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Maggio 2018

Tuttamialacittà Taranto
OSSERVAZIONI AL PIANO DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE DEL COMUNE DI TARANTO

Spett.li Amministratori e Dirigenti,

di seguito le nostre proposte in osservazione al PUMS del Comune di Taranto:

 Ampliamento dell’area pedonale del Borgo e Città Vecchia, oltre alla già prevista ZTAL del PUMS.
 Integrazione del PUG col Piano Regolatore Portuale, connettendo l’area portuale alla città con
camminamenti, aree a verde, percorsi ciclabili, passerelle, apertura della scalinata che porta dalla
“Ringhiera” di Città Vecchia al molo Sant’Eligio. Connessioni da intendersi non invasive o produttrici
di cementificazione.
 Parcheggi auto/moto: i parcheggi di testata devono rivestire un’importanza strategica, dal momento
che l’obiettivo è quello di decongestionare dal traffico, in particolar modo, il Borgo e la Città Vecchia.
Piuttosto però che creare nuove aree, si dovrà espandere la capienza delle attuali, realizzando veri
parcheggi di scambio fra mezzi a motore e navette/biciclette. Si dovranno creare parcheggi
multipiano nell’area di sosta “Oberdan”, in quella di via Icco, in quella di via Pecoret di Saint-Bon ed
in quella in via Campania con via Emilia ed organizzare un efficace sistema di bus navette per
collegare questi col centro.
 Realizzazione della bretella di collegamento fra via Golfo di Taranto e la nuova Tangenziale Sud in
corso di ultimazione. Quest’ultima in quel tratto presenta una deviazione irrazionale del percorso,
anziché collegarsi direttamente a continuare via Golfo di Taranto, in zona Palafiom.
 Isola e Borgo Zone a Traffico Limitato. Una volta realizzata la Tangenziale Sud con uscita Punta Penna
e i suoi svincoli in diversi quartieri della città, si potrà decongestionare il traffico di Isola e Borgo
limitando l’accesso ai soli residenti e dedicando il parcheggio di testata della zona Croce di prossima
realizzazione, come area di scambio con bus navette e noleggio biciclette. In questo modo si potrà
liberare il potenziale turistico, abitativo e commerciale di Isola e Borgo, diminuendo il traffico e
aumentando la vivibilità e la sicurezza. Tutta l’Isola dovrebbe poi diventare pedonale e ciclabile, con
la sola eccezione del suo perimetro (proposta già ricompresa nel PUMS in esame).
 Moli e attracchi per mobilità via mare. La creazione di porticcioli turistici sostenibili, con strutture
amovibili e galleggianti, favorirebbe gli investimenti turistici, la mobilità comunale e provinciale e
l’artigianato marinaresco. Molte località turche basano la propria economia sostenibile sulle mini-
crociere in caicco che Taranto potrebbe riproporre lungo il litorale jonico-salentino con grosse
ricadute sull’intero raggio provinciale.
Attracchi suggeriti (alcuni devono essere oggetto di trattativa col Demanio Militare): recupero del
pontile Rota sotto al lungomare di mar Grande (attualmente in dote all’Amat); ex banchina
Torpedinieri; a Cimino per favorire lo scambio auto-traghetti dove è stato realizzato il parcheggio di
scambio Amat; a San Vito; pontile ex Marigenimil e Cervaro in Mar Piccolo; ex Lancia Siluri in zona
Pizzone; attracchi per piccole imbarcazioni per trasporto turistico lungo il Canale navigabile in
accordo con la MM, per favorire l’accesso del Castello Aragonese direttamente dal mare a fini
turistici, utilizzando la piazza d’armi come servitù di passaggio per i turisti provenienti dal mare.
 Aree pedonali della Città Vecchia caratterizzate dalla presenza delle antiche bàsole di
pavimentazione. Il ripristino delle antiche bàsole, oltre ad evidenziare l’area pedonale e scoraggiarne
l’attraversamento motorizzato, restituirebbe all’Isola la sua storia e il suo fascino originale
caratterizzandone ulteriormente l’aspetto. Molte di quelle rimosse negli anni passati (specie da

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piazza Fontana) sono a tutt’oggi accatastate presso i depositi Amiu (ex macello ai Tamburi), altre
sono ancora presenti sotto il manto stradale (piazza Castello, via Duomo, scesa Vasto, ecc). Potrebbe
essere un’opera finanziata con fondi comunitari o regionali o coi piani Urban e mediante P.o.r.. La
Regione Puglia ha già co-finanziato progetti simili a Bari (ristrutturazione della cattedrale a Bari
Vecchia e ripavimentazione dell’antico borgo). Per completare l’operazione si potrebbe recuperare
l’antico basolato presente sotto l’asfalto di zone in cui il traffico veicolare non ne consentirebbe la
fruizione pedonale e ciclabile (vedi Discesa Vasto).
 Lungomare basso sull’affaccio di mar Grande dell’Isola, da realizzare in legno, a sostegno della
ciclopedonabilità dell’Isola e del ricucimento del rapporto col mare ed il porto.
Per quello che concerne il Rione Tamburi e i comprensori di edilizia economica e popolare costruiti
ai sensi della legge 167 nei rioni Salinella, Talsano e Paolo VI occorrerebbe procedere tenendo conto
della necessità di operare un rammendo con le sfilacciate aree contigue destinate sulla carta a
standard urbanistici per i comprensori di edilizia economica e popolare. Inoltre, sarebbe importante
effettuare un intervento esteso di forestazione urbana, finalizzato a colmare il diradamento edilizio
e a sostenere il restauro paesaggistico dell’affaccio sul Mar Piccolo. Per la gestione di questo
complesso processo occorre individuare nuove forme d’ingegneria sociale, che siano capaci di
assicurare una piena fruibilità dei luoghi e degli spazi.
 Quartiere Salinella. L'ascolto dei cittadini e delle cittadine del quartiere Salinella durante la
campagna "Decide la città", mise in evidenza i problemi legati all'irragiungibilità fisica del rione, cui
ha fortemente contribuito la realizzazione della direttrice di via Ancona che ha spezzato il quartiere
in due. Moltissime aree in zona CEP, inoltre, sono inaccessibili anche per via di scelte urbanistiche
che hanno portato alla chiusura di alcune strade con affaccio sulla via lago Maggiore. L'accesso alla
zona si Sestante del quartiere avviene unicamente attraverso il sovrappasso di corso Italia su via
Ancona e di via lago di Monticchio, con pochissime trasversali ricomprese fra via Lago Maggiore e via
Golfo di Taranto. L'inaccessibilità isola e ghettizza la Salinella che deve perciò essere messa al centro
di un piano urbanistico ad hoc con valorizzazione dei vuoti urbani da adibire a parchi, la realizzazione
del "distretto dello sport" e l'elaborazione di un piano viario e ciclo-pedonale in grado di integrare il
quartiere alla città.
 Implementazione, ristrutturazione e reinserimento nel tessuto urbano delle aree rurali urbane
(masserie, tratturi, aree a verde, arbusti autoctoni ecc) anche mediante creazione di percorsi
ciclopedonali alternativi al traffico urbano stesso.
 Realizzazione dei marciapiedi in aree a densa fruizione pedonale, o di particolare interesse turistico:
solo a titolo di esempio e non esaustivo citiamo via Unità d’Italia, viale Europa a Talsano, via
Mediterraneo lungo il tratto che sfocia sulla litoranea ionico-salentina.

MOBILITA’ SOSTENIBILE

La mobilità sostenibile a Taranto ha tutta la possibilità di surrogare quella su quattro ruote, arrivando
all’obiettivo di decongestionare la città dalle auto, a tutto vantaggio della salute e dell’ambiente. Non solo,
poiché diversi studi dimostrano che l’utilizzo della bicicletta in particolare, favorisce le relazioni sociali e
l’economia locale. Rispetto ai vantaggi per l’economia locale si legga QUI, rispetto a quelli per l’economia
locale QUI. A Taranto la condizione pianeggiante e la mitezza del clima, si sommano ai vantaggi della
possibilità di combinare in modo complementare la mobilità su due ruote e tramite idrovie. La mobilità su
due ruote non dovrà essere vista come la creazione di percorsi per sportivi appassionati, allo stesso tempo
le idrovie dovranno svincolarsi dall’idea che fungano unicamente per percorsi ricreativi. La mobilità, come
concepita a seguire, è un modo per praticare gli spostamenti in città in modo sostenibile ed elevare la
qualità della vita in città.Per la realizzazione di percorsi ciclabili ci sono innumerevoli esempi di interventi
a bassissimo costo che potrebbero ispirare l’intervento della PA (si legga QUI in proposito).

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Anche nel caso della realizzazione di percorsi ciclabili l’Amministrazione civica dovrà aprire idee e progetti
ad una fase preliminare di studio di soluzioni ed ascolto del contributo dei cittadini, lungo un percorso di
raccolta di informazioni ed esperienze. Per difendere e di diffondere l’utilizzo della bicicletta quale mezzo
di trasporto primario, capace di soddisfare anche gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro e di accesso ai
servizi, e non solo quelli ricreativi o sportivi o di brevissimo raggio, è necessario:

a) individuare e realizzare una Rete Ciclabile Strategica, continua, attrattiva, breve e ben riconoscibile
b) un generale ridisegno della strada per ridurre le velocità, vero elemento di pericolo - MODERAZIONE
DEL TRAFFICO e ZONE 30.

Occorre altresì valutare la possibilità di combinare percorsi ciclabili separati dalla carreggiata (su
marciapiedi e non), con quelli su corsia riservata in carreggiata. Eccetto sulle strade della rete primaria, i
percorsi ciclabili separati, infatti, non dovrebbero essere necessari, a vantaggio di una mobilità ciclabile
diffusa. Nel cuore della città corsie e piste separate nelle strade secondarie sono la testimonianza del
fallimento della moderazione delle velocità e non sempre indice di maggiore sicurezza. Sono infatti
dimostrati una miglior visibilità reciproca tra ciclisti e automobilisti nel caso della corsia ciclabile integrata
ed una più fluida immissione in carreggiata delle auto agli incroci. A ciò si aggiunge l’estrema riduzione dei
costi nella realizzazione di piste ciclabili su corsia riservata in carreggiata (50 € al metro, contro i 120 € delle
corsie separate o su marciapiede). In Francia le corsie separate vengono realizzate solo su strade primarie
e con limite di velocità a 70 km/h, mentre vengono integrate in carreggiata (a volte in promiscuità con
quelle bus) quando il limite è fissato entro i 50 km/h.

La progettazione degli itinerari ciclabili, che connettono funzionalmente nodi di origine, destinazione o
interscambio, deve avvenire in coerenza e quindi successivamente alla pianificazione della rete ciclabile
urbana, in cui può essere individuata una suddivisione funzionale in itinerari principali e secondari, nonché
la definizione di una o più aree a preferenza ciclabile. Ciò come in parte previsto da codesto PUMS. Per
individuare percorsi ciclabili realizzabili si potrà tener conto della possibilità di tracciarli nello spazio
compreso fra i marciapiedi ed i parcheggi, specie ove questi fossero a cassonetto.

 Recupero pontile Rota sul lungomare di mar Grande, di proprietà Amat, al fine di prevedere uno
scalo per traghetti in grado di favorire la mobilità via mare e attivare la vivibilità del lungomare basso
del Borgo. La mobilità via mare prevederà un corridoio che, partendo da Cimino, conterà pontili di
sbarco e sviluppo culturale all’ex Lanciasiluri in zona Pizzone, l’ex Banchina Torpedinieri, il pontile
Rota ed un’area dietro all’hotel Delfino in cui è già previsto un pontile di ormeggio ad opera di privati.
Tutti da realizzare con strutture mobili galleggianti. Ciò al fine di implementare la mobilità via
mare da e verso il centro, decongestionando in modo importante il traffico nel Borgo,
ampliando la pedonalizzazione dello stesso. Nondimeno inducendo, in tal modo, la
rivitalizzazione del lungomare Vittorio Emanuele in Città nuova.
 Corsie ciclabili lungo tutte le strade di nuova realizzazione ed in quelle in rifacimento, in conformità
con la Legge Regionale per lo Sviluppo della Mobilità ciclistica (n. 1 del 23 gennaio 2013).
 Creazione del servizio di bike sharing, con installazione di diverse stazioni per il noleggio delle
biciclette mediante i moderni sistemi di prelievo e rilascio con tessere e colonnina elettronica. Le
moderne applicazioni in uso a queste installazioni saranno in grado di monitorare l’utilizzo dei servizi
e prevedere opportuna scontistica incentivante sulle tasse locali, in favore degli utilizzatori delle due
ruote. Identici incentivi vanno previsti per gli utilizzatori di biciclette private e per chi va a piedi, sul
modello adottato a Parigi e a Bologna (si legga QUI l’esempio di Bologna che ha creato un programma
con un’applicazione in grado di misurare i km percorsi, prevedendo rimborsi e incentivi).
 Realizzazione della “cicloTangenziale di Taranto”. Un quadrilatero ciclabile attorno alla città che
connetta le aree verdi della circummarpiccolo alla Città Vecchia, fino al parcheggio di scambio in zona
Croce, al quartiere Tamburi a Nord. Percorso da continuare mediante ponticello mobile sul canale

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navigabile, lungo la banchina di via Garibaldi ed intorno alla Città Vecchia, fino a riconnettersi col
parcheggio di scambio di zona Croce, tornando poi lungo la direttrice Sud in viale Virgilio e poi viale
Magna Grecia e San Vito a Sud. La pista di viale Magna Grecia andrà ad intercettare la direttrice di
mar Piccolo al suo passaggio all’interno dell’ex Saram, con piccolo attraversamento ciclabile di un
tratto di via Cesare Battisti e via Mascherpa. Per il percorso lungo mar Piccolo si dovrà sfruttare la
vecchia ferrovia della circummarpiccolo, passando da parco Cimino (parcheggio di scambio fra auto
e navette, biciclette o traghetti) e per le aree militari che conducono fino alla villa Peripato (si veda
in proposito il punto sulle aree demaniali più avanti). Con la ristrutturazione del pontile Rota si creerà
un ulteriore stazione di scambio con i traghetti che effettueranno il servizio di periplo della città. I
traghetti dell’Amat dovranno ovviamente essere attrezzati per ospitare le biciclette.
 La cicloTangenziale potrà col tempo connettersi con ulteriori percorsi ciclo-naturalistici che
ricalchino, senza interventi impattanti, i tratturi intorno al mar Piccolo, il convento dei Battendieri e
la foce del fiume Cervaro, fino ai quartieri Paolo VI e Tamburi, passando dall’area naturalistica del
Galeso e dall’area demaniale di Buffoluto. In questo ambito si dovrà prevedere l’interscambio bici-
treno presso le stazioni di Nasisi, quella centrale di Taranto ed una fermata della metropolitana
leggera che si dice potrebbe essere realizzata sul tracciato della vecchia ferrovia della
circummarpiccolo. In quest’ottica l’attrattività del percorso avrebbe anche valenza turistica (il
turismo su due ruote è in grande ascesa in tutta Europa).La via del Trullo e via Abateresta, sono
vocate per costituire una rete di piste ciclabili che permetterebbero di raggiungere la contrada
Manganecchia, la Palude La Vela e le aree contigue la pineta di Cimino. Le piste ciclabili unirebbero,
come il filo di Arianna, fisicamente ed idealmente il previsto Parco urbano del relitto della Salina
Piccola con il Parco Cimiteriale Letterario Leonida di Taranto e i parchi extraurbani collocati intorno
al Mar Piccolo: l’area protetta della Palude la Vela, il bioparco del Galeso, la Pineta di Cimino, il parco
della Rimembranza.
 Incentivi all’uso ed all’acquisto di biciclette:
 Andare a lavoro in bicicletta, oltre che essere un piacere darà diritto ad un rimborso, o a delle
scontistiche, o agevolazioni. Accade già in Francia, Belgio, Norvegia e in molti altri Paesi europei
e, in realtà anche in Italia, a Massarosa, in Versilia e, soprattutto, a Bologna con il programma
“Bella Mossa” promosso dal Comune. Il conteggio dei km andrebbe realizzato grazie ad
un’apposita app per smartphone in grado di contare i chilometri percorsi e di validarli. All’uopo
va sempre verificata la possibilità di attingere da fonti del Ministero dell’Ambiente dedicati.
 Parcheggi e rastrelliere diffuse. I parcheggi dovranno essere previsti in prossimità dei poli
attrattori (scuole, uffici, aree commerciali, parchi e ville, ecc.) e nodi di interscambio (stazioni
ferroviarie, fermate trasporto pubblico (bus, metropolitane), come già indicato nel PUMS.
 Ciclofficina comunale lungo il quadrilatero ciclabile da realizzare attorno alla città.

RECUPERO PATRIMONIO DEMANIALE

Sebbene l’Amministrazione Comunale non possa governare direttamente la questione, è necessario aprire
una nuova e forte stagione di confronto col Governo e, per il suo tramite, con le amministrazioni del
Demanio e della Difesa, riguardo alla cessione di aree demaniali al Comune di Taranto. La Marina e
l’Aeronautica godono di enormi aree, molte delle quali assolutamente sotto utilizzate. Da sempre la
questione ostativa alla cessione è rappresentata dalla contropartita che la Marina chiede nelle aree della
nuova base navale a San Vito. Il quadro entro il quale aprire l’istanza deve tener conto altresì della
possibilità di valutare risarcimenti per la presenza delle servitù militari sul territorio comunale e su quelle
di agire nel perimetro del federalismo demaniale e nell’ambito del confronto apertosi col tavolo
istituzionale per Taranto.

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In ogni caso le indicazioni riguardanti le aree di interesse strategico per la città dovranno essere perentorie
e circostanziate. A seguire un elenco delle aree che potrebbero contribuire a ridisegnare dal punto di vista
urbanistico e paesaggistico

 Aree alle spalle del “Muraglione”, per favorire la mobilità sostenibile con direttrice centro-aree
di nord-est della città / Cimino da e verso il centro città;
 Creare un corridoio sul mar Piccolo che va dall’Oasi palude La Vela, sino al centro città, passando dal
parco Cimino, dalle aree del deposito dell’aeronautica militare, dall’ex Saram, dall’Ospedale e
dall’Arsenale della Marina Militare, fino ad arrivare alla villa Peripato. Percorso da organizzare
funzionalmente come avvenuto per parco Cimino, con camminamenti, un percorso ciclabile di
connessione fra centro e periferia nord-est e passeggiata sul mare.

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