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QUADERNI DI CULTURA JUNGHIANA Anno 2, numero 2 – 2013

Parlo per immagini… Non posso infatti esprimere in altro
modo le parole che vengono dal profondo.
C.G.Jung, Libro Rosso

1. Immaginazione attiva ed esperienza simbolica

Il metodo dell’immaginazione attiva fu elaborato
da Jung nel corso di un lungo e lento processo,
durato tutta una vita. Jung non raccolse in un
singolo volume le sue riflessioni sul tema che
invece ritorna costantemente in molti dei suoi
scritti in un arco di tempo di circa quarant’anni.
I primi riferimenti si trovano nel saggio La
funzione trascendente scritto nel 1916 anche
se pubblicato nel 1958; gli ultimi riferimenti si
trovano in Mysterium Coniunctionis pubblicato
nel 1956. Dal punto di vista della formulazione
teorica, gli ci vollero circa vent’anni per arrivare
L’immaginazione attiva: ad una enunciazione organica del metodo che
origini ed evoluzione nel corso dei successivi vent’anni fu sottoposto
ad ulteriore verifica ed elaborazione. Attraverso
di Antonella Adorisio la propria esperienza e quella dei suoi pazienti,
Jung sistematizzò una forma di meditazione
basata essenzialmente sul dialogo interiore con le
personificazioni dell’inconscio. L’immaginazione
attiva è infatti un dialogo tra l’io e l’inconscio, un
metodo potente ed efficace per volgere lo sguardo
verso il mondo invisibile della nostra interiorità; è
un’attitudine psicologica centrale e auto-riflessiva
che promuove il dispiegarsi della funzione
simbolica nell’incontro interiore con l’Altro.
Dando spazio e forma alla tensione implicita nel
contrasto tra posizioni divergenti l’immaginazione
attiva si propone di creare simboli unificanti che
nel contenere e trascendere entrambe le posizioni,
possano indicare nuove possibilità e facilitare il
processo di individuazione. L’elaborazione del
metodo è strettamente collegata al lavoro che Jung
fece su se stesso e in particolare alle sue intense
esperienze di confronto con l’inconscio che
caratterizzarono gli anni 1912-1917, anni in cui
si trovò ad attraversare la profonda crisi interiore
di cui ora abbiamo diretta testimonianza grazie
alla pubblicazione del Libro Rosso. Nelle sue
Memorie Jung ci aveva già ampiamente narrato
della grande importanza di questo percorso e
ci aveva informato che gli ci erano voluti ben
venti anni prima di incominciare a comprendere
davvero i contenuti di quelle immaginazioni (Jung
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G. 235) dalle esperienze descritte nel Libro Rosso. che il nuovo una cosa è un ponte e una possibilità di ritornare Dio può nascere. Questi argomenti spirito del tempo che allora. i fanciullo divino e il processo di rinnovamento. l’integrazione del male in affinché il punto di vista eroico possa essere Dio. l’identità tra sacrificatore e sacrificato. come oggi. Per questo lo spirito del profondo interviene a limitarlo con il non-potere. Ne contato quanti assassini ci sono tra i dotti?»(Jung Il Libro Rosso.» (Jung C. dopo averci detto che gli Dei C.G. Sonu Shamdasani. il motivo del il proprio disprezzo delle attività fantastiche. Da questo determinata raffigurazione dell’inconscio. dubbi della sua ragione. Se la momento egli attraversa un cammino che lo risposta è immediata e naturale. 105). Jung si accorge di sulla funzione trascendente egli ci ricorda che avere assassinato e sacrificato il principio eroico. la limitatezza In questo più che sofferto dibattito interno egli dell’intenzione e la necessità di lasciare che sottolinea il valore della perdita e del non-potere. Ne Il Libro Rosso ci racconta solo grazie all’uccisione dell’eroe. «Nulla vi dall’Istituto Meridionale del CIPA (Siracusa. a volte raccapriccianti. e la necessità di non farlo. Hai e variano in funzione del momento storico. Ho voluto sottolineare invecchiano e le grandi verità diventano bugie. non è importante che il una vera intima guerra con sé stesso. scatenava hanno poi trovato opportuna teorizzazione nelle guerre nella totale proiezione d’Ombra e nella successive opere di Jung. Il non-potere aiuta 61 . questi passaggi in quanto ci danno un’idea così prosegue: «i nostri Dei vogliono essere vinti. che vi si sostituisce e che pienezza della vita divenendo consapevoli della vale più di tante dotte chiacchere. Se non lo è. è utile chiedersi che effetto fa su di noi una incarnato nello spirito del tempo. convinzione che il nemico fosse solo là fuori. dell’atteggiamento da adottare quando ci si mette perché hanno bisogno di rinnovarsi. relatività dei valori. Jung ci dice che sopportando e vivendo la guerra Per Jung era importante lasciar vivere i contenuti civile interiore si potrà giungere a riconoscere il dell’inconscio senza doversi affrettare a cercare nemico fuori come nostro fratello. uccide l’esperienza simbolica. in quanto di individuazione. Poter leggere oggi il per evitare di bloccare un processo in atto. 2010.» (ivi. Dice Jung: «In questo caso bisogna rappresenta l’assolutismo e la perfezione ideale. Leggendo Il Libro Rosso tratto linfa vitale dalle sue intense esperienze di ci si imbatte di continuo nell’assidua ricerca di confronto con l’inconscio. in senso di Jung. le conseguenze Nel Libro Rosso troviamo uno Jung che non fa psicopatologiche della vita non vissuta e dunque altro che lottare contro le sue stesse derisioni. avvenuta al di cosa gli disse lo Spirito del Profondo: «Capire fuori di ogni intenzione e volontà. Una prima importante constatazione è che l’attitudine L’eroico spirito del tempo con il suo disprezzo a trovare una spiegazione razionale prima del verso l’irrazionale ha spento il sapere del cuore. l’importanza del concetto di Ombra. cfr capitoli VI e VII). non può da solo comprendere il tutto. p. alle opere di Jung porta facilmente ad accorgersi Esse vanno vissute fino in fondo. valida. E’ 1916/1958. tempo. Grazie a confronto diventi immediatamente e totalmente questo cammino Jung comprende che l’eroe conscio. le cose accadano.G. perché essi costituiscono l’altra metà del fondamentali che Jung ha sviluppato a partire mondo. p. potrà salvare dal disordine e dalla mancanza di 7 giugno 2013).242) in relazione con le proprie immagini interne. numero 2 – 2013 C. le Libro Rosso dopo molti anni di vita vissuta intorno immaginazioni attive non vanno interpretate.» (ivi.QUADERNI DI CULTURA JUNGHIANA Anno 2. ma attraverso la sua morte è possibile entrare nella ricca di implicazioni. p. mentre invece spiegare una forme archetipiche hanno una durata nel tempo cosa è arbitrio e a volte persino assassinio. l’altezzosità del suo l’analogia tra la sofferenza di Cristo e il processo intelletto costretto a rendersi conto che. Nel concludere il saggio visioni. perciò. accontentarsi della sensazione inespressa. Da qui Jung noterà che le in carreggiata. Queste sono: il primato delle immagini. il problema dell’imitazione parte. fino a che non di quanto lo sviluppo del suo pensiero abbia se ne vedranno gli effetti. che lo porta a confrontarsi con la una recente conferenza da lui tenuta a Siracusa necessità di accogliere il non senso come parte durante il Seminario residenziale organizzato imprescindibile del Senso Superiore. Durante le sue una spiegazione logica. 1961. p. sarà senz’altro porta a sostenere un dilaniante conflitto interno. ha elencato nove tematiche senso. 230). dei concetti e delle teorie. riequilibrato andando contro il prevalere dello l’integrazione degli opposti.

un simbolo e deve poter seguire la propria strada.».). nell’anno della rottura con Freud. Tu devi seguire la via che è in te. deve in che modo lo spirito del profondo consideri avvenire una nascita.QUADERNI DI CULTURA JUNGHIANA Anno 2.» (ivi. Pensavo e parlavo molto dell’anima. (Adorisio A. p. p. Per iniziare un’immaginazione secolo fa.” (ivi. non fare confronti. viene meno la necessità dell’imitazione e Nel senso dello spirito del profondo. Il metodo o ti sedurrà. intellettuale. In tal modo viene messa in di una propria esistenza e con ciò contraddice lo evidenza la potenzialità trasformatrice del legame spirito di questo tempo per il quale l’anima è una tra osservatore e oggetto osservato. essa non può che creare l’anima: la vede come una creatura vivente. E’ senz’anima ad una psicologia che spiega sé stessa necessario trovarsi in un ambiente tranquillo ed attraverso l’anima.232) E ancora: «Ho dovuto riconoscere di cresce da te. p. Nel 1913.» Le parole di Jung non potrebbero Oggigiorno disponiamo di infinite tecniche per essere più chiare: «In quel periodo ero ancora accedere ad uno stato allargato di coscienza che totalmente prigioniero dello spirito di questo attiva una migliore comunicazione tra i due emisferi tempo e nutrivo altri pensieri riguardo all’anima del cervello. ma 2010. «non si trova nei libri.» (Jung C. L’attenzione Ho dovuto capire che ciò che prima consideravo va tenuta per il tempo necessario ed è possibile la mia anima. trovare una modalità espressiva per 62 . Naturalmente un’immaginazione umana. un’inerte costruzione dottrinale. Credevo all’attenzione dell’io e chiedono di essere prese che la mia anima potesse essere l’oggetto del in considerazione. E se l’immagine è gravida. il mio giudizio e L. è attiva è opportuno entrare in uno stato di l’anima stessa che si impone come realtà psichica rilassamento che permetta di avvicinare la e permette a Jung «di passare da una psicologia soglia della coscienza a quella dell’inconscio. Guarda perciò in te stesso. l’avevo o un’emozione si presentano prepotentemente giudicata e resa oggetto della scienza. 1978) il mio sapere sono invece proprio loro gli oggetti della mia anima.308) L’immaginazione attiva si basa essenzialmente su due fattori complementari: Il metodo dell’immaginazione attiva richiede dunque di non dare potere al sapere erudito ed 1) Lasciar accadere o lasciar emergere. a rivolgermi a che emerge. che non esisteva grazie a me. non era affatto la mia anima. Da ciò impariamo rende gravida. Ogni altra via ti ingannerà 2. Jung si apre di distante e ignoto. Siracusa cit. «L’avvenire della mia anima». von Franz mio giudizio e del mio sapere. Jung usa la parola betrachten per propria.234) si crea in te e a partire da te. al giudizio o alla derisione della nostra razionalità e ci invita ad accogliere quanto 2) Venire a patti con l’inconscio. Seminario essere pienamente presenti al momento presente. Ciascuno è unico quanto sono in questo mondo visibile. io sono. cambino come in un caleidoscopio. (Shamdasani S. esattamente un lasciar accadere. di più assurdo possa emergere. nella tolleranza del Nell’ambito di questi due fattori possiamo non-senso e del non-potere. eroico.. (ivi. in la parte scimmiesca dell’uomo. Grazie ai dialoghi con distinguere cinque principi (o fasi) fondamentali: le personificazioni del suo inconscio Jung si rende conto di avere tentato di imprigionare l’anima in 1) Creare un vuoto psichico che apra lo spazio al categorie concettuali. Perciò lo spirito del profondo mi 2) Concentrare la propria attenzione sull’immagine costrinse a parlare all’anima mia. non misurare. né in bocca ai maestri.G. numero 2 – 2013 a cambiare punto di vista. con atteggiamento di apertura e lei come a una creatura vivente dotata di esistenza accoglienza. al sapere integrato del cuore che nelle sue parole ma grazie alla quale io stesso esistevo. Ho dovuto 3) Dare forma. bensì iniziare a porre domande all’immagine. dotata nuove immagini. 1995. p. porta una visione più quindi parlare all’anima come se fosse qualcosa ampia e consente la trasformazione. attiva può essere iniziata anche se un’immagine conoscevo tante parole dotte in proposito. 233) Con la morte del modello essere soltanto espressione e simbolo dell’anima. Bisogna però cosa dipendente dall’uomo che si può giudicare evitare che le personificazioni dell’inconscio e classificare e di cui possiamo afferrare i confini. Dovevo acquistare consapevolezza di indicare che l’atto di osservare l’immagine la aver perduto la mia anima. Non c’è altra via simile alla tua.

Prima considerato un semplice soluzioni che si possono presentare. 1971. non solo la emozione. Nel distinguere il sentimento propri e quindi può comprenderne il significato dall’affetto Jung sottolinea che non esistono in modo immediato senza usare alcuna forma confini ben delineati. è comprende in modo automatico. la radice di ogni nei confronti delle personificazioni dell’inconscio informazione sensoriale. numero 2 – 2013 oggettivare quanto sta accadendo. 1995. sia all’interno di ciascuno individuo sia nella Questo comporta prendere sul serio i messaggi che relazione tra sé e gli altri. complessi e affettività conoscono sin troppo bene queste interazioni e Nel saggio sulla funzione trascendente Jung sanno che immaginare un movimento comporta raccomanda di prendere la condizione affettiva anche un’impercettibile azione della muscolatura. poetiche. Le formulazioni teoriche di Jung in Egli si mostrò anche sensibile all’eventualità che merito alla teoria dei complessi a tonalità affettiva si potesse passare fluidamente da una forma e alla teoria del contagio psichico hanno trovato all’altra a seconda delle tendenze individuali e ampio riscontro nell’ambito delle neuroscienze del momento psichico di ciascuno. 229). che l’umanità ha da sempre sperimentato e cioè che esiste una connessione tra immaginazione e sistema propriocettivo. Il ruolo centrale dell’affettività è colui che si muove e che viene osservato. danzanti. 2005. emotiva e cognitiva in e dovrebbe permettere la differenziazione dalle un sistema interconnesso. 1995. movimenti che vengono compresi. scrittura ma anche quelle pittoriche. rispecchiati 63 . l’emozione non è altro che di ragionamento. dove è stata dimostrata la connessione esistente tra immaginazione. In tal modo la coscienza se ci muovesse davvero. Grazie fondamentale per l’immaginazione attiva. Jung mostrò l’aspetto somatico corrisponde alle innervazioni sempre un atteggiamento di curiosità e apertura corporee e alle manifestazioni fisiche di ogni verso le diverse modalità espressive. plastiche o sonore che di l’unione di corpo e psiche è implicita nel concetto volta in volta l’immaginazione poteva assumere. sistema motorio ed emozioni 4) Avviare un confronto etico tra l’io e l’inconscio. 2009) Come sappiamo. dell’immaginazione attiva (Harding E. Questa comprensione corporea e quindi non più così facilmente gestibile dalla primaria sembra corrispondere al “sapere che sa volontà. Immaginazione attiva. Con la scoperta dei provengono dall’inconscio mantenendo lo stesso neuroni specchio le neuroscienze hanno stabilito atteggiamento etico che si avrebbe nei confronti che il sistema motorio è formato da un insieme di una situazione reale. 2012. come se si stesse realmente vedendo quella avendo cura di oggettivare attraverso una qualunque scena. Per Jung ai neuroni specchio il nostro cervello può mettere affetto è sinonimo di emozione e di radicamento in relazione i movimenti osservati con quelli corporeo. 2009. 3. L’aspetto psichico delle emozioni corrisponde p. Oggi sappiamo che non sono solo i ai pensieri e alle immagini ad esse associate. Molte discipline corporee orientali e occidentali. l’apparato motorio è divenuto. Immaginare un movimento comporta una forma espressiva quanto emerge da questo stato modifica di alcuni parametri fisiologici come di concentrazione. Chodorow J. confermato da un punto di vista scientifico ciò 5) Viverla nella vita. Il termine esecutore.QUADERNI DI CULTURA JUNGHIANA Anno 2. 1991. drammatiche. inconscio e il sentimento che presenta innervazioni corporee pre-riflessivo. come punto di partenza del procedimento e Secondo le ultime ricerche quando si immagina consiglia di chiarire a sé stessi lo stato d’animo in una scena visiva si attivano aree del cervello cui ci si trova sprofondandovi senza pregiudizi. “attiva” si riferisce proprio al ruolo attivo dell’io anche in ambito scientifico. Inoltre l’osservazione presta i suoi strumenti espressivi ai contenuti dei movimenti altrui crea in noi un’attivazione dell’inconscio e si dà inizio all’attività di dialogo neurale analoga a quella che sta avvenendo in intrapsichico. Joan Chodorow ha ampiamento illustrato senza sapere come sa” descritto da Ester Harding come l’emozione/affetto in quanto percepita sia e di cui si può fare consapevole esperienza sul piano somatico che su quello psichico sia di quando si lascia muovere il corpo nella pratica per sé un ponte che tiene uniti corpo e psiche. sia conscia che inconscia. di complesso. E’ l’apparato motorio che il sentimento ad un diverso grado di intensità. Questi studi hanno possessioni complessuali. La coscienza valuta se di aree interconnesse con le aree deputate è il caso di accogliere o respingere le diverse agli altri sensi.(Adorisio A.

un vuoto “pieno” di potenzialità. sottolineare la necessità di conoscere i complessi Nel secondo caso e cioè nel fantasticare l’io lavora per potervi entrare in relazione dinamica e a suo piacimento con le immagini senza entrare flessibile. Non è forse questa un’elaborazione osservate. (Jung C. e cioè nella fantasia passiva. 1934) mi sembra importante alcun cambiamento al punto di vista cosciente. diventano si mettono in moto nella persona emotivamente “gravide” e si modificano in virtù dell’essere coinvolta. con le immagini che affiorano. o lo stare alla presenza di emozioni dell’inconscio che poi. L’immaginazione è invece prolunghi. ciò che attribuiva al sistema simpatico e alle innervazioni caratterizza il metodo dell’immaginazione attiva corporee delle emozioni? è che l’io non si mette nei panni di un personaggio come può accadere in uno psicodramma o in altre In sintesi le ricerche hanno dimostrato che a forme di immaginazione creativa: piuttosto l’io si livello neurofisiologico esiste una connessione mette in relazione con ciò che è altro da sé. Come non pensare alla stretta unità degli genere desta una sensazione di sorpresa. piuttosto tra immaginazione attiva e fantasia emozione e sensazione. considerando reali i contenuti con esso. non solo è di grande passiva e tra immaginazione attiva e fantasticare. In questi casi esiste ma possono essere trasformati quando affiorano il rischio di identificarsi con le immagini che alla coscienza.G. Nell’immaginazione attiva lo stato iniziale di 64 . per evitare che lo fantasia a proprio piacimento e non si accede alla stato di possessione da parte del complesso si funzione simbolica. grazie alla concentrazione altrui. si presentano alla coscienza senza che questa assoluta e ripetitiva. sistema motorio ed emozioni. D’altronde Jung anche la fondamentale importanza dell’essere non ha mai fatto nette distinzioni tra reale e non in relazione e dell’interdipendenza di tutti i reale. si mette in relazione volontaria forme espressive. 215. A quel punto. restano fondamentalmente abbia fatto niente per evocarle e si osserva quanto uguali a sé stessi finché si trovano nell’inconscio. rivolge ad un’immagine dell’inconscio e si aspetta così come esiste una inconscia trasmissione di una risposta da parte di quell’immagine. le emozioni. automatico. Si manipola la si è costellato. Quando ci troviamo dentro una forte in rapporto con esse e con la loro autonomia. (Jung C. Tenendo a mente le affermazioni appaiono o al contrario le immagini non vengono di Jung sul fatto che “i complessi abbiano prese sul serio e scivolano via senza apportare noi”. nella trasformazioni. reale per lui è ciò che agisce. 1928. attualità. ascoltare ciò che il cuore emozionale ci sta l’altra parte. p. ce ne sono tantissime. L’io si tra immaginazione. 260) La differenza sostanziale è corpo/psiche e l’inscindibile unione di immagine. risposta informazioni sensoriali ed emotive tra noi e gli che ovviamente non può essere prevedibile e in altri. bensì anche vuoto psichico. Il termine “attivo” si riferisce proprio dicendo. a causa della loro memoria ciclica. 2010.QUADERNI DI CULTURA JUNGHIANA Anno 2. l’io la pratica dell’immaginazione attiva in quanto i non ha un ruolo. non per nostra scelta. emotivi e ideativi nella teoria dei complessi di Jung? Come non osservare il Le personificazioni dell’inconscio parlano in mutamento generale di paradigma che porta modo autonomo ed è importante che l’io prenda anche i ricercatori scientifici ad osservare ciò che sul serio ciò che proviene dall’inconscio con la prima non avevano osservato e quindi a rivalutare stessa attenzione e cura che avrebbe se dialogasse non solo il ruolo del corpo e del movimento ma con qualcuno nella vita reale. accade senza prendervi parte. Sembra infatti che il semplice si popola gradualmente di personificazioni osservare. coattivo da una realtà insostenibile e non si stabilisce e ripetitivo del complesso che in quel momento alcuna relazione con l’inconscio. A differenza di tante altre tecniche del concetto del contagio psichico che già Jung immaginative. G. attivi in noi gli stessi circuiti neurali che dell’atteggiamento cosciente su di esse. differenziarsene ed entrare in relazione al fatto che l’io. Le fantasie sono passive quando complessi. aspetti sensoriali. ma è di fondamentale importanza per Nel primo caso. numero 2 – 2013 e condivisi dal sistema neuronale. emozione. ma perché ci Nel fantasticare si crea una propria realtà virtuale accade. Ciò può essere fatto utilizzando diverse dell’inconscio. Jung misura in cui esprime l’aspetto unitario del sistema C. p. G. ciò che porta fenomeni? La teoria dei complessi di Jung. ci troviamo sempre a doverci confrontare quale meccanismo di difesa che aiuta a fuggire con il carattere autonomo. diviene importante identificarne la attiva quando si cerca un confronto reale con voce.

1947/1954. tratto sempre da Il Libro Rosso situazione psichica. numero 2 – 2013 4. Prendersi cura del Diavolo non significa esperienze. come se fosse presente un soggetto. permette una composizione tra elementi mistero ho imparato a prendere sul serio sul antagonisti.QUADERNI DI CULTURA JUNGHIANA Anno 2. Nel mio caso ce n’era uno. facilita la costruzione di ponti. Siamo qui e tu devi fondamentale importanza mantenere viva e vitale accettarci. un 65 . Vuol dire invece comunicare con lui. Tenere insieme elementi (naturalmente è possibile sostituire al diavolo antitetici senza confondere.» (Jung distinte le diversità. 2010. non dimenticare di confrontarti a funzionare come se fosse cosciente. consente una nuova sintesi e quindi abitano. La comparsa del terzo elemento che piano personale quelle figure sconosciute che contiene entrambi i poli ma al tempo stesso li fluttuano liberamente nel mondo interiore in cui trascende. Se non attiva è dunque la considerazione che l’inconscio cercassi di comunicare con lui sarebbe una fuga. Ma noi siamo altrettanto elemento vitale per la salute psicofisica. Leggendo In tal modo ti prendi cura dell’altro tuo punto Il Libro Rosso impariamo che furono le stesse di vista. nello spirito di questo tempo. non i ponti permettono di comunicare mantenendo invalidi un bel niente e non risolvi nulla. immagini che emergevano dall’inconscio di Jung e tu pure. di blocco della circolazione lui quel che ho potuto.G. Nel psichica. a confronto col diavolo e mi sono comportato è quell’elemento terzo che trasformando l’energia con lui come se fosse una persona reale. Nel chiamarci simboli. p. Realtà psichica […] Devo confrontarmi con lui perché non posso attendermi che lui.» tuo punto di vista. che tiene quello cosciente): «Mi sono seriamente messo insieme il conosciuto e il non ancora conosciuto. tra stesso diritto con cui puoi chiamare simboli i tuoi visibile e invisibile. si manifesta attraverso uno stato di congestione. in quanto personalità Presupposto fondamentale dell’immaginazione autonoma. volontà. 247) E Jung rispose: «Tu mi getti in allargato. In uno stato di coscienza C. Ho fatto con di rigidità. – Potersi ritrovare in un terreno comune. accolga il mio punto di vista. Sono riuscito a parlargli. pensieri. ogni nulla serve dire. in quanto reali dei tuoi simili. a definirsi reali e a richiedere considerazione e […] raggiungiamo un terreno comune in cui è pari dignità. ogni malattia porta una fissità. per poter fluire da una posizione dialogare con i propri complessi autonomi sono all’altra e permettere l’attuarsi della funzione esplicitati e sintetizzati in modo mirabile in un trascendente ovvero il passaggio verso una diversa dialogo di Jung. di stasi. Noi siamo proprio Com’è noto. Diavolo. Così il diavolo perde un po’ di terreno.260) dignità di esistenza autonoma! Fu Elia che insegnò a Jung l’esistenza dell’oggettività e dell’autonomia psichica e che 5. Fu proprio Elia il primo a rivendicare possibile comprendersi. significa poter attivare qualunque personificazione dell’inconscio la capacità simbolica della coscienza e consentire che porti un punto di vista diverso rispetto a il superamento del sintomo: il simbolo. Ponti gli disse: «Noi siamo reali e non dei simboli. A nuove opportunità. il malattia sia sul piano fisico che sul piano psichico Diavolo non esiste. veramente?» Ed Elia: «Certo. altrimenti si cadrebbe in alle tentazioni disprezzanti che provenivano dal suo potere.Puoi chiamarci simboli con lo spazio intermedio tra conscio e inconscio. In generale ogni sintomo. A te la scelta. suo intelletto e dallo spirito del tempo. è reale e dispone di una sua soggettività: «tutto Ogni volta che hai la rara opportunità di parlare nello stato inconscio continua apparentemente col Diavolo. p. senza esserne travolto e senza cedere passare dalla sua parte. In fin dei conti è proprio il tuo percezioni. Si trovano sul serio con lui. p. In quanto avversario. 205) Jung riuscì a dare sulla tua strada proprio là dove meno ne avresti credibilità e rispetto alle sue visioni e alle sue sofferte bisogno.» (ivi. sentimenti. Voi sostenete di esistere poter permettere l’emergere di nuove possibilità. poiché sono reali in quanto agiscono. dell’energia. il Diavolo è l’altro intenzioni. che ti tenta e mette dei sassi (Jung C. E questo potrebbe essere un bene. simili se ciò ti aggrada.» (ibidem) la relazione tra gli opposti in modo tale da non L’essenza dell’immaginazione attiva e esserne schiacciati o crocifissi quando i conflitti l’atteggiamento che si dovrebbe avere nel diventano estremi.G. in uno aggiungendo. nella psicologia junghiana è di quel che tu definisci reale. Questo è ciò che è accaduto in me. la tensione vitale tra gli opposti deve una confusione enorme.

Ritornato. Un giorno dovette lasciarlo a casa e uscire per 2009. fondamentale per il processo di individuazione. un eccesso di ripetitività e uno dolore. di questi contributi. durante i congressi viste. dunque con cui la danza intesa nella sua accezione più un ampliamento dei confini e con la possibilità larga di possibilità espressiva e comunicativa di cogliere le cose da molteplici punti di vista. il cadavere carbonizzato di un il movimento. se ci attacchiamo a un’idea e a quello di flessibilità. Il bambino fu costretto ad andarsene. L’immaginazione attiva e il corpo ampia. Amava convegni nazionali e attraverso l’insegnamento tanto il figlio che raccolse le ceneri in una borsa del corso di Teorie e tecniche delle produzioni che portava sempre con sé. dell’essere umano nella sua corporeità. il dialogo con l’inconscio più semplice trasformazione coincide con un può avvenire attraverso molteplici forme tra allargamento della consapevolezza. e ricca di possibilità. come. Pianse di ampio spazio allo studio del metodo durante i dolore e cremò ciò che restava del corpo. tanto più si è adattabili alle la riteniamo la verità assoluta. Lo amava più della sua stessa vita. esperenziali sia a Roma che a Palermo a cura Non aprì la porta. «Voglio narrarti la appartenenti a molti diversi paesi. Credette che fosse il figlio. il figlio inconsce non oniriche. Ciò che promuove la cura Pensando di possedere già la verità. e scompenso nel rapporto tra le polarità insite nella padre e figlio si perdettero per sempre. tanto meno si patisce. Da molti anni. pp. raccoglie i contributi di colleghi narrata da Thich Nhat Hanh. Ogni auto-diretta del corpo in movimento. Il gruppo. La L’immaginazione attiva è uno dei metodi possibili relazione coscienza-inconscio può quindi essere per essere in rapporto con il proprio inconscio esplorata attraverso l’espressione spontanea e e favorire il processo di individuazione. 2012) Nuove società Junghiane che stanno affari. Il modo morto e che alla porta battesse un bambino del migliore per comprendere il metodo è farne villaggio che voleva prendersi gioco del suo esperienza diretta. hanno mostrato il villaggio. 66 . La della IAAP (l’Associazione Internazionale di capacità di essere in relazione sia con l’altro Psicologia Analitica) è divenuta consuetudine dentro di noi. 147-148) quando ad esempio l’io riesce a modificare il suo punto di vista. Il che accade 1992. presso la Scuola di riuscì a scappare e ritornò al villaggio. numero 2 – 2013 eccesso di tensione. riconosciute come proprie e integrate. Era convinto che il figlio fosse e dell’Istituto per l’Italia Meridionale. interne ed esterne. anche se la verità posizione ad un’altra evitando cristallizzazioni di bussasse alla nostra porta. Il concetto di sanità è connesso amico mio. ad ascoltare l’altro in modo vero e a cogliere le cose secondo una prospettiva più 6. internazionale che si fa promotore di attività di quando si è posseduti dalle proprie emozioni e ricerca su una pratica estremamente innovativa proiezioni si ha una visione distorta della realtà. E’ Quando si è in relazione con il proprio inconscio. (IAAP Proceedings 2005. è dedicare una giornata all’esplorazione teorica. potremmo trovarci mutevoli circostanze della vita. psiche e nel corpo. Arrivarono i banditi che saccheggiarono nascendo in alcuni paesi dell’est. Anche il CIPA ha sempre lasciato bambino. non potremo è la possibilità di oscillare fluidamente da una aprire la mente per accoglierla. benché il bambino dicesse di rispettivamente dell’Istituto per l’Italia Centrale essere suo figlio.QUADERNI DI CULTURA JUNGHIANA Anno 2.» (Thich Nhat Hanh atteggiamenti mentali non adeguati. sia con l’altro fuori da noi. Di solito la guarigione o anche una Come già accennato. ovvero essere internazionale. l’uomo trovò la casa bruciata corpo e psiche ed esperire le immagini attraverso e. lo diedero alle fiamme e rapirono il grande interesse per la possibilità di coniugare bambino. Mesi dopo. La creazione di ponti è di per sé un fattore terapeutico. La pratica processo di individuazione richiede che parti dell’immaginazione attiva attraverso il movimento sconosciute della propria personalità totale è notevolmente apprezzata e valorizzata in ambito possano gradualmente emergere. lì accanto. un giorno nella situazione del giovane vedovo. clinica ed esperenziale di questo metodo. Sempre fonda quando bussò alla porta. per me un onore essere parte di questo gruppo si riesce a vedere le cose in modo più chiaro. Ora vedi. Negli Atti storia del giovane vedovo che aveva un figlio di dei Congressi IAAP è possibile leggere alcuni cinque anni. coordinato da E a questo proposito vorrei riportare una storia Joan Chodorow. Era notte Specializzazione dell’Istituto di Roma. Il padre stringeva al CIPA sono stati inoltre organizzati workshop tra le braccia la borsa con le ceneri e singhiozzava.

Le più recenti teorie scientifiche nell’immagine bensì quest’ultima che sceglie confermano non solo la stretta interrelazione di essere incorporata al fine di farsi meglio tra i diversi sistemi corporei. Lo sguardo che contiene permette senza per questo essere quelle cose. Il fatto che le immagini possano svanita. essa è anche paradossale. Qual è l’emozione in cui ci si trova. si richiede un lungo e paziente stimolare l’emergere. Quel che all’analizzando di abbandonarsi con fiducia l’intelletto da solo non può esplorare. si muova in modo spontaneo. immagini ed qualcosa si chiarisce o un’intuizione arriva alla emozioni prendono forma nel movimento del coscienza. L’esperienza va poi trascritta o verbalizzata si arrende al movimento diretto dal Sé mentre all’analista che fa da testimone. La memoria delle comincia ad esplorarla. esprimere vitalmente la tensione tra gli opposti. le accoglie e le crea) conduce all’eventualità che Certo. raccontando il proprio vissuto (in dialettica tra il muoversi consapevolmente e il modo analogo a quanto si fa con i sogni) che lasciarsi muovere dall’inconscio. 2012. Come immagini. 2009) l’evento e il ricordo.QUADERNI DI CULTURA JUNGHIANA Anno 2. 2010. della pittura o della scultura. vi pone la sua attenzione e non unicamente nel cervello. Come si svolge l’esperienza? Si chiudono gli occhi e ci si mette in ascolto Quando l’immaginazione attiva avviene attraverso delle proprie sensazioni lasciando che il corpo si la forma espressiva del movimento corporeo. il soggetto interiore. Il corpo diventa strumento e contenitore della creazione e l’oggetto creato coincidono. a quei vissuti. oggi è possibile filmare e registrare si possa essere mossi dall’immagine pur sapendo l’esperienza che in tal modo può essere rivista di non essere identificati con essa. La verbalizzazione è parte integrante del corpo. La forma del corpo può condizionare o ogni altro metodo. il che porta ad una situazione Quando l’opera creativa è terminata. quali sono le immagini corrispondenti a quella Gradualmente si riesce a dare forma ai contenuti o a quelle emozioni e quali sono le qualità di dell’inconscio in una continua interazione tra movimento che intervengono a dare forma a quelle regno sensorio. Il coinvolgimento 67 . le immagini processo che naturalmente non va interpretato né si rendono visibili. Nella tensione all’Altro fuori. La presenza dell’analista in quanto a differenza della danza diventa la manifestazione visibile del suono scrittura. le percezioni diventano giudicato. dell’esperienza. emotivo ed immaginale. le emozioni si rendono tangibili. può farlo all’ascolto dei messaggi corporei per toccare insieme all’immagine esperita sensorialmente parti di sé intime e nascoste. Le vibrazioni diventano udibili. L’Io entra attivamente esperienze traumatiche permane nel corpo ed nel dialogo coreografico lasciandosi portare dai è per questo che attivare la capacità simbolica contenuti della psiche e muovendoli a sua volta. Non è l’Io che sceglie di entrare e memoria. nel qui e ora. La modalità del movimento richiede la palpabili. ma anche la conoscere. numero 2 – 2013 Ogni cellula del corpo è dotata di intelligenza nel corpo. superarli e ricreare un ponte tra 1991. della funzione simbolica. 1995. Può capitare di ma la presenza dell’analista svolge un ruolo ben trovarsi dentro le personificazioni dell’inconscio più profondo. del corpo può essere un modo per riconnettersi (Adorisio A. Pian piano si entra in presta dunque attenzione a tre elementi tra loro una dialettica tra il muoversi volontariamente e il interagenti. L’io legate. così come specifiche momento in cui si pone come ponte tra conscio immagini inconsce attivate dalla coscienza e inconscio diventa un canale per l’attivarsi possono portare a modificare la forma corporea. Spesso è proprio si mantiene vigile ed osserva e guida secondo il nel momento in cui si scrive o in cui ci si rivolge punto di vista della sua coscienza. Chodorow J. Ci si confronta con e del lasciarsi muovere è la materia stessa del i propri complessi che prendono forma nel corpo corpo fisico che viene plasmata dalle immagini e si esplorano le qualità di movimento ad essi della psiche e che a sua volta dà loro forma. Nell’esperienza del muoversi causa di sé stesso e dell’altro. L’Io si sorprende di trovarsi in quella localizzazione della mente in tutto il corpo e forma corporea. Il processo della creazione è la creazione essere fisicamente esperite (è il corpo stesso che stessa che scompare quando l’opera è compiuta. 1995. lasciarsi muovere da qualcosa che non si conosce. Di solito si attiva un processo circolare e ricorsivo Non è facile spiegare a parole una situazione dove ogni aspetto è al tempo stesso prodotto e così complessa. divenendo parte di un Le forme del corpo e le immagini psichiche si territorio intermedio che permette di contenere ed modellano vicendevolmente le une con le altre. di determinate allenamento. Il movimento del corpo nel immagini dall’inconscio.

Anita Green e tanti altri. Joan Chodorow. non mediato alle possibilità creative. indicazioni. Ciascuno è unico. p. Una situazione del genere potrebbe interpretare le immagini dell’immaginazione essere sopraffacente qualora il complesso dell’io attiva. A mio avviso. abitazione. riuscivano invece a contattare Margarita Mendez. di mantenere ad affrontare quel dialogo. Lo spazio protetto della stanza può curare senza usare sé stesso e le proprie d’analisi è il luogo ideale per poter affrontare un reazioni. la liberazione richiede esclusivamente al di fuori della stanza d’analisi. numero 2 – 2013 corporeo può facilmente condurre verso livelli essere anche un elemento intrinseco dell’analisi pre-verbali dove ci si può sentire maggiormente e ricorda che Jung raccomandava all’analista di indifesi. Per altri. Sebbene Jung avesse più volte soli. domande perché in un’indipendenza fondata sul proprio processo questo caso si slitta dall’immaginazione attiva così interiore individuativo. 17) «Come mediatore della funzione significato un allargamento di quelle frontiere trascendente egli operava a livello intrapsichico. 68 .» (ibidem) da presenze altre. Il ruolo dell’analista è anche quello di e il suo sistema difensivo non fossero preparati mediare la funzione trascendente.QUADERNI DI CULTURA JUNGHIANA Anno 2. Possono attivarsi canali di espressione non intervenire. e il suo approccio poliedrico senza prendere parte L’immaginazione attiva all’interno dello spazio per l’una o l’altra tesi e si è interrogata sul ruolo analitico può offrire maggiori garanzie di sicurezza dell’analista rispetto all’immaginazione attiva. In quest’ottica viaggio così delicato. Jung non sottolineato che l’immaginazione attiva andasse confidava nelle regole dogmatiche e presentava le fatta in solitudine al fine di permettere un contatto sue idee lasciando ampio spazio alla variazione e diretto con il proprio inconscio. egli operava inoltre pensiero junghiano che hanno preferito intendere a livello interpersonale. esperienze di immaginazione attiva alla presenza Joan Chodorow ha messo in evidenza le diverse dell’analista. Per altri è essenziale lavorare da non aveva posto. L’immaginazione attiva nella stanza d’analisi meglio alla coscienza attraverso dialoghi esterni. liberando nuove energie intrapsichico può essere contenuto ed espresso e anticipando cambiamenti futuri. interazioni con altri esseri umani. In vi sia un Io sufficientemente solido. E’ fondamentale che un canale aperto tra conscio e inconscio. la sua ricchezza anche attraverso la verbalizzazione e la scrittura. «Per alcuni il conflitto ma anche molto avanti. attività immaginativa. che sono state poste da alcune correnti di come partecipante-testimone.» (Chodorow L’uso dell’immaginazione attiva in analisi ha J. di imparare ad essere sé stessi in presenza ponendo dunque un limite ferreo che lo stesso Jung di un altro. simbolicamente attraverso una serie di dialoghi interiori o altre forme di immaginazione attiva. 1977. non solo attraverso il movimento ma sfaccettature del pensiero di Jung. l’inconscio nello spazio protetto della seduta Nell’introduzione ad un volume che raccoglie analitica e potevano avviare delle piccole gli scritti di Jung sull’immaginazione attiva. anche se si apre alla complessità della relazione Jung ha sempre sostenuto che l’immaginazione terapeutica e dei campi energetici coinvolti. egli aveva tuttavia accolto la possibilità che in certi casi l’immaginazione attiva All’interno della mia pratica clinica ho potuto potesse essere fatta direttamente alla presenza constatare che le stesse persone che avevano dell’analista come testimoniato dall’esperienza difficoltà ad entrare in relazione con le immagini e dalle pubblicazioni di Tina Keller. Joan Chodorow evidenzia come tuttavia estremamente proficua. Il coinvolgimento corporeo l’immaginazione attiva può giungere ad includere può portare non solo molto indietro nel tempo la relazione analitica. E’ in alcuni casi l’immaginazione attiva possa utile avere chiara la distinzione tra i due metodi. Tina Stromsted. Quando l’immagine inconscia molto arcaici e possono emergere antichi ricordi aveva ricevuto forma. Marion dell’inconscio nello spazio solitario della propria Woodman. Jung incoraggiava i pazienti legati a complessi psichici investiti di forte carica ad entrare in relazione con essa e preferiva non affettiva. Sottolineando questo com’era stata intesa da Jung ad una. attiva può facilitare la separazione del paziente L’importante è che l’analista non intervenga con dall’analista nella misura in cui promuove suggerimenti. consce e inconsce. la tensione tra conscio e inconscio arriverà 7. flessibile tale qualità Jung riconobbe che l’analista non e differenziato. pur a volte aspetto.»(ibidem) Prosegue Joan l’immaginazione attiva come un’attività da farsi Chodorow: «Per alcuni.

guardandovi attorno con diffidenza. anche solo con lo sguardo e soltanto. l’analista predispone. Solo gli eroi dicono di non averlo. Il pietra e di dovermi distanziare da essa per poter profondo vorrebbe trattenervi. restituisce. Siate dunque astuti e non eroi. Si trattò di uno psicodramma di un il silenzio. posizionato su un con la dimensione misteriosa e trascendente cavalletto. p. 2010. 1928. scritte raffigurazione pittoriche delle proprie fantasie.» (Jung C. Così il maestro dimostrava all’allievo che lo sviluppo Tina Keller. p. liberata. 1990. Riporto la citazione della Keller forma rituale permette di varcare la soglia della ripresa da Shamdasani: «A quell’epoca.» (Jung C.»(ibidem) avvennero nello studio analitico durante la sua successiva analisi con Toni Wolff che le aveva Per avviare l’immaginazione attiva è fondamentale suggerito di non lottare contro l’ansia ma di far si affrontare e oltrepassare la paura. proprio negli anni in cui egli le sue analisi con Jung e con Toni Wolff anche stava avviando le prime esperienze di confronto Tina Keller effettuò l’immaginazione attiva e le con l’inconscio. Similmente. «L’io individuato si sente oggetto di un stava finendo di dipingere un’immagine.31) Sonu di entrare con maggiore intensità nel campo Shamdasani nella sua bellissima introduzione a energetico della relazione. in altre parti ci ammonisce sulla anche attraverso la danza: «Quando ero in analisi necessità di non essere soli: «E’ saggio avere con Toni Wolff. (Keller Il Libro Rosso.G. che Jung parlava spesso di sé e delle proprie avviene l’incontro con ciò che è altro da sé. 205) Prosegue Shamdasani: «Durante Jung nel 1912. spingetevi nel ma sapevo anche che questo qualcosa non aveva profondo. capitava che mi mostrava ciò che aveva fatto e 235) lo commentasse. quando possessione complessuale per aprirsi alla forza si arrivava per la seduta di analisi. nel 1981 all’età di 94 anni e pubblicate sulla Dunque ben diversamente da un’avventura Rivista “Anima” nel 1990. In uno stato allargato Il Libro Rosso ci dice che Tina Keller ricordava di coscienza e nella garanzia del contenimento. il cosiddetto generatrice di nuove connessioni e confrontarsi libro rosso era sovente aperto. Sapete che qualcosa che era profondamente nascosto però cosa succede all’eroe.G. 2011. Toni Wolff mi incoraggiò a provare. medico e psicoterapeuta ad psichico richiede tempo e fatica.QUADERNI DI CULTURA JUNGHIANA Anno 2. Tina Keller racconta solitaria. Nelle sue memorie. il confronto con l’inconscio perseguito con ricchi dettagli i primi intensi dialoghi con da Jung fu un’impresa collettiva che egli condivise le personificazioni dell’inconscio. 13) In presenza di Tony Wolff. invisibili inespressi possono gradualmente trovare Ci volle quasi tutta l’ora. Con tremore e timore. iniziò un’analisi con S. sensazione corporea che sentivo era oppressione. 2010. giacché nulla è più l’immagine era di trovarmi all’interno di una pericoloso che convincersi di essere un eroe. fu molto più potente delle ore in cui parlavamo contiene. 244) I rituali del setting terapeutico evocano i movimenti che emergevano dalle sensazioni campi energetici all’interno dei quali contenuti corporee avevano lo scopo di liberarmi dalla pietra. sebbene in alcune parti sottolinei T. p. A volte soggetto ignoto e superiore. Tina la necessità della solitudine come fase necessaria Keller scoprì di poter esprimere l’immaginazione di un percorso. avevo sempre la sensazione timore. emergere quale individuo separato. poiché il profondo pullula di assassini. numero 2 – 2013 Personalmente li utilizzo entrambi avendo cura di e del testo miniato che lo accompagnava chiarire cosa si sta facendo. testimoniavano del valore dell’impresa. accoglie. p. Questo evento campo della cura. Jung stesso ne un’immagine con la quale poter dialogare. Sapendo di essere nel riuscii ad alzarmi in piedi. La esperienze. di espressione. La con prudenza. Solo che qui era il corpo ad rituale diviene ancora più potente e permette avere la parte attiva.» (Shamdasani orientamento junghiano.» (Keller T. dentro di me avesse la necessità di esprimersi. Dialoghi che con i suoi pazienti. Quando l’immaginazione attiva viene evento interno o di ciò che Jung aveva chiamato inserita all’interno del setting analitico la forma immaginazione attiva. p. […] Il profondo è più forte di noi. La cura e la precisione con cui lavorava alla realizzazione di quelle immagini 69 . premunirsi di che dalla tensione causata dall’ansia venisse fuori strumenti per la discesa e la risalita. Procedete danzarlo’. Il dottor Jung vi stava dipingendo o della vita. all’improvviso ebbi l’idea: ‘potrei Assicuratevi anche la via del ritorno. Mentre stavamo cercando un altro mezzo sicurezza. ma non da soli: in due o più c’è maggiore parole. Dopo sforzi e sofferenze uno spazio per essere riflessi.

p. Osiride. I rituali misterici erano strettamente legati vuoto ‘pieno’ di potenzialità che permette alle sofferenze degli Dei. 122) La partenza da Grecia e in tutte le regioni dell’Impero romano. L’immaginazione attiva attraverso l’uso personale rapporto con un dio o con una dea. Si del movimento. Persefone. dove la luce della condizione psichica attraverso l’instaurarsi di un coscienza cerca di incontrare la luce nascosta nuovo rapporto con una divinità. L’immaginazione attiva alla salvezza. Demetra. la realizzazione del Sé. ricerca e con esattezza cosa accadeva. si luoghi appartati. indietro ciò che si possiede per entrare in quel Mitra). morte e rinascita che richiede di partire a mani vuote. la bocca e gli occhi chiusi. Secondo Burkert (Burkert W. p. La che può accadere all’inizio di un’immaginazione partecipazione ai Misteri poteva essere ripetuta attiva. si favorisce era il recinto che racchiudeva lo spazio vuoto. pronuncia anche se. numero 2 – 2013 8. le peripezie dalla catastrofe propria consapevolezza. Spazio Analitico e Antichi Culti Misterici un moderno telesterion. segrete e notturne. nel raccoglimento del silenzio. mantenersi racchiusi 1987) i Misteri furono un’attività opzionale. che non conducono in alcun che si diffusero nell’antico Egitto. né fiaccole da seguire. può anche essere definito che favoriva l’incontro con l’altro. Le sofferenze dell’inconscio. di nuovi inizi e di nuovi rapporti con L’immaginazione attiva. Passando attraverso esperienze funzione simbolica del movimento. che si apre la vista interiore. l’incontro con l’assolutamente altro e si attiva la luogo del sacro. di status. 1987. faticoso andare in cerchio. è proprio ciò libera e consapevole scelta. I temi più rappresentati erano la favorisce il processo di individuazione e dunque guarigione dalle malattie ed il viaggio per mare. per via della loro segretezza. si connette in modo specifico stabiliva una forma di religiosità meno anonima all’origine greca del termine μύω (myo). Un viaggio sul mare e nel buio del mare e comportava un cambiamento della propria alla scoperta di nuove terre. uno stato di vuoto psichico. nessuno sa un antico iniziato. che avviene spesso Tali cerimonie non provocavano un cambiamento attraverso una serie continua di morti e rinascite. può anche essere un vero viaggio iniziatico attraversato percorsi di patimento. Dioniso. lasciando (Iside. (ivi. paurosi cerimonie di iniziazione. speranza e che presuppone di dover affrontare tutto ciò protezione. È soprattutto chiudendo forma di religione personale all’interno della gli occhi. I culti misterici furono vagar smarriti. all’attraversamento profonde e radicate trasformazioni. dove età e ceto sociale potevano parteciparvi per non vi sono mappe per orientarsi. «un pathos dell’anima» (Burkert W. una nella ricerca del silenzio. E’ un metodo terrifiche ed estatiche si acquisivano capacità di potente ed efficace che aiuta a recuperare quel autocontrollo sulle proprie paure e nuovi poteri sapere integrato intuitivo-sensoriale-immaginale- su di sé. I Misteri avvenivano in spazio protetto. Tuttavia è attestato ritrovamento costituivano gli elementi essenziali che i partecipanti ne uscissero profondamente delle storie ripercorse dagli iniziandi. nell’antica luogo. permettendo un’esperienza mistica (legata al mistero) dalla di creare un ponte con gli aspetti ignoti della quale se ne esce trasformati. Mediante 70 .QUADERNI DI CULTURA JUNGHIANA Anno 2. anche più volte.1 Il dialogo con l’inconscio non può che essere Partecipare ai culti misterici significava creare una segreta esperienza con il mistero all’interno esperienze profondamente trasformative attraverso della quale la funzione simbolica può dispiegarsi. poi … stupore. percorsi nel buio.» (ivi. Viaggio di paure e lutti per ritrovare gioia. attraverso va condotto portando con sé la fiaccola della canti e danze. il vagare nel buio. «All’inizio trasformati interiormente. il La partecipazione ai culti aveva carattere muoversi in luoghi inesplorati dove non esistono volontario infatti. dove determinante acuisce la percezione del corpo. tenere e più individuale. ma facilitavano un miglioramento in modo analogo alle antiche celebrazioni dei dello stato psichico attraverso la modifica del Misteri. I destini degli iniziandi si modellavano che si oppone al cambiamento e che dunque sui destini degli Dei ripercorrendone. della vita spingevano alla ricerca di nuove possibilità. uomini e donne di qualunque sentieri già tracciati. La stanza d’analisi può essere considerata emotivo-cognitivo-spirituale che corrisponde ad un’antica sapienza per lo più perduta. sentendomi straniero a me stesso». i telesterion. in uno religione politeistica. 119) in questo senso. come forma di auto- quelle divinità che nelle loro stesse storie avevano cura. in modo analogo a propria personalità: «Uscii dalla sala dei misteri quanto avveniva durante gli antichi culti misterici. 120) Perdita. p.

queste al cospetto dell’ ‘estraneo straniero’. quella filosofica più legata all’aspetto simbolico. mi è stato possibile accogliere e dare forma alle spinte che provenivano dal Sé e mi indirizzavano verso l’esplorazione di una nuova modalità di dare forma alle immagini interiori: il montaggio video dei propri filmati. quella estetica che si esplica attraverso l’armonia del ritmo e della bellezza quale forma dello spirito. al Congresso Internazionale AIPA- un’immagine che Jung ci offre. Entrare nella corrente della vita e lasciarsi trasportare mantenendo un proprio punto di vista. E’ nato il film Mysterium che si è rivelato un modo per esprimere la quinta fase dell’immaginazione attiva: viverla nella vita. Adorisio 2009. a volte terrifici. porta ad verranno fortemente contrastate dal non potere e adottare un nuovo orientamento. Da più testimonianze è emersa la pratica dell’immaginazione attiva quale modo privilegiato per vivere ed esprimere la dimensione spirituale.»3 2. e ciò che caratterizza addirittura contro il nostro destino. Ivi: Testimonianza di Joan Chodorow 71 . attraverso una continua interazione tra realtà interna e mondo esterno l’auto-creazione del film mi ha portato ad intervistare diversi analisti Junghiani sul tema della spiritualità e del rapporto corpo-spirito. Adorisio DVD 2010. Questo paragrafo è già stato in parte pubblicato in A. vita. Cfr: A. lo stupore l’ordine sottostante o con il bene comune.2 Nel corso di diversi anni. Grazie a questo atteggiamento unito all’esperienza accumulata nella pratica dell’immaginazione attiva. 35) di essere l’Auriga di un Carro invisibile che ci conduce. Grazie ad un atteggiamento aperto verso il mistero e verso la dimensione spirituale della 9. Il Carro e l’Auriga. NOTE «Quest’ultima è la quintessenza delle altre quattro e corrisponde alla possibilità di creare e ricreare 1. Il filmato è stato presentato al XVIII Congresso Internazionale di Psicologia Analitica Vorrei concludere lasciando come suggestione (IAAP . riferendosi alla metafora del carro e dell’auriga. sempre ne Il Libro CIPA. Il mistero. Jung ci lascia intendere che Fondamentale per la pratica dell’immaginazione se accogliamo il simbolo e lo nutriamo come un attiva è la capacità di accogliere il principio taoista neonato. con che è assolutamente ‘altro’. numero 2 – 2013 l’immaginazione attiva si viaggia in territori dice che a volte l’intenzione e la volontà ci portano sconosciuti. quella sociale legata alla relazionalità e condivisione e infine l’immaginazione psicologica autoriflessiva. la personalità attraverso l’antico detto: Conosci te stesso. saggio è sapere p. sarà il simbolo a farci da Auriga. del Wu-Wei: azione nella non azione e non azione nella azione. (Otto R. saremo maggiormente in grado di accogliere l’incomprensibile.QUADERNI DI CULTURA JUNGHIANA Anno 2. dal non senso. Rosso: l’immagine del Carro e dell’Auriga. Roma 2011 e in molti altri congressi e seminari in diverse città italiane e in svariati paesi nel mondo. Joan Chodorow ha sottolineato le diverse dimensioni dell’immaginazione: quella religiosa che si esplica nel dialogo con le divinità interiori nei loro aspetti sacri e demonici. ci 3.Montreal 2010). Se la nostra la veridicità dell’esperienza è la sorpresa dell’io al intenzionalità e la nostra volontà sono troppo forti cospetto delle impreviste risposte da parte di ciò e non sono in sintonia con il volere del Sé. Dunque dice Jung. 1966. Jung.

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