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Anno CXLVII - N. 72 (44.515)

CITTÀ DEL VATICANO

Giovedì 29 Marzo 2007

All'udienza generale Benedetto XVI prosegue il ciclo di catechesi dedicate ai Padri apostolici

A sant'Ireneo di Lione il Papa ha dedicato la catechesi durante l'udienza generale di mercoledì 28 marzo, svoltasi in Piazza San Pietro. Proseguendo nel ciclo di riflessioni sui Padri apostolici, Benedetto XVI ha parlato del grande Pastore che fu «il campione della lotta contro le eresie» nel II secolo. Questi sono i punti nodali della catechesi pronunciata dal Santo Padre: » «Ireneo è anzitutto un uomo di fede e un Pastore. Del buon Pastore ha il senso della misura, la ricchezza della dottrina, l'ardore missionario. Come scrittore, persegue un duplice scopo: difendere la vera dottrina dagli assalti degli eretici, ed esporre con chiarezza le verità della fede»; » «Radicandosi saldamente nella dottrina biblica della creazione, Ireneo confuta il dualismo e il pessimismo gnostico che svalutavano le realtà corporee. Egli rivendicava decisamente l'originaria santità della materia, del corpo, della carne, non meno che dello spirito»;

Sant'Ireneo di Lione

de trasmessa pubblicamente dagli Apostoli ai loro successori, i cristiani devono osservare quanto i Vescovi dicono, devono considerare specialmente l'insegnamento della Chiesa di Roma, preminente e antichissima»; » «Con la Chiesa di Roma devono accordarsi tutte le Chiese, riconoscendo in essa la misura della vera tradizione apostolica, dell'unica fede comune della Chiesa»; » «La verità e la salvezza non sono privilegio e monopolio di pochi, ma tutti le possono raggiungere attraverso la predicazione dei successori degli Apostoli, e soprattutto del Vescovo di Roma»; » «La Tradizione apostolica è “pubblica”, non privata o segreta. Per Ireneo non c'è alcun dubbio che il contenuto della fede trasmessa dalla Chiesa è quello ricevuto dagli Apostoli e da Gesù, dal Figlio di Dio. Non esiste altro insegnamento che questo»; » «La Tradizione apostolica è “unica”. Mentre infatti lo gnosticismo è suddiviso in molteplici sètte, la Tradizione della Chiesa è unica nei suoi contenuti fondamentali»; » «La Tradizione apostolica è, come lui dice nella lingua greca nella quale ha scritto il suo libro, “pneumatica”, cioè spirituale, guidata dallo Spirito Santo... Non si tratta infatti di una trasmissione affidata all'abilità di uomini più o meno dotti, ma allo Spirito di Dio, che garantisce la fedeltà della trasmissione della fede»; » «La fede della Chiesa va trasmessa in modo che appaia quale deve essere, cioè “pubblica”, “unica”, “pneumatica”, “spirituale”. A partire da ciascuna di queste caratteristiche si può condurre un fruttuoso discernimento circa l'autentica trasmissione della fede nell'oggi della Chiesa».
Pagine 4 e 5

» «La sua opera va ben oltre la confutazione dell'eresia: si può dire infatti che egli si presenta come il primo grande teologo della Chiesa,  che  ha  creato  la  teologia  sistematica»; » «Il vero insegnamento non è quello inventato dagli intellettuali al di là della fede semplice della Chiesa. Il vero Evangelo è quello impartito dai Vescovi che lo hanno ricevuto in una catena ininterrotta dagli Apostoli. Questi non hanno insegnato altro che proprio questa fede semplice, che è anche la vera profondità della rivelazione di Dio»; » «Non esiste un cristianesimo superiore per intellettuali. La fede pubblicamente confessata dalla Chiesa è la fede comune di tutti. Solo questa fede è apostolica, viene dagli Apostoli, cioè da Gesù e da Dio. Aderendo a questa fe-

IRAQ

Esplodono due autobombe: 75 morti e 190 feriti — Rappresaglia provoca 50 vittime

Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice

Sangue e terrore nella città di Tal Afar
Il Senato Usa approva il ritiro delle truppe a marzo del 2008 — Bush annuncia il veto
BAGHDAD, 28. Non si placa l'ondata di terrore che attanaglia la martoriata popolazione irachena. Nelle tragiche ultime 24 ore una serie di sanguinosi attentati kamikaze, agguati, sparatorie hanno causato centinaia di vittime. Il bilancio più grave è quello del doppio attentato kamikaze avvenuto ieri a Tal Afar — città multietnica al confine con la Siria, dove nella notte è stata compiuta una sanguinosa rappresaglia con non meno di cinquanta morti — che è ulteriormente cresciuto con il passare delle ore: fonti mediche, citate dall'agenzia «Ansa», parlano oggi di almeno 75 morti e 190 feriti. La città di Tal Afar si trova a 400 km da Baghdad, ad Ovest di Mossul, e vi abitano sciiti, sunniti e turkmeni. Le due deflagrazioni hanno gravemente danneggiato oltre cinquanta abitazioni e innescato un incendio che ha distrutto decine di veicoli parcheggiati nelle vicinanze. L’esplosione più devastante è stata quella di un camion carico di alimenti. Subito dopo è esplosa un’autobomba. A Tal Afar da questa mattina di nuovo sotto controllo è stato decretato il coprifuoco. Il Parlamento iracheno ha approvato ieri il prolungamento di un mese dello stato d’emergenza in Iraq, eccetto per la provincia del Kurdistan. Baghdad aveva decretato la misura nel novembre 2004, quando la situazione della sicurezza nel Paese iniziò a deteriorarsi. Ma questo provvedimento non sembra finora fermare i terroristi che cercano di rendere impossibile una normale transizione dell'Iraq verso la democrazia. Per eliminare il capo di una potente tribù sunnita, nei pressi di Baghdad è stato compiuto ieri un altro duplice attentato kamikaze: una tecnica che è anche una firma, quella di «Al Qaeda»; che deve essere posta anche sotto un altro sanguinoso attacco, compiuto con un camion bomba a Ramadi, città in cui numerose tribù si sono alleate proprio per sradicare il braccio iracheno dell’organizzazione che fa riferimento allo sceicco del terrore, a Osama bin Laden. A Ramadi, capoluogo della provincia Al Anbar, è stata una strage: non meno di 17 morti e 35 feriti (in gran parte sono agenti di polizia). Lo sheikh Thahir Al Dari, capo del clan Al Zubay, è invece sopravvissuto all’esplosione di due autobomba scagliate da altrettanti kamikaze contro la sua residenza ad Abu Grahib, il sobborgo ad una ventina di km da Baghdad che di fatto segna l’ingresso nella provincia di Al Anbar. Nell’attacco sono morte quattro persone, tra cui uno dei suoi figli, e un numero imprecisato di altre persone è rimasto ferito. Dello stessa tribù dello sheikh Thahir fa parte anche il vice Premier Salam Al Zubay, a sua volta sopravvissuto ad un attentato — anche in questo caso duplice — venerdì scorso. Una base Usa è stata assaltata ieri vicino Falluja e sono morti 15 miliziani (questa mattina davanti la base sono esplose due autobombe che hanno causato altri nove morti), mentre attacchi dei ribelli a Baghdad hanno causato 19 vittime, tra cui donne e bambini, mentre oggi in distinti attacchi sono morti tre statunitensi, due militari e una guardia privata in servizio all'Ambasciata Usa nella «Zona Verde». Intanto, il Presidente americano, George W. Bush, ha espresso il proprio «disappunto» per il voto del Senato sull’Iraq (50 contro 48 a favore di un inizio del ritiro delle truppe Usa dall'Iraq nel marzo del 2008), confermando che metterà un veto a qualsiasi legge sul rifinanziamento delle operazioni militari che contenga indicazioni su scadenze per l’impegno degli Usa. Lo afferma una dichiarazione del presidente, diffusa dalla Casa Bianca poco dopo la votazione. George W. Bush ha sottolineato che la strategia attuata in Iraq dal generale David Petraeus sta già «facendo emergere segnali incoraggianti» e ha aggiunto che il Senato statunitense, che ha approvato la nomina di Petraeus, ha ora il dovere di «dare alle sue truppe i fondi di cui necessitano, non un mandato per il fallimento».

Cappella Papale per il defunto Sommo Pontefice Giovanni Paolo II
Notificazione
Il 2 aprile 2007, lunedì della Settimana Santa, alle ore 17.30, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà, sul sagrato della Basilica Vaticana, la Santa Messa nel II anniversario della morte del Servo di Dio il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II. Gli Em.mi Signori Cardinali che desiderano concelebrare sono pregati di trovarsi alle ore 17 nella Cappella di San Sebastiano per indossare le vesti sacre, portando con sé la mitra bianca damascata. Coloro che, in conformità al Motu Proprio «Pontificalis Domus», compongono la Cappella Pontificia e desiderano prendere parte alla celebrazione, vorranno trovarsi alle ore 17 in Piazza San Pietro per occupare il posto che verrà loro indicato. Quanto all'abito, i partecipanti si regoleranno nel modo seguente: — i Signori Cardinali, i Patriarchi, gli Arcivescovi e i Vescovi: sulla veste propria indosseranno il rocchetto e la mozzetta; — gli Abati e i Religiosi: il proprio abito corale; — i Prelati: il rocchetto e la mantelletta, o la cotta, sopra la veste paonazza con fascia paonazza, a seconda del loro grado; — i Cappellani di Sua Santità: la cotta sopra la talare filettata con fascia paonazza; — i Parroci di Roma: la cotta e la stola rossa. Città del Vaticano, 22 marzo 2007. Per mandato del Santo Padre © PIERO MARINI Arcivescovo Titolare di Martirano Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie

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Nigeria: 70 persone muoiono carbonizzate
ABUJA, 28. Oltre 70 persone sono morte carbonizzate ieri nell’incendio di un’autocisterna da cui stavano rubando il carico nel Nord della Nigeria. L’automezzo, con 33.000 litri di carburante, è sbandato e si è rovesciato. Sul posto sono giunte decine di persone per fare incetta del carico ma una fiammata le ha investite uccidendole.

Afghanistan: bomba a Kabul uccide quattro civili
KABUL, 28. Ha causato la morte di quattro civili e il ferimento di altre dodici persone l'attentato suicida compiuto questa mattina a Kabul e che aveva come obiettivo il responsabile dei servizi di sicurezza afghani. Il bilancio, secondo alcune fonti potrebbe essere più grave. Il kamikaze, a piedi e non in moto come era stato comunicato il precedenza, si è scagliato contro la vettura dei responsabile dei servizi segreti, nel pieno centro della città, vicino a importanti edifici amministrativi. L’esplosione si è udita in gran parte della città. Secondo fonti della polizia, il responsabile dei servizi segreti, Kamaluddin Khan Achakzay, e gli agenti di scorta sono rimasti feriti. Il capo della polizia criminale di Kabul, generale Ali Shah Paktiawal, ha attribuito l’attentato ai «nemici del popolo» afghano, con riferimento ai Taleban. È il secondo attentato a Kabul in dieci giorni. Il 19 marzo, un kamikaze è morto e un cittadino statunitense è rimasto ferito molto gravemente, quando un’autobomba è stata fatta saltare contro un convoglio dell’ambasciata Usa. Anche in quell'occasione numerosi i civili rimasero feriti.

Nucleare: presto un nuovo contatto fra Javier Solana e Ali Larijani
TEHERAN, 28. L’Alto Rappresentante della politica estera e di sicurezza della Ue, Javier Solana, avrà «molto presto» un nuovo colloquio telefonico con il capo negoziatore dell’Iran per il dossier nucleare, Ali Larijani. «Abbiamo concordato di risentirci all’inizio della prossima settimana», ha riferito Solana parlando con i giornalisti a Bruxelles. Il nuovo appuntamento è stato concordato nel corso di una telefonata tra Solana e Larijani con la quale «sono stati ristabiliti contatti». Durante la conversazione, «ho trasmesso a Larijani la determinazione dei Paesi di tenere la porta aperta per vedere come il problema può essere risolto con il dialogo e il negoziato», ha detto Solana al termine di un incontro con il Premier ucraino, Viktor Yanukovich. «Il mio desiderio è di riprendere il negoziato al più presto per cercare la strada per aprire questa porta e possibilmente attraversarla insieme — ha aggiunto Solana —. Nel colloquio non si è concordato nulla, ma la cosa importante è la ripresa dei contatti». La portavoce di Solana, Cristina Gallach, ha poi sottolineato che la questione più critica riguarda «come riesumare i negoziati» sulla base del principio della «doppia sospensione: da un lato, la Comunità internazionale sospende le sanzioni, dall’altro l’Iran sospende l’arricchimento dell’uranio». Proprio ieri l’Iran ha ribadito che non intende sospendere l’arricchimento dell’uranio prima che vengano avviati i negoziati sul nucleare, così come invece esige l’ultima risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. «Se (le grandi potenze) pongono la sospensione dell’arricchimento come condizione preliminare a qualsiasi negoziato, è impossibile accettarlo» ha dichiarato il vice Ministro degli esteri Mehdi Mostafavi, citato dall’agenzia «Isna». Il Consiglio di Sicurezza ha approvato una serie di nuove sanzioni economiche e commerciali contro l’Iran, visto il continuo rifiuto di Teheran di abbandonare i programmi di arricchimento dell’uranio, che avrebbero scopi esclusivamente civili. «Noi proseguiamo nel quadro del Trattato di non proliferazione e dell’Aiea le nostre attività pacifiche e siamo pronti ad avviare negoziati con l’Agenzia e i membri del Consiglio di Sicurezza» ha aggiunto Mostafavi. La risoluzione 1747 adottata sabato scorso al Palazzo di Vetro «non è uno strumento di punizione» nei confronti dell’Iran, piuttosto intende essere «un invito alla ripresa dei negoziati». Lo ha affermato il Ministro degli esteri russo, Serghiei Lavrov. «Questo documento lascia le porte aperte all’Iran per la ripresa dei colloqui e pone in risalto il suo diritto ad avere accesso al nucleare pacifico in conformità al Trattato di non proliferazione (Tpn) e delle regole fissate dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea)», ha commentato il Ministro Lavrov, le cui dichiarazioni sono state citate dall’agenzia di stampa russa «Itar-Tass». Il Capo della diplomazia russa ha stimato che «la risoluzione dell’Onu conferma che una soluzione della questione del nucleare iraniano favorirà la creazione in Medio Oriente di una zona priva di armi di distruzione di massa».

Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice

Celebrazione della Penitenza presieduta dal Santo Padre Benedetto XVI
Giovedì 29 marzo 2007, alle ore 18 nella Basilica di San Pietro in Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà il Rito per la Riconciliazione di più penitenti con la confessione e l'assoluzione individuale. Alla celebrazione prenderanno parte in particolare i giovani della diocesi di Roma. La celebrazione tuttavia è invito a tutti i fedeli a vivere il tempo immediato di preparazione alla Pasqua del Signore, a conclusione dell'itinerario penitenziale della Quaresima, come momento propizio per la riconciliazione penitenziale, in modo che tutti giungano purificati alla celebrazione dei Sacramenti pasquali. I Cardinali, i Vescovi, i Sacerdoti e i Religiosi che desiderano partecipare alla celebrazione, indossando l'abito corale loro proprio, sono pregati di trovarsi per le ore 17.30 presso l'Altare della Confessione per occupare il posto che verrà loro indicato. Città del Vaticano, 27 marzo 2007. © PIERO MARINI Arcivescovo titolare di Martirano Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie

NOSTRE INFORMAZIONI
Provvista di Chiesa
Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Novo Hamburgo (Brasile) Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Zeno Hastenteufel, finora Vescovo di Frederico Westphalen.

TERZA PAGINA
Illuminazioni cristiane sul tema della corporeità

La vita redenta e la promozione integrale della persona umana
di PAOLO MICCOLI
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