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PIERO DELLA FRANCESCA

1410-12 - 1492

Nasce a Borgo San Sepolcro , si forma a Firenze con Domenico Veneziano e Beato Angelico, suo mediatore verso
Masaccio e Brunelleschi, viaggiò molto per l’Italia , viene considerato uno dei massimi promotori della cultura
urbinate.

Ha condizionato dal pdv pittorico, tutto il ‘400.

Tratti fondamentali del suo linguaggio :

* organizzazione prospettica e ritmica

* semplificazione geometrica anche delle singole figure

* accordo fra immobilità cerimoniale e verità umana

* luce altissima che schiarisce le ombre e intride i colori

Interpreta le summae intellettuali del primo ‘400 e pone le basi per lo sviluppo del secondo Rinascimento (‘500) che
poi porterà al Rinascimento maturo (1500-30).

È un autore molto studiato e discusso spt per la cronologia.

Ha origini dalla pittura masaccesca ma nel 1437 conosce Domenico Veneziano e Beato Angelico e poi la prospettiva
di Paolo Uccello e Leon Battista Alberti.

In continuità con Masaccio : la solidità dei corpi, il realismo del contesto (pur nell’astrazione).

In continuità con Angelico : uso di colori tersi.

Ma rispetto ai due autori è più distaccato nelle sue rappresentazioni; non partecipa ma ripropone gli avvenimenti in
modo asettico.

La difficile interpretazione è da collegare ad un’alta committenza.

E’ il primo ad utilizzare la pittura a olio (nel Dittico, 1465); per l’influsso dei fiamminghi a Urbino.

VITA

Nasce dopo il presso Arezzo (la data viene stabilita in base alla datazione del polittico della Misericordia che è
documentata negli anni 45-62 per il quale il compenso era stato affidato al padre, quindi Piero doveva essere
minorenne, cioè avere meno di 25 anni).

1451 : data scritta nell’affresco del tempio Malatestiano con San Sigismondo.

1462 : a Urbino (ospitato da Giovanni Santi, padre di Raffaello) conosce Pacioli e Laurana.

1467-72 : Dittico.

1468 : Resurrezione.

Libellus de quinque corporibus regolaribus. De prospectiva : Trattato scritto a Urbino in cui sostiene che la prospettiva insieme al disegno e al colore costituisce un elemento fondamentale per la pittura. Per lui la pittura è una scienza che rivela l’ordine della realtà. Nella Pala di Brera : San Gerolamo ha il volto di San Bernardino ( non a caso) : come per dire che la santità ha il medesimo volto... e quello dell’ancella.. Madonna di Senigallia.. I dati sensibili si materializzano in corpi geometrici semplificati e governati da precise proporzioni. L’uomo di Piero rappresenta l’umanità intera. è uno spazio mentale... Ecco perché molti suoi personaggi ritornano frequentemente in dipinti diversi e in vesti diverse : la regina inginocchiata della leggenda. 1472 : pala Brera. in realtà per lui è un elemento portante... . governato dalle ferree regole della geometria.1471 : nasce Durer. il terzo determina geometricamente la visione prospettica degli oggetti. È diviso in tre libri ed è concepito come un manuale ad uso dei pittori : il primo libro indica il digradare della profondità .De prospectiva pingendi . 1475 : nasce Michelangelo. La concezione dello spazio in Piero : costruisce uno spazio simile al vero ma non reale perché perfetto.Armonia delle ore .. 1474 : Urbino. egli si occupò di matematica fin dalla giovinezza. 1483 : nasce Raffaello. 1492 : muore. il secondo lo applica ai solidi.. al momento dell’incontro con Salomone.. TRATTATI ………d’Abaco . Nessuno può dubitare della componente platonica dell’opera di Piero : lo spazio è assoluto e perfetto ma anche i personaggi che lo abitano sono figure che occupano uno spazio mentale quindi non sono occasionali. non l’individuo identificato. Non è un espediente per risparmiare tempo ma per sospendere la scena in una immobilità trascendente nel mondo delle idee platoniche..

• la gerarchia dimensionale a sottolineare la gerarchia d’importanza. L’autoritratto di Piero compare nel Polittico della Misericordia e nella Resurrezione. Lo possiamo confrontare con Madonna della Misericordia di Niccolò di Segna del 1331-32. che in realtà è una richiesta dei committenti. Sansepolcro. Questo elemento da un lato tiene conte della posizione e quindi della visione dello spettatore che vede l’opera dal basso (la Cimasa è la parte alta di un polittico) ma contribuisce anche ad accentuare la visione drammatica del Cristo crocifisso che spirò per soffocamento).Accanto a loro il Battista che compare nel Polittico della Misericordia che addita Cristo e vicino a lui San Bernardino che indica in alto come farà il San Giovanni di Leonardo. Al centro la Vergine imponente come un’architettura accoglie i fedeli. Anche il san Francesco si ripropone nelle due opere sempre con la croce e mostrando le piaghe. Ai lati Maria e San Giovanni (che richiama quello di Giotto nel Compianto di Padova). Nella cimasa la Crocifissione : si ricollega ad esperienze masaccesche. La Madonna qui rappresenta la Chiesa che accoglie tutti i cristiani. Pinacoteca Comunale. tavola.Giovanni Evangelista (solstizio d’inverno) e San Bernardino da Siena (che viene collegato al Battista e a San Gerolamo come nella Pala di Brera). i buoni e i cattivi (sulla sx c’è anche il boia). Alla nostra sinistra : San Sebastiano. Commissionata dai frati fra il 1445-62. Il problema della datazione delle opere : mancano i documenti e non c’è forte evoluzione. È un ‘opera giovanile ma già si possono intravedere tutte le caratteristiche proprie della pittura di Piero : i pochi personaggi. Non tramite la prospettiva come nella Resurrezione. le figure rappresentate come solidi geometrici all’interno dello spazio. In entrambi infatti colpisce la visione di Cristo in una specie di scorcio che annulla la lunghezza del collo e la testa appare infossata nello sterno del Cristo. 1445-62 Polittico della Misericordia. Il San Sigismondo di Rimini ricorda il Dio Padre dell’Annunciazione di Arezzo. I volti sono degli ovali e le figure appartengono al repertorio di personaggi che Piero spesso rappresenta. Ma richiama la concezione medievale : • il fondo oro. . È molto vicino a Masaccio per la solidità dei corpi. il Battista (che rappresenta il solstizio d’estate) a destra : S. doveva conoscere il Polittico di Pisa già nella Chiesa del Carmine (ora la Crocifissione con la Maddalena è a Napoli).conservata a Siena.

Stato di conservazione : la tavola non presenta apparentemente sollevamenti o variazioni cromatiche dovute ad alterazioni biologiche.. . 1440-50. tempera su tavola. 167x116. Londra. National Gallery. nella parte soprastante in un tondo vi era l’immagine di Dio. In origine era la parte centrale di un polittico (trittico).Il Battesimo di Cristo.

Questa visione è totalmente governata dalle leggi matematiche ma è allo stesso tempo naturalistica. su di esso trovo un punto C tale che il quadrato costruito sulla parte maggiore del segmento si equivalente al rettangolo avente per base l’intero segmento AB e per altezza la parte minore del segmento stesso. SEZIONE AUREA Dato un segmento AB. si ottiene uno spazio mentale. la luce è zenitale ed elimina i contorni e le ombre. . dal mondo spirituale. La figura di Gesù è inscritta in due triangoli equilateri. Il rigore lo si vede fin dalla tavola : la forma del quadrato e del semicerchio il cui centro è la colomba. La composizione è governata da leggi geometriche secondo la concezione per la quale negli aspetti matematici si leggono le metafore dell’Assoluto. Anche le tinte sono in perfetto accordo. A dx di Gesù riconosciamo Giovanni Battista per la povertà dell’abito che indossa legato in vita di pelle C’è un asse mediano su cui si allineano : il corpo di Cristo. dove ci sono gli angeli (infatti l’ala al di là dell’albero diviene trasparente). per l’altro la regola va applicata integralmente. Il tema può trovare un paragone nel Battesimo dipinto da Masolino nel Battistero di Castiglione Olona. Leonardo _ Piero : per il primo la regola prospettica va temperata con la percezione. È la prima tavola realizzata interamente in modo autonomo rispetto alla bottega. l’asse verticale costituisce quello divino. la luce è uniforme perché c’è la presenza dello Spirito Santo che è rappresentato dalla colomba ma anche dall’acqua che scende dalla ciotola e arriva fino a lambire i piedi. In questa tavola più che nelle altre forse possiamo ritrovare gli elementi tipici della “pittura matematica “ di Piero. ascoltatelo”). la “pioggia d’oro che rappresenta la presenza di Dio Padre (la voce “questi è il mio figlio prediletto. L’albero ha anche valore simbolico : allude all’albero della Croce su cui venne crocifisso Gesù. quindi il Battesimo con l’acqua e la salvezza che ne deriva. L’albero ha anche un peso simbolico determinante : divide il mondo materiale dove c’è Gesù. non si evidenziano mancanze o fessure o sollevamenti della policromia in corrispondenza della parchettatura. la colomba. Questo asse tuttavia non determina due zone simmetriche in quanto a sx l’albero ha un valore di cesura più forte e divide la tavola in due parti che stanno fra loro in rapporto aureo. Qui si rivela la formazione fiorentina : la solidità plastica di Masaccio e i colori luminosi di Veneziano e Angelico. alludono alla salvezza che viene dalla Croce attraverso il sangue. ha i piedi fuori dal fiume Giordano. C’è molta luce ma l’albero non proietta alcuna ombra anche se il cielo è sereno. quello inclinato da sx a dx l’asse umano che congiunge le figure degli angeli con quella del catecumeno e dei farisei.Il supporto appare in buono stato di conservazione . Il Cristo viene rappresentato mentre riceve il Battesimo. la coppa sorretta dal Battista e l’acqua che ne esce. Il paesaggio rappresentato allude alle zone di origine di Piero : Arezzo e Sansepolcro.

Analisi compositiva secondo Sciolla. Identifica le figure orientali con i magi che indicano lo Spirito Santo (esistono tradizioni iconografiche in cui al posto della stella c’è la colomba). Relaziona l’interpretazione iconografica alla situazione storica. Sigismondo come il Dio Padre dell’Annunciazione di Arezzo. Ma che senso avrebbe rappresentare eventi accaduti 20 anni prima? Simbologia. Uno dei più importanti problemi teologici in discussione era quello trinitario : rappresentato dagli angeli. Rimini. 1460 La Maddalena. Piero realizza la tavola per i camaldolesi. cioè tra la Chiesa d’Oriente e Occidente sancita nel Concilio del 1439 a Firenze ( dove era stato spostato da Ferrara). Tempio Malatestiano. si danno la mano e questo a simboleggiare la Concordia. affresco nel Duomo di Arezzo. II INTERPRETAZIONE :MARIE TANNER (americana). Questa interpretazione consente la datazione post 1439. I INTERPRETAZIONE : i tre angeli corrisponderebbero alle tre grazie. Allusione alle tre grazie e all’armonia. Infatti sullo sfondo ci sono personaggi con le vesti orientali che rappresentano i sacerdoti bizantini.Il problema della datazione è da far risalire al Concilio del 1439 (la presenza dei bizantini e dell’imperatore Giovanni Paleologo impressionò molto l’artista) ma anche ai riferimenti classici per cui lo realizzò dopo essere stato a Roma : 1459-60. I tre angeli sarebbero segno della Trinità. Regge poco. 1451 San Sigismondo venerato da Sigismondo Pandolfo Malatesta. ma invece che reggere le vesti del Cristo come di norma. dovrebbero rappresentare la concordia. uno dei quali aveva giocato un ruolo importante per tale riconciliazione. affresco staccato. 1460 .

in questo caso Maria viene descritta come Arca della Nuova Alleanza e porta come pegno Gesù che ha in grembo.La tenda viene vista anche come tabernacolo dell’arca dell’Alleanza come è descritto nell’Esodo . 1450-60 Flagellazione.La dignità sacrale è data dalle due tende e dagli angeli ottenuti con lo stesso cartone rovesciato e quindi totalmente simmetrici. Monterchi.Simbologia :la tenda a padiglione richiamerebbe la Chiesa . Galleria Nazionale delle Marche.Quindi l’incarnazione viene esaltata come compimento dell’antica promessa fatta da Dio al suo popolo. tempera su tavola.L’aureola è in forte scorcio e riflette nella sua lucentezza la pavimentazione quadrettata. Sintesi di naturalezza e ieraticità.La Vergine è colta nel gesto umanissimo di sorreggere il peso del corpo gravido con la mano sul fianco. le melagrane richiamano la passione di Gesù. affresco. .1460-70 Madonna del parto. cappella del Cimitero.

umanista prelato.Agostino di Carpaccio che Piero ha conosciuto tramite Luca Pacioli): una chiusa e una aperta da cui si intravedono delle scale. dall’altro un ricordo di Buonoconte di Montefeltro.Le figure di fianco a lui rappresentano Manfredo Pio e Tommaso dell’Aquila. Simbologia. quello con l’abito broccato. I patimenti del giovane in questo caso vengono paragonati a quelli del Cristo.Divisa in due parti in rapporto aureo : una parte è uno spazio aperto. Buonconte e ai lati i due maestri : il cardinale Bessarione e Giovanni Bacci. Sul trono Pilato che assiste indifferente : ha la stessa effigie di Salomone nella Leggenda della vera Croce. ma questo testo è giunto in Italia solo nel ‘600 quindi Piero non lo poteva conoscere. Ci sono due porte (come nel S. il giovane scalzo (il morto viene rappresentato scalzo) circondato dai responsabili della congiura per la quale viene ucciso nel 1444. sociali e personali. Il Borgo fa riferimento ad un testo del IX secolo in cui si descrive la flagellazione con delle persone che non assistono alla scena. La colonna è il simbolo pagano : il mondo è ancora avvolto nell’oro e nell’opulenza e non si accorge della presenza salvifica di Cristo. . I INTERPRETAZIONE : DI BORGO. una fonte di luce proviene da sx e una da dx che illumina il soffitto del portico. La scena si svolge sotto un portico che richiama un’arch. Alla flagellazione non assistevano alcuni membri del sinedrio perché si era vicini alla Pasqua ebraica. Sembra quindi che l’opera si a stata commissionata dalla fam. l’altra un porticato. L’opera è intrisa di elementi simbolici storici. fratello di Federico. Infatti riconosce la stessa fisionomia della figura inginocchiata sotto il mantello della Vergine nel Polittico della Misericordia. ci si chiede chi siano i personaggi in primo piano ed il loro rapporto con la scena della flagellazione. Buonconte morì a 17 anni per la peste e le sue sofferenze vengono affiancate a quelle del Cristo. Datazione : sicuramente dopo l’incontro con LBA che avviene a Rimini nel 1451 e anche dopo il ciclo di Arezzo. Da un lato una predica a Federico perché intervenisse nella crociata. Bacci. III INTERPRETAZIONE CARLO GINZBURG Al centro il figlio naturale di Federico. Ci sono due gruppi di figure apparentemente estranei che vengono collegati dall’architettura stessa. i due cattivi consiglieri. La luminosità è incredibile. È l’opera più emblematica di Piero. II INTERPRETAZIONE : vede una commemorazione dell’assassinio di Oddantonio da Montefeltro. (nel giovane biondo) figlio illegittimo di Federico morto di peste quindi confrontato con la sofferenza di Cristo e quella dei greci sotto i turchi. Qualcuno sostiene uno scarto cronologico ed ontologico fra le due scene totalmente distinte.ra albertiana ma anche classica. episodio della Passione.

Federico e Guidobaldo). materializza la meditazione sui patimenti del Cristo. Cristo viene rappresentato di fronte anche se la flagellazione avveniva sulla schiena. 2 . vi legge allusioni alla caduta di Costantinopoli in mano ai turchi. La scritta “Convenerunt in unum” dal Salmo 2 viene interpretata come profetica allusione alla Passione e invito all’alleanza contro gli infedeli. Altra interpretazione : celebrazione della dinastia voluta da Federico. Pilato rappresenta l’imperatore d’Oriente Giovanni VIII Paleologo e il personaggio barbuto il fratello Tommaso paleologo. ma il legno non andava bene. Arezzo. Chiesa di San Francesco. 1452 . Interpretazione più recente (Clark).Ci sono contraddizioni in termini di luce. La tesi del Clark è stata ripresa da Battisti che la fonde con quella di Longhi ( che vedeva nei tre Oddantonio. . Scopo : riabilitare la figura di Oddantonio per il mancato intervento nella crociata antiturca. E ai progetti di crociata discussi nel Concilio di Mantova. tutto è statico. solo il flagellante si muove. La Flagellazione in secondo piano.59 La leggenda della vera Croce.La regina di Saba si inginocchiò. Per lui la figura centrale è sempre Oddantonio. lo buttarono nel fiume e quello fu il legno con cui si fece la croce di Cristo. gli altri due un ambasciatore bizantino e Francesco Sforza. Salomone tagliò l’albero di Adamo per costruire il tempio. affreschi (tecnica mista).

Sua madre Elena partì per Gerusalemme e qui trovò tre croci : solo una di esse però fece resuscitare un morto e quella fu identificata come la croce di Cristo. La colonna coincide con la sezione aurea. È una scena di forte realismo in cui sono descritti i fastidi una corte rinascimentale anche attraverso i marmi.Il sogno di Costantino. Incontro tra la regina e Salomone. 4 . la regina di Saba si inginocchia davanti alla Croce.apparve un angelo in sogno a Costantino che si convertì. .

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lo scarto fra Divinità e umanità.Croce). . L’angelo che compare crea un cono di luce e dà forma alla tenda. ardua (le piaghe ben in vista) per ottenere la salvezza. frontalità quasi bizantina del corpo e del volto di Cristo. ma il concetto è lo stesso : proporre in modo prospettico e non con gerarchie dimensionali come nel Medioevo. 1463 . la parte alla dx del Cristo riguarda la vita ascetica e contemplativa. Borgo San Sepolcro. Qui Piero rivoluzione il ritmo narrativo del racconto . quella alla sua sinistra è simbolo di voluttà. È un primo notturno (prima di Raffaello nella stanza di Eliodoro). Sono strane per l’autore perché presentano molti personaggi. una cassapanca su cui si mettevano i vestiti. ( confronto con la Trinità di Masaccio ma al contrario).Si trova sullo stesso registro dell’Annunciazione (10)(che per la porta richiama quella di Donatello in S. Ci sono due punti di vista : dal basso per le guardie e di fronte per il Cristo. dalla Leggenda aurea di Jacopo da Varagine. . Punto di vista ribassato. Indicano quindi quale sia la strada da seguire.5 la Resurrezione. Abbiamo forme geometriche semplici : il cilindro e il cono. In lontananza si vedono le cupole delle tende. L’aria è ferma. I committenti sono i Bacci di Arezzo. Scene di battaglia. riusciamo quasi a percepire questa immobilità e il silenzio. gli astanti non lo vedono. per non scadere nella cronaca ma sottolineare solo i momenti salienti. Pinacoteca Comunale. Elemento simbolico : sono le piante sullo sfondo che a sinistra sono spoglie e a destra rigogliose alludendo alla salvezza portata da Cristo. aspetto quotidiano. La luce proviene però dalla zona brulla che è anche segnata dal vessillo della Croce (il riferimento è a Andrea del Castagno e a Giotto a Padova). affresco. nulla è concesso al miracoloso. lo spazio è individuato dalla luce e dal colore.

Gall. al ruolo salvifico della Vergine e alla sua assimilazione all’areca dell’alleanza. La rosa in mano al bambino è simbolo del rosario e dell’amore divino. Ambientazione semplice e quotidiana che però diviene allegoria dei misteri della fede : la scatola per le Ostie posta in alto allude al sacrificio eucaristico e le pezze di cotone nel cesto. . Delle Marche. La luce che penetra dalla finestra è metafora della verginità di Maria. Naz.1470 La Madonna di Senigallia.

olio e tempera su tavola. come il pelo di tasso. Ci sono anche simboli della classicità : . 248x170. Brera. affidato. Le diagonali fanno centro nell’uovo. Per molto tempo quest’opera non fu attribuita a Piero per le modifiche apportate nelle mani di Federico da Berruguete o da Giusto di Gand. Guidobaldo quindi viene messo nelle mani di Maria. Questa pala che si inserisce nell’iconografia 400sca della Sacra Conversazione.1472 Sacra conversazione. . e passione.Andrea). la figura della Vergine è sopraelevata ed ha il bambino sulle ginocchia. L’ipotesi del Ragghianti è che la tavola sia stata tagliata. fu voluta da Federico in occasione della nascita del figlio che costò però la vita alla moglie Battista che quindi non compare nell’opera anche se è presente S. Qualcuno sostiene che sia l’ultima opera di Piero perché malato non riuscì a condurla a termine e usò il cartone del Dittico per la figura di Federico. al collo ha una collana di corallo che è simbolo di nobiltà e porta fortuna .Giovanni Battista per richiamarla alla memoria. Realizzata ad Urbino per essere collocata nella chiesa di San Bernardino a Urbino opera di Francesco di Giorgio. Oppure che usò quel cartone perché Federico era già defunto (1482) L’architettura in cui si inserisce la scena è tipicamente albertiana (S. le crf oggi sono tagliate a metà mentre erano intere.

Ama la perfezione prospettica e le leggi matematiche. nella celata. Sembra vi sia anche un intento celebrativo nell’opera : la glorificazione della Fam. fusione fra Maria e Federico. Ogni personaggio occupa una posizione specifica . Conchiglia : simbolo di protezione (di Federico e di Cristo quindi anche dei luoghi sacri).uovo : simbolo della creazione. Oggi : lampada “Brera” di Achille Castiglioni per Flos (1992) . Montefeltro per la conquista di Volterra (1472). le figure sono rappresentate come angeli. Importanti anche i riflessi di luce : nella armatura. della nascita e rinascita.

Realizzate in più riprese. Quindi la loro funzione era estremamente intima. Uffizi Realizzato come un dittico.Anastasia a Verona). tempera e olio su tavola. cioè due tavole fronte . . Qui i coniugi Federico e Battista sono rappresentati rigidamente di profilo e richiamano in qualche modo i ritratti di Pisanello (di Lionello d’Este.retro che incernierate fra loro si aprivano e chiudevano a libro.Pisanello che lavora agli inizi del ‘400 realizza il ritratto come le immagini sulle monete romane aggiungendovi il goticismo del Gotico Internazionale nella raffinatezza e minuzia dei particolari.1472-4 Dittico di Federico e Battista. una tavola 1441 Bg e una moneta e anche nel San Giorgio e la principessa di S.

Forse l’ultima opera e non completa.Il carro di Federico : assiso sulla sedia gestatoria in armi con lo scettro in pugno e alle sue spalle la Vittoria che lo incorona. questioni teologiche e di attualità. è intenta alla lettura. I significati sono molto difficili da comprendere perché ne abbiamo perse le chiavi di lettura e perché Piero li fondeva in cronaca e storia. National Gallery. 1482 Natività. Bisogna innanzitutto riconoscere una complessità culturale dell’artista. Per l’opera di Piero è fondamentale l’analisi iconografica perché la sua vita è priva di dati sostanziali e anche dal pdv artistico non presenta forti momenti di cambiamento. . L’opera di Piero è caratterizzata da un senso di arcana fissità anche per la presenza di elementi iconografici insoliti densi di simbologie . Il carro di Battista : trainato da due unicorni simbolo di castità e purezza. la scritta celebra la modestia. Ha per tema le armonie celesti cantate dagli angeli con una nota dissonante : l’asino fulvo che raglia (Battisti).

. Dresda. Questo lo lega a Piero : la totale mancanza di pathos e partecipazione. Non è un martirio ma è un inno alla vita : il Santo è vivo spiritualmente.Sebastiano fu legato ad una colonna e non ad un albero. Al centro dal cemento nasce un albero. olio su tavola. 1475-6 Pala di San Cassiano.GLI INFLUSSI DELLA PITTURA DI PIERO DELLA FRANCESCA. una donna con un bambino in braccio. Gli astanti sono quasi in festa : le terrazze con tappeti come durante le processioni. ANTONELLO DA MESSINA 1476 San Sebastiano. Alla sua sx una signora con un bicchiere d’acqua e un uomo con tre sfere. Qui Maria viene nettamente sopraelevata. anche se si sa che S. La scena è ambientata in una piazza dipinta in prospettiva centrica in scorcio (la colonna) che sarà tipico della pittura di Mantegna. La pala ora è smembrata quindi è difficile comprendere il contesto al quale si riferiscono gli oggetti ma sicuramente l’architettura doveva essere imponente. Recupera la plasticità e l’isolamento tipico della pittura di Piero. Vienna.