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Guida al colloquio del nuovo Esame di stato © Edizioni Bruno Mondadori 1999

P 24. IL ROMANZO STORICO E VERISTA
 Dopo aver goduto di largo successo in ambito illuminista, il romanzo conferma nell’Ottocento la
sua fortuna; in particolare il romanzo storico conosce larga diffusione nella prima metà del secolo,
esprimendo temi cari alla cultura romantica e risorgimentale come il sentimento, la natura, la patria,
e offrendo esiti di grande valore in particolare con Manzoni, Guerrazzi, D’Azeglio; la seconda metà
del secolo assiste invece alla diffusione del romanzo verista, “figlio” della cultura positivista del
secondo Ottocento, che ha in Verga il suo massimo esponente.

Lo sviluppo del romanzo fra il Settecento e l’Ottocento
 Il Settecento illuminista aveva riscoperto il romanzo come strumento privilegiato per sottoporre
a riesame critico il passato e proclamare l’autonomia e la libertà dell’intelletto umano rispetto a
qualunque forma di condizionamento.
 La fortuna del genere prosegue nell’Ottocento, in particolare presso il pubblico di
estrazione borghese, e sviluppa sempre nuovi sotto-generi in risposta a diverse sollecitazioni
culturali.
 In Inghilterra, per esempio, prevalgono i fermenti preromantici che, in polemica con la
tradizione classicista (fondata sugli ideali estetici di equilibrio e armonia), prediligono la
raffigurazione del prorompere caotico e tempestoso della passione, oppure di atmosfere
“pittoresche” dai tratti sognanti, che invitano l’individuo a smarrirsi nell’infinito. Tali
fermenti, che si coagulano attorno all’estetica del sublime, trovano un nuovo spazio di
espressione nel romanzo “gotico”, caratterizzato dalla predilezione per sinistre ambientazioni
medievali (donde il nome) e per vicende in cui predominano l’orrore e il soprannaturale.
 Vedi, sul testo di storia della letteratura, il contributo di Edmund Burke (1729-1797) alla
definizione della moderna distinzione estetica fra il sentimento del bello, che nasce dalla
contemplazione di forme armoniche ed equilibrate, e il sentimento del sublime, inteso
come il piacere che lo spirito prova trovandosi coinvolto da passioni terribili e sconvolgenti.
 In Francia, dove più forte permane l’istanza sociale sulla scorta dell’eredità illuminista, ha
particolare sviluppo il romanzo “di costume”, detto anche “realista” o “sociale”, che prelude
al romanzo naturalista ed è caratterizzato dall’attenzione alla realtà sociale contemporanea,
di cui vengono ricostruiti con cura gli ambienti.
 In tutta Europa largo successo ha il romanzo “storico”, che in Italia si colloca come spazio di
confronto fra istanze culturali diverse, assieme classiciste, romantiche e risorgimentali.
 Si ricorda che il termine “classicismo” indica in generale le tendenze estetiche fondate sul
concetto di armonia, di equilibrio, di misura, caratterizzate, in particolare, da un rapporto
organico con la tradizione classica; l’estetica romantica, invece, in risposta a certe tendenze
radicali della cultura illuministica, tende a riscoprire lo spiritualismo contro il materialismo
meccanicistico, la religione o comunque il senso dell’assoluto e del soprannaturale contro
l’ateismo razionalista, le ragioni della nazione e della storia contro il cosmopolitismo.

I caratteri del romanzo storico e i suoi modelli
 Se “individuo”, “storia”, “nazione”, “sentimento” sono le parole d’ordine della cultura
romantica, nessun genere letterario meglio del romanzo storico sembra adatto a incarnarle.
Tecnicamente si tratta di un sotto-genere del romanzo caratterizzato dall’inserimento di una
vicenda d’invenzione all’interno di un contesto passato, ricostruito con una certa
verosimiglianza storica. Particolarmente apprezzati sono gli ambienti medievali e
rinascimentali, di epoche considerate, nell’immaginario collettivo dell’epoca, come dominio
ancora incontrastato della passione e del sentimento; le azioni eroiche di individui eccezionali
vengono così inserite nel contesto più ampio delle dinamiche storiche e sociali che stanno al

equilibrio. è invece La battaglia di Benevento (1827). atroci e disumani delitti”. Francesco Domenico Guerrazzi (1804-1873). legato in particolare ai nomi di Alessandro Manzoni (1785-1873). e i guelfi guidati dagli Angioini di Francia.  I promessi sposi (1840) di Manzoni è un romanzo per molti versi anomalo: per l’ambientazione (la Lombardia del Seicento. forse il più celebre. storico. sopravviverà fino ai nostri giorni. maturità (in cui criterio è la ragione). in cui distingueva tre fasi dello sviluppo umano: infanzia (in cui criterio fondamentale di lettura della realtà sono i sensi). al quale è dovuta la fortuna di cui ancora oggi godono personaggi come il re-cavaliere Riccardo e l’eroe-bandito Robin Hood. in una sintesi per la verità non sempre perfettamente riuscita: l’opera narra l’amore del protagonista per la bella Ginevra.  Vedi nel testo di storia della letteratura il contributo teorico di Manzoni alla definizione del romanzo. la battaglia si risolse in una disfatta per i ghibellini e lo stesso Manfredi venne ucciso. pittore.  Sulla formazione e la diffusione del romanzo storico italiano dell’Ottocento esercitò un influsso determinante l’opera dello scozzese Walter Scott. maestro insuperato di trame costruite attorno ai più “crudeli. sviluppa una lucida denuncia della crisi etica della società contemporanea e assieme una riflessione meta- letteraria sulle ragioni. che dà senso alla storia dolorosa dell’umanità come alla vita drammatica dell’individuo).Il romanzo storico e verista fondamento stesso della moderna nazione italiana. Il romanzo storico in Italia  “Patria”.  Vedi. Massimo D’Azeglio (1789-1866). a Barletta.2 Percorso 24 . Chauvet (1820). romanziere. Il barone rampante (1957) e Il cavaliere inesistente (1959). i cavalieri italiani guidati dal Fieramosca vincono in duello contro i francesi. ironia. giovinezza (in cui criterio è il sentimento). che. così tipiche del genere. in particolare con la sua opera Principi della scienza nuova (1744). in particolare Ivanhoe (1820). l’amore) e sentimenti nazionali. fecero scuola in particolare per la straordinaria capacità dell’autore di mescolare sentimenti individuali (l’odio. i meccanismi e i modi della scrittura. sul testo di storia della filosofia.  D’Azeglio infine. “sentimento” sono le parole d’ordine che fanno la fortuna del romanzo storico italiano nell’Ottocento. figlio naturale di Federico II. i cui romanzi cominciarono a uscire in traduzione italiana a Milano a partire dal 1821. genero di Manzoni. I romanzi di Scott. nei saggi Dell’invenzione (1850) e Del romanzo storico (1851). che hanno offeso l’orgoglio nazionale accusando i nostri di vigliaccheria. nella cosiddetta Guida al colloquio del nuovo Esame di stato © Edizioni Bruno Mondadori 1999 . patriota di sentimenti repubblicani.  Il romanzo più fortunato di Guerrazzi. nella trilogia composta da Il visconte dimezzato (1952). ricostruzione che deve avere a fondamento la verosimiglianza) nella Lettre a M. uomo impegnato politicamente (dal 1849 al 1852 fu primo ministro del Regno di Sardegna) ci offre con Ettore Fieramosca o La disfida di Barletta (1833) un tipico esempio di romanzo in cui le ragioni del cuore si intrecciano a quelle della patria. insidiata dal perfido Cesare Borgia. in cui misura. nonché le riflessioni sul rapporto tra vero storico (gli eventi passati ricostruiti fedelmente sulla base delle fonti) e vero poetico (la ricostruzione della dimensione sentimentale e psicologica di individui immersi in contesti passati. che rievoca la battaglia combattuta nel 1266 fra i ghibellini di re Manfredi. il contributo di Giambattista Vico (1668-1744) alla formazione di questo “immaginario collettivo”.  Vedi nel testo di storia della letteratura i caratteri dei romanzi di Walter Scott (1771- 1832). “avventura”. per lo stile.  Il romanzo storico non muore con l’esaurirsi dello spirito romantico e risorgimentale. Manca infatti. sullo sfondo di un fatto storico: nel 1503. per esempio nella rivisitazione fiabesca di Italo Calvino (1923-1985). attraverso adattamenti e riprese. inquadrando l’avventura dell’eroe nel più vasto ordito della storia. pudore trattengono e frenano le effusioni sentimentali. che proprio nel Medioevo e nel Rinascimento affonda le proprie radici. ambientati in un’Inghilterra medievale e cavalleresca dai contorni storici per la verità spesso piuttosto indefiniti. anziché i più consueti scenari medievali o rinascimentali). per il contenuto ideologico (una parabola cristiana che ha per autentica protagonista la provvidenza di Dio.

 L’esaltazione della scienza e del metodo sperimentale. alla ricerca di un ordine nel caos della vita. come il protagonista Guglielmo da Baskerville. conosce un importante tentativo di applicazione in campo artistico nell’ambito della scuola naturalista francese. caratterizzato da violenti contrasti all’interno della Chiesa stessa. vedi anche quanto riguarda i principi della lotta di classe e della dittatura del proletariato. in particolare per quanto riguarda la cosiddetta questione meridionale. il determinismo comportamentale. per lasciare il posto ad un nuovo modello sociale.  Particolare rilievo assumono le discussioni che hanno per oggetto l’idea di “progresso”. verifica sperimentale) deve essere applicato anche alle scienze umane e sociali. singolare figura di frate-detective.  Interessante anche la recentissima rivisitazione del genere ad opera di Umberto Eco (1932). Quanto al resto d’Europa. ne Il nome della rosa (1980). riprendendo e adattando il romanzo sociale di Honoré de Balzac (1799-1850). caratterizzato da rapporti sempre più stretti tra ricerca scientifica. di matrice illuministica.  Vedi nel testo di storia i caratteri e i problemi di ordine interno. Guida al colloquio del nuovo Esame di stato © Edizioni Bruno Mondadori 1999 . tappa fondamentale verso una società senza classi. il IX secolo di Agilulfo dei Guildiverni (il cavaliere che non c’è. l’attenta ricostruzione del contesto storico. intende la letteratura come uno strumento di analisi scientifica della realtà contemporanea. una buona e una cattiva). vuota armatura animata solo dalla forza di volontà e dalla fede) sono gli scenari in cui Calvino ambienta le sue parabole fiabesche e paradossali. il Sette-Ottocento di Cosimo Piovasco di Rondò (che salito su un albero a dodici anni non recederà mai più dalla sua scelta di vita arborea). giungendo ad un’autentica ideologia del progresso che troverà nel positivismo la sua principale espressione. nella ricerca – perennemente frustrata – di raggiungere una verità ultima e definitiva. Alcuni vedono infatti nel “progresso” tecnologico e industriale un fattore strutturalmente inevitabile ma destinato per sua stessa natura ad essere superato. applicazioni tecnologiche e produzione industriale. ma ora riletta alla luce dell’accelerazione economica e sociale impressa dal capitalismo industriale. catalogazione e comparazione dei fenomeni. vedi i caratteri del profondo processo di riorganizzazione della borghesia capitalistica.  Altri invece sostengono che il progresso inarrestabile della scienza e della tecnologia è destinato ad offrire all’umanità un futuro di prosperità. elaborazione di leggi generali. che è un messaggio “semiotico”: la realtà e i suoi fondamenti (dunque anche Dio) sono segni enigmatici che l’uomo deve investigare. esperto di semiotica (la “scienza dei segni”). offre uno sfondo complesso al messaggio di fondo del romanzo. che.  Vedi nel testo di filosofia la fondamentale riflessione di Auguste Comte (1798-1857) sviluppata nel Corso di filosofia positiva (1830-1842): l’idea di base è che il metodo delle scienze sperimentali (osservazione. soprattutto laddove il filosofo sostiene che a regolare la storia umana sono i rapporti economici (strutture). analisi. legata in particolare a Zola (1840-1902) che. il radicalismo materialista. della storia e della scrittura. da cui derivano le manifestazioni culturali e ideali della civiltà (sovrastrutture) nelle sue varie fasi storiche. Dal romanzo storico al romanzo verista  Il passaggio dal romanzo storico del primo Ottocento al romanzo verista del secondo Ottocento è legato a diversi ordini di fattori. che il positivismo diffonde in Francia e poi in tutta Europa. ha offerto un modello particolarmente significativo di romanzo storico “postmoderno”: si tratta di un giallo ambientato in un monastero benedettino nel XIII secolo.3 Percorso 24 .Il romanzo storico e verista “trilogia degli antenati”.  Vedi nel testo di storia della filosofia i fondamenti del pensiero di Karl Marx (1818- 1883). un’autentica pretesa di ricostruzione storica: il Settecento del visconte Medardo di Terralba (destinato da una cannonata turca a vivere temporaneamente diviso in due parti. di qui l’evoluzionismo sociale. e i suoi risvolti sociali. tra cui lo sviluppo politico e sociale del nostro paese e il progresso tecnico-scientifico ed economico che coinvolge buona parte dell’Europa.

si batté per la diffusione in Italia dei principi narrativi del naturalismo francese. ovvero: adesione “oggettiva” alla vita nei suoi aspetti materiali e concreti. che deve sembrare “essersi fatta da sé”. degli “squarci di vita” i cui protagonisti. incarnati nei personaggi del vecchio padron ’Ntoni. affresco storico e sociale ambientato a Catania nell’età di passaggio dal regime borbonico allo Stato unitario. le novelle comprese nella raccolta Documenti umani (1888) e il romanzo I Viceré (1894). non trova quel che cerca e perde quel che aveva. L’uomo di lusso. nei suoi romanzi. custode della tradizione. romanzi come I Malavoglia (1881) e Mastro don Gesualdo (1889) incarnano perfettamente i principi della nuova narrativa verista. è l’amara e fatalista “morale” della vicenda della famiglia Malavoglia. “manifesto” del verismo verghiano.  Vedi la prefazione alla novella L’amante di Gramigna. Particolarmente significative sono in tal senso opere come Teresa Raquin (1867) o L’ammazzatoio (1877). di De Roberto. avrebbe dovuto comprendere La duchessa di Leyra. Chi vuole più di quel che ha. la ricostruzione dettagliata degli ambienti e dei contesti socio .  Vedi una rappresentazione compiuta dell’“ideale dell’ostrica” nella novella Fantasticheria.Il romanzo storico e verista  Vedi nel testo di storia della letteratura i caratteri della narrativa di Émile Zola (1840- 1902). Guida al colloquio del nuovo Esame di stato © Edizioni Bruno Mondadori 1999 . alle “vittime” delle trasformazioni sociali e politiche in atto nel Sud dopo l’unità d’Italia. In particolare. esemplari sono anche i capitoli XI-XIII dei Malavoglia. agiscono sulla base di un comportamento rigidamente determinato dai caratteri ereditari e ambientali. appartenenti per lo più alle classi medio . quindi I vinti. Essa è vittima di se stessa e di una società senza più leggi che non siano quelle dell’avidità e del tornaconto. in particolare l’osservazione analitica della vita nelle sue manifestazioni concrete.  3) Giovanni Verga (1840-1922). dalle più basse alle più alte (il piano dell’opera è sinteticamente presentato dallo stesso Verga nella Prefazione ai Malavoglia).  2) Luigi Capuana (1839-1915).  Vedi.economici. senza che vi si avverta la presenza “deformante” dell’autore. che. il massimo esponente della narrativa verista. all’interno di diverse classi sociali. e del giovane nipote ’Ntoni.  La prima compiuta realizzazione dei nuovi principi ideologici ed estetici del verismo è rappresentata dalla raccolta di novelle Vita dei campi (1880). I romanzi di Giovanni Verga  I principi della narrativa naturalista vengono rielaborati in Italia dal movimento verista.4 Percorso 24 . impersonalità dell’opera d’arte. Scopo del ciclo era quello analizzare diverse figure di individui sconfitti dal progresso. intitolato dapprima La marea.basse. tra i suoi principali esponenti vanno ricordati i seguenti.  1) Federico De Roberto (1861-1927). oltre a I Malavoglia e a Mastro don Gesualdo. che aderì ai principi del verismo ma conservando una predilezione spiccata per l’approfondimento psicologico dei personaggi. che raffigura. I Malavoglia analizzano impietosamente la violazione del cosiddetto “ideale dell’ostrica” cioè lo sconvolgimento dell’ordine di valori tradizionale (fondato sul senso della famiglia e dell’onore) scatenato in una povera famiglia di pescatori dal miraggio del “progresso”. L’onorevole Scipioni. il verismo verghiano raggiunge la piena maturità con i romanzi di un progettato ciclo. assetato di novità e di riscatto sociale. attenzione alle classi meno fortunate. il criterio dell’impersonalità della narrazione. in cui “vecchio” e “nuovo” sono messi drammaticamente a confronto. di cui dà prova nelle sue raccolte di novelle e nei suoi romanzi. il principale teorico del movimento.