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Anno CXLVII - N. 110 (44.553)

CITTÀ DEL VATICANO

Mercoledì 16 Maggio 2007

LA STRAORDINARIA RICCHEZZA DEL VIAGGIO APOSTOLICO COMPIUTO DAL SUCCESSORE DI PIETRO IN BRASILE DAL 9 AL 14 MAGGIO IN OCCASIONE DELL'APERTURA DELLA V CONFERENZA GENERALE DELL'EPISCOPATO LATINOAMERICANO E DEI CARAIBI PRESSO IL SANTUARIO MARIANO DELL'APARECIDA

Benedetto XVI ha illuminato la notte di un mondo pieno di vuoti e di paure
GIAMPAOLO MATTEI

A

merica Latina, tu sei Gaudium et Spes, Gioia e Speranza. Ecco la straordinaria ricchezza scaturita dal Viaggio Apostolico che Benedetto XVI ha compiuto in Brasile, dal 9 al 14 maggio: il sesto Pellegrinaggio internazionale del Pontificato, il primo in America Latina. Momento conclusivo e culminante di questo luminoso Viaggio — accompagnato dall'amore caloroso che questa gente ha per Pietro — è stata la giornata di domenica 13 maggio vissuta accanto alla Madonna Aparecida, Patrona del Brasile: è una data scolpita nelle coscienze di questi popoli che hanno una identità inequivocabilmente cristiana. Nel giorno alto dedicato alla Madonna di Fátima — novant'anni dopo la prima apparizione a tre bambini — e alla tenera Festa di ogni mamma, il Successore dell'Apostolo Pietro ha aperto la V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi. Eloquente il tema: «Discepoli e Missionari di Gesù Cristo, perché i nostri popoli in Lui abbiano la vita». Il riferimento evangelico è alla bellezza testimoniata da Giovanni (14,6): «Io sono la Via, la Verità e la Vita». C'è un antico detto popolare secondo cui la Madre di Dio Aparecida ha un altare nel cuore di ogni brasiliano. L'Immagine — una piccola statuetta in umile terracotta che «grida», già nelle fattezze, la «logica» rivoluzionaria del Magnificat — è stata trovata nel fondo del fiume Paraíba da tre pescatori. Era spezzata. L'hanno ricuperata gettando le reti. E in questa «immagine» del «gettare le reti» c'è tutto il perenne e sempre nuovo vigore evangelico della missione. In queste ore, ad Aparecida, «a tu per tu» con la piccola Mamma e Patrona, si vive il fervore apostolico delle prime comunità cristiane, quella gioia, quell'irrefrenabile entusiasmo della evangelizzazione: non c'è un istante da perdere, l'America Latina — il mondo intero — attende il primo annuncio o il nuovo an-

nuncio della Verità di Dio che in Cristo ha un Volto di amore per ogni persona. Come nel Cenacolo di Gerusalemme ecco Pietro nella persona del suo Successore; ecco Maria, qui venerata come Colei che è «apparsa», l'«Aparecida»; ecco gli Apostoli, vivi più che mai nei Pastori del «Continente della Speranza».

Questa grande Assemblea, di portata storica, non poteva che avere inizio con l'Eucaristia. Come nel Cenacolo, nell'Ultima Cena. Prendendo spunto dalla Parola di Dio, nell'omelia Benedetto XVI ha affermato che l'autentico fondamento della speranza è la fede in Dio Amore: non un'ideologia politica, non un movimento sociale, non un sistema economico. I popoli

dell'America Latina credono in Dio Amore, nel «Deus» che è «Caritas»: questa è la loro forza unificante, questa è la gioia che niente può sopraffare. È del tutto evidente, ancora oggi, cinquecento anni dopo l'evangelizzazione di queste terre, che è la fede in Cristo, è la Croce di Cristo ad aver fatto dell'America Latina il «Continente della Speranza». Ogni serio progetto a servizio dell'uomo, per la promozione sociale nella giustizia e nella libertà, deve dunque prendere il via da questa radicata fede in Cristo. In continuità con la Celebrazione dell'Eucaristia, il Papa ha presieduto i Vespri dando così avvio ai lavori della Conferenza. Un «filo d'oro» ha indissolubilmente legato i due momenti inaugurali: l'Eucaristia e i Vespri. Il Santo Padre ha scritto una pagina di storia della Chiesa, incarnata nella quotidianità e nel futuro dei popoli dell'America Latina. Ha indicato, con paternità e con chiarezza, i punti fermi e fondamentali di un programma pastorale calato nell'oggi e proiettato verso il domani. Parole apostoliche: si è come investiti dal travolgente spirito degli inizi della Missione, duemila anni fa, di quelle primissime Lettere di incoraggiamento, di conferma nella fede, di infuocante dinamismo missionario. Ad Aparecida si è toccato con mano, si è respirato a pieni polmoni il fervore di quelle prime comunità strette intorno a Pietro. Benedetto XVI ha consegnato ad ogni persona dell'America Latina, ad ogni uomo in qualunque parte del mondo, un forte messaggio di verità e di speranza che è un «faro» che illumina la notte di un mondo pieno di vuoti e di paure. Tanto il marxismo che il capitalismo — ha affermato il Papa — hanno in tutta evidenza fallito con le loro promesse perché dove si cerca di cacciar via Dio si va decisamente contro l'uomo. Non serve ricercare la felicità seguendo derive pseudo-religiose o culturali o politiche: c'è Cristo presente nella sua Chiesa, su ogni strada e sentiero dell'America Latina e del mondo. Ecco il grande annuncio di Pietro. La Chiesa intera vive ora con ancora più gioiosa consapevolezza la propria Missione.

Aparecida: i lavori della V Gli Usa e l'Iran si accingono a dialogare Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi nonostante le forti e persistenti tensioni
IRAQ
Cruenti attacchi a soldati danesi e statunitensi — Tre autobombe a Baghdad
BAGHDAD, 15. I Governi degli Stati Uniti e dell'Iran si preparano, nonostante la fortissima e persistente tensione bilaterale, ad avviare un dialogo sulla sempre più incancrenita situazione in Iraq, dove anche la giornata di ieri è stata segnata da sanguinosi e reiterati episodi di violenza. Sia da Washington sia da Teheran è stato confermato che i colloqui riguarderanno solo la vicenda irachena e non il contenzioso che oppone da tempo i due Paesi, Un automezzo militare Usa di pattuglia nella provincia soprattutto riguardo al programma nucleare iraniano. Anche sulla specifica questione diplomatiche fra Teheran e Washington) irachena, comunque, nelle ultime ore è è stato convocato ieri al Ministero degli cresciuta la tensione. L’ambasciatore esteri per ricevere una dura protesta e svizzero in Iran, Philippe Welti, nella ve- una richiesta di «immediato rilascio senste di rappresentante degli interessi sta- za condizioni» di cinque cittadini iraniatunitensi in Iran (in assenza di relazioni ni arrestati l'11 gennaio scorso ad Erbil, nel Kurdistan iracheno, e da allora prigionieri delle forze statunitensi. Secondo gli Usa, i cinque rifornivano di armi gruppi estremisti in Iraq, mentre secondo l'Iran si tratta di personale diplomatico in servizio presso il locale consolato. Come detto, non s'interrompono intanto le violenze. A Baghdad, le esplosioni di tre autobombe hanno provocato in tutto cinque morti e 24 feriti, mentre quattro poliziotti sono stati uccisi a Baquba, a Nord-Est della capitale. di Diayla Sempre ieri, un soldato del contingente danese è stato ucciso ed altri cinque sono rimasti feriti, insieme al loro interprete, in un attacco nel villaggio meridionale di Al Latif, nei pressi di Harta, nella zona di Bassora. È stata invece smentita la notizia, diffusa dall’agenzia di stampa irachena «Aswat Al Iraq», secondo cui altri tre soldati sarebbero stati catturati. I tre si dopo l'attacco si erano rifugiati in un palazzo poco distante, dove erano stati soccorsi da una pattuglia britannica che li ha tratti in salvo insieme con i feriti. Quello di ieri è il terzo soldato danese ucciso in Iraq dallo scorso settembre. Nei mesi scorsi la Danimarca ha annunciato che ad agosto ritirerà dall'Iraq il suo contingente di 500 uomini. Nuove vittime hanno avuto ieri anche le truppe statunitensi. Un comunicato del comando Usa diffuso questa mattina riferisce di tre morti in tre distinti attacchi. Un soldato della «Divisione multinazionale Baghdad» è stato ucciso e quattro sono stati feriti da una bomba esplosa al passaggio della loro pattuglia nella zona settentrionale della capitale irachena. Un morto e tre feriti ci sono stati in un simile episodio nella zona meridionale di Baghdad, mentre un terzo soldato è stato ucciso in combattimento nella provincia di Al Anbar, dove sono particolarmente attivi gli insorti sunniti. Minacce di morte sono intanto giunte contro i tre soldati Usa catturati sabato a Mahmudiya, a Sud-Ovest di Baghdad, dal gruppo «Stato islamico dell'Iraq», considerato legato all'organizzazione terroristica internazionale «Al Qaeda», in un attacco nel quale erano stati uccisi altri quattro soldati statunitensi e un loro interprete iracheno. Il gruppo, in un nuovo comunicato diffuso ieri via internet, dopo quello che domenica aveva rivendicato l'attacco, a fatto sapere che le truppe Usa «se vogliono la salvezza» dei tre devono «smettere di cercarli». Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, ha presieduto, lunedì 14 maggio, nel Santuario di Aparecida, la Concelebrazione Eucaristica per l'inizio dei lavori della V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi, inaugurata solennemente domenica 13 da Benedetto XVI. Ai lavori partecipano 162 delegati fra Vescovi, Arcivescovi e Cardinali, affiancati da un gruppo di 13 esperti. La prima parte della giornata è stata dedicata alla preghiera e al raccoglimento, e si è conclusa con l'adorazione e la benedizione del Santissimo Sacramento. Nel pomeriggio i partecipanti hanno ascoltato gli interventi del Card. Giovanni Battista Re, che ha dato avvio ai lavori, e di Mons. Geraldo Lyrio Rocha, Arcivescovo di Mariana (Brasile) e secondo Vice Presidente del CELAM. Successivamente si sono riuniti per due attività: la Plenaria e la presentazione del Manuale del Partecipante.
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Medio Oriente: sviluppi diplomatici ma non s'interrompono le violenze
BRUXELLES, 15. Gli sforzi della diplomazia internazionale si moltiplicano, anche con significativi risultati, per costituire un progetto concorde e condiviso di pace per il Medio Oriente, ma sulla strada per raggiungere tale risultato permangono ostacoli rilevanti e soprattutto il protrarsi delle violenze. Ieri, nella stessa giornata che ha visto a Bruxelles la prima e in qualche modo storica riunione tra i Ministri degli esteri dell'Unione Europea e loro omologhi di alcuni tra i principali Paesi arabi, nella Striscia di Gaza le violenze tra fazioni palestinesi contrapposte hanno affiancato ai loro esiti sanguinosi anche conseguenze giudicate dagli osservatori internazionali preoccupanti per la futura tenuta del Governo palestinese di unità nazionale. Al momento non sembra aver ottenuto risultati la decisione di dispiegare in modo massiccio le forze di sicurezza nella Striscia di Gaza presa dal Primo Ministro palestinese Ismail Haniyeh, che ieri ha assunto l'interim del Ministero dell'interno dopo le dimissioni rassegnate da ormai due settimane dal Ministro Hani Kawasmeh. Anche questa notte, infatti, si sono ripetuti sanguinosi scontri tra le «brigate Al Qassam», la milizia armata di Hamas, e le «brigate Al Aqsa», l'equivalente struttura di Al Fatah. Secondo l'agenzia di stampa palestinese «Maan», gli scontri di oggi hanno provocato otto morti. Come detto, tuttavia, l'impegno diplomatico a pacificare quell'area tormentata da decenni sembra rafforzarsi. In particolare, i Ministri degli esteri dell'Ue hanno incontrato a Bruxelles i loro omologhi impegnati a promuovere il piano di pace rilanciato dal recente vertice della Lega Araba. La riunione, definita «storica» dal principe Al Faisal, Ministro degli esteri dell'Arabia Saudita e dal Segretario della Lega araba Amr Moussa, anche secondo l'Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Ue, Javier Solana, ha messo in evidenza «la forte vicinanza» tra Ue e Paesi arabi, animati dalla convinzione che si stia vivendo un momento decisivo per la soluzione del conflitto. «Se non vedessimo questa opportunità il nostro impegno nel sostenere l’iniziativa araba non sarebbe così deciso», ha detto a sua volta il Ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, a nome della presidenza di turno dell'Ue.

Riflessioni sull'Esortazione Apostolica «Sacramentum caritatis» di Benedetto XVI/7

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha accolto la rinuncia al governo pastorale dell'Ordinariato Militare per l'Argentina, presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Antonio Juan Baseotto, C.SS.R., in conformità al canone 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.

Spiritualità presbiterale
del Card. CLÁUDIO HUMMES
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L'OSSERVATORE LIBRI
Oggi la pagina settimanale di articoli, schede e segnalazioni dedicata alle novità editoriali

La morte del Vescovo Pierre Duprey protagonista del dialogo ecumenico

Una nuova edizione dell'opera narrativa di Thomas Mann

Nella morale la sintesi tra coscienza e società
di CLAUDIO TOSCANI
Pagina 10

Servitore della «koinonia» tra i cristiani
di ELEUTERIO F. FORTINO
Pagina 7

Uno studio di Owen Chadwick

«Gran Bretagna e Vaticano durante la seconda guerra mondiale»
di DANILO VENERUSO
Pagina 11