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LEGGENDE DA RACCONTARE AL REPARTO

LEGENDA:
in grassetto i nomi delle costellazioni,
se sono anche sottolineate, sono i nomi delle stelle importanti che ne fanno parte.

1° narratore: ORSA MAGGIORE, BOOTES, ORSA MINORE


2° narratore: ERCOLE, DRAGONE, CASSIOPEA
3° narratore: AQUILA, CIGNO, LIRA

1
ORSA MAGGIORE E BOOTES (si legge BUTE)
Un'altra leggenda famosa è quella di Callisto, una ninfa della dea della caccia Artemide. Zeus la vide e volle
sedurla ma, poiché essa fuggiva gli uomini (le ancelle di Artemide, come la dea stessa, avevano fatto voto di
castità), prese le sembianze di Artemide per possederla. Callisto, nonostante l'inganno, resistette
coraggiosamente alla forza del dio ma non ci fu nulla da fare. Callisto rimase incinta e il fatto fu scoperto
quando Artemide e le compagne si fermarono a lavarsi presso una fonte. Artemide, furiosa, la scacciò e la
moglie di Zeus, altrettanto adirata, infierì sull'incolpevole ninfa mutandola in orsa, e poi le aizzò contro i
cani (Boote, il bovaro, viene spesso rappresentato con due cani al guinzaglio, che corrispondono alla vicina
costellazione dei Cani da caccia, sistemata proprio sotto la coda dell’Orsa Maggiore, mentre insegue
quest’ultima che corre intorno al Polo Nord). Molti anni dopo, Arcade, il figlio nato dalla violenza di Zeus,
andando a caccia nei boschi, incontrò, inconsapevole, la madre che, riconosciutolo e guardandolo
fissamente, cercò di avvicinarglisi. Arcade, spaventato, stava per colpirla con una freccia mortale quando
Zeus, infine impietositosi per la sorte della sua vittima, impedì il delitto e portò in cielo entrambi
trasformando Callisto nell'Orsa Maggiore e Arcade nella costellazione di Artofilace (in greco «guardiano
dell'orsa»), ora nota come Bootes. Il nome della stella più luminosa del Bovaro (Bootes), Arturo, ha più o
meno lo stesso significato di «guardiano dell'orsa».

ORSA MINORE
L'Orsa Minore rappresenta una ninfa di Creta, Cinosura, che allevò, assieme alla ninfa Elice, Zeus
bambino, quando il dio fu portato nell’isola dalla madre Rea per sottrarlo all’orrido destino: infatti, poiché al
padre di Zeus, Crono, era stato predetto che sarebbe stato detronizzato da uno dei suoi figli, questi li
divorava man mano che nascevano. Questa costellazione contiene la Stella Polare, indica il nord
nell’emisfero boreale. (Invece nell’emisfero australe il nord è indicato dalla costellazione Croce del Sud
>>> sapete che è parte del nome del reparto di Morciano!!!).
2
ERCOLE E DRAGONE
Il Dragone rappresenta Ladone, il drago guardiano dei pomi delle Esperidi (in cielo si vede il suo corpo che
avvolge e protegge la Stalla Polare, il Nord). Questi pomi d'oro erano stati dati da Gaia ad Era (consorte di
Zeus) come dono di nozze e in seguito la dea li aveva fatti piantare nel suo giardino, vicino al monte Atlante.
Le Esperidi erano tre Ninfe della Sera, che aiutavano Ladone nell'opera di sorveglianza. Dopo che il drago
fu ucciso da Ercole durante la sua dodicesima fatica, la sua immagine venne posta in cielo da Era a premio
della sua fedeltà (in cielo si vede il piede di Ercole che schiaccia la testa del Dragone).
Nella mitologia greca Eracle (Ercole) è l'eroe di gran lunga più famoso. Nacque da Zeus e da Alcmena, la
più bella e saggia di tutte le mortali, in una notte nella quale il dio prese le sembianze del marito di lei,
Anfitrione. Il piccolo venne chiamato Alcide (da Alkè, forza) e già dalla culla diede prova della sua grande
forza, strangolando i due serpenti che Era, al solito gelosissima, aveva mandato per ucciderlo.
Da adulto raggiunse la bella statura di quattro cubiti e un piede (205 cm), fu indotto alla pazzia dalla moglie
di Zeus e si macchiò di una serie di orrendi delitti per purificarsi dei quali andò dall'oracolo di Delfo. La
Pizia gli ingiunse di mettersi al servizio del cugino Euristeo per undici anni e di chiamarsi da quel momento
in avanti Eracle («gloria di Era»). Euristeo impose ad Ercole dodici imprese (fatiche) quali nessun uomo
avrebbe mai saputo compiere. Molte di queste sono ricordate in cielo (sconfitta del Leone, Hidra e
Dragone).

CASSIOPEA
Cassiopea, la costellazione che assomiglia ad una W o ad una M rovesciata, per gli antichi assomigliava ad
una sedia o meglio ad un trono. Su quel trono essi immaginavano seduta una regina d’Etiopia chiamata
appunto Cassiopea, vicino ad un altro gruppo di stelle più deboli, che porta il nome del Re Cefeo, suo
marito. Secondo la leggenda, Cassiopea, che era assai bella, era molto vanitosa, sia della sua bellezza sia di
quella di sua figlia Andromeda, tanto da arrivare vantandosi ad affermare che esse superavano in grazia
persino le Sirene e le Nereidi, ninfe del mare. Queste, offese, ricorsero al potente Nettuno, dio degli oceani,
ed egli per vendicarle, scatenò su quel lontano regno tempeste terribili seguite da grandi inondazioni, vi
mandò infine un tremendo mostro marino, un pesce colossale, che divorava uomini ed animali. Gli abitanti
d’Etiopia, terrorizzati, andarono a chiedere consiglio e aiuto all’oracolo di Ammone, ne ebbero in risposta
che sarebbero stati liberati dal mostro soltanto a condizione di offrirgli in pasto la bella principessa
Andromeda. Troppo tardi Cassiopea comprese quali spaventose conseguenze aveva portato la sua
leggerezza! Ella e con lei Cefeo dovettero adattarsi con immenso dolore a lasciare che Andromeda fosse
legata ad uno scoglio in riva al mare per essere data in pasto all’enorme, mostruoso pesce Borea (Balena).
Ma ecco che sul cavallo alato Pegaso, giunse un eroe liberatore: Perseo (che già aveva compiuto molte
gesta straordinarie). Proprio nel momento in cui il mostro Borea s’avanzava, fra il terrore di tutti i presenti
per divorare Andromeda, Perseo lo pietrificò mostrandogli la testa della Medusa e rapita sul cavallo alato
Pegaso la bella principessa, la portò lontano per poi sposarla.
3
AQUILA
L'Aquila è l’uccello sacro a Zeus, porta i fulmini al Dio del Tuono e lo accompagna in molte leggende. Tra
le più note, quella di Prometeo, che rubò il fuoco agli Dei per donarlo agli uomini.
Zeus lo punì a patire un supplizio senza fine, legandolo ad una rupe e mandando l'Aquila a mangiargli il
fegato, che ogni giorno ricresceva per il perpetuarsi del macabro banchetto.
L'Aquila rappresenta l'uccello del quale Zeus prese le sembianze per rapire Ganimede, il bellissimo
giovanetto del quale il dio si era innamorato e che fu portato nell'Olimpo diventando il coppiere degli dei
(colui che versa da bere ai commensali). La sua stella principale è Altair, molto luminosa d’estate.

CIGNO
Il Cigno rappresentava gli animali sacri alla dea Afrodite o Zeus che per conquistare una fanciulla si travestì
da esso. Dalla loro unione nacquero Castore e Polluce (fanno parte della costellazione dei Gemelli). Altre
leggende lo immaginano come l'uccello che tentò di salvare Fetonte, figlio di Apollo, che un giorno
appropriatosi del carro solare, provocò una distruzione totale della terra e del cielo. Zeus infuriatosi per
punirlo lo fece affogare nel fiume Eridano, dove il Cigno tentò inutilmente di salvarlo. Il re degli dei, in
riconoscimento della sua bontà, portò il volatile in cielo immortalandolo eternamente. Per i primi cristiani
era invece la croce di CRISTO.
Detta anche la Croce del Nord la costellazione che si staglia in alto sopra le nostre teste nei cieli estivi. Tanti
sono i racconti legati al Cigno uccello sacro ad Afrodite e in un mito greco si coinvolge anche la vicina
costellazione dell’Aquila: Zeus, per conquistare la ninfa Nemesi si trasformò in un bellissimo cigno e ordinò
ad Afrodite di mutarsi in aquila e di inseguirlo. Nemesi, impietosita dalla scena, accolse l’uccello impaurito
tra le sua braccia, così Zeus si accoppiò con lei, volando infine via. La sua stella più importante è Deneb,
molto luminosa d’estate.

LIRA
La Lira rappresenta il magico strumento inventato da Ermes e da lui donato ad Apollo, il quale a sua volta
lo regalò a Orfeo, il musico degli Argonauti.
Nell’antico Oriente la costellazione raffigurava il “telaio” celeste della principessa Chi – Niu (la
luminosissima stella Vega conosciuta come "la stella della tessitrice”) figlia dell'Imperatore del cielo ed era
unita alla stella Altair da una storia d’amore: andata in sposa al guardiano dei buoi celesti (la stella Altair)
era al culmine della felicità, i due giovani però erano talmente innamorati che finirono per trascurare i loro
rispettivi lavori e quando i buoi, incustoditi, si misero a pascolare nelle camere del palazzo imperiale, la
regina adirata tracciò un grande solco in cielo e lo riempì con un fiume d’argento ( la VIA LATTEA - è la
galassia alla quale appartiene il sistema solare - ).
Il fiume separò per sempre i due innamorati, ma l’imperatore del cielo vedendo quanto sua figlia soffrisse,
decise che almeno per un solo giorno dell’anno, i due si sarebbero riuniti. Quel giorno alcune gazze volano
alte in cielo per formare un ponte sul quale i due sposi finalmente si incontrano.

Infine, alte nel cielo estivo, appaiono tre stelle molto luminose che formano un grande triangolo: sono Vega
(in piena estate proprio sopra la nostra testa) nella Costellazione della Lira, Deneb in quella del Cigno con
la sua caratteristica forma a croce e Altair nell’Aquila: esse formano il cosiddetto “triangolo estivo” che
balza subito all’occhio se nella bella stagione si guarda in alto e verso Sud.