You are on page 1of 5

GENITORI NELLA RETE

Bongianino Egle, Mittino Filippo, Rampinini Michela, Tacca Stefano, Trecate Elena
Centro di Psicologia COSPES – Novara – cospesnovara@libero.it

Intorduzione

Lo sviluppo della tecnologia, in questi ultimi 20/30 anni, è stato parte integrante del profondo
cambiamento che ha caratterizzato la nostra società.
In Italia, gli adulti sopra i 30 anni sono nati e cresciuti in un’epoca in cui l’uso della tecnologia
digitale è entrato a poco a poco nella vita di tutti i giorni, accompagnato da manuali di istruzioni da
leggere e, spesso, unicamente per lavoro.
Vivendo accanto ai ragazzi al di sotto dei 20 anni, e ancor più con i bambini nati dopo il 2000, ci si
accorge che il normale gap generazionale, anche grazie al diverso utilizzo e alla familiarità con i
media, assume un colore particolare tanto da essere definito “Digital Divide” generazionale: per la
prima volta i più giovani vengono consultati dagli adulti su conoscenze e competenze che gli adulti
stessi non posseggono.
È un fatto evidente che i ragazzi nati nel terzo millennio, come ha scritto Prensky (2001), si
comportano come “nativi digitali” e a tutti gli effetti come persone bilingue. Il linguaggio della
tecnologia è un linguaggio che imparano da subito: è la loro lingua madre.
Al loro confronto, gli adulti si possono definire “Immigrati Digitali”, e come tali imparano il
linguaggio della tecnologia come se fosse una seconda lingua. Così, si rimane stupiti e anche un po’
orgogliosi nell’osservare l’intelligenza tecnologica dei più piccoli e ancor più perplessi e
preoccupati di fronte al rapporto che i preadolescenti e gli adolescenti hanno con i media.
Per questo, abbiamo proposto un corso a genitori ed educatori che permettesse loro di aumentare le
conoscenze teoriche rispetto all’utilizzo delle nuove tecnologie, sia nel loro aspetto ludico che
comunicativo e di apprendimento, ma permettesse anche di sperimentare direttamente, tramite
l’utilizzo concreto, i social network, le chat, i videogiochi e l’apprendimento in rete.
La nostra aspettativa era proprio che una prima immersione in questo mondo aiutasse a diminuire il
digital divide generazionale, dando a genitori ed educatori le parole corrette per dialogare con i
ragazzi anche di questo aspetto della loro vita, e li stimolasse ad assumere un atteggiamento di sana
curiosità per riscoprire il proprio ruolo educativo rispetto all’utilizzo dei media, mantenendone una
visione più oggettiva e contrastando il pessimismo diffuso da telegiornali ed articoli, che blocca a
comunicazione e aumenta le distanze.

1
Metodo
Il Progetto, che ha consentito la partecipazione gratuita di genitori, insegnanti e più in generale
adulti che hanno funzioni educative del territorio di Novara (circa 150 partecipanti), ha previsto
momenti di riflessione teorica, ma anche la concreta possibilità di acquisizione di competenze
informatiche per utilizzare i programmi più comunemente adoperati dai ragazzi. È stato quindi
progettato un percorso strutturato come segue:
- un incontro informativo ed introduttivo sull’utilizzo dei social network e dei nuovi media da parte
di bambini e ragazzi e sulle problematiche educative;
- tre incontri laboratoriali, svolti nelle aule computer delle diverse scuole, attraverso i quali i
partecipanti hanno acquisito competenze specifiche sull’utilizzo e sulla comprensione dei nuovi
mezzi di comunicazione, approfondendo in particolare le dimensioni ludica, partecipativa ed
utilitaristica del Web. Tutti gli incontri sono stati differenziati in base al livello scolastico
frequentato dai ragazzi;
- un incontro conclusivo, che ha permesso una riflessione ragionata e critica sui contenuti affrontati
nei laboratori e sulle esigenze educative;
- predisposizione e consegna di un questionario costruito ad hoc, indirizzato ai genitori per la
rilevazione del cambiamento nelle conoscenze e negli atteggiamenti nei confronti del Web;
- analisi dei risultati dei questionari.

INCONTRO INTRODUTTIVO

Nell’incontro introduttivo il Prof. Pier Cesare Rivoltella ha presentato un excursus sull’utilizzo dei
nuovi media da parte di bambini e ragazzi e sulle problematiche educative connesse.
La riflessione ha preso avvio dai i dubbi che spesso preoccupano i genitori circa il “mondo della
rete”, arrivando poi a trattare le dinamiche della comunicazione sottostanti alla costruzione
dell’identità, basandosi sui dati presenti nelle ultime ricerche (Rivoltella 2006; Brancati, Ajello,
Rivoltella, 2009; Lancini, Turuani 2009; Scanagatta, Segatto 2007, Drusian 2005; Castells 2001).

Laboratorio sulla dimensione partecipativa

Il primo incontro laboratoriale ha permesso di comprendere la dimensione partecipativa della Rete


grazie alla spiegazione dell’uso e delle funzioni della posta elettronica, della chat (Windows Live
Messenger), dei social network (Facebook), dei forum e dei blog.

2
La spiegazione di vocaboli specifici (neologismi come chattare, emoticons, taggare, postare, etc.) è
stata importante per permettere ai genitori di comprendere un linguaggio che loro stessi vivevano
come “piuttosto complesso”. Attraverso la sperimentazione diretta dei programmi, i partecipanti ne
hanno capito il funzionamento. Tale fase è stata caratterizzata da un clima di stupore e divertimento.
Si è anche notata la fatica degli adulti di “staccare” l’on-line dall’off-line, in quanto, essendo tutti
gli utenti nella stessa sala, si potevano vedere e sentire le loro esclamazioni e richiami vocali
quando ricevevano un messaggio, le richieste, sempre vocali, dell’avvenuta ricezione e la ricerca
del contatto visivo.

Laboratorio sulla dimensione informativa

L’obiettivo del secondo incontro è stato quello di permettere ai partecipanti di approfondire la


possibilità dell’uso didattico della rete.
La proposta dell’incontro è stata la navigazione attraverso una rassegna di siti, ritenuti validi per
affiancare lo studente grazie alla peculiare modalità di presentazione dei contenuti che avviene
attraverso immagini, strumenti multimediali ed interfacce interattive: Google Earth, Sapere.it,
Wikipedia, Anobii.it (social network dedicato ai libri) e altri siti minori.
Per concludere l’incontro, sono stati presentati alcuni eBook, ovvero le opere letterarie sotto forma
di oggetto digitale.

Laboratorio sulla dimensione ludica

Il terzo incontro è stato dedicato alle possibilità che la rete offre per lo svago ed il divertimento.
Ai partecipanti dell’incontro è stato mostrato ampiamente YouTube, per la possibilità che offre non
solo di essere spettatori, ma soprattutto autori; le funzioni di download e upload offerte da I-tunes e
da altri siti, con tutta la problematica della legalità e della privacy, e la modalità dello streaming.

Conclusioni
Nell’incontro conclusivo sono stati presentati i risultati emersi dal questionario, che hanno
evidenziato l’aumento della percezione del rischio che i ragazzi posso incontrare nella rete oltre ad
una maggiore comprensione delle risorse di internet sia nel campo della comunicazione che in
quelli dell’apprendimento e dello svago (Cfr. grafico).
I genitori degli adolescenti sentono tutta la difficoltà di svolgere una funzione di controllo in una
fascia d’età in cui tendono all’autonomia sottraendosi allo sguardo degli adulti.

3
Al fine di rendere più oggettivo questo tipo di percezione abbiamo messo in luce come la rete
acquisisca molteplici significati e funzioni: per prima cosa permette di rimanere sempre in contatto
con gli amici con i quali si vive nell’ambiente scolastico ed extrascolastico, cioè di avere sia la
possibilità di pensare ed essere nel contempo pensati, sia quella di contenere ed essere contenuti.
Queste due funzioni sono fondamentali per l’adolescente che sta tentando con tutte le sue forze di
affrontare i compiti evolutivi. L’idea di poter essere nella mente dell’altro e soprattutto di poter
essere compreso e sostenuto dall’altro costituisce un rispecchiamento continuo al sé nascente
(Pietropilli Charmet, 2000; Maggiolini, Pietropolli Charmet, 2004; Lancini, Turuani, 2009;
Maggiolini, 2010; Pietropolli Charmet, Bignamini, Comazzi, 2010). Non va inoltre dimenticato
come l’essere pensati aiuti l’adolescente a superare la noia, ovvero quell’incapacità di dare un nome
alle azioni da compiere per essere contento, quell’aggirarsi “in mezzo alle macerie delle attività e
relazioni che lo appassionavano e che ora non gli dicono più nulla” (Pietropolli Charmet, 2008;
pag.73). Quanto affermato ci permette di sostenere come la funzione sociale di internet dovrebbe
diminuire il rischio, da parte del ragazzo, di isolarsi in un mondo parallelo. Incorrono in questo
rischio ragazzi che manifestano già difficoltà di socializzazione in altri ambiti della loro vita.
L’efficacia della relazione educativa dei genitori passa non tanto dalla proibizione della navigazione
in rete, quanto piuttosto dalla costruzione di un dialogo aperto e rispettoso con i propri figli.

Percezione dei genitori prima e dopo gli incontri

4
Bibliografia

Brancati, D., Ajello, A.M., Rivoltella, P.C. (2009), Guinzaglio elettronico. Il telefono cellulare tra
genitori e figli. Donzelli Editore, Roma.
Castells, M. (2001), Galassia Internet. Tr. It. Feltrinelli, Milano 2002.
Drusian, M. (2005), Acrobati dello specchio magico. L’esperienza degli adolescenti in chat.
Guerini e associati, Milano.
Lancini, M., Turuani, L. (2009), Sempre in contatto. Relazioni virtuali in adolescenza. Franco
Angeli, Milano.
Maggiolini, A. (2009), Ruoli affettivi e psicoterapia. Il cambiamento come sviluppo. Raffaello
Cortina, Milano.
Maggiolini, A., Pietropolli Charmet, G. (a cura di), (2004), Manuale di psicologia
dell’adolescenza: compiti e conflitti. Franco Angeli, Milano.
Pietropolli Charmet, G. (2000), I nuovi adolescenti. Padri e madri di fronte a una sfida. Raffaello
Cortina, Milano.
Pietropolli Charmet, G. (2008), Fragile e spavaldo. Ritratto dell’adolescente di oggi. Laterza, Bari.
Pietropolli Charmet, G., Bignamini, S., Comazzi, D. (2010), Psicoterapia evolutiva
dell’adolescente. Franco Angeli, Milano.
Prensky, M. (2001), On the Horizon. MCB University Press, Vol.9 N.5, 2001;
www.marcprensky.com/writing/
Rivoltella, P.C. (2006), Screen Generation. Gli adolescenti e le prospettive dell'educazione nell'età
dei media digitali. Vita e Pensiero, Milano.
Scanagatta, S., Segatto, B. (2007), Le nuove macchine sociali. Giovani a scuola tra internet,
cellulare e mode. Franco Angeli, Milano.