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BURNING GIRAFFE ART GALLERY

Via Eusebio Bava, 8/a


10124, TORINO
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ANNA CAPOLUPO
Specie di spazi
«Vorrei che esistessero luoghi stabili, immobili, intangibili, mai toccati e quasi intoccabili, immutabili, radicati;
luoghi che sarebbero punti di riferimento e di partenza, delle fonti: il mio paese natale, la culla della mia famiglia,
la casa dove sarei nato, l’albero che avrei visto crescere la soffitta della mia infanzia gremita di ricordi intatti...
Tali luoghi non esistono, ed è perché non esistono che lo spazio diventa problematico, cessa di essere evidenza,
cessa di essere incorporato, cessa di essere appropriato. Lo spazio è un dubbio: devo continuamente
individuarlo, designarlo».
Georges Perec, Specie di spazi

Burning Giraffe Art Gallery è lieta di presentare la mostra Specie di spazi, personale
dell’artista Anna Capolupo (Lamezia Terme, 1983). La mostra rinnova il sodalizio tra l’artista
e la galleria torinese, a quattro anni dalla prima esposizione, che inaugurava l’attività
espositiva di quest’ultima.
La mostra prende le mosse dalla riflessione sullo spazio, inteso sia in senso fisico che psichico
e affettivo, che anima l’omonimo libro del 1974 di Georges Perec, in cui l’autore francese si
proponeva di dare vita a “un bestiario di spazi”, che ne avrebbe mostrato diverse specie,
come si fa con le differenti specie d'animali.
La ricerca portata avanti negli ultimi anni da Anna Capolupo ha nello spazio il suo soggetto di
predilezione. Dapprima inteso come spazio urbano, tracciato con perizia architettonica e
un’estrema attenzione ai giochi prospettici, dando vita a imponenti cattedrali suburbane di
scheletri industriali, la presenza personale dell’artista nei luoghi ritratti nei suoi dipinti ruvidi
si è fatta via via più tangibile, arrivando all’attuale forma di irrealismo urbano che sconvolge
gli spazi attraverso un uso sempre più importante e maturo dell’astrazione, sia gestuale che
cromatica. Così come Perec, l’artista sembra accorgersi del fatto che non esistano luoghi
«stabili, immobili … immutabili, radicati», mostrandone l’evanescenza nelle sue opere
pittoriche, tracciando i fantasmi, quasi irriconoscibili, di ciò che resta di interni ed esterni
urbani post-industriali che hanno da tempo perso la loro funzione.
Per Anna Capolupo, come per Perec, lo spazio è «ciò che arresta lo sguardo, ciò su cui
inciampa la vista: l’ostacolo», e questi ostacoli danno vita a una mostra di spazi invisibili ai
più, intangibili perché quasi dimenticati, inutilizzati, ma mai inutili.

Anna Capolupo (Lamezia Terme, 1983, vive e lavora a Firenze) è laureata in pittura
all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 2013 vince la seconda edizione del concorso Young
at Art, promosso dal MACA (Museo Arte Contemporanea Acri). L’anno successivo è finalista
sia al Combat Prize, che al Premio Terna. Tra i mesi di giugno e luglio dello stesso anno,
Burning Giraffe Art Gallery ospita una sua personale dal titolo TorinoNowhere. Inconscio
metropolitano vol. 1, primo capitolo di una doppia mostra che la vede nuovamente
protagonista nello spazio torinese a novembre 2015, con un’indagine pittorica sui non luoghi
di Berlino. Nel dicembre del 2014, una sua opera entra a far parte della collezione Bancartis
di BCC Mediocrati, preludio alla sua prima personale in un’istituzione museale pubblica, che
si tiene tra i mesi di aprile e maggio 2015 al MACA di Acri (Cs) e si intitola Dove sono sempre
stata. A febbraio 2015 si aggiudica il Premio Internazionale Limen Arte, nella sezione Pittura.
Nello stesso mese, la rivista Wired la inserisce nella lista dei 20 giovani più promettenti d’Italia
(Wired Audi Innovation Award). Nel 2016 si aggiudica il Combat Prize, sezione Grafica, con
l’opera Don’t Be Afraid of Emptiness. Nel novembre 2016, ottiene una menzione speciale dalla
giuria del Premio Exhibit a The Others Art Fair per l’installazione Il bello di ciò che non
ricordiamo. Nel settembre 2017, lo spazio espositivo Cartavetra di Firenze ospita una sua
personale dal titolo Geometrie abitate.
Con Burning Giraffe Art Gallery ha esposto nelle fiere The Others, Torino (2015 e 2016), SetUp
Art Fair, Bologna (2016 e 2018) e YIA Art Fair, Parigi (2017).
Specie di spazi #1, 2018, tecnica mista su carta applicata su tela, cm 100 x140
Specie di spazi #2, 2018, tecnica mista su carta, cm 70 x 80
Specie di spazi #3, 2018, tecnica mista su carta applicata su tela, cm 50 x 50
Specie di spazi #4, 2018, tecnica mista su carta, cm 35 x 25
Specie di spazi #5, 2018, tecnica mista su carta, cm 25 x25
Délaissé #1, 2017, tecnica mista su carta applicata su tela, cm 100 x 150
Délaissé #3, 2017, tecnica mista su carta, cm 25 x 20
Délaissé #4, 2017, tecnica mista su carta, cm 25 x 20
Délaissé #7, 2017, tecnica mista su carta, cm 25 x 20
Délaissé #9, 2017, tecnica mista su carta applicata su tela, cm 70 x 100
Paesaggio con oggetti, 2018, tecnica mista su carta, cm 25 x 20
Interior #1, 2017, tecnica mista su carta, cm 25 x 20
Interior #2, 2017, tecnica mista su carta, cm 25 x 20
Interior #3, 2017, tecnica mista su carta, cm 25 x 20
Interior #4, 2017, tecnica mista su carta, cm 25 x 20
Interior #1, 2017, tecnica mista su carta, cm 25 x 20
Studio di paesaggio #1 e #2, 2017, tecnica mista su carta, cm 20 x 15 (cadauno)
BURNING GIRAFFE ART GALLERY
Via Eusebio Bava, 8/a
10124, TORINO
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