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Questo rappresenta solo un esempio della genialità, quasi del tutto nascosta o

sconosciuta, che risiede in Italia. L’ elenco di invenzioni geniali, che può essere tuttavia
allungato, se ci si riflette sopra, prova quante siano le invenzioni geniali importanti,
realizzate da italiani.

In effetti, nessuno ne tiene conto, ma quasi tutte le più grandi invenzioni che hanno cambiato il
mondo negli ultimi due secoli e che hanno stravolto la nostra vita, sono ad opera di italiani. Di
alcune di esse è convinzione generale che non siano italiane, anche se la storia riporta (almeno in
questo caso ci aiuta) l’informazione corretta.

È questo il caso del motore a scoppio, che infatti non è stato inventato da Mr. Benz.
L'invenzione può essere ricondotta a Eugenio Barsanti e a Felice Matteucci, che già nel
1853 ne dettagliarono il funzionamento e la costruzione in documenti e brevetti depositati
in diversi paesi europei, quali Gran Bretagna, Francia, Italia e Germania.

Altro personaggio importante da non dimenticare è sicuramente Alessandro Volta con la


scoperta dell’energia elettrica e l’invenzione della sua pila. Questo infatti diede il via a una
nuova serie di invenzioni.
La lampadina elettrica, a cui si sono dedicati in tanti nel mondo è attribuita a Thomas
Edison, che in realtà riuscì ad ottenere un oggetto capace di restare acceso poche ore
prima di bruciarsi. Il nostro italiano Alessandro Cruto riuscì invece, pochi mesi dopo, a
ottenere un filamento capace di durare molto di più, e sfruttò l'invenzione nella sua
fabbrica di lampadine, che continua a vivere oggi nel marchio Philips.

E poi c’è il telefono, la cui paternità è stata restituita solo recentemente dagli USA
all’italiano Meucci. Lo stesso inventore però ha sempre sostenuto che in realtà la prima
persona ad aver ottenuto una trasmissione telefonica è Innocenzo Manzetti, altro italiano,
che negli anni cinquanta dell’Ottocento aveva realizzato un apparecchio elettrico in grado
di comunicare a distanza, catturando l’attenzione dei giornali, anche esteri, ma che tuttavia
fu un’invenzione che non riuscì a diffondere.

C’è poi ancora la radio: l'apparecchio elettronico che permette di trasmettere e/o ricevere
onde radio. Quest’invenzione è opera di Guglielmo Marconi, ha poi successivamente
portato ad altre due grandi invenzioni, quali la televisione ed il telefono cellulare.

Ricordiamo ancora Galileo Ferraris, ingegnere e scienziato italiano, scopritore del campo
magnetico rotante e ideatore del motore elettrico in corrente alternata. O ancora Pacinotti, che si
occupò della misura delle correnti elettriche e dei generatori dinamici di elettricità arrivando a
costruire uno strumento di misura (l'anello di Pacinotti) sperimentato dallo stesso scienziato nel
1859. Tale strumento, realizzato nel suo primo esemplare presso il laboratorio del padre nel 1860,
è considerato da molti la prima dinamo.

Altra invenzione importante è quella del fax. Giovanni Caselli, che è stato un abate e
inventore italiano è unanimemente ricordato come l'inventore del pantelegrafo, un
dispositivo di telecomunicazione in grado di trasmettere immagini statiche in modo simile
all'odierno fax.

Da non dimenticare anche tutti gli italiani che hanno contribuito agli studi sull’energia
atomica, primo fra tutti Enrico Fermi, che progettò il primo reattore nucleare a fissione,
seguendone tutte le fasi, fino alla sua accensione.

Per non parlare delle macchine da calcolo meccaniche. Non abbiamo idea di quale errore
fece la Olivetti a considerare l'elettronica una moda passeggera, sostenendo che il futuro
delle macchine da calcolo sarebbe stato comunque la meccanica. Fu per questo quindi
che Federico Faggin lasciò la Olivetti per emigrare negli Stati Uniti, dove, assunto dalla
Intel, costruì il primo microprocessore, il famosissimo 4004, papà di quel pentium 4 che
avete dentro ai vostri PC e che a parte i Giga Hertz è sostanzialmente identico a quello
che costruì Federico.

Oggi Federico è alla guida di una azienda da lui fondata, la Synaptics, perché non contento del
microprocessore ha inventato il touchpad, quello strumento che troviamo su ogni computer
portatile, che viene utilizzato per spostare il cursore captando il movimento del dito dell'utente
sulla sua superficie liscia; sostituisce completamente il mouse ed ha il vantaggio rispetto a questo
del ridotto ingombro e lo svantaggio in genere di una minore libertà, facilità e comodità di
movimento.