotta a misura fissa (attualmente 168 Euro) l’im-
posta di registro.
La registrazione si richiede compilando, presso l’Ufficio medesimo, il
Modello 69 di richiesta di registrazione.
Una volta effettuata la registrazione dell’atto, una copia registrata verrà
trattenuta presso l’Agenzia delle Entrate e una copia registrata verrà con-
segnata all’associazione.
Si ribadisce che tale procedura, da non confondere con l’iscrizione della
OdV nel Registro regionale del volontariato (capitolo Iscrizione della OdV
nel Registro regionale del volontariato), non esamina le attività dell’asso-
ciazione o i requisiti dello statuto, ma si limita ad una registrazione for-
male dell’atto: il documento registrato ha certezza legale dalla data della
registrazione ed ogni sua modifica dovrà essere registrata nuovamente
con la medesima procedura.

4. Per individuare l’ufficio territorialmente competente è necessario guardare al Comune
dove si trova la sede legale: si può consultare l’elenco degli uffici al sito www.agenzia-
entrate.it.
11
Costituire un’associazione
QUALE ASSOCIAZIONE
Un documento informativo che tratti di come costituire un’associazione,
deve porre prima di tutto una domanda fondamentale:”Che associazione
sei..?”.
Esistono diversi tipi di associazione e, per individuare a quale categoria
si appartiene, è necessario delineare chiaramente il tipo di attività che si
svolge o che si vuole svolgere, le modalità e gli aspetti con cui si intende
svolgere la suddetta attività e quali sono i destinatari di tale attività.
È necessario ricordare che non si può cambiare l’attività a seconda del
tipo di associazione che si vuole essere: una associazione nasce, nelle
volontà dei soggetti costituenti, per svolgere una determinata attività che
vada ad occuparsi di soggetti o di beni della collettività che si desidera
tutelare…Solo successivamente si “indossa la veste” legislativa che corri-
sponde alla propria soggettività; alterare una attività, o snaturare la pro-
pria associazione, per rientrare in un tipo di associazione piuttosto che
in un altro, si rivela essere molto spesso un atto controproducente per la
stessa associazione.
Le differenze più macroscopiche sono quelle tra associazioni in genere,
fondazioni e comitati che possono essere schematizzate come segue:

Descrizione Associazione Fondazione Comitato
Struttura aperta e de- È contraddistinta dal­ Struttura chiusa, ri-
Caratteristiche

mocratica fondata sui l’assenza di soci e si stretta ai soli promo-
soci: tutti i soci han- fonda su un patrimo- tori
no diritti uguali (“una nio
testa-un voto”)

Scopi solidaristici (per Scopi culturali-soli- Promozione o realiz-
altri soggetti o per la daristici individuati zazione di una ma-
Scopi

collettività) dal fondatore da per- nifestazione (anche
seguire tramite l’am- ripetuta)
ministrazione del pa-
trimonio

Nella generica categoria di “associazione” rientrano numerose tipologie
associative molto differenti tra loro. Trascurando in questa sede le Asso-
12 ciazioni Sportive Dilettantistiche o quelle culturali, si esaminano nello
specifico le Organizzazioni di Volontariato, distinguendole da un’altra
tipologia associativa, le APS (Associazioni di Promozione Sociale), da cui
spesso si fatica a distinguere le OdV. Si inquadrerà, inoltre, una ulteriore
figura, di genere non civilistico bensì fiscale, quella di ONLUS.

Non sembra superfluo ricordare che lo statuto dell’associazione do-
vrà rispettare le indicazioni della normativa propria di ogni catego-
ria, sia per quanto riguarda l’indicazione delle attività svolte, sia per
quanto riguarda gli aspetti formali dell’atto.

Organizzazione di Volontariato (OdV)

Sono le associazioni disciplinate dalla Legge quadro sul volontariato n.
266/91 e dalla normativa regionale in materia, prima fra tutte la Legge
Regionale n. 40/93. Queste norme, cui si è aggiunta successivamente la
DGR n. 4314, 29 Dicembre 2009, delineano quali siano le caratteristiche
dell’attività delle OdV: si riportano di seguito i riferimenti a tali norme
con la esplicitazione dei principi che esse pongono in merito alla attività
di OdV, per poi riassumere queste norme in un elenco schematico con
l’indicazione delle caratteristiche che una OdV deve avere e dei requisiti
formali che deve riportare lo statuto.

L.266/91
L’attività della OdV deve essere svolta in modo:
(art. 2 L.266/91)
• personale: deve essere svolta da persone; questo aspetto si interpreta
in senso restrittivo, tale da potersi configurare, come soci dell’associa-
zione, esclusivamente, persone fisiche (e non giuridiche);
• spontaneo: l’attività di volontariato non può essere indotta o imposta
ad un soggetto, ma totalmente libera e senza vincoli (ad eccezione,
ovviamente, di alcune regole che l’associazione può inserire nello
Statuto per meglio disciplinare l’attività dei volontari);
• gratuito: l’attività non può avere scopo di lucro, nemmeno indiretto
e deve essere esercitata esclusivamente per fini di solidarietà; si deve
interpretare questo come un divieto generale di configurare un qua-
lunque tipo di beneficio anche indiretto per i soci. L’attività, dunque,
non potrà mai essere rivolta anche ai soci ma solo a soggetti esterni
all’associazione. 13
Costituire un’associazione
L’associazione non può avere in nessun caso finalità lucrative: ciò
implica il divieto di distribuire tra i soci eventuali risorse o avanzi di
gestione.

Tali principi vengono ribaditi anche dalla L.R.40/93 art.2.

Perchè l’associazione sia OdV, esso si deve avvalere delle prestazioni,
per l’appunto, personali, volontarie e gratuite dei propri volontari in
modo determinante e prevalente (art.3 L.266/91): ciò ad indicare che,
nonostante le OdV possano assumere lavoratori o prestatori di lavoro
autonomo, purchè essi non siano volontari dell’associazione5, l’attività
istituzionale deve essere svolta in maniera determinante dai volontari e
non dai lavoratori dipendenti o autonomi. Tale regola dell’apporto deter-
minante ad opera dei volontari, rispetto a quello di soggetti retribuiti, è da
valutarsi non solo con parametri quantitativi (ore impiegate), ma anche in
relazione alla tipologia di attività svolta.

Si riporta, inoltre, come l’OdV, ex art.4 L.266/91, abbia l’obbligo di
assicurare i propri aderenti che prestano attività di volontariato, per
malattia, infortunio e responsabilità civile verso terzi6.

L.R.40/93
L’attività della OdV è quella svolta:
“per soli fini di solidarietà e verso terzi con l’esclusione di ogni scopo
di lucro e di remunerazione, anche indiretti…mediante prestazioni per-
sonali a favore di altri soggetti o di interessi collettivi degni di tutela da

5. Si ricorda, in questa sede, che l’OdV può, ex art. 3 L.266/91, assumere personale di-
pendente o avvalersi di lavoratori autonomi, nei limiti necessari al suo funzionamento
o per specializzare l’attività svolta, purchè essi non siano volontari dell’associazione,
data l’incompatibilità della qualità di volontario con forme di rapporto patrimoniale
(art.2 L.266/91) che non può vedere retribuita la propria attività in alcun modo, ecce-
zion fatta per il rimborso delle spese documentabili effettivamente sostenute per conto
dell’associazione (art. 2 L.266/91).
6. L’obbligo di assicurare i volontari, l’adempimento del quale è condizione necessaria
per l’iscrizione al Registro regionale del volontariato, è approfondito e illustrato in CSV
14 Strumenti n. 2 Le assicurazioni per le organizzazioni di volontariato edito dal CSV di
Verona.
parte della comunità” (Art. 2 L.R. 40/93): questa previsione comporta che
l’attività deve essere diretta. Non è sufficiente, quindi, che il volontario
operi nella raccolta fondi per agevolare le attività di un’altra associazione
o che svolga una attività di sensibilizzazione o promozione, ad esempio,
della tutela ambientale. È possibile, invece, che una associazione di tute-
la ambientale che svolga una attività di recupero, cura o valorizzazione
concreta di un bene culturale o ambientale (es. gestione di una zona ver-
de o manutenzione di un monumento) e che, ai fini di tale attività, svolga
anche marginalmente una attività di sensibilizzazione, sia iscrivibile al
Registro regionale del volontariato.

Lo stesso art.2 della L.R.40/93 precisa che “restano escluse le attività che,
pur avendo finalità di solidarietà, non consistono nell’erogazione di ser-
vizi né nello svolgimento di prestazioni materiali o morali”, a rimarcare
come l’attività debba non solo essere diretta al soggetto o all’oggetto (nel
caso di un bene ambientale o culturale) di cui l’associazione si occupa,
senza intermediari, ma anche concretizzarsi in prestazioni materiali o
morali, ovvero prestazioni tangibili e che, in ogni caso, non si limitino ad
opera di promozione o sensibilizzazione.

DGR n.4314/09
La Regione Veneto, con DGR n. 4314 del 29 Dicembre 2009, ha ulte-
riormente specificato quali sono le attività di OdV, individuando quattro
categorie di attività (o ambiti) in cui devono operare le OdV per essere
iscritte al Registro regionale del volontariato7:
1) Ambito sociale: rientrano in questo ambito le attività dirette immedia-
tamente ed in via prevalente alla
- valorizzazione della persona e della famiglia come nucleo fonda-
mentale della società;
- assistenza al soggetto nei momenti del bisogno, necessità e disagio
sia fisico che psicologico;
- educazione e prevenzione volte al reinserimento sociale della per-
sona, anche attraverso la tutela dei diritti civili nei confronti di
soggetti svantaggiati e delle famiglie disagiate.
2) Ambito Socio-Sanitario: rientrano in questo ambito le attività dirette im-
mediatamente ed in via prevalente alla tutela della salute del cittadino

7. Si ricorda che una OdV non deve necessariamente essere iscritta nel Registro regiona-
le del volontariato della Regione Veneto per operare: una OdV che voglia richiedere
l’iscrizione, deve, però, certamente conformare il suo statuto e la sua attività alle dispo-
sizioni nazionali e regionali in merito.
15
Costituire un’associazione
e si estrinsecano in interventi a sostegno dell’attività sanitaria di preven-
zione, cura e/o riabilitazione fisica e psichica del medesimo, in assenza
dei quali l’attività sanitaria non può svolgersi o produrre effetti.
3) Ambito tutela dell’ambiente e dei beni culturali : rientrano in questi
obiettivi le attività direttamente e concretamente rivolte a
- tutela e valorizzazione del patrimonio delle zone di interesse ar-
cheologico, recupero alla collettività dei beni culturali e artistico
-monumentali in stato di abbandono;
- conservazione, salvaguardia e tutela dell’ambiente e dei relativi
processi ecologici a garanzia dell’equilibrio naturale;
- salvaguardia e protezione di specie animali in via di estinzione e
soccorso di animali dall’attività dei quali possano derivare effetti
benefici sull’uomo (ed es. : addestramento cani per i ciechi, per il
soccorso a persone infortunate in alta montagna, etc..).
4) Ambito Soccorso e Protezione Civile: rientrano in questo obiettivo
le attività rivolte al trasporto di malati, al pronto soccorso, di pronto
intervento in caso di calamità naturali e tutte quelle attività comprese
nel concetto più ampio di “ Impegno e Protezione Civile “.

Le associazioni che operano in più ambiti devono indicare quello
dell’attività prevalente.

La DGR n. 4314/09 statuisce anche il principio per il quale l’associa-
zione, per poter essere iscritta come OdV, deve operare all’interno della
Regione Veneto: una associazione che, come attività principale, sosten-
ga progetti in Paesi terzi, ad esempio, non vedrà accettata la richiesta di
iscrizione, in quanto non OdV. Si ammette, invece, che una OdV possa
svolgere una porzione marginale della propria attività all’estero purchè
l’attività principale sia all’interno del territorio regionale.

In relazione al nome dell’associazione, la DGR n. 4314/09 dispone che
la denominazione ufficiale non debba dar adito a incertezze e/o confu-
sioni con altre strutture, enti, organizzazioni, in particolare di carattere
economico, partitico, politico, religioso.

La DGR n. 4314/09 disciplina ulteriori aspetti relativi alla procedura di
iscrizione al Registro regionale del volontariato, per la trattazione dei
quali si rimanda al capitolo Iscrizione della OdV nel Registro regionale
16 del volontariato.
Elenco delle caratteristiche della attività di OdV

Si ricapitolano schematicamente le caratteristiche che si ricavano dalle
diverse fonti normative citate quali requisiti che una associazione, per
avere i requisiti di OdV e poter conseguentemente iscriversi al Registro
regionale del volontariato:
1. attività in uno dei quattro ambiti previsti dalla DGR 4314/09;
2. attività diretta e materiale;
3. attività nei confronti di terzi e non dei soci;
4. attività prevalente dei volontari (e non di soggetti retribuiti);
5. operatività nel territorio regionale.

Le previsioni che devono essere presenti nello statuto di una OdV sono
pertanto le seguenti:
• riferimenti alla legge cui adegua la propria attività e il proprio statuto
(L.266/91);
• attività in uno dei quattro ambiti della DGR 4314/09;
• assenza di fini di lucro dell’associazione (artt.2, 3 L.266/91 e art.2
L.R.40/93);
• democraticità della struttura associativa8 (art.3 L.266/91);
• maggioranze necessarie per la costituzione e la validità delle delibe-
razioni dell’assemblea sia ordinaria che straordinaria (art.21 c.c.)9;
• elettività delle cariche associative, (senza predeterminazione nello
statuto o nell’atto costitutivo e senza determinazione da parte di sog-
getti esterni all’associazione) (art.3 L.266/91);
• gratuità delle cariche associative (art.3 L.266/91);
• gratuità delle prestazioni fornite dagli aderenti (art.3 L.266/91);
• modalità di ammissione e di esclusione degli aderenti (art.3
L.266/91);
• obblighi e diritti degli aderenti (art.3 L.266/91);
• obbligo di formazione del bilancio, dal quale devono risultare i beni, i

8. La democraticità della struttura, disposta dall’art.3 L.266/91, ma in realtà principio co-
stituzionale fondante di una associazione basata sul perseguimento comune di uno
scopo, quindi democratica per natura, è un principio di difficile esplicazione: implica
che non possono esservi soci di diritto, né limitazioni al diritto di proporre domanda
di ammissione all’associazione e non possono essere previste cariche di diritto, ma le
cariche devono essere attribuite secondo un democratico metodo elettivo. In generale,
comunque, il rispetto di questo principio comporta una struttura rispettosa dei diritti dei
soci e della partecipazione democratica alla vita associativa.
9. Vedi nelle Norme relative all’assemblea dei soci nel capitolo Le “origini” legislative del
non profit.
17
Costituire un’associazione
contributi o i lasciti ricevuti nonché le modalità di approvazione dello
stesso da parte dell’assemblea (art.3 L.266/91);
• previsione secondo cui, in caso di scioglimento, estinzione o cessa-
zione dell’organizzazione, i beni che residuano dopo la liquidazione
sono devoluti ad altre organizzazioni di volontariato operanti in iden-
tico o analogo settore (norma inderogabile) (art.5 L.266/91);
• perseguimento esclusivo di fini di solidarietà sociale a beneficio di
terzi o interessi collettivi degni di tutela da parte della comunità (art.2
L.266/91);
• è composta da sole persone fisiche (art.2 L.266/91);
• trae le risorse economiche per il funzionamento e lo svolgimento della
propria attività da contributi degli aderenti, di privati, dello Stato, di isti-
tuzioni pubbliche finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche e
documentare attività o progetti, di organismi internazionali nonché da
donazioni e lasciti testamentari, dai rimborsi derivanti da convenzioni,
da entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali, da
ogni altra entrata ammessa ai sensi della L.266/91 (art.5 L.266/91);
• gode di piena autonomia gestionale, patrimoniale e finanziaria (solo
per associazioni con articolazioni territoriali di associazioni comples-
se, ad esempio, nazionale-provinciale) (DGR 4314/09)10;
• è composta da associazioni che hanno già ottenuto l’iscrizione al
Registro regionale del volontariato o comunque iscrivibili (solo per
associazioni di secondo livello, cioè coordinamenti o, comunque, as-
sociazioni di associazioni nelle quali ogni associazione membro deve
essere iscritta o iscrivibile) (DGR 4314/09);

Talune previsioni molto ampie e mutevoli nel tempo, quali ad esempio
le modalità di elezione delle cariche associative, possono essere discipli-
nate nello statuto nelle linee fondamentali, per poi essere descritte detta-
gliatamente nel Regolamento dell’associazione, documento interno che
disciplina gli aspetti più prettamente organizzativi della vita associativa e
che deve essere coerente con atto costitutivo e statuto.

Per individuare una OdV, quindi, si devono prendere in considerazione
tutti questi requisiti, sia dal punto di vista dell’attività che dal punto di
vista della forma.

10. L’associazione (pur se sede locale di una articolazione più grande, ad esempio, na-
zionale) deve essere indipendente da qualsiasi altro ente. Non sono OdV iscrivibili al
18 Registro, pertanto, gli enti che non operano in piena autonomia, ma che costituiscono
mere articolazioni “operative” territoriali di organizzazioni complesse.
Associazione di promozione sociale (APS)11

Le APS sono disciplinate dalla L. 383/2000 che, nell’introdurre questa
nuova figura di associazione, le ha definite come:
“..associazioni costituite al fine di svolgere attività di utilità sociale a fa-
vore di associati o di terzi, senza finalità di lucro nel pieno rispetto della
libertà e dignità degli associati” (Art. 2.1 L.383/00).
Si anticipa, inoltre, che, mentre per le OdV il registro è solo regionale, per
le APS esistono un registro nazionale e un registro regionale.
La Legge specifica che non sono APS:
(Art. 2.2, 2.3 L.383/00)
- i partiti politici e le organizzazioni sindacali;
- le associazioni dei datori di lavoro, le associazioni professionali e di
categoria;
- in generale tutte le associazioni che hanno come finalità la tutela
esclusiva di interessi economici degli associati;
- i circoli privati e le associazioni comunque denominate che dispon-
gono limitazioni con riferimento alle condizioni economiche e discri-
minazioni di qualsiasi natura in relazione all’ammissione degli associa-
ti o prevedono il diritto di trasferimento, a qualsiasi titolo, della quota
associativa o che, infine, collegano, in qualsiasi forma, la partecipa-
zione sociale alla titolarità di azioni o quote di natura patrimoniale.

Da tali riferimenti normativi si può ricavare quali siano le caratteristiche
necessarie per configurarsi come APS.

Lo Statuto della APS deve indicare espressamente:
(Art. 3 L.383/00)

- la sede legale;
- la denominazione;
- l’oggetto sociale;
- l’attribuzione della rappresentanza legale dell’associazione;
- l’assenza di fini di lucro e la previsione che i proventi delle attività
non possono, in nessun caso, essere divisi fra gli associati, anche in
forme indirette;

11. In questa sede si riporta una trattazione generica delle APS, individuandone solo le
caratteristiche principali, specialmente in relazione a differenze e analogie con le OdV.
Per una trattazione specifica delle APS si rinvia alla pubblicazione apposita del CSV di
Verona, Dossier Le Associazioni di Promozione Sociale.
19
Costituire un’associazione
- l’obbligo di reinvestire l’eventuale avanzo di gestione a favore di atti-
vità istituzionali statutariamente previste;
- le norme sull’ordinamento interno ispirato a princìpi di democra-
zia e di uguaglianza dei diritti di tutti gli associati, con la previsione
dell’elettività delle cariche associative;
- i criteri per l’ammissione e l’esclusione degli associati ed i loro diritti
e obblighi;
- l’obbligo di redazione di rendiconti economico-finanziari, nonchè le
modalità di approvazione degli stessi da parte degli organi statutari;
- le maggioranze necessarie per la costituzione e la validità delle deli-
berazioni dell’assemblea sia ordinaria che straordinaria;
- l’obbligo di devoluzione del patrimonio residuo in caso di sciogli-
mento, cessazione o estinzione, dopo la liquidazione, a fini di utilità
sociale;
- che l’associazione trae le risorse economiche per il funzionamen-
to e lo svolgimento delle attività dalle entrate di cui all’art. 4 della
L..383/00.

L’associazione potrebbe anche essere un organismo di secondo livello,
ovvero una Associazione formata da APS: è composta da associazioni
che hanno già ottenuto l’iscrizione al Registro regionale della promozio-
ne sociale, o comunque iscrivibili.
Come per l’OdV anche per la APS deve esservi la piena autonomia gestio-
nale, patrimoniale e finanziaria, se si tratta di associazioni complesse.
Sempre in caso di associazioni complesse (livello provinciale, regionale,
nazionale) se la APS, in virtù dell’iscrizione della associazione nazionale,
è iscritta automaticamente al Registro nazionale della promozione so-
ciale, non potrà naturalmente essere iscritta nel Registro regionale della
promozione sociale.

Quali sono le differenze tra OdV e APS?

A prima vista possono sembrare esserci delle analogie tra OdV e APS che
creano equivoci in merito a comprendere a quale tipologia riportare la
propria associazione. In realtà queste due figure sono molto diverse.
Pregnanti sono le differenze in merito alla attività e ai destinatari della
stessa: mentre l’OdV svolge attività in favore di terzi e rientrante nei quat-
tro ambiti sopra visti dalla DGR 4314/09 (interpretate in senso stretto,
come attività dirette e materiali, non di sensibilizzazione), l’APS svolge
20 attività di qualunque tipo, purchè di utilità sociale, verso terzi e soci.
Altra importante differenza è la possibilità o meno di retribuire i soci: se
questa è tassativamente negata alla OdV, che, tuttavia può certamente as-
sumere del personale purchè non sia socio (art.2 L.266/91), è consentita
invece, seppure in caso di stretta necessità per le APS (art. 18 L.383/00).
Segue uno schema con le principali differenze tra le due tipologie asso-
ciative12:

ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE ORGANIZZAZIONI DI
SOCIALE VOLONTARIATO
Legge 383/2000 Legge 266/1991
1) Enti che perseguono un fine mutualisti- 1) Enti che perseguono un fine solidaristi-
co e solidaristico. co.
2) Svolgimento di attività di utilità sociale. 2) Svolgimento di attività esclusivamente
per fini di solidarietà sociale.
3) Attività a favore di terzi e dei soci. 3) Attività a favore dei terzi.
4) Attività svolta prevalentemente dai 4) Attività svolta prevalentemente dai
soci. soci.
5) Vi possono essere soci che in caso di 5) Non vi possono essere soci che instau-
particolare necessità prestano la propria rano un rapporto patrimoniale con l’as-
attività a titolo di lavoro autonomo o su- sociazione.
bordinato.
6) Registro nazionale presso la Presidenza 6) Registro regionale del volontariato
del Consiglio dei Ministri (APS che ope- (OdV operanti da almeno sei mesi)
rano da almeno un anno, attività svolta
in almeno 5 regioni e almeno 20 pro-
vince del territorio nazionale); Registri
regionali.
7) Fonti legislative: Codice civile artt. 12 7) Fonti legislative: Codice civile artt. 12
ss.; :Legge 383/00. ss.; Legge 266/91.
8) Sono ONLUS solo se iscritte nella Ana- 8) Sono ONLUS di diritto al momento
grafe delle ONLUS secondo le proce- dell’iscrizione nel Registro regionale
dure consuete e nel rispetto della nor- del volontariato, se non svolgono attivi-
mativa sulle ONLUS D.Lgs 460/97. tà commerciale.

12. Ulteriori differenze tra le due tipologia associative si rilevano in campi fiscali e tributari,
per le quali si rimanda alla già citata pubblicazione apposita sulle APS.
21
Costituire un’associazione
Qualche esempio…

Se una associazione di genitori svolge attività di assistenza ai minori, ad
esempio, a turno i genitori dei bambini con problemi scolastici tengono
l’attività di doposcuola, questa è una attività che di per sé rientrerebbe
nei quattro ambiti della DGR 4314/09 (assistenza alla persona in difficol-
tà), ma viene svolta dalle famiglie per le famiglie, cioè è un servizio per
gli stessi soci dell’associazione: si tratta quindi di una APS.
Se una associazione svolge attività di raccolta fondi per sostenere un pro-
getto, ad esempio la costruzione di una scuola, in un Paese in via di
sviluppo, certamente svolge una attività in favore di terzi e non di soci,
ma tale attività non è inerente al territorio italiano o regionale (a seconda
che sia una OdV a livello regionale o nazionale), per cui non potrà essere
iscritta al Registro regionale del volontariato. Se la medesima associazio-
ne faccia raccolta fondi per finanziare attività di un altro ente sul territo-
rio, ad esempio un progetto di assistenza agli indigenti della parrocchia,
si tratta certamente di una attività sul territorio, ma non è diretta: non si
può iscrivere come OdV in quanto essa non svolge direttamente e mate-
rialmente l’attività di sostegno.

Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS)

La definizione di ONLUS non rappresenta una precisa categoria di enti,
ma rappresenta un concetto trasversale, un regime fiscale particolarmente
agevolativo conseguibile da diverse tipologie di soggetti non profit: possono
esistere quindi Fondazioni ONLUS, Comitati ONLUS, APS ONLUS, etc.
Si sovrappone, perciò, una qualifica fiscale (ONLUS) ad una qualifica
civilistica (OdV, APS, etc).
Ciò non impedisce, tuttavia, che vi siano associazioni che assumono
esclusivamente questo status fiscale: sono le c.d. “ONLUS di opzione”,
ovvero associazioni che optano per rientrare esclusivamente in questo
“contenitore fiscale” di ONLUS.

La normativa di riferimento per le ONLUS è il D.Lgs. 460/1997 (Disci-
plina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non
lucrative di utilità sociale).

Il D.Lsg 460/1997, precisamente, disciplina:
22 • gli elementi richiesti affinchè un’organizzazione non profit possa ac-
cedere alla qualifica di ONLUS;
• i benefici che l’accesso a tale qualifica comporta.

Possono essere ONLUS: associazioni, comitati, fondazioni, società coo-
perative e gli altri enti di carattere privato, con o senza personalità giuri-
dica e accedono automaticamente alla qualifica di ONLUS (sono dette
“ONLUS di diritto”, per distinguerle dalle “ONLUS di opzione”):
• le OdV ex L.266/1991, iscritte agli appositi registri;
• le ONG riconosciute ai sensi della L. 48/1987;
• le cooperative sociali di cui alla L. 381/1991.

Il medesimo D.Lgs 460/97 disciplina che, al contrario,non possono esse-
re ONLUS: Enti pubblici, società commerciali, fondazioni bancarie, par-
titi e movimenti politici, organizzazioni sindacali, associazioni di datori
di lavoro e associazioni di categoria.

Quanto esposto sinteticamente comporta che una OdV che si iscrive al
Registro regionale del volontariato è ONLUS di diritto: acquisisce cioè,
oltre ad uno status civilistico di OdV iscritta ex L.266/91, uno status fisca-
le di ONLUS ex D.Lgs 460/97.
Con il D.L. n. 185/08 si è precisato come questo automatismo si verifichi
solo qualora, le OdV non svolgano attività commerciali, ad eccezione
delle attività commerciali produttive marginali del D.M. 199513; nel caso
invece l’OdV svolga attività commerciali, per ottenere la qualifica di ON-
LUS sarà necessario procedere ad autonoma e parallela iscrizione presso
l’Anagrafe delle ONLUS, come per le altre tipologie associative.
Ciò comporta che anche i due regimi fiscali si vadano a sovrapporre:
la OdV iscritta al Registro regionale del volontariato (ONLUS di dirit-
to) godrà di alcune agevolazioni fiscali previste dalla L.266/91 e di altre
previste dal D.Lgs 460/97; tra i due regimi, inoltre, per espressa previsio-
ne della medesima norma, l’associazione può scegliere quello più con-
veniente per l’associazione, secondo il principio del maggior favore (ex
art.10 comma 8 D.Lgs 460/97)14.
La qualifica di ONLUS può quindi essere acquisita da qualunque asso-
ciazione che nello statuto contenga espressamente i requisiti previsti
all’art.10 D.Lgs 460/97 che si riporta integralmente di seguito.

13. Per l’approfondimento delle attività commerciali produttive marginali si rinvia a Stru-
menti n.1 Le agevolazioni fiscali per le Organizzazioni di Volontariato edito dal CSV di
Verona.
14. Per le agevolazioni fiscali previste dalle L.266/91 e dal D.Lgs 460/97 si rinvia alla pub-
blicazione già citata in tema di Agevolazioni fiscali.
23
Costituire un’associazione
L’iscrizione alla Anagrafe delle ONLUS, presso la Direzione Regio-
nale delle Entrate, non è una iscrizione “facoltativa”, come l’iscrizio-
ne ai registri di OdV e APS, ma è requisito essenziale perché l’asso-
ciazione sia qualificata come ONLUS. Per l’esame delle modalità di
iscrizione alla Anagrafe delle ONLUS si rimanda al capitolo Anagra-
fe delle ONLUS.

L’uso improprio dell’acronimo ONLUS, ovvero l’utilizzo, nel nome o nei
rapporti all’ esterno dell’associazione, del termine “ONLUS” senza aver
ottenuto l’iscrizione dalla Anagrafe delle ONLUS presso la Direzione
Regionale delle Entrate, comporta, oltre che un reato di tipo formale,
anche un illecito sostanziale, in quanto si usufruisce di un regime fiscale
agevolativo senza diritto. Per impedire tale indebita fruizione, l’Agenzia
delle Entrate effettua periodici controlli sulla attività dell’associazione per
verificare la rispondenza dei dati e dell’attività dichiarati.

Condizioni per l’accesso alla qualifica di ONLUS
Art.10 D.Lgs 460/97 comma 1

Cosa deve essere previsto nello Statuto ONLUS
a) Settore operativo
1) assistenza sociale e socio-sanitaria
2) assistenza sanitaria
3) beneficenza
4) istruzione
5) formazione
6) sport dilettantistico
7) tutela, promozione e valorizzazione delle cose d’interesse artisti-
co e storico
8) tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente, con esclu-
sione dell’attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclag-
gio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi
9) promozione della cultura e dell’arte
10) tutela dei diritti civili
11) ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta diretta-
mente da fondazioni o ad esse affidata da università, enti di ricer-
24 ca ed altre fondazioni che la svolgono direttamente, secondo le
modalità di legge.
Requisiti formali
b) L’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale;
c) Il divieto di svolgere attività diverse da quelle menzionate alla lettera
a), a eccezione di quelle a esse direttamente connesse;
d) Il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di ge-
stione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizza-
zione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano im-
poste per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per
legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria
struttura;
e) L’obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizza-
zione delle attività istituzionali e di quelle a esse direttamente connes-
se;
f) L’obbligo di devolvere il patrimonio dell’organizzazione, in caso di
suo scioglimento per qualunque causa, ad altre organizzazioni non
lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, salvo diversa de-
stinazione imposta dalla legge;
g) L’obbligo di redigere il bilancio o rendiconto annuale;
h) Disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associa-
tive volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo, escludendo
espressamente la temporaneità della partecipazione alla vita associa-
tiva e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori di età il
diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei
regolamenti per la nomina degli organi direttivi dell’associazione;
i) L’uso, nella denominazione e in qualsivoglia segno distintivo o comu-
nicazione rivolta al pubblico, della locuzione “organizzazione non
lucrativa di utilità sociale” o dell’acronimo “ONLUS”.

L’articolo 10 prosegue al comma 2 con la seguente previsione:
“Si intende che vengono perseguite finalità di solidarietà sociale quando
le cessione di beni e le prestazioni di servizi relative alle attività statuta-
rie nei settori dell’assistenza sanitaria, dell’istruzione, della formazione,
dello sport dilettantistico, della promozione della cultura e dell’arte e
della tutela dei diritti civili, non sono rese nei confronti di soci, associati
o partecipanti (…) ma dirette ad arrecare benefici a:
a) persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, eco-
nomiche, sociali, economiche o familiari15;

15. In merito a cosa si debba intendere per “soggetti svantaggiati”, ci si limita in questa sede
a precisare che lo svantaggio, inteso come devianza, degrado o emarginazione, deve
essere comprovato ed oggettivo e non legato ad una normale condizione fisiologica (ad
25
Costituire un’associazione
b) componenti collettività estere, limitatamente agli aiuti umanitari.”

Dalla lettura coordinata del comma 1 lettera b) e del comma 2 lettera a)
dell’art.10, si rileva che la ONLUS, che deve necessariamente operare
in uno dei settori indicati al comma 1 lettera a), per quanto riguarda
determinate attività (ovvero assistenza sanitaria, istruzione, formazione,
sport dilettantistico, promozione della cultura e dell’arte e tutela dei di-
ritti civili), deve operare altresì nei confronti non di soci ma di soggetti
svantaggiati.

Per i restanti settori di attività, o per una attività di aiuto umanitario se
esercitata nei confronti di soggetti di collettività estere, la finalità di so-
lidarietà sociale di cui alla lettera b), si intende “immanente”, ovvero
congenita all’attività stessa, senza bisogno, quindi, di dimostrare la con-
dizione di svantaggio sociale del beneficiario dell’attività.

Una associazione che voglia pertanto acquisire lo status di ONLUS, sia
essa una APS, una Fondazione o una semplice associazione (ONLUS di
opzione) e che voglia pertanto inoltrare richiesta di iscrizione alla Ana-
grafe delle ONLUS presso la Direzione Regionale delle Entrate (requisito
costitutivo e indispensabile per essere ONLUS) dovrà pertanto:

• operare in uno dei settori dell’ art.10 comma 1 lettera a) del D.Lgs
460/97, con le modalità viste;
• redigere uno statuto contenente i requisiti formali elencati all’ art.10
comma 1 del D.Lgs 460/97.

L’ottenimento dello status ONLUS comporta il trattamento fiscale di ON-
LUS di cui al D.Lgs 460/97, oltre ad altri benefici quali, ad esempio,
l’accesso alla normativa agevolativa sulle donazioni o l’accesso al cinque
per mille16.

Si precisa che l’OdV non deve adeguare il proprio statuto al D.Lgs 460/97,
in quanto lo status ONLUS, alle condizioni viste, le viene attribuito di dirit-
to al momento dell’iscrizione nel Registro regionale del volontariato ed è
pertanto tenuta al rispetto delle sole normative previste per il volontariato.

esempio, i minori in quanto tali o gli anziani in quanto tali). Tra le tante circolari sul
tema si veda la principale Circolare Ministeriale n.168/E.
26 16. Si rinvia, come sopra, a Strumenti n.1 per la trattazione delle agevolazioni fiscali per le
ONLUS.
In sintesi, schematizzando quanto esposto nel presente capitolo, si pos-
sono rilevare le seguenti caratteristiche delle tipologie associative esa-
minate, tenendo presente che l’OdV iscritta al registro diventa, salvo che
non svolga attività commerciale, ONLUS di diritto, mentre la APS, per
diventare ONLUS, oltre ad avere la veste civilistica di APS (con la quale
può richiedere l’iscrizione al Registro regionale della promozione socia-
le), dovrà adeguare il proprio statuto, oltre che alla L.383/00, anche al
D.Lgs 460/97 e richiedere l’iscrizione presso l’Anagrafe delle ONLUS,
come qualunque altra ONLUS di opzione:

OdV ONLUS DI OPZIONE APS
L. 266/91 D.Lgs 460/97 L. 383/00
ONLUS di diritto al mo- ONLUS al momento della ONLUS al momento della
mento dell’iscrizione nel iscrizione nella Anagrafe iscrizione nella Anagrafe
Registro regionale del vo- delle ONLUS delle ONLUS
lontariato, se non svolge
attività commerciale
(art.10 D.Lgs 460/97)
Assenza di fini di lucro an- Organizzazioni Non Lucra- Senza finalità di lucro
che indiretto tive ad Utilità Sociale (art. 2 L.383/00)
(art.2 L.266/91)
Attività: in favore di terzi Attività rivolte a soggetti Attività a favore di associati
(non soci) svantaggiati e attività rivolte e/o terzi
(art.2 L.266/91) anche ai soci (art.2 L. 383/97)
(art.10 commi 1, 2 D.Lgs
460/97)

27
Costituire un’associazione
IL RICONOSCIMENTO
DELLA PERSONALITÀ GIURIDICA17
Una associazione può essere di due tipi: con personalità giuridica (rico-
nosciuta) o senza personalità giuridica (non riconosciuta).
Per ottenere il riconoscimento della personalità giuridica, l’associazio-
ne deve inoltrare richiesta al Prefetto (riconoscimento nazionale).qua-
lora l’ambito di operatività dell’associazione non si esaurisca all’interno
di una sola regione, oppure alla Direzione regionale Persone giuridiche
della propria regione di operatività (riconoscimento regionale) qualora le
finalità si esauriscano nell’ambito di una regione.
È bene precisare che il riconoscimento della personalità giuridica presso
gli appositi registri delle persone giuridiche è un procedimento assolu-
tamente indipendente e diverso dall’ iscrizione nei registri del volon-
tariato, che viene condotto da uffici diversi, con presupposti e finalità
diverse.
Ma cosa comporta tale riconoscimento?
1. Le associazioni riconosciute sono dotate di autonomia patrimoniale:
il patrimonio dell’associazione, cioè, è distinto dal patrimonio dei sin-
goli associati o degli amministratori. Ciò comporta che i beni dell’as-
sociazione sono di proprietà di questa e non degli associati, per cui il
creditore dell’associazione non può rivalersi sui patrimoni degli asso-
ciati e il creditore del socio non può rivalersi sul patrimonio sociale.
Gli amministratori rispondono esclusivamente delle obbligazioni as-
sunte per conto dell’associazione.
2. Le associazioni non riconosciute, al contrario, non hanno una au-
tonomia patrimoniale perfetta: la responsabilità patrimoniale è di
coloro che hanno agito in nome e per conto dell’associazione, che
risponderanno dei debiti contratti, qualora il fondo comune dell’asso-
ciazione non sia sufficiente. Un eventuale creditore dell’associazione,
deve in primo luogo soddisfare le proprie pretese sul fondo sociale,
ma in caso questo non soddisfacesse l’obbligazione, può rivalersi del
debito nei confronti di tutti coloro che hanno agito per conto dell’as-
sociazione ex art. 38 c.c18.

17. Il presente capitolo contiene solo cenni sul riconoscimento della personalità giuridica,
strumentali alla comprensione della differenza tra associazioni riconosciute e non ri-
conosciute. Per la trattazione più approfondita sul tema si rinvia a Strumenti n. 11 La
28 responsabilità degli amministratori e degli enti di volontariato, edito dal CSV di Verona.
18. Sul tema della responsabilità si rimanda alla già citata pubblicazione Strumenti n.11.
ASSOCIAZIONI
RICONOSCIUTE NON RICONOSCIUTE
CON PERSONALITÀ GIURIDICA SENZA PERSONALITÀ GIURIDICA
AUTONOMIA PATRIMONIALE
PERFETTA NON PERFETTA
Responsabilità dell’associazione con il Responsabilità di chi ha agito in nome e
proprio patrimonio per conto dell’associazione

29
Costituire un’associazione
ISCRIZIONE DELLA ODV
NEL REGISTRO REGIONALE DEL VOLONTARIATO
La L.226/1991 - Legge quadro sul volontariato - -riserva alle OdV (Orga-
nizzazioni di Volontariato) una particolare disciplina agevolativa. L’ac-
cesso al regime agevolativo non è però automatico ma è legato ad un
adempimento necessario: l’iscrizione al Registro regionale del volonta-
riato.
Le norme che disciplinano il Registro regionale del volontariato sono le
norme relative al volontariato, già viste, la L.266/91, la L.R.40/93 e la
DGR 4314/09.

Quali sono i benefici che derivano dall’iscrizione al registro?
1. L’accesso ai contributi pubblici19.
2. La possibilità di stipulare convenzioni con lo Stato, le Regioni,
gli enti locali e gli altri enti pubblici, purché le organizzazioni
dimostrino attitudine e capacità operativa.
3. Il godimento delle agevolazioni fiscali previste dalla L.266/1991
e dal D.Lgs. 460/199720, prime tra tutte le norme agevolative sul-
le donazioni.
4. L’accesso ai contributi del Cinque per mille.
5. Il diritto di partecipare alla consultazione per la programmazio-
ne degli interventi in cui l’organizzazione di volontariato opera
(es. partecipazione a Conferenza regionale per il Volontariato.
6. La possibilità di elaborare progetti sperimentali da sottoporre al
Centro Servizi Volontariato di competenza.
7. La possibilità per gli aderenti all’organizzazione di godere della
flessibilità dell’orario di lavoro da parte dei propri aderenti.
8. La possibilità di usufruire dei servizi dei Centri di Servizio per il
Volontariato21.

19. Tra gli altri, si ricordano i contributi riservati dagli enti pubblici, in primis le Regioni,
attraverso appositi bandi di finanziamento, alle OdV iscritte.
20. Si ricorda che le Odv iscritte sono ONLUS di diritto, se non svolgono attività commer-
ciali extra quelle marginali del D.M. 1995.
21. Oltre che ai servizi le OdV possono accedere ai contributi dei Centri di Servizio per il
30 Volontariato, riservati, ex L.266/91 alle OdV iscritte, attraverso appositi bandi di finan-
ziamento.
Requisiti per l’iscrizione nel Registro regionale

L’art.6 comma 3 della L.266/91 recita:
“Hanno diritto ad essere iscritte nei registri le organizzazioni di volon-
tariato che abbiano i requisiti di cui all’articolo 3 e che alleghino alla
richiesta copia dell’atto costitutivo e dello statuto o degli accordi degli
aderenti”.
L’art.3 della L.266/91 precisa quali sono i requisiti perché una associa-
zione possa essere OdV, ovvero quali siano le caratteristiche del volon-
tariato.
La L.266/91, e, successivamente, la L.R.40/93, stabiliscono che tutte le
OdV che rispettino i requisiti visti nel capitolo Organizzazione di volonta-
riato, hanno un vero e proprio diritto soggettivo all’iscrizione nel Registro
regionale del volontariato, stante il rispetto delle condizioni di legge.
Si sottolinea, quindi, che non si tratta di un potere discrezionale dell’au-
torità amministrativa come quello relativo al riconoscimento della perso-
nalità giuridica, ma di un diritto dell’associazione.

Si rimanda, pertanto, all’elenco delle caratteristiche della attività di OdV
analizzato nel capitolo Organizzazione di volontariato, per quanto ri-
guarda i requisiti sostanziali (nell’attività) e formali (previsioni dello Sta-
tuto) che una Odv deve avere per ottenere l’iscrizione nel Registro regio-
nale del volontariato.

Per l’iscrizione sono pertanto necessari:
• Il possesso dei requisiti stabiliti.
• La presentazione della domanda, con allegati le copie dell’atto costi-
tutivo e dello statuto (redatti per atto pubblico o registrati).
• L’inoltro degli allegati richiesti dalla autorità competente nella do-
manda.
I Registri regionali del volontariato possono essere istituiti presso le Re-
gioni o le Province22, mentre non esiste un Registro nazionale, al contra-
rio delle APS, per le OdV.
La L.R.40/93 ha istituito, per la Regione Veneto, il Registro regionale del
volontariato e tale norma disciplina, unitamente alla DGR 4314/09, le
modalità di iscrizione nel medesimo Registro.

22. In talune regioni i Registri sono istituiti presso le province, ma ciò non deve indurre a
confondere i Registri del volontariato (che, appunto, possono essere regionali o provin-
ciali) con i registri delle province o dei comuni, che sono semplici albi di tutti gli enti
associativi operanti su quel territorio provinciale o comunale.
31
Costituire un’associazione
In particolare, oltre ai requisiti già visti nella trattazione della costitu-
zione di una OdV, si pone l’accento su quanto ribadito con la D.G.R.
4314/0923, che ha delineato e chiarito talune disposizioni, già ricavabili
dalla L.266/91 e dalla L.R. 40/93.

In base a questa DGR sono iscrivibili al Registro, le OdV che:
- abbiano la sede legale nel territorio regionale;
- si avvalgano in modo determinante e prevalente (quantitativamente
e qualitativamente) delle prestazioni personali, spontanee e gratuite
dei propri aderenti (persone fisiche, ad eccezione degli organismi di
secondo livello)24;
- svolgano prestazioni personali a favore di altri soggetti o di interessi
collettivi (non, quindi, le associazioni che si limitano ad appoggiare o
sostenere iniziative di altri enti);
- sono dotate di autonomia rispetto ad altre associazioni per le associa-
zioni complesse (non mere articolazioni territoriali);
- sono liberamente costituite al fine di solidarietà, qualsiasi sia la forma
giuridica assunta;
- siano costituite ed operanti sul territorio regionale da almeno sei
mesi; si escludono, quindi, dalla possibilità di proporre domanda,
le associazioni che non siano in grado di produrre documentazione
probante l’attività concretamente effettuata, anche attraverso una si-
tuazione contabile, e le ONG che svolgono attività di cooperazione
allo sviluppo all’estero e la cui attività non sia prevalentemente e con-
cretamente svolta nel territorio regionale;
- sono composte da OdV iscritte o iscrivibili (organismi di coordi-
namento di secondo livello), subordinatamente alla presentazione
dell’elenco di tutte le OdV aderenti e ad analisi dei singoli atti costi-
tutivi e statuti delle medesime.

La Regione Veneto, nell’ottica di agevolare le Associazioni nella proce-
dura di iscrizione ai Registri, ha fornito, con DGR 3117/08, dei modelli-
tipo di documenti necessari all’iscrizione, elaborati in concerto con i

23. Si riporta, qui solo marginalmente, come tale Delibera sia nata in una ottica di colla-
borazione e di scambio di informazioni tra l’Ufficio volontariato e promozione sociale
e i Centri di Servizio per il volontariato e, anzi, promuova incontri periodici e l’inoltro
da parte dei CSV delle domande di iscrizione o di rinnovo presso la Regione Veneto, al
fine di favorire le Odv delle singole province.
32 24. Le prestazioni dei volontari, dunque, devono essere preminenti sia sotto il profilo quan-
titativo che qualitativo rispetto a quelle erogate da eventuali prestazioni retribuite.
CSV provinciali e integrati chiaramente con tutti i requisiti richiesti dalla
normativa di settore. Tali modelli, che, in quanto tali, devono necessaria-
mente essere adattati alle esigenze della singola associazione, sono:
- Atto costitutivo di OdV;
- Statuto di OdV;
- Note utili per la redazione dello statuto;
- Richiesta di iscrizione al Registro regionale del volontariato;
- Richiesta di rinnovo dell’iscrizione al Registro regionale del volonta-
riato.

I modelli sono a disposizione, unitamente a tutti gli altri modelli utili alle
associazioni, sui siti dei CSV.

Procedura di iscrizione

Come visto sopra, per ottenere l’iscrizione al Registro regionale del vo-
lontariato è necessario inoltrare una richiesta apposita alla Direzione Re-
gionale per i Servizi Sociali all’Ufficio Volontariato e Promozione sociale,
la quale non può essere inoltrata prima di sei mesi dalla costituzione
dell’OdV. Tale previsione è necessaria al fine di permettere all’Ufficio di
effettuare una valutazione reale e attuale sulla attività dell’associazione:
una associazione, infatti, che è già costituita e già operante (si ricorda
che l’associazione svolge la sua attività a prescindere dall’iscrizione nel
Registro, la quale sicuramente conferisce maggiori vantaggi, ma non è
requisito necessario per l’operatività) viene iscritta sulla base di una valu-
tazione che deve fondarsi su almeno sei mesi di attività. Alla luce della
ratio della previsione, dunque, si comprende come venga valutato ela-
sticamente dalla Regione Veneto tale termine, che normalmente decor-
re dalla data di registrazione dell’atto costitutivo, in quanto data certa
dell’atto. Ecco, quindi, che, come previsto dalla stessa DGR 4314/09,
qualora l’OdV non avesse ancora provveduto alla registrazione dell’atto
costitutivo, l’operatività da almeno sei mesi può essere dimostrata in altro
modo, attraverso documentati interventi precedenti o l’attribuzione del
Codice Fiscale.
La domanda, ex art.4.2 L.R.40/93, deve essere corredata da:
a) atto costitutivo e statuto o accordi degli aderenti: si allegano copie di
atto costitutivo e statuto registrate, nel caso in cui si sia già provveduto
alla registrazione;
b) ordinamento interno, con l’indicazione della persona cui è conferita
la rappresentanza legale: si elencano i membri del Consiglio Direttivo 33
Costituire un’associazione
(con indirizzi di residenza o codici fiscali, in modo da identificarli)
con le relative cariche (Presidente, Vice-presidente, Segretario, ect).

In aggiunta a questi documenti, l’art.4.9 della L.R. 40/93 prevede che, a
fini conoscitivi, si alleghi anche adeguata relazione sulle attività.
Si riporta, pertanto, l’elenco dei documenti da allegare alla domanda,
quale risulta dal modello di richiesta di iscrizione allegato alla DGR
3117/0825.

1. Atto costitutivo e statuto
Copia di atto costitutivo e statuto redatti con atto pubblico o con scrittura privata registra-
ta. Nel caso in cui lo statuto sia stato modificato, è necessario allegare il verbale dell’as-
semblea straordinaria che approva le modifiche (con maggioranza qualificata): in tal caso
entrambi i documenti (nuovo statuto con modifiche e verbale di assemblea di variazione)
devono essere redatti per atto pubblico o essere registrati, ai fini della certezza legale. In
caso di modifica dello statuto, è necessario autocertificare, ai sensi del DPR 445/2000,
che la copia di variazione allegata è conforme all’originale.
2. Attestazione di attribuzione del codice fiscale
Copia del documento rilasciato dall’Agenzia delle Entrate territorialmente competente,
che attribuisce il codice fiscale dell’associazione.
3. Relazione sugli interventi concretamente posti in essere e sull’attività programmata
sottoscritta dal legale rappresentante
Relazione diffusa sulle attività svolte dalla costituzione, con particolare attenzione agli
interventi dell’ultimo anno. La relazione deve descrivere in maniera concreta il numero
di interventi, i rapporti eventuali con altri enti, il numero dei soggetti o beni cui si è
prestato servizio, etc. È un documento necessario a valutare e verificare la reale attività
svolta.
4. Struttura organizzativa interna delle cariche associative firmata dal legale rappresen-
tante (completa dei dati anagrafici)
Elenco dei membri del Consiglio Direttivo e di eventuali organi facoltativi (Collegio dei
revisori o Collegio dei probiviri), con indirizzo, numero di telefono o codice fiscale, al
fine di identificare esattamente i soggetti responsabili della gestione dell’associazione.
5. Indicazione del numero totale dei soci, del numero degli associati che prestano attività
di volontariato, nonché elenco dell’eventuale personale (dipendente, collaboratore, etc.)
Dichiarazione del numero totale dei soci e, con indicazione a parte, dei volontari (i soci
che prestano attività di volontariato e risultano assicurati, in ottemperamento all’art.4
L.266/91). Nel caso in cui i soci o i volontari non siano molti, è consigliabile riportare

25. Dei fac-simile per orientare alla redazione dei documenti sono presenti sul sito del CSV:
34 naturalmente questi modelli vanno adattati alla realtà della singola associazione anche,
ad esempio, riportandoli su carta intestata dell’associazione.
l’elenco con i nominativi. Si consiglia di specificare il numero dei soci e il numero dei
volontari attivi, anche qualora le due categorie coincidano (tutti i soci svolgono attività
di volontariato). In calce si riporti il nominativo e la tipologia di prestazione di eventuale
personale retribuito o, al contrario, si specifichi che l’associazione non si avvale di per-
sonale dipendente.
6. Ultimo rendiconto economico firmato dal legale rappresentante o, (in caso di recente
costituzione) situazione contabile RICLASSIFICATO SUL MODELLO REGIONALE
Copia dell’ultimo bilancio dell’associazione approvato dall’Assemblea, unitamente al re-
lativo verbale di approvazione. Nel caso in cui l’associazione si sia costituita da poco, si
può redigere una situazione contabile con l’elenco di costi e ricavi. Con la DGR 4314/09
la Regione Veneto ha introdotto un modello di bilancio regionale: tale modello non è
obbligatorio per l’associazione che può continuare ad utilizzare il proprio modello di
bilancio, ma, va presentato obbligatoriamente in sede di iscrizione (o di rinnovo) al
Registro regionale del volontariato.
7. Fotocopia del documento di identità del legale rappresentante dell’associazione
Trattandosi la domanda di una autocertificazione, è necessario allegare un documento
valido di identità.

L’Ufficio Volontariato e Promozione sociale, una volta ricevuta la doman-
da, entro il termine di novanta giorni, in seguito alla istruttoria esperita
dagli Uffici, deve provvedere o alla iscrizione della OdV nel Registro
regionale del volontariato o alla eventuale richiesta di integrazione della
documentazione. Nel caso di richiesta di integrazione della documen-
tazione il termine dei novanta giorni è sospeso e ricomincia a decorrere
dalla data di ricevimento dei documenti richiesti.
L’iscrizione della OdV è un diritto soggettivo, a condizione che l’associa-
zione rispetti i requisiti di legge; pertanto l’iscrizione può essere negata
soltanto per motivi di legittimità.
Contro provvedimento di diniego dell’iscrizione è ammesso il ricorso,
entro trenta giorni dalla comunicazione, al Tribunale amministrativo re-
gionale il quale decide in camera di consiglio, entro trenta giorni dalla
scadenza del termine per il deposito del ricorso. La decisione del tribuna-
le è appellabile, entro trenta giorni dalla notifica della stessa, al Consiglio
di Stato.
L’ iscrizione della OdV nel Registro viene deliberata con decreto della
Direzione regionale per i servizi sociali, di cui viene data comunicazio-
ne alla OdV, e alla stessa viene attribuito un codice di iscrizione, compo-
sto dalla sigla della provincia e da un numero progressivo che identifica
l’associazione (VRXXXX).
35
Costituire un’associazione
Rinnovo dell’iscrizione

Le OdV iscritte al Registro regionale del volontariato devono chiedere,
pena la cancellazione dal Registro, la conferma dell’iscrizione ogni tre
anni, con la presentazione dell’apposita documentazione per il rinnovo
(art.4 L.R.40/93).
La scadenza dei tre anni decorre dalla data del decreto di prima iscrizio-
ne, il decreto, cioè, che ha attribuito il codice di iscrizione al Registro.
Anche le successive scadenze, quindi, saranno sempre calcolate a par-
tire dalla data della prima iscrizione: ad esempio, se una OdV sia stata
iscritta con decreto del 20 Novembre 2000 e, richiedendo la conferma
nel mese di Novembre 2003, questa venga disposta nel Gennaio 2004,
in ogni caso la successiva scadenza triennale sarà il 20 Novembre 2006,
anche se ciò comporta certamente un restringimento dei tre anni di iscri-
zione tra la seconda e la terza conferma.
Usualmente l’Ufficio Volontariato e Promozione sociale, invia alle asso-
ciazioni l’avviso di scadenza dell’iscrizione, si ribadisce, tuttavia, che la
norma sottolinea che i soggetti interessati devono chiedere la conferma
e che non esiste un obbligo della Regione di ricordare la scadenza.
In caso di inerzia dell’associazione o di ritardi nella conferma di iscri-
zione, la cancellazione della OdV dal Registro non è automatica ma è
necessario un provvedimento di cancellazione: indipendentemente dalla
scadenza della conferma, pertanto, fino a che non interviene un decreto
di cancellazione, l’associazione è validamente iscritta al Registro.
Alla data di scadenza del rinnovo triennale dell’iscrizione, l’OdV invierà
all’Ufficio Volontariato il modello di conferma di iscrizione, unitamente
ai documenti allegati richiesti.
La domanda di conferma dell’iscrizione è molto simile alla richiesta di
prima iscrizione: consiste in una autocertificazione, nella quale si ripor-
tano i dati dell’associazione e del rappresentante legale (unitamente al
codice di iscrizione VRXXXX) e si autocertifica la permanenza dei requi-
siti formali di OdV, indicando l’articolo dello statuto in cui sono riportati
i requisiti richiesti dalla normativa del volontariato.
Gli allegati richiesti sono uguali a quelli della domanda di iscrizione. Si
rimanda pertanto, per le esplicazioni, al paragrafo precedente, riportando
di seguito solo l’elenco dei documenti richiesti:
- Copia dello statuto dell’organizzazione;
- Breve relazione attività svolte e programmi futuri;
- Struttura organizzativa interna delle cariche associative firmata dal le-
36 gale rappresentante (completa di dei dati anagrafici);
- Indicazione del numero totale dei soci, del numero degli associati che
prestano attività di volontariato, nonché elenco dell’eventuale perso-
nale (dipendente, collaboratore, etc.);
- Ultimo rendiconto economico con relativo verbale di approvazione
su modello regionale di bilancio (DGR 4314/09);
- Fotocopia del documento di identità del legale rappresentante dell’as-
sociazione.

Si ricorda di allegare lo statuto dell’associazione e, qualora durante i tre
anni intercorsi vi si siano apportate modifiche (nel cui caso, comunque,
va inoltrato tempestivamente il nuovo statuto modificato alla Regione Ve-
neto, anche prima del rinnovo dell’iscrizione) si deve allegare il verba-
le di assemblea straordinaria, la quale, con la maggioranza qualificata
disposta dal precedente statuto, ha approvato le modifiche; entrambi i
documenti devono essere resi certi o redigendoli con atto pubblico o
registrando la scrittura privata.
Si ricorda di certificare, in caso di modifica dello statuto, ai sensi del DPR
445/2000, che la copia di variazione allegata è conforme all’originale.
Al ricevimento della domanda di rinnovo, il dipartimento competente
verifica la permanenza dei requisiti previsti dalla legge per l’iscrizione
al Registro delle OdV.
Oltre al controllo formale dei requisiti, il controllo è soprattutto sostan-
ziale sulla attività svolta dall’associazione nel triennio intercorso. Si
esaminano, pertanto, in maniera approfondita i costi e i ricavi riportati
nell’ultimo bilancio approvato sul modello regionale emanato con DGR
4314/09 (con relativo verbale di approvazione) al fine di desumere l’atti-
vità effettivamente svolta in base alle voci del rendiconto. Viene esami-
nata anche la relazione sulle attività compiute che permette all’Ufficio di
valutare se, allo stato, l’attività sia ancora effettivamente rispondente ai
requisiti richiesti delle normative sul volontariato.

Qualche esempio…
Può accadere che una OdV, che, al momento della iscrizione nel
Registro regionale del volontariato, avesse, in base all’attività svolta, i
requisiti per l’iscrizione, ad esempio, con una attività di sostegno ma-
teriale agli immigrati del territorio (operante, quindi, all’interno della
Regione Veneto), nel tempo concentri la propria attività in maniera
prevalente sul sostegno in Paesi in via di sviluppo. Ad un esame della
relazione economica e delle attività, si rileverà, quindi, come la mag-
gior parte delle attività si svolgano in territorio extra-regionale e come
37
Costituire un’associazione
la prevalenza delle spese sostenute siano relative al sostegno nel Pae-
se estero (ad esempio, perché la maggior parte degli introiti derivanti
da raccolta fondi, vengono inviati dall’OdV all’estero). L’OdV, presu-
mibilmente, verrà considerata non svolgere più attività sul territorio
ma, contrariamente a quanto dispone la DGR 4314/09, all’estero e
pertanto non avere più i requisiti per la conferma dell’iscrizione nel
Registro del volontariato. Tale associazione, quindi, ha subito una
trasformazione, nel tempo, che la porta ad avere le caratteristiche di
ONLUS di opzione e non più di OdV iscrivibile.

Terminata la valutazione e chiusa l’istruttoria (durante la quale l’Ufficio
competente può chiedere chiarimenti alla OdV o integrazioni alla docu-
mentazione prodotta), gli esiti possibili sono due: la conferma dell’iscri-
zione o la cancellazione dal Registro.
Nel caso di conferma, si comunicherà all’associazione il numero del
provvedimento con cui è stata disposta la conferma, con il codice di
iscrizione già assegnato26.
In caso di cancellazione dal Registro regionale del volontariato, questo
verrà comunicato alla OdV, la quale, dal giorno del provvedimento, non
potrà più godere dei regimi agevolativi di OdV o di ONLUS (in quanto
ONLUS di diritto perché iscritta).
Contro il provvedimento di cancellazione è ammesso il ricorso, entro
trenta giorni dalla comunicazione, al Tribunale amministrativo regionale,
il quale emanerà, entro trenta giorni dal deposito del ricorso, una decisio-
ne, a sua volta appellabile, entro trenta giorni, al Consiglio di Stato.

26. Vi sono casi di conferma condizionata ove le modifiche statutarie da apportare, perché
permangano i requisiti formali previsti dalla legge per l’ iscrizione, sono talmente mi-
38 nime da consentire una conferma preventiva con la condizione che l’OdV provvederà,
nel termine stabilito, alle variazioni statutarie indicate.
ISCRIZIONE IN ALTRI REGISTRI
Si è fatto cenno, nella trattazione delle figure associative di APS e di ON-
LUS, ai registri che sono disposti anche per queste due tipologie di enti.
Di seguito si descrivono brevemente le modalità di iscrizione nei registri
ma è primario sottolineare un’altra volta due importanti aspetti:
1. ONLUS è uno status fiscale, differente dalle categorie civilistiche di
APS e OdV, è una qualifica, pertanto, che può operare autonomamente
(una associazione che rientri nella descrizione del D.Lgs 460/97, con
l’iscrizione nell’Anagrafe apposita, diventa semplicemente ONLUS,
in tal caso “di opzione”) oppure può “sovrapporsi” ad un precedente
inquadramento civilistico: ecco, quindi, che una OdV iscritta, purché
non svolga attività commerciali extra quelle marginali del D.M. 1995,
diventa anche ONLUS (di diritto) e che una APS iscritta al Registro
della promozione sociale, avendone le caratteristiche, può diventa-
re anche ONLUS, attraverso l’iscrizione nell’Anagrafe delle ONLUS
(APS-ONLUS).
2. L’iscrizione nei registri di OdV e APS è condizione necessaria per
queste associazioni per fruire di un regime fiscale agevolato o per
accedere a determinati contributi, ma cià non preclude che l’asso-
ciazione possa operare, come OdV o APS non iscritta, senza que-
sta iscrizione, naturalmente priva di tali agevolazioni. Al contrario,
l’iscrizione alla Anagrafe delle ONLUS, è condizione costitutiva dell’
associazione ONLUS, ovvero senza questa iscrizione, l’associazione
non è ONLUS.

Registro regionale della promozione sociale

Contrariamente a quanto previsto per il Registro del volontariato, istituito
esclusivamente a livello regionale o provinciale, il Registro della promo-
zione sociale è duplice, come riportato nello schema:

REGISTRO APS CHE SI POSSONO ISCRIVERE
APS costituite ed operanti da almeno un anno,
Registro regionale
che svolgono attività in ambito regionale
APS costituite e operanti da almeno un anno, che
Registro nazionale svolgono attività in almeno cinque regioni e venti
provincie sul territorio nazionale

39
Costituire un’associazione
L’iscrizione nel Registro nazionale della promozione sociale comporta
il diritto all’automatica iscrizione nel medesimo registro delle APS locali
affiliate, riservando a tali APS locali i benefici connessi alla iscrizione.

Qualora una associazione volesse “staccarsi” da questa affiliazione auto-
matica, ad esempio perchè tale associazione, affiliata di una APS che a li-
vello nazionale svolge attività di promozione sociale, sul territorio locale
svolge attività di volontariato, dovrebbe avere l’autorizzazione dell’asso-
ciazione nazionale (che la cancellerebbe, quindi, dall’elenco di affiliate
presenti in almeno cinque regioni e venti province operanti sul territorio
nazionale) e dichiarare di rinunciare ai benefici che, grazie alla iscrizione
automatica di cui sopra, acquisterebbe come APS iscritta.
La Regione Veneto ha istituito il Registro regionale della promozione
sociale, e regolamentato le relative procedure per l’iscrizione, con la L.R.
13 settembre 2001 n.27 e con la DGR 2652/2001.
Per l’iscrizione al Registro è necessario che l’associazione possegga i re-
quisiti stabiliti dall’art.3 della L.383/2000 e che inoltri la domanda di
iscrizione unitamente agli allegati richiesti (atto costitutivo e statuto re-
datti per atto pubblico o registrati, relazione concerta sulle attività, re-
lazione sui soci, relazione sui membri del Consiglio Direttivo e ultimo
bilancio approvato o rendiconto)27.
Il Dipartimento competente provvede, entro novanta giorni da quando
è pervenuta la domanda, all’iscrizione nel Registro regionale della pro-
mozione sociale o all’eventuale richiesta di integrazione, nel cui caso il
termine dei novanta giorni viene sospeso fino alla consegna dei docu-
menti integrativi richiesti. Come per l’OdV, anche per l’APS si configura
un diritto soggettivo dell’associazione, qualora rispetti tutti i requisiti di
legge, all’iscrizione. L’iscrizione, quindi, può essere negata solo per mo-
tivi di legittimità ed, eventualmente, con provvedimento motivato.
L’iscrizione al Registro, parallelamente a quanto previsto per le OdV, deve
essere rinnovata ogni tre anni (a partire dalla prima iscrizione) mediante
richiesta di rinnovo cui vanno allegati gli stessi documenti della richiesta
di iscrizione e lo statuto, se ha subito modifiche, con il relativo verbale di
assemblea che approva le modifiche (entrambi redatti per atto pubblico

27. La modulistica per chiedere l’iscrizione al Registro della promozione sociale è dispo-
nibile sul sito del CSV o sul sito della Regione Veneto. Per approfondire la tematica
40 si rinvia alla pubblicazione apposita del CSV Dossier Le Associazioni di Promozione
Sociale edito dal CSV di Verona.
o registrati). L’Ufficio incaricato provvederà a valutare la permanenza dei
requisiti richiesti per l’iscrizione nel Registro della promozione sociale
ed eventualmente, a confermare l’iscrizione.
In caso di diniego o di cancellazione della APS dal Registro è possibile il
ricorso al Tribunale amministrativo regionale con le modalità e i termini
previsti dalla L.383/2000.

Anagrafe delle ONLUS

Una associazione per essere ONLUS deve necessariamente iscriversi
nella Anagrafe delle ONLUS, istituita presso la Direzione Regionale delle
Entrate (DRE). L’iscrizione avviene con la comunicazione alla Anagrafe
della costituzione come ONLUS, da effettuarsi entro trenta giorni dall’ini-
zio dell’attività con le modalità previste dal D.Lgs 460/9728.
La comunicazione alla DRE consiste in una autocertificazione nella qua-
le si attesta di possedere i requisiti richiesti dall’art.10 del D.Lgs 460/97
(capitolo Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale), cui vanno al-
legati atto costitutivo e statuto dell’associazione (redatti per atto pubblico
o registrati). È consigliabile inviare anche una relazione sulle attività con-
cretamente svolte o documentazione comprovante l’effettiva attività.
La DRE verifica la sussistenza dei requisiti dell’art.10 del D.Lgs 460/97
e procede all’iscrizione entro quaranta giorni dal ricevimento della do-
manda, trascorsi i quali, per silenzio-assenso, la associazione richiedente
può considerarsi iscritta, quindi ONLUS.
Nel caso di richiesta di integrazione della documentazione prodotta, i
termini di cui sopra vengono sospesi e decorrono nuovamente dal mo-
mento della consegna delle integrazioni.
Successivamente all’iscrizione, la ONLUS è tenuta a comunicare entro tren-
ta giorni ogni variazione dei dati forniti in sede di richiesta di iscrizione.
Contrariamente a quanto disposto per OdV e APS, la ONLUS non è tenuta
al rinnovo dell’iscrizione nell’Anagrafe, ma qualora l’Ufficio competen-
te, in sede di controlli, accerti il venir meno dei requisiti dell’art. 10 del
D.Lgs 460/97, provvede, in seguito a parere consultivo dell’Agenzia per
le ONLUS, alla cancellazione. Il provvedimento di cancellazione, che
comporta la perdita immediata della qualifica ONLUS e il venir meno dei
relativi benefici fiscali, è impugnabile con un ricorso ad una Commissio-
ne Tributaria o al Tribunale amministrativo regionale.

28. La modulistica per chiedere l’iscrizione alla Anagrafe delle ONLUS è disponibile sui siti
dei CSV o sul sito della Agenzia delle Entrate.
41
APPENDICE NORMATIVA

43
Legge n. 266 del 11 agosto 1991.
Legge Quadro sul volontariato

Art. 1 Finalità e oggetto della Legge
1. La Repubblica Italiana riconosce il valore sociale e la funzione della attività di
volontariato come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo, ne
promuove lo sviluppo salvaguardandone l’autonomia e ne favorisce l’apporto
originale per il conseguimento delle finalità di carattere sociale, civile e cul-
turale individuate dallo Stato, dalle Regioni, dalle prov. autonome di Trento e
di Bolzano e dagli Enti locali.
2. La presente legge stabilisce i principi cui le Regioni e le prov. autonome de-
vono attenersi nel disciplinare i rapporti fra le istituzioni pubbliche e le orga-
nizzazioni di volontariato nonché i criteri cui debbono uniformarsi le ammi-
nistrazioni statali e gli Enti locali nei medesimi rapporti.

Art. 2 Attività di volontariato
1. Ai fini della presente legge per attività di volontariato deve intendersi quella
prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l’organizzazione di
cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente
per fini di solidarietà.
2. L’attività del volontariato non può essere retribuita in alcun modo nemmeno
dal beneficiario. Al volontario possono essere soltanto rimborsate dall’ or-
ganizzazione di appartenenza le spese effettivamente sostenute per l’attività
prestata, entro limiti preventivamente stabiliti dalle organizzazioni stesse.
3. La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di
lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di contenuto patri-
moniale con l’organizzazione di cui fa parte.

Art. 3 Organizzazioni di volontariato
1. È considerato organizzazione di volontariato ogni organismo liberamente co-
stituito al fine di svolgere l’attività di cui all’ art. 2, che si avvalga in modo
determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei
propri aderenti.
2. Le organizzazioni di volontariato possono assumere la forma giuridica che
ritengono più adeguata al perseguimento dei loro fini, salvo il limite di com-
patibilità con lo scopo solidaristico.
3. Negli accordi degli aderenti, nell’atto costitutivo o nello statuto, oltre a quanto
disposto dal codice civile per le diverse forme giuridiche che l’organizzazione
assume, devono essere espressamente previsti l’assenza di fini di lucro, la
democraticità della struttura, l’elettività e la gratuità delle cariche associative
nonché la gratuità delle prestazioni fornite dagli aderenti, i criteri di ammis-
sione e di esclusione di questi ultimi, i loro obblighi e diritti. Devono essere
altresì stabiliti l’obbligo di formazione del bilancio, dal quale devono risultare
44
i beni, i contributi o i lasciti ricevuti, nonché le modalità di approvazione
dello stesso da parte dell’assemblea degli aderenti.
4. Le organizzazioni di volontariato possono assumere lavoratori dipendenti o
avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo esclusivamente nei limiti necessa-
ri al loro regolare funzionamento oppure occorrenti a qualificare e specializ-
zare l’attività da essa svolta.
5. Le organizzazioni svolgono le attività di volontariato mediante strutture pro-
prie o, nelle forme e nei modi previsti dalla legge, nell’ambito di strutture
pubbliche o con queste convenzionate.

Art. 4 Assicurazioni degli aderenti ad organizzazioni di volontariato
1. Le organizzazioni di volontariato debbono assicurare i propri aderenti, che
prestano attività di volontariato, contro gli infortuni e le malattie connessi
allo svolgimento dell’attività stessa, nonché per la responsabilità civile verso
terzi.
2. Con decreto del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato da
emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,
sono individuati meccanismi assicurativi semplificati, con polizze anche nu-
meriche o collettive, e sono disciplinati i relativi controlli.

Art. 5 Risorse economiche
1. Le organizzazioni di volontariato traggono le risorse economiche per il loro
funzionamento e per le svolgimento della propria attività da:
a) contributi degli aderenti
b) contributi di privati
c) contributi dello Stato, di Enti o di istituzioni pubbliche finalizzati esclusi-
vamente al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti
d) contributi di organismi internazionali
e) donazioni e lasciti testamentari
f) rimborsi derivanti da convenzioni
g) entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali
2. Le organizzazioni di volontariato, prive di personalità giuridica, iscritte nei
registri di cui all’ art.6, possono acquistare beni mobili registrati e beni im-
mobili occorrenti per lo svolgimento della propria attività. Possono inoltre, in
deroga agli articoli 600 e 786 del codice civile, accettare donazioni e, con
beneficio d’inventario, lasciti testamentari, destinando i beni ricevuti e le loro
rendite esclusivamente al conseguimento delle finalità previste dagli accordi,
dall’atto costitutivo o dallo statuto.
3. I beni di cui al comma 2 sono intestati alle organizzazioni. Ai fini della tra-
scrizione dei relativi acquisti si applicano gli articoli 2659 e 2660 del codice
civile.
4. In caso di scioglimento, cessazione ovvero estinzione delle organizzazioni
di volontariato, ed indipendentemente dalla loro forma giuridica, i beni che
residuano dopo l’esaurimento della liquidazione sono devoluti ad altre orga-

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nizzazioni di volontariato operanti in identico o analogo settore, secondo le
indicazioni contenute nello statuto o negli accordi degli aderenti o, in man-
canza, secondo le disposizioni del codice civile.

Art. 6 Registri delle organizzazioni di volontariato istituiti dalle Regioni e dalle
province autonome
1. Le Regioni e le province autonome disciplinano l’istituzione e la tenuta dei
registri generali delle organizzazioni di volontariato.
2. L’iscrizione ai registri è condizione necessaria per accedere ai contributi pub-
blici nonché per stipulare le convenzioni e per beneficiare delle agevolazioni
fiscali secondo le disposizioni di cui, rispettivamente, agli articoli 7 e 8.
3. Hanno diritto ad essere iscritte nei registri le organizzazioni di volontariato
che abbiano i requisiti di cui all’art. 3 e che alleghino alla richiesta copia
dell’atto costitutivo e dello statuto o degli accordi degli aderenti.
4. Le regioni e le province autonome determinano i criteri per la revisione pe-
riodica dei registri, al fine di verificare il permanere dei requisiti e l’effettivo
svolgimento dell’attività di volontariato da parte delle organizzazioni iscritte.
Le Regioni e le province autonome dispongono la cancellazione dal registro
con provvedimento motivato.
5. Contro il provvedimento di diniego dell’iscrizione o contro il provvedimen-
to di cancellazione è ammesso ricorso, nei termini di trenta giorni dalla
comunicazione, al tribunale amm.vo regionale, il quale decide in camera di
consiglio, entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito di ri-
corso, uditi i difensori delle parti che ne abbiano fatto richiesta. La decisione
del tribunale è appellabile, entro trenta giorni dalla notifica della stessa, al
Consiglio di Stato, il quale decide con le medesime modalità e negli stessi
termini.
6. Le Regioni e le prov. autonome inviano ogni anno copia aggiornata dai registri
all’Osservatorio Nazionale per il volontariato, previsto dall’art.12.
7. Le organizzazioni iscritte nei registri sono tenute alla conservazione della do-
cumentazione relativa alle entrate di cui all’art.5,comma 1, con l’indicazione
nominativa dei soggetti eroganti.

Art. 7 Convenzioni
1. Lo Stato, le Regioni, le Prov. autonome, gli Enti locali e gli altri Enti pubblici
possono stipulare convenzioni con le organizzazioni di volontariato iscritte
da almeno sei mesi nei registri di cui all’art. 6 e che dimostrino attitudine e
capacità operativa.
2. Le convenzioni devono contenere disposizioni dirette a garantire l’esistenza
delle condizioni necessarie a svolgere con continuità le attività oggetto della
convenzione, nonché il rispetto dei diritti e della dignità degli utenti. Devono
inoltre prevedere forme di verifica delle prestazioni, di controllo della loro
qualità e le modalità di rimborso spese.
4. La copertura assicurativa di cui all’art. 4 è elemento essenziale della conven-

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zione e gli oneri relativi sono a carico dell’Ente con il quale viene stipulata la
convenzione medesima.

Art. 8 Agevolazioni fiscali
1. Gli atti costitutivi delle organizzazioni di volontariato di cui all’art. 3 della
presente legge, costituite esclusivamente per fini di solidarietà, e quelli con-
nessi allo svolgimento delle loro attività sono esenti dall’imposta di bollo e
dall’imposta di registro.
2. Le operazioni effettuate dalle organizzazioni di volontariato di cui all’art. 3
della presente legge, costituite esclusivamente per fini di solidarietà, non si
considerano cessioni di beni né prestazioni di servizi ai fini dell’imposta sul
valore aggiunto: le donazioni e le attribuzioni di eredità o di legato sono
esenti da ogni imposta a carico delle organizzazioni che perseguono esclusi-
vamente i fini su indicati.
3. All’articolo 17 della legge 29 dicembre 1990, nr. 408, dopo il comma 1 è
aggiunto il seguente: “1-ter. Con i decreti legislativi di cui al comma 1, e se-
condo i medesimi principi e criteri direttivi, saranno introdotte misure volte a
favorire le erogazioni liberali in denaro a favore delle organizzazioni di volon-
tariato costituite esclusivamente ai fini di solidarietà, purché le attività siano
destinate a finalità di volontariato, riconosciute idonee in base alla normativa
vigente in materia e che risultano iscritte senza interruzione da almeno due
anni negli appositi registri. A tal fine, in deroga alla disposizione di cui alla
lettera a del comma 1, dovrà essere prevista la deducibilità delle predette ero-
gazioni, ai sensi degli articoli 10, 65 e 110 del testo unico delle imposte sui
redditi, approvato con decreto dei Presidente della Repubblica 22 dicembre
1986, nr. 317, per un ammontare non superiore a lire 2 milioni ovvero, ai
fini del reddito d’impresa, nella misura del 50 per cento della somma erogata
entro il limite del 2 per cento degli utili dichiarati e fino ad un massimo di lire
100 milioni.
4. I proventi derivanti da attività commerciali e produttive marginali non costitu-
iscono redditi imponibili ai fini IRPEG e ILOR qualora sia documentato il loro
totale impiego per i fini istituzionali dell’organizzazione di volontariato. Sulle
domande di esenzione, previo accertamento della natura e dell’entità delle
attività, decide il Ministro delle finanze con proprio decreto, di concerto con
il Ministro per gli affari sociali.

Art. 9 Valutazione dell’imponibile
1. Alle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui all’articolo 6 si
applicano le disposizioni di cui all’articolo 20, comma 1, del decreto del
Presidente della Repubblica 23 settembre 1973, nr. 538.

Art. 10 Norme regionali e delle province autonome
1. Le leggi regionali e provinciali devono salvaguardare I’autonomia di organiz-
zazione e iniziativa del volontariato e favorirne lo sviluppo.

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2. In particolare disciplinano:
a) le modalità cui dovranno attenersi le organizzazioni per lo svolgimento
delle prestazioni che formano oggetto dell’attività di volontariato, all’ in-
terno delle strutture pubbliche e di strutture convenzionate con le Regioni
e le province autonome;
b) le forme di partecipazione consultiva delle organizzazioni iscritte nei
registri di cui all’articolo 6 alla programmazione degli interventi nei settori
in cui esse operano;
c) i requisiti ed i criteri che danno titolo di priorità nella scelta delle orga-
nizzazioni per la stipulazione delle convenzioni, anche in relazione ai
diversi settori di intervento;
d) gli organi e le forme di controllo, secondo quanto previsto dall’articolo
6;
e) le condizioni e le forme di finanziamento e di sostegno delle attività di
volontariato;
f) la partecipazione dei volontari aderenti alle organizzazioni iscritte nei
registri di cui all’articolo 6 ai corsi di formazione, qualificazione e ag-
giornamento professionale svolti o promossi dalle Regioni, dalla province
autonome e dagli Enti locali nei settori di diretto intervento delle organiz-
zazioni stesse.

Art. 11 Diritto all’ informazione ed accesso ai documenti amministrativi
1. Alle organizzazioni di volontariato, iscritte nei registri di cui all’articolo 6, si
applicano le disposizioni di cui al capo V della legge 7 agosto 1930, nr. 241.
2. Ai fini di cui al comma 1, sono considerate situazioni giuridicamente rilevanti
quelle attinenti al perseguimento degli scopi statutari delle organizzazioni.

Art. 12 Osservatorio nazionale per il volontariato
1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e su proposta del Mini-
stro per gli affari sociali, è istituito I’Osservatorio nazionale per il volontariato,
presieduto dal Ministro per gli affari sociali o da un suo delegato e composto
da dieci rappresentanti delle organizzazioni e delle federazioni di volonta-
riato operanti in almeno sei regioni, da due esperti e da tre rappresentanti
delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. L’Osservatorio,
che si avvale del personale, dei mezzi e dei servizi messi a disposizione dal
Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, ha i seguenti
compiti:
a) provvede al censimento delle organizzazioni di volontariato ed alla diffusione
della conoscenza delle attività da esse svolte.
b) promuove ricerche e studi in Italia e all’estero;
c) fornisce ogni utile elemento per la promozione e lo sviluppo del volontaria-
to;
d) approva progetti sperimentali elaborati anche in collaborazione con gli Enti
locali; da organizzazioni di volontariato iscritte nei registri per far fronte ad

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emergenze sociali e per favorire l’applicazione di metodologie di intervento
particolarmente avanzate.
e) offre sostegno e consulenza per progetti di informatizzazione e di banche-dati
nei settori di competenza della presente legge;
f) pubblica un rapporto biennale sull’andamento del fenomeno e sullo stato di
attuazione delle normative nazionali e regionali;
g) sostiene, anche con la collaborazione delle Regioni, iniziative di formazione
ed aggiornamento per la prestazione dei servizi;
h) pubblica un Bollettino periodico di informazione e promuove altre iniziative
finalizzate alla circolazione delle notizie attinenti l’attività di volontariato;
i) promuove, con cadenza triennale, una Conferenza nazionale del volontaria-
to, alla quale partecipano tutti i soggetti istituzionali, i gruppi e gli operatori
interessati.
2. È istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento per gli
affari sociali, il Fondo per il volontariato, finalizzato a sostenere finanziaria-
mente i progetti di cui alla lettera d) del comma 1.

Art. 13 Limiti di applicabilità
1. È fatta salva la normativa vigente per le attività di volontariato non contempla-
te nella presente legge, con particolare riferimento alle attività di cooperazio-
ne internazionale allo sviluppo, di protezione civile e a questo connesse con
il servizio civile sostitutivo di cui alla legge 15 dicembre 1972, nr. 772.

Art. 14 Autorizzazione di spesa e copertura finanziaria
1. Per il funzionamento dell’Osservatorio nazionale per il volontariato, per la
dotazione del Fondo di cui al comma 2 dell’articolo 12 e per l’organizzazione
della Conferenza nazionale del volontariato di cui al comma 1, lettera i) dello
stesso articolo 12, è autorizzata una spesa di due miliardi di lire per ciascuno
degli anni 1991, 1992 e 1993.
2. All’onere di cui al comma 1 si provvede mediante corrispondente riduzione
dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capito-
lo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno finanzia-
rio 1991, all’uopo utilizzando parzialmente l’accantonamento “Legge-quadro
sulle organizzazioni di volontariato”.
3. Le minori entrate derivanti dall’applicazione dei commi 1 e 2 dell’articolo
8 sono valutate complessivamente in lire 1 miliardo per ciascuno degli anni
1991, 1992 e 1993. Al relativo onere si fa fronte mediante utilizzazione delIo
stanziamento iscritto al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero
del tesoro all’uopo utilizzando parzialmente l’accantonamento: “Legge qua-
dro sulle organizzazioni di volontariato”.

Art. 15 Fondi speciali presso le Regioni
1. Gli Enti di cui all’articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 20 novembre
1990, nr. 356, devono prevedere nei propri statuti che una quota non inferiore

49
ad un quindicesimo dei propri proventi, al netto delle spese di funzionamento
e dell’accantonamento di cui alla lettera d) del comma1, venga destinata alla
costituzione di fondi speciali presso le Regioni al fine di istituire, per il tra-
mite degli Enti locali, centri di servizi a disposizione delle organizzazioni di
volontariato, e da queste gestiti, con la funzione di sostenerne e qualificarne
l’attività.
2. Le Casse di risparmio, fino a quando non abbiamo proceduto alle operazioni
di ristrutturazione di cui all’articolo 1 del citato decreto legislativo nr. 356 del
1990, devono destinare alle medesime finalità di cui al comma 1 una quota
pari ad un decimo delle somme destinate ad opere di beneficenza e di pubbli-
ca utilità ai sensi dell’articolo 35, comma 3, del regio decreto 25 aprile 1923,
nr. 967, e successive modificazioni.
3. Le modalità di attuazione delle norme di cui ai commi 1 e 2, saranno stabilite
con decreto del Ministro del tesoro, di concerto con il Ministro per gli affari
sociali, entro tre mesi dalla data di pubblicazione della presente legge.

Art. 16 Norme transitorie e finali
1. Fatte salve le competenze delle Regioni a statuto speciale e delle province
autonome di Trento e di Bolzano, le Regioni provvedono ad emanare o ade-
guare le norme per l’attuazione dei principi contenuti nella presente legge
entro un anno dalla data della sua entrata in vigore.

Art. 17 Flessibilità nell’orario di lavoro
1. I lavoratori che facciano parte di organizzazioni iscritte nei registri di cui
all’articolo 6, per poter espletare l’attività di volontariato, hanno diritto di usu-
fruire delle forme di flessibilità dell’orario di lavoro o delle turnazioni previste
dai contratti o dagli accordi collettivi, compatibilmente con l’organizzazione
aziendale.
2. All’articolo 3 della legge 29 marzo 1983, nr. 93 è aggiunto, in fine, il seguente
comma: “Gli accordi sindacali disciplinano i criteri per consentire ai lavora-
tori, che prestino nell’ambito del comune di abituale dimora la loro opera
volontaria e gratuita in favore di organizzazioni di volontariato riconosciute
idonee dalla normativa in materia, di usufruire di particolari forme di flessibi-
lità degli orari di lavoro o di turnazioni, compatibilmente con l’organizzazio-
ne dell’amministrazione di appartenenza”. La presente legge munita di sigillo
di Stato sarà inserita nella raccolta Uff.le degli Atti Normativi della Repubblica
Italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare
come legge dello Stato.

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Legge della Regione Veneto N.40/93.
Norme per il riconoscimento e la promozione
delle organizzazioni di volontariato

Art. 1 Finalità e oggetto
1. La Regione Veneto riconosce e valorizza la funzione sociale dell’attività di
volontariato come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo ne
promuove l’autonomo sviluppo e ne favorisce l’originale apporto alle iniziati-
ve dirette al conseguimento di finalità particolarmente significative nel campo
sociale, sanitario, ambientale, culturale e della solidarietà civile per affermare
il valore della vita, migliorarne la qualità e per contrastare l’emarginazione.
2. La Giunta regionale, attraverso gli strumenti di programmazione, fissa gli ul-
teriori obiettivi e le conseguenti attività da valorizzare anche con incentivi di
ordine economico.
3. La presente legge stabilisce i principi e i criteri per la tenuta del registro regio-
nale delle organizzazioni di volontariato e per la disciplina dei rapporti fra le
istituzioni pubbliche e le organizzazioni medesime.

Art. 2 Attività di volontariato
1. Ai fini della presente legge si considera attività di volontariato quella svolta
per soli fini di solidarietà e verso terzi con l’esclusione di ogni scopo di lu-
cro e di remunerazione, anche indiretti. Tale attività deve essere prestata in
modo diretto, spontaneo e gratuito da volontari associati in organizzazioni
liberamente costituite, mediante prestazioni personali a favore di altri soggetti
ovvero di interessi collettivi degni di tutela da parte della comunità.
2. Restano escluse le attività che, pur avendo fini di solidarietà, non consistono
nell’erogazione di servizi nè nello svolgimento di prestazioni materiali o
morali.
3. La Giunta regionale, avvalendosi anche degli uffici del comune territorial-
mente competente, vigila sull’effettivo svolgimento dell’attività di volontariato
effettuata dalle organizzazioni iscritte al registro regionale. Il sindaco interes-
sato comunica al Presidente della Giunta regionale i risultati degli accerta-
menti con cadenza almeno triennale, sulla scorta delle modalità fissate dalla
Giunta regionale.

Art. 3 Organizzazioni di volontariato
1. Per lo svolgimento delle attività di cui all’articolo 2 le organizzazioni di vo-
lontariato devono costituirsi secondo quanto stabilito dall’articolo 3 della leg-
ge 11 agosto 1991, n. 266 e secondo quanto previsto dalla presente legge.
2. Le organizzazioni di volontariato possono assumere lavoratori dipendenti o
avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo esclusivamente nei limiti neces-
sari al loro regolare funzionamento oppure per qualificare o specializzare
l’attività da esse svolta e non per l’esercizio di attività di solidarietà.
51
Art. 4 Registro regionale delle organizzazioni di volontariato
1. È istituito, presso la Giunta regionale, il registro regionale delle organizzazio-
ni di volontariato che può essere articolato in sezioni con deliberazione della
Giunta medesima.
2. Hanno diritto ad essere iscritte nel registro regionale le organizzazioni di vo-
lontariato che abbiano i requisiti previsti dall’articolo 3 della legge 11 agosto
1991, n. 266. Le domande di iscrizione sono presentate al Presidente della
Giunta regionale corredate da:
a) atto costitutivo e statuto o accordi degli aderenti;
b) ordinamento interno, con l’indicazione della persona cui è conferita la
rappresentanza legale.
3. La Giunta regionale, entro il termine di 90 giorni dal ricevimento della do-
manda, sulla base dell’istruttoria esperita dal dipartimento per i servizi sociali
provvede all’iscrizione dell’organizzazione al registro dandone comunicazio-
ne al comune e alla provincia territorialmente competenti.
4. Il termine di cui al comma 3 è sospeso nel caso in cui per l’espletamento
dell’istruttoria sia necessaria l’acquisizione di ulteriori documenti o l’integra-
zione di quelli acquisiti. Detto termine ricomincia a decorrere dalla data di
ricevimento delle integrazioni o dei documenti richiesti.
5. I soggetti interessati devono chiedere, pena la cancellazione automatica dal
registro, la conferma dell’iscrizione ogni tre anni, con la ripresentazione, qua-
lora fossero intervenute modificazioni, della documentazione di cui alla lette-
ra a) e b) del comma 2.
6. La Giunta regionale, anche per il tramite del comune territorialmente compe-
tente, verifica la permanenza dei requisiti previsti dalla legge per l’iscrizione
al registro delle organizzazioni di volontariato.
7. La perdita dei requisiti previsti dalla legge comporta la cancellazione dal re-
gistro e deve essere tempestivamente comunicata al Presidente della Giunta
regionale dal legale rappresentante dell’organizzazione o dal sindaco del co-
mune competente per territorio. La cancellazione è disposta con deliberazio-
ne della Giunta regionale.
8. La Giunta regionale comunica alle organizzazioni di volontariato, motivan-
dolo, anche ai fini dell’applicazione del comma 5 dell’articolo 6 della legge
11 agosto 1991, n. 266, il diniego dell’iscrizione e la cancellazione dal re-
gistro regionale dandone altresì comunicazione al comune ed alla provincia
territorialmente competenti.
9. A fini conoscitivi, la documentazione di cui ai commi 2 e 5 è accompagnata
dalla relazione degli interventi programmati con la specificazione delle me-
todologie di intervento, la qualificazione e i compiti dei volontari impiegati,
e organizzazioni di volontariato già operanti presentano inoltre una relazione
sulle attività svolte.
10. Nel registro regionale, di cui al comma 1, sono di diritto iscritte le organiz-
zazioni di volontariato già ricomprese nel registro delle associazioni di vo-
lontariato, istituito ai sensi della legge regionale 30 aprile 1985, n. 46 la cui

52
disciplina è stata adeguata ai principi e criteri contenuti nella legge 11 agosto
1991, n. 266 con deliberazione della Giunta regionale n. 4406 del 28 luglio
1992, esecutiva.

Art. 5 Osservatorio regionale sul volontariato
1. È istituito l’osservatorio regionale sul volontariato.
2. l’osservatorio è composto:
a) dal Presidente della Giunta regionale o da un assessore suo delegato che
lo presiede;
b) da un rappresentante delle province, designato dall’unione regionale del-
le province del Veneto;
c) da tre rappresentanti dei comuni designati dalla sezione regionale dell’AN-
CI di cui uno in rappresentanza dei territori montani;
d) da un rappresentante delle ULSS del Veneto, designato dalla Giunta regio-
nale;
e) da dieci rappresentanti delle organizzazioni di volontariato designati dalla
conferenza regionale del volontariato di cui all’articolo 7;
f) da tre rappresentanti di enti o istituzioni che promuovono attività o cultura
di volontariato nominati dalla Giunta regionale.
3. Il vicepresidente dell’osservatorio è eletto nella prima riunione tra i suoi com-
ponenti.
4. In relazione alle materie trattate, il presidente dell’osservatorio può invitare
esperti che partecipano alle sedute senza diritto di voto.
5. L’osservatorio regionale sul volontariato è organo consultivo della Giunta regio-
nale in materia di volontariato e, su richiesta della medesima, provvede a:
a) esprime pareri sui disegni di legge e sui piani e programmi che interessano
i settori d’intervento delle organizzazioni di volontariato di competenza
regionale;
b) esprime parere sulla tenuta e sulla gestione del registro regionale di cui
all’articolo 4;
c) esprimere parere sull’istituzione dei centri di servizio regionali di cui
all’articolo 14;
d) esprimere parere su progetti elaborati, anche in collaborazione con gli
enti locali, da organizzazioni di volontariato iscritte al registro regionale.
6. L’osservatorio regionale sul volontariato inoltre:
a) avanza proposte alla Giunta regionale sulle materie oggetto delle attività
delle organizzazioni di volontariato;
b) propone iniziative di formazione e di aggiornamento del personale volon-
tario per la prestazione di servizi;
c) fornisce ogni utile elemento per la promozione e lo sviluppo del volonta-
riato anche tramite proposte di ricerche e studi;
d) promuove la diffusione delle attività svolte dalle organizzazioni di volon-
tariato e dalle loro federazioni e la pubblicazione del rapporto regionale
sull’andamento del volontariato nella regione.

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Art. 6 Funzionamento dell’osservatorio regionale sul volontariato
1. All’inizio di ogni legislatura la Giunta regionale, entro 90 giorni dalla sua ele-
zione, provvede alla costituzione dell’osservatorio regionale sul volontariato
che si riunisce su convocazione del Presidente della Giunta medesimo, o suo
delegato, oppure, su richiesta di almeno un terzo dei suoi componenti. Qua-
lora non siano pervenute tutte le designazioni richieste, per la costituzione
dell’organo, sono sufficienti almeno i due terzi dei componenti.
2. Per la validità delle riunioni dell’osservatorio è necessaria la presenza di al-
meno la metà dei componenti. Le deliberazioni sono prese a maggioranza e,
in caso di parità, decide il voto del Presidente.
3. La partecipazione alle riunioni è gratuita ed è ammesso il solo rimborso delle
spese effettivamente sostenute per la partecipazione.
4. L’osservatorio previsto dall’articolo 6 della legge regionale 30 aprile 1985,
n.46, è sostituito dal nuovo osservatorio regionale sul volontariato di cui
all’articolo 5. La Giunta regionale provvede alla sua attivazione entro 120
giorni dall’entrata in vigore della presente legge.

Art. 7 Conferenza regionale del volontariato
1. È istituita la conferenza regionale delle organizzazioni di volontariato iscritte
al registro regionale.
2. La conferenza è formata da:
a) i responsabili regionali delle organizzazioni di volontariato presenti in
almeno tre province;
b) un responsabile per ogni provincia delle organizzazioni di volontariato
aggregate in coordinamento.
3. Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge e, successivamente
entro 90 giorni dall’inizio di ogni legislatura, le organizzazioni di volontariato
di cui al comma 2 comunicano al Presidente della Giunta Regionale i nomi-
nativi dei propri rappresentanti da nominare nella conferenza.
4. La conferenza è convocata nella sua prima seduta dal Presidente della Giunta
e successivamente dal Presidente della conferenza medesima oppure su ri-
chiesta di almeno un terzo dei suoi componenti.
5. La conferenza nella sua prima seduta elegge tra i propri componenti il Presi-
dente e delibera il proprio regolamento.
6. La conferenza designa i rappresentanti delle organizzazioni di volontariato
all’interno dell’osservatorio sul volontariato con le modalità previste dalla
Giunta regionale.

Art. 8 Convenzione
1. Le attività di volontariato, prestate all’interno di strutture pubbliche o di strut-
ture convenzionate con gli enti pubblici, sono rese in regime di convenzione
e solo dalle organizzazioni iscritte, da almeno sei mesi, al registro regionale
di cui all’articolo 4.
2. Le convenzioni in atto stipulate dalle organizzazioni di volontariato anterior-

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mente all’entrata in vigore della presente legge devono essere adeguate entro
un anno, ai principi e criteri nella medesima contenuti.

Art. 9 Contenuti della convenzione
1. La convenzione deve contenere fra l’altro, i seguenti elementi essenziali:
a) la descrizione dell’attività oggetto del rapporto convenzionale e delle re-
lative modalità di svolgimento, anche al fine di garantire il raccordo con i
programmi e le norme di settore;
b) l’indicazione delle strutture, delle attrezzature e dei mezzi impiegati nello
svolgimento dell’attività;
c) la durata del rapporto convenzionale, le cause e le modalità della sua
risoluzione;
d) l’entità delle prestazioni del personale volontario necessario allo svolgi-
mento dell’attività in modo continuativo;
e) l’entità del rimborso assegnato all’organizzazione per i costi di gestione e
per le spese sostenute e documentate dai volontari e ammissibili ai sensi
della presente legge e della legge 11 agosto 1991, n. 226;
f) impegno e modalità per lo svolgimento continuativo delle prestazioni
convenzionate;
g) le forme e le modalità di verifica e di controllo qualitativo delle prestazioni;
h) le modalità di rendicontazione delle spese e di corresponsione dei rim-
borsi;
i) l’obbligo di presentare una relazione sull’attività svolta, all’ente con il
quale l’organizzazione stipula la convenzione, sia periodicamente che a
richiesta dell’ente medesimo;
l) l’obbligo della copertura assicurativa, con spesa a carico dell’ente con il
quale l’organizzazione stipula la convenzione, per responsabilità civile
verso terzi e contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento
dell’attività;
m) l’entità e la qualità delle prestazioni specializzate eventualmente fornite
da terzi e a questi retribuite nei limiti di cui al comma 2 dell’articolo 3;
n) l’obbligo del rispetto della dignità e dei diritti degli utenti e le sanzioni per
le eventuali inadempienze.
2. La convenzione deve riservare alla Giunta regionale un potere di vigilanza
generale, da espletarsi anche per il tramite dell’ente locale competente per
territorio, per la verifica delle prestazioni e per il controllo della loro qualità
con possibilità di dichiarare la risoluzione del rapporto convenzionato quan-
do sia constatata l’inadempienza delle clausole contrattuali o la non idoneità
dell’organizzazione di volontariato ai sensi della presente legge.

Art. 10 Criteri di priorità per le convenzioni
1. La Giunta regionale, gli enti locali e gli altri enti pubblici operanti nel terri-
torio regionale, individuano nell’ambito dei seguenti criteri le priorità nella
scelta delle organizzazioni di volontariato per la stipula delle convenzioni.

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a) attività di volontariato è rivolta al conseguimento di particolari obbiettivi
individuati con carattere di priorità dagli atti di programmazione regionale
o che a questi risultano particolarmente correlati:
b) attività che si propone obiettivi per la soluzione di problematiche connes-
se ad emergenze sociali o sanitarie o ambientali;
c) attività e servizi assunti integralmente in proprio in assenza di servizio
pubblico;
d) attività e servizi integrativi o di supporto a servizi pubblici;
e) espletamento dell’attività con sistemi e modalità innovativi che garanti-
scono comunque concreto ed efficace raggiungimento degli obbiettivi;
f) sede dell’organizzazione e presenza operativa nel territorio di svolgimen-
to dell’attività;
g) esperienza maturata dai volontari nell’attività oggetto di convenzione;
h) livello qualitativo dal punto di vista organizzativo e professionale del per-
sonale volontario impegnato nell’attività, anche con riferimento a para-
metri prioritariamente fissati da vigenti disposizioni e a titoli di specializ-
zazione possedute;
i) partecipazione a corsi e a sistemi di formazione e aggiornamento profes-
sionale dei volontari negli specifici settori d’intervento.

Art. 11 Formazione e aggiornamento dei volontari
1. La Giunta regionale nell’ambito del programma triennale di formazione pro-
fessionale, sulla base di proposte avanzate dagli enti locali, dalle organizza-
zioni di volontariato, dagli enti e fondazioni con esperienza in ambito almeno
regionale nelle attività di organizzazioni, formazione e promozione culturale
sul volontariato, nonché sulla base delle proposte dell’osservatorio regiona-
le sul volontariato, è autorizzata a promuovere iniziative di formazione e di
aggiornamento del personale volontario, predisponendo a tal fine un piano
di corsi intesi ad offrire la conoscenza di nozioni tecniche utili all’esercizio
dell’attività di volontariato.
2. Il personale volontario delle organizzazioni iscritte al registro regionale di cui
all’articolo 4, può partecipare gratuitamente ai corsi di formazione e aggior-
namento professionale organizzati dalla Regione per i propri dipendenti.
Tale partecipazione è limitata ad una percentuale stabilita dalla Giunta re-
gionale in ragione al numero dei posti del corso e tenuto conto del settore
dell’attività d’intervento del volontario.

Art. 12 Contributi alle attività del volontariato
1. L’iscrizione al registro regionale è condizione necessaria per poter fruire dei
contributi eventualmente concessi da qualsiasi ente pubblico operante nel
territorio regionale.
2. La Giunta regionale, gli enti locali e le istituzioni pubbliche operanti nel terri-
torio regionale possono erogare contributi alle organizzazioni di volontariato
iscritte nel registro regionale esclusivamente allo scopo di sostenere specifi-

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che documentate attività o progetti, tenuto conto delle determinazioni pro-
grammatiche regionali risultanti dai piani di settore.
3. I contributi previsti dalla presente legge possono essere assegnati anche ad or-
ganizzazioni che usufruiscono di altri benefici regionali, purché questi ultimi
siano concessi per attività non previste dalla presente legge.
4. Lo stesso progetto o la stessa iniziativa possono ricevere contributi dalla Re-
gione o da altri enti pubblici, purché l’importo risultante complessivamente
non superi l’80 per cento della spesa dell’iniziativa.
5. Non sono consentite forme di contribuzione alle prestazioni lavorative o pro-
fessionali espletate dal personale volontario.

Art. 13 Domande ed erogazione dei contributi regionali
1. Le domande, rivolte ad ottenere contributi regionali in materia di volontariato,
vanno presentate al Presidente della Giunta regionale.
2. La Giunta regionale provvede, entro il termine di 90 giorni dall’entrata in
vigore della presente legge, a determinare con propria deliberazione i criteri
e le modalità per la presentazione delle domande e per l’erogazione dei con-
tributi regionali.

Art. 14 Centri di Servizio regionale e Comitato di Gestione del fondo speciale
regionale
1. I centri di servizi per il volontariato sono disciplinati dalle norme previste
dalla legge 11 agosto 1991, n. 266 e dal relativo decreto ministeriale di attua-
zione.
2. La Giunta regionale nomina il proprio rappresentante e i rappresentanti delle
organizzazioni di volontariato quali componenti del comitato di gestione del
fondo speciale regionale di cui al decreto del Ministro del Tesoro del 21 no-
vembre 1991.

Art. 15 Osservanza obblighi di legge
1. Le organizzazioni di volontariato sono tenute all’osservanza degli obblighi
previsti dalla legge 11 agosto 1991, n. 266 in particolare della formazione del
bilancio annuale e dell’assicurazione degli aderenti.
2. Il mancato rispetto delle disposizioni di legge di cui al comma 1 comporta la
sospensione del godimento dei benefici e delle agevolazioni previsti per le
organizzazioni di volontariato.
3. La cancellazione dal registro o la mancata conferma dell’iscrizione comporta-
no la cessazione del godimento dei benefici e delle agevolazioni previsti dalla
legge.
4. L’indebito godimento dei benefici e delle agevolazioni di legge, sono perse-
guiti a termini dell’ordinamento giuridico.
5. La Giunta regionale trasmette annualmente al Consiglio regionale una rela-
zione sullo stato di attuazione della legge.

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Art. 16 Norma finanziaria
1. Agli oneri derivanti dall’applicazione della presente legge si fa fronte median-
te l’utilizzo delle somme di lire 1 miliardo per ciascuno degli anni 1993, 1994
e 1995 iscritte al cap. 61420 “interventi regionali per il volontariato operante
in settori di competenza regionale” del bilancio pluriennale 1993-1995.
2. Per gli anni successivi si provvederà con le leggi annuali di approvazione del
bilancio ai sensi dell’articolo 32 della legge regionale 9 dicembre 1977, n. 72,
come modificato dalla legge regionale 7 settembre 1982, n. 43.

Art. 17 Abrogazioni
1. La legge regionale 30 aprile 1985, n. 46 <<Interventi regionali per la valoriz-
zazione e il coordinamento del volontariato>> è abrogata.
2. Nella legge regionale 22 ottobre 1982, n. 49 <<Competenza e disciplina de-
gli interventi in materia di prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento
sociale dei dipendenti da sostanze stupefacenti, psicotrope e da alcool>>, al
comma 1 dell’articolo 5, dopo le parole <<volontariato singolo>> sono abro-
gate le parole <<o associato>>.
3. L’articolo 22 della legge regionale 15 dicembre 1982, n. 55 <<norme per
l’esercizio delle funzioni in materia di assistenza sociale>>, è abrogato.
4. Il comma 2 dell’articolo 23 della legge regionale 20 luglio 1989, n. 21 <<Pia-
no socio-sanitario regionale 1989-1991>>, è abrogato.

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RECAPITI UTILI

REGIONE VENETO
Direzione Regionale delle Entrate
Via G. De Marchi, 16
30175 Venezia Marghera (VE)
Tel. 041 2409411
Sito internet www.agenziaentrate.it
Direzione regionale per i servizi sociali
Ufficio volontariato e promozione sociale
Palazzo EX ULSS
Dorsoduro, 3493
30123 Venezia
Tel. 041 2791421

Ufficio riconoscimento persone giuridiche
Via Poerio, 34
30171 Mestre
Venezia
Tel. 041 2795993

BELLUNO
Agenzia Entrate
Direzione Provinciale di Belluno
Piazzetta Santo Stefano, 8/9
32100 Belluno
Tel. 0437 217311
Fax 0437 217363
E-mail dp.belluno@agenziaentrate.it
Prefettura di Belluno
Ufficio riconoscimento persone giuridiche
Piazza Duomo, 38
32100 Belluno
Tel. 0437 952425
Fax 0437 952463
E-mail prefettura.prefbl@pec.interno.it
Sito internet http://www.prefettura.it/belluno/multidip/index.htm 59
Costituire un’associazione
ROVIGO
Agenzia delle Entrate
Direzione Provinciale di Rovigo
Via Cavour, 19
45100 Rovigo
Tel. 0425 200711
Fax 0425 200041
E-mail dp.rovigo@agenziaentrate.it
Prefettura Rovigo
Ufficio riconoscimento persone giuridiche
Via L. Ricchieri detto Celio, 12
45100 Rovigo
Tel. 0425 428567
Fax 0425 428666
E-mail prefettura.rovigo@interno.it
Sito internet www.prefettura.it/rovigo/multidip/index.htm

VERONA
Agenzia Entrate
Direzione provinciale di VERONA
Via Fermi, 63
37136 Verona
Tel. 045 8496111
Fax 045 8496849
E-mail dp.verona@agenziaentrate.it
Prefettura di Verona
Ufficio riconoscimento persone giuridiche
Via S.Maria Antica, 1
37121 Verona
Tel. 045 8673401
Fax 045 8673610
E-mail prefettura.verona@interno.it
Sito internet www.prefettura.it/verona

60
INDICE

Premessa pag. 3

Aspetti generali e normativi pag. 4
Le “origini” legislative del Non profit pag. 4
Principali norme del volontariato pag. 6

Costituire una associazione pag. 8
Elementi necessari per la costituzione pag. 8

Quale associazione pag. 12
Organizzazione di Volontariato (OdV) pag. 13
Associazione di Promozione Sociale (APS) pag. 19
Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS) pag. 22

Il riconoscimento della personalità giuridica pag. 28

Iscrizione della OdV nel Registro regionale del volontariato pag. 30
Requisiti per l’iscrizione nel Registro regionale pag. 31
Procedura di iscrizione pag. 33
Rinnovo dell’iscrizione pag. 36

Iscrizione in altri registri pag. 39
Registro regionale della promozione sociale pag. 39
Anagrafe delle ONLUS pag. 41

Appendice normativa pag. 43

Recapiti utili pag. 59

61
62
Costituire un’associazione
Appunti
Appunti

63
Finito di stampare nel luglio 2011 da Cierre Grafica
via Ciro Ferrari 5, Caselle di Sommacampagna (VR)
tel. 045 8580900 fax 045 8580907
www.cierrenet.it

Questa pubblicazione è stata stampata su carta FSC®.
Il marchio FSC® (Forest Stewardship Council) identifica i prodotti che contengono legno proveniente
da foreste gestite in maniera corretta e responsabile, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.
CSV Centro Servizio per il Volontariato di Verona
via Cantarane, 24 - 37129 Verona
Tel. 045 8011978 - Fax 045 9273107
www.csv.verona.it - info@csv.verona.it

Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di Belluno
via del Piave, 5 - 32100 Belluno
Tel. 0437 950374 - Fax 0437 958273
www.csvbelluno.it - info@csvbelluno.it

Centro Servizio Volontariato Rovigo
viale Trieste 23 - 45100 Rovigo
Tel. 0425 29637 - Fax 0425 461154
www.csvrovigo.it - info@csvrovigo.it

Autore
Elena D'Alessandro, Ufficio Consulenze CSV Verona

Edizione aggiornata giugno 2011
ISBN 97888-96662-00-7