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INTERNAZIONALISMO

I. DAL COSMOPOLITISMO ALL’INTERNAZIONALISMO PROLETARIO.-

Il termine < i.> è entrato a far parte del vocabolario politico nella seconda metà
del secolo XIXed è stato inizialmente impiegato per designare movimenti ideali
e fenomeni politici assai diversi, ma caratterizzati tutti, genericamente, dalla
prevalenza accordata alla comunanza di interessi delle nazioni, alla solidarietà
politica ed economica di tutti i popoli, alla loro volontà di reciproca
cooperazione, sugli interessi e sui moventi nazionali-statuali. Questa accezione
assai ampia si riallaccia alla eredità del COSMOPOLITISMO illuministico e
abbraccia tendenze tanto diverse quanto la generica aspirazione umanitaria a
una comunità di idee e di ideali capace di unire tutti i popoli in un solo
consorzio civile, lo sforzo di far progredire la causa della pace attraverso un
sistema di istituzioni e di norme sovranazionali, quali l’arbitrato obbligatorio o
le corti di giustizia internazionali, o l’utopia della completa liberalizzazione
degli scambi commerciali mirante a conformare le relazioni mondiali ad una
presunta armonia di interessi fra tutti i popoli. Tutte queste forme di <i.> . che si
accompagnano all’ascesa sociale della borghesia e si inscrivono nell’universo
ideale del liberalismo sono accomunate dalla convinzione – che si esprime per
lo più in progetti nebulosi e moraleggianti – che sia possibile migliorare in
modo pacifico e graduale l’ordine sociale esistente , superando i contrasti
nazionali attraverso la costruzione di nuove istituzioni e la riforma delle
concezioni politiche prevalenti. Ad esse si contrappone in modo via via più
netto l’ <i.> proletario, che si richiama alla solidarietà delle classi lavoratrici e
oppresse dall’ordine sociale vigente, e che vede nell’eliminazione con mezzi
rivoluzionari della società divisa in classi la premessa del superamento degli
antagonismi nazionali.
La coscienza dell’esistenza di una solidarietà internazionale fra i lavoratori dei
diversi paesi sembra pressapoco contemporanea alla comparsa dei primi
movimenti operai organizzati , intorno al 1830: ne stimolano lo sviluppo fattori
diversi, quali la massiccia emigrazione, la concorrenza sui mercati mondiali, la
volontà dei lavoratori di diversi paesi di sostenersi reciprocamente nei rispettivi
conflitti economici, la comunanza degli ideali democratici e la tendenza a
difendere l’indipendenza delle piccole nazionalità, la difesa della pace, la
propagazione dell’idea socialista dell’emancipazione della classe operaia.
Nel periodo successivo, fino alla rivoluzione del 1848, l’idea di
un’organizzazione internazionale diventa patrimonio comune di minoranze
rivoluzionarie appartenenti all’ambiente degli emigrati politici on Gran

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“Le separazioni e gli antagonismi nazionali dei popoli. l’ Association democratique di Bruxelles. dall’altro dimostrano che la borghesia ha perduto in gran parte il suo slancio rivoluzionario e. di i. La bandiera della fraternità internazionale può essere raccolta e assunta come propria solo dal proletariato che. programma politico: 2 . aggregati di socialismo messianico. LA PRIMA INTERNAZIONALE. la prosaica realtà della lotta senza quartiere per la spartizione dei mercati. con l’uniformità della produzione industriale e delle corrispondenti condizioni di esistenza. scritto da Marx e Engels.afferma una pagina famosa del Manifesto. è quasi impossibile: le associazioni segrete di Mazzini. si chiude nei confini del rispettivo Stato a difesa dei privilegi acquisiti. la grande industria ha creato una classe che ha il medesimo interesse in tutte le nazioni. E nell’Ideologia tedesca Marx scriveva pochi anni prima:”Mentre la borghesia di ciascuna nazione conserva ancora interessi nazionali particolari. II.Bretagna. durante i quali i suoi programmi e i suoi metodi si intrecciano strettamente con quelli dell’i. Blanqui. all’utopico programma di una alleanza internazionale dei popoli contro i tiranni.vanno scomparendo sempre più già con lo sviluppo della borghesia . Democratico. elevandosi a “classe generale” eliminerà “lo sfruttamento di una nazione ad opera di un’altra nazione”. una classe che è realmente liberata da tutto il vecchio mondo e in pari tempo si oppone ad esso”. operaio si formi compiutamente e prenda coscienza di sé occorrono alcuni anni. liberale e di radicalismo rivoluzionario. Ma prima che l’ i. Una delle prime condizioni della sua emancipazione è l’azione unita. quando addirittura non è pronta a raggiungere un equilibrio di compromesso con le classi aristocratiche feudali. i gruppi ispirati da Owen. ecc. sostituendo. con la libertà di commercio. Il dominio del proletariato li farà scomparire ancora di più. Alla vigilia della rivoluzione parigina nel febbraio 1848 il Manifesto del Partito comunista. dal punto di vista ideologico. l’ associazione dei profughi francesi dell’isola di Jersey. Nel periodo che va dalla pubblicazione del Manifesto alla fondazione della Prima Internazionale una separazione fra le due forme di i.. proletario. Esse non hanno uno specifico carattere di classe e non dispongono di un chiaro. fondandolo su una precisa analisi dei rapporti fra le classi nell’epoca delle rivoluzioni borghesi.- Lo svolgimento e l’esito delle rivoluzioni europee del 1848 confermano questa analisi: da un lato mettono in evidenza il carattere internazionale della lotta tra assolutismo e democrazia . e per la quale la nazionalità è già annullata. per lo meno nei paesi civili”. Buonarroti. in Belgio e in Svizzera. sono tutte. fornisce per la prima volta una formulazione compiuta dell’ i.

Nel momento in cui si fa strada. “repubblica universale”. Di qui la necessità di organizzare il movimento nel quadro nazionale per farlo poggiare su più solide basi. Il declino dell’ AIL è comunque accelerato da altri fattori: l’esperienza della Comune di Parigi approfondisce e inasprisce il conflitto fra le varie componenti ideali e politiche che erano convissute nel suo seno. insorta nel 1863). In questa fase. operaio rivede le sue posizioni di fronte al problema della guerra: se prima di allora. ma vedeva in essa un mezzo utile per far precipitare la crisi dell’assolutismo ( di qui l’insistenza di Marx e Engels sul significato progressivo di una guerra contro la Russia). alla grave situazione creatasi nelle industrie tessili francesi e inglesi on seguito alla guerra civile americana. gli stessi Marx e Engels indicano come compito centrale delle forze rivoluzionarie sulla scena Internazionale la lotta contro l’assolutismo e la reazione e il compimento del processo di unificazione delle grandi nazioni “storiche”. Di fronte al conflitto l’ i. Alla ripresa delle lotte operaie alla fine degli anni Cinquanta si accompagnano nuovi sforzi per stabilire forme di collegamento permanente fra i movimenti dei diversi paesi . che si esprimono nelle parole d’ordine di “fratellanza dei popoli”.sono ancora imbevute degli ideali generosi ma vaghi del 1848. contro le 3 . prevalenti in questa fase storica: da un lato la solidarietà con la lotta delle nazioni oppresse per la loro indipendenza (in questo caso della Polonia. che sfocia nella guerra Franco- Prussiana del 1870. interpretando questa lotta come forma determinata e storicamente necessaria della lotta di classe su scala planetaria. incoraggiandone il ripiegamento difensivo in un ambito strettamente nazionale. ora la sua condanna della guerra come sanzione della “ragione del più forte” e “mezzo di sottomissione dei popoli alle classi privilegiate o ai governi che le rappresentano”si fa fermissima e fa risaltare la rinnovata vocazione pacifista del movimento operaio. in antitesi alla tradizione pacifista del cosmopolitismo illuministico. e la grande depressione economica cominciata nel 1873 frena e indebolisce lo sviluppo delle lotte operaie. Nei temi che sono al centro dei lavori del congresso di fondazione (Londra. settembre 1864) si riflettono significativamente le componenti ideali dell’ i. dall’altro la necessità di far fronte con una azione coordinata alle ripercussioni della congiuntura internazionale sui livelli di occupazione e di salario della classe operaia ( nel caso specifico. riattizza però i sentimenti nazionalistici e dà inizio al suo declino. esso non respingeva la guerra “in sé”. prime fra tutte la Germania e l’Italia. che aveva determinato l’interruzione della fornitura di cotone). che culminano nella fondazione dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori (AIL). L’aggravarsi della tensione internazionale. più tardi nota come Prima Internazionale. “solidarietà di tutte le nazioni oppresse”. La Prima Internazionale conosce il suo massimo slancio nel biennio 1868-1869.

di una direzione centrale. o anche soltanto di un segretario organizzativo. Nonostante la continuità che questa denominazione – usata già dai contemporanei e in seguito universalmente accettata.deliberata ufficialmente nel 1876. e 4 . di richiamare in vita la vecchia istituzione.l’anarchismo). la crescita del movimento operaio nella maggior parte dei paesi europei. e costituirsi in partito politico indipendente. Rappresenta una tribuna in cui vengono periodicamente discussi i principali problemi del movimento operaio europeo. forme differenti nella struttura istituzionale della democrazia rappresentativa.Sviluppo ineguale del capitalismo. infine varie opzioni ideologiche nell’ambito delle dottrine socialiste-tutto ciò costituì la base sulla quale il principio dell’autonomia assurse a cardine dei rapporti tra partiti socialisti e caratterizzò i loro collegamenti internazionali”. organizzato sul piano nazionale e inserito nella realtà dei diversi paesi. estensione diversa delle libertà democratiche nei vari paesi e quindi differenze organizzative del movimento operaio. l’ AIL stessa appare uno strumento superato. Se l’AIL aveva presentato il carattere di vero e proprio partito internazionale. rimanendo prova di uno statuto. non è in realtà che una libera federazione di gruppi autonomi nazionali -sia partiti. I progressi sensibili del socialismo registrati verso la fine negli anni ‘80.. fanno maturare le condizioni per il ristabilimento di un’organizzazione internazionale. tanto da parte degli anarchici quanto da parte dei marxisti. ma di fatto già implicita nella decisione. capace di coordinare l’attività dei singoli partiti operai nazionali: nasce così a Parigi nel 1889 quella che sarà poi nota come Seconda Internazionale. presa nel 1872. III. differenze nazionali sul terreno dei rapporti tra il movimento socialista e le altre formazioni politiche (la democrazia. Come nota F. la Seconda Internazionale. la Seconda Internazionale rifiuta di porsi come organizzazione permanente. LA SECONDA INTERNAZIONALE. la convinzione che il movimento operaio deva scendere come protagonista nella lotta politica. e la pratica dell’ i. tempi diversi nella formazione della classe operaia.esprime nei riguardi dell’AIL.resistenze dei mutualisti e degli anarchici. di trasferire il suo Consiglio Generale a New York – non comporta la scomparsa delle asoirazioni internazionaliste.ed esercita un potere vincolante limitatissimo su o suoi membri. che sopravvivono nei ripetuti tentativi. il nuovo organismo è in realtà qualche cosa di profondamente diverso da quest’ultima. assume forme nuove. sia sindacati. per oltre dieci anni. La dissoluzione dell’AIL. Così. Andreucci “le sue prime fasi di esistenza sembrano infatti sancire piuttosto la realtà della conquistata autonomia e indipendenza del movimento socialista dei singoli paesi che non la volontà di individuare una linea politica ed una strategia comune…. pur amando presentarsi come tale.

all’inizio del secolo XX.e sopratutto a partire dal 1905. sottolinea anche come il terreno sul quale il processo di formazione e di sviluppo dei partiti socialisti si esplica in tutta la sua ampiezza sia quello delle società nazionali. ecc.da conseguirsi spesso attraverso una politica sociale e assistenziale dello Stato – e per la democratizzazione della vita politica (piena libertà di associazione.le cui decisioni esercitano sulla definizione del programma dei vari partiti socialisti un’influenza considerevole. che si riuniscono con una periodicità irregolare. una notevole somiglianza: il periodo che va dal 1873 al 1896 è contraddistinto quasi ovunque da una tendenza alla depressione economica. A partire dal 1900. rafforzamento delle tendenze imperialiste in Inghilterra). ha fine la lunga depressione economica e il mondo capitalistico conosce un periodo di slancio e di nuova prosperità. la Seconda Internazionale avrà un’organizzazione meno labile: ma ciò non toglie che per tutto il periodo della sua esistenza gli sviluppi del pensiero e dell’azione socialista siano determinati assai più dalle esperienze vissute dal movimento operaio internazionale nei singoli paesi che non dalle influenze teoriche e politiche irradiate dalla centrale internazionale. perciò i vari partiti socialdemocratici nazionali si battono a fondo per la difesa e il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori . La concezione dell’i. fondato sulla generica consapevolezza di appartenere ad un movimento universale che esprime e interpreta le leggi dell’evoluzione storica. se consente di scorgere la omogeneità di obiettivi che sollecita la ripresa organizzata delle relazioni intersocialiste e l’apertura di un confronto sui problemi di comune interesse. Quando.). che caratterizza l’era della Seconda Internazionale appare così un sentimento radicato ma vago. con la costituzione di un ufficio di segreteria permanente con sede a Bruxelles – il Bureau Socialiste International. Ma questo quadro di riferimento. ma pur sempre soltanto di ordine morale. Fino al 1900 non ha praticamente una vita propria all’infuori dei congressi. proletario riflette il disorientamento e la revisione di valori che investono il campo socialista: se esso aveva già perso il suo carattere originario di teoria e strategia della rivoluzione europea per 5 . E’ vero che i problemi che il movimento operaio si trova ad affrontare presentano. le speranze di un prossimo rovesciamento dell’ordine costituito si fanno più sfumate. Su questo sfondo l’ i. reazione Crispina in Italia. avventura boulangista in Francia. almeno su scala europea. che minaccia a più riprese i salari e l’occupazione e da ricorrenti tentazioni autoritarie delle classi dominanti (leggi antisocialiste in Germania. allargamento del diritto di voto. con l’assunzione di tale ufficio da parte del belga Camille Huysmans. e che comunque evitano di intervenire sulle questioni interne delle sezioni nazionali.

nemmeno per un momento. legati com’erano a una strategia rivoluzionaria mondiale. Tuttavia.: se i partiti socialisti dei paesi belligeranti si sono quasi tutti schierati a favore della guerra. al loro interno piccoli gruppi di minoranza non rinunciano a denunciare il carattere imperialistico del conflitto ed a battersi per una ripresa di un’azione internazionale comune del movimento operaio. un’ala più intransigente. Restavano sul tappeto le complesse distinzioni relative al carattere delle possibili guerre ( di difesa. i contrasti fra stati di diverso carattere. e fa tutt’uno con la 6 . in grado di porsi alla testa del processo rivoluzionario che la guerra innescherà su scala mondiale. IV. in nome dell’ “unione sacra” della nazione per la difesa della patria e della “pace civile”. di aggressione.trasformarsi in veicolo di circolazione delle esperienze e di discussione sulla tattica. Il mancato scioglimento di questi nodi è alla base del crollo della Seconda Internazionale allo scoppio della guerra del 1914 con l’allineamento della grande maggioranza dei partiti socialisti alle scelte delle classi dominanti dei rispettivi paesi. non si limita a perseguire l’obiettivo della pace immediata. LA TERZA INTERNAZIONALE Con la vittoria della Rivoluzione di Ottobre. infine. coloniale ecc. Ma il fallimento della Seconda Internazionale non significa. rappresentata sopratutto dai bolscevichi russi. e i partiti dei paesi rimasti neutrali non lesinano gli sforzi per sostenerli. come osserva ancora Andreucci. e che è necessario trasformare la guerra imperialistica in guerra civile rivoluzionaria. sopratutto come impegno di lotta comune contro la minaccia della guerra. nella sua forma più sentita. la convinzione che sia maturata una nuova fase storica nello sviluppo delle lotte del proletariato e che sia necessario adeguare i suoi strumenti politici a obiettivi immediati di potere diventa patrimonio di larghi settori del movimento operaio. continuavano a coinvolgere l’incerto giudizio dei socialisti”.” i problemi di una vera e propria politica estera della classe operaia. tale ala intransigente considera la Seconda Internazionale condannata a morte dal suo fallimento e intende dare vita a una nuova Internazionale. Nel seno di questa minoranza internazionalista.erano irrisolti i problemi delle nazionalità che avrebbero poi avuto un peso rilevante nello scoppio della prima guerra mondiale.). il venir meno del principio dell’ i. non potevano essere risolti soltanto sul piano della lotta contro la guerra. Fin da questo momento. “senza annessioni e senza indennità” ma afferma chiaramente che non vi può essere pace effettiva e duratura se non “quando il potere di decidere la vita e la morte dei popoli viene strappato al capitale”. ora accentua il suo carattere difensivo e si esprime.

deve fare i conti per la prima volta con una realtà nuova. nel 1919. finché la Russia sovietica è considerata come un paese arretrato. espansione del processo rivoluzionario e difesa del suo primo bastione sono inscindibilmente legati nella strategia del “partito mondiale della rivoluzione”. l’Internazionale comunista considera suo compito essenziale la difesa ed il rafforzamento del primo Stato proletario.persuasione che la sopravvivenza stessa del potere sovietico in Russia dipenda dall’estendersi e dal consolidarsi del processo rivoluzionario al di fuori dei suoi confini. almeno in teoria. man mano che si constatano da un lato i successi sorprendenti del regime sovietico e dall’altro il perdurante ritardo nella rivoluzione in Europa. che lascerà un’ impronta indelebile sull’i. 7 . Il principio della solidarietà internazionale della classe operaia di tutti i paesi. e si apre la via a una possibile divaricazione fra interessi della rivoluzione in Europa e nel mondo e interessi statuali della rivoluzione proletaria al potere. Nella misura in cui. a regolare le proprie scelte sulla base delle necessità e delle prospettive della rivoluzione mondiale. l’ondata rivoluzionaria del dopoguerra si esaurisce senza che il proletariato conquisti il potere in alcun paese all’infuori della Russia. e prima di tutto in almeno alcuni dei maggiori paesi capitalistici europei. e il cui consolidamento non è pensabile al di fuori di un processo rivoluzionario vittorioso su scala europea. a subordinarsi alle esigenze della causa del proletariato internazionale. Dunque. e che di conseguenza riconosce la preminenza degli interessi generali del movimento operaio internazionale su quelli particolari del movimento operaio dei singoli paesi. la politica dello Stato sovietico tende. e quelle degli altri paesi. per gli anni a venire: la condizione di diseguaglianza fra le classi lavoratrici di una nazione. come espressione organizzativa di un progetto rivoluzionario ritenuto realizzabile nei tempi brevi e visto come garanzia delle conquiste della prima rivoluzione proletaria già vittoriosa. che hanno conquistato – o così almeno si presume. La potenziale contraddizione insita in questa situazione sarà dal movimento comunista sempre risolta nell’asserita completa coincidenza fra gli interessi dell’Unione Sovietica e gli interessi della rivoluzione mondiale. però. che le circostanze hanno temporaneamente innalzato ad occupare il ruolo di guida del movimento rivoluzionario internazionale. che si fonda sul presupposto della comunanza degli ideali e dei fini dei lavoratori di ogni nazionalità . il problema della rivoluzione mondiale comincia ad apparire in una luce nuova: a partire dal 1921.il potere politico ed economico. In effetti. fin dall’origine. oppresse dal capitalismo e dall’imperialismo. La Terza Internazionale o Internazionale Comunista (Comintern) nasce appunto.

C’è in questo rinnovamento una certa ripresa dei motivi dell’i. dopo il 1924.E’ questo il quadro in cui si delinea e. Che recepisce ora fra i suoi contenuti e valori fondamentali l’antifascismo. Il contrasto clamoroso fra i due sistemi. in una lotta per la pace che non è più soltanto una generosa opzione morale ma si appoggia ad un blocco di Stati. un anno dopo la vittoria di Hitler in Germania. Ma. Con il 1929. viene visto come la molla profonda della rivoluzione internazionale. permettendo al movimento comunista di identificare senza equivoci il fascismo come “nemico principale”. che da un lato esprime la fiducia della vittoriosa rivoluzione russa in se stessa. 8 . e alla mera esistenza dell’ URSS si tende sempre piùad attribuire il ruolo di catalizzatore e di detonatore delle contraddizioni del mondo capitalistico e ina funzione di radicalizzazione politica delle masse sfruttate. perché in virtù di essa il movimento operaio è chiamato per la prima volta ad agire come fattore attivo dei rapporti politici internazionali. Dopo l’esplosione della crisi economica mondiale la concezione della costruzione del socialismo in un solo paese si impone sempre più come teoria globale della rivoluziojne mondiale.elaborata da Stalin e da Bucharin – della “costruzione del socialismo in un solo paese”. non verranno comunque meno al loro compito storico se continueranno a porsi come baluardo contro i disegni imperialistici di restaurazione del capitalismo in Russia e ad agire come sentinelle del primo esperimento di edificazione del socialismo. immette nuovo vigore nelle vene dell’i. anche se non riusciranno a rovesciare il vecchio ordine sociale in tempi brevi. vi è il fatto nuovo e decisivo della proclamata totale coincidenza fra la politica del movimento operaio internazionale e la politica estera dell’URSS: coincidenza che è un elemento di forza. Democratico dei decenni centrali del secolo XIX: da un lato quello dell’unità di tutte le forze del progresso contro la reazione. cessando di farla dipendere da un aiuto esterno. dall’altro assegna al movimento rivoluzionario degli altri paesi un ruolo più rispondente alla sua forza effettiva nel momento in cui la conquista del potere sembra relegata in un futuro lontano e indeterminato: lascia intendere ai partiti comunisti che.in questo caso delle guerre di difesa dall’aggressione nazifascista. Il nuovo orientamento assunto dalla politica estera sovietica nel 1934. rispetto a quel lontano passato. ma è anche un limite perché vincola le scelte dei differenti reparti del “partito mondiale della rivoluzione” ai bruschi voltafaccia della ragion di stato dell’URSS. dall’altro quello dell’ammissibilità e addirittura quello dell’auspicabilità delle guerre “giuste”. il capitalismo in rovina ed il socialismo in costruzione. si afferma con forza crescente la teoria . l’orizzonte internazionale diventa ancora più propizio al consolidarsi di questa visione fortemente unilaterale del processo rivoluzionario e dell’ i.

comincia a delinearsi una dialettica nuova. diversificandosi sensibilmente in ragione della divisione del mondo in due aree di influenza. in seguito all’aggressione nazista dell’URSS ed al rilancio delle parole d’ordine della lotta contro il fascismo e per la difesa delle libertà democratiche. che per certi aspetti diviene anche più stretto e diretto che in passato. 9 . Maggiore spazio acquistano così obiettivamente le varianti nazionali della strategia comunista. Certo è probabile che Stalin e il suo più stretto entourage siano convinti di poter contare su un legane con i partiti comunisti che non ha bisogno di esprimersi in forme istituzionalizzate. In questo senso la risoluzione che decreta lo scioglimento del Comintern (15 maggio 1943). i partiti comunisti assumono una funzione di primo piano nei movimenti di resistenza e riescono a conquistare una dimensione di massa prima per lo più sconosciuta. nasce dallo sviluppo e dall’avanzata stessa del movimento. Ma finisce per prevalere il riflesso di allineamento meccanico e incondizionato alle direttive di Mosca. a tal punto da divenire persino un impedimento al rafforzamento ulteriore dei partiti operai nazionali” . tanto che già fra l’aprile e il maggio del 1947viene presa seriamente in considerazione l’ipotesi di un suo scioglimento. fra la politica estera dello Stato sovietico e l’atteggiamento del movimento comunista internazionale. quando afferma che “ la forma di organizzazione e di unione dei lavoratori scelta dal I° Congresso dell’Internazionale comunista veniva superata sempre più man mano che il movimento cresceva e che aumentava la complessità dei suoi problemi. che imponendo di fatto le sue leggi oggettive al di là e al di sopra degli schemi dell’unità monolitica.Il patto tedesco-sovietico dell’agosto del 1939 mette a dura prova la compattezza dei partiti comunisti. il Comintern è diventato di impaccio alla spregiudicata politica estera di quest’ultima. non fornisce semplicemente un alibi alle scelte della diplomazia sovietica -che intende rassicurare gli Alleati con una rinuncia solenne a esportare la rivoluzione socialista in altri paesi. che inizialmente l’URSS non scoraggia. anche se cerca di armonizzarle in un disegno corrispondente ai suoi interessi di potenza. Tuttavia il loro rapporto con la “casa” si fa più complesso.ma registra una situazione reale e pone le premesse per una fase nuova di sviluppo della solidarietà rivoluzionaria internazionale. facendo in effetti risaltare l’assurdità politica di una tesi secondo la quale una data situazione internazionale deve comportare le stesse reazioni in partiti e movimenti di diversissima collocazione: in qualche modo è già allora che si pone la necessità di stabilire un rapporto differenziato. Quando poi. D’altra parte. In effetti. non più di semplice e totale identificazione. lo scioglimento del Comintern non significa che i partiti comunisti recidano il loro legame con Mosca.

si proclama erede della Seconda Internazionale. Si è ricostituita nel 1951 l’ Internazionale socialista. fra i soli partiti socialisti dell’Europa occidentale. continua ad esistere un’ Internazionale operaia socialista che. la IOS riceverà un colpo quasi mortale dalla sconfitta dei suoi partiti più autorevoli. per la loro influenza e per la loro almeno tendenziale universalità. su milioni di lavoratori. nel segno di una dichiarata scelta di campo a favore del “mondo libero occidentale”: ma il suo ruolo non ha mai superato quello di un organismo di consultazione fra i maggiori partiti socialdemocratici europei. Sopravvive la Quarta Internazionale. di cui rispecchia in maggioranza la fiducia incondizionata nei metodi della democrazia parlamentare.. la concezione dell’i. quelle delle politiche anti-crisi e della lotta per un nuovo ordine internazionale capace di salvaguardare la pace.Del resto. sulla base della presunzione che la Terza Internazionale. ha potuto sopravvivere a lungo. comunque feconda. fosse definitivamente perduta per una autentica azione rivoluzionaria: ma è dilaniata dalle scissioni interne e la sua influenza reale è assai limitata. Nel movimento comunista il vecchio i. Meno ancora di quest’ultima essa giunge a rappresentare un’espressione collettiva organizzata del movimento socialista internazionale: resta una federazione con legami interni ancor più labili di quelli che caratterizzavano la sua antenata. l’ i. se letta retrospettivamente alla luce delle grandi questioni che animarono il dibattito della socialdemocrazia europea. in particolare. l’ 10 . Accanto all’ Internazionale comunista . nelle condizioni di tensione create dalla guerra fredda. Prima ancora che dalla guerra. caratterizzato da una adesione totale e acritica al modello sovietico. in maniera indiretta. che era stata fondata per iniziativa dei gruppo trotskisti già nel 1938. operaio non da più luogo a forme organizzative permanenti paragonabili. questa. ormai dominata dalla burocrazia staliniana. La guerra e la rivoluzione russa segnano anzi una svolta nella storia di quest’ultimo. Dopo la fine della seconda guerra mondiale. allo scioglimento formale del Comintern: nel 1947 esso si è anzi cristallizzato in una forma organizzativa particolare. comunque. la sua vita organizzata si riduce a quella di una tribuna di libera discussione e di scambio di esperienze fra i partiti affiliati: una funzione. la socialdemocrazia tedesca e quella austriaca. ed esula dai suoi scopi qualsiasi funzione di coordinamento sistematico della loro azione. a quelle del passato. frutto a sua volta di un processo di faticosa riunificazione delle diverse correnti della socialdemocrazia. Se la sua influenza si esercita ancora. incarnata dal Comintern era lungi dall’aver conquistato un monopolio assoluto all’interno del movimento operaio nemmeno negli anni fra le due guerre. provocando una scissione profonda e permanente nelle sue file che si riflette anche nella contrapposizione di organizzazioni internazionali politiche e sindacali divise da un’aspra polemica.

con forza espansiva incomparabilmente minore e strutture organizzative assai più labili quando non del tutto inesistenti. esso appare invece sempre più frammentato in molte correnti. Fra il 1925 e il 1933 l’“Internazionale bianca” tenne diversi congressi ma. Ma la crisi dello stalinismo. nonostante le pressioni dei delegati italiani. D’altra parte. ALTRE FORME DI INTERNAZIONALISMO Accanto all’i. proletario dimostra ancora.ha recato un colpo molto serio alle speranze di edificare un universo socialista in cui scompaiano o contrasti tra le nazioni. ha posto rapidamente fine a questa esperienza. sono al riguardo significativi). V. con la loro grande carica di mobilitazione dell’opinione pubblica e soprattutto delle masse giovanili. esaurì i suoi lavori in petizioni di principio (la riforma dello Stato e della famiglia). All’organizzazione aderirono belgi. austriaci e i rappresentanti del Partito popolare italiano in esilio. Nel 1925. di dar vita a internazionali fasciste. tedeschi. Meno conosciute sono le vicende della cosiddetta “Internazionale bianca”.. Come realtà organizzativa operante. L’i. l’insorgere di un conflitto sempre più grave fra l’URSS e la Cina – che entrambe sostengono le loro ragioni in nome della concezione “marxista-leninista” dell’i. che attingono a fonti ideali diverse dal marxismo e talvolta ad esso contrapposte. prima e dopo la seconda guerra mondiale. fatta propria dal Comintern. si sono affermate nel corso di questo secolo. altre forme di i. lotta per la pace) presentano alcuni elementi di continuità con la concezione dell’i. in grado di esercitare un’influenza diretta sui rapporti politici internazionali. Tralasciamo qui di menzionare anche solo sommariamente i tentativi promossi a più riprese. L’involuzione autoritaria in Germania e in Austria e più tardi la guerra civile in Spagna 11 . fu costituito un segretariato permanente. . proletario.Ufficio di informazione (Cominform) costituito dai partiti comunisti al potere nelle democrazie popolari e dai partiti comunisti italiano e francese. una grande vitalità come sentimento di solidarietà per i popoli oppressi in lotta per la propria liberazione ( l’esempio del Vietnam e prima ancora quello dell’Algeria. per impulso di diversi movimenti fascisti nazionali. talvolta complementari ma più spesso contrapposte. aprendo un processo di differenziazione all’interno del movimento comunista. la cui costituzione fu caldeggiata fin dal 1920 da Luigi Sturzo come mezzo di coordinamento fra i vari partiti di ispirazione cattolica. i temi della cui propaganda ideologica ( divisione del mondo in due campi. per iniziativa del Partito democratico popolare francese. senza prendere una posizione netta sul fascismo. l’unità europea e le questioni politiche internazionali. senza dubbio. che tendono a definire i propri obiettivi e i propri compiti su scala regionale.

dividono i generi e le generazioni. quello del pianeta. Ma contengono anche i segni dell’ emergere di una società civile globale che inizia a ricostruire identità. frammentano le classi. i diritti delle donne e degli immigrati. Si è attenuata la pressione sociale che aveva alimentato nel dopoguerra le richieste di politiche per la piena occupazione. con aderenti in Europa occidentale e America Latina. D’ altra parte. l’allargamento del Welfare State. senza peraltro comportare una vera ripresa di vitalità di quello socialista e socialdemocratico. la redistribuzione del reddito. Nel 1947 si è anche costituita a Oxford un’Internazionale liberale. organizzazione. adeguatamente difesi attraverso i loro sforzi comuni contro la paura e il bisogno e contro l’oppressione interna ed esterna”. INTERNAZIONALISMO E GLOBALIZZAZIONE. aprono nuove contraddizioni sociali basato su appartenenze etniche e religiose. si è ricostituita dopo la seconda guerra mondiale.- Dopo il 1989. alleanze oltre e attraverso i confini nazionali per affrontare i cambiamenti dell’economia al loro stesso livello. Il declino dell’autonomia e dell’efficacia delle politiche nazionali finisce così per rilanciare nuove forme di i. Tale può essere considerato il movimento che 12 . composte di cittadini illuminati e responsabili. si è sviluppato il progetto neoliberista di GLOBALIZZAZIONE dell’economia. ma svolge una attività assai limitata e non incide affatto sull’orientamento dei partiti membri. a partire dagli anni Ottanta. che nel complesso ha comportato un generale arretramento dello Stato e della sfera pubblica. E anche dove questa pressione persiste. spesso perdute. la fine della guerra fredda e la disintegrazione dell’URSS e dei regimi di “socialismo reale” in Europa hanno inferto un colpo mortyale alle forme sempre più ritualizzate e vuote di contenuto di un’ i. in cui indica fra i suoi compiti quello di impedire la degenerazione totalitaria della democrazia di massa e di adoperarsi per la formazione progressiva in ogni parte del mondo “di società libere. I nuovi processi globali frantumano le identità.provocarono lacerazioni crescenti fra i partiti di ispirazione cattolica e privarono l’Internazionale di qualsiasi influenza. la dimensione globale dei processi economici e sociali finisce per indebolire il contesto istituzionale necessario per una realizzazione efficace di politiche di questi tipo. Gli ultimi venti anni del secolo XX vedono così una serie di battaglie di resistenza. delle società nazionali contro l’emergere di un’economia globale. che risultavano tutte da lotte sociali e mediazioni politiche sviluppatesi in un contesto essenzialmente nazionale. comunista già da tempo in crisi. con l’adesione dei partiti liberali di 19 paesi. in gran parte europei. Un’Internazionale dei partito democristiani. L’Internazionale liberale ha approvato una nuova dichiarazione programmatica nel 1967. VI.

dei governi. Si fa strada – in modo confuso e spesso contraddittorio-la rivendicazione di una democrazia sovranazionale che bilanci i poteri delle istituzioni economiche internazionale e degli Stati capaci di piegarne il funzionamento a proprio vantaggio. il debito estero. Pasquino -) 13 . Queste iniziative contestano alla globalizzazione di essere governata in modo approssimativo e instabile da una manciata di potenti organismi sopranazionali che non hanno legittimazione democratica e non rispondono alla società. della giustizia economica e sociale a scala del pianeta. a partire da campagne di resistenza contro i meccanismi e gli effetti più gravi della globalizzazione. Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale. ( Da “DIZIONARIO DI POLITICA” -N. riconoscendo un ruolo all’arcipelago dei movimenti di una società civile a sua volta sempre più globalizzata. del diritto al lavoro per tutti. Matteucci/G. dai vertici dell0Unione Europea a quelli dell’Area di libero commercio delle Americhe. donne e sviluppo sociale.. Si sviluppa un attivismo internazionale senza precedenti. l’ambiente. ai summit di G7-G8. vuole cioè uscire dagli angusti orizzonti nazionali.propone un progetto alternativo di “globalizzazione dal basso”. una forte iniziativa nasce all’interno delle società civili di tutti i paesi. rimpiazzandoli con l’idea della democrazia e dell’uguaglianza.delle imprese multinazionali. azioni simboliche e manifestazione ( che conoscono momenti di particolare intensità a Seattle nel novembre del 1999. Bobbio /N. i diritti sociali. a Genova nel luglio 2001. Da quindici anni conferenze parallele. ma rovesciando i valori -profitto e potere. Su molti dei più gravi problemi dell’economia globale – gli accordi di integrazione commerciale. della finanza. di uno sviluppo umano compatibile con la natura. a Porto Alegre nel luglio del 2002) affiancano nei cinque continenti tutti gli incontri dei poteri politici ed economici globali: dalle conferenze ONU -su ambiente.di fronte al silenzio e all’incapacità di intervenire dei governi e anche delle forze politiche e sindacali tradizionali. la povertà e le disuguaglianze Nord- Sud.