CAPITOLO I° L’IVA: UNO SGUARDO ALLA NORMATIVA

SOMMARIO: I.1 Introduzione – I.1.2 I concetti base sul funzionamento del tributo – I.2 Presupposti di applicabilità – I.3 L’IVA e la sua neutralità I.3.1 La rivalsa e i casi di non obbligatorietà – I.3.2 La detrazione tra inerenza e deroghe alle regole generali – I.4 L’IVA e la sua esigibilità – I.5 Gli adempimenti – I.6 L’IVA nei rapporti con l’Estero: il principio di territorialità – I.6.1 Le importazioni – I.6.2 Le esportazioni – I.7 Gli scambi intracomunitari

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I.1 INTRODUZIONE

L’imposta sul valore aggiunto (IVA) è un tributo accettato dalla dottrina tributaria italiana, in termini generali, come “tributo europeo”, ovvero come una “imposta europea” o “comunitaria”. Riproducendo un modello d’imposizione sulla cifra d’affari elaborato e perfezionato in sede comunitaria, attraverso l’emanazione di numerose direttive1, si può dire essa rappresenti il primo esempio d’imposta europea. L’IVA è disciplinata fondamentalmente dalla prima e sesta direttiva. La prima (n. 67/227) ha introdotto l’IVA come imposta generale sul consumo, proporzionata al prezzo dei beni e servizi mentre la sesta2 (n. 77/388) è intervenuta a determinare nel dettaglio tutti gli elementi3. L’introduzione dell’IVA, ad opera del d.p.r. 26 ottobre 1972, n. 633 (ed è entrata in vigore a partire dal 1 gennaio 1973) trova la sua collocazione nell’ambito della più generale riforma tributaria, promossa con l’intento di perseguire una maggiore armonizzazione della legislazione fiscale tra i paesi membri della Comunità Europea. La disciplina generale dell’imposta può essere desunta dalla lettura del titolo
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COMELLI ALBERTO, “La natura dell’imposta” in AA. Vv., L’imposta sul valore aggiunto. Giur. Sist. Dir. Trib, 2001, pag 3-4. 2 La sesta direttiva contiene una serie di nozioni uniformi concernenti i soggetti passivi; le operazioni imponibili, specificando la nozione di cessioni di beni, di prestazioni di servizi; la determinazione del fatto generatore e della esigibilità dell’imposta; la definizione della base imponibile; l’indicazione di alcuni criteri nella determinazione dell’aliquota; le esenzioni all’interno del Paese a favore di alcune attività di interesse pubblico all’importazione, nonché per le operazioni all’esportazione, quelle assimilate ed i trasporti internazionali, nonché esenzioni particolari connesse con il traffico internazionale di merci; la fissazione delle deduzioni in riguardo alla loro origine ed alla loro portata ed in particolare in riguardo al pro rata per i casi di operazioni miste; la determinazione degli obblighi del debitore d’imposta, infine la previsione di regimi particolari (per le piccole imprese, per i produttori agricoli e per le agenzie di viaggio). MANDO’ M., MANDO’ G., “Manuale dell’imposta sul valore aggiunto”, IPSOA, 2008, pag. 1,3. 3 FALSITTA G., “Corso istituzionale di diritto tributario”, CEDAM, 2007, pag. 578

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I, recante le disposizioni generali, del d.p.r. n. 633/1972, nel quale vengono individuati:           i presupposti per l’applicazione dell’imposta (artt. 1, 2, 3, 4, 5, 7); il momento in cui si verifica l’obbligo impositivo (art. 6); le operazioni non imponibili (artt. 8, 8-bis, 9); le operazioni escluse (artt. 2, 3, 4, 5, 15); la definizione e la determinazione della base imponibile (artt. 13, 14, 15); le aliquote dell’imposta (art. 16); i soggetti passivi (art. 17); la rivalsa (art. 18); la detrazione (art. 19, 19-bis, 19-ter); la determinazione del volume d’affari (art. 20) I successivi articoli del decreto istitutivo poi, dispongono in merito agli obblighi dei contribuenti (titolo II), alle sanzioni (titolo III), alle modalità di accertamento e riscossione (titolo IV), alle importazioni (titolo V), alle disposizioni varie (titolo VI) ed, infine, alle disposizioni transitorie e finali (titolo VII)4.

I.1.1 CONCETTI BASE SUL FUNZIONAMENTO DEL TRIBUTO

L’IVA, può essere definita come un’imposta sui consumi che grava sul valore aggiunto, cioè sull’incremento determinato da ciascun operatore
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PAOLONE, D’AMICO, op. cit., pag 140.

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La detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti e il diritto al rimborso dell’eccedenza non sono quindi un’agevolazione. di arti o professioni. ma uno strumento per colpire il solo consumo finale7.. i clienti e l’erario. il carico fiscale globale infatti.. Riassumendo schematicamente il meccanismo strutturale di funzionamento del tributo. può infatti essere detratta dall’IVA sulle operazioni attive. 7 LUPI R. pag 248. in proporzione al corrispettivo contrattuale. Il fornitore deve addebitare al cliente il tributo. È così che l’IVA giunge a colpire il consumo finale. Purché un’operazione integri il presupposto oggettivo dell’IVA deve essere 5 6 Poiché i consumatori finali subiscono in materia definitiva il peso dell’imposta. col diritto al rimborso di eventuali eccedenze. senza tuttavia che la durata abbia alcuna rilevanza. pag. 52 4 . il suo scopo è infatti quello di gravare sulle movimentazioni di ricchezza e costituire quindi un prelievo generale sui consumi5 attraverso la tassazione. l’IVA corrisposta ai fornitori di beni e servizi acquistati nell’esercizio di imprese. e deve a sua volta versarlo all’erario. Parte speciale”. commercianti e professionisti6. mostrandosi invece neutrale nei passaggi intermedi di beni e servizi tra produttori. relativamente ad ogni singolo prodotto. arti o professioni. L’IVA è quindi un’imposta “indiretta”. possiamo dire che l’IVA riguarda tre categorie di soggetti: i fornitori.. “Diritto tributario. 2007. è connesso al prezzo di vendita praticato al consumo finale. che devono essere imprenditori o lavoratori autonomi. cit. con aliquota proporzionale al corrispettivo delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato e nell’esercizio delle imprese. op. al netto del tributo da lui stesso corrisposto ai propri fornitori. GIUFFRE’.economico partecipante al ciclo produttivo. LUPI R.

IRAP. 17 del d. In qualsiasi caso il rimborso va richiesto nel caso di cessazione dell’attività. 5 . contributi INPS e premi INAIL ai sensi dell’art. il contribuente potrà sia chiedere la detrazione del credito nell’anno successivo. grazie ai meccanismi della “rivalsa” e della “detrazione”. pur con molti limiti. l’imposta viene applicata. chiedere il rimborso dell’eccedenza dell’imposta liquidata10. non può essere superiore al minore degli importi delle predette eccedenze. 241.p. comunque. l’onere fiscale grava infatti solo sul consumatore finale. è inciso nell’imposta) e il contribuente di diritto (imprenditore e lavoratore autonomo) su cui gravano tutti gli obblighi del soggetto passivo d’imposta. In tal caso il rimborso può essere richiesto per un ammontare che. sia infine. ma per il quale l’imposta stessa è dal punto di vista economico “neutrale”. che pur non essendo soggetto passivo dell’imposta stessa ne sopporta l’onere economico (o come si usa dire. comma 3. 633. Quanto alla dichiarazione annuale. Quindi. del d. 30.r. solo sull’incremento di valore subito dal bene o dal servizio (valore aggiunto). di fatto. 9-7 1997. e l’IVA sugli acquisti (IVA a credito) è recuperata compensandola con quella a debito (meccanismo della detrazione). Per capire il funzionamento dell’IVA occorre distinguere due tipologie di contribuenti: il contribuente di fatto (il consumatore finale). oltre che nei casi espressamente previsti dall’art. qualora la loro destinazione sia oggetto di scambio nell’ambito di attività di impresa (con esclusione dei campioni di modico valore appositamente contrassegnati) 9 Delle somme dovute per imposte sui redditi. Sono però considerate altresì cessioni di beni anche una serie di cessioni gratuite. se dalle dichiarazioni dei due anni precedenti risultino eccedenze detraibili. se tale IVA a credito supera quella a debito. ritenute. nel corso delle singole intermediazioni. visto che l’imposta sulle cessioni dei beni o prestazioni di servizi da essi effettuate (IVA a debito) viene traslata sui clienti (meccanismo della rivalsa).lgs. sia utilizzare l’importo in compensazione9. 10 Il contribuente può chiedere in tutto o in parte il rimborso dell’eccedenza detraibile. n. n. 8 Perché si abbia una “cessione dei beni” occorre il trasferimento a titolo oneroso della proprietà o di altro diritto reale di godimento su beni di ogni genere.inquadrabile tra le cessioni dei beni o tra le prestazioni di servizi8.

il quale pur non essendo debitore verso l’Erario. La giustificazione costituzionale del tributo. 12 FALSITTA G. poste in essere dal contribuente di fatto12. op. a guisa di “sostituti d’imposta”.L’IVA. CEDAM. ha il suo presupposto di fatto nelle singole operazioni imponibili di acquisto. in quanto è applicata ad ogni anello del ciclo produttivo – distributivo.11 ) è ravvisato per questa imposta sull’acquisto da parte dei consumatori finali. che colpisce ogni singola operazione imponibile e che. un’imposta plurifase non cumulativa. l’ultima importante distinzione da fare è quella tra IVA come obbligazione anticipatorie e IVA come obbligazione definitiva. appunto perché i soggetti passivi IVA. al contrario l’IVA come obbligazione definitiva è un’imposta istantanea. Infine. risiede nel tassare il consumo e nel rendere neutrale il prelievo nelle fasi precedenti. 2007. rappresenta pertanto un costo solamente per l’ultimo anello della catena (il così detto consumatore finale). riscuotono il tributo (che graverà giuridicamente sui consumatori finali) per conto dello Stato. 11 Art. quindi l’indice di capacità contributiva (art 53 Cost... pag. L’IVA come mera obbligazione anticipatoria fa capo ai “soggetti IVA”. 508. 6 . quindi. 53 Cost: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. ed è periodica e neutrale. ma l’Erario acquisisce solo la differenza (o frazione) tra l’imposta sulle operazioni di vendita e quelle sugli acquisti. subisce la rivalsa giuridica senza poter detrarre l’imposta ed è dunque. alla luce di quanto detto. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. cit.

Nel secondo caso.r. ovvero siano collegati ad operazioni di importazioni (articolo 1 del d. lettera b) del d. Nel primo caso. D’AMICO. comma 2. l’imposta colpisce tutte le importazioni. l’applicazione dell’imposta viene a dipendere dal contestuale verificarsi di tre presupposti:  presupposto oggettivo: deve trattarsi di una cessione di beni o una prestazione di servizi rientranti tra quelle previste dalla normativa. ad eccezione dei comuni di Livigno.  presupposto territoriale: le operazioni devono essere effettuate all’interno dello Stato (rientrano infatti nel campo di applicazione dell’imposta le operazioni poste in essere nel territorio dello Stato. di Campione d’Italia e delle acque italiane del lago di Lugano14). a seconda che i beni e i servizi vengano prodotti nel territorio dello Stato.2 PRESUPPOSTI DI APPLICABILITA’ I presupposti per l’applicazione dell’imposta possono essere ricondotti a due categorie. 13 PAOLONE.p.r.p.p. 633 del 1972 7 .I. Verificata la sussistenza dei presupposti per l’importazione. 140.  presupposto oggettivo: le operazioni di cui al punto precedente devono essere effettuate nell’esercizio di imprese. pag. “Le rilevazioni economiche-amministrative d’azienda”. CACUCCI EDITORE. n. occorre verificare il momento preciso in cui le cessioni o le prestazioni divengono rilevanti ai fini IVA (cosiddetto momento impositivo. 633/1973)13. 14 Art 7. 633/1972). arti e professioni.r. invece. art 6 del d. 1997.

che pur non comportando l’applicazione dell’imposta (in quanto non imponibili ed esenti). 19 del decreto). ma anche le altre operazioni rilevanti ai fini IVA. Grazie a queste due fasi. la rivalsa (art. in modo frazionato. L’IVA è un’imposta che viene applicata nell’ambito di tutte le attività produttive. ancorché non organizzate in forma di impresa. in quest’ultimo caso. con il fondamentale requisito. l’operazione si considera “fuori campo” o “esclusa”. e tassare quindi il valore aggiunto. Per controverso in mancanza di uno (o più) degli elementi costitutivi suddetti. dalle imprese e dagli esercenti arti e professioni per conto dell’Amministrazione Finanziaria. che racchiudono ognuna un distinto meccanismo. producono altri effetti sia sul piano formale che su quello della determinazione del debito d’imposta. essa comprende tutte le attività di cessione di beni e prestazione di servizi a contenuto materiale. I. solo sull’incremento di valore subito dal bene o dal servizio (valore aggiunto) nel corso delle singole intermediazioni. il legislatore ha previsto un procedimento che si compone di due fasi. l’imposta viene applicata. di fatto.3 L’IVA TRA RIVALSA E DETRAZIONE Per portare la tassazione al solo consumo finale. che l’attività anche se organizzata 8 . l’onere fiscale grava esclusivamente sul consumatore finale e l’imposta viene riscossa. 18 del decreto) e la detrazione (art.Questi requisiti identificano non solo le operazioni soggette ad imposta (operazioni imponibili).

del d. esigendola per conto dell’Erario e divenendone. paradiso e inferno”.. di arti e professioni.lgs. 9-7-1997. Dir. anche tramite intermediari. Di contro. possono utilizzare la procedura telematica. pag 300-332. 241. La rivalsa è quindi il principio in base al quale il soggetto obbligato al pagamento dell’imposta.. contestualmente. FLORENZANO F. se da tale differenza scaturirà un debito verso l’Erario tale differenza sarà versata tramite il modello F2418. L’imposta sul valore aggiunto. Passiamo ora all’approfondimento delle due fasi. 2001.. l’istituto della detrazione prevede che le acquisizioni effettuate nell’esercizio di attività d’impresa. Il versamento va eseguito in maniera unitaria per le imposte. F24 cartaceo presso gli sportelli degli uffici bancari e postali o dei concessionari della riscossione. dei contributi e dei premi di cui all’art. i dati identificativi del contribuente. Giur.50. comma 2. modalità di pagamento telematiche delle imposte. IPSOA 2008. l’importo versato (e quelli compensati come somme a credito). L’istituto della rivalsa prevede che il soggetto che effettua cessioni di beni e prestazioni di servizi imponibili ha il diritto/dovere di addebitare l’imposta all’acquirente.. consentono all’acquirente il recupero totale dell’imposta pagata mediante il sorgere di un credito dell’Erario per pari importo17. l’importo totale di tali crediti viene portato in detrazione dall’importo totale dei debiti verso l’Erario sorti al momento della vendita dei beni e di servizi. pag 43 . 9 . pag. debitore del pari importo16. Vv..solo ed esclusivamente sulla base del proprio lavoro. trasferisce il carico tributario su un altro soggetto. 17 PACE A. n. Trib. Vv. Trib. Gli altri contribuenti sono esclusi dall’obbligo per cui possono continuare ad effettuare versamenti con il Mod. Tuttavia. delle regioni e degli enti previdenziali. Giur. Per il singolo soggetto passivo. “Evasione fiscale. L’imposta sul valore aggiunto. A partire dal giorno 1-1-2007. 17.. i contributi dovuti dall’INPS e le altre somme a favore dello Stato. Sist. si svolga in maniera continuativa nel tempo 15. 279-299. 2001. 18 Il modello F24 è un modulo di versamento unificato di delega conferito ad una banca convenzionata o ad uno sportello postale che rilascia un’attestazione contenente il periodo cui si riferisce la liquidazione d’imposta. Se viceversa scaturirà un credito questo potrà essere riportato al periodo 15 16 LUPI R. Sist. “Il diritto di detrazione” in AA. “Il diritto di rivalsa” in AA.. tutti i soggetti titolari di partita IVA sono tenuti a utilizzare.

1. non si potrà in alcun modo recuperare l’imposta pagata a monte e.1 LA RIVALSA E I CASI DI NON OBBLIGATORIETA’ La rivalsa è un meccanismo che impone al cedente o prestatore del servizio. come già accennato. Vi è quindi piena corrispondenza tra la somma dovuta dal cedente e quella ammessa in detrazione per il cessionario.3. Ciò in quanto l’addebito in fattura dell’imposta per effetto della rivalsa.successivo per essere scalato dalla successiva dichiarazione o a certe condizioni potrà essere chiesto a rimborso o utilizzato in compensazione. per cui nessuno dei due soggetti sopporterà il costo di tale tributo. di conseguenza. Nell’ipotesi invece di cessione o prestazione del servizio al consumatore finale (soggetto privato). l’obbligo di addebitare l’imposta al cessionario o al committente. il cui soggetto che compie le operazioni imponibili addebita la relativa imposta alla controparte. Essa opera quindi in modo differente a seconda che le parti tra cui interviene l’operazione. 10 . Nel caso in cui siano entrambi soggetti passivi. attribuisce all’acquirente del bene o al committente del servizio il diritto alla detrazione. Tipico esempio di rivalsa è. è il meccanismo dell’IVA. il rispetto della neutralità dell’IVA viene assicurato. con l’obbligo di applicazione dell’IVA da parte del cedente o prestatore nelle operazioni attive effettuate. salvi naturalmente i casi di indetraibilità o di limitata detraibilità dell’imposta. salvo eccezioni. verrà realmente inciso dall’onere fiscale. siano o meno soggetti passivi d’imposta.

dell’artista o del professionista e ad altre finalità estranee all’esercizio dell’impresa (il c. Oltre ai casi sopraindicati. se soggetto IVA in Italia. 11 . autoconsumo). l’obbligo ha per oggetto l’addebito dell’imposta al committente o cessionario. in cui la rivalsa non solo non è obbligatoria ma è addirittura vietata. Vi sono dei casi in cui l’obbligo di rivalsa. anziché dal cedente o prestatore). può non essere esercitato. Essi sono:  le cessioni gratuite di beni. il diritto avente ad oggetto la pretesa di pagamento della relativa somma facente capo il primo. Una volta adempiuto tale dovere.soggetto passivo. L’apparente difficoltà logica di concepire l’esistenza di un diritto il cui esercizio è doveroso per il titolare si può spiegare considerando che. naturalmente quando sono considerate imponibili dalla legge.La rivalsa è generalmente obbligatoria e qualsiasi patto contrario è nullo. ve ne sono altri invece.d.cessionario. si concreta. nel rapporto Stato .  le prestazioni di servizi costituenti autoconsumo.  caso di IVA dovuta in base al meccanismo del reverse charge (si tratta dell’IVA dovuta dall’acquirente. Si tratta del:  caso di IVA dovuta a seguito di accertamento o di rettifica.  la destinazione di beni al consumo personale o familiare dell’imprenditore. a titolo di rivalsa. Tale IVA è infatti destinata a rimanere a carico del contribuente nei cui confronti l’accertamento è stato eseguito. nel rapporto privatistico cedente .

3. del credito che il soggetto vanta verso l’erario. nel caso in cui il totale delle imposte passive superi quello di quelle attive.obbligo di rivalsa) sulle operazioni attive effettuate nel periodo d’imposta. nonché delle cessioni di rottami a soggetti passivi. il diritto alla detrazione può essere esercitato in occasione delle singole liquidazioni periodiche dell’imposta che i contribuenti sono tenuti ad effettuare. materia che tratteremo in maniera più approfondita più avanti. La detrazione è ammessa soltanto se vengono rispettate determinate condizioni. cioè l’anno solare. l’IVA relativa agli acquisti o importazioni riferiti dal contribuente al medesimo periodo. le cessioni di fabbricati strumentali imponibili ad IVA per opzione. Sarà la differenza tra le due imposte a costituire l’ammontare dell’imposta dovuta definitivamente all’Erario o. ad esempio ed a titolo di anticipazione di quanto verrà detto successivamente.Nell’ultimo caso vanno individuate: le prestazioni di servizi rese da subappaltatori nei confronti di imprese che operano nel settore edile. I. nel diritto di sottrarre dall’IVA dovuta (ed ottenuta esercitando il diritto . le cessioni imponibili di oro e argento ecc. Nel corso dell’anno. in linea generale.2 LA DETRAZIONE TRA INERENZA E DEROGHE ALLE REGOLE GENERALI La detrazione consiste. la detrazione dell'IVA assolta sugli acquisti spetta nel caso in 12 .

d. Condizione determinante il diritto alla detrazione dell'imposta è innanzitutto quella dell'inerenza dell'operazione all'attività del soggetto (impresa. 13 . pag 254-265. il diritto alla detrazione è ammesso con carattere di immediatezza. nonché per l’acquisto di particolari beni con IVA solo parzialmente detraibile o addirittura completamente indetraibile. sia nell’ipotesi di utilizzazione pluriennale da parte del soggetto passivo. meccanismo del pro . arte e professione). sia nell’ipotesi in cui ad essi sia data una destinazione diversa da quella considerata ai fini della detrazione operata al momento dell’acquisto. op. reale. cit. viene esercitato correttamente il diritto alla detrazione. Ciò comporta la necessità di procedere alle rettifica dell’IVA detratta.. Altre limitazioni sono previste per chi effettua sia operazioni che danno diritto alla detrazione sia operazioni diverse (c. l'operazione non rientra nei casi di indetraibilità. veritiera e non fraudolenta. l’imposta pagata sulle imposte passive non potrà mai essere dedotta19. In generale l'imposta è detraibile se:     è relativa ad un operazione inerente all'attività svolta. Nei casi in cui sono presenti tutti i requisiti.cui il soggetto effettua operazioni imponibili o non imponibili.rata). Tale requisito implica una corrispondenza tra gli acquisti e/o importazioni effettuati e le finalità dell’imprenditore o dell’esercente arte o 19 LUPI R. è addebitata in una fattura corretta. senza cioè attendere l’effettivo impiego dei beni acquistati. Se invece il soggetto effettua fra le imposte attive solo operazioni esenti o non soggette.

Per certi tipi di acquisti. le prestazioni alberghiere.82 euro.p. il trasporto di persone. può essere difficoltosa nell’ipotesi di beni suscettibili di utilizzazione indifferenziata (ad esempio una autovettura) perché non connessi direttamente all’attività specifica oggetto dell’impresa. le spese di rappresentanza di costo unitario non superiore a 25. di quelli relativi ai veicoli. in base alle prove fornite dal contribuente. 633/1972. La detrazione deve quindi riguardare l’IVA assolta o dovuta dal contribuente per operazioni pertinenti o rilevanti rispetto alla sua attività imprenditoriale o professionale. Anche in questi casi la valutazione va adottata caso per caso. si tratta ad es. Infatti. L’individuazione in concreto delle operazioni inerenti alle finalità dell’impresa. ma deve essere provata concretamente dalla società stessa.professione. i problemi dell’inerenza sono stati risolti a priori dal legislatore (art 19-bis)20. la somministrazione o l’acquisto di alimenti e bevande. 20 Del d. ecc. argomento che analizzeremo nel dettaglio in seguito. il legislatore ha previsto inoltre l’obbligo di rettifica delle detrazioni relative ad acquisti inizialmente inerenti ma in seguito utilizzati per l’effettuazione di operazioni non inerenti. 14 . Il requisito dell’inerenza deve inoltre permanere anche successivamente all’acquisto. Ciò al fine di evitare che i beni utilizzati per bisogni personali giungano al consumo completamente detassati. essendo sufficiente che abbia assolto l’IVA in dogana e che il bene importato sia impiegato nell’esercizio dell’attività imprenditoriale o professionale. L’inerenza non può presumersi per il semplice fatto che il soggetto acquirente sia una società commerciale. non è necessario che l’importatore abbia acquisito la proprietà dei beni importati.r. In caso di importazioni.

Restano comunque ferme le condizioni di detraibilità esistenti al momento della nascita del diritto medesimo. potrà essere esercitato dall'acquirente. per un acquisto di beni effettuato nel 2008 (beni ricevuti nel 2008). Tale diritto. Il diritto alla detrazione dell'imposta da parte del cessionario o committente. cioè. determinate operazioni escluse riguardanti l’azienda. quali ad esempio l'inerenza. E' infatti stabilito che il diritto alla detrazione "sorge" nel momento in cui l'imposta "diviene esigibile". il diritto alla detrazione (sorto nel 2008). o non soggette all’imposta perché sottoposte a regimi speciali IVA. ecc.. Va aggiunto che se il contribuente riceve in ritardo una fattura. tuttavia. la quale ultima deve avvenire entro il termine suddetto. l’organizzazione societaria. ma può essere esercitato entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa al secondo anno successivo a quello in cui sorge il diritto alla detrazione. al più tardi nella dichiarazione annuale relativa all'anno 2010 (secondo anno successivo) da presentare nel 2011.Il diritto di detrazione inoltre non spetta se il bene o servizio è afferente ad operazioni esenti o escluse. generalmente il momento in cui l'operazione si considera effettuata. 15 . la limitazione non si applica alle operazioni non imponibili (cessioni all’esportazione o cessioni intracomunitarie) o non territoriali. non deve necessariamente essere esercitato nello stesso momento di effettuazione dell'acquisto del bene o servizio (momento impositivo) o di ricevimento della relativa fattura. il ricevimento e la registrazione delle fatture di acquisto. Così ad esempio. è altresì strettamente correlato al momento in cui nasce nel cedente o prestatore il corrispondente obbligo di versamento.

indipendentemente dall'effettivo pagamento del tributo da parte del cedente e dal versamento a 16 . che la stessa sia stata addebitata in fattura a titolo di rivalsa. anche se non si sia provveduto alla regolarizzazione nei 4 mesi dal termine in cui la fattura stessa avrebbe dovuto essere emessa. È stabilito infatti.   indetraibilità oggettiva per determinati beni o servizi. arte o professione. a carico del soggetto che ha acquistato il bene o ha ricevuto il servizio.  indetraibilità pro-quota per beni o servizi ad uso promiscuo in presenza di operazioni non soggette e per l’utilizzo per fini privati o estranei all’esercizio dell’imposta.  indetraibilità parziale per enti non commerciali in presenza di beni o servizi utilizzati promiscuamente per attività commerciali. infatti.la detrazione spetta purché la registrazione avvenga entro il predetto termine. Il diritto alla detrazione è esercitabile. la legge individua varie ipotesi di indetraibilità dell’imposta che possono essere così elencate:  indetraibilità totale per destinazione per gli acquisti efferenti operazioni esenti. indetraibilità pro-rata in presenza di attività che danno luogo ad operazioni esenti e attività che danno luogo a operazioni che consentono la detrazione. Per detrarre l'IVA è necessario inoltre. che se il contribuente non è in grado di esibire le fatture che dimostrano la legittimità e la correttezza della detrazione. l’amministrazione finanziaria può recuperare a tassazione l’imposta detratta. operazioni non soggette e manifestazioni a premi. In deroga alle regole generali.

A tal fine l’art 6 del d. salvo considerate ipotesi di variazione per vizi del contratto. Nelle imposte dirette invece. dai quali decorrono. le seconde invece quando il bene viene consegnato o spedito21. 633/ 1972 individua i “momenti di effettuazione delle operazioni” in relazione ai quali viene scelta l’aliquota applicabile. direttamente o indirettamente. I. in via di rivalsa da parte del cessionario. un’eventuale emissione della 21 Una differenza è che.4 L’IVA E LA SUA ESIGIBILITA’ Dato che molte cessioni e prestazioni hanno uno svolgimento articolato nel tempo. il problema della competenza emerge solo per le operazioni in corso al termine del periodo d’imposta. ma anche qualora non sia ancora avvenuto il pagamento. da adempiere tempestivamente anche in corso d’anno. Pertanto. I criteri per stabilire il momento di effettuazione dell’operazione si distinguono a seconda che si tratti di cessione di beni o prestazione di servizi: le prime si considerano infatti effettuate al momento della stipula dell’atto traslativo. i successivi obblighi di fatturazione. sotto pena di sanzione anche in caso di solo ritardo. nell’IVA. come quello della fatturazione. Sia per le cessioni che per le prestazioni. i momenti di effettuazione dell’operazione fanno scattare gli obblighi formali. registrazione e versamento. non ha importanza se e quando la fattura sarà pagata.p. occorre identificare il momento preciso in cui esse divengono rilevanti ai fini IVA. Tale disposizione si applica anche alle operazioni di importazione.quest'ultimo di pari importo. per le quali è consentito detrarre l’imposta dovuta non soltanto nell’ipotesi in cui essa sia stata assolta dal soggetto.r. 17 .

è detraibile l’IVA non ancora pagata ai fornitori. 18 . Ne derivavano fatture emesse prima del momento di effettuazione dell’operazione. anche se solo limitatamente all’importo fatturato. Per garantire la snellezza dei traffici commerciali. regime “delle fatture in sospeso” che era stato elaborato quando l’ultimo comma dell’art 6 differiva il momento di effettuazione dell’operazione. è che l’IVA diventa esigibile in relazione al momento dell’emissione. Esiste quindi un obbligo di anticipare all’erario importi di IVA ancora non incassati dai clienti. da parte del fornitore. notoriamente ritardatari nei pagamenti.fattura prima del pagamento o della consegna. appare chiaro che la detrazione IVA da parte del cliente non possa essere condizionata al suo versamento allo Stato da parte del fornitore. e non la semplice “esigibilità” dell’imposta. proprio 22 Viene superato in tal modo il c.d. così come simmetricamente. invece. LUPI R. Il concetto che emerge dalla normativa. della fattura anche se il fornitore non ha ancora incassato il pagamento. da parte del cliente. cit. Nell’art 6 è stato introdotto. op. che in genere coincide con i momenti di effettuazione delle operazioni. sarà equiparata all’effettuazione dell’operazione. pag 261-265. non trattandosi infatti di un importo materialmente verificabile. in tal caso l’esigibilità scatta solo quando l’ente pubblico procede al pagamento e solo in questo momento il fornitore ha l’obbligo di versare l’IVA su quelle che restano ordinarie fatture di vendita22 . il concetto di esigibilità viene svincolato dal momento di effettuazione delle operazioni nell’ipotesi di operazioni verso una serie di enti pubblici. ma la relativa imposta non viene computata a debito fintanto che l’ente non procede al pagamento. e che occorreva rimettere quando il cliente procedeva al pagamento. ad eccezione dell’ipotesi in cui il cliente sia un ente pubblico. Con il regime attuale. il concetto di “esigibilità” dell’imposta. e della ricezione. Nell’ultimo comma dell’art 6. con il decreto legislativo 313... le fatture emesse nei confronti degli enti pubblici hanno pari dignità rispetto alle altre.

. con l’eventuale diritto al rimborso in caso di eccedenze. Da ciò può derivare infatti la possibilità che l’IVA incassata dal fornitore non venga mai versata al Fisco. ai fini del versamento dell’IVA.. Il calcolo dell’imposta da detrarre o da versare all’erario infatti. con il semplice scopo di evitare il diffondersi di comportamenti fraudatori. dimostrare che il fornitore abbia realmente versato l’IVA. A tal proposito. è ravvisabile in tutti quei casi in cui l’acquisto avviene ad un prezzo inferiore a quello corrente. in materia di mancato versamento dell’imposta. viene fatto in maniera algebrica considerando non la singola operazione ma l’insieme totale: ogni azienda.perché l’IVA. nel nostro sistema vigente. non farà altro quindi. cit. che calcolare la differenza tra la somma dell’IVA relativa agli acquisti effettuati e la somma dell’IVA relativa alle vendite effettuate nello stesso periodo d’imposta. pag 42-43 19 . per determinati beni. bensì uno strumento per colpire il solo consumo finale. come potrebbe apparentemente sembrare. ai fini della detrazione da parte del cliente. non essendo applicata alla singola operazione ma bensì “per masse”. senza responsabilità dell’acquirente. 23 LUPI R. è stata introdotta. salva la prova di un coinvolgimento occulto con fornitore23. una responsabilità solidale del compratore per l’imposta non versata dal venditore (art 60-bis decreto IVA). La detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti e il diritto al rimborso delle eventuali eccedenze risultano essere quindi non uno strumento di agevolazione. op. rendendo difficile. La presumibilità di un tacito accordo tra fornitore e cliente. non potrà lasciare evidenti riscontri daI quaLI possa emergere la corrispondenza tra “i versamenti fatti all’erario” e le singole operazioni a cui si ricollega la “detrazione a monte”.

La partita IVA è un codice numerico composto da 11 cifre le prime 7 rappresentano un numero progressivo. 20 . Innanzitutto il soggetto che avvia l’esercizio di impresa. mediante il quale verrà identificato in tutte le operazioni inerenti l’imposta. ma con l’apposita e studiata interposizione di società prive di una solida struttura patrimoniale che una volta incassata l’IVA dai clienti provvedeva a sparire nel nulla24 senza quindi mai riversare l’imposta all’erario. le seconde 3 identificano l’ufficio provinciale competente. per i soggetti diversi dalle persone fisiche la partita IVA attribuita all’inizio dell’attività coincide anche con il codice fiscale. nascondendosi dietro adempimenti formali apparentemente regolari. ovvero di arti e professioni.5 GLI ADEMPIMENTI Nell’IVA gli adempimenti formali sono numerosi. è stato possibile infatti mettere in piedi particolari frodi basate sì su forniture reali di merci o di servizi. deve adempiere ad un primo obbligo previsto dalla normativa IVA consistente nel dare comunicazione entro 30 giorni dall’avvenuto inizio dell’attività all’ufficio IVA competente. mentre l’ultima cifra è un contro codice. I. l’ufficio IVA attribuisce al contribuente un codice anagrafico. A decorrere dall’inizio dell’attività. la partita IVA25.d.Con lo sfruttamento fraudolento dei meccanismi di rivalsa e detrazione. “frodi carosello” di cui tratteremo ampiamente nel capitolo successivo. per il contribuente scatta l’obbligo della tenuta di una speciale contabilità IVA che prevede annotazioni in appositi registri stabili in base al tipo di attività svolta ed al tipo di documenti da rilasciare 24 25 È il caso delle c. ossia l’ufficio provinciale nella cui circoscrizione rientra il proprio domicilio fiscale. In tale circostanza.

. in un apposito registro. Il rilascio della fattura è condizione inderogabile per la detrazione dell’imposta applicata nella relativa operazione. per i quali la fattura è sostituita dallo scontrino fiscale. se l’operazione è non imponibile o esente. è autorizzato all’emissione dell’autofattura26. cit. Le registrazioni delle fatture di acquisto e di vendita realizzano importi denominati: IVA a credito27 e IVA a debito28. ristoratori. ecc…). il cui rilascio è obbligatorio in via generale per tutti i contribuenti ad esclusione dei commercianti al minuto. nel qual caso è previsto l’obbligo del rilascio della ricevuta fiscale. 28 Iva risultante del registro delle fatture emesse. e per alcune categorie di esercenti arti e professioni (albergatori. nell’ordine della loro numerazione con l’indicazione delle generalità dei soggetti tra cui è compiuta l’operazione. nei casi particolari di mancata emissione della fattura. Questi importi ogni mese sono raffrontati per procedere alla liquidazione del tributo. tant’è che. PAOLONE. Le fatture emesse devono essere annotate. D’AMICO. Il documento principale previsto dalla normativa IVA è rappresentato dalla fattura. l’aliquota e l’ammontare dell’imposta (o. al fine di detrarre l’imposta. op. pag 150. 27 Iva detraibile. il corrispettivo o gli altri dati necessari a determinare la base imponibile. derivante dal registro degli acquisti. calcolando entro il 15 di ogni mese (o di ogni trimestre) la differenza tra l’imposta divenuta esigibile nel 26 Un caso particolare di autofattura è costituito dalla carta carburante. l’oggetto dell’operazione o il servizio fornito. l’acquirente. 21 .obbligatoriamente al momento della cessione dei beni o dalla erogazione dei servizi. nella quale vengono annotati gli acquisti del carburante per autotrazione. entro 15 giorni. il titolo di applicabilità dell’IVA e la relativa disposizione).

arti o professioni devono essere numerate progressivamente e annotate in apposito registro. 322/1998 FALSITTA. prima della liquidazione periodica o della dichiarazione in cui esercita il diritto di detrarre l’imposta30. op. se a credito computato in detrazione per il mese successivo. l’importo globale dei corrispettivi e delle imposte relative alle operazioni imponibili. entro il giorno non festivo successivo. Vi è infine la dichiarazione annuale IVA29 che ha la funzione di riepilogare gli adempimenti attuati dal soggetto passivo nell’anno precedente. invece.p. cit. ognuno a loro volta. L’ammontare che ne risulta deve essere: se a debito versato entro il 15 del mese all’ufficio competente. 527. nonché distintamente i corrispettivi di quelle non imponibili ed esenti. ricadendo infatti sul consumatore finale (o contribuente di fatto). le fatture e le bollette doganali relative ai beni e servizi acquistati o importati nell’esercizio di imprese. per le cessioni effettuate dallo stesso cliente nello stesso mese. 22 . Quanto agli obblighi formali dell’acquirente. 3 d. I soggetti. suddivise per aliquota.mese precedente e quella divenuta detraibile nello stesso mese. dovranno emettere la fattura o documento simile (come ricevuta o scontrino fiscale) applicando l’imposta IVA e registrandone l’importo sia a debito che ha credito: dal loro punto di vista l’operazione rimarrà “neutrale”. È prevista altresì la possibilità di emettere un’unica fattura “differita”. La fattura si considera emessa con la consegna o spedizione al cliente.. effettuate in ciascun grado. non obbligati al rilascio della fattura tengono un registro nel quale va annotato. entro il 15 del mese 29 30 Art.r. Dunque sia l’acquirente che il venditore. pag.

Il fenomeno della cd. 633/1972 disciplina le ipotesi in cui. Se la variazione dell’imposta o dell’imponibile aumenta il soggetto che ha emesso la fattura deve emetterne una nuova denominata “nota di addebito” per la differenza. il soggetto potrà annullare l’emissione della fattura con l’emissione di una “nota di accredito” pari all’importo definitivo. Ma di questo se ne parlerà più avanti in occasione dell’analisi dei meccanismi fraudatori in materia d’IVA che si possono instaurare all’interno degli scambi commerciali tra operatori economici comunitari e intracomunitari. 23 . Se la variazione dell’imposta o dell’imponibile diminuisce. Qualora nella contabilità siano rinvenute fatture o altri documenti che riportino operazioni solo parzialmente veritiere.p. in quanto indicanti un valore superiore a quello con cui si è effettivamente conclusa la transazione.r. messo in atto in occasione di comportamenti fraudatori e lesivi della leale concorrenza che regola il nostro mercato.solare successivo a quello di consegna o spedizione. si configura il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di operazioni inesistenti. permette infatti all’acquirente di incrementare artificiosamente i costi beneficiando di un diritto di detrazione IVA illegittimamente costituito e di rivendere i beni a prezzi “eccessivamente ribassati”. “falsa fatturazione”. ci siano fatti che modifichino in aumento o diminuzione l’ammontare imponibile o l’imposta applicabile. L’art 26 del d. dopo che un’operazione è stata fatturata o registrata.

operazioni extracomunitarie. Perciò. operazioni intracomunitarie. L’imposta sul valore aggiunto. il campo di applicazione IVA è il territorio dello Stato: cessioni di beni e prestazioni di servizi rilevano in quanto sono effettuate nel territorio dello Stato.6 L’IVA NEI RAPPORTI CON L’ESTERO: IL PRINCIPIO DI TERRITORIALITA’ Il principio di territorialità svolge un ruolo di grande rilievo nella disciplina dell’IVA31.I. Giur. in senso tecnico. Trib. dal punto di vista della territorialità. in AA. Dal punto di vista spaziale. Sit. di importazioni ed esportazioni.. in vigore dal 1993.. la territorialità è dunque una condizione “sine qua non” dell’imponibilità e. pag 783. più in generale. 2001. Dir. “Il principio di territorialità e le esportazioni”. Vv. rilevano due ambiti territoriali: quello statale nazionale (territorio della Repubblica Italiana) e quello comunitario (territorio dell’Unione europea). Le operazioni extracomunitarie sono quelle che si svolgono tra i soggetti residenti in Stati diversi dell’Unione europea: esse sono soggette (transitoriamente) ad un particolare regime.. occorre distinguere tra:    operazioni nazionali (o interne). Le operazioni extracomunitarie sono quelle che comportano uno scambio tra un paese della Comunità ed un paese extracomunitario. è solo con riferimento a questi scambi che si può parlare. della rilevanza di una operazione ai fini del 31 BAGGIO R. 24 . Ai fini di tale principio.

dall’altro.. sulla scorta delle direttive comunitarie.p. Per le prestazioni di servizi vale. perciò si ha cessione nel territorio dello Stato al momento della cessione. Sist. l’Italia e gli altri paesi dell’Unione europea hanno adottato il principio di “tassazione nel paese di destinazione”: ciò comporta. 33 Cfr. invece. 2001. Trib. quindi postulano il principio di territorialità. L’imposta sul valore aggiunto. 25 .6. condiziona l’imponibilità delle cessioni dei beni e delle prestazioni di servizi. 7 del d. Giur. la disciplina delle importazioni e della delle esportazioni. in AA. il legislatore definisce il territorio statale ed i criteri che localizzano nel territorio dello Stato le operazioni soggette ad imposta33. art. e condiziona la nozione stessa di importazione (e di esportazione). VV. I concetti di esportazione e di importazione sono limitati ai soli scambi 32 A norma dell’art 1 del decreto IVA.. Dir. la territorialità. Inoltre. per le cessioni di beni vale il luogo in cui si trovano i beni ceduti.. le nozioni di importazione e di esportazione presuppongono la nozione di territorio. la tassazione delle importazioni e.1 LE IMPORTAZIONI In materia di trattamento degli scambi con l’estero. da un lato. l’imposta si applica anche “sulle importazioni da chiunque effettuate”. il criterio del domicilio o residenza nel territorio dello Stato del soggetto che presta il servizio.tributo32. la detassazione delle esportazioni34. 633/1972. quindi. 34 MATTARELLI F. pag 847. “Le importazioni”. I. Con una normativa assai complessa ed articolata.r. Circa le localizzazioni delle operazioni.

35 Sono considerati in libera pratica in uno Stato UE i prodotti provenienti da Paesi o territori terzi per i quali siano state adempiute nello Stato membro le formalità d’importazione.p. I beni importati sono tassati come quelli prodotti nello Stato. l’importazione. 19 e ss. 1203/1957). dopo l’abolizione delle frontiere fiscali all’interno dell’U. L’IVA assolta in dogana da soggetti passivi36 potrà essere portata in detrazione secondo le ordinarie regole (artt. 10.r.p. posto che per le operazioni intracomunitarie è previsto uno specifico regime. che non sono stati già immessi in libera pratica in altro Paese UE35. L’immissione in libera pratica attribuisce la posizione doganale di merce comunitaria a una merce non comunitaria. mentre quelli esportati non sono soggetti ad imposta (la cessazione all’esportazione è operazione “non imponibile”) e comportano la restituzione dell’imposta che ha gravato su tali beni dell’interno dello Stato.commerciali con i Paesi extra UE. 1 e 67. A seguito dell’introduzione di un unico spazio doganale europeo. 26 . 633/1972). d. mentre i soggetti privati ne restano definitivamente incisi.E. L’effettuazione di operazioni di importazioni di beni costituisce autonomo presupposto di applicazione dell’IVA. soltanto l’importazione da uno Stato extracomunitario (per i beni provenienti da altri Paesi europei si parla di “acquisti intracomunitari”). è un’operazione rilevante ai fini IVA (artt. l. L’importazione di un bene o di un servizio è dunque operazione imponibile: importazione è. però. Non è rilevante che l’operazione sia effettuata nell’esercizio di imprese. n. da chiunque effettuate. nonché riscossi i dazi doganali e le tasse di effetto equivalente esigibili in base alla tariffa doganale comune (art. con il termine “importazioni” si intende l’introduzione in Italia di beni originari da Paesi o territori extra UE. arti o professioni. d. n. 633/1972). 36 Si tratta di soggetti passivi IVA. n..r.

Per quanto riguarda il momento impositivo. costituiscono operazioni imponibili: l’IVA sulle importazioni è un tributo doganale (un “diritto di confine”). l’IVA all’importazione ha come base imponibile il valore della merce determinato secondo le disposizioni doganali (aumentato dei diritti doganali dovuti e delle spese di inoltro fino al luogo di destinazione). CEDAM. cit. caratteristiche sostanzialmente diverse dall’IVA applicabile sui prodotti nazionali e si avvicina piuttosto ad un’imposta monofase37. “Corso di diritto tributario internazionale”. allo scopo di uniformare il trasferimento fiscale dei beni provenienti dal territorio extracomunitario a quello dei beni prodotti all’interno della Comunità. il valore aggiunto di tutte le fasi precedenti di produzione e di distribuzione della medesima merce: essa ha. 37 38 MANDO’ M. quindi. UCKMAR VICTOR. e di conseguenza con l’assoggettamento ad IVA nella dogana stessa38.. 2002.. pag 962.. 27 . op. applicata su ciascuna operazione di importazione. pag. amministrato dagli uffici doganali ed applicato secondo le leggi doganali. liquidata e riscossa per ciascuna operazione secondo le norme della legislazione doganale. L’IVA sulle importazioni ha una funzione diversa rispetto all’IVA sugli scambi interni: essa “duplica” il tributo interno. Più precisamente. 1043. L’IVA all’importazione è accettata. esso sorge con la presentazione in dogana della dichiarazione dell’importazione. pertanto. quindi. MANDO’ G.Le importazioni. L’IVA all’importazione ha come base imponibile il valore pieno della merce importata e colpisce. le norme doganali si applicano altresì anche in materia sanzionatoria.

lettere a e b). esportazioni assimilate (art. perché devono essere fatturate senza l’applicazione dell’imposta ma. pag. 800. 8. come le operazioni imponibili. Esse sono dette convenzionalmente “operazioni non imponibili” (dizione che le differenzia dalle operazioni “escluse” e da quelle “esenti”) o anche definite “operazioni ad aliquota zero”. 1° comma. la regola generale è quella della non imponibilità)39.r.I. 8-bis del d. Le esportazioni sono altresì soggette a tutte le formalità previste in materia di fatturazione. 8. sono rilevanti ai fini IVA. op. 8-bis). 1° comma. Costituiscono operazioni assimilate alle esportazioni: le cessioni di navi. dichiarazione e danno quindi diritto alla detrazione o al rimborso dell’IVA assolta sugli acquisti. le 39 BAGGIO R. 28 . 8. le cessioni di beni trasportati o spediti al di fuori della Comunità sono assoggettate a norme diverse da quelle riguardanti le cessioni intracomunitarie (pur se. registrazione. Le esportazioni e le operazioni assimilate (artt. 633/1972. le cessioni all’esportazione si distinguono in:    esportazioni dirette (art. 633/1972) non sono soggette ad imposta. esportazioni indirette (art. lettera c).p.. In base agli art 8 e 8-bis del d.6.r..2 LE ESPORTAZIONI Dal 1 gennaio 1993. cit. poiché rientrano nel volume d’affari.p. nei due casi.

del d. esportazioni improprie (art. le prestazioni di servizi relative a lavori navali e accessorie.cessioni di aeromobili. sono considerate cessioni all’esportazioni dirette le consegne all’estero di beni esportati. Inoltre. In linea generale. alla consegna dei beni al proprio cliente. Tali esportazioni sono definite “dirette” poiché il cedente provvede direttamente. viene effettuato a cura o a nome del cedente o del proprio commissionario40. 1° comma. le cessioni di beni e prestazioni di servizi incorporate nelle navi o negli aeromobili o relative al vettovagliamento. sono definite esportazioni dirette tutte le cessioni. quale secondo acquirente e destinatario finale dei beni. di beni il cui trasporto fuori dal territorio dell’Unione Europea. cioè a propria cura e spese.p. 8. 1° comma. definisce il contratto di commissione come “un mandato che ha per oggetto l’acquisto o la vendita di beni per conto del committente ed in nome del commissionario”. L’esportazione è definita triangolare a fronte dell’intervento di tre distinti soggetti: un operatore nazionale (A) quale primo cedente. 8.r. All’interno della categoria delle esportazioni dirette rientrano anche:   esportazioni dirette a triangolo (o esportazioni triangolari). Sono considerate esportazioni triangolari le transazioni nelle quali intervengono due operatori nazionali e un terzo operatore estero. 29 . 633/1972.c. anche tramite commissionari. estende il beneficio della non imponibilità alle cessioni di beni (anche tramite commissionari). L’intervento del commissionario si configura come una prestazione di servizi che non pregiudica la condizione di “esportazione”. lettera b). purchè 40 L’art 1731 c. un operatore nazionale (B) quale primo acquirente e secondo cedente ed un operatore estero (C). La lettera c) dell’art.

op.l. costretto a versare al proprio fornitore somme di cui dovrà attendere il rimborsi dal fisco). MANDO’ G. del decreto IVA. avendo effettuato cessioni all’esportazione od operazioni intracomunitarie. in un dato periodo d’imposta. Il fondamento di tale norma va ravvisato nella presunzione che vi sia continuità nelle esportazioni di un’impresa. prevedendo per gli stessi la possibilità di usufruire. La finalità della normativa in esame è chiaramente quella di realizzare il principio della detassazione delle operazioni rese nei confronti dei soggetti che svolgono prevalentemente la loro attività economica nei confronti dell’estero. conv. L’acquisto senza il pagamento di imposta42 non equivale a non tassazione di 41 42 MANDO’ M. permanentemente in credito verso il Fisco. anche tramite commissionari.746. 30 . 29 dicembre 1983. ed alle prestazioni di servizi rese a soggetti che. ed è disciplinata dagli artt. del regime di acquisto senza pagamento dell’imposta e di evitare così l’onere finanziario dell’esborso del tributo afferente i beni e i servizi acquistati in attesa della procedura di rimborso41.. si avvalgono della facoltà di acquistare. Per attenuare questo fenomeno (che può essere anche di grave pregiudizio per l’operatore economico. Da 1 a 5 del D.17. in luogo del normale sistema delle detrazioni. 8..diversi dai fabbricati e dalle aree fabbricabili. cit. pag 166. La facoltà di fare acquisti senza pagamento dell’imposta è prevista dall’art. hanno venduto all’estero una certa parte dei loro beni. beni e servizi senza il pagamento dell’imposta. il diritto di acquistare (nell’anno successivo) la stessa quantità di beni senza pagamento dell’IVA. e che hanno quindi compiuto cessioni all’esportazione o operazioni intracomunitarie. Le imprese che vendono all’estero larga parte della loro produzione sono infatti. viene concessa a coloro che. n. insieme alla legge 27 febbraio 1984. n. comma 2.

r. Il limite (comunemente chiamato plafond) per effettuare gli acquisti agevolati può essere determinato secondo due metodologie:  metodo solare. ha introdotto l’obbligo per il cedente o prestatore (fornitore) di comunicare all’agenzia delle Entrate. 633/1972. Verificate tali condizioni. compreso il contratto di leasing avente ad oggetto il fabbricato. l’importo del plafond è pari alle esportazioni e cessioni intracomunitarie registrate nell’anno precedente. l’importo del plafond è pari a ciascun mese alle esportazioni e cessioni intracomunitarie registrate nei 12 mesi precedenti. 2008.p.  metodo mensile. costituiscano più del 10% del volume d’affari. con decorrenza 1-1-2’’5. I. cioè della facoltà di acquisire/importare beni e servizi senza l’applicazione dell’IVA. Dichiarazione annuale” TEAMSYSTEM. è necessario che le operazioni che concorrono alla formazione del plafond registrate nell’anno solare precedente o nei 12 mesi precedenti. di aree fabbricabili e dei beni oggettivamente non detraibili a norma dell’art. il contribuente può decidere di inviare ai propri fornitori sia di beni che di servizi43 apposita dichiarazione d’intento per la non applicazione dell’IVA44. esclusivamente per via telematica entro il giorno 16 del mese successivo. se il bene non verrà esportato infatti. 72. Vv. “IVA 2008.7 GLI SCAMBI INTRACOMUNITARI 43 Sono stati esclusi l’acquisto di fabbricati.quel bene. pag. 44 Si rammenta che la Finanziaria 2005. i dati contenuti nella dichiarazione nella dichiarazione d’intento con la quale il cliente chiede la non applicazione dell’IVA sulle forniture di beni e/o servizi. Per avvalersi della facoltà prevista per gli “esportatori abituali”.. AA. verrà in seguito assoggettato ad IVA in occasione della rivendita nel mercato interno. 19-bis del d. 31 . solo perché acquistato da un’impresa che abitualmente opera con l’estero.

nel caso di acquisti comunitari invece. fino a quando non sarà realizzato il regime fondato sulla tassazione del paese d’origine. in dettaglio. le vendite tra operatori economici (tra soggetti passivi IVA) all’interno della Comunità sono tassate a carico del compratore. Gli scambi intracomunitari non sono più importazioni ed esportazioni in senso tecnico. Il regime in esame resta ancorato al principio di tassazione nel paese di destinazione.Dal 1° gennaio 1993 sono state abolite le frontiere fiscali tra gli Stati dell’Unione europea ed è divenuta operante la disciplina delle “operazioni intracomunitarie”. come per l’IVA interna. la riscossione dell’IVA avviene direttamente ad opera della Dogana al momento dello sdoganamento. invece. I controlli delle amministrazioni fiscali vengono fatte a posteriori. Altro è. ma “acquisti intracomunitari” e “cessioni intracomunitarie”. sarà il soggetto IVA che cede il bene a 32 . attraverso un sistema di scambio rapido di informazioni tra le amministrazioni fiscali nazionali e le imprese che devono dichiarare trimestralmente le transazioni effettuate con imprese di altri paesi comunitari. ossia nello Stato di destinazione. Per le importazioni da paesi extracomunitari. il regime degli acquisti e delle cessioni intracomunitarie. In forza del regime transitorio. in base alla quale il trasferimento di merci all’interno della Comunità ha cessato di essere soggetto a controlli fiscali e alla tassazione doganale (IVA sulle importazioni). esso è stato posto in essere in via transitoria. il regime vigente quando uno dei due soggetti è un consumatore finale. Vediamo ora.

provvedere all’emissione della fattura su cui l’operazione sarà indicata “non imponibile” e la liquidazione dell’imposta dovuta dall’acquirente. l’operazione sarà imponibile a carico del venditore (e quindi nel Paese del cedente. La fattura estera. Giur. sulla base della fattura estera. MASPES P. Trib. in AA. Per quanto riguarda gli acquisti intracomunitari fatti da enti non commerciali essi non sono. L’imposta sul valore aggiunto. acquisti intracomunitari in senso tecnico.. 33 . ma lo diventano al di sopra di una soglia. il debito che ne scaturisce viene però neutralizzato dall’annotazione nel registro degli acquisti. Ai consumatori finali è assicurata ampia libertà di effettuare acquisti in qualsiasi paese intracomunitario. pag 867. Sist. che equivale all’annotazione della bolletta doganale46. vale in luogo del pagamento dell’imposta in dogana.. in linea di principio. con le opportune integrazioni. “Gli scambi intracomunitari”. Disposizioni particolari sono previste infine per i soggetti che effettuano operazioni esenti e per i produttori agricoli operanti in regime speciale (detrazione 45 46 Secondo le disposizioni appositamente dettate per gli acquisti intracomunitari. nello Stato di residenza). il bene così acquistato (tassato con IVA nel paese in cui avviene l’acquisto) è liberamente trasportabile e consumabile in altri paesi differenti da quello di acquisto (ad esempio. L’annotazione sul libro delle fatture emesse infatti. come se l’operazione avvenisse all’interno di quel mercato). nel caso invece in cui l’acquirente sia un consumatore finale (o. 2001. come si una dire “un privato”). Dir. deve essere annotata dall’acquirente sia sul libro delle fatture emesse che su quello degli acquisti. La disciplina in esame ha per oggetto gli acquisti fatti da soggetti passivi IVA. verrà effettuata dallo stesso45.. VV.

a condizione che il cessionario sia un soggetto passivo (o un ente non commerciale) esse risultano essere infatti imponibili nel paese di destinazione (vale cioè un regime analoghi a quello delle esportazioni47). 47 TESAURO. Le cessioni intracomunitarie (ad esempio la vendita di una merce da parte di un imprenditore italiano ad un commerciante francese) sono operazioni non imponibili in Italia. cit.forfetaria).. op. 34 . 254. pag.

3 Detrazione dell’imposta relativa agli acquisti intracomunitari – II.1 Introduzione – II.2.1.4.2 Gli acquisti intracomunitari – II.2 Disciplina applicabile alle cessioni intracomunitarie – II.3 Le cessioni intracomunitarie – II. operazioni e adempimenti – II.1 Operazioni interessate dalla disciplina – II.1 Le quadrangolazioni 35 .2.3. operazioni e adempimenti – II.1 Presupposti.4 Le operazioni triangolari comunitarie e nazionali – II.1 Presupposti.CAPITOLO II° L’IVA INTRACOMUNITARIA SOMMARIO: II.3.2 Modalità di applicazione dell’imposta sugli acquisti intracomunitari – II.2.

nel gennaio del 1997. In relazione alle divergenze tra le aliquote applicabili nei vari Stati membri... è stato adottato un sistema transitorio di applicazione dell’IVA che imponeva la tassazione delle merci nel Paese di destinazione. conv. 31 dicembre 1992. “L’imposta sul valore aggiunto”. 213 non convertiti tempestivamente in legge e poi dal D. pag 870. VV. pag. 427 del 1993. Il regime transitorio avrebbe dovuto cedere il passo. n. IPSOA. 2 marzo 1993. “Manuale dell’imposta sul valore aggiunto”. “Gli scambi intracomunitari”. Giur.II. 92/111). trib. n. n. 131.. 2001. MANDO’ G.1 INTRODUZIONE L’abolizione delle frontiere fiscali tra i Paesi appartenenti alla Comunità economica europea – a far data dal 1° gennaio 1993 – ha comportato profonde modifiche alla disciplina dell’IVA relativa alle operazioni commerciali intercorrenti con altri Stati della stessa Comunità48 garantendo che il tributo venisse acquistato dallo Stato membro in cui si verificasse il consumo. 30 agosto 1993. n. le cessioni intracomunitarie di merci rappresentano 48 Tali innovazioni sono state introdotte prima dai DD. che ha inoltre notevolmente modificato le precedenti previsioni della sesta direttiva CEE del 1977. l’applicazione integrale del “principio della tassazione dello Stato membro d’origine” avrebbe presentato particolari complessità che avrebbero potuto determinare notevoli effetti distorsivi al commercio tra gli Stati medesimi49. 949. derivanti dalla mancata armonizzazione delle aliquote IVA. 331. MANDO’ M. n.. 91/680 (a sua volta modificata dalla direttiva n. Per evitare o almeno limitare tali effetti distorsivi. sist. 36 . 47. L. 49 MASPES P. in attuazione delle disposizioni di cui alla direttiva CEE n. pertanto. 30 giugno 1993. 2008. Della legge n.L.. 513. dir. Con il sistema definitivo. in AA. ad un regime definitivo di tassazione nel Paese d’origine. 28 aprile 1993.

E. PAG. Quest’ultimo regime non risulta però essere ancora operante. continuando infatti l’applicazione del sistema transitorio della tassazione nel Paese di destinazione50.E. disciplina speciale rispetto a quanto è stabilito dal d. CEDAM. 331.  le nozioni di “esportazione” e di “importazione” riguardano solamente gli scambi con i Paesi terzi. 30-81993.p.r. 50 FALSITTA G. 633/1972. sono operazioni denominate “acquisti intracomunitari” e “cessioni intracomunitarie”. 2007. Questa disciplina ha come cardine i seguenti principi generali:  i movimenti dei beni all’interno del territorio dell’U.  i soggetti passivi IVA debbono autoliquidare l’IVA sugli acquisti intracomunitari..  le dogane sono assenti per i rapporti commerciali all’interno dell’U. 331. l’IVA si applica secondo le regole indicate dagli artt. il quale limita la sua efficacia ai rapporti interni ed alle operazioni con i Paesi terzi ma al quale l’art 56 d. n.. da 38 a 58 del d. 30-08-1993. rimanda “per quanto diversamente disposto”.. n.operazioni imponibili equivalenti a quelle realizzate all’interno di ciascun Paese. 579.E. n. 37 . “Corso istituzionale di diritto tributario”. Per i rapporti di scambio commerciale con altri Stati membri dell’U.l.l. per cui i consumatori possono acquistare liberamente le merci di un altro Stato membro senza subire tassazione alcuna al passaggio della “frontiera politica” tra gli Stati membri dell’U. computandola direttamente in detrazione (circostanza che evita di effettuare distinti versamenti per ciascuna operazione).E.

ecc. il trasbordo..1 LE OPERAZIONI INTERESSATE DALLA DISCIPLINA L’IVA intracomunitaria non ha per oggetto tutte le motivazioni di beni e le operazioni connesse che vedono come controparti soggetti domiciliati in differenti Stati membri dell’U. ciascun operatore51 è identificato con un numero individuale che corrisponde al numero di partita IVA integrato con un suffisso relativo allo Stato di appartenenza (codice ISO). Le cessioni intracomunitarie (e gli acquisti intracomunitari) quando sono presenti le seguenti condizioni:     le parti sono soggetti passivi IVA. anche se ciò avviene mediante l’attraversamento di acque internazionali o il territorio di un Paese terzo. pag. 2I trasporti intracomunitari quando iniziano in uno Stato e terminano in un altro Stato membro dell’U.E.. “Guida pratica di diritto tributario internazionale: l’IVA nei rapporti con l’estero”. 2005. 11. lo scarico. GIAPPICHELLI EDITORE. 4Le intermediazioni aventi per oggetto sia i beni che i servizi. l’operazione è a titolo oneroso. i beni vengono spediti da uno Stato ad un altro Stato membro. 51 BARBARA G.E.. II.1. ma soltanto: 1. 3Le operazioni accessorie al trasporto quali il carico. l’operazione comporta il trasferimento della proprietà dei beni o di altro diritto reale. 38 .

I servizi, esclusi quelli di trasporto e accessori agli scambi intracomunitari, sono regolati dall’art. 7 del D.P.R. n. 633/197252.

II.2 GLI ACQUISTI INTRACOMUNITARI

Nella normativa nazionale per “acquisto intracomunitario” si intende, secondo quanto stabilisce l’art. 38, d.l. n. 331 del 1993, l’acquisizione da parte di un soggetto passivo di imposta, derivante da atti a titolo oneroso della proprietà di beni, o di altro diritto reale di godimento sugli stessi, spediti o trasportati nel territorio dello Stato da altro Stato membro dal cedente, nella qualità di soggetto passivo d’imposta, ovvero dall’acquirente o da terzi per loro conto53. L’IVA qui è applicata con riferimento all’acquisto nello Stato membro di destinazione: il debitore d’imposta è l’acquirente, il quale nella sua veste di soggetto d’imposta può portare in detrazione, nei limiti consentiti dall’ordinamento nazionale, l’IVA relativa agli acquisti intracomunitari effettuati. In altri termini, l’obbligo del pagamento dell’IVA nel momento dell’attraversamento del confine politico tra uno Stato e l’altro è spostato nei locali dell’acquirente dove, figurativamente, è collocata la dogana e dove va liquidata l’IVA dovuta sull’acquisto54. II.2.1 PRESUPPOSTI, OPERAZIONI E ADEMPIMENTI
52 53

MOGOROVICH S., “Iva intracomunitaria”, op. cit., pag. 17. MASPES P., “Gli scambi intracomunitari”, op. cit., pag 873. 54 MOGOROVICH S., “Iva intracomunitaria”, op. cit., pag 39 e SACCHETTO – ALEMANNO, “Materiali di diritto tributario internazionale”, IPSOA, 2002, pag. 455.

39

Dalla lettura del primo e del secondo comma dell’art. 38 del d.l. n. 331/1993 si rileva che la nozione di acquisto intracomunitario (in senso stretto) richiede la concorrenza dei seguenti elementi essenziali (il difetto di uno di essi comporta, perciò, l’inapplicabilità del relativo particolare regime e la correlativa applicabilità delle disposizioni del d.p.r. n. 633/1972, sempre che si tratti di operazione che rientri nel campo di applicazione dell’imposta, secondo i principi generali) e cioè55:  il trasferimento della proprietà ha per oggetto beni mobili o altro diritto reale di godimento sugli stessi;    l’operazione avviene a titolo oneroso; i beni sono spediti o trasportati da altro Stato membro dell’U.E; il cedente e l’acquirente agiscono in qualità di soggetto passivo d’imposta;

Come regola generale, l’acquisto intracomunitario viene fatturato dal cedente senza applicazione dell’IVA poiché deve essere tassato nello Stato di destinazione conteggiando le aliquote vigenti nel giorno di effettuazione dell’operazione sulla base imponibile determinata in base alla norma interna, operazioni necessarie per convertire la “fattura estera” in “fattura interna”. In sintesi, gli elementi soggettivo, oggettivo e territoriale rappresentano i presupposti della speciale normativa: 1. elemento soggettivo: chi effettua l’acquisto è un operatore economico

55

MANDO’ M., MANDO’ G., op. cit., pag 952.

40

che effettua l’operazione nell’ambito di un’attività d’impresa, artistica o professionale; al contrario, chi acquista nella sfera personale o familiare effettua un acquisto interno, riferito allo Stato del cedente, ma non un acquisto intracomunitario, dovendo corrispondere l’IVA al venditore anche in altro Stato membro; 2. elemento oggettivo: deve avvenire il trasferimento della proprietà (o di altro diritto reale di godimento) con pagamento di un corrispettivo (o mediante permuta)56; 3. elemento territoriale: deve verificarsi lo spostamento fisico del bene da uno Stato all’atro, a prescindere da chi effettua materialmente l’operazione; se il bene non esce dal territorio dello Stato va assoggettato ad IVA a cura del cedente anche se l’acquirente è residente in altro Stato dell’U.E., per cui non è acquisto intracomunitario l’acquisizione della proprietà dei beni che,

anteriormente all’acquisto, già si trovano nel territorio dello Stato (trattandosi di operazione da assoggettare ad “IVA italiana”) o in altro Stato (trattandosi di cessione allo Stato estero). Rimangono del tutto esclusi dalla disciplina i passaggi di beni tra vari Paesi
56

Manca la fattispecie di acquisto intracomunitario nella vendita a prova finchè non viene sciolta la riserva di godimento; nemmeno la cessione gratuita dà luogo alla fattispecie; tra gli atti di acquisto rilevanti vanno compresi anche quelli avente fonte coattiva, amministrativa o giurisdizionale purchè sussista il trasferimento dei beni mentre, per conto, sono esclusi dalla normativa gli atti di donazione e quelli mortis causa mancando il presupposto di onerosità; relativamente ai diritti reali di godimento, il presupposto sussiste soltanto per l’usufrutto e l’uso essendo esclusa la condizione di trasferimento per le altre ipotesi riferite soltanto a beni immobili; nel rapporto di permuta, effettuato da due soggetti d’imposta si manifestano due distinti rapporti: a fronte di un acquisto intracomunitario, con precisi obblighi, c’è una cessione intracomunitaria con altrettanti obblighi distinti; il rapporto permutativi con rilevanza dell’IVA intracomunitaria, invece, è limitato soltanto all’acquisto qualora la controprestazione sia una cessione gratuita di beni, assoggettati ad “IVA italiana”, ovvero una cessione all’esportazione o una prestazione o una prestazione di servizi diversa da quelle indicate all’art. 40, commi 5, 6 e 8, del d.l. 30-8-1993, n. 331.

41

l. 4 del d. si presume che agiscano comunque nell’esercizio di impresa gli enti pubblici e privati.per conto di privati: gli acquisti effettuati nell’ambito personale o familiare sono infatti soggetti ad imposta nel Paese di origine e nessuna imposta è quindi dovuta all’atto dell’introduzione nei vari Stati membri.r. 633/1972). cit. 331/1993).p. i consorzi. 1 del d. In pratica l’IVA si applica:  Sulle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nell’esercizio di imprese arti o professioni nel territorio dello Stato e sulle importazioni da chiunque effettuate (art. arti o professioni nel territorio dello Stato (art. 57 MOGOROVICH S. op. 39-41.p. 38. commi 1 e 2.r. si considerano effettuati nell’esercizio di impresa le cessioni di beni o le prestazioni di servizi effettuate nell’esercizio di attività commerciali57. Gli acquisti intracomunitari hanno un trattamento analogo a quello riservato agli acquisti effettuati nel territorio dello Stato: è possibile distinguere le operazioni in operazioni imponibili.. n. Va tenuto presente che. in forza dell’art. non imponibili. esenti ed escluse dall’applicazione dell’IVA. Per gli enti di cui sopra che non abbiano per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale.  Sugli acquisti intracomunitari effettuati nell’esercizio di imprese. 42 . 633/1972. “Iva intracomunitaria”. pag. n. n. del d. le associazioni o altre organizzazioni senza personalità giuridica e le società semplici che abbiano per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali..

non potrà essere individuata alcuna fattispecie di acquisto intracomunitario. Per quanto attiene alla disciplina applicabile agli acquisti intracomunitari bisogna analizzare:       il momento di effettuazione dell’operazione. la territorialità.   oggetto dell’operazioni sono beni mobili.Costituiscono acquisti intracomunitari le operazioni realizzate in presenza delle seguenti condizioni:   le acquisizioni sono a titolo oneroso. nel territorio dello Stato (a cura del cedente o dell’acquirente o di terzi per loro conto). l’aliquota e la non applicabilità dell’IVA.E. avviene il trasferimento della proprietà o di altro diritto reale di godimento. il momento di effettuazione dell’operazione. la base imponibile. Se manca un solo dei suddetti requisiti. che viene individuato nel momento della consegna dei beni all’acquirente e quindi nel momento in cui i beni pervengono nel luogo di destinazione nel 43 . la detrazione. i beni sono trasferiti da uno Stato membro dell’U.  l’operazione avviene tra soggetti passivi d’imposta.

un verbale di consegna o la lettera di vettura). In riferimento al secondo punto che tratta la questione della “territorialità” si potrà quindi escludere l’imponibilità dell’acquisto intracomunitario. primo comma. del d.L. 15.territorio dello Stato (art 39. risulta assoggettabile all’imposta secondo l’aliquota ivi vigente) le cessioni di beni spediti o trasportati da un altro Stato membro quando questa è effettuata nei confronti di persone fisiche non soggetti d’imposta ovvero di cessionari che non hanno optato per l’applicazione dell’imposta sugli acquisti intracomunitari. 331/1993)58. quindi. Venendo alla base imponibile. per corrispondenza e simili: si considera effettuato nello Stato (e. quando un soggetto passivo acquista in Francia beni che successivamente decide di destinare ad altra sua impresa. essa è costituita dall’ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti al cedente (o al prestatore di servizi) secondo gli oneri contrattuali compresi anche gli oneri e le spese inerenti all’esecuzione o ai debiti o agli altri oneri verso terzi accollati al cessionario o al committente. 44 . comma 1. sono stati ivi ceduti ad altro soggetto o ente assoggettato all’imposta e designato dal venditore quale debitore dell’imposta relativa (ciò avviene ad esempio per “le operazioni triangolari”)59. ove l’operazione è un acquisto intracomunitario). aumentato delle integrazioni direttamente connesse con i corrispettivi dovuti ad altri soggetti (art. 58 La prova del momento in cui è avvenuta la consegna (o l’arrivo) è demandato ad una documentazione informale tra le parti (ad esempio. se si dimostra che l’acquisto ha già scontato l’imposta in altro Stato membro di destinazione del bene (ad esempio. 633/1972) tenendo presente che:  se i beni sono soggetti ad accisa (o è esigibile in dipendenza dell’acquisto). 59 Per le cessioni in base a cataloghi. restando comunque esclusi i prodotti soggetti ad accisa. per carenza del requisito territoriale. È escluso dall’IVA l’acquisto intracomunitario di beni che spediti o trasportati in altro Stato membro.p. anche tale imposta concorre a formare la base imponibile.r. ubicata in altro Stato membro. del D.

Se nella fattura manca l’indicazione del cambio. 331/1993. la conversione in euro va effettuata utilizzando il valore di conversione corrente alla data di emissione del documento. se l’acquisto intracomunitario è stato assoggettato ad imposta in altro Stato membro di destinazione del bene (art. 40. comma 2).  per il trasporto effettuato da cessionario: nel momento di arrivo dei beni nel luogo di destinazione. i corrispettivi (e gli oneri accessori) espressi in valuta estera sono computati secondo il cambio del giorno di effettuazione dell’operazione. del d. in mancanza di tale indicazione.l. assume rilevanza il momento 45 . nello Stato membro di Ai sensi dell’art 43. Quando il trasporto è curato dall’acquirente. la base imponibile è ridotta dell’ammontare assoggettato ad IVA destinazione del bene.  per la fatturazione anticipata (o per acconto): con il momento di emissione della fattura (o di pagamento). della data della fattura. L’indicazione del cambio utilizzato è un’operazione riservata al cedente quando la consegna è effettuata in proprio (o per suo conto). se indicato nella fattura o. Va utilizzato il cambio del giorno indicato in fattura soltanto quando l’emissione del documento è contestuale o segue quello di effettuazione dell’operazione che coincide:  per il trasporto effettuato dal cedente (o a sua cura): con il momento della consegna al cessionario (o a terzi per suo conto). comma 3.

l. per rispettare la prescrizioni in materia di elenchi riepilogativi di cui al D. settimo e ottavo comma del D.. ad esempio la corona danese.p. secondariamente. 16 del d.. pag 56. l’IVA sugli acquisti intercomunitari va liquidata applicando le aliquote IVA indicate all’art. 39 del d. nella valuta dello Stato membro di provenienza.l. II. al fine di adempiere agli obblighi sia di liquidazione dell’IVA che di contabilizzazione indicati nel d. op. 74. “Iva intracomunitaria”. l’acquirente nazionale deve operare la conversione della valuta del Paese terzo. ad esempio il dollaro. il fornitore applica l’IVA e per l’acquisto irregolare si rende applicabile la sanzione amministrativa dal 100% al 200% (con un minimo di € 516) all’IVA dovuta anche se applicata correttamente 60 Se la fattura non è espressa nella valuta dello Stato membro dello Stato di appartenenza del cedente. 8 e 8 bis del d.dell’arrivo nel luogo di destinazione nel territorio dello Stato: in questo caso l’integrazione sul documento (art. Per quanto attiene all’aliquota.R.r.p. in euro. La disposizione è applicabile anche per le operazioni non soggette ad IVA ed esenti da IVA (art. 27-10-2000. 46 . 633/1972. l’acquisto intracomunitario sarà attratto dalla stessa norma agevolativa (artt. 331/1993) dovrà essere conforme alla documentazione di supporto da esibire durante le operazioni di controllo60. 633/1972). cit. citato)61. Se la cessione nel territorio dello Stato è considerata un’operazione “non imponibile”. In caso contrario.M.P.r. e.2 MODALITA’ DI APPLICAZIONE DELL’IMPOSTA SUGLI ACQUISTI INTRACOMUNITARI I soggetti che effettuano acquisti o sono committenti di prestazioni intracomunitarie devono comunicare all’altra parte contraente il proprio numero di identificazione fiscale costituito dal numero di partita IVA preceduto dal codice “ISO” cioè dalla sigla “IT”.2. 61 MOGOROVICH S.

la misura va da un minimo di € 258 ad un massimo di € 206562. Se il soggetto che deve l’imposta in Italia non è residente e non ha nessuna stabile organizzazione.. va annotato anche sul registro degli acquisti. che costituisce titolo per esercitare la detrazione dell’IVA assolta sull’acquisto. va calcolata l’IVA. cit. L’IVA dovuta sugli acquisti intracomunitari è calcolata a debito direttamente dal soggetto passivo: la fattura di acquisto va annotata nel registro delle fatture emesse e lo stesso documento. pag 229. 47 . L’integrazione delle fatture può essere fatta sia manualmente che mediante un timbro che contenga tutti gli elementi richiesti dall’art. deve essere integrata come segue:    va attribuito un numero progressivo. FRIZZERA B. La fattura va numerata progressivamente secondo il criterio di 62 63 MOGOROVICH S.E. L’operatore economico in questo modo. La fattura di acquisto intracomunitario. il sole 24 ore. n.nell’altro Stato membro.. del d. va determinata la base imponibile. “Guida pratica fiscale”. gli obblighi e i diritti derivanti dall’effettuazione delle operazioni intracomunitarie possono essere adempiuti o esercitati da un rappresentante residente63. op. Per le operazioni non imponibili o esenti la sanzione va dal 5% al 10% dei corrispettivi (con un minimo di € 516) fermo restando che se la violazione non rileva ai fini delle imposte sui redditi. da un lato liquida l’IVA dovuta e dall’altro può anche detrarre l’IVA assolta sull’operazione nei modi e nei termini previsti dalla normativa. pag 459. emessa dal fornitore U.l. 46. 331/1993. 2008. comma 1...

Per quel che concerne i commercianti al minuto. entro il mese successivo al ricevimento ovvero anche successivamente ma comunque entro 15 giorni dal ricevimento e con riferimento rispettivamente al mese di ricevimento ovvero di emissione. pur se risultante dal registro delle fatture emesse o da quello dei corrispettivi.r. 48 . il cessionario è infatti debitore dell’imposta relativa al presupposto acquisto intracomunitario ed il modo più agevole per poter evidenziare la sua posizione debitoria nei confronti dell’erario è stato ritenuto quello di prevedere l’annotazione della fattura integrata nel registro che ha naturalmente la funzione di individuare l’ammontare dell’imposta relativa alle operazioni effettuate dal contribuente e. d. come rilevato.p. 25 del d. La registrazione deve invece avvenire 64 È da rilevare peraltro che. di determinare il debito di quest’ultimo nei confronti dell’erario. “Gli scambi intracomunitari”. Come rilevato. op. n. ma possano utilizzare a tal fine anche il registro dei corrispettivi64..p. MASPES P. n. 633/1972. la stessa deve essere annotata nel registro delle fatture entro il mese di ricevimento ovvero anche successivamente ma comunque entro 15 giorni dal ricevimento e con riferimento al relativo mese. l’ammontare degli acquisti intracomunitari non concorre ovviamente alla determinazione del volume d’affari: non si tratta infatti di operazioni attive per il contribuente. 633/1972. è stato ritenuto che gli stessi non debbano necessariamente avere un registro delle fatture emesse per l’annotazione degli acquisti intracomunitari effettuati. che tengono il registro dei corrispettivi previsto dall’art. esclusivamente alla finalità di evidenziare il debito d’imposta del contribuente.annotazione nel registro delle fatture emesse. La fattura integrata deve essere annotata anche nel registro degli acquisti. va successivamente annotata nel registro degli acquisti attribuendo il numero progressivo di numerazione proprio.. quindi. La stessa inoltre. pag 897. 24. ma l’annotazione nel registro delle fatture emesse risponde. Per quanto attiene alla registrazione della fattura di acquisto.r. cit. secondo le normali regole previste dall’art.

su apposita colonna) ma non anteriormente al mese di annotazione nel registro delle fatture emesse65. 49 . Il diritto alla detrazione dell’IVA relativa ad un acquisto intracomunitario può essere esercitato nella stessa liquidazione in cui questa è compiuta a debito. configurandosi quindi l’acquisto intracomunitario. pag 460. la registrazione simultanea nel registro delle fatture emesse ed in quello degli acquisti consente di ottenere la compensazione immediata ed automatica del credito e del debito d’imposta e di superare la sfasatura temporale esistente nel regime doganale tra il versamento in dogana.. il diritto alla detrazione della stessa imposta. per i beni per il cui acquisto è prevista l’indetraibilità.3 DETRAZIONE DELL’IMPOSTA RELATIVA AGLI ACQUISTI INTRACOMUNITARI Se da un lato l’imposta sull’acquisto intracomunitario costituisce un debito per l’acquirente. totale o parziale. ai sensi e nei limiti degli artt. La detrazione. 19 ss.2. dell’imposta... è da ritenersi preclusa. totalmente o parzialmente. 633/1972. op. II. arti o professioni.r. che di regola compete quando l’acquisto è effettuato nell’esercizio di impresa.p. sotto un profilo finanziario. cit. infatti. e il successivo esercizio del diritto a deduzione in sede di liquidazione periodica. d. dall’altro accorda al soggetto medesimo. 65 MOGOROVICH S. a dire il vero più conveniente dell’importazione da un paese extracomunitario: in assenza di limiti all’esercizio della detrazione.distintamente (ad esempio. all’atto dell’importazione.

per le cessioni intracomunitarie per le quali è prevista in generale la non imponibilità. sono attualmente solo quelle in forza delle quali i beni vengono spediti o trasportati in territori posti al di fuori della Comunità economica europea. 30 agosto 1993.p. non dovendo le stesse essere più considerate come cessioni all’esportazione.r. 331/1993. In questo modo dal 1 gennaio 1993. 50 . 331.. la non imponibilità di tali operazioni ha trovato il suo titolo ed il suo fondamento nell’art 41 del d.3. in coerenza con il principio della tassazione nel Paese di destinazione al quale si ispira il regime temporaneo. 633/1972.p. le quali nel testo modificato dell’art 8 del d.r.l. viene dettata una particolare disciplina. OPERAZIONI E ADEMPIMENTI Affinché si possa configurare una cessione intracomunitaria non imponibile ai sensi dell’art 41 del d.l.II. è necessario che l’operazione presenti i seguenti presupposti:  soggettivo: il cedente è un soggetto passivo di imposta nel territorio dello Stato e l’acquirente è un soggetto passivo d’imposta in un altro 66 Dal capo II del d. n.1 PRESUPPOSTI. II. in attuazione delle più recenti direttive comunitarie66.3 LE CESSIONI INTRACOMUNITARIE Nel regime temporaneo delle operazioni introdotto.

IPSOA. 2001.  oggettivo: l’operazione è a titolo oneroso.  territoriale: il bene viene trasportato o spedito dall’Italia in altro Stato membro dell’U.. pur manifestando tutti i requisiti necessari perché possa essere definita “cessione intracomunitaria” non può essere disciplinata dalla relativa normativa. 67 La disciplina di non imponibilità opera altresì per le cessioni effettuate nei confronti degli enti. d. 633/197269. non soggetti passivi d’imposta. quinto comma. comunque esonerati nello Stato membro di destinazione dall’applicazione dell’imposta sugli acquisti intracomunitari effettuati e che non abbiano comunque optato per l’applicazione dell’imposta in tale Stato. La mancanza di uno dei tre presupposti appena delineati rende la cessione del bene soggetta ad IVA in Italia secondo quanto disposto dal d. Vi sono dei casi in cui la cessione dei beni.E.. diverso da quello del cedente67.p. La disposizione di non imponibilità non opera. delle associazioni e delle altre organizzazioni. 69 GALLEANI D’AGLIANO – NORMANNI. 51 .E. nonchè dei cessionari. cit. CENTORE P. 68 Da ciò si è affermato. 194. le quali sono quindi imponibili all’imposta sul valore aggiunto nel territorio dello Stato.r. pag 100. pag. ove tali cessionari siano comunque tenuti ad applicare l’imposta sugli acquisti intracomunitari effettuati o per il volume delle transazioni poste in essere o per espressa opzione in tal senso. non soggetti d’imposta. nonché dei soggetti passivi d’imposta che effettuano operazioni esenti in misura tale da precludere il diritto alla detrazione dell’imposta a monte e dei produttori agricoli che si avvalgono del regime forfetario di compensazione. per le cessioni a titolo gratuito. “IVA comunitaria – aspetti interpretativi e applicativi”. ha per oggetto beni mobili materiali e comporta il trasferimento della proprietà dei beni o di altro diritto reale di godimento68. per le cessioni effettuate nei confronti delle persone fisiche. 331/1993 che neo modelli INTRASTAT ai soli fini statistici (solo se la cadenza di presentazione è mensile). che per le stesse trovi applicazione la disciplina ordinariamente prevista per le cessioni effettuate nel territorio dello Stato.Stato membro dell’U.l. invece. 70 L’operatore nazionale che effettua la lavorazione non realizza una cessione intracomunitaria ma deve annotare l’uscita e l’ingresso di detti beni dal territorio nazionale sia nell’apposito registro delle movimentazioni di merce senza trasferimento della proprietà di cui all’art 50. Trattasi delle seguenti fattispecie:  beni inviati dall’Italia in altro Stato membro per sottoporli a lavorazione70. soggetti passivi o meno. op.

 beni che potrebbero beneficiare del regime di temporanea importazione nell’altro Stato membro.E.   l’oggetto dell’operazione sono beni mobili. tale numero va verificato per evitare di incorrere nell’irrogazione delle sanzioni.E. Prima di effettuare una cessione intracomunitaria è necessario farsi rilasciare dal cliente il numero di identificazione fiscale. Se invece il numero di 52 .  l’operazione avviene tra soggetti passivi d’imposta..E. tramite rappresentante fiscale e ceduti a operatore comunitario.  beni ammessi in libera pratica in altro paese U. cioè il numero di partita IVA rilasciato dallo Stato di appartenenza preceduto dalla sigla attribuita allo Stato stesso. cioè il codice ISO71. 71 Se il numero esposto in fattura non permette di identificare il cliente estero. Come osservato in precedenza. beni strumentali inviati dall’Italia in altro Stato membro per eseguire temporanee prestazioni di servizi. ad un operatore comunitario.  beni introdotti in Italia in temporanea importazione e ceduti nell’U. i beni sono trasferiti dal territorio dello Stato (a cura del cedente o dell’acquirente o di terzi per loro conto) in altro Stato membro dell’U. costituisce “cessione intracomunitaria” l’operazione realizzata in presenza delle seguenti condizioni:  la cessione è fatta a titolo oneroso e trasferisce la proprietà o altro diritto reale di godimento.

identificazione non viene rilasciato. “Alla ricerca della prova formale delle cessioni intracomunitarie”. quarto comma. non sussiste l’obbligo di emissione del documento accompagnatorio salvo che per i beni soggetti ad accisa per i quali è necessaria la compilazione in conformità a quanto è previsto dal Regolamento CEE 11-9-1992.E. comma 5. 66. utilizzabile per la circolazione in regime sospensivo e per i beni che attraversano i paesi EFTA (associazione europea di libero scambio) per i quali è sufficiente la compilazione del modello T2 accompagnato dalla fattura. d. del d. 331/1993. 41 del d. comporta la necessità di procedere ad un’autonoma numerazione ma non l’obbligo di istituire un registro riepilogativo.P. emessa ai sensi dell’art. D’ARDIA CIRO.l. L’adozione di un registro sezionale. 23 del d. su apposita colonna) nel registro delle fatture emesse spettando i tempi e le modalità indicate dall’art. in luogo dell’ammontare dell’IVA.r.Nessuna sanzione può essere irrogata al cedente se il codice attribuito dall’Ufficio delle entrate è errato. 633/1972).R. che si tratta di un’operazione non imponibile ai sensi dell’art. secondo cui la disciplina prevista agli effetti dell’imposta di bollo per le fatture e gli altri documenti relativi alle operazioni di importazione ed esportazione si applica anche alle fatture ed agli altri documenti relativi alle operazioni intracomunitarie72. 21 del D.l. 149-153. La fattura. Il documento di trasporto va emesso qualora si adotti la tecnica di “fatturazione differita” (art 21. 72 Per i beni in uscita dal territorio dello Stato e con destinazione verso gli Stati dell’U. in CORRIERE TRIBUTARIO 3/2009 pag.p. L’annotazione della fattura emessa per cessioni intracomunitarie deve avvenire in maniera distinta (ad esempio. 633/1972 deve contenere i seguenti dati:   il numero di identificazione fiscale del cedente e del cessionario. pag 44-46 e CENTORE P. 2719/92. La fattura è esente dall’imposta di bollo in base al contenuto dell’art.p. “La prova delle cessioni comunitarie” in AZIENDA & FISCO 2/2008. la fattura dovrà contenere l’addebito dell’IVA. l’indicazione. n. 331/1993. 53 . intestato alle sole fatture per cessioni intracomunitarie.r.

l’indicazione del cliente U. si deve fare riferimento alle disposizioni contenute nel d. II.p. pag. in forza del rinvio contenuto nell’art 56.r. Per quanto riguarda il momento di effettuazione dell’operazione.2 DISCIPLINA APPLICABILE ALLE CESSIONI INTRACOMUNITARIE Per quanto riguarda la disciplina applicabile alle fattispecie definibili come “cessioni intracomunitarie” e quelle alle medesime assimilate. n. 633/1972. L’adozione di un registro sezionale comporta una numerazione distinta ed autonoma dei documenti emessi.l. 13. il numero progressivo attribuito alla fattura emessa. MOGOROVICH S.E. 14. Risultano altresì disciplinati dalla normativa contenuta nel d.. d. 331/1972 il momento di effettuazione delle cessioni intracomunitarie (quindi individuato ai sensi delle disposizioni ordinariamente previste per le cessioni di beni dell’art. Più in particolare oggetti di annotazione sono: la data del documento. 471. diversa dalla sequenza adottata per il registro delle fatture relative a cessioni all’interno del territorio dello Stato ed all’esportazione74. 54 . 331/1993.3..l. 41 del d. lo stesso è quindi costituito di regola dal momento della consegna o della spedizione dei 73 74 A norma dell’art.633/1972. op. cit.. 15). 6) e la determinazione della base imponibile (da operarsi a norma degli artt.p.r. il corrispettivo e il titolo di non imponibilità73 . 331/1993.

37. 4° comma del d. al momento del pagamento o a quello dell’emissione della fattura.beni. n. 924. L’utilizzo del plafond per gli acquisti intracomunitari di beni e di servizi è previsto dall’art. 41. 75 CENTORE. l’operatore deve procedere all’integrazione della fattura comunitaria emessa dal cedente residente in un altro Stato membro dell’U. indicando in luogo di essa il titolo di inapplicabilità e la relativa norma. il corrispettivo o è comunque emessa fattura. 331/1993. L’operatore residente che abbia lo status di esportatore ed un plafond disponibile. Infine. 55 .. In sostanza. ai sensi dell’art. è stato osservato che la medesima è determinata in base agli stessi criteri previsti per le cessioni interne75. pag. la cessione intracomunitaria si considera effettuata. pag. se anteriormente a tali eventi è pagato.. limitatamente all’importo pagato o fatturato. 42. 2° comma del d. 76 MASPES P.. “L’IVA e gli scambi intracomunitari”. op. MILANO.l. “Gli scambi intracomunitari”. pag. cit.l. Per quanto riguarda le cessioni di beni per le quali si prevede che gli effetti traslativi si producano posteriormente alla consegna o spedizione.. le stesse si considerano effettuate quando si producono tali effetti e comunque dopo il decorso di un anno dalla consegna o spedizione. in tutto o in parte. 331/1972. op. può utilizzare tale norma agevolativa anche per gli acquisti intracomunitari76.E. le cessioni intracomunitarie rilevano agli effetti della determinazione dello status di soggetto abilitato ad effettuare acquisti ed importazioni senza applicazione dell’imposta e del relativo plafond spendibile per tali acquisti ed importazioni. senza applicazione dell’imposta. cit. 1998. 353 e SANTORO. Per quanto concerne la determinazione della base imponibile delle cessioni intracomunitarie.

l’art 42 comma 2 del d. pag 270. II. e due operatori sono residenti in Italia e uno solo in un diverso Stato membro della UE. o viceversa.E..Va ancora segnalato che..4 LE OPERAZIONI TRIANGOLARI COMUNITARIE Un’operazione nella quale contemporaneamente intervengono tre operatori economici situati in più Stati si definisce “operazione triangolare”. quando i beni sono inviati dall’Italia in uno Stato membro della U. da presentarsi all’Ufficio IVA in allegato alla dichiarazione annuale77. o viceversa. in questo caso. 2007. quando i beni sono inviati dall’Italia in uno stato membro della U. e i tre operatori economici appartengono a tre diversi paesi dell’U.  triangolazioni nazionali (o comunque interne). I soggetti che utilizzano il plafond devono procedere alla compilazione di un apposito modello IVA. 331/1993 prevede l’esonero dall’obbligo di emissione di un’apposita dichiarazione d’intento al fornitore comunitario. 56 . Questo tipo di operazione è caratterizzata dal fatto che i beni sono oggetto di due distinti contratti di cessione con la realizzazione di un unico movimento dei beni stessi78.. “Operazioni con l’estero”. Le triangolazioni comunitarie prevedono diversi regimi IVA a seconda della classificazione tra:  triangolazioni comunitarie esterne. cit.E. 77 78 CENTORE P. ovvero solo in Italia. – RIGATO C. edizione FAG MILANO. CECCACCI G.E. pag 572-573. op.l..

38 comma 7 e art 46 comma 2. per l’ipotesi classica di cessione triangolare all’esportazione: A (primo soggetto passivo residente) cede i beni a B (secondo soggetto passivo residente) con consegna a C (soggetto passivo non residente) su incarico di B.r. nel sistema regolato dal D. non imponibili ad IVA ai sensi dell’art. Infatti. 633/1972. Si tratta di particolari tipologie di operazioni di cessione intracomunitaria in cui un’impresa (primo cedente) residente in uno Stato membro. quando i beni sono inviati dall’Italia in uno Stato membro della UE o in uno Stato extra UE o viceversa. designato dal promotore della triangolazione quale debitore d’imposta per la relativa cessione. art 8. il promotore della triangolazione dovrebbe nominare un rappresentante fiscale nello 79 Cfr. La disciplina è volta a semplificare la posizione del promotore della triangolazione. note anche nel sistema dell’IVA interna79.p. se almeno uno degli operatori economici è residente in un paese extra UE. 57 .P. del d. 331/1993. Le operazioni triangolari.l. triangolazioni comunitarie improprie. 80 Art. 633/1972. con consegna del bene direttamente dal primo cedente al cessionario realizzando quindi una “triangolazione comunitaria esterna”.R. lett. a). in virtù del fatto che l’operazione è tassata soltanto nel Paese di destinazione dei beni facenti capo al cessionario finale. vale a dire la cessione effettuata da B nei confronti di C sono considerate cessioni all’esportazione. hanno assunto ulteriore rilievo per effetto dell’entrata in vigore delle disposizioni che regolano il regime transitorio degli scambi intracomunitari. che a sua volta rivende il bene ad una terza impresa (cessionario) residente in un terzo Stato membro. a) del d. comma 1. 633/1972. in assenza del meccanismo di “designazione” del debitore dell’imposta80. lett. entrambe le operazioni.r. cede un bene a un’altra impresa (promotore della triangolazione) residente in un diverso Stato membro. n.p. 8 comma 1. del d.

ciascuno avente la qualifica di soggetto passivo d’imposta e che assume di volta in volta le seguenti qualifiche:    primo cedente. Va sottolineato inoltre che l’acquisto effettuato dal destinatario della merce. non potrà essere qualificato come acquisto intracomunitario81. 81 Nel senso disciplinato dall’art 38 del d. di operazione interna. i cui obblighi ai fini IVA posti in linea di principio a carico del soggetto che effettua l’operazione.l. cioè gravanti sul soggetto intermedio promotore della triangolazione. Dunque. comporta che i passaggi intermedi costituiscano operazioni detassate sia per il primo cedente che per il promotore della triangolazione nei rispettivi territori. Nelle triangolazioni comunitarie intervengono tre differenti operatori economici. al cessionario designato.l. più propriamente. 331/1993. applicata alla cessione in triangolazione. Trattasi. vengono da questi trasferiti.Stato membro di designazione dei beni (ovvero procedere all’identificazione diretta ai sensi della Direttiva 2000/65/CEE). destinatario finale della merce. lett a) del d. mentre il destinatario finale della merce (designato d’imposta dal promotore della triangolazione) è tenuto a tassare l’operazione di acquisto nel proprio territorio. 331/1993. la tassazione nel territorio di destinazione e la corrispondente detassazione nel territorio di origine. come ultimo e definitivo cessionario della triangolazione comunitaria. comma 2. promotore della triangolazione. vale a dire a carico del destinatario finale della merce. 58 . ai sensi dell’art 44.

pag 108.E. 59 . si avrà la fattispecie della “triangolazione comunitaria impropria”.E. Al riguardo si deve preliminarmente osservare che la problematica riguardante tali operazioni ha formato oggetto di esame in ambito comunitario ma. operazione che viene regolata non dalla normativa sugli scambi intracomunitari (d. Detti scambi possono realizzarsi ponendo in essere tre possibili fattispecie82:    acquirente residente in altro Stato U. primo cedente e acquirente finale residenti in Italia. II.p.Quando negli scambi intracomunitari intervengono due operatori economici nazionali e un operatore economico comunitario si realizza un altro tipo di triangolazione. che è quella nazionale (o comunitaria interna). 633/1972). “L’IVA nelle operazioni con l’estero”.1 LE QUADRANGOLAZIONI Le transazioni cd. “a catena” a cui partecipano operatori in numero superiore a tre e dislocati in più Stati membri comunitari si definiscono “quadrangolazioni”.4. Nelle ipotesi infine in cui uno dei tre soggetti della catena economica sia residente in un territorio terzo rispetto all’U. n. a differenza di quanto avvenuto per le operazioni triangolari. n. primo cedente residente in altro Stato membro. non ha trovato soluzione per una serie di motivazioni legate da un lato alla territorialità dell’imposta sul valore aggiunto.l.. 331/1993) bensì dalle ordinarie disposizioni vigenti ai fini IVA (d. 2002.r. EGEA. dall’altro alle difficoltà di controllo 82 GALLEANI D’AGLIANO – NORMANNI.

n. 85 Art 7. comma 2. Allo stato attuale tale tipologia di operazioni non può godere delle semplificazioni previste per l’operazione triangolare. non fa venir meno la necessità che per la loro realizzazione debbano essere presenti tutti i requisiti richiesti dal regime transitorio delle transazioni intracomunitarie e cioè lo status di soggetto d’imposta sia del cedente che del cessionario. INTRASTAT) da parte di tutti i soggetti partecipanti alle transazioni economiche in discorso. 60 . infatti. dal momento che il primo operatore italiano non assume nei confronti dell’acquirente finale spagnolo la veste di fornitore. nel determinare la territorialità degli acquisti intracomunitari. – RIGATO C. cit. 331/1993..r.l. comma 2 del d. Tale norma. pag 279. L’operazione non può nemmeno farsi rientrare nella “triangolazione comunitaria”. in quanto non si verifica uno dei requisiti essenziali costituito dal materiale arrivo del bene in Italia 84. n. ma è necessaria un’interruzione dei rapporti mediante la nomina di un rappresentante fiscale nello Stato membro di partenza o in quello di arrivo dei beni. 633/1972). rapporto FR – IT 1: il primo operatore italiano non effettua un acquisto intracomunitario. Né può farsi utile riferimento alla disposizione di cui all’art 40.e alla legittimità della compilazione degli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie (mod. ove la stessa venga interpretata nel senso che si verta nell’ipotesi di un acquisto intracomunitario soggetto ad IVA allorquando non venga comprovato che il bene è stato assoggettato ad imposta in altro Stato comunitario. identificazione dei soggetti in due Stati membri diversi. non potendolo quindi designare quale debitore d’imposta. 83 84 Circolare del 10-6-1998. A titolo esemplificativo si riporta il seguente caso83: un operatore italiano (IT 1) acquista un bene da un soggetto d’imposta identificato in Francia (FR) e lo cede ad un altro soggetto nazionale (IT 2) il quale. del d. op. L’operazione è quindi esclusa dal campo applicativo dell’IVA per carenza del presupposto della territorialità85. 145/E. i beni della Francia vengono inviati direttamente in Spagna. Analizziamo ora i rapporti per capire meglio: 1. CECCACCI G. l’arrivo dei beni in Italia.p.. a sua volta lo rivende ad un operatore spagnolo (ES).

rapporto IT 2 – ES: in relazione a quanto già illustrato ai precedenti punti. “Operazioni con l’estero”. n.r. 13. in quanto i beni. rapporto IT 1 – IT 2: come detto. 86 D. circ. 61 .2. l’operazione è irrilevante ai fini dell’imposta nazionale. n. trattandosi di una cessione di beni che di trovano in Francia (e non sono inviabili in Italia). 145/E.p. d. – RIGATO C. 331/1993.l. pag 287-289. 633/1947. le procedure più idonee da seguire vanno collegate con la nomina di un rappresentante fiscale in Francia o in Spagna da parte di uno dei soggetti nazionali86. circ. 3. all’atto della cessione. n. edizione FAG MILANO. CECCACCI G. non sono fisicamente presenti nel territorio dello Stato. 2007.. premesso che le transazioni commerciali non hanno alcun effetto ai fini dell’applicazione del tributo in Italia. n. 23-2-1994. Di conseguenza. l’operazione non può costituire in Italia cessione intracomunitaria di beni perché la cessione avviene tra FR ed ES: pertanto è assoggettata ad imposta in Spagna. In relazione alla qualifica giuridica della suddetta operazione. l’operazione sarà soggetta agli obblighi impositivi in Francia. 10-6-1998.

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