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Gentile amico, grazie pe aver scaricato questo breve report che sicuramente Ti sarà utile non tanto per l'argomento nel senso stretto ma soprattutto come linea guida per capire il funzionamento di vari sistemi e presunti sistemi per fare business online. Puoi leggere e ridistribuire questo report secondo la licenza Creative Commons , citandone la fonte e non modificandone i contenuti.
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L' esempio riportato in questo ebook è puramente a scopo didattico e informativo:nessuna accusa viene formulata nei confronti delle aziende di seguito citate ma solo considerazioni personali dell'autore che si assume la piena responsabilità di quanto scritto. Per qualsiasi reclamo, dubbio o commenti è possibile fare riferimento a MTW Blog all' indirizzo http://www.blog.mtwebnetwork.com/contatti/

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Il Gigacenter è una bufala?

Da qualche tempo sul web esiste un circuito di negozi online con il marchio Gigacenter gestito da Impericaweb. Il circuito è composto da moltissimi negozi online del tipo www.pincopallino.gigacenter.it , in parole povere un sottodominio di Gigacenter.

Ognuno di questi shop

è assegnato e gestito da

un affiliato che puo'

iscriversi e aprire il suo negozio online gratuitamente. Dopodichè l’affiliato puo’ cominciare a gestire il suo shop, promuovendolo nei vari canali, gestendo i vari prodotti o servizi ecc. Ma come funziona esattamente?

Il circuito Gigacenter
Ho testato personalmente Gigacenter effettuando la registrazione gratuita al programma; il catalogo prodotti è molto vasto e comprende articoli delle piu’ famose catene di distribuzione e marchi molto noti come Sony , Nokia, Nike ecc.

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I prezzi sono piu’ o meno in linea con quelli di mercato , ma soprattutto sono identici a quelli che troviamo in alcuni shop online ; per farla breve, quando un navigatore trova uno shop Gigacenter e lo visita, una volta scelto l’articolo di suo interesse logicamente clicca su acquista , ma non è su quello shop che viene conclusa la transazione; il cliente viene reinderizzato sul sito che realmente distribuisce il prodotto, che puo’ essere Unieuro, Oliviero.it, Nikestore e molti altri.

Viene aperta quindi la pagina con l’identico prodotto e l’identico prezzo (anche se a me è capitato di vedere un articolo in cui il prezzo sullo shop Gigacenter era inferiore di qualche decina di euro forse dovuto ad un errore o forse no) e il potenziale acquirente puo’ tranquillamente acquistare il suo articolo, ovviamente seguendo le indicazioni dello shop in questione.

Per esempio, troviamo su uno shop Gigacenter un monitor LCD a 299,00 euro e decidiamo di acquistarlo; quindi clicchiamo su acquista e automaticamente veniamo reindirizzati sullo shop online Unieuro. Qui tocca registrarsi se ancora non lo abbiamo fatto dopodiché possiamo effettuare il nostro acquisto.

Sugli articoli presenti su Gigacenter non c’è nessuna indicazione per quanto riguarda le spese di spedizione, importo che si trova poi sul sito distributore,

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Unieuro nel nostro caso. A fianco ogni articolo è presente comunque il logo del sito dove è possibile acquistarlo.

Gigacenter funziona in pratica come una immensa vetrina-contenitore che raccoglie migliaia di articoli presenti su altri siti di e-commerce.

Ma come funziona esattamente? E come guadagna l’affiliato titolare di un negozio Gigacenter?

Il piano compensi di Gigacenter
Il piano Marketing prevede un Montante provvigionale che su alcuni articoli puo’ variare dal 3 all’8%. L’affiliato pero’ non percepisce il 3 o l’8% ma bensi’ il 60% del Montante provvigionale, e questo solo sulle vendite dirette generate dal suo shop. Questo perché essendo il sistema di vendita basato su un Multilevel , è previsto che l’affiliato tramite le pagine del suo shop offra la possibilità ad altre persone di iscriversi e quindi aprire il suo personale Gigacenter.

Il gruppo consiglia di creare quindi una propria downline di almeno 5 affiliati i quali dovrebbero fare la stessa cosa e via cosi’. Se tutto va per il verso giusto si puo’ creare la propria rete di affiliati fino a 4 livelli vale a dire 5 ,25

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, 625 cioè 625 affiliati ognuno dei quali dovrebbe aver fatto la stessa cosa che ha fatto il primo, cioè trovare 5 persone che aprano uno shop Gigacenter.

Al titolare dello shop viene riconosciuta una royalty sulle vendite effettuate da chi sta sotto di lui che ammonta a un 10% ma sempre del montante provvigionale che puo’ variare in base all’articolo venduto.

Andiamo con ordine e vediamo un po’ di numeri: teniamo conto che il circuito non è sufficientemente posizionato nei motori di ricerca, e per posizionato non intendo che tu scrivi Gigacenter o giulio.gigacenter.it perché sarebbe troppo facile. Intendo che se io cerco per esempio un cellulare sony ericsson ti escano fuori i risultati e i negozi online dove puoi trovare il tale modello da acquistare.

Ho provato a ricercare per esempio sony ericsson z610i e tra le prima pagine di Google non compare nessun negozio del circuito, almeno fino alla 15° pagina, poi ho smesso di cercare. Ricordiamoci anche che raramente un utente supera la 10° pagina di ricerca ma si ferma prima. Mi sono imbattuto in Pixmania, Ebay ecc. ma nessun Gigacenter.

E' possibile quindi crearsi una rendita mensile con Gigacenter?

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Il caso dell' amico Giulio
Ipotizziamo che Giulio sia titolare di uno shop del circuito. Come consigliato, comincia a pubblicizzarlo su vari canali, blog, siti di annunci, amici ecc. Magari compra anche pubblicità su Adwords. Mettiamo che Giulio venda un cellulare Sony Ericsson z610i, o meglio ne genera la vendita per un importo di 133 euro.

Il suo negozio quindi ha rimandato l’acquirente su bow.it e in questo caso il montante provvigionale è del 3% cioè 3,99. Giulio percepisce il 60 % di questo 3% ovvero poco piu’ che 2,39 euro .Un po poco vero? Certo , è solo un articolo.

Allora ipotizziamo che Giulio è molto bravo a promuovere il suo negozio e invece di uno ne vende 100 di cellulari ericsson a 133 euro e allora abbiamo:

133×100= 13.300 euro di fatturato

3% di 13.300 è uguale a 399 euro che è il Montante provvigionale.

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Giulio percepisce il 60% del montante provvigionale quindi 239,40 euro. Sempre che riesca a vendere 100 telefonini. E in quanto tempo? E soprattutto, affrontando quali spese di tempo e denaro per promuovere il suo shop?

Il montante provvigionale puo’ variare come ho detto prima. in base all’articolo; certamente Giulio non venderà solo 10 o 15 cellulari (nella migliore delle ipotesi) ma venderà articoli di vario genere. Mettiamo che Giulio riesca a generare una vendita mensile di 6000 euro vale a dire una media di 200 euro giornaliere che vuol dire vendere quasi tutti i giorni.

Le statistiche dimostrano che difficilmente vengono fatti acquisti di entità elevate, per lo piu’ poi tramite uno shop semisconosciuto. Ma vogliamo essere ottimisti? Allora diciamo 9000 euro e mettiamo una media di 5 % di montante provvigionale: il 5% di 9000 è 450 euri.

Giulio percepisce il 60% di 450 , quindi 270 euri. Non rimane molto vero? E siamo stati ottimisti. A questi togliamo le spese che possono essere di pubblicità, tempo, ecc.

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Probabilmente Giulio si è dedicato parecchio tempo a promuovere il suo negozio, magari sperava di crearsi una rendita mensile. Giulio dovrebbe fatturare qualcosa come 36.000 euro per avere una rendita di 1080 euro che al giorno d’oggi non è nemmeno uno stipendio, e cioè: 36.0000 euro vuol dire avere un montante provvigionale diciamo del 5% , che corrisponde a 1800 euro di cui Giulio percepisce il 60% , 1080 euro.

Per quel che mi riguarda è difficile se non addirittura impossibile crearsi una rendita con un attività del genere. Se poi parliamo di farci una pizza e una birra, questo è un altro discorso.

Non dimentichiamo che non è facile vendere articoli su un negozio online per 9000 euro, figuriamoci crearsi una rendita mensile che ci permetta di vivere bene. Molti credono che basta acquistare un pacchetto del genere, pagando una quota annuale, sedersi davanti al pc qualche oretta aspettando poi che arrivino i primi introiti; ma la realtà non è cosi’.

Nel nostro caso stiamo parlando di uno shop che dovrebbe generare vendite per 36.000 euro mensili per averne 1080. Anche se non è impossibile, cio’ vuol dire che il nostro shop dovrà essere visitato da migliaia di persone al giorno.

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Ci sono alcuni fattori importanti da tenere in considerazione.

Visibilità
In primo luogo il fattore indicizzazione; il circuito è semisconosciuto e nei risultati di ricerca non compare ai primi posti delle classifiche. Non possiamo immaginare che un utente che cerca un determinato prodotto usi termini diversi come pincopallino o Gigacenter: se a me interessa acquistare un paio di scarpe nike , andro’ a scrivere Nike o scarpe Nike. E oltretutto prendendo questo esempio potremo notare come ai primi posti compaiano i siti e-commerce dei grossi marchi.

Questo è un fattore da non sottovalutare poiché l’utente ha già trovato quello che cerca. L’attività di promozione grava in gran parte sul titolare dello shop che deve districarsi nei meandri della rete per poter promuovere il suo negozio.

E' anche vero che attualmente avere uno shop Gigacenter è gratuito, anche se inizialmente erano previste quote d' iscrizione di circa 90 o 170 euro che venivano fatte pagare nei primi mesi di lancio.

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La strategia di impericaweb è mutata in favore di un servizio gratuito, offrendo pero' alcune opzioni aggiuntive a pagamento legate a strumenti di promozione come annunci o scambio banner all'interno del circuito.

Il sistema di affiliazione
Un altro fattore importante da tenere in considerazione è il sistema che sfrutta Gigacenter per reindirizzare l’utente sul sito dove si acquista materialmente il prodotto.

Il tracciamento delle transazioni si basa ovviamente su sessioni di cookie che identificano l’utente al suo passaggio su un determinato shop affinchè un eventuale acquisto venga riconosciuto come proveniente da quel negozio.

Ma cosa succede se l’utente ha i cookie disabilitati? Oppure se un utente decide di effettuare l’acquisto in seguito, andando direttamente su Unieuro.it per esempio e nel frattempo ha svuotato e cancellato tutti i cookie? Non c’è il rischio di perdere una buona parte dei potenziali acquirenti? Queste sono alcune domande da porsi. Ma andiamo avanti ancora un po’ ad analizzare altri fattori.

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Il sistema multilivello
Nel momento in cui il nostro amico Giulio si rende conto che non riesce a guadagnare molto, pensa che sia necessario ampliare la sua rete di vendita, cercando altri utenti che aprano uno shop, in modo da avere delle royaltys sul fatturato generato dalle sue downline.

Ed è qui che arriviamo ad un altro fattore , a mio modo di vedere, importantissimo , che incide moltissimo sulla stabilità o solidità di un sistema (multilevel, in questo caso) e cioè il fattore umano.

Giulio smette di promuovere il proprio shop perché non rispetta le sue aspettative e pensa che sia meglio trovare altri affiliati che si iscrivano al circuito per poter poi incassare le royaltys dalle sue downline.(ah…noi italiani!!!) E vediamo un po’ di numeri.

Ipotizziamo che Giulio ha già trovato i suoi 5 bravi affiliati che a loro volta sono stati bravi e hanno fatto lo stesso..ecc ecc. Volendo essere ottimisti quindi Giulio ha sotto di se una rete di affiliati nell’ordine: 5-25-625. Azzardiamo l’ipotesi che ognuno fatturi una media di ….diciamo 4000 euro al mese? (dovrebbero essere tutti dei maghi di web marketing)

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Quindi avremo: 4000×625=2.500.000 euro Con una percentuale del 5% per esempio avremo un montante provvigionale pari a 125.000 euro e Giulio percepirà il 10% di questi cioè 12.500 euro , una bella somma. Giulio ha fatto anche lui questi calcoli e sa anche che sono previsti i piani carriera con l’acquisizione di punti che permettono di ricevere ulteriori royalty. Decide allora di andare avanti cosi’.

Ma Giulio non immagina che anche gran parte degli altri la pensa come lui; tutti vogliono diventare imprenditori, ma pochi si rimboccano le maniche per diventarlo. E’ questa in sostanza la problematica che bisogna affrontare quando ci si imbarca in un attività di vendita multilivello.

Le mie precedenti esperienze mi dicono che questi sistemi funzionano poco o per nulla in quanto non tutti la pensiamo allo stesso modo e tantomeno operiamo allo stesso modo. E una volta che gran parte dei partecipanti si è demotivato e abbandona il progetto, il sistema è destinato a collassare, è solo questione di tempo.

Naturalmente ci sono casi che fanno eccezione come le grosse aziende di distribuzione che puntano pero' principalmente sul prodotto di qualità e sulla preparazione dei distributori o venditori.

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Ci tengo comunque a precisare che ho esposto questo caso solo come esempio, per poter approfondire un po’ il discorso e la filosofia delle vendite multilevel. Ogni sistema puo’ funzionare o non funzionare, dipende. Ma non è meglio analizzare prima piuttosto che accettare le cose pedissequamente?

Conclusione e aggiornamenti
Questo breve report che hai appena letto è ispirato ad un vecchio articolo che scrissi un paio di anni fa su un blog di test; il sito esiste ancora anche se ha lasciato posto a progetti piu' produttivi e importanti e l'articolo originale (a scanso di equivoci) è visibile
qui .

In questo periodo di tempo oltre a testare

ulteriormente Gigacenter , ho notato alcuni cambiamenti che pero' non fanno nessuna differenza su quello che era un progetto partito e annunciato come l'opportunità di guadagno online aprendo un e-commerce (e pagando una quota annuale) e successivamente modificato e adattato in favore di un opportunità gratuita (o quasi) con la possibilità di risparmiare effettuando i propri acquisti all'interno del circuito. In sostanza non si tratta piu' di vendere prodotti ma acquistarne sfruttando il circuito e il proprio negozio online.

Il montante provvigionale è mutato in montante incremento risparmi e l'affiliato non percepisce piu' il 60% del montante ma il 50% sottoforma di accrediti convertibili in denaro una volta raggiunta la soglia dei 30 euro mensili.

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In conclusione, si puo' affermare senza dubbio che Gigacenter non è il modo giusto di guardare a quello che vuole essere l'imprenditoria online in quanto basato su un sistema multilivello spesso sinonimo di sistema piramidale.

Lungi dal voler affermare che Gigacenter è una truffa (anche perchè è gratuito) posso solo consigliare a quanti intendano avviare un business online, di valutare inizialmente la reale fattibilità di un progetto, evitando di perdere tempo con presunti sistemi di business che non portano da nessuna parte.

Certo di averti fatto cosa gradita ( e di non averti fatto perdere tempo inutile) ti aspetto sul blog per eventuali commenti.

Al prossimo report

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