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LA CONNESSIONE DI CAUSE (artt. 31-36 c.p.c., artt. 103-104 c.p.c.

Connessione = situazione in cui due o più domande hanno in comune uno o più elementi identificativi
elementi identificativi senza essere identiche.

Il favor legislativo è per il simultaneus processus. Per favorirne la realizzazione si prevedono


deroghe agli ordinari criteri di competenza: al posto di incardinare le cause presso giudici diversi (come
sarebbe normalmente), si fa in modo che le cause siano incardinate presso un unico giudice.

Si distinguono varie forme di connessione che possiamo catalogare in un ordine idealmente crescente dal
punto di vista dei nessi tra le cause.

CONNESSIONE MERAMENTE SOGGETTIVA

Connessione meramente soggettiva = riguarda soggetti attivi e passivi delle domande.

Art. 104 c.p.c.: contro la stessa parte possono proporsi nel medesimo processo più domande anche
non altrimenti connesse, purché sia osservata la norma dell’articolo 10 secondo comma c.p.c. in materia di
determinazioni del valore della causa.

DEROGA AI CRITERI DI COMPETENZA: NESSUNA!

Si realizza un cumulo oggettivo: parti uguali, elementi oggettivi diversi.

CONNESSIONE OGGETTIVA IMPROPRIA

Connessione oggettiva impropria = rapporto tra due o più cause la cui decisione dipende, totalmente o
parzialmente, dalla decisione di identiche questioni (art. 103 c.p.c.).

DEROGA AI CRITERI DI COMPETENZA: NESSUNA!

Il simultaneus processus si realizza se si riesce ad individuare un unico ufficio giudiziario competente.

CONNESSIONE OGGETTIVA PROPRIA SEMPLICE

Connessione oggettiva propria = le domande hanno in comune oggetto o titolo da cui dipendono (art.
103 c.p.c.) e riguardano parti diverse.
DEROGA AI CRITERI DI COMPETENZA: si deroga la competenza territoriale. Il simultaneus processus si realizza
davanti al giudice del luogo di residenza o domicilio di una delle parti (foro generale). Deroga è ammessa in
danno del foro generale di un convenuto ed in favore del foro generale di un altro convenuto.

Si realizza un cumulo soggettivo: oggetto/titolo uguale, parti diverse.


CONNESSIONE QUALIFICATA

Connessione qualificata = le cause sono connotate da un peculiare rapporto di subordinazione vicendevole


cd. di pregiudizialità-dipendenza.

Pregiudizialità lato sensu: è determinata dalla volontà attorea nella proposizione delle domande.

Pregiudizialità tecnica: esistenza/inesistenza/estinzione di un determinato rapporto sostanziale si determina


in relazione alla esistenza/inesistenza/estinzione di un altro rapporto appartenente alla fattispecie
costitutiva/modificativa-impeditiva-estintiva del primo.

Pregiudizialità logica: relazione esistente tra singolo diritto e rapporto complesso che lo origina.

Le ipotesi di pregiudizialità-dipendenza sono prese in considerazione dagli artt. 31-36 c.p.c.

DOMANDA ACCESSORIA (art. 31 c.p.c.)

Domanda accessoria = ha un rilievo secondario rispetto alla domanda principale ed il suo accoglimento è
subordinato all’accoglimento di quest’ultima.

Si cumula a quella principale e si propone davanti allo stesso ufficio giudiziario competente
per territorio per la domanda principale. Contro la stessa parte il valore si determina
secondo l’art. 10 c.p.c. come nel caso di connessione meramente soggettiva.

CAUSE DI GARANZIA (art. 32 c.p.c.)

Cause di garanzia = ipotesi in cui un soggetto garante è obbligato a tenere indenne un altro soggetto
garantito dalle conseguenza negative di una eventuale soccombenza in una causa promossa contro di lui da
un terzo.

La domanda si propone al giudice territorialmente competente per la domanda


principale. Se il valore della causa esorbita le competenze di detto ufficio giudiziario, questo è tenuto a
rimettere entrambe le cause al giudice superiore, assegnando un termine per la riassunzione.

Giurisprudenza: garanzia impropria nessuna deroga alla competenza per il cumulo. TESI INFONDATA.

ACCERTAMENTO INCIDENTALE (art. 34 c.p.c.)

Questioni pregiudiziali di merito = la norma fa riferimento a queste e non a quelle di rito.

In caso di decisione ex lege o su istanza di parte di una questione incidentale con efficacia di
giudicato appartenente per materia e valore ad un giudice superiore, questi di vede rimessa l’intera causa
e la parti si vedono assegnato un termine di riassunzione della stessa davanti al nuovo giudice. Se la causa
non esorbita nei sensi predetti le competenze del giudice inferiore, nulla quaestio.
ECCEZIONE DI COMPENSAZIONE (art. 35 c.p.c.)

Quando si propone l’eccezione di compensazione relativamente ad un determinato credito, questa non


amplia l’oggetto del giudizio solo nel caso in cui il controcredito non sia contestato dall’attore.

Ipotesi qualitativamente identica a quella dell’accertamento incidentale.

Se la domanda principale è fondata su di un credito non controverso e facilmente accertabile, il giudice adìto
può decidere sulla domanda principale rimettendo al giudice superiore la sola decisione concernente
l’esistenza del controcredito, eventualmente subordinando l’esecuzione della propria sentenza alla
prestazione di una cauzione.

DOMANDA RICONVENZIONALE (art. 36 c.p.c.)

Per le domande riconvenzionali che dipendono dal titolo dedotto in giudizio dall’attore o da quello che già
appartiene alla causa come mezzo di eccezione è ammesso cumulo davanti al giudice adìto per la domanda
principale, salvo che la causa non esorbiti la sua competenza per valore o per materia.

Il giudice si comporta in base agli articoli precedenti.

REALIZZAZIONE DEL SIMULTANEUS PROCESSUS

Cause separatamente proposte davanti a giudici diversi = art. 40 c.p.c. il


giudice dichiara la connessione con ordinanza, fissando alle parti un termine perentorio per la riassunzione
della causa davanti al giudice competente per la causa principale bzw. al giudice preventivamente adìto.

La connessione si eccepisce o si rileva d’ufficio entro la prima udienza.


Tra connessione qualificata giudice di pace-tribunale prevale il giudice togato.

Cause separatamente proposte davanti allo stesso giudice = riunione meramente


facoltativa ad opera del giudice adìto.

In caso di pendenza presso sezioni o altro giudice, è il presidente che, sentite le parti, ordina con decreto che
le cause siano chiamate alla medesima udienza davanti allo stesso giudice o alla stessa sezione per i
provvedimenti opportuni.

CONNESSIONE DI CAUSE SOGGETTE A RITI DIVERSI

Disciplina dettata per la sola connessione qualificata.

- Rito ordinario prevale.


- Cause di lavoro e controversie in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie: rito del lavoro
prevale su tutti, anche ordinario.
- Se mancano i due riti di cui prima prevale il rito della causa principale o quello previsto per la causa
di maggior valore.
SEPARAZIONE DELLE CAUSE CUMULATE (artt. 103, 104 c.p.c.)

Su istanza di tutte le parti o d’ufficio il giudice dispone la separazione della case cumulate in fase istruttoria
o decisoria se la riunione “ritarda o rende più gravoso il processo”.
Il provvedimento di separazione non è impugnabile.