You are on page 1of 18

La trave Gerber

Università degli studi di Catania - Facoltà di Architettura con sede in Siracusa
Corso di Statica e Stabilità delle costruzioni murarie - Prof. Arch. S. Di Pasquale
a. a. 2002/2003 studente: Daniele Giada

.........Prof...tav.............. 15 Conclusioni....... 10 Ponte a Cernavoda sul Danubio............................................................................................tav..........tav..... 5 La disposizione delle cerniere..............................tav................. 3 Dal comportamento statico ai parametri progettuali....................... 7 Le applicazioni nell’antichità....................... Di Pasquale ...................................................................... 11 Riccardo Morandi - il tema della travata isostatica...........................tav................................12÷14 Riccardo Morandi - il tema della trave strallata........................tav.................................................................... 4 Dalla trave continua alla trave Gerber.................................................................... 1-2 La teoria della trave continua........................................................tav...........La trave Gerber Indice Lezioni sulla trave Gerber (appunti del corso).......tav..........................Facoltà di Architettura con sede a Siracusa Corso di Statica e Stabilità delle costruzioni murarie ............................................ Arch.................................................................................................................................. 8-9 Le applicazioni nell’età moderna Firth of Forth Bridge............tav........................studente: Daniele Giada .................. 16 Università degli studi di Catania ...................tav..tav............tav....................... S... 6 Le proporzioni....................

l’unica Nel sistema trilitico. cioè arci + trave. S. la frattura della trave si verifica perché a rimanere rigida. problemi sopra accennati era quella di utilizzare travi Una trave appoggiata agli estremi è soggetta a delle “prefratturate”. scrivendo che il materiale che si utilizzava (la pietra) è Ma allora. Soluzione catalogata da John Ruskin in The Seven Lamps of Architecture. 2002/2003. Portale del duomo di Prato Università degli studi di Catania . o meglio. una davanti e una dietro. Di Pasquale .Prof. la trave si costituito da due travi. Nei templi. questa non è riuscita a sopportare il peso che doveva Una soluzione spesso adottata in passato per ovviare ai sostenere. cedendo. La fondazione di uno dei piedritti può infatti Il termine architrave deriva da arche (greco) + trabs essere più debole e. Di Pasquale . S. Viollet Le inflette e si creano azioni di taglio Duc spiega questa soluzione nei suoi Entretiennes. Arch. spesso. nel punto in cui il Prato. Un esempio ci è fornito dal portale del duomo di sono quelle prodotte dalla flessione. Le tensioni preponderanti cuneo. Una trave è un solido il cui asse è una linea percorsa dal baricentro della figura. composte da più elementi a tensioni di flessione e taglio. quindi si pensava di rafforzare l’architrave con due assecondare tale movimento? travi. 1 La trave Gerber Lezioni sulla trave Gerber Appunti del corso di Statica e Stabilità delle Costruzioni Ma se si verifica una frattura ad una delle estremità della Murarie . che compone la trabeazione Consideriamo.Facoltà di Architettura con sede a Siracusa Corso di Statica e Stabilità delle costruzioni murarie . una trave su quattro insieme al fregio e alla cornice.a. ad esempio. importante di un gruppo.a. ciò non dipende dalla flessione ma da cedimenti dei vincoli. momento è maggiore: in mezzeria. come dev’essere questa trave per fragile.Prof. l’architrave. quindi l’elemento principale di una costruzione. trave. dove arci definisce la cosa più movimento dell’architrave. è appoggi: se uno degli appoggi si abbassa.studente: Daniele Giada . La soluzione è quella di utilizzare una trave Gerber. può provocare un (latino). pur consentendo il movimento.

Nel 1953 viene richiesto il suo intervento all’anfiteatro di Verona. dove l’ala destra aveva subito un cedimento e rischiava di crollare. Non si producono deformazioni Un’altra applicazione di questo tipo di trave la troviamo elastiche anche se vi è il nel Mercato dei Fiori di Pescia (PT) di Leonardo Savioli.basilica. S. Università degli studi di Catania . materiale questo Morandi sperimenta l ’uso della trave Gerber in resistente a trazione.Teatro marittimo. collaborazione con Ferdinando Forlanti. aumentando poggia una trave in legno sulla quale poggia un fregio lo sforzo normale. Numerose sono le applicazioni soprattutto nei ponti. Foro di Pompei. Di Pasquale . Qui le Morandi applica qui la tecnica della precompressione colonne sono fatte in mattoni cotti. La trave Gerber è sta introdotta solo nel 1866. diminuisce l’eccentricità o fuori- formato da pietre irregolari.Prof. 100 x 100 m.studente: Daniele Giada . sopra le colonne per stabilizzare la struttura (in questo modo. in particolare nel Teatro Marittimo. del foro di Pompei erano in legno. quindi usato per elementi tesi. Tivoli. Tra le diverse applicazioni di questo tipo di trave. Villa Adriana . Altri esempi di uso dell’antichità della trave prefratturata li Si tratta di un edificio a pianta quadrata di dimensioni ritroviamo nella basilica di Tindari. 2 La trave Gerber Lezioni sulla trave Gerber Un altro esempio lo troviamo nel Foro di Pompei. diviso in fasce di 20 x 100 m. Per molti studiosi gli architravi piombo). realizzato con travi ad asse curvo. cedimento di una colonna. e a Villa Adriana a Tivoli. vi sono i progetti dell’Ing. realizzato tra il 1970 e il 1981. poiché prima si era in possesso di conoscenze empiriche.Facoltà di Architettura con sede a Siracusa Corso di Statica e Stabilità delle costruzioni murarie . Tindari . Arch. Riccardo Morandi.

Arch. Ma ci si può domandare se tale imperfezione di tali incastri è misurato dall'ampiezza della era l'interpretazione del comportamento statico data dai rotazione che la curva elastica manifesta sugli appoggi costruttori del tempo. su un pilastro Nella trave continua l'economia che regola la distribuzione centrale che dei momenti flettenti fra le varie campate è governata taglia in due la dalla solidarietà e dalla continuità statica che si realizzano l u c e . l'ampiezza di Il vantaggio offerto dalla trave incastrata sta nel fatto che. ad eventuali cedimenti degli incastri o dei vincoli di come la struttura della grotta preistorica della Menga (fig. Di Pasquale . estremi. 2). Non è difficile verificare che la trave di ogni campata si un sottofondo di terra battuta che consente. dove le lastre monolitiche di copertura poggiano. tra campata e campata.Facoltà di Architettura con sede a Siracusa Corso di Statica e Stabilità delle costruzioni murarie . Università degli studi di Catania . su grandi pietre verticali.studente: Daniele Giada . estremi di ciascuna campata. in mezzeria.come una trave limiti. continuità. tre appoggi è assicurata dal fatto che le fondazioni non poggiano su terreno rigido ma si Fig. agli estremi.Prof. mentre. il sollecitazione) dalle caratteristiche di flessibilità proprie momento flettente assume.nel caso più generale . Ne ben presente che il momento al centro è molto sensibile esistono però alcuni esempi antichissimi e molto curiosi. 1 Dolmen megalitico della Menga. S. a sua volta. tale rotazione dipende (a parità di condizioni di in presenza di un carico uniformemente distribuito. in corrispondenza degli appoggi L'efficacia dei intermedi. l'assestamento dei piani di posa e delle imperfettamente incastrata alle estremità. al centro. Il grado di corrispondenti reazioni. e che esso aumenta molto rapidamente 1). Bisogna però tener l'istituzione di una teoria dei problemi iperstatici. un valore pari ai della sezione immediatamente precedente e di quella 2/3 di quello che si ha in una trave della stessa luce. immediatamente successiva a ciascun appoggio semplicemente appoggiata (fig. La teoria della trave continua 3 La trave Gerber La trave continua non poté svilupparsi se non dopo momento si riduce a 1/3 di tale valore. agli quando diminuisce la rigidezza degli. entro certi comporta . il intermedio. incastri. 2 t r o v a n o impostate su Fig.

vale a dire l'ampiezza delle oltre a talune correzioni ottiche. Se si studia il profilo di una trave continua. Nei riguardi degli sforzi di taglio. 3 trovarsi maggiormente sollecitate in corrispondenza degli appoggi intermedi. si osserva che la legge di variazione dei momenti flettenti impone di a) aumentare fortemente l'altezza delle sezioni di estremità. Tale sono interpretate dai parametri progettuali che disposizione offre anche un effetto estetico piacevole. La trave continua con luci tutte eguali presenta vantaggi analoghi in presenza di carichi uniformi applicati simultaneamente su tutte le campate (fig.studente: Daniele Giada . portanti del sistema. Ma tali vantaggi si riducono in presenza di carichi concentrati o di carichi mobili. e si conseguono estremità di una generica campata intermedia pertanto vantaggi economici interessanti. Di Pasquale . 4 flettenti è molto minore (fig. 4). si ha una migliore materializzare i gradi di imperfezione degli incastri alle distribuzione dei momenti flettenti. la rigidezza flessionale locale delle sezioni artifici siano frutto di una acuta intuizione strutturale. rette nelle diverse campate.Prof. 3 b). 3 a). Università degli studi di Catania . 4 La trave Gerber Dal comportamento statico ai parametri progettuali Il meccanismo tramite il quale si vengono a Con travi di sezione costante. in effetti. b) non vi sono invece grandi differenze fra travi appoggiate e travi continue. le condizioni di dell'ampiezza dei vani estremi ed una inclinazione delle carico e le condizioni di vincolo delle sezioni di estremità colonne laterali verso l'interno. queste ultime possano Fig. intervengono globalmente a caratterizzare le capacità Nel gioco raffinato dei colonnati ellenici si ritrovano infatti. se si riducono obbedisce a precise leggi di economia statica. benché. S. prossime agli appoggi. in quanto la riduzione dei momenti Fig. Arch. e non vi è dubbio che tali della trave. Da qui l'opportunità di creare delle mensole agli estremi delle campate. Tali leggi le luci estreme rispetto a quelle centrali (fig.Facoltà di Architettura con sede a Siracusa Corso di Statica e Stabilità delle costruzioni murarie . anche una riduzione campate (in senso assoluto e relativo). e ciò per un tratto relativamente corto.

su tale sistema. il costruttore Heinrich a) Gottfried Gerber (1832-1912) di Norimberga applicò per primo fin dal 1866 il principio. 6 b) rimane rettilinea nei suoi la trave continua subisce un mutamento del regime vari tratti (quindi non è affaticata). In una trave vincolata isostaticamente. basta la rottura accidentale di una sezione perché si verifichi il crollo di tutta la struttura. già teoricamente indicato da altri.Facoltà di Architettura con sede a Siracusa Corso di Statica e Stabilità delle costruzioni murarie . alcune volte inevitabili. 5 contrario.studente: Daniele Giada . collegati fra loro a cerniera (fig. vincoli). esigenza che si ritrova in ä di un appoggio: mentre la trave continua (fig. statico che risulta generalmente sfavorevole. di suddividere la trave continua in più tronchi. mentre una trave isostatica non risente alcun effetto. S.Prof. altri come travi appoggiate su due punti e a sbalzo dagli appoggi. vanno rilevati alcuni componenti dei carichi secondo l'asse della trave) non inconvenienti. Ad ovviare a tale inconveniente. la trave Gerber (fig. si la natura del suolo. per piccole degli appoggi. per differenze di livello anche perché la trave Gerber s’impiega utilmente quando. 5 La trave Gerber Dalla trave continua alla trave Gerber La trave continua offre notevoli vantaggi in confronto ad una successione di più travate indipendenti. ovvero semplicemente appoggiati. però. alcuni dei quali si comportano come travi b) semplicemente appoggiate alle estremità. Fig. dal punto di produce alterazione alcuna nelle sollecitazioni. Arch. In presenza di cedimenti. in analoghe condizioni. 6 Università degli studi di Catania . si temono cedimenti degli appoggi. 6 a) tutte le strutture iperstatiche. Di Pasquale . Ecco vista della stabilità. un eventuale dislivello esaurite le capacità resistenti di altre sezioni. 5). di cui poiché essa non ne è influenzata. Al Fig. Una conferma diretta si risentono sensibilmente tutte le campate della trave. degli appoggi (finché siano trascurabili eventuali A fronte di questi vantaggi. producono variazioni notevoli nelle sollecitazioni. fra i quali il più degno di nota. una costruzione iperstatica continua a resistere fino a che non siano È evidente che. è che. ha confrontando il comportamento di una trave Gerber Il buon funzionamento della trave continua richiede la con quello di una trave continua in seguito al cedimento perfetta fissità degli appoggi. s’incurva (quindi sorgono tensioni interne e reazioni dei però.

terza trave centrale di luce ridotta.Facoltà di Architettura con sede a Siracusa Corso di Statica e Stabilità delle costruzioni murarie . Bisogna infatti tener presente che una trave rettilinea di La disposizione più comune ed opportuna è quella nella cui s'impedisca la dilatazione esercita delle spinte quale alternativamente le diverse campate presentano orizzontali molto intense che è praticamente impossibile due. S. e collegate a cerniera da una longitudinale è invece indipendente dalla luce. 8 Università degli studi di Catania . se il carico applicato alla trave fosse fisso e le cerniere coincidessero con i punti di momento nullo. per mezzo di cerniere. vedremo che il grafico La suddivisione della trave a più appoggi in travi del momento sarà come in figura 8. staticamente determinate. non si devono avere più di due cerniere fra due appoggi. cioè ad una trave di sole tre campate. lo sforzo nella campata centrale. Inoltre. contraddistinguono le economie statiche della trave a) continua. 7. Tanto che. evitando di concentrarle sugli appoggi numero qualunque di appoggi. Fig. la trave Gerber potrebbe sostituire la trave continua b) senza alcuna modificazione nelle sollecitazioni e quindi ne garantirebbe i benefici statici. d) Mediante impiego di cerniere e di carrelli articolati. in c) e in d) gli stessi tipi nel estremi. Se facciamo riferimento al assorbire. Fig. caso frequente di quattro appoggi.Prof. né più di due appoggi fra due cerniere. 7 dunque. possono essere tollerate.studente: Daniele Giada . ovvero nessuna cerniera. si possono ripartire le deformazioni longitudinali La figura 7 rappresenta in a) e in b) i due tipi possibili per un delle travi. Arch. In assenza di cedimenti. 6 La trave Gerber La disposizione delle cerniere Con una conveniente scelta dei punti di interruzione. Infatti in tal modo si otterrebbe un caso singolare di coincidenza di regime statico fra una figura iperstatica e una isostatica. contando su piccoli con due travi di estremità che si protendono a sbalzo assestamenti dei vincoli. per la giusta distribuzione dei vincoli. si Altrimenti nel primo caso si ha un tratto labile e nel possono ancora conseguire gran parte dei benefici che secondo si ha un tratto iperstatico. le cerniere devono essere tante quanti sono gli appoggi meno due. senza tuttavia c) manifestare l'inconveniente sopra accennato. Di Pasquale . In generale. può essere realizzata in vari modi. Solo per luci molto modeste le dilatazioni caso c) della fig.

sia nelle zone appoggiate che prefabbricate e vengono poste in opera dopoché sono nelle travi bilanciate.nel Si osserva tuttavia che in tal modo si hanno degli sbalzi caso di carico uniformemente ripartito su tutte le campate relativamente piccoli e delle travi intermedie di luce l1 . condizione che. Per tale motivo che le variabili sono rappresentate dal rapporto l3/ l4 e dal generalmente si preferisce adottare un rapporto: rapporto l1/ l4. il rapporto l3 / l1+2 l4 oscilla tra 1.133 l1+2 l4 In .213 l1 (fig. specie se le travi di luce l1 sono momenti positivi e negativi. corrispondentemente. Pertanto le combinazioni di luci l1+2 l4 possono essere infinite. il che può costituire un consentono di realizzare eguali ordinate massime di inconveniente costruttivo.Prof. in tal caso il criterio di economia statica nella distribuzione dei momenti flettenti prima precisato richiede che sia l4 = 0. Con riferimento alla figura 5 si osserva già state realizzate le travi bilanciate. 9 b). Costruttivamente può essere consigliabile adottare l4 = 1/3 l1. 9 a). delle travi di luce l1.lo studio delle ampiezze delle luci di campata che relativamente grandi.055 e 1.133 (fig.studente: Daniele Giada . Arch.effetti nelle travi Gerber la luce l4 dello sbalzo oscilla tra Fig. 9 1/4 ed 1/3 della luce centrale l1 e. in quanto gli sbalzi della trave bilanciata sono caricati non solamente dal carico permanente ma l3 anche dai carichi concentrati corrispondenti alle reazioni >1.Facoltà di Architettura con sede a Siracusa Corso di Statica e Stabilità delle costruzioni murarie . imponendo l'eguaglianza nei valori assoluti dei momenti positivi e negativi. Università degli studi di Catania . offre: l3 = 1. ossia che risulti costante la luce tra gli appoggi. S. Di Pasquale . Può ad esempio interessare che risulti: l3 = l1 + 2 l4. 7 La trave Gerber Le proporzioni Nella trave Gerber può essere interessante proporsi .

” Credo che il racconto di un episodio personalmente vissuto da S. tra due geometrico vagamente estetico. alla domanda sul perché le porte di ingresso con gli alloggi alle abitazioni fossero realizzate con un architrave composto delle travi secondarie in da tre parti. che avrebbe deturpato Fig. oggi Ragusa. campagna di indagini effettuate sul tessuto edilizio dell'antica Particolare della travata in pietra Ibla. certamente non determinare gli effetti. MARSILIO (prefazione). coerente con le conoscenze Fig. le sue cause erano i cedimenti delle fondazioni. Le applicazioni nell’antichità 8 La trave Gerber “Non penso che la capacità di intervenire in simili frangenti con Vitruvio sulla necessità di realizzare fondazioni rigidissime lo scopo di controllare e. Di Pasquale. forse sarebbe più giusto. 11 Pompei. effetti la frattura dell'architrave. ad avere una forma rispondente a un criterio centrale dell’architrave. che i suoi costruttori potevano avere. intervenire per trovavano così una chiara e semplice motivazione cui modificare il risultato sia classificabile come scienza perché probabilmente mai sarei giunto perché condizionato dal l'intuizione di una causa non implica la capacità di misurarla. la tecnica era rappresentata dalla come già scrissero gli annalisti francesi. oggi . 10 (a fianco) Pompei. “L’arte del costruire . il Foro. S. di cui una piccola centrale posta a guisa di cuneo legno.Tra conoscenza e scienza”.ma non riuscivo a Prospetto dell’angolo sud- ovest con le fratture trovare una motivazione precostituite dalle sconnessioni. mi fu risposto che quello era l'unico modo per obbligare l'inevitabile frattura. Avevo già notato la straordinaria fattura dell'architrave del foro pompeiano . 10. possa servire da chiarimento. il Foro. La soluzione mi venne fornita da un vecchio muratore interrogato in occasione di una Fig. gli Galilei per «sapere prima di fare».studente: Daniele Giada . se necessario. le raccomandazioni di colonne. Arch. Il maestro ibleo poco sapeva di forze e di assoggettabile ai procedimenti matematici auspicati da tensioni interne.Prof. andamento prestabilito. ragionamento post-galileiano che muove dalle cause per perciò preferisco il termine arte. diremmo Fig. Università degli studi di Catania . Il concio l'architrave.una sorta di travata Gerber. Di Pasquale . classificare queste soluzione escogitata per costringere le fratture ad avere un attività come «tecnica del costruire». il Foro. tra le altre due.Facoltà di Architettura con sede a Siracusa Corso di Statica e Stabilità delle costruzioni murarie . 12 Pompei. a terra.

e un tratto intermedio a forma di cuneo in mattoni. 16 P. Fig. prefratturata con connettori lapidei. Università degli studi di Catania . Marittimo. basilica. Arch.studente: Daniele Giada . The seven Lamps of Architecture. Le sconnessioni dell’architrave Invenzione di architrave curvo sono rese evidenti dall’utilizzo di due Fig.Facoltà di Architettura con sede a Siracusa Corso di Statica e Stabilità delle costruzioni murarie . Architecture. il Teatro Fig. 14 J. Particolare dell’architrave dell’ingresso laterale. Le applicazioni nell’antichità 9 La trave Gerber Fig. 13 Prato. il duomo. materiali differenti: un tratto in pietra retto dalla colonna. Disegno esplicativo del taglio delle pietre per l’architrave del duomo di Prato. Villa Adriana. Architrave prefratturato. Ruskin. 15 Tindari.Prof. De l’Orme. Fig. S. Di Pasquale . 17 Tivoli.

Università degli studi di Catania . Di Pasquale . causando la morte di più di settanta persone. al centro. Decisi a non ripetere gli errori che avevano Gli sbalzi sono collegati da due portato alla catastrofe del Tay. che aveva conclusione che i ponti sospesi completato la sua torre parigina un anno prima. Arch. campata sul giornale inglese Il ponte venne Engineering. una trave rigida aggetta da una base. il ponte un ramo dal tronco di un albero. Il progetto suscitò pressione del vento di 65 libbre per piede. fu il primo ponte a lunga campata ad essere costruito i n t e r a m e n t e i n a c c i a i o. fu usata attraversando. il Forth Bridge è pura struttura e grandi luci. dei ponti sospesi. per sorreggere una campata crollò a causa di una bufera di vento mentre un treno lo stava centrale. proprio come innalzato fu il Tay. il suo assistente giapponese. S. Le applicazioni nell’era moderna 10 La trave Gerber Firth of Forth bridge Uno dei grandi monumenti dell'età Vittoriana. Il ponte fu progettato da Sir Benjamin Baker (1840-1907) e Sir John Fowler (1817-1898). come fondazione per una delle tre imponenti travi a sbalzo. ponti attraverso gli estuari di Forth e Tay. ed era arrivato alla aperto nel 1890 da Gustave Eiffel. Baker questo ponte. quasi 5 un grande clamore tra l'opinione volte la resistenza del Tay. il suo l'acciaio. nel 1879. Baker e Fowler travi sospese di 350 piedi (107 progettarono il ponte per resistere ad una metri) ciascuna. costituiscono la soluzione più efficiente per coprire Come la Torre Eiffel. Baker realizzò un modello vivente del ponte. Il primo ponte ad essere Nei ponti sospesi. pubblicò una serie di articoli sui e soprattutto il suo ponti ferroviari a lunga aspetto. altezza e quantità di materiale usato. La piccola isola di Inchgarvie. perdura sia come opera d'arte. Thomas Bouch era stato incaricato di costruire due collocò Kaichi Wantanabe. il Forth Railway Bridge in Scozia. Nel 1887 Baker tempo una somma straordinaria). a quel come materiale da costruzione. il Forth Bridge infranse tutti i records per lunghezza.Facoltà di Architettura con sede a Siracusa Corso di Statica e Stabilità delle costruzioni murarie .Prof. Rimane il secondo più lungo ponte a sbalzo mai costruito. Quando fu completato. Baker non fu il primo a tentare di realizzare In omaggio alle antiche origini asiatiche del ponte sospeso. al centro del Forth. Decisero di usare pubblica: la sua sicurezza.studente: Daniele Giada . di recente legalizzato in Gran Bretagna costo (15 milioni di dollari. sia come icona della Per placare le preoccupazioni riguardo alla stabilità supremazia dell'uomo sul potere del vento. un anno dopo la sua realizzazione.

dall'ingegnere rumeno Anghel Saligny (1854. il quale per D a n u b i o lungo tempo si era avrebbe avuto 4 dedicato allo studio di campate di 140 opere simili in tutto il m ciascuna. A quel tempo il un'altra lunga ponte era il primo in 190 m. che si estende realizzato nel per 15 km. lunghe 60 m Saligny fu un pioniere in ciascuna. Il ponte sul 1925). lunghezza di 4088 m. Inoltre Romania interamente in avrebbe avuto acciaio. fu del Danubio. questo campo. Di Pasquale . S. a modo tale che nella valle Cernavoda.studente: Daniele Giada . suggerendo l'uso del sistema delle travi a mensola per la struttura del ponte. Le applicazioni nell’era moderna 11 La trave Gerber Ponte a Cernavoda sul Danubio Il ponte sul Il progetto fu concepito in Danubio. così come l'uso dell'acciaio dolce invece del ferro come materiale da costruzione. Ed era anche il un viadotto con terzo ponte più lungo del 15 campate mondo. Università degli studi di Catania . Arch.Facoltà di Architettura con sede a Siracusa Corso di Statica e Stabilità delle costruzioni murarie .Prof. ed mondo. la ferrovia periodo compreso coprisse il ponte per una tra il 1890 e il 1895.

elementi costruttivi pressoché Lago di Paola. strutture isostatiche a travata appoggiata e a In questo ponte. soddisfano appieno la all'insieme una notevole linearità che necessità di dare all'opera una elevata sembra denunciare un'intenzione di affidabilità riguardo all'assestamento delle ritorno alle più semplici forme delle fondazioni. 1962/63. Università degli studi di Catania . Arch. particolarmente sensibile in prime realizzazioni. inoltre. S. un sia il problema geometrico e statico dei lunghi particolare rapporto statico e formale viadotti in curva sia quello della scarsa fra i cantilever e le travi appoggiate disponibilità di spazio in altezza nei ponti vincolati da una quota limitata del piano di via rovescia l'importanza architettonica rispetto al terreno sottostante. Riccardo Morandi. cantilever. sempre più Morandi. Ciò spiega chiaramente l'interesse per le nella versione Gerber. e per tutto il decennio.Facoltà di Architettura con sede a Siracusa Corso di Statica e Stabilità delle costruzioni murarie . un interessante grandi e impegnativi. attraverso il cantilever. in concomitanza sia con momento della elaborazione gli interventi della Cassa per il Mezzogiorno nel costruttiva e formale della Sud d'Italia sia con la realizzazione della grande travata isostatica. evidente un peraltro Morandi a insistere. Gli ottimi risultati costruttivi e architettonici raggiunti con alcune di queste opere indussero In questo ponte è. ampliando attribuire alle pile un puro ruolo di poi il campo di indagine anche a quelle a tiranti sostegno. Ponte sul Lago di Paola. per quasi soltanto ai ponti e ai viadotti. che costituiscono un punto architettonica d’insieme. presenza di corsi d'acqua a forte scarto fra le portate di magra e di piena e nei lunghi viadotti insistenti su terreni di natura diversa. Queste dei due elementi e conferisce membrature.studente: Daniele Giada . 12 La trave Gerber Il tema della travata isostatica. inoltre. Di Pasquale . l'impegno progettuale di Riccardo Morandi si é rivolto Quest'opera rappresenta. Dopo il 1950. per tutti i decenni successivi. formato da luci indispensabili per risolvere in modo accettabile uguali (circa 55 m). nello studio e nella sperimentazione tentativo (peraltro senza seguito) di delle strutture isostatiche rettilinee. qui proposta rete autostradale italiana. escludendole dall’immagine (superiori e inferiori). che viene di arrivo di elevatissimo livello costruttivo e affidata al sistema delle travate e dei architettonico. Impresa costruttrice Decina. Sabaudia (Latina).Prof.

studente: Daniele Giada . a causa della torsione nelle travate e del loro essere in cur va). Di Pasquale . Riccardo Morandi. Veduta generale del viadotto. Con quest’opera Morandi si trovava a dover risolvere un lungo attraversamento in curva con sede stradale a non grande altezza rispetto al terreno sottostante e con sedime di fondazione di buona consistenza. Posizionamento delle travi mediane alle estremità del cantilever. Questo viadotto. Viadotto sul Setta presso Bologna (Autostrada del Sole). 1957/58 . Concorso. Prospetto.Prof. Università degli studi di Catania . le strutture orizzontali portanti l'impalcato sono invece idealmente profilate secondo l'andamento dei diagrammi della flessione. attraversa con un'ampia curva la valle del torrente Setta in località La Quercia ed è sorretto da elementi verticali a fascio che conferiscono all'opera un particolare ritmo chiaroscurale. Impresa costruttrice Sogene.Facoltà di Architettura con sede a Siracusa Corso di Statica e Stabilità delle costruzioni murarie . S. al fine di contenere il peso proprio dell'insieme. 13 La trave Gerber Il tema della travata isostatica. lungo complessivamente più di un chilometro. È stata adottata una soluzione a luci tutte uguali (circa 36 m) e coperte da una successione regolare di cantilever e travate appoggiate (luci maggiori avrebbero imposto la soluzione di complessi problemi statici e di geometria costruttiva. Arch.

scavalca un cono di frana sulla golena in sponda destra del fiume Tevere in condizioni difficilissime di fondazione. continuo movimento. la seconda. presso Potenza. 1972/78. Viadotto a Carpineto. nelle quote diverse a cui dovevano porsi le due carreggiate e nella necessità visuale e tecnica di una forte aderenza al terreno. Roma (Autostrada Roma. progettate a quasi dieci anni di distanza. come nei casi precedenti. Sezione longitudinale. lmpresa costruttrice ICORI. In ambedue i casi. dell'intradosso. 1965/67. L'uso della struttura strallata era pressoché obbligato. dai vincoli posti al progettista sono Ponte sul Tevere alla Magliana. a Roma. Arch. contrappesate con cavi a zavorra (COF) e sostenenti normali travi Viadotto a Carpineto.Prof. Queste due opere. sia per l'impossibilità di fondare direttamente sul terreno il tratto in curva. Ponte sul Tevere alla Magliana. è a servizio anch'essa di una grande arteria e i vincoli consistevano nella luce imposta (180 m). per cui è stato necessario realizzare una luce in curva di 147 m (raggio 400 m) con un sistema strallato Ponte sul Tevere alla Magliana. precedente). Veduta generale nel paesaggio e veduta appoggiate. Morandi non ha perciò in questo caso adottato travate bilanciate. derivate strutture piuttosto elaborate ma di suggestiva Fiumicino). La prima. 15 La trave Gerber Il tema della trave strallata. Università degli studi di Catania . Viadotto a Carpineto (Potenza) (Superstrada Basentana). immagine. realizzata in condizioni particolarmente vincolanti. Di Pasquale . Sezione longitudinale. Veduta generale e cerniera di appoggio dissimmetrico il cui intradosso sfiora quasi il terreno in forte e della trave strallata (vedi nodo D della fig. presentano due applicazioni della struttura a cassone strallata e contrappesata. Riccardo Morandi. da qui l'adozione di antenne inclinate e sdoppiate per il sostegno degli stralli.Facoltà di Architettura con sede a Siracusa Corso di Statica e Stabilità delle costruzioni murarie .studente: Daniele Giada . sia per lo scarso spazio disponibile fra esso e il piano viabile. S. ma travi su appoggio elastico (CD).

Una maggiore consapevolezza sull’utilità della trave Gerber si Lo schema qui sopra rappresenta invece la reazione. con altezza costante o variabile . Arch. MARSILIO. nulla sapevano di tensioni interne o di cedimenti dei vincoli.quando occorre fare appello alla sua isostaticità ed alla sua libera dilatabilità.Prof. si ottiene la classica trave Gerber. da parte di un ponte con una trave comincia ad avere soprattutto con la nascita della Geotecnica di tipo Gerber. cioè di quella scienza che studia il comportamento campata centrale mediante cerniere.” (da E. ma intuivano che frammentando la trave in parti cuneiformi avrebbero obbligato “l'inevitabile frattura. allo stesso cedimento di uno degli appoggi. Una terza è quella di rompersi. Università degli studi di Catania . un’altra è quella di tale struttura veniva utilizzata già nell’antichità (ad es. “L’arte del costruire”. avevano adottato dopo aver osservato le fratture che subiva l’architrave. “La concezione strutturale”. CITTÀ STUDI EDITORE. versione isostatica della trave continua. Torroja riduce la questione a poche righe: “Collocando. a campate alterne. Anzi. VE). nel foro di incurvarsi. Tale deformazioni.studente: Daniele Giada . 1995). scienza infatti permette di conoscere la natura del terreno su cui È dunque evidente l’estrema utilità di questo tipo di struttura. 1996. Torroja. Tali giunzioni consentono il meccanico dei terreni e delle rocce per fornire strumenti razionali movimento senza che la struttura sia soggetta a tensioni nè a per la progettazione e la costruzione di opere d’ingegneria. trova largo impiego soprattutto in ponti e prevedere i possibili cedimenti delle stesse. abbiamo visto come non si può reazione per la trave è quella di rimanere rettilinea rendendo parlare di una vera e propria “scoperta” della trave Gerber poichè così più lunga la campata efficace. viadotti. delle articolazioni che consentano la libera dilatazione. Essi non conoscevano con esattezza le cause di quelle fratture. che di certo condizioni precedenti sono insostenibili per la struttura. se entrambe le due Pompei). Di sicuro Lo schema rappresenta un semplice ponte a trave appoggiata non si tratta di una scoperta che ha sconvolto il mondo soggetto al cedimento di un appoggio. e all'incirca al quinto della luce. Si tratta di due travi a sbalzo collegatead una (1936). S. Il motivo dell’esigua trattazione riguardo a questo tipo di trave è da ricercare forse proprio nella semplicità dello schema. E. dovranno essere realizzate le fondazioni di una struttura. Di Pasquale. che avrebbe deturpato l'architrave. Una prima possibile dell’ingegneria strutturale. Essa viene impiegata. Conclusioni 16 La trave Gerber Il problema della trave Gerber in realtà è poco affrontato.che. e quindi di come abbiamo visto. Era la soluzione che gli antichi costruttori. Di Pasquale .massima agli appoggi e minima in prossimità delle cerniere .Facoltà di Architettura con sede a Siracusa Corso di Statica e Stabilità delle costruzioni murarie . ad avere una forma rispondente a un criterio geometrico vagamente estetico” (S.

8-17: repertorio personale. “L’arte del costruire . vol.ac. “Principi statici e forme strutturali”. ZANICHELLI. “Scienza delle costruzioni”. 1996.S. delle tavv.Prof. Bologna. 5-9: Pizzetti .cv. . 1984. 1÷4: Torroja.ic. 1980. figg. SERIE ARCHITETTURA. Boaga. www.community.studente: Daniele Giada .siti internet: structures-www.ic. MARSILIO. Arch. Venezia. S. 1. figg. 10÷16: S.simplyromania. ZANICHELLI.com.La trave Gerber Bibliografia .uk.O. MARSILIO. structures-www. www.Pizzetti . adi_novac. 1997.com. 6-7: O.co. Di Pasquale . . 1995. “L’arte del costruire .Tra conoscenza e scienza”.webshots. Belluzzi. www. UTET.cv. CITTÀ STUDI EDITORE.Facoltà di Architettura con sede a Siracusa Corso di Statica e Stabilità delle costruzioni murarie . Boaga. www. “Principi statici e forme strutturali”. figg. . figg.Zorgno. Fonti delle immagini figg. 1980. . “La concezione strutturale”.brantacan. CITTÀ STUDI EDITORE.ro. . UTET.co. “Morandi”. 10-11-16: siti internet: www. “La concezione strutturale”.ialomita.simplyromania.com.uk. 1996. Torroja. “Scienza delle costruzioni”. Venezia. vol.E. 1995. Bologna. figg. figg.uk. delle tavv. SERIE ARCHITETTURA.com.tripod.(a cura di) G. ZANICHELLI. 12÷15: (a cura di) G. www. Università degli studi di Catania . “Morandi”. 1997.brantacan. ZANICHELLI.Tra conoscenza e scienza”.ac. Di Pasquale. Di Pasquale. 1. Belluzzi. 1984.Zorgno.