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Anno CXLVII - N. 59 (44.502)

CITTÀ DEL VATICANO

Lunedì-Martedì 12-13 Marzo 2007

IL ROSARIO DI BENEDETTO XVI CON GLI UNIVERSITARI DELL'EUROPA E DELL'ASIA

La carità intellettuale è sapienza della Croce
«Vi affido la Croce di Cristo: accoglietela, abbracciatela, seguitela». In questo esaltante e impegnativo trinomio è racchiusa la consegna del Papa agli studenti dell'Europa e dell'Asia, che nella sera di sabato 10 marzo hanno partecipato alla veglia mariana degli universitari dei due Continenti. Dall'Aula Paolo VI, il Santo Padre ha guidato la recita del Rosario con gli studenti di Roma, ai quali si sono unite — attraverso collegamenti radiotelevisivi — le comunità universitarie di Bologna, Calcutta, Coimbra, Cracovia, Hong Kong, Manchester, Manila, Praga, Tirana, Torino e Islamabad. Benedetto XVI ha voluto leggere il tema dell'incontro «la carità intellettuale, via per una nuova cooperazione EuropaAsia» alla luce del Mistero della Croce, perché — ha spiegato — «la sapienza cristiana è sapienza della Croce». Ecco i punti nodali del discorso del Papa: » «La carità intellettuale può unire il cammino esistenziale di giovani che, pur vivendo a grande distanza gli uni dagli altri, riescono a sentirsi legati sul piano della ricerca interiore»; » «Questa sera realizziamo un ideale ponte tra l'Europa e l'Asia, continente di ricchissime tradizioni spirituali»; » «I giovani universitari di Roma si fanno promotori di fratellanza all'insegna dell'amore intellettuale, perseguono una solidarietà che non prende le mosse dal piano degli interessi economici o politici, ma da quello dello studio e della ricerca della verità»; » «Siamo nella vera prospettiva “universitaria”, e cioè di quella comunità del sapere che è stato uno degli elementi costitutivi dell'Europa»; » «Non fate mancare alla costruzione del nuovo umanesimo, basato sul dialogo fecondo tra fede e ragione, il vostro contributo originale e creativo»; » «Anche questa Veglia può essere considerata una tappa del pellegrinaggio spirituale guidato dalla Croce»; » «Gli studenti e i docenti cristiani interpretano ogni realtà alla luce del mistero d'amore di Dio, che ha nella Croce la sua più alta e compiuta rivelazione»; » «È l'albero della vita! Contemplate la sorgente inesauribile dell'amore e della verità».
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La preghiera dell'Angelus guidata dal Papa con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro

La conversione vince il male nella sua radice che è il peccato
«La conversione vince il male nella sua radice che è il peccato, anche se non sempre può evitarne le conseguenze». Lo ha sottolineato Benedetto XVI all'Angelus di domenica 11 marzo, recitato con i numerosi fedeli convenuti da diverse parti del mondo in Piazza San Pietro. Riferendosi alla pagina del Vangelo di Luca proclamata durante la Liturgia della Parola della terza Domenica di Quaresima, il Papa ha sottolineato «la necessità della conversione», che Gesù propone non «in termini moralistici, bensì realistici, come l'unica risposta adeguata ad accadimenti che mettono in crisi le certezze umane». «Vera saggezza — ha ricordato — è lasciarsi interpellare dalla precarietà dell'esistenza e assumere un atteggiamento di responsabilità: fare penitenza e migliorare la nostra vita. Questa è sapienza, questa è la risposta più efficace al male, ad ogni livello, interpersonale, sociale e internazionale». «Cristo — ha proseguito — invita a rispondere al male prima di tutto con un serio esame di coscienza e con l'impegno a purificare la propria vita». «In effetti — ha aggiunto — le persone e le società che vivono senza mai mettersi in discussione hanno come unico destino finale la rovina». «La conversione, invece — ha evidenziato —, pur non preservando dai problemi e dalle sventure, permette di affrontarli in “modo” diverso. Anzitutto aiuta a prevenire il male, disinnescando certe sue minacce. E, in ogni caso, permette di vincere il male con il bene, se non sempre sul piano dei fatti — che a volte sono indipendenti dalla nostra volontà — certamente su quello spirituale. In sintesi: la conversione vince il male nella sua radice che è il peccato, anche se non sempre può evitarne le conseguenze». «Preghiamo Maria Santissima — ha esortato —, affinché aiuti ogni cristiano a riscoprire la grandezza, direi la bellezza della conversione. Ci aiuti a comprendere che fare penitenza e correggere la propria condotta non è semplice moralismo, ma la via più efficace per cambiare in meglio se stessi e la società».
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Visita della Delegazione della Santa Sede in Viêt Nam
(5-11 marzo 2007)
È rientrata oggi a Roma la Delegazione della Santa Sede, composta da Mons. Pietro Parolin, Sottosegretario per i Rapporti con gli Stati, Mons. Luis Mariano Montemayor, Consigliere di Nunziatura presso la Segreteria di Stato, e Mons. Barnabé Nguyên Van Phuong, Capo Ufficio della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, al termine di un'intensa settimana trascorsa in Viêt Nam, dal 5 all'11 c.m. Da parte vietnamita si è voluto, in vari modi, dare particolare risalto a questa 14ma visita di una Delegazione vaticana, avvenuta a breve distanza dall'Udienza del Santo Padre Benedetto XVI al Primo Ministro, Sig. Nguyên Tân Dung, nel gennaio u.s. La Delegazione ha incontrato in primo luogo Sua Eccellenza Mons. Paul Nguyên Van Hòa, Vescovo di Nha Trang, Presidente della Conferenza Episcopale del Viêt Nam, ed il Consiglio Permanente della medesima. Le sessioni di lavoro con il Comitato per gli Affari Religiosi, presieduto dal Sig. Nguyên The Doanh, si sono svolte in un clima di cordialità, franchezza e rispetto e hanno permesso di passare in rassegna l'applicazione dell'Ordinanza sulle credenze e sulle religioni, del 18 giugno 2004, che traccia la politica del Governo vietnamita in materia religiosa, alcune nomine vescovili in corso, nonché altri temi attinenti alla vita e all'attività della Chiesa cattolica in Viêt Nam. La Delegazione governativa non ha mancato di rilevare il ruolo che la comunità cattolica svolge nel Paese, mentre quella della Santa Sede ha auspicato che i cattolici siano sempre più messi in grado di contribuire alla diffusione dei valori morali, soprattutto per quanto riguarda la formazione della gioventù, in un momento di rapidi cambiamenti socio-economici della società vietnamita, e alla promozione della solidarietà verso i ceti più deboli della popolazione. Entrambe le Parti hanno sottolineato che i problemi ancora aperti potranno essere affrontati e debitamente risolti con mutuo consenso, attraverso un dialogo paziente e costruttivo. La Delegazione vaticana ha reso visita al Vice-Ministro degli Affari Esteri, Sig. Le Cong Phung, al Vice-Presidente della Commissione per gli Affari Esteri del Comitato Centrale del Partito Comunista del Viêt Nam, Dott. Pham Xuan Son, al Presidente del Comitato per gli Affari Esteri dell'Assemblea Nazionale, Dott. Vu Mao. In queste occasioni, si è sollevata la questione della normalizzazione dei rapporti con la Santa Sede. Al riguardo, la Parte vietnamita ha dato assicurazioni che, su istruzione del Primo Ministro, i competenti organi sono già al lavoro, mentre sono state esaminate insieme alcune modalità concrete per avviare il processo di allacciamento delle relazioni diplomatiche. Un'esperienza particolarmente toccante è stata la visita ad alcune Diocesi del Paese, che quest'anno ha interessato quelle di Quy Nhon e Kontum, le ultime due circoscrizioni ecclesiastiche presso le quali la Delegazione della Santa Sede non si era ancora recata. La Delegazione ha concelebrato la Santa Messa con i rispettivi Vescovi e gran parte del Clero, in un clima di profonda gioia e di comunione ecclesiale. La Diocesi di Kontum, situata sugli altipiani centrali, è composta in maggioranza da fedeli appartenenti ad etnie minoritarie, i cosiddetti «montagnards», che hanno partecipato numerosissimi ai vari incontri di preghiera. In ognuna delle Diocesi visitate, la Delegazione ha potuto incontrare anche i Presidenti dei locali Comitati Popolari. Infine, la Delegazione ha celebrato l'Eucaristia per i fedeli nella Cattedrale di San Giuseppe di Hà Nôi e della parrocchia di Hon Gai, a Ha Long, nella Diocesi di Hai Phòng, vicino alla Cina, e ha visitato numerose case religiose, opere di carità, internati e scuole materne di una Chiesa, che non cessa di suscitare ammirazione per il suo coraggio, la sua vitalità e il suo dinamismo. A tutti la Delegazione ha portato l'incoraggiamento e la benedizione del Santo Padre Benedetto XVI, verso la cui Persona i fedeli hanno manifestato segni di profondo affetto, attaccamento filiale e fedeltà, nella speranza che il Papa stesso possa compiere un giorno una visita pastorale nel Paese. Dal Vaticano, 12 marzo 2007

IN ITALIA
Nel corteo di Roma discutibili presenze e insultanti slogan Mastella: «Governo a rischio»

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha ricevuto in udienza nella mattina di sabato 10 Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Miguel Obando Bravo, Arcivescovo emerito di Managua (Nicaragua).

L'esibizione carnascialesca della vera natura dei «dico»
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TERZA PAGINA
Cammini paralleli nella cultura mondiale

Orazio, Lu Ji e la nobiltà della parola scritta
di ANNA BUJATTI
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Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori: — Cosmo Francesco Ruppi, Arcivescovo di Lecce (Italia), in visita «ad limina Apostolorum»; — Francesco Cacucci, Arcivescovo di Bari-Bitonto (Italia), in visita «ad limina Apostolorum»; — Giovanni Battista Pichierri, Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie (Italia), in visita «ad limina Apostolorum»; — Domenico Umberto D'Ambrosio, Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo (Italia), in visita «ad limina Apostolorum»; — Mario Paciello, Vescovo di AltamuraGravina-Acquaviva delle Fonti (Italia), in visita «ad limina Apostolorum»; — Raffaele Calabro, Vescovo di Andria (Italia), in visita «ad limina Apostolorum»; — Domenico Padovano, Vescovo di Conversano-Monopoli (Italia), in visita «ad limina Apostolorum».