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Lezione n°32 Anatomia II

TOPOGRAFIA TORACOCARDIACA, COMPONENTI VASCOLARI E NERVOSE DEL CUORE E SISTEMA
AZYGOS

Paragrafo introduttivo: nessuna comunicazione importante da parte del docente.

Argomenti: topografia toracocardiaca, sistema di conduzione, innervazione – vascolarizzazione arteriosa e venosa - drenaggio
linfatico del cuore, ripresa del mediastino e sistema azygos.

1. TOPOGRAFIA TORACOCARDIACA
Per topografia toracocardiaca si intende la proiezione del
cuore sulla parete toracica anteriore. Il primo punto di
grande importanza che siamo in grado di individuare a
livello superficiale è quello corrispondente all’apice
cardiaco, posizionato ad 1 cm dalla linea emiclaveare di
sinistra e a 6-8 cm dalla linea mediosternale, all’altezza
del V spazio intercostale. Un altro elemento rilevante è
l’aia cardiaca, ossia quell’area quadrangolare delimitata
da quattro linee (due “orizzontali” e due oblique)
corrispondenti ai margini del cuore. Dalla parte sinistra
(margine ottuso) i vertici dell’aia cardiaca si trovano a
livello del II e del V spazio intercostale, mentre dalla
parte destra (margine acuto) a livello della III e VI
cartilagine costale. All’interno della suddetta area siamo
in grado di individuare le varie valvole cardiache:
 orifizio del tronco polmonare - a sinistra,
all’altezza del II spazio intercostale / III
cartilagine costale;
 orifizio dell’aorta - a destra, all’altezza della III /
IV cartilagine costale;
 valvola bicuspide - leggermente a sinistra
rispetto all’orifizio aortico;
 valvola tricuspide - a destra, all’altezza della VI
cartilagine costale.
Le posizioni delle valvole cardiache all’interno dell’aia
tuttavia non corrispondono esattamente ai rispettivi
focolai di auscultazione. Alcuni di questi ultimi infatti
vengono individuati ad altezze leggermente differenti:
 tronco polmonare - II spazio intercostale sinistro;
 aorta - II spazio intercostale destro;
 valvola bicuspide - V spazio intercostale sinistro;
 valvola tricuspide - V cartilagine costale destra.

2. SISTEMA DI CONDUZIONE
Il sistema di conduzione è costituito da tutte quelle strutture nervose, presenti all’interno della muscolatura del cuore,
che consentono il battito cardiaco. Alla produzione del battito concorrono sia, in primis, quella componente muscolare
definita miocardio specifico sia il più comune miocardio di lavoro, entrambi costituiti da miociti autoeccitabili (il
miocardio di lavoro infatti è in grado di supplire al primo in caso di malfunzionamento). L’autoeccitabilità dei miociti è
la caratteristica fondamentale che permette la propagazione della pulsazione in grado di far battere il cuore.

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 cellule di transizione – di morfologia simile ai miociti del miocardio di lavoro. dal nodo senoatriale partono dei fasci internodali (poco distinguibili dalla componente di miocardio di lavoro.d.Nel contesto del sistema di conduzione siamo in grado di individuare due nodi. La frequenza cardiaca normale dovuta al lavoro del nodo senoatriale è compresa tra i 50 e i 70 battiti / min. il senoatriale (NSA) o pacemaker (è il punto da cui parte l’input. fatta eccezione per quello di Bachmann) che si distribuiscono ad entrambi gli atri e al setto interatriale. Il sistema di conduzione è costituito da differenti tipi di cellule. la docente ha accennato qualche informazione sul ciclo cardiaco. da quest’ultimo parte poi il fascio di His che corre in prossimità del setto interventricolare e si divide in due branche. delimitato dal triangolo di Koch. le quali raggiungono le estremità e i margini delle cavità ventricolari. dalla valvola di Eustachio più il tendine di Todaro e dal seno coronario. circondano le cellule dei due nodi e compongono i fasci internodali.r.  cellule di Purkinje – di grandi dimensioni e con notevoli necessità metaboliche. al limite della cresta terminale. Il segnale proveniente dai nodi viene propagato a tutta la muscolatura mediante dei fasci: inizialmente. di forma stellata e con un nucleo in posizione centrale. tutte quante autoeccitabili:  cellule P o nodali . Il nodo atrioventricolare invece deve essere individuato in conformazione interna. [n. l’impulso iniziale per il battito cardiaco) e l’atrioventricolare (NAV). raggiungendo il nodo atrioventricolare.di piccole dimensioni. soprattutto con la destra). I limiti del triangolo di Koch sono definiti dalla valvola tricuspide (cuspidi settale e mediale per la precisione). una destra e una sinistra. così chiamate in quanto sono le principali costituenti dei due nodi senoatriale e atrioventricolare (risultano in stretto rapporto con la componente vascolare delle coronarie. Il nodo senoatriale risulta visibile in conformazione esterna del cuore come un piccolo rigonfiamento in prossimità dello sbocco vena cava superiore. composto da una fase di diastole (riempimento) e una di sistole (svotamento)] 2 . costituiscono le due branche.

4. tuttavia. Per quanto riguarda le fibre effettrici. la principale responsabile della vascolarizzazione dei due nodi senoatriale e atrioventricolare. INNERVAZIONE DEL CUORE Il cuore è innervato. arrivando fino all’apice del cuore. sia sensitive che effettrici. per quanto riguarda invece i muscoli papillari la situazione si complica:  muscolo papillare anteriore del ventricolo sinistro . L’arteria coronaria destra. Tra i compiti delle due arterie coronarie ritroviamo anche l’apporto di sangue al setto interventricolare e ai diversi muscoli papillari. segue anch’essa il solco coronario e da dei rami per l’atrio e il ventricolo destro. piccoli rigonfiamenti visibili in conformazione esterna sul primissimo tratto di aorta in corrispondenza delle semilune (interne). mentre il plesso profondo si trova posteriormente all’arco aortico e in prossimità dell’angolo tracheale (dove la trachea si suddivide nei due bronchi). del ventricolo sinistro. seguendo il solco coronario. la componente vagale e quella ortosimpatica lavorano in modo opposto sulle due coronarie: la prima ha un effetto di vasocostrizione dovuto all’azione dell’acetilcolina (con conseguente diminuzione della forza di contrazione del cuore). Come già detto in precedenza.entrambe le coronarie. statisticamente parlando. Le fibre nervose sono classificate come viscerali. disposta lungo il solco longitudinale posteriore).70%) la coronaria dominante risulta quella di destra in quanto l’interventricolare posteriore risulta una collaterale di questa.entrambe le coronarie.T4). irrorando anche tutto il margine acuto del cuore (generalmente tra i suoi rami principali è da ricordare l’arteria interventricolare posteriore. data la piccola dimensione di questi vasi 3 . il ramo circonflesso invece si sposta posteriormente. destra e sinistra. costituita da fibre provenienti da T1 . negli individui è possibile definire quale sia la coronaria dominante. che originano in prossimità dei seni di Valsalva. mentre la destra si occupa del terzo posteriore. mentre la seconda di vasodilatazione dovuta alla noradrenalina (con conseguente aumento della forza di contrazione). in quanto non permettono di discriminare se l’input proviene dal cuore o dal tratto esofageo e prevedono un interessamento anche degli arti superiori (normalmente il sinistro).  muscoli papillari mediale (o settale) e posteriore del ventricolo destro . L’arteria coronaria destra risulta inoltre. fermo restando la possibilità non così remota di varianti anatomiche. Una particolare attenzione va posta sulle fibre sensitive dolorifiche ortosimpatiche. nella maggioranza dei casi (50% .  muscolo papillare anteriore del ventricolo destro . VASCOLARIZZAZIONE DEL CUORE La vascolarizzazione arteriosa del cuore è associata alle due coronarie. dell’atrio sinistro e anche di una porzione del destro. per i restanti casi l’interventricolare posteriore risulta invece una collaterale del ramo circonflesso. originata dalla rispettiva semiluna. Le fibre sensitive vagali risultano invece coinvolte nel controllo chimico e della pressione del sangue. In particolare la coronaria sinistra vascolarizza i 2/3 del setto anteriore. 3. corre posteriormente rispetto al tronco polmonare per poi dare due rami principali: il ramo interventricolare anteriore segue appunto il solco interventricolare anteriore e si divide ulteriormente per distribuirsi ad entrambi i ventricoli. dalla componente vagale (parasimpatica) e da quella della catena paravertebrale (ortosimpatica.coronaria destra. sia sulla faccia sternocostale del cuore sia sull’opposta faccia diaframmatica.coronaria sinistra. originata dalla rispettiva semiluna. definendo in questo modo la coronaria di sinistra come dominante.  muscolo papillare posteriore del ventricolo sinistro . e si ramifica per occuparsi della vascolarizzazione del margine ottuso. A causa della variabilità anatomica dell’arteria interventricolare posteriore. Un ultimo punto importante da sottolineare è la presenza di piccole anastomosi tra le due arterie coronarie. come la gran parte dei visceri toracici. che insieme vanno a costituire due plessi distinti: il plesso superficiale è situato a livello dell’arco aortico e del tronco polmonare. L’arteria coronaria sinistra.

situato sulla faccia posteriore del cuore. lo schema di quella arteriosa. grazie a tre principali vasi: la vena cardiaca magna. come distribuzione generale. Tutto il sangue venoso sbocca poi a livello del seno coronario. 4 .anastomotici. La componente di vascolarizzazione venosa del cuore segue. non risulta possibile che una delle coronarie riesca a supplire l’altra in caso di problematiche o patologie cardiache. in particolare la magna e la parva risultano coinvolte nel drenaggio venoso della faccia cardiaca anteriore. la vena cardiaca media e la vena cardiaca parva. mentre la media raccoglie il sangue da quella posteriore. proprio perché l’apporto sanguineo risulterebbe comunque insufficiente.

dalla parte destra e sinistra. tutti quanti però ascrivibili a due sole tipologie in base alla loro posizione:  linfonodi tracheobronchiali . 5) l’esofago (la prima porzione del tratto toracico). almeno fino a quando non va in degenerazione / involuzione. 4) la trachea.posizionati appunto in prossimità della trachea e dei due bronchi polmonari. DRENAGGIO LINFATICO DEL CUORE Nel drenaggio linfatico del cuore risultano coinvolti numerosi linfonodi. La linfa proveniente da questi linfonodi confluisce a livello dei tronchi broncomediastinici.profondamente associati al mediastino. con annesse le vene brachiocefaliche. Parte dalle vene lombari dell’addome che oltrepassano il diaframma per raggiungere il torace (in comunicazione con la vena cava inferiore). RIPRESA DEL MEDIASTINO E SISTEMA AZYGOS Come già descritto durante le lezioni precedenti. 6) nervo vago e nervi laringei. in direzione antero-posteriore si individua: 1) il tronco polmonare. 6. 2) l’aorta ascendente. quest’ultimo a sua volta suddivisibile in anteriore. medio e posteriore. il mediastino può essere suddiviso in superiore e inferiore. Il sistema azygos.  linfonodi mediastinici . e arriva direttamente fino alla vena cava superiore (alcune varianti anatomiche presentano invece come punto di arrivo le 5 . un sistema di vene associate alle vertebre. fa parte sia del mediastino superiore sia di quello inferiore posteriore. 7) il sistema azygos. 5. 3) la vena cava superiore. Nel mediastino inferiore anteriore l’unica struttura di una certa rilevanza presente è il timo. Nel mediastino superiore (dunque al di sopra dell’angolo sternale) troviamo invece numerose strutture. un organo linfoide. l’arco aortico (il quale si porta posteriormente) e tutti i suoi rami.

6 . Il sistema azygos mette in evidenza lo stretto rapporto “collaborativo” tra la vascolarizzazione venosa del torace e quella addominale. drena la rimanente parte sinistra non interessata dalla emiazygos (superiormente quindi a T8 – T9 o T4 – T5 in base alla variante anatomica) per immettersi infine nell’azygos.vene brachiocefaliche).sempre di calibro inferiore.di calibro inferiore. corre dalla parte destra e si anastomizza con la mammaria interna e le vene intercostali. parte dalle vene lombari o dalle ultime intercostali posteriori per immettersi nella vena azygos a livello di T8 – T9 o di T4 – T5 percorrendo la parte sinistra. è composto da un insieme di più vasi:  vena azygos principale .di calibro maggiore. Le due vene emiazygos possono essere in anastomosi anche tra di loro.  vena emiazygos .  vena emiazygos accessoria . In quanto sistema. con relativo scambio di sangue venoso.