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cultura, appuntamenti, mode e personaggi

MERCOLEDÌ 25 APRILE 2007

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Sabato il Ducale ospita, con il sostegno del Secolo XIX, ZenaCamp, festosa riunione di 200 internauti italiani

LA SCENA si svolge in California, la patria di tutto ciò che è internet a ben vedere, due anni fa. Immaginate per un attimo di trovarvi a gironzo­ lare in un campeggio alla buona dove le tende, molto semplici, sono instal­ late l’una vicino alle altre e bisogna fare attenzione, passando, a non in­ ciampare nei tiranti. Il luogo non è certo “mozzafiato”, come alcune ba­ nali riviste di viaggi si ostinano a defi­ nire i luoghi interessanti, e a guar­ darlo bene, neanche discreto. Ep­ pure il “Camp” è decisamente ani­ mato e tutti sembrano apprezzarlo per la qualità dei discorsi e delle per­ sone intervenute e si passa senza so­ luzione di continutità dalla relazione più “tradizionale” al semplice cap­ pannello di persone che approfondi­ scono un tema specifico. In breve il fenomeno attraversa l’oceano e non si contanto più le città cheospitanoquestieventi,daLondra a Bangalore, da Parigi a New York. Stiamo parlando dei BarCamp, nati perdiscutereliberamentediinternet e nuove tecnologie non solo fra esperti. Il primo BarCamp italiano si è svolto l’anno scorso a Milano, se­ guito da Torino, Roma ed altri an­ cora. Ora è il turno di Genova, che sa­ bato prossimo, dalle 10 alle 18, ospita a Palazzo Ducale il suo primo camp, ribattezzato per l’occasione Zena­ Camp, con il supporto del Secolo XIX edialtrisponsor,fracuiTiscali,Cape ovviamente Mentelocale che mette a disposizione gli spazi e partecipa at­ tivamente all’organizzazione. Ma come funziona un BarCamp? Presto detto: basato sull’osserva­ zione che spesso la libera partecipa­ zione di “esperti” e semplici curiosi è più interessante di paludati con­ gressi, il BarCamp è una “non­confe­ renza” che permette ad ognuno di es­ sere spettatore e, se lo desidera, rela­ tore. Chi non vi ha mai partecipato può pensare al BarCamp come ad unaconferenzaestremamenteinfor­ male e “aperta”, senza un’organizza­ zione centrale propriamente detta. In pratica si arriva alla mattina, nel caso dello ZenaCamp alle 10, nel luogo convenuto per il Camp e chi lo desidera si propone come relatore, semplicemente apponendo un post­it sull’apposita lavagna con il ti­ tolo dell’intervento e l’ora relativa. Ovviamente si può anche semplice­ mente ricorrere alla lavagna per ap­ puntarsi le relazioni più interessanti

blogger

La scuola ligure dei

da seguire nelle tre sale che anime­ ranno lo ZenaCamp. La partecipazione appare più che lusinghiera scorrendo la pagina web dell’evento, http://barcamp.org/Ze­ naCamp, dove ci si può iscrivere gra­ tuitamente, contando duecento par­ tecipanti da tutta Italia, fra cui alcuni veri “esperti” di internet e dei blog coniqualisaràunpiacereconversare e approfondire temi e curiosità rela­ tivi al mondo della Rete in un’occa­ sione assolutamente informale. Tornando al tema della Liguria possiamo cogliere l’occasione per notare che (dati Istat) la partecipa­ zione dei liguri alla rete è di tutto ri­ spetto: a fine 2005 il 30% abbon­ dante della popolazione usava inter­ net e con una media regionale della penetrazione broadband (ovvero dellaconnessioneveloceadinternet) più alta della media nazionale. Non stupisce quindi che si parli, specie Andrea Beggi sul suo blog www.an­ dreabeggi.net, di “Scuola ligure” dei blogger, con un parallelo ­ scherzoso ­conilfenomenodeicantautori.Vale la pena quindi citare almeno, tra i tantissimi e in rigoroso ordine sparso, i blog liguri di: Franco Carlini, un vero “guru” cheparladeglisviluppidellaRetecon particolare riguardo all’evoluzioni mediatiche, a http://chipsand­ salsa.wordpress.com/; Federico Fasce, molto attento alle interazioni sociali di internet , a http:// www.kurai.eu/; Mitì Vigliero, che pubblica degli articoli particolar­ mente gustosi sulla storia di Genova e della Liguria, a http://www.placi­ dasignora.com/; Tambu, uno pseu­ donimo che “nasconde” una cronaca giornaliera di passioni per tutto ciò che è internet e tecnologia, a http:// blog.tambuweb.it/; Marina Rossi, attenta osservatrice della nuova ge­ nerazione a contatto con le tecnolo­ gie a http://redpill.blogsome.com/; Alberto D’Ottavi, genovese “emi­ grato” da anni a Milano che racconta molto puntualmente le novità me­ diatiche che coinvolgono la rete a http://www.infoservi.it/dblog/ Insomma, noi ci saremo a questo primoZenaCamp,curiosiedattentia cercare di capire come il mondo sta cambiando e con che strumenti. Ve­ diamoci li, dove internet incontra il pesto.
MARCO FORMENTO formento@ilsecoloxix.it

Così, un gruppo di esperti di internet, passa il suo tempo al CampBar

I Camp sono informali. Può parlare chiunque: basta iscriversi (foto in alto)