FONDAZIONE DEL BUDDISMO GIAPPONESE

CAPITOLO 1 INTRODUZIONE Il quadro storico: un sommario Il Buddismo venne introdotto in Giappone nel VI secolo. la sede del governo fu spostata a Kyoto. introdusse improvvisamente gli sviluppi di mille anni di Buddismo in India e in Cina. e rapidamente guadagnò consenso tra l'aristocrazia. ma questo aumentò la loro distanza dalla massa e la dipendenza dall'aristocrazia. La caduta dell'aristocrazia . mantenere la prosperità della Nazione e servire la causa dell'aristocrazia. Entrambe queste nuove scuole sostenevano il Mikkyō (Tantrismo). La religione diventò un metodo per controllare calamità. cosa nuova per il Giappone. che presto vinse il favore dell'aristocrazia. detti appunto shōen. basata sul Sutra del loto. La prima. Le sei sette di Nara Nel 710 Nara divenne la prima capitale permanente del Giappone. Ma fino al periodo Heian. Negli anni seguenti le famose sei sette di Nara vennero importate dalla Cina: – – – – – – Kusha 九社 Jōjitsu 情実 Ritsu 律 Sanron 三論 Hossō 法相 Kegon 華厳 L'importazione di queste sette. Anche i templi buddisti cominciarono a maturare forze armate per proteggersi. La base economica della nazione si spostò dal sistema di terre nazionalizzate Ritsuryō agli esentasse Shōen. Sotto il mantello delle sette di Nara. i giapponesi avevano afferrato solo il guscio della nuova fede. si stabilì sul monte Hiei. mentre la seconda. che mostrò sensibilmente i primi segni dell'evoluzione del feudalesimo. e divenne la culla di tutti i maggiori sviluppi futuri del Buddismo. Il dominio dei Samurai Il primo grande conflitto in cui i bushi mostrarono la propria forza fu quello fra Taira e Minamoto. curare malattie. La nascita degli Shōen Nel periodo Heian grandi templi e santuari riuscirono a evadere le tasse e acquisire enormi possedimenti terrieri. divenne un centro di meditazione. Mappō Era un periodo di generale inquietudine e il clima del Mappō (degenerazione del Dharma) dominava la terra. In breve tempo gli Shōen cominciarono ad entrare in conflitto tra di loro. sul monte Koya. In questo periodo vennero importate dalla Cina le sette Tendai e Shingon. Le istituzioni buddiste fecero lo stesso. vennero impiantati i semi della futura evoluzione del Buddismo giapponese: – – – – Tendai 天台 Shingon 真言 Zen 禅 Jōdo 浄土 Mikkyō dell'Aristocrazia Nel tentativo di separare chiesa e stato.

Il controllo dei Tokugawa Le politiche di Tokugawa Ieyasu. Durante il periodo del medioevo giapponese il Buddismo divenne una vera religione delle masse ed emersero molti incredibili leader spirituali. CAPITOLO 2 SETTE DELLA TERRA PURA: IL CAMMINO DELLA FEDE Antecedenti al movimento della Terra Pura Già nel periodo Nara il culto della terra pura esisteva in Giappone ma solo come culto funebre. come la meditazione. vocale e . I missionari europei furono espulsi e la nazione venne isolata in uno stretto controllo sociale supportato dal Neoconfucianesimo. Al contrario i movimenti della Terra pura enfatizzavano la singola pratica di cantare il nenbutsu (nome di Amida) come sentiero di salvezza anche per gli uomini comuni. Anche la setta di Nichiren sosteneva una singola pratica e che l'Illuminazione fosse ottenibile da tutti cantando il titolo del Sutra del Loto. La situazione cambiò quando Genshin gettò una base teologica per il nuovo culto descrivendo l'efficacia di cantare il nenbutsu. ma finché un individuo non fosse stato capace di intraprendere le pratiche regolari non avrebbe potuto raggiungere l'illuminazione. Il malcontento generale diede inizio alla terza fase del feudalesimo giapponese che in definitiva portò all'unificazione del paese sotto a Tokugawa. il nenbutsu venne incorporato nelle Tre Pratiche Tantriche (fisica. ma vi furono anche altri trend indiretti. Questo periodo fu caratterizzato da una rapida crescita economica e sociale e dall'ascesa della classe dei mercanti e dei Daimyō. anche se considerato solo un modo per i seguaci meno abili da ottenere la salvezza. un'era di lotte per il potere tra i samurai. Infine i movimenti Zen Sōtō e Rinzai introdussero la meditazione come singola pratica indipendente. Movimenti di Massa Anche i contadini iniziarono ad avere una nuova coscienza di se stessi e spesso si radunavano sotto le insegne di nuove forme di Buddismo come la Nuova Terra Pura (Ikkō Ikki) o Nichiren (Hokke Ikki). continuate dai suoi successori introdussero lo stadio finale del feudalesimo giapponese. e ***** Il Buddismo di Kamakura Nel pensiero Tendai e Shingon. ad esempio nello Shingon. Anche se il paese sperimentò una fioritura culturale e del Buddhismo Zen sotto l'influenza Cinese. Cultura Muromachi Il secondo stadio del feudalesimo giapponese è rappresentato dal periodo Muromachi.Alla conclusione della guerra Genpei con le vittorie di Minamoto no Yoritomo seguì la creazione di un Bakufu (governo della tenda) a Kamakura. Un nuovo ordine sociale La creazione del bakufu fu la prima fase del cosiddetto medioevo giapponese. la devozione alla terra Pura era considerata solo un upāya (diversi mezzi per raggiungere la verità) usato per stimolare gli individui incapaci di compiere discipline più complesse. Yoritomo tentò di mettere in amministrazione ogni shōen sotto il controllo di supervisori provinciali. L'enfasi del nenbutsu nella setta Tendai precedette la nascita della setta della Terra Pura (Jōdo) e della Nuova Terra Pura (Jōdō Shinshū). Tutti questi movimenti si rivolgevano prima di tutto alle masse. politicamente fu instabile e la Guerra Ounin segnò la fine dell'aristocrazia Heian.

La setta della Nuova Terra Pura stabilì 7 patriarchi. In seguito ad un'altra visione decise di estendere la sua attività missionaria a tutto il Giappone. L'aspetto più importante della pratica era abbandonarsi allo yūzu nenbutsu. Per via della natura collegata degli esseri. All'età di 46 anni ebbe un'apparizione di Amida durante la meditazione. Kōya propagò il culto della terra pura tra le masse viaggiando per le campagne diffondendo lo Yuyaku (danzante) nenbutsu. intercomunicabilità relazione tra gli esseri. Filosofia dello Yūzu nenbutsu Yūzu denota l'interdipendente. gli uomini non sono soli. Alcuni pensano che questo rappresentasse l'essenza del pensiero di Nagarjuna. Cominciò a praticare il culto melodico dei sutra (bonbō). e tutti raggiungono l'ōjō. da Amida con altri culti popolari. Vasubandhu. il fondatore Fin da piccolo aveva una bellissima voce. la Terra Pura. Trasmissione Nelle sette della Terra Pura c'è il problema di stabilire linee di successioni e patriarcali perché Hōnen non si espresse al riguardo. in quanto fu il primo a combinare la meditazione in stile Tendai con il culto del nenbutsu. Caratteristica del culto del nenbutsu era l'importanza data al numero dei canti proporzionale all'impegno religioso. afferma il suo desiderio di raggiungere la Terra Pura con 5 forme di meditazione su Amida: – Venerazione fisica – Canto del nome – Desiderio determinato di ottenere la Terra Pura – Concentrazione e visualizzazione della Terra Pura – Ritorno delle virtù acquisite nelle precedenti pratiche a beneficio degli altri. In Giappone Genshin è considerato il primo patriarca della Terra Pura. Fino alla fine del periodo Heian anche altri interventi mescolarono al culto. che aveva un potere considerato tariki (他力. e gli fu rivelata la filosofia dello Yūzu Nenbutsu come via per la salvezza e gli diede un mandala da venerare durante il canto. anche se ne parlano considerandoli inferiori. ogni membro purifica anche gli altri. fondatore della scuola Yōgacara. Così partì per la capitale raccogliendo seguaci tra cui anche l'imperatore. Yūzu nenbutsu. ma se ne andò perché era troppo poco tranquillo. Nel periodo Heian. ma legati alla sofferenza e al destino dell'intera umanità.mentale). e all'età di 12 anni entrò nel monte Hiei. Nagarjuna e Vasubandhu A Nagarjuna viene attribuito un ruolo importante nello sviluppo del pensiero della Terra Pura per via dei suoi scritti sulla “pratica semplice”. il Buddha Amida (Amitabha) era molto popolare in India e nell0Asia centrale. In seguito una divinità indiana gli apparve dandogli da insegnare la sua rivelazione a tutti gli esseri. Trasmissione attraverso la rivelazione Ryōnin. da Nagarjuna a Vasubandhu e Hōnen. salvation by other powers). quindi le azioni di uno hanno effetto su tutti e viceversa. Basi teologiche delle sette della terra Pura e della Nuova Terra Pura Sfondo storico e trasmissione La nascita di queste due sette fu il più significativo sviluppo del credo della terra Pura durante il periodo Kamakura. A dispetto dell'oscurità delle sue origini. . L'individuo si arrende a questo potere e cantando in gruppo. poi si passò alla pratica singola.

Dottrina della Terra Pura o Reame della Purificazione Gli sforzi di presentare l'obiettivo dell'Illuminazione in una forma tangibile per gli iniziati spirituali creò uno dei primi precedenti teologici per l'evoluzione del concetto di Terra Pura. Il reame del Desiderio racchiudeva tutti gli stati psicologici più bassi dell'uomo. descrive la Terra Pura e i suoi abitanti. chiarifica la sua natura spirituale e sottolinea come raggiungere la terra Pura recitando il nenbutsu. Amida Nyōrai La Terra Pura agisce come stimolo tangibile dell'esperienza dell'assoluto e il tempo stesso come obiettivo per il genere umano. Daimuryōjukyō - 大無量寿経 Questo Sutra. che parlano della capacità salvifica di Amida e promettono la salvezza per tutti. Mahaparanirvana La ricerca di sempre maggiore perfezione portò a concetti come i 4 stadi di Arhat. i loro successori tesero invece ad interessarsi solo alla soggettività umana. il principale dei tre. La figura di Amida come Nyōrai (tathagata). Questi diventano la base della teologia delle Terre Pure. Al di là c'erano i piani della meditazione. divisibili in due parti: 1) Formazione e attributi della Terra Pura 2) Come gli esseri senzienti possono raggiungerla I voti …. simboleggia la manifestazione della . il Reame della Non Forma che consisteva nei 4 stadi finali della meditazione che conducevano direttamente al Nirvana. sono il 17 e il 20. Amithabha Sutra (Amidakyō) 阿弥陀経 Viene considerato il testo conclusivo dei tre.Base Testuale – Il Triplice Sutra La corrente principale della Filosofia della Terra Pura in Cina e in Giappone è basata sul Triplice Sutra che in realtà è composto da tre opere diverse. le teorie dei Tre mondi (Desideri. La miriade di Buddhaterre rappresenta la ricerca infinita dell'uomo di trascendere le proprie umane limitazioni. Forma. al di là dei Tre Mondi. racconta la storia del Bodhisattva Dharmakara che nel suo desiderio di raggiungere l'illuminazione e creare la più perfetta delle Buddaterre fece 48 voti. L'idea del Mahaparanirvana si evolse durante la vita del Buddha storico e serviva per spiegare sia il destino dell'Illuminato dopo la morte del corpo fisico. Il sutra della meditazione (Kanmuryōjukyō 感無量寿経) Le meditazioni esposte in questo Sutra sono forme di riflessione utilizzate per purificare la mente al punto tale da poter lavare via le passate trasgressioni. Buddhaterre Allo stesso modo. Al di là di questo. i Tre Mondi e il Mahaparaninvana del Buddha storico. colui che è venuto dalla verità. Non Forma) fornì stadi di perfezione spirituale verso l'Illuminazione. l'esistenza di un simile perdono felice serviva a indurre a prendere la virtù. il regno delle Forme. Fondazioni Filosofiche Se i primi filosofi della Terra Pura erano più interessati alla lotta dell'uomo per ottenere l'Illuminazione e alla natura di questa. sia come riconoscimento del fatto che la perfetta Illuminazione non poteva essere praticata finché l'individuo fosse rimasto racchiuso nel corpo umano.

poiché rivela la natura vuota degli esseri viventi. ha due connotazioni nel Buddhismo māhāyana: – Prima si applica a ogni essere senziente sulla strada verso l'Illuminazione (Buddhità) – Secondariamente a quelli che hanno ottenuto l'illuminazione e lavorano per la salvezza degli altri. . A 42 anni si stabilì vicino a Kyoto. furono assassinati. Il Bodhisattva e i suoi voti La nozione di bodhisattva fu il risultato di due momenti di pensiero del primo buddhismo. Terra Pura (Jōdoshū) . ma la Terra Pura funge da obbiettivo. A Nara incontrò per la prima volta il credo della terra pura che è in contrasto con il nenbutsu del Tendai enfatizzato dal Tariki. La teoria trikaya Dharma kaya il corpo del dharma o realtà definitiva. il fondatore Perse i genitori da piccolo. spesso partecipava a riti di ordinazione utilizzando il rito esoterico tantrico in contrasto con la singola pratica che professava.浄土宗 La prima setta a pratica singola del Kamakura. Hōnen. A 13 anni entrò nel monte Hiei ma anche lui non fu contento dell'atmosfera lì e se ne andò. Per scappare si rifugiò in un tempio vicino.verità assoluta. Questo secondo aspetto è più rappresentato nella devozione popolare. dentro e fuori gli uomini. Il termine bodhisattva. La Terra Pura e Amida sono identici in essere. Verità assoluta (Illuminazione) Sambhogha Kaya Corpo di piacere e immagine idealizzante del Buddismo Nirmana Kaya Corpo di manifestazione che appare in risposta alle necessità del pubblico. Anche se nel libro diceva di scegliere la pratica singola del nenbutsu la posizione personale di Honen era ambivalente. lo stesso di Amida. Ma la rimozione delle personalità del Budda storico creò un vuoto nelle vite dei laici e dei monaci che doveva essere colmato e le figure dei mitici Buddha e bodhisattva emersero. ma per farlo è necessario ricorrere ad upāya. La fede personale di Hōnen Quando Hōnen completò la sua opera teologica principale. Questa consapevolezza giunge a voler aiutare tutti gli esseri ad arrivare a comprendere. delineando l'essenza della sua setta. libero da desideri e da limitazioni umane. Prajnhā e Upāya Il termine Prajnhā nel Buddhismo si riferisce alla saggezza spirituale di percepire la realtà così com'è. Upaya funge invece da: 1) Mezzo per compiere l'Illuminazione degli esseri senzienti 2) Metodo pratico impiegato da questi per ottenere l'illuminazione L'Upāya appare quindi in diverse forme a seconda del livello spirituale dell'ascoltatore. il Senjaku Hongan Nenbutsushū. solo un limitato numero di discepoli poteva copiare questo testo. Nel Buddhismo Māhāyana il raggiungimento della saggezza (prajnhā) p equivalente all'Illuminazione. Inseparabile dal bodhisattva è il suo voto di salvare gli altri. L'idealizzazione del Buddha e lo sviluppo della devozione popolare. Dopo la sua morte venne censurato e bruciato. mentre Amida da causa del raggiungimento di questa. dove creò il suo senjū nenbutsu ( pratica singola) e iniziò ad attirare seguaci anche fra l'aristocrazia. L'idealizzazione del Buddha storico raggiunse un livello tale da disumanizzarlo e farlo vedere solo in termini della I.

che si stabilì nel nord del Kyūshū e nel Muromachi divenne popolare fra i samurai.浄土新宗 La filosofia della Terra pura capace di catutrare le masse. Il conflitto con l'estabilishment monastico Per la natura rivoluzionaria del movimento di Honen e la sua popolarità tra le masse in un periodo in cui il fervore religioso era in calo i templi ufficiali tentarono di controllare il movimento o in alternativa di dominarlo. La Nuova Terra Pura (Jōdo Shinshū) . Delle tante scuole di jōdo che si svilupparono dopo la usa morte. dove divenne un monaco nenbutsante. come ad esempio la relazione fra fede. Per la loro tendenza aristocratica. poiché avrebbe commesso sacrilegi. basata sul Jiriki (自力). il fondatore Nacque vicino a Kyoto e prestò andò sul monte Hiei. A 29 anni si unì ad Honen. tranne il Senjakushū andarono distrutti e col tempo le differenze fra i discepoli si accentuarono fino a che si vennero a formare altre sette. E si intensificarono dopo la sua morte. Per giunta tutti gli scritti di Hōnen. sfuggendo agli arresti. Honen diede inizio al nenbutsu come pratica singola per ottenere la terra pura. abate del Tendai. . nacquero dispute su questioni come i meriti della fede versus quelli della pratica. Visto che quest'ultima sembrava cadere nella categoria del Jiriki. Honen non chiarì come la relazione fra fede e canto del nenbutsu funzionasse come tariki. e la seconda di movimento di ulteriore purificazione del senjū nenbutsu. e in grado di diventare la forma di buddhismo maggiorei n giappone. Si hanno 4 aspetti collegati: 1) Pratica della venerazione ( immagine di amida e altri Buddha) 2) Pratica assoluta (guardando Amida liberarsi dei pensieri terreni) 3) Pratica perpetua (cantare incessantemente il nenbutsu senza interromperlo) 4) Pratica prolungata (continuare a recitare fino alla morte: mai possibile raggiungere un sufficiente numero di recitazioni) Quindi il nenbutsu diventa un elemento intrecciato con la vita quotidiana. Esilio Fu esiliato nell'isola dello Shikoku con altri discepoli ma grazie ai suoi appoggi a corte riuscì a essere perdonato. Quando Hōnen era vivo. né l'esatto momento in cui si ottiene l'illuminazione. recitato continuamente da purificare trasgressioni precedenti in linea con la tradizione nenbutsu del Tendai. Sviluppi Successivi L'anno della morte di Hōnen il Tendai bruciò il Senjakushū per paura della popolarità del jōdo. Questo portò al suo esilio. ma gli sforzi fisici e psicologici lo portarono alla morte all'età di 80 anni. Shinran.Il nenbutsu per rimuovere il peccato Honen era anche interessato al potere del nenbutsu. ma in contrasto col tariki che professava nel Senjaku. due sono quelle più importanti: Seizan-ha di Shōkū. ma riuscirono a trasmettere gli insegnamenti di Hōnen fino a oggi. Tra i discepoli di Hōnen possiamo notare due maggiori linee di pensiero: la prima di conciliazione con l'estabilishment supportando altre pratiche oltre al nenbutsu. Ma nella sua vita personale praticò anche altri rituali. Honen cercò di placare Shinshō. E la stessa libertà lasciò ai discepoli. Dopo un po' il tempio Kōfukuji di Nara cercò di fermare Hōnen con una petizione. queste sette fallirono nel raggiungere la popolarità del Jōdo Shinshū. e al tempo stesso ad avanzare una guida di condotta per i suoi discepoli: non disturbare gli altri movimenti. e la Shinzei-ha. Tariki e la recitazione del nenbutsu. che provò di non essere un seguace del senjū nenbutsu. nonostante il favore dell'aristocrazia. Divisioni dottrinali fra i discepoli Alla morte di Honen diversi problemi teologici erano irrisolti.

in un tempio che si credeva fosse stato fondato dal principe Shōtoku. Il 95° giorno gli comparve Kannon in sogno nei panni di Shōtoku e gli parlò. ma questo una volta arrivato cominciò creare il proprio movimento. coloro che si sono sforzati ma hanno fallito nel raggiungere la perfezione religiosa. ma anche durante l'esilio continuò a predicare il nenbutsu. la fede assume il ruolo principale di mezzo per ottenere il Reame della Purificazione. dove cercava di guidare i suoi discepoli per lettera. Sangha) e nella legge di causa e effetto. si formavano congregazioni assumenti nomi geografici. Ma forse questa rivelazione gli promise che se peri l karma passato avesse dovuto sposato. perse fiducia in se e cominciò a chiamarsi gotoku (stupida testa pelata). Il nenbutsu dōjō e le sue congregazioni erano in netto contrasto coi templi ufficiali. Una distaccata riflessione sulle esperienze passate è sufficiente per comprendere i piaceri nascosti dentro le cosiddette pratiche religiose. Shinran fu costretto a denunciarlo e disconoscerlo. L'unione ad Hōnen Shinran si unì ad Honen nel 1201 e non si sa come mai venne scelto tra discepoli salvati soltanto nella persecuzione del 1207. Pochi anni dopo morì di malattia all'età di 90 anni. Shinran capì di non essere più vicino all'illuminazione del laico che cerca a tentativi negli attaccamenti terreni la ricchezza o la gloria. i leader dei dōjō tendevano a essere autoritari. Matrimonio Poco dopo Shinran si sposò ed ebbe un figlio. Dopo questo esilio i due non si incontrarono mai più. Dopo 20 anni di sforzi religiosi sul monte Hiei. Però sorsero anche problemi relativi ad essi. Non era anormale per i monaci sposarsi in segreto. Zenran Shinran mandò il figlio Zenran nel Kanto per cercare di risolvere la situazione.La rivelazione del principe Shōtoku Prima di lasciare Tendai. Nenbutsu dōjō Il metodo di diffusione dell'insegnamento di Shinran costituiva nello stabilire un luogo di incontro in una casa privata modificata. Esilio a Echigo L'esperienza dell'esilio fu traumatica per lui. chiamata Nenbutsu dōjō. ma per la prima volta lo fece un fondatore. ma dopo poco realizzà ancora che una singola recitazione del nenbutsu era sufficiente. caratteristica peculiare della nuova terra pura. Alcuni credono che questa visione lo abbia spinto a unirsi ad Honen. All'umanità Shinran offrì speranza attraverso la sua comprensione della fede come dono di . Kannon sotto forma di bella ragazza lo avrebbe seguito. Attorno a questo centro. per decidere su cosa fare in futuro. e offrivano una continua sfida all'estabilishment. Shinran si ritirò 100 giorni. La fede e il nenbutsu Nella teologia della Nuova Terra Pura. La realizzazione empirica dell'incapacità dell'uomo di ottenere la salvezza La teologia della Nuova Terra Pura è orientata a coloro che hanno già raggiunto la consapevolezza di sé (autocoscienza). e spesso avevano anche idee radicalmente diverse da Shinran. creando quindi una successione di sangue. mentre nel primo Buddhismo la fede è l'accettazione o il credo dei tre tesori (Buddha. ed era presuntuoso pensare di salvare gli altri quando la fede stessa era un dono di amida. Il trasferimento nel Kanto Shinran fu ordinato con Honen. La teologia della terra pura si pone verso la vita in modo da stimolare una profonda riflessione interiore. ma decise di non tornare alla capitale. Per di più Shinran era tornato a Kyoto. Poco dopo trasferitosi nel Kanto fece voto di recitare il triplice sutra 1000 volte per la salvezza degli esseri viventi. Dharma.

fece sviluppare l'ordine facendolo avvenire alle classiche sette. Fu allora che il gongen (la manifestazione di Amida) gli rivelò che l'illuminazione di Amida determinava l'ōjō dell'individuo. Shinran invece le ritiene necessarie per recitarlo correttamente. Decise di visitare il santuario di Kumano e per la strada incontrò un monaco che rifiutò la sua tavoletta del nenbutsu sostenendo di non avere abbastanza fede in Amida. Ippen era molto severo riguardo l'osservanza della povertà. che serve per adempiere alle condizioni per raggiungere le Terre Pure. Se i seguaci del nenbutsu erano spesso accusati di disinteresse verso gli dei nativi è solo perché di queste accuse si servivano i politici per eliminare gli avversari. Iniziò anche l'odoru nenbutsu. L'atteggiamento di Shinran nei confronti degli dei nativi e del clero popolare Conformemente all'idea di Tariki non si può accettare la devozione agli dei nativi o ad altri Buddha/Bodhisattva. condividendo anche un'affinità con gli dei nativi. senza le qualità sarebbe Jiriki. Filosofia del Jishū La fondazione teologica della setta Jishū deriva in primo luogo dal periodo di studi del Jōdo Seizan-ha e secondariamente dall'interesse di Ippen per il Tantrismo Shingon. il fondatore Nato nel 1239. Credeva inoltre che con il proprio corpo fisico si potesse diventare Amida. Alla morte del padre tornò a casa per sostenere gli affari di famiglia ma sorse una disputa per l'eredità e lui se ne andò in pellegrinaggio per 3 anni su un monte vicino a praticare il nenbutsu. La fondazione istituzionale della Nuova Terra Pura Shinran morì lasciando una figlia e un nipote. e quindi la fede e la purezza sono immateriali e tutto quello che gli serviva fare era continuare con il fusan (distribuzione di tavolette per il nenbutsu).Amida e non come prodotto degli sforzi derivanti dall'ego. Poi l'individuo diventa consapevole della sua condizione disperata e si affida ad Amida. Tuttavia questo non implica che la devozione al rispetto ad altri dei non possa essere inclusa nel credo Tariki. Nonostante la sua setta basata su una rivelazione considerava importante anche il Triplice sutra. . lo Honganji. Il possesso di queste qualità è dato da Amida col nome di nenbutsu. del celibato e del distacco. a 14 anni entra a studiare Jōdo presso la Seizan-ha. Kakumyo. ma si crearono problemi di successione poiché non si poteva far diventare erede una donna. l'ojo sarebbe stato ottenuto cantando il nenbutsu grazie al Tariki di Amida. La questione si risolse con il suo pronipote che divenne successore ufficiale dopo aver studiato sotto il figlio di Zenran. L'influenza Shingon è visibile nel fatto che credeva ce una volta che l'individuo privo di rancore omaggia Amida e recita l nenbutsu. e entrambe le cose sono frutto del Tariki (何それ?) L'individuo che ha ricevuto i benefici del Tariki e delle tre qualità agisce in accordo col Dharma. poiché sarebbe considerato Jiriki e un ostacolo per la fede perfetta (la mente di Amida). Ippen. facendo del mausoleo di Shinran un tempo. La setta Jishū A differenza del nenbutsu a pratica singola ispirato da Hōnen. il pronipote. ma diventa la mente stessa di Amida. Assunse allora il nome di Ippen e fece del fusan e dello yugyō (viaggiare per le campagne) la pratica principale del suo movimento. Tre menti equivalenti ad una Secondo il Daimuryōjukyō tre qualità della mente sono necessarie per raggiungere le Terre Pure: – Sincerità – Fede – Aspirazione all'illuminazione Nel culto della Nuova Terra Pura queste qualità appartengono ad Amida e riflettono la sua unica mente. secondo figlio di una potente famiglia di samurai. la setta Jishū so avvicina di più al nenbutsu esoterico Shingon. tutte le sue azioni sono rivolte a cercare di condurre gli altri alla sua realizzazione e al momento della morte accede alla Terra Pura. al figlio che lui aveva disconosciuto. Honen pensava che le tre qualità arrivassero recitando il nenbutsu. l'Illuminazione non è più sé stesso. Grazie alla sua rivelazione maturò la convinzione che a prescindere dalla fede che si possiede o non si possiede.

Tōjō Kagenobu. fu reso furibondo dalle sue parole. Un nobile locale. e che il Sutra del Loto era l'unica salvezza per l'uomo. opinione che in futuro avrebbe cambiato radicalmente. ma insegnamenti eretici. perché il suo vecchio maestro lo avvertì in tempo. Nichiren.Fondazione della setta Jishū Ippen. finché non si decise per Jishū in epoca Muromachi. Decide di continuare gli studi presso il monte Hiei. aveva capito che le disgrazie al Giappone e alla famiglia Reale erano dovute al fatto che il Giappone non seguiva il Loto. come lo Zen e la Terra Pura. che si convinse per via di questo di essere l'incarnazione del Bodhisattva Jōgyō. L'inizio della sua missione – shakubuku Quando Nichiren lasciò il monte Hiei. A 12 anni si chiese come mai l'Imperatore (Go-Toba) fosse in disgrazia (esiliato) e quale fosse la vera natura del Buddhismo. qualsiasi cosa stessero facendo (anche dormendo). I primi a convertirsi furono i suoi genitori. nonché suo successore. si compiacque di essere il più grande uomo del Giappone. Credeva nella possibilità di ottenere la Buddhità con questo corpo e attacca anche i seguaci della Terra Pura. Studio sul monte Hiei A 20 anni tornò al Kiyosumi dera. con la missione di proteggere il Sutra del Loto e il Giappone. CAPITOLO 3 NICHIREN-SHUU: I SEGUACI DEL LOTO Un altro movimento a pratica singola del periodo Kamakura che credeva nel recitare il nome del Sutra del Loto. e scrisse un piccolo saggio in cui considerava la dottrina esoterica Shingon superiore a quella essoterica del Loto. seguace del nenbutsu. Shinkyō. Poiché era impossibile per i membri più vecchi continuare con quella vita di privazioni. Decise anche di dover ripristinare la setta Tendai. e anzi. Dopo la morte di Ippen furono assegnati vari nomi al movimento. e tentò di tendergli un'imboscata. poi andò a Kamakura dove studiò Buddhismo Zen e della terra pura. per il fatto di essere il più odiato. era una vita dura. chiamati dokujū (独住. dichiarando il Sutra del Loto come il più vicino alla verità. Il nome “ji” (時) significava che i suoi seguaci non trascuravano mai il canto del nenbutsu. Si convinse che la setta che cercava era la Tendai. nacque figlio di un pescatore nei pressi del santuario di Ise. Tornò al Kiyosumi per convertire il suo vecchio maestro e per cercare discepoli. A 11 anni andò a studiare presso il monte Kiyosumi. il poi vicino a Ippen dei discepoli. Tuttavia Nichiren riuscì a salvarsi. Dopo di lui il movimento finì per dividersi a causa dei soliti problemi di successione fino a dividersi in 12 scuole e le attività promosse da Ippen furono gradualmente rimpiazzate da Templi corrotti e il movimento declinò rapidamente. Risshō Ankokuron 立証安国論 . poiché credeva potesse esserci una sola vera setta e un solo vero sutra. istituì la pratica del ritiro nei templi. vivere da soli). Il suo metodo di conversione (shakubuku 折 伏) si basava su un linguaggio emotivo e interpenetrante che usava deliberatamente come arma per scioccare gli avversari. Fiero delle sue origini. il fondatore Nichiren è unico tra i fondatori del Buddhismo giapponese perché tutti i maggiori avvenimenti della sua vita sono stati scritti e interpretati da lui stesso. e nella sua ricerca del “vero” Buddhismo escluse a priori tutte le sette non basate su un Sutra. non avendo intenzione di creare una setta chiamò il suo gruppo Jishū. I suoi seguaci in gruppo di una ventina di persone praticavano costantemente yugyō e fusan. dove entrò in contatto con Tendai e Shingon. Il fatto lo stimolò a proseguire con i suoi metodi.

e a causa delle sue criticità allo Zen. Sopravvissuto. Honmon (本文. In visita dal suo vecchio maestro venne attaccato da Tōjō Kagenobu. preparandosi quindi a un'invasione. ma riuscì a salvarsi per miracolo. rimase a guardare. Nichiren predisse che un'invasione sarebbe ritornata entro l'anno e solo lui poteva salvare il Paese. riuscì a sopravvivere. Vide una cometa nel cielo. nonostante qualche ferita. Nel 1271 a causa dei problemi di siccità. Si avverò anche la sua profezia sui disordini politici in caso di non adempienza nel sutra del Loto. ma i seguaci del nenbutsu lo attaccarono. ma colui che lo denunciò morì l'anno dopo: Nichiren lo interpretò come una punizione divina. Il ruolo del Sutra del Loto (Myōhōrengekyō – 妙法蓮華経) La prima metà del Sutra viene chiamata Shakumon (折文. immagine principale sul suo movimento. sezione della manifestazione) e parla della manifestazione storica del Buddha. Tuttavia tornò un altro tifone (ma consultare le previsioni del tempo sti mongoli???) distrusse ancora (xD) la flotta e mentre i preti delle altre sette che avevano partecipato ai rituali si prendevano il merito. sezione dell'origine). Esilio a Izu Nichiren. La quintuplice interpretazione del Loto di Nichiren . La fede nel Daimoku L'aspetto unico della filosofia di Nichiren era la credenza che la salvezza fosse ottenibile solo cantando il sacro titolo (Daimoku. e la interpretò come un cattivo presagio. e pensava che alla successiva invasione avrebbero distrutto il Paese. e Nichiren decise che era gtiunto il momento di rivelare che la colpa era della popolarità del nenbutsu. Fu esiliato a Izu. Fece il suo famoso voto “Sarò la colonna del Giappone. Di nuovo non lo ascoltarono. costringendoli alla ritirata. evitò di attaccare anche questo movimento. viste come un attacco ai reggenti stessi. Nichiren lo interpretò come un avvertimento al Giappone. ma con il piano segreto di eseguirlo durante il cammino. La sua applicazione del canto era basata sul pensiero Tendai. 題目) del Sutra del Loto. Morì l'anno dopo. Nichiren guadagnò ancora più popolarità. se l'uomo non fosse stato originariamente Illuminato. Il ritorno a Kamakura Nel 1274 fu perdonato. e questo fatto accentuò in lui la convinzione di essere parte di una missione divina. Nichiren abbandonò la manifestazione nella forma del Buddha storico e affidò la sua fede all'Assoluto ed Eterno Sākyamuni. A Sado venne mandato in un piccolo tempio abbandonato. i suoi occhi e la sua mano”. Le invasioni mongole Arrivò così la prima invasione mongola. La seconda metà. e avanzò nuovamente le solite richieste dottrinali. Continuando a non essere ascoltato. una serie di calamità naturali colpì il Giappone. dove lui stava accanto a Sākyamuni. sapendo che i reggenti Hōjō seguivano lo Zen. ma i seguaci del nenbutsu chiesero al governo di condannarlo per calunnia. fu costretto nuovamente all'esilio. Nichiren si rivolse al governo facendo notare che egli stesso aveva già previsto questa invasione. e tornò a Kamakura. Nichiren troppo malato e stanco per controbattere. Il suo avvertimento venne però ignorato dal governo. ed ebbe difficoltà a resistere al freddo inverno. Il Daimandara 大曼荼羅 A Sado creò un grande mandala.Dal 1254 al 1260. Nel 1268 i Mongoli chiesero al Giappone di diventare tributario. parla dell'eterno Sākyamuni. Si basava anche nella teoria dell'illuminazione originale. non avrebbe avuto speranza di raggiungerla nuovamente. ma il governo rifiutò. ma un tifone distrusse . A causa di un cambio d'idea improvviso dell'esecutore. Scrisse nel Risshō Ankokuron che l'unica via di salvezza era quella di fermare il movimento del Nenbutsu e affidarsi al Sutra del Loto. L'esilio sull'isola di Sado Scoperto in possesso di armi per distruggere le altre sette Buddhiste. decise di ritirarsi sul monte Minobu.metà delle loro imbarcazioni. tornò a Kamakura. dove fu sommerso da richieste di praticare rituali per il bene della nazione.

Altri Buddha e Kami Nichiren identificò i Kami con il Giappone stesso. Il movimento si divise tra i seguaci alla sua morte e dopo la guerra Ounin l'enorme popolarità della sua dottrina nella capitale coincise con l'organizzazione di gruppi di protezione dei mercanti sotto il suo stendardo: questo periodo fu chiamato l'era dello Hokke Ikki (法華一揆. gli Hokke Iikki rimasero confinati nell'area di Kyoto con lo scopo di proteggere la fede in Nichiren e le prosperità della città. ribellione del loto). . Tempo: Nichiren credeva che Sākyamuni diffuso il Loto nel momento esatto. che facevano turno giornaliero a protezione del Dharma. Alla sua morte. la società stessa diventa il corpo del Buddha Originale. Ma Nichiren ebbe difficoltà nel mantenere un buon rapporto con i sostenitori shintoisti. e fu consapevole dell'importanza che questi avevano sulle masse. pieno di eresia nell'era del mappō. I suoi bersagli preferiti erano i preti che godevano di maggiore popolarità. quindi il male e la sofferenza della società potevano essere ridotti dal singolo. Maestro: naturalmente era lui U_Uv 5. Gli Hokke si scontrarono con gli Ikkō Ikki dei contadini che si diffusero nelle province. molti discepoli credettero che i Kami avessero abbandonato il Giappone e molti. Shōdai Jōbutsu (唱題成仏 Cantare il Daimoku e diventare un Buddha) Nichiren vedeva il destino del singolo legato a quello della società. come con il Jōdo Shinshū. Sotto questo aspetto la filosofia di Nichiren ricorda i movimenti Ji e Yūzu nenbutsu di influenza Tendai. confusero la purezza della pratica con l'intolleranza verso le divinità shintoiste. Oggetto dell'insegnamento: l'insegnamento è diretto agli eretici che danneggiano il Dharma 3. Insegnamento: la dottrina del sutra stesso 2. Possiamo qui notare il suo Nazionalismo. Quando ogni individuo diventa illuminato. che però rimase limitato nell'aspirazione di creare uno Stato Buddhista. 4. e viceversa. Considerava ogni divinità dello Shintō come una manifestazione dell'eterno Sākyamuni e credeva anche che le divinità fossero obbligate a proteggere i seguaci del Loto e punire i loro nemici. e credeva che il periodo del mappō fosse il momento cruciale per la salvezza al contrario delle altre sette. L'atteggiamento di Nichiren verso gli dei nativi e gli altri credi Abbiamo già visto che Nichiren si rifiutò categoricamente di accettare ogni forma di verità diversa dalla sua. Un compromesso fu trovato alla sua morte nel culto di 30 Kami protettori. Paese: il Giappone.Nichiren vedeva la corretta applicazione del Sutra del Loto consistente in 5 aspetti correlati: 1.

Ed è per questo che a livello di verità ultima Jiriki e Tariki coincidono. che rappresentava il centro della vede nazionale. Vi furono due maggiori tradizioni Zen. A 28 anni andò in Cina e dopo aver osservato la popolarità dello Zen decise di studiare la tradizione Zen del Tendai sul monte Hiei. L'ascesa dello Zen Le origini dello Zen risalgono alla traduzione indiana dello Yoga. poiché l'unico modo per raggiungere l'Illuminazione è risvegliare la propria natura interiore. La sua richiesta fu probabilmente dovuta al fatto che voleva più notorietà. Anche se Eisai viene considerato il fondatore dello Zen Giapponese. il primo trasmettitore Eisai tentò di usare il Tantrismo come piattaforma su cui cercare di introdurre lo zen. ma fu costretto ad insegnare. Dopo altri 10 anni andò nel Kyūshū e poi ancora in Cina.. Daishi). così capì che non avrebbe potuto creare a Kyoto la sua nuova setta e ritornò nel Kyūshū.. ma i movimenti Zen venivano attaccati dall'estabilishment. Ma tutto ciò serve solo come guida perché alla fine l'individuo deve creare il risveglio dentro di sé. Alla fine gli fu consentito di introdurre lo Zen a Kyoto. ma gli fu impedito. fede in Buddha. i suoi insegnamenti sono considerati impuri per via della tradizione Enmitsuzenkei. Fu lui ad introdurre il te in Giappone. La trasmissione Zen diventa un'esperienza soggettiva condivisa da maestro e allievo ed espressa attraverso risposte assurde . Da qui voleva andare in India. Dopo 4 anni in Cina tornò in Giappone dove costruì il primo tempio Zen e nel suo tempio stabilì una rigida osservanza del vinaya. In Cina Eisai realizzò l'importanza dei precetti che stanno alla base della vita del monaco Zen. La maggiore differenza tra l'approccio dello Zen e quello delle altre sette è la consapevolezza dei pericoli inerenti l'utilizzo del linguaggio umano. Rinzai Zenshū (臨在禅宗) Eisai. La scoperta della vera natura e il raggiungimento della Buddhità L'obiettivo dello Zen è di incontrare la natura fondamentale intrinseca dell'Illuminazione che esiste in ogni essere senziente. meditazione. L'arrivo dello Zen in Giappone creò un rinnovato interesse per la Cina. La sua prima conoscenza dello Zen la ebbe da un incontro fortuito con un interprete cinese e pensò che nell'epoca del mappo il vero Dharma potesse essere riscoperto in Cina. oltre allo Zen. Eisai chiese di essere nominato Gran Maestro (大師. anche l'esoterismo Shingon e la meditazione Tendai (questa commistione si chiama Enmitsuzenkei 延三禅敬) e non il puro Zen che aveva imparato in Cina. non per sé. Turre le sette Buddhiste si servono di upāya (metodo pratico per illuminarsi). pratica e vinaya (comportamento del bravo monaco). scrittura.CAPITOLO 4 禅 ZEN: LA VIA DELLA MEDITAZIONE Cronologicamente lo Zen è l'ultimo dei nuovi movimenti dell'epoca Kamakura. in cui aveva dovuto presentare per via dei suoi interessi nell'esoterismo. Il progetto di restauro del Todaiji Nel 1206 gli fu dato l'incarico di restaurare il Todaiji. Movimento Zen contemporaneo Eisai non era il primo a rinnovare l'interesse per lo Zen durante il periodo Kamakura. La credenza che l'autocontrollo e la meditazione conducessero alla pace dell'Illuminazione si trova nei più vecchi testi buddhisti. quindi cercarono di trasmettere l'esperienza dell'Illuminazione non verbalmente. perché si trattava di un'onorificenza postuma. Come ricompensa. ma per propagare lo Zen. Sfondo storico e trasimissione Anche se lo Zen non è una forma di Buddhimo esoterico condivide alcune caratteristiche del tantrismo nel modo di trasmettere gli insegnamenti ed entrambi considerano tutte le forme di Illuminazione equivalenti all'Illuminazione Originale di Sākyamuni. chiamata kenshō (検証 scoprire la vera natura) o satori. ma non gli fu concesso.

Alcune di queste collezioni di dialoghi presero il nome di Kōan. Col tempo però gli spontanei e realistici dialoghi vennero ridotti a forme per l'educazione o a sofismi intellettuali. Anche il metodo Zen può essere considerato upāya. l'ideale era seguire l'esempio del Buddha storico. Inizialmente il termine Kōan significava “documenti pubblici”. ma lì non trovò il vero spirito Zen che stava cercando. ma i monaci non miravano a risvegliare la natura di Buddha mettendo la ragione di fronte alla contraddizione di non essere capaci di trovare un senso. lo fece. Il Kōan nelle sette Rinzai è un upāya usato come catalizzatore per il primo passo nella consapevolezza interiore dell'Illuminazione. Dōgen. Scrisse il primo capitolo del suo Shōbōgenzō. considerando molti discepoli illuminati quando di fatto non lo erano. invece di pensare come loro che l'uomo fosse già Illuminato e non servisse fare altro. ma spesso i maestri per trarne vantaggio imbrogliavano. L'obiettivo dello Zen non era semplicemente far naufragare la ragione. nella riflessione e il desiderio di trascendere sé stesso. La mente naturale è la via La capacità dell'Illuminato di ritornare alla vita di tutti i giorni è stata riconosciuta come inseparabile funzione dell'Illuminazione fin dai tempi di Nagarjuna. chiedendosi perché i cardinali del passato si fossero sforzati così tanto. spiegando in 18 articoli perché lo zen fosse adatto al Giappone. L'unica via (upāya) per l'illuminazione era lo zazen. per vivere e meditare (zazen. Conobbe Eisai. Funzionava in una duplice maniera: 1) Permetteva all'intelletto di vedere i propri limite o lo faceva naufragare 2) Permetteva di toccare la maturità della coscienza Zen. Sōtō Zenshū 層等禅宗 La scuola Zen di Dōgen divenne la seconda più grande scuola buddhista in Giappone. I Kōan 公案 I registri Zen più che alla storia si interessavano a mettere per iscritto i dialoghi tra maestro e allievo. ripudiando l'idea che anche i loro potessero salvarsi. Il primo passo per l'iniziato spirituale deve consistere nello studio intellettuale. Gradualmente dopo la morte di Eisai. Nello Zen diventarono modo di mettere alla prova la comprensione degli insegnamenti dell'individuo.e profonde domande intellettuali. ma imparò presto che ai monaci presenti sul monte Hiei interessava solo il successo terreno e. ma quando il suo maestro dalla Cina gli consigliò di ritirarsi nella foresta con pochi discepoli. Nacquero templi fondati da monaci giapponesi che avevano studiato in Cina e templi fondati da monaci cinesi. il fondatore Sua madre morì quando lui era piccolo e a 12 anni abbandonò la vita aristocratica per andare sul monte Hiei per chiedere consiglio riguardo all'unirsi al movimento Tendai. lasciò il monte Hiei. Venne usato inoltre per impedire la crescita dell'intellettualismo e allo stesso tempo per impedire all'individuo di essere immerso nel quietismo. ma trovare l'uomo ideale. per i monaci eminenti e per predicare 3) Sala del Buddha. e consistevano in indovinelli laconici con risposte logicamente assurde. una sorta di ranking dei templi. lo Zen crebbe in popolarità e cominciò a crescere anche lo Zen puro. Non si può risolvere il Kōan con la ragione. e divenne discepolo del suo discepolo Myōren. Lo scopo dei Kōan nel Rinzai Zen è di spronare le riflessioni interiori dell'individuo. 座禅) 2) Sala del Dharma. Nelle mani di un maestro queste qualità possono essere sviluppate in kenshō. e qui organizzò tre edifici principali: 1) Sala del monaco. L'interpretazione di Dōgen della “Trasmissione fuori dalle scritture” . Cominciò a credere che solo il suo Dharma rappresentasse la Verità Assoluta. Così si ebbe anche il sistema del gozan jissetsu (五山十節). ma esso è capace di produrre una realizzazione interiore che anni di studio non possono eguagliare. Nel 1227 dopo aver studiato in Cina tornò in Giappone dicendo di essere tornato a mani vuote. poiché si credeva che i Kōan esprimessero l'essenza dell'illuminazione del Buddha. Rifiutò il mappō e concentrò i suoi sforzi sui monaci. Con lui andò anche in Cina. Nello Zen il maestro deve giudicare lo stato mentale del discepolo (ossia se si trova nelle giuste condizioni). per i rituali Il suo movimento continuava a guadagnare popolarità. Nel 1223 fu invitato ad insegnare Zen nel Gokuraku-ji.

Quindi il Buddha è sì eterno. Riteneva che fosse possibile ricevere l'esperienza intuitiva osservando la serenità della natura ma anche penetrando il linguaggio simbolico delle scritture. Dōgen cercò di esprimere il significato di questa dinamica comunicazione intuitiva nel titolo del suo lavoro principale. 4) Principio della continuità del tempo 5) Presente assoluto 6) Tempo applicato o tempo nella pratica Il tempo non può esistere senza la pratica (gyōji). perché l'illuminazione consiste nel vivere in sé. intendeva che se ci fermiamo e ci rifiutiamo di agire finché non capiamo la natura della vita appassiremo per atrofia. riteneva anche che la pratica comprendesse ogni azione della vita. gli assegna un nome e su questo costruisce i giorni. lo Shōbōgenzō. e in esso cercò di chiarificare la natura intuitiva dell'esperiente.. mentre la realtà trascende il mondo fenomenico scorrendo come un tempo fondamentale a sé. L'uomo isola momenti. il movimento Zen riscosse moltissimo successo. Tutti gli esseri sono natura del Buddha Dōgen cercò di distruggere l'idea che la natura del Buddha esistesse eternamente come entità. ma un'eterna impermanenza che consiste nella costante ascesa e caduta di esseri transitori. 3) Tempo fondamentale Se il susseguirsi di momenti fosse l'unico tempo. 行事) equivalente alla meditazione (zazen). Non bisogna cercare un obiettivo trascendente per essere Illuminati. perché la nascita in sé è un momento unico. Come gli altri maestri Zen dava al discepolo il compito di trovare il giusto maestro perché credeva nel loro incontro come qualcosa di predestinato. Dicendo che la realtà non può essere separata dalle azioni e dall'esperienza dell0individuo. Rifiutava appellativi per il suo movimento. Dōgen vide che in ogni momento ci sono infiniti avvenimenti in infiniti esseri. Quindi la mente non può essere separata dal corpo più di quanto la pratica possa essere separata dal raggiungimento. Lui credeva che le montagne. Le funzioni della mente che vive in maniera autentica (cercando la via) diventano la mente del Buddha. secondo cui gli esseri sono “rise and fall” secondo condizioni collegate. La mente è il Buddha La mente che insegue l'illuminazione è equivalente alla Buddhità. 2) Tempo specifico Ogni momento è catturato e isolato nell'infinita continuità del tempo. Quindi è sbagliato dire che la vita conduce alla morte.. La pratica equivale al raggiungimento Anche se definiva la pratica (gyōji. rifiutando il linguaggio come catalizzatore. Nello Shōbōgenzō dedica un capitolo a “l'esistenza è tempo”. Bisogna vivere ogni momento per quello che è. fine di una lezione. il Nirvana sarebbe uno di questi. inclusi gli esseri umani fossero la natura del Buddha.. gli alberi. non gli garantì uguaglianza con la preghiera singola della meditazione da seduti. basandosi sul concetto di Illuminazione Originale. La pratica continuava anche dopo l'Illuminazione ed era una forma di gratitudine verso la realtà. le settimane. Anche se la filosofia di Dōgen era molto astratta e orientata a coloro che cercano la verità religiosa piuttosto che ai laici.. Tuttavia intitolò il primo capitolo dello Shōbōgenzō: “Genjō Kōan” (manifestazione e raggiungimento della verità). e ogni momento di pratica forma una totalità in sé. . in cui classifica il tempo in sei categorie: 1) L'identità propria di Esistenza e Tempo Nel Buddhismo il tempo non è un concetto vuoto. La manifestazione e il raggiungimento della Realtà Ultima come Genjō Kōan Anche de Dōgen riconobbe i benefici del Kōan. L'adesso assoluto o totalità del momento La nozione di Genjō Kōan era un'altra espressione del funzionamento dinamico della legge dell'Origine Interdipendente. ma collegato con l'esistenza. ecc. poiché credeva di trasmettere IL Buddhismo.Una caratteristica del pensiero Zen è la credenza in una trasmissione intuitiva dell'esperienza dell'Illuminazione. l'acqua e tutte le manifestazioni della Realtà.. il sole che tramonta. poiché ha senso solo se considerato in relazione a qualcosa: un appuntamento.

La disputa era tra conservatori.Fondazione della setta Sōtō Dopo la morte di Dōgen scoppiarono dispute che divisero l'ordine che aveva di per se una base poco solida. Studiò sotto molti maestri Zen e assimilò altri insegnamenti nella dottrina del Sōtō. medicina eccetera. agricoltura.. che volevano trasformarlo in un movimento di massa. facendo funerali. I preti Sōtō aiutarono nei lavori sociali di costruzione.. il “secondo patriarca” Così chiamato perché responsabile dell'evoluzione del Sōtō in un movimento di massa. . perché composto anche da altri gruppi che si erano affiliati. Con le sue potenti capacità entrò in contatto con il popolo. L'ordine Sōtō si riunificò in seguito nel periodo Muromachi. e i progressisti. Keizan Jōkin. preghiere e rituali esoterici popolari per i benefici terreni. sermoni. che volevano mantenere le tradizioni di Dōgen. Proprio su questo terreno batté le altre sette che invece non si preoccupavano del problema della masse. insegnamenti.

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