DELLA SAPIENZA DOBBIAMO PARLARE CON SAPIENZA di Sergej S.

Averincev Presidente del Comitato Scientifico Nel 28° capitolo del libro di Giobbe, nell’ultima risposta del Sofferente agli amici che gli danno consigli ingiusti, inaspettatamente incontriamo il cosiddetto Elogio della Sapienza. Come il famoso primo coro dell’Antigone di Sofocle (πоλλά τά δεινά …, v. 332 e segg.) questo inno comincia descrivendo i successi tecnologici dell’uomo, che è capace di fare cose stupefacenti: scendere nelle viscere della terra, estrarvi minerali nascosti e fonderne metalli, scavare rocce per cercare gioielli e scandagliare il fondo dei fiumi (Giobbe 28,1-11). Ma c’è un gioiello più nobile e più utile per l’uomo, la Sapienza, per attingere la quale tutti i metodi tecnici e commerciali sono inutili, che non si può trovare né nelle profondità terrestri, né dentro il mare, non la si compra con tutto l’oro di Ofir né con i topazi d’Etiopia (28,12-19). Ma dov’è, dov’è essa allora? La domanda è posta due volte (28,12 e 20). Né gli uomini, né gli uccelli che esplorano il cielo, né le oscure forze dell’aldilà – la Morte, il misterioso Avaddon (personificazione dell’Abisso) – sanno dove si trovi (28,21-22). Nessun sapere che non sia da Dio – né quello pragmatico-razionale, né quello “occulto” – conosce quel che più vale. Solo Dio sa della Sapienza, Egli l’ha rivelata due volte: prima nel piano misterioso della Sua creazione, poi nel cammino di adorazione, di “timore di Dio”, che Lui stesso ha donato all’uomo (28,23-28). Prima di risolverci a parlare della Sofia, Sapienza di Dio, dobbiamo rivivere in noi stessi l’esperienza espressa con mirabile forza in questo testo del libro di Giobbe. La Sapienza di Dio, di cui hanno parlato i mistici d’Occidente e di Russia, è qualcosa che trascende l’approccio razionalistico, sia quello pratico dei figli di questo mondo che quello degli gnostici.

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“L’amore perfetto scaccia il timore” (I Gv 4. oppure un Essere? Il puro Verbo della Rivelazione biblica.18). dove grazie a Vladimir Solov’ëv. Questo vale anche per quelli di noi che intendono svolgere una semplice analisi dei dati storici. “Il principio della Sapienza è il timore del Signore”: queste parole si ripetono più volte nella Bibbia (Sal 111. sulla bocca dei suoi diversi profeti non ha sempre lo stesso identico significato. a Vladimir Ern. che “è stoltezza davanti a Dio” (I Cor 3. 2 . a Pavel Florenskij. Non sentiamo forze le loro voci intorno a noi? Ma quale “verginità”? Quale “castità”? Quale “timor di Dio”? Come si possono impiegare tutte queste parole repressive e autoritarie? L’impiego di queste parole non è stato praticamente vietato? “Chi può intendere questo linguaggio”? (Cfr. Ancor più forte è l’ira da parte dei figli di questo mondo. Gio 6. Seconda Persona della Trinità (I Cor 1. ha assunto una particolare importanza per la filosofia cristiana. Né l’atteggiamento negativo è assunto solo da prudenti conservatori. L’amore dà la forza per essere audaci. Pr 7 e 9. non la pienezza.24)? Il disegno del Creatore sulla Creazione immacolata. a Sergej Bulgakov e altri. e ancor più per chi ambisce addirittura a una sintesi. È unicamente esso ha il diritto di farlo. è possibile ritrovare in questi vari significati una certa costante? Quali sono i militi di un legittimo discorso sulla Sofia Sapienza di Dio? Il pensiero sulla Sofia ha suscitato e suscita ancora oggi una aspra opposizione da parte dei tutori dell’ortodossia in Russia. cioè per la sintesi. o una fantasmagoria di eretici? Uno dei nomi del Cristo-Logos.10). Il timore del Signore ci purifica dalla saggezza di questo mondo. La discussione sul nome della Sofia è lungi dall’essere esaurita. Il principio.10. prefigurato nella purezza verginale di Maria? Se il nome della Sofia nelle diverse testimonianze della Scrittura e della Tradizione.19).Cosa è la Sofia? Una personificazione metaforica.60) Ma della Sapienza non si può parlare altrimenti che con l’ausilio della Sapienza stessa.

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