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David Mamet

GLENGARRY GLEN ROSS

Traduzione di
Luca Barbareschi

sillabe
GLENGARRY GLEN ROSS Glengarry Glen Ross è andato in scena per la prima volta al
The Cottlesloe Theatre di Londra, il 21 settembre 1983,
Tutti i diritti riservati. Per qualsiasi richiesta di rappresentazione con il seguente cast:
teatrale professionale e amatoriale dell’opera, si prega di rivolgersi a:
Shelly Levene Derek Newark
Ron Gwiazda c/o ARTISTS AGENCY - 275 Ave. / 26th Floor -
New York, NY 10001; email: ron.gwiazda@abramsartny.com. John Williamson Karl Johnson
Non è consentito alcun utilizzo dell’opera senza previo consenso Dave Moss Trevor Ray
scritto da parte di ABRAMS ARTISTS AGENCY. George Aaronow James Grant
Richard Roma Jack Shepherd
Titolo originale: Glengarry Glen Ross James Lingk Tony Haygarth
Traduzione dall’inglese: Luca Barbareschi Baylen John Tams
ISBN 978-88-8347-888-8 Regia di Bill Bryden
© s i l l a b e s.r.l. Il debutto statunitense ha avuto luogo al Goodman Theatre
www.sillabe.it dell’Art Institute of Chicago, in una produzione del Chicago
Prima edizione: giugno 2016 Theatre Groups, Inc., il 6 febbraio 1984, con il seguente cast:
© collana editoriale - Arcadia & Ricono
diretta da Anna Ashton Parnanzini Shelly Levene Robert Prosky
John Williamson J. T. Walsh
direzione editoriale: Maddalena Paola Winspeare
coordinamento: Laura Belforte, Tommaso Spinelli Dave Moss James Tolkan
redazione: Giulia Bastianelli, George Aaronow Mike Nussbaum
Chiara Ciani e Edy Quaggio (per A&R) Richard Roma Joe Mantegna
impaginazione: Simonetta Geppetti James Lingk William L. Petersen
Foto di David Mamet: photo © Brigitte Lacombe Baylen Jack Wallace
Regia di Gregory Mosher
Introduzione a Glengarry Glen Ross capito tutto, non accettano innovazioni che cambino
le loro abitudini, non vogliono neppure essere aiutati:
si aspettano solo di sentirsi dire che sono nel giusto.
Una volta chiesi a Lee Strasberg in che cosa consistesse
Ho incontrato Mamet e parlato con lui più volte. Nella il suo metodo. Lui mi rispose che non c’erano regole
mia personale recherche di un nuovo teatro da poter precise ma solo una ricerca continua in evoluzione
proporre anche in Italia, l’America mi è sembrata una costante. Non l’ho mai più dimenticato.
terra da riscoprire per l’ennesima volta. C’è laggiù una Con Mamet, che scrive quasi più per i silenzi che
fioritura di talenti di cui anche qui dovremo al più per le parole, nei cui testi un’azione o una pausa è più
presto accorgerci. Mamet mi ha affascinato per ragioni significativa di una battuta, è fondamentale il metodo
un po’ speciali. Non solo perché è un autore che di lavoro. Quello che io ho tentato di fare nella mia
esprime con rara efficacia una realtà contemporanea, prima messinscena di Mamet, con la regia di Glengarry
senza diaframmi moralistici o ideologici, come era Glen Ross, è stato favorire questo humus creativo, un
invece proprio dei drammaturghi pur rispettabili della terreno fertile su cui l’attore potesse lavorare a proprio
generazione precedente quali Arthur Miller e Tennessee agio; nello stesso tempo, per evitare il rischio di cadere
Williams. Ma anche perché è un esperto di recitazione. in clichés recitativi, ho inteso spiazzare continuamente
Nelle chiacchierate fatte con lui, dietro le volute di gli attori in modo che si trovassero a confrontarsi con
fumo emanate dal suo possente sigaro, riuscivo a situazioni nuove anche per loro, essendo così obbligati
percepire che questo era un problema che lo intrigava a reagire di conseguenza e a sviluppare appieno la storia
moltissimo. E io condividevo questo interesse. Più del proprio personaggio. Ho cercato di non esigere
ancora del rapporto col testo discutevo con lui del da un attore un dato gesto solo perché era scritto sul
rapporto con gli attori. La sua concezione al riguardo copione, ma di incorporare prima gli atteggiamenti del
era semplice e chiara: l’attore non deve scadere a preda personaggio e poi svilupparne le azioni. In altre parole
di uno psicodramma identificativo, ma, avendo sempre ho considerato il gesto una manifestazione di un modo
coscienza della propria funzione, deve mantenere una di essere che va assimilato compiutamente. Mi sono
logica creativa in scena. scontrato però, talvolta, con l’assenza di logica in scena,
Sembra un credo semplice, ma la sua applicazione con la ricerca dell’effetto prima ancora dello sviluppo
può incontrare molte difficoltà. In certi attori c’è del personaggio. Ho capito così che Mamet può essere,
infatti un’arroganza psicologica che li mette in uno con la sua scrittura, anche un’esperienza formativa
stato di difesa permanente e impedisce la nascita di importante per una nuova figura professionale di attore.
qualsiasi momento creativo. Ritengono di aver già
Luca Barbareschi

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Nota dell’autore

Considero una grande fortuna l’essere stato, fin Si tratta di principi di Stanislavskij: 1) il teatro è un
dall’inizio, introdotto all’idea del Teatro come Arte. luogo dove si va ad ascoltare la verità; 2) recita bene o
All’età di vent’anni studiai per un anno alla male, ma recita lealmente; 3) lo scopo del teatro non è
Neighbourhood Playhouse School of Theatre a New la rappresentazione del “carattere” o dell’”emozione”,
York City. La scuola era – ed è tuttora – diretta da ma la rivelazione di una finalità attraverso l’azione;
Sanford Meisner, egli stesso formato, negli anni Trenta, 4) si dovrebbe amare l’arte in se stessi, piuttosto che se
alla scuola di Maria Ouspenskaja e Richard Boleslavskij, stessi nell’arte.
entrambi del Teatro d’Arte di Mosca. Seguendo questi principi estetici e le loro implicazioni
Il mio primo vero approccio al teatro fu, quindi, pratiche sono stato allo stesso tempo indaffarato e
un’immersione – pratica e filosofica – nelle storie di felice per gli ultimi vent’anni; e mi piace pensare che
Stanislavskij. questa felicità si sia riflessa nel favore del mio pubblico.
Terminati i miei studi al College lavorai
sporadicamente come attore; ma la mancanza di David Mamet
talento in quel campo e un’inclinazione personale mi New York City, 3 dicembre 1985
portarono all’insegnamento e alla regia. Formai poi
la mia compagnia teatrale, la St. Nicholas Theatre
Company di Chicago.
Per una compagnia di attori ventenni in formazione la
piazza non offriva granché (non potevamo permetterci
di pagare diritti d’autore); perciò cominciai a scrivere
dei testi di teatro. In questi testi cercai di materializzare
– e spero di farlo ancora – i primi principi che mi
erano stati rivelati quando studiavo d’attore, e che mi
sforzavo di insegnare ed applicare.

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Quest’opera è dedicata ad Harold Pinter

David Mamet

Glengarry Glen Ross


Il presente volume viene pubblicato in occasione del nuovo Chiudere sempre
allestimento di Glengarry Glen Ross prodotto da Casanova Dal manuale di vendita
Teatro. Lo spettacolo apre la stagione teatrale 2016/2017 del
Teatro Eliseo, direzione artistica di Luca Barbareschi, il 27
settembre 2016.

Personaggi
Shelly Levene
John Williamson
Dave Moss
George Aaronow
Richard (Rick) Roma
Baylen
James (Jim) Lingk

I personaggi di Williamson, Baylen, Roma e Lingk sono


uomini sulla quarantina, mentre Levene, Moss e Aaronow sono
sulla cinquantina.

La scena
Le tre scene del primo atto si svolgono in un ristorante cinese.
Il secondo atto si svolge in un’agenzia immobiliare.
Nella produzione di Casanova Teatro il cast comprende:
Sergio Rubini, Gian Marco Tognazzi, Francesco Montanari,
Roberto Ciufoli, Gianluca Gobbi, Giuseppe Manfridi.
Direzione artistica Luca Barbareschi
Scene Paolo Polli
Luci Iuraj Saleri
Costumi Silvia Bisconti
ATTO primo

Scena 1

Ristorante. John Williamson e Shelly Levene.

Levene  … John… John d’accordo. D’accordo. (Pausa)


Ragioniamo!
I nominativi per Glengarry tu li dai a Roma.
A  posto. Niente da dire. Mestiere ce l’ha. Carico è
carico. Regolare. Perfetto. L’unica cosa che io vorrei
cercare di farti capire è che così li sprechi… No…
No… Aspetta… Aspetta… Aspetta. Così li butti via i
nominativi… Insomma io non voglio insegnarti il tuo
mestiere John, ma così tu sprechi dei nominativi. Per
forza, tu mi dirai, ma nella classifica Roma… sì certo,
io capisco… Uno si fa una reputazione… ma tu e i capi
vi siete fatti il mito con Roma. Non c’è mica solo Roma.
Quello che sto cercando di farti capire… no, lasciami
finire… lasciami finire… quello che sto cercando di
farti capire… mettici un esperto per Glengarry, mettici
uno che li chiude al cinquanta invece che venticinque.
Williamson  Shelly, gli ultimi li hai bruciati.
Levene  No, John aspetta, facciamo un passo indietro.
Facciamo un passo indietro, allora, non li ho… No,
scusa, lasciami parlare… Scusa! Non li ho “bruciati”,
no che non li ho bruciati. Uno è andato male, uno
l’ho chiuso…
Williamson  No che non l’hai chiuso.

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