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Il marxismo e la questione dell'emancipazione femminile

La questione della donna ha sempre suscitato polemiche all’interno del movimento
socialista, proprio perché si tratta di una di quelle tematiche che più mettono in evidenza la
divisione della società in classi. La radice del problema è culturale, una questione di
genere, di oppressione su un settore della società, o è piuttosto economica, con un
fondamento nella divisione della società tra produttori e possessori di ricchezza?

Il Manifesto Comunista fu pubblicato nel 1848 da Marx ed Engels. In risposta a quelli che
accusavano i comunisti di voler porre fine all’istituzione familiare borghese, nella quale la
donna era sottomessa al ruolo di semplice strumento di riproduzione, Marx argomentava:
“Le declamazioni della borghesia sulla famiglia e l’educazione sono vieppiù nauseanti
nella misura in cui la grande industria distrugge ogni legame familiare per il proletario
e trasforma i bambini in semplici articoli di commercio, in semplici strumenti di lavoro.
(…) In sua moglie il borghese non vede che uno strumento di riproduzione. Egli sente dire
che gli strumenti di produzione devono essere di proprietà comune e arriva
naturalmente alla conclusione che le mogli stesse condivideranno la sorte della
socializzazione. Non suppone che si tratti appunto di sottrarre la donna al suo attuale
ruolo di semplice strumento di riproduzione. ”
La linea sostenuta qui e in tutti gli ulteriori documenti sulla donna prodotti da Marx ed
Engels è quella che traccia la distanza tra il socialismo utopico e il socialismo scientifico.

Prima Internazionale (1864)

La Prima Internazionale fu fondata da Marx ed Engels nel 1864. Rispondeva alla necessità
pratica dei lavoratori europei di organizzarsi, poiché la borghesia stava unificando
economicamente l’intero continente. Essa non aveva un programma chiaramente marxista
(comprendeva anche gli anarchici), ma fin dai suoi primi passi definì la sua posizione in
rapporto alla causa dell’emancipazione femminile. Andando contro tutti i costumi
dell’epoca l’Associazione Internazionale dei Lavoratori scelse una donna per il Consiglio
Generale. Fu un passo importante e Marx riportò di aver ricevuto numerose lettere di
donne che volevano affiliarsi all’Internazionale.

Dal 1865 fino alla metà del 1880 il movimento socialista tedesco fu diviso tra i sostenitori
di Lassalle e i marxisti diretti da Bebel. Nel 1875 i due gruppi si unificarono in un solo
partito, l’Spd (Partito Socialdemocratico Tedesco), ma si mantennero serie divergenze sulla
questione della donna.

I lassalliani sostenevano che le donne erano creature inferiori, il cui luogo predestinato era
la casa. Secondo loro la vittoria del socialismo, che avrebbe assicurato al marito un salario
adeguato a provvedere a tutti i bisogni della famiglia, le avrebbe fatte tornare al loro
habitat naturale, perché non avrebbero più avuto la necessità di lavorare per un salario.
Uno dei maggiori promotori fu il pensatore francese Proudhon. Egli difendeva l’idea che le
funzioni della donna fossero la procreazione e i lavori domestici. La donna che lavorava
(fuori casa) rubava il lavoro all’uomo. Arrivò a proporre che il marito avesse diritto di vita e
di morte sulla moglie che avesse disobbedito o avesse avuto un cattivo carattere, e
dimostrò, attraverso una relazione aritmetica, l’inferiorità del cervello femminile rispetto a
quello maschile.

Nel 1867 i dirigenti dell’Internazionale Socialista arrivarono a fare la seguente
dichiarazione solenne:
“In nome della libertà di coscienza, in nome dell’iniziativa individuale, in nome della

dobbiamo togliere dalla fabbrica che la demoralizza e la uccide questa donna che noi sogniamo libera. (…) La donna ha come meta essenziale quella di essere madre di famiglia. al di fuori dell’ambiente domestico. dell’educazione e la protezione dell’infanzia. la donna lavorava perché aveva bisogno di sopravvivere. Marx propose una risoluzione a favore del lavoro dei bambini e delle donne. l’idea che la donna dovesse rimanere a casa non si modificò. Seconda Internazionale (1889) Nacque nel periodo in cui vennero guadagnate la maggior parte delle concessioni. egli pensava che il lavoro non potesse essere separato dall’educazione e che fosse benefico per gli esseri umani. di conseguenza. difensori del suffragio universale. la lotta per l’ottenimento dei diritti democratici (uguaglianza politica. Negli anni del 1890. malgrado questi avanzamenti. scioperi della fame e scontri brutali con la polizia. contemporaneamente esso contribuisce ad assegnare alle donne. Le scoperte fatte dall’antropologia del ventesimo secolo affermano che la donna non fu sempre oppressa e che ci fu. ai giovani e ai bambini di entrambi i sessi una parte importante nel processo di produzione. La Rivoluzione Russa . il lavoro le deve essere vietato”. La lotta suffragista prese l’avvio negli Stati Uniti e fu la prima lotta femminista internazionalista. assemblee. In campo socialista. quali marce di massa. come la legislazione a protezione della donna lavoratrice. la legislazione sociale e del lavoro. ecc. in occasione delle quali molte attiviste furono incarcerate e assassinate. ossia di predominanza della donna all’interno della tribù. diritto di affiliazione ai partiti e diritto di voto) fu quella che più agitò la Seconda Internazionale.libertà delle madri. gli aumenti salariali. ma a dispetto di qualunque ideologia. in alcune società primitive. con la rivoluzione del 1917. della proprietà privata e dello Stato” Engels rigetta la concezione borghese secondo cui la donna nasce oppressa e la causa dell’oppressione è la sua naturale inferiorità nei confronti dell’uomo. Nel Capitale Marx scrive che: “Se gli effetti immediati del lavoro sono terribili e ripugnanti. Riguardo alla questione della donna. Marx ed Engels attribuirono una grande importanza a queste scoperte che incorporarono nei loro studi sull’apparire della proprietà privata dei mezzi di produzione. che difendevano il diritto di voto solo per gli uomini e i marxisti. nella creazione di nuove basi economiche necessarie per una forma più elevata di famiglia e di relazione tra i due sessi”. è necessario trasformare la società per mettervi fine. Fino alla metà del diciannovesimo secolo. Queste affermazioni suonarono talmente rivoluzionarie all’epoca da provocare un vero scandalo nelle società conservatrici e soprattutto tra i religiosi. come le ferie. le rivendicazioni femministe non divennero realtà per la prima volta che in Russia. a condizione che fosse regolato per legge. Tuttavia. Raggruppò donne di molteplici paesi del mondo e incorporò i metodi tradizionali di lotta della classe operaia. Egli dimostra che la causa dell’oppressione della donna è fondamentalmente economica anziché storica e che. la lotta suffragista vede l'Internazionale divisa tra riformisti. In particolare ne “L’origine della famiglia. l’Spd ottenne alcune conquiste importanti. un periodo di matriarcato. però. deve rimanere al focolare domestico.

Questi. strumenti per la liberazione della donna dalla sua condizione di schiavitù domestica. Furono inoltre introdotti dei decreti che sancivano la protezione legale per le donne e i bambini che lavoravano. quando avrà luogo la totale trasformazione di questo lavoro in un’economia di grande scala. con manifestazioni femminili di massa a Pietrogrado contro la miseria provocata dalla partecipazione alla Prima Guerra Mondiale. c’era bisogno di un’economia che la liberasse. Furono inizialmente abolite tutte le leggi che ponevano la donna in una situazione di ineguaglianza rispetto all’uomo. ella spreca la sua forza in lavori improduttivi. Le donne conquistarono il diritto all’aborto legale e gratuito negli ospedali statali. diede alla donna il diritto di votare e di essere votata per incarichi pubblici. il vero comunismo. un terzo della manodopera industriale di Pietrogrado era costituita da donne. ella continua ad essere una schiava. Lenin si rivolse così alle donne russe: “c’è l’abitudine di dire che il livello raggiunto da un popolo è caratterizzato dalla situazione giuridica della donna. un paese legiferò a favore dell’uguaglianza di salario femminile e maschile a parità di lavoro. Tuttavia l’uguaglianza davanti alla legge non corrispondeva ancora all’uguaglianza di fatto. le forze reazionarie si sarebbero sforzate di organizzarle contro di loro. perché il lavoro domestico la opprime. comparvero in tutti gli ambiti possibili ma il loro numero era insufficiente. Veniva invece condannato il femminismo borghese. diretta dal proletariato contro questa natura del lavoro domestico o.” Per cambiare le condizioni di oppressione della donna in seno alla famiglia. meglio. senza prospettiva. ai figli naturali e alla corresponsione degli alimenti e furono ugualmente aboliti tutti i privilegi legati alla proprietà. Alla fine della Guerra nell’Urss la manodopera femminile fu conservata e si ricercarono i mezzi per permettere alle donne di raggiungere delle qualifiche maggiori. Lenin insisteva sul fatto che il ruolo della donna all’interno della famiglia costituiva la chiave di volta della sua oppressione: “Indipendentemente da tutte le leggi che emancipano la donna. i comunisti dovevano sforzarsi di unificare il movimento femminile con la lotta della classe proletaria e la rivoluzione. La prima Costituzione della Repubblica sovietica del 1918. A tal proposito. in un discorso in omaggio della Giornata Internazionale della Donna. Se i comunisti avessero fallito. tra cui quelle relative al divorzio. Per la prima volta. la degrada e la limita alla cucina e alla cura dei figli.” Lo Stato Operaio iniziò creando istituzioni quali mense e asili per liberare la donna dai gravami domestici. La rivoluzione di febbraio del 1917 (antefatto di quella decisiva di ottobre) iniziò nella Giornata Internazionale della Donna. . Nel marzo del 1920. L’Internazionale non lasciò più trapelare dubbi sul fatto che la maternità. La donna russa vi prese parte attivamente. inizierà solamente quando sarà intrapresa una lotta senza quartiere. La guerra aveva spinto la donna russa sul mercato del lavoro e. nel luglio del 1919. all’interno del comunismo.La rivoluzione socialista in Russia significò contemporaneamente una rivoluzione nella situazione della donna in tutto il mondo. che distruggono i nervi e la rendono idiota. convinto che si potesse raggiungere l’emancipazione della donna riformando il sistema capitalista. nel 1917. non avrebbe impedito il loro lavoro produttivo. E’ per questo motivo che l’emancipazione della donna. Per la piena emancipazione della donna.

La famiglia non può essere abolita: occorre rimpiazzarla. La vera emancipazione della donna diventa impossibile sul terreno della ‘miseria socializzata’. l’abbigliamento e l’educazione. come la cura dei bambini. ha spiegato come l’abolizione della proprietà privata può fornire le basi materiali per trasferire all’insieme della società tutte le responsabilità sociali che ricadono oggigiorno sulla famiglia individuale. Italia. divorziare divenne sempre più difficile. La famiglia fu rimessa sul suo piedistallo. il che determinò un enorme passo indietro per tutte le conquiste fatte dalla donna durante la rivoluzione d’Ottobre. dopo un breve periodo di diffidenza verso lo Stato e le sue svariate istituzioni.La Quarta Internazionale (1938) Con Stalin. Le reali risorse dello Stato non corrispondevano ai piani e alle intenzioni del partito comunista. . Inghilterra e negli Stati Uniti. riguardo al ruolo della donna nella società. continua oggi la stessa battaglia che ebbe luogo all’interno della Prima Internazionale tra i marxisti rivoluzionari e i riformisti. dove non ci siano sfruttamento e oppressione. le donne avrebbero la possibilità di rompere con la servitù domestica e coltivare pienamente le loro capacità come membri creativi e produttivi della società. Su nuove basi. l’unico modo di emancipare la donna consiste nell’emancipare l’insieme della classe operaia attraverso la rivoluzione socialista e la costruzione di nuove basi sociali. la prostituzione e l’omosessualità furono considerati di nuovo dei crimini. la burocrazia impose alla rivoluzione un regime di oppressione sempre più distruttivo. mostrarono di apprezzare gli immensi vantaggi dell’educazione collettiva e della socializzazione dell’economia familiare (…) Sfortunatamente. la società russa si rivelò troppo povera e troppo poco civilizzata. Inoltre. l’aborto tornò ad essere illegale. il diritto al divorzio e all’aborto in Francia. Liberate da questi pesi. Nel suo libro La Rivoluzione tradita.” Egli arrivò alla conclusione che la liberazione effettiva della donna è impossibile senza un elevamento generale del livello politico e culturale del Paese. degli anziani. Trotsky ha dedicato un intero capitolo alle conseguenze della reazione stalinista sulla donna e la famiglia. si sviluppò in Europa e negli Stati Uniti. dei malati. La Lega Internazionale dei Lavoratori (Lit) – Quarta Internazionale Alla fine degli anni ’60 e nel corso degli anni ’70. “Non si era riusciti a prendere d’assalto la vecchia famiglia. Queste mobilitazioni diedero luogo a un intenso dibattito all’interno dell'internazionale. l’alimentazione. gli asili furono chiusi e i loro orari ridotti. per capire se il suo luogo predestinato fosse la casa o il mondo. Le operaie. Il marxismo ha spiegato il ruolo della famiglia all’interno di una società divisa in classi e nella sua funzione primordiale di perpetuare il capitalismo e l’oppressione della donna. e non solamente come riproduttrici. un’ondata di lotte condotte da donne per i propri diritti: tra questi. Come diceva Lenin. in qualunque ambito. e che prevedano la piena parità tra uomini e donne.