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Anno CXLVII - N. 27 (44.470)

CITTÀ DEL VATICANO

Sabato 3 Febbraio 2007

Benedetto XVI presiede nella Basilica Vaticana la solenne concelebrazione delle esequie del Cardinale Antonio María Javierre Ortas

Apostolo negli ambienti universitari e della Curia Romana ha svolto un'intensa attività spirituale nell'ambito teologico e in quello della cultura
«Egli è stato apostolo negli ambienti dell'Università e della Curia Romana, senza però mai perdere occasione per svolgere un'intensa attività spirituale nell'ambito più propriamente teologico e in quello più vasto della cultura». Con queste parole Benedetto XVI ha ricordato il Cardinale Antonio María Javierre Ortas, S.D.B., del Titolo di Santa Maria Liberatrice a Monte Testaccio, Prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, durante le solenni esequie presiedute nella Basilica Vaticana nella mattina di venerdì 2 febbraio. Ecco i punti nodali dell'omelia del Papa: » «All'indomani della memoria liturgica di San Giovanni Bosco, è partito per il Cielo un suo figlio spirituale, il caro e venerato Cardinale Antonio María Javierre Ortas»; » «Si è trovato circondato, al momento della sua dipartita, dalla preghiera corale di suffragio che i Salesiani sono soliti elevare per i Confratelli e le Consorelle defunti proprio il giorno dopo la festa del Fondatore»; » «Alla sua famiglia religiosa si unisce oggi la Curia Romana, si uniscono i parenti e gli amici, con la presente celebrazione, nel giorno in cui la liturgia ricorda la Presentazione del Signore al Tempio»; » «“Misercordias Domini in aeternum cantabo”. Facciamo nostre queste parole, tratte dal suo diario spirituale»; » «Egli ha avuto in dono una lunga esistenza, animata sin dalla giovinezza da uno spiccato spirito missionario. Seguendo l'esempio di Don Bosco avrebbe voluto vivere la sua vocazione di salesiano a diretto contatto con la gioventù, in terra di missione, ma la Provvidenza lo ha chiamato ad altre mansioni»; » «Il suo è stato un servizio ecclesiale, fedele e generoso, sempre disponibile e cordiale»; » «Ieri, ho potuto avere tra le mani alcune lettere che il Cardinale Javierre aveva indirizzato all'amato Giovanni Paolo II e dalle quali emerge proprio questo riferimento privilegiato all'Eucaristia»; » «Il Cardinale Javierre Ortas ha voluto che la sua esistenza personale e la sua missione ecclesiale fossero un messaggio di speranza; attraverso il suo apostolato, seguendo l'esempio di san Giovanni Bosco, si è sforzato di comunicare a tutti che Cristo è sempre con noi. Lui, figlio della patria di santa Teresa e di san Giovanni della Croce»; » «Nello stemma di questo nostro compianto Fratello è raffigurata una barca legata a due colonne: la barca è la Chiesa, il timoniere è il Papa e le due colonne sono l'Eucaristia e la Madonna»; » «Come degno figlio di Don Bosco, era profondamente devoto di Maria, amata e venerata col titolo di Ausiliatrice. Della Madonna, Ancilla Domini, ha cercato di imitare lo stile di un servizio discreto e generoso»; » «Lasciò l'incarico di Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti “in punta di piedi” per dedicarsi al servizio che invece non si deve mai lasciare: la preghiera».
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MEDIO ORIENTE

Diciotto vittime delle nuove violenze — Ucciso un responsabile dell'intelligence dell'«Ap»

Il discorso del Papa alla Rota Romana

Di nuovo infranta la tregua tra Hamas e Al Fatah: la Striscia di Gaza ad un passo dalla guerra civile
TEL AVIV, 2. È già del tutto infranta la tregua faticosamente raggiunta tra fazioni palestinesi. Cruenti scontri armati verificatisi tra miliziani di Hamas e di Al Fatah hanno causato, da ieri, almeno 18 morti e circa 185 feriti. È questo l’ultimo bilancio reso noto dal capo dei servizi di pronto soccorso palestinesi, Muawiya Hassanin. Sei persone, ha precisato la fonte, sono state uccise ieri, altre sette oggi, fra le quali due giovani civili. Secondo Hassanin le strutture mediche di Gaza sono in situazione di emergenza. Otto sale operatorie sono al lavoro in forma permanente, negli ospedali manca il sangue. Circa 70 feriti sono considerati in condizioni gravi. Fra le persone morte questa mattina figura il generale Abdelkader Salim, capo dei servizi di intelligence dell'Autorità palestinese (Ap) per il Nord della Striscia di Gaza, ucciso con una guardia del corpo in un attacco dei miliziani di Hamas. In una nota i servizi di intelligence hanno accusato i miliziani di Hamas di «assassinio». I miliziani della «forza esecutiva» del Governo di Hamas, appoggiati dai miliziani delle brigate Al Qassam, hanno attaccato questa mattina diverse sedi della sicurezza palestinese e dell’intelligence nel Nord della Striscia di Gaza, stando a fonti giornalistiche locali riprese dall'«Ansa». La Striscia di Gaza — secondo quanto segnala ancora l'«Ansa» — sembra a un passo da una nuova esplosione di violenza generalizzata, dopo i quattro giorni di scontri aperti che, da giovedì a marcarico» d’armi per la guardia presidenziale, transitato per l’Egitto. La Presidenza palestinese — aggiunge il comunicato — mette in guardia anche «coloro che lanciano accuse infondate contro Stati fratelli» favorevoli alla pace nei Territori palestinesi. In questa difficile situazione, i rappresentanti del cosiddetto «Quartetto» negoziale sul Medio Oriente — tra i quali il Segretario generale dell’Onu, Ban Kimoon — si riuniscono oggi a Washington per tentare di rilanciare il processo di pace israelo-palestinese. La riunione dei responsabili delle diplomazie di Usa, Ue, Russia più Onu assume un particolare rilievo in vista del vertice a tre, nelle prossime settimane, tra il Premier israeliano Ehud Olmert, il Presidente dell'«Ap», Abu Mazen, e il Segretario di Stato Usa, Condoleezza Rice. Intenzione della Rice, reduce da una missione in Medio Oriente durante la quale aveva appunto annunciato il vertice a tre senza fornire però una data, è ottenere una accelerazione del processo di pace che dovrà portare alla nascita di uno Stato palestinese accanto ad Israele. La cosiddetta «Road Map» da cui dovrà nascere lo Stato palestinese è stata lanciata nel 2003 da Usa, Ue, Russia e Onu, ma si trova in una situazione di stallo da diversi mesi, in particolare dopo la vittoria elettorale di Hamas. Come ha indicato il portavoce della Rice, Sean McCormack, quello in calendario oggi «è un incontro destinato soprattutto a manifestare un appoggio politico e diplomatico agli sforzi in corso».

La «verità sul matrimonio»
UMBERTO SANTARELLI
el discorso tenuto il 27 gennaio al Tribunale della Rota Romana per l'inaugurazione dell'Anno giudiziario Benedetto XVI ha ripreso il filo del ragionamento che aveva svolto l'anno passato nella stessa occasione, quando aveva esortato a riflettere su «l'amore alla verità quale punto di convergenza tra ricerca processuale e servizio pastorale alle persone». Quest'anno la riflessione ha riguardato i rischi ai quali è esposta la «verità sul matrimonio» per il contemporaneo concorrere di due fattori disgreganti costituiti «dal relativismo e dal positivismo giuridico, che considerano il matrimonio come una mera formalizzazione sociale dei legami affettivi». Il positivismo giuridico è figlio naturale della moderna riduzione del diritto alla legge (in un quadro istituzionale dominato da un unico e sovrano legislatore, tipicamente lo Stato) e della legge a un precetto «generale ed astratto», la cui interpretazione è condannata a restar costretta tra il significato delle parole e l'intenzione del legislatore. In un contesto così angusto, capace di offrir solamente la (pur indispensabile) garanzia formale della certezza della norma cristallizzata nel suo dettato letterale, l'ordine giuridico perde irrimediabilmente quel suo ulteriore ancoraggio a un quadro di valori condivisi che da sé solo è in grado di garantirne e fondarne l'effettivo vigore. In un simile ordine giuridico, dove tutto dipende soltanto dalla volontà d'un legislatore incondizionatamente sovrano, il matrimonio (come qualunque altro istituto) «si presenta come una sovrastruttura legale che la volontà umana potrebbe manipolare a piacimento, privandola perfino della sua indole eterosessuale». Perché, quando alla realistica constatazione che ubi societas ibi jus si sia sostituito il miope formalistico e riduttivo convincimento che ubi respublica ibi lex, tutto diventa possibile: anche che sia riconosciuta ai soggetti contraenti la facoltà di regolare a loro personale ed esclusivo piacimento il rapporto che instaurano e al quale il legislatore s'impegna previamente a garantire riconoscimento e tutela senza riservare a sé alcun potere di controllo o d'integrazione. Dove invece si riconosce che il diritto nasce non dall'arbitrario volere d'un legislatore sovrano ma all'esito d'un lungo e complesso iter storico profondamente radi-

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Militanti armati di Al Fatah

tedì scorsi, avevano causato 35 morti e più di 100 feriti. La Presidenza palestinese ha intanto accusato Hamas di essere responsabile delle nuove violenze, sostenendo che si tratta di una «fiammata intenzionale e premeditata». «La Presidenza condanna fermamente la fiammata intenzionale e premeditata provocata da Hamas e dai suoi miliziani con pretesti menzogneri», ha detto in un comunicato il portavoce, Nabil Abu Rudeina. La Presidenza palestinese ha di nuovo invitato alla calma, chiedendo ai responsabili del Governo,

formato da Hamas, di cessare di rilasciare «dichiarazioni inconsulte, che nuocciono agli interessi del popolo palestinese». Le violenze, che hanno mandato a monte la fragile tregua, sono scoppiate dopo il fermo, da parte di uomini armati di Hamas, di un convoglio che trasportava dall’Egitto equipaggiamenti destinati alla guardia presidenziale fedele ad Al Fatah. Al Fatah — partito del Presidente dell'Autorità palestinese, Abu Mazen — nega che si trattasse di armi, mentre Hamas sostiene che un Paese arabo imprecisato ha inviato un «grosso

Iraq: duplice attentato ad Hilla NOSTRE provoca settantatré morti INFORMAZIONI
BAGHDAD, 2. Strage ad Hilla: un duplice attentato dinamitardo, in un mercato, ha provocato 73 morti e circa 140 feriti. Si è trattato di due «kamikaze» che si sono fatti saltare in aria. Riferisce l'«Ansa» che il secondo attentatore stava per essere bloccato dalla polizia, che lo aveva individuato: tuttavia non si è riusciti ad evitare l'esplosione. Tre basi militari britanniche a Bassora, nel Sud dell'Iraq, sono state attaccate, questa mattina, a colpi di mortaio e con razzi: lo hanno reso noto fonti militari, aggiungendo che gli attacchi non hanno provocato danni di rilievo. Ieri sera a Bassora erano stati diffusi volantini — firmati da un'organizzazione denominata «Brigate dell'imam Hussein» — in cui si rivolgono minacce alla polizia, esortandola a non trattare con le forze della coalizione. Un coprifuoco totale è stato imposto, fino a nuovo ordine, nella provincia di Najaf, per il timore di attentati. Un portavoce della provincia, Ahmad Douaibel, ha detto: «Le autorità hanno preso questa decisione dopo aver ricevuto informazioni secondo le quali gruppi armati stavano preparando attacchi in questa città». Il Governo di Baghdad ha reso noto che a gennaio le violenze hanno provocato la morte di circa duemila civili. Accordo al Senato Usa tra democratici e repubblicani sul testo di risoluzione che boccia l'invio di altre truppe in Iraq, come previsto dal nuovo piano dell'Amministrazione Bush. La risoluzione non è vincolante. Il generale George Casey, ex comandante in capo delle forze americane in Iraq, è stato duramente criticato dal senatore repubblicano John McCain, per aver sottovalutato il conflitto in iraq, avendo formulato previsioni «irrealisticamente rosee» sul suo andamento e sul suo epilogo. «Non credo che l'attuale condotta abbia fallito», ha replicato il generale Casey, durante un'audizione davanti alla Commissione Forze Armate del Senato Usa. Gli Stati Uniti non voglio ricorrere all'uso della forza in Iran per interrompere il flusso di fondi ed armi con cui Teheran — a dire degli Usa — sostiene gli estremisti sciiti in Iraq: ma — ha fatCONTINUA A PAGINA 2

Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale per la Diocesi di Roma, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. . . Il Santo Padre ha ricevuto in udienza nel pomeriggio di giovedì 1° febbraio Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Robert Sarah, Arcivescovo emerito di Conakry, Segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

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Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di München und Freising (Repubblica Federale di Germania), presentata dall'Eminentissimo Cardinale Friedrich Wetter, in conformità al Canone 401 §1 del Codice di Diritto Canonico.

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Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Limburg (Repubblica Federale di Germania), presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Franz Kamphaus, in conformità al Canone 401 §1 del Codice di Diritto Canonico.

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Provvista di Chiesa
Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Palmira (Colombia) Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Abraham Escudero Montoya, finora Vescovo di Espinal.

cato nelle ragioni fondanti dell'istituzione ordinata, anche se le risposte normative dovranno tener conto delle «durezze di cuore» dei loro destinatarî, le soluzioni resteranno pur sempre ancorate — naturalmente, verrebbe fatto di dire — a un oggettivo quadro di valori alla cui osservanza lo stesso legislatore non potrebbe non sentirsi vincolato. Nel tessuto d'una siffatta esperienza giuridica il còmpito del giudice appare chiaramente segnato. Come al legislatore compete di trapiantare nell'ordine giuridico i valori che fondano l'istituzione, così a chi esercita la giurisdizione spetta di tradurre le norme legislative in ordini destinati a governare le concrete situazioni oggetto di giudizio senza in nulla contraddire le ragioni che fondano il sistema normativo e i suoi principî. E proprio in questo contesto il Papa ha collocato la riflessione proposta alla Rota Romana, affermando chiaramente che «l'intero operato della Chiesa e dei fedeli in campo familiare deve fondarsi su questa verità circa il matrimonio e la sua intrinseca dimensione giuridica»; giacché solo movendo da questa premessa si potrà evitare il rischio che «la mentalità relativistica, in forme più o meno aperte o subdole» possa «insinuarsi anche nella comunità ecclesiale». Questo comporta e impone che la funzione giudiziaria all'interno dell'ordinamento giuridico della Chiesa venga esercitata tenendo costantemente presente la «dimensione intrinsecamente giuridica del matrimonio» così come la Chiesa da sempre la ha intesa e la intende. E non esclude affatto per il giudice il dovere d'esser quotidianamente attento a quanto nella società accade (non dappertutto in modo uniforme, come non può non constatare la Rota Romana, la cui competenza territoriale si estende a tutto il mondo). Quel che conta è che il giudice renda giustizia «applicando costantemente l'ermeneutica del rinnovamento nella continuità e non lasciandosi sedurre da vie interpretative che implicano una rottura con la tradizione della Chiesa». Forte di questa fedeltà (ferma, ma non bigotta) alla sua antica tradizione l'ordine giuridico della Chiesa sarà in grado di rendere un servizio non piccolo alla società civile, spesso tentata di confondere l'immancabile attenzione alla storia con la previa rinunzia ad esercitare la propria funzione normativa in coerenza con un irrinunciabile quadro di valori oggettivi.