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OUTSIDER

A PROPOSITO
DI VISUAL
MERCHANDISING
MARICA ARIANNA GIGANTE
Visual Merchandising Expert

I
l Visual Merchandising si basa necessariamente su principi generali, ma come
viene “cucito” sulle esigenze di ogni singola realtà?
Il VM è un insieme di codici e regole base che permettono, come una linea guida, di
usare leve di persuasione attraverso un allestimento che sembra semplicemente bello.
Di fatto dietro a queste regole base ci sono studi e monitoraggi continui per assicu-
rarsi performance positive. Quello che probabilmente ripeto più spesso ai miei studenti è che
imparare queste regole base praticamente a memoria è fondamentale, ma molto importante
è saperle adattare ad ogni negozio e realtà perché ogni negozio ha i suoi punti di forza e di
debolezza, le sue strutture fisse, la localizzazione, il pubblico di riferimento, la merceologia e
un’immagine ben definita a cui è necessario cucire addosso queste regole, ed è possibile farlo
solo se si conosce davvero bene la materia e si comprende il limite tra seguirle e romperle il proprio stile (ad esempio il colore di un device o di
per poter creare performance di vendita migliori. L’apertura di pensiero, la conoscenza della una cover già fanno parte di questa tendenza). Anche
materia e la comprensione del brand e del negozio che si ha davanti sono le caratteristiche il classroom retail è un trend molto forte, introdotto da
che permettono ad un visual di creare display efficaci. Apple con il suo genius bar, di fatto una postazione
Si lavora per settori merceologici o per singolo punto di vendita? all’interno del negozio in cui il cliente può essere as-
Come dicevo, le regole base del VM sono più o meno sempre le stesse e sono adattabili ad sistito per qualsiasi tipo di problema o in cui imparare
ogni settore merceologico. Ci sono poi degli standard che si adattano ai vari settori merceo- a usare il nuovo device. Il consumatore cerca sempre
logici, ma sono varianti di queste regole base. L’importante è davvero il singolo punto vendita. e costantemente l’esperienza, il luogo in cui sentirsi
Se prendiamo ad esempio una grande catena noteremo che ci sono degli standard che non speciali e che dia conferme alla scelta fatta in termini
vengono mai messi in discussione e alcune regole che vengono adattate al mercato della di prodotto. Si compra soddisfazione prima ancora di
regione in cui si trova, senza modificare la natura del marchio ovviamente ma adattandolo al un prodotto.
bacino di utenza di quell’area geografica. Quindi si parte sempre dal macro: ad esempio dal Molti store eldom hanno “perso” negli anni la
brand e dai suoi codici e messaggi per arrivare al micro ovvero come tradurre quei valori nella vetrina. Secondo lei è un impoverimento oppure il
“lingua” del mio cliente. VM ha molte altre frecce al proprio arco?
In generale quali sono le ultime tendenze per quanto riguarda i negozi di elettronica di Questo commento potrà sembrare di parte, dato il mio
consumo? lavoro, però il VM è davvero una materia infinita. Basti
Nel retail ci sono tendenze che influenzano ogni settore e l’elettronica di consumo ne “subisce” pensare che esiste dai tempi del commercio, ogni
qualcuno. Superata la fase della frenesia per gli acquisti on line, i clienti vogliono sempre di più buon venditore voleva valorizzare la sua merce agli oc-
provare e toccare con mano il device o il prodotto a cui sono interessati quindi sicuramente chi del cliente per venderne di più. Ed è una disciplina
uno dei trend più importanti e utilizzati sono gli espositori a banco su cui vengono mostrati e in continua evoluzione che si modella in base ai com-
messi a disposizione del cliente i prodotti da toccare e provare. Questa tendenza non è affatto portamenti dei consumatori per questo una delle doti
nuova, basti pensare agli anni 80/90 quando nei negozi di elettronica si trovavano file di video- maggiori di un bravo Visual è la flessibilità mentale e
camere accese con le quali si poteva provare e vedere se il prodotto era adatto a soddisfare le la capacità di cambiare velocemente. Detto questo, la
proprie esigenze. Innegabile però che Apple abbia portato una ventata di cambiamento nelle vetrina si è persa in questo settore anche perché spes-
modalità espositive a cui nessun negozio è rimasto indifferente. Altra tendenza è la persona- so i negozi di elettronica consumer sono una meta, sia
lizzazione, per gli addetti ai lavori è la sfera dello Youniverse o Younique, ovvero tutto quello per il tipo di prodotto, sia per la location su cui sono
che permette al cliente di sentirsi unico e speciale: la possibilità di scegliere accessori secondo posti (aree commerciali in periferia o all’interno di centri
commerciali). C’è da dire che i negozi monobrand di
device ed elettronica si stanno posizionando su vie e
zone di alto traffico e lì la vetrina è utilizzata.

SI PUÒ NOTARE Mentre nel caso un negozio di elettronica di consumo avesse le vetrine, su cosa dovrebbe
puntare per attirare la clientela?
CHE ORMAI  La tendenza in termini di vetrine che si può notare ora è che tutto il negozio diventa vetrina e quindi
OGGI LA TENDENZA l’interno è arredato e curato per trasmettere i valori del brand e i vantaggi che il consumatore potrebbe
È CHE TUTTO IL avere comprando lì. L’ideale quindi sarebbe avere vetrine aperte o semi-chiuse ovvero che permet-
tono di vedere l’interno del negozio questo perché l’interno e il suo arredamento fanno percepire
NEGOZIO DIVENTA l’esperienza che il cliente sta per vivere o che vivrebbe se comprasse il suo device in quel posto.
VETRINA CE QUINDI Questo ovviamente richiede molta attenzione ai dettagli sia per la vetrina che per l’interno del negozio,
L’INTERNO È ARREDATO E trasmettendo i valori di marca in ogni punto espositivo. (a.c.)
CURATO PER TRASMETTERE I
VALORI DEL BRAND

Maggio 2018 TRADE


CONSUMER
ELECTRONICS
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