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UNITÀ NELLA DIVERSITÀ

INTERVISTA DI SOLANGE DE MARIGNAC AD ASSAGIOLI


È L’UOMO ARTEFICE DEL SUO DESTINO?
CREARE UNA SVOLTA NELL’EDUCAZIONE

OTTOBRE 2018 N. 30
FIDARSI DI SÉ - LA CONQUISTA DELL’AUTOSTIMA

DI R. ASSAGIOLI
PSICOSINTESI
ISTITUTO DI PSICOSINTESI IL MURO DEL SILENZIO

ANNO XXXIII
ISTITUTO DI
FIRENZE THE PERSONAL SELF
IL COACHING: UN BUON AMICO DELLA VOLONTA’
VERO E FALSO ALTRUISMO

PSICOSINTESI
Valore morale e spirituale dell’analisi La gioia è il termometro dell’allineamento!
Sincerità verso noi stessi
Coraggio di riconoscere cose spiacevoli, poco belle, poco lusinghiere
Deporre ogni vanità, ogni ipocrisia Joy is the thermometer of our lining up!
Riconoscere in noi errori, debolezze, colpe
Guardarle in faccia risolutamente, senza cercare scuse o giustificazioni
Questo non deve deprimere né scoraggiare
Il riconoscimento è il primo passo verso la liberazione
Sono cose in noi, ma non sono noi

Sincerity toward ourselves.


Courage on facing unpleasant, unattractive, not flattering aspects of ourselves.
Let us lay aside any vanity,
Let us stop pretending.
Let us face mistakes, weaknesses, guilt about ourselves. Facing them with resolution,
not making up excuses or pretexts.
Any fear of feeling depressed or discouraged by this attitude.
Admission is the first step toward release.
These are moods inside ourselves, they are not ourselves.
EDITORIALE Cari lettori e care lettrici

Unità nella diversità è il filo conduttore di questo numero della


rivista. Abbiamo deciso di scegliere come immagine di copertina
un mosaico in cui un fiore rosso seminascosto dà il titolo
all’opera è a significare che ognuno di noi dà nome al proprio
tempo e alla propria vita. Se quel fiore non ci fosse, l’opera non
avrebbe il suo valore.

Chi invia articoli, chi li legge, chi approfondisce e divulga


rende il mosaico dell’Umanità sempre più delineato, anche se a
prima vista sembra un insieme di tessere frantumate. Noi come
3
redazione ringraziamo per l’occasione che offrite di unire tante
tessere che partecipano ad un progetto.

Vi segnalo inoltre che iniziano ad arrivare articoli dall’estero,


direi dal mondo, di amici psicosintetisti sia grazie all’entusiasmo
di Gordon Symons con fulcro a Londra sia grazie al lavoro
silenzioso del Gruppo Alle Fonti.
La Psicosintesi dell’Istituto fondato da Roberto Assagioli è stata
invitata in Bulgaria e altri Paesi sono in trattativa, i libri di
Assagioli sono tradotti in più lingue e l’approccio auto formativo
esce dai confini italiani.
Vi auguro buona lettura

Patrizia Bonacina
Medico Neuropsichiatra Infantile, Psicoterapeuta e Formatore dell’Istituto di Psicosintesi
SOMMARIO
ISTITUTO DI PSICOSINTESI
FONDATO DA ROBERTO ASSAGIOLI
EDITORIALE P. BONACINA
* PAG. 3
Rivista di autoformazione,
educazione, rapporti interpersonali ARCHIVIO ASSAGIOLI
e sociali.
ANNO XXXIII
UNITÀ NELLA DIVERSITÀ R. ASSAGIOLI
* PAG. 5
OTTOBRE 2018 N. 30 INTERVISTA AL DOTT. ASSAGIOLI S. DE MARIGNAC
* PAG. 8

rivista@psicosintesi.it È L’UOMO ARTEFICE DEL SUO DESTINO?

*
via Rienza, 2 - 21100 Varese - Italia
REALTÀ O ILLUSIONE? L. RAMORINO PAG. 12
DIRETTORE RESPONSABILE
Patrizia Bonacina
CREARE UNA SVOLTA NELL’EDUCAZIONE M. VENTOLA
* PAG. 16
FIDARSI DI SÉ LA CONQUISTA DELL’AUTOSTIMA S. PELLI
* PAG. 23

*
COMITATO DI REDAZIONE IL MURO DI SILENZIO COME COSTRUTTORE DI PONTI P. GUGGISBERG PAG. 27
Greta Bianchi,Achille Cattaneo,
Alberto Gabba, Damiano Pagani, IL SÉ PERSONALE W. PARFITT
* PAG. 32

*
Donata Randazzo, Gordon Symons,
Silvia Trolli
IL COACHING UN BUON AMICO DELLA VOLONTÀ F. VIGLIENGHI PAG. 34

TRADUZIONE TESTI
VERO E FALSO ALTRUISMO D. DE PAOLIS
* PAG. 37
Greta Bianchi, Achille Cattaneo, APPUNTI LIBERI SULL’ARTE
Annalisa Gemma Gasperi, Damiano
Pagani, Gordon Symons, Silvia Trolli IL GIOVANE ASSAGIOLI E IL RITRATTO
4 RESPONSABILE DEI TESTI IN INGLESE
Gordon Leonard Symons
DI UN MONACO PITTORE L. BASSIGNANA
* PAG. 39

PROPOSTA
COMITATO SCIENTIFICO
Maurizio Bellinelli, Sergio Guarino, NAUSICAA: DESIDERANDO L. RODIGHIERO PAG. 44
Donatella Randazzo, Aldo Scarpulla,
Gordon Leonard Symons CIBO DALLA TERRA AL CIELO
HANNO COLLABORATO
A QUESTO NUMERO
A TAVOLA CON… ? D. RANDAZZO
* PAG. 46

Lucia Bassignana, Laura Cerasaro, VIVERE LA PSICOSINTESI: I SOCI RACCONTANO


Daniele De Paolis, Margherita Fiore,
Sergio Guarino, Petra Guggisberg, CELEBRIAMO LA VITA D. VERZICCO PAG. 48
Paola Marinelli,Claudio Monteverde, IL SESSO DEGLI ANGELI C. MONTEVERDE PAG. 49
Will Parfitt, Stefano Pelli, Giuliana
Pellizzoni, Luce Ramorino, Donata BREVE STORIA DELLA PSICOLOGIA MODERNA S. GUARINO PAG. 50
Randazzo, Maria Vittoria Randazzo,
Laura Rodighiero, Mauro Ventola, LA NASCITA DELLA PSICOSINTESI TRANSPERSONALE
Diana Verzicco, Francesco Viglienghi
VIAGGIO IN BULGARIA P. MARINELLI PAG. 52
STAMPA
comunicarte - Mozzate XXXI CONGRESSO NAZIONALE VARESE 2018
Tel. 0331 833831
www.comunicarte.eu RELAZIONE DEL PRESIDENTE M. V. RANDAZZO PAG. 54

Pubblicazione semestrale registrata


presso il Tribunale di Firenze
IMPRESSIONI L. CERASARO
* PAG. 60

il 28 Luglio 1984 al n° 3248 LEGGIAMO INSIEME


Ed. Istituto di Psicosintesi LA FIABA L. MALFIORE PAG. 63
Ente Morale D.P.R.
1 Agosto 1965 n° 1721
Via San Domenico 16 - 50133 Firenze FINESTRE SUL MONDO G. PELLIZZONI PAG. 65
Tel. (+39) 055 578026 IMMAGINI PER L’ANIMA M. FIORE PAG. 66
Fax (+39) 055 570499
www.psicosintesi.it LIBRI IN VETRINA PAG. 67
istituto@psicosintesi.it

Gli articoli sono pubblicati sotto LETTERE AL DIRETTORE PAG. 68


l’esclusiva responsabilità degli autori. ATTIVITÀ A CASA ASSAGIOLI PAG. 69
Le idee sono personali e non
impegnano la Direzione della rivista ISTITUTI DI PSICOSINTESI: CENTRI IN ITALIA PAG. 72
“Psicosintesi”.

* For the articles in English see page 75


The opinions expressed are those
of the authors and are not the
responsibility of the board of directors
of the “Psicosintesi” magazine. Copertina Enrica Turri Bonacina – Il fiore rosso,1997 (tecnica mosaico)
ARCHIVIO ASSAGIOLI
UNITÀ

FIRENZE
NELLA DIVERSITÀ
Per stabilire giusti rapporti fra gli uomini e fra i grup- 1) - La Fisiologia e la Biologia hanno mostrato come la
pi umani, occorre comprendere, accettare e praticare vita organica si basi essenzialmente sulla Polarità. La
un grande principio o verità, che sta alla base della vita polarità fondamentale è costituita dal gioco delle con-
stessa in tutte le sue manifestazioni: quello della trapposte funzioni anabolica o assimilativa, e cataboli-
Unità nella diversità. ca o disassimilativa. Mediante la prima l’organismo si
alimenta, assorbe, trasforma e accumula sostanze ed
La vita è essenzialmente, indissolubilmente Una. energia; mediante la seconda le sprigiona, le usa e le
consuma, sia per mantenere la propria vita interna, sia
Questo è stato intuito da tutti i grandi filosofi, che hanno per difenderla dall’esterno, sia per affermarla nell’am-
messo un principio unico alla base della realtà, sia pur biente, sia infine per propagarla.
concependolo e nominandolo in modi differenti. Questa
è stata la rivelazione delle religioni superiori, che si può Nel corpo umano tali funzioni sono esplicate da organi
compendiare nelle parole “l’onnipresenza di Dio”. Que- e gruppi di organi diversi; vi sono alcune glandole a se-
sta è l’esperienza interiore vissuta da tutti i grandi mi- crezione interna anaboliche e altre cataboliche; il siste-
stici, che nei loro stati di coscienza unitiva hanno visto ma nervoso parasimpatico è anabolico, quello simpatico
e sentito: “Dio in tutto e in tutti, e tutto e tutti in Dio”. 5
Questa infine è l’ultima conclusione delle indagini della
scienza che sta scoprendo e dimostrando come tutte le
cose materiali e tutte le forze della natura siano parvenze
e modalità diverse di un’unica, onnipervadente energia.

Ma la vera natura di questa unità va ben compresa e ap-


plicata. Unità non va intesa quale uniformità e assenza
di ogni differenziazione, bensì in un senso funzionale,
dinamico e organico.

L’unità essenziale della realtà e della vita si effonde e si


esprime in una ricchezza infinita di esseri e di forme che
costituiscono nel loro insieme il grandioso Universo di
cui solo una piccola parte si palesa ai nostri sensi, ma di
cui gli strumenti scientifici ci rivelano sempre più grandi
meraviglie nell’infinitamente piccolo e nell’infinitamen-
te grande.

I rapporti fra la sostanziale unità e la sconfinata molte-


plicità sono regolati - per quanto ci è dato di sapere - da
due grandi principi:

Polarità
Diversità di funzioni

La loro comprensione ci sarà facilitata se esamineremo


come essi operino in quell’esatto compendio dell’uni-
verso costituito dal corpo umano.
Perché l’umanità viva occorre almeno un mutuo con-
temperamento delle due tendenze. Ho detto “almeno”,
perché “l’equilibramento dei poli opposti” non si com-
ARCHIVIO ASSAGIOLI

pie soltanto mediante la loro reciproca azione modera-


trice esplicata “orizzontalmente”, sullo stesso livello,
per così dire. Esso si può in molti casi attuare anche e
meglio mediante l’intervento di un principio regolatore
operante da un piano più alto e con energie superiori e
FIRENZE

più potenti di quelle in gioco e in conflitto.

Nel caso in esame questo Principio superiore è costituito


da una concezione sintetica e spirituale della storia qua-
è catabolico. Tali funzioni sono antagoniste, cioè appa- le svolgimento dell’evoluzione umana verso una Meta
rentemente “nemiche”, eppure l’una non avrebbe senso superiore, dalla visione intuitiva di un Piano divino. In
senza l’azione moderatrice e compensatrice dell’altra. questa concezione i “valori” intellettuali, morali, estetici
L’eccesso di anabolismo produce infatti obesità e au- e sociali realizzati in passato non vengono rinnegati, ma
tointossicazione; l’eccesso di catabolismo produce lo- vengono liberati dalle vecchie forme non più adeguate,
gorio ed esaurimento; se vanno all’estremo entrambi vengono rivissuti e riespressi in modi diversi e aderenti
conducono alla morte. al presente, e insieme integrati con i nuovi “valori” con-
quistati dalla progredente coscienza dell’Umanità.
2) La necessità o lo scopo della diversità di funzioni, so-
no ovvi. Quanto più gli organismi viventi si sono evoluti Si può dire anche che le proporzioni fra forze conser-
e perfezionati, tanto più quelle diversità si sono accen- vatrici e forze innovatrici non devono essere sempre
tuate, passando dalla semplicità dell’ameba unicellula- uguali, ma possono e devono variare secondo i periodi
re alla complessità del corpo umano. In quest’ultimo, la storici. Nei periodi di transizione e all’inizio di un nuovo
vita unitaria che lo anima richiede l’armonica coopera- ciclo (come nel momento attuale) è bene che prevalgano
zione di organi ben differenziati fra loro, come il cuore, le forze rivoluzionarie e innovatrici, mentre nel periodo
6 i polmoni, il fegato, ecc., e coordinati in apparati fun- di mezzo, quando la parabola di una civiltà è al suo pun-
zionali, come quello digestivo, circolatorio, respiratorio, to più elevato, è bene che le forze stabilizzatrici operino
ecc. Anche qui si ha ad un tempo una netta distinzione in modo da dare il tempo e l’agio necessari perché le
strutturale anatomica e una stretta necessaria solidarie- qualità specifiche di quell’era possano fiorire in bellezza
tà funzionale. Applichiamo ora la verità fondamentale e dare i loro frutti preziosi.
dell’unità nella diversità, e i principi che la regolano, al-
la vita dell’umanità e ai rapporti fra gli uomini. 3) Diversità di funzioni. In questo campo, come nel pre-
cedente, appare purtroppo chiaro come “l’organismo
È stato detto assai bene che “lo spirito dell’Umanità è dell’umanità” sia ancora lungi dall’aver raggiunto lo
un tutto indivisibile”. A ciò si deve aggiungere che la vi- sviluppo e l’equilibrio di un corpo sano e normale. Le
ta dell’umanità è - o dovrebbe essere - analoga a quella sue cellule, i suoi tessuti e i suoi organi si trovano ancora
di un organismo umano, con i suoi apparati, i suoi orga- ad uno stadio di disordine. Gli uomini non sanno - o non
ni e le sue cellule, costituiti da vari raggruppamenti di vogliono - ancora comprendere e apprezzare gli indivi-
individui. dui e i gruppi diversi da loro per natura, qualità e fun-
zioni, e questo impedisce la collaborazione e le mutue
Non mi soffermo oltre sul principio della polarità, poi- integrazioni necessarie per il bene di tutti.
ché ne ho trattato ampiamente in altra occasione (vedi:
L’equilibramento e la sintesi degli opposti). Ne esamine- Un grande aiuto per attuare quella comprensione e
rò solo un esempio che è molto attuale, e che costituisce quell’apprezzamento viene dato dalla conoscenza dei
uno dei problemi più acuti che affliggono l’umanità: il vari tipi psicologici e delle loro rispettive funzioni.
conflitto cioè fra conservatori tradizionalisti da un lato
e innovatori rivoluzionari dall’altro. Non è difficile ri- Non ci rendiamo abbastanza conto di quanto grande sia
conoscere - per chi sappia osservare “dall’alto”, senza la differenza fra questi vari tipi umani. Essi, pur esisten-
passioni, fanatismi e preconcetti in un senso o nell’al- do materialmente l’uno accanto all’altro, vivono in re-
tro - che la preponderanza eccessiva e incontrastata, tan- altà in mondi diversi e non hanno quasi alcun contatto
to dell’una quanto dell’altra tendenza, sarebbero nefaste. psicologico gli uni con gli altri. Consideriamo ad esem-
La prima porterebbe alla fossilizzazione, all’arresto e pio i quattro tipi psicologici fondamentali descritti dallo
alla morte; la seconda al disordine, all’anarchia e alla Jung: il tipo sensoriale o pratico, l’emotivo, il mentale e
dissoluzione. l’intuitivo. Immaginiamo che quattro persone, apparte-
nenti ciascuna rispettivamente a uno di questi tipi, stia-
no osservando lo stesso paesaggio da un’altura. L’uomo
appartenente al tipo pratico volgerà il suo interesse all’a-
spetto agricolo e commerciale di ciò che vede, cercherà

ARCHIVIO ASSAGIOLI
di calcolare l’area dei campi distesi sotto i suoi occhi,
l’utile che possono rendere e quanto possono valere
quelle terre.

La seconda persona, un musicista, nel contemplare il

FIRENZE
gioco delle linee e delle masse, il contrasto delle lu-
ci e delle ombre, le varie dissonanze, sentirà l’anima di
quel paesaggio, sarà pervaso da una particolare tonalità
emotiva. Così, mentre il risultato dell’osservazione del
primo potrà essere un contratto d’acquisto, la contem- Dal canto suo l’artista mostra spesso un disprezzo esage-
plazione del secondo potrà dar luogo ad una sinfonia. rato per le modeste, ma spesso necessarie virtù borghesi
e non sente la dignità e il valore dell’assidua ricerca del
Il terzo osservatore volgerà la sua attenzione ai fattori vero compiuta dallo scienziato, dal pensatore.
naturali che sono stati in gioco in quel luogo: il clima, Per eliminare queste barriere d’incomprensione che tri-
la costituzione geologica del suolo, la fauna e la flora e stemente separano gli uomini fra loro, occorre un serio
i vari problemi scientifici che ne derivano. Potrà quindi studio della psicologia individuale, fatto il più presto
derivarne una monografia geologica e zoologica. possibile, quando cioè il carattere non sia ancora com-
pletamente formato e cristallizzato entro limiti rigidi.
Il quarto invece sarà indotto dalla bellezza del paesag- Tale stadio fa comprendere e apprezzare i tipi diversi
gio a volgere la sua anima a Dio, a contemplare la gloria da quello a cui apparteniamo - ce ne rivela la necessaria
della sua creazione visibile e invisibile; egli sentirà l’u- funzione sociale e spirituale, ci mostra i doni che posso-
nità della vita, la comunione con Dio, e l’effetto potrà no arrecarci e che anzi ci arrecano continuamente sen-
essere un’estasi… za che ce ne rendiamo conto. Così si creano le basi di
una migliore valutazione e di una vera fraternità fra gli
Se ciascuna di queste quattro persone scrivesse poi quel- uomini. 7
lo che ha percepito, sentito, pensato o intuito, nei lo- Non dobbiamo meravigliarci che individui e gruppi
ro scritti si troverebbero forse poche frasi uguali, e chi umani così diversi fra loro non si comprendano e non si
leggesse stenterebbe a credere che fossero stati ispirati apprezzino, e che quando sorga qualsiasi ragione di dis-
dall’osservazione di una stessa scena. senso si combattano aspramente. Eppure sono tutti ne-
Questa constatazione del fatto che gli uomini vivano l’u- cessari a formare una civiltà veramente umana.
no accanto all’altro, ma in realtà in mondi diversi e quasi Un mondo composto tutto di “pratici” sarebbe ben ari-
separati tra loro, ha una grande importanza. do e grigio; un’umanità composta di puri artisti difficil-
Questo fatto ci rivela la vera causa di molte incompren- mente potrebbe sopravvivere; una comunità fatta di soli
sioni fondamentali, di molte critiche ingiuste, di molti scienziati sarebbe troppo unilaterale; i volitivi, deside-
antagonismi che complicano le nostre vite e che creano rosi di dominio e isolati fra loro, si distruggerebbero a
una quantità incalcolabile di sofferenze non necessarie. vicenda, e lo stesso avverrebbe per ogni altro tipo, senza
Così ad esempio, per un uomo pratico, semplice e positi- l’integrazione arrecata dagli altri.
vo, una complessa e mutevole psiche femminile resta un
mistero incomprensibile, e dal canto suo la donna di tal È chiaro dunque quanto siano opportune, anzi necessarie
genere non sarà incline ad apprezzare le semplici e soli- la conoscenza, la comprensione e la cooperazione fra i
de virtù di quell’uomo. vari tipi umani - basate sul riconoscimento che sono par-
L’artista viene spesso considerato, dagli uomini pratici, te di una vivente e inscindibile unità.
come un tipo strambo e un po’ ridicolo.

Quando l’Ariosto presentò ad un Cardinale il suo Orlan-


do Furioso, ebbe per risposta: “Messer Ludovico, come
avete potuto mettere insieme tante corbellerie?”…
E non pochi considerano il poeta, come ha detto il
Carducci:

“un perdigiorno / che va attorno / dando il capo


nei cantoni / e gli occhi svaria / dietro gli angeli e i
rondoni”. Roberto Assagioli
ARCHIVIO ASSAGIOLI

INTERVISTA
DI SOLANGE DE MARIGNAC
FIRENZE

AL DOTT. ASSAGIOLI

Solange de Marignac
Vorrei rivolgerLe quattro domande:

1) Molti temono che la vecchiaia rechi loro limitazioni fisiche, e che ciò influenzi in modo dannoso le loro capacità
morali e intellettuali. Posso domandare a Lei che è stato seriamente colpito nella sua salute, come considera questo
problema?

2) Udiamo spesso questa osservazione: “sono troppo vecchio per cambiare”. Lei, che crede profondamente all’evo-
luzione, vuol dire qual è il Suo parere su questo punto? Ha Lei personalmente il senso di poter continuare a perfezio-
narsi, o di avere ancora da modificare o sviluppare certi aspetti del Suo pensiero?

3) Se non è indiscreto, possiamo domandarLe in qual modo pensa alla morte, e alla Sua in particolare?

4) Infine, che cosa avrebbe da rispondere a qualcuno che Le domandasse: “come invecchiare bene?”.
9
Roberto Assagioli:

1) Le capacità morali e intellettuali non sono necessariamente influenzate dalle limitazioni fisiche, anche gravi - e
ciò a qualsiasi età.

Numerosi esempi lo attestano. Nominerò solamente Charles Darwin, che poteva lavorare soltanto 1-2 ore al giorno;
William James, che ha avuto durante tutta la sua vita una salute precaria; e soprattutto il luminoso esempio di Adèle
Kamm, che, confinata nel suo letto da una malattia alla spina dorsale, esercitò con la sua parola e i suoi scritti un be-
nefico apostolato su numerosi malati.

Quanto a me, le considerevoli limitazioni fisiche dovute all’età non sembrano influenzare le mie capacità, come di-
rò fra breve. Anzi traggo qualche vantaggio da alcune di queste limitazioni, come la parziale sordità. A mio pare-
re, molto dipende dal nostro atteggiamento. Un’accettazione serena delle limitazioni (e questo vale per tutte, anche
quelle non fisiche - e chi non ne ha?) elimina grandemente il loro influsso negativo. Esse possono venire considerate
come una sfida a superarle, e così a incitarci a delle compensazioni, e anche a delle supercompensazioni.
10
2) Dichiaro sinceramente che mi è possibile continuare a perfezionarmi e che mi ci applico non meno attivamente, e
forse anche meglio di prima. Il mio pensiero è in continuo sviluppo; nuovi aspetti della Realtà si presentano spesso
alla mia mente. Questo suscita in me gioia ed entusiasmo, ma non è privo di inconvenienti, poiché mi sento spinto a
modificare e a migliorare (almeno lo spero!) quello che avevo scritto in passato; per quanto mi renda conto che sa-
rebbe meglio utilizzare il tempo che mi rimane sulla terra per produrre del nuovo.

3) Non desidero né temo la morte del mio corpo, poiché sono profondamente convinto, non soltanto della sopravvi-
venza, ma della perennità della vita. Sono convinto che il “nucleo spirituale” che è l’essenza di noi stessi è immorta-
le e che le sue manifestazioni si rinnoveranno con una presa di coscienza sempre più ampia e una potenza creatrice
sempre maggiore.

4) Per “invecchiare bene” si dovrebbe fare quella che ho chiamato la “Psicosintesi delle età”; cioè a dire mantenere
in noi presente e vivente, in qualche misura, quello che vi è di migliore e di più valido in ogni età. La semplicità, l’a-
pertura verso il mondo e il senso di ammirazione del fanciullo; il fervore dell’adolescente; lo slancio e il dinamismo
del giovane; l’equilibrio e la maturità dell’adulto; i frutti molteplici delle esperienze- e il dono di saggezza che ne de-
riva - dell’età avanzata. In tal modo l’anziano ha il privilegio di poter ridiventare volta volta fanciullo con i fanciulli,
giovane con i giovani, di comunicare con comprensione benevola con le persone di ogni età. Così, pur ritirandosi
gradatamente dalla sua partecipazione attiva alla vita esterna, l’anziano può divenire un solido punto di appoggio e
un centro di irradiazione benefica intorno a sé.

1 gennaio 1970
Istituto di Psicosintesi
Fondato da Roberto Assagioli

11

Domenica 28 ottobre 2018


VILLA LA STELLA
Via Iacopone da Todi, 12
Firenze

10.00 - 10.15 Arrivo partecipanti . Solo per Formatori e Conduttori di Gruppo dell’Istituto SIPT
Didatti e Allievi SIPT
10.15 Saluti delle Presidenti CARLA FANI e MARIA VITTORIA RANDAZZO

10.30 - 13.30 I Sessione: Lavori di gruppo


4 moderatori dell’Istituto e 4 moderatori Sipt coordineranno gruppi di lavoro sul
tema in questione

13.30 - 14.30 Pausa pranzo

14.30 - 17.00 II Sessione: Tavola rotonda


Sintesi dei lavori di gruppo del mattino e spazio aperto per discussione coi
partecipanti

17.00 Chiusura dei lavori con le Presidenti

Per informazioni ed iscrizioni:


sipt@scuolapsicosintesi.com istituto@psicosintesi.com
www.scuolapsicosintesi.com www.psicosintesi.it
o55.570140 o55.578026
È L’UOMO ARTEFICE DEL SUO DESTINO?
REALTÀ O ILLUSIONE?
Si vive per caso o per necessità? senso di casualità “episodio, coincidenza, contingen-
Il nostro destino è precostituito e incanalato, o siamo li- za, esempio, evenienza, accidente, evento, eventualità,
beri di andare in ogni direzione? fatalità, fato, fortuna, frangente, imponderabile, ipote-
Siamo prigionieri senza scampo di una vita che possia- si, occorrenza, possibilità, probabilità, vicenda, affare,
mo solo subire, o vi è in noi il potere di determinare il combinazione, fatto, circostanza, situazione, accadimen-
corso della nostra vita? to, destino, traversia, congiuntura, problema, imprevisto,
Vale la pena riportare qualche considerazione in proposi- emergenza, occasione, ecc.” che pongono tale termine
to, per poter scegliere liberamente da quale parte stare... al confine con l’irrazionalità propria di un avvenimento
Possiamo riconoscere diverse posizioni: concepito comunemente come fuori dal controllo della
• La visione deterministica: il determinismo è l’idea che ragione umana.
tutte le cose che accadono nel presente e nel futuro È evidente la portata della influenza derivante dalla as-
sono una conseguenza necessaria causata da eventi sunzione dell’una o l’altra di queste due posizioni che
precedenti. ispirano anche i vari modelli psicologici:
• Le forme più rigide: tutto è predeterminato quindi • L’uomo è completamente impotente e allora…
anche l’uomo non è assolutamente libero, non può Fortuna – Sfortuna – Impotenza …
12 compiere scelte, è pre-destinato, da prima della sua • L’uomo ha una forma di libertà e allora … Libertà di
nascita (destino e predestinazione) … Imparare…
• Posizioni intermedie: esiste una “quota “di Possiamo contrapporre sterilmente le due posizioni o
libero arbitrio, ma alcune cose sono determinate comporle.
(libertarismo). Teorie quindi per cui il libero arbitrio
è compatibile con un certo determinismo. Come? Inserendo il concetto evolutivo.
Con il termine destino genericamente ci si riferisce ad Per evoluzione, in Psicosintesi, si intende il processo di
un insieme d’inevitabili eventi che accadono secondo crescita, di progresso, di passaggio dal potenziale all’at-
una linea temporale soggetta alla necessità e che portano tuale, operante in ogni livello e in ogni aspetto della
ad una conseguenza finale prestabilita. manifestazione;
L’interpretazione deterministica della causalità si ritrova tutto l’uni-verso è in evoluzione (verso l’uno) e tutti gli
in quelle correnti filosofiche che, concependo l’universo esseri, dai più grandi ai più piccoli, partecipano di que-
come creato da un Logos ordinatore, negano l’esistenza sto processo verso quella perfezione che consiste nella
del caso in quanto tutto avviene “per necessità”, soste- piena manifestazione della Essenza nella Forma.
nendo che il caso è soltanto una “ignoranza delle cause”. Tale tensione evolutiva corrisponde ad una realtà pro-
Al concetto di causa infatti si è sempre contrapposto, fonda, attiva sia nei processi della natura sia nell’essere
con il suffragio attuale anche di teorie scientifiche, il umano, dove si incontrano progressivamente i due pila-
concetto di caso. stri portanti: Il Sé (l’Essenza) e la Personalità (la Forma).
Diversamente dal determinismo, l’indeterminismo ri- L’avvicinamento, l’unione, l’integrazione, la sintesi tra
conosce l’esistenza del caso, intendendo per caso o un Sé e Personalità, avvengono gradualmente, attraverso li-
avvenimento che si verifica senza una causa defini- velli interpenetrantesi, promuovendo, di tappa in tappa,
ta e identificabile o un evento accaduto per cause che il percorso della crescita e dello sviluppo della coscien-
certamente vi sono ma non sono conosciute, ovvero za di sé (autocoscienza) e producendo l’emergere di li-
“non-lineari”, sconnesse o meglio “intricate”, che non velli progressivamente più inclusivi di vita e di azione
presentano una sequenza causa - effetto - necessità, cioè (contatto con la volontà), di una sempre più chiara con-
deterministica, tale da permettere l’identificazione di es- sapevolezza del senso da attribuire al proprio essere nel
se e la predicibilità degli effetti. mondo e agli eventi che lo caratterizzano, e conseguen-
Il termine caso ha una inconsueta pluralità ed è sogget- temente di progressivi gradi di libertà e di capacità di
to ad utilizzi vari e non sempre definiti o a sinonimi nel intendere e di volere.
Ed è qui che si inserisce il discorso sul libero arbitrio
che è il concetto filosofico e teologico secondo il quale
ogni persona è libera di fare le sue scelte.
In campo religioso il libero arbitrio implica che la divi-
nità, per quanto onnipotente, scelga di non utilizzare il
proprio potere per condizionare le scelte degli individui.
Nell’etica questo concetto è alla base della responsa-
bilità di un individuo per le sue azioni, “nel bene e nel
male”.

Libero arbitrio: libertà - volontà - autodeterminazione


Ma essere liberi di scegliere, non significa libertà assolu-
ta e onnipotente e questo l’uomo lo impara presto!
Col procedere dell’autocoscienza l’uomo diviene consa- Ogni evento è l’effetto di una qualche forza invisibile
pevole che esistono delle leggi attive che regolano la vi- che interagisce in armonia con la legge di causalità: dal-
ta e da cui non può prescindere. le vibrazioni degli elettroni alla rivoluzione della terra
Da un punto di vista esistenziale queste leggi rappresen- intorno al sole, dalla caduta di una mela sul terreno al
tano il Volere della Vita di manifestarsi nella forma e sollevamento di un arto per la forza di volontà.
agiscono sui vari livelli specificamente (Es. legge di gra- Similmente ogni azione del corpo o della mente è il ri-
vità, di attrazione e repulsione, legge di azione e reazio- sultato di forze o energie che ne determinano la sua cau-
ne, legge di equilibrio…). sa e allo stesso tempo ciò che è l’effetto diventa a sua
Sono operative anche nell’essere umano e rappresenta- volta la causa di qualche altro risultato, che a sua volta
no le modalità intrinseche volte al raggiungimento del produce altri effetti grossolani e così via in un concate-
fine evolutivo, cioè portare a fusione le due componenti namento di cause ed effetti che continuano a prodursi
umane: la personalità di origine biologica e la “scintilla ininterrottamente. Da sempre inoltre si cerca di risalire
spirituale di origine divina” “L’illuminazione” – “La in questa via da effetto a causa, fino alla causa delle cau-
Realizzazione di Sé” se, la Causa Prima, che comunque rimane un mistero ce-
Non solo le leggi garantiscono il conseguimento del- lato nel tempo o nell’Eterno.
la finalità, ma anche la funzionalità dell’intero sistema, 13
agiscono in modo sinergico tra loro e comunque e do- Nelle filosofie e religioni orientali, la legge di causa ed
vunque su tutti i livelli anche se in forme diverse. effetto viene chiamata “Legge del Karma”. Questa for-
L’uomo può: subirle - conoscerle - adeguarvisi - domi- mulazione, ulteriormente sviluppata negli insegnamenti
narle, assoggettandosi consapevolmente - gestirle - col- spirituali di ispirazione orientale dei Maestri di Sag-
laborare, utilizzandole per il loro fine: è qui che si gioca gezza, può aiutarci a capirne la finalità e la funzione
il nostro libero arbitrio, in base al quale possiamo acce- nel processo evolutivo, per quanto attiene a noi, esseri
lerare, rallentare o addirittura deviare temporaneamente umani.
dal processo evolutivo ritardando la nostra e l’altrui evo- L’uomo medio, che ancora non ha iniziato a farsi do-
luzione, fino a poter addirittura distruggere l’esperimen- mande, non ha consapevolezza né del proprio o dell’al-
to “pianeta terra”. Se partiamo dall’ipotesi che siamo trui processo evolutivo né del suo scopo che giace nell’
innestati in un processo evolutivo, che ha una sua fina- inconscio, pertanto si comporta in base ai propri biso-
lità, una sua direzione, non possiamo prescindere dall’i- gni, desideri, condizionamenti ecc. per lo più in modo
potizzare una Legge di Causa ed Effetto. disallineato con lo scopo del processo evolutivo stesso,
In cosa consiste? producendo squilibrio e disarmonia, sia a livello indivi-
duale, che relazionale, che collettivo.
“Certamente ogni evento terreno ha alle spalle una
sua causa invisibile La “Legge del Karma” attraverso gli effetti prodotti dal-
ed esso stesso è una causa in potenza” le azioni disallineate, tende a riportarlo sulla “retta via”
(la via evolutiva, valida per lui nella sua fase specifica)
Capire le condizioni da cui un effetto è prodotto, è sem- proponendo eventi che rappresentano fondamentalmen-
pre stato lo scopo delle differenti branche della scienza te delle lezioni, che possono essere passivamente subi-
e della filosofia, ed è alla base di ogni religione. Per la te (procurando spesso un vissuto di sofferenza), ma poi
maggior parte delle scienze e delle correnti filosofiche la mano a mano che la coscienza matura (proprio grazie
legge di Causa ed Effetto è la più universale di tutte le agli eventi prodotti dal Karma) divenire viva occasione
leggi. Essa governa tutti i fenomeni, da quelli più gros- di apprendimento.
solani ai più sottili. Tutte le forze della natura, sia fisiche Il “Karma” è quindi l’insieme degli effetti di cause che
che mentali, obbediscono a questa legge e non possono abbiamo stabilito nel passato e che continuano ad eserci-
mai trasgredirla. tare una profonda influenza sulle nostre azioni presenti.
In sé non è né positivo, né negativo, come qualsiasi si- “Basta una sola parola, un solo pensiero, per creare
tuazione esistenziale, è solo lì, nella realtà presente per imperi di male o imperi di bene”
indicarci i cambiamenti da realizzare.
Importanza fondamentale hanno i moventi che ci spin-
Ma questo non è sempre possibile, perché la capacità gono all’azione.
di generare nuove cause che nel tempo possano produr- Di fronte al “Karma” infatti, è fondamentale
re effetti voluti è connessa alla capacità di “pensare” ed l’atteggiamento interiore, che lo può trasformare in
usare coscientemente il potere della mente. “Dharma”.
Dobbiamo imparare a vivere nel “Dharma”, cioè in
Fino a che viviamo focalizzati sul piano fisico ed emo- armonia con le leggi del cosmo (che significa ordine),
tivo, scontiamo effetti di massa; mano a mano che evol- per trovare il nostro posto e conseguire così la gioia
viamo, il nostro potere e la nostra capacità di nuocere o dell’autorealizzazione. Una libera buona volontà è
di aiutare aumentano, così come la responsabilità degli in grado di alleviare la, a volte pesante, severità del
effetti che possiamo produrre nella nostra e altrui vita. “Karma”, ma a tal fine occorre riconoscere di essere
(Più si evolve più aumenta la possibilità di agire nel be- seguiti nella vita terrena da un codazzo di azioni negative
14 ne o nel male!) tuttora sopravvissute.

Si può allora grazie a questa comprensione sopporta-


re con pazienza le sventure e attraverso l’uso costrut-
tivo del libero arbitrio e con buone azioni si riesce ad
alleggerirle: ecco come facilitare lo scioglimento del
“Karma”!

“Chi è schiavo del passato non pensa al futuro e si


arresta. Gli errori devono essere un ponte per nuo-
va conoscenza, non ostacoli. Tutti i molti errori che si
commettono nella vita possono essere trasformati in
utili fuochi se non si cede allo scoramento”

Noi viviamo in un mondo di effetti, noi stessi nella no-


stra personalità siamo degli effetti, le nostre relazioni so-
no degli effetti, le nostre condizioni di vita sono degli
effetti... spesso cerchiamo di cambiare noi stessi e la vita
accanendoci nel cercare di cambiare degli effetti, il che
rende faticose e per lo più vane le nostre azioni e produ-
ce nella nostra vita solo circoli viziosi, autorigenerantisi.

Per passare ai circoli virtuosi, che si aprono a spirale


verso un futuro sempre più luminoso, dobbiamo cam-
biare, partendo da noi stessi, cercando di comprendere i
meccanismi che passivamente ci determinano e attraver-
so la volontà cominciare ad allenarci ad essere promo-
Montagna Arcobaleno Vinicunca, Perù tori di cause nuove, costruttive, in linea con la direzione
evolutiva.
In noi vi è il potere di promuovere consapevolmente • Quella che non ha paura del futuro e dell’ignoto,
cause e “dare vita”. ma cammina a testa alta esprimendo sé stessa
È legato alla presenza della Energia Psichica, la scintilla nell’assunzione totale della responsabilità di fronte
di Vita, che possiamo contattare e utilizzare e che in noi alla vita
si manifesta come quell’ impulso dinamico che chiamia- • Quella che sa che l’unica libertà è nella gioia di
mo Volontà e che proviene dal punto più “profondo – divenire sé stessi
elevato – centrale – il Sé”. Questo potere è in noi. • Quella che sa che essere liberi è uno stato di
coscienza, che nasce dalla liberazione da tirannia e
Riconosciamo come l’abbiamo già sperimentato quando servitù autoimposte e si afferma nell’elevazione
ci siamo proposti una meta in modo persistente; non la- • Quella che dimora nel cuore e ringrazia di poter
sciamo che agisca in modo scoordinato, inconsapevole, vivere l’Avventura della Vita
basato sull’ignoranza, per motivi materialistici e sepa-
rativi, come avviene attualmente per molta parte dell’u-
manità .

“Ciascuno ha un potere da amministrare di cui è re-


sponsabile”
Ricordiamoci che tale potere agisce comunque, anche
inconsciamente, determinando conseguenze individuali
e collettive.
E allora qual è la libertà dell’Uomo?

• Quella che deriva dalla conquista della


consapevolezza
• Quella che nasce dal contatto con la nostra intrinseca
volontà, posta al centro di noi stessi, che ci dà il
potere di scegliere, non tanto il cosa, quanto il come,
non tanto di evitare gli effetti, quanto di promuovere
nuove cause
• Quella che si manifesta come comprensione,
accettazione della realtà e dei suoi limiti e obbedienza
alle leggi della vita
• Quella che si realizza nel vivere e non nel lasciarsi
vivere, nell’essere attivi e non passivi, nello scegliere
l’atteggiamento con cui porsi di fronte agli eventi
• Quella che guida i nostri pensieri e le nostre azioni,
sapendo che non è tanto importante nel mondo dove
stiamo, quanto in che direzione stiamo andando
• Quella che non pretende di capire a tutti i costi le
cause degli eventi, che possono essere chiare oppure
misteriose, anche se possiamo pensare che nulla è a
Luce Ramorino
caso
• Quella che sa che il destino non è fortuna o sfortuna, Medico Neuropsichiatra Infantile, Psicoterapeuta e Formatore
ma si costruisce nell’impegno del presente dell’Istituto di Psicosintesi.
CREARE UNA SVOLTA
NELL’EDUCAZIONE
Conversazione al «Good Will Center» «Non esiste potere eguale a quello di una comunità che
di Darjeeling (India) 2018 conversa con se stessa su ciò che vuole. Le conversazio-
ni significative generano il potere di cambiare, creare, o tra-
«Se il metodo orientale può risvegliarci da un sonno, sformare istituzioni, valori e punti di vista sul mondo. Se
quello occidentale può evitare nel frattempo che esso vogliamo provocare un cambiamento, abbiamo bisogno
si trasformi in un incubo». Ken Wilber di riunire la comunità, scoprire cosa è importante per es-
sa, e quindi connettere ciò a conversazioni analoghe»2.
Lo scopo fondamentale di questo contributo è presentare una
ontologia (un discorso sulla natura o sull’essenza fondamen- La parte qui riportata (leggermente rivista nella forma,
tale) della svolta nell’educazione. Questo articolo si fonda ma fedele nel contenuto) è la registrazione di un mo-
sulle idee relative al tema della «natura della svolta» condi- mento di interazione che ho avuto con una insegnante
vise nella mia relazione all’ultimo Congresso Nazionale locale, Ava Rai, da cui sono emerse alcune idee molto
organizzato dal Centro di Varese, applicate all’educa- importanti, su cui si baseranno le considerazioni e le os-
zione1. L’articolo è l’elaborazione degli appunti, delle servazioni successive di questo lavoro:
trascrizioni e delle note di un evento d’incontro che ha
16 avuto luogo al «GoodWill Center» di Darjeeling (India) «M.V.: […] Penso che oggi, qui, abbiamo a disposizione una
il 7 marzo 2018, tra un gruppo di educatori italiani di cui profonda opportunità per cominciare qualcosa di veramente
ero parte, e un gruppo di insegnanti e professori locali. significativo rispetto alla missione del nostro tempo (partori-
Sono stato invitato a partecipare a questo viaggio sul- re una nuova forma di umanità) e al tema del nostro viaggio:
l’«Educazione per l’umanità nascente» nell’agosto del l’educazione per il futuro. Se ci troviamo in questo Centro
2017 da Marina Bernardi, presidente della Comunità di è perché ognuno di noi ha preso una posizione per il futuro
Etica Vivente fondata da Sergio Bartoli (allievo di As- dell’educazione umana come qualcosa che lo riguarda di per-
sagioli). Lo scopo del viaggio era riunire un gruppo di sona, e qui possiamo esplorare insieme alcune questioni di
giovani educatori per visitare alcune zone dell’India (le importanza fondamentale che ci accomunano, che trascendo-
nuove scuole educative di Auroville, il lavoro del Go- no i background molto diversi da cui partiamo. L’opportunità
odWill Center di Darjeeling, gli insegnamenti sull’e- qui è quella di avviare una conversazione significativa sull’e-
ducazione dell’Agni Yoga a Crookety House, ecc.), per ducazione del futuro, cercando di identificare e isolare – se
porre le basi di un lavoro sull’educazione per l’umanità esiste – una sorta di comune denominatore imprescindibile da
nascente. cui cominciare, il nucleo di una struttura più profonda di qual-
siasi contenuto che differenzia le nostre formazioni. Nucleo
Questo articolo racconta del piccolo frammento del infatti significa: il punto a partire da cui qualcosa esiste, oltre
viaggio che riguarda l’evento del GoodWill Center, il quale c’è il nulla.
il «Centro di Buona Volontà» aperto dalla Comunità,
ispirato ai principi della psicosintesi di Assagioli e in Per avviare questa conversazione vorrei invitarvi a rimane-
particolare volto a creare occasioni per far conoscere e re fermarci un attimo insieme in una indagine, uno spazio
sviluppare nell’India Himalayano i suoi aspetti educativi o una radura – sotto forma di domanda aperta. Nella gran-
e transpersonali. L’incontro organizzato in questo cen- de tradizione educativa occidentale, Socrate ha insegnato
tro con gli insegnanti e i professori locali aveva come che la vera saggezza non è mai un prodotto del ‘cercare le
scopo la creazione dell’opportunità di cominciare una risposte’, ma del ‘vivere nelle domande’ più profonde e ra-
conversazione significativa volta a identificare alcuni dicali della vita, usando ogni risposta ottenuta come un’ul-
nuclei tematici sull’educazione del futuro, cercando di teriore apertura, espansione, domanda. Platone definì questo
individuare e isolare un denominatore comune tra Orien- processo: l’espansione dell’anima. L’indagine che voglio
te e Occidente. Infatti, come ha scritto la prof. Margaret aprire riguarda appunto quale sentiamo essere – tra le di-
Wheatley: verse che ci vengono in mente – la questione di importanza
decisiva per il futuro dell’educazione. Sarebbe importante ri- e come comportarci, senza dare alcun rilievo a cosa significa
uscire a identificare qualche criterio autoevidente o principio essere madre o essere insegnante. Quando si ragiona in questo
strutturale sottostante, in grado di trascendere i nostri conte- modo, portando l’attenzione sul fare piuttosto che sui presup-
nuti e background. Nel Critone, Platone dialoga con l’omoni- posti dell’educazione, non può essere veramente generato un
mo personaggio, e ci insegna che senza un criterio (dal greco impatto e non si può alterare davvero nulla a fondo, perché ti
krino: ‘giudico’) è impossibile giudicare un qualsiasi reale3. muovi e agisci come un cieco. Finora molto è stato insegnato
Distinguere un criterio di partenza è la sfida più difficile, ma – e io stessa ho imparato – sul contenuto della materia e sulla
è imprescindibile quando vogliamo creare una opportunità per didattica, ma quasi nulla sull’essere del bambino e dell’inse-
l’indagine e la trasformazione di un certo aspetto del reale. gnante, e sull’essere dell’educazione in generale. Per quanto
mi riguarda, la cosa più importante da cui cominciare è porre i
Per dirla tutta io credo che – se questo criterio esiste – esso ha fondamenti per una grande indagine sui presupposti dell’edu-
a che fare, o in un certo senso è una funzione, di uno sfondo cazione umana del vecchio paradigma, e da qui muoverci per
più astratto che ci accomuna tutti: stabilirne uno interamente nuovo».

lo spirito, il tema o la missione fondamentale del nostro tempo4.


Noi siamo già immersi in questo spirito del tempo, che è in- 17
visibile come l’aria che respiriamo e l’acqua per i pesci. È de-
stinato ad essere qualcosa di indeterminato finché resta non
distinto, non notato, ma proprio per questo è determinante5.
Ma quello che mi sento di dire, è che se questo spirito non
si può cogliere direttamente, possiamo in un certo senso far-
lo attraverso le sue fenomenologie o effetti manifesti. E uno
di questi è la crisi totale che caratterizza questo tempo e che
coinvolge ogni campo dell’umano (educazione, democrazia,
politica, medicina, economia, psicologia, filosofia, ecc.). Ad
essere in crisi non è qualcosa di specifico, ma sono tutte le
identità e tutti i significati umani. Siamo alle soglie di una
crisi antropologica totale, di una crisi radicale sull’identità di
[GoodWill Center di Darjeeling] Da sinistra: Dr. Pratap Singh
cosa significa essere umani. E l’educazione (ex-ducere, ‘con-
Rai (prof. di Etica Buddhista, Direttore del Bhadra Sheela
durre fuori’) può in questa cornice essere vista come il tema Memorial Institute), Mauro Ventola, Virginia Benzi, Marina
più importante della missione del nostro tempo, poiché riguar- Bernardi.
da il ‘tirare fuori’ una nuova umanità, cioè creare una svolta
relativa a ciò che significa essere degli ‘esseri umani’. Questa La svolta: il criterio decisivo
indagine è un invito aperto per cominciare dalla questione più «Forse siamo nel momento in cui la notte del mondo va
difficile (ma più importante) per fare la nostra parte per la tra- verso la sua mezzanotte. Forse quest’epoca del mondo
sformazione dell’educazione così come abbiamo imparato a sta giungendo nel tempo della povertà estrema. Ma
conoscerla finora… forse no, forse non ancora. Lungo è il tempo, perché
perfino il terrore è inefficace finché i mortali non ab-
A.R..: Riguardo l’invito alla conversazione che è stata aperta, biano compiuto la svolta. Ma la svolta è compiuta da
alla cosa più importante e decisiva in questa direzione, voglio parte dei mortali solo se essi ritrovano la loro essenza».
dire questo: osservando la mia vita, come madre e come inse- Martin Heidegger
gnante ho avuto la tendenza ad avere il mio sguardo sul fare
qualcosa come insegnante e non sull’essere dell’insegnante. L’evento al «GoodWill Center» ci ha permesso di por-
I libri che studiamo sono progettati per insegnarci cosa fare tare alla luce una delle idee decisive per cominciare il
nostro lavoro: la svolta. Questo termine può essere fatto nuto o due [l’insegnante] si volta verso la classe e dice: ‘Bene,
risalire al lavoro di Martin Heidegger, considerato dalla chi sa dire a Boris qual è il divisore?’. Si leva una foresta di
storia della filosofia come il principale filosofo del No- mani, e l’insegnante chiama Peggy. Peggy dice che quattro è il
vecento. Nella sua affermazione riportata, Heidegger av- massimo comun divisore. […] L’insuccesso di Boris rese pos-
vicina la svolta all’essenza, all’essere fondamentale e sibile il successo di Peggy; la sua infelicità è un’occasione per
sostanziale di qualcosa. Per quanto riguarda la costitu- l’esultanza di lei: ecco una situazione tipica dell’attuale scuo-
zione dell’essere dell’uomo, la svolta ha una natura par- la elementare americana. Ad un indiano Zuni, Hopi o Dako-
ticolare. Ecco come due dizionari la definiscono: ta l’esibizione di Peggy sembrerebbe incredibilmente crudele,
perché la competizione, lo strappare il successo mediante l’al-
• Dizionario Corriere: trui fallimento, è una forma di tortura estranea a quelle culture
svolta [svòl-ta] s. f. non competitive. Considerato dal punto di vista di Boris, l’in-
a) Mutamento di direzione cubo alla lavagna, costituì, forse, una lezione di autocontrol-
b) Mutamento decisivo (esistenziale) lo, così da non correre urlando fuori dell’aula sotto l’enorme
• Dizionario Repubblica: pressione del pubblico. […] A scuola l’incubo esterno viene
c) Momento di decisivo mutamento interiorizzato per tutta la vita. Boris non stava apprendendo
18 in un corso di eventi. soltanto l’aritmetica, stava imparando anche l’incubo essen-
ziale. Nella nostra cultura per ottenere il successo bisogna
E se andiamo a guardare l’etimologia della parola (Assa- impararsi a sognare l’insuccesso anche di notte»6.
gioli è una vera e propria «tecnica psicologica») scopria- Nell’ambito di un lavoro significativo sull’educazione
mo che svolta è un termine contratto dal latino svoltàta, per il futuro e per l’umanità nascente, esiste una distin-
che viene da «svoltare». L’atto dello svoltare, è un volta- zione cardine che deve imperniare ogni nostro sforzo,
re lo sguardo verso un luogo diverso e implica l’atto del- impegno ed energia:
la visione. Per lo specifico essere che è l’essere umano, • Un lavoro orientato a generare una alterazione del
la svolta è il prodotto del vedere qualcosa in modo nuo- contenuto, del fare, migliorare o cambiare.
vo – che permette di scorgere possibilità che prima non • Un lavoro orientato a generare una alterazione
erano presenti. La svolta ha al centro una alterazione di dell’orizzonte, della visione sottostante delle cose, dei
una certa visione del mondo, indiscussa e non esamina- presupposti base di un modello di riferimento.
ta. Questo è il terreno del lavoro dell’educazione per il
futuro. Il potere determinante di una visione del mondo
è rappresentato dall’antropologo Henry Jules, tratto dal Paradigmi del cambiamento e della svolta
suo libro Culture Against Man:
«In una società nella quale la competizione per impadronir- «Ciò che si vede dipende da come si guarda. Poiché
si dei fondamentali beni culturali è uno dei perni dell’azione, l’osservatore non è solo un ricevere, uno svelare, ma al
non si può insegnare alle persone ad amarsi; al contrario, di- tempo stesso un atto creativo». Søren Kierkegaard
venta necessario che la scuola insegni ai bambini ad odiarsi,
ed evitando di farlo apparire, perché la nostra cultura non può In altre parole, esiste una differenza sostanziale tra la-
tollerare l’idea che i bimbi si odiino. Come soddisfà la scuo- vorare nell’educazione (contenuto) o sull’educazione
la a questa ambiguità? […] Boris aveva difficoltà nel ridurre (orizzonte). In quest’ultimo caso, la filosofia ha spesso
12/16 ai minimi termini, e riusciva ad arrivare solo fino a 6/8. parlato di trascendentale. Il trascendentale qui non indi-
L’insegnante gli chiese tranquillamente se quello fosse il mas- ca qualcosa di sovrannaturale, ma le condizioni nasco-
simo a cui poteva arrivare; cui ‘credeva’, insinuò, di poter ar- ste e implicite che rendono un’esperienza possibile. È lo
rivare. Grande agitazione e levare le mani da parte degli altri spazio – l’insieme di ciò che deve essere presente – die-
bambini, tutti bramosi di correggerlo. Boris abbastanza infeli- tro il mostrarsi di un fenomeno, affinché esso possa ma-
ce, con la mente probabilmente paralizzata. […] Dopo un mi- nifestarsi nel modo in cui lo fa. L’evento descritto da H.
Jules non emerge a caso; il suo esistere (da ex-sistere: sorgente nel modo usuale e consueto di vedere le cose:
«situarsi fuori») è reso possibile dall’orizzonte retrostan- esso è già ereditato, poiché è basato sulle precompren-
te di certe premesse e valori (tra cui «competizione»). sioni che l’uomo ha respirato e interiorizzato per osmosi
Se dunque vogliamo attuare una svolta nell’educazione da un certo ambiente storico-culturale8. Queste precom-
umana, dobbiamo riuscire ad alterare quell’orizzonte. prensioni un individuo non le sceglie, non le pensa, ma
sono le assunzioni non esaminate a partire da cui pen-
La parola orizzonte è la metafora preferita da Heideg- sa e corrispondono alla sfera che M. Heidegger definiva
ger per indicare la sfera trascendentale. Un orizzon- l’«impensato».
te non può mai essere oggettificato, e al tempo stesso
nessun oggetto può esistere senza un orizzonte implicito Ogni volta che un uomo vuole cambiare o migliorare
che lo ospita. L’orizzonte riguarda la rete delle condi- qualcosa, egli si muove già sempre all’interno di que-
zioni relative alla possibilità d’esistenza di qualcosa, e ste precomprensioni. Al contrario del primo, la genesi o
per avere accesso a ciò che indicava Ava Rai, cioè alla la sorgente del paradigma della trasformazione trova la
possibilità di alterare l’essere dell’educazione, l’essere sua origine in un atto creativo. I filosofi della grande te-
madre o l’essere insegnante, ciò che è richiesto è altera- ologia scolastica sostenevano che la vera creazione è ex-
re l’orizzonte. Questo significa che un lavoro orientato a nihilo: «dal nulla». Creare realmente significa «portare 19
ottenere contributi degni di nota per il futuro dell’educa- qualcosa alla luce», e farlo dal nulla. Ma va distinto che
zione, deve in primo luogo prendere luogo dall’idoneo la cosa è creata dal nulla di se stessa, e non dal nulla in
paradigma di riferimento. La parola paradigma viene dal assoluto. Ogni creazione infatti deriva sempre dal nostro
greco paradeigma e nel tempo ha assunto il significato essere, ed è proporzionata e consentita dal nostro essere.
di «visione del mondo»7. Le considerazioni realizzate fi- Dal punto di vista della psicosintesi il nostro essere ha
nora ci hanno portato alla dichiarazione dell’esistenza di due dimensioni 9, e dunque quest’atto creativo non può
due generali paradigmi: che richiedere – per così dire – due movimenti:
• Il paradigma del cambiamento (o miglioramento • Un atto di consapevolezza (e quindi in una certa
incrementale). misura di liberazione) dai presupposti impliciti,
• Il paradigma della svolta (o della trasformazione inerenti alla cultura.
ontologica). • Un atto di creazione intenzionale di nuovi
presupposti, inerenti a una cultura più vicina alle leggi
Si tratta di due veri e propri modi di vedere il lavo- del mondo della vita.
ro sull’educazione, che inevitabilmente determinano il
modo della nostra relazione con essa e dunque la nostra 2. Intenzione o futuro. Ogni paradigma ha una inten-
interazione. Ne risulta che il paradigma che scegliamo zione o un futuro che ne diventa il ‘principio organiz-
ha implicazioni a catena. Possiamo scoprire le diffe- zatore’. L’intenzionalità, a partire da Franz Brentano, è
renze più importanti tra questi due paradigmi, osser- concepibile come un «tendere verso» qualcosa, come
vando le configurazioni che assumono da almeno sette una «volontà verso» un oggetto. Riguarda l’irriducibile
angolazioni: tensione interna a una forma della realtà, e ne indica il
progetto di fondo, il design, il vettore: ciò per cui quel
1. Genesi o sorgente. La parola ‘genesi’ viene dal la- qualcosa è disegnato, verso cui tende. La riduzione ulti-
tino genĕsis e dal greco γένεσις la cui radice è γεν- ma di ogni attività psichica è la sua essenza intenzionale.
di  γίγνομαι  «nascere». Con genesi o sorgente del E per questo è molto importante comprendere verso co-
paradigma intendiamo esaminare l’aspetto della na- sa i due paradigmi tendono.
scita, dell’origine, della formazione. Ci riferiamo alla
domanda: da dove nascono o come si originano que- Il paradigma del cambiamento: tende a migliorare, al-
sti paradigmi? Il paradigma del cambiamento ha la sua terare, cambiare un aspetto del futuro, ma all’interno di
“VEDERE IN MODO NUOVO”

ciò che è possibile (secondo una certa visione del mon- ne è vista e concepita dal punto di vista dell’Io reale (che
do). Il paradigma della trasformazione o della svolta: la è un Io pro-creatore):11 una serie di prese di posizione
sua tensione è offrire possibilità nuove, e nello specifico sul futuro (risoluzioni12) che hanno il potere di creare
creare un futuro che altrimenti non sarebbe avvenuto (e nuove «possibilità per la vita» altrimenti inesistenti.
dunque «impossibile» secondo quella stessa visione del
mondo). 6. Concezione etica. Con la parola etica si intende: l’in-
dagine sulla sorgente del comportamento umano in
3. Direzione dell’attenzione. Rifacendoci alle dieci leg- relazione alle categorie del ‘bene’ e del ‘male’. Nel pa-
gi della psiche dichiarate da R. Assagioli, sappiamo che radigma del cambiamento: le nozioni di «giusto» e «sba-
dove si posa l’attenzione lì segue l’energia. Dobbiamo gliato», «dovrebbe» e «non dovrebbe», sono già date da
aver chiaro che ogni paradigma preforma e preorienta un sistema implicito, indiscusso e dato per scontato. Ci
l’attenzione degli individui in una certa direzione; un si muove all’interno di un mondo di opzioni, organizzato
paradigma non è mai neutrale. Se togliamo tutti gli ele- da una serie di stereotipi stabiliti dalla cultura specifica
menti accidentali e momentanei, e dopo aver operato va- (imperativo culturale). Nel paradigma della trasforma-
ri ‘tagli’ guardiamo direttamente alla sostanza del modo zione questi stereotipi vengono resi espliciti e resi relati-
20 in cui questi due paradigmi organizzano la nostra atten- vi. Si funziona «al di là del bene e del male», togliendo
zione, scopriamo questo: ogni rigidità e assolutismo agli stereotipi morali. Ogni
• Nel paradigma del cambiamento la nostra attenzione direzione etica è possibile (mondo di possibilità), a pat-
è focalizzata all’interno dei confini, dei limiti e delle to che rispetti l’intelligenza della circostanza, e l’utilità
definizioni di ‘ciò che è possibile’ all’interno di una funzionale alle leggi della vita (imperativo vitale).13
data visione.
• Nel paradigma della trasformazione l’attenzione 7. Relazione con il rischio. I due paradigmi preorienta-
è focalizzata su ciò che c’è al di fuori dei confini, no infine la relazione col rischio. Il paradigma del cam-
dei limiti e delle definizioni di ‘ciò che è possibile’ biamento (orientato alla sopravvivenza), è progettato per
all’interno di una data visione. vincere, accertando e controllando le cose, evitando i
rischi. Il paradigma della trasformazione (orientato al-
4. Modalità di funzionamento. Il Dizionario Webster de- la maggiore vitalità) è progettato per darsi pienamente a
finisce la parola ‘function’ come: «Il modo in cui qual- una possibilità nobile,14 e ci si assume deliberatamente
cosa funziona, l’azione o il comportamento normale o e liberamente i rischi necessari per la sua realizzazione
caratteristico di qualcosa». Nel paradigma del cambia- manifesta. Questa relazione col rischio si trova indicata
mento: si opera su ciò che si sta facendo, sul proces- – tra gli altri – in un Appunto Manoscritto di R. Assagio-
so dell’azione. Nel paradigma della trasformazione: si li (AS 6631):
opera alterando il modo in cui qualcosa è, in maniera
indiretta e radicale, cioè attraverso l’alterazione dell’o- «Una volontà saggia deve a tempo e luogo saper osare,
rizzonte implicito in cui quel fenomeno esiste, da cui si assumendo responsabilità e rischi. Occorre aver il corag-
mostra. gio di sbagliare, dare nella vita a sua giusta parte al ‘di-
vino imprevisto’».
5. Definizione di azione umana. In ognuno di questi pa-
radigmi l’azione umana è concepita in un certo modo. E dal teologo Dietrich Bonhoeffer, che dai campi di
Nel dominio del cambiamento: l’azione corrisponde a concentramento scriveva:
una serie di attività materiali volte ad alterare qualcosa
(contenuto) e ottenere un certo effetto (risultato). In bre- «Pensare e agire pensando alla prossima generazio-
ve: l’azione è vista e concepita dal punto di vista dell’Io ne, ed essere contemporaneamente pronti ad andarce-
fenomenico10. Nel dominio della trasformazione: l’azio- ne ogni giorno, senza paura e senza preoccupazione:
questo è l’atteggiamento che praticamente ci è imposto Come individui, la nostra sfida è riuscire a dare vo-
e che non è facile, ma tuttavia è necessario mantenere ce all’Io umano reale, e inserirne i principi in un nuo-
coraggiosamente». vo orizzonte consegnato. Nella sua essenza, si tratta di
una rivoluzione semantica. Se creare un nuovo para-
Una cultura per l’umanità nascente digma – o cultura – è generare un nuovo punto di vi-
sta (linguaggio) condiviso, abbiamo bisogno di parole
«La Cultura è il diffondersi della luce, fondate, sufficientemente evidenti e potenti 18, ma anche
nelle tenebre della materia». più radicalmente umane 19. Potremmo dire parole poten-
Il Portale, Città della Pieve ti (maschile) nella misura in cui svilupperemo meglio
un grande ascolto silenzioso (femminile). Queste paro-
Una delle più significative sintesi conquistate nel viag- le non possono essere inventate. Dobbiamo allenare la
gio sull’educazione, è che la gran parte dei tentativi ricezione di quella voce interiore che è sempre ‘misu-
d’intervento correnti non sono sufficienti ad avere un ra’ della nostra identità, realtà, umanità. Ma non potrem-
impatto sulla causa formale15 della reale crisi educativa mo mai recepire gli insight di quella voce migliorando o
che l’umanità sta attraversando, che la rende unica e pe- cambiando una delle varie risposte all’interno dei pre-
culiare rispetto a tutte quelle precedenti. Gran parte delle supposti del nostro modo di vedere le cose. Piuttosto, 21
pratiche, tentativi, risultati sperati, possibilità percepite e come ha chiarito il filosofo Hans-George Gadamer nel
azioni effettuate si muovono all’interno di un paradigma suo Verità e metodo, gli insight proverranno dalla misura
(cultura16) creato a immagine e somiglianza della stes- della nostra capacità di vivere nella scuola delle doman-
sa configurazione dell’Io umano (egoico-separato) che de, domande così potenti da riorientare l’asse dei pre-
è in crisi. Ciò che ci viene richiesto in questo momen- supposti che fondano i nostri paradigmi:
to dall’appello del nostro tempo è ripensare interamen- «[Nuovi insight] presuppongono sempre una indicazione nel-
te l’educazione, selezionando il paradigma della svolta, la direzione di un’area di apertura da cui l’idea può venire,
per offrire al futuro un’educazione per la vita. Ci è ri- cioè presuppongono sempre delle domande. La reale natura
chiesto non un miglioramento, ma di creare nuove basi dell’idea improvvisa (insight) è forse non tanto la realizzazio-
alternative per una svolta e una trasformazione dell’es- ne della soluzione di un problema, quanto l’improvvisa realiz-
sere (ontologia) dell’educazione. La grande sfida è lavo- zazione della domanda che avanza nell’apertura e che quindi
rare all’elaborazione di un nuovo orizzonte, da cui possa rende possibile una risposta. Ogni idea improvvisa ha la strut-
prendere vita un nuovo modo di vedere le cose e dunque tura della domanda».20
di interagire con esse. È l’orizzonte di senso la sorgente
reale da cui proviene l’essere dell’educazione.

Il tessuto di quest’orizzonte è fatto di linguaggio, esiste


nel linguaggio. Come dice M. Heidegger: «Il linguaggio
è la casa dell’essere».17 Creare una nuova cultura sull’e-
ducazione non è altro che inserire nuove conversazioni
sulla conversazione generale dell’educazione secondo
delle categorie del nostro tempo, per alterarla in mo-
do significativo. Una cultura infatti, non è altro che una
conversazione condivisa. La creazione di una nuova cul-
tura avviene quando una massa critica di esseri umani
elabora un linguaggio nuovo, diverso dal precedente,
Mauro Ventola
che diventa poi un linguaggio comune, una nuova pre-
comprensione o orizzonte da cui vedere le cose. Laureato in Filosofia, Direttore del Centro di Psicosintesi di Napoli
Bibliografia

1) M. Ventola, “La natura della svolta. L’accesso 11) La connotazione dell’Io reale di essere «pro-
effettivo al rinnovamento”, Congresso Nazionale Il creatore» è stata ben chiarita dal filosofo Marco
Tempo del Rinnovamento, Istituto di Psicosintesi, Guzzi: una soggettività vivente capace di inserire
Gazzada (Varese), Villa Cagnola, 29-29 Aprile 2018. nuove in-formazioni che alterano la struttura
2) Per approfondire una visione del linguaggio dell’universo. (M. Guzzi, Fede e rivoluzione,
integrata ai principi psicosintetici, e sul potere delle Edizioni Paoline, Milano 2017)
conversa-zioni di creare un futuro che altrimenti 12) La risoluzione è il più radicale degli atti di volontà,
non sarebbe avvenuto, si veda: M. Ventola, poggiato interamente sull’Io. Scrive Paul Tillich:
Conversazioni per il Futuro – Vol.1, L’UOMO «[Heidegger] […] analizza un fenomeno a cui
Edizioni, Firenze 2018. dà il nome di ‘risoluzione’. Il termine tedesco
3) Platone, Critone, Bompiani, Milano 2000. che lo desi-gna, Entschlossenheit simboleggia
4) J. Ortega y Gasset, Il tema del nostro tempo, Sugar- il disserramento di ciò che l’angoscia, la
Co, Milano 1994. sottomissione al conformismo e l’autoisolamento
5) Come ha scritto R. D. Laing: «L’insieme delle cose hanno chiuso. Una volta che ciò è stato disserrato, si
che pensiamo e che facciamo è limitata da ciò che può agire, ma non secondo norme date da qualcuno
non riusciamo a notare. E poiché non riusciamo a o da qualcosa. Nessuno può indirizzare le azioni
notare ciò che non riusciamo a notare, possiamo dell’individuo ‘risoluto’ – nessun Dio, nessuna
fare ben poco per cambiare, fino al momento in cui convenzione, nessuna legge di ragione, nessuna
notiamo come non notare plasmi pensieri e azioni». norma o principio. Noi dobbiamo essere noi stessi,
6) H. Jules, Culture Against Man, Random House, noi dobbiamo decidere dove andare». (P. Tillich, Il
New York 1963. coraggio di esistere, Astrolabio, Roma 1968)
7) T. Kuhn, La struttura delle rivoluzioni scientifiche, 13) J. Ortega y Gasset, op. cit.
Einaudi, Torino 2009. 14) M. Ventola, L’Evoluzione possibile dell’uomo, Iem-
8) «Un paradigma è una visione del mondo costruita me Edizioni, Napoli 2016.
sulla base di assunzioni implicite, definizioni 15) La parola ‘formale’ in filosofia è solitamente con-
accettate, abitudini comode, valori difesi come trapposta alle nozioni di ‘contenuto’ e ‘materia’.
22 fossero verità, e convinzioni proiettate come realtà. For-male logico: nell’insegnamento di Aristotele, è
Pertanto i paradigmi sono profondamente legati la logi-ca interna che porta la materia dalla potenza
alla socializzazione degli aderenti e praticanti: i all’atto, seguendone un implicito modello ideale.
paradigmi dicono loro cosa è importante, legittimo Per il filosofo greco la forma ha una priorità logica
e ragionevole. I paradigmi sono anche normativi, sulla materia («Di ogni cosa si può parlare in quanto
asserendo cosa va fatto senza il biso-gno di lunghe ha una forma e non per il suo aspetto materiale in
considerazioni esistenziali o epistemolo-giche. quanto tale» – Aristotele, Metafisica VII). La logica
Ma è proprio questo aspetto dei paradigmi a co- formale descrive il movimento della razionalità
stituirne la forza e la debolezza: la loro forza perché umana che si orienta a individuare la sostanza che
rende possibile l’azione, la loro debolezza perché la prescinde da ogni contenuto.
ragione dell’azione è celta sotto assunzioni non pro- 16) È fondamentale a questo punto distinguere
blematizzate del paradigma stesso». (M.Q. Patton, la nozione di cultura. Per cultura (o cultura
The paradigme dabate and utilitarian synthesis, in antropologica) pos-siamo intendere quel complesso
Utiliza-tion-focused evaluation, Sage, Thousand e insieme di modelli, modalità e strutture di senso
Oaks 1997) che l’uomo ha elaborato, e che consegna e tramanda
9) «L’autocoscienza, o coscienza dell’io, ha due in varie forme per rispon-dere a certi tipi di questioni
caratte-ristiche: una introspettiva, l’altra dinamica. di interesse o importanza fondamentale condivisi
Ciò si può esprimere in vari modi: per esempio, (nell’articolo: il problema di come educare un essere
‘Percepisco di essere e di volere’; oppure ‘Poiché umano per essere pienamente umano).
sono, posso vole-re’». (R. Assagioli, L’atto di 17) M. Heidegger, Lettera sull’«Umanismo», Adelphi,
volontà, Astrolabio, Roma 1977) Milano 1995.
10) «[…] Ciò di cui siamo consapevoli è solo ciò 18) Come intuì giustamente F. W. Nietzsche: «La verità ha
che si può chiamare Io Fenomenico, al quale bisogno di potenza» – o viene dimenticata dalla storia.
si riferiscono tutti i mutevoli stati di coscienza, 19) Il fine dell’educazione per l’umanità nascente,
pensieri, sentimenti ecc. Ma questo Io fenomenico infatti, si concretizza in nuove scuole per le nuove
non è che la manifesta-zione dell’Io reale, principio generazioni di esseri umani.
attivo permanente, vera sostanza del nostro essere». 20) H. G. Gadamer, Verità e metodo, Bompiani, Milano
(R. Assagioli, Psicosintesi. Per l’armonia della vita, 2001.
Astrolabio, Roma 1993)
FIDARSI DI SÉ
LA CONQUISTA DELL’AUTOSTIMA
Secondo il Dizionario di Psicologia di Umberto Galim- questo tipo di fiducia dal bambino, riceve un dono pre-
berti, la fiducia è quello stato rassicurante che deriva zioso. Ma anche una grande responsabilità.
dalla persuasione dell’affidabilità del mondo circostan- In questo periodo, la presenza di circostanze traumatiche
te, percepito come ben disposto verso il soggetto. può incidere, infatti, sulla fiducia di base con conseguen-
ti ripercussioni a sfondo depressivo o nevrotico–impul-
Proviamo a immaginarci in coda alla cassa del super- sivo nella psicologia dell’adulto. Tradire la fiducia di un
mercato, oppure seduti nella nostra poltrona al cinema. bambino è “inquinare” il senso del nostro futuro. Ono-
Chi c’è alle nostre spalle? Uno sconosciuto, o magari rarne il dono, invece, costituisce una vera e propria
qualcuno che conosciamo solo di vista? Gli affiderem- “ecologia dello sviluppo”.
mo o no la nostra schiena per un “tocco” appena più che
casuale... e perché? Nella psicologia dell’adolescente, il tema della fidu-
cia/sfiducia si accompagna a quello dell’amico/nemi-
Fidarsi è sempre un rischio, una scommessa. Se potes- co. Si riscontra cioè una presenza significativa di quello
simo fidarci di tutti e sempre, la fiducia non avrebbe più che Renzo Carli chiama il “mito collusivo” del gruppo,
valore, sarebbe “inflazionata”. E poi, il fatto che ci fidia- cioè la simbolizzazione dell’ “altro da sé” secondo il
mo di qualcuno, anche se motivatamente, ci può forse codice e il linguaggio del familismo, cioè della negazio- 23
mettere al riparo da un suo eventuale errore? Anche se ne dell’estraneo e dell’affermazione dell’amico/nemico,
in totale buona fede, un errore è sempre possibile. Quin- tramite una modalità emozionale di relazione totalmen-
di, cosa accadrebbe di fronte all’errore in cui può cade- te auto-riferita (ad es. nella classe scolastica il rapporto
re una persona fidata... le negheremmo d’ora in avanti ragazzi–insegnante è trasformato in scontro “figli–geni-
la nostra fiducia? E, infine, quanto è importante il mo- tori”). (2)
do, l’atteggiamento con cui si affronta l’errore o la sua La fiducia ha inoltre le sue radici nella nostra struttura
eventuale reiterazione? biologica di mammiferi. Chi è più fiducioso sta meglio
in salute, il suo sistema di difesa non è sempre allerta-
Infatti, mentre il bambino si fida perché non ha scelta, to, non è iper-adrenalinico, non rischia malattie autoim-
l’adulto può scegliere attingendo alla propria esperienza. muni. Esiste cioè una valutazione obbiettiva del mondo
Cioè alla propria consapevolezza circa il tipo di schemi, esterno, esente da proiezioni soggettive, poiché esiste
di modelli di relazione introiettati. un’auto-valutazione, un’attribuzione del “senso di vale-
Dopo l’innatismo di Freud, assistiamo al passaggio dal- re per sé e per gli altri” della persona, anche attraverso la
la psicologia dell’IO – fondata sul modello “pulsione/ promozione e l’allenamento “ludico” nel gruppo di ap-
difese” – a quella della “relazione” in quanto essa stes- partenenza: piccoli conflitti, discussioni, confronti in cui
sa modello che struttura le pulsioni, i bisogni, i deside- l’umorismo e l’auto-ironia alleggeriscono il compito im-
ri, come è ben rappresentato nella Teoria delle relazioni pegnativo dell’individuazione, sono importanti prove di
oggettuali. (1) crescita per auto-riconoscersi come soggetto.

Secondo Erikson (e poi Balint, Winnicott), la fiducia di


base comincia a strutturarsi già durante l’allattamento –
ma oggi sappiamo che comincia anche da prima, a livel-
lo intrauterino: fase in cui l’anima afferma il suo diritto
ad esserci, ad “incarnarsi” in un proprio corpo che viene
accolto nel mondo, che viene benvoluto dall’ambiente
circostante acquistando quella sicurezza che gli consen-
te, in opposizione a ciò che sente come affidabile, di ri-
conoscere il male e la negatività. Per questo, chi riceve
Lo scopo della famiglia, il suo unico “prodotto” – sem- di un amore incondizionato, accettante, accogliente, non
pre secondo Renzo Carli – dovrebbe essere infatti quello “autogiustificante” ma auto-consapevole delle luci e del-
di facilitare l’uscita dei suoi membri più giovani dalla le ombre che costituiscono la nostra personalità.
famiglia stessa. Ma non sempre è così, anzi, la regola
sembra essere diventata quella del guardare con sfiducia La conoscenza, la valutazione “in sé” del valore del-
non solo al mondo esterno ma, prima ancora, alle pro- la complessità, di quella “costellazione di rappresen-
prie risorse creative per affrontare e risolvere conflitti e tazioni del Sé” osservate da Ogden (3), ma poi meglio
“problemi”. definite come “animo molteplice” e “subpersonalità” da
Roberto Assagioli, è il presupposto del processo della
Spesso sembra che i genitori, non riponendo fiducia nel- Psicosintesi che riconosce l’esistenza imprescindibile di
le capacità dei loro figli adolescenti di affrontare l’e- questi nuclei diversificati della personalità intorno a un
sperienza extra-familiare (e di esporsi quindi ai rischi centro unificatore, intorno a quel “magnete” energetico
conseguenti), in realtà dubitino della strumentazione che che è l’Io, elemento costante ma tutto da sperimentare
loro stessi gli hanno fornito. Come se mostrassero lo- nel processo di crescita personale.
ro continuamente una “cassetta degli attrezzi”, ma senza
24 permettere che se ne approprino e ne facciano esperien- Poter “giocare su più tavoli”, saper gestire la propria an-
za, ne testino la reale efficacia. Quindi che ne acquisi- sia esistenziale distribuendola in più forme, è ciò che
scano poi padronanza e abilità nell’utilizzo, ma anche descrive una strategia di salute non solo nella nostra
la responsabilità di decidere quali “elementi” ritenu- adolescenza “cronologica”, ma in tutto il cammino di
ti ormai superati o inadeguati siano eventualmente da sviluppo e di crescita della nostra personalità. Viceversa,
accantonare. la riduzione e il ritiro in modelli rigidi e mono-orientati
ne indica spesso il disagio patologico.
Quali sono le relazioni personali che ci ricordiamo con
più gioia? Quali sono quelle davvero positive per noi? La fiducia è anche un “farmaco” potentissimo. Nel-
Forse proprio quelle in cui qualcuno ci ha dato fiducia. la relazione d’aiuto e in psicoterapia è la premessa per
La sfiducia crea distanza, la fiducia intimità, conoscen- la riuscita di ogni processo terapeutico. L’alleanza “tera-
za, apprendimento, strutturazione e arricchimento della peuta o counsellor-cliente” si fonda sulla fiducia, sull’at-
personalità, senso del futuro e delle possibilità. tribuzione all’altro (terapeuta o counsellor) da parte
della persona in difficoltà dei contenuti “positivi” di sé
La fiducia di sé e quindi l’ “autostima” nascono dalla che ancora non si possono riconoscere “per sé”, riceven-
conoscenza delle proprie componenti, consce e incon- done di ritorno la fiducia nella possibilità di crescita, di
sce, che costituiscono la personalità. Per questo possia- evoluzione, a partire dal riconoscimento del proprio va-
mo considerare l’autostima come un processo in cui lore personale da parte dell’altro.
si “conquistano” conoscenza e padronanza del proprio
“reame interiore”. E in questo processo il rischio e l’er- Nel processo della relazione d’aiuto, insieme alle varie
rore sono fondamentali. Il primo per mettere alla prova fasi o tappe riferite alle mutazioni progressive delle con-
il nostro coraggio e la nostra capacità di discernimento; dizioni in cui tale relazione si svolge, anche la “portata”
il secondo per acquisire importanti informazioni su noi e la “qualità” della fiducia deve mutare.
stessi e sul mondo esterno.
Da quella iniziale, prevalentemente proiettiva - sia come
Stimare, valutare, osservare se stessi cercando di indivi- attese/pretese che come attribuzione totale/magica - si
duare e riconoscere vecchie modalità giudicanti o pena- può giungere via via ad una fiducia motivata, disincan-
lizzanti, significa scoprire il nostro “osservatore interno”, tata, potremmo dire “disidentificata”, che considera l’al-
l’Io, in quanto riflesso del Sé superiore e quindi riflesso tro non più come ente fantasmatico e assoluto (la madre
“buona”), erogatore di amore e accettazione incondizio- Una manifestazione dinamica che si sostanzia nell’ener-
nati, ma in quanto persona, altro da sé, “Tu”, con tutti i gia buona, forte e saggia dell’Io o sé personale.
suoi pregi e i suoi difetti.
Se ciò avviene, vuol dire che entrambi i partecipanti alla
relazione sono diventati dei soggetti liberi e consapevo- Stefano Pelli
li, delle volontà liberamente interdipendenti che si ren- Psicologo, Naturopata Bioenergetico-psicosomatico, Counsellor
dono disponibili a qualsiasi ulteriore passo in avanti sul Professionista SIPT, Formatore dell’Istituto di Psicosintesi
terreno dell’autorealizzazione e del reciproco riconosci-
mento e sostegno.

La fiducia è anche lasciarsi andare, abbandonarsi al- Bibliografia


la Vita, uscire dall’illusione di poter controllare tutto il (1) Winnicott D.W., Sviluppo affettivo e ambiente,
mondo esterno, per rivolgere invece più attenzione al Armando
proprio mondo interiore e alle risorse di fiducia, corag- (2) Carli R., Culture giovanili, Franco Angeli
gio e creatività nel bene, che rappresentano la piena ma- (3) Ogden T.H., L’arte della psicoanalisi, Raffaello
nifestazione della Volontà transpersonale. Cortina 25

Unità

nella diversità
26
“DOBBIAMO ESSERE POLIGLOTTI PSICOLOGICAMENTE E SPIRITUALMENTE,
IMPARARE A ESSERE TRADUTTORI...”
ROBERTO ASSAGIOLI

IL MURO DI SILENZIO
COME COSTRUTTORE DI PONTI
concrete non sono affatto (ad es. la parola “anima”
deriva dal greco “anemos”, che significa “vento”;
“pensare” da “pesare” inteso in senso materiale
e così via). L’antidoto ravvisato da Assagioli a
questa prima difficoltà prevede l’impegno da parte
dello psicosintetista (ma non solo) a “riconoscere e
tenere sempre presente la natura simbolica, di ogni
espressione, sia verbale, sia di altro genere.” Le parole
son quindi dei simboli e come tali vanno considerate.
L’invito a riconoscere la natura simbolica, metaforica
delle parole e del linguaggio, ci conduce alle altre
due difficoltà identificate da Assagioli che riguardano
appunto le caratteristiche proprie dei simboli:
• la loro natura duplice e contrastante
• il loro essere unilaterali.
27
RIFLESSIONE 2. Quando si parla della natura “duplice e contrastante”
dei simboli ci si riferisce al fatto che essi possono
Qualche settimana fa ho letto l’articolo di Piero Ferrucci rivelare la realtà, essere un tramite, un intermediario
intitolato “Sulla soglia del mistero” e quanto pubblicato che facilita il contatto con la verità che indicano;
in seguito da Marina Bernardi, “Riflessioni sulla Psico- oppure la possono velare divenendo così una trappola
sintesi oggi”. Uno dei principali temi affrontati in questi che ci spinge “fuori di noi”. Infatti, ci ricorda
due scritti é il rapporto che intercorre tra la Psicosintesi Assagioli, “l’uomo che prende i simboli letteralmente,
come concezione e prassi psicologica, educativa e (auto) che non va alla realtà passando attraverso il simbolo,
formativa e gli altri campi del sapere umano legati alle ma a questo si ferma, non raggiunge la verità”.
credenze e ai sistemi spirituali, filosofici, esoterici, reli- Come recita un detto buddhista che amo moltissimo:
giosi ecc. Più in particolare, i due scritti riflettevano sul “Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda
“muro di silenzio” voluto a suo tempo da Roberto Assa- il dito”. Lo psicosintetista ha quindi il compito di
gioli tra la Psicosintesi e questi altri campi. Il tema mi impegnarsi a distinguere il dito (il simbolo, la parola,
ha sempre interrogata e condivido qui alcuni spunti che la credenza, la dottrina e così via) dalla luna (la realtà/
forse permetteranno di guardare al “famoso” muro co- verità indicata) per poi focalizzare con decisione la
me ad una possibilità di costruire ponti. Non so se questi sua attenzione su quest’ultima.
spunti potranno contribuire al dibattito in corso e trovare
una qualche applicazione pratica. Me lo auguro.
Assagioli era profondamente convinto dei molti frain-
tendimenti e delle “gravi difficoltà” poste dall’utilizzo
del linguaggio nel parlare di realtà psicologiche, special-
mente di quelle transpersonali o supercoscienti, e lo af-
fermava chiaramente. Più specificamente, individuava
tre ordini precisi di difficoltà proponendo per ciascuno
di essi specifiche soluzioni o antidoti.
1. La prima difficoltà riguarda l’utilizzo, da parte
del linguaggio umano, di metafore e simboli
basati su cose concrete per designare realtà che
3. Infine, con l’espressione “unilateralità dei simboli” zione della cucina è differente dalla funzione del bagno
si vuole indicare che essi sono in grado di esprimere e da quella della camera da letto.
unicamente “un aspetto, una modalità, una concezione Perfino in un meraviglioso open-space (“Casa Assagio-
parziale di una data realtà”. Lo psicosintetista è li”?) si continuerebbe a cucinare sui fornelli, a dormire
chiamato a ovviare a questa difficoltà utilizzando in un letto e a lavarsi nella doccia. Ma queste mie ri-
“simboli diversi per indicare la stessa verità” e nella flessioni ruotavano ancora attorno ad un’insoddisfacente
sintesi dei differenti simboli utilizzati. Egli deve rappresentazione del muro visto come “una spessa bar-
insomma essere un poliglotta (conoscere e parlare vari riera di mattoni”.
linguaggi) e un abile traduttore (essere in grado di
esprimere la stessa idea utilizzando differenti sistemi Ad un certo punto però la mia attenzione si è sposta-
simbolici di riferimento, passando dall’uno all’altro ta dall’idea-immagine definita e pesante del “muro” (il
con abilità). Allora l’uso del linguaggio, orientato dito?) all’altra idea-immagine rimasta sullo sfondo, più
dalla volontà di costruire retti rapporti umani, si fa sfuocata e lontana, del “silenzio” (la luna?). Ed è stato
funzionale alla reciproca comprensione. come se, improvvisamente, vedessi questo muro per la

28
SIMBOLI DI ESPERIENZE TRANSPERSONALI*

• Simboli dell’introversione, dell’interiorizzazione


• Simboli dell’approfondimento, della discesa al “fondo” dell’essere
• Simboli dell’elevazione, dell’ascesa
• Simboli dell’espansione, dell’allargamento della coscienza
• Simboli del risveglio
• Simboli della luce, dell’illuminazione
• Simboli del fuoco
• Simboli dell’evoluzione, dello sviluppo
• Simboli del potenziamento, dell’intensificazione
• Simboli dell’amore
• Simboli della via, del sentiero, del pellegrinaggio
• Simboli della trasmutazione
• Simboli della rigenerazione della “nuova nascita”
• Simboli della liberazione
• Simboli della resurrezione, del ritorno

*R. Assagioli – Lo Sviluppo transpersonale

Dunque, qualche settimana fa, mentre passeggiavo lun- prima volta. Il “muro” con cui Assagioli ha voluto de-
go la battigia del mar Ligure osservando il placido e tra- limitare lo spazio della Psicosintesi può davvero non
sparente andirivieni delle onde, riflettevo sull’immagine essere un muro di Berlino, un’invalicabile barriera di
del “muro di silenzio”, sui suoi significati e sulle sue mattoni. Può invece essere trasparente e leggero. Lo è
funzioni. potenzialmente sempre stato. Infatti, é un muro costitu-
Mi venivano in mente cose già ben chiarite: i muri (co- ito, fatto di un materiale molto particolare con proprietà
me ad esempio quello di Berlino) servono a impedire, specifiche: IL SILENZIO.
dividere e separare qualcosa da qualcos’altro; i muri so- A tutta prima quest’immagine della Psicosintesi delimi-
no anche necessari a delimitare e distinguere spazi fra tata, circondata dalla trasparenza e dalla pace del silen-
loro diversi definendone le rispettive funzioni. Nessuno zio può forse apparire poetica e nulla più.
si sognerebbe mai di negare che, in un edificio, la fun- In realtà essa presenta delle implicazioni interessanti che
possono indicare con chiarezza il tipo di funzionamen- lezza, alla conversione all’Amore, ai sentimenti elevati,
to mentale che lo psicosintetista è invitato a coltivare alla solidarietà, alla fratellanza. Sarebbe bello completa-
quando approccia differenti sistemi di credenze, dottri- re l’elenco. Il silenzio ci porta “oltre”. Ci (ri)porta a ca-
ne e metafore. Come sappiamo bene, in Psicosintesi il sa, in quel luogo che è fonte e sorgente e dal quale ogni
silenzio ha significati e funzioni molto precise, ben più parola, metafora e simbolo trae la sua origine.
profonde ed evocative della semplice assenza di parole
o della mancanza di comunicazione. La pratica regola- Il silenzio permette quindi allo psicosintetista allenato di
re e quotidiana del silenzio ha la funzione di sviluppare guardare in trasparenza i diversi sistemi di credenze, le
la capacità di mantenere una “zona di disidentificazio- diverse formulazioni dottrinali, i vari linguaggi. Il “mu-
ne”, di raccoglimento, in mezzo a tutti i rumori della vita ro di silenzio” diviene allora un filtro in grado di distil-
quotidiana. lare, estrarre e far confluire nella Psicosintesi ciò che,
Il silenzio interiore è poi, soprattutto, la condizione ne- nei differenti sistemi, indica una dimensione universale,
cessaria allo sviluppo dell’intuizione, la funzione psico- comune, distinguendola da ciò che invece è particolare,
logica grazie alla quale possiamo entrare autenticamente espressione della specificità data dai vincoli di tempo,
in relazione con la dimensione transpersonale in noi e spazio e temperamento a cui sono stati e sono sottoposti
iniziare a dialogare con essa (e quindi anche ad aprirci e gli individui e i gruppi umani che hanno informato quel- 29
a dialogare autenticamente con gli altri poiché “Noi sia- le credenze, linguaggi e dottrine. La disidentificazione.
mo il Sé, quel Sé siamo Noi”). Di più, per la Psicosintesi Forse proprio questa dimensione universale dell’espe-
la possibilità di un contatto esperienziale con la sfera su- rienza umana è l’oggetto di studio più proprio della Psi-
percosciente è proprio una funzione del grado di silenzio cosintesi. Essa è massimamente interessata a ciò che é
interiore che riusciamo a realizzare. potenzialmente in grado di accomunare tutti gli esseri
Ecco allora che, inteso in questo modo, il “muro” voluto umani, il maggior numero possibile di essi.
da Assagioli diviene un confine che delimita non tanto Assagioli voleva espressamente, programmaticamen-
diversi campi di conoscenza e i loro contenuti, quanto te che chiunque potesse riconoscersi nell’impostazio-
differenti modalità di funzionamento mentale. E il ma- ne psicosintetica: le persone avviate lungo un cammino
teriale di cui esso è costituito, il silenzio, diviene la so- di ricerca spirituale più o meno definito, così come gli
stanza che costruisce quel ponte che ci conduce “oltre”: agnostici e gli atei; gli artisti e gli uomini politici, i mi-
oltre il linguaggio che separa e divide, oltre la mente che stici e i medici, gli yogi e gli scienziati, gli sportivi e i
categorizza e giudica e, soprattutto, oltre la letteralizza- terapeuti.. Voleva che la Psicosintesi potesse essere ac-
zione delle molteplici metafore (siano esse attinenti ai cessibile a tutti senza spingere nessuno a rinunciare ai
campi della spiritualità, dell’esoterismo, della filoso- propri linguaggi particolari, alle metafore già adottate
fia, della religione e anche della scienza) che gli uomini magari per convertirsi ad altri linguaggi e metafore, mo-
scelgono di volta in volta per rivestire e colorare le stes- dificando così l’abito ma non il monaco.
se esperienze esistenziali archetipiche, le stesse verità
perenni, gli stessi dati immediati della coscienza che si Per realizzare questo obiettivo Assagioli ha scelto co-
ripropongono a noi ancora ed ancora, universali in ogni me linguaggio ufficiale quello che reputava essere il
tempo e cultura. più adatto a sostenere questa vocazione universale della
Mi riferisco alle ben note illuminazioni interne, alle Psicosintesi: quello empirico, concreto, pragmatico del-
esperienze estetiche e alla creazione artistica, alle intu- la scienza. E non mi sembra che nel presente momento
izioni scientifiche, alle spinte all’azione eroica, a quella storico abbiamo a disposizione un sistema di riferimento
etica e umanitaria, al coraggio di andare verso il nuo- più funzionale all’obiettivo di creare un comune terre-
vo oltre i limiti del conosciuto, alla visione profonda, no d’intesa che permetta il dialogo al di là dei partico-
all’inventiva geniale, all’estasi, alla ricerca della libertà larismi e delle credenze personali dei singoli individui o
e della felicità, al gioco, all’autotrascendenza, alla bel- gruppi. Pur restando anch’esso simbolo!
Consentitemi di fare un esempio di applicazione con- CONCLUSIONI
creta di quanto appena detto che, a mio modo di vede-
re, illustra questa tensione chiaramente. La Psicosintesi Il “muro di silenzio” auspicato da Assagioli voleva ori-
considera l’ipotesi che il Sé transpersonale sia una realtà ginariamente senz’altro anche separare campi diversi
psichica della quale è possibile fare esperienza. Sulla ba- di interesse e studio (quello scientifico, empirico del-
se di quest’ipotesi alcuni esercizi propongono l’incontro la Psicosintesi da quello della spiritualità, della filoso-
immaginato e il dialogo interiore con il Sé. fia, dell’esoterismo e della religione), distinguere spazi
e designare funzioni. Ma oggi possiamo forse provare a
Assagioli raccomanda di far precedere la somministra- guardare questo muro in modo diverso, concentrando la
zione di questi esercizi da un momento psicagogico in nostra attenzione piuttosto sul materiale di cui esso è co-
cui si presenta il concetto nel seguente modo: lo psico- stituito: IL SILENZIO.
sintetista adatta il proprio linguaggio alla mentalità e al-
le credenze di ognuno e non si aspetta il contrario, cioè Questo significa spostare l’accento dai contenuti che
che sia l’altro a modificare le proprie credenze per ade- dovrebbero stare di qua o di là del muro, al tipo di at-
guarle a quelle dello psicosintetista. teggiamento interiore, di funzionamento mentale che il
30 Non si tratta affatto di istruire, o peggio convertire, le silenzio ci invita a coltivare nei confronti di ogni conte-
persone presentando loro nuovi concetti o credenze. Si nuto. Spostare cioè l’accento sul contenitore.
tratta semplicemente di utilizzare il linguaggio (tenen-
do sempre ben presente che le parole sono simboli) per Ecco allora che il “muro di silenzio” può divenire un
introdurre un’esperienza che, per definizione, si trova preziosissimo strumento in grado di emancipare gli psi-
oltre tutte le parole e che può essere colta solo per via cosintetisti e la Psicosintesi dal pensiero letterale e un
intuitiva. potente antidoto contro i suoi sempre attuali corollari:
il fanatismo, il fondamentalismo, la separatività, l’in-
Per farlo nella maniera migliore - cioè in modo che le comunicabilità e il conflitto. È in una mente allenata al
persone possano seriamente considerare quest’ipotesi silenzio che possono germogliare quelle abilità che ren-
degna di essere verificata mediante un percorso espe- dono uno psicosintetista un buon psicosintetista: l’essere
rienziale che prevede un allenamento interiore – e ne- poliglotta e abile traduttore.
cessario adeguare le parole ai singoli individui o gruppi. Egli così si è espresso al riguardo:

Alle persone religiose si può dire, ad esempio, che l’e- “La Verità è Una, ma la sua presentazione è diversa e
spressione “Sé transpersonale” è un termine obiettivo, di livelli diversi, in base al tipo di persone a cui ci ri-
usato in psicologia, per indicare l’anima; agli agnostici volgiamo. Bisogna parlare a ciascuno nella loro lingua.
si può proporre l’ipotesi che esista un centro superiore Dobbiamo essere poliglotti psicologicamente e spiri-
in ogni uomo e dire che vi è un numero notevole di esse- tualmente, imparare a essere traduttori (..)”
ri umani che ne hanno avuto l’esperienza; agli atei pos- R. Assagioli
siamo illustrare l’idea di potenzialità esistenti a livello
inconscio non ancora attuate che possono indicarci pre-
ziose linee-guida nella nostra vita, e che rappresentano “Nella mente silenziosa ci sono le radici
l’espressione di una più profonda autenticità. dell’intelligenza e dell’amore.”
E così via. C. Pensa
Petra Guggisberg Nocelli
Questo esempio riguarda il concetto di Sé transpersona-
le, ma il principio che esso illustra può essere trasposto Psicoterapeuta ASP, Formatore Istituto di Psicosintesi e
agli altri concetti-base della Psicosintesi. Psicosintetista SIPT, Scrittrice
31
IL SÉ PERSONALE
(The Personal Self pag. 90, Traduzione di A. Cattaneo ) e disperazione. Assagioli continua: “Non c’è da stupir-
si che lui, non conoscendo o comprendendo se stesso,
La maggior parte delle volte siamo coinvolti in eventi non abbia autocontrollo e sia continuamente coinvol-
della vita, di solito involontariamente, mentre veniamo to nei propri errori e debolezze ... Non c’è da stupirsi
catturati dai capricci dell’esistenza. A volte ciò è dovuto che l’uomo, nella sua cieca ricerca appassionata di li-
a questioni esterne, alla vita familiare, al lavoro o in altri bertà e soddisfazione, a volte si ribelli violentemente e
modi in cui possiamo sentirci vittime delle circostanze. a volte cerchi di calmare il suo tormento interiore get-
Questo può farci sentire nervosi, insicuri della nostra po- tandosi a capofitto in una vita di attività febbrile, di ec-
sizione nel mondo (o persino del nostro diritto ad essere citazione costante, di emozione tempestosa e avventata
nel mondo). avventura”.
Nel frattempo siamo assediati internamente da fantasie Qualsiasi cosa pur di evitare di affrontare il senso inte-
e dialoghi tra noi stessi sui nostri problemi di vita. Poi riore di fallimento e frammentazione.
ci sono gli eventi inconsci che ci legano e ci limitano - La piccola “stella” al centro del diagramma dell’ovoide
complessi e schemi di comportamento non riconosciuti rappresenta il sé personale, il nostro Io individuale che
che dipendono dal loro essere di eventi passati, spesso sperimenta tutti questi diversi stati di pensiero, emozio-
32 dimenticati o, nel migliore dei casi (o peggiore), vaga- ne e sensazione. Il “sé personale” sperimenta tutto ma,
mente ricordati e temuti. paradossalmente, per la maggior parte del tempo non
In tali condizioni, non c’è da meravigliarsi, come sotto- siamo nemmeno consapevoli della sua esistenza, poiché
lineò Assagioli “che l’uomo è spesso scontento, insicu- siamo intrappolati invece in identificazioni con una o
ro e mutevole nei suoi stati d’animo, pensieri e azioni, più delle nostre sub-personalità che esploreremo in pro-
sentendo intuitivamente di essere uno, e anche trovando fondità nella prossima sezione.
di essere diviso in se stesso, non è concertato e non è in Ma più lavoriamo su noi stessi, più iniziamo a contattare
grado di capire se stesso o gli altri “. l’Io e ne facciamo una realtà vissuta e sperimentata e di-
Un tale stato è decisamente scomodo, ma, peggio, la- ventiamo più sani o più “il tutto”
scia la persona limitata nell’espressione e nell’esperien- Il sé personale è una riflesso o una scintilla del Sé spiri-
za della vita, tormentata da insicurezza, scoraggiamento tuale o transpersonale. È importante rendersi conto che
sebbene siano essenzialmente uno, c’è una grande diffe- come pura autocoscienza, ma piuttosto mescolata e ve-
renza tra il sé personale e il Sé transpersonale (che no- lata dai contenuti della coscienza, cioè da tutto ciò che
terete, in Psicosintesi, è solitamente scritto con una S percepiamo, sentiamo e/o pensiamo in qualsiasi momen-
maiuscola per distinguerlo dal sé personale). to. Di solito viviamo le nostre vite identificate con que-
sti contenuti della nostra coscienza, quindi ne consegue
Diventare focalizzati sul Sé è un segno di raggiungi- che per sperimentare pienamente l’autocoscienza prima
mento spirituale, ma la consapevolezza del sé perso- dobbiamo imparare a disidentificarla.
nale, da cui possiamo dirigere efficacemente la perso-
nalità, è l’obiettivo primario della Psicosintesi. La maggior parte delle persone tendono ad essere gene-
ralmente più attaccate a pensieri o emozioni e possono
Questo porta inevitabilmente a un contatto più chiaro e quindi essere descritte come identificate mentalmente o
a una comprensione del Sé. Un’analogia utile per que- emotivamente. Tali identificazioni sono utili a volte, per-
sto è di un’orchestra (le sottopersonalità) che ha bisogno fino necessarie, ma per vivere una vita equilibrata oltre
di un direttore (“Io”) per dirigere la propria “musica” in a essere in grado di disidentificarci, abbiamo bisogno di
una composizione armoniosa. Il direttore d’orchestra as- coltivare le sfere dell’esperienza in cui siamo carenti.
sicura anche che tutti i membri dell’orchestra stessa ab- Ad esempio, le persone identificate prevalentemente con 33
biano la possibilità di soddisfare i loro bisogni (il loro i loro pensieri (a volte definiti mentalmente identificati)
turno di sentire ascoltati i loro “strumenti”). Il direttore hanno bisogno di aumentare la consapevolezza dei lo-
ha anche una linea diretta con il compositore (il Sé). ro sentimenti piuttosto che diminuire la loro consapevo-
Nella formazione di ogni sub-personalità c’è inevita- lezza mentale. Se immaginiamo la situazione come una
bilmente una parte uguale di ombra creata: per esem- situazione in cui mente e sentimenti sono sviluppati in
pio, una subpersonalità a cui piace l’intimità avrà una modo non uniforme, e quindi di dimensioni diseguali, la
subpersonalità “uguale e contraria” che preferisce la so- tecnica è di aumentare la dimensione del più piccolo in
litudine ed il nascondersi. Gestire il delicato equilibrio modo che corrisponda alla dimensione del più grande.
tra queste parti “leggere” e “ombre” non è un compito Questo è equilibrio attraverso la crescita e l’inclusione
facile. Il nostro bisogno di intimità e solitudine è in co- verso l’alto piuttosto che attraverso la diminuzione, che
stante cambiamento e abbiamo bisogno di entrambi. Un è sia inutile che inefficiente.
buon punto di partenza per creare un equilibrio tra ener-
gie apparentemente opposte come queste sta nel cono- Attraverso la deliberata disidentificazione dalla persona-
scere meglio il “conduttore”, il sé personale. lità e l’identificazione con il sé personale, otteniamo il
Tale conoscenza di sé viene acquisita attraverso la ri- potere di scegliere l’attaccamento o il distacco da qual-
flessione, l’approfondimento e l’esperienza, e offre una siasi aspetto della nostra personalità, in base a ciò che è
maggiore comprensione delle scelte che abbiamo fatto e più appropriato per ogni data situazione. Dobbiamo an-
del nostro potenziale di cambiamento. Potremmo scopri- che ricordare, come ci ricorda Ferrucci, che “il Sé Per-
re di conoscere meglio gli altri attraverso la conoscenza sonale e Transpersonale sono in effetti la stessa realtà
di noi stessi e, al contrario, possiamo conoscerci meglio vissuta a diversi livelli; la nostra vera essenza è al di là
attraverso il nostro contatto con gli altri. Inoltre, attra- di tutte le maschere e i condizionamenti. “Così possiamo
verso la profonda contemplazione della nostra relazio- imparare a padroneggiare e utilizzare tutta la nostra per-
ne con sé e gli altri, ripristiniamo l’equilibrio interiore e sonalità in una sintesi inclusiva e armoniosa”.
possiamo concentrarci sulla presenza del Sé. L’esperien-
za della auto identificazione, avere un “Io”, distingue la Will Parfitt
nostra coscienza da quella della maggior parte degli altri Psicoterapista Diplomato (UKCP 1992-2017), Psicoterapista
esseri senzienti sul nostro pianeta. Come detto, questa Psicosintetista, Consulente Supervisore, Formatore di Psicosintesi,
autocoscienza, tuttavia, viene abitualmente vissuta, non Direttore di PS Avalon Psychosynthesis
IL COACHING
UN BUON AMICO DELLA VOLONTÀ
Questa frase di uno dei Padri Fondatori del Coaching, giunto tramite la definizione e il perseguimento di una
John Whitmore, posta all’inizio del suo libro “Coa- sequenza di passi compiuti, appunto, con consapevolez-
ching”, esprime secondo me il fatto che tra Volontà e za e responsabilità.
Coaching – come sopra interpretato – v’è un’affinità di
base. Non è mia intenzione qui approfondirla, e nemme- “Che cosa vuoi ottenere oggi?” e “come riconoscerai
no evidenziare le pur esistenti differenze, cimentandomi d’averlo ottenuto?” sono le due tipiche domande che il
in sottigliezze teoriche. Intendo piuttosto affermare che, coach pone all’inizio d’una sessione. Sentite anche voi il
in base alla mia esperienza, “fare coaching a una per- brivido della responsabilità nel cliente? E il venir meno
sona” significa per me molto semplicemente “accompa- di qualsivoglia propensione a farsi offrire soluzioni dal
gnarla nel compiere un atto di volontà”. Letteralmente. coach? Il punto è che il cliente in quel momento spera di
Quando poi un individuo si è allenato a sufficienza per arrivare a esiti ancora fuori portata, mentre il coach sta
arrivare a fare auto-coaching, l’atto di volontà è capace mettendo nella relazione tutta la sua fiducia nel fatto che
di organizzarselo da solo. il cliente può attingere uno stato di coscienza che lo farà
andare oltre i limiti da lui percepiti e vissuti come reali.
Che il coaching sia uno strumento orientato all’azione Nella sua giovane storia il coaching si è via via esteso,
34 emerge chiaramente dalla sua origine in ambito sporti- dall’ambito strettamente sportivo, a quello organizzati-
vo: un ambito dove il miglioramento delle prestazioni vo/business e poi personale, in varie declinazioni: e in-
per il raggiungimento degli obiettivi implica per l’atleta fatti “qual è il tuo obiettivo?” è una domanda valida per
un continuo e crescente lavoro di educazione e sollecita- chiunque, in qualunque situazione, si pone la responsa-
zione della propria stella delle funzioni. bilità di promuovere un cambiamento nella sua vita.
Il coaching cioè si struttura come metodologia fina-
lizzata a traghettare l’individuo da una condizione di Ho scritto più sopra che il coaching è “letteralmente” il
identificazione in problemi, bisogni, desideri e fremiti percorrere insieme un atto di volontà. Preciso che vi so-
di cambiamento in uno stato futuro di raggiungimento no varie metodologie di coaching e che il “letteralmen-
degli obiettivi, sviluppo e soddisfazione: uno stato rag- te” lo riferisco in particolare alla Scuola che ho seguito

Creare consapevolezza e responsabilità è


l’essenza di un buon coaching

Sir John Whitmore


“MA QUESTO È PARO PARO L’ATTO DI VOLONTÀ!”

io: forse non per tutte le Scuole lo si potrebbe dire ed “ho intenzione di migliorare la mia forma fisica”, esor-
è corretto precisarlo. Sta di fatto che, quando mi ven- disce il cliente;
ne presentato il “modello di conversazione di coaching” • “e allora cosa ti proponi di fare?”
proprio del master da me frequentato, rimasi del tutto • “1, 2, 3, 4, 5…”
attonito mentre mi dicevo “ma questo è paro paro l’at- • “e tra queste azioni quale è quella prioritaria per te?”
to di volontà!”. In realtà non è proprio così, perché i • “e poi?”
cinque step del modello raggruppano i sei stadi dell’at- • “e dopo?”
to di volontà in modo un poco diverso da quest’ultimo: • “quindi oggi su che cosa vuoi lavorare?”
ma i passaggi da compiere e la loro sequenza rimangono • “quale risultato vuoi ottenere in merito?”
i medesimi e mantengono l’inimitabile completezza ed • “perciò qual è l’iniziativa più urgente da prendere?”.
efficienza del metodo assagioliano.
Il cliente dunque è continuamente sollecitato a scegliere,
Il primo passo – quello dello stabilire il focus – esplora sempre comunque nell’ambito discrezionale della sua
e sintetizza i quattro elementi del primo stadio di Assa- adesione alla metodologia.
gioli: valutazione, motivazione, intenzione e obiettivo.
Il focus è così sintetizzato in quest’ultimo perché il co- Il secondo passo è quello dell’allargare le possibili- 35
aching vuole essere incisivo, quindi definito, non vago. tà d’azione concepite dal cliente: è lo stadio della deli-
Ma il coaching esige consapevolezza e quindi non è in- berazione. Qui si manifesta tutta l’abilità del coach nel
teressato a formare “achievers” che si fiondano quali promuovere la capacità del cliente di uscire dal suo per-
carri armati sull’obiettivo come in una blitzkrieg di in- corso abituale di problem solving e nel fargli esplorare
fausta memoria, calpestando tutto e tutti pur di conqui- nuove vie di soluzione o, per lo meno, nuove alternative.
starlo (peraltro persone siffatte in genere non sentono il
bisogno di un coaching; caso mai le organizzazioni lo • “Se pensi ad altre situazioni che conosci simili alla
propongono loro affinché acquisiscano una visione più tua, cosa ha funzionato in quelle?”
sistemica, ampliando la consapevolezza oltre i limiti del • “Qual’è la conseguenza dell’alternativa A?”; “e di
loro ego). quella B?”;
Così come per l’atto di volontà, questo primo passo è • “A quali altre risorse potresti accedere? Di che tipo?
forse il più importante, per lo meno per certe tipologie. Dove le rintracci?”
• “Cosa potrebbe succedere se…?”
Va da sé che accedere al coaching implica il possedere • “Come puoi ottenere questo che ti manca?”
già una notevole carica di motivazioni: ed è altrettan-
to scontato che il corretto approccio di coaching in La risposta a quest’ultima domanda spesso svela l’esi-
quest’ambito si esprime nell’individuare come accre- genza di fermare il processo sino ad allora seguito e di
scerle, non certo nell’analizzare il perché siano scarse. aprire un altro fronte di lavoro; lo stesso può succedere
dopo aver esplorato più possibilità di soluzioni.
Tornando all’obiettivo, specie nel primo incontro di un Torna allora la verifica sopra esposta: “quindi ora su
percorso si definisce quello del percorso stesso; ma poi che cosa vuoi lavorare?”.
ogni singola sessione deve avere un suo obiettivo di ses- Il primo risultato della sessione di coaching è per il clien-
sione – coerente con quello del percorso – che ancori te quello di scegliere un obiettivo SMART: sintetico, mi-
nella prassi quotidiana quanto si va a decidere. surabile, attuale, realizzabile, tempificato. È dunque lo
stadio della scelta, della decisione e dell’affermazione
Il coaching non ammette vaghezza e, dell’intenzionalità, che il cliente fa contemporaneamente: dopo una sequen-
sottolinea la valenza energetica propulsiva, ma stronca, za di bivi e imbuti, egli arriva al vero e proprio obiet-
garbatamente, l’alibi che talvolta vi si cela: tivo di sessione, che può naturalmente coincidere con
quello iniziale, ma che - se non coincide - testimonia la L’ultimo step previsto dal modello che sto presentando
massima focalizzazione possibile per dare concretezza è quello della sintesi della sessione, che è operata dal
(“voglio completare la mia tesina per il GTA entro tre cliente. A lui viene chiesto di ripercorrere con parole sue
settimane”) a quel che segue. la strategia da se stesso preparata col connesso piano
Quel che segue è il piano d’azione. Qui forse sta la d’azione e di ribadire le date precise per gli esiti del me-
maggiore somiglianza con l’atto di volontà, nei suoi desimo: è l’operazione finale per ribadire la responsabi-
step di pianificazione, programmazione e direzione lizzazione del cliente e l’efficacia del lavoro svolto.
dell’esecuzione.
Metodologicamente vedete che il coach opera quasi
Le domande poste dal coach diventano sempre più esclusivamente tramite la sequenza domande –ascol-
pratiche e ancorano nel tempo e nello spazio le azioni to–domande: queste vengono a costituire una succes-
previste: sione di stimoli i quali sollecitano, del cliente, il livello
• “cosa devi fare per raggiungere il tuo traguardo?” dal quale solo possono partire auto-input al cambiamen-
• “in quali altri modi potresti?” to: quello mentale/progettuale superiore, tipico appunto
• “qual’è l’azione più importante da fare questa della volontà. L’energia segue il pensiero…
36 settimana” E qui mi fermo, appunto perché non non era mia inten-
• “su quali altre persone/gruppi influisce il tuo sforzo?” zione descrivere compiutamente il coaching né trasmet-
e “come ciò potrebbe esserti d’aiuto?” terne “l’anima”. Molto meglio può farlo il libro citato
• “quali date ti senti di poter rispettare?” all’inizio, “Coaching” (io l’ho nella edizione Sperling &
• “quanto tempo ci vuole?” Kupfer del 2003), nel quale John Whitmore – marito di
• “quando inizi?” Diana Whitmore e scomparso nell’aprile del 2017 – co-
• “quanto lavorerai ogni giorno?” sì scrive al 15° capitolo dedicato a ”coaching e ricerca
di significato”: “molti anni fa mia moglie e io abbiamo
Capite da soli che siffatto approccio, se è validissimo per scoperto con estremo interesse la profondità di pensiero
comportamenti e azioni, onde adattarsi a modifiche di e la grande capacità di intervento della psicosintesi, le
stati d’animo e a cambiamenti in coscienza va sfumato; cui teorie, da allora in poi, hanno permeato la mia atti-
ma, appunto, ho scritto che tra Volontà e Coaching c’è vità di coach” (pagg. 175-176).
solo affinità, non certo che sono del tutto sovrapponibili. È anche per queste parole, e per la testimonianza che
John Whitmore ne ha dato, che mi sento di affermare
A questo punto acquista particolare importanza il quar- che il Coaching, così come l’ho conosciuto io, è un buon
to step, quello della eliminazione degli ostacoli. Si tratta amico della Volontà.
cioè di identificare le barriere che potrebbero impedire
di portare a termine il piano d’azione con successo: per Francesco Viglienghi
esempio abilità mancanti, questioni riguardanti il potere,
eccesso di ambizioni, budget inadeguati, individui, strut- Formatore Istituto di Psicosintesi e Corparate Coach
ture, ruoli che si mettono per traverso e così via.

Assagioli ne fa il punto due della pianificazione e lo Nota


chiama verifica di attuabilità, vale a dire il confronto tra Un ben più ampio e rigoroso approfondimento dei
il fattibile e l’irrealizzabile o il riscontro sull’adeguatez- rapporti concettuali e operativi tra Psicosintesi e
za dei tempi prefissati. Perciò non ho altro da aggiunge- Coaching potete trovarlo nel saggio di Nuriel e
re, salvo ribadire che è sempre tramite domande che il Piero Righelli “Coaching e Psicosintesi: il Coaching
cliente è portato a riflettere in merito e a elaborare effi- Psicosintetico” – Edizione BCSmedia, Roma – 2012.
caci contro-piani preventivi.
VERO E FALSO ALTRUISMO
L’altruismo è la migliore risposta alla solitudine e requi- Per passare al vero altruismo c’è bisogno di maturità af-
sito di salute psicofisica ed è il miglior modo per distac- fettiva. Questa implica:
care il pensiero ossessivo dal falso sé, come ci ricordano
M. Buber e V. Frankl. • Superamento dell’egoismo, egocentrismo e
narcisismo.
“Perché dovremmo fare del bene al mondo? • Capacità di donare, altruismo appunto.
Apparentemente per portarvi aiuto, in realtà per giovare • Soluzione del problema della solitudine e
a noi stessi”. Vivekananda dell’incomunicabilità.

Il bambino è inizialmente egocentrico, ma può conti-


Esiste il vero altruismo? nuare ad esserlo da adulto per varie ragioni di psicologia
del profondo, traumi infantili, dinamiche della famiglia
Esaminiamo intanto le forme del falso altruismo: d’origine.

• C’è un altruismo come reazione al senso di colpa e Gurdjieff affermava: “Solo un sano egoista può essere
quindi espiazione, riparazione… un vero altruista”. 37
• Molte persone che praticano il “volontariato” sono da Non possiamo dare ciò che non abbiamo: per fare tanta
ciò motivate beneficenza bisogna diventare ricchi.
• C’è un altruismo che origina da un meccanismo di Chi non ha cosa può dare? Che tipi di ricchezza e po-
tipo depressivo, per creare e mantenere rapporti. Si vertà esistono? Ci può essere ricchezza materiale e po-
crea nell’altro la dipendenza: “finché gli sarò utile, vertà spirituale.
finché avrà bisogno di me, non mi lascerà”
• Una modalità altruistica viene spesso posta in essere
Simone Martini, San Martino, 1317 circa
dalla sub- personalità narcisistica e megalomanica. Basilica Inferiore, Assisi
Mira all’ostentazione di sé. C’è un forte bisogno di
apparire.
• L’azione altruistica può essere un mezzo di evasione
da me, dal mio mondo interno, dai miei problemi
• L’altruismo, insospettatamente, può essere una
proiezione di aggressività che tende a mantenere
l’altro in subordinazione
• C’è poi un altruismo che non è tanto falso quanto
invece inopportuno, invadente fino a divenire
dannoso, pericoloso. Nasce da una forma di
egocentrismo (vedi la storiella della “scimmia
pietosa” che, mossa da pietà, toglie un pesce dal fiume
perché non anneghi e lo pone su un albero)
• L’altruismo inoltre, per taluni, può divenire merce di
scambio per acquistare il paradiso (può rasentare il
fanatismo)

È poi difficile essere altruisti perché tutte le nostre azio-


ni sono in realtà reazioni: dipendono dalla personalità e
dal passato.
“IL VERO ALTRUISMO RICHIEDE IMPERSONALITÀ”

Noi, tra l’altro, come ci ricorda Vivekananda, possiamo Altruismo e carità: tutte le religioni hanno accentuato
dare tre tipi di aiuto: la carità per un profondo senso di colpa verso il denaro
(ma Seneca scrive a Lucilio: “Nessuno ha condannato i
• Spirituale: alle radici filosofi alla povertà”). In alcuni passi dei Vangeli gno-
• Intellettuale: sui rami stici è scritto: “se farete l’elemosina farete male al vostro
• Materiale: sulle foglie spirito…” Ma anche: “La mano destra non sappia co-
sa fa la sinistra”. La carità è diversa dalla condivisione:
E prima di poter aiutare gli altri dobbiamo essere noi a spesso il caritatevole aiuta gli altri ritenendoli inferiori a
vedere con chiarezza: altrimenti sarebbe come se un cie- sé, c’è quindi “auto-innalzamento” e “fanatismo”.
co guidasse un altro cieco. Altruismo e generosità: il vero altruismo è un moto
Il vero altruismo è una qualità che nasce dall’anima e spontaneo e non un obiettivo, un fine; è conseguenza
potenzialmente lo abbiamo tutti. È espressione di vo- del traboccare (“solarità”).
lontà transpersonale.
Implica una certa forma di pienezza, di compiutezza: Alcuni detti significativi:
donare non è privarsi ma espandersi! (vedi il simbolo “Non chi riceve è beato, ma chi dà”.
38 del Sole). “Il vero altruista è tale con tutti, non con una singola
persona”.
Il vero altruismo richiede impersonalità, invece spes- “L’altruismo è un moto spontaneo e come tale legato al
so ci aspettiamo dopo un nostro atto “altruistico” ricono- qui e ora”.
scenza e gratitudine e se queste non arrivano ci sentiamo “Più ci poniamo l’altruismo come meta, più sarà
offesi: questi sono segni di falso, interessato altruismo. difficile realizzarlo”.
L’atteggiamento altruistico è una disposizione d’animo “Non si può essere altruisti per calcolo: è impossibile”.
da cui deriva il comportamento altruistico in qualità di “Siate felici e sarete buoni!” (non invece il contrario).
fatti, azioni. “Non si può fare del bene a tutti, ma a tutti si può
dimostrare bontà”
“L’azione perfetta è quella fatta col massimo interesse
e col massimo disinteresse”. R. Assagioli È importante comprendere l’accezione più profonda del-
la più nota frase evangelica “Ama il prossimo tuo come
te stesso”: quel “come” è da intendersi “perché è” te
stesso.
Ricordiamo poi che “prossimo” significa “il più vici-
no”: è fuori luogo quindi l’astratto amore per persone
lontanissime. Che pure però fanno parte di noi in quanto
Umanità. Vincere l’illusione della separatività.
L’idea di amore (come l’idea di Dio) si innalza o si ab-
bassa secondo il grado di evoluzione della coscienza.
Dall’altruismo al Servizio: la crescita, in quanto espan-
sione di coscienza, è correlata di per sé all’altruismo.
Assagioli ci ricorda che “elevandosi si serve, servendo
ci si eleva”.

Daniele De Paolis
Psicologo, Formatore Istituto di Psicosintesi e Didatta SIPT
APPUNTI LIBERI SULL’ARTE
IL GIOVANE ASSAGIOLI
E IL RITRATTO DI UN MONACO PITTORE
I frequentatori più assidui dell’Istituto di Psicosinte- terza e ultima serie della rivista anti-positivista e prag-
si rammenteranno, forse, di aver già veduto il disegno matista “Leonardo” (avventura iniziata nel 1903 che si
qui presentato. Più d’uno trovandolo inquietante per am- chiuderà bruscamente nel 1907), sensibile alle istanze di
bienti destinati al riposo, ma intuito anche come troppo rinnovamento e promotrice di un’estetica mistico-plato-
privato per esporlo in stanze ufficiali, era stato appeso nica e di un crescente interesse per vita e pensiero reli-
in un disimpegno defilato, in prossimità di una finestra, gioso, teosofia e spiritualismo.
senza incuriosirsi tanto su chi ne fosse l’autore - che lo
siglò con un elegante monogramma - quanto (ma non Assagioli vi collabora variamente, con entusiasmo: co-
abbastanza da suscitare una ricerca) per il fatto singolare me segretario di redazione, concorrendo a sostenerla
che tra i rari quadri di quella che fu l’ultima casa di Ro- finanziariamente col beneplacito paterno, firmando re-
berto Assagioli si annoverasse il ritratto di un monaco.(1) censioni e contributi, ma soprattutto facendosene porta-
Una collocazione poco confacente, a vero dire, per ben voce presso tutti i suoi numerosi contatti, nei frequenti
conservarlo. Le opere d’arte su carta, e in particolare i viaggi di studio in Italia ed Europa.
disegni, amano la penombra: meno luce c’è, meglio e
più a lungo vivono. È l’anno in cui il suo rapporto con Giovanni Papini (Fi-
renze 1881-1956) e Giuseppe Prezzolini (Perugia 1882 - 39
Ma se per la sopravvivenza di un disegno la condizione Lugano 1982) diviene più intimo e confidenziale, prima
ideale è il buio, non così per le storie umane, affidabili
alla memoria comune solo a patto di riuscir prima a il-
luminarle quel tanto da poterle ricomporre, quantomeno
in parte.

Sono quindi grata a Elisabetta Matteucci, curatrice del


progetto di mostra monografica sul pittore livornese
“Oscar Ghiglia Classico & Moderno” in corso dal 6 lu-
glio al 4 novembre al Centro Matteucci di Viareggio(2),
per aver risvegliato la mia curiosità verso le vicende ar-
tistiche rimaste fra le pieghe della storia con una telefo-
nata esplorativa sulle tracce dell’opera, documentata ma
di ubicazione ignota: il disegno è stato così riconosciu-
to e ricondotto a Oscar Ghiglia (Livorno 1876 - Prato
1945) e si è colta l’occasione per cercare di preservarne
le fortunatamente ancor discrete condizioni (3) e trovargli
una prossima sistemazione più opportuna.

Ecco il dato di partenza: il Catalogo dell’Esposizione


della Società delle Belle Arti di Firenze del 1906 riporta,
come proprietario del Ritratto di Willibrordus Verkade,
Roberto Grego Assagioli, all’epoca diciottenne, ancora
fresco di trasferimento a Firenze per studiare medicina e
chirurgia all’Istituto di Studi Superiori e nondimeno già
Oscar Ghiglia, Ritratto di Don Willibrordus Verkade, 1906 ca.
introdotto nei gruppi più significativi e vivaci del conte- Disegno a matita verde su carta avorio, mm. 568x420.
sto culturale locale. Proprietà privata.
Anno cardine questo 1906. Nel febbraio prende avvio la
APPUNTI LIBERI SULL’ARTE

del successivo affievolimento e del divergere netto delle Per notizie approfondite e criticamente aggiornate su
loro strade, alla vigilia del primo conflitto mondiale. Più quest’ultimo rimando al catalogo della mostra viareggi-
giovane di qualche anno, Assagioli è desideroso di farsi na e a un ricco saggio di Rossella Campana di alcuni an-
benvolere dai due direttori, per i quali nutre viva simpa- ni fa in cui si fa cenno, tra l’altro, proprio ad Assagioli(5),
tia e ammirazione; superata un’iniziale insicurezza ci ri- limitandomi qui a ricordare che anche Oscar Ghiglia era
esce in fretta, generoso e brillante com’è, perfettamente parte attiva nel “Leonardo”.
aduso alla vita dei salotti borghesi e aristocratici, affabi-
le e compito, aperto verso ogni aspetto del pensiero che Salutato dalla critica come uno dei giovani artisti italia-
coinvolga la cultura della vita interiore. ni più promettenti, si stava facendo proprio allora ap-
prezzare per la capacità di “rivelare anche ai raffinati
Il carteggio con entrambi, a suo tempo pubblicato inte- l’essenza nascosta delle cose, in particolar modo nei ri-
gralmente(4) , fra le molte informazioni utili a ritessere la tratti”. Così scrisse di lui Papini che, fra gli alti e bas-
trama dei rapporti culturali del primo novecento fioren- si di un rapporto di amicizia turbolento ma autentico e
tino e italiano, ne contiene anche alcune che collegano duraturo, lo considerava un “pittore psicologo e pittore
direttamente Assagioli sia al monaco del ritratto che al cristiano” in cui la vita dura e difficile aveva sviluppato
40 ritrattista. una sorta d’intuizione mistica “di fratellanza coi fram-
menti di universo” (6)

Un po’ tutti, conoscendo le gravi condizioni economi-


che in cui versava allora la famiglia numerosa del pit-
tore, si davano da fare come potevano per venirgli in
aiuto. Nel gennaio del 1907 Assagioli scrive a Prezzoli-
ni, che gli ha appena segnalato la criticità della situazio-
ne: “Qualche giorno fa ho incontrato il Cecchi (7) che mi
ha informato delle tristi condizioni di Ghiglia. Reghini
(8)
ed io abbiamo fatto immediatamente quanto abbiamo
potuto, che non è molto, ma in seguito faremo di più. In-
tanto ho messo a disposizione di Ghiglia il mio studio (9)
per mostrare a chi vuole le sue opere, e son quasi sicuro
di riuscire a fargli vendere qualcosa” (10)

La delicatezza e il garbo del suo intervento riuscirono


evidentemente, almeno in quel frangente, a vincere le
resistenze dell’indole scontrosa, sensibile e orgogliosa
del livornese, e non è escluso che Assagioli possa essere
stato un tramite efficace per i rapporti di Ghiglia con la
comunità ebraica fiorentina nel cui ambito trovò nume-
rosi committenti ed estimatori.

Ma perché, su ben 13 opere esposte dal pittore alla pro-


motrice del 1906, Assagioli appuntò la sua attenzione
Abbazia di Santa Ildegarda, Presbiterio. proprio su questo ritratto, pure così intenso e magneti-
Arte beuronese, 1908 ca. co? E chi era Willibrordus Verkade, qui effigiato a mati
ta con un nitore sintetista di gusto decisamente nordico?
APPUNTI LIBERI SULL’ARTE
Di lui ci ha lasciato un ricordo vivido Papini, in un ca- restandovi peraltro colpito dalla collezione dei ritratti
pitolo di Passato remoto 1885-1914 intitolato appunto Il degli abati:“importantissima non artisticamente ma
pittore benedettino, che rievoca il primo incontro avve- psicologicamente” e ricca di “tipi straordinariamente
nuto con lui nel 1905, mentre era immerso con Giovanni caratteristici”. (13)
Vailati nella lettura di un dialogo di Platone:
Il ritratto, da futuro psichiatra e psicologo, è un genere
“Ed ecco, [...] si spalanca all’improvviso la porta ed che pare sollecitarlo in modo speciale, anche se va no-
entra un personaggio nuovo, mai visto. Era un giova- tato che solo in via occasionale, almeno in queste lette-
ne alto e magro, con un viso ossuto ma illuminato da re giovanili, Assagioli accenna a mostre, luoghi e opere
una luce insolita, più pura di quella del sole. Era tutto d’arte. Anche in quei rari casi si limita sempre a rapide
vestito di bianco, con la candida tonaca dei monaci be- osservazioni: sommarie pennellate d’impressione rive-
nedettini. [...] Era olandese e pittore, s’era convertito latrici, tuttavia, di quanto fossero ampie e ricche la sua
s’era fatto benedettino ed aveva studiato nel monastero formazione culturale e la sua sensibilità estetica. Non è
di Beuron, dove si stava tentando di far risorgere la vera il suo campo d’elezione e lui non vi si addentra. Ciò che
pittura sacra dei secoli cristiani. Si chiamava Don Wil- lo interessa e lo ‘chiama’ è fin da allora la corrisponden-
librordo Verkade ed era ospite dei francescani di Fieso- za fra bellezza e interiorità, tra forma ed essenza. 41
le, dove dipingeva affreschi. Non ci disse però il motivo
della sua improvvisa apparizione ed io, dinanzi a quella
figura ascetica e insieme amorevole, non ebbi l’idea di
domandarglielo. [...] Gli occhi di Don Willibrordo scin-
tillavano, la sua parola era sicura e sonora. Tutto chiu-
so nella sua clamide candida sembrava un arcangelo
redentore, piovuto dal cielo per riagguantare due repro-
bi che stavano per precipitare nell’abisso [...] rividi più
volte il nuovo amico, che divenne amico di amici miei.
Oscar Ghiglia fece di lui un bellissimo disegno a matita
verde. Tutti gli volevan bene perché mai s’era incontra-
to, prima di allora, un monaco di così generosa intelli-
genza, dove poesia e santità parevan bruciare insieme
d’un sol fuoco. Don Willibrordo tornò poi in Germania
e scrisse un libro, Il tormento di Dio, ch’ebbe grande
fortuna e dove è narrata anche la visita fatta a me tanti
anni prima” (11)

Il monaco del ritratto era dunque in primo luogo un


conoscente comune, il cui nome ricorre nelle lettere
fra Assagioli, Papini e Prezzolini. Nell’agosto del
1905, mentre Assagioli si trova in vacanza in Svizzera
a Engelberg, stazione di soggiorno e di escursioni
alpine sorta intorno a un monastero benedettino “degno
dell’orgoglioso nome di Monte degli Angeli” (12) gli è
possibile visitare il convento minutamente, a più riprese,
Abbazia di Montecassino, Cripta. Arte beuronese,
accolto con gentilezza e calore dai monaci, proprio
1913 ca.
grazie a una lettera di presentazione di Don Willibrordo,
APPUNTI LIBERI SULL’ARTE

Ben si comprende, quindi, come potesse sentire intima- Per i monaci artisti di Beuron le leggi della bellezza so-
mente consonanti sia l’esperienza artistica e umana di no divine, misteriosamente nascoste nella natura, e non
Verkade, così legate e coerenti, sia il ritratto fattogli da possono essere rivelate se non a colleghi altrettanto con-
Ghiglia con “sentimento del sacro e del profondo della vinti che l’armonia dell’universo sia fondata e regolata
vita” e con la sua peculiare capacità “di mettersi in rela- da rapporti numerici. (15)
zione con spiriti affini” (14)
Prezzolini, da parte sua, visita Beuron in quello stesso
Padre Willibrordus nasce in Olanda come Jan Peter 1906 e nel 1908, - proprio mentre Verkade sta progettan-
Verkade (1868-1946) da una famiglia d’imprendito- do di realizzare degli affreschi al convento di San Fran-
ri benestanti dell’industria dolciaria la cui azienda esi- cesco a Fiesole, dove era stato battezzato - pubblica un
ste tuttora. Lasciando al fratello gemello la gestione del saggio critico assai lucido sull’arte beuronese, definen-
business familiare, abbandona gli studi commerciali e il dola tutt’altro che primitiva e, anzi, sofisticata e alta-
proprio paese per amore dell’arte. Nel 1891, a soli 23 mente elaborata: “un’arte, oserei dire, come quelle che
anni, è a Parigi, allora indiscussa capitale dell’arte Eu- nascono alla fine di una civiltà, non di quelle che sono
ropea, dove conosce Paul Gauguin e diviene membro la prima espressione di una nuova”. (16)
42 del gruppo simbolista e teosofico dei giovanissimi Nabis
(Profeti), legandosi in particolare al nucleo teorico del Il dramma devastante della guerra avrebbe presto irri-
movimento, ovvero Paul Sérusier e Maurice Denis. Alla mediabilmente lacerato quel prezioso tessuto culturale,
partenza di Gauguin da Parigi, l’anno dopo, si trasferi- complesso e affascinante quanto delicato, di dialoghi,
sce con alcuni del gruppo in Bretagna. La sua vocazione intrecci, scambi e relazioni locali e internazionali: lo
religiosa nel frattempo si è già manifestata: si conver- avrebbe fatto allontanando amici, diradando o interrom-
te al cattolicesimo e dopo qualche mese, nel 1893, vie- pendo rapporti, generando profonde crisi creative.
ne in Italia. Visita il convento francescano di Fiesole e
resta profondamente colpito sia dalla vita monastica sia Già noto, per essere stato preso in esame altrove, è il raf-
dall’arte del Trecento. Il padre gli comunica che non in- freddamento progressivo e irreversibile dei rapporti fra
tende più finanziare i suoi viaggi e lui risponde che ha Assagioli e Papini prima e con Prezzolini poi. (17)
deciso di diventare un pittore sacro.
Oscar Ghiglia nel 1914 si ritirerà con la famiglia a Casti-
Prende i voti nel 1894 come monaco benedettino ed en- glioncello in esilio volontario, per sfuggire ai clamori di
tra novizio nel monastero di Beuron, in Germania, mu- una per lui sempre più estranea Firenze interventista, e
tando il suo nome in Willibrordus. Da quel momento di quegli anni lascerà testimonianza in pagine mirabili e
tutta la sua vita si svolge in funzione della scuola di pit- commoventi del suo epistolario. Quanto a Verkade, oltre
tura di Beuron, fondata nel 1868 da Peter (Desiderius) a non aver mai più contatti con i colleghi francesi Denis
Lenz. Sente come propria la missione di contribuire a e Sérusier, coi quali pure aveva condiviso tanto, e che
una nuova direzione dell’arte in cui bellezza terrena e erano andati più volte a fargli visita anche a Beuron, dal
celeste, passato e futuro, si combinino assieme, al servi- 1915 non rimise mano ai pennelli che nel 1924.
zio dell’Assoluto. Viaggia in tutta Europa come pittore
(in Italia lavora nel 1904 alla decorazione della crip-
ta dell’abbazia di Montecassino) e come ambasciatore
dello stile beuronese che suscita, al tempo, grande at-
tenzione, poiché si ripropone di distillare una sintesi tra Lucia Bassignana
simbolismo, arte dell’antico Egitto e Grecia, uso norma-
tivo dei canoni e delle proporzioni della figura umana e Storica dell’Arte, Psicosintetista in Conduzione e Counseling di Gruppo,
spiritualismo. Formatrice e Segretaria Amministrativa dell’Istituto di Psicosintesi
APPUNTI LIBERI SULL’ARTE
Bibliografia e note

1) Allo stato attuale della catalogazione dell’Archivio 14) U. Ojetti, Ghiglia, 1920, p. 132 citato in R.
Assagioli non è emerso alcun documento riferibile Campana, op. cit. , p. 57.
all’opera.
15) R. Campana, op. cit. , pp. 49-51; F. Mazzaferro,
2) E. Matteucci, Così antico da sembrar nuovissimo, Jan Verkade, Cennino Cennini e la ricerca dell’arte
in catalogo mostra (Oscar Ghiglia Classico & spirituale durante la Pima Guerra Mondiale, in
Moderno, Viareggio-Torino, 2018-2019) pp. 15-33. letteraturaartistica.blogspot.com/2014/04.
3) Il disegno, ancora nella sua incorniciatura originale, 16) G. Prezzolini, La teoria e l’arte di Beuron, in “Vita
sotto vetro, è stato sottoposto a un intervento di d’Arte” 1908, riportato in F. Mazzaferro, op.cit.
ripulitura semplice e distensione del foglio. Il
passepartout, annerito e in parte compromesso 17) A. Berti, Roberto Assagioli. Profilo biografico degli
dall’umidità, è stato sostituito con uno identico di anni di formazione, Firenze 1987 e M. Del Guercio
cartone non acido. Scotti - A. Berti, op. cit. 43
4) M. Del Guercio Scotti - A. Berti (a cura di),
Roberto Assagioli-Giovanni Papini. Roberto
Assagioli-Giuseppe Prezzolini. Carteggi. 1904-
1974, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma.
5) R. Campana, Ojetti, Ghiglia, Andreotti. Proposte
d’arte e critica a Firenze nel primo Novecento, in
catalogo mostra (Da Fattori a Casorati. Capolavori
della collezione Ojetti, a cura di G. De Lorenzi,
Viareggio-Tortona, 2010) pp. 47-63.
6) G.Papini, Oscar Ghiglia (Parole e sangue), in
Scrittori e artisti, Milano 1959, pp.1283-1284.
7) Emilio Cecchi (1884-1966).
8) Arturo Reghini (1878-1946).
9) Quasi certamente doveva trattarsi del proprio studio
personale, a casa sua, in via degli Alfani 46.
10) M. Del Guercio Scotti - A. Berti, op.cit. , p.189.
11) G.Papini, Passato remoto 1885-1914, rist. a cura di
A. Casini Paszkowski, Firenze 1994, pp.193-195,
riportato in E. Matteucci, op. cit., pp. 18-19.
12) M. Del Guercio Scotti - A.Berti, op. cit., p. 13.
Jan Verkade, Autoritratto, 1891- 94 ca.
13) M. Del Guercio Scotti - A. Berti, op. cit. p. 152. Olio su tela, Statens Museum for Kunst, Denmark
PROPOSTA

NAUSICAA:
DESIDERANDO
E siamo qui, tutte noi, occupatissime, affaccendate del
quotidiano... ma se poi un vento ci spalanca a finestra,
un vento di terre nuove, che accade allora? Quando un
incontro ci porta, o ci ritorna, storie, fantasie, desideri...

Ecco tra noi Nausicaa, pura fanciulla che nulla sa del


mondo al di fuori del suo vivere giorni quieti, fra persone
note da sempre, nella natìa isoletta abbracciata dal ma-
re. Ed ecco che nel suo angusto trascorrere, anche lieto,
ecco che irrompe il Diverso: un uomo fatto, provato, sul
corpo nudo i segni di tanta vita, di tanta storia, di desi-
deri e passioni, di terrelontane e di modi nemmeno mai
immaginati. Un uomo solo, arrivato per caso: non la cer-
cava; l’osserva.

44 Fascino, desiderio

Oh poter vivere le stesse avventure, andare, conoscere,


sentire sulla pelle l’aria tagliente e viva dove il mare è
profondo e più non si scorge la terra a dar conforto, a
legare...

Sgomento, timore

Vorrei, non vorrei... vorrei ma non oso... che fare?

Che sceglie/non sceglie Nausicaa come fan tante donne,


come tutti talvolta facciamo: vivere la vita di un Altro, re-
spirare la sua aria, vedere coi suoi occhi, farsi tutt’una...
Nausicaa si offre in sposa ad Ulisse per averlo, tenerlo
con sè; per farsi narrare; per averne emozione, stupore,
meraviglia.

Si lascerà, Ulisse, sedurre? Farà offerta della sua li-


bertà per saziare quest’altra vita? Attente: Omero ce lo
narra che riprende il mare, chiamato dal suo desiderio,
indomabile.

E che ne sarà di Nausicaa, dopo che la vela di Ulisse,


fattasi sempre più piccola, sparì disciolta nell’orizzonte?
Nessuno lo dice, che importa? A me, piace pensarla sulla
battigia, le trecce al vento, scrutare le stelle in cerca del
proprio brillare, comporre la nave che involi, anche lei,
nell’azzurro...
PROPOSTA
NAUSICAA ESPERIENZA:
Chi sei mai, chi sei tu che mi sorge Prendiamo un foglio ampio, disegnamo una linea: la li-
lacerto di venti e sciagure nea del tempo, del tempo della nostra vita.
sentore di spezie ed oriente Segnamo il qui ed ora. Poi procedendo all’indietro nel
trionfi e stanchezze e salmastri tempo individuiamo le fasi della nostra vita che ci sem-
porti, e ragioni brano, qui ed ora, più significative.
E per ciascuna fase, riandando a quel tempo con la me-
ULISSE moria e col cuore, segnamo lungo la linea, per ciascuna
So chi sei, coronata dall’alba, delle fasi, i nostri desideri di allora: quando bambine so-
chi tu sei che mi scruti e mi cerchi gnavamo di esplorare l’Africa selvaggia, quando abbia-
sventure e venture e misteri, mo sognato un amore, una casa... avventure... forse la
fulgori di un mondo nemmeno, fama, o ancora... ed ancora... fino ad arrivare ad oggi, a
oltre il breve spiaggiare, sperato quello che oggi, qui, desideriamo.
Guardiamoli i nostri desideri di un tempo, chiediamci:
Mi abbevero di te come di fonte sono cambiati? O non riusciamo forse a trovare, al diquà
chiarissima ed intatta, che riflette della forma magari ingenua in cui sono andati manife- 45
la polvere del viaggio e la fatica standosi, un filo rosso, un Desiderio dell’Anima che ci è
e tutto indora e fa stato, nel tempo, stella polare?
meraviglioso Chiediamoci: l’abbiamo sempre riconosciuto, onorato,
il Desiderio della nostra anima? O in qualche momento
NAUSICAA non l’abbiamo piuttosto soffocato, o consegnato ad al-
Ma che hai visto, provato, che sai, tri... a chi poi? A un genitore, un figlio, un compagno, un
che forza di vento ha gonfiato mèntore...? Chiediamoci, chiediamogli “Ti ho dato la
le vele alla nave, che stella mia Anima; e tu, che ne hai fatto?”.
chiamava, che amori, che dolci
compagni perduti, che incanti Chiediamoci: posso riprendermela? E come posso fare,
di maghe e ricordi e terrori... cosa farò?

Rimani, racconta. Saziàti Contempliamo, con amore, la nostra Anima che torna a
vivremo del tuo rimembrare. noi, desiderata.
Per te sarò coltre e giaciglio,
e cibo e bevanda, ed unguento, E poi guardiamo sul foglio la linea che va dal qui ed ora
e limite del focolare. al futuro: come possiamo onorarlo, incarnarlo, viverlo,
E tutto che il cuore ti chiama perseguirlo, il nostro Desiderio dell’Anima?
sarò. Scriviamo, disegnamo; convogliamo tutta la nostra ener-
Non andare. gia, la nostra voglia, la nostra passione in un solenne
proposito: Anima, non ti tradiremo mai più.
ULISSE
Rimango, fanciulla, stanotte.
Tu coltre, giaciglio prepara.
Per te narrerò fino a quando
nel sogno t’arrendi.
Laura Rodighiero
Risuona
malioso il sospiro del mare. Psicologa, Economista, Poeta e Formatore dell’Istituto di Psicosintesi
Anche mangiare può essere una occasione di incontro con noi stessi
nel corso della giornata e una piacevole chance di centratura
DALLA TERRA AL CIELO
CIBO:

A TAVOLA CON … ?
Un nuovo modello di alimentazione, vecchio come il parafrasi in stile assagioliano, all’alimentazione dell’uo-
mondo mo sano, non riferendosi al solo livello corporeo, ma in-
cludendo anche emozioni e mente. È la riscoperta di un
Dopo decenni di mode alimentari, a partire dalla die- sano rapporto con il cibo, che prende le distanze dalla
ta punti degli anni ‘60 sino a quelle più elaborate con alimentazione impositiva e mortificante di moltissime
obbligo di pesatura accurata di tutti gli ingredienti, pas- diete, basata sulla costrizione, sul mangiare difficile,
sando da quelle facili, magiche, veloci, basate su “sbob- complesso, astruso, che rende ogni pasto un arduo o no-
boni” aromatizzati densi di nutrienti e pronte da bere, ioso compito da svolgere. C’è un epocale spostamento
finalmente qualcosa sta cambiando nel panorama dell’a- del punto di focalizzazione, che dalla bilancia passa al
limentazione! Alla frotta di dietologi, dietisti e nutrizio- proprio corpo: un salto quantico.
nisti, che a vario titolo ha occupato la scena detenendo
lo scettro della conoscenza e del know-how del dima-
grimento e della salute, di recente si sono aggiunte fi-
gure un po’ più accorte e compassionevoli, impegnate
a far passare nell’inconscio collettivo, oramai saturo di
46 dettagliatissime informazioni sul cibo, una innovativa
modalità di approccio all’alimentazione, che si chiama
“mangiare intuitivo”. Intuitivo? Sì, cioè, come riporta
un dizionario online “che si coglie facilmente, attraver-
so un’esperienza che non passa solo dalla mente razio-
cinante”. E dunque, riferito all’alimentazione, significa
che per stabilire che cosa e quanto mangiare nel corso
della giornata, non è ai dettami della dieta che bisogna
fare riferimento, ma alla capacità intuitiva o buon senso
insito nel corpo, che indicherà che cosa mangiare, quan-
do e quanto.

Le scelte sui nostri pasti, in questo modo, non si base-


rebbero più su regole provenienti dall’esterno, ma su
sensazioni personali, e rispetto all’atteggiamento di to- Come si fa a mangiare intuitivamente? Anche se la teo-
tale scissura tra corpo ed emozioni insito in molte die- ria è immediatamente comprensibile, nella pratica non
te, riappacificherebbe tra loro i nostri livelli, facendoci è per niente facile sedersi a tavola spegnendo la moda-
compiere un passo in avanti nel percorso che conduce lità solita di controllo del “regime dieta”, o lo “sbraca-
verso la nostra unità biopsicospirituale. Se, con atteg- mento” tipico degli interludi tra una dieta e l’altra, per
giamento un po’ passivo, ci siamo lasciati schiavizzare affidarsi ai segnali che manda il corpo, quando non ab-
da improponibili schemi alimentari mirati a ottenere un biamo ancora instaurato un rapporto di confidenza, inti-
modello di corpo fisico con cui raggiungere il succes- mità e collaborazione con esso. Come si fa a percepire
so o l’accettazione da parte degli altri, la dieta intuiti- il linguaggio di un perfetto sconosciuto? Bisognerebbe
va rappresenta l’onda di ritorno al polo della saggezza, imparare a porsi semplici domande del tipo: “è vera fa-
un naturale tentativo di riequilibramento rispetto a una me? Che cosa vorrei mangiare, dolce o salato?” senza
situazione estrema in cui ci eravamo impantanati. In lasciare che il solito rumore di fondo, fatto di bisogno
quest’ottica, realizziamo quanto di innovativo non ci sia di gratificazione immediata o di riempimento di “vuoti”
proprio nulla: è solo il ritorno a quello che buon senso emotivi, infici l’ascolto, oppure, se ci si trova a dieta, il
chiamerebbe normale mangiare, o meglio, usando una grido dei sensi di colpa, del bisogno di trasgressione o
DALLA TERRA AL CIELO
CIBO:
di virtuosa obbedienza alle regole, impedisca di coglie- avesse conosciuto l’epigenetica, non siamo vittime del
re le flebili risposte di un corpo che è stato quasi sempre nostro DNA, ma prodotti dei nostri pensieri ed emozio-
ignorato, salvo la pretesa però di modificarlo secondo i ni. Le nostre convinzioni, emozioni, lo stress e il mo-
nostri desiderata puramente estetici. La spiegazione di do in cui mangiamo possono cambiare il modo in cui le
questa contraddizione ce la fornisce molto chiaramen- cellule funzionano, e modificare il nostro materiale ge-
te la psicosintesi: il rapporto che abbiamo con il nostro netico. Se è vero che le nostre emozioni si imprimono
corpo è condizionato dall’immagine che noi abbiamo di nell’acqua, che tipo di ambiente determiniamo per le no-
esso: in tanti di noi, come insegna il modello ideale che stre cellule? Uno spazio di amore per noi stessi, oppure
funziona sempre, anche a nostra insaputa, l’immagine una matrice di giudizio, autocondanna e autopunizione?
inconscia del nostro corpo, negativa, si accompagna a Per tornare al mangiare intuitivo, e all’alimentazione per
emozioni e pensieri altrettanto negativi, legati alla nostra la persona sana, voglio riportare alcune delle risposte
storia e alla nostra autostima; al contempo, l’immagine della dott.ssa Ellyn Satter alla domanda “Che cosa signi-
idealizzata di esso, nutrita dai media e social e assoluta- fica mangiare normalmente?”
mente estranea e aliena alla nostra realtà fisica, governa
le nostre scelte alimentari e impone, ad alcuni, anche ore • Scegliere il cibo che piace, mangiare e terminare
e ore di palestra, di fatica, o di insostenibile noia: una quando si è soddisfatti, non perché “si deve” 47
sorta di punizione perché non siamo conformi a quello • Organizzare per tempo che cosa mangiare, in modo
che pensiamo gli altri vorrebbero. da avere cibo nutriente, senza essere talmente
restrittivi o diffidenti da togliersi ogni piacere
Ecco perché ci rifacciamo ai numeri, alle quantità, come • in sintesi, mangiare significa essere flessibili, per
unica fonte attendibile di informazioni sul nostro corpo rispondere alla fame, tenendo conto dei propri
e su noi stessi. Quanti chili ho perso? Quanti centimetri impegni, di quanto si è vicini a una fonte di cibo, e
è aumentata la circonferenza del bicipite? E da quei nu- delle proprie emozioni.
meri traiamo la misura di quanto valiamo.
Senza contare che, se il nostro aspetto esteriore non ci Il nome “intuitivo” dato a questa modalità di approccio
piace, e questo spesso prescinde da una visione ogget- al cibo, sana e normale, mi ha immediatamente riporta-
tiva di esso, ciò può contribuire parecchio al nostro rap- to alla stella delle funzioni, e alla sua punta rivolta verso
porto con il cibo, alla tipologia di alimenti che scegliamo l’alto. Ci sono infatti una serie di passaggi, insiti in que-
e, in un circolo vizioso o virtuoso, al tipo di corpo che sta modalità alimentare, che riguardano non solo l’intu-
contribuiremo a creare. Ad esempio, se il nostro corpo ito, ma anche l’intuizione vera e propria. Quando anche
lo viviamo come una pesante incombenza, che crea più nell’alimentazione abbandoniamo il polo quantitativo
fastidi che piaceri, vivremo allo stesso modo anche il ci- fatto di chili, centimetri, calorie, porzioni, percentuali,
bo, e probabilmente aggiungeremo un ulteriore contri- numero di giorni e taglie - di cui siamo schiavi - e in-
buto alla nostra pesantezza, consumando pasti altamente stauriamo un rapporto di fiducia con il nostro corpo, ci
calorici e ricchi di grassi. Al contrario, se siamo consa- spostiamo sul polo della qualità e, da questa posizione,
pevoli del meraviglioso strumento che è il nostro corpo, con i nostri pasti potremo offrire nutrimento anche alla
che funziona in virtù di strabilianti e miracolosi conge- nostra anima.
gni di altissima precisione, sceglieremo cibi facili da
digerire e ricchi di vitamine e minerali per favorire il ri- Vogliamo provarci?
cambio continuo di questi meccanismi, e contribuiremo
ad un corpo ben nutrito ed energetico.
Donatella Randazzo
D’altra parte, come asserisce il biologo statunitense
Bruce Lipton, e come avrebbe detto anche Assagioli se Biologa Nutrizionista, Librarian e Formatore dell’Istituto
VIVERE LA PSICOSINTESI:
I SOCI RACCONTANO

CELEBRIAMO
LA VITA
Vorrei esaltare quei momenti di comunicazione inten- che, come dice Gurdjieff, tace nell’uomo ordinario, fin-
so con un Tu, quella relazione d’anima tra esseri viventi ché non ha raggiunto una consapevolezza maggiore.
che talvolta appare negli incontri, e vive, e vuole esse- E, seguendo sempre più la comprensione della Psicosin-
re intensamente. Quando c’è una sintonia, o una sincro- tesi Assagioliana, sappiamo che noi possiamo raggiun-
nia particolare, che poi si dilegua rapidamente – ma ti fa gere o toccare il nostro Sé superiore, che è un po’ come
sentire pienamente umano e divino insieme. Certo, sono toccare il Cielo che è in noi.
attimi, come piccole illuminazioni, ma possono rappre-
sentare di per sé, il senso stesso della vita. Solo poesia, o esaltazione? Può essere , ma non credo.
Dal momento che qualcuno potrebbe dire: “ hai scoperto
Spesso mi incontro a pranzo o a cena, con amici, parenti, l’acqua calda, è ovvio, noi umani siamo a metà tra Cielo
familiari, e per me è… “uno spezzare il pane”. E mi vie- e Terra. D’accordo, ma, come dice Feldenkrais, l’ “ovvio
ne in mente il Vangelo, e sento che la Fede è una vibra- è elusivo” e infatti l’ovvio ci sfugge sempre – salvo a
zione potente, e mi sento tanto felice. svelarlo e riconoscerlo in noi nell’esperienza quotidiana,
Personalità infusa d’anima? Forse questo è quando se- negli attimi di cielo appunto, in cui vibra tutto il nostro
gui una via di trascendenza e la gioia è il test della tua essere.
48 consapevolezza.
O forse, vogliamo chiamarle emozioni? Diana Verzicco
Può essere. Ma forse c’è qualcosa in più. Sento che tal-
volta si sveglia in noi, l’Emotivo Superiore, quella parte Socia del Centro di Napoli

Galassia Via Lattea, Cina


VIVERE LA PSICOSINTESI:
I SOCI RACCONTANO
IL SESSO DEGLI ANGELI
E invece no, i due bimbi (un maschietto ed una femminuc-
cia), man mano che crescevano assorbivano sempre di più
gli insegnamenti dei genitori, della scuola, degli amici,
della Tv ecc… che li portavano a comprimere e dimenti-
care tante delle qualità che pure avevano. La conseguenza
e che le loro relazioni, molto spesso, non erano amichevo-
li bensì competitive, sospettose, formali, distaccate, inte-
ressate. Ma i due umani man mano che crescevano non si
comportavano allo stesso modo, avevano imparato alcuni
schemi e li applicavano. Tralasciavano tutto il resto che
pure c’era. Naturalmente, abitando vicino, i due giovani
Cupola della Creazione Basilica di San Marco - Venezia si conobbero e (anche per simpatia angelica) si innamora-
rono. I due Angeli ne furono molto contenti pensando che
Un giorno qualunque, due angeli, uno biondo con gli oc- con un po’ del loro aiuto i due avrebbero potuto recupe-
chi scuri ed uno bruno con gli occhi chiari, se ne stavano rare le qualità sopite. Ma così non fu e i due innamorati
ad osservare gli eventi. entravano spesso in conflitto temendo di perdere il proprio 49
Il loro sguardo cadde sulla stazione di partenza delle ani- spazio ed il proprio ruolo. Volevano aiutarsi ma…
me, dove si erano formate due file. Sospesi ai binari invi- I due Angeli sentivano che avrebbero dovuto fare qualco-
sibili scorrevano dei seggiolini, alcuni rosa, altri celesti. sa e pensando… pensando arrivarono alla conclusione che
Non si fermavano, erano le anime a salirvi sopra. una inversione tra i due giovani poteva essere una espe-
Quelle che non ce la facevano ritornavano indietro nella rienza utile. Dopo aver ricevuto l’autorizzazione gli angeli
fila e certe volte cambiavano fila come se l’errore fosse operarono l’inversione e successe un fenomeno impreve-
stata una possibilità di correzione o chissà perché altro. dibile. Nelle menti di ognuno dei due umani era rimasta
I due angeli concentrarono la loro attenzione sulla sta- l’impressione dei sentimenti e delle qualità che prima usa-
zione di arrivo e videro che c’era qualche difficoltà per le va e quindi comprendeva bene l’altro nei suoi comporta-
anime a scegliere la giusta incarnazione, infatti non sem- menti e veniva a sua volta compreso. Allora i due a poco a
pre le istruzioni che avevano ricevute combaciavano per- poco incominciarono ad usare tutte le qualità a disposizio-
fettamente con i cartellini di contrassegno all’arrivo. Ma ne, sia quelle maschili che femminili, secondo la necessi-
bisognava scegliere e decidere in fretta e così, qualche tà e senza condizionamenti preconcetti. Dunque nessuna
volta, anche senza una piena convinzione si lanciavano paura di perdere spazio e ruolo, ma conquistando tutto lo
nella vita. I due angeli decisero di seguire da vicino due spazio di essere.
anime che si erano umanizzate in due bimbi i cui genitori Come era avvenuta l’inversione favorita dagli Angeli?
abitavano porta a porta. Per questa decisione furono pro- Semplice avevano operato una apertura di cuore impri-
mossi “Angeli Custodi”. Per i due Angeli furono tempi di mendo rispetto, comprensione, accettazione della diversi-
grande impegno perché proteggere senza farlo notare era tà e accoglienza. I due umani continuarono ad essere una
estremamente difficile. I due Angeli scegliendo momenti coppia serena ed a dare esempio di tolleranza e collabo-
di calma si incontravano e provavano un grande sentimen- razione. Il compito degli Angeli finì quando le due anime
to di amore che impegnava tutte le loro qualità. Era ciò dei loro protetti ritornarono alla stazione di partenza e si
che prima sentivano sempre, quando erano in cielo, ma misero in fila. Ma quale fila? Quella dei seggiolini rosa o
ora sulla terra le cose erano difficili perché in qualche ma- celesti? Un’altra domanda resta: “Ma i due angeli di che
niera venivano influenzati e limitati dalle manifestazioni sesso erano?”
dei loro protetti. Si dicevano:”Ma se hanno tutte le qualità
Claudio Monteverde
che abbiamo noi, perché non le usano, magari alcune me-
no altre di più, ma tutte” Socio del Centro di Catania
VIVERE LA PSICOSINTESI:
I SOCI RACCONTANO

BREVE STORIA
DELLA PSICOLOGIA MODERNA
ANCHE PER RIDERE UN PO’ Tra gli allievi di Freud si distinse Jung, a lui dobbiamo il
concetto di anima e animus, intesi come il lato potenziale
Si ritiene che la moderna psicologia nasca sul fini- ed inespresso dell’ uomo e della donna rispettivamente.
re del XIX secolo. Dominano in quel periodo due
grandi correnti: quella degli “introspettivi” che ba- Per Jung, l’ uomo si innamora di colei che raffigura la pro-
savano la loro ricerca nell’osservazione continua dei pria anima e la donna di colui che rappresenta il suo animus.
propri sentimenti e stati d’animo e quella dei beha- Più tardi Jung ipotizzò che l’ uomo potesse avere più di
vioristi che preferivano uscire e cercare le ragazze. un’ anima, teoria che lasciò perplesso Freud e non piac-
Una tappa importante nella ricerca si ebbe con J.B. Watson, que per nulla alla moglie di Jung, che intimò al marito di
il quale, facendo tesoro delle ricerche di Pavlov, si avval- lasciare subito l’amante.
se dello studio del comportamento del proprio cane Bobi. Un contributo importante venne in quel periodo da Perls,
Nel 1901 Watson iniziò la ricerca suonando un campa- l’ideatore della terapia della Gestalt.
nello ogni volta che portava da mangiare a Bobi. In poco Perls insiste sul concetto che l’esperienza ha valore quando
tempo il cane imparò a suonare il campanello ogni volta i suoi contorni sono ben definiti nel tempo e nello spazio,
che aveva bisogno di qualcosa. intuizione che ebbe, a suo dire,quando conobbe la suoce-
50 ra, un’anziana signora che non smetteva mai di parlare.
La ricerca continuò sino al 1904, anno in cui Bobi as- Rivoluzionarie infine si dimostrarono le idee di un al-
sunse un nuovo maggiordomo. tro discepolo di Freud, Wilhelm Reich, il quale ipotizzò
Sulla stessa scia si mosse Skinner. Quest’ ultimo ini- l’esistenza degli orgoni ed inventò un apparecchio per
ziò a studiare il comportamento di alcuni topi che po- catturarli.
tevano evitare una scossa elettrica azionando una leva.
Lo studio inizialmente incontrò grandi difficol- Queste importanti intuizioni consentirono a Reich di es-
tà, in quanto la moglie di Skinner, che era un igie- sere ricoverato in manicomio nel 1956.
nista, continuava a chiamare la derattizzazione. Quando uscì pochi anni dopo, Reich abbandonò la ricer-
Dopo tre anni di ricerca Skinner dovette ammet- ca in psicologia in polemica con la “ristretta mentalità
tere che nessuno dei suoi topi aveva imparato ad dei benpensanti”.
azionare la leva, ma in compenso il suo gatto non at-
taccava più i topi se prima non veniva staccata la luce. Nel 1958 Reich aprì una bottega a Lewisburg in Pen-
Sempre nei primi anni del ‘900 venne alla ribalta il gio- sylvenia. L’ insegna recava scritto: “Vendita orgoni e
vane Sigmund Freud grazie al clamoroso successo del sarchiaponi”.
suo libro “sulla cocaina”.

Quando, poco tempo dopo, il pusher venne arrestato,


Freud spostò il suo interesse verso l’ipnosi.
Nacque così il sodalizio con Breuer, un terapeuta vienne-
se che da tempo usava l’ ipnosi sui suoi pazienti morosi.
Freud e Breuer collaborarono felicemente sino al 1908,
anno in cui entrarono in conflitto di opinione riguardo a
chi dei due dovesse incidere per primo il proprio nome
nel frontespizio del loro libro sull’isteria. Otto Rank, che
in quel periodo aveva cominciato a frequentare Freud,
nelle sue memorie li descrive mentre si inseguono intor- Sergio Guarino
no al tavolo dello studio di Breuer, insultandosi e cer- Laureato in Farmacia, Formatore Istituto di Psicosintesi,
cando di ipnotizzarsi a vicenda. Direttore Centro di Catania
51
LA NASCITA DELLA
PSICOSINTESI TRANSPERSONALE
VIAGGIO IN BULGARIA
Resoconto delle attività di Casa Assagioli. Possiamo dirci soddisfatti dell’esperienza, sia per l’ac-
coglienza fresca e vitale da parte degli amici bulgari, sia
Il viaggio si è svolto su invito di Steliyan Slavov, un per la tangibile efficacia che ancora una volta la Psico-
giovane appassionato della Psicosintesi che nel 2015 ha sintesi mostra di avere anche in situazioni molto diverse.
partecipato all’Incontro Internazionale di settembre a
Casa Assagioli. Un aneddoto che ci fa piacere riportare è quello relativo
Per il Gruppo alle Fonti sono andati Paola Marinelli e al taxista che ci ha portato all’Università per la conferen-
Mike Malagreca, che sono stati a Sofia dal 30 maggio al za, il quale, sentendoci parlare, ha chiesto informazioni
3 giugno 2018. a Steliyan su cosa facevamo. Risultato: oltre a non farci
Steliyan, che si era già attivato per facilitare le procedu- pagare la corsa, ha assistito alla conferenza e in seguito
re per la traduzione in bulgaro di Armonia della vita, è ha partecipato sia al seminario breve che al workshop.
riuscito a far finanziare il viaggio dall’Istituto Italiano di ...oltre a non farci pagare neanche le altre corse...!
Cultura, a sua volta collegato con l’ambasciata d’Italia
in Bulgaria.
52 Il programma prevedeva:
• Una conferenza aperta a tutti giovedì 31 maggio Paola Marinelli
• Un seminario di 3 ore aperto a tutti venerdì 1 giugno
Architetto, Formatore Istituto di Psicosintesi
• Un workshop sabato e domenica 2-3 giugno

La conferenza si è svolta presso l’Università di So-


fia (Facoltà di Psicologia), alla presenza della Direttri- Da sinistra:
ce dell’Istituto di Cultura e dell’Ambasciatore italiano. Mike Malagrega,
Il pubblico, seppur non particolarmente numeroso (una Stefano Baldi, Ambasciatore d’Italia in Bulgaria
quanrantina di persone), si è dimostrato molto interes- Paola Marinelli
Luigina Peddi, Direttrice Istituto Italiano di Cultura a Sofia
sato, ed anche l’ambasciatore in particolare ha espresso
apprezzamento.

Il seminario breve e il workshop sono stati ospitati nella


sede del Gestalt Institute grazie alla generosità dei loro
dirigenti, ed hanno avuto una buona affluenza (28 per-
sone il primo e 12 il secondo).

Sopratutto hanno mostrato un interesse molto vivo nei


confronti della psicosintesi, fino ad ora pressocchè sco-
nosciuta. Confortante in particolare l’età media dei par-
tecipanti a tutte le attività, che è attorno ai 30 anni.

Abbiamo avuto inoltre contatti con il traduttore in bul-


garo del libro Armonia della vita, Sava Satchev, e con
l’editore. Abbiamo saputo che è già pronta la traduzione
dell’Atto di volontà, e quindi c’è la possibilità che possa
venire pubblicato a sua volta.
53
ISTITUTO DI PSICOSINTESI
Fondato da Roberto Assagioli

RELAZIONE
DEL PRESIDENTE
Assemblea dei Soci - 28 aprile 2018 - Gazzada - Varese A tale fine abbiamo deciso di inserire nel calendario an-
Estratto nuale una riunione straordinaria che si è svolta a Vallom-
brosa il 21/22 luglio dello scorso anno, nel corso della
Cari soci e socie dell’Istituto e cari amici, quale è stato individuato il lavoro del prossimo mandato
Oggi termina il primo anno del mio secondo mandato triennale del Consiglio.
come presidente, iniziato nell’aprile del 2017 duran-
te il 31° Congresso “Il Tempo del Rinnovamento” nella Il Consiglio Direttivo si è interrogato su molteplici
splendida cornice della città di Firenze, scelta dall’Istitu- aspetti: cosa e come proporre la Psicosintesi nei Cen-
to per un maggiore contatto e vicinanza con la casa del tri, con una visione più al passo con i tempi; quali sia-
nostro fondatore Roberto Assagioli. no i punti di forza che si individuano nell’applicazione e
Con grande entusiasmo e spirito di iniziativa i soci del nella prassi; quale cornice dare ai contributi, anche edi-
Centro di Varese hanno organizzato quest’anno questo toriali; come discriminare e selezionare le proposte che
meraviglioso spazio congressuale di Villa Cagnola, of- giungono; quali campi ampliare (relazioni interpersonali
frendoci ancora una volta il piacere di soggiornare in e sociali, educazione); come valorizzare il “Progetto Vo-
questo angolo di Lombardia. lontà” e il principio della sintesi; quale equilibrio, armo-
54 Con riferimento ai principali atti del Consiglio Direttivo nia e integrazione realizzare.
in questo anno sociale, abbiamo deciso di mantenere la Il Consiglio è consapevole che l’Istituto è il custode e il
duplice linea operativa intrapresa negli scorsi anni: da un depositario del patrimonio degli scritti del suo fondatore
lato rafforzare l’organizzazione interna già delineatasi in e che, per tale ragione, è necessario comprendere e de-
precedenza, continuando ad attivare Gruppi di Lavoro lineare i suoi confini. Ritiene, inoltre, che occorra valo-
all’interno dell’Istituto. Nello stesso tempo abbiamo ri- rizzare la prospettiva della Psicosintesi e la sua essenza
tenuto di comprendere meglio l’essenza dell’Istituto per transpersonale, con attenzione al linguaggio e alla gra-
aprirci a nuovi possibili modelli operativi, nell’ottica di dualità del processo psicosintetico.
una sempre maggiore visibilità della Psicosintesi e dello
stesso Istituto, anche nella sua sede fisica, e di affrontare Nel corso della stessa riunione straordinaria di luglio il
con nuove soluzioni i venti di crisi economica che hanno Consiglio ha varato anche la costituzione di “Team Im-
colpito alcuni dei centri italiani, che hanno chiuso la loro magine”, formato da Daniele De Paolis, Mauro Ventola
attività in passivo. e Lucia Albanesi, con la finalità di creare, curare e po-
In primo luogo vi è stato un profondo rinnovamento tenziare l’immagine dell’Istituto.
- per restare nel tema del congresso - all’interno della È stato inoltre creato il “Team Congressi”, formato dai
composizione dello stesso Consiglio Direttivo. I diret- direttori Sergio Guarino, Lucia Albanesi e dalla segre-
tori del Centro di Grosseto Francesca Piselli, del Centro taria dell’Istituto Lucia Bassignana. Quest’ultima e Ro-
di Firenze Alberto Nannicini, e del Centro di Brescia e sella D’Amato, sulla scorta dell’esperienza di entrambe,
Bergamo Barbara Pirola hanno rassegnato le loro dimis- hanno elaborato una bozza di protocollo-guida per l’or-
sioni. Il Centro di Grosseto è divenuto un Gruppo af- ganizzazione e la gestione dei congressi nazionali.
filiato al Centro di Bolzano, e il Centro di Firenze ha
recentemente nominato quale suo direttore Fabio Gian- A novembre 2017 si è svolto l’incontro annuale tra il
fortuna. Presto si svolgeranno le elezioni per il Centro di Consiglio Direttivo e i responsabili dei Gruppi che, an-
Brescia e di Bergamo. Infine è nato il nuovo di gruppo di che quest’anno hanno lavorato con grande impegno e
Messina, affiliato al Centro di Catania. dedizione, rendendo possibile all’Istituto di crescere e
Il Consiglio ha deciso di interrogarsi profondamente di procedere nel suo lavoro di trasmissione dei principi
sull’essenza dell’Istituto e sul mandato lasciatogli da della psicosintesi. È questo il momento, nell’ambito di
Roberto Assagioli di andare oltre se stesso nella diffu- questa Assemblea Generale dei soci, di ringraziare tut-
sione della Psicosintesi. ti i coordinatori dei gruppi, Laura Ferrea per il gruppo
XXXI CONGRESSO NAZIONALE
VARESE 2018
Archivio, Paola Marinelli per l’ex Gruppo Eventi, ora Per quanto riguarda la Biblioteca Nuova, gruppo coordi-
divenuto gruppo Casa Assagioli, Rosella D’Amato per nato da Rosella D’Amato, si sta sempre più avvicinando
il gruppo Biblioteche e Mike Malagreca per il gruppo all’essere un Centro di Documentazione Internazionale
di Studio e Ricerca spirituale. Tutti insieme, unitamen- di Psicosintesi, punto di accesso alle informazioni sulla
te agli altri componenti del Gruppo alle Fonti, Viviana Psicosintesi in Italia e nel mondo.
Veronesi, Laura Uliana, Fiorella Fiorini, hanno svolto
veramente un lavoro che sta rendendo l’Istituto sempre È stata recentemente realizzata la creazione di un databa-
più uno spazio fruibile da parte di tutti, per conoscere e se di indicizzazione della Rivista Psicosintesi per agevo-
sperimentare la Psicosintesi e che sta richiamando una lare la ricerca mirata di specifici articoli sia tra quelli già
grande attenzione sulla Sede anche dall’estero. digitalizzati dal 2004 ad oggi, sia tra quelli precedenti.
Inoltre, dall’incontro di Paola Marinelli con le due prin-
Il ruolo di coordinamento del gruppo Archivio Assagioli cipali Scuole di Psicosintesi inglesi, grazie alla trasmis-
è stato assunto da Laura Ferrea, che ha coordinato il la- sione di una dimensione dell’Istituto di Psicosintesi
voro che ha portato alla scansione di tutti gli 84 faldoni basata sull’attività di servizio, è nata l’idea di valoriz-
che compongono l’Archivio Assagioli, e al loro graduale zare ulteriormente il patrimonio dell’Istituto, inserendo
inserimento on-line. Va lodato il lavoro svolto con cura nelle attività di Casa Assagioli un lavoro di ricerca sul 55
e passione da Sandro Maneschi e da Vittorio Viglienghi. tema dell’autoformazione.
Il Gruppo Casa Assagioli, coordinato da Paola Marinel- Si è così costituito un gruppo di lavoro co-creativo com-
li, ha inteso promuovere le relazioni dell’Istituto a li- posto da Lucia Bassignana, Paola Marinelli, Laura Ro-
vello internazionale, nonché attivare incontri di ricerca, dighiero e Stefano Viviani, per dare una forma articolata
approfondimenti teorici e laboratori creativi dell’Istituto ai materiali raccolti nel corso degli incontri dedicati al
posti a servizio per i Centri. tema della psicosintesi auto-formativa.

Anche nell’anno sociale 2017/2018 sono stati pianificati L’Istituto sta cercando di accreditarsi come ente per la
e tenuti dal Gruppo numerosi incontri a Casa Assagioli formazione degli insegnanti presso il MIUR attraver-
per i soci dei Centri di Psicosintesi ed è stato approva- so una commissione composta dal presidente, da Cin-
to dal Consiglio Direttivo dell’Istituto l’ipotesi di tenere zia Ghidini, Maria Rosa Mazzolini per individuare gli
dei veri e propri seminari in sede, aperti ai soci che han- ambiti di operatività, l’iter per la procedura di accredito,
no terminato il CdA e ai collaboratore dei centri. l’analisi delle schede progetto, l’eventuale raccolta ed
Il gruppo ha inoltre organizzato con grande successo esame del curriculum vitae dei formatori, dei pedagogi-
il 7° Meeting Internazionale, incontro aperto agli stra- sti, dei counsellor e degli educatori dell’Istituto.
nieri, quest’anno anche in lingua italiana, tenutosi a Fi- L’Istituto ha cercato di accreditarsi come ente formato-
renze dal 14 al 17 settembre 2017. L’incontro, basato re anche presso l’Università di Firenze in seguito alla
sulla consultazione libera ed assistita degli archivi e del- richiesta di svolgimento di uno stage formativo presso
la biblioteca dell’Istituto, seguita dalla condivisione in la sede da parte di uno studente del corso di laurea ma-
piccoli gruppi delle idee, impressioni e scoperte, accom- gistrale in psicologia. Lapo Felicioni è stato nominato
pagnata da spazi di riflessione e di meditazione, ha avuto tutor per il tirocinio degli psicologi presso il Centro di
come ospite molto gradito Massimo Rosselli, allievo di Firenze.
Assagioli scomparso nello scorso mese di dicembre. L’Istituto si è molto impegnato anche nel campo edi-
Per quanto riguarda la Biblioteca Storica, grazie all’im- toriale, sia per individuare le sue linee guida, al fine di
pegno di Rosella D’Amato, responsabile dell’organizza- agevolare e rendere più snelle le decisioni sulle proposte
zione e revisione, che ne sta curando in particolare la di pubblicazione in proprio di materiale di Assagioli, sia
pulizia a secco, sta continuando l’opera di restauro di per l’individuazione dei criteri di ammissione alla pub-
una ulteriore tranche di 33 volumi in lingua italiana. blicazione di libri con il patrocinio dell’Istituto, anche
Consiglio ha deciso che il testo verrà stampato in proprio
XXXI CONGRESSO NAZIONALE dall’Istituto come libretto della collana Casa Assagioli.
A cura di Lucia Bassignana e di Elena Morbidelli sarà
pubblicata dalla Regione Toscana un’opera divulgativa
sulla figura di Roberto Assagioli e della Psicosintesi e la
stessa sarà disponibile gratuitamente anche on-line.
Il rinnovato interesse intorno al nome e alla vita di Ro-
VARESE 2018

berto Assagioli, nonché la quasi totale catalogazione


dei numerosi scritti, manoscritti e pubblicazioni rin-
venuti all’interno dell’armadio del suo studio da parte
del Gruppo Archivio, hanno portato alla costituzione di
una commissione di studio con il compito di esamina-
re e stabilire i criteri di diffusione e di accesso ai diver-
al fine di rivitalizzare le dispense di Roberto Assagio- si materiali conservati nell’Archivio. La commissione,
li. È stata costituita fin dallo scorso anno apposita com- composta da Maria Vittoria Randazzo, Annalisa Gemma
missione, formata da Cinzia Ghidini, Sergio Guarino e Gasperi, Manuela Pappolla, Elena Duranti, Maria Ro-
Laura Ferrea, integrata nel corso dell’anno dall’apporto sa Mazzolini, Rosella D’Amato, Laura Ferrea, Fiorella
di Laura Rodighiero, di Maria Rosa Mazzolini, di Elena Fiorini, Miguel Malagreca, Paola Marinelli, Vittorio Vi-
Duranti, di Piero Ferrucci e di Vittorio Viglienghi. glienghi e Piero Ferrucci, si è riunita nel mese di genna-
Il Consiglio ha inoltre deliberato la costituzione di una io, maggio e ottobre dello scorso anno.
collana interna dell’Istituto che contenga tesi e testi di
autori contemporanei, contributi dei soci e tesine auto- Il Consiglio, nell’ottica di valorizzare l’integrale poten-
formative di particolare significato. ziale umano di Assagioli, ha deciso che gli scritti eso-
È stato pubblicato, tra i testi della Collana “Quaderni terici siano mantenuti separati dagli altri nella sezione
dell’Archivio Assagioli”, la traduzione in italiano del dell’archivio Synthesis, e che anche gli scritti pubbli-
testo “Freedom in jail” di Roberto Assagioli, integrato cati da Assagioli con lo pseudonimo Considerator sia-
dalla ricerca storica di Laura Ferrea, libro che, con il ti- no mantenuti in un settore specifico, in modo da creare
tolo “Libertà in prigione”. un ambito diverso per tutti gli scritti spirituali. Il Con-
56 Il Consiglio ha deciso di pubblicare il libro “Il coraggio siglio ha inoltre ritenuto di non pubblicare né mettere a
di volere” di Mauro Ventola, che riprende il “Progetto disposizione on-line tali scritti, ma di rendere possibile
Volontà” di Roberto Assagioli. la loro consultazione, in particolare per i testi realizzati
Il Consiglio ha inoltre autorizzato Luce Ramorino ad dal nostro fondatore in collaborazione con altre scuole,
estrapolare dai diari personali di Assagioli alcuni brani esclusivamente agli allievi delle stesse scuole spirituali
per una pubblicazione e dare seguito al desiderio espres- che risultino preventivamente autorizzati, e di preparare
so in tal senso dallo stesso fondatore. una liberatoria da fare firmare al consultante il materiale
Il Centro di Varese ha continuato a pubblicare i testi di in visione, con la quale si impegna esplicitamente a non
una collana di scritti psicosintetici con la collaborazione pubblicarne i contenuti.
di Pier Maria Bonacina, il centro di Padova ha pubblica- Il Consiglio ha inoltre deciso la creazione di un Gruppo
to il testo “Psicosintesi per me”, che sarà in seguito im- Ricerche e Studi Spirituali, con il compito di prendere
messo on-line. contatti con le diverse scuole esoteriche con cui collabo-
Il Consiglio Direttivo si è interrogato sulla opportunità rò in vita Roberto Assagioli, il cui referente è stato indi-
o di tradurre in inglese i testi della Psicosintesi e di pub- viduato in Miguel Mike Malagreca.
blicarli tramite lo stesso Istituto, o delegare il compito a
una casa editrice, mantenendo tuttavia i diritti d’autore Sulla scorta delle decisioni prese dal Consiglio in ordine
quale erede universale di Assagioli. alla destinazione del materiale di ricerca spirituale di As-
La commissione editoria sta anche verificando la possi- sagioli, si è deciso che alcuni componenti dello stesso,
bilità di pubblicare nuovamente in lingua inglese il ma- prenderanno visione dei suoi scritti in materia astrolo-
nuale “Psicosintesi” edito negli Stati Uniti negli anni gica, in modo da potere essere consapevoli di quanto in
’60, ormai esaurito. essi contenuto e di conseguenza poterne valutare l’uso.
È stato tradotto in lingua bulgara il testo di Assagio- Nello scorso mese di agosto ha avuto luogo il consueto
li “Armonia della vita” con introduzione da parte della incontro del Gruppo Formatori a Vallombrosa, coordi-
prof.ssa universitaria Kasimira Yonkova, e sono in corso nato da Stefano Viviani, Annalisa Gemma Gasperi, Ma-
contatti con la a casa editrice di Madrid “Sirena de los riella Pittertschatscher e Lucia Bassignana.
vientos” per la traduzione in lingua spagnola dello stes- I rapporti tra Istituto e SIPT proseguono in armonia an-
so testo e di altri scritti di Assagioli. che grazie all’impegno della relativa commissione, di
Per quanto riguarda il progetto della pubblicazione cui fanno parte per l’Istituto Patrizia Bonacina e Cinzia
dell’autobiografia incompiuta di Roberto Assagioli, il Ghidini, e Carla Fani e Alberto Alberti per la SIPT, e da
qualche tempo anche il presidente Maria Vittoria Ran-

XXXI CONGRESSO NAZIONALE


dazzo, e stanno portando a una sempre maggiore defi-
nizione degli ambiti di rispettiva competenza, oltre che
alla prospettiva di lavorare in comune in futuri progetti.
Il Consiglio Direttivo dell’Istituto si sta interrogando
se organizzare il Congresso Internazionale 2020 avva-
lendosi della rete di contatti formata grazie alle attività

VARESE 2018
internazionali del Gruppo alle Fonti e agli incontri nei
congressi internazionali precedenti.
L’Istituto ha aderito alla proposta dei didatti della SIPT
di organizzare una giornata di studio e di confronto tra i
formatori dell’Istituto e i didatti della SIPT per domeni-
ca 28 ottobre 2018 sul tema “Linee guida della Psicosin-
tesi fondata da Roberto Assagioli”, i cui termini concreti I Centri di Catania, Roma e Palermo hanno organizzato,
saranno definiti nel prossimo incontro della commissio- nelle rispettive sedi,dei convegni a livello locale aperti
ne a giugno. alla città e finalizzati ad una maggiore diffusione della
Il Consiglio ha riaffermato che il nome della sua Scuola conoscenza della Psicosintesi, con diffusione pubblicita-
di Conduzione è “Scuola di Conduzione e Counselling ria anche tramite la pagina Face Book dell’Istituto.
di Gruppo” come riportato nell’allegato al suo Statuto
e come stabilito fin dalla nascita della Scuola risalente La sede dell’Istituto è stata oggetto di numerose richie-
all’anno 2000, invitando tutti .i direttori a mantenere tale ste di contatto da parte di stranieri, finalizzate a visite
dicitura in tutte le pubblicazioni dei Centri. e a periodi di approfondimento della psicosintesi in se-
La Scuola di Conduzione e Counselling di Gruppo de, ovvero di visione dei documenti dell’Archivio, ac-
dell’Istituto, che rappresenta la proposta formativa prin- cordata dal Gruppo alle Fonti. In particolare anche
cipale dell’Istituto, sta per concludersi l’attuale classe quest’anno l’Istituto, tramite il suo delegato Fabio Gian-
triennale che terminerà a settembre ed già è stato bandi- fortuna, ha incontrato nella propria sede una delegazione
to il concorso alla partecipazione per il nuovo corso che di psicoterapeuti russi guidata dal prof. Victor Makarov,
inizierà a novembre 2018. rappresentante a sua volta di tutte le associazioni di psi-
coterapia russa e del Kazakistan (Asian Federation for 57
Sono continuate con successo le proiezioni del film sul- Psychotherapy). Lo stesso, che aveva partecipato lo
la vita e le opere di Roberto Assagioli “Lo scienziato scorso anno ad un seminario tenuto da Alberto Nanni-
dello spirito” e i registi Maria Erica Pacileo e Fernando cini, ha dichiarato che il suo gruppo è interessato alla
Maraghini sono a disposizione per essere contattati dai Psicosintesi auto-formativa e ha chiesto collaborazio-
direttori dei Centri in modo da concordare la data di pre- ne all’Istituto per organizzare corsi di approfondimen-
sentazione e assicurare la loro presenza. Una versione to o un corso di autoformazione in Russia, auspicando
ridotta dell’opera filmica è stata presentata nella presti- la presenza dell’Istituto al convegno nazionale di Minsk
giosa Biblioteca del Senato a Roma, introdotta da una del 2018 ed altro convegno internazionale in Russia da
tavola rotonda cui hanno partecipato il presidente dell’I- programmarsi nel 2020 o nel 2021. Un altro gruppo di
stituto Maria Vittoria Randazzo, il presidente della SIPT psicoterapeuti russi è stato presente in Istituto nei giorni
Carla Fani, Gianni Dattilo , il direttore del Centro di Ro- 21-22-23 marzo per un corso intensivo in due gruppi co-
ma Daniele De Paolis e il Segretario Generale della So- ordinati da Fabio Gianfortuna e Andrea Bonacchi.
cietà Teosofica Italiana Antonio Girardi.
Ulteriore supporto alla conoscenza e applicazione della Infine, avviandomi alla conclusione, possiamo afferma-
Psicosintesi è stata data dalla Giornata Mondiale della re che la situazione economica dell’Istituto, come ci ha
Psicosintesi, decisa in occasione della fine dei lavori del assicurato il nostro consulente dott. Pelosi nella scorsa
Congresso Internazionale 2016 per la data 20 settembre riunione del Consiglio Direttivo di marzo, ha un bilan-
di ogni anno. L’evento è stato onorato nei Centri italiani cio in attivo per il 2017 di € 27.414,69, pur richieden-
con attività di meditazione, di riflessione e di confronto dosi ancora una oculata gestione delle risorse, anche per
tra i soci, e seguito anche all’estero. la grave crisi economica attraversata da alcuni centri. È
Il consueto incontro dei collaboratori del mese di giu- stato necessario appianare il 50% del dovuto da parte dei
gno, focalizzato quest’anno da Daniele De Paolis e Centri morosi per l’anno 2015 e 2016, e azzerare com-
Cinzia Ghidini, sul tema del “Modello ideale di collabo- pletamente quanto dovuto dal Centro di Napoli, che è
ratore” ha molto attivato i presenti nella successiva con- stato incoraggiato a proseguire comunque le sue attività
divisione dell’esperienza in gruppo. anche per la disponibilità di diversi formatori a collabo-
Il Consiglio ha accolto decisione di Vito D’Ambrosio rare gratuitamente.
vicedirettore del Centro di Ancona di prolungare per al- Alcuni Centri, tuttavia, non sono stati in grado di invia-
tri tre anni il premio Giuliana D’Ambrosio. re le competenze di spettanza dell’Istituto, nonostante la
XXXI CONGRESSO NAZIONALE
VARESE 2018

parziale sanatoria dei debiti verso la sede e l’abbattimen- Il patrimonio dell’Istituto sta per essere integrato dal ge-
to dell’aliquota dal 10% al 5% delle competenze dovute neroso lascito della nuda proprietà di una villa a Roma,
dai centri all’Istituto sulle attività, decisa dal Consiglio nel quartiere Monte Sacro, disposto da Angela Maria La
Direttivo e approvata lo scorso anno da questa assem- Sala Batà, che tanto si è spesa nella sua vita per la diffu-
blea generale dei soci. sione della Psicosintesi, attività portata avanti negli anni
Per tale ragione il Consiglio ha riflettuto a lungo sulla con passione e con dedizione, anche tramite la scrittura
individuazione di possibili nuovi equilibri economici tra di tanti libri e articoli.
sede e centri, e ha affrontato il tema nel corso delle sue Al fine di una maggiore utilizzazione delle sue risorse
riunioni, chiedendo anche il consiglio professionale del e delle opportunità economiche consentite dalla legge,
commercialista dott. Pelosi. l’Istituto anche quest’anno si è poi particolarmente im-
Invero l’abbattimento dell’aliquota non ha risolto la si- pegnato nella richiesta di contributi a soci e ad amici
tuazione dei centri in difficoltà, ma ha favorito invece i dei soci tramite le donazioni del 5 x 1000. Invito tutti
centri che avrebbero potuto comunque trasferire le com- i presenti e tutti i soci dell’Istituto a diffondere una ta-
petenze alla sede anche con la vecchia aliquota. Il dott. le richiesta anche a coloro che riteniamo essere sensibili
Pelosi, partendo dal presupposto dello spirito di solida- ad atti di liberalità finalizzati alla creazione di proget-
58 rietà che accomuna i vari Centri in quanto emanazione ti mirati al benessere comune, quale la Psicosintesi può
dello stesso Istituto, ha proposto, e il Consiglio Diret- realizzare.
tivo, ha approvato, una rideterminazione delle quote di Ringrazio sentitamente coloro che da anni con le loro
spettanza dell’Istituto sulle attività dei Centri, basata donazioni consentono all’Istituto di proseguire nel suo
sull’importo delle donazioni per fini istituzionali e in ra- compito di diffusione della Psicosintesi
gione della liquidità di cassa al 31 dicembre dell’anno Consentitemi di esprimere la mia più profonda gratitu-
precedente. In particolare saranno corrisposte alla Sede: dine a Patrizia Bonacina, direttore del Centro di Varese
• Una cifra una tantum calcolata in ragione della e vicepresidente dell’Istituto, ai componenti della Giun-
liquidità disponibile presso il centro al 31/12 ta di presidenza Annalisa Gemma Gasperi, direttore del
dell’anno precedente, e precisamente: Centro di Bolzano e segretario-tesoriere i cui appunti
-- Lo 0% se la liquidità è inferiore a € 5.000 delle riunioni sono un prezioso aiuto per stilare i cospi-
-- L’ 1% se la liquidità è compresa fra € 5.000 cui verbali delle riunioni del Consiglio Direttivo, a Bar-
ed € 10.000 bara Lanzara, direttore del Centro di Avellino e a Sergio
-- Il 2% se la liquidità è compresa tra €10.000 Guarino, direttore del Centro di Catania,
ed € 50.000 Un affettuoso grazie anche a tutti i componenti del Con-
-- Il 3% se la liquidità è maggiore di € 50.000 siglio Direttivo. La collaborazione, anzi direi la coo-
• Una percentuale sulle donazioni per fini istituzionali perazione, è stata attiva, il confronto dialettico spesso
pari a: molto vivace, ma sempre finalizzato al nostro compito di
-- Il 3% se il bilancio dell’anno precedente si sia essere la mente, ma anche il cuore, le gambe e le braccia
chiuso in disavanzo dell’ Istituto, alla cui anima abbiamo sempre cercato di
-- Il 6% se il bilancio si è chiuso con un avanzo ispirarci.
inferiore a € 3.000 Uno speciale ringraziamento alla segretaria del nostro
-- Il 9% se il bilancio si è chiuso con un avanzo Istituto Lucia Bassignana.
superiore a € 3.000 Grazie dell’attenzione. Varese, 28 aprile 2017
Una tale diversa individuazione delle spettanze da invia-
re alla Sede da parte dei Centri, per divenire operativa,
richiede anche l’approvazione da parte di questa Assem- Maria Vittoria Randazzo
blea Generale dei soci, ragione per la quale vi chiediamo Procuratore della Repubblica, Presidente e Formatore
di votarla. Istituto di Psicosintesi
31° CONGRESSO 2018

59
XXXI CONGRESSO NAZIONALE
VARESE 2018

IMPRESSIONI
Quest’anno il 31° Congresso di Psicosintesi ci ha fatto una spinta verso sogni e visioni in grado di darci la
incontrare ancora a Varese, all’interno della suggestiva capacità di operare un “cambiamento di rotta” necessario.
Villa Cagnola, con il suo splendido parco ricco di alberi Quanta energia ci vuole per trovare un modello di
maestosi ed esotici, di essenze pregiate e con la bellezza rinnovamento, una strada diversa da percorrere?
di una vista panoramica che, da sola, ha saputo “ aprire
il respiro”. Quanto tempo è necessario per cercare di capire chi
siamo, qual è il punto della nostra evoluzione, quanto
Dopo l’usuale presentazione introduttiva - profonda e sono importanti per noi armonia, bellezza, libertà e che
coinvolgente - abbiamo condiviso un momento intenso, rapporto abbiamo con le nostre abitudini?
e non credo di averlo pensato solo io, con la sensazione
di poter rinnovare una speranza, cantando, tutti insieme Non è facile lasciare il noto per l’ignoto, coltivare sogni
Imagine di John Lennon! che possano elevare la nostra coscienza ma che, troppo
spesso, ci costringono a superare forti paure e limiti
Abbiamo provato a visualizzare un futuro diverso, nel apparentemente invalicabili. Assagioli diceva: “In alto
quale anche l’utopia - considerata da molti inutile e non ci sono problemi, in basso non ci sono soluzioni …
60 illusoria – possa avere un ruolo importante, propulsivo, il difficile è riuscire ad alzarsi!
XXXI CONGRESSO NAZIONALE
“UNO DEI COMPITI DELLA PSICOSINTESI
È QUELLO DI AIUTARE L’UOMO AD ABITARE IL MONDO”

VARESE 2018
Dobbiamo partire da noi stessi per instaurare una nuova In questo momento di crisi identitaria, di dolorosa
relazione con gli altri, anche se non è facile riuscire a perdita di sé stessi e di un riconoscimento dell’altro
spogliarsi dalle complessità inutili, dai retaggi che ci che è venuto a mancare, l’unico modo per recuperare la
bloccano e saper creare uno spazio vuoto da riempire, propria vita interiore è quello di cambiare le abitudini,
perché la saturazione impedisce l’introduzione del imparare a vivere creativamente, per evitare che “la
nuovo necessario; sarebbe giusto imparare a voltare lo giornata si ricopra sempre dei colori di ieri”.
sguardo verso un nuovo “essere” e aprirci a una crisi
di autenticità che, pur destabilizzandoci parzialmente, Ognuno di noi ha la sua via, non siamo dei “replicanti
possa regalarci nuove visioni. esistenziali” e la strada percorsa è sempre dietro
di noi, con un futuro davanti da sperimentare.
Rinnovarsi vuol anche dire smettere di trasferire le Oggi servono nuovi ponti, tra la crescita individuale
proprie responsabilità ad altri o continuare con il ruolo e quella collettiva, tra l’interno e l’esterno, senza
del conservatore passivo, sia che si tratti di fede, dimenticarci di accettare e razionalizzare il nostro,
di cultura, di problemi sociali e di tutto quello cui inevitabile, senso di impotenza e andando oltre il
abdichiamo troppo spesso. Guardare solo attraverso gli “neoliberismo” della nostra epoca.
occhi di un altro (pur considerando le sue opinioni per 61
riflettere) ci toglie autenticità e desiderio di metterci in Uno dei compiti della Psicosintesi è quello di
gioco. Se l’identità evolve nel corso della vita questo aiutare l’uomo ad “abitare” il mondo, a concentrarsi
vale anche per l’anima, la nostra essenza; una delle sulle proprie capacità e potenziarle con volontà,
esigenze primarie dell’uomo è quella di trovare la sua consapevolezza e responsabilità ma, essa stessa, dovrà
vera umanità, un senso e una direzione, di riuscire ad continuare a rinnovarsi – come Assagioli desiderava –
entrare, profondamente, nel sentiero di crescita, di essere per evitare di diventare, come qualcuno ha sostenuto, un
sé stesso con gli altri (si torna sempre all’autenticità!), “archivio storico”.
senza perdere la coscienza individuale e fare esperienza È necessario stare dietro ai tempi ma attenti alla qualità
della propria vera natura. e alle esigenze delle persone, incentivare la cultura
che, per essere diffusa, va continuamente ricreata…
Bisognerebbe iniziare in campo educativo, dalla Insomma, non adagiarsi mai… quindi auguro, ancora
scuola, integrando obiettivi puramente cognitivi con una volta, buon lavoro a tutti noi!!
un percorso creativo e di conoscenza di sé, per aiutare
il bambino a scoprire i suoi talenti, a farsi domande e
non solo a sapere e ripetere.

Quindi perché non provare a promuovere, insieme


ai metodi Montessoriani e Steineriani, una scuola di
impostazione Assagioliana, seguendo le proposte fatte in
passato da un uomo così aperto anche verso i bambini e
i giovani?

Un’altra domanda posta: “È possibile rinnovare partendo


dal vecchio, da paradigmi che semplificano le cose?”
Sicuramente è necessaria una base di conoscenza, ma
non si può tenere tutto, bisogna saperci svuotare da
Laura Cerasaro
certezze che non esistono, provare ad usare occhi nuovi
per guardare e imparare ancora a stupirci! Architetto, Socia del Centro di Varese
Centro di Psicosintesi di
o Assagioli, me- Palermo e Trapani
psicosintetico,
e dal 1965 con
della E.F.P.P.
synthesis Psy-
istituti di oltre SOLITUDINE E RELAZIONI
tivita, in sede e
itta italiane, at- Percorsi di crescita
tematici e for-
nazionali ed in-

e diventato un
pprofondire la
elle proprie po-
62
i, conduttori e
e stata specifi-
sintesi, nonche
ali ad indirizzo
centro ha rea-
oni scolastiche
a gruppi classe. 

o e Trapani Psicosintesi in azione


27 7941315
La Psicosintesi, ideata da Roberto Assagioli, e un
alermo metodo concreto di conoscenza, crescita e tra-
sformazione personale rivolto a tutti, grazie al
quale ciascuno ha il potere di scoprire e realizza-
re le proprie potenzialita.

Sabato 13 0ttobre 2018


9.00 – 19.30
Hotel Bellevue del Golfo
Via Plauto 40, Sferracavallo - Palermo
LEGGIAMO INSIEME
FRAMMENTI
DI LIBRI
L’INDICIBILE ESPRESSO IN IMMAGINI (estratto) Molti di noi leggono ancora le fiabe ai propri figli, do-
Tratto da “La Fiaba” di Lina Malfiore mandandosi se fanno la cosa giusta o se non sarebbe me-
glio mettere definitivamente in cantina queste vecchie
Considerate, per definizione, racconti per l’infanzia, le storie della nonna, non più adatte ai bambini moderni.
fiabe dimostrano di essere, invece, adatte ad ogni età per È in corso un aperto dibattito su quest’argomento: leg-
comprendere aspetti poco praticati, per avere illumina- gere o no le fiabe ai bambini, ogni studioso della materia
zioni su scelte e comportamenti più costruttivi, per risol- ha il suo parere in merito.
vere in modo nuovo i conflitti nei rapporti, in una parola
per vivere in modo più creativo la vita di tutti i giorni. Per quanto mi riguarda credo che le fiabe siano un mate-
riale importante, pregno di significati, se ci prendiamo la
Quando raccontate ai bambini hanno l’importante fun- pena di andare oltre la loro apparente ingenuità.
zione di trasmettere loro la conoscenza dei significati, le I fratelli Grimm paragonavano le fiabe ad “un cristallo
tappe del cammino terreno e i mezzi per accedere a di- andato in frantumi e i cui frammenti giacciono sparsi
mensioni interiori più vere, in forma poetica certo, ma nell’erba”.
che il bambino comprende benissimo. A ciascuno il compito di ricomporlo e riempirlo di si-
gnificato per se stessi e per lo specifico momento 63
Non solo, esse sono portatrici d’idee molto profonde ri- esistenziale.
guardo alla struttura dell’uomo, la sua costituzione, la La mia speranza è che qualcuno si senta stimolato a ri-
sua origine e il suo destino, sempre attraverso un lin- prenderle in mano e a sentirle come un materiale da non
guaggio simbolico di relegare semplicemen-
cui occorre conoscere la te nel gruppo delle opere
chiave. della letteratura universale
Parlare dello Spirito non cosiddetta ‘minore’.
è cosa agevole, soprattut-
to in questa nostra cultura Il desiderio di scoprire e
materialista. di indagare è parte inte-
grante dell’essere umano,
Le fiabe ci parlano dello esso deriva dall’istinto di
Spirito attraverso simbo- ricerca che, come tutti gli
li che sono comuni a tutti istinti, è inalienabile e in-
gli uomini, simboli che la sopprimibile, un impulso
coscienza comprende per potente che spinge per es-
“presa diretta” essendo sere soddisfatto.
lo spirito, come vedremo, Dall’Illuminismo in poi
non solo parte integrante tale istinto ha indotto l’uo-
della psiche, ma la Fonte mo verso il mondo natura-
inesauribile di energia e le, alla scoperta delle leggi
vita. Esse ci trasmettono che spiegano i fenomeni
con leggerezza e a volte della natura.
perfino con umorismo una
saggezza che ci appartie- L’uomo ha viaggiato, ne-
ne, ma che giace profon- gli ultimi secoli, alla sco-
damente sepolta nel nostro perta di altri continenti e
inconscio superiore. di tutto quanto esiste nel
LEGGIAMO INSIEME

mondo esterno, sopra e sotto la crosta terrestre, ritenen- I tempi moderni hanno respinto il mondo divino e quello
do però valide solo le leggi della natura come cause pri- delle Idee, ritenendolo adatto soltanto al regno dei so-
me dei fenomeni. gni o dell’infanzia, riconoscendo solo la materia come
realtà.
Non è sempre stato così: una volta l’estremo occidente
era tabù, là finiva il mondo e solo pochi coraggiosi osa- In questo contesto è avvenuto un vero e proprio capo-
vano sfidare quel limite. volgimento di paradigma e lo Spirito è stato relegato al
Le navi, così si credeva, sarebbero state risucchiate dai ruolo di “maya”, il mondo dell’apparenza e dell’imma-
flutti di una cateratta nell’incommensurabile profondità ginazione, attribuendo a questo termine una connotazio-
del nulla. ne negativa, mentre in realtà essa è una qualità molto
importante per gli esseri umani.
Allo stesso modo oggi per molti è tabù valicare i con-
fini della coscienza quotidiana, poiché l’uomo sareb- Le leggi che regolano il funzionamento del mondo in-
be trascinato in un altro abisso: nell’insondabile nulla. terno dell’uomo sono indagate solo da poco più di un
Tuttavia coloro che osano intraprendere questo viaggio secolo dalla psicologia, disciplina relativamente giovane
64 nell’interiorità vi trovano grandi meraviglie e tesori, co- in Occidente.
me coloro che un tempo salparono verso ovest e scopri-
rono un nuovo continente colmo di ricchezze e sorprese. In evidente contraddizione con l’esistenza delle leg-
gi per spiegare qualunque evento del mondo fisico, per
La stessa forza che ha reso possibili tante scoperte nei quanto attiene alle Cause prime dell’esistenza è torna-
regni di natura, si sta ora volgendo verso i reami scono- to alla ribalta il Caso, che se da una parte non risponde
sciuti della propria psiche e sempre più individui si sfor- in modo soddisfacente all’anelito del cuore umano verso
zano di comprendere cosa c’è sotto la superficie delle l’Oltre, allo stesso tempo toglie ogni speranza e giustifi-
immagini proiettate dai sensi fisici. ca le ironiche parole di San Paolo quando disse: “bevia-
Possiamo osservare come il pensiero scientifico – mate- mo e mangiamo che tanto domani morremo”.
rialistico, con tutta la sicurezza che ci può offrire, è so- Oggi, però, siamo sulla via di una nuova visione del
stituito da un pensare che vuole indagare con lo stesso mondo nella quale lo spirito e la materia nel loro reci-
metodo sia la materia sia lo Spirito, recuperando il pa- proco interagire saranno sperimentati entrambi come
trimonio di culture che con lo Spirito avevano molta più realtà.
dimestichezza di noi.
Tutte le antiche culture si basavano su una concezio-
ne spirituale dell’universo, in esse si sperimentava un
mondo divino dal quale proveniva tutta la creazione. Lo
spirito era l’unica realtà, e la materia era considerata la
grande “maya”, il mondo dell’apparenza.

I Greci antichi sperimentavano ancora questo mondo


divino; dietro ogni fenomeno esteriore essi vedevano
all’opera un’Idea, come causa prima generatrice, e co-
sì gli Indiani di religione Induista che nel loro fantasti-
co Pantheon di Dei e Dee personificano forze naturali
e Deva (o Angeli secondo una terminologia moderna),
considerandoli, come, di fatto, sono, vivi e operanti nel-
la realtà fenomenica.
“Leggere è spalancare finestre sul mondo. Contemplare mondi interiori ed esplorare
continenti incontaminati. Leggere è dipanare quelle trame che chi scrive ha intessuto.
Leggere è dialogare con tutte le voci del mondo. Leggiamo insieme,,

FINESTRE SUL MONDO


DI GIULIANA PELLIZZONI

In questi ultimi anni i testi che trattano del camminare, Camminare, passeggiare.
del correre o del passeggiare, magari semplicemente im- Ammirare il paesaggio naturale, confondersi tra la vege-
mersi nella natura o al contrario tesi a portare a termine tazione, ascoltare il canto degli uccelli, seguire col cuore
una qualche sfida con se stessi, si sono moltiplicati. Ne il ritmo dell’acqua che scorre tra le pietre. Contemplare
presentiamo in questa sede uno particolarmente interes- la bellezza. Perché di bellezza l’Italia è colma; una bel-
sante, non solo per il taglio letterario col quale è scritto e lezza che trova nei giardini, nei parchi, negli orti botani-
per il taglio “interiore” col quale affronta la materia, ma ci o nella natura selvaggia i luoghi in cui maggiormente
soprattutto perché, in ultima analisi, non è un libro sul può esprimere se stessa, donandosi al visitatore con lo
camminare. Questo libro è una sfida. A se stessi, alla so- slancio spontaneo e generoso della Madre terra.
cietà, al mondo. Questo libro è una rivoluzione. Spinge L’autore esordisce proprio richiamando questo senso di
via via i nostri confini oltre il noto, il consueto, l’ordina- solennità e di meraviglia: “Non esiste nulla di più natu-
rio. Questo libro è una guerra, perché non si tratta tanto rale che ammirare il paesaggio, al tramonto. Il silenzio
di camminare, o viaggiare, o incontrare. No, si tratta di assoluto, la natura che cambia colore a seconda della
lasciare andare ciò che siamo, abbandonare le identifi- distanza, lo strato di nebbia che dipinge la dissolvenza
cazioni, lasciar cadere le consuetudini, combattere per tra vallata e vallata. Quando mi immergo nel profondo
“diventare fuoco”. del paesaggio e mi faccio io stesso paesaggio, percepi- 65
L’autore ci invita a camminare, certo. Ma a camminare sco la voce del mondo”.
dentro la nostra vita, oltre che per i sentieri del mondo, Alla luce di queste premesse questo testo ci conduce
perché “non sono i tuoi piedi a farti viandante”. (con un’accurata appendice al termine del volume) al-
Camminare per trovare ciò che siamo, per incontrare la scoperta dei più bei parchi italiani, da Nord e Sud,
“l’esistere”, per varcare soglie. permettendoci di curiosare tra fiori e alberi, tra stagni e
“La soglia è tutto ciò che hai. Hai varcato una soglia laghetti, tra ville e castelli, percorrendo viali o sentieri.
per venire al mondo, e poi è stata una successione di Un viaggio che ci guida dove l’uomo non ha costruito
soglie imprevedibili, passaggi da un qui a un lì e vice- alcunché ed ha lasciato alle mani della Natura il disegno
versa, corde tese tra un precipizio e un altro. Di qui o di della bellezza.
lì hai un nome, hai un volto, hai domande del tipo “chi Un viaggio che ci conduce anche in quel reame di silen-
sei”, “cosa fai”? Chi ti guarda da una parte e dall’altra zio e pace che vive dentro ciascuno di noi, mettendo alla
della soglia ti chiede “chi stai diventando?”, “cosa sei prova, come suggerisce l’autore, il bambino che vive in
diventato?” Hai solo una risposta : divento ciò che di- noi, “mischiando facili e istintive gioie alla meditazione
vento. La libertà è in quel divenire…”. del tempo che consuma e cancella”.

ALZATI E CAMMINA: L’ITALIA È UN GIARDINO


SULLA STRADA Tiziano Fratus
DELLA VIANDANZA Laterza, 2018
Luigi Nacci
Ediciclo, 2014
IMMAGINI PER L’ANIMA
DI MARGHERITA FIORE

lavorato alla NASA e che hanno collaborato a una del-


le più grandi operazioni della storia: il lancio in orbita
dell’astronauta John Glenn, un risultato sorprendente
che ha segnato una svolta nella corsa verso la conqui-
sta dello spazio e riportato fiducia nella popolazione
statunitense.
Sono tre donne speciali, menti geniali che negli anni
’60, mentre le discriminazioni razziali in America erano
ancora nel pieno del loro sviluppo, diedero un contribu-
to fondamentale all’esplorazione dell’universo.
E’ un racconto emozionante e coinvolgente, non soltanto
sul tema della diversità e della parità di diritti e di oppor-
tunità, peraltro estremamente attuale, ma una storia cari-
IL DIRITTO DI ca di valori umani raccontata in modo semplice e diretto
CONTARE senza enfasi e senza retorica.
66 Theodore Melfi
2016 Ciascuna di loro ha una forte identità ed è consapevo-
USA le della propria eccezionale competenza in ambito ma-
tematico, informatico e ingegneristico ed è convinta di
Partiamo dal titolo originale “Hidden figures”, che può poter fare la differenza se ben inserita e impiegata nel
avere un doppio significato e cioè “Figure nascoste”, nel settore appropriato. Ciascuna trova il modo di impegnar-
senso di personalità, oppure “Numeri nascosti”. Anche si superando non pochi ostacoli e pregiudizi per rag-
la traduzione ben riuscita in italiano riporta un doppio giungere l’obiettivo. Queste donne non si sforzano di
significato nella parola “contare”. Chi sono le figure na- eccellere sugli altri ma al contrario in tutto, in famiglia,
scoste che contano e meritano di contare? nell’amicizia e nell’ambito professionale cercano il la-
Sono Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary voro di squadra per il successo dell’impresa intera. Un
Jackson, tre brillanti donne afro-americane che hanno grande esempio per i nostri tempi.

Le vere Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson


LIBRI
IN VETRINA
Fermi tutti. La morte e gli eventi esistenziali che la seguono, aggiun-
È uscito l’ultimo libro di Andrea Bocconi, il suo capola- go un nuovo capitolo al romanzo della Vita.
voro: Duelli.
Nel testo guarderemo in faccia alla ‘grande nemica’ e,
È un libro dedicato alla scherma, sua grande passione, forse, la chiameremo, come il Poverello d’Assisi:
ma non solo alla scherma. ‘sorella morte’.

“La chiave della gara è mantenere la presenza, quella “Non desidero, né temo la morte del mio corpo, poiché
a cui aspirano tutte le pratiche meditative. In certi mo- sono profondamente convinto, non soltanto della so-
menti gambe, cuore e testa sono tutt’uno, gli psicologi pravvivenza, ma della perennità della vita. Sono convito
lo chiamano “flow”o “momento bianco”. Allora, come che il “nucleo spirituale” che è l’essenza di noi stessi è
insegna Herrigel ne Lo Zen e il tiro all’arco, non sei tu immortale e che le sue manifestazioni si rinnovano con
a volere, accade, la stoccata raggiunge il bersaglio sen- una presa di coscienza sempre più ampia ed una potenza
za l’ombra di un pensiero. Se non è il “satori”, ne ha un creatrice sempre maggiore”. (Roberto Assagioli 1970)
lampo. Hai trovato un varco spazio-temporale e ti ci sei
infilato, come un sorpasso in curva, non avevi program- 67
mato, è accaduto. Si chiama scelta di tempo ed è virtù
naturale. Ma non è vero che lo scegli quell’istante: nei
momenti di grazia, lo trovi senza cercarlo. Se pensi trop-
po, troverai il varco chiuso dalla lama dell’altro.”
(P. Ferrucci)

DUELLI ANDARE...
Andrea Bocconi NELL’OLTRE
Ed. Mondadori PierMaria Bonacina
2018 B&B edizioni
2018
LETTERE
AL DIRETTORE
Cari Direttori e Responsabili dei Centri,
vi scrivo a nome di tutto il Gruppo “Alle Fonti” per comunicare il calendario delle attività che organizziamo
a Casa Assagioli, per l’anno sociale 2018-19, attività aperte agli interessati, Soci e non soci.
In questo periodo in cui state organizzando il calendario delle attività per il prossimo anno, riteniamo
interessante informare i vostri soci inviando il programma che avete già ricevuto in cartaceo al Congresso
di Varese, dove è stato presentato e illustrato da Paola Marinelli.
Vi alleghiamo quindi, in formato pdf, il programma complessivo del prossimo anno. Come già sapete le
attività si vanno man mano differenziando e ci sono modi diversi in cui i Soci e simpatizzanti possono
fruire di queste belle occasioni di contatto ravvicinato con la Casa di Assagioli, con i suoi scritti, i suoi studi
e i libri, con l’esperienza che qui è possibile frequentare.
Vi invitiamo quindi, se siete in tempo con le stampe, a inserire le date nei programmi dei Centri, o comunque
a comunicare il programma per offrire a tutti i Soci queste importanti occasioni.
Stiamo preparando anche le pagine del sito in cui potrete, poi, trovare tutti i dettagli, intanto siamo a vostra
68 disposizione per informazioni e chiarimenti. Grazie, buon lavoro e buona Vita a tutti voi

Rosella D’Amato per il Gruppo Alle Fonti - Firenze 30 Giugno 2018

Invito a contribuire con articoli in inglese alla rivista “ Psicosintesi”, pubblicata dall’Istituto
di Psicosintesi fondato da Roberto Assagioli con sede a Firenze.
Sono Gordon Symons e mi fa molto piacere scrivervi per invitarvi a contribuire alla rivista “Psicosintesi”.
Dopo aver partecipato nel 2014 ad un incontro internazionale presso l’Istituto di Psicosintesi a Firenze, mi
sono offerto di rivedere, modificare e correggere le traduzioni di articoli dall’italiano all’inglese, dato che
parlo sia inglese che italiano, per estendere l’accessibilità della rivista. La mia richiesta è stata accolta
ormai da due intensi anni, durante i quali ho tradotto scritti di Assagioli che fino ad ora erano disponibili
solo in italiano.
Ho proposto all’Istituto che dovrebbero essere incentivati ed inclusi nella rivista articoli in inglese di autori
stranieri. Il Consiglio Direttivo dell’Istituto ha accettato il mio progetto e gli scritti sulla Psicosintesi,
basandosi sull’eredità di Roberto Assagioli che tutti condividiamo.
Questo è l’indirizzo mail sono entrato a far parte del Comitato Scientifico della rivista anche come
responsabile delle traduzioni.
Credo davvero che la rivista possa diventare un forum globale per condividere il pensiero e
per inviare gli articolo: gordonlsymons@aol.com.
La lunghezza deve essere compresa tra due e quattro pagine. Esaminerò il testo, sottoponendolo poi al
Comitato Scientifico che ha la decisione finale per la pubblicazione. Grazie e … aspetto i vostri articoli

Gordon Symons - Londra 30 aprile 2018


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ATTIVITA’ A CASA ASSAGIOLI


gmm2018-19
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8° MEETING INTERNAZIONALE - L’ESPERIENZA CASA ASSAGIOLI


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INCONTRI APERTI A CASA ASSAGIOLI


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PROGRAMMA CONGRESSO 2019


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17-18 nov 18  3-4 azo 19 69

CAPODANNO A CASA ASSAGIOLI


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ESPLORARE LA COSCIENZA DI ISTITUTO


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25-27 gennaio 2019

PROGETTO GIOVANI
Percorso co-creo er cooror e er so so   roe  oo oe

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23-24 febbraio – 25-26 maggio

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CONVEGNO SABATO 6 OTTOBRE 2018

DIVENTARE CREATORI ORE 10.30 - 18.00

DELLA PROPRIA VITA


IDEE GUIDA E STRUMENTI
DELLA PSICOSINTESI

PROGRAMMA

9.00 • 10.30: Apertura segreteria e registrazioni

10.30 • 11.00: Apertura Convegno


Introduzione ai lavori a cura di Rossella Rossati
Direttore del Centro
70
RELAZIONI

11.00 • 11.45 M. Vittoria Randazzo


Presidente dell’Istituto, Direttore del Centro di Palermo
e Formatore in Psicosintesi:
Prendere in mano la propria vita

11.45 • 12.30 Daniele De Paolis


Psicologo Psicoterapeuta, Formatore in Psicosintesi
e Docente SIPT:
“ Robopatici” o creatori sulla scena della vita?

12.30 • 13.15: Dibattito sulle relazioni

13.15 • 14.30: Pausa pranzo con buffet in sede

14.30 • 16.30: WORKSHOP

Scegliere di vivere
con M. Vittoria Randazzo

Fare il punto... e ripartire


con Daniele De Paolis

17.00 • 18.00: Condivisione nale e chiusura del convegno


a cura di Rossella Rossati

Centro Psicosintesi Roma


Via G.Mercalli 31 c/o Nuova Accademia

INFO E ISCRIZIONI 334 90 398 86 • www.psicosintesi.it/roma/convegno2018


SETTIMANA DEI FORMATORI 2018

71
72
UNITY IN DIVERSITY
INTERVIEW WITH ASSAGIOLI
IS THE MAN RESPONSIBLE FOR HIS DESTINY?
CREATING A TURNING POINT IN EDUCATION
TRUST YOURSELF THE CONQUEST OF SELF-ESTEEM

OF R. ASSAGIOLI

APRIL 2018 N. 29
PSICOSINTESI
THE WALL OF SILENCE AS CREATOR OF BRIDGES

YEAR XXXIII
ISTITUTO DI
THE PERSONAL SELF
COACHING A GOOD FRIEND OF THE WILL
TRUE AND UNTRUE ALTRUISM

PSYCHOSYNTHESIS
73
74
EDITORIAL Dear readers,
Translation by
Gordon Leonard Symons “Unity in diversity” is the leitmotif of this issue of the magazine and
we decided to choose as a cover image a mosaic in which a half-
hidden red flower gives the title to the work. The flower is meant to
mean that each of us gives a name to our own time and life. If that
flower were not there, the work would no longer have its value.

Those who send articles, those who read them, those who deepen
and disseminate make the mosaic of mankind more and more clearly
defined, even if at first glance it might seem to be a set of unconnected
tiles. We as editors thank you for the opportunity that you give us to
unite many threads participating in one project.

I would also like to point out that articles from abroad are starting
to arrive, I should say from the world, from psychosynthesis friends,
thanks to the enthusiasm of Gordon Symons, with Fulcrum in London
and thanks to the silent work of the Gruppo alle Fonti.

The psychosynthesis of the institute founded by Roberto Assagioli has


been invited to Bulgaria and other countries are in negotiation, the
books of Assagioli have been translated into more foreign languages
and the self-development approach is travelling far beyond its original
Italian borders. 75
I wish you good reading,

Patrizia Bonacina

EDITORIAL P. BONACINA PAG. 75


UNITY IN DIVERSITY R. ASSAGIOLI PAG. 76
INTERVIEW WITH ASSAGIOLI S. DE MARIGNAC PAG. 79
IS THE MAN RESPONSIBLE FOR
HIS DESTINY? REALITY OR ILLUSION? L. RAMORINO PAG. 80
CREATING A TURNING POINT M. VENTOLA PAG. 83
IN EDUCATION
TRUST YOURSELF THE CONQUEST S. PELLI PAG. 89
OF SELF-ESTEEM
THE WALL OF SILENCE P.G. NOCELLI PAG. 91
AS CREATOR OF BRIDGES
THE PERSONAL SELF W. PARFITT PAG. 95
COACHING A GOOD FRIEND OF THE WILL F. VIGLIENGHI PAG. 97

TABLE OF TRUE AND UNTRUE ALTRUISM D. DE PAOLIS


THE YOUNG ASSAGIOLI AND A PORTRAIT L. BASSIGNANA
PAG. 99
PAG. 101

CONTENTS OF A PAINTER MONK


AT THE DINNER TABLE WITH D. RANDAZZO PAG. 104
IMPRESSIONS NATIONAL CONGRESS 2018 L. CERASARO PAG. 106
THE WAY OF PSYCHOSYNTHESIS P. GUGGISBERG PAG. 107
LETTERS TO THE DIRECTOR PAG. 110
Understanding them will be facilitated if we examine
UNITY how they operate in that exact compendium of the uni-
IN DIVERSITY verse constituted by the human body.

1) Physiology and Biology have shown how organic li-


Translation by Gordon Symons fe is essentially based on Polarity. The fundamental po-
larity is the play of the opposing functions anabolic or
In order to establish proper relations between human assimilative, and catabolic or dissimilative. Through the
beings and human groups, it is necessary to understand, first, the organism feeds, absorbs, transforms and stores
accept and practice a great principle or truth, which is at substances and energy; through the second it releases
the basis of life itself in all its manifestations: that of them, uses them and consumes them, both to maintain
its internal life and to defend it from the outside, both
UNITY IN DIVERSITY. to affirm it in the environment, and finally to propagate.
Life is essentially, inextricably ONE. In the human body these functions are performed by
different organs and groups of organs; there are some
76 This was intuited by all the great philosophers, who glands with internal anabolic secretion and other cata-
put a single principle at the basis of reality, even thou- bolic; the parasympathetic nervous system is anabolic,
gh conceiving it and naming it in different ways. This the sympathetic nervous system is catabolic. These fun-
was the revelation of the higher religions, which can be ctions are antagonistic, that is, apparently “inimical”, yet
summarized in the words “the omnipresence of God”. one would not make sense without the moderating and
This is the inner experience experienced by all the great compensating action of the other. In fact, excess of ana-
mystics, who in their unitive states of consciousness ha- bolism produces obesity and autointoxication; excess
ve seen and heard: “God in all and in all, and all and all catabolism produces wear and tear; if they go to the ex-
in God”. This is ultimately the last conclusion of scien- treme they both lead to death.
tific investigation that is discovering and demonstrating
how all material things and all the forces of nature are 2) The necessity or the purpose of the diversity of fun-
different appearances and modalities of a single, all-per- ctions are obvious. The more the living organisms ha-
vading energy. ve evolved and perfected, the more these differences
have increased, moving from the simplicity of the sin-
But the true nature of this unity must be well understood gle-celled Amoeba to the complexity of the human bo-
and applied. Unity should not be understood as unifor- dy. In the latter, the unitary life that animates it requires
mity and absence of any differentiation, but in a functio- the harmonious co-operation of well-differentiated or-
nal, dynamic and organic sense. gans, such as the heart, the lungs, the liver, etc., and co-
The essential unity of reality and life is poured out and ordinated in functional processes, such as the digestive,
expressed in an infinite richness of beings and forms circulatory, respiratory, etc. Here too there is a clear ana-
that together constitute the grandiose Universe of which tomical structural distinction and a strict necessary fun-
only a small part is revealed to our senses, but of which ctional solidarity.
scientific instruments reveal ever greater wonders of the Let us now apply the fundamental truth of unity in di-
infinitely small and the infinitely large. versity, and the principles that govern it, to the life of
The relations between the substantial unity and the humanity and to the relationships between people.
boundless multiplicity are regulated - as far as we are gi- It has been said very well that “the spirit of humanity is
ven to know - by two great principles: an indivisible whole”. To this we must add that the li-
1) Polarity fe of humanity is - or should be - analogous to that of
2) Diversity of functions a human organism, with its apparatuses, its organs and
its cells, constituted by various groupings of individuals. 3) Diversity of functions. In this field, as in the previous
I will not dwell further on the principle of polarity since one, it is unfortunately clear that “the organism of huma-
I have dealt with it extensively on another occasion (see: nity” is still far from having achieved the development
The balancing and synthesis of opposites). I will exa- and balance of a healthy and normal body. Its cells, tis-
mine only one example that is very current, and one of sues and organs are still in a state of disorder. Men still
the most acute problems afflicting humanity: the conflict do not know - or do not want to - understand and ap-
between conservative conservatives on the one hand and preciate individuals and groups different from them by
revolutionary innovators on the other. It is not difficult nature, quality and function, and this prevents collabora-
to recognize - for those who can observe “from abo- tion and mutual integration necessary for the good of all.
ve”, without passions, fanatisms and preconceptions in A great help in implementing that understanding and ap-
one sense or another that the excessive and undisputed preciation is given by the knowledge of the various psy-
preponderance of both the one and the other tendency chological types and their respective functions.
would be harmful. The first would lead to fossilization,
arrest and death; the second to disorder, to anarchy and We do not realize enough how big the difference is
to dissolution.Because living humanity requires at least between these various human types. Although they exi-
a mutual adjustment of the two tendencies. I said “at le- st materially side by side, they actually live in different 77
ast”, because “the balancing of the opposite poles” is not worlds and have almost no psychological contact with
accomplished only through their mutual moderating ac- each other. Consider for example the four basic psycho-
tion “horizontally”, on the same level, so to speak. In logical types described by Jung: the sensory or prac-
many cases it can be implemented even better by the in- tical type, the emotional, the mental and the intuitive.
tervention of a regulatory principle operating from a hi- Imagine that four people, each belonging to one of the-
gher plane and with higher and more powerful energies se types, respectively, are observing the same landscape
than those in play and in conflict. from a height. The man belonging to the practical type
In the present case, this Higher Principle consists of a will turn his interest to the agricultural and commercial
synthetic and spiritual conception of history as the un- aspect of what he sees; he will try to calculate the area of​​
folding of human evolution towards a higher Goal, from the fields lying beneath his eyes, the profit they can ma-
the intuitive vision of a divine Plan. In this conception ke and what those lands can be worth.
the intellectual, moral, aesthetic and social “values”
achieved in the past are not disowned but are freed from The second person, a musician, in contemplating the
old forms which are no longer adequate, are re-experien- play of lines and masses, the contrast of lights and sha-
ced and re-expressed in different ways and adherent to dows, the various dissonances, will feel the soul of that
the present, and integrated with the new “ values “con- ​​ landscape, will be pervaded by a particular emotional to-
quered by the progressive consciousness of humanity. ne. Thus, while the result of the observation of the first
It can also be said that the proportions between conser- can be a purchase contract, the contemplation of the se-
vative forces and innovative forces must not always be cond can give rise to a symphony.
the same, but can and must vary according to historical The third observer will turn his attention to the natural
periods. In the transition periods and at the beginning of factors that have been at stake here: the climate, the ge-
a new cycle (as in the present moment) it is good that ological constitution of the soil, the fauna and flora and
the revolutionary and innovative forces prevail, while in the various scientific problems deriving from it. A ge-
the middle period, when the parabola of a civilization is ological and zoological monograph could therefore be
at its highest point, it is good that the stabilizing forces derived.
operate in such a way as to give the time and ease neces- The fourth, on the other hand, will be induced by the be-
sary for the specific qualities of that era to flourish in be- auty of the landscape to turn his soul to God, to contem-
auty and to bestow their precious fruits. plate the glory of his visible and invisible creation; he
will feel the unity of life, communion with God, and the Such a study can make us understand and appreciate the
effect could be ecstasy ... different types from the one to which we belong - it re-
If each of these four people then wrote what he per- veals the necessary social and spiritual function, shows
ceived, felt, thought or intuited, in their writings there us the gifts that can come to us and that even bring us
would perhaps be few equal phrases, and those who read continuously without realizing it. Thus, the foundations
could hardly believe that they had been inspired by the of a better evaluation and of a true fraternity among men
observation of the same scene. are created.

This observation of the fact that men live side by side, We should not be surprised that individuals and human
but in fact in different and almost separate worlds, is of groups so different from each other do not understand
great importance. and appreciate each other, and that when any reason for
This fact reveals to us the true cause of many funda- dissension arises they fight bitterly. Yet they are all ne-
mental misunderstandings, of many unjust criticisms, cessary to form a truly human civilization.
of many antagonisms which complicate our lives and
which create an incalculable quantity of unnecessary A world composed entirely of “practical” types would
78 suffering. Thus, for example, for a practical, simple and be a very dry and gray one; a humanity composed of
positive man, a complex and changeable female psyche pure artists could hardly survive; a community made up
remains an incomprehensible mystery, and for her part of scientists alone would be too one-sided; the strong-
the woman of this kind will not be inclined to appreciate willed ones, desiring domination and isolated from each
the simple and solid virtues of that man. other, would destroy each other, and the same would
happen for every other kind, without the integration
The artist is often considered, by practical men, as an brought about by others.
oddball and somewhat ridiculous. When Ariosto pre- It is therefore clear how appropriate, indeed ne-
sented his Orlando Furioso to a cardinal, he had the fol- cessary, is the knowledge, understanding and coope-
lowing answer: “Messer Ludovico, how did you manage ration among the various human types - based on the
to put together so much balderdash?” ... recognition that they are part of a living and inseparable
unity.
And many consider the poet, as Carducci said:
“A loafer who
Goes around acting the boss in the cantons
With his eyes turning
From the angels to the swifts.”

On the other hand, the artist often shows an exaggerated


contempt for the modest, but often necessary bourgeois
virtues, and does not feel the dignity and the value of the
constant search for the truth accomplished by the scien-
tist, the thinker.

To eliminate these barriers of misunderstanding that


sadly separate men from each other, a serious study of
individual psychology is needed, done as early as pos-
sible, when the character is not yet fully formed and
crystallized within rigid limits. Roberto Assagioli
I even gain some advantages from some of these limita-
INTERVIEW tions. In my view, much depends on our attitude. A sere-
WITH ASSAGIOLI ne acceptance of our limitations, such as partial deafness
(and this is valid for all limitations, not just physical,
Solange De Marignac - January 1970 and who hasn’t got limitations?), greatly reduces their
negative influence. They can be considered as a challen-
Translation by Gordon Symons ge to be overcome, thus prompting compensations and
even super-compensations.
Solange De Marignac
I should like to ask you four questions: 2. I can declare sincerely that I am able to continue to
develop, and that I am applying myself no less acti-
1. Many people fear that old age brings with it physical vely, and perhaps better than before. My thinking is con-
limitations and that these have a damaging influence on stantly developing; new aspects of reality often present
their moral and intellectual capacities. May I ask you, themselves to my mind. This arouses joy and enthusia-
who have been seriously affected with regard to your sm in me, but it is not without drawbacks, because I feel
health, how do you see this problem? driven to change and to improve (at least I hope so) that 79
which I have written in the past, although I realise that
2. We often hear people say: “I am too old to change”. I might do better to write something new with the time
You, who believe deeply in evolution, would you like to that is left to me on this earth.
give your opinion in this matter? Do you have a sense
that you can continue to improve yourself, or that the- 3. I neither desire nor fear the death of my body, becau-
re are certain aspects of your thinking which need to se I am deeply convinced, not only of the afterlife, but
change? of the perpetuity of life. I am convinced that the “spi-
ritual nucleus” which is our very essence, is immortal,
3. If it’s not indiscreet, can we ask you what you think and that its manifestations will be renewed with an ever
about death, in particular your own death? wider consciousness and an even greater creative power.

4. Finally, how would you reply to someone who asked 4. In order to age well, one should do what I have called
you “How should we grow old well?” “the psychosynthesis of the ages”, that is, to keep pre-
sent and alive in us, to some extent, that which is best
Roberto Assagioli and most valuable to us in each age. The openness to the
1. Our moral and intellectual capacities are not necessa- world and the sense of wonder of the child; the fervour
rily influenced by our physical limitations, even when of the adolescent, the dash and dynamism of the youth,
serious, at any age. the equilibrium and maturity of the adult, the many fru-
There are many examples of this; I will just mention its of experience with their gifts of wisdom which come
Charles Darwin, who was only able to work for 1-2 with old age. In this way, the old person has the privile-
hours a day; William James, whose health was pre- ge of becoming again a child with children, a youth with
carious during all his life, and above all, the shining the young, communicating with benevolent understan-
example of Adele Kamm, who, confined to her bed by ding with people at each stage of life.
a spinal illness, exercised an apostolic benefit for many Thus, while withdrawing gradually from participation in
sick people. external living, the old man (and this is equally valid for
As for myself, my considerable physical limitations due women), can become a solid point of support and a cen-
to my age do not seem to be influencing my capacities, tre of beneficent irradiation for those around him.
as I shall say presently.
Unlike determinism, indeterminism recognizes the
existence of chance, giving chance the meaning of an
occurrence that occurs without a definite and iden-
tifiable cause or an event that happened due to causes
that certainly exist but are not known, ‘non-linear’, di-
sconnected or better ‘intricate’, that do not present a
cause-effect-necessity sequence, that is deterministic,
such as to allow the identification of them and the pre-
dictability of the effects.

Case as a term has an unusual plurality and is subject to


various and not always defined uses or synonyms in the
sense of randomness: episode, coincidence, contingency,
example, eventuality, accident, event, eventuality, fate,
IS THE MAN fate, fortune, juncture, imponderable, hypothesis, occur-
RESPONSIBLE FOR rence, possibility, probability, affair, combination, fact,
circumstance, situation, occurrence, destiny, traversal,
HIS DESTINY? conjuncture, problem, unforeseen, emergency, occasion,
etc. , synonyms that place this term on the border with
REALITY OR ILLUSION? the own irrationality of an event commonly conceived
as out of the control of human reason.
Translation by Damiano Pagani It is evident the extent of the influence deriving from the
assumption of one or the other of these two positions
which also inspire the various psychological models:
It is worth mentioning some considerations in this re- • Man is completely helpless and then ... Luck -
gard, to be able to freely choose on which side to stay... Misfortune - Impotence...
Do we live by chance or by necessity? • The man has a form of freedom and then... Freedom
Is our destiny preconstituted and channeled, or are we of ... Learning...
80 free to go in any direction?
Are we prisoners without the escape from a life that we We can sterilely oppose the two positions or compose
can only suffer, or is there in us the power to determine them.
the course of our life? How? Inserting the evolutionary concept.
It is worth mentioning some considerations in this re- By evolution, in Psychosynthesis, we mean the process
gard, to be able to freely choose on which side to stay ... of growth, of progress, of passage from potential to cur-
We can recognize different positions. rent, operating in every level and in every aspect of the
The deterministic view: determinism is the idea that all manifestation; the uni-verse is evolving (towards one)
things that happen in the present and in the future are a and all beings, from the largest to the smallest, participa-
necessary consequence caused by previous events. te in this process towards that perfection which consists
in the full manifestation of the Essence in the Form.
There are more rigid forms: everything is predetermi- This evolutionary tension corresponds to a profound re-
ned so that even man is not absolutely free, cannot make ality, active both in the processes of nature and in the
choices, is pre-destined, from before his birth (destiny human being, where the two supporting pillars progres-
and predestination), and intermediate positions: there is sively meet: The Self (the Essence) and the Personality
a ‘quota’ of free will, but some things are determined (the Form).
(libertarianism). Therefore theories for which free will The approach, the union, the integration, the synthesis
is compatible with a certain determinism. Destiny as a between Self and Personality take place gradually, throu-
term generically refers to a set of inevitable events that gh interpenetrating levels, promoting, step by step, the
occur according to a timeline subject to necessity and path of growth and development of self-consciousness
which lead to a final predetermined consequence. and producing the emergence of progressively more in-
The deterministic interpretation of causality is found in clusive levels of life and action (contact with the will),
those philosophical currents which, conceiving the uni- of an ever clearer awareness of the meaning to be attri-
verse as created by an ordering Logos, deny the existen- buted to one’s being in the world and to the events that
ce of chance as everything happens ‘out of necessity’, characterize it, and consequently to progressive degrees
claiming that the case is only an ‘ignorance of the cau- of freedom and ability to understand and to want.  And
ses’. In fact, the concept of chance has always been op- this is where the discourse on free will is inserted, which
posed, with the current suffrage of scientific theories, to is the philosophical and theological concept according
the concept of cause. to which every person is free to make his choices.  In
the religious field, free will implies that divinity, howe-
ver omnipotent, chooses not to use its power to condi-
tion the choices of individuals. In ethics this concept is
the basis of an individual’s responsibility for his actions,
‘for better or for worse’.
Free will: freedom - will - self-determination
But being free to choose, does not mean absolute and
omnipotent freedom and man learns that soon!
With the progress of self-consciousness, man becomes
aware that there are active laws that regulate life and
which he cannot disregard.
From an existential point of view these laws represent
the Will of Life to manifest itself in the form and act
specifically on the various levels (i.e. law of gravity, of tion of the body or mind is the result of forces or ener-
attraction and repulsion, law of action and reaction, law gies that determine its cause and at the same time what
of equilibrium...). is the effect becomes in turn the cause of some other re-
They are also operative in the human being and re- sult, which in turn produces other gross effects. and so
present the intrinsic modalities aimed at achieving the on in a chain of causes and effects that continue to occur
evolutionary purpose, that is to bring to fusion the two uninterruptedly. Moreover, we have always tried to go
human components: the personality of biological origin back to this way from effect to cause, until the cause of
and the ‘spiritual spark of divine origin’: ‘Illumination’ - the causes, the First Cause, which in any case remains a
‘Self Realization’. mystery hidden in time or in the Eternal.
Laws guarantee not only the achievement of the pur- In eastern philosophies and religions, the law of cause
pose, but also the functionality of the whole system; and effect is called the ‘law of karma’. This formula-
they act synergistically among themselves and anyway tion, further developed in the eastern-inspired spiritu-
anywhere on all levels, even if in different forms. al teachings of the Masters of Wisdom, can help us to
Man can: undergo them - know them - adapt to them - understand its purpose and function in the evolutionary
dominate them, consciously subjugating himself - mana- process, as far as we humans are concerned.
ge them - collaborate, using them for their purpose: this The ‘average man’, who has not yet begun to ask him- 81
is where our free will is played, according to which we self questions, has no awareness of his own or of the
can accelerate, slow down or even temporarily devia- others’ evolutionary process nor of its purpose lying in
te from the evolutionary process, delaying our and the the unconscious, therefore behaves according to his own
others’ evolution, until we can even destroy the experi- needs, desires, conditioning etc., mostly in a misaligned
ment ‘planet Earth’. way with the purpose of the evolutionary process itself,
If we start from the hypothesis that we are grafted into producing imbalance and disharmony, both on an indi-
an evolutionary process, which has a purpose, a direc- vidual, relational, and collective level.
tion, we cannot ignore the hypothesis of a Law of Cause The ‘law of karma’, through the effects produced by the
and Effect. misaligned actions, tends to bring him back on the ‘right
What is it about? path’ (the evolutionary path, valid for him in his specific
phase) proposing events that basically represent lessons,
“Certainly every earthly event has its invisible cause which can be passively suffered (procuring often a lived
behind it and it itself is a cause in power” experience of suffering), but then as the conscience ma-
tures (thanks to the events produced by ‘karma’) it be-
 Understanding the conditions from which an effect is comes a lively opportunity to learn.
produced has always been the purpose of the different ‘Karma’ is therefore the sum of the effects of causes we
branches of science and philosophy, and is the basis of have established in the past and which continue to exert
every religion. For most of the sciences and philosophi- a profound influence on our present actions. In itself it is
cal currents the law of cause and effect is the most uni- neither positive nor negative, like any existential situa-
versal of all laws. It governs all phenomena, from the tion, it is only there, in the present reality to indicate the
grossest to the most subtle one. All the forces of nature, changes to be made.
both physical and mental, obey this law and can never But this is not always possible, because the ability to
transgress it. generate new causes that over time can produce desired
Every event is the effect of some invisible force that in- effects is connected to the ability to ‘think’ and con-
teracts in harmony with the law of causality: from the sciously use the power of the mind. As long as we live
vibrations of electrons to the revolution of the Earth focused on the physical and emotional plane, we take
around the Sun, from the fall of an apple on the ground mass effects; as we evolve, our power and our ability to
to the raising of a limb by willpower. Likewise every ac- hurt or to help increase, as well as the responsibility for
It is linked to the presence of Psychic Energy, the spark
of Life, which can be contacted and used by us and
which manifests itself in us as that dynamic impulse we
call Will and which comes from the most ‘profound -
elevated - central - the Self’.
This power is in us. We recognize how we have already
experienced it when we have set ourselves a goal in a
persistent way; let us not let it act in an uncoordinated,
unconscious way, based on ignorance, for materialistic
and separative reasons, as it currently happens for much
of humanity.

‘Everyone has a power to administer for which he is


the effects we can produce in our and others’ lives. (The responsible’
more you evolve the more you can act for better or for
worse!) Let us remember that this power still acts, also un-
consciously, determining individual and collective
‘One word alone, one thought, to create empires of evil consequences.
or empires of good’
So what is the freedom of Man?
The motivations that drive us to action are of fundamen- • That which derives from the conquest of awareness
tal importance. • That which arises from the contact with our intrinsic
In fact, in front of ‘karma’ the interior attitude is funda- will, placed at the center of ourselves, which gives
mental, which can transform it into ‘Dharma’. us the power to choose, not as much the what, as the
We must learn to live in ‘Dharma’, that is, in harmony how, not as much to avoid the effects, as to promote
with the laws of the cosmos (which means order), to find new causes
our place, and thus achieve the joy of self-realization. • That which manifests itself as understanding,
A free good will is able to alleviate the sometimes heavy acceptance of reality and its limits and obedience to
82 severity of ‘karma’, but to this end we must recognize the laws of life
that we are followed in earthly life by a series of ne- • That which is realized in living and not in letting
gative actions that have survived. So, thanks to this un- oneself be lived, in being active and not passive,
derstanding, one can bear the misfortunes patiently and in choosing the attitude with which to stand before
lighten them through the constructive use of free will events
and some good deeds: here is how to facilitate the mel- • That which drives our thoughts and actions, knowing
ting of karma! that it is not as much important in the world where we
are, as to which direction we are going
‘Who is a slave to the past does not think about the • That which does not pretend to understand the
future and stops. Errors must be a bridge for new causes of the events at all costs, that can be clear
knowledge, not obstacles. All the many mistakes that or mysterious, even if we can think that nothing is
are committed in life can be turned into useful fires if random
you do not give in to discouragement’ • That which knows that destiny is not fortune or
misfortune, but is built in the commitment in the
We live in a world of effects, we ourselves in our per- present
sonality are some effects, our relationships are effects, • That which is not afraid of the future and the
our living conditions are effects ... Often we persist to unknown, but walks upwards expressing itself in the
change ourselves and life by trying to change the ef- total assumption of responsibility before life
fects, which makes difficult and largely vain our ac- • That which knows that the only freedom is in the joy
tions and produces in our lives only vicious circles, of becoming oneself
self-regenerating. • That which knows that being free is a state of
To move to virtuous circles, which spiral out into an ever consciousness, which arises from the liberation from
brighter future, we must change, starting from oursel- tyranny and self-imposed servitude and is affirmed in
ves, trying to understand the mechanisms that passively the elevation
determine us and, through the will, beginning to train • That which dwells in the heart and thanks for being
ourselves to be promoters of new, constructive causes, able to live the Adventure of Life.
in line with the evolutionary direction.
In us there is the power to consciously promote causes
and ‘give life’. Luce Ramorino
opportunities for letting know and developing its
CREATING educational and transpersonal aspects in Himalayan
A TURNING POINT India. The meeting, organized in this centre with
local teachers and professors, aimed at creating the
IN EDUCATION opportunity to start a meaningful conversation that
could identify some thematic groups about the education
of the future, trying to identify and isolate a common
Translation by Alberto Gabba denominator between East and West. In fact, as written
by prof. Margaret Wheatley:
Conversation at the “GoodWill Center” in Darjee-
ling (India) «There is no power equal to that of a community that
«If the Eastern method can awaken us from our sleep, converses with itself about what it wants. Meaningful
the Western one can avoid that, in the meantime, it conversations generate the power to change, create, or
turns into a nightmare.» Ken Wilber transform institutions, values and points of view about
the world. If we want to bring about change, we need
The fundamental purpose of this contribution is to pre- to reunite the community, find out what’s important for 83
sent an ontology (a discourse on the nature or funda- it, and then connect all this to similar conversations.» (2)
mental essence) of the turning point in education. This
article is based on some ideas related to the theme of The part reported here (slightly revised in form, but
the “nature of the turning point”, shared in my report at faithful in content) is the recording of a moment of inte-
the last National Congress organized by the Centre of raction I had with a local teacher, Ava Rai, from which
Varese, applied to education.(1) The article comes from emerged some very important ideas, which will be the
the working out of notes, transcripts and annotations of a based for the next considerations and observations in the
meeting event that took place at the “GoodWill Center” present work:
of Darjeeling (India) on March 7, 2018, between a group
of Italian educators, which I belonged to, and a group of «MV: [...] I think that today, here, we have a profound
local teachers and professors. opportunity to start something really meaningful regard-
ing the mission of our time (giving birth to a new form
I had been invited to participate in this journey on the of humanity) and to the theme of our journey: education
“Education for the Nascent Humanity” in August 2017 for the future.
by Marina Bernardi, president of the Community of Li- We are in this Centre because each of us has taken a po-
ving Ethics founded by Sergio Bartoli (Assagioli’s pu- sition for the future of human education as something
pil). The purpose of the journey was to bring together that concerns him or her in person, and here, together,
a group of young educators in order to visit some are- we can explore some issues of fundamental importance
as of India (the new educational schools of Auroville, that unite us, that transcend the very different back-
the work of the GoodWill Center in Darjeeling, the tea- grounds we start from.
chings on education of Agni Yoga at Crookety House, The opportunity here is to start a meaningful conversation
etc.) and to lay the foundations of a work on the educa- on the education of the future, trying to identify and
tion for the nascent humanity. isolate a sort of common essential denominator - if it
exists - from which to start, the core of a structure deeper
This article relates about small part of the journey that than any content that differentiates our formations.
concerns the event at the GoodWill Center, opened by Nucleus in fact means: the point from which something
the Community, inspired by the principles of Assagioli’s exists, beyond which there is nothingness.
psychosynthesis and, in particular, aimed at creating To start this conversation, I would like to invite you to
A.R.: Regarding the invitation to the conversation that has
been opened, and the most important and decisive thing
in this direction, I want to say this: observing my life, as a
mother and as a teacher, I had a tendency to focus on do-
ing something as a teacher and not on being a teacher. The
books we study are designed to teach us what to do and
how to behave, without giving any importance to what it
means to be a mother or to be a teacher. When you think
this way, bringing attention to doing, rather than to the
presuppositions of education, you cannot really create an
impact and you cannot really alter anything thoroughly,
because you move and act like a blind man. So far, a lot
has been taught - and I myself have learned - on the con-
stay together for a moment in a survey, a space or a gla- tent of the subject and on teaching, but almost nothing on
de - in the form of an open question. In the great Western the being of the child and the teacher, and on the being of
educational tradition, Socrates taught that true wisdom is education in general. As far as I am concerned, the most
never a product of ‘seeking answers’, but of ‘living in important thing to start with is to lay the foundations for
the questions’ the most profound and radical questions of a great investigation into the presuppositions of human
life, using every answer that we obtain as a further ope- education according to the old paradigm, and from there
ning, expansion, question. Plato defined this process: the to move to establish an entirely new one».
expansion of the soul. The inquiry that I want to open con-
cerns precisely what we feel to be - among the different
questions that come to our mind - the question of deci-
sive importance for the future of education. It would be
important to be able to identify any self-evident criterion
or underlying structural principle that might transcend our
contents and background. In the Crito, Plato converses
with the homonymous character, and teaches us that wi-
84 thout a criterion (from the Greek krino: ‘I judge’) it is im-
possible to judge any aspect of reality.(3) [Darjeeling GoodWill Center] From left: Dr. Pratap Singh Rai
To be frank, I believe that - if this criterion exists - it has (prof. of Buddhist Ethics, Director of Bhadra Sheela Memorial
to do with, or in a certain sense is a function of, a more ab- Institute), Mauro Ventola, Virginia Benzi, Marina Bernardi.
stract background that unites us all: the spirit, the theme or
the fundamental mission of our time.(4) We are already im- The Turning Point: the Decisive Criterion
mersed in this spirit of time, which is as invisible for us as «Perhaps we are at a time when the night of the world
the air we breathe and as the water is for the fish. It is des- is approaching midnight. Perhaps this era of the world
tined to be indeterminate as long as it remains not distinct, is coming in the time of extreme poverty. But maybe
not noticed, but exactly for this reason it is decisive.(5) not, maybe not yet. Long is the time, because even ter-
ror is ineffective until mortals have made the turning
But what I can say is that if this spirit cannot be grasped point. But the turning point is made by mortals only if
directly, we can, in a sense, do this through its phenom- they recover their essence». Martin Heidegger
enologies or manifest effects. And one of these is the
total crisis that characterizes this time, and which in- The event at the “GoodWill Center” allowed us to bring
volves every field of human life (education, democracy, to light one of the decisive ideas for starting our work:
politics, medicine, economics, psychology, philosophy, the turning point. This term can be traced back to the
etc.). Being in crisis is not something specific, but (in- work of Martin Heidegger, considered in the history of
volves) all human identities and meanings. We are on philosophy as the main philosopher of the twentieth cen-
the threshold of a total anthropological crisis, of a radi- tury. In his statement, Heidegger approaches the turning
cal crisis about the identity of what it means to be hu- point towards the essence, the fundamental and substan-
man. And education (ex-ducere, ‘to lead out’) can be tial being of something. As far as the establishment of
seen in this context as the most important theme of the the human being is concerned, the turning point has a
mission of our time, since it concerns ‘pulling out’ a new particular nature. Here’s how two dictionaries define it:
humanity, that is creating a turning point related to what • Dictionary A: Turning point
it means to be‘human beings’.This survey is an open in- a) Change of direction
vitation to start from the most difficult (but most impor- b) Crucial (existential) change
tant) question, to do our part for the transformation of • Dictionary B:
education as we have learned to know so far ... c) Moment of decisive change in a course of events.
If we look at the etymology of the word (according to
Assagioli this is a real “psychological technique”), we
discover that in Italian svolta (turning point) is a term
coming from the Latin svoltata, that is “turned”. The act
of turning consists of turning our sight to a different pla-
ce and implies the act of vision. For that specific being
that is the human being, the turning point is the product
of seeing something in a new way - which allows to see
possibilities that were not present before. In the centre of
the turning point is an alteration of a certain undisputed,
not examined view of the world. This is the ground for
the educational work for the future. The determining po-
wer of a particular view of the world is depicted by the
anthropologist Henry Jules, in his book Culture Against Paradigms of the Alteration and of the Turning Point
Man: «What you see depends on how you look. Since observ-
«In a society in which the competition to seize the fun- ing is not only receiving, unveiling, but at the same time
damental cultural assets is one of the pivots of action, a creative act». Søren Kierkegaard
one cannot teach people to love each other; on the con-
trary, it becomes necessary for the school to teach chil- In other words, there is a substantial difference between
dren to hate each other, avoiding showing it, because our working in the education (content) or on the Education
culture cannot tolerate the idea that children may hate (horizon). In the latter case, philosophy has often spoken
each other. How does school satisfy this ambiguity? [...] of transcendental. Transcendental here does not mean
Boris had difficulty in reducing 12/16 to the minimum something supernatural, but the hidden and implicit con-
terms and could only get up to 6/8. The teacher asked ditions that make possible an experience. It is the space
him quietly if that was the maximum he could get to; - the whole of what must be present - behind the appea-
the maximum he “believed”, the teacher insinuated, that rance of a phenomenon, so that it can manifest itself in
he could get to. The other children raised their hands, the way it does. The event described by H. Jules does not
eager to correct him. Boris was quite unhappy, with his emerge by chance; its existence (from ex-sistere: “being
mind probably paralyzed. [...] After a minute or two [the outside”) is made possible by the horizon behind certain 85
teacher] turns to the class and says: ‘Well, who can tell assumptions and values (including “competition”). So, if
Boris what the divisor is?’. A forest of hands is raised, we want to achieve a turning point in human education,
and the teacher calls Peggy. Peggy says that four is the we must be able to alter that horizon.
greatest common divisor. [...] Boris’s failure made Peg- The word horizon is Heidegger’s favourite metaphor to
gy’s success possible; his unhappiness is an occasion for refer to the transcendental sphere. A horizon can never
her exultation: here is a typical situation of the current be objectified, and at the same time no object can exi-
American elementary school. To an Indian Zuni, Hopi st without an implicit horizon that hosts it. The horizon
or Dakota, Peggy’s performance would seem incredibly concerns the network of conditions relating to the possi-
cruel, because the competition, gaining success through bility of existence of something; to have access to what
the failure of others, is a form of torture unknown to Ava Rai pointed out, that is to the possibility of altering
those non-competitive cultures. Considered from the the being of education, being a mother or being a tea-
point of view of Boris, the nightmare on the blackboard, cher, what is required is to alter the horizon. This means
perhaps resulted in a lesson of self-control, so as not to that a work aimed at obtaining noteworthy contributions
run screaming out of the classroom under the enormous for the future of education must first take place from the
pressure of the public. [...] At school the external night- appropriate reference paradigm. The word paradigm co-
mare is internalized for life. Boris was not just learning mes from the Greek paradeigma and over time has ta-
arithmetic, he was also learning the essential nightmare. ken on the meaning of “vision of the world”.(7)
In our culture to achieve success we must learn to dream The considerations made so far led us to state the exi-
of failure even at night».(6) stence of two general paradigms:
In the context of a significant work on education for the • The paradigm of change (or incremental
future and for nascent humanity, there is a crucial di- improvement).
stinction that must focus all our efforts, commitment and • The paradigm of the turning point (or of the
energy: ontological transformation).
• A work aimed at generating an alteration of the
content, of doing, improving or changing. Actually, these are two ways of conceiving the work on
• A work oriented to generate an alteration of the education, which inevitably determine the way we relate
horizon, of the underlying vision of things, of the to it and therefore our interaction. As a result, the para-
basic assumptions of a reference model. digm we choose has domino-effect implications. We can
drawn, towards which it tends. The ultimate reduction
of every psychic activity is its intentional essence. And
for this it is very important to understand what the two
paradigms tend towards. The paradigm of change: it ten-
ds to improve, alter, change an aspect of the future, but
within what is possible (according to a certain vision of
the world). The paradigm of transformation or turning
point: its tension is to offer new possibilities, and in par-
ticular to create a future that otherwise would not have
happened (and therefore “impossible” according to the
same vision of the world).

3. Direction of attention. Referring to the ten laws of the


discover the most important differences between these psyche declared by R. Assagioli, we know that where
two paradigms by observing the configurations that they attention is placed, there follows energy. We must un-
take, from at least seven angles: derstand clearly that every paradigm preforms and pre-
orientates the attention of people in a certain direction; a
1. Genesis or source. The word ‘genesis’ comes from the paradigm is never neutral. If we remove all the acciden-
Latin genĕsis and from the Greek γένεσις whose root is tal and momentary elements, and after having made va-
γεν - of γίγνομαι “to be born”. Saying “genesis or source” rious ‘cuts’ we look directly at the substance of the way
of the paradigm we intend to examine the aspect of birth, in which these two paradigms organize our attention, we
origin, formation. We refer to the question: where do discover the following:
these paradigms come from or how do they originate? • In the paradigm of change, our attention is focused
The paradigm of change has its source in the usual and within the boundaries, limits and definitions of ‘what
customary way of seeing things : it is inherited, since it is possible’ within a given vision.
is based on the pre-understanding that man has breathed • In the transformation paradigm, attention is focused
and internalized by osmosis from a certain historical-cul- on what is outside the boundaries, limits and
tural environment.(8) An individual does not choose these definitions of ‘what is possible’ within a given vision.
86 pre-understandings, he does not think them, but they
are the unexamined assumptions from which he thinks, 4. Operating mode. The Webster Dictionary defines the
and correspond to the sphere that M. Heidegger called word ‘function’ as: «The way something works, the ac-
the “unthought”. Whenever a man wants to change or tion or the normal or characteristic behaviour of so-
improve something, he always moves within these pre- mething». In the paradigm of change: we work on what
understandings. Unlike the first, the genesis or source we are doing, on the process of the action. In the para-
of the transformation paradigm finds its origin in a cre- digm of transformation: we work by altering the way in
ative act. The philosophers of the great scholastic theol- which something is, in an indirect and radical way, that
ogy held that true creation is ex-nihilo: “from nothing”. is through the alteration of the implicit horizon in which
Creating really means “bringing something to light” and that phenomenon exists, from which it appears.
doing it from nothing. But it must be distinguished that 5. Definition of human action. In each of these para-
it is created from the nothing of itself, and not from abso- digms, human action is conceived in a certain way. In
lute nothing. In fact, every creation always derives from the domain of change: action corresponds to a series of
our being, and is proportioned and allowed by our being. material activities aimed at altering something (content)
From the point of view of psychosynthesis our being has and obtaining a certain effect (result). In short: the action
two dimensions (9), and therefore this creative act must re- is seen and conceived from the point of view of the phe-
quire - as it were - two movements: nomenic Ego.(10) In the domain of transformation: action
• An act of awareness (and therefore, to a certain extent, of is seen and conceived from the point of view of the real
liberation) from implicit assumptions inherent to culture. Ego (which is a pro-creator Ego) (11): a series of stances
• An act of intentional creation of new presuppositions, on the future (resolutions (12)) that have the power to cre-
inherent to a culture closer to the laws of the world of life. ate new, otherwise non-existent “possibilities for life”.
6. Ethical conception. With the word “ethics” we me-
2. Intention or future. Each paradigm has an intention or an: the investigation of the source of human behaviour
a future that becomes its ‘organizing principle’. Inten- in relation to the categories of ‘good’ and ‘evil’. In the
tionality, starting from Franz Brentano, is conceivable paradigm of change: the notions of “right” and “wrong”,
as a “tending towards” something, as a “will towards” “should” and “should not” are already given by an im-
an object. It concerns the irreducible internal tension plicit system, undisputed and taken for granted. One
of a form of reality, and indicates its basic design, its moves within a world of options, organized by a series
project, its vector: the goal for which that something is of stereotypes established by the specific culture (cultu-
ral imperative). In the paradigm of transformation the-
se stereotypes are made explicit and made relative. It
works “beyond good and evil”, removing any stiffness
and absolutism from moral stereotypes. Every ethical di-
rection is possible (world of possibilities), provided that
it respects the intelligence of the circumstance, and the
functional utility to the laws of life (vital imperative).(13)
7. Relationship with risk. Finally, the two paradigms pre-
orient the relationship with risk. The paradigm of chan-
ge (survival-oriented) is designed to win, ascertaining
and controlling things, avoiding risks. The paradigm of
transformation (oriented towards greater vitality) is de-
signed to give itself fully to a noble possibility,(14) and
we deliberately and freely assume the risks necessary home of being”.(17) Creating a new culture on education
for its manifest realization. This relationship with risk is is nothing more than inserting new conversations onto
indicated - among others - in a Handwritten Note by R. the general conversation of education according to the
Assagioli (AS 6631): categories of our time, to alter it in a meaningful way.
«A wise will has, in the right time and place, to be able A culture, in fact, is nothing but a shared conversation.
to dare, assuming responsibilities and risks. It is neces- The creation of a new culture takes place when a cri-
sary to have the courage to make mistakes, to give in life tical mass of human beings develops a new language,
its right part to the ‘unexpected divine’». different from the previous one, which then becomes a
And by the theologian Dietrich Bonhoeffer, who wrote common language, a new pre-understanding or a hori-
from the concentration camps: zon from which to see things. As individuals, our chal-
«Thinking and acting with the next generation in mind, lenge is being able to give voice to real human “I” and to
and being ready to go away every day, without fear and incorporate its principles into a new horizon delivered.
without worry: this is the attitude that is practically im- In its essence, it is a semantic revolution.
posed on us and that is not easy, but it is still necessary
to keep bravely». If creating a new paradigm - or culture - is generating
a new shared point of view (language), we need words 87
A Culture for Nascent Humanity that are well founded, sufficiently clear and powerful,(18)
but also more radically human.(19) We could say power-
«Culture is the spread of light, in the darkness of ful words (masculine) in the measure in which we will
matter». The Portal, Città della Pieve develop a great silent (feminine) listening. These words
cannot be invented. We must train the perception of that
One of the most significant synthesis achieved in the inner voice that is always ‘measure’ of our identity, re-
journey on education is that most of the current attempts ality, humanity. But we could never understand the in-
for intervention are not sufficient to have an impact on sights of that voice by improving or changing one of
the formal cause (15) of the real educational crisis that the various responses within the presuppositions of our
humanity is going through, which makes it unique and way of seeing things. Rather, as the philosopher Hans-
peculiar, compared to all previous ones. Much of the George Gadamer has clarified in his Truth and Method,
practices, attempts, expected results, perceived possibi- the insights will come from the measure of our ability
lities and actions carried out, move within a paradigm to live in the school of questions, questions so powerful
(culture) (16) created in the image and likeness of the sa- as to redirect the axis of the assumptions that found our
me configuration of the human Ego (egoic-separated) paradigms:
that is in crisis. What is required at this moment by the
appeal of our time is to rethink education entirely, se- «[New insights] always presuppose an indication in the
lecting the paradigm of the turning point, to offer to the direction of an opening area from which the idea may
future an education for life. We need not make an im- come, that is, always presuppose questions. The re-
provement, but to create new alternative bases for a al nature of the sudden idea (insight) is perhaps not so
change and transformation of being (ontology) of edu- much the realization of the solution of a problem, as the
cation. The great challenge is to work on the elabora- sudden realization of the question that advances in the
tion of a new horizon, from which a new way of seeing opening and therefore makes an answer possible. Every
things and of interacting with them can take life. The sudden idea has the structure of the question».(20)
real source from which the being of education comes, is
the horizon of meaning.
The fabric of this horizon is made of language, it exists
in language. As M. Heidegger says: “Language is the Mauro Ventola
Bibliography - Notes Per l’armonia della vita (Psychosynthesis, For the
Harmony of Life), Astrolabio, Rome 1993)
1) M. Ventola, “La natura della svolta. L’accesso 11) The connotation of the real “I” as “pro-creator”
effettivo al rinnovamento” (The Nature of the Turning has been well explained by the philosopher Marco
Point. The Actual Access to Renewal), National Guzzi: a living subjectivity capable of inserting new
Congress Il Tempo del Rinnovamento (Renewal information that alter the structure of the universe.
Time), Institute of Psychosynthesis, Gazzada (M. Guzzi, Fede e rivoluzione (Faith and Revolution),
(Varese), Villa Cagnola, 29-29 April 2018. Edizioni Paoline, Milan 2017)
2) To deepen a vision of language, integrated with 12) Resolution is the most radical of the acts of will,
psychosynthetic principles, and about the power of based entirely on the “I”. Paul Tillich writes:
conversations to create a future that otherwise would «[Heidegger] [...] analyses a phenomenon to which
not have happened, see: M. Ventola, Conversazioni he gives the name of ‘resolution’. The German term
per il Futuro - Vol.1 (Conversations for the Future), that designates it, Entschlossenheit symbolizes the
L’UOMO Edizioni, Florence 2018 unlocking of what anxiety, submission to conformism
3) Plato, Critone (Crito), Bompiani, Milan 2000. and self-isolation have closed. Once this has been
4) J. Ortega y Gasset, Il tema del nostro tempo (The unlocked, we can act, but not according to rules
Theme of Our Time), SugarCo, Milan 1994. given by someone or something. No one can direct
5) As RD Laing wrote: «The set of the things we think the actions of the ‘resolute’ individual - no God, no
and do is limited by what we fail to notice. And since convention, no law of reason, no norm or principle.
we cannot notice what we fail to notice, we can do We must be ourselves, we must decide where to go.»
very little to change, until we notice how not to notice (P. Tillich, Il coraggio di esistere (The Courage to
shapes thoughts and actions». Exist), Astrolabio, Rome 1968)
6) H. Jules, Culture Against Man, Random House, New 13) J. Ortega y Gasset, op. cit.
York 1963 14) M. Ventola, L’Evoluzione possibile dell’uomo (The
7) T. Kuhn, La struttura delle rivoluzioni scientifiche Possible Evolution of Man), Iemme Edizioni, Naples
(The Structure of Scientific Revolutions), Einaudi, 2016.
Torino 2009. 15) The word ‘formal’ in philosophy is usually opposed
8) «A paradigm is a view of the world constructed to the notions of ‘content’ and ‘matter’. Logical
88 on the basis of implicit assumptions, accepted formal: in the teaching of Aristotle, is the internal
definitions, comfortable habits, values defended logic that brings matter from the power to the act,
as if they were truths, and convictions projected as following an implicit ideal model. For the Greek
reality. Therefore, paradigms are deeply linked to philosopher, form has a logical priority on matter
the socialization of adherents and practitioners: the (“Of all things we can speak inasmuch as it has
paradigms tell them what is important, legitimate and a form and not for its material aspect as such” -
reasonable. Paradigms are also normative, asserting Aristotle, Metaphysics VII). The formal logic
what should be done without the need for long describes the movement of human rationality that is
existential or epistemological considerations. But it is oriented to identify the substance that is independent
precisely this aspect of the paradigms that constitutes of any content.
their strength and weakness: their strength because 16) It is essential at this point to distinguish the notion
it makes action possible, their weakness because of culture. By culture (or anthropological culture)
the reason for action is hidden under undiscussed we can understand that complex and set of models,
assumptions of the paradigm itself». (M.Q. Patton, modalities and structures of meaning that man has
The paradigme dabate and utilitarian synthesis, in elaborated, and which he delivers and transmits in
Utilization-focused evaluation, Sage, Thousand Oaks various forms to respond to certain types of issues
1997) of shared interest or fundamental importance (in the
9) «Self-consciousness, or I-consciousness, has two article: the problem of how to educate a human being
characteristics: one introspective, the other dynamic. for being fully human).
This can be expressed in various ways: for example, 17) M. Heidegger, Lettera sull’«Umanismo» (Letter on
‘I perceive myself being and willing’; or ‘Because «Humanism»), Adelphi, Milan 1995.
I am, I can want’.» (R. Assagioli, L’atto di volontà 18) As F.W. Nietzsche rightly guessed: “Truth needs
(The Act of Will), Astrolabio, Rome 1977) power” - or is forgotten by history.
10) «[...] What we are aware of is only what can be called 19) The aim of education for nascent humanity, in fact,
the Phenomenic “I”, which all the changing states is realized in new schools for the new generations of
of consciousness, thoughts, feelings, etc. refer to. human beings.
But this phenomenic “I” is only the manifestation of 20) H.G. Gadamer, Verità e metodo (Truth and Method),
the real “I”, the permanent active principle, the true Bompiani, Milan 2001.
substance of our being.» (R. Assagioli, Psicosintesi.
an intrauterine level: phase in which the soul asserts its
TRUST YOURSELF right to be there, to “Incarnate” in one’s own body that
THE CONQUEST is accepted into the world, which is welcomed by the
surrounding environment, acquiring the security that al-
OF SELF-ESTEEM lows him, in opposition to what he feels to be reliable, to
recognize evil and negativity. This is why anyone who
Translation by Achille Cattaneo receives this kind of trust from the child receives a pre-
cious gift. But also a great responsibility.
In this period, the presence of traumatic circumstances
According to Umberto Galimberti’s Dictionary of Psy- can affect, in fact, the basic trust with consequent re-
chology, trust is the reassuring state that derives from percussions against a depressive or neurotic-impulsive
the persuasion of the reliability of the surrounding background in adult psychology. Betraying the trust of
world, perceived as being well disposed towards the a child is “polluting” the meaning of our future. On the
subject. other hand, honoring the gift constitutes a real “develop-
mental ecology”.
Let’s try to imagine ourselves at the back of the super- 89
market checkout, or sitting in our armchair at the cine- In adolescent psychology, the theme of trust / mis-
ma. Who is behind us? A stranger, or maybe someone trust is accompanied by that of the friend / foe. In oth-
we know only by sight? We would entrust our back or er words, there is a significant presence of what Renzo
not for a “touch” just more than random ... and why? Carli calls the “collusive myth” of the group, that is the
Trusting is always a risk, a bet. If we could trust everyo- symbolization of the “other from oneself” according to
ne and always, trust would no longer have value, it the code and the language of familism, that is the nega-
would be “inflated”. And then, can the fact that we trust tion of the stranger and the affirmation of the ‘friend /
someone, even if motivatedly, protect us from his pos- foe, through an emotional mode of totally self-reported
sible error? Although if in total good faith, an error is relationship (e.g. in the school class the boys-teacher re-
always possible. So, what would happen to the error in lationship is turned into a “parent-child” clash). (2)
which a trusted person can fall ... would we deny him Furthermore, trust has its roots in our biological struc-
our trust from now on? And finally, how important is ture of mammals. Those who are more confident are bet-
the way, the attitude with which the error is faced or its ter in health, their defense system is not always alerted,
eventual reiteration? it is not hyper-adrenalinic, he does not risk autoimmune
diseases. That is, there is an objective evaluation of the
In fact, while the child trusts because he has no choice, external world, free from subjective projections, because
the adult can choose drawing from his own experience. there is a self-evaluation, an attribution of the “sense of
That is, to one’s awareness of the type of patterns, of in- self-worth for oneself and the others” for the person, al-
trojected relationship models. so through the promotion and “playful” training “ in the
After Freud’s innatism, we witness to the passage from group to which they belong: small conflicts, discussions,
the EGO psychology - based on the “drive / defense” comparisons in which humor and self-irony lighten the
model - to that of the “relationship” as it is the same mo- demanding task of individuation, are important evidence
del that structures the drives, the needs, the desires, as it of growth for self-recognition as a subject.
is well represented in the Theory of object relations. (1)
The purpose of the family, its only “product” - always
According to Erikson (and then Balint, Winnicott), ba- according to Renzo Carli - should be to facilitate the
sic trust begins to be structured already during breast- release of its younger members from the family itself.
feeding - but today we know that it begins also before, at But this is not always the case; on the contrary, the
around a unifying center, around that energetic
“magnet” that is the Ego, a constant element but all
to be experienced in the process of personal growth.
Being able to “play on several tables”, knowing how to
manage one’s existential anxiety distributing it in more
forms, is what describes a health strategy not only in our
“chronological” adolescence, but in the whole journey of
development and growth of our personality. Conversely,
the reduction and withdrawal in rigid and mono-oriented
models often indicates the pathological discomfort.

Trust is also a very powerful “medicine”. In the help-


ing relationship and in psychotherapy it is the premise
rule seems to have become that of looking with dis- for the success of every therapeutic process.
trust not only to the outside world but, even before, to The “therapist or counselor-client” alliance is based on
his own creative resources to face and resolve conflicts trust, on the attribution to the other (therapist or counsel-
and “problems”. It often seems that parents, not trust- or) by the person in difficulty of the “positive” contents
ing the abilities of their adolescent children to face the of oneself that cannot yet be recognized “for them-
extra-family experience (and thus expose themselves to selves”, receiving back the confidence in the possibility
the consequent risks), actually doubt the instrumentation of growth, of evolution, starting from the recognition of
that they themselves have provided. As if they were con- one’s personal value by the other. In the process of the
tinually showing them a “toolbox”, but without allow- aid relationship, together with the various phases or stag-
ing them to take advantage of it and experience it and es related to the progressive mutations of the conditions
testing its effectiveness. So that they then acquire mas- in which this relationship takes place, the “scope” and
tery and skill in use, but also the responsibility to decide the “quality” of trust must also change. From the initial
which “elements” deemed outdated or inadequate are one, mainly projective - both as expectations / preten-
possibly to be set aside. sions and as total / magical attribution - we can gradu-
What are the personal relationships that we remember ally reach a motivated, disenchanted trust, we could say
90 with more joy? What are those really positive for us? “disidentified”, which considers the other no longer as
Perhaps those in which someone gave us confidence. a phantasmal and absolute entity ( the “good” mother),
Mistrust creates distance, trust intimacy, knowledge, provider of unconditional love and acceptance, but as a
learning, structuring and enrichment of the personality, person, other than ourself, “You”, with all merits and
sense of the future and possibilities. faults. If this happens, it means that both participants in
Self-confidence and therefore “self-esteem” arise from the relationship have become free and aware subjects,
the knowledge of one’s own conscious and unconscious freely interdependent wills that become available at any
components, which constitute the personality. This is further step on the ground of self-realization and mutual
why we can consider self-esteem as a process in which recognition and support.
we “gain” knowledge and mastery of our “inner realm”.
And in this process risk and error are fundamental. The Trust is also letting go, abandoning oneself to Life,
first to test our courage and our capacity for discern- getting out of the illusion of being able to control the
ment; the second to acquire important information about whole external world, to pay more attention to our inner
ourselves and the outside world. Estimating, evaluat- world and to the resources of trust, courage and creativ-
ing, observing ourselves trying to identify and recognize ity in the good, which represent the full manifestation of
old judging or penalizing modalities, means discovering Transpersonal will. A dynamic manifestation that takes
our “internal observer”, the Ego, as a reflection of the the form of the good, strong and wise energy of the Ego
higher Self and therefore the reflection of an uncondi- or personal Self.
tional, accepting, welcoming love, not “self-justifying”
but self-aware of the lights and shadows that make up Stefano Pelli
our personality.

The knowledge, the evaluation “in itself” of the value Bibliography


of complexity, of that “constellation of representations
of the Self” observed by Ogden (3), but then better (1) Winnicott D.W., Sviluppo affettivo e ambiente,
defined as “multiple soul” and “subpersonality” by Armando
Roberto Assagioli, is the assumption of the process (2) Carli R., Culture giovanili, Franco Angeli
of Psychosynthesis that recognizes the indispensable (3) Ogden T.H., L’arte della psicoanalisi, Raffaello
existence of these diversified groups of personality Cortina
“WE MUST BE PSYCHOLOGICALLY
AND SPIRITUALLY POLYGLOT,

WE MUST LEARN TO BE TRANSLATORS…”

R. ASSAGIOLI

1. The first difficulty concerns the use by the human


THE WALL OF SILENCE language of metaphors and symbols based on material
AS CREATOR OF BRIDGES things to designate realities that are not material at
all (e.g. the word “soul” in Italian - anima - derives
from the Greek “anemos”, which means “wind”, while
Translation by Greta Bianchi “to think” -pensare- comes from the verb pesare -to
weigh- understood in a material sense, and so on). The
antidote identified by Assagioli to this first difficulty
involves the commitment by the Psychosynthesis
practitioner (but not only) to “recognize and always
keep in mind the symbolic nature of every expression,
verbal and of any other forms.” The words are
therefore symbols and must be considered as such.
The invitation to recognize the symbolic, metaphorical
nature of words and language leads us to the other two
obstacles identified by Assagioli concerning precisely 91
specific characteristics of symbols:
• their being unilateral
• their dual and contrasting nature.

REFLECTION: A few weeks ago I read the article by 2. When we refer to the “dual and contrasting” nature
Piero Ferrucci “On the threshold of mystery” and what of symbols we mean that they can reveal reality, they
was later published by Marina Bernardi, “Reflections on can be a link, an intermediary that facilitates contact
Psychosynthesis today”. One of the main topics addres- with the truth that they indicate. On the other hand,
sed in these two writings was the relationship between they can veil it, thus becoming a trap that drives us
Psychosynthesis both as a conception and a psycho- “out of ourselves”. In fact, Assagioli reminds us that
logical, educational and (self)-formative practice and “the man who takes them [symbols] literally, who
the other fields of human knowledge related to spiri- does not reach reality passing through the symbol,
tual, philosophical, esoteric, religious etc. beliefs and but halt at it, does not reach the truth”. As a Buddhist
systems. More specifically, the two writings reasoned saying that I love very much goes: “When a wise man
on the “wall of silence” that Roberto Assagioli desired points at the moon, the fool looks at the finger”. The
between Psychosynthesis and these other fields. I have Psychosynthesis practitioner is therefore responsible
wondered about this topic quite a lot and I will share he- for committing himself to distinguish the finger (the
re some ideas that perhaps will allow us to look at the symbol, the word, the belief, the doctrine and so on)
“famous” wall as a possibility of building bridges. I do from the moon (the indicated reality / truth) and then to
not know if these ideas can contribute to the current de- focus his attention on the latter.
bate and find some practical application, but I hope so.
Assagioli was deeply convinced of the many misunder-
standings and “serious difficulties” raised by the use of
language when talking about psychological realities,
especially the transpersonal or superconscious ones, and
he used to clearly affirm it. More specifically, he identi-
fied three clear orders of impediments, offering specific
solutions or antidotes for each of them.
3. Finally, with the expression “unilaterality of function of the kitchen is different from the function of
symbols”, we want to indicate that they are able to the bathroom and that of the bedroom. Even in a won-
express solely “one aspect, one modality, one partial derful open-space (“Casa Assagioli”?) you would carry
conception of a given reality”. The Psychosynthesis on cooking on the stove, sleeping in the bed and wash-
practitioner is requested to overcome this difficulty ing in the shower. However these reflections of mine
by using “different symbols to indicate the same still revolved around a disappointing representation of
truth” and by synthetizing the different symbols that the wall as a “thick barrier of bricks “.
he uses. In short, he must be a polyglot (knowing and At some point, however, my attention shifted from the
speaking various languages) and a skilled translator defined and heavy idea-image of the “wall” (the fin-
(being able to express the same idea using different ger?) to the other idea-image left in the background,
symbolic reference systems, skillfully switching from more blurred and distant, of “silence” (the moon ?). And
one to another). Then the use of language, oriented it was as if suddenly I saw this wall for the first time.
by the desire to build right human relations, becomes The “wall” which Assagioli wanted for delimiting the
functional to mutual understanding. space of Psychosynthesis can actually be something dif-

92
SYMBOLS OF TRANSPERSONAL EXPERIENCE*

• Symbols of introversion, of interiorization


• Symbols of deepening, going to the depths of our being
• Symbols of elevation, of ascent
• Symbols of expansion of broadening our consciousness
• Symbols of awakening
• Symbols of light, of illumination
• Symbols of fire
• Symbols of evolution, of development
• Symbols of empowerment, of intensification
• Symbols of love
• Symbols of the way, the path, the pilgrimage
• Symbols of transmutation
• Symbols of regeneration, of re-birth
• Symbols of liberation
• Symbols of resurrection, of return

*R. Assagioli – Lo Sviluppo transpersonale

A few weeks ago, while walking along the shoreline ferent from the wall of Berlin, which is, an insurmount-
of the Ligurian Sea observing the gentle and transpar- able barrier of bricks. It can instead be transparent and
ent toing and froing of the backwash, I meditated upon light. Potentially, it has always been. As a matter of fact,
the image of the “wall of silence”, its meanings and its it is a wall made of a very special material with specific
functions. Some notions which are already clear came properties: THE SILENCE.
to my mind: walls (such as the Berlin one) are used to
prevent, divide and separate something from something At first, this image of a delimited Psychosynthesis, sur-
else; walls are also necessary to delimit and distinguish rounded by transparency and peace of silence, may ap-
different spaces, defining respective functions. No one pear very romantic, but nothing more. In truth, it has
would ever dream of denying that, in a building, the interesting implications that can clearly indicate the type
of mental functioning that the Psychosynthesis practitio- game, to self-transcendence, to beauty, to conversion to
ner is requested to cultivate when he approaches differ- Love, to higher feelings, to solidarity, to brotherhood.
ent systems of beliefs, doctrines and metaphors. It would be nice to complete the list. Silence leads us
As we all know, in Psychosynthesis the silence has very “beyond”. It brings us (back) home, in that place that
precise meanings and functions, much deeper and evoc- is source and spring, from which every word, metaphor
ative than the simple absence of words or the lack of and symbol draws its origin.
communication. The regular and daily practice of si-
lence has the function of developing the ability to main- Silence allows the trained Psychosynthesis practitioner
tain a “zone of disidentification”, of recollection, in the to observe transparently the different belief systems, the
midst of the noises of everyday life. different doctrinal formulations and the various languag-
es. The “wall of silence” becomes then a filter capable of
The inner silence is also, above all, the necessary condi- distilling, extracting and merging into Psychosynthesis
tion for the development of intuition, the psychological what, in different systems, indicates a universal, com-
function through which we can truly enter into a rela- mon dimension, distinguishing it from what is particular,
tionship with the transpersonal dimension within us and an expression of the specificity given by the constraints
begin to dialogue with it (and thus, also, to open up and of time, space and temperament to which the individuals 93
authentically dialogue with others as “We are the Self, and human groups that have shaped those beliefs, lan-
that Self are We”). Moreover, according to Psychosyn- guages and
​​ doctrines have been and are subjected to.
thesis, the possibility of an experiential contact with the Disidentification. Perhaps this very universal dimension
superconscious sphere is precisely a function of the de- of human experience is the most proper object of study
gree of inner silence that we are able to achieve. of Psychosynthesis, as t is especially interested in what
is potentially able to unite all human beings, as many as
So here it is that, understood in this way, the “wall” possible.
wanted by Assagioli becomes a boundary that does not
much defines different fields of knowledge and their Assagioli expressly, programmatically wanted that any-
contents, but different modes of mental functioning. one could recognize himself in the psychosynthetic ap-
And the material which it is constituted of, silence, be- proach: people started off on a more or less defined path
comes the substance that builds that bridge that leads us of spiritual research, as well as the agnostics and athe-
“beyond”: beyond the language that separates and di- ists; the artists and politicians, the mystics and the doc-
vides, beyond the mind that categorizes and judges and, tors, the yogis and the scientists, the sportsmen and the
above all, beyond the literalization of multiple meta- therapists. He wanted that Psychosynthesis could be ac-
phors (whether they concern the fields of spirituality, cessible to everyone without pushing anyone to give up
esotericism, philosophy, religion and even science) that his particular language and metaphors already adopted
men choose from time to time to plaster and color the and to convert to other languages and ​​ metaphors, hence
same archetypal existential experiences, the same peren- changing the cover but not the book.
nial truths, the same immediate data of the conscious- To achieve this goal Assagioli chose as official language
ness that are presented to us again and again, universal what he considered to be the most suitable to support
in every time and culture. I mean the well-known inter- this universal vocation of Psychosynthesis: the empiri-
nal illuminations, to aesthetic experiences and artistic cal, concrete, pragmatic language of science. And it does
creation, to scientific intuitions, to the impetus to heroic not seem to me that in the present historical moment we
action, to the ethical and humanitarian impulse, to the have a more functional reference system, able to create
courage to go towards the novelty beyond the limits of a common ground of understanding that allows dialogue
the known, to profound vision, to inventive genius, to beyond particularisms and personal beliefs of individu-
ecstasy, to the pursuit of freedom and happiness, to the als or groups. While itself remaining a symbol!
Let me give an example of the concrete application of tion on the material it is made of: SILENCE. This means
what has just been said which, in my view, illustrates shifting the accent from the contents that should be on
clearly this tension. Psychosynthesis considers the hy- this side or that side of the wall, to the kind of inner atti-
pothesis that the transpersonal Self is a psychic reality tude, of mental functioning that silence invites us to cul-
that can be experienced. On the basis of this hypothesis, tivate towards every content. In other words, to move
some exercises propose the imagined encounter and the the accent on the container.
inner dialogue with the Self. Assagoli recommends that
these exercises are preceded by a psychogogic moment Here then the “wall of silence” can become a very pre-
in which the concept is presented in the following way: cious tool to emancipate the Psychosynthesis practitio-
the Psychosynthesis practitioner adapts his own lan- ner and psychosynthesis from the literal thought and a
guage to the mentality and beliefs of each another and powerful antidote against its ever-present corollaries:
does not expect the opposite to happen, that is, he does fanaticism, fundamentalism, separativeness, incommu-
not expect the other to change his beliefs to adapt them nicability and conflict. It is in a mind trained to silence
to his. It is not at all a matter of instructing, or worse, that those skills that make a Psychosynthesis practitio-
converting people by presenting them with new con- ner a good practitioner can sprout: being a polyglot and
94 cepts or beliefs. It is simply a matter of using the lan- a skilled translator. This is how Assagioli expressed his
guage (always bearing in mind that words are symbols) opinion on this matter:
to introduce an experience that, by definition, is beyond
all words and which can only be grasped intuitively. To “Truth is One - but its presentation is different and dif-
do it in the best way - that is, so that people can seri- ferent levels, according to the kind of people to whom we
ously consider this hypothesis worthy of being verified address ourselves. One has to talk to each other in their
through an experiential path that involves an inner train- language. We have to be polyglots psychologically and
ing - it is necessary to adapt the words to individuals or spiritually, learn to be translators (...) “
groups. For example, religious people can be told that R. Assagioli
the expression “Transpersonal Self” is an objective term,
used in psychology, to indicate the soul; to agnostics, we “In the silent mind there are the roots of intelligence
can lay before the hypothesis that there is a higher center and love”
in every man and say that there is a considerable number C. Pensa
of human beings who have had the experience; to athe-
ists, we can illustrate the idea of ​​potentials existing at
the unconscious level not yet implemented, which can
show us precious guidelines in our lives, and that repre-
sent the expression of a deeper authenticity. And so on.
This example concerns the concept of transpersonal self,
but the principle that it illustrates can be transposed to
the other basic concepts of Psychosynthesis.

CONCLUSIONS: The “wall of silence” desired by As-


sagioli undoubtedly wanted to separate different fields
of interest and study (the scientific, empirical one of
Psychosynthesis from that of spirituality, philosophy, es-
otericism and religion), to distinguish spaces and to des-
ignate functions. However, nowadays, we can perhaps
try to look at this wall differently, focusing our atten- Petra Guggisberg Nocelli
ces all these different states of thought, emotion and
THE PERSONAL SELF sensation. The ‘personal self’ experiences everything
but, paradoxically, most of the time we are not even
aware of its existence (as we are caught up instead in
identifications with one or more of our subpersonalities
Most of the time we are continuously involved in life which we will explore in depth in the next section.) But
events, usually involuntarily as we become caught up in the more we work on ourselves, the more we start con-
the vagaries of existence. Sometimes this is due to exter- tacting the ‘I’ and making it a living, experienced reality
nal matters, whether family life, work, or in other ways and the healthier or more whole we become.
where we can feel victims to circumstances.
The personal self is a reflection or spark of the spiritual
This may leave us feeling on edge, not sure of our posi- or transpersonal Self. It is important to realise here that
tion in the world (or even our right to be in the world.) although they are essentially one, there is a large diffe-
Meanwhile we are beset about internally with fantasies rence between the personal self and transpersonal Self
and the dialogues we have with ourselves about our life (which you will notice, in Psychosynthesis, is usually
concerns. written with a capital ‘S’ to distinguish it from the per- 95
sonal self.) To become centred upon the Self is a sign of
Then there are the unconscious events that bind and li- spiritual attainment, but awareness of the personal self,
mit us – unrecognised complexes and patterns of beha- from where we can effectively direct the personality, is
viour that depend for their being on past events, often the primary goal of Psychosynthesis.
long forgotten or, at best (or worst) dimly remembered
and feared. In such conditions, it is no wonder, as Assa- This then inevitably leads to a clearer contact with, and
gioli put it (1975) ‘that man is often discontented, inse- understanding of the Self. A useful analogy for this is of
cure and changeable in his moods, thoughts and actions. an orchestra (the subpersonalities) who need a conductor
Feeling intuitively that he is ‘one’, and yet finding that (‘I’) to direct their ‘music’ into a harmonious composi-
he is ‘divided unto himself’, he is bewildered and fails tion. The conductor also ensures that all the members of
to understand either himself or others.” the orchestra get a chance to have their needs met (their
turn at having their ‘instruments’ heard). The conductor
Such a state is decidedly uncomfortable, but worse, it also has a direct line to the composer (the Self).
leaves the person limited in their expression and expe-
rience of life, tormented by self-doubt, discouragement In the formation of every subpersonality there is ine-
and despair. Assagioli continues: “No wonder that he, vitably an equal ‘shadow’ part created; for instance, a
not knowing or understanding himself, has no self-con- subpersonality who likes intimacy will have an ‘equal
trol and is continually involved in his own mistakes and and opposite’ subpersonality who prefers solitude and to
weaknesses … No wonder that man, in his blind pas- hide itself away. Managing the delicate balance between
sionate search for liberty and satisfaction, rebels violen- these ‘light’ and ‘shadow’ parts is no easy task. Our need
tly at times, and at times tries to still his inner torment for intimacy and solitude is constantly changing and we
by throwing himself headlong into a life of feverish ac- have a need for both.
tivity, constant excitement, tempestuous emotion and
reckless adventure.” Anything to avoid facing up to the A good starting place for creating a balance between
inner sense of failure and fragmentation. apparently opposing energies such as these is getting
to better know the ‘conductor’, the personal self. Such
The small ‘star’ at the centre of the egg diagram repre- self knowledge is gained through reflection, deep inqui-
sents the personal self, our individual ‘I’ who experien- ry, and experience, and brings greater understanding of
the choices we have made and of our potential for chan- the same reality experienced at different levels; our true
ge. We may find we know others better through knowing essence is beyond all masks and conditionings.” Thus
ourselves and, conversely, we can know ourselves better we may learn to master and utilize our whole personality
through our contact with others. Further, through deep in an inclusive and harmonious synthesis.
contemplation of our relationship with self and others,
we restore inner balance and can focus on the presence Will Parfitt
of the Self.

The experience of self-identification, of having an ‘I’, di- Bibliography


stinguishes our consciousness from that of the majority
of other sentient beings on our planet. As said, this self- Roberto Assagioli- Psychosynthesis, Turnstone UK
consciousness, however, is usually experienced, not as Piero Ferrucci - What We May Be, Turnstone UK
pure self-consciousness, but rather mixed with and vei-
led by the contents of consciousness, that is, everything
we are sensing, feeling and/or thinking at any time. We
96 usually live our lives identified with these contents of
our consciousness, so it follows to fully experience self-
consciousness we need first to learn to disidentify.

Most people tend to be generally more attached to either


thoughts or emotions, and can thus be described as men-
tally or emotionally identified. Such identification are
useful at times, even necessary, but to live a balanced
life as well as being able to disidentify, we need to culti-
vate the spheres of experience in which we are deficient.
For example, people predominantly identified with their
thoughts (sometimes termed ‘mentally-identified’) need
to increase their awareness of their feelings rather than
diminish or decrease their mental awareness.

If we picture the situation as one where mind and fee-


lings are unequally developed, and therefore of unequal
size, the technique is to increase the size of the smaller
so that it matches the size of the larger. This is balance
through upward growth and inclusion rather than throu-
gh decrease, which is both unnecessary and inefficient.

Through deliberate disidentification from the personali-


ty and identification with the personal self, we gain the
power to choose either attachment to or disattachment
from any aspect of our personality, according to what is
most appropriate for any given situation.
We also have to remember, as Ferrucci (1982) reminds
us, that the “Personal and Transpersonal Self are in fact
dually extended from the strictly sporting, to the organi-
zational / business and then personal, in various forms:
and in fact “what is your goal?” is a valid question for
anyone, in any situation, places the responsibility of pro-
moting a change in his life.
I wrote above that coaching is “literally” to travel toge-
ther an act of will. I precise that there are various co-
aching methodologies and that the “literally” I refer in
particular at the School that I followed: maybe not for
all the Schools it could be said and it is correct to specify
it. The fact is that, when I was introduced to the “mo-
del of coaching conversation” of the Master I attended, I
was completely astonished while I was saying to myself
“but this seems to me the act of will!”. In reality it is not
COACHING so, because the five steps of the model group the six sta-
A GOOD FRIEND ges of the act of will in a slightly different from the lat-
ter: but the steps to be taken and their sequence remain
OF THE WILL the same and maintain the inimitable completeness and
efficiency of the Assagioli method.
The first step - that of establishing the focus - explores
Translation by Achille Cattaneo and summarizes the four elements of the first stage of
Assagioli: evaluation, motivation, intention and objec-
This phrase of one of the Founding Fathers of Coa- tive. The focus is summarized in this last one because
ching, John Whitmore, placed at the beginning of his the coaching wants to be incisive, therefore defined, not
book “Coaching”, expresses in my opinion the fact that vague. But coaching requires awareness and therefore
between Will and Coaching - as interpreted above - the- is not interested in forming “achievers” who jump like
re is a basic affinity. It is not my intention here to dee- tanks on the target as in a blitzkrieg of unhappy memo-
pen it, nor even highlight the existing differences, trying ry, trampling everything and everyone just to conquer it
my hand at theoretical subtleties. I would rather say that, (however, such people generally do not feel the need for 97
based on my experience, “coaching a person” means for a coaching, in case the organizations propose it to them
me very simply “accompanying him in performing an to acquire a more systemic vision, expanding awareness
act of will”. Literally. When then an individual has trai- beyond the limits of their ego).
ned sufficiently to get to do self-coaching, the act of will
is able to organize it on its own. As for the act of will, this first step is perhaps the most
That coaching is an action-oriented tool clearly emer- important, at least for certain types. It goes without
ges from its origin in sports: an area where the impro- saying that accessing coaching implies already pos-
vement of performances to achieve the goals implies for sessing a considerable amount of motivation: and it is
the athlete a continuous and growing work of education equally obvious that the correct coaching approach in
and solicitation of his star of the functions. this area is expressed in identifying how to increase
The coaching is structured as a methodology aimed at them, certainly not in analyzing why they are scarce.
ferrying the individual from a condition of identification Returning to the objective, especially in the first meeting
into problems, needs, desires and thrills of change in a of a path, the path itself is defined; but then every single
future state of achievement of goals, development and session must have its own session goal - consistent with
satisfaction: a state achieved through the definition and that of the path - that anchors in daily practice what de-
pursuit of a sequence of steps taken, in fact, with aware- cided. Coaching does not allow vagueness and, of inten-
ness and responsibility. tionality, emphasizes the propulsive energy value, but
“What do you want to achieve today?” And “how will struck - politely - the alibi that sometimes is hidden:
you recognize that you got it?” are the two typical que- • “I intend to improve my fitness”, the client begins;
stions that the coach asks at the beginning of a session. • “So what do you propose to do?”
Do you also feel the shiver of responsibility in the cu- • “1, 2, 3, 4, 5…”
stomer? And the lack of any propensity to be offered so- • “and among these actions which is the priority for you?”
lutions by the coach? The point is that the client at that “and then?” “and after?”; “so today what do you want
time hopes to get results still out of reach, while the co- to work on?”; “what result do you want to achieve?”;
ach is putting in the relationship all his confidence in the “so what is the most urgent initiative to take?”.
fact that the customer can draw a state of consciousness Therefore, the client is constantly asked to choose,
that will make him go beyond the limits he perceived always in the discretionary area of his​​ / her adherence to
and lived as real. In its young history, coaching has gra- the methodology.
lid for behaviors and actions, to adapt to changes in mo-
ods and changes in consciousness must be blurred; but,
in fact, I wrote that between Will and Coaching there
is only affinity, certainly not that they are completely
overlapping.At this point the fourth step, the elimina-
tion of obstacles, takes its particular importance. It is a
matter of identifying the barriers that could prevent the
successful completion of the action plan: for example
missing skills, issues concerning power, excess of am-
bitions, inadequate budgets, individuals, structures, ro-
les that are put in the wrong direction and etc. Assagioli
makes the point 2) of planning and calls it verification of
feasibility, that is to say the comparison between the fea-
The second step is to widen the possibilities of action sible and the unattainable or the feedback on the adequa-
conceived by the client: it is the stage of deliberation. cy of the pre-established times. So I have nothing else
Here is the coach’s ability to promote the client’s ability to add, except to reiterate that it is always through que-
to get out of his habitual problem solving path and make stions that the client is led to reflect on and to develop
him/her to explore new ways of solution or, at least, new effective counter-plans.
alternatives. The last step provided by the model I am presenting is
• “If you think of other situations that you know that that of the session synthesis, which is carried out by the
are similar to yours, what worked in those?” client. He is asked to follow with his own words the stra-
• “What is the consequence of the alternative A?”; tegy by himself prepared with the connected action plan
“And that B?”; and to reiterate the precise dates for the results of the sa-
• “What other resources could you access? What kind? me: it is the final operation to reiterate the responsibility
Where do you track them?” of the client and the effectiveness of the work played.
• “What could happen if ...?” Methodologically, you see that the coach works almost
• “How can you get this that you miss?” exclusively through the sequence of questions-liste-
ning-questions: these come to constitute a succession
98 The answer to this last question often reveals the need to of stimuli which solicit, from the client, the level from
stop the process hitherto followed and to open another which only self-input to change can start: the mental/ hi-
front of work; the same can happen after exploring more gher/ design one , typical of the will. Energy follows the
possibilities of solutions. Back then the above verifica- thought ... And here I stop, precisely because it was not
tion: “so now what do you want to work on?” my intention to fully describe the coaching or transmit
“the soul”. Much better can do it the book mentioned at
The first result of the coaching session is for the custo- the beginning, “Coaching” (I have it in the 2003 edition
mer to choose a SMART goal: synthetic, measurable, Sperling & Kupfer), in which John Whitmore - husband
current, achievable, timed. It is therefore the stage of of Diana Whitmore and died in April 2017 - writes to
choice, decision and affirmation that the client makes at the 15th chapter dedicated to “coaching and search for
the same time: after a sequence of twists and funnels, meaning”: “many years ago my wife and I discovered
he arrives at the actual session objective, which can na- with great interest the depth of thought and the great ca-
turally coincide with the initial one, but which - if not pacity for intervention of psychosynthesis, whose theori-
coincides - testifies the maximum possible focus to give es, from then on, have permeated my coaching activities
concreteness (“I want to complete my paper for the GTA “(pages 175-176).
within three weeks”) to what follows. It is also for these words, and for the testimony that John
What follows is the action plan. Here, perhaps, is the Whitmore has given it, that I can affirm that Coaching,
greatest resemblance to the act of will in its planning, as I have known it, is a good friend of the Will.
programming and direction of execution steps. The que-
stions asked by the coach become more and more prac- Francesco Viglienghi
tical and anchor the planned actions in time and space:
“what do you have to do to reach your goal?”; “In what Note
other ways could you?”; “What is the most important ac- A much broader and more rigorous analysis of the
tion to do this week”; “On which other people / groups conceptual and operational relationships between
influence your effort?” And “how could this help you?”; Psychosynthesis and Coaching can be found in the
“What dates do you feel you can respect?”; “how long essay by Nuriel and Piero Righelli “Coaching e
does it take?”; “When you begin?”; “How much will Psicosintesi: il Coaching Psicosintetico” - Edizione
you work every day?”. BCSmedia, Roma - 2012.
You understand that such an approach, if it is very va-
It is not easy to be an unselfish person because all
TRUE AND UNTRUE our actions as a matter of fact are reactions: they are
ALTRUISM connected to our personality and our past life

As long as we want to achieve the true altruism we need


Translation by Silvia Trolli to perceive our emotional maturity..
It includes:
Altruism is the most convenient answer to the solitude and
an essential requirement to our psychophysical health. • overpassing selfishness, egocentrism, narcissism
The best solution aiming to put our obsessive thinking off • To be able of giving, to be a very helpful person,
from the false self, as Buber and Frankle underline. altruism
• To keep solving the problem of loneliness and lack of
“Why should we benefit the world? Apparently to give communication.
help, in fact to be beneficial to ourselves” (Vivekananda). A child in his first years is egocentered.. He may happen
going on his egocentrism as an adult for different rea-
• Does the true altruism exist? Let us look over the sons of the inner psychology, childhood trauma, dyna- 99
untrue altruism aspects. mics on the family of origin
• altruism as a reaction to a sense of guilt, it refers to
expiation, repair. Many people acting the voluntary Gurdjeff said: ”Only a sane selfish man can be a real un-
service give reasons for that. selfish man”. We cannot give what we don’t possess: to
• An altruism linked by a depressive mechanism turned make highly charity we have to become rich. He who
to create and maintain relationships. A dependence does not possess, what can he give? How many kinds
takes origin towards the helped person “ until I’ll be of richness or indigence do exist? We can cross material
useful to him, until he will need me, he will not leave wealth and spiritual poverty.
me”.
• Often an altruistic mood can be settled up on a As Vivekananda reminds us, we can offer three kinds
narcissistic and megalomaniac subpersonality. The of help:
aim is a self-ostentation. A strong need of showing off,
of display. • Spiritual=on the roots
• The altruistic action can be a way to escape from • Mental= on the branches
myself, my inner world, my problems. • Material= on the leaves
• Altruism, unexpectedly, can show a projection of
aggressiveness aiming to keep the other person in Before helping other people we ought to be able to
subordination. watch clearly: otherwise it could happen as if a blind
• We can find another altruism, not so misleading, man would guide another blind man
but inappropriate, as to become detrimental and
dangerous. It comes up due to a form of egocentrism True altruism is a quality spreading from our soul and
( as for the funny story of the “merciful monkey”, potentially all of us possess it.. It is an expression of our
which, moved by compassion, takes a fish away from Transpersonal Will. It includes a certain aspect of full-
a river just to prevent it from drowning and puts it on ness, of accomplishment: to give does not mean to be
the top of a tree) lacking, but to spread out ( as the symbol of theSun).
• Altruism then can become for someone goods of True altruism requires impersonality, while often after
exchange in order to earn a place in Heaven (it borders an altruistic action we expect thankfulness and gratitude,
on fanaticism) and if we don’t ’have something in return we feel hurt
and offended: these are examples of deceitful, interested Let us remind that ”near” means “the next”, “the clo-
altruism. sest” : So . it is a nonsense to imagine an abstract love
Altruistic attitude is an open mood in our heart, from to very far people. Even if they are an integral part of
where it arouses a behaviour which appears altruistic in ourselves as Human Beings. To overpass the illusion of
facts, in actions. Separableness.

“Perfect action is made on the maximum self-profit and The idea of Love (as for the idea of God) rises or subsi-
the maximum no-interest”(R.Assagioli) des in connection to our degree of conscience evolution.

Altruism and Charity: all religions improved charity From Altruism to Service: growth, as an expansion of
as for a profound sense of guilty towards money (Sene- our Conscience, is closely related with unselfishness.
ca writes to Lucilio:” No one condemned philosophers Assagioli reminds us that.” In lifting ourselves we serve,
to indigence”). Some notes on the gnostic Gospels say in serving we raise ourselves”,
:” if you’ll give charity, you’.ll damage your soul”. And
also :”Your right hand must not know what your left
100 hand does”. Charity is something different from sharing:
often a charitable person happens to help other people
feeling them inferior to himself ;that is a form of “self-
elevation” and “fanaticism”.

Altruism and Unselfishness.:A true altruism is a” spon-


taneous motion, not a purpose, a goal; it is an outcome
of the overflowing (“ to be radiant”)

Some meaningful sayings:

“Blessed is not he who receives, but he who gives”


“The real altruistic man behaves on this way to
everyone, not towards a single person only”
“Altruism is a spontaneous motion, it deals with the
here and now”
“The more we’ll get Altruism as an intention, the more
it will be difficult to succeed in fulfilling it”
“We cannot be altruistic making plans for ourselves: it
is impossible”
“Be happy and you will be good”( not the opposite)
“Unfeasible project is do well for everybody,
nevertheless we can anyway show goodness to
everybody”.

Mainly it is up to :us to understand the deepest meaning


of the famous evangelic speech:” Do love your
neighbour as yourself ”: the “as” means “because” it is
you” . Daniele De Paolis
as owner of the Portrait of Willibrordus Verkade, Rober-
to Grego Assagioli, eighteen at the time, still fresh from
moving to Florence to study medicine and surgery at the
Institute of Higher Studies and yet already introduced
into the most significant and lively groups in the local
cultural context.
This year,1906, was fundamental. In February, the third
and last series of the anti-positivist and pragmatist “Le-
onardo” magazine began (an adventure that had begun
in 1903, which ended abruptly in 1907), sensitive to the
requests for renewal and the promoter of mystical-plato-
nic aesthetics and a growing interest in religious life and
thought, theosophy and spiritualism.
Assagioli collaborates variously, enthusiastically: as edi-
THE YOUNG ASSAGIOLI torial secretary, helping to support it financially with pa-
AND A PORTRAIT ternal approval, signing reviews and contributions, but
above all making him a spokesman for all his numerous
OF A PAINTER MONK contacts, in the frequent study trips in Italy and Europe.
It is the year in which his relationship with Giovanni Pa-
pini (Florence 1881-1956) and Giuseppe Prezzolini (Pe-
Translation by Achille Cattaneo rugia 1882 - Lugano 1982) becomes more intimate and
confidential, before the subsequent fading and the clear
divergence of their roads, on the eve of the first world
The more frequent visitors to the Institute of Psychosyn- conflict. Younger by a few years, Assagioli is eager to be
thesis will recall, perhaps, that they have already seen liked by the two directors, for whom he nourishes sym-
the drawing presented here. More than one finding it di- pathy and admiration; having overcome an initial inse-
sturbing for environments intended for rest, but also per- curity he rapidly succeeds, generous and brilliant as he
ceived as too private to display it in official rooms, had is, perfectly used to the life of the bourgeois and aristo-
been hung in a disengaged space, near a window, wi- cratic salons, affable and courteous, open to every aspect 101
thout much curiosity about who the author was - he sig- of the thought that involves the culture of the inner life.
ned it with an elegant monogram – some curiosity, (but The correspondence with both, at the time published in
not enough to provoke a search) for the singular fact that its entirety (4), amongst the useful information for rewri-
among the rare paintings of the last house of Roberto ting the story of cultural relationships of the early Flo-
Assagioli was the portrait of a monk (1). Not a very suita- rentine and Italian twentieth century, it also contains
ble place, to be honest, to preserve it well. Works of art some that directly link Assagioli both to the monk of the
on paper, and in particular drawings, love the penumbra: portrait and the portraitist.
the less light there is, the better and longer they live. For in-depth and critically updated news on the latter I
But if for the survival of a drawing the ideal condition refer to the catalog of the exhibition of Viareggio and
is darkness, not so for human stories, entrustable to the a rich essay by Rossella Campana a few years ago in
common memory only on condition that they will first which is mentioned, among other, Assagioli (5),restric-
be able to illuminate them so much that they can be re- ting me here to remember the Oscar Ghiglia too had an
composed, at least in part. active part in “Leonardo”.
I am therefore grateful to Elisabetta Matteucci, curator Hailed by critics as one of the most promising young
of the monographic exhibition project on the Livorno Italian artists, he was making himself appreciated for
painter “Oscar Ghiglia Classic & Modern” in progress his ability to “reveal even to refined persons the hidden
from 6 July to 4 November at the Matteucci Center in essence of things, especially in portraits”. So did Papi-
Viareggio (2), for having reawakened my curiosity to- ni write about him, who, among the ups and downs of
wards the artistic events folds of the story with an explo- a turbulent but authentic and enduring friendship, con-
ratory call on the origins of the work, documented but sidered him a “Christian and psychologist painter” in
of unknown location: the drawing was thus recognized whom a hard and difficult life had developed a sort of
and brought back to Oscar Ghiglia (Livorno 1876 - Pra- mystical intuition “of brotherhood with the fragments of
to 1945) and the opportunity was taken to try to preserve the universe “(6).
its fortunately still discreet condition (3) and find it a mo- Nearly everyone, knowing the serious economic con-
re appropriate arrangement. ditions in which the large family of the painter then li-
Here is the starting point: the Catalog of the Exposition ved, worked hard as they could to help him. In January
of the Society of Fine Arts in Florence in 1906 reports, 1907 Assagioli wrote to Prezzolini, who had just pointed
I saw the new friend several times, and he became frien-
ds with my friends. Oscar Ghiglia made him a beauti-
ful green pencil drawing. Everyone loved him because
we had never before met a monk of such generous intel-
ligence, where poetry and holiness seemed to burn to-
gether with one fire. Don Willibrordo then returned to
Germany and wrote a book, The Torment of God, which
was a great success and where the visit made to me
many years before was also told. “ (11)

The monk in the portrait was therefore primarily a com-


mon acquaintance, whose name appears in the letters
between Assagioli, Papini and Prezzolini. In August
out to him the critical situation: “A few days ago I met 1905, while Assagioli is on holiday in Switzerland in En-
Cecchi (7) who informed me of the sad conditions of Ghi- gelberg, site of a a resort and alpine excursions set up
glia. Reghini (8) and I did as much and soon as we could, around a Benedictine monastery “worthy of the proud
which is not much, but later we will do more. Meanwhi- name of ‘monte degli angeli’” (12) it was possible to him
le, I have made my studio (9) available to Ghiglia to show to visit the monastery minutely , on several occasions,
his works to whoever he wants, and I’m almost sure I welcomed with kindness and warmth by the monks,
can make him sell something. “ (10) thanks to a letter of presentation by Don Willibrordo, re-
maining impressed by the collection of portraits of the
The delicacy and grace of his intervention evidently suc- abbots: “very important not artistically but psychologi-
ceeded, at least in that juncture, in overcoming the re- cally” and full of “extraordinarily characteristic types.(13)
sistance of the surly, sensitive and proud nature of the The portrait, from a future psychiatrist and psychologist,
Livornese, and it is not excluded that Assagioli may ha- is a genre that seems to appeal to him in a special way,
ve been an effective means for Ghiglia’s relations with even if it should be noted that only occasionally, at le-
the Florentine Jewish community in which he found nu- ast in these youth letters, Assagioli refers to exhibitions,
merous patrons and admirers. places and artwork. Even in those rare cases he is always
102 But why, of 13 works exhibited by the painter to the pro- limited to quick observations: summary brushstrokes of
moter of 1906, Assagioli focused his attention on this revealing impression, however, of how wide and rich his
portrait, so very intense and magnetic? And who was cultural formation and his aesthetic sensibility were. It is
Willibrordus Verkade, here painted in pencil with a syn- not his field of choice and he does not go into it. What
thetic clarity of decidedly Nordic taste? interests him and ‘calls’ him is since then, the correspon-
dence between beauty and interiority, between form and
Papini has left a vivid recollection of him, in a chapter essence.
of Passato remoto 1885-1914 entitled The Benedicti- It is understandable, therefore, how he could deeply and
ne Painter, which recalls the first meeting with him in consonantly both feel the artistic and human experien-
1905, while he was immersed with Giovanni Vailati in ce of Verkade, so bound and coherent, and the portrait
reading a dialogue of Plato: made of him by Ghiglia with “feeling of the sacred and
“And here, [...] suddenly, a new character opens the profound life” and with his peculiar ability “ to relate
door and enters, never before seen. He was a tall, thin with related spirits “. (14)
young man, with a bony face but illuminated by an unu-
sual light, purer than the sun’s. He was all dressed in Father Willibrordus was born in Holland as Jan Verka-
white, with the white cassock of the Benedictine monks. de (1868-1946) from a family of wealthy entrepreneurs
[...] He was a Dutchman and painter, he had converted of the confectionery industry whose company still exists
and become a Benedictine and had studied in the mona- today. Leaving the twin brother with the management
stery of Beuron, where they was trying to resurrect the of the family business, he abandons his business stu-
true sacred painting of the Christian centuries. He was dies and his country for the sake of art. In 1891, at only
called Don Willibrordo Verkade and was a guest of the 23 years old, he was in Paris, at that time the undispu-
Franciscans of Fiesole, where he painted frescoes. But ted capital of European art, where he met Paul Gauguin
he did not tell us the reason for his sudden appearance and became a member of the symbolist and theosophi-
and I, in the face of that ascetic and loving figure, did cal group of the very young Nabis (Prophets), in par-
not have the idea to ask it him. [...] The eyes of Don Wil- ticular linked to the theoretical core of the movement,
librordo sparkled, his words were sure and sonorous. All namely Paul Sérusier and Maurice Denis. At the start of
wrapped in his white chlamis, he seemed an redeeming Gauguin from Paris, the following year, he moved with
archangel, rained from the sky to reform two reprobates some of the group to Brittany. In the meantime his re-
who were about to fall into the abyss [...] ligious vocation has already manifested: he converted
to Catholicism and after a few months, in 1893, he ca-
me to Italy. He visits the Franciscan monastery of Fie-
sole and is deeply struck by both the monastic life and
the art of the fourteenth century. His father tells him that
he no longer wants to finance his travels and he replies
that he has decided to become a sacred painter. He ta-
kes his vows in 1894 as a Benedictine monk and enters
as novice in the monastery of Beuron, Germany, chan-
ging his name to Willibrordus. From that moment on,
all his life takes place according to the Beuron painting
school, founded in 1868 by Peter (Desiderius) Lenz. It
feels as its mission to contribute to a new direction of
art in which earthly and heavenly beauty, past and futu-
re, combine together, at the service of the Absolute. He Bibliography e notes
travels all over Europe as a painter (in Italy he works in 1) At the current state of the cataloging of the
1904 to decorate the crypt of the Abbey of Montecassi- Assagioli Archives, no document referable to the
no) and as ambassador of the Beuronese style which, at work has emerged.
the time, arouses great attention, since it proposes to di- 2) E. Matteucci, Così antico da sembrar novissimo, in
stil a synthesis between symbolism, art of ancient Egypt the exhibition catalog (Oscar Ghiglia Classico &
and Greece, normative use of the canons and propor- Moderno, Viareggio-Torino, 2018-2019) pp. 15-33.
tions of the human figure and spiritualism. 3) The design, still in its original framing, under glass,
For the artist monks of Beuron the laws of beauty are has undergone a simple cleaning and spreading
divine, mysteriously hidden in nature, and cannot be re- intervention. The passepartout, blackened and partly
vealed except to colleagues equally convinced that the compromised by humidity, has been replaced with
harmony of the universe is founded and regulated by nu- an identical non-acid cardboard.
merical relationships.(15) 4) M. Del Guercio Scotti - A. Berti (edited by),
Prezzolini, for his part, visits Beuron in 1906 and 1908, Roberto Assagioli-Giovanni Papini. Roberto
- just as Verkade is planning to make frescoes at the con- Assagioli-Giuseppe Prezzolini. Correspondence.
vent of San Francesco in Fiesole, where he had been 1904-1974, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma. 103
baptized - he publishes a very lucid essay on Beuronese 5) R. Campana, Ojetti, Ghiglia, Andreotti. Proposte
art, defining it anything but primitive and, indeed, sophi- d’arte e critica a Firenze nel primo Novecento,
sticated and highly elaborated: “an art, I would dare to in the exhibition catalog (Da Fattori a Casorati.
say, like those that are born at the end of a civilization, Capolavori della Collezione Ojetti, edited by G. De
not those that are the first expression of a new”. (16) Lorenzi, Viareggio-Tortona, 2010) pp. 47-63.
The devastating drama of the war would soon irreme- 6) G.Papini, Oscar Ghiglia (Parole e sangue), in
diably lacerate that precious cultural fabric, complex Scrittori e artisti, Milano1959, pp.1283-1284.
and fascinating as delicate, made of dialogues, plots, 7) Emilio Cecchi (1884-1966).
exchanges and local and international relations: it would 8) Arturo Reghini (1878-1946).
have done away with friends, thinning or interrupting re- 9) Almost certainly it must have been his own personal
lationships, generating profound creative crises. study at his home in Via degli Alfani 46.
Already known, having been examined elsewhere, is 10) M. Del Guercio Scotti - A. Berti, op.cit. , p.189.
the progressive and irreversible cooling of the relations 11) G.Papini, Passato remoto 1885-1914, reprint by
between Assagioli and Papini first and then with Prezzo- A. Casini Paszkowski, Florence 1994, pp.193-195,
lini. (17) reported in E. Matteucci, op. cit., pp. 18-19.
12) M. Del Guercio Scotti - A.Berti, op. cit., p. 13.
Oscar Ghiglia in 1914 will retire with his family to Ca- 13) M. Del Guercio Scotti - A. Berti, op. cit. p. 152.
stiglioncello in voluntary exile, to escape the clamor of 14) U. Ojetti, Ghiglia, 1920, p. 132 quoted in R.
one more and more foreign interventionist Florence, and Campana, op. cit. , p. 57.
of those years he will leave a testimony in wonderful 15) R. Campana, op. cit. , pp. 49-51; F. Mazzaferro,
and moving pages of his correspondence. As for Verka- Jan Verkade, Cennino Cennini e la ricerca dell’arte
de, in addition to never again having contact with the spirituael durante la Prima Guerra Mondiale, in
French colleagues Denis and Sérusier, with whom he letteraturaartistica.blogspot.com/2014/04.
had also shared so much, and who had repeatedly visited 16) G. Prezzolini, La teoria e l’arte di Beuron, in “Vita
him at Beuron, he did not touch his brushes from 1915 d’Arte” 1908, reported in F. Mazzaferro, op.cit.
up to 1924. 17) A. Berti, Roberto Assagioli. Profilo biografico degli
anni di formazione, Florence 1987 and M. Del
Lucia Bassignana Guercio Scotti - A. Berti, op. cit.
which we had bogged down. From this point of view, we
AT THE DINNER realize that there is no innovation in this: it is only the
TABLE WITH return to what common sense would call “normal” ea-
ting, or rather, using a paraphrase in Assagioli’s style, to
the “healthy” man’s diet, referring not just to the physi-
Translation by Achille Cattaneo cal level, but including also emotions and mind. It is the
rediscovery of a healthy relationship with food, which
A new eating model, as old as the world helps us to abandon the imposing and mortifying pattern
of many diets, based on compulsion, on difficult, com-
After decades of dieting trends, starting from the point plex, abstruse eating, which makes every meal a difficult
diet of the 60s up to more elaborate schemes involving or boring task to be carried out. There is an epochal shift
accurate weighing of all the ingredients, passing through of our focal point, which moves from the scale to the bo-
the easy, magical, fast diets, based on nutrient-rich, fla- dy: a quantum leap.
vorful, ready to drink mush, finally something is chan-
ging in the eating scene! How do you eat intuitively? Although the theory is im-
104 mediately understandable, in practice it is not at all easy
to sit down at the table and turn off the usual control-
To the crowd of dieticians and nutritionists, who in va- ling mode of the “diet regime”, or the excessive loosing
rious capacities have occupied the scene, holding the up typical of interludes between diets, to rely on signals
scepter of knowledge and know-how of weight loss and sent by the body, when we have not yet established a
health, recently figures a little more prudent and com- relationship of trust, intimacy and collaboration with it.
passionate have sprung up, committed to pass into the How can you possibly perceive the language of a per-
collective unconscious, now full of detailed information fect stranger? One should learn to ask oneself simple
on food, an innovative approach to eating, which is cal- questions such as: “Is this true hunger? What would I
led “intuitive eating”. Intuitive? Yes, that is, as repor- like to eat, sweet or savory? “Without letting the usual
ted by an online dictionary “what can be easily grasped, background noise, made of requests for immediate gra-
through an experience that does not pass only from the tification or filling of emotional “voids “, affects our li-
reasoning mind”. Thus, referred to nutrition, it means stening, or, if one is on a diet, the feelings of guilt, the
that to determine what and how much to eat during the need for transgression or virtuous obedience to the rules,
day, it is not to the dictates of the diet that we must refer, prevents us to grasp the faint response of a body that
but to the body’s intuitive ability or common sense. has almost always been ignored, except for our claim, to
modify it according to our purely aesthetic desires.
Our meals, chosen in this way, would no longer be ba-
sed on rules coming from the outside, but on personal The explanation for this contradiction is provided ve-
feelings, and this would reverse the attitude of total split ry clearly by psychosynthesis: the relationship we have
between body and emotions characterizing many diets, with our body is conditioned by our internal image of
heal the breach among our levels and help us take a it: in many of us, according to the principle of the ide-
step forward in the path leading to our biopsychospiri- al model that always works, even if we are not aware of
tual unity. If, with a slightly passive attitude, we have it, a negative unconscious image of our body is caused
become enslaved to unrealistic eating patterns aimed at by equally negative emotions and thoughts, linked to our
obtaining a model of physical body with which to achie- history and our self-esteem; at the same time, the idea-
ve success or acceptance by others, the intuitive diet re- lized image of it, nurtured by the media and absolutely
presents the return wave to the pole of wisdom, a natural alien to our physical reality, governs our food choices
attempt to regain balance from an extreme situation in and to some even imposes hours of gym, made of fa-
tigue or unsustainable boredom : a kind of punishment • Choose the food you like, eat and finish when you are
because we do not conform to what we think others satisfied, not because “you must”
would like. • Organize in time what to eat, in order to have
nutritious food, without being so restrictive or wary to
This is why we refer to numbers, to quantities, as the take away any pleasure
only reliable source of information about our body and • in short, eating means being flexible, responding to
ourselves. How many kilos have I lost? How many cen- hunger, taking into account your commitments, how
timeters has the circumference of my biceps increased? close you are to a food source, and your emotions.
And from those numbers we draw the measure of how
much we value. The “intuitive” name given to this modality of appro-
ach to food, healthy and normal, immediately brought
Not to mention that, as stated by the american nutritio- me back to the star diagram, and to the function pointing
nist and psychologist Marc David, if we do not like our upwards. There are indeed a series of steps, inherent in
outward appearance, and this often has little to do with this mode of nutrition, which concern intuition.
how we really look, this can substantially affect our rela-
tionship with food, the type of food we choose and, in a When we are able to abandon the quantitative pole of 105
vicious or virtuous circle, the type of body that we con- nutrition made of kilos, centimeters, calories, portions,
tribute to create. For example, if we perceive our body percentages, number of days and sizes - of which we are
as a heavy burden, creating more hassle than pleasure, slaves - and establish a relationship of trust with our bo-
we will experience food in a similar way, and probably dy, we move towards the pole of quality and from this
add a further contribution to our heaviness, consuming position, through our meals we can offer nourishment
high-calorie and high-fat meals. On the contrary, if we also to our soul.
are aware of the wonderful instrument that our body is,
which works by virtue of amazing and miraculous de- Shall we try it?
vices of very high precision, we will choose foods easy
to digest and rich in vitamins and minerals to encourage
the continuous replacement of these mechanisms, thus
contributing to a well-fed and energetic body.

On the other hand, as the American biologist Bruce Lip-


ton asserts, and as Assagioli would have said if he had
known Epigenetics, we are not victims of our DNA,
but products of our thoughts and emotions. Our beliefs,
emotions, stress and the way we eat can change the way
our cells work, and modify our genetic material. If it is
true that our emotions can be imprinted in water, what
kind of environment do we determine for our cells? An
area of self-love, or a matrix of judgment, self-condem-
nation and self-punishment?

To return to intuitive eating and eating for the “he-


althy” person, I want to present some of Dr. Ellyn Sat-
ter’s answers to the question “What does it mean to eat
normally?” Donatella Randazzo
To renew oneself also means to stop transferring one’s
responsibilities to others or to continue with the role of
the “passive conservative”, whether it be faith, culture,
social problems and all that we abdicate too often. Look-
ing only through the eyes of another (even considering
his opinions to reflect) removes authenticity and desire
to get involved. If identity evolves in the course of life,
this also applies to the soul, our essence; one of the pri-
mary needs of man is to find his true humanity, a sense
and a direction, to be able to enter, deeply, in the “path
of growth”, to be himself with others (we always return
to authenticity !), without losing individual conscious-
ness and experiencing one’s true nature.

IMPRESSIONS We should start in the educational field, from the


NATIONAL CONGRESS school, integrating purely cognitive objectives with a
creative and self-knowledge path, to help the child to
VARESE 2018 discover his talents, to ask questions and not just to
“know and repeat”.
Translation by Achille Cattaneo
So why not try to promote, together with the Montes-
sorian and Steinerian methods, a school of Assagiolian
This year the Congress of Psychosynthesis has made us approach, following the proposals made in the past by a
meet again in Varese, inside the charming Villa Cagnola, man so open to children and young people?
with its beautiful park full of majestic and exotic trees,
precious essences and with the beauty of a panoramic Another question posed: “Is it possible to renew start-
view that, alone , knew how to “open the breath”. ing from the old, from paradigms that simplify things?”
Surely a base of knowledge is needed, but you cannot
106 After the usual introductory presentation - deep and keep everything, you have to “know how to empty”
engaging - we shared an intense moment, and I do not from certainties that do not exist, try to use new eyes to
think I thought it only myself, with the feeling of being look and still learn to amaze us!
able to renew a hope, singing, all together, “Imagine” In this moment of identity crisis, of painful loss of self
by John Lennon! We have tried to visualize a different and recognition of the other that has failed, the only way
future, in which also the utopia - considered by many to recover one’s inner life is to change habits, learn to
useless and illusory - can have an important, propulsive live creatively, to avoid that “the day always covers the
role, a push towards dreams and visions able to give us colors of yesterday”. Each of us has his own way, we are
the ability to make a necessary “change of course”. not “existential replicators”, and the road traveled is al-
How much energy does it take to find a model of rene- ways behind us, with a future to be experienced before.
wal, a different way to go? How much time is needed Today we need new bridges, between individual and
to try to understand who we are, what is the point of collective growth, between the inside and the outside,
our evolution, how important are for us harmony, beau- without forgetting to accept and rationalize our, inevita-
ty, freedom and what relationship do we have with our ble sense of powerlessness and going beyond the “neo-
habits? liberism” of our age.
It is not easy to leave the known for the unknown, to cul-
tivate dreams that can raise our conscience but which, One of the tasks of Psychosynthesis is to help man
too often, force us to overcome strong fears and seemin- “to inhabit” the world, to focus on his abilities and to
gly impassable limits. Assagioli said: “At the top there strengthen them with will, awareness and responsibility
are no problems, below there are no solutions “ ... the but, itself, will have to continue to renew - as Assagioli
difficulty is being able to get up! wanted - to avoid becoming , as someone has claimed, a
We must start from ourselves to establish a new relation- “historical archive”. It is necessary to keep up with the
ship with others, even if it is not easy to get rid of the times but attentive to the quality and needs of people,
“useless complexities”, the legacies that block us and to encourage the culture that, to be widespread, must be
know how to create an empty space to fill, because satu- continually recreated ... In short, do not ever rest ... so I
ration prevents the introduction of the ‘new necessary’; wish, once again, good work to all of us !!
It would be right to learn to turn our gaze to a new “be-
ing” and open ourselves to a crisis of authenticity that,
while partially destabilizing us, can give us new visions. Laura Cerasaro
potential of the monumental vision that has been given
THE WAY OF to us. Roberto Assagioli’s legacy gives us all the tools
PSYCHOSYNTHESIS to realize this, as well as the methods for activating our
Good Will.
A COMPLETE GUIDE TO ORIGINS,
REVIEWS
CONCEPTS AND FUNDAMENTAL “In this book Petra Guggisberg Nocelli outlines with
depth and clarity its history to this day, its main ideas,
EXPERIENCE WITH A BIOGRAPHY techniques, aspects and applications. An essential work
OF ROBERTO ASSAGIOLI for those who want to understand this adventure of the
spirit.” Piero Ferrucci
Translation by CreateSpace & IngramSparks
“A work of great love and deep scholarship, it is an ama-
zingly thorough book and one we need. Dr. Guggisberg
ABSTRACT Nocelli has taken on a challenge in Psychosynthesis li-
This book is an invitation to anyone who wants to gain terature which has not yet been engaged in. I am so very 107
a broad and comprehensive overview of the evolution of happy to have it in the world.” Dorothy Firman
Psychosynthesis, from the first written works published
by Roberto Assagioli in the early 1900s to the great con- “This book is a real path of research and development of
tributions of his students and other contemporary Psy- psychosynthetic theory and practice (..) which allows us
chosynthesis practitioners. to look through Psychosynthesis in the multidimensio-
nality of space and of time.” Gianni Yoav Dattilo
Who was Roberto Assagioli and how did his life influen-
ce his work? What important contributions did he ma- “’The Way of Psychosynthesis’ is a truly large fra-
ke to the birth and development of the major forces of mework that tends toward an essential completeness.
psychology? What is Psychosynthesis? What is the Psy- This volume deserves to occupy a significant place in
chosynthesis view of human nature and self-realization? the recent development of psychosynthetic literature.”
What constitutes the essential core of this approach? In Massimo Rosselli
answering these fundamental questions, this book gui-
des the reader through a fascinating journey to discover, “A great achievement: well written, informative, intere-
step by step, the key concepts and experiences of Psy- sting and engaging. Every training organization should
chosynthesis. The most complete guide published so far. have it on their essential reading list and I will certainly
be recommending it to my students.” Will Parfitt
MY WISH
I really hope that this book can sustain the enthusiasm of “The most comprehensive academic textbook on Psy-
all those who feel a resonance with the message of Psy- chosynthesis to date. I am happy for the cause of Psy-
chosynthesis, permitting each to recognize - indepen- chosynthesis that Petra Guggisberg Nocelli has done
dently from group or institutional affiliation, and beyond such a magnificent work and contributed to the legacy of
the numerous and inevitable differences which are to Psychosynthesis and Assagioli.” Kenneth Sørensen
be respected and supported - that which unites us, that
which moves us, at times on different paths, in the di- “‘The Way of Psychosynthesis’ is an intrinsic work of
rection of the same common destination. This challenge psychosynthetic spirit. A vacuum has been filled in the
has never been more urgent or vital. Succeeding in me- psychosynthetic literature. Definitely recommended as a
eting it means to develop and improve the extraordinary didactic text.” Vittorio Viglienghi
“ The Way of Psychosynthesis’ is the result of a great that is bringing me back to reconnect the threads of the
research, a careful, meticulous work that deals with the present with those of the past, I decided to resume what
development of the thought of Roberto Assagioli in a I had developed and update it entirely.
scientific way. This is a text we really needed. I consider Writing this book really meant a lot to me, and marks
this book as a guide for the planning of training courses the symbolic fulfillment of a long, difficult, and trou-
in Psychosynthesis.” Franco Salvini bled period. I consider this text as the tangible fruit of a
surprising process that involved me on multiple levels,
“An excellent text of Psychosynthesis, complete and reconciling myself with parts of myself and my past, re-
exhaustive. It was written with the mind and heart and lieving me and liberating an unexpected amount of will,
deserves wide circulation.” Alberto Alberti, Psychiatrist joy, pleasure and satisfaction. The hope is that some of
this energy can filter through the pages to reach those
“‘The Way of Psychosynthesis’ is a systematic and ac- who read it.
curate vision of Psychosynthesis, which also takes in-
to account recent developments in Assagiolian theory.” I would like to conclude with a practical recommenda-
Andrea Bocconi tion. This text lends itself to be read in an orderly and
108 progressive manner, but can also be readily consulted
PREFACE by Petra Guggisberg Nocelli as a manual, in its individual parts, chapters or para-
This book is born out of an attempt to answer a question graphs, according to the needs and interests of the mo-
often put to me by friends, patients, scholars and thera- ment: discover the biography of Roberto Assagioli, get
pists of other orientations: “What is Psychosynthesis?” an idea of the relationship between Psychosynthesis and
This question, despite years of practice and study, for- Psychoanalysis, or between Psychosynthesis and Tran-
tunately succeeds yet again and always to get me into spersonal Psychology, study the evolution of thought re-
trouble. garding the image of the individual illustrated in the Egg
In trying to outline an inevitably compound and mul- Diagram, learn about the techniques of the psychosyn-
tifaceted response, I have been guided by the general thesis process, analyze specific topics such as subperso-
purpose of providing the reader with a comprehensive nalities, superconscious, Ideal Model, and so on. I refer
and ample view of the evolution of psychosynthetic tea- the reader to the Contents for a total overview.
ching, starting with the first writings from Roberto Assa-
gioli at the beginning of the 1900s, up to the invaluable
contributions of his own students and other contempora- PRESENTATION by Dr. Gianni Yoav Dattilo
ry psychosynthesists. It is with joy and heartfelt appreciation that I welcome
It was a difficult a decision to finalize the writing of this the English edition of this excellent guide to the path of
text as Psychosynthesis is wonderfully vast, inclusive Psychosynthesis.
and fruitful, and I dare say “infinite”: an adequate mir- As a matter of fact Roberto Assagioli, the Italian psy-
ror for the spirit of the human being. Therefore, many chiatrist, decided to publish his major books first in En-
of the topics discussed would require further insights, glish, and paradoxically never saw the Italian translation
for which I suggest with pleasure a reading of the volu- of his masterpiece, The Act of Will, which appeared af-
mes published by the various authors widely cited in the ter his death.
course of this work. The founder of Psychosynthesis was clearly aware of
The Way of Psychosynthesis springs from the comple- the importance of the English language in the interna-
te rewriting of my degree thesis that I presented in July tional scientific community; and Psychosynthesis  is in
2000 at the Università Statale di Milano. At the time, its essence international, going far beyond all cultural
I had devoted much effort, energy and passion to that boundaries and barriers of any kind, in an overall spirit
work. And so, after 10 years, driven by an inner desire of synthesis and integration.
Petra Guggisberg Nocelli’s lovely book was created in a a vacuum; it has complex roots, still not yet sufficien-
period of fresh blossoming of works on Psychosynthe- tly discovered and explored. The pragmatic spirit of our
sis, each having its own special physiognomy, a sign of research has often favored the empirical and applicati-
creative evolution of our concept. Each chapter of this ve aspects, but here we are faced with a true, comple-
work, although having its thematic independence, is an te guide to the visceral experience of psychosynthesis,
organic whole and offers a real path in the research and where clear theories and practical ideas find a wonderful
development of psychosynthetic theory and practice. It balance. The various themes are studied in light of the
gives the impression of viewing a harmonic Mandala, sources, thus favoring the possibility of new investiga-
rich in colors, allowing us to look through psychosyn- tions, without weighty text and always bearing in mind
thesis into the multidimensionality of space and time. that Psychosynthesis is basically a psychological practi-
The Way of Psychosynthesis opens with a detailed perso- ce to be experienced.
nal and cultural biography of Roberto Assagioli, which It is not often that a work is both a clear and complete
makes it possible for a deeper understanding not only of introduction to a theme and also an in-depth study with
the person, but also of the very genesis of his new con- spurts of originality.
cept of the psyche.
Petra Guggisberg Nocelli was a brilliant pupil of the 109
The second part examines the environment in which psychotherapy school of SIPT, and it is my great plea-
psychosynthesis is born and develops. Our orientation sure to welcome her contribution, written with a genuine
is re-examined and compared to the panorama of con- psychosynthetic spirit which enriches our bibliography.
temporary psychology: behaviorism, psychoanalysis, This book will surely contribute to the dissemination of
analytical psychology, the humanistic-existential trend, Psychosynthesis worldwide and I deeply trust it will be
transpersonal psychology and the new frontiers of an invaluable general introduction for beginners and a
psychoenergetics. precious tool for the seasoned practitioner as well.

The third part allows one to fully enter the psychosyn-


thetic experience by exhaustively expanding the times
and the ways of the path, the concepts and the funda-
mental diagrams, while taking into account the propo-
sals for change and development. All this is essential if
you hold to the idea of psychosynthesis as a dynamic
process in continuous evolution in the various areas of
application, rather than a static and definitive theory.
In the fourth part, among other things what is striking is
that the fundamental ideas of our model, “the seven fun-
damental experiences of psychosynthesis” as the author
calls it, are made accessible to the inexperienced public,
while at the same time also very useful for the expert
reader, offering new and original ideas of thought and
experimentation. For example, issues such as disidentifi-
cation and self-identification, will, the subpersonalities,
‘I’ and Self, the Superconscious, the principle of Synthe-
sis—none of which are simple from a conceptual point
of view—are dealt with clarity and depth.
Psychosynthesis does not come from nowhere and in Petra Guggisberg
LETTER
TO THE DIRECTOR

Joann Anderson, former AAP Cochair, teacher, presenter, editor, and friend to the
psychosynthesis community, died in Wenatchee, WA September 19, 2018, at the age of 84.

In 1973, Joann travelled to Italy for a month, where she studied with Dr. Roberto Assagioli
(the founder of Psychosynthesis), after earning her master’s degree from Fielding Graduate
University in Santa Barbara, CA. She was associated with The High Point Foundation
110
and Psychosynthesis International for many years, and was also active in AAP as Steering
Committee Cochair and editor of AAP News. Joann maintained an office practice
in Edmonds, where she offered counseling help to scores and scores of patients. In the
Wenatchee Valley, was active in a writer’s group, a book club, and served as regional
president of the Philanthropic and Educational Organization (PEO).
She and her husband Bob celebrated 61 years together in June of 2018. Joann is survived
by her husband, Bob; three children, Carol of Kalamazoo, MI, Doug of East Wenatchee,
WA, and Paul of Spring Valley, CA; and two grandchildren: Jazzmine of Missoula, MT,
and Tristan of Spring Valley, CA.
Valore morale e spirituale dell’analisi La gioia è il termometro dell’allineamento!
Sincerità verso noi stessi
Coraggio di riconoscere cose spiacevoli, poco belle, poco lusinghiere
Deporre ogni vanità, ogni ipocrisia Joy is the thermometer of our lining up!
Riconoscere in noi errori, debolezze, colpe
Guardarle in faccia risolutamente, senza cercare scuse o giustificazioni
Questo non deve deprimere né scoraggiare
Il riconoscimento è il primo passo verso la liberazione
Sono cose in noi, ma non sono noi

Sincerity toward ourselves.


Courage on facing unpleasant, unattractive, not flattering aspects of ourselves.
Let us lay aside any vanity,
Let us stop pretending.
Let us face mistakes, weaknesses, guilt about ourselves. Facing them with resolution,
not making up excuses or pretexts.
Any fear of feeling depressed or discouraged by this attitude.
Admission is the first step toward release.
These are moods inside ourselves, they are not ourselves.
UNITÀ NELLA DIVERSITÀ
INTERVISTA DI SOLANGE DE MARIGNAC AD ASSAGIOLI
È L’UOMO ARTEFICE DEL SUO DESTINO?
CREARE UNA SVOLTA NELL’EDUCAZIONE

OTTOBRE 2018 N. 30
FIDARSI DI SÉ - LA CONQUISTA DELL’AUTOSTIMA

DI R. ASSAGIOLI
PSICOSINTESI
ISTITUTO DI PSICOSINTESI IL MURO DEL SILENZIO

ANNO XXXIII
ISTITUTO DI
FIRENZE THE PERSONAL SELF
IL COACHING: UN BUON AMICO DELLA VOLONTA’
VERO E FALSO ALTRUISMO

PSICOSINTESI