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Anno CXLVII - N. 49 (44.492)

CITTÀ DEL VATICANO

Giovedì 1 Marzo 2007

Dieci morti in un attentato a Baghdad Nuovo raid militare degli israeliani a Nablus Gli Usa aprono a Siria ed Iran
BAGHDAD, 28. Ancora sangue a Baghdad. Stamane l'esplosione di un'autobomba in un mercato ha provocato dieci morti e sette feriti: la deflagrazione è avvenuta nel quartiere di Bayaa, nella parte meridionale della capitale irachena. Ieri a Baghdad le esplosioni di un ordigno e di un'autobomba avevano causato la morte di cinque civili. A Mossul quattro persone sono rimaste uccise in un attentato suicida. La notizia della strage di bambini di ieri a Ramadi era falsa ed è nata dalla confusione con un attentato che il giorno prima nella stessa città aveva provocato la morte di alcuni bambini. È quanto ha detto oggi il colonnello iracheno Tariq al Theibani, consigliere per la sicurezza nella provincia di al Anbar. Per tutta la giornata di ieri si erano intrecciate notizie e smentite su un’esplosione avvenuta vicino ad un campo di calcio. Secondo le fonti irachene, si era trattato di un’autobomba che aveva provocato la morte di diciotto persone, in gran parte bambini, che stavano giocando a pallone. L’esercito americano aveva invece affermato che propri militari avevano proceduto alla deflagrazione «controllata» di alcuni esplosivi trovati in una casa. Gli effetti sarebbero stati più forti del previsto ed avevano provocato il ferimento di 30 persone, tra cui nove bambini. Secondo il responsabile iracheno, lunedì un’autobomba guidata da un kamikaze aveva ucciso 18 persone, in gran parte bambini. Gli americani avevano invece fissato il bilancio di quell’esplosione, avvenuta vicino ad una moschea, in 15 morti, tra cui donne, bambini e due ufficiali di polizia. Theibani ha precisato che la confusione è nata probabilmente dal fatto che le vittime dell’esplosione di lunedì soDal canto suo Tony Snow, portavoce della Casa Bianca, ha detto: «Siamo felici che l'Iraq faccia passi avanti per coinvolgere i suoi vicini. Speriamo e ci aspettiamo che Iran e Siria svolgano un ruolo costruttivo in questi colloqui». Finora l'Amministrazione Bush aveva rifiutato di parlare con Iran e Siria, accusate di fomentare le violenze in Iraq. A dicembre l'«Iraq Study Group», la Commissione bipartisan presieduta dall'ex Segretario di Stato Usa, James Baker, aveva sollecitato colloqui diretti con Teheran e Damasco, ma la Casa Bianca non aveva accolto tale indicazione, optando per l'invio di altri 21.500 soldati allo scopo di sconfiggere la guerriglia sul piano militare. Il Ministro degli esteri iracheno, Hoshyar Zebari, in riferimento alla conferenza di marzo, ha detto: «La nostra speranza è che sia un tentativo per rompere il ghiaccio e rendere possibile altri incontri in futuro. Vogliamo che l'Iraq, invece di essere un motivo di divisione, diventi un tema unificante». Approvato dopo laboriose trattative dal Governo di Baghdad, il progetto della nuova legge sul petrolio e sul gas sembra raccogliere un notevole consenso nell'Iraq del dopo-Saddam. «La legge è stata approvata all'unanimità e con una piena adesione, e questo, secondo me, è l'avvenimento più importante dopo la Costituzione», ha dichiarato il Ministro della pianificazione Ali Baban, sunnita. Questo progetto di legge rende possibile lo sfruttamento del petrolio da parte di compagnie petrolifere straniere, a condizione che i proventi vengano distribuiti in modo equo tra le 18 province del Paese.

IRAQ Smentita la notizia della strage di bambini in un campo di calcio in un villaggio vicino a Ramadi

MEDIO ORIENTE Uccisi tre palestinesi

Iracheni tra le macerie di edifici distrutti in scontri tra forze Usa e ribelli a Ramadi

Il dolore dei familiari durante il funerale di un palestinese ucciso a Nablus

no state seppellite ieri e che in città era stata udita la forte esplosione provocata dagli americani vicino al campo da calcio. Altre fonti della polizia e residenti in città hanno confermato oggi che la notizia della strage non aveva fondamento e che ieri non vi sono stati attacchi terroristici a Ramadi. Ieri la notizia della strage di bambini, attribuita dalle fonti locali ad «Al Qaeda», era stata subito condannata in modo fermo sia dall’ufficio del premier Jawad Al Maliki, sia dal Presidente Jalal Talabani, ricoverato in Giordania per motivi di salute. Sul piano politico-diplomatico è da segnalare che gli Stati Uniti hanno annunciato ieri la loro partecipazione a due conferenze sulla sicurezza in Iraq

in programma a marzo e ad aprile. Alla prima saranno invitati, oltre ai Paesi dell'area come Iran e Siria, anche i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu; ad aprile la conferenza sarà estesa ai Paesi del «G8». Durante un'audizione al Congresso, il Segretario di Stato Usa, Condoleezza Rice, ha dichiarato: «Sono contenta di annunciare che stiamo aiutando gli iracheni in una nuova offensiva diplomatica; costruire un sostegno più ampio per la pace e la prosperità, all'interno della regione ed oltre, richiede il supporto positivo dei vicini. Noi speriamo che tutti i Governi colgano questa opportunità per migliorare le loro relazioni con l'Iraq e lavorare per la stabilità».

TEL AVIV, 28. Tre palestinesi sono stati uccisi oggi in una nuova operazione militare condotta dall'esercito israeliano a Nablus, in Cisgiordania, da dove si era ritirato lunedì sera dopo un precedente intervento durato due giorni e che aveva provocato un morto e una decina di feriti. I militari israeliani hanno imposto il coprifuoco circondando più di un fabbricato per perquisizioni porta a porta. Interpellato dall’agenzia di stampa «France Presse», un portavoce militare israeliano ha confermato che «l’esercito è ritornato a Nablus per arrestare degli attivisti ricercati, impedire degli attentati terroristici e sequestrare materiale e armi». Fonti della sicurezza palestinese avevano subito comunicato che c'erano stati scontri a fuoco e immediatamente dopo fonti ospe-

AFGHANISTAN

Missione a Kabul del Ministro degli esteri britannico Beckett

CORTE PENALE INTERNAZIONALE

Dalla Procura

Gli Stati Uniti incoraggiano Karzai Chieste le prime incriminazioni sulla strada della ricostruzione per la tragica vicenda del Darfur
KABUL, 28. Gli Stati Uniti hanno voluto portare segnali di incoraggiamento sulla difficile strada della ricostruzione e della democrazia al Presidente afghano, Hamid Karzai, con il quale si è incontrato — dopo il sanguinoso attentato alla base di Bagram — il vice Presidente americano, Dick Cheney, che in precedenza aveva compiuto un'altra missione a sorpresa anche in Pakistan sollecitando il Presidente Pervez Musharraf ad accelerare il ritmo della caccia ai leader dell'organizzazione terroristica di «Al Qaeda» e ai loro alleati Taleban. Il vice Presidente Usa ha detto a caldo che i Taleban vogliono probabilmente mandare un messaggio con l'attacco kamikaze a Bagram, ma questo tipo di attentati «non deve in alcun modo influenzare il nostro comportamento». La Casa Bianca è stata prudente sulla matrice del gesto. «C'è un'attribuzione di responsabilità, ma manca ancora un'idea chiara su cosa sia accaduto», ha detto il portavoce Tony Snow. Dal canto suo, il Pentagono ha negato che Cheney fosse l'obiettivo dell'attentato a Bagram. Il Ministro degli esteri britannico, Margaret Beckett, è giunta ieri in Afghanistan per una visita di due giorni. Lo si è appreso da un portavoce della rappresentanza diplomatica britannica a Kabul. Beckett ha in programma colloqui sulla sicurezza, la ricostruzione e la lotta alla droga con il Presidente afghano, Hamid Karzai, e il Ministro degli esteri, Rangin Dadfar Spanta. Beckett era lunedì in Pakistan, dove ha chiesto maggiore cooperazione contro la minaccia dei Taleban e i militanti della rete terroristica «Al Qaeda» di Osama bin Laden, raggruppata nelle zone tribali pakistane alla frontiera con l’Afghanistan. Infine, il Premier canadese, Stephen Harper, ha annunciato un ulteriore finanziamento di 200 milioni di dollari per la ricostruzione e lo sviluppo in Afghanistan. L'annuncio è stato dato al termine dell'incontro con il vice rappresentante speciale per l'Afghanistan del Segretario generale dell'Onu. L'AJA, 28. La Procura della Corte Penale Internazionale (Cpi), il tribunale permanente voluto dall'Onu per giudicare sui crimini di genocidio, di guerra e contro l'umanità, ha chiesto ieri le prime due incriminazioni riguardo alla tragica vicenda del Darfur, la regione occidentale sudanese teatro da quattro anni di un conflitto civile che ha provocato uno spaventoso numero di morti e una terrificante emergenza umanitaria. Il Procuratore della Cpi, Luis Moreno Ocampo, ha chiesto alla Corte di emettere un mandato di comparizione contro Ahmed Haroun, ex Ministro degli interni sudanese e oggi Ministro degli affari umanitari, e contro Ali Muhammad Abd Al Rahaman, anche conosciuto come «Ali Kushayb», comandante dei miliziani arabi «Janjaweed». Secondo il Procuratore, ci sono prove e ragioni sufficienti per ritenere i due responsabili di 51 capi di accusa per crimini contro l’umanità, tra cui omicidi, violenze contro le donne, torture, saccheggi e trasferimenti forzati, commessi tra l’agosto 2003 e il marzo 2004. Il Governo del Sudan, che non ha aderito alla Cpi, ha respinto le conclusioni del Procuratore. «La Corte non ha nessuna giurisdizione per processare cittadini sudanesi per alcun tipo di reato», ha dichiarato il Ministro della giustizia Mohamed Ali Al Mardi, aggiungendo peraltro che «Ali Kushayb» è già in carcere a Khartoum, dal novembre scorso ed è indagato per crimini nel Darfur. Il Sudan aveva respinto anche le conclusioni della Commissione d’inchiesta sul Darfur istituita dall’Onu e presieduta dal giurista italiano Antonio Cassese. Nel gennaio del 2005, la Commissione, presentando il suo rapporto, aveva concluso che il Sudan «non ha perseguito una politica del genocidio nel Darfur», aggiungendo però che «abusi riconosciuti internazionalmente come crimini contro l’umanità e crimini di guerra sono stati commessi nel Darfur». È proprio sulla base di questo rapporto che l’Onu ha poi chiesto alla Corte di avviare un’investigazione. «Apprezzamento» per l'azione della Procura ha espresso l’Alto Rappresentante della politica estera e di sicurezza della Ue, Javier Solana, sottolineando che «la pace nel Darfur non può essere costruita sull’impunità».

Un soldato afghano controlla la base di Bagram dopo il sanguinoso attentato kamikaze

daliere hanno appunto dato notizia di tre palestinesi uccisi. Mentre dunque le violenze non s'interrompono, la diplomazia internazionale prosegue nel suo serrato confronto per tentare il rilancio del processo di pace. Ieri c'è stato uno sviluppo considerato significativo da diversi osservatori nella posizione del gruppo radicale palestinese Hamas. Il leader del movimento, Khaled Meshaal, da tempo in esilio a Damasco, ha avviato a Mosca un giro di consultazioni sulla situazione in Medio Oriente. Nei colloqui con il Ministro degli esteri russo Serghei Lavrov, Meshaal si è detto disposto a impegnarsi per impedire nuovi lanci di missili contro il territorio di Israele, ma ha chiesto una «modifica delle posizioni» del cosiddetto «Quartetto» (Onu, Unione Europea, Russia e Stati Uniti», l'organismo di sostegno alla «Road map», l'itinerario a suo tempo definito per arrivare alla pace tra israeliani e palestinesi. In particolare, il leader di Hamas ha chiesto che il «Quartetto» tenga conto del «fondamentale passo» degli accordi tra Hamas ed Al Fatah sul nuovo Governo palestinese di unità nazionale, sottoscritti l'8 febbraio alla Mecca da lui stesso e dal Presidente dell'Autorità palestinese (Ap) e leader di Al Fatah, Abu Mazen. Meshaal non ha peraltro mutato la posizione sul riconoscimento di Israele (uno dei punti dichiarati irrinunciabili dal «Quartetto»), sostenendo che prima gli israeliani «devono togliere l’occupazione ai Territori palestinesi e mettere fine alle sofferenze del nostro popolo. Solo poi potremo chiarire la nostra posizione». Tuttavia, trovando in questo l'appoggio di Mosca, il leader di Hamas ha sostenuto che il ricompattamento dei palestinesi dovrebbe portare alla sospensione delle sanzioni introdotte contro l'Ap dopo la vittoria di Hamas nelle elezioni del gennaio 2006 e la formazione del suo Governo monocolore, oggi dimissionario. Come detto, Lavrov ha appoggiato tale richiesta: «Vogliamo far sì che tutta la comunità internazionale sostenga il processo di pace in Medio Oriente — ha detto — e lo renda irreversibile, tra l’altro aiutando a togliere le sanzioni». Lavrov ha aggiunto che Hamas «farà i passi necessari per mettere fine ai bombardamenti sul territorio israeliano». Secondo il Ministro russo, la fazione radicale palestinese «deve sfruttare tutta l’autorità di cui gode nei Territori per mettere fine ai lanci di missili Qassan contro Israele, e abbiamo ricevuto assicurazioni sul fatto che tali passi verranno compiuti».

CIAD

Molti sfollati si aggiungono ai rifugiati sudanesi e centroafricani

INCONTRI
Giuseppe Costa intervista Florindo Rubbettino

L'Unhcr sollecita fondi per i profughi
GINEVRA, 28. sto di crescente insicurezza, coL’Alto Commissariato delle me accade in gran parte del Nazioni Unite per i rifugiati Ciad orientale. A causa delle (Unhcr) ha lanciato ieri un apcondizioni di sicurezza, le Agenpello per ottenere fondi supplezie sono costrette ad operare in mentari per 6,2 milioni dollari, un ambiente particolarmente difnecessari a finanziare i programficile che ha limitato il loro acmi di protezione e di assistenza cesso alla popolazione sfollata». in favore di centinaia di migliaia L'Unhcr sottolinea altresì che di persone sfollate nelle zone «molte agenzie hanno dovuto orientali del Ciad, in massima evacuare i propri operatori diparte molti rifugiati dalla confiverse volte. Inoltre la stagione nante regione occidentale sudadelle piogge (che va da maggio nese del Darfur. ad ottobre, n.d.r.) rende gli spoL’Unhcr intende incrementare stamenti nella regione particolarla quota del suo bilancio annuamente difficili per l’impraticabilile 2007 (pari a 69,3 milioni di tà di molte strade». dollari) destinata a circa 220.000 L’Unhcr evidenzia poi che «gli rifugiati provenienti dal Darfur, scontri in Ciad orientale rispecProfughi del Darfur in attesa di un controllo medico che si trovano in dodici campi chiano le modalità di violenza del Ciad orientale e ad altri 46.000 rifu- centuata per tutto il 2006 a seguito agli già in atto nel Darfur, con uomini armagiati dalla Repubblica Centroafricana scontri interetnici, esacerbati — sottoli- ti di etnia araba su cavalli o cammelli che si trovano nel Sud del Paese. Il nea una nota dell'Unhcr — dalla compe- che attaccano e danno alle fiamme vilCiad, che già accoglie i rifugiati sudane- tizione per risorse sempre più scarse co- laggi abitati da persone di etnia africasi e centroafricani, deve ora far fronte me acqua e terreni da pascolo. L'Unhcr na, distruggendo raccolti, rubando beanche alla situazione di circa 120.000 basa il nuovo appello su una previsione stiame, terrorizzando la popolazione e sfollati ciadiani, mentre il contesto del- di circa 150.000 sfollati interni alla fine uccidendo molte persone. Per difenderl’intera regione si fa sempre meno sicu- del 2007. si, gli abitanti dei villaggi, scarsamente ro. La fuga delle popolazioni ciadiane è Nell'appello si parla di «difficoltà di armati, si sono sempre più organizzati, incominciata alla fine del 2005 e si è ac- svolgere attività umanitaria in un conte- ma ciò non è sufficiente».

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Santarém (Brasile), presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Lino Vomboemmel, O.F.M., in conformità al can. 401 § 2 del Codice di Diritto Canonico. . . Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Prelatura di Coari (Brasile), presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Gutemberg Freire Régis, C.SS.R., in conformità al can. 401 § 2 del Codice di Diritto Canonico. Gli succede Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Joércio Gonçalves Pereira, C.SS.R., finora Vescovo Coadiutore della medesima Prelatura.

Un editore particolarmente attento ai temi della bioetica e della famiglia
Soveria Mannelli, in provincia di Catanzaro, appare all'improvviso dieci minuti dopo essere usciti dalla Reggio-Salerno poco prima che la montagna incominci ad essere tale. Siamo a 800 metri, quasi al centro di una grande valle con il monte Reventino di fronte e la Sila alle spalle. Difficile immaginare che in questo paesino di meno di quattromila abitanti ci sia una realtà grafica ed editoriale di primo piano come la Rubbettino. Un pezzo d'industria che potrebbe essere immaginata nel Nord-Est più avanzato se volete o altrove fuori dai confini italiani.
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Atlante geopolitico

Guinea: Governo e sindacati cercano soluzioni alla crisi
di LUCA M. POSSATI
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Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Santarém (Brasile) Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Esmeraldo Barreto de Farias, finora Vescovo di Paulo Afonso.