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21:30 Mattitude [Tavolo 7] è seduto poco raffinatamente su una sedia, mantenendo il busto leggermente

piegato all'interno del pettorale nero in cuoio borchiato e lo schienale, sul quale ricade un mantello rosso scuro
dalle insegne degli Scorpioni, appoggiato sullo schienale della sedia. Le grosse ma corte gambe sono ben distese
in avanti e verso l'alto, con i piedi appoggiati saldamente sul tavolo innanzi a se e con il piede sinistro incrociato
sul piede destro. Il braccio sinistro penzola come privo di vita lungo il fianco corrispondente, con la mano che
ondeggia accanto al fodero della spada bastarda, riposta nel suo fodero in pellaccia. Il braccio destro, invece, è
tenuto a mezz'aria ed il gomito piegato quasi interamente, con la mano che massaggia con forza l'incolto mento
bianco. Lo sguardo è fisso innanzi a se, perso nella luce delle fiaccole che gli si parano davanti.
21:35 Melkor [latrine.] dall'esterno, nei pressi delle cantine, si può sentire tutto ad un tratto dell'acqua

scrosciare - analoga a quella udibile quando qualcuno è intento a liberarsi di un grosso peso. la porta delle latrine
si spalanca e ben presto ne esce lui, intento a sistemarsi alla meglio il colletto mentre varca la soglia così da
lasciar richiudere l'uscio alle spalle. è abbigliato in maniera neutra, con degli abiti piuttosto puliti e di colore nero
ad avvolgerlo: una giubba a collo rigido, dei pantaloni piuttosto aderenti e dei calzari appena usurati alle suole.
non indossa alcuna chincaglia - eccezion fatta per la guaina al fianco sinistro contenente la schiavona. avanzando
qualche passo, quindi, passa in rassegna l'intero locale: presto l'attenzione spaziale focalizza MATTITUDE - la
mandibola si spigola appena - alzando la mano a guisa d'omaggio "buonaserata" lo saluta.
21:42 Mattitude [Tavolo 7] Sia mai n'attimo di tranquillità, vero? {Gira leggermente il capo

verso destra allo scrosciare dell'acqua, increspando al contempo il labbro superiore in una
smorfia nervosa ed abbassando le palpebre, cercando così di osservare meglio nel buio della
cantina.} E nemmanco qualcuno di carino, scrad! {Raddrizza leggermente il busto all'interno
del pettorale nero, muovendo le gambe all'unisono verso destra e piegandole leggermente nel
cercare , con poca delicatezza e poesia, di tornare seduto normalmente, seppur il deretano sia
per metà fuori dalla sedia stessa.} Elegos a voi, "signore". {E dopo aver parlato le narici si
dilatano quasi completamente, gonfiando i polmoni d'aria mentre inizia ad annusare con cura
ed attenzione, emettendo dei piccoli ringhi gutturali ogni volta che espira, senza mai perdere di
vista il vampiro} Vi posso dà na mano cò qualcosa?

21:51 Melkor [interno.] [ il mento cesellato si solleva appena, esprimendo una mezza

dilatazione del torace prima di abbassare appena il cranio: le palpebre si assottigliano,
lasciando filtrare parte della luminescenza azzurra degli occhi oltre i tessuti cutanei. tuttavia,
quando sembra aver udito il saluto di MATTITUDE, ecco che gli si allarga un sorrisone che va
da una guancia all'altra - avanzando in linea retta proprio verso il tavolo numero sette. ] in
effetti, signore, ci sarebbe qualcosa che potreste fare per me; [ l'inflessione tonale si colora di
un certo riguardo, mentre si trova a metà strada in direzione del mannaro. ] stavo giusto per
dirigermi in quel del vecchio castello, sò che ivi alloggiano le schiere scarlatte: ho
preannunciato giorni or sono il mio arrivo, è mia intenzione seguire la stella. [ dunque la
deambulazione termina in prossimità del tavolo numero otto.] melkor delacroix.
21:56 Mattitude [Tavolo 7] Mmmh...brutte, brutte senzazioni. {Agita velocemente il capo

all'avvicinarsi di Melkor, lasciando che alcune ciocche di capelli bianchi ricadano sul volto ispido
e rugoso e, nonostante la stempiatura, scoprino la mezzaluna nera marchiata in fronte.}
Delacroix, vi conviene fermarvi a debita distanza che sennò qua succede na strage. {Increspa
le rosee labbra in un sorriso, andando a mostrare la lunga fila di denti giallastri al vampiro ed
iniziando al contempo a sbattere con il piede sinistro sul pavimento, nervosamente.} Ma per
stà educato educato come n'elfo effemminato, MATTITUDE SteppenWolf...pandemonio rosso.
{Smette di annusare l'aria e lascia che le narici tornino di dimensioni normali, continuando
tuttavia ad emettere dei piccoli ringhi gutturali ogni volta che espira.} Ecchì sete voi, per voler
seguire la stella? Perchè dovremmo anche solo ascoltarVi?

22:04 Melkor [tavolo 8.] MATTITUDE steppenwolf; [ si ripassa il nome tra le labbra,

stringendo con forza lo schienale dello scanno alla sua sinistra - tanto che le nocche divengono
più bianche di quando non sia già quell'ammasso di tessuti fisiologicamente morti, sebbene
non del tutto. ] capisco bene il vostro sentimento, pandemonio, ed è più che reciproco: ma
permettetemi di omaggiarvi a dovere; [ breve pausa. ] molti mi hanno parlato di voi, il vostro
nome è leggenda - ed ancor prima della natura di un uomo non posso far altro che constatare
il suo valore: vecchi scorpioni mi hanno parlato di voi, mi chiedevo quando avrei avuto l'onore
- e non è certo per leccarvi le terga. [ inclina il capo, fissandolo. ] sono già stato uno
scorpione, eoni fa, ma questo poco importa: non sono nessuno, a dire il vero, e con humilitas
vi dico solo che tutto ciò che posso fare è ascoltare, apprendere e servire. [muto]
22:08 Mattitude [Tavolo 7] Non sono un Khardan, me ne sbatto lo scrad di vampiri e altro.

{Scuote il capo in un lento cenno di negazione alle proprie parole, lasciando ricadere ancora
più capelli sul volto ispido e anche sui grossi spallacci in ferro battuto dalle sembianze di teste
di leone.} Il vostro cognome, Delacroix, mi ricorda molti miei allievi...da Varsavia a
Tancred...gente con i cosiddetti. {Sbuffa, sbattendo più volte le palpebre ed iniziando a
mordicchiare nervosamente il labbro inferiore nel continuare a parlare con il vampiro.} Se siete
anche solo la metà di loro avete la mia più totale approvazione. {Alza le braccia all'unisono,
incrociandole sul pettorale all'altezza del ventre ed appoggiando le mani sui bicipiti opposti,
contratti nervosamente.} Ma ditemi, chi era lo scarlatto...o re, quando eravate dei nostri?

22:16 Melkor [tavolo 8.] [ la mano sinistra perde contatto con lo schienale della sedia,

mentre l'altra si pone aperta all'altezza del plesso solare - il baricentro si sporge appena così
da concedere deferenza verso MATTITUDE, al sentire quei nomi. ] ai tempi in cui tirare di
sciabola andava di moda fu proprio tancred von carstein ad insegnarmi come maneggiare un
ferro: ma non vi nego che sono piuttosto ansioso di vedervi all'opera - osservarvi sarebbe per
me di grande giovamento; [ la cute del volto viene tirata, facendo posto ad una espressione
totalmente depreoccupata. ] presso questo regno ai tempi di elrohiri, sebbene quando ero solo
uno sbarbatello - presso altre lande - arale ebbe modo di mostrarmi la via: mi insultò a dovere
quando - durante una lezione - le risposi che lo scorpione è analogo ad un mercenario;
[ sorride. ] è chiaro che non sono più della medesima opinione, gli anni passano.
22:21 Mattitude [Tavolo 7] Chi guida la fratellanza, plasma le schiere a suo piacimento.

{Annuisce con un lento cenno del capo alle proprie parole, continuando a mordicchiare
nervosamente il labbro superiore nel rispondere a Melkor.} Sotto alcuni, eravamo simili ai
mercenari...mapperquesto non ci stavo mica eh. {Piega nuovamente il busto all'interno del
pettorale, muovendo di poco le braccia in avanti ed appoggiando ora i gomiti sulle ginocchia,
nude sotto il gonnello da guerra in cuoio borchiato, appoggiando su di esse l'intero peso del
corpo.} Sto qua dai tempi di Maniakesh, poi Evilsoul, Elrohiri e mio fratello Peleo...ma penso di
esse conosciuto pè altre cose. {Alza per un attimo lo sguardo in alto, alludendo alla mezzaluna
nera che viene fieramente mostrata sulla fronte nuda e stempiata.} Ma invece di parlare del
mio passato, sarebbe apposto prende ordini da un eccitante figlio di Gaia?

22:27 Melkor [tavolo 8.] nomi importanti, non c'è che dire: per come la vedo io,

pandemonio, è l'ideale che plasma una schiera; [ rassetta il baricentro mentre con la mano
sinistra tira lo scanno del tavolo 8 a se - sistemandosi alla meglio la schiavona lungo il
cinturone al fine sedersi. ] per un mercenario il denaro è l'ideale, per lo scorpione è un mezzo:
certo qualche bel piacere ce lo si può passare - ma non è il fine ultimo. [ la mano staziona ora
sulla coccia a gabbia della schiavona, facendola nuovamente scorrere lungo la cintola per
avvicinarla ai reni - la guaina contenente la lama mantiene penzoloni dalla sedia. ] sono stato
un cavaliere di simeht per quasi tutta la mia esistenza, pandemonio steppenwolf: quando
principiai il marchio ero seguito da un figlio di gaia, ho combattuto ed ho marciato trionfante
assieme ad essi e non c'è gioia più grande nel condividere una fides - un pensiero.
22:30 Habhel [Scale] la sua ombra si allunga dalla rampa delle scale sino al suolo legnoso che crea la base della

cantina, segnalando in quel modo la discesa lenta e graduale di qualcuno. Il Generale d'Ombre calca gli scalini
con il rigore marziale, attraverso la schiena dritta come una lancia e le spalle che seguono una linea retta,
orizzontale. Ha addosso degli abiti maschili, scuri, con nemmeno una piega a disturbare l'andamento ordinato
dell'intero aspetto; ha i capelli neri raccolti alla base della nuca e gli occhi, intrisi in un liquido attraente,
carismatico ed intenso, che stanno già scivolando su tutte le presenze del luogo, quando ormai ha superato anche
l'ultimo scalino.
22:32 Mattitude [Tavolo 7] E puntiamo alla terra promessa, nostro più grande sogno.

{Contrae i muscoli delle gambe e, aiutato da un secco colpo di reni, va ad alzarsi dalla sedia
con non poche bestemmie in mannarico.} Eccome arriviamo allo scopo è la parte più
divertente...molto divertente. {Per una rara volta, le labbra vengono increspate in un sorriso a
tutto denti, lasciando che lo sguardo non sia più puntato fisso su Melkor ma si porti verso il
basso ed innanzi al proprio corpo, sulle scale che portano alla cantina.} Deus Irae, sapete chi
ha scoperto e conquistato la torre per la prima volta? {Alza leggermente il tono di voce una
volta alzatosi dalla sedia, lasciando che entrambe le braccia penzolino lungo i fianchi
corrispondenti ed entrambe le mani ricadano e stringano il brunito cinturone d'arme all'altezza
delle anche.}

22:39 Melkor [tavolo 8.] [ le narici tremano, sintomo di un sistema nervoso centrale attivo

in concomitanza di un periferico, quando anche la presenza di habhel si aggiunge a quella di
MATTITUDE: le dita della mano sinistra si stringono attorno alla coccia dell'arma - mentre lo
sguardo guizza verso le scale. ] aluka. [ saluta la nuova arrivata, tornando poi su mattitude. ]
sono giunto a deus irae dopo la sua scoperta, ma se non ricordo male gli annali credo siate
stato voi: per quel che ho potuto apprendere siete stato un cupo re degno di lode; [ breve
pausa. ] e si dice che sotto il vostro regno sono saltate molte teste - forse troppe, almeno così
diceva qualche mio vecchio parente. [ si sistema ulteriormente il colletto con la destra. ] ho
saputo che mio fratello novedita è ora il re; voglio precisare che non mi aspetto il benché
minimo favoritismo - non che me lo aspetti, s'intende.
22:43 Habhel [Tavolo 6] < Lo sguardo si allaccia prima sulla presenza di MATTITUDE a cui

il corpo è offerto in un primo momento, attraverso i piedi che sembrano muoversi verso di lui.
La sua voce rientra nella percezione uditiva, unita ad una nuova che la costringe a spostare la
visuale diretta su Melkor; il passo vira con indolenza militaresca verso il Tavolo 6, mentre lei
risponde a quest'ultimo con un leggero cenno del capo, in un moto di saluto estremamente
silenzioso ma denso, poichè l'intera presenza ha una caratura pesante, non passa inosservata
per quel carisma che si porta dietro, come un aura persistente che non può mandare via.
Smette di guardare entrambi, mentre saggia il perimetro con le pupille, raccogliendo i dettagli
della struttura e della popolazione. Senza troppi complimenti, prova a prendere posto al Tavolo
6, sulla sedia più prossima agli altri due tavoli. >
22:46 Mattitude [Tavolo 7] Esattamente, insieme ai miei Consacrati e molte...molte lune fa.

{Gira leggermente il capo verso destra, lasciando che lo sguardo ricada su Habhel e che il
sopracciglio venga inarcato in sopresa.} Ebbeh, due discepoli in una sola sera sò
troppi...ecchescrad,mai n'attimo di pace! {La mano sinistra viene dunque stretta attorno
all'impugnatura della spada bastarda, lasciandola tuttavia infoderata al fianco sinistro.} Elegos
Generale, vi lascio ad incontrare n'altro discepolo che c'ho da fare! {Alza il braccio destro,
piegando leggermente il gomito e lasciando che la mano passi sul cranio a scostare i capelli dal
volto ed a togliere alcune gocce di sudore dalla stempiatura.} Gli mostrate voi le stanze
discepolar...discepolos..insomma, ndò scrad vive? {Il tono di voce rimane alto, quasi stridulo
nel parlare con la donna ed alternando lo sguardo tra i due.}
22:53 Melkor [tavolo 8.] che tempi devono essere stati. [ la voce risulta appena sospirosa,

come se qualche residuio di quella umanità calpestata fosse fuoriuscita tutta d'un botto dal
quelle labbra nel sentire le prime parole di MATTITUDE. un colpo di reni ed ecco che anche lui
si risolleva dalla sedia, omaggiando inizialmente il mannaro con un cenno del capo. ] vi
ringrazio, pandemonio, suppongo ci vedremo presto nei pressi del castello: a buon rendere.
[ dunque il calzare destro ruota appena per raccogliere nel suo cono visivo anche habhel -
arcuando le labbra in un sorriso che, presto, sfuma via come sabbia al vento. ] ah dunque una
discepola: melkor delacroix, lieto di conoscervi. [ l'inflessione tonale accenna ad uno spasmo di
cortesia, in sostanza il delacroix risulterà alquanto frigido ai più - edulcorato da qualche piega
di creanza aristocratica. ]
22:58 Habhel [Tavolo 6] < In tutto il tempo in cui ha occupato il posto, non ha degnato più

di uno sguardo i due, raccogliendo comunque i loro discorsi in maniera anche attiva, per come
si è immobilizzata sul posto. Quando MATTITUDE la richiama, il volto e lo sguardo virano in
sua direzione ed il viso si apre subito in un espressione chiara, tradendo in quel modo
l'interesse primordiale; l'ombra del sorriso si dipinge, lieve, sull'angolo sinistro delle labbra. >
Non abbiate timore, non ve lo ritroverete nella vostra stanza. < Ha una sorta di diligenza, un
chè di rispetto che è comprensibile e che contamina anche quel velo d'ironia con cui spruzza
quelle parole, mentre resta seduta in quella subordinazione militaresca, ormai innata. Lo
sguardo striscia in quello di Melkor; quello della donna, è lo sguardo dell'Araldo. Lo sguardo di
chi è capace di unire le persone, sotto un ideale. > Habhel.
23:03 Mattitude [Tavolo 7] Discepoli, entrambi avrete le prime lezioni a giorni. {Gira il capo

di poco verso sinistra, tornando così in postura eretta e lasciando che il braccio destro venga al
contempo abbassato lungo il fianco corrispondente, stringendo la mano a pugno all'interno del
guanto nero in pelle.} Intanto vedete di conoscervi e, mi sto raccomandando mò, niente più
dentature strani che state diventando troppi, scrad. {Inizia dunque a camminare con fare lento
e svogliato lungo le scale che portano alla taverna, muovendo il braccio sinistro in alto e verso
l'esterno del proprio corpo ed appoggiando il palmo della mano sul poggiamano, dandosi
equilibrio e supporto.} Elegos, per adesso. {Alza ulteriormente il tono di voce nel salutare i
due, quasi urlando durante l'allontanarsi dai discepoli, dandogli così le spalle e continuando la
salita.}

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